Non ce la fa, è cresciuto all’oratorio. Confonde la carità con la solidarietà ed è in buona fede, questo è il guaio.


imagesLa Chiesa, illuminata, ha scoperto da tempo la differenza tra la solidarietà e la carità.
La solidarietà ti da gli strumenti, le istruzioni, per liberarti ed aiutarti a fare da solo. Ti insegna a fare il pozzo, la carità ti regala la bottiglietta di acqua minerale ma non ti insegna come procurarti l’acqua e renderti indipendente.
Tra l’altro la carità è una potente lavatrice per la coscienza dei cattolici che sfruttano il tuo lavoro e poi ti fanno la carità con i tuoi soldi e si mettono a posto la coscienza.
Lui è cresciuto all’oratorio ed ha un’idea del sindacato, delle pensioni, del welfare in genere che è prettamente capitalista.
Non mi piace ma devo considerarlo in buonafede, altrimenti dovrei considerarlo un genio, ed è qui il suo limite, l’humus in cui è cresciuto.
Se devo considerare il Pd come partito di sinistra, cosa della quale non sono convinto, ritengo che il risultato di ieri sia praticamente un suicidio se invece, come ritengo, il Pd è un partito di centro formato dai democristiani più presentabili dell’ex Dc
devo dire che hanno raggiunto lo scopo.
Due o tre cose le condivido, c’è sempre un particolare che si può condividere, ma è tutto il resto del progetto che è impossibile da condividere.
Ora Epifani invoca l’unità del partito mentre io auspico che l’occasione non vada persa per dividersi e formare un partito veramente di sinistra che ci faccia sapere cosa ne pensa del capitalismo globale.
Un gionale del nord, vicino alla lega, titola: Largo ai giovani!
Se i giovani sono Renzi e Salvini siamo a posto, siete a posto perchè io ho un callo d’opposizione che ha più di 50 anni. Ho l’abitudine.
Preciso che, per me, il nuovo non è nemmeno il M5S inteso come “gruppo dirigente” mentre tra la base ci sono molti giovani bravi e volonterosi che, purtoppo, sono guidati da un fascista di ritorno.
Da come ha trattato, tratta, i suoi eletti, dalle liste di prescrizione dei gionalisti, dalla leggerezza con cui tratta Casa Poud o la destra estrema francese Grillo non mi da nessuna garanzia, temo che tra poco dia fuoco a libri e giornali in Piazza Ferrari a Genova.
Ovviamente dopo averli esposti al ludibrio ed all’offesa sul suo blog.
Certi commenti hanno la bava alla bocca, tra poco proporranno l’obbligatorità di un simbolo ad hoc per chi non la pensa come loro.
Giusto per riconoscersi in piazza e fare prima.
La destra cavalca i forconi, gli ex comunisti nel Pd eleggono come segretario un democristiano, il pregiudicato cerca alleanze con lega e M5S per abbattere lo Stato e la democrazia e la sinistra non riesce a fare un discorso unitario.
Certamente non viviamo un risorgimento ma un medioevo culturale ed ideologico.
Maggioranza bulgara per la restaurazione, anche il pregiudicato ha avuto vent’anni di maggioranza, ed il bello è che chi ha votato Renzi è convinto di aver votato per il cambiamento.
Gli unici che hanno vinto sono i fiorentini che se lo sono tolto di mezzo, lui e la sua bicicletta.
E’ un misto tra Monti,il pregiudicato e Letta. Un democristiano doc.
L’apparato è stato distrutto, è l’unica cosa positiva, ma per distruggerlo non era necessario andare a destra, cancellare la storia.
Chi non è iscritto non dovrebbe votare, se non ho azioni della Fiat non posso partecipare all’assemblea dei soci.
Un amico di Marchionne sarà in grado di capire cosa intendo dire.

Se il nuovo che avanza è il duello Renzi-Marina ridatemi Fanfani. L’alternativa è il M5S, se non facesse una politica opportunista per non rischiare % da prefisso telefonico.


renzi-marinaHo sempre considerato la politica come progetto per una società diversa nel quale impegnarsi con dedizione e sacrificio per un mondo migliore e, quindi, quando vedo far politica con opportunismo, massaggiando la pancia della gente e non il cervello, mi fa impressione. Non è la politica che intendo io.
Ormai sono tutti berlusconizzati solo che il pregiudicato manda avanti il progetto della P2 per i suoi interessi gli emuli fanno solo proposte atte a catturare voti da ovunque vengano senza preoccuparsi delle ideologie, del progetto e delle prospettive. Uno chiede voti al Pdl ed ai grillini l’altro non tocca il tema immigrazione per non perdere voti.
Se la politica è senza progetto ideologico non è la mia politica. Se il problema è condizionare una parte del capitalismo per distribuirsi le briciole non mi interessa perchè il mio motto, da 50 anni, è sempre lo stesso che ho letto nella prefazione del Capitale di Carlo Marx:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Quando Marx alludeva al “sapere” non intendeva alla conoscenza delle pieghe del capitalismo da raddrizzare per avere un’ora d’aria in più, intendeva alla conoscenza dello sfruttamento che il capitalismo opera sul proletariato.
Il capitalismo si è evoluto, da capitalismo oppressivo e sfruttatore è diventato capitalismo finanziario e parassita.
Vedo se riesco a fare un esempio per rendere l’idea.
Prima il capitalista metteva in piedi una fabbrica e produceva qualcosa attraverso lo sfruttamento della manovalanza da pagare, ovviamente, il meno possibile.
Uno, un capitalista a caso, investiva miliardi e si trovava ad avere a che fare con dirigenti, dipendenti, sindacati, scioperi e manifestazioni ed alla fine dell’anno aveva una rendita del 10%, al netto delle tasse sempre che sia stato onesto, ed abbia rispettato tutte le regole imposte dallo stato e dalle conquiste del sindacato. Insomma una rottura di palle.
Adesso
il capitalista finanziario parassita non ha più bisogno di capannoni, reparti di ricerca, reparti di produzione, dipendenti e dirigenti che fanno il lavoro sporco per lui. Niente più incontri con i sindacati, rivendicazioni, scioperi, serrate e niente stipendi da elargire a 3, 4 mila persone o di più.
Oggi il capitalista finanziario parassita investe sui debiti dello stato che tutti i cittadini, si fa per dire, verranno chiamati a pagare.
Niente più scioperi, boicottamenti della produzione, sindacati che rompono le palle con le rivendicazioni dei dipendenti, niente capannoni e niente dirigenti che magari ci mangiano sopra.
Il lavoro sporco per opprimere la massa non lo fa più lui, o i suoi scagnozzi, lo fa il governo, i governi, che sguazzano tutti nello stagno del capitalismo.
La resa, per l’imprenditore capitalista parassita, è molto di più del 10% che ho ipotizzato sopra, senza rotture di palle.
Il risultato è che le imposte dello Stato italiano vengono per l’87% dal lavoro dipendente e dai pensionati il resto dai parassiti della finanza.
Teniamo presente che il 10% delle famiglie italiane possiede oltre il 47% della ricchezza nazionale: niente è più anticostituzionale ed antidemocratico di una situazione del genere.
Vi va bene una situazione come questa? A me no. Sono cosciente che il modello di società alla quale aspiro io non farò in tempo a vederlo ma sono certo che “questo” modello non è il mio.
Se Marina rappresenta il capitalismo finanziario parassita e ladrone mi domando cosa rappresenti Matteo Renzi per il quale l’obiettivo è rubare voti al Pdl ed ai grillini per vincere.
Vincere che cosa? Per andare dove e con chi? Per quale progetto, una verniciatina di rosso al capitalismo?
Fate pure, ma senza di me.
Da sempre preferisco avere a che fare con un figlio di buona madre piuttosto che con un ignorante.
So cosa vuole e dove vuole andare, il figlio di buona madre, l’ignorante no. Non lo sa nemmeno lui e ti spiazza in continuazione.
Ora non credo che Matteo sia ignorante, è opportunista ed aspira ad un obiettivo di breve termine, vincere.
Manca il progetto del dopo, se c’è è un ripiego, sono dei cerotti da mettere al capitalismo finanziario e parassita.
Briciole, per mantenere la pace sociale, evitare la vera rivoluzione che non si fa con le class action.

Vecchio Compagno quanto tempo è passato, quante illusioni vuoi rivivere tu. Anch’io sogno ancora ma non insieme a voi.


imagesL’ho incontrato al mercato, faceva volatinaggio, ci siamo salutati e gli ho detto che il Pd è sempre peggio. Era mortificato.
Ho un cordone ombelicale che mi lega al Pd, non al Pd come partito ma a quelle centinaia di Compagni che ancora oggi si impegnano nelle sezioni e per loro nutro il massimo rispetto. Sempre e comunque.
Sono uno di quelli che finito il Pci ha mollato il colpo, non ho mai preso la tessera dei Ds e men che meno quella del Pd. Però ho votato alle primarie e ricordo ancora quando abbiamo votato in massa per Bersani convinti che il partito dovesse stare a sinistra.
Abbiamo visto come si è ridotto le margherite, i democristiani del Pd hanno preso in mano il partito anche se, nelle sezioni, sono in netta minoranza.
Siamo più imbarazzati a parlare di politica tra noi che con i leghisti o i pidiellini, questi ultimi impossibili da trovare nei mercati o ai giardini, morire se trovi uno che ti dica che ha votato il piduista.
Dicevo siamo sempre più imbarazzati perchè voi militanti ed io fuoriuscito sappiamo benissimo che di sinistra all’interno del Pd non è rimasto nemmeno il rosso che fa dacornice alla D.
La lotta al capitalismo è stata abbandonata da tempo e l’ultimo che ha fatto qualcosa di sinistra è stato Prodi con l’Ulivo, vi sembrerà strano ma è così, salvo poi essere sotterrato dal rivoluzionario al cashmere Bertinotti. IL signor No del sindacato.
Negli ultimi anni, dall’ultimo governo del piduista a quello di Monti e quello di Letta, la minestra è sempre la stessa non si vedono differenze e si hanno solo conferme, bastonare pensionati, lavoratori, precari ma non toccare banche ed i parassiti del capitalismo finanziario.
Per me viene più facile criticare, prendere le distanze, perchè non ho mai creduto all’unione tra i democritisni buoni e gli avanzi del Pci sono e rimango un anticapitalista convinto e minoritario.
Ma voi siete mortificati, vi fate un mazzo tanto e poi vi ritrovate con il nuovo che avanza rappresentato da Renzi che nemmeno avete voluto che non avete votato.
Renzi è un opportunista che si affida a slogan
per pescare voti a destra a sinistra al centro pur di avere una maggioranza interna che gli consenta di comandare il partito, peccato che manchi un progetto, il progetto.
La politica della seconda repubblica basta sul consenso generato dall’opportunismo, si va dove l’onda è più alta senza porsi il problema di dove si voglia andare.
Mi fate tenerezza ma è l’ultima volta, alle prossime elezioni dovete prendere coraggio ed abbandonare questa nave che non va, che non ha più la bandiera rossa.
I nostri grandi leader del secolo scorso, dato che io non credo nell’al di là, fortunatamente non vedono com’è ridotto, cosa rimane del vecchio Pci nel quale eravate la forza di base, come adesso, altrimenti girerebbero nella tomba come le turbine degli aerei.
Lasciate perdere, non fatevi mortificare oltre. Lasciate che  Letta, Finocchiaro, Epivani e compagnia bella vadano per la loro strada.
Che non è la nostra.

Questa volta l’ho sentito dal vivo, a nemmeno un metro di distanza: invece di soccorrerli dovrebbero togliere il tappo alla barca e lasciarli li.


indexErano seduti sulle panchine, mi sono avvicinato per salutare un amico e lui mi ha fatto una battuta al volo: domani vai a Roma?
Tutto è partito da lì. Ho il pullman alle 7 da Lecco, ho risposto prontamente. 600 euro tutto compreso 200 per il viaggio e 400 per la Mondadori per contribuire alla spesa per De Benedetti. A De Gregorio ci ha pensato lui.
Il discorso della combriccola verteva sulla tassa dei rifiuti per la seconda casa, peccato non godersela per pochi euro in più rispetto ai residenti, ma mi sono reso conto del motivo per cui il piduista insiste sull’Imu, vedono il dito e non vedono la luna.
Senza nemmeno rendersi conto che sulla seconda casa l’Imu rimane come la tassa sui rifiuti e quella dell’acqua.
Tolto il mio amico ero nel bel mezzo dell’Italia che ha dato il bastone del comando al piduista, ex democristiani che hanno votato forza Italia e la lega non potendo votare fascista perché, purtroppo per loro, un partito fascista esplicito non esiste altrimenti si sarebbero sentiti a casa.
Ad ogni modo non sono riuscito a stare zitto ed ho ribattuto al devoto cattolico che invitava a togliere il tappo dal barcone che se si fosse trovato lui in mezzo al mare non l’avrebbe pensata in questo modo.
Io sarei rimasto a casa mia è stata la sua risposta.
Peccato che lui come me ed altri presenti non fosse né un montanaro né un lombardo ma un veneto che è emigrato per sfuggire alle zone depresse degli anni 50.
Oggi il mondo è più piccolo e c’è chi tra i nostri figli è costretto ad emigrare in Germania o in Inghilterra, non cambia di una virgola il concetto.
La figlia del devoto in questione volle che raccontassi come fu che il piduista venne in possesso della villa di Arcore e ne feci un riassunto veloce ma significativo.
Alla fine disse: è vero, la storia la conoscevo già.
Mi sono chiesto, non ad alta voce anche se il miserabile l’avrebbe meritato, come l’avrebbe pensata se avessero violentato sua figlia e l’avessero costretta ad emigrare per mandarla a battere in qualche bordello del mondo.
Se avrebbe fatto togliere il tappo anche in quel caso.
Quasi tutti, alla sua battuta infelice e feroce, fecero cenno con la testa come se la soluzione proposta dal miserabile fosse l’unica percorribile.
Qualche donna che ha conservato un minimo di umanità forse avrebbe voluto ribattere ma non ne ha avuto il coraggio ma ho capito che hanno apprezzato la mia reazione.
Insomma, come sempre, per il nostro popolino la colpa è sempre degli altri, i fascisti erano gli altri ed il duce era un buono che si è fatto deviare da Hitler.
E’ per questo che noi da oltre 70 anni non andiamo da nessuna parte.
Giusto per spargere fango a 360 gradi hanno tirato in ballo tutti anche per giustificare il fatto che hanno si sbagliato a votare ma tanto sono tutti uguali.
Ho detto che Greganti si è fatto la galera mentre migliaia di altri farabutti non l’hanno nemmeno visitata per un giorno ed allora mi hanno tirato fuori Penati che godrà della prescrizione.
Penati lo conosco personalmente da oltre trent’anni, ciò non mi ha impedito di ritenere opportuno che la giustizia facesse il suo corso, anzi, ho chiesto che se ritenuto colpevole gli venga raddoppiata la pena in quanto ex comunista.
Detto ciò ho voluto precisare due cose. La prima è che secondo i giornali Penati rinuncia alla prescrizione e la seconda è che se Penati usufruisse della prescrizione abbreviata godrebbe di una legge fatta su misura per il condannato piduista nelle cui mani il manipolo delle panchine ha affidato l’Italia nell’ultimo ventennio.
Comunque considerato che ognuno di noi ha il suo sogno, il miserabile in questione sogna che venga tolto il tappo al barcone in mezzo al mare, ho anch’io il mio sogno: che nel barcone ci sia lui e che venga tolto il tappo senza nemmeno andare al mare, mi basterebbe il lago di Como.
Buona domenica.

Io sono un cretino ma, per fortuna, alcuni grillini mi hanno illuminato con i commenti nel mio blog. Pensavo che le ragioni dell’ autodistruzione del Pd fossero altre ed invece, mi dicono che è per salvarsi dal Monte dei Paschi di Siena.


imagesChi è malato di dietrologia è figliolo di Andreotti il quale diceva che a pensar male si fa peccato ma, spesso, ci azzecca.
Detto questo mi sembra che sia una esagerazione, che sia diventata una mania talmente invadente che tocca tutti gli ambiti, dalla vita privata allo sport alla politica.
Sembriamo tutti interisti, in modo particolare i grillini ed i giornalisti, dietro ogni errore, stronzata, debolezza, ci vedono complotti. Appena un arbitro fischia un rigore, contro, ci vedono un complotto se invece è a favore è tutto dovuto.
Come sanno i 4 gatti che leggono il mio blog io avrei votato Rodotà, sono stato felice che il Pd sia imploso o esploso, come preferite, perchè era ora che dentro al non partito si facesse chiarezza sulla linea a sugli obiettivi.
Detto questo prendo atto che i giovani che hanno occupato le sezioni del Pd e molti degli eletti nel Pd la pensano come me, penso alla Serracchiani che si è posta le mie stesse domande ed all’altro ospite che ieri sera era a Piazza Pulita, Orfini, che ha lanciato la sua provocazione con la proposta di Renzi premier.
Non entro nel merito politico della situazione ma prendo atto che almeno una dietrologia del M5S, del Fatto e di non so quanti altri, ai giovani del Pd ed a qualche eletto, non lo so ancora ma sono in parecchi, della situazione del Monte dei Paschi di Siena non frega niente, diciamo che è l’ultimo dei loro problemi.
E’ bastato che Napolitano, in tempi non sospetti, invitasse a prendere atto di una banalità elementare, ribadita ieri, e cioè “che in democrazia servono alleanze”perchè tutto il mondo bacato dalla dietrologia gridasse all’inciucio.
Chi scrive è stato per oltre un ventennio iscritto al Pci con incarichi in sezione e nel consiglio di quartiere a Sesto San Giovanni, sono stato anche capogruppo.
Ebbene per decenni nelle regioni, nei comuni, nelle province, nei consigli di quartiere si sono fatte alleanze con i socialisti nel segno della governabilità e nell’interesse dei cittadini, delle cose da fare.
Sono state fatte alleanze con i socialisti anche se noi del Pci avevamo il doppio dei voti, in alcuni casi quasi il 50% se non più e si facevano alleanze nel nome della democrazia.
Badate bene che i socialisti, in politica, erano come Casini o il gruppo dirigente attuale  del Pd
pronti a qualsiasi alleanza. Non avevano problemi a governare con la Dc ed allearsi con essa a qualsiasi livello istituzionale pur di raccattare qualche poltrona.
Mani pulite era ancora lontana ma noi sapevamo cone che razza di piranha avevamo a che fare ma dato che all’interno del Psi c’erano anche molti socialisti alla Lombardi o alla Pertini non disdegnavamo di allearci con loro in nome della partecipazione e della democrazia perchè, volenti o no, rappresentavano qualchi milione di cittadini.
Ovvio che si cercasse di fare alleanze al più alto livello possibile, quando erano decisamente impresentabili li “lasciavamo” fare alleanze con la Dc.
Più volte, a Sesto San Giovanni, i socialisti hanno avuto, voluto, il sindaco anche se avevano la metà dei nostri voti.
Era un sacrificio, pesante, che accettavano nell’interesse della città, non abbiamo demolito tutto per principio o perchè noi ci ritenessimo migliori.
Non era difficile ritenersi migliori dei socialisti, in modo particolare dei craxiani.
Oggi, quello che a noi sembrava una espressione della partecipazione e della democrazia, viene chiamato da tutti: inciucio.
E’ chiaro che ciò è dovuto anche allo scarso livello dei gruppi dirigenti attuali, a 360°. Nessuno si sarebbe mai permesso di chiamare inciucio il tentativo che Aldo Moro ed Enrico Berlinguer di fare qualcosa insieme per sconfiggere il terrorismo e di guidare il Paese in un momento terribile della sua storia.
Moro pagò con la vita il tentativo di servire il Paese. Faccio presente che su Moro la penso come Giorgio Gaber nel capolivaoro dal titolo: Io, se fossi Dio.

Io se fossi Dio,

quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,

c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire

che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana

è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana.
Detto questo se la situazione è grave è meglio avere a che fare con Aldo Moro che con Fanfani.
Travaglio era ancora un bambino, Grillo no perchè ha la mia età, ma se Travaglio nel 1978 non avesse avuto 14 anni ma 28, avrebbe gridato all’inciucio con la bava alla penna.
Questo non significa che la classe politica attuale sia intonsa o al di sopra di ogni sospetto, tutt’altro, ma è innegabile che qualsiasi nome, giusto o sbagliato che sia,  la politica propone è sottoposto immediatamente all’autopsia mediatica di tutta la sua vita, dal primo giorno all’ultimo in ordine di tempo e qualsiasi scivolone, qualsiasi dichiarazione anche a 30 anni di sitanza viene studiata al microscopio.
La persona più sana di questo mondo che muore di vecchiaia, se viene sottoposta ad autopsia, ci fa scoprire che tutto sommato così sana non era.
Qualche traccia di traumi giovanili la si trova comunque.
Ho già scritto che il gruppo dirigente del Pd messo insieme non vale il dito mignolo di un Pajetta o di un Berlinguer, detto questo non penso che siano tutti banditi o venduti sono convinto che alcuni lo sono ma, la maggioranza, è solamente incapace, non all’altezza.
Però non butto via l’acqua sporca con il bambino dentro, non l’ho mai fatto e non lo farò mai.
Il peccato originale del Pd è quello di aver voluto mettere insieme anime diverse, dalla Binetti ai Rutelli a chi si sente ancora comunista creando un casino che la metà è abbastanza.
Ora devono fare chiarezza, secondo me, prendere atto che le diversità ci sono e che ognuno vada per la sua strada.
Io sono per il centralismo democratico, che non niente a che vedere con il centralismo del M5S, se riuscissero a metterlo in pratica sarebbe la loro salvezza.
Io stesso, pur rischiando di essere minoranza, sarei tentato di prendere la tessera nel tentativo di spostare l’asse a sinistra dall’interno.
Napolitano non le fa tutte giuste, quando eravamo nel Pci Lui era dall’altra parte nell’anime interne al Pci, ma vedere il marcio in tutto quello che fa è ingiusto, falso ed è una forzatura.
Napolitano ha il senso dello Stato, della Democrazia, è uno dei tre presidenti della Repubblica che al momento della loro elezione  non ha gridato W Dio,  ma W la repubblica, W l’Italia.
Certo che dovendo navigare nel mare magnum della merda politica attuale, conseguenza della scesa in campo della P2 e dell’inefficienza del gruppo dirigente del centrosinistra, può dare l’impressione grazie all’informazione di massa con problemi alla testa di esserne il responsabile mentre è solo una vittima delle debolezze altrui che, ovviamente, possono nascondere interessi innominabili.
Ma questo è il Parlamento che gli italiani gli hanno eletto, compresi i duri e puri che vogliono governare da soli non avendo i numerie credono di essere i più democratici di tutti perchè fanno un sondaggio per sapere dove devono andare a pisciare.
Chiunque abbia attaccato i partiti, le Repubbliche rappresentative, non ha portato democrazia nei parlamenti ma regimi, di destra o di sinistra.
Chiunque si sia scagliato contro i partiti, Hitler tanto per ricordarne uno, con un populismo esasperato scambiato per democrazia partecipata ci ha regalato regimi, guerre e sangue.
Non credo che Pinochet avesse simpatia per il Partito Socialista di Allende.
Concludo con una mia netta impressione dedicata ai dietrologisti di tutte le latitudini: alla base del Pd ed a molti letti in Parlamento non frega niente della situazione del Monte dei paschi di Siena.
Giusto o sbagliato che sia, a secondo dei punti di vista, cercano di fare qualcosa per il Paese e per il loro partito.
Ed è un loro diritto, in democrazia. Uno sputo in più o uno in meno non cambia niente se non che è la conferma che ormai siamo tutti inquinati dal dubbio, colpiti da schizzi di fango anche se abbiamo cercato di stare alal larga.
Siamo come quelle coppie che sembrano così tranquille da non riuscire a spiegarci, poi, come mai sia finita a coltellate.
Anche quando ci parlano i nostri figli o la nostra compagna non riusciamo più a prendere atto, ad ascoltare le loro parole e le loro ragioni ma ci chiediamo cosa ci sia sotto.
Dove vuole arrivare? Da nessuna parte, siamo noi che ci siamo persi e quando trovi un gruppo di giovani sani in televisione invece di essere felice che esistano ancora e si diano da fare ti chiedi chi ci sarà dietro a manovrarli.
E’ la prova che ci siamo persi dentro il male che è nella nostra testa, il baco del dubbio e dell’inciucio.
Se buchi una ruota e qualcuno si ferma per aiutarti ti vengono i dubbi che ti voglia fregare qualcosa, siamo tutti in Guerra con Piero.

e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muoree mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbraccia l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia.
Detto questo penso che un governo con il piduista sia inaccettabile, lo pensano anche molti giovani del Pd che fortunatamente non sono come la Finocchiaro.
Metto la foto della Serracchiani non solo perchè ha vinto in una terra impossibile ma perchè oggi farà delle domande alla Direzione del Pd che avrei voluto fare io.
Intanto le auguro un buon lavoro.
Ovviamente mi aspetto che mi accusiate di avere scritto l’elogio dell’inciucio, è normale come per gli interisti prendersela con l’arbitro che da un rigore che non c’è e non con l’attaccante che ha sbagliato tre gol.
E’ normale, siamo talmente presi dalla dietrologia da perdere di vista la realtà.
Forse incontriamo la più bella donna della nostra vita ma perdiamo l’occasione, chissà cosa ci sarà dietro se si è accorta di me.

Uno non ha carisma ed annoia, l’altro ne ha troppo e spaventa. E’ disponibile la cara vecchia coperta di Linus, la destra. Quando i problemi si fanno seri emerge l’animo conservatore dell’Italia, si gira a destra. Come sempre.


imagesNon è un problema di sondaggi che danno il Pdl in ripresa, lasciano il tempo che trovano lo abbiamo già visto con le primarie del Pd e con le elezioni nazionali, non ne hanno indoviata una.
L’unica volta che il nostro Paese ha mostrato una decisa volontà di cambiamento è stato con la Resistenza e “grazie” al fatto che c’era una dittatura che ci aveva portati alla rovina ed alla guerra.
Avendo toccato il fondo in tutti i sensi l’elite democratica ed intellettuale, pur minoritaria, ha preso coraggio e sopravvento dando vita alla resistenza prima ed alla liberazione poi, quando parte del Paese era già stata liberata dagli alleati. Un sussulto di dignità per un Paese da sempre conservatore, dominato dalla borghesia.
In quel momento storico si sonto toccati il punto più basso dell’italico cittadino ed allo stesso tempo il punto più alto e nobile dei nostri intellettuali.
Il punto più basso è stato il vergognoso accorrere in soccorso al vincitore, una volta caduto il duce si sono ritrovati tutti antifascisti, salvo rarissime eccezioni.
Il punto più alto ci è stato ragalato dai Padri della Patria con la nascita della nostra Costituzione, una delle più belle al mondo, simbolo di equilibrio, democrazia, giustizia tutt’ora non applicata del tutto.
Dalla liberazione in poi l’Italia, intesa come maggioranza dei cittadini,  è tornata quello che è sempre stata conservatrice sotto l’ala protettiva della Dc e quando si è trovata in difficoltà ha chiesto aiuto ai missini, gli ex fascisti.
Ogni volta che si è presentata un’occasione di cambiamento democratico e radicale verso il nuovo, ricordo ad esempio le elezioni del giugno 1976 quando il Pci veniva dato in forte crescita e si credeva possibile il sorpasso, tutto il mondo conservatore dal centro all’estrema destra si è riunito in corpo solo.
Fu l’anno in cui Montanelli invitò gli italiani a turarsi il naso ed a votare Dc.
Non fu colpa o merito, secondo i punti di vista, di Montanelli la maggioranza  degli italiani è sempre stata conservatrice e da sempre per spiegare la filosofia della maggioranza degli elettori vale lo stesso proverbio: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che  lascia non sa quel che trova.
Tranquilli, tutti quelli che speravano in un cambiamento grazie anche ad alcune proposte del M5S si mettano l’animo in pace, torneremo alle elezioni ed ancora una volta la maggioranza degli italiani sceglierà la strada vecchia, svolterà a destra.
Penso che il bonus offertoci dal M5S ce lo siamo giocato nel peggiore dei modi e per colpa di tutti, non mi interessa sapere di chi è la colpa più grave o chi ha più responsabilità.
Rifletto sui risultati e sui fatti, con la mia testa ovviamente, e penso che il punto più alto della “rivoluzione del cambiamento” l’abbiamo toccato alle ultime elezioni.
Ogni conquista è un passo in avanti sia in politica che nel sindacato ma tutti sappiamo che dopo ogni travolgente conquista c’è l’assestamento e la reazione.
Insomma si lotta per conquistare tre metri e se ne conquista uno, se dopo la conquista ci rilassiamo per goderci la vittoria se ne perdono due.
Posso anche sbagliarmi ma la spinta propulsiva della protesta che ha fatto avanzare, meritatamente, il M5S sia esaurita e che il M5S sbaglia nel non battere il ferro sinchè è caldo.
Tutto il bailamme economico e politico che ci stanno costringendo a vivere produrrà, sempre secondo me e non son l’oracolo, queste conseguenze.
Chi ha votato M5S venendo da sinistra, i delusi dalla sinistra, sono delusi dalla presa di posizione del M5S torneranno a sinistra o all’astensione da protesta o delusione.
Certo non possiamo contare sulla sinistra esterna al Pd, che ho votato, perchè si sta dissolvendo come elettori, tolto qualcuno di Sel da anni non è presente in Parlamento.
Stendo un velo pietoso, nel web è pieno di gente di sinistra, comunista, anticapitalista ma non c’è un collante, un lievito che li tenga insieme. Ognuno di noi ha una sua verità in tasca che coagula come l’olio con l’acqua. Non riusciamo a fare sintesi, unità.
Chi ha votato M5S venendo da destra tornerà a destra e sono la maggioranza insieme agli astenuti.
I cani sciolti spaventati da questa situazione,compresi parecchi astenuti, torneranno in fretta e furia alla vecchia coperta per paura del cambiamento. Si tureranno il naso, anche se negli ultimi vent’anni è diventata consuetudine, e voteranno per conservare la strada vecchia, piena di buche ma conosciuta.
Non si è mai visto uno che si sia turato il naso per votare un cambiamento, la rivoluzione morale, politica, economica.
Chi vota per il cambiamento o la rivoluzione lo fa senza turarsi il naso ma perchè ci crede, ne è convinto.
L’insieme di queste cose porterà ad una vittoria elettorale del centrodestra, lega esclusa perchè pochissimi ormai credono nell’utopia della lega, credono invece nel salvare la loro bottega.
Che ci sia o no Berlusconi l’ Italia tornerà a destra, non avrà nemmeno bisogno di inventarsi qualche genialata come quella dell’Imu a consegnargli il Paese ci penseranno la maggioranza degli italiani con le loro paure ed il loro, inserito nel dna, conservatorismo.
Anche noi di sinistra veniamo accusati di essere portatori di idee obsolete, hanno poco più di cento anni mentre le idee borghesi e quindi capitaliste risalgono al trecento.
“Nella Firenze del trecento, apparve il primo borghese, nella semantica di Sombart. Accordando prestigio sociale e potere politico ai commerci, ai mercatores e populares, in comunità che non erano soltanto città, ma città-Stati indipendenti, l’Italia, a partire da Firenze, attuò anche il prototipo della “rivoluzione borghese”, del “governo dei mercanti, esercitato dai mercanti e per i mercanti”.
Borghesia, mercato, capitalismo, con tutta l’evoluzione che ne è seguita sino al moderno capitalismo finanziario parassita che domina il mondo.
Forse saremo obsoleti anche noi, anche la sinistra anticapitalista ma una cosa è certa: noi abbiamo sempre votato per cambiare, senza paura, e non ci siamo riusciti.
Non abbiamo mai votato per conservare.
Con la confusione che c’è in questi tempi lasciatemi dire che non si capisce più chi vuole la rivoluzione e chi la conservazione. Non è ancora chiaro.
Sul fatto dell’etica, onestà, correttezza, lotta agli sprechi ecc. ecc. della politica siamo d’accordo.
E’ la prima pietra sulla quale costruire un mondo nuovo ma ricordiamoci che l’uomo perfetto non esiste, inteso come massa, come non esiste la massa onesta a priori.
Solo una giustizia equa ed applicata rigorosamente potrà difenderci dai vari banditi, disonesti, ladri che ci sono in mezzo a noi. E’ fisiologico.
Quello che non è più tollerabile è il concetto di confessione e relativa assoluzione, qui non abbiamo a che fare con un Dio, abbiamo a che fare con la società civile che deve far rispettare le regole e far pagare qualsiasi debolezza e qualsiasi errore.
Stamo qui a fare l’autopsia agli sprechi della politica per qualche centinaio di milioni, ed è giusto, ma non è possibile che succedano, ancora cose come questa:

Fondi Pdl, Fiorito torna in libertà
Scarcerato l’ex capogruppo Pdl
Questo, da solo, è accusato per aver sottratto un milione e 400mila euro ai fondi del partito alla Pisana.
A 68 anni dalla liberazione abbiamo ancora qualche personaggio con incarichi pubblici che fa il saluto fascista.
Io sarò anche obsoleto ma questi sono contro e fuori dalla Costituzione.
La foto è una minaccia? Vi come la interpretate?

Visto che destra e sinistra sono superate, non esistono più, i brogli che teme Grillo sono di destra o di sinistra? Grillo è l’altra faccia della medaglia, da una parte l’invito a ciucciare Priapo dall’altra la matita.


concNon so da quanti anni Grillo non vada a votare, nel dopoguerra intendo visto che ha la mia età e siamo nati fortunatamente dopo la guerra, perchè sin dalla prima volta che sono andato a votare ho visto che a controllare nei seggi ci sono scrutatori, presidenti di seggio, segretari, rappresentanti di lista e spesso gli scrutatori sono iscritti ai partiti.
Ho fatto il rappresentante di lista per due decenni, i miei compagni hanno fatto gli scrutatori insieme ad altri di partiti diversi tutti potevano controllare le schede e prendevano nota dei voti partito per partito.
Se Grillo pensa che siano taroccate le matite ci faccia sapere chi è il fornitore e chi il mandante, sarebbe interessante.
Ancora più interessante sarebbe sapere se la matita da ciucciare è di destra o di sinistra oppure è oltre e da imputare al sistema.
Va bene tutto, la politica è schifosa e fa male alla pelle, ma qui siamo al delirio populista di massa a forza di sparare sulle ombre sparerà anche alla propria, mancando pure quella.
Il Movimento cresce e non mi meraviglia, la storia dice che in Italia è cresciuto anche il fascismo senza matite truccate ma con la scheda unica. Dopo la resitenza e la liberazione è cresciuta a dismisura la Democrazia Cristiana perchè in Italia tutto ciò che è nuovo è conservatore, specialmente nella propaganda di regime e nella testa del populismo.
Se non c’è l’uomo forte al quale delegare le nostre responsabilità ci si affida al partito forte da percentuali bulgare democristiane prima e forzaitaiote poi. L’importante è non ragionare e dare la colpa agli altri pronti però a saltare sul carro del vincitore appena cambia il vento.
E così il 25 aprile del 1945 il popolino italiano si scoprì, in poche ore, antifascista e riempì le piazze per fare festa.
Ma, essendo il popolino populista un conservatore, votò per 50 anni la democrazia cristiana con un senso di continuità almeno per quanto riguarda alla soggezione rispetto al vaticano. La linea era comunque dettata dai vescovi e solo dopo sono arrivate le banche compresa quella del vaticano.
Questo delirio di antipolitica populista, fondata dal piduista imprenditore prestato alla politica per salvarci dal comunismo, ci ha regalato vent’anni di berlusconismo la maggioranza dei quali governati da camerati, ex camerati, ex socialisti, ex democristiani, liberali e monarchici appoggiati dalla finanza corrotta e clientelare.
Adesso abbiamo il populismo dello sfascio, del dubbio, del fango con apposite macchine operatrici costruite all’uopo.
Macchine operatrici adeguate in grado di distribuire uniformemente i prodotti sulla superficie di gioco. Va inoltre ricordato che assume particolare importanza l’uso di concimi specifici che rispettano l’esigenze nutritive proprie del tappeto erboso. Un corretto programma annuale di concimazioni garantisce un ottimo risultato in termini di: resistenza al calpestio, aspetto estetico, resistenza e prevenzione delle malattie fungine.
Le macchine operatrici adeguate non sono di destra e non sono di sinistra, sono un corretto programma annuale di concimazione delle menti e garantisce un ottimo risultato a confermare il regime economico finanziario capitalista.
E’ così che dopo un ventennio dominato dalla propaganda piduista che ci ha spappolato il cervello adesso abbiamo la propaganda futurista che non è di destra e non è di sinistra una autentica rivoluzione che ci invita a succhiare la matita.
Chissà cosa c’è dentro al posto della grafite.
Certo che una grossa mano al populismo la da anche la sinistra, gli esami finestra e la conta dei cromosomi rossi non finiscono mai e c’è sempre quello che li ha più rossi di tutti.
Non va bene niente e c’è una critica per tutti, abbiamo un’offerta politica ampia e variegata compresa quella antipolitica, c’è una confusione tale che anche succhiando la matita copiativa, che copiativa non è insinua Grillo, avremo comunque la paralisi.
E tutto continuerà come prima, nessun inciucio ed il sistema è salvo. Rivoluzionare tutto, andare oltre l’obsoleta destra e l’asfittica sinistra per fare in modo che non cambi niente.
Mi raccomando, non votare il meno peggio, votate direttamente il peggiore.
Tanto una cosa è certa, noi italiani non perderemo mai. Come diceva Ennio Faliano gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.
Chiunque saranno esenza chiederci a chi giova, tanto destra e sinistra sono concetti superati. Abbiamo inventato il vincitore che è oltre anche se si andrà a timbrare il cartellino come prima. Per chi avrà ancora un lavoro.
Visto che dstra e sinistra non hanno più senso qualcuno mi spieghi come mai ci sono rigurgiti di fascismo, si candidano addirittuta alle elezioni, cambiamo allora la Costituzione, togliamo l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro ed il reato di apologia del fascismo.
Tanto la sinistra è morta la destra non c’è più, è morta. Ma ci sono rimasti i fascisti.

Susa, Grillo: “Ancora 10 giorni di fuoco. Ciucciate la matita: temo i brogli”


Ma com’è che il Card. Scola, che tiene tanto a Comunione e Liberazione, non dice due parole ai parrocchiani sulla situazione dei suoi amici in Lombardia?


.Non frequento molto il duomo, e men che meno le chiese vicino a casa mia, ma se avesse aperto bocca per dire quello che pensa su quella spece di associazione a delinquere che è Comunione e Liberazione l’avrei sentito ed ascoltato volentieri.
Certo se la magistratura va avanti di questo passo il Card. Scola, per fare un po’ di questua e raccogliere qualche elemosina per la diocesi più grande al mondo, deve dire messa a S. Vittore. Tra poco, almeno i capi, saranno tutti lì.
Ho la certezza che il povero card. Martini avrebbe già fatto sentire il suo disprezzo, accompagnato da un invito alla redenzione, per queste anime che certamente non sono salve. Almeno per la giustizia terrena, che non fa miracoli.
Anche il Card. Tettamanzi avrebbe stigmatizzato il comportamento, trentennale, di questi banditi della politica travestiti da devoti se non addirittura da preti.
Qualcuno, il più bravo di tutti, aveva pure fatto il voto di castità, il governatore a vita della Lombardia non ha saputo mantenere nemmeno “quella” parola, si è toccato. Ha fatto peccato.
IL Fatto quotidiano titolava il 19 giugno 2011: Scola a Milano, la rivincita del vescovo di Cl.
Formigoni, che lo conoscerà bene, si sarà toccato i maroni, da quando è aarivato lui a Milano stanno andando tutti in galera, tutti inquisiti.
Non è che per caso il Card. Scola porta sfiga ai ciellini?
Appena avrà finito di premiare il missionario,

L’arcivescovo di Milano premia il missionario

VILLAVERLA. Oggi è in programma l’investitura di padre Marino Rigon
Il religioso entra nella “Accademia Ambrosiana”
Con comdo intendo, non è che appena ha un attimo di tempo ci fa una bella omelia, rilascia una bella intervista ai quotidiani amici della parrocchia e ci fa sapere cosa ne pensa della situazione?
Che fare il pastore di pecorelle cattoliche o cielline  fosse un lavoro difficile penso lo sapesse anche lui, non siamo più negli anni 50, ma di fare il pastore da lupi credo che non se l’aspettasse nemmeno lui.
Io si, sono decenni che si parla di quelli di Cl, dell’assalto alle poltrone ed al potere.
Forse il Card. Scola, conoscendo bene quelli di Cl, se l’aspettava che sarebbero arrivate le manette.
IL 28 gennaio 2012 aveva messo le mani avanti, e nascosto il portafogli:

Scola: “Con Formigoni non c’entro nulla” Cl? “E’ come avere due peccati originali”


Lo spot di Servizio Pubblico e la risposta, agghiacciante, della giovane birramunita. Loro rubano e tu che fai? Ci bevo su. Sono trent’anni che l’Italiano ci beve su, si è bevuto tutto non solo Milano.


Mi auguro che sia solo una battuta, sarcastica, tutto sommato immediata e pungente.
Dalla Milano da bere in poi la maggioranza degli italiani si è bevuta di tutto, dalla onestà presunta dei nordisti della lega al bravo imprenditore, piduista, che scende in campo per salvare il Paese, il mio Paese ammoniva il bandito e non alludeva ad Arcore, per salvarlo dai comunisti. I quali per paura di non farci una bella figura sono scomparsi o si sono mimetizzati al centro, qualcuno si è nascosto sotto la tocaca, protettiva, dei preti.
La ragazza, se voleva fare una battuta, senza volere ha fatto una sintesi della politica italiana dai fasti del cinghiale ad oggi.
Io considero che i gorni che diedero il via al degrado etico, sociale, politico, dei proletari e della società italiana siano il 9 ed il 10 giugno del 1984 quando gli italiani furono chiamati al referendum sulla contingenza, molto prima quindi di mani pulite e delle scoperta, si fa per dire, della mangiatoia politica.
Intendiamoci, i genitori del suicidio collettivo dei lavoratori e dei proletari erano sia nella destra che a sinistra. La destra ha inferto un colpo mortale ai diritti, ad un certo tipo di uguaglianza e la sinistra ha sopravvalutato le proprie forze e l’intelligenza del popolino, un atto di presunzione che ci è costato carissimo.
Da Wikipedia:
La decisione ostinata di intraprendere la via del referendum abrogativo sulla scala mobile è visto da alcuni storici (Simona Colarizi, Storia politica della Repubblica 1943-2006, Laterza, Bari, 2011) come un segnale evidente della crisi del PCI costretto all’isolamento dopo la decisione di Craxi (PSI) di chiudere ogni dialogo con i comunisti ritenuti massimalisti e rivoluzionari. Sul referendum, inoltre, il PCI decide di intraprendere questa battaglia da solo perché anche i sindacati, compresa la CGIL di Luciano Lama, considerano la scala mobile un meccanismo che si può perfettamente riformulare o abrogare senza danneggiare la classe dei lavoratori.
La Cgil per prima commise l’errore di sopravvalutare le proprie forze e la testa dei lavoratori ritenendo di essere in grado di riformulare la legge senza danneggiare i lavoratori prendendo un granchio mortale.
Se per la Cisl e la Uil ritengo che lo schierarsi con i governi sia una costante dalla loro nascita, ben prima di Craxi primo ministro, hanno fiancheggiato la Confindustria per decenni autentici cavalli di Troia del capitalismo in fabbrica, lo stesso non posso dire della Cgil, per quanto mi riguarda,  commise un errore di presunzione.
Non credo si sia venduta, credo sporavvalutasse le proprie forze e la capacità degli italiani di ragionare lucidamente. Potrei anche sbagliare, lo dirà la storia.
A difesa della Contingenza si schierarono queste forze:

  • Partito Comunista Italiano
  • Democrazia Proletaria
  • Lista Verde
  • Movimento Sociale Italiano
    Per l’abrograzione della Contingenza lo schieramento era questo:

    • Democrazia Cristiana
    • Partito Socialista Italiano
    • Partito Liberale Italiano
    • Partito Radicale
    • Partito Socialista Democratico Italiano
    • Partito Repubblicano Italiano
    • Il risultato del referendum:
      .

        totale percentuale (%)  
      Iscritti alle liste 44 904 290  
      Votanti 34 959 404 77,90 (su n. elettori) Quorum raggiunto
      Voti validi 33 845 643 96,80 (su n. votanti)
      Voti nulli o schede bianche 1 113 761 3,20 (su n. votanti)
      Astenuti 9 944 886 22,10 (su n. iscritti)


      Era il periodo della Milano da bere e da allora in poi l’Italia non fu più la stessa. La P2 prese spazio e potere e nel giro di 10 anni andò pure al governo con un Primo Ministro con tanto di iscrizione, Berlusconi tessera P2 N° 1816.
      Nessuno si ricorda più di queste cose.
      Penso che ci saremmo arrivati anche senza Mani Pulite e non per sottovalutare l’operato della magistratura, tutt’altro, ma perchè considero che l’infiltrazione della P2 nei meandri del potere  economico, bancario, industriale, carabinieri, polizia, esercito ecc.ecc.  era già in atto da tempo ed a farli entrare direttamente in politica ci pensò Craxi, vendendosi al cavaliere piduista. A riesumare i fascisti ci pensò poi Berlusconi.
      E’ da allora che la massa, la maggioranza degli italiani si dedicò anima e corpo alla Milano da bere senza considerare l’esplosione del debito pubblico attraverso le clientele, gli sprechi e la perdita di ogni conquista sociale.
      A ricoglionirli del tutto ci pensò la televisione. Guarda caso principalmente la sua, alla quale si accodò quella di Stato una volta che gli uomini della P2 si insediarono nelle poltrone del potere politico.
      Il marcio non nasce dal nulla se non è concimato per bene con il letame adatto e la P2 aveva il concime giusto.
      Due parole sulla Contingenza che i detrattori potrebbero considerare come il gatto che si morde la coda.
      La contingenza era un meccanismo che salvaguardava, in parte, le buste paga dall’inflazione. Era la scala mobile.
      Con il termine scala mobile era chiamato fino agli anni Novanta il sistema di aggiornamento automatico della retribuzione da lavoro dipendente rispetto all’aumento del costo della vita… La scala mobile veniva calcolata seguendo l’andamento variabile dei prezzi di particolari beni di consumo (l’indice era l’IPC, indice dei prezzi al consumo), generalmente di larga diffusione, costituenti il cosiddetto paniere.
      Nel 1975 la scala mobile, applicata fino ad allora al solo settore industriale, venne unificata agli altri settori con un accordo considerato storico stipulato tra la Confindustria e le tre maggiori organizzazioni sindacali.
      Dagli anni 2000, l’indennità di contingenza è confluita in un’unica voce retributiva, insieme al salario base previsto dai contratti nazionali per ogni livello di inquadramento. L’indennità è aggiornata, come minimo, a cadenza annuale. Invece, la scala mobile, indennità di contingenza, aggiornata ogni mese con l’inflazione corrente, è rimasta invariata per alcune categorie quali politici, magistrati, giornalisti, con reddito maggiore di 5 volte la pensione sociale INPS.
      La scala mobile è stata definitivamente soppressa con la firma del protocollo triangolare di intesa tra il Governo Amato I e le parti sociali avvenuta il 31 luglio 1992. Con la scala mobile è stata abolita l’indennità di contingenza ed è stato introdotto per tutti i lavoratori dipendenti (dirigenti esclusi) l’Elemento Distinto della Retribuzione.
      E’ vero che generava inflazione ma proteggeva i salari, l’inflazione rimase ma i salari non ebbero più la protezione.
      Lo spot di Servizio Pubblico è un breve spaccato degli italiani, sarebbe stato interessante vedere tutti il filmato prima del montaggio, ovviamente il montatore ha scelto crema dalla crema ma si può ugualmente intuire che al di là di qualche indignato/a i colpevoli di questo sfascio siamo noi cittadini.
      Ovviamente non tutti, ma la maggioranza degli italiani che ha votato questi banditi e questo sistema che dura da ben oltre la durata del fascismo che, se non altro,  aveva un difetto che lo ha portato alla rovina, unì gli italiani.
      Certamente la maggior parte alla fine si ribellò uniendosi agli intellettuali che diedero vita alla Resistenza.
      Oggi no, il regime piduista e bancario al potere  è riuscito nell’opera di frantumare la massa, dividere i proletari ed i cittadini. Li ha portati a non fidarsi gli uni degli altri ed a vedere in ognuno di noi un potenziale nemico, evasore, parassita, corrotto o corruttore.
      la lega ci ha messo sopra pure il razzismo, la xenofobia ed il gioco è fatto.
      Il punto è questo, secondo me, l’unico vincitore è Licio gelli che strategicamente ha inquinato la società civile e politica per fare in modo che la maggioranza degli italiani rifiutino la politica, schifosa, al punto che se si facesse una rivoluzione gli obiettivi ed i nemici non sarebbero riconoscibili, in evidenza. Sarebbe un tutti contro tutti, quello che vuole il regime e la P2.
      I francesi ebbero l’obiettivo in evidenza, la nobiltà parassita. I resistenti pure era il duce ed il fascismo, noi a forza di bere vediamo nemici anche dove non ci sono, corriamo il rischio di ghigliottinare quelli buoni insieme a quelli marci.
      Pensatela come volete, potete anche pensare che un verme come Sallusti sia una vittima e non la causa del suo male, ma se non riusciamo a decidere cosa vogliamo fare del capitalismo parassita non ne usciremo mai.
      Nessun partito, nessun movimento ha detto chiaramente cosa vuole fare di questo capitalismo, delle banche, del rapporto tra proletario e ricchezza prodotta.
      Per me il punto è questo, destra e sinistra non sono morte, manca la guida, gli intellettuali che indichino la strada, l’obiettivo, il sogno.
      Tutti giocano le loro carte nel cortile del capitalismo finanziario e parassita e, quando esso avrà esaurita la pazienza, suonerà la campanella.
      Solo allora ci renderemo conto che la ricreazione è finita, basta aperitivi, tornate nelle gabbie.
      I due spot, prima e seconda versione.


Potrei anche arrivare alla considerazione che ho sbagliato tutto nella vita ma, se mi fossi venduto, sarei stato peggio nella testa. Ci vogliono delle capacità per essere opportunisti, vendersi. Elogio all’opportunismo parassita.


Il trasformismo di certe persone, ma anche l’interessarsi solo ed esclusivamente di quello che ci tocca personalmente, della convenienza personale, non è cosa da tutti ci vuole pelo sullo stomaco ed un Dna privo di etica e di dirittura morale.
Questo modo di vivere coinvolge tutto il nostro mondo , dal lavoro, la passione politica ed anche l’amore.
C’è chi si innamora seguendo il cuore , le emozioni, e c’è chi si innamora dopo che ha visto il livello di vita o la denuncia dei redditi della probabile, in prospettiva,  amata.
Anni fa ricordo di avere scritto in uno dei miei primi post che io, in amore, non ho mai fatto calcoli ed infatti sono sposato da oltre 41 anni con una che viene dalle case di ringhiera. 5 figli e due genitori in due locali, se così li vogliamo chiamare, bagno in ringhiera con i giornali tagliati in pezzi quadrati come carta igienica,così ci si poteva fare anche una cultura.
Scrissi: la prossima volta che mi innamoro prima voglio vedere il 740, il suo e quello della famiglia.
Ma queste sono cose private, non credo interessino a qualcuno.
Quello che interessa o coinvolge tutti è invece il trasformismo di certi personaggi del mondo politico o del mondo del lavoro che molto prima, ma molto eh, dei calciatori hasnno baciato l’ultima maglia giurando amore eterno o confessando di esserne tifosi sin da piccoli. Di solito la maglia che baciano è quella che rende di più, ha il contratto più lungo e favorevole.
Così ti trovi quello che nella vita passa dai fascisti ai comunisti, da un partito all’altro, da una azienda all’altra senza mai riconoscersi, immergersi, in essa e sposarne la causa.
Essi sposano una cosa sola, l’ultimo contratto, l’offerta al rialzo.
Cambiano i nomi dei partiti ma non cambiano i protagonisti, alcuni cambiano pure il partito o ne inventano uno nuovo ma il fatto che in Parlamento una volta sedesssero a destra e adesso siedano a sinistra, senza nemmeno passare dal centro, non fa nemmeno notizia. Pur di salvaguardare la loro mangiatoia personale diventano parte dell’arredo, l’importante è mantenere il posto, la poltrona puntando anche sul fatto che gli italiani non hanno memoria.
Sono pochissimi quelli che notano il cambiamento, l’opportunismo che anima certe scelte e ti trovi che chi era a sinistra nella prima Repubblica adesso è a destra o viceversa.
L’unica cosa che non cambia, come gli ideali che sono mobili come la donna, è il vitalizio, lo stipendio.
C’è chi si crede di sinistra e si iscrive al Pd, perchè non gli piace Berlusconi, ma fa la stessa politica credendo di esserne contro, ci sono pure quelli che gli credono, che gli vanno dietro.
Mi viene in mente una frase di una canzone di Iannacci che, secondo me, spiega il cocetto:
Quelli che da tre anni fanno un lavoro d’equipe convinti d’essere stati assunti da un’altra ditta, oh yes!
Il lavoro di equipe è il Parlamento e la ditta è sempre la stessa, il carrozzone che da decenni garatisce loro bella vita e vitalizio.
Gli ideali? Si adattano alla bisogna, alla situazione, alla convenienza.
Sono arrivato al punto di ammirare, si fa per dire, la costanza e la fermezza di Gasparri, La Russa, Alemanno. Facisti erano e fascisti sono rimasti.
Un salto della fossa l’ho fatto anch’io nella mia vita, nato in una famiglia fascista a vent’anni sono diventato comunista, dopo essermi documentato sul periodo fascista e sulla seconda guerra mondiale.
Ho cambiato per scelta non per contrarietà e, come in amore, ho seguito la mia testa, il mio cervello ed il mio cuore.
L’errore è stato questo lo posso dire a, quasi, 64 anni ho fatto una scelta di ideali e non di convenienza. Posso dire che sotto questo aspetto ci ho solo rimesso.
Quindi prendo atto di non avre capito niente, di essere stato precipitoso e di non avere valutato per bene la convenienza, ho scelto per amore e non per calcolo.
In tutti gli errori che posso avere commesso nella mia vita ho però una certezza granitica, se mi fossi “venduto” non mi sarei spoortato. Avrei fatto schifo a me stesso.
Quindi non rinnego niente, nessun rimpianto, prendo solo atto che ci sono persone che seguono la convenienza, l’interesse personale e se ne fregano dell’etica, della morale e della dignità che ogni persona dovrebbe avere.
Molti nella vita hanno cambiato testa, posizione, barricata e lo hanno fatto per passione, con disinteresse ed è un segno di intelligenza cambiare opinione, un merito.
Questi li rispetto, quelli che saltano da una barca all’altra per non affondare o per convenienza no.
Quelli che per vincere sono disposti a qualsiasi tipo di alleanza no.
Mi rivolgo a chi vuole fare politica per, dicono, mettersi al servizio della comunità, fare del bene al Paese, al popolo. Che si riempiono la bocca con la parola popolo, masse, senza mai dire elettori alludendo alle pecore, con una domanda.
Qualcuno, a sinistra,  mi vuole dire cosa intende fare con il capitalismo?
Quelli che ci chiedono sacrifici tutti i giorni e non rinunciano a nessuno dei loro privilegi, sono tutti sopra le centinaia di migliaia di euro all’anno.
Ma non mollano un centesimo, per salvare  il Paese. Si prendono i nostri, non salvano il Paese ma si salvano loro.
Noi non siamo il Paese dei cachi, siamo il Paese dei Scilipoti.

Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire, oh yes!

 

 

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