Uno non ha carisma ed annoia, l’altro ne ha troppo e spaventa. E’ disponibile la cara vecchia coperta di Linus, la destra. Quando i problemi si fanno seri emerge l’animo conservatore dell’Italia, si gira a destra. Come sempre.


imagesNon è un problema di sondaggi che danno il Pdl in ripresa, lasciano il tempo che trovano lo abbiamo già visto con le primarie del Pd e con le elezioni nazionali, non ne hanno indoviata una.
L’unica volta che il nostro Paese ha mostrato una decisa volontà di cambiamento è stato con la Resistenza e “grazie” al fatto che c’era una dittatura che ci aveva portati alla rovina ed alla guerra.
Avendo toccato il fondo in tutti i sensi l’elite democratica ed intellettuale, pur minoritaria, ha preso coraggio e sopravvento dando vita alla resistenza prima ed alla liberazione poi, quando parte del Paese era già stata liberata dagli alleati. Un sussulto di dignità per un Paese da sempre conservatore, dominato dalla borghesia.
In quel momento storico si sonto toccati il punto più basso dell’italico cittadino ed allo stesso tempo il punto più alto e nobile dei nostri intellettuali.
Il punto più basso è stato il vergognoso accorrere in soccorso al vincitore, una volta caduto il duce si sono ritrovati tutti antifascisti, salvo rarissime eccezioni.
Il punto più alto ci è stato ragalato dai Padri della Patria con la nascita della nostra Costituzione, una delle più belle al mondo, simbolo di equilibrio, democrazia, giustizia tutt’ora non applicata del tutto.
Dalla liberazione in poi l’Italia, intesa come maggioranza dei cittadini,  è tornata quello che è sempre stata conservatrice sotto l’ala protettiva della Dc e quando si è trovata in difficoltà ha chiesto aiuto ai missini, gli ex fascisti.
Ogni volta che si è presentata un’occasione di cambiamento democratico e radicale verso il nuovo, ricordo ad esempio le elezioni del giugno 1976 quando il Pci veniva dato in forte crescita e si credeva possibile il sorpasso, tutto il mondo conservatore dal centro all’estrema destra si è riunito in corpo solo.
Fu l’anno in cui Montanelli invitò gli italiani a turarsi il naso ed a votare Dc.
Non fu colpa o merito, secondo i punti di vista, di Montanelli la maggioranza  degli italiani è sempre stata conservatrice e da sempre per spiegare la filosofia della maggioranza degli elettori vale lo stesso proverbio: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che  lascia non sa quel che trova.
Tranquilli, tutti quelli che speravano in un cambiamento grazie anche ad alcune proposte del M5S si mettano l’animo in pace, torneremo alle elezioni ed ancora una volta la maggioranza degli italiani sceglierà la strada vecchia, svolterà a destra.
Penso che il bonus offertoci dal M5S ce lo siamo giocato nel peggiore dei modi e per colpa di tutti, non mi interessa sapere di chi è la colpa più grave o chi ha più responsabilità.
Rifletto sui risultati e sui fatti, con la mia testa ovviamente, e penso che il punto più alto della “rivoluzione del cambiamento” l’abbiamo toccato alle ultime elezioni.
Ogni conquista è un passo in avanti sia in politica che nel sindacato ma tutti sappiamo che dopo ogni travolgente conquista c’è l’assestamento e la reazione.
Insomma si lotta per conquistare tre metri e se ne conquista uno, se dopo la conquista ci rilassiamo per goderci la vittoria se ne perdono due.
Posso anche sbagliarmi ma la spinta propulsiva della protesta che ha fatto avanzare, meritatamente, il M5S sia esaurita e che il M5S sbaglia nel non battere il ferro sinchè è caldo.
Tutto il bailamme economico e politico che ci stanno costringendo a vivere produrrà, sempre secondo me e non son l’oracolo, queste conseguenze.
Chi ha votato M5S venendo da sinistra, i delusi dalla sinistra, sono delusi dalla presa di posizione del M5S torneranno a sinistra o all’astensione da protesta o delusione.
Certo non possiamo contare sulla sinistra esterna al Pd, che ho votato, perchè si sta dissolvendo come elettori, tolto qualcuno di Sel da anni non è presente in Parlamento.
Stendo un velo pietoso, nel web è pieno di gente di sinistra, comunista, anticapitalista ma non c’è un collante, un lievito che li tenga insieme. Ognuno di noi ha una sua verità in tasca che coagula come l’olio con l’acqua. Non riusciamo a fare sintesi, unità.
Chi ha votato M5S venendo da destra tornerà a destra e sono la maggioranza insieme agli astenuti.
I cani sciolti spaventati da questa situazione,compresi parecchi astenuti, torneranno in fretta e furia alla vecchia coperta per paura del cambiamento. Si tureranno il naso, anche se negli ultimi vent’anni è diventata consuetudine, e voteranno per conservare la strada vecchia, piena di buche ma conosciuta.
Non si è mai visto uno che si sia turato il naso per votare un cambiamento, la rivoluzione morale, politica, economica.
Chi vota per il cambiamento o la rivoluzione lo fa senza turarsi il naso ma perchè ci crede, ne è convinto.
L’insieme di queste cose porterà ad una vittoria elettorale del centrodestra, lega esclusa perchè pochissimi ormai credono nell’utopia della lega, credono invece nel salvare la loro bottega.
Che ci sia o no Berlusconi l’ Italia tornerà a destra, non avrà nemmeno bisogno di inventarsi qualche genialata come quella dell’Imu a consegnargli il Paese ci penseranno la maggioranza degli italiani con le loro paure ed il loro, inserito nel dna, conservatorismo.
Anche noi di sinistra veniamo accusati di essere portatori di idee obsolete, hanno poco più di cento anni mentre le idee borghesi e quindi capitaliste risalgono al trecento.
“Nella Firenze del trecento, apparve il primo borghese, nella semantica di Sombart. Accordando prestigio sociale e potere politico ai commerci, ai mercatores e populares, in comunità che non erano soltanto città, ma città-Stati indipendenti, l’Italia, a partire da Firenze, attuò anche il prototipo della “rivoluzione borghese”, del “governo dei mercanti, esercitato dai mercanti e per i mercanti”.
Borghesia, mercato, capitalismo, con tutta l’evoluzione che ne è seguita sino al moderno capitalismo finanziario parassita che domina il mondo.
Forse saremo obsoleti anche noi, anche la sinistra anticapitalista ma una cosa è certa: noi abbiamo sempre votato per cambiare, senza paura, e non ci siamo riusciti.
Non abbiamo mai votato per conservare.
Con la confusione che c’è in questi tempi lasciatemi dire che non si capisce più chi vuole la rivoluzione e chi la conservazione. Non è ancora chiaro.
Sul fatto dell’etica, onestà, correttezza, lotta agli sprechi ecc. ecc. della politica siamo d’accordo.
E’ la prima pietra sulla quale costruire un mondo nuovo ma ricordiamoci che l’uomo perfetto non esiste, inteso come massa, come non esiste la massa onesta a priori.
Solo una giustizia equa ed applicata rigorosamente potrà difenderci dai vari banditi, disonesti, ladri che ci sono in mezzo a noi. E’ fisiologico.
Quello che non è più tollerabile è il concetto di confessione e relativa assoluzione, qui non abbiamo a che fare con un Dio, abbiamo a che fare con la società civile che deve far rispettare le regole e far pagare qualsiasi debolezza e qualsiasi errore.
Stamo qui a fare l’autopsia agli sprechi della politica per qualche centinaio di milioni, ed è giusto, ma non è possibile che succedano, ancora cose come questa:

Fondi Pdl, Fiorito torna in libertà
Scarcerato l’ex capogruppo Pdl
Questo, da solo, è accusato per aver sottratto un milione e 400mila euro ai fondi del partito alla Pisana.
A 68 anni dalla liberazione abbiamo ancora qualche personaggio con incarichi pubblici che fa il saluto fascista.
Io sarò anche obsoleto ma questi sono contro e fuori dalla Costituzione.
La foto è una minaccia? Vi come la interpretate?

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5 Risposte

  1. Grazie per il bell’articolo.
    Decisamente meglio il nero.

    P.S. Visista il mio blog: http://informazionesulweb.altervista.org

  2. grande slash, come al solito analisi lucida della situazione. L’unica cosa è che oggi c’è una variabile nuova: stiamo tutti male e non abbiamo più una situazione di benessere da mantenere, la cara strada vecchia è diventata piena di buche spaventose e a nessuno da più la benché minima idea di sicurezza
    .

  3. Nel 2042 sarà inventata una pillola che sostituirà il sesso.
    Nel 2043 il Pdl sarà un partito composto da soli uomini.

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