Siamo in guerra e come in tutte le guerre, che un Paese vinca o perda, ci sarà un solo vincitore, la borghesia finanziaria capitalista e parassita.


imagesLa crisi che stiamo vivendo è  la terza o quarta guerra mondiale combattuta non più con le bombe, missili, carri armati, portaerei ma con la finanza capitalista parassita e speculatrice.
Non hanno nemmeno bisogno di investire in armamenti, i capitalisti finanziari parassiti si limitano a strozzare gli Stati speculando sul debito pubblico ci penseranno i governi fantocci al servizio delle banche  a fare da esattori per loro.
Renzi è uno di questi, un esattore per conto delle banche.
La Storia ci ha insegnato che dopo ogni guerra, a prescindere se un Paese l’abbia vinta o persa, c’è un unico vincitore il capitalismo finanziario parassita rappresentato dalla borghesia.
Che la Germania abbia perso la guerra e che l’Inghilterra l’abbia vinta per il popolino, la massa, è comunque una sconfitta e la scoperta che la borghesia vincitrice o perdente ne esce più ricca di prima è un fatto appurato.
Quindi il problema non è il lavoratore che deve essere più flessibile, se si spezza è meglio, non è l’art.18, o tutte le biate che ci raccontano sulla globalizzazione, l’unica globalizzazione che esiste è quella dello sfruttamento del proletariato messa in concorrenza a livello globale ed al ribasso imposto con la delocalizzazione delle imprese.
Quindi il problema non è la mancanza di investitori, come ci racconta Renzi, ma il capitalismo finanziario parassita che da decenni specula e si arricchisce sulle spalle del popolino.
Più il popolino è in difficoltà, salta i pasti, perde la casa e più la borghesia capitalista finanziaria parassita si arricchisce.
Se non riusciamo a capire questo siamo finiti come popolo globalizzato ed in miseria mentre i ricchi saranno sempre più ricchi.
In Francia hanno fatto la rivoluzione contro la nobiltà parassita che imponeva tasse e gabelle a tutti, noi dobbiamo dare l’assalto alla Bastiglia che oggi è rappresentata dalla borghesia capitalista globale.
Ogni Paese ha la sua Bastiglia, negli Usa hanno wall street e noi abbiamo Confindustria e se proprio non sappiamo da dove cominciare l’assalto si potrebbe cominciare dalle banche locali o europee.
Tutto il resto sono chiacchiere, fumo negli occhi della gente.

L’italiano, inteso in quanto massa, ha mandato il cervello all’ammasso il 10 giugno del 1985. Poi vennero il pregiudicato, Monti ed il megalomane presuntuoso.Si raccoglie quello che si semina.


indexNon mi fido degli italiani dal 10 giugno del 1985, per questo abbiamo Renzi come primo ministro. I giovani non sanno e non possono ricordare ma, quel giorno, al referendum della scala mobile vinsero i NO.
La Scala mobile è stata negoziata, e conquistata, da Luciano Lama della Cgil.
La scala mobile, o ufficialmente indennità di contingenza, è uno strumento economico di politica dei salari, volto ad indicizzare automaticamente i salari all’inflazione e all’aumento del costo della vita secondo un indice dei prezzi al consumo. (Wikipedia)
Dato che l’indice dei prezzi è stabilito dal capitale e dal sistema la Scala mobile era un recupero, in parte.

E così anche da Santoro si sono accorti che la ricchezza mondiale non è distribuita equamente. Sdegno ed applausi ma nessuno ha nominato l’innominabile, il Capitalismo.


32079-1370725169Preambolo, ammiro Gino Strada è di Sesto San Giovanni ed entrambi siamo cresciuti a Sesto. Lui nei circoli cattolici ed io in quelli comunisti, siamo molto più vicini adesso di 40 anni fa ma non riesce ancora a nominare la parola che rappresenta il cancro mondiale dell’economia, il Capitalismo.
Il Capitalismo è molto più vecchio del comunismo, del socialismo, ed è nato con la nobiltà parassita che imponeva gabelle e miseria con la forza delle spade, delle galere, delle condanne a morte con tanto di benedizione divina.
Poi si è evoluto attraverso lo sfruttamento intensivo del proletariato sottopagato e costretto a lavorare anche per 18 ore al giorno per sopravvivere.
E’ ovviamente una sintesi di qualche centinaio di anni che, ovviamente, abbiamo dimenticato come abbiamo dimenticato la Resistenza sbeffeggiando, Grillo in testa, il 25 Aprile. E’ la forza del sistema capitalistico la poca memoria del popolo, della massa, ed è su questo che conta il sistema per dominare come e più di prima.
Per assurdo il momento più “alto” del Capitalismo è stato lo sfruttamento intensivo del proletariato, le miniere, il tessile, la meccanica, le armi, l’acciaio, l’agricoltura ecc.ecc.
E’ stato il momento più alto perchè i capitalisti per creare profitto dovevano creare lavoro, posti di lavoro e più ne creavano più aumentava il profitto e l’ho visto con i miei occhi
di bambino, prima e da adulto poi.
Migliaia di persone sono scese dai treni della speranza a Torino, Milano ed altrove. Milioni di persone pronte ad affittare un letto in 4 per uno stipendio che non è mai bastato per vivere, ogni tanto il capitalismo allargava la borsa, dopo mesi di scioperi e di lotte, ed il proletario ha potuto comprarsi la vespa prima e l’auto dopo, più tardi anche la casa aggiungendo qualche buco alla cinghia dei pantaloni.
Mentre il sistema esaltava le virtù del capitalismo e della democrazia che arricchiva tutti gli uomini di buona volontà disposti a farsi sfruttare per migliorare la qualità della vita il capitalismo studiava nuove strade, nuovi modi di investire che andassero a superare  la necessità di guerre mondiali per superare i cicli di crisi periodiche che il capitalismo stesso generava.
Ad ogni guerra, ad ogni distruzione globale, la borghesia capitalista riemergeva più ricca e più potente di prima pronta a speculare sulla ricostruzione moltiplicando i profitti.
Ma non basta. Hanno trovato il sistema, i capitalisti, per aggirare la democrazia, la Costituzione, superare il conflitto lavoratori- datori di lavoro, eliminare il sindacato, gli scioperi, le rivendicazioni.
Ve lo immaginate un imprenditore che per guadagnare il 15% di quello che investe, la % è puramente indicativa, si deve sorbire dirigenti, impiegati, ruffiani, dipendenti magari in migliaia, commercialisti, scioperi, manutenzione di macchinari e capannoni?
Si deve trovare un modo diverso di fare profitto, e li capisco, non si può andare avanti con lotte continue e l’Aulin. Ed infatti il capitalismo si è evoluto, non ha più bisogno di investire in infrastrutture, dipendenti, tasse, regolamenti, mazzette ecc.ecc.
L’ obiettivo, perchè hanno sempre studiato più di noi, era di fare profitti senza i balzelli della domocrazia e della massa affamata che chiede sempre di più.
La soluzione geniale è il capitalismo finanziario parassita applicato agli Stati.
Niente più capannoni, macchinari, dipendenti, sindacati, scioperi, conflitti, lotte e manifestazioni in piazza. Prestiamo soldi agli Stati e sarà la politica a gestire le masse, spremerle come limoni per garantire il profitto degli speculatori che hanno investito in Titoli di Stato.
Per fare questo la soluzione è molto semplice, basta mettere in circolo il 50% della ricchezza nazionale o globale ed il risultato è garantito, come la pace sociale. Con il 50% della ricchezza nazionale in circolo e con quello che fanno girare le mafie c’è abbastanza ricchezza per garantire i profitti dei capitalisti finanziari e parassiti ed è per questo che il 10% delle famiglie italiane possiede il 50% della ricchezza nazionale, pulita da capannoni, macchinari, dipendenti, sindacati, dirigenti ed il 90% delle famiglie italiane si deve arrangiare con quello che resta. Si salvi chi può alla faccia della Costituzione.
E’ così che i nostri giovani, impregnati e cresciuti nel capitalismo, emigrano verso Stati più etici e morali del nostro che, almeno, garantiscono un lavoro che qui non c’è più.
Molti di essi vanno a Londra, è un esempio, e trovano subito un lavoro a 900/1000 pound. 600 per una stanza, come un bilocale a Milano, 170 al mese per il tesserino del tram ed il resto per vivere. Questo è il capitalismo buono che ti offre un lavoro, uno su 5000 ce la fa ed emerge a 2000 pound, altri sfondano del tutto e diventano ricchi o benestanti.
Oltre ci sono i cantanti, calciatori, luminari della medicina o comuque tipi evidentemente sopra la media, direi fenomeni.
Tornando al titolo sulla ricchezza mal distribuita, sui paperoni del mondo, quell’ uno % che domina l’economia globale. Facciamo pure ore di trasmissione sdegnandoci, tra gli applausi, dell’ingiustizia globale e contro gli armamenti l’importante è non nominare mai due parole: capitalismo e comunismo.
Tra poco il capitalismo si accorgerà che mettere un limite ai debiti degli Stati equivale a mettere un limite al profitto del capitale, lo capirà anche la Merkel e dovrà mollare o salta il banco.
Forse, dico forse perchè non ci credo, destra e sinistra non esistono più come dicono i grillini allora aspetto che qualcuno della nuova politica, che non sia populista, mi dica qualcosa sul capitalismo.
P.S. Qualcuno, ogni tanto, scrive: ma che cazzo di articolo è, che “giornalista” sei, ecc.ecc.
Non sono un giornalista, sono uno che ha un blog e che ha lavorato 43 anni ed ha la terza media. Uno che la pensa e la vede così.

Vecchio Compagno quanto tempo è passato, quante illusioni vuoi rivivere tu. Anch’io sogno ancora ma non insieme a voi.


imagesL’ho incontrato al mercato, faceva volatinaggio, ci siamo salutati e gli ho detto che il Pd è sempre peggio. Era mortificato.
Ho un cordone ombelicale che mi lega al Pd, non al Pd come partito ma a quelle centinaia di Compagni che ancora oggi si impegnano nelle sezioni e per loro nutro il massimo rispetto. Sempre e comunque.
Sono uno di quelli che finito il Pci ha mollato il colpo, non ho mai preso la tessera dei Ds e men che meno quella del Pd. Però ho votato alle primarie e ricordo ancora quando abbiamo votato in massa per Bersani convinti che il partito dovesse stare a sinistra.
Abbiamo visto come si è ridotto le margherite, i democristiani del Pd hanno preso in mano il partito anche se, nelle sezioni, sono in netta minoranza.
Siamo più imbarazzati a parlare di politica tra noi che con i leghisti o i pidiellini, questi ultimi impossibili da trovare nei mercati o ai giardini, morire se trovi uno che ti dica che ha votato il piduista.
Dicevo siamo sempre più imbarazzati perchè voi militanti ed io fuoriuscito sappiamo benissimo che di sinistra all’interno del Pd non è rimasto nemmeno il rosso che fa dacornice alla D.
La lotta al capitalismo è stata abbandonata da tempo e l’ultimo che ha fatto qualcosa di sinistra è stato Prodi con l’Ulivo, vi sembrerà strano ma è così, salvo poi essere sotterrato dal rivoluzionario al cashmere Bertinotti. IL signor No del sindacato.
Negli ultimi anni, dall’ultimo governo del piduista a quello di Monti e quello di Letta, la minestra è sempre la stessa non si vedono differenze e si hanno solo conferme, bastonare pensionati, lavoratori, precari ma non toccare banche ed i parassiti del capitalismo finanziario.
Per me viene più facile criticare, prendere le distanze, perchè non ho mai creduto all’unione tra i democritisni buoni e gli avanzi del Pci sono e rimango un anticapitalista convinto e minoritario.
Ma voi siete mortificati, vi fate un mazzo tanto e poi vi ritrovate con il nuovo che avanza rappresentato da Renzi che nemmeno avete voluto che non avete votato.
Renzi è un opportunista che si affida a slogan
per pescare voti a destra a sinistra al centro pur di avere una maggioranza interna che gli consenta di comandare il partito, peccato che manchi un progetto, il progetto.
La politica della seconda repubblica basta sul consenso generato dall’opportunismo, si va dove l’onda è più alta senza porsi il problema di dove si voglia andare.
Mi fate tenerezza ma è l’ultima volta, alle prossime elezioni dovete prendere coraggio ed abbandonare questa nave che non va, che non ha più la bandiera rossa.
I nostri grandi leader del secolo scorso, dato che io non credo nell’al di là, fortunatamente non vedono com’è ridotto, cosa rimane del vecchio Pci nel quale eravate la forza di base, come adesso, altrimenti girerebbero nella tomba come le turbine degli aerei.
Lasciate perdere, non fatevi mortificare oltre. Lasciate che  Letta, Finocchiaro, Epivani e compagnia bella vadano per la loro strada.
Che non è la nostra.

L’unico modo per combattere il capitalismo globalizzato, sfruttatore e parassita, è non comprare i loro prodotti. Tanto licenziano ugualmente, delocalizzano comunque.


images-35E’ un mio post del 2011. Ritengo che sia sempre attuale in quanto la politica italiana e globale non ha ancora capito, o voluto ammettere, che la vera causa di questa crisi che sta massacrando il mondo è il capitalismo finanziario speculatore e parassita.
Distratti dalle politiche dei vari primi ministri europei perdiamo di vista il vero cancro della società moderna globalizzata.
La socialdemocrazia non basta per estirpare questo cancro, figuriamoci i governi di larghe intese. Che sono i veri complici.
In Thailandia la Nike chiude una fabbrica con 800 dipendenti per delocalizzare in una zona dove la manodopera costa ancora meno.
E’ una notizia che ho sentito poco fa su Radio Popolare.
Dato che la politica è incapace di condizionare questi pirati dell’economia e dello sfruttamento l’unico modo per combattere questo capitalismo fallimentare, sfruttatore, parassita e gli sciacalli dell’investimento globalizzato dedito solo al profitto è di non comprare i prodotti di queste multinazionali alimentate dall’economia parassita che crea ricchezza per i pochi a discapito di tutti gli altri.
E’ come la malavita, è la malavita che si è insinuata nella legalità, fittizia, che la politica mondiale permette ed alimenta.
Sembra il Padrino parte III quando Michael Corleone tenta di ripulire i proventi della famiglia mafiosa entrando in società con la finanza vaticana.
I Michael Corleone di oggi sono in tutto il mondo, si presentano bene, ed hanno sempre e solo lo stesso obiettivo, il profitto smisurato.
Lo strumento per combatterli è nelle nostre mani, nella nostra scelta consapevole di quello che dobbiamo acquistare, ci sarà pure un paio di scarpe da tennis che non siano il prodotto dello sfruttamento e della miseria altrui, come ci saranno pure milioni di prodotti alternativi alle multinazionali che ci impongono la loro pubblicità rendendoci schiavi della loro propaganda.
Impariamo dagli investitori parassiti occulti che investono nelle banche, facciamo come loro usiamo lo stesso metodo anche se con altri fini.
L’investitore speculatore e parassita investe in una banca e quando questa entra in crisi vende immediatamente, toglie il suo investimento fregandosene altamente del destino della banca stessa e dei suoi dipendenti.
Noi dobbiamo togliere immediatamente i nostri soldi a queste multinazionali del capitalismo globale e vedrete che la curva dei profitti scenderà verso il basso più veloce della luce.
Informiamoci da dove vengono  e come vengono prodotti le cose che ci servono per vivere, penso ad esempio alle calze Omsa che le donne dovrebbero smettere di comprare.
Certo non è una cosa semplice ma, dato che la politica è impotente, è una strada che bisognerebbe cercare di percorrere.
Compriamoci le scarpe di Vigevano e lasciamo nei negozi i prodotti che sono conseguenza di sfruttamento e di miseria nel mondo globalizzato delle multinazionali parassite.
E’ un capitalismo che del bene  sociale, delle masse sfruttate, se ne frega altamente, dedito solo al Dio profitto.
Si può fare.

Uno non ha carisma ed annoia, l’altro ne ha troppo e spaventa. E’ disponibile la cara vecchia coperta di Linus, la destra. Quando i problemi si fanno seri emerge l’animo conservatore dell’Italia, si gira a destra. Come sempre.


imagesNon è un problema di sondaggi che danno il Pdl in ripresa, lasciano il tempo che trovano lo abbiamo già visto con le primarie del Pd e con le elezioni nazionali, non ne hanno indoviata una.
L’unica volta che il nostro Paese ha mostrato una decisa volontà di cambiamento è stato con la Resistenza e “grazie” al fatto che c’era una dittatura che ci aveva portati alla rovina ed alla guerra.
Avendo toccato il fondo in tutti i sensi l’elite democratica ed intellettuale, pur minoritaria, ha preso coraggio e sopravvento dando vita alla resistenza prima ed alla liberazione poi, quando parte del Paese era già stata liberata dagli alleati. Un sussulto di dignità per un Paese da sempre conservatore, dominato dalla borghesia.
In quel momento storico si sonto toccati il punto più basso dell’italico cittadino ed allo stesso tempo il punto più alto e nobile dei nostri intellettuali.
Il punto più basso è stato il vergognoso accorrere in soccorso al vincitore, una volta caduto il duce si sono ritrovati tutti antifascisti, salvo rarissime eccezioni.
Il punto più alto ci è stato ragalato dai Padri della Patria con la nascita della nostra Costituzione, una delle più belle al mondo, simbolo di equilibrio, democrazia, giustizia tutt’ora non applicata del tutto.
Dalla liberazione in poi l’Italia, intesa come maggioranza dei cittadini,  è tornata quello che è sempre stata conservatrice sotto l’ala protettiva della Dc e quando si è trovata in difficoltà ha chiesto aiuto ai missini, gli ex fascisti.
Ogni volta che si è presentata un’occasione di cambiamento democratico e radicale verso il nuovo, ricordo ad esempio le elezioni del giugno 1976 quando il Pci veniva dato in forte crescita e si credeva possibile il sorpasso, tutto il mondo conservatore dal centro all’estrema destra si è riunito in corpo solo.
Fu l’anno in cui Montanelli invitò gli italiani a turarsi il naso ed a votare Dc.
Non fu colpa o merito, secondo i punti di vista, di Montanelli la maggioranza  degli italiani è sempre stata conservatrice e da sempre per spiegare la filosofia della maggioranza degli elettori vale lo stesso proverbio: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che  lascia non sa quel che trova.
Tranquilli, tutti quelli che speravano in un cambiamento grazie anche ad alcune proposte del M5S si mettano l’animo in pace, torneremo alle elezioni ed ancora una volta la maggioranza degli italiani sceglierà la strada vecchia, svolterà a destra.
Penso che il bonus offertoci dal M5S ce lo siamo giocato nel peggiore dei modi e per colpa di tutti, non mi interessa sapere di chi è la colpa più grave o chi ha più responsabilità.
Rifletto sui risultati e sui fatti, con la mia testa ovviamente, e penso che il punto più alto della “rivoluzione del cambiamento” l’abbiamo toccato alle ultime elezioni.
Ogni conquista è un passo in avanti sia in politica che nel sindacato ma tutti sappiamo che dopo ogni travolgente conquista c’è l’assestamento e la reazione.
Insomma si lotta per conquistare tre metri e se ne conquista uno, se dopo la conquista ci rilassiamo per goderci la vittoria se ne perdono due.
Posso anche sbagliarmi ma la spinta propulsiva della protesta che ha fatto avanzare, meritatamente, il M5S sia esaurita e che il M5S sbaglia nel non battere il ferro sinchè è caldo.
Tutto il bailamme economico e politico che ci stanno costringendo a vivere produrrà, sempre secondo me e non son l’oracolo, queste conseguenze.
Chi ha votato M5S venendo da sinistra, i delusi dalla sinistra, sono delusi dalla presa di posizione del M5S torneranno a sinistra o all’astensione da protesta o delusione.
Certo non possiamo contare sulla sinistra esterna al Pd, che ho votato, perchè si sta dissolvendo come elettori, tolto qualcuno di Sel da anni non è presente in Parlamento.
Stendo un velo pietoso, nel web è pieno di gente di sinistra, comunista, anticapitalista ma non c’è un collante, un lievito che li tenga insieme. Ognuno di noi ha una sua verità in tasca che coagula come l’olio con l’acqua. Non riusciamo a fare sintesi, unità.
Chi ha votato M5S venendo da destra tornerà a destra e sono la maggioranza insieme agli astenuti.
I cani sciolti spaventati da questa situazione,compresi parecchi astenuti, torneranno in fretta e furia alla vecchia coperta per paura del cambiamento. Si tureranno il naso, anche se negli ultimi vent’anni è diventata consuetudine, e voteranno per conservare la strada vecchia, piena di buche ma conosciuta.
Non si è mai visto uno che si sia turato il naso per votare un cambiamento, la rivoluzione morale, politica, economica.
Chi vota per il cambiamento o la rivoluzione lo fa senza turarsi il naso ma perchè ci crede, ne è convinto.
L’insieme di queste cose porterà ad una vittoria elettorale del centrodestra, lega esclusa perchè pochissimi ormai credono nell’utopia della lega, credono invece nel salvare la loro bottega.
Che ci sia o no Berlusconi l’ Italia tornerà a destra, non avrà nemmeno bisogno di inventarsi qualche genialata come quella dell’Imu a consegnargli il Paese ci penseranno la maggioranza degli italiani con le loro paure ed il loro, inserito nel dna, conservatorismo.
Anche noi di sinistra veniamo accusati di essere portatori di idee obsolete, hanno poco più di cento anni mentre le idee borghesi e quindi capitaliste risalgono al trecento.
“Nella Firenze del trecento, apparve il primo borghese, nella semantica di Sombart. Accordando prestigio sociale e potere politico ai commerci, ai mercatores e populares, in comunità che non erano soltanto città, ma città-Stati indipendenti, l’Italia, a partire da Firenze, attuò anche il prototipo della “rivoluzione borghese”, del “governo dei mercanti, esercitato dai mercanti e per i mercanti”.
Borghesia, mercato, capitalismo, con tutta l’evoluzione che ne è seguita sino al moderno capitalismo finanziario parassita che domina il mondo.
Forse saremo obsoleti anche noi, anche la sinistra anticapitalista ma una cosa è certa: noi abbiamo sempre votato per cambiare, senza paura, e non ci siamo riusciti.
Non abbiamo mai votato per conservare.
Con la confusione che c’è in questi tempi lasciatemi dire che non si capisce più chi vuole la rivoluzione e chi la conservazione. Non è ancora chiaro.
Sul fatto dell’etica, onestà, correttezza, lotta agli sprechi ecc. ecc. della politica siamo d’accordo.
E’ la prima pietra sulla quale costruire un mondo nuovo ma ricordiamoci che l’uomo perfetto non esiste, inteso come massa, come non esiste la massa onesta a priori.
Solo una giustizia equa ed applicata rigorosamente potrà difenderci dai vari banditi, disonesti, ladri che ci sono in mezzo a noi. E’ fisiologico.
Quello che non è più tollerabile è il concetto di confessione e relativa assoluzione, qui non abbiamo a che fare con un Dio, abbiamo a che fare con la società civile che deve far rispettare le regole e far pagare qualsiasi debolezza e qualsiasi errore.
Stamo qui a fare l’autopsia agli sprechi della politica per qualche centinaio di milioni, ed è giusto, ma non è possibile che succedano, ancora cose come questa:

Fondi Pdl, Fiorito torna in libertà
Scarcerato l’ex capogruppo Pdl
Questo, da solo, è accusato per aver sottratto un milione e 400mila euro ai fondi del partito alla Pisana.
A 68 anni dalla liberazione abbiamo ancora qualche personaggio con incarichi pubblici che fa il saluto fascista.
Io sarò anche obsoleto ma questi sono contro e fuori dalla Costituzione.
La foto è una minaccia? Vi come la interpretate?

Nel mio blog, in alto a destra, ho scritto chi sono e le istruzioni ai “lettori”, che poi si tratta solo di una frase: non prendetemi troppo sul serio, non lo faccio nemmeno io.


foto1Ho scritto questa frase perchè troppi lettori, tralascio le virgolette per comodità, hanno estrapolato frasi singole, concetti da valutare nel contesto, oppure hanno letto in maniera superficiale, peggio ancora molti hanno commentato senza nemmeno leggere.
Non dico cogliere l’ironia in cui avvolgo ogni mio scritto o pensiero per salvarmi il cervello da quasi 50 anni di opposizione al sistema. Qualunque sistema, anche se penso che tutto sommato sia sempre quello che si evolve, il capitalismo produttivo che si è evoluto nel capitalismo finanziario e parassita.
Tanti anni fa mi sono iscritto al Pci e le prime parole che ho detto una volta ritirata la tessera sono state queste:
spero che la nostra lotta ci porti alla conquista del potere del proletariato, subito dopo passerò all’opposizione per impedire che il potere non diventi regime.
Non ho visto il sol dell’avvenire ma ho conosciuto, molto bene, il potere del capitalismo occidentale che ha portato tutto il proletariato del mondo alla fame.
Un ventennio fa, più o meno, le condizioni del proletariato europeo erano diverse da quelle asiatiche o sud americane e noi pensavamo di essere immuni allo sfruttamento intensivo al quale erano soggetti i popoli dell’America del sud.
Inutile nascondere che la nostra qualità della vita era superiore, è adesso che ci stanno sorpassando dalla terza corsia.
Sin dagli anni 70 il capitalismo globale era in evoluzione, come sempre in anticipo sui tempi e si stava trasformando da capitalismo produttivo a sfruttamento intensivo del proletariato a capitalismo finanziario e parassita dedito allo strozzinaggio degli Stati mondiali.
Negli anni 70 mi chiedevo che senso aveva per un imprenditore onesto investire in una fabbrica qualsiasi, avere tre, quattro mila dipendenti, macchinari, capannoni costosi, un sindacato a rompere i coglioni, una burocrazia che lo avvolgeva come una piovra ed alla fine di tutto questo impegno guadagnare il 10% di quello che aveva investito, oltre a qualche problema di fegato, quando avrebbe potuto investire i suoi miliardi nella finanza e guadagnare il doppio senza avere dipendenti, sindacato, burocrazia, capannoni e macchinari soggetti a manutenzione e, magari, pagare pure meno tasse.
Pare mi abbiano letto nel pensiero, la maggioranze degli imprensitori sono diventate finanziarie.
Hanno chiuso le fabbriche e sono diventati tutti speculatori della finanza, creativa e non, dieri illusionista per la massa ma produttiva per il lor profitto.
Al degrado del capitalismo produttivo che, bene o male, produceva ricchezza anche per il proletariato si è affiancato il degrado politico e sociale che ha portato la politica ad essere subalterna alla finanza, da decenni la politica degli Stati è imposta e decisa dalla finanza.
Oggi basta che un impiegato ventenne di una grande banca internazionale schiacci invio dietro imput dei capi e fallisce uno Stato sovrano. Hanno fatto le prove con quelli più piccoli poi sono passati ai primi in classifica nel reddito del prodotto mondiale.
Certo che il capitalismo parassita ha goduto di complici nella politica, in qualche paese logge massoniche come la P2 è riuscita ad andare al governo. Una corruzione dilagante necessaria per garantirsi i complici ha portato ad un discredito della politica e dei partiti che rappresentano i cittadini, in democrazia, ridando vita ad un populismo che nel tentativo di fare pulizia sfascia tutto, non distingue più la mela marcia da quella sana e vuole distruggere la cesta.
Si butta l’acqua sporca con dentro il bambino.
Tutti i regimi sono nati nel pieno di  crisi spaventose in seguito a guerre mondiali, tutte le volte ha preso voce, forza e potere il demagogo di turno ed è così che sono nati il fascismo ed il nazismo.
In nome del popolo sovrano abbiamo avuto il despota unico e con pieni poteri.
Come è andata a finire lo sappiamo tutti anche se la memoria di massa è talmente labile che ci troviamo qualcuno che fa l’elogio del fascismo buono.
Quello che sta avvenendo oggi, di questi tempi e cioè che una forza tutto sommato minoritaria pretenda di governare da sola, ieri l’ultima proposta del M5S : Governo tecnico? No del Movimento 5 Stelle, trovando pure qualche pirla dell’altra parte che gli va dietro, è già avvenuto in Italia con il dice ed in Germania con Hitler.
Tutto è successo in nome del popolo incazzato, dove ci abbia portato un delirio del genere ce lo racconta la Storia perchè, fortunatamente, non l’ho ancora vissuto.
Se alla mia nalisi dei fatti, che potrebbe benissimo essere sbagliata o pessimista, ci aggiungo le similitudini ed i deliri dei loro rappresentanti in merito a destra, sinistra, fascismo scritti di loro pugno e poi smentiti per sollevazione popolare e per calcolo di interesse politico penso di non essere molto lontano dalla realtà.
Ovvio che mi auguro di sbagliare, di avere preso un granchio e che non sia il granchio ad aver preso tutti noi.
I sinceri democratici, ovviamente.
L’ha detto il capitalismo ai grillini che destra e sinistra in politica non esistono più? E la finanza, il capitalismo, l’economia capitalistica è di destra o è di sinistra?
Certo è che la sinistra italiana non ha nessuno in grado di accendere la luce, corrono al recupero e sono sempre in ritardo.
In vaticano da millenni eleggono il papa con pieni poteri, noi eleggiamo il demagogo per dargli i poteri, anche se non vuole prenderseli.
Estremizzo, provoco, rifletto a voce alta ma come ho scritto nel blog non prendetemi troppo sul serio, non lo faccio nemmeno io.
Se lo avesse scritto anche Roberta Lombardi non sarebbe nato tutto questo casino intorno al fascismo buono ed al folklore di casa Pound.

Navigando nel web si ha l’impressione che in Italia ci siano milioni di persone alla sinistra del Pd. In effetti mi sentivo felicemente meno solo poi sono andato a vedere i risultati delle elezioni e per l’ennesima volta nessuno di sinistra è entrato in parlamento. Che siano sempre quelli che girano nel web?


imagesVedo falci e martello,  decine di partiti che si richiamano a sinistra, libertà, rifondazioni varie e partiti comunisti italiani con tanto di falce e martello.
Convinto assertore che il popolo italiano è conservatore ogni volta, si fa per dire, mi illudo che sia la volta buona e che si riesca ad eleggere qualcuno di sinistra ma dal finire degli anni 70 in poi questo non è mai successo.
Prendiamo Rivoluzione Civile, che ho votato anch’io, non ha raggiunto nemmeno il quorum ma se tu guardi su Facebook vedi il simbolo di Ingroia ovunque.
Ancora una volta è stato un fallimento, come ai tempi di Bertinotti.
Quando ero giovane e militavo nel Pci volevo tutto e subito e chiunque si opponesse al mio pensiero lo consideravo un venduto, un conservatore, uno che abbandonava la lotta.
Semplicemente vedevano più lontano di me e, soprattutto, sapevano di avere a che fare con soggetti particolari.
Gli italiani. In maggioranza nostalgici passati alla Dc, socialisti opportunisti, sempre e comunque conservatori ed amanti dell’uomo solo al comando che togliesse loro la responsabilità di una scelta consapevole.
Se il salvatore della Patria non esiste garantito che l’italiano se lo inventa, fa catenaccio e spera che un Paolo Rossi qualsiasi faccia sei gol per vincere il mondiale.
L’unica cosa dove l’italiano da il meglio di se è quando si tratta di partecipare alla festa in soccorso al vincitore.
E’ successo anche in Spagna nel 1982, prima tutti contro la nazionale e Bearzot, poi tutti in piazza a suonare il claxon.
Che c’entra il calcio con la politica, direte voi. C’entra eccome perchè noi viviamo la politica come viviamo il calcio, siamo un paese di tifosi e non di sportivi.
Tutti sappiamo che si nasce incendiari e si finisce pompieri. Io purtroppo sono nella fase in cui giro con il secchio a spegnere fuochi, a raffreddare animi, cercando di ragionare su strategie possibili per cambiare le cose almeno gradualmente. Insomma guadagnare un metro cercando di non perderne due per la reazione contraria.
Mi accusano di essere del Pd e non è vero. Sono un orfano del Pci che ha tanti ex compagni che sono nel Pd con i quali discuto e adesso veniamo al dunque.
Io credo che il Pd sia un partito “inquinato” e condizionato dagli ex democristiani che però ha una sua struttura che nessuno ha, intendo dire consolidata, anche se non la sa usare e l’unico modo dal mio punto di vista per cambiare le cose sarebbe farlo dall’interno.
Se tutti quelli come me che criticano il Pd o Bersani entrassero nel partito, votassero il partito ogni volta che si presenta l’occasione in due elezioni lo sposterebbe a sinistra senza litigare e senza disperdere un voto.
Faccio un esempio semplice ma chiaro.
Fatto 100 i deputati del Pd 40 sono ex democristiani o rivoluzionari come Veltroni, provate ad immaginare un partito dove i 40 sono di sinistra. Anche uno come Bresani si sentirebbe meno condizionato.
Non si tratta di condividere tutto il programma, del Pd per forza di cose nato da compromessi dovuti alla composizione interna, si tratta di spostarne l’asse a sinistra dall’interno.
Non ci sta bene? Il risultato è che la sinistra italiana non ha più rappresentanza in Parlamento, milioni di italiani sono senza rappresentanti nelle istituzioni.
Senza unità non riusciamo ad eleggere un consigliere nemmeno in Lombardia e quando ci siamo uniti, senza spaccarci le balle tra di noi, il Pd ha fatto un passo indietro ed abbiamo eletto Pisapia.
Domanda: è meglio Pisapia o la Moratti? E’ meglio Maroni o Ambrosoli?
Cosa cazzo serve inventarsi liste e listine giusto per far sapere al vicino che voglio distinguermi da lui per una virgola?
A perdere. Se non siamo uniti si perde.
Questo post è rivolto, naturalmente, a chi crede che esista una politica di destra ed una di sinistra.
Per chi ritiene che il tutto sia superato insieme alle ideologie sarà la storia ed i fatti a dare la rispsosta.
Io sono un ex incendiario diventato pompiere, un superato, uno all’antica. Talmente all’antica che ancora oggi se penso a Berlinguer ed alla sua fine mi emoziono ancora.
Prendo le parole del grande Giorgio Gaber per dare un’idea del mio modo di essere:
Qualcuno era comunista perchè pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Sembra una cosa da poco ma moralmente ed eticamente è l’essenza della democrazia e della solidarietà.
Giorgio Gaber, con la sua canzone, ci ha anche detto dove abbiamo sbagliato ed è sintetizzato in questa strofa:
Qualcuno era comunista perchè era convinto d’avere dietro di se la classe operaia.
Quello che ha sbagliato più di tutti, senza pentimenti, sono io che ero un quadro e credevo di avere dietro la classe operaia.
Io ho sempre votato a sinistra i miei collaboratori prima democristiano e poi Berlusconi.
Hanno vinto loro, ma io non ho ideali per vincere, ho ideali per cambiare le cose, questo mondo di merda.
Ovvio che vadano aggiornati al cambiamento del capitalismo globale parassita ma sempre nell’interesse degli ultimi.
Lasciatemi almeno la libertà delle mie idee.

Mi è arrivata la bolletta del gas, due rapine autorizzate in un colpo solo. Non puoi nemmeno denunciarli perchè hanno la licenza per le gabelle, più che liberalizzazione del mercato è la liberalizzazione del furto.


indexTralascio l’importo della materia prima che da noi costa il 36% in più del resto d’Europa e non si capisce come mai dato che la forza calorica è la stessa, forse fanno pagare la tassa di soggiorno anche al gas come se fosse antani con scappellamento a destra.
Ci sono due voci che fanno incazzare, scusate l’eufemismo ma quando ci vuole ci vuole.
Una si chiama servizio di rete: 44,70 per tre mesi, sembra che il gas arrivi a casa mia non attraverso un impianto che ha più di vent’anni ed è ammortizzato da tempo ma che venga consegnato da un addetto apposito, invisibile, presumo con delle bombole o delle bombolette spray da iniettare nel mio impianto domestico.
Tra l’altro, a proposito di servizio di rete, avevo il loro contatore che perdeva in uscita e me l’hanno sostituito.
Non mi hanno fatto pagare niente e questo è servizio di rete, mentre non mi hanno rimborsato il gas che ho pagato in più ed inutilmente per tre anni, 365 giorni all’anno, dovuto alla perdita del loro contatore. Sono due anni e mezzo che sono in ballo e c’è una commissione di esperti che sta ancora calcolando la quota extra consumo normale che l’A2A dovrebbe rimborsarmi.
Mi hanno pure affidato un loro consulente, non so come chiamarlo, che segue la mia pratica ed ogni volta che lo chiamo mi dice che non può fare niente finchè i consulenti non avranno finito i calcoli, un autentico muro di gomma che mi prende gentilmente per il culo da due anni e mezzo.
L’altra voce si chiama: totale imposte ed ammonta a 42,34 euro, come se io fossi una azienda che può scaricare l’Iva, sempre che si possa scaricare.
Riepilogando a questi banditi muniti di autorizzazione dello stato noi paghiamo una gabella pari al 37,12% dei consumi del metano tenendo sempre presente che il prodotto lo paghiamo il 36% in più che nel resto d’Europa fa un totale in bolletta del 73,12%.
Hanno liberalizzato il servizio per dare possibilità a più società di spartirsi il furto legalizzato dei servizi, ovviamenta a metà con lo stato, anche se in questo caso lo stato non siamo noi ma sono loro, i boiardi di stato che si danno stipendi da centinaia di migliaia di euro all’anno.
Ho una certa età e mi ricordo ancora quando hanno reso obbligatoria l’assicurazione sulle auto, una legge di civiltà.
Ci hanno detto che pagando tutti l’assicurazione obbligatoria avremmo pagato di meno ed il risultato è stato che le compagnie hanno fatto cartello, noi paghiamo sempre di più, e le compagnie si sono costruiti miglia di palazzi da affittare o vendere moltiplicando i guadagni. Se a questo aggiungiamo che in rimborsi delle compagnie sono veloci come un gatto di marmo se ne deduce che non sono servizi ai cittadini ma che siamo limoni da spremere, maiali da dissanguare dei quali non si butta via niente.
Ci guadagnano prima durante e dopo ed in più ci vengono a dire che sono in pedita, perenne.
Ci sono servizi essenziali che dovrebebro essere forniti dallo Stato, sanità, scuola, trasporti, comunicazione, luce, gas, acqua. Servizi di base sui quali non dovrebbe esistere speculazione, profitto, mangiatoie o gabelle legalizzate che sono una autentica licenza di rapina.
Ma questo è il bello del capitalismo al quale anche la sinistra non ha saputo rinunciare. Ci sono pure manager con lo stipendio stellare, da calciatore, che sarebbe concepibile solo se il loro lavoro servisse a fare risparmiare il consumatore, l’utente.
Mazzette, corruzione, clientele se vengono scoperte vengono condannate, anche se il Pdl si è opposto ad una legge sulla corruzione, ma questa gente qui non ha da temere nulla dallo Stato, hanno la licenza di rapinare il cittadino come la nobiltà aveva la licenza delle gabelle.
E’ un furto, ma legalizzato.
Indigniamoci pure per le mazzette di Fimeccanica per vendere elicotteri all’India, l’importante è pagare le bollette e le mazzette di Stato che più e meno ammonta al 73,12% di quello che consumiamo.
La vera liberalizzazione dei servizi sarebbe se io potessi fare il contratto per la fornitura del gas in Romania, Lettonia o Estonia e non consegnato in manette ad aziende che fingono di farsi concorrenza ed invece sono una lobby.
Ho messo la foto di un metanodotto, con quello che pago di servizio di rete da oltre 40 anni,  mi aspetto da un momento all’altro che mi arrivi a casa la mia quota azionaria.
Abbiamo fatto un referendum per l’acqua pubblica, luce e gas li lasciamo in mano alla speculazione. Faccio notare che anche chi non è andato a scuola o non prende i mezzi acqua luce e gas li deve comunque consumare e quindi sono prioritari più della scuola e dei trasporti. Ovviamente è una provocazione, come diceva Don Milani: Ogni parola che non impari oggi è un calcio nel culo che prenderai domani.
Noi siamo andati a scuola ma facciamo collezione di calci nel culo, non disdegnando nemmeno qualche calcio sulle palle.

I prezzi del gas in Europa: lo spread italiano.

Donato alla città di Milano il monumento dedicato a Roberto Franceschi. Il bocconiano al servizio dei lavoratori, l’esatto contrario di Monti, vittima della polizia che sparava, o spara, ad altezza d’uomo.


indexDi famiglia borghese ed antifascista Roberto era uno studente della Bocconi con ottimi risultati e sin dai tempi del liceo aveva aderito al Movimento studentesco.
Erano i tempi in cui il capitalismo si dedicava alla produzione per muovere l’economia, più tardi si dedicò alla speculazione, e Roberto ebbe la geniale idea di far partecipare i lavoratori, motore dell’economia, alle assemblee studentesche dato che ne erano coinvolti direttamente.
Ovviamente l’idea non piacque al rettore che, dopo aver autorizzato diverse assemblee aperte, decise di dare un taglio al connubio tra produzione ed economia, l’unione tra studenti e lavoratori diventava un pericolo come sempre quando la mente collabora con il braccio.
Roberto aveva 21 anni ma idee forti e precise che riporto dal sito della Fondazione Roberto Franceschi:
Dopo la maturità, conseguita con il massimo dei voti, si iscrive alla facoltà di Economia politica presso l’Università “Luigi Bocconi” facendosi subito notare per la vastità del sapere, per la serietà e l’impegno non solo in campo culturale ma anche in quello sociale e politico. All’Università Bocconi è uno dei leader del movimento studentesco che cerca di arginare l’insorgere di quella mentalità che voleva l’attività politica prioritaria rispetto all’impegno culturale e la ricerca della via facile nello studio, convinto che l’essere dalla parte degli sfruttati significa mettere a loro disposizione il meglio della ricerca scientifica.

Convinto che essere dalla parte degli sfruttati significa mettere a loro disposizione il meglio della ricerca scientifica.
Si deve avere un Dna predisposto, una intelligenza superiore, ma l’ Università Bocconi non produce solo tipi alla Monti votati alla finanza parassita ed alle banche, ma anche altissime figure etiche e morali che anche a 21 anni possono essere d’esempio ed insegnare agli adulti.
Dice la cronaca, io dico la Storia:

La sera del 23 gennaio 1973 era in programma un’assemblea del Movimento Studentesco presso l’Università Bocconi. Assemblee di questo tipo erano state fino ad allora autorizzate normalmente e non avevano mai dato adito a nessun incidente e, nel caso specifico, si trattava dell’aggiornamento di una assemblea già iniziata alcuni giorni prima; ma l’allora Rettore dell’Università quella sera ordinò che potessero accedere solo studenti della Bocconi con il libretto universitario di riconoscimento, escludendo lavoratori o studenti di altre scuole o università. Ciò significava vietare l’assemblea e il Rettore informò la polizia, che intervenne, con un reparto della celere, intenzionata a far rispettare il divieto con la forza.
Fonte: Fondazione Roberto Franceschi Onlus.

Ne nacque un breve scontro con gli studenti e i lavoratori e, mentre questi si allontanavano, poliziotti e funzionari spararono vari colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo.
Lo studente Roberto Franceschi fu raggiunto al capo, l’operaio Roberto Piacentini alla schiena. Entrambi caddero colpiti alle spalle.
Come a Reggio Emilia il 7 luglio del 1960.
Per anni l’ informazione  di regime capitalista ci ha raccontato che la polizia sparava in aria per dispergere i manifestanti, come disse dario Fo erano loro che saltavano in aria per essere colpiti.
Ieri la Fondazione Roberto Franceschi ha donato alla Città di Milano il monumento commissionato dal Movimento Studentesco in memoria di Roberto.
L’opera, un enorme maglio d’acciaio commissionato dal Movimento Studentesco, nacque da un confronto tra diversi artisti, coordinati dal designer Enzo Mari, e venne posto sul luogo dell’uccisione nel 1977.
Molto interessante, per chi è un sincero democratico, leggere interviste e storia di Roberto Franceschi in questo link, da aprire con adobe.
Per non dimenticare. Destra e sinistra esistono ancora, eccome se esistono.

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