Questa volta l’ho sentito dal vivo, a nemmeno un metro di distanza: invece di soccorrerli dovrebbero togliere il tappo alla barca e lasciarli li.


indexErano seduti sulle panchine, mi sono avvicinato per salutare un amico e lui mi ha fatto una battuta al volo: domani vai a Roma?
Tutto è partito da lì. Ho il pullman alle 7 da Lecco, ho risposto prontamente. 600 euro tutto compreso 200 per il viaggio e 400 per la Mondadori per contribuire alla spesa per De Benedetti. A De Gregorio ci ha pensato lui.
Il discorso della combriccola verteva sulla tassa dei rifiuti per la seconda casa, peccato non godersela per pochi euro in più rispetto ai residenti, ma mi sono reso conto del motivo per cui il piduista insiste sull’Imu, vedono il dito e non vedono la luna.
Senza nemmeno rendersi conto che sulla seconda casa l’Imu rimane come la tassa sui rifiuti e quella dell’acqua.
Tolto il mio amico ero nel bel mezzo dell’Italia che ha dato il bastone del comando al piduista, ex democristiani che hanno votato forza Italia e la lega non potendo votare fascista perché, purtroppo per loro, un partito fascista esplicito non esiste altrimenti si sarebbero sentiti a casa.
Ad ogni modo non sono riuscito a stare zitto ed ho ribattuto al devoto cattolico che invitava a togliere il tappo dal barcone che se si fosse trovato lui in mezzo al mare non l’avrebbe pensata in questo modo.
Io sarei rimasto a casa mia è stata la sua risposta.
Peccato che lui come me ed altri presenti non fosse né un montanaro né un lombardo ma un veneto che è emigrato per sfuggire alle zone depresse degli anni 50.
Oggi il mondo è più piccolo e c’è chi tra i nostri figli è costretto ad emigrare in Germania o in Inghilterra, non cambia di una virgola il concetto.
La figlia del devoto in questione volle che raccontassi come fu che il piduista venne in possesso della villa di Arcore e ne feci un riassunto veloce ma significativo.
Alla fine disse: è vero, la storia la conoscevo già.
Mi sono chiesto, non ad alta voce anche se il miserabile l’avrebbe meritato, come l’avrebbe pensata se avessero violentato sua figlia e l’avessero costretta ad emigrare per mandarla a battere in qualche bordello del mondo.
Se avrebbe fatto togliere il tappo anche in quel caso.
Quasi tutti, alla sua battuta infelice e feroce, fecero cenno con la testa come se la soluzione proposta dal miserabile fosse l’unica percorribile.
Qualche donna che ha conservato un minimo di umanità forse avrebbe voluto ribattere ma non ne ha avuto il coraggio ma ho capito che hanno apprezzato la mia reazione.
Insomma, come sempre, per il nostro popolino la colpa è sempre degli altri, i fascisti erano gli altri ed il duce era un buono che si è fatto deviare da Hitler.
E’ per questo che noi da oltre 70 anni non andiamo da nessuna parte.
Giusto per spargere fango a 360 gradi hanno tirato in ballo tutti anche per giustificare il fatto che hanno si sbagliato a votare ma tanto sono tutti uguali.
Ho detto che Greganti si è fatto la galera mentre migliaia di altri farabutti non l’hanno nemmeno visitata per un giorno ed allora mi hanno tirato fuori Penati che godrà della prescrizione.
Penati lo conosco personalmente da oltre trent’anni, ciò non mi ha impedito di ritenere opportuno che la giustizia facesse il suo corso, anzi, ho chiesto che se ritenuto colpevole gli venga raddoppiata la pena in quanto ex comunista.
Detto ciò ho voluto precisare due cose. La prima è che secondo i giornali Penati rinuncia alla prescrizione e la seconda è che se Penati usufruisse della prescrizione abbreviata godrebbe di una legge fatta su misura per il condannato piduista nelle cui mani il manipolo delle panchine ha affidato l’Italia nell’ultimo ventennio.
Comunque considerato che ognuno di noi ha il suo sogno, il miserabile in questione sogna che venga tolto il tappo al barcone in mezzo al mare, ho anch’io il mio sogno: che nel barcone ci sia lui e che venga tolto il tappo senza nemmeno andare al mare, mi basterebbe il lago di Como.
Buona domenica.

A 15 anni ho elaborato una teoria, a 64 ne ho la conferma definitiva. Me l’ha data il Tg3 di ieri sera.


BQkACIl Tg3 ha intervistato i manifestanti a favore di Berlusconi. Un’agenzia, la Aba.Video, ha reclutato persone, pagate dieci euro ciascuna, per la manifestazione pro Silvio Berlusconi in piazza del Popolo. Quasi nessuno lo ha votato, quasi nessuno è militante del partito. In molti hanno lavorato invece come figuranti, grazie all’agenzia, presso programmi Rai. Per l’occasione a Roma tre pullman con 50 persone ciascuno, mentre altri sono partiti all’alba da Milano. ( Fonte: Repubblica)
Penso, come succede sempre davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, ci siano state presenti anche gli anziani ospiti dell’ospizio televisivo Uomini e Donne anziani, quelli che si corteggiano esibendo la prostata ed è avvilente notare come la nostra tribù sia sprovvista del classico vecchio saggio che ogni villaggio ha, dagli indiani d’America alle tribù africane ed in ogni luogo del mondo nei Paesi normali si fa riferimento ai vecchi saggi.
Noi abbiamo solo vecchi rincoglioniti e lo si vede dal degrado del Paese e dal suo fallimento.
Credo che l’Italia del dopoguerra abbia subito una epidemia di imbecillità che ha colpito buona parte della popolazione, detta epidemia si è manifestata ed estesa con l’avvento della televisione televisione commerciale, in particolare quella privata, anche se la Rai ne è stata contagiata al punto tale da non distinuguerla più.
Dicevo che il Tg3 ha intervistato i partecipanti alla manifestazione a favore di Berlusconi, l’untore massimo, e vedere gente che ha lavorato una vita esaltare un bandito della P2 in quel modo mi ha fatto pena, mi ha fatto incazzare.
Triste no per il semplice fatto che già a 15 anni avevo elaborato una mia teoria sull’evoluzione della specie umana ben prima che la teledipendenza distruggesse la materia cerebrale di milioni di persone.
L’avere visto giusto non mi ha dato nessuna soddisfazione, anzi, avrei sperato di sbagliarmi come sempre quando ho fatto la schedina del totocalcio. Infatti da oltre vent’anni non la faccio più.
La mia teoria è nata nella mia testa quando ancora la televisione era in bianco-nero ed è nata nelle osterie dove da ragazzo mi dilettavo a giocare a scopa d’assi con gli anziani.
Erano piuttosto diffidenti nell’accettare al tavolo i giovani, per noi era motivo d’orgoglio quando si veniva accettati come compagni di gioco perchè significava che godevamo del loro rispetto e della loro considerazione.
Ed è appunto osservando gli anziani di Milano, Sesto San Giovanni o del paesino di montagna dove mi capitava di andare con i miei che la mia teoria, nata come sberleffo giovanile alla loro diffidenza nell’accettarti come socio di scopa d’assi, una provocazione diciamo che putroppo ha avuto conferma più volte nel corso della mia vita.
L’ultima ieri sera al Tg3.
La teoria è questa: un bambino vispo, intelligente, sarà un fanciullo curioso. Di seguito diventerà un ragazzo capace nello studio o nel lavoro, un uomo respondabile magari padre di famiglia e più tardi un vecchio saggio che può regalarti consigli grazie alla sua esperienza moltiplicata dall’intelligenza di base, di partenza.
Ogni esperienza, nel lavoro, nello studio, in generale nella vita, vissuta dal bambino intelligente fa da moltiplicatore di saggezza.
E’ atroce ammetterlo ma il ragionamento che segue non ha nulla di razzista, offensivo, mancanza di rispetto ma solo una grande tristezza, anche se era nata con un po’ di perfidia giovanile.
Il bambino pirla sarà un fanciullo pirla, un ragazzo pirla che diventerà uomo pirla per finire nell’apoteosi finale: sarà un vecchio pirla.
Inutile negare l’evidenza. L’esperienza, per uno toccato  dalla sfortuna che la natura gli ha regalato attraverso limiti di cui non ha nessuna colpa, non fa da moltiplicatore e quindi l’evoluzione ne risulta alterata, non potrà mai diventare un vecchio saggio.
La persona intelligente che commette un errore, può succedere a tutti, fa tesoro dell’esperienza che quell’errore gli ha fatto vivere, diventa un punto di forza, una marcia in più.
Lo stesso non avviene per  chi ha dei limiti, l’errore non lo riconosce ma lo considera sfortuna  e se cerchi di avvisarlo ti dice che porti sfiga.
Per fare un esempio che renda l’idea di quello che intendo dire vi racconto un fatto reale.
Eravamo nel cortile del condominio dove abitavo, si stava chiacchierando con altri condomini. Lavoravo nel mondo dell’automobile ed ogni volta c’era qualcuno che mi chiedeva consigli sull’acquisto di un’auto nuova o usata.
Cosa ne dici di questa, cosa ne pensi dell’altra.
Ho comprato una uno usata per mio figlio, te la faccio vedere dimmi cosa ne pensi, se ho fatto un affare oppure no.
Guardo la macchina e gli dico che il rapporto qualità prezzo non è male, gli faccio notare però che le gomme sono un po’ usurate, lisce, sarebbe il caso di cambiarle per non rischiare qualche incidente se piove.
Passa qualche giorno, settimana non ricordo, lo incontro insieme agli altri condomini nel solito crocchio in cortile e come mi vede mi apostrafa ad alta voce: cazzo! Tu porti sfiga! Mio figlio ha avuto un incidente, ha tamponato uno.
Non sono io che porto sfiga, sei tu che sei un pirla. Te l’avevo detto che le gomme erano lisce ed era ovvio che con la pioggia tuo figlio avrebbe avuto dei problemi.
Questo è il classico caso dell’uomo pirla che avrebbe avuto due soluzioni ma non è stato in grado di metterle in atto. Anzi tre. Quello che avrebbe fatto al suo posto l’uomo intelligente.
La prima avvisare suo figlio che le gomme erano lisce, di stare molto attento in caso di pioggia. La seconda di andare dal gommista a cambiare le gomme e la terza, la più importante, consigliare prudenza sempre e comunque.
Vedere anziani normali, inteso come non delinquenti, banditi ecc.ecc. Persone in buona fede che difendono esaltano e rispettano un personaggio del genere, nonostante l’età e l’esperienza che dovrebbero avere accumilato negli anni, mi ha messo tristezza.
Leggere che qualcuno ha partecipato a questa sceneggiata per 10, se fossero stati 100 comunque non sarebbe cambiato il mio giudizio, mi ha dato la conferma che, purtroppo, la mia teoria è giusta.
Non ci crederete ma avrei preferito che il mio ragionamento elaborato dalla mia mente di ragazzino fosse stato una cazzata pazzesca, una supercazzola.
Invece no, troppi vecchi pirla ne danno la conferma.
Dicevano i vecchi saggi: chi è causa del suo mal pianga se stesso. In questo caso non sono causa del loro male è la natura che ha infierito contro di loro, dovrebbero essere i loro cari, i loro figli ad aiutarli a ragionare, a cambiare le gomme.
Il più giovane intervistato dal Tg3 aveva 10 anni più di me, i giovani comunque c’erano.

Quello che  mi spiace di più è vedere gente che magari ha lavorato 35, 40 anni, escluse matrone con gioielli e pelliccia o vecchi borghesi che hanno manifestato anni fa  a Vicenza contro le tasse di Prodi,  che non ha capito ancora niente.
Magari c’è in mezzo pure qualche ex comunista che è diventato leghista o pidiellino, che si è spappolato la mente con la televisione. L’esperienza non ha fatto da lievito.
Dal Fatto Quotidiano:
Silvio ha bisogno di sostegno. Viale Monza 137, davanti alla sede milanese del Pdl. Ore 6 e mezza passate da poco, si parte. Tutti a Roma per la manifestazione del Pdl. Davvero tutti? Una signora è delusa: “Questo pullman è mezzo vuoto”. Appena 22 persone. “Ce n’è un altro davanti però”, ribatte la sua compagna di viaggio. Che qualcosa non andasse come previsto nei numeri si intuiva già ieri, quando l’impiegata che prendeva le prenotazioni al telefono non nascondeva un invito: “Porti pure chi vuole, c’è ancora posto. Anzi se porta qualcuno è meglio”.


Crimi ha 40 anni, è più giovane di mio figlio. Una cosa è fare satira feroce su chiunque, altra è mancare di rispetto al di fuori della satira.Non è più satira è maleducazione, se mio figlio fosse maleducato come Crimi e la Rostellato mi chiederei dove ho sbagliato ma, dopo avergli dato un calcio nel culo.


indexSono peggio di Berlusconi, prima sparano cazzate poi dicono di essere stati fraintesi, la colpa è della Stampa che gli sta sul cazzo.
Ora un conto è fare satira con battute feroci come fa Grillo, Luttazzi e nel mio piccolo anch’io che li chiamo grullini, altro è uscire da un incontro con il Presidente della Repubblica e dichiarare quanto segue:
“‘Napolitano è stato attento, non si è addormentato. Beppe è stato capace di tenerlo abbastanza sveglio, ma anche lui è stato abbastanza attivo e abbiamo interloquito parecchio”.
Non siamo nel blog dove da anni si legge: Napolitano dorme. Anzi di più, è Morfeo, il dio del sogni. Anche Vauro ha più volte disegnato Napolitano che dorme ma non credo che Vauro se fosse ricevuto da Napolitano se ne uscirebbe con queste frasi del cazzo. Quando ci vuole ci vuole.
Grillo ha la mia età, non so con quale velocità ma siamo entrambi avviati al ricoglionimento e non so nemmeno chi ci arriverà per primo, ma questi giovani devono imparere l’educazione ed a sciacquarsi la bocca prima di parlare e di offendere qualsiasi donna o qualsiasi anziano. Donna l’ho scritto per via del punto G di quella che è andata a Ballarò.
Se io fossi stato eletto in Parlamento incontrassi Andreotti e volesse salutarmi gli darei la mano, altro sarebbe se dovessi fare un confronto politico con Andreotti al quale non manderei a dire niente di tutto il male che penso di lui.
Non so se Crimi quando incontra suo padre o suo nonno lo saluta affettuosamente dicendogli: sveglia nonno! Sei rincoglionito? O se incontrando la vecchia nonna la saluta con un affettuoso: ciao vecchia zoccola, che sfigata che sei non hai più l’età.
Dice la Rostellato:
«Un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: “Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!” – raccontava la grillina – Io ho tirato dritto e me ne sono andata… ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure “piacere”??? No guarda, forse non hai capito: non è un piacere!!!».
Mi sembra un linguaggio tipico delle periferie più squallide di città squallide: no guarda, forse non hai capito: non è un piacere!!!
Berlusconi è stato evitato più di una volta, in modo particolare ai seggi, ma chi lo ha evitato l’ha fatto con stile, con educazione, non è stata scortese per poi vantarsene su Facebook. Anche se avrebbe potuto diventare un’eroina di noi antiberlusconiani.
Io sono schietto e sincero, quasi, come la Rostellato. Per problemi miei non sono andato a matrimoni, battesimi, cresime e comunioni di famiglia per il semplice fatto che non ci frequentavamo.
C’erano dei problemi con i parenti, ricordiamoci che i parenti te li trovi e gli amici te li scegli, e non trovavo giusto fingere che non esistessero perchè c’era un battesimo o un matrimonio in vista.
Sono talmente democratico da non trovare nulla di strano che la Mirè ci andasse, chiudesse un occhio, ma io non ci sono andato.
Se fossi andato non avrei  rifiutato il saluto o di dare la mano, anche se rappresento solo me stesso, uno che vale uno.
Se rappresenti un movimento, un partito, una istituzione non puoi prescindere dall’educazione. Altra cosa sarebbe l’attacco politico durante un dibattito in Parlamento dove ti puoi lasciare andare con tutto lo splendore della tua schiettezza.
Tutti siete ospiti momentanei in Parlamento e dovete essere educati.
Insisto a dire che sia la Lombardo che Crimi non sono all’altezza, sono deleteri per il M5S stesso, se non capiscono che come rappresentanti del popolo non possono usare le stesse battute copiate da Grillo quando rappresentano il loro movimento o le istituzioni e non son ad un comizio o in campagna elettorale.
In modo particolare non devono dire bugie nei loro video perchè possono esser smentiti in ogni occasione.
Ripetere che sono la prima forza politica è un segnale di ignoranza delle regole della Repubblica parlamentare perchè i voti delle elezioni si contano per coalizione.
Si sentono accerchiati, sono diffidenti e si vede ma non ne hanno indovinata una.
Per adesso sono come Berlusconi che prima straparla e poi smentisce. Ma Berlusconi ha 76 anni è normale, secondo il metro di Grillo, che sia rincoglionito ma a 40 anni è grave.
Come sarà ridotto Crimi a 76 anni?  Non oso pensare a come sarà ridotto a 87 anni.
Detto questo io vorrei arrivare ad 87 anni, ridotto peggio di Crimi.
Insomma, figlioli, un po’ di educazione e di rispetto non guasta avrete tutto il tempo di provare sulla vostra pelle la maleducazione altrui.
Comunque se fosse mio figlio, che ha un anno più di Crimi e molti più capelli, l’avrei ripreso nonostante sia uomo fatto e viva fuori di casa da vent’anni.
Con tatto ed educazione gli avrei dato del coglione.
So che parlare di educazione fa sembrare obsoleti, ma l’educazione ci vuole e non va a scapito dell’intelligenza.

Crimi: “Beppe ha svegliato Napolitano”.
Poi le scuse al Colle, ma attacca la stampa

P.S. Per chi volesse farmi notare che anch’io ci do dentro faccio presente che io sono un blogger, non faccio il parlamentare nè il capogruppo. Faccio il Grillo.
P.S. L’ ho letto adesso, alle ore 11,12. Io leggo più Travaglio che Severgnini.

Gli stellati che non brillano in educazione
La fuga di Grillo dopo le consultazioni

 Aggiornamento:
Crimi ribadisce invece il no a una “fiducia in bianco a gente come Bersani”. “Fiducia in bianco non ne diamo a nessuno, tanto più a persone che hanno fatto promesse e non le hanno mantenute”
Questo ha 40 anni e non ha ancora capito un cazzo, da quando in Parlamento si da la fiducia in bianco?
La possono togliere appena il Pd non rispetta i patti.
Da dove cazzo è spuntata questa gente? Sono extraterrestri? E come fanno a pretendere un governo del M5S sostenuto da quelli ai quali sputano addosso tutti i giorni?
Ricambiati, ovviamente.


Leggo ogni giorno Milano Today dopo che Scalise aveva annunciato che avrebbe elencato le delusioni del M5S riferite a Pisapia. Ho letto solo che Fo ha aderito al movimento, ha la passione per l’estremismo.


imagesFo ha grandissimi meriti, ed il premio Nobel non c’entra niente, ma sin da giovane ha avuto la passione per l’estremismo e si sa che gli estremi spesso si toccano, andando in testa coda.
Quando si esagera, se togliamo i simboli di riferimento/riconoscimento, non si riconosce la destra dalla sinistra e c’è chi usa slogan rivoluzionari di destra credendoli di sinistra.
Se l’estremismo è utile per l’arte o lo spettacolo, esagerare per far comprendere, così non si può dire se lo applichiamo alla realtà, ai fatti.
Tu puoi avere i migliori propositi del mondo ma se i cordoni della borsa dipendono dagli altri puoi fare poco, è già molto positivo se utilizzi al meglio quello che dipende direttamente da te.
Che cercano di dare il meglio di loro stessi ce ne sono e fanno parte di partiti o movimenti diversi, nessuno ha il brevetto depositato.
E’ il segno che il lavoro sotterraneo prima ed esplicito poi, mi riferisco all’ultimo ventennio dove praticamente la P2 ha governato con i fascisti e la lega, la P2 ha ottenuto uno dei tanti obiettivi che si era proposta: fare un casino tale da non poter più distinguere il sano dal malato, la politica buona da quella bacata.
L’omologazione del fango la chiamo io. Spruzza con lo spargiletame e colpirai anche chi è pulito facendo in modo da non distinguerlo dagli altri.
C’è da dire che parecchi a sinistra hanno abboccato al piduista e si sono messi sullo stesso piano, convinti di farlo fuori, ed invece sono caduti nella trappola.
Uno degli esempi più evidenti della sottovalutazione del piduista è stato il conflitto di interessi e la Bicamerale dove chi si riteneva più furbo è stato spiazzato del tutto facendo ritenere che fosse un inciucio e non un errore di presunzione.
L’unica cosa che dovrebbe fare, alludo a D’Alema, è ammettere di avere perso, di essere stato beffato dal piazzista di stato.
Lasci perdere la prosopopea e faccia un atto di umiltà riconoscendo di essere stato un pirla. Non si nasconda dietro al fatto che Berlusconi è inaffidabile e falso perchè lo sapevamo tutti, se non fosse stato presuntuoso e fosse stato più cauto non avrebbe perso la faccia e fatto girare le palle anche a noi.
Fare l’opposizione è sin troppo facile, trovare difetti, mancanze, debolezze, è un gioco da bambini e tutti sono in grado di fare le pulci anche a chi non le ha.
Altra cosa è governare, ne sanno qualcosa tutti quelli che hanno questa incombenza da Pizzarotti a Pisapia passando per Rosario Crocetta.
Certo che c’è modo e modo di governare un comune o qualsiasi altra istituzione, c’è chi toglie la mensa ai bambini e viene candidato al Senato e c’è chi si vergogna di avere un sindaco come quello di Adro. Oscar Lancini.
Per quanto riguarda il tipo di Milano che dovrebbe fare l’elenco delle delusioni di cui è stato vittima da parte di Pisapia deve avere finito la benzina perchè si è fermato pochi metri dopo l’inizio della campagna elettorale.
Dopo la sparata iniziale non si è saputo più niente.
Come ho scritto ieri l’unica cosa che prevedo in queste elezioni è che viaggiamo spediti verso la paralisi, detto questo preferisco essere paralizzato con Ambrosoli che con Maroni se non altro per il fatto che con Maroni non saremmo fermi ma torneremmo al passato xenofobo, razzista e fascista.
Potrei anche considerare la paralisi come un punto di partenza dopo un ventennio dove abbiamo perso terreno sotto tutti i punti di vista, già rimanere immobili vorrebbe dire fermare al deriva indegna dell’ultimo ventennio.
Poi, il fermarsi, vorrebbe dire ripartire e questa volta mi auguro che si parta per una nuova avventura e non dietro ad un flauto magico che ci ha portato alla rovina.
In bocca al lupo a tutti. Ognuno ha diritto ad usare la propria testa, seguire i propri ideali ed i propri sogni sperando di invecchiare bene e non fare la fine di quelli che sono andati in posta o al sindacato con la lettera di Berlusconi per riavere indietro i soldi dell’Imu.
Lavorare 40 anni, chi più chi meno, in fabbrica o altrove per rincoglionirsi a quel livello o per farsi condizionare dalla televisione mette tristezza, significa aver buttato via la vita per niente.
Sin da quando ero ragazzo avevo elaborato una mia teoria.
Un bambino vispo, intelligente, sarebbe diventato un fanciullo intelligente, un uomo consapevole ed un vecchio saggio. Ogni tappa della vita avrebbe portato valore aggiunto alla sua consapevolezza grazie all’esperienza elaborata dall’intelligenza.
Un bambino pirla sarebbe diventato un fanciullo pirla, un adulto stupido ed un vecchio pirla.
Perchè l’esperienza non assistita dall’intelligenza non avrebbe portato nessun valore aggiunto.
Faccio un esempio concreto, per far capire anche al leghista medio cosa intendo dire. Abitavo a Sesto e stavo chiacchierando con un mio coinquilino nel cortile di casa, eravamo vicini alla sua auto e lui mi ha chiesto informazioni su un determinato modello, lavoravo nel ramo, ad un certo punto guardando le gomme della sua auto gli dico: occhio che hai le gomme liscie, sono al limite e se piove è un problema.
Pochi giorni dopo ha piovuto e lui è finito contro un muro, fortunatamente non si è fatto nulla, ma è venuto a cercarmi per dirmi che io porto sfiga.
Io porterò anche sfiga, gli ho risposto, ma il pirla che non ha cambiato le gomme sei tu.
Dovevi almeno stare più attento.
Ecco alle volte ho l’impressione che noi anziani, italiani, più che vecchi saggi siamo vecchi pirla.
L’età sella stupidera, come dicono a Milano, è ammessa solo quando si è giovani, passa subito e dopo non è più ammissibile.
Monti ieri ha detto: “Se gli italiani votano ancora Berlusconi il problema sono loro, non lui”

Io lo dico dal 94 che il problema non è Berlusconi ma chi lo ha eletto anche perchè se non lo avessero votato sarebbe finito in galera da tempo.
Coraggio, domani è finita poi ci sarà la pausa silenziosa. Hanno veramente scassato le palle.
P.S. Dario Fo ha scritto un libro per spiegare le perplessità che nutre in merito a certe posizioni del M5S, il problema è che chi l’ha visto sul palco non lo sa, non ha letto il libro e non sa nemmeno che esiste.
Lo sanno Grillo e Casaleggio, ma lo hanno accolto lo stesso. Non dico caso unico ma caso raro si, è un segnale di democrazia dopo tanti segnali negativi nel merito.

Certo che per un mondo convinto da oltre 2000 anni che la vita è un dono di Dio, e quindi Eluana va tenuta in vita con qualsiasi mezzo, le scelte di Wojtyla prima e di Ratzinger adesso sono una bella botta.


indexPremesso che sono un battezzato, a mia insaputa, che ha studiato dalle suore e dai preti, e non l’ho deciso io,  non credo in Dio e nemmeno negli dei.
Detto questo è certo che non ho mai provato simpatia per coloro che hanno tentato di infilarsi nel mio letto, nella mia coscienza e che hanno tentato, e tentano, in tutti i modi di condizionare la mia coscienza di essere umano e quindi non ho mai provato simpatia per Giovanni Paolo II° e per Benedetto XVI° mentre da ateo ho stimato e stimo ancora Giovanni XXIII° per la sua umanità e lungimiranza.
Penso di essere l’unico ateo che è andato al suo paese, Sotto il Monte, per vedere la sua casa natale e rendere omaggio ad una persona che ha segnato il secolo scorso come pochi.
Non mi interessano, in questo momento, i segreti e le miserie vaticane. Le colpe, le menzogne, le beghe di potere dei palazzi vaticani ed il miserabile atteggiamento del clero in merito alla pedofilia. Oggi mi interessa dire il mio punto di vista sulla persona, sull’uomo  inteso come animale facente parte della natura umana in tutte le sue componenti. Specifico per i leghisti, persona intesa come cromosomi di tutti i tipi.
Si dice che Wojtyla ad un certo punto abbia rifiutato le cure, sappiamo che non è stato il primo e nemmeno l’ultimo, ed è questo il punto che mi ha toccato di più per il fatto che il capo stesso della chiesa che ci racconta da oltre 2000 anni che la vita è un dono di Dio si è preso il suo destino nelle proprie mani. Ovvio che il clero, il sistema, abbia fatto passare la scelta di Wojtyla in secondo piano altrimenti si sarebbero contraddetti con l’atteggiamento assunto con Eluana e con tutti quelli che hanno chiesto di mettere fine all’accanimento terapeutico.
I cattolici hanno bisogno di un martire che faccia da parafulmine a tutti i loro peccati, che giustifichi le loro miserie. Miserie che fanno parte del genere umano in modo particolare quando è ammalato o anziano e quindi più debole come la natura impone ed esige quando si percorre l’ultimo viale della vita.
Noi, umani, non abbiamo nemmeno la dignità dell’elefante. La medicina ci aiuta, viviamo molto di più rispetto a 200 anni fa ed è migliorata la qualità della vita e qualcuno di noi gioca a fare l’eterno ragazzino tingendosi i capelli, truccandosi come una battona ed aiutandosi con la chimica per contrastare il declino naturale, insomma siamo incapaci di essere uomini con scadenza a termine.
Qualcuno punta all’infinito drogandosi come un cavallo da corsa e non per migliorare la qualità della vita ma per allungare a dismisura una giovinezza che non c’è più, diventando patetici.
Penso che la forza di un uomo sia nel riconoscere le proprie debolezze non nel nasconderle o eluderle con la chimica, solo un megalomane con delirio di onnipotenza può ridursi a macchietta del genere umano per sembrare giovane a tutti i costi.
Per essere chiari, fa impressione in fotografia figuriamoci vederlo da vicino o appena sveglio, prima del trucco.
Mi faceva una pena immensa Wojtyla come uomo, perchè come Papa o guida spirituale non l’ho mai preso in considerazione, quando si sosteneva con la croce e faticava a mettere insieme due parole, mi chiedevo perchè non lo fermassero, non mettessero fine a questa agonia esibita al mondo come un trofeo.
La stessa pena che ho provato per Berlinguer nell’ultimo discorso di Padova mentre la gente gridava fermatelo.
Certamente la scelta di Berlinguer è stata sua, voleva finire il suo compito, testimoniare i suoi ideali sino all’ultimo come fanno tutti gli eroi che vivono la vita normale.
Sul fatto che Wojtyla decidesse da solo di esibire le sue debolezze, la sua malattia, le sue difficoltà di uomo malato ho qualche dubbio in più.
Se è vero, ed io non ne dubito avendo letto qualcosa nel merito che riguarda anche il card. Martini del quale ho il massimo rispetto, che ad un certo punto ha rifiutato l’accanimento terapeutico come aveva già fatto Giovanni XXIII° ovviamente usando parole da Papa: sia fatta la volontà del Signore, oppure lasciatemi raggiungere Dio, ciò rimette in discussione tutta la speculazione che il clero, la chiesa, il cattolicesimo fanno intorno alle scelte individuali di chi vuole mettere fine alle proprie sofferenze.
Le persone normali, impedite o ammalate, chiedono che venga staccata la spina, Il Papa chiede sia fatta la volontà di Dio ma il concetto è lo stesso, essere padroni del proprio destino.
Ratzinger  è andato oltre, ha voluto fermarsi prima in un gesto che per me è di una grandissima dignità umana in un mondo che considera la debolezza della persona, dovuta al tempo passato, una vergogna da nascondere e non una naturale parte della vita, delle stagioni della vita, che troppi si rifiutano di accettare rendendosi ridicoli e patetici.
C’è più forza nell’ammettere la propria debolezza che passare ore al trucco, farsi fare il botulino, trapiantarsi e tingersi i capelli, prendere pastiglie, iniettarsi non so che per fingersi giovanotti.
Trovo che la scelta di Ratzinger sia epocale per la chiesa cattolica, in prospettiva.
Dopo che da oltre 2000 anni ci ripetono che la vita è un dono di Dio e quindi inviolabile al punto di considerare il suicidio un peccato, c’è addirittura chi lo considera un omicidio e quindi peccato grave, dell’eutanasia non ne parliamo  per non aggiungere ulteriori polemiche, abbiamo due papi che sia pure con modalità diverse smettono di essere simboli e ridiventano uomini riprendendo nelle loro mani e nel loro cervello il diritto di decidere del loro destino.
Smettono di essere icone di una cosa che non ha senso, non ha logica, non ha spessore e cioè che la vita e la morte sono un dono di Dio e non parte della stessa natura.
Ognuno è padrone della propria vita, almeno quella direi.
Ultima considerazione, penso che con un Papa italiano o comunque del sud del mondo una scelta del genere non sarebbe stata possibile.
Ho sentito di un cardinale polacco che ha commentato: dalla croce non si scende, confermando che i talebani integralisti ci sono anche tra i cattolici. Ho sentito interviste in Pazza S. Pietro a gioveni di paese diversi, ebbene quelli del sud dell’Europa dicevano che non avrebeb dovuto dimettersi, insomma la pensano come il cardinale polacco, quelli del nord Europa apprezzano il gesto di Benedetto XVI°, confermando un mio dubbio. Solo chi ha un pragmatismo, chiamiamolo così, protestante può avere la forza di riconoscre la propria debolezza e renderla grande facendo una scelta del genere.
Il cattolico ha bisogno del martire per fargli espiare le proprie colpe e lavarsi la coscienza.
Per me ha fatto un grandissimo gesto e gli rendo onore.
Per uno che ha rischiato una denuncia per vilipendio ad un Capo di Stato, lui, non è poco.
Certo che se facessero papa Scola sarebbe un bel salto indietro nel tempo. Problemi loro comunque. 

Vi sembrerà strano ma io credo alla Francesca innamorata e per due ragioni. La prima è che credo nell’amore e la seconda perchè io ho conosciuto Italo, che non è il treno di Montezemolo e Della Valle.


indexNon so come partire con questo post ma deve essere subito chiaro che da che mondo è mondo un vecchio che si accompagna con una che potrebbe essere sua nipote è una consuetudine alla quale abbiamo fatto l’abitudine, non scandalizza, mentre fa ancora impressione una anziana che si accompagna ad un giovanotto, diciamo che è un fatto più raro tantè che io ricordo solo la Borboni.
Detto questo la storia è piena di storie di giovani fanciulle che hanno perso la testa, in senso buono, per anziani dalla  personalità travolgente che le fa perdere letteralmente la testa.
Lasciando perdere i personaggi famosi come Chaplin, Ponti, Douglas, Picasso, Goethe, Pertini  e mi fermo qui perchè non basterebbe la guida del telefono.
Sono tutte storie di personaggi famosi che all’inizio lasciano qualche dubbio ma che il tempo ha confermato come storie vere ed ammirabili perchè si può dire tutto delle donne ma, quando amano, amano oltre ogni immaginazione o invidia popolare ed alcune sono arrivate al martirio per amore. Quindi massimo rispetto  e sulla fiducia io credo alla Francesca innamorata è una dei tanti casi di giovani che perdono la testa per il mito e quindi accettano anche l’uomo che lo rappresenta con tutte le sue debolezze.
Gli anziani che si accompagnano con le giovani sono di due categorie, quelli che perdono la testa perchè hanno avuto una giovinezza troppo seria, controllata e quindi fanno da vecchi le “fesserie” che avrebbero dovuto fare da giovani.
Si atteggiano a giovanotti e diventano patetici.
L’altra categoria è quella del maschio opportunista che ha usato, frequentato, le donne a freddo, tenendo sempre presente la gestione del rapporto e senza mai abbandonarsi del tutto ad esso. Quelli che hanno avuto tante donne e ne conoscono le qualità ma, soprattutto, le debolezze.
Insomma quelli che in qualsiasi situazione hanno in mano il volante.
L’unico dubbio che ho su Silvio è questo, uno che si è fatto l’esperienza sulle donne con le puttane difficilmente è in grado di apprezzare i valori, le sfumature, lo spessore delle donne innamorate.
Italo, invece, era un uomo di fascino anche se non era famoso. Era un uomo che stava bene aveva terreni, case, faceva il mediatore di un po’ di tutto, credo, bestiame, terreni, case ecc.ecc.
A giudicare dalla sua rastrelliera di fucili da caccia e dalla sua casa era certamente uno che stava bene, non era un attore o un personaggio famoso ma come tombeur de femmes era nei tre finalisti per il pallone d’oro.
Italo aveva sei figli, 4 maschi e due femmine, tutti avuti dalla stessa donna, Adele, che morì durante la guerra mi pare per menigite.
Rimasto solo a meno di 50 anni si prese in casa una giovinetta di Modena, nemmeno vent’enne, inizialmente credo per gestire i figli e la casa poi credo che la giovinetta in questione prese una tranvata e gli restò fedele per il resto della sua vita.
Subito dopo la guerra i figli di Italo si sposarono e nella grande casa rimasero solo Italo e la modenese, forse galeotta fu la solitudine resta il fatto che la ragazza, oltre che accudire la casa, accudì a tute le necessità di Italo e dei suoi ormoni.
Mi spiace, ma nonostante tutti gli sforzi non riesco a ricordare il nome della giovane modenese, mi scuso con lei ma la chiamerò modenese con il massimo rispetto.
Mentre la modenese accudiva l’orto, gli animali da cortile, una decina di cani e la casa abbastanza impegnativa Italo si fece una fidanzata a Lendinara, una morettona con i capelli lunghi che le arrivavano al sedere.
La trattava bene, arrivava con la sua 850 e suonava il claxon lei accorreva felice.
Le sue storie erano di una leggerezza e di una frequenza tale da non avere, quasi, un nome. Erano la mora, la bionda, e diverse tettone, aveva un debole per le tette e per il sedere che lo mandava fuori di testa.
Era anche un uomo spiritoso, esagerato delle volte, ricordo ancora quando fu ospite dei miei al lago, sul ramo di Lecco, ed appena sceso dall’auto di mio padre si trovò davanti a due seni di una signora, che dire prosperosi è poco, e lui non si trattenne dal dire che mai accoglienza gli parve più bella. Volle toccare, non credendo ai suoi occhi. Era la prima volta che la vedeva.
Devo dire che anche le mogli dei suoi nipoti valutò con quel metro e qualcuna ne uscì con un 30 e lode.
Era più spudorato di un givanotto arrapato. Una volta ammirò il sedere di una giovane donna e le disse: che bel mandolino! Lei con fare spiritoso, forse vedere quel vecchio arrapato la intenerì, rispose: purtroppo per lei non suona, presumo che intendesse dire che era fuori quota, troppo vecchio. Lui non si perse d’animo e di rimando, mi spiace, non avrei mai pensato che fosse già rotto.
Non ricordo la reazione della fanciulla.
Tornando alla vecchia, grande,  casa di Italo. La giovinetta di Modena nel frattempo si era fatta adulta mentre sembrava che per Italo il tempo non passasse, come le sue fregole, quindi oltre alle varie fidanzate sparse tra la bassa veronese ed il rodigino pensò bene di portarsene a casa un’altra che aiutassse nelle faccende di casa la modenese e per avere carne più fresca nel suo letto.
Sia chiaro che il  bastone del comando, per anni, rimase in mano alla modenese la quale però perse il posto a letto accanto a Italo.
Tutto procedeva con la massima serenità, tutto normale. Tutte lo accompagnarono sino all’ultimo giorno della sua vita.
Italo era un tipo un po’ particolare, nella sua cittadina c’è un viale molto largo ma corto dove c’è il bar centrale del paese, le banche ecc.ecc.
E’ viale a due corsie molto larghe centrali e due controviali ai lati, uno in un senso ed uno nell’altro. Italo percorse il viale contromano per decenni per andare al caffè e nessun vigile riuscì a convincerlo che avrebeb dovuto percorrere l’altra corsia.
Era ormai anziano e conosciuto da tutti, abituato da 50 anni a percorrere quella strada non ci fu verso di fargli capire che era un senso unico e lui lo prendeva dal lato sbagliato.
Alla bella età di 86 anni non si fermò ad uno stop ed un autocarro investì la sua 850. Fu ricoverato all’ospedale della cittadina e lì iniziò il calvario di tutte le suore, giovani, che assistevano i malati nel reparto ortopedia.
Per darvi una idea del personaggio basti dire che le suore dissero a mia madre: suo suocero ci da più problemi dei giovanotti con una gamba od un braccio ingessati.
Era in trazione con i pesi, credo per via del bacino, aveva una gamba ingessata ma le mani libere ed è con queste che toccava ogni suora che gli arrivava a tiro. Quando gli cambiavano il pappagallo dava letteralmente i numeri. Signora, le suore le chiamava così, con quelle manine chissà quante cose potrebbe fare… Ad alcune di loro fece pure proposte dirette: signora se viene ad abitare con me la faccio servire e riverire per bene. Abbiamo tutto, il bagno, la doccia, la lavatrice e due donne che fanno i mestieri. Venga a vivere con me.
Qualcuna gli rispose, scherzando, io sono già sposata con il Signore e lui rispose: le ho chiesto di venire a vivere con me non di sposarmi.
Insomma quando fu dimesso fu una liberazione per tutte le suore del reparto, tra l’altro quando era in via di guarigione e si poteva muovere non lo trovavano mai nel suo letto, era sempre nel reparto femminile a confortare le giovani ricoverate in ortopedia.
Qualcuna prendeva la faccenda con spirito, qualche altra si risentiva ed i parenti non è che apprezzassero molto l’invadenza del vecchietto arrapato.
Nonostante una vita così impegnativa trovò pure il modo ed il tempo per imbastire una storia con una americana conosciuta alle terme che perse letteralmente la testa. Gli regalò un orologio da tasca d’oro e di marca famosissima, un capitale, e per decenni gli scrisse lettere appassionate che lui mi fece leggere un giorno che gli feci compagnia.
Insomma, come potrei non credere all’amore sincero di una giovane donna affascinata dall’esperienza dell’uomo vissuto è ovvio che ci credo, l’ho vissuto da vicino, quasi in prima persona e quindi credo nella buona fede di Francesca, anche se mi fa tenerezza, mentre non mi convince per niente il edofilo, libidinoso rinsavito ed innamorato.
Italo Argisto, questo è il nome completo, era mio nonno. Anno di nascita 1891, ho il suo congedo originale del 30 dicembre 1918.
E’ fantastico che un anno orrendo, sotto tutti gli aspetti, come il 2012 termini, se ne vada, con una bellissima storia d’amore che oscura persino quella tra il principe William e Kate ma, quello che mi emoziona di più, è il fatto che Francesca piace molto a Marina.
E’ entusiasta della fidanzata di papà confermando quello che vado dicendo da tempo, Marina è peggio di suo padre.

Angelino ha preso in mano la situazione, niente primarie e si andrà al televoto con buste al buio con sorpresa, poi si apriranno.Vuole la 1, la 2, la 3, la 4 o la 5?


AC Milan v Zenit St Petersburg - UEFA Champions LeagueIeri alla presentazione dell’ultimo libro inutile di Vespa ha dato i numeri, si è smentito da solo 5 volte stabilendo il nuovo record mondiale.
Angiolino ha capito che il piduista è in stato confusionale. le amazzoni gli vanno dietro come oche. ma persino Dell’Utri lo smentisce il che è tutto dire.
Angiolino a preso in prestito da Dell’Utri le palle che non ha ed ha deciso che il Pdl non farà le primarie ma ci saranno 5 buste con le proposte di Berlusconi che verranno posate sulla scrivania di Vespa ed i teledipendenti potranno votare con un sms, al buio, nel senso che voteranno solo il numero della busta senza conoscerne il contenuto, chi avrà più sms la vacca l’è sua.
In una ci sara scritto:Passo indietro se c’è Montezemolo.
Nell’altra ci sarà scritto: Alfano? Possibile candidato premier.
Nella terza ci sarà scritto:Monti? Con lui potrei rinunciare.
Nella quarta: La lega non mi sostiene? Addio a Piemonte e Veneto.
Nella quinta: Io? leader di coalizione, per il premier si vedrà.
La sesta è stata ritirata c’era scritto che Dell’Utri non sarà candidato per via delle condanne ma, Dell’Utri stesso, subito dopo ha detto che non è vero, sono d’accordo ed è solo una manfrina.
I due che considerano Mangano un eroe viaggiano sempre in coppia, se si candida l’uno impossibile che non ci sia l’altro, sono come Stanlio ed Ollio, Ciccio e Franco, Totò e Peppino, Ric e Gian, Cochi e Renato.
Da tutta questa manfrina sono emersi due punti fermi, Dell’Utri non candidato e l’odio per la magistratura.
Il primo punto fermo è già saltato, il secondo non salterà mai altrimenti va a finire in galera.
Come ho già detto ridiscende in campo esclusicamente per i cazzi suoi, non gliene frega niente dell’Italia, dello spread, dei disoccupati e così via, tanto è vero che anche Mediaset è pronta a tagliare le teste.
Confermo ancora una volta, l’ho detto ben prima che la Boccassini lo rendesse ufficiale, si candida per usufruire del legittimo impedimento come candidato per allungare il più possibile il processo Ruby che non promette nulla di buono per lui e le sue cortigiane.
Qualcuna verrà accusata di falsa testimonianza, non si sono rese conto di essere sul filo del rasoio e non negli obiettivi dei fotografi.
Sa benissimo che se arrivasse alle elezioni come candidato prenderebbe una batosta che farebbe impallidire la sentenza a favore di De Benedetti, che ha pur avuto un prezzo. Questa  batosta sarebbe incalcolabile e le amazzoni finirebbero a fare la lap dance nella discoteca di Arcore.
Le buste verrebbero numerate una volta chiuse e nessuno ne conoscerà il contenuto, qualunque sarà il risultato del televoto la linea sarà definita, sino alla prossima smentita.
Il poveretto è in confusione e la prova più evidente è che quando le orgettine ricevono l’ sms di chiamata a raccolta non sanno più se devono andare ad Arcore o al Palazzo di Giustizia.
La Minetti ha smesso di briffare, Emilio non si fa più trovare, Lele è in disgrazia e loro non sanno più cosa fare.
Mavalà  è fissato con il tribunale e fa saltare tutte le feste così lui si è fatto la fidanzata, sollevando un vespaio tra le gallinelle della piccionaia.
Pare abbia metto la testa a posto e si sia fidanzato con una vecchietta di 27 anni l’ufficialità alla relazione è stata affidata a S. Siro e confermata dalla Santanchè, che le sa tutte.
Pare piaccia anche a Marina, passo molto importante, decisivo, per la famiglia del piduista.
Le piace perchè potrebbe essere sua figlia.

Non si può dire che Emilio manchi di ottimismo, di coraggio. Presentare il suo movimento “Vogliamo vivere” a 81 anni da coraggio a tutti i pensionati. Esclusi quelli di Maria, che l’hanno snobbato.


C’era più gente sul palco che in platea. Evidentemente Emilio si è dimenticato di telefonare alla De Filippi, l’organizzatrice ufficiale delle gite al Palazzo di Giustizia di Milano, dove i suoi pensionati di Uomini e donne anziani arrivavano in massa e con l’ambulanza al seguito, come nelle maratone, per manifestare contro la magistratura.
Fede ha una proposta di ferro, da sottoscrivere. Peccato che per farla abbia atteso un ventennio passato a leccare il deretano a Berlusconi, a spargere incenso sull’ unto dal signore dal suo Tg4  e si sia deciso, per proporla, di avere davanti file di poltrone vuote.
O forse è tutto calcolato, tanto è una bufala.
Io la proposta la ritengo interessante ed è per questo che la ripropongo per quelli che, distratti dalle primarie del Pd, se la sono persa.
Il movimento di Emilio, dice lui, è dato al 3%, fonte Mediaset Milano 2.
Dall’Unità:
Emilio spera che «Vogliamo vivere» possa entrare in Parlamento anche per far valere una sua proposta: chi guadagna 100mila euro e oltre potrebbe versarne 2.500 a cinque famiglie che rasentano la soglia della povertà. Fede stesso lo farà per primo: «devo decidere se attraverso la Caritas o Exodus di Don Mazzi». Il giornalista ha apertamente criticato il sacerdote per non essere presente: «Don Mazzi ha sbagliato – ha detto -. Exodus è cresciuto anche con me, anche negli anni in cui non se lo filava nessuno».
Il resto lo lascio perdere.

 

Questa volta non ha un prestanome disposto a sacrificarsi per lui ed allora vuole demolire tutto. Il delirio di un megalomane che ci avete imposto come premier per, quasi, un ventennio.


Non c’è un Previti, un Mills, un fratello o un prestanome da far condannare per lui. Oggi il condannato è lui ed ha perso la testa.
Non sono in grado di valutare meriti e demeriti del governo Monti l’unica cosa che io ho capito è che per salvare l’Italia, o le banche, ha massacrato le categorie più deboli lavoratori, pensionati, precari.
Un massacro sociale che ha pochi precedenti nella nostra storia direi anche anticostituzionale in quanto la nostra Costituzione vuole l’equità fiscale che Monti non ha considerato per niente si è limitato a massacrare i soliti, il popolino, mentre le classi più ricche le ha solo sfiorate.
Se a questo aggiungiamo gli esodati, i taglia a scuola e sanità se ne deduce che l’economista della Bocconi ha lavorato solo per i ricchi, per mantenere ed ampliare i loro privilegi.
Non è tollerabile che vengano tagliati i fondi per la scuola pubblica mentre elargisce milioni di euro alla scuola privata, quella dei preti. Il giochino è sin troppo evidente come l’Imu per gli immobili del clero, tanto fumo ma nessun arrosto c’è sempre un inghippo, una virgola per fare in modo che la chiesa non paghi l’Imu.
Detto questo trovo indecente che il piduista ricatti il governo, l’Italia e tutti noi minacciando di togliere la fiducia al governo Monti per rappresaglia contro la sentenza del tribunale di Milano che lo condanna, ed era ora, come evasore fiscale.
Non sempre è prescrizione, non sempre si può essere salvati da leggi ad personam.
Per rendersi conto di quanto sia squallido il personaggio, e buona parte della sua famiglia, basti considerare con quanta spudoratezza si scagliano contro la sentenza di condanna in merito al furto della Mondadori ai danni di De Benedetti.
Lungi da me l’idea di difendere un milionario in guerra contro un altro della stessa specie ma nessuno può negare che l’acquisizione della Mondadori è avvenuta attraverso la corruzione di un giudice.

Lodo Mondadori, la storia giudiziaria

Ripetere in continuazione che la liquidazione del danno subito da De Benedetti è la rapina del secolo, come sostengono Berlusconi e sua figlia Marina, è un insulto all’intelligenza degli italiani, un falso storico e la prova che questi delinquono sistematicamente e spudoratamente anche a livello psicologico.
Se c’è stata una rapina, e c’è stata, la vittima è De Benedetti non certamente il piduista.
Evidentemente il progetto della P2 ha avuto, fortunatamente, delle carenze in merito al coinvolgimento contro lo Stato della Magistratura, non sono tutti Carnevale e deve essere questo che ha mandato fuori di testa il caudillo che vomita ricatti, minacce, attacchi ad istituzioni dello Stato perchè non si sono assoggettate alle sue mire.
Una caratteristica dei suoi deliri, una costante direi, è imputare agli altri le conseguenze dei suoi atteggiamenti come quando accusa la Merkel e Sarkozy di avergli rovinato la reputazione internazionale.
Nè l’uno nè l’altra mi sono mai stati simpatici, il blog mi è testimone, ma a rovinarsi la reputazione il piduista ci ha pensato da solo e con grande successo, superiore anche al successo come imprenditore costruito a mazzette e corruzioni varie.
Dai miliardi di lire a Craxi al rapporto con Massimo Maria Berruti la sua storia è un rosario di corruzione e mazzette.
Per chi non si fosse mai informato sull’ individuo in questione, e sono tanti, metto un link dove potranno passare qualche giornata a farsi una cultura sul personaggio che la maggioranza degli italiani ci ha imposto come primo ministro per quasi un ventennio.

La vera storia di Berlusconi

Io non so dove lo porterà il delirio da onnipotenza che lo accompagna da tutta la vita la mia impressione è che sia sull’orlo di una crisi di nervi che lo sta portando a fare tabula rasa di tutto, un attacco frontale allo Stato ed alla democrazia oltre che alla Costituzione.
Nerone si accontentò di bruciare Roma, dando la colpa ai cristiani, questo vuole bruciare tutta Italia dando la colpa ai magistrati ed agli italiani. Anche a quelli che, purtroppo, lo hanno votato.
Fermiamolo con il voto, sperando di non essere costretti a farlo in altro modi, rimandiamolo nel suo letame etico nel quale è vissuto da sempre e togliamocelo dai piedi una volta per tutte.
Questi non è normale, è un caso da psichiatria avanzata, pericolosissimo.
Come abbiamo visto negli ultimi due giorni è disposto a tutto, non escludo nemmeno che compri qualche esaltato come lui per dare fuoco a tutto il pagliaio.
Megalomane anche nella disfatta. Muoia Sansone con tutti i filistei!

Si dice in relazione a chi, per nuocere agli altri, non esita a danneggiare anche se stesso.
Tanto ha già 76 anni.


Se Monti è professore di economia politica mia nonna era una pornostar. Ridà 150 euro di Irpef e se ne prende 500/600 di Iva.


Possibile che nessun giornalista gli abbia posto la domanda: Presidente ci vuole prendere per il culo?
Il primo scaglione, sino a 15.000 euro lordi, avrà una riduzione Irpef di 150 euro.
Il secondo di 130 euro che andranno sommati ai 150, totale per chi avrò la riduzione più alta: 280 euro.
Personalmente non recupero nemmeno il taglio della pensione ma il punto non è questo, c’è chi è messo peggio di me, il punto è che con l’aumento dell’1% di Iva se ne riprende indietro il triplo se non di più.
Insomma Monti porta lo zuccherino al cavallo ma si porta via il cavallo.
Nessuno fiata. Pane, latte, pasta, benzina, sigarette, carne, pesce, tutto subirà aumenti se non altro per il trasporto.
Una ricerca del 2009 dice che ogni famiglia spende 2485 euro al mese di media ma non voglio nemmeno farci il conto perchè chi può spendere questa cifra è uno che sta bene.
Non conosco un operaio che prenda uno stipendio del genere a meno che non lavorino in due.
Ma c’è una cosa che per sopravvivere dobbiamo fare tutti, mangiare e la stessa ricerca dice che la spesa destinata a consumi alimentari è di 475 euro al mese per una famiglia tipo, alla quale faccio i miei complimenti, noi mangiamo troppo o compriamo poche offerte.
475 X 12 = 5.700 in un anno con un aumento di 57 euro di  Iva, mancano ancora luce, gas, affitto, mutuo, spese condominiali, immondizia, benzina assicurazione, bollo e via elencando.
Quello che è certo è che la riduzione Irpef di 150 euro si è già ridotta a 93 euro, ed abbiamo fatto solo colazione.
Sempre da questa ricerca Istat del 2009 dice che la famiglia media italiana spende 2485 euro al mese, se lavorano in due con gli stipendi che girano. Totale all’anno 29.820 ed ammesso che l’Iva porti con se solo l’1% di aumento, cosa a cui non credo perchè l’Iva è come una palla di neve che rotola e diventa un pallone, 298 euro di riduzione Irpef se ne sono già andati.
Il primo scaglione ha già speso 148 euro in più ed il secondo, quelli più fortunati, spenderanno solo 18 euro in più.
Ora la legge di stabilità come la chiamano loro è una grandissima presa per il culo e per di più è iniqua,   non è proporzionata alle fasce più deboli.
Tutti si riempiono la bocca, escluse le orgettine, la Carfagna e compagnia bella che non possono parlare, blaterando sul tutelare le fasce più deboli ma, oggi come sempre, ci prendono a cazzotti nei denti.
Questi conti li ho fatti da ex magazziniere in pensione, forse non saranno esatti al centesimo e troverò qualche alchimista della matematica che mi contesterà con le virgole ed i decimali, ma la sostanza non cambia.
Il salvatore della patria e delle banche ancora una volta ha colpito i più poveri, faccio notare che allo stesso tempo non ha mai colpito i palazzinari, la chiesa cattolica, la malavita, che non emette fatture e tutta la banda politico dirigenziale che guida il carrozzone Italia.
Hanno colpito qualche evasore totale e qualche falso invalido con una media di evasione o di ruberie di 10/20 anni ciascuno. Insomma rubano ed evadono mediamente, come dice il mio Istat personale, da vent’anni.
Non è ora di finirla di farci prendere per il culo? La smettiamo di guardare le tabelle di Ballarò, e di tutte le altre trasmissioni, e ci decidiamo a dare l’assalto al treno?
Mi sembra che sia l’ora. Se non ora, quando!?
P.S. Mia nonna era devotissima, scopava con il camicione con il buco. Spero, per lei, che il paradiso esista davvero così avrà potuto sperimentare un orgasmo alla vista di Dio.
Facendo incazzare mio nonno che ha fatto l’amore con il marmo per tutta la vita.
Dicono che a Cuba, in Venzuela ecc.ecc. ci sono regimi comunisti, in Italia che regime c’è? Ditemelo!
Monti è un professore di economia, nel titolo scherzavo, infatti lavora per le banche ed i palazzinari.
E’ un professore con la faccia da prete che te lo mette in quel posto volendo darti l’impressione che ti sta aiutando. Ci cadono in tanti, oltre la metà degli italiani.
Le statistiche Istat, del 2009, le ho prese qui:

Ogni famiglia spende 2485 euro mese

Ci arrivano anche i giornalisti, finalmente.
Ne hanno fatto, addirittura un dossier. Per scoprire l’acqua calda.

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