La notizia che in Italia c’è un regime anticostituzionale è passata in secondo piano, non se la fila nessuno. E pensare che la fonte è certa, è il capitalismo che lo dice.


C_4_articolo_2023447_upiImageppIl 27 gennaio è uscita la notizia, su tutti i giornali, data da Bankitalia: Il 10% degli italiani possiede il 50% della ricchezza nazionale.
Ce lo dice il capitalismo stesso, la banca D’Italia, che noi viviamo in un regime anticostituzionale perchè i nostri Padri Costituenti, di tutti i partiti,  hanno inserito l’art. 53 nella Costituzione che recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
Ora, prendo atto che il comunismo è sconfitto, il socialismo pure ma mai come oggi avremmo bisogno di comunismo o di un socialismo che non sia socialdemocratico, invaso dal capitalismo.
Se tanto mi da tanto in base alla nostra Costituzione il suddetto 10% di nostri connazionali dovrebbero versare il 50% di tutte le imposte statali, regionali, comunali esistenti nel nostro Paese.
Per i leghisti, che sono un po’ tardi, il 50% dell’ Imu, Tares, Tarsi e tutte le diavolerie che lo Stato impone per garantirci dei servizi che non è un grado di garantire.
Mentre risulta, perchè ci sono le carte che parlano, che l’87% delle imposte viene da lavoratori dipendenti e pensionati.
Mentre noi stiamo discutendo dei vari problemi individualmente e quindi lasciamo a se stessi tutti i più deboli in balia del destino baro e crudele, si continua a vivere in un Paese dominato da un regime economico anticostituzionale che non ha niente di democratico.
Ci sono parlamentari eletti che non sanno nemmeno che la nostra è una Repubblica parlamentare e si rivolge al Capo dello Stato dandogli del boia come se fosse un re o una repubblica presidenziale.

La repubblica parlamentare è un sistema politico o forma di governo, appartenente alla forme di democrazia rappresentativa, in cui la rappresentanza democratica della volontà popolare è demandata, tipicamente tramite elezioni politiche, al parlamento e ai suoi membri che in quanto tale elegge con modalità differenti sia il governo che il presidente. Tuttavia vi sono repubbliche parlamentari in cui il presidente è eletto direttamente a suffragio universale.

Il presidente ha una funzione di garanzia verso le parti politiche e di rappresentanza dell’unità nazionale, perciò usualmente non ha forti poteri di influenza politica sulle istituzioni.

Il parlamento si rapporta con il governo tramite il voto di fiducia: in questo modo esso ha perennemente il controllo sull’agire dell’esecutivo con possibilità di revocarlo e nominarne un altro.

Il giudizio sull’operato di una certa maggioranza parlamentare e del suo governo viene quindi espresso dai cittadini solo tramite il rinnovo dell’assemblea legislativa, diversamente da quanto avviene nelle repubbliche presidenziali.

Tale forma di governo è quella attualmente dominante in Europa.
Se qualcuno ha qualcosa da ridire in merito alla politica delle istituzioni si deve rivolgere alle istituzioni stesse, ai suoi colleghi di Parlamento.
In mezzo a questo polverone inutile destinato solo ad alimentare un populismo d’assalto che invece di portare democrazia porterà alla guerra civile tra poveri, senza liberarne alcuno, l’unica battaglia che gli italiani dovrebbero fare, possibilmente insieme ai parlamentari onesti, sarebbe quella di ripristinare la Democrazia e la Costituzione in questo paese dominato dalla finanza parassita che è la forza del capitalismo mondiale che opprime i popoli.
La colpa, ancora una volta, è la nostra che assistiamo indifferenti allo sfascio istituzionale e democratico nonostante sia il capitale stesso a darci la notizia che siamo in un regime.
Mussolini non ha mai ammesso di avere imposto la dittatura il Capitalismo ce lo comunica cosciente del fatto che la maggioranza di noi non se ne rende nemmeno conto.

Bankitalia: “Il 10% degli italiani
ha la metà della ricchezza del Paese”

Questa è la notizia che avrebbe dovuto dare il via alla rivoluzione, il resto sono chiacchiere.
I dati sulla ricchezza nazionale venivano studiati dal Pci e ci si organizzava per difender l’art. 53 della Costituzione ed è per questo che l’Europa e gli Usa hanno impedito che il Pci andasse al governo, era solo una questione di soldi e di potere non di Democrazia.
Oggi il sistema capitalistico finanziario e parassita è accettato da tutti, in primis la massa del popolino che si compra l’auto a rate, ed il capitalista non si occupa più di fabbriche, produzione. Non crea posti di lavoro ma investe in debiti di Stato che i cittadini sono costretti a pagare dal sistema politico complice e responsabile della mancanza di equità progressiva.
Se non risolveremo questo problema non saremo mai liberi in un Paese libero e democratico.
IL documento della Banca d’Italia è un documento ufficiale, non ce l’ha detto Mao, Stalin, Chavez, Che Guevara ecc.ecc.
Ce l’hanno detto loro e si scompiscierando dalle risate.
Una risata ci seppellirà, la loro.

Tari, Tasi, Imu = Iuc.


indexPer il cittadino medio, ed io sono sotto la media, ci vuole uno scienziato che sappia muoversi nelle aliquote comunali. Una volta fatto il calcolo sarà tutto più semplice…meglio ancora se ci si può permettere un commercialista.
L’unica imposta giusta, obiettiva, doverosa è la Tasi: si paga sui servizi invisibili.
Un’ironica autocritica della burocrazia, da noi i servizi sono invisibili da sempre. Non vorrei sia proporzionata all’invisibilità altrimenti non ci basteranno migliaia di euro, anche se dicono che il calcolo va fatto sulla rendita catastale.
Ho il cervello che mi fuma.

Da anni scrivo che la protesta sarebbe esposa pericolosamente in quanto dominata dalla pancia e non dagli ideali. Ciò non toglie che le ragioni ci siano.


Primi_corteiHo vissuto gli anni della contestazione, tutti dal 1968 al 1977, ricordo perfettamente le battaglie metropolitane e non tra dimostranti e polizia ma ricordo pure che c’era un progetto, un obiettivo, sapevamo chi erano i nemici.
Preciso che tutto ciò dal nostro punto di vista, ovviamente.
Ad ogni modo la nostra era una battaglia ideale contro la borghesia, parassita, ed il capitalismo che non era ancora globale ma sfruttava i lavoratori come e più di adesso.
Abbiamo fatto delle conquiste ed abbiamo subito sconfitte e per tutti questi decenni mi sono posto una domanda alla quale non ho ancora risposta: se gli sfruttati sono più degli sfruttatori, i poveri più dei ricchi, come mai non siamo mai diventati vera maggioranza nelle gabine elettorali?
Perchè lo sfruttato vota per gli sfruttatori per paura di perdere le briciole che gli consentono la sopravvivenza, la lotta la lascia fare agli altri, ai sindacalizzati.
I sindacati sono attaccati da sempre, messi in cattiva luce, ed è ovvio che in mezzo a migliaia di problemi ci sia sempre un cavillo per il quale il proletario si senta in diritto di criticare senza tenere in considerazione le conquiste ottenute.
Non ho mai visto nessuno, di quelli assenti dalla lotta, rinunciare ad una conquista del sindacato. Dal diritto alla maternità quando le donne hanno smesso di fasciarsi la pancia per non essere licenziate alla giusta causa per il licenziamento da rappresaglia.
Sia chiaro per tutti che il dipendente disonesto, fannullone, parassita si è sempre potuto licenziare ma non l’hanno fatto perchè faceva comodo ai padroni per attaccare i lavoratori. Con qualche parassita in fabbrica veniva più facile attaccare i lavoratori, i diritti.
Ma quelli erano gli anni dell’ideologia, noi aspiravamo al sol dell’avvenire ed eravamo anche disposti a rinunciare qualcosa dei nostri “privilegi” purchè andasse nell’interesse della massa proletaria non protetta.
Concetti superati, obsoleti, come la solidarità tra lavoratori, precari e senza diritti.
L’impressione mia, potrei sbagliarmi ma ho il diritto di opinione, è che la rivolta, la protesta, la ribellione, non diventeranno mai rivoluzione finchè sarà affidata alla pancia e  non alla ragione, all’ideale.
La ribellione affidata alla pancia è ad alto rischio di populismo utile solo a preparare la strada ad un regime. Aggiungo che siamo in una situazione nella quale non possiamo nemmeno scegliere il colore del regime prossimo futuro nel senso che quando il manifestante dice di non essere di destra e nemmeno di sinistra è automatico, da sempre come insegna la storia, che il regime sarà di destra.
Tutti hanno le loro ragioni, se li ascolti uno per uno ti viene spontaneo dargli ragione, ma se non conosci la storia del manifestante e consideri che è senza ideali capisci che di sociale, di solidarietà di classe, questa rivolata non ha niente farà solo gli interessi del sistema di potere camaleontico che, prima ricula sotto ai colpi della rivolta, poi ne prende la guida e la porta dove vuole.
Persino Brunetta cavalca l’onda come Berlusconi e Grillo.
Le rivolte andrebbero preparate a freddo, con un progetto, un obiettivo, cercando consensi tra chi vorrebbe farla. Il resto è terrorismo ideologico, come fu quello di destra o di sinistra. La rivolta dovrebbe essere in primis culturale se invece l’affidiamo alla pancia si spegnerà appena avranno, avremo, un piatto di pasta.
Dopo un ventennio di dominio culturale che ha distrutto, direi mimetizzato la destra e distrutto la sinistra, non ci va più bene niente ed a prima vista hanno pure ragione. Ragionando a caldo nessuno della classe dirigente o politica è difendibile e questo perchè abbiamo “sposato” in toto il capitalismo dimenticando, calpestando la Costituzione ed i suoi principi.
Tutto ciò prepara la strada alla destra. Il disfattismo nel quale sguazziamo dove tutti sono disonesti, io escluso, ci porta al tanto peggio tanto meglio, al diffidare del vicino, del compagno di strada ed alla speranza di risolvere i problemi individuali e non della massa.
Molti, troppi, soffiano sul fuoco e la prossima marcia su Roma sarà peggiore della precedente perchè mentre la prima era guidata dai fascisti, che ovviamente non apprezzo tutt’altro, questa è affidata alla pancia e non alla ragione seppure sbagliata, sconfitta dalla storia.
Di impresentabile, tra quelli che dovrebbero “andare a casa” non c’è solo la casta politica c’è la classe dirigente italiana, la Confindustria, la mafia, la camorra, l’ndrangheta e buona parte degli italiani che hanno sostenuto questo sistema per decenni e decenni senza rendersi conto che mentre il pregiudicato è diventato sempre più ricco noi siamo diventati più poveri.
Inutile prendersela con L’Europa, che ha i suoi limiti e deve migliorare molto, con l’euro perchè come ha detto Rampini la mafia, la camorra, l’ndrangheta ed una amministrazione corrotta l’abbiamo da un centinaio d’anni prima che arrivasse l’Europa unita.
Anche gli italiani li abbiamo da prima, quelli che hanno votato e sostenuto questa situazione, purtroppo tedeschi, inglesi, francesi o chi per esso non votano al nostro posto ed i farabutti li abbiamo votati noi.
Credevo nell’Europa unita perchè speravo che l’etica del nord Europa ci avrebbe aiutato nel combattere l’etica brancaleonistica che ci contraddistingue da centinaia di anni.
Ci credo ancora perchè se uscissimo dall’Europa saremmo in balia di mafia, camorra, ‘ndrangheta, un’amministrazione corrotta ed un popolo al quale è sempre andato tutto bene, anche il fascismo, pur di avere una scodella di farina e qualche orticello da coltivare.
Se il potere molla qualche euro alle lobbies, ai rivoltosi dominati dalla pancia, la rivolta si spegne e non diventerà mai una RIVOLUZIONE perchè la rivoluzione è di idee  non di pancia.
Sono vecchio, superato, nostalgico e chiudo con la lettera del Che alle sue figlie, il suo testamento.

«Ai miei bambini

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto

Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto.

Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.

Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e imparate a usare la tecnologia, che ci permette di dominare la natura. Ricordatevi che la rivoluzione è quello che conta, e che ognuno di noi, da solo, non conta niente.

Ma più di ogni cosa, imparate a sentire profondamente tutte le ingiustizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzionario.

Per sempre, bambini miei. Spero comunque di rivedervi.

Un grosso bacio e un grande abbraccio,

Papà
P.S. la foto l’ho messa in onore ai ragazzi della Sapienza. Oggi come ieri.

 

Non cercate qualcosa di sinistra sull’Unità, leggete Famiglia Cristiana. Ve lo dice un ateo che cerca di informarsi, di trovare quel rivolo di idee di sinistra che sono state sepolte dal berlusconismo e che il suo nipotino di sinistra cerca di coprire sotto una pietra tombale.


copertina_morti_prato_interna_861051Perché i morti di Prato sono italiani
Questo è il titolo dell’articolo che ho letto su Famiglia Cristiana, molto interessante perchè ormai nessun quotidiano si interessa nel modo giusto della cosiddetta globalizzazione che altro non è che l’esportazione dello sfruttamento e della miseria in morte parti del mondo.
Anche in Italia, per sopravvivere e per mancanza di coscienza di classe, buona parte degli italiani è costretta a lavorare e vivere come in India, Thainlandia, Vietnam, Cina.
Mentre i ricchi e la finanza parassita sono sempre più ricchi la miseria non bussa più nemmeno alla porta, si è seduta alla nostra tavola.
Parlate con chi abita vicino a voi, quelli del vostro quartiere e vedrete, scoprirete, delle cose inimmaginabili.
C’è chi non paga l’affitto da mesi, chi non ce la fa a fare la spesa e pagare le bollette e molti si affidano alla pensione dei loro anziani sempre se hanno la fortuna di averli ancora vivi.
Certo non sono tutti così ma sono più di quanto potreste immaginare.
L’anticomunismo becero che da decenni si coltiva ed alleva in Italia ha vinto su tutta la linea, partito dalla P2 ha inquinato anche la sinistra e tutto il resto basti pensare a cosa ne pensano i grillini e Grillo stesso che è terrorizzato dalla deriva a sinistra.
Pur di non fare una scelta di campo contro il capitalismo si lancia nella guerra all’euro come se l’euro fosse il problema e non il fatto che l’osservatorio, voluto da Prodi, che avrebbe dovuto vigilare sulle speculazioni sulla moneta unica, è stato decapitato dopo avergli impedito di agire.
Ma non fa niente, le ideologie sono superate e tutti mi ricordano l’Urss, la Cina ecc.ecc. perchè nessuno si ricorda del Partito Comunista Italiano. La via democratica al socialismo.
Il socialismo è stato sconfitto e c’è chi canta vittoria, chi ha il terrore dei comunisti e chi si ritiene oltre e sopra la destra e la sinistra ma in ogni caso immerso dentro al capitalismo ed alla globalizzazione.
Non basta una riga, un post, contro la globalizzazione si deve combatterla ed essere contro al capitalismo e non pensare di sconfiggere gli sfruttatori parassiti con una class action che è stata inventata dai capitalisti stessi perchè sono più forti ed hanno i migliori avvocati.
Dopo che hanno terrorizzato la massa lavandole il cervello, convincendola che il problema sono le pensioni dei padri e dei nonni e non la perdita dei diritti dei nipoti il risultato è questo, quello che vediamo sotto i nostri occhi, sempre che vogliamo vederci chiaro e non adagiarsi sulla propaganda del regime capitalista.
1463223_652438934794147_1530975125_nSo che vi da fastidio, ma mi piace mettere il dito sulla piaga, è giusto che anche voi ve ne rendiate conto.

Vajont, avevo 14 anni e l’unica cosa che ricordo è il senso della disgrazia, della sfortuna e l’affidamento a Dio. Dopo, solo dopo ho saputo dei colpevoli.


imagesTina Merlin era una giornalista dell’Unità ed ebbe un sacco di problemi perchè indagava sugli affari, loschi, che giravano intorno alla diga ben prima che il monte franasse. La fecero passare per esaltata, la emarginarono e dopo la colpevole disgrazia processata dalle istituzioni, fortunatamente assolta.
Ricordo la fatalità con la quale i miei parenti commentavano la “disgrazia” e quel continuo affidarsi a Dio per non riconoscere le colpe degli uomini, la fatalità di un destino crudele per il quale l’unica soluzione era affidarsi alle preghiere.
Dio è buono ed accoglierà le vittime in paradiso anche se non hanno fatto in tempo a confessarsi,  sono certo che l’avrò fatto, non è riuscito a fermare le istituzioni che denunciarono Tina Merlin per ”
diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico”
1918 morti dovuti alla ferocia del Potere nel proteggere il criminale profitto di chi andava, ed ha continuato ad andare, a messa alla domenica.

Da Wikipedia.
Tina Merlin viene ricordata, più che per la sua pur ricca produzione letteraria, per avere aiutato, con caparbietà e ostinazione, a mettere in luce la verità sulla costruzione della diga del Vajont. Dando voce alle denunce degli abitanti di Erto e Casso, Tina Merlin riuscì a denunciare i pericoli che avrebbero corso i due paesi se la diga fosse stata effettivamente messa in funzione. Inascoltata dalle istituzioni, la giornalista fu denunciata per “diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico” tramite i suoi articoli, processata e assolta dal Tribunale di Milano.

In seguito alla Strage del Vajont, consumata il 9 ottobre 1963, la Merlin tentò di pubblicare un libro sulla vicenda, Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe, che tuttavia trovò un editore solo nel 1983.

Morì il 22 dicembre 1991 dopo un anno di malattia a 65 anni d’età. Nel 1992 è stata fondata l’Associazione Culturale a lei intitolata. Postumo uscì, grazie anche a Mario Rigoni Stern, il libro autobiografico La casa sulla Marteniga.
E’ una delle tante vergogne italiane e del sistema di potere sia esso della prima, seconda o terza Repubblica, è una costante che non riusciamo a toglierci di dosso.
Chiunque governi sembra un bandito, un fuorilegge, uno che agisce contro il Popolo e contro la Costituzione.

Denunciò per tempo i pericoli della messa in opera della diga ma il capitale, il profitto illecito che domina ancora la nostra società fu più forte.
Diventando adulto ho saputo e capito la situazione ma dopo stragi di stato, più che di Stato direi di potere, quello che comanda ancora adesso, come questa rimane solo l’impotenza e lindignazione.
Una cosa è certa, non abbiamo ancora imparato abbastanza, basti vedere come trattiamo i fiumi ed i torrenti noi, per primi, ci costruiamo la villetta sopra o di fianco per goderci il panorama poi, il pianto inutile. la pietà pelosa.
Come correre in moto a forte velocità contro un platano e poi metterci i fiori pensando che sia sfortuna.
Questo articolo è un invito ma temo sia troppo ottimista, non impareremo mai. Non ne abbiamo ancora abbastanza.

Vajont cinquant’anni dopo: è tempo di imparare qualcosa

Associazione culturale Tina Merlin.

Tolgono l’ Imu, ai ricchi, sulla prima casa e la mettono sui maccheroni.


indexChe gli italiani siano quasi tutti una massa di cretini è poco ma sicuro ed è il capitale sul quale prospera il Potere ed i vari governi che si sono succeduti ma quello che hanno fatto con l’Imu è una presa per il culo senza precedenti.
Hanno tolto l’Imu ai ricchi, hanno tolto l’Imu ai piccoli proprietari che potranno risparmiare 90, 100, euro e ne dovranno tirare fuori il doppio con le imposte indirette, iva e con l’irpef regionale sulla quale hanno dimezzato la franchigia.
Non bastasse hanno tolto l’Imu ai pseudo ricchi che hanno una sola casa, magari pure piccola, e la fanno pagare a tutti anche a chi una casa non ce l’ha.
Con l’aumento dell’iva pagheranno tutti e, naturalmente, chi ne ha meno farà ancora più fatica mentre chi ne ha non se ne accorgerà nemmeno.
Avremo l’Imu sui maccheroni diluita nel corso dell’anno in modo che il popolino non se ne accorga ma paghi sempre ed ancora di più.
Un Paese che permette ad un pregiudicato, un bandito, un piduista della prima ora di fare un videomessaggio per i gonzi nel quale si spaccia per una vittima innocente meriterebbe non solo una dittatura delle più feroci ma meriterebbe una dittatura della pitonessa.
Sarebbe la prima volta al mondo con una dittatora, abbiamo fatto tante invenzioni, brevetti, faremo anche questa.
E’ quello che meritiamo, solo un popolo di stupidi si fa governare da questa gentaglia.
A Milano la franchigia sull’Irpef passa da 35000 euro a 15000 e non diamo la colpa a Pisapia o ai sindaci se il governo taglia loro i viveri.
Non guardiamo al dito, guardiamo alla trave che ci hanno messo nel deretano.
Tutti insieme, appassionatamente. Manca solo che gli italiani si ribellino insieme al pregiudicato piduista pedofilo puttaniere ladro falso ed ipocrita, la tessera P2 N° 1816.
E quel bast**do di Letta fa la stessa propaganda del pregiudicato: se cade il governo si paga L’Imu.
Stron*o.
Diceva un mio collega, saggio: mio fratello porta lo zuccherino al cavallo ma si porta via il cavallo.
E’ quello che fanno loro, lo capite? Spero di si.

Sarebbe la prima volta che in Italia non si salterebbe sul carro del vincitore, falchi e colombe che giurano fedeltà al pregiudicato perdente.


berlusconi-pistolaGli scrivono lettere che sono autentiche ammissioni della mancanza di una bussola che li guidi alla scelta giusta che garantisca la, loro, sopravvivenza.
Di affidarsi alla morale, all’etica, ovviamente non se ne parla. Dopo vent’anni di morale ed etica calpestata non sanno più nemmeno cosa siano, che cosa significa avere un’etica.
La prostituzione etica e morale che hanno esercitato per amore del potere, di una poltrona o anche solo dell’apparire li ha resi disumani e senza vergogna riescono a guardarsi allo specchio senza sputarsi addosso.
I loro familiari non li aiutano. Viziati dai privilegi garantiti dalla prostituzione ideale dei loro congiunti non ci pensano nemmeno a renderli consapevoli e quindi a vergognarsi di tutto ciò che hanno finto di credere
in questo ventennio.
Dal piduista vittima della giustizia alla nipotina di Mubarak, dai giuramenti sulla testa dei figli all’utilizzazione finale di prostitute a sua insaputa rendendosi ridicoli agli occhi del mondo esclusi una decina di milioni di suoi elettori.
Forse sono anche meno ma sono sempre troppi, anche un centinaio sarebbe troppo ed un’offesa all’intelligenza.
Negli anni 70 la pistola la teneva a portata di mano, non è dato sapere perchè anche se lo si può intuire dopotutto lo stalliera mafioso non era così affidabile. Oggi ha puntato la pistola contro il governo, alle 9 la punta alla tempia di Letta alle 13 la mette nel cassetto. Non sa più cosa fare.
Eppure se facesse la mossa giusta, la puntasse nel posto giusto, farebbe un piacere a tutti quelli che non lo hanno votato, che sono state vittime del suo delirio di onnipotenza grazie ad una maggioranza di italiani che per un ventennio ci ha reso succubi di un piduista bandito che era già impresentabile come politico ben prima di essere condannato.
Cercate su internet informazioni sulla sua storia di piduista e di cavaliere del lavoro. Solo la storia della villa di Arcore è più che sufficente per renderlo politicamente impresentabile e per interdirlo dai pubblici uffici, togliergli il diritto di voto.
I suoi fedelissimi, che si dividono in falchi e colombe, gli giurano eterna vicinanza, fedeltà assoluta. Sarebbe la prima volta che gli italiani, alcuni, si rifiutano di salire sul carro del vincitore ed a prima vista sembrerebbe una scelta decorosa se non fosse per il fatto che non esiste un vincitore ma solo un popolo di perdenti che, ancora oggi, non trova dentro di se abbastanza dignità per ribellarsi.
Ciò che avviene in questi giorni in giunta ed altrove è indecente come è indecente la tolleranza che abbiamo avuto nell’ultimo ventennio.
Temo che gli italiani “giusti” siano ancora minoranza, tutti gli altri sono in attesa di capire da che parte conviene stare.
Avete presente quando nel giro di un mattino milioni di persone hanno buttato la camicia nera e sono diventati antifascisti?
Forse ho più rispetto per chi, per coerenza, è rimasto fedele al duce ed ad un ideale sbagliato come il fascismo.
Questi fanno ancora più schifo.
Si parla molto della pitonessa ma di serpenti che ingoiano tutto ce ne sono a centinaia.
Vi ricordate quando Paniz e la sua maggioranza credettero alle parole del puttaniere, quando fece ridere il mondo intero, dicendo che Ruby era la nipote di Mubarak?
Ecco, quello era un caso dove non era una pitonessa ad ingoiare un coniglio, che stando alla battuta finale sarebbe anche logico, ma centinaia di pitoni che hanno ingoiato qualsiasi cosa sprezzanti del ridicolo.
La stessa cosa che hanno fatto i milioni di italiani che li hanno votati.
La Giunta ha la slitta, resta da sapere quanto è lunga la discesa.

Domanda per i suoi elettori e per la dirigenza del Pd: In quale Paese al mondo è permesso ad un condannato di mandare un video messaggio anticostituzionale ed antidemocratico?


indexIl Giornale titola che sono stati condannati 10 milioni di elettori più uno, l’unto dal signore che già che c’era poteva ungerlo di catrame, bollente. Mi chiedo se questa gente non abbia vergogna di se o se sono tutti Feltri e feltrini nemmeno buoni per le sedie.
Lui è l’indecenza per antonomasia ma loro sono più indecenti di lui.
Nessuna ragione di Stato può legittimare uno schifo del genere in nome di un governo che non rispetta i cittadini e gli elettori è come se ci governasse Gelli direttamente che tutto può avere ma non il rispetto della democrazia e della Costituzione.
E’ altrettanto indecente la posizione opportunista di Letta e Napolitano tendente  a conservare lo status quo in nome di un governo che spaccia gli interessi di un uomo solo per interessi di un intero Paese.
Noi non abbiamo nessun interesse da salvaguardare a queste condizioni, noi abbiamo tutto l’interesse che questo schifo termini il più presto possibile anche perché è durato più del fascismo.
Non è possibile, in democrazia, che un intero Paese sia paralizzato attorno all’interesse di un piduista, corrotto, corruttore, prescritto, depenalizzato, inquisito, pedofilo, puttaniere e FINALMENTE condannato anche se con il paracadute.
Abbiamo bisogno di un sussulto etico degli italiani che facciano pulizia di questo letamaio etico e morale.
Altrimenti è la conferma che non siamo più una democrazia ma  un regime della Propaganda2.

Dovrebbero condannare a 7 anni di interdizione dai pubblici uffici quegli italiani che con il loro voto hanno permesso un ventennio indecente.


indexLa P2 al governo guidata da un avanzo di galera che già con lo stalliere e con il furto della villa di Arcore alla marchesina Casati, aiutato nella rapina dal fido Previti, aveva già dimostrato di che pasta fosse sin dagli anni 70/80.
Con il loro voto lo hanno reso un caudillo onnipotente ed inattaccabile che ha tentato in tutti i modi di distruggere la nostra Costituzione.
Lui è vittima del proprio delirio e delle sue libidini ma chi lo ha votato è colpevole di rurro il resto compresa la situazione economica nella quale ci troviamo.
Questo ha coinvolto tutti noi minoranza che abbiamo dovuto subire i soprusi, condoni, leggi ad personam, depenalizzazione del falso in bilancio ed un aumento dell’evasione fiscale che non ha precedenti al mondo.
Per questo ritengo che insieme al processo per falsa testimonianza dei suoi lacchè e delle sue zoccole ed al sequestro dei beni di questa gentaglia debbano venire condannato a 7 anni di interdizione dai pubblici uffici tutti coloro che in questi vent’anni hanno votato un delinquente del genere.
Ha spaziato a 360 gradi in quasi tutti i reati penali e civili.
Per chi non fosse al corrente vi segnalo un post che raconta la storia della villa di Arcore, quella del bunga-bunga.

Una volta, con le minorenni, si limitava allo scippo di ville.Con l’aiuto di Previti, altro bandito della, o dalla politica.

29 aprile 1945.


indexQuattro giorni sono passati da quando Enzo Galletti è uscito da San Vittore.
E quattro giorni gli sono bastati per capire che non è servito a niente ammazzare Mussolini e portarlo a piazzale Loreto. Era entrato nel gruppo di Curiel perché. Come tanti ragazzi della sua età, voleva cambiare il mondo. Era perché voleva cambiare il mondo che Curiel era morto ammazzato; e come Curiel , di ragazzi che volevano cambiare il mondo, ne sono morti a migliaia.
Invece, Enzo Galletti, si accorge che Milano è piena di gente che non ha niente da dire, però non smette di blaterare alla radio, sui giornali, agli angoli delle piazze;
di gente che avrebbe diritto di parlare però è messa a tacere.
Di pavoni che starnazzano per salire sul podio più alto, di gomiti che trafiggono anche i fratelli e le madri pur di guadagnarsi un applauso, una medaglia.
L’immutabile squallida giostra degli ambiziosi, degli avidi, dei profittatori non ha smesso di girare.
E’ soltanto cambiata la musica.
Da : L’Alba che spettavamo. Vita quotidiana a Milano nei giorni di piazzale Loreto.
Edgarda Ferri.
Ora, al posto del gruppo di Curiel metteteci quello che volete; il Pd, il M5S, Sel, Rifondazione. I più ottimisti ci mettano pure il Pdl, tanto quello che conta è che tutti dovremmo diventare Enzo Galletti per renderci conto che è soltanto cambiata la musica ma non gli autori.
Siamo pieni di pavoni e finchè esisterà un essere umano ci saranno sempre, chi più o chi meno.
La giostra degli ambiziosi, degli avidi, dei profittatori non ha mai smesso di girare ed ancora di più oggi gira più forte che mai.
Si chiama capitalismo finanziario parassita che uccide più delle bombe e annienta l’individuo, il proletario, la democrazia e la Costituzione.
Sopravvive a tutte le guerre e prende il sopravvento su tutto.
Quindi diffidate di che si limita a dare l’aspirina al capitalismo finanziario parassita, se vogliamo guarire da questa crisi infinita al capitalismo finanziario e parassita dobbiamo dargli il cianuro.

O lo si condiziona pesantemente, meglio ancora se lo si annienta, o non saremo mai liberi, figuriamoci vincitori.

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