Da anni scrivo che la protesta sarebbe esposa pericolosamente in quanto dominata dalla pancia e non dagli ideali. Ciò non toglie che le ragioni ci siano.


Primi_corteiHo vissuto gli anni della contestazione, tutti dal 1968 al 1977, ricordo perfettamente le battaglie metropolitane e non tra dimostranti e polizia ma ricordo pure che c’era un progetto, un obiettivo, sapevamo chi erano i nemici.
Preciso che tutto ciò dal nostro punto di vista, ovviamente.
Ad ogni modo la nostra era una battaglia ideale contro la borghesia, parassita, ed il capitalismo che non era ancora globale ma sfruttava i lavoratori come e più di adesso.
Abbiamo fatto delle conquiste ed abbiamo subito sconfitte e per tutti questi decenni mi sono posto una domanda alla quale non ho ancora risposta: se gli sfruttati sono più degli sfruttatori, i poveri più dei ricchi, come mai non siamo mai diventati vera maggioranza nelle gabine elettorali?
Perchè lo sfruttato vota per gli sfruttatori per paura di perdere le briciole che gli consentono la sopravvivenza, la lotta la lascia fare agli altri, ai sindacalizzati.
I sindacati sono attaccati da sempre, messi in cattiva luce, ed è ovvio che in mezzo a migliaia di problemi ci sia sempre un cavillo per il quale il proletario si senta in diritto di criticare senza tenere in considerazione le conquiste ottenute.
Non ho mai visto nessuno, di quelli assenti dalla lotta, rinunciare ad una conquista del sindacato. Dal diritto alla maternità quando le donne hanno smesso di fasciarsi la pancia per non essere licenziate alla giusta causa per il licenziamento da rappresaglia.
Sia chiaro per tutti che il dipendente disonesto, fannullone, parassita si è sempre potuto licenziare ma non l’hanno fatto perchè faceva comodo ai padroni per attaccare i lavoratori. Con qualche parassita in fabbrica veniva più facile attaccare i lavoratori, i diritti.
Ma quelli erano gli anni dell’ideologia, noi aspiravamo al sol dell’avvenire ed eravamo anche disposti a rinunciare qualcosa dei nostri “privilegi” purchè andasse nell’interesse della massa proletaria non protetta.
Concetti superati, obsoleti, come la solidarità tra lavoratori, precari e senza diritti.
L’impressione mia, potrei sbagliarmi ma ho il diritto di opinione, è che la rivolta, la protesta, la ribellione, non diventeranno mai rivoluzione finchè sarà affidata alla pancia e  non alla ragione, all’ideale.
La ribellione affidata alla pancia è ad alto rischio di populismo utile solo a preparare la strada ad un regime. Aggiungo che siamo in una situazione nella quale non possiamo nemmeno scegliere il colore del regime prossimo futuro nel senso che quando il manifestante dice di non essere di destra e nemmeno di sinistra è automatico, da sempre come insegna la storia, che il regime sarà di destra.
Tutti hanno le loro ragioni, se li ascolti uno per uno ti viene spontaneo dargli ragione, ma se non conosci la storia del manifestante e consideri che è senza ideali capisci che di sociale, di solidarietà di classe, questa rivolata non ha niente farà solo gli interessi del sistema di potere camaleontico che, prima ricula sotto ai colpi della rivolta, poi ne prende la guida e la porta dove vuole.
Persino Brunetta cavalca l’onda come Berlusconi e Grillo.
Le rivolte andrebbero preparate a freddo, con un progetto, un obiettivo, cercando consensi tra chi vorrebbe farla. Il resto è terrorismo ideologico, come fu quello di destra o di sinistra. La rivolta dovrebbe essere in primis culturale se invece l’affidiamo alla pancia si spegnerà appena avranno, avremo, un piatto di pasta.
Dopo un ventennio di dominio culturale che ha distrutto, direi mimetizzato la destra e distrutto la sinistra, non ci va più bene niente ed a prima vista hanno pure ragione. Ragionando a caldo nessuno della classe dirigente o politica è difendibile e questo perchè abbiamo “sposato” in toto il capitalismo dimenticando, calpestando la Costituzione ed i suoi principi.
Tutto ciò prepara la strada alla destra. Il disfattismo nel quale sguazziamo dove tutti sono disonesti, io escluso, ci porta al tanto peggio tanto meglio, al diffidare del vicino, del compagno di strada ed alla speranza di risolvere i problemi individuali e non della massa.
Molti, troppi, soffiano sul fuoco e la prossima marcia su Roma sarà peggiore della precedente perchè mentre la prima era guidata dai fascisti, che ovviamente non apprezzo tutt’altro, questa è affidata alla pancia e non alla ragione seppure sbagliata, sconfitta dalla storia.
Di impresentabile, tra quelli che dovrebbero “andare a casa” non c’è solo la casta politica c’è la classe dirigente italiana, la Confindustria, la mafia, la camorra, l’ndrangheta e buona parte degli italiani che hanno sostenuto questo sistema per decenni e decenni senza rendersi conto che mentre il pregiudicato è diventato sempre più ricco noi siamo diventati più poveri.
Inutile prendersela con L’Europa, che ha i suoi limiti e deve migliorare molto, con l’euro perchè come ha detto Rampini la mafia, la camorra, l’ndrangheta ed una amministrazione corrotta l’abbiamo da un centinaio d’anni prima che arrivasse l’Europa unita.
Anche gli italiani li abbiamo da prima, quelli che hanno votato e sostenuto questa situazione, purtroppo tedeschi, inglesi, francesi o chi per esso non votano al nostro posto ed i farabutti li abbiamo votati noi.
Credevo nell’Europa unita perchè speravo che l’etica del nord Europa ci avrebbe aiutato nel combattere l’etica brancaleonistica che ci contraddistingue da centinaia di anni.
Ci credo ancora perchè se uscissimo dall’Europa saremmo in balia di mafia, camorra, ‘ndrangheta, un’amministrazione corrotta ed un popolo al quale è sempre andato tutto bene, anche il fascismo, pur di avere una scodella di farina e qualche orticello da coltivare.
Se il potere molla qualche euro alle lobbies, ai rivoltosi dominati dalla pancia, la rivolta si spegne e non diventerà mai una RIVOLUZIONE perchè la rivoluzione è di idee  non di pancia.
Sono vecchio, superato, nostalgico e chiudo con la lettera del Che alle sue figlie, il suo testamento.

«Ai miei bambini

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto

Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto.

Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.

Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e imparate a usare la tecnologia, che ci permette di dominare la natura. Ricordatevi che la rivoluzione è quello che conta, e che ognuno di noi, da solo, non conta niente.

Ma più di ogni cosa, imparate a sentire profondamente tutte le ingiustizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzionario.

Per sempre, bambini miei. Spero comunque di rivedervi.

Un grosso bacio e un grande abbraccio,

Papà
P.S. la foto l’ho messa in onore ai ragazzi della Sapienza. Oggi come ieri.

 

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Mi pongo una domanda, alla quale non so dare una risposta. Perchè Zambetti ha comprato i voti dall’ndrangheta quando quelli di Comunione e Liberazione sono gratis? Forse, il tipo, non è affidabile nemmeno per C. L.


E’ vero che C. L. ha già invaso il potere da oltre un ventennio e può permettersi di offrire ai suoi cavalli di Troia sistemati nelle poltrone che contano i voti gratis ma Zambetti, comprando i voti dall’ndrangheta ha aperto una falla nel sistema di potere ciellino e questo, per i seguaci di Don Giussani e Formigoni è inaccettabile.
Potrebbe essere stata una guerra intestina di potere a dare l’imbeccata ai magistrati per far partire l’inchiesta che ha portato alla scoperta della compravendita dei voti che, a lungo andare, avrebbe portato una perdita di appalti ciellini a favore dell’ndrangheta.
Comunione e Liberazione è una piovra ed i suoi tentacoli sono ovunque in Lombardia ed in modo particolare nella sanità, attraverso la Compagnia delle Opere gestisce una serie di appalti che rendono 70 miliardi, avete letto bene, all’anno.
Non c’è corsia di ospedale, in Lombardia, dove non passi la ramazza della CdO, non c’è primario di ospedale pubblico, forse anche in quelli privati, che non sia espressione di CL.
Capirete che con un giro di affari di questo livello è inaccettabile per i ciellini che un esponente della loro maggioranza compri i voti dall’ndrangheta facendo, di fatto, entrare nella sala dei bottoni una cosca rivale, sia essa l’ndrangheta, la mafia o la camorra.
Già la Compagnia delle Opere ha i suoi problemi nel campo edilizio, dove la camorra se non è associata è una rivale temibile, ci manca solo che ci si metta l’ndrangheta a pretendere una fetta di fatturato.
Forse la soffiata alla magistratura , che ha fatto partire  le indagini che hanno portato all’arresto di Domenico Zambetti, è partita direttamente dal Pirellone appena si sono accorti che l’assessore alla casa aveva tentato di introdurre una cosca avversaria nel territorio gestito da Comunione  e Liberazione attraverso la Compagnia delle Opere.
Questo, lo sappiamo tutti, non si può fare e quando qualcuno ci prova scatena la guerra tra famiglie anche se erano alleate sino ad un giorno prima.
Quando il nuovo vuole sostituire il vecchio scatena sempre un putiferio, e non alludo a Renzi, Renzi è un poveretto espressione degli oratori non ha dietro una macchina potente come ha Formigoni, Comunione e Liberazione.
Cocì potente e con argomenti così validi da convincere Maroni in dieci minuti. Niente dimissioni in Regione Lombardia da parte dei leghisti. Non si può fare ed un giorno sapremo perchè, quando Michael Formigoni tirerà fuori le carte e le prove dal cassetto.
Però dobbiamo ammettere che, per adesso, la Regione Lombardia fa eccellenza anche in questo campo, niente lupare, qualche messaggio trasversale per Piemonte e Veneto, ma niente sparatorie per le strade.
Da altre parti succede questo:

Caos a Partinico: e’ guerra tra i Vitale e le cosche emergenti – Antimafia Duemila

C’era un articolo ancora più interessante dal titolo: Guerra cruenta tra clan vecchi e nuovi ma i dirittti sono riservati, vi metto il link. 
Comunque il momentaneo vincitore, Formigoni, darà una spulciata ai picciotti, sempre se riuscirà a scoprire tutti gli infiltrati, una aggiunta di lievito ed impasterà una nuova giunta con la farina, scaduta, andata a male, di prima.
E’ il nuovo che avanza, con la benedizione del cardinale di Milano, ciellino pure lui.

Perché Comunione e Liberazione è la lobby del Terzo Millennio

 

Il terzo millennio o il medioevo? Napoli, si rinnova il miracolo: sciolto il sangue di di San Gennaro. Mai che si sciolga la camorra, la mafia, il consiglio regionale.


Ce ne saranno ancora di crisi imposte dal capitalismo parassita sinchè migliaia di persone crederanno ancora a queste baggianate da medioevo.
Mi rivolgo al vescovo, al cardinale di Napoli e gli faccio una proposta: perchè non fa una preghiera a San Gennaro, che fa miracoli due volte l’anno, per convincerlo a non sciogliere il sangue per una volta ma la camorra, la mafia, l’ndrangheta e magari anche solo il Consiglio Regionale?
Potremmo portare anche noi una presentino, un obolo, per incrementare il museo del tesoro di S. Gennaro se ci libera da questa infamia e questo orrore.
Tanto che gli costa un miracolo è un miracolo e quando si fanno i miracoli non si stanno a guardare i particolari.
facciamo tutti come Troisi e Lello Arena solo che invece di chiedergli l’ambo gli chiediamo direttamente il Bingo, il Superenalotto, che sciolga, per una volta e per sempre, camorra, mafia ed ‘ndrangheta.

Se Monti ottiene la fiducia è un colpo di stato, la dittatura della P2, il neo fascismo capitalista. Senza concertazione siamo sudditi del re profitto.


Se Monti dice che la concertazione è finita significa che è finita la democrazia e lo stato di diritto, è dittatura. Un governo che decide quando lavori e per quanto lavori, taglia le pensioni, impone le tasse, aumenta la benzina e ti programma un futuro al servizio del profitto di pochi sulla miseria dei tanti è fascismo.
Se non posso trattare, concertare e partecipare alle decisioni divento un suddito e non un cittadino.
Non mi resta che la rivolta per fame, la rivoluzione no perchè presuppone un movimento ideologico che non c’è più.
la propaganda del regime piduista ha ammazzato anche l’ideologia.
Io non sono più un pensionato che ha lavorato per 43 anni con i suoi diritti ed i suoi doveri, non ho più diritto di parola e di pensiero, mi si toglie la possibilità di trattare e di dire la mia perchè, come dice Monti, la concertazione è finita.
Mi taglia la pensione e non posso dire e fare niente perchè me la taglia alla fonte, mi impone tasse dirette e me le trattiene alla fonte, mi impone tasse indirette con l’aumento dei servizi, della benzina, del costo della vita e della svalutazione del mio reddito ed io non posso dire niente perchè la concertazione è finita.
Non è la concertazione è la democrazia che è finita, la Costituzione  viene calpestata perchè vengono tolti i diritti di cittadinanza a tutti i lavoratori, pensionati, precari e disoccupati e, come ho scritto della Merkel che è riuscita là dove è fallito Hitler con i carri armati e cioè ad imporre la grande Germania che si mangia la Grecia, il Portogallo e adesso pure l’Italia.
La dittatura capitalistica finanziaria parassita ha imposto il suo regime, l’Unione europea al servizio delle banche e degli speculatori ci mette in conto la crisi economica provocata da loro stessi e ci toglie ogni diritto di cittadinanza, da oggi siamo sudditi del profitto e della nuova nobiltà rappresentata dalla politica complice, dalle banche, dalla finanza parassita sfruttatrice.
Mi si impone lo stipendio per decreto, si tagliano pensioni e stipendi acquisiti per decreto, si impongono gabelle e tasse per decreto ed io non posso trattare, concertare, niente.
Secondo Monti devo solo subire e stare zitto  e ci si mette pure Napolitano dicendo che il momento è difficile e tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa, questa è una pugnalata alla Democrazia.
Io devo rinunciare per decreto la minoranza che detiene il 48% della ricchezza nazionale dovrebbe rinunciare per volontariato, ovvio che non lo farà mai.
Questa nuova nobiltà parassita e finanziaria non viene toccata da una patrimoniale come si deve, le lobbies non vengono toccate, i finanziamenti ai partiti nemmeno, un fascismo finanziario che di democratico non ha niente ed irrispettoso della costituzione là dove dice che ognuno deve dare in base alle sue possibilità.
L’economia ha ucciso la politica e la politica ha tradito i suoi elettori, di equità fiscale non ne è rimasta nemmeno l’ombra ed il decisionismo di Monti è di stampo fascista se non piduista, il popolo è diventato suddito e subisce tutto per decreto senza poter dire al sua o trattare la benchè minima cosa, il governo va avanti lo stesso.
Lo stesso decisionismo Monti non l’ha dimostrato con le lobbies, con le banche, con il 10% di italiani che detengono il 48% della ricchezza nazionale ai quali dobbiamo aggiungere gli evasori e la malavita organizzata, ciò significa che per gli italiani onesti che non sono il 90% dei rimanenti, da questa percentuale dobbiamo togliere gli evasori e la malavita organizzata ed ovviamente tutti i politici di supporto al regime.
Non sono uno statistico ma sarebbe interessante una ricerca sul tema, quanti sono gli evasori e quanti sono i mafiosi, i camorristi e gli ‘ndranghetisti, diciamo che il 60% degli italiani onesti, o impotenti in quanto sudditi, che rimangono devono vivere con il 20% di ricchezza nazionale che rimane.
Il 10% di italiani parassiti ha il 40/48% della ricchezza nazionale, un 15/20% è appannaggio degli evasori, un 20/25% della ricchezza è in mano alla malavita organizzata ed un 5% alla politica fiancheggiatrice.
Fatto 100 della ricchezza nazionale e tenendo per buone le cifre più basse 40+15+20+5 fa 80, significa che il 60% di italiani onesti deve vivere con il 20% della ricchezza nazionale e pagarci le tasse imposte dal governo senza nessuna concertazione.
Forse la maggioranza degli italiani sudditi del profitto  non se ne rende conto ma questo è un invito alla rivolta, come ho scritto all’inizio, ed è la cosa più pericolosa in quanto priva di strategia e di testa, una rivolta per fame incontrollabile che diventa guerra tra poveri.
La rivoluzione no, perchè richiede un movimento ideologico e l’ideologia è stata ammazzata da trent’anni di qualunquismo, dalla propaganda di regime, dalla strategia della P2 che ha occupato televisioni, giornali, radio e sommerso nel fango politica buona e quella corrotta con particolare riguardo a quella buona che andava sputtanata più di quella corrotta per indurre i sudditi al rifiuto della politica, al disimpegno, al voto di protesta, all’astensionismo, alla scheda bianca per agevolare ancora di più il colpo di stato strisciante iniziato dalla P2 e concluso dai professori al servizio della finanza, delle banche e dei parassiti.
Per i giovani, disamorati dalla politica, non resta che una vita da precario al servizio del profitto con tempi, modi e stipendi stabiliti per decreto come le imposte dirette ed indirette senza nessun diritto di cittadinanza e di democrazia.
Una vita passata da suddito a subire le imposizioni della finanza parassita e speculatrice.
Questo è il vostro futuro, senza concertazione, trattativa, confronto non c’è democrazia ed i partiti che appoggeranno questo decreto  si confermeranno come fascisti, Pd compreso, Napolitano firmando questo decreto si renderà complice del colpo di stato, dello stravolgimento della costituzione e della perdita della democrazia rappresentativa.
Chiunque abbia un ruolo istituzionale, voglia difendere la costituzione e la democrazia, il Presidente della Repubblica in primis avrebbe dovuto bloccare, impedire, far dimettere il professor Monti nel momento stesso in cui ha pronunciato quella frase: la concertazione è finita.
Perchè questo non significa che il governo deve governare, significa che la democrazia è morta perchè il governo non governa nell’interesse del popolo e nell’equità ma al servizio dei potentati, dell’economia parassita, delle banche  e della speculazione.
Significa che dal 22 marzo 2012 il cittadino non è più un cittadino ma è un suddito del capitalismo parassita e senza nessun diritto.
Se a voi sta bene procedete pure, a me non sta bene.
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Io non ho speranze ma voi, mi rivolgo alla maggioranza silenziosa e passiva, vi avviate al suicidio democratico e dei vostri diritti, alla sudditanza passiva al servizio del re profitto.
Il nuovo imperatore globale che genere solo disuguaglianze e miseria.
Che differenza c’è tra il discorso di Monti e quelli del duce? Che Monti non ha detto Dio, patria e moschetto, ma il regime è lo stesso che ha tolto i diritti agli italiani per un ventennio.
Bersani, non me ne frega niente sel il Pd si spacca, non potete votare la fiducia ad un governo fascista in mano ai colonnelli della finanza.

Ecco perché i tecnici dell’economia governano gli Stati.

 

In Italia ci si può aspettare di tutto, spero che non nasca un movimento in difesa dei diritti di Provenzano, sarebbe troppo anche per noi.


Il figlio di Provenzano ha mandato il suo messaggio, evoluto, del quarto o quinto tipo di pizzino mafioso allo Stato, mi ha ricordato Michael Corleone quando nel Padrino dice: gli faremo una proposta che non potrà rifiutare.
Non so se anche il figlio di Provenzano ha provveduto a versare i suoi risparmi nella banca vaticana, un modo di santificare il frutto di reati e di vittime già utilizzato a suo tempo da Renatino, il boss della Banda della Magliana che si è guadagnato la sepoltura sotto un’altare nella basilica dell’ Opus dei Sant’Apollinare di Roma.
Ci sono frasi, nell’intervista al figlio di Provenzano, che sono incomprensibili per la maggior parte degli italiani ma chiarissime per i destinatari del messaggio subliminale, anzi più che subliminale mi sembra agghiacciante.
Intanto si definisce fiero del padre e questo mi ha colpito in modo particolare in quanto ero, e sono, in perenne conflitto con la memoria di mio padre per il semplice fatto che era un fascista. Figuriamoci se fosse stato un boss della mafia dei più crudeli e violenti.
Alla domanda sui collaboratori di giustizia la pensa, più o meno, come Dell’Utri non ha detto di considerare un eroe Mangano ma ci è mancato poco.
Leggete il passaggio sui collaboratori di giustizia:
“Sì, è un’anomalia tutta italiana questa dei collaboratori di giustizia. Ma stiamo parlando di uomini e si possono dare anche delle indicazioni sbagliate. In ogni cosa in cui c’è l’uomo c’è la possibilità dello sbaglio“.
Come se le rivelazioni dei pentiti non fossero soggette a radiografie, autopsie direi, per trovare riscontri delle loro rivelazioni, proprio per evitare di cadere in tranelli e cadere nelle trappole che, per “sbaglio”, potrebbero disseminare agli inquirenti.
Falcone e Borsellino sono vittime della violenza in senso lato e questo per mettere sullo stesso piano mafia e Stato, il nostro Stato e non i servizi deviati e la parte corrotta e bacata dello Stato.
Ci sono i martiri a ricordarci che lo Stato non è solamente il carabiniere complice, il poliziotto corrotto, il politico delinquente che appoggia la mafia dall’esterno.
Per il figlio di Provenzano sono la stessa cosa e lui si auto promuove a metro svizzero della legalità e della giustizia, gli assassini di stato o mafiosi diventano violenza e quindi raptus incontrollabili, tra l’altro lui è contro la violenza se non obbligato ad usarla nel caso che le sue proposte non andassero a buon fine perchè violenza genera violenza, con il suo sorriso e la faccia per bene a mandato il messaggio a chi di dovere, pan per focaccia.
“Quello che io chiedo è che si faccia una perizia per capire se mio padre è capace di intendere e volere, se a livello neurologicopossa essere curato. Vorrei dignità. Ma deve stabilirlo lo Stato. Noi siamo consapevoli che sarà difficile che venga scarcerato, chiediamo però che venga curato. Mio padre – prosegue – vive un decadimento neurologico tale da non poter ricevere cure chemioterapiche per il suo tumore alla prostata. Perché ci deve essere questa discriminante? Perché si chiama Provenzano? Perché è un membro di Cosa Nostra?”. “L’incapacità di intendere e volere potrebbe mettere a rischio il proseguimento di processi fondamentali?”, conclude la giornalista. “Che qualcuno si prenda allora la responsabilità di istituire la pena di morte anche ad personam”.
Che ci siano state delle perizie mediche, che volutamente il figlio di Provenzano finge di ignorare ma che il fratello di Borsellino ed Ingroia hanno ricordato, non lo toccano per niente ha accettato l’intervista di Servizio Pubblico esclusivamente per mandare un messaggio, esplicito per quelli più attenti, alla parte corrotta dello Stato, magistratura, forze dell’ordine e politica, che certamente ha colto per filo e per segno il grido di dolore del figlio di Provenzano.
Si dice che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli e condivido ma, la mia impressione è che il figlio di Provenzano è istruito  scaltro ed intelligente e, rispetto al padre, ha solo cambiato i modi e la strategia.
Sembra la parte finale de IL Padrino parte III, manca solo la resa dei conti, non è stato un messaggio di pace è stato un avviso ai naviganti delle questure e delle procure freddo e calcolato e pretende risposte da chi di dovere.
Un video pizzino destinato a chi non sappiamo ma i destinatari lo sanno, hanno capito tutto.
Vedremo se ci sarà una reazione e di che tipo.
Ma i beni di Provenzano sono stati sequestrati? Sappiamo che il figlio del boss si occupa di vini, chi gli ha dato le viti?
 

Nel Tg3 di ieri sera ho visto una scena agghiacciante, oggi la riporta l’Unità a pag. 30, ‘ndrangheta, la retata delle donne.


Una di esse è ritratta in mezzo a due carabinieri che sorride e saluta come se uscisse dalla casa del grande fratello, come non vedesse l’ora di essere intervistata dalla Marcuzzi, certamente si sente una protagonista, certamente è diventata famosa ed invece di vergognarsi si comporta come se fosse a Cannes come protagonista di una sceneggiata che sceneggiata non è.
A Reggio Calabria sono state arrestate 18 persone ritenute affiliate alla cosca Condello di Reggio, accusate di avere agevolato la latitanza del boss Domenico Condello, condannato all’ergastolo e ricercato dal 1990.
Fra gli arrestati ci sono anche sei donne: compagne, madri, suocere e cugine di boss di primo piano.
Non è la prima volta che vengono coinvolte le donne nella malavita, basti pensare a cosa succede in certi quartieri di Napoli quando la Polizia fa delle retate e scendono in strada le donne per fare intralcio e casino per dar modo ai ricercati di scappare.
Molte volte gli arrestati per mafia, camorra, ‘ndrangheta sono strafottenti, più spesso si coprono il volto e cercano di non farsi riprendere dalle telecamere.
Non che questa, tardiva, vergogna tolga qualcosa alle nefandezze di questi delinquenti ma almeno si ricordano di essere umani con un minimo di dignità e di pudore.
La tipa in questione no, saluta e sorride come se fosse passata alla cronaca per un atto di eroismo o di civiltà e non fosse accusata di associazione a delinquere.
Chissà se prima che le mettessero le manette ha chiesto un attimo di tempo per truccarsi e non apparire sbiadita alle telecamere?
Che cosa ci può essere nella testa di certe persone per arrivare al punto di sorridere e di salutare con la manina, nonostante le manette, e chissà se qualcuno dei compaesani le ha chiesto l’autografo?
Mi ha fatto venire i brividi, non per il gesto in se di una povertà culturale miserabile ma per quello che c’è dietro ad un atteggiamento del genere. 

Besozzo, Varese. Un dirigente locale della lega dichiara su Radio Popolare: la lega è onesta, un popolo onesto. Il caso Boni ed i cittadini più disonesti di tutti.


Il problema dei leghisti è che considerano l’evasione fiscale un diritto non un reato ed è per questo che questo dirigente di periferia dichiara convinto che il popolo della lega è profondamente onesto, non sono mica terroni.
La lega ha depenalizzato il reato di falso in bilancio insieme al piduista ed ai fascisti di supporto ma non mi risulta che abbiano depenalizzato anche l’evasione fiscale.
Nata al grido di Roma ladrona la lega ha una base che è una associazione a delinquere con l’aggravante di non rendersene conto, la lega era ed è il partito dei bottegai, artigiani, commercianti che non sanno cos’è uno scontrino o una ricevuta fiscale.
La base della lega è peggiore dei suoi rappresentanti che organizzano marcie di protesta contro il fisco del governo Prodi a Vicenza con larga partecipazione di signore in pelliccia e sfoggianti gioielli sconosciuti alla ricevuta fiscale o allo scontrino.
Anni dopo, nello stesso territorio della manifestazione contro il fisco di Roma ladrona, sono state scoperte aziende di conceria ed orafe che hanno evaso milioni di euro e con centinaia di dipendenti in nero.
Per loro è normale, è doveroso, ammesso che Boni sia colpevole una cosa è certa la base della lega è peggio di lui e di Bossi che in fatto di finanziamenti illeciti è un pregiudicato.
Sono peggiori del politicante che usa la politica per fare i suoi interessi, che ruba per il partito ma, più spesso, per se stesso.
Arrivo a dire che la stessa elezione del Trota nel Consiglio Regionale Lombardo è, sotto l’aspetto etico e politico un reato, perchè costringe i lombardi a mantenere un parassita per puro clientelismo politico, come ha fatto il suo socio con l’igienista dentale.
Nelle zone in cui è più alta l’incidenza elettorale della lega è ormai consuetudine scovare ogni settimana una o più aziende che evadono il fisco, chi totalmente e chi parzialmente, in ogni caso eludono le tasse ed aumentano le nostre.
Mentre i parte dei militanti guarda a Roma ladrona la maggioranza degli altri sfila il portafogli dalle tasche dei loro stessi compaesani.
Non bastasse la cultura del diritto all’evasione del commerciante medio in quanto si ritiene più furbo da molto prima che esistesse la lega, in poche parole hanno sempre rubato, è arrivata la lega con la sua cultura anti Stato, anti italiana a legittimare, nella loro testa, l’evasione fiscale. La vivono come un diritto.
Quindi, questo dirigente periferico della lega ha detto una grandissima cazzata, non so se l’ha fatto perchè è un paraculo o perchè è un sempliciotto che crede ancora alle panzane di Bossi, nel frattempo arricchitosi a dismisura, ed all’ampolla con l’acqua del Po.
Credono di essere migliori di calabresi, siciliani, campani ed invece hanno semplicemente eliminato dal loro cervello gli stessi reati che li accomunano con l’economia sommersa di mafia e camorra.
L’economia sommersa è sempre e comunque un reato sia che la compia una associazione a delinquere come mafia e camorra sia che lo commettano le migliaia di bottegai, artigiani, piccoli imprenditori che aspirano alla liberazione della padania.
Anche se la padania esistesse e si avverasse il loro sogno sorgerebbe un problema, a chi ruberebbero dopo?
Consigli al dirigente periferico della lega di Besozzo di darsi una ripassata alle truffe delle quote latte, alle ruberie degli allevatori che poi manifestavano in massa con i loro trattori e le bandiere della lega contro la legalità.
Non dica fesserie perchè se ci fosse una classifica dei disonesti prima dei loro leader, di tutti gli altri politici che hanno rubato e che continuano a rubare ci sarebbero proprio loro, lo zoccolo duro degli elettori della lega che manifesta al grido di Roma ladrona.
Si prendano pure in giro tra loro, ascoltino i deliri del loro capo che andrebbe denunciato per vilipendio alla Costituzione e terrorismo politico salvo poi ricoverarlo in un istituto psichiatrico per incapacità di intendere  e di volere.
Se io scrivo che Bossi meriterebbe di essere giustiziato dal popolo mi arresterebbero come terrorista, rosso o nero il colore sceglietelo voi, in base a quale diritto o legge Umberto Bossi può fare il terrorista a reti unificate e su tutti i giornali?
Smettiamola con queste fesserie, oltre ad essere evasori, ladri e terroristi siete pure razzisti e xenofobi, la feccia dell’umanità.
Hanno attaccato i partiti della prima Repubblica in modo particolare democristiani, socialisti e comunisti, andate a vedere nelle zone dove la lega gode di molta popolarità elettorale, erano lo zoccolo duro della Democrazia Cristiana il partito più corrotto della storia dopo i socialisti.
Da democristiani a leghisti senza passare dal via e, soprattutto, senza passare dall’Ufficio delle Imposte. 

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