Da anni scrivo che la protesta sarebbe esposa pericolosamente in quanto dominata dalla pancia e non dagli ideali. Ciò non toglie che le ragioni ci siano.


Primi_corteiHo vissuto gli anni della contestazione, tutti dal 1968 al 1977, ricordo perfettamente le battaglie metropolitane e non tra dimostranti e polizia ma ricordo pure che c’era un progetto, un obiettivo, sapevamo chi erano i nemici.
Preciso che tutto ciò dal nostro punto di vista, ovviamente.
Ad ogni modo la nostra era una battaglia ideale contro la borghesia, parassita, ed il capitalismo che non era ancora globale ma sfruttava i lavoratori come e più di adesso.
Abbiamo fatto delle conquiste ed abbiamo subito sconfitte e per tutti questi decenni mi sono posto una domanda alla quale non ho ancora risposta: se gli sfruttati sono più degli sfruttatori, i poveri più dei ricchi, come mai non siamo mai diventati vera maggioranza nelle gabine elettorali?
Perchè lo sfruttato vota per gli sfruttatori per paura di perdere le briciole che gli consentono la sopravvivenza, la lotta la lascia fare agli altri, ai sindacalizzati.
I sindacati sono attaccati da sempre, messi in cattiva luce, ed è ovvio che in mezzo a migliaia di problemi ci sia sempre un cavillo per il quale il proletario si senta in diritto di criticare senza tenere in considerazione le conquiste ottenute.
Non ho mai visto nessuno, di quelli assenti dalla lotta, rinunciare ad una conquista del sindacato. Dal diritto alla maternità quando le donne hanno smesso di fasciarsi la pancia per non essere licenziate alla giusta causa per il licenziamento da rappresaglia.
Sia chiaro per tutti che il dipendente disonesto, fannullone, parassita si è sempre potuto licenziare ma non l’hanno fatto perchè faceva comodo ai padroni per attaccare i lavoratori. Con qualche parassita in fabbrica veniva più facile attaccare i lavoratori, i diritti.
Ma quelli erano gli anni dell’ideologia, noi aspiravamo al sol dell’avvenire ed eravamo anche disposti a rinunciare qualcosa dei nostri “privilegi” purchè andasse nell’interesse della massa proletaria non protetta.
Concetti superati, obsoleti, come la solidarità tra lavoratori, precari e senza diritti.
L’impressione mia, potrei sbagliarmi ma ho il diritto di opinione, è che la rivolta, la protesta, la ribellione, non diventeranno mai rivoluzione finchè sarà affidata alla pancia e  non alla ragione, all’ideale.
La ribellione affidata alla pancia è ad alto rischio di populismo utile solo a preparare la strada ad un regime. Aggiungo che siamo in una situazione nella quale non possiamo nemmeno scegliere il colore del regime prossimo futuro nel senso che quando il manifestante dice di non essere di destra e nemmeno di sinistra è automatico, da sempre come insegna la storia, che il regime sarà di destra.
Tutti hanno le loro ragioni, se li ascolti uno per uno ti viene spontaneo dargli ragione, ma se non conosci la storia del manifestante e consideri che è senza ideali capisci che di sociale, di solidarietà di classe, questa rivolata non ha niente farà solo gli interessi del sistema di potere camaleontico che, prima ricula sotto ai colpi della rivolta, poi ne prende la guida e la porta dove vuole.
Persino Brunetta cavalca l’onda come Berlusconi e Grillo.
Le rivolte andrebbero preparate a freddo, con un progetto, un obiettivo, cercando consensi tra chi vorrebbe farla. Il resto è terrorismo ideologico, come fu quello di destra o di sinistra. La rivolta dovrebbe essere in primis culturale se invece l’affidiamo alla pancia si spegnerà appena avranno, avremo, un piatto di pasta.
Dopo un ventennio di dominio culturale che ha distrutto, direi mimetizzato la destra e distrutto la sinistra, non ci va più bene niente ed a prima vista hanno pure ragione. Ragionando a caldo nessuno della classe dirigente o politica è difendibile e questo perchè abbiamo “sposato” in toto il capitalismo dimenticando, calpestando la Costituzione ed i suoi principi.
Tutto ciò prepara la strada alla destra. Il disfattismo nel quale sguazziamo dove tutti sono disonesti, io escluso, ci porta al tanto peggio tanto meglio, al diffidare del vicino, del compagno di strada ed alla speranza di risolvere i problemi individuali e non della massa.
Molti, troppi, soffiano sul fuoco e la prossima marcia su Roma sarà peggiore della precedente perchè mentre la prima era guidata dai fascisti, che ovviamente non apprezzo tutt’altro, questa è affidata alla pancia e non alla ragione seppure sbagliata, sconfitta dalla storia.
Di impresentabile, tra quelli che dovrebbero “andare a casa” non c’è solo la casta politica c’è la classe dirigente italiana, la Confindustria, la mafia, la camorra, l’ndrangheta e buona parte degli italiani che hanno sostenuto questo sistema per decenni e decenni senza rendersi conto che mentre il pregiudicato è diventato sempre più ricco noi siamo diventati più poveri.
Inutile prendersela con L’Europa, che ha i suoi limiti e deve migliorare molto, con l’euro perchè come ha detto Rampini la mafia, la camorra, l’ndrangheta ed una amministrazione corrotta l’abbiamo da un centinaio d’anni prima che arrivasse l’Europa unita.
Anche gli italiani li abbiamo da prima, quelli che hanno votato e sostenuto questa situazione, purtroppo tedeschi, inglesi, francesi o chi per esso non votano al nostro posto ed i farabutti li abbiamo votati noi.
Credevo nell’Europa unita perchè speravo che l’etica del nord Europa ci avrebbe aiutato nel combattere l’etica brancaleonistica che ci contraddistingue da centinaia di anni.
Ci credo ancora perchè se uscissimo dall’Europa saremmo in balia di mafia, camorra, ‘ndrangheta, un’amministrazione corrotta ed un popolo al quale è sempre andato tutto bene, anche il fascismo, pur di avere una scodella di farina e qualche orticello da coltivare.
Se il potere molla qualche euro alle lobbies, ai rivoltosi dominati dalla pancia, la rivolta si spegne e non diventerà mai una RIVOLUZIONE perchè la rivoluzione è di idee  non di pancia.
Sono vecchio, superato, nostalgico e chiudo con la lettera del Che alle sue figlie, il suo testamento.

«Ai miei bambini

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto

Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto.

Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.

Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e imparate a usare la tecnologia, che ci permette di dominare la natura. Ricordatevi che la rivoluzione è quello che conta, e che ognuno di noi, da solo, non conta niente.

Ma più di ogni cosa, imparate a sentire profondamente tutte le ingiustizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzionario.

Per sempre, bambini miei. Spero comunque di rivedervi.

Un grosso bacio e un grande abbraccio,

Papà
P.S. la foto l’ho messa in onore ai ragazzi della Sapienza. Oggi come ieri.

 

Due lauree buttate via, quando si scambia la memoria con il merito. Cosa servono la laurea alla Cattolica e quella alla Bocconi quando si arriva a dire: “Non c’è nessun atto di giunta in cui è prevista la ‘ndrangheta“


Lara-comi-servizio-pubblico-770x429Va bene essere spudorati e sentirsi intoccabili ma cosa pretendeva la Comi che Formigoni mettesse all’ordine del giorno ed in votazione: delibera di autorizzazione alle mazzette per movimento terra ed edilizia all’ndrangheta?
Oppure: stanziamento fondi per acquisto di voti all’ndrangheta?
Lista degli appalti affidati all’ndrangheta per l’Expo 2015?
Lara Comi si è laureata con lode in economia dei Mercati internazionali all’Università Cattolica nel 2005. Ha conseguito la laurea magistrale in economia dei mercati internazionali e delle nuove tecnologie all’Università Bocconi di Milano nel 2007. Ha ottenuto borse di studio per meriti scolastici, ha effettuato un tirocinio presso il consolato dell’Uruguay.
A giudicare da come ragiona si direbbe che la sua famiglia ha buttato via i soldi che hanno speso per farla studiare, fortunatamente ci ha pensato il Pdl a salvarla se avesse dovuto lavorare e mettere a frutto le sue lauree, con quella testa, sarebbe morta di fame.
Lei fa il compitino, l’avvisano degli argomenti in discussione a Servizio Pubblico e qualcuno le prepara i soliti slogan da ripetere in continuazione accompagnati da una serie di smorfie da mettere in atto ogni volta che parlano gli altri.
Sa di essere piaciona, si presenta con scarpe da tennis e jeans ed un sorriso da pubblicità del dentifricio e ripete quello che le hanno inculcato nella testa senza nemmeno rendersi conto di quello che dice.
Appena esce dal binario della memoria ci regala delle perle di alta comicità come quella dei probiviri del Pdl che hanno ripulito il partito lombardo dagli inquisiti, condannati o di quelli che parlano male del piduista.
Evidentemente Arcore non è in Lombardia, deve essere sotto la giurisdizione di Antigua, ed i probiviri non hanno potuto intervenire.
Ho solo la terza media ma ho sempre pensato che per riuscire negli studi si deve essere di due categorie.
La prima è dotata di intelligenza, costanza, applicazione. Impara quello che studia e ci ragiona su con competenza aggiungendo qualcosa di suo attraverso la ricerca.
La seconda è formata da quelli che io chiamo “vasi vuoti” dentro i quali ci puoi mettere qualsiasi cosa  tanto il risultato degli studi si basa tutto sulla memoria, ripeteranno per filo e per segno quello che hanno imparato a memoria senza capirne il senso o il fine.
Lei deve essere una della seconda categoria, un vaso vuoto di una certa bellezza che puoi riempire di cioccolata o di merda tanto per lei non farà differenza.
Guardate che la Comi è una delle migliori giovani leve della politica, con incarichi importanti in Europa ed in Lombardia basta dare una occhiata a Wikipedia.

Lara Comi si è laureata con lode in economia dei Mercati internazionali all’Università Cattolica nel 2005. Ha conseguito la laurea magistrale in economia dei mercati internazionali e delle nuove tecnologie all’Università Bocconi di Milano nel 2007. Ha ottenuto borse di studio per meriti scolastici, ha effettuato un tirocinio presso il consolato dell’Uruguay[il consolato d’italia in uruguay o il consolato dell’uruguay in italia?] ed ha lavorato come brand manager per Beiersdorf e Giochi Preziosi[mi sembra strano che una neo-laureata sia “brand manager”, non ci sono altre fonti?].[1]

Portavoce di Forza Italia a Saronno dal 2002 al 2005, diviene assistente di Mariastella Gelmini e nel 2004 a 21 anni coordinatore nella regione Lombardia di Forza Italia Giovani.[2] Alle elezioni politiche italiane del 2008 è candidata alla Camera dei Deputati nel collegio Lombardia 1, risultando terza non eletta. Alle elezioni europee del 2009 è eletta nella circoscrizione Nord-Ovest per il Popolo della Libertà con 63.158 preferenze.

Ha registrato il 90.05% di presenze nelle sessioni plenarie (430-esima su 754 deputati)[3]. La più giovane parlamentare italiana del Ppe, nel gennaio del 2010 è stata nominata coordinatrice dei giovani deputati del Partito Popolare Europeo[4].

Dal 2009 al 2012 è stata vicepresidente della commissione IMCO (mercato interno e protezione consumatori) del Parlamento Europeo. Lara Comi è membro effettivo della commissione IMCO e membro sostituto della Commissione ITRE (industria, energia e ricerca). È membro della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Messico, della Delegazione all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana e della Delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Russia.[5]

È stata relatrice del Regolamento sulla denominazione dei prodotti tessili, della ricerca, sulla sicurezza generale dei prodotti e sicurezza dei dati, e sulla Standardizzazione Europea [6] È vicepresidente del working group E-commerce e ha fondato il working group On the beach, sul tema delle concessioni marittime del demanio [7]

È stata nominata nel 2011 presidente del gruppo “Donne del PDL” della provincia di Varese[8]. Vicecoordinatore PdL della Lombardia, a marzo 2012 è stata eletta coordinatore PdL della provincia di Varese.

È il primo coordinatore donna della Lombardia [9]. Nel 2012 è stata premiata con un MEP Award come miglior europarlamentare sulle tematiche del mercato interno e protezione consumatori. La giuria, costituita da altri europarlamentari, l’ha preferita a due colleghi.[10]
Una domanda sorge spontanea, se i migliori sono così stupidi perchè ci meravigliamo che l’Europa, l’Italia, vanno male?
Forse perchè non c’è nessun atto nel parlamento europeo o nel Pdl lombardo in cui è prevista l’intelligenza.
Almeno sino al terzo grado di giudizio.
Ambrosoli, Meloni e Vendola hanno parlato di politica, tutti con argomenti interessanti, lei ha ripetuto i soliti slogan ed ha dovuto scusarsi per la cappella della puntata precedente.
E’ una bella ragazza, ha un sorriso smagliante, se stesse zitta sarebbe perfetta.

Lara Comi e la figuraccia sulla ‘ndrangheta in Lombardia

 

 

L’intervento dell’imprenditrice a Servizio Pubblico e la pubblicità subliminale, la Goldman Sachs, l’euro, la lira, le banche ed il populismo. Non una parola contro il capitalismo.


indexTutti sappiamo che Altiero Spinelli l’autore di un  progetto di trattato istitutivo di un’ Unione Europea che fu poi accettato dal parlamento europeo tutto era che un trattato economico ma una Unione Europea federalista di tipo politico federalista ” L’idea era di cercare di convocare una serie di assemblee locali, ciascuna delle quali doveva eleggere persone che sarebbero andate a costituire un organismo che prefigurava un Parlamento federale.”
Tutti sappiamo che l’Unione Europea, nella quale siamo, tutto è fuorchè una unione politica federalista ma un potere finanziario economico capitalista che per adesso ha prodotto solo la moneta unica.
L’economia che prevarica e  sovrasta la politica e tutto ciò è avvenuto con la compiacenza della destra europea.
Se negli Usa, quindi nel mondo, comanda Wall Street in europa comanda la Bce che di fatto è una banca privata.
La Banca Centrale Europea è ufficialmente di proprietà delle Banche Centrali degli Stati che ne fanno parte, quindi dato che le Banche Centrali sono controllate da società private, la stessa BCE è una società privata.
Intendiamoci, Francesca Salvador è libera di pensarla come vuole, con molta giustificata rabbia per il modo in cui è stata ridotta l’Italia, ha chiesto l’uscita del nostro Paese dell’Europa e il ritorno alla lira al posto dell’euro.
Intanto qualcuno avrebbe dovuto spiegare le conseguenze, per noi,  che avrebbe una scelta di questo tipo, magari pagare il pane 20.000 lire al chilo, ma che differenza ci sarebbe se a gestire la politica fossero le banche private italiane rispetto a quelle americane o europee?
Farebbero sempre e comunque gli interessi degli azionisti, degli investitori, della finanza, del 10% di parassiti che hanno nelle loro mani il 50% della ricchezza nazionale.
Secondo me questi ragionamenti sono una conseguenza di oltre vent’anni di demagogia leghista e di tutta la battaglia contro il centralismo di Roma ladrona. Proprio adesso che il mondo diventa sempre più piccolo e l’informazione politica diventa globale creando movimenti di liberazione in ogni parte del globo noi vogliamo rinchiuderci nel nostro cortile.
Se i mobileri del nord est, nel quale sono nato, facessero la loro piccola repubblica e tenessero per se la loro ricchezza mi domando come farebbero a mantenerla se nessuno comprasse i loro mobili. Un ritorno alle gabelle del medio evo?
Si dice che destra e sinistra non esistono più ed è la propaganda subliminale che va per la maggiore da Grillo a Monti che addirittura invoca l’aiuto di Dio che ce ne scampi, ma tutto questo discorso è solamente un elogio della filosofia di destra, un problema tra squali dove il più grosso mangia il più piccolo.
Cosa c’entra la libertà e la democrazia con un discorso del genere?
E’ solamente un discorso economico e di interessi privati, piccoli o grandi che siano, al quale la degradata e cottotta destra italiana ha fatto da culla esaltando l’evasione fiscale, blaterando di liberazione e indipendenza della padania non disdegnando l’esportazione di capitali all’estero o delocalizzando con un solo ed unico scopo, il profitto. Lo sfruttamento dei lavoratori.
Quindi il problema è politico nel senso che finchè la politica sarà succube della finanza parassita , speculatrice e sfruttatrice del proletariato non ci sarà mai una democrazia, un governo del popolo ed è qui che entra in ballo la sinistra quella che pretende che l’economia sia subalterna alla politica e ne debba seguire e rispettare le regole.
La nostra Costituzione dice che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, non sulla banca d’Italia o la Bce, sul lavoro.
Io credo nell’Europa perchè speravo che la cultura legalitaria del nord Europa, arrivo a dire anche quella di destra, facesse da lavatrice alla cultura inquinata e corrotta del nostro sistema basato sull’evasione, il nero e gli interessi di una politica corrotta e complice di interessi di pochi al punto di essere da sempre un regime, la negazione della Democrazia e della nostra Costituzione.
Invidio il fatto che in Germania o in Inghilterra se un politico spene 1000 euro dello stato per cose private si dimette, è questa cultura che speravo inquinasse l’Italia, invece da noi se uno ruba o delinque lo eleggono subito capogruppo o presidente del Senato.
Niente della nostra carta costituzionale viene rispettato  e basterebbe questo a risolvere tutti i problemi a partire dal fatto che ognuno dovrebbe dare in base a quello che ha.
Non è un problema di euro o di lira è un problema politico e quindi ci vorrebbe più politica e non meno politica, ma ci vorrebbe una politica di sinistra, anche la sinistra tedesca vorrebbe che la politica non sia subalterna ed al servizio della finanza.
I bravi imprenditori che per decenni hanno appoggiato la politica sconsiderata della destra, nazionale ed internazionale, che ci hanno offerto come esempio insuperabile il capitalismo delle multinazionali americane adesso che c’è la crisi scaricano le colpe sull’euro o sulle banche private locali e centrali dopo.  Si sentono schiavi di un potere che essi stessi hanno contribuito a costruire e rendere onnipotente.
Nessuno di quelli contrari all’Europa, all’euro, mette mai in discussione il modello capitalista.
Dice Francesca Salvador: “E’ una questione di volontà politica”. Volontà politica. Per cosa? Per tornare liberi. Padroni a casa nostra. Padroni della nostra moneta. Per strapparla ai banchieri privati che oggi strozzano e, letteralmente, uccidono la nostra economia.
Questo è un discorso di sinistra ma non credo che Francesca se ne renda conto, come altri milioni di italiani che vedono il dito e non guardano alla luna. E’ la sinistra che vuole banche pubbliche al servizio dei cittadini, degli imprenditori, dell’economia di tutti e non di interessi di pochi, in una parola al servizio della democrazia.
Ha ragione Francesca, è una questione di volontà politica, ha solo dimenticato di dire che la volontà politica per cambiare le cose deve essere necessariamente di sinistra altrimenti avremmo una scelta che non sarebbe una scelta.
Tra la Banca D’Italia privata e la Bce Privata, una con la lira e l’altra con l’euro, che differenza ci sarebbe?
Il cambio, in Italia pagheremmo il pane 20.000 lire al chilo, una continua svalutazione della moneta per favorire i profitti e in Europa pagheremmo il pane 10 euro e poca svalutazione controllata, con il risultato che la nostra libertà dalla schiavitù delle banche private europee ci porterebbe in pochi anni ad una svalutazione del 60% per salvaguardare i profitti dei soliti privati.
Resterà da scoprire quanto ci faranno pagare il petrolio le multinazionali, se 100 dollari al barile o 200.000 lire che in pochi mesi potrebbero diventare 300.000.
Il problema è il capitalismo, la politica che deve regolarlo e condizionarlo, altrimenti smettiamola di parlare di libertà e democrazia.  Rassegniamoci a vivere, in eterno, nel regime economico finanziario speculatore e parassita, altro che destra e sinistra non esistono più.
Milioni e milioni di persone sono di sinistra, se vanno avanti di questo passo nel credere alla propaganda del regime populista capitalistico saranno loro a determinare la fine della sinistra ma non saranno andati oltre, come dicono i grillini che si dichiarano oltre la destra e la sinistra, antifascisti ma aperti. “Ho detto solo che non siamo ideologici. Entra chi non è iscritto a un partito e chi ne accetta i principi”
Non
saranno oltre ma dentro un regime di destra voluto e cresciuto nella destra mondiale, perchè niente ha a che vedere con la Democrazia: Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
Non è la sovranità della lira che ci manca è che siamo sudditi delle banche private, guarda caso quel privato che piace tanto alla destra, alla lega ed a tutti i movimenti che non mettono mai in discussione il capitalismo.
Io la vedo così. Non sono un pennivendolo e scrivo schiavo della mia mente, dei miei ideali.

Il Premier sta riflettendo sul suo futuro. Beato lui, io non ce l’ho per via dell’anagrafe e milioni di giovani non l’avranno per il suo liberismo capitalista da parassita bancario.


Più che attaccare lavoratori, disoccupati, precari, pensionati  ed Art. 18 non sa fare. La rabbia mi fa sbagliare.
L’anagrafe mi toglie, giustamente, il futuro lui mi ha tolto una vecchiaia serena. Certamente non come la sua.
Sa fare benissimo quello che il sistema capitalistico in combutta con il sistema finanziario parassita gli hanno detto di fare, l’hanno messo lì apposta.
Berlusconi ci massacrava in proprio, Monti lo fa in conto terzi e con l’appoggio di tutta la politica italiana.
Si, lo so, che il momento è grave ed il Pd si è sacrificato per il Paese ma quello che non ha capito Bersani è che il Paese sacrificato sull’altare dello spread è sempre il solito: giovani, disoccupati, pensionati. Tra l’altro sono stati così astuti da mettere uno contro l’altro le nuove e le vecchie generazioni, nipoti contro i nonni e figli contro i genitori.
Non mi ha toccato solo la pensione, ridotto il suo valore con balzelli indiretti e diretti, sarebbe il meno, è che ha rubato il futuro a mio figlio.
Non ne faccio un caso personale per il quale indignarmi, ne faccio un caso nazionale ed è ora di finirla di prendere per il culo gli italiani esclusi il 10% di quelli che possiedono il 48% della ricchezza nazionale e non pagano mai, si arricchiscono speculando sulle nostre miserie.
Chi mi conosce personalmente sa che una vita lotto contro il capitalismo e le banche, i parassiti che speculano che i giornali chiamano gli investitori, dediti solamente al loro profitto privato e senza nemmeno produrre niente, solo speculando sui nostri debiti.
Chi non mi conosce personalmente ma ha letto i miei blog, prima su Splinder e poi qui, sa come la penso, per cosa ho combattuto e per cosa combatto. Ben prima che la crisi delle banche travolgesse tutto e quasi tutti, il 10% lo dobbiamo lasciare fuori, quelli di cui sopra, compreso mio figlio.
Io non darò mai interviste all’Washington Post, non sono un professore di economia alla Bocconi, ma mi deve rispettare lo stesso, non può prendere per il culo milioni di persone.
Auspico una nuova rivoluzione come quella francese, loro hanno fatto fuori e ghigliottinato la nobiltà parassita noi dobbiamo far fuori tutti i parassiti della finanza, gli speculatori globali degli Stati e tutti i paraculi che, a turno, ci governano.
Non c’è una via d’uscita ed insistere con l’Art. 18 dimostra solo una cosa è un incapace. Un borgese più carogna di tutta la borghesia, fascista e non, che l’ha preceduto.
Riesce andare persino oltre la P2 dimostrando che la finanza mondiale, le banche mondiali, sono ancora più forti della P2. Se ne sono serviti ma non sono asserviti alla P2.
la smetta almeno di prendere per il culo quei milioni di giovani e non giovani che un futuro non l’avranno mai perchè quelli come lui, al servizio delle banche e della finanza ne ha fatto tabula rasa.
E’ l’Attila del parassitismo globale, dei grandi parassiti di Walls Street, della grande finanza che è capace di fare solo due cose, profitti e miliardi di poveri sparsi in tutto il mondo.
Altro che crisi economica globale, questo è sterminio di massa che va ben oltre quello che ha fatto Hitler o Stalin.
Ne uccide più il soldo che la spada o il mitra.
Hai rotto i coglioni, quando ci vuole ci vuole. Fa pure la vittima degli italiani irriconoscenti, che non vogliono sacrificarsi per le Borsa, le banche.
Non è la destra il problema e non è la sinistra, è il Capitalismo e non mi pare che Grillo o qualche altro spenda qualche parola, mobiliti le masse contro questo autentico cancro del mondo.
Chiaro il concetto?

I debiti della Germania verso la Grecia, danni di guerra mai pagati, adesso Atene si sveglia. Noi, italiani alleati dei nazisti inaffidabili, la nostra parte l’abbiamo pagata.


Non è la prima volta che scrivo del debito che la Germania ha verso la Grecia per i danni di guerra e per un prestito ” d’occupazione” del quale lo stesso Fuhrer, del quale eravamo alleati, riconobbe il valore legale ed avallo’ il risarcimento.
Basterebbero, ed avanzerebbero, per azzerare i debiti della Grecia in un nanosecondo e rilancerebbero l’economia greca se non affidata ai soliti ladri, ovviamente.
Non bastasse questa situazione, sconosciuta ai più o sottovalutata la sua portata penso dai greci stessi, è singolare che Kosta Karamanlis, fido alleato della cancelliera, non solo non ha richiesto i danni ma, come pubblica il Fatto, 
ha comprato 170 carri armati Leopard, 223 cannoni di seconda mano, 4 sottomarini della ThyssenKrupp (di cui uno che pendeva a destra). Mica due Cinquecento e un paio di Panda.
La Merkel aveva come migliore alleato Kosta Karamanlis esponente della destra greca che ha portato il Paese alla rovina. Adesso fa la maestrina di seconda mano come i cannoni.
Adesso ne scrive anche l’edizione tedesca del Financial Time, finalmente ed anche la destra greca, sembra, rialzi la testa dopo essere stata complice della cancelliera per anni.
Decenni, se consideriamo i governi che si sono succeduti prima del suo.
Le complicità della destra greca sono uno scandalo nello scandalo, nemmeno la crisi economica più grande della storia è riuscita a smuovere complicità ed interessi che hanno ridotto alla fame il popolo greco.
L’unica nota lieta in questa triste storia è che i tanto bistrattati italiani, camaleontici ed inaffidabili sia come alleati che come nemici, la sua parte l’ha pagata subito.
Scrive il Fatto,( ma è comunque Storia) :E mentre l’Italia ripagò regolarmente la propria parte del prestito, la Germania si rifiutò costantemente di farlo. Come se le riparazioni post belliche non fossero necessarie.
Non per fare i primi della classe ma siamo migliori, almeno, dei tedeschi e non solo nel calcio dove li bastoniamo sistematicamente ma anche come debitori affidabili.
Noi paghiamo i primi della classe no.
Per chi volesse saperne di più, sperando che questa volta l’informazione passi di bocca in bocca, di pc in pc, metto il link. L’altro post è passato inosservato come un Giovanardi qualsiasi.

Crisi greca, Atene agli sgoccioli tenta la carta dei danni (tedeschi) di guerra

Metto pure il link del mio post precedente sulla questione:

La Grecia muore per mano della Merkel, ma la Germania deve 70 miliardi di euro alla Grecia per danni di guerra.

 Il N.1 dell’Economia tedesco, Philipp Roesler: “Se non rispettano gli impegni ( i greci)  non ci potranno essere altri pagamenti“.
Da che pulpito arrivano le bacchettate. Vorrei ricordare al Sig. Roesler che, prima degli impegni, si debbono rispettare le sentenze della Conferenza di parigi del 1946, anche se fu pilotata venne cominque emessa una sentenza di riparazione danni bellici.
Se qualcuno sa il tedesco lo faccia sapere al maestro Philipp Roesler.
P.S. Non fatevi ingannare, quello della foto è Philipp Roesler, nato in Vietnam ma adottato in Germania.
Da Ho Chi Min non ha imparato niente, era troppo piccolo,  dai tedeschi ha imparato tutto, anche se sono certo che non ne ha studiato la storia.
La foto con il braccio destro alzato è una mia espressione satirica, inzigo.

Merkel contro i mercati, sono contro il popolo. Distruggono il lavoro. Tutti abboccano compreso il Manifesto che titola: Compagna Merkel.Solo io so perchè ha parlato così e ve lo dico.


Naturalmente il titolo del Manifesto è ironico, come questo post, ma la politica europea nel sentire la compagna Merkel ha avuto un brivido, specialmente i parassiti della finanza.
Lascio agli studiosi di economia, ai laureati, l’analisi sul cambiamento di rotta della Merkel anche se forse è più argomento da psicologia.
Nel mio piccolo credo di avere già intuito la causa che ha scatenato la trasformazione della Merkel da crisalide in farfalla, in senso economico politico, ed è molto più semplice delle analisi di mercato o di linea politica.
Credo che la frase della Merkel sia conseguenza di qualche pinta di birra, sappiamo tutti che quando si è leggermente ubriachi si sparano immediatamente delle cazzate che diventano grandi cazzate in rapporto alle pinte ingoiate.
Mi stupisce che nessuno della carta stampata o dei Tg privati e pubblici abbia colto la sfumatura, tanto evidente.
Nei servizi televisivi si vede la Merkel con un grosso boccale di birra che beve con altre due persone, quasi una anticipazione dell’ Oktoberfest, e se il risultato è quello di farla rinsavire mi propongo per offrirle una bevuta, a piacere, ogni fine settimana.
Tempo due mesi e la compagna Merkel guiderà la rivoluzione europea. Altro che Hollande, Renzi, Vendola o Bersani.
Il Capitale di Marx non è più rivoluzionario, è obsoleto, la vera rivoluzione la dovremo alle pinte di birra.
P.S. Cazzate, ovviamente, è riferito a quando la destra una parole di sinistra per infinocchiare il popolo.
Bugie opportuniste, non è una presa d’atto della realtà. La finanza è parassita.

I ricchi non producono ricchezza, se la godono. Chi produce ricchezza per tutti sono i consumi della massa che non può spendere, strozzata dall’economia parassita che crea solo disoccupati.Ed intanto proliferano i nuovi spalloni, tecnologici.


Il mito della produzione con conseguente creazione di ricchezza per il proletariato non esiste più, l’imprenditore classico non esiste più ed il mondo è in mano ai parassiti della finanza che si creano profitti scandalosi sui debiti di Stato, spesso i proventi dell’alta finanza sono in paradisi fiscali come i proventi della malavita organizzata e dei banditi di Stato che in Italia abbondano.
Per una economia più equa e per distribuire la ricchezza in modo adeguato ci vuole una rivoluzione di massa che tarda troppo in quanto la categoria dei parassiti di alto bordo è protetta dalla classe intermedia asservita che difende le briciole dei suoi privilegi.
Di questa categoria, che fa da pompiere, fanno parte almeno l’80% degli intellettuali che dovrebbero fare da riferimento alla massa, al popolino, è una guerra per la sopravvivenza che si affida al precariato ed al lavoro nero.
Dico questo perchè altrimenti non si spiega come con tutti i disoccupati ed i precari che ci sono la situazione sia così calma e riescano a mangiare, magari due volte al giorno.
E’ evidente che il nero impera dalle Alpi alla Sicilia, a Lampedusa.
Intendiamoci è un nero, un sommerso, che non ha niente a che vedere con quello dei parassiti della finanza e di alto bordo che hanno esportato in pochi mesi più di 300 miliardi di euro.
Feltri accusa Monti di avere fallito, accusandolo di fare la guerra ai soldi perdendola ma Feltri, come sempre, disinforma.Monti ha protetto il denaro dei suoi,anzi, l’ha moltiplicato.
Primo, coloro che hanno esportato 300 miliardi di euro non hanno mai pagato le tasse. Prova ne è che l’80% delle imposte dello Stato sono pagate dai pensionati e da chi ha un reddito fisso.
Mafia ed alta finanza fanno parte di due bande diverse, nemmeno avversarie, diciamo che ognuno ha scelto la sua strada per evadere e fare profitti e nei paradisi fiscali le banche sono piene di oro, euro, dollari e quant’altro proveniente dai profitti della droga, della malavita e del parassitismo finanziario globale.
Monti è al servizio dei parassiti, siano essi banche o investitori anonimi al fisco, insieme alle mafie fanno parte delle categorie protette che sanno come e dove andare per evadere il fisco.
Non ha fatto la patrimoniale a questi banditi, con coppola o doppio petto, giusto per dare il tempo necessario a far sparire valuta, oro, diamanti nei paradisi fiscali, ha giocato per loro.
Se ci fosse una rivoluzione le loro ricchezze sarebbero al sicuro e finanzierebbero la repressione popolare dall’estero, se vincesse la rivoluzione conquisterebbe palazzi e ville ma non troverebbero un euro, un lingotto, nei forzieri dei palazzi e delle banche.
Monti dice che la patrimoniale è inutile perchè è impossibile risalire ai patrimoni mentre colpire il popolino o le prime case è molto più semplice e ce ne siamo resi conto anche noi, l’80% del gettito fiscale arriva da lavoratori e pensionati, i vari bertoladri di tutta Italia conoscono ed hanno frequentato tutte le vie di fuga.
I loro commercialisti sono diventati  spalloni, che non fanno più contrabbando di sigarette o esportazione di valuta valicando le montagne italo-svizzere con zaini o scatoloni in spalla ma con nuovi sistemi, resta il fatto che da quando Monti è al governo le cassette di sicurezza si sono svuotate.
Quello che voleva Monti, quando ci decideremo ad attaccare le stalle non ci saranno più buoi.
Forse sarà il problema minore, quello reale è che il proletariato, i precari,disoccupati e così via non si rendono conto che è arrivato il momento di dare l’assalto al palazzo del re.
Se non ora, quando!?
Quando non avremo più forze stremati dalla fame?
Non è mai esistito un capitalismo democratico, è un regime che ha sostituito le armi e le divise con il denaro ed il risultato è sempre lo stesso, opprimere il popolino.
Non si sporcano nemmeno le mani, prima si affidavano agli squadristi oggi si affidano alla classe intermedia che fa il lavoro sporco per loro. Hanno sostituito i gerarchi con i manager ed i professori, il risultato è lo stesso, imporre il loro regime e se non volete chiamarlo fascismo chiamatelo come volete ma sempre un regime rimane.
Ci vuole una nuova resistenza ma  gli oppressi non hanno gli  attributi e mancano gli intellettuali che facciano da guida. Sono, quasi, tutti asserviti al potere economico.
Combinazione nel mese più pericoloso di tutti, Agosto, hanno già pronto l’antidoto, l’oppio da regalare al popolo, le olimpiadi e subito dopo il campionato.
Anche quest’anno l’hanno sfangata.

Non importa chi vincerà gli europei, l’importante è massacrare la Germania. Magari rivivremo il famoso 4 a 3 del Messico, la prima partita che ho visto a colori. La butto in politica economica.


Parecchie delle gioe più grandi sul piano sportivo sono dovute alle mazzate che abbiamo dato alla Germania dal mitico 4 a 3 in Messico al 2 a 0, in casa loro, nel 2006.
Al secondo gol di Del Piero mi sono ribaltato ed ho pensato alla libidine che avranno provato qualche milione di nostri emigrati in Germania che pochi giorni prima erano stati sbeffeggiati sui giornali con spaghetti e pizza.
Non solo loro, ovviamente, ma il mandolino l’abbiamo suonato noi.
Vanno massacrati, sportivamente, perchè noi siamo pacifisti, ma va fatto. E’ imperativo.
Non ho niente contro i tedeschi, odierni, se non fosse per le migliaia di lapidi che in ogni angolo d’ Italia ci ricordano cosa sono stati capaci di fare.
Hitler voleva la grande Germania e gli alleati glielo hanno impedito anche se il fallimento di Hitler ci è costato milioni di morti civili e lo sterminio dei campi di concentramento.
La Merkel, lo scrivo da tempo, sta riuscendo dove ha fallito il suo predecessore usando l’euro al posto dei Tiger panzer IV ma con lo stesso obiettivo, la sottomissione dell’Europa alla grande Germania.
Non tutti sanno che la Germania deve 70 miliardi di euro alla Grecia per danni di guerra, basterebbe solo che saldassero il debito e la Grecia non sarebbe in queste condizioni.
I capi di governo europei, prima di sedersi al tavolo con la matrona per discutere il salvataggio dell’euro, dovrebbero pretendere il saldo del dovuto alla Grecia se avessero gli attributi.
Ieri Monti ha ricordato alla Merkel che i primi a forare dalle regole economiche sono stati proprio la Germania e la Francia nel 2003, se non altro rispetto a Berlusconi e Sarkozy ha dimostrato di avere gli attributi.
Sarkozy, per 5 anni, si è limitato a leccare il culo alla Merkel e la sconfitta elettorale che ha subito in Francia l’ha colto ad opera incompiuta. Troppo grande l’impresa.
Berlusconi, che è un piazzista non da poco, ha capito che è cambiato il vento ed allora ha cambiato la merce sulla bancarella della politica, ieri a Fiuggi deve aver bevuto parecchio ed infatti, puntualmente perchè l’acqua Fiuggi funziona, ha detto la cagata: Berlino esca dall’euro. Dare addosso alla culona, come la chiama lui,  in questi tempi fa molto figo e riscuote successo sul piano della propaganda ma è giusto ricordare alcune cose.
Una delle prime cose che ha fatto il piduista presidente del consiglio è stato cambiare il fornitore delle auto blu governative e non solo, anche quelle della Polizia e quant’altro.
Siamo stati invasi da Mercedes, Audi, Bmw, tutte a 6 cilindri , blindate e quella che consumava meno faceva tre chilometri con un litro. Non dimentichiamo che   il Milan sponsorizzava l’Opel è un po’ tardi per fare lo spiritoso.
Certo che Berlusconi non è solo in questo autolesionismo esterofilo, molti di noi hanno auto o elettrodomestici tedeschi persino io anni fa ho comprato la lavastoviglie Bosch.
Siamo convinti che le auto tedesche sono le migliori e nessuno ce lo toglierà mai dalla testa.
Noi italiani abbiamo una sola certezza, l’erba del vicino è sempre più verde della nostra.
Faccio notare che Sarkozy, pur impegnandosi allo stremo con la Merkel, non si è mai sognato di comprare auto blu dai tedeschi, si è fatto andar bene le auto francesi.
La Merkel sta riuscendo ad imporre la grande Germania al resto d’Europa usando l’euro al posto dei Tiger Panzer IV, da anni i tedeschi si stanno comprando la Grecia isola per isola e dopo toccherà alle altre nazioni, per il momento si limita ad esportare in abbondanza perchè l’autolesionismo dei popoli non ha limite.
L’alleanza che ha sconfitto la Germania dei Tiger Panzer non è in grado di sconfiggere la potenza dell’euro tedesco, l’economia preponderante della Germania.
L’altra volta il delirio di Hitler ci è costato milioni di morti, anche civili oltre allo sterminio dei campi di concentramento, questa volta l’incapacità dei leader europei e mondiali produrrà milioni di morti per fame.
Questo deve farci riflettere ed ogni volta che compriamo un frullatore tedesco dobbiamo essere consapevoli che così facendo rendiamo sempre più potente il nostro aguzzino.
L’economia globale è silenziosa come il gas ma ha lo stesso effetto se non la combattiamo con tutte le nostre forze.
Detto questo, dato che siamo pacifisti, puntiamo a massacrare la Germania sul piano sportivo e spero proprio che tocchi a noi, abbiamo dei buoni precedenti e siamo la loro brutta bestia.
Incrocio le dita e spero di godere come nel 2006. Il tricolore è pronto, non è importante vincere gli europei, è sufficiente massacrare la Germania della Merkel, che il sorriso le diventi una smorfia.
Tanto non si noterebbe la differenza.

Cercasi volontario che dia un bond alla Merkel, per ammorbidirla. Non è obbligatorio che sia euro, anche extra comunitario, basta che le dia una calmata.


Post maschilista, ma la tipa non mi ispira altro, d’altronde non la prendo a bastonate. E’ già qualcosa.
La crucca è gnucca, ieri ha incontrato il presidente della Commissione ed ancora una volta ha detto no agli eurobond.

A Milano dicono: l’è pusè facil a meteghel in del cul che nel cu’.
Traduzione: è più facile metterglielo nel culo che nella testa, in parole povere non capisce un cazzo, come i leghisti.
La Germania deve 70 miliardi di euro per danni di guerra e se avesse fatto il suo dovere la Grecia starebbe meglio della Germania ma la crucca l’ha tirata tanto per le lunghe da farla arrivare al fallimento ed intanto i tedeschi se la stanno comprando isola per isola.
So di dare un dispiacere a qualche mio lettore, fanatico dell’Audi, Mercedes e Bmw, se aggiungiamo pure quelli che hanno la mania dell’elettrodomestico tedesco vado a sollevare un vespaio ma, sarebbe ora, di boicottare i prodotti tedeschi, prima di quelli cinesi che varranno poco ma costano anche meno.
Ad ingrassare la Germania ha contribuito in modo notevole il governo Berlusconi, aveva pure il Milan sponsorizzato dall’Opel, che ha comprato migliaia di auto blu rigorosamente tedesche, blindate come carri armati e di cilindrata 3 volte superiore alla media italiana. Roba da due km con un litro e poi non abbiamo la benzina per le volanti.
Lamentarsi che la Merkel è una culona, l’esperto ha detto inchiavabile, e contribuire ad ingrassarla è da autolesionisti e le facciamo pure del male, alla fine avrà più culo che anima.
E’ la palla al piede dell’Europa e l’hanno capito pure i socialisti tedeschi che l’hanno bastonata per bene.
O questa tipa si da una calmata o va buttata fuori dall’Europa, mandiamole qualche giovanotto dei nostri, di quelli che sventolano le mutande al balcone per la gioia delle fan, se sono stati in grado di andare con Lele Mora non credo sia impossibile, per loro, farsi un giro con la Merkel.
Almeno per una volta si impegneranno per qualcosa di utile, anche un tronista può farsi la statista.
Il pinguino le sta alla larga, ma il pinguino è intelligente, il tronista ce la fa, sono convinto che ce la fa per il bene dell’Europa. Basta che gli diciamo che il televoto sarà tutto per lui.
Sembra un post maschilista ma è bipartisan.

Pensierini della notte, che durano da 40 anni, più o meno. Senza che la massa ne abbia capito la portata, lo vediamo dalla situazione che stiamo vivendo.


La battaglia per la costruzione di una Europa unita, per essere vinta, richiede l’intervento attivo della classe operaia ( direi oggi proletariato), della sua iniziativa politica, dei suoi rapporti con le istituzioni comunitarie. Senza la partecipazione convinta della classe operaia e dei suoi partiti, non si potrà certo creare l’Europa dei popoli e dei lavoratori, e si lascerà campo libero all’azione dei gruppi capitalistici e delle multinazionali. ( oggi, aggiungerei le banche mondiali, il capitalismo finanziario e parassita figlio dei gruppi capitalistici e delle multinazionali.)

Bruxelles 1974; Roma 1979, relazione al XV congresso del Pci; Intervista a Critica Marxista, 1984.

Io penso che si viva oggi, proprio oggi, quel momento della storia umana nel quale, come intuì Marx, proprio perchè le energie materiali prodotte dall’uomo stanno sfuggendo al controllo nazionale fino al rischio di schiacciarlo e di travolgerlo in tutti i sensi- basta penare appunto alle armi atomiche o alla distruzione dell’ambiente- si devono tendere al massimo le forze non solo dei rivoluzionari, ma di tutti gli uomini di buona volontà perchè l’umanità si associ per stabilire il dominio della ragione e della giustizia.( tradotto la politica, nell’interesse della massa, non può essere succube della finanza autentica dittatura del globo)
Ed è su queste basi che riprende vigore la necessità del socialismo, come espressione dei “bisogni” che l’uomo di oggi chiede che siano soddisfatti.
Ma prende vigore anche la necessità dell’incontro di tutte le forze che, muovendo dalle aspirazioni più diverse, sanno farsi interpreti e realizzatrici di questi “bisogni” nuovi.
Comitato Centrale del Pci, dicembre 1981.
La questione femminile, secondo Lui, la violenza sulle donne.
“Non può essere libero un popolo che opprime un altro popolo”, scriveva Marx.
E potremmo parafrasare così quella affermazione: non può essere libero un uomo che opprime una donna.
Leggiamo con amarezza e indignazione le cronache che ci parlano quasi ogni giorno (ogni giorno adesso) di episodi di offese violente e cruente alle donne, e cresce il numero delle aggressioni compiute non solo da simgoli, ma da gruppi…
C’è da rimanere esterrefatti, ma per fortuna attorno a questi episodi non c’è più il silenzio delle donne e ci sono, invece, donne che denunciano coraggiosamente i loro aggressori, c’è una protesta sempre più vigorosa e ampia che sale da tutto il mondo femminile, dai suoi movimenti e dalle sue organizzazioni. e comincia a manifestarsi anche una sensibilità e una solidarietà di molti uomini.
Roma, maggio 1979.

Ne ho ancora, ma queste riflessioni non le meritiamo, come non meritiamo tutto quello che ci ha lasciato Pier Paolo Pasolini sulla condizione dell’uomo rispetto al capitale.
Più di 40 anni fa ci disse che non non abbiamo più valore in quanto persone , ma in quanto consumatori.
( limoni da spremere, braccia, cervello e muscoli da sfruttare in nome e per conto del profitto)
Le osservazioni tra parentesi sono mie, quelle che mi stimolano il cervello ed il cuore.
Certamente oggi la politica, i leader politici, non valgono un capello di Berlinguer, ma non valgono nemmeno quelli che hanno scoperto l’acqua calda e la spacciano come il nuovo, una loro invenzione, che va oltre la sana politica ed il suo progetto.
La storia, il passato ci ha già insegnato tutto, siamo noi che non abbiamo memoria e l’ultimo arrivato ci sembra sempre quello più nuovo, rivoluzionario, di tutti. Il migliore.
Pensate che nelle stesse poltrone del Parlamento, dove sedeva Lui, oggi c’è seduto uno come Scilipoti, poi ci chiediamo perchè l’Italia è ridotta così.

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