Ill.mo Sig. Sindaco di Lecco.


bagagli1 Sono un cittadino milanese che ha la fortuna di passare qualche mese estivo in Alta Valsasssina per sfuggire alla Calura di Milano che, in particolare quest’anno, è stata insopportabile. Anche per via delle zanzare, le milanesi sono cattivissime.
Le scrivo perché ho ricevuto un verbale dalla Polizia municipale di Lecco di oltre 70 euro per essere entrato in Ztl senza permesso. Premetto anche che ho già provveduto al pagamento in quanto mi piace essere in regola e rispettoso delle leggi ed è solo colpa della mia sbadataggine, dovuta all’attenzione per la guida, che mi ha impedito di leggere il cartello indicante la Ztl. Immagino che ci sia.
Veniamo al dunque, il verbale l’ho preso in P.zza lega lombarda ed è questo che mi fa incazzare per due ragioni. La prima è che non voglio avere a che fare con la lega lombarda e la seconda è che mi risulta incomprensibile il motivo per cui P.zza lega lombarda sia sottoposta a Ztl.
Adesso chi ci legge, sono certo che almeno due o tre persone mi leggano, si chiederà per quale motivo P.zza lega lombarda non possa essere sottoposta a Ztl come altre vie o zone di Lecco se il Comune o la cittadinanza lo ritengano necessario.
Lo dico subito il motivo, P.zza lega lombarda è la piazza della stazione ferroviaria ed è come se l’aeroporto di Linate fosse sottoposto a Ztl. Posso capire il divieto di sosta, i parcheggi a pagamento ma la ztl in una piazza dove la gente arriva con valigie e bagagli è una stronzata a meno che non installate un tapis roulant per bagagli di 400 metri che permetta ai poveri viaggiatori di raggiungere il parente o amico che ha avuto la cortesia di andare a prenderli, quello che ho fatto io.
Non so se la ztl sia stata voluta dalla giunta leghista, quella che ha cambiato il nome della piazza, per evitare che i leghisti si prendessero a testate tra di loro o solamente per fare cassa, cosa più probabile, dato che i comuni hanno le casse sempre vuote, resta il fatto che per dirla alla Fantozzi la ztl nella piazza della stazione è una cagata pazzesca.
Tra l’altro sembra fatta apposta per spennare l’ignaro turista, distratto, che si reca alla stazione per ricevere un parente o un amico. Uno, normale, si immagina di dover stare attento alle ztl quando va in centro mai immaginerebbe di trovarsi una ztl nella piazza di una stazione, anche se si chiama lega lombarda.
Esiste già una ztl a Lecco, con una certa logica, poi staccata e da sola c’è P.zza lega lombarda.
Che facciamo Sig. Sindaco? Vogliamo togliere il divieto di passaggio per la P.zza della Stazione o fa montare un tapis roulant che porti i bagagli almeno sino alla via più vicina e percorribile?
In attesa di una sua cortese risposta le auguro buon lavoro, prenda la decisione più saggia.
La saluto.
Un turista per caso, distratto dalla logica.

Anche Milano è sporca, ma non essendo io un cantante non me la prendo con Pisapia. Lo so chi è stato.


11947968_10207693087314914_3034535477027696813_oMilano è sporca e nella mia zona è sporca in modo particolare lunedi, giovedi ed al sabato, quando passa l’autocarro dell’Amsa. E’ l’autocarro addetto alla pulizia delle strade con un getto ad alta pressione di acqua ed aria manovrata da un addetto, ultimamente ho visto pure una donna, che spinge cartacce, bottiglie, scatole, insomma lo sporco delle strade sotto all’autocarro che con le sue spazzole rotanti scopa ed aspira tutto.
Bene, la mia via è corta, ma non appena l’autocarro arriva alla fine della stessa dall’altro capo della strada è già sporco come prima. Sembra che ci siano dei cittadini milanesi, civili ed evoluti più dei napoletani, che appena vedono una strada, un marciapiede, pulito buttano subito una carta, una bottiglia, un volantino non interessante per inzozzarla più di prima.
Nel giro di un’ora è sporca come prima.
Un po’ come quelli che appena vedono un muro pulito lo riempiono di scritte. Non intendo i murales dipinti da autentici artisti ma alludo a quelle teste di cazzo che arrivano con gli spray e riempiono i muri di scritte insulse. Sempre vicino a casa mia, ad esempio, uno ha scritto: Enrica è una troia, senza nemmeno lasciare il N° di telefono…
Vogliamo parlare di quelli, come me, che hanno un cagnolino e si sentono una razza superiore in quanto amanti degli animali?
Parliamone. Sono uno di quei pirla che da oltre un decennio viaggia sempre con i sacchetti per la cacca del proprio cane in tasca, non c’è un escremento di Lulù che non sia stato raccolto.
C’è la giovane ragazza con un bellissimo cane sui 35 kg che saluta sempre e chiede: maschio o femmina? Prima di avvicinarsi con il suo cane al guinzaglio, guinzaglio provvisto di sacchetto per la raccolta degli escrementi annodato in bella vista, peccato che il sacchetto abbia la stessa età del cane in quanto non gli ha mai raccolti , non l’ha mai raccolta una volta.
Forse perché quando la bestiola evacua lei è distratta dal telefonino e la bestiola non l’avvisa.
C’è il signore anziano che accompagna il figliolo portatore di handicap che tiene al guinzaglio la bestiola e la scena è sempre la stessa: babbo legge il giornale ed il ragazzo qualche metro indietro porta a passeggio il cane. Il ragazzo non è in grado, o non gli è stato insegnato, di capire che gli escrementi del suo cane vanno raccolti ed il distinto signore anziano finge di non vedere, da anni.
Passiamo alla gestione giardinetti da parte dei miei concittadini civilizzati, qui non siamo a Napoli, qui c’è la Milano pulita, civile, educata. Un po’ leghista e fascista, ma educata.
Nei giardini dove ci sono i giochi dei bambini ci sono pure le panchine per le mamme, le nonne, i nonni ecc.ecc. Ci sono pure 5 cestini per i rifiuti a meno di un metro dalle panchine ed uno più defilato, in totale sono sei.
Ma noi, milanesi, i nostri bimbi li educhiamo sin da piccoli e quando arriva l’ora della merenda tiriamo fuori di tutto: banane, brioche, gelati, succhi di frutta. Di tutto e di più, per la crescita e la salute dei nostri bimbi, e se due adulti si preoccupano di dove buttano la carta, le bucce i loro pargoli gli altri otto se ne fregano e buttano tutto per terra. Più di una volta ho fotografato i suddetti cestini, semivuoti, circondati da carte, tozzi di pane, pezzi di mela.
Di fronte ci sono gli altri giardini, quelli con l’area per i cani ed un’area con 4 panchine e 4 cesti per i rifiuti. Anche qui non si scherza, ci sono i ragazzotti che si bevono le birre, possibilmente più di 4 a testa per raggiungere l’apice del benessere psicofisico, che lasciano bottiglie ovunque e ci sono quelli che le buttano nei cestini o le mettono in un sacchetto. Questa è civiltà.
C’è pure la straniera, la compagna del giornalaio. Tutte le mattine arriva con il suo pastore tedesco, controlla che nel recinto non ci siano altri cani, apre il cancelletto e lo libera all’interno. Dicono che sia un cane addestrato, ma aggredirebbe anche sua madre, resta il fatto che gioca, corre, caga, senza che la sua padrona faccia una piega.
Un giorno o l’altro le devo chiedere se, dopo, manda la filippina a pulire.
Io mi ritengo un compagno, un comunista come la puttana di Dalla, ottimista e di sinistra ma, forse, non sono più né ottimista e né di sinistra. Non li sopporto più i miei concittadini, nativi o immigrati come me, non importa. Non so se sia un problema di educazione, rispetto degli altri e del lavoro altrui che paghiamo profumatamente, o se sono diventato un po’ fascioleghista, intollerante, razzista. Resta il fatto che mi sento diverso, non migliore ma diverso. Un pirla, evidentemente, perché fumo ma non ho bai buttato un pacchetto vuoto, ho il cane ed ho sempre raccolto i suoi escrementi, se ho un sacchetto da buttare cerco un cestino.
Un coglione insomma, ma non è colpa di Pisapia.

A me sparivano le gomme.


index21 magazzinieri ed una impiegata e 7 erano fattorini. Il magazzino ricambi era composto da due capannoni uno sui 2000 metri e l’altro sui 400 e distava circa 200 metri.
Sparivano le gomme. In pochissimo tempo sono passato dall’inventario annuale a quello bimestrale riducendo di molto il problema.
Magazzinieri ed impiegata, ovviamente, erano esclusi dalla ricerca del colpevole. Per calcolo delle probabilità si poteva pensare che nel casino della fretta si dimenticasse di scaricare in commessa dell’officina le gomme ma in fase di chiusura commessa si sarebbe accorto il capo officina o l’impiegata quindi non rimanevano che i fattorini. Erano 7.
L’aria era pesante e ognuno diffidava dell’altro senza nessuna prova ma per simpatia. Finchè non arrivò Natale e sparì un prosciutto del Trentino che avevamo programmato di mangiare tutti insieme.
Facendo 2+2-1×3 mi feci un’idea abbastanza precisa su chi fosse il colpevole, adesso si trattava di incastrarlo.
Sicuramente aveva un complice fuori, uno dei clienti, che gli pagava le gomme in nero e si spartivano il malloppo.
Non ho mai saputo chi fosse ma riuscimmo a restringere il campo senza mai arrivare a prove definitive e quando il fattorino intuì che eravamo vicini alla soluzione anticipò i tempi e dette le dimissioni.
Bastò qualche mese per avere conferma che i nostri sospetti erano fondati e le sparizioni di gomme non ci furono più.
Essendo io il capo (sindaco) debbo ritenermi colpevole? E se un collega qualsiasi faceva sparire una centralina da 1000 euro da rivendere ad un “meccanico ricettatore” dovevo istituire un controllo pezzo per pezzo per tutti i 7 furgoni che facevano le consegne?
Ditemi voi, ero un coglione oppure ero un colluso? Dovevo fare il capo magazzino o l’ivestigatore provetto? Ho fatto l’uno e l’altro ma come investigatore non valevo un cazzo, ci ho messo quasi un anno anche se le sparizioni diminuirono.
Io dubito che un sindaco sia in grado, tra le 2000 cose che fa, di accorgersi che a Quarto Oggiaro c’è stato uno scambio di mazzette tra un vigile dell’anonaria ed un commerciate, è solo un esempio, come ritengo che siano dei coglioni quelli che attaccano un volantino ai cestini della spazzatura per attaccare Pisapia ed il degrado di Milano.
Cosa dovrebbe fare il Comune, lo Stato, mettere un poliziotto di guardia ad ogni cestino?
Basterebbe che il bravo cittadino dicesse a chi inzozza strade e giardini di usare i cestini, sempre che non ti rispondano: fatti i cazzi tuoi, quando va bene o non ti piglino a pugni quando va meno bene.
E’ un problema di civiltà.
A sindaco di Roma e non solo ci metterei uno di quelli che sbraitano nel web: non poteva non sapere che nell’amministrazione precedente c’era un’associazione a delinquere e che alcuni dei partecipanti erano ancora nelle loro funzioni amministrative o politiche perchè un conto sono i si dice o le indagini ed un altro sono le prove.
Marino, come Pisapia, non sarà un fenomeno ma quello che doveva fare l’ha fatto.
Forse è proprio per questo che viene infangato in primis dai suoi.
Se bastasse fare sindaco un Cittadino del M5S per eliminare la delinquenza individuale dell’essere umano gli darei il voto anch’io ma, se non funzionasse, vorrei i danni con gli interessi.
Il malaffare, la malavita, è talmente incancrenita nel nostro Paese che si rischia di essere collusi anche comprando il pane o andando a fare la spesa ad un supermercato invece che un altro.
Prendere a sassate la croce siamo capaci tutti, salirci un po’ meno.

Siamo in guerra e come in tutte le guerre, che un Paese vinca o perda, ci sarà un solo vincitore, la borghesia finanziaria capitalista e parassita.


imagesLa crisi che stiamo vivendo è  la terza o quarta guerra mondiale combattuta non più con le bombe, missili, carri armati, portaerei ma con la finanza capitalista parassita e speculatrice.
Non hanno nemmeno bisogno di investire in armamenti, i capitalisti finanziari parassiti si limitano a strozzare gli Stati speculando sul debito pubblico ci penseranno i governi fantocci al servizio delle banche  a fare da esattori per loro.
Renzi è uno di questi, un esattore per conto delle banche.
La Storia ci ha insegnato che dopo ogni guerra, a prescindere se un Paese l’abbia vinta o persa, c’è un unico vincitore il capitalismo finanziario parassita rappresentato dalla borghesia.
Che la Germania abbia perso la guerra e che l’Inghilterra l’abbia vinta per il popolino, la massa, è comunque una sconfitta e la scoperta che la borghesia vincitrice o perdente ne esce più ricca di prima è un fatto appurato.
Quindi il problema non è il lavoratore che deve essere più flessibile, se si spezza è meglio, non è l’art.18, o tutte le biate che ci raccontano sulla globalizzazione, l’unica globalizzazione che esiste è quella dello sfruttamento del proletariato messa in concorrenza a livello globale ed al ribasso imposto con la delocalizzazione delle imprese.
Quindi il problema non è la mancanza di investitori, come ci racconta Renzi, ma il capitalismo finanziario parassita che da decenni specula e si arricchisce sulle spalle del popolino.
Più il popolino è in difficoltà, salta i pasti, perde la casa e più la borghesia capitalista finanziaria parassita si arricchisce.
Se non riusciamo a capire questo siamo finiti come popolo globalizzato ed in miseria mentre i ricchi saranno sempre più ricchi.
In Francia hanno fatto la rivoluzione contro la nobiltà parassita che imponeva tasse e gabelle a tutti, noi dobbiamo dare l’assalto alla Bastiglia che oggi è rappresentata dalla borghesia capitalista globale.
Ogni Paese ha la sua Bastiglia, negli Usa hanno wall street e noi abbiamo Confindustria e se proprio non sappiamo da dove cominciare l’assalto si potrebbe cominciare dalle banche locali o europee.
Tutto il resto sono chiacchiere, fumo negli occhi della gente.

L’italiano, inteso in quanto massa, ha mandato il cervello all’ammasso il 10 giugno del 1985. Poi vennero il pregiudicato, Monti ed il megalomane presuntuoso.Si raccoglie quello che si semina.


indexNon mi fido degli italiani dal 10 giugno del 1985, per questo abbiamo Renzi come primo ministro. I giovani non sanno e non possono ricordare ma, quel giorno, al referendum della scala mobile vinsero i NO.
La Scala mobile è stata negoziata, e conquistata, da Luciano Lama della Cgil.
La scala mobile, o ufficialmente indennità di contingenza, è uno strumento economico di politica dei salari, volto ad indicizzare automaticamente i salari all’inflazione e all’aumento del costo della vita secondo un indice dei prezzi al consumo. (Wikipedia)
Dato che l’indice dei prezzi è stabilito dal capitale e dal sistema la Scala mobile era un recupero, in parte.

Polemiche a Milano per un titolo del Corriere: Navigli asciutti, ecco cosa i milanesi buttano in acqua. Pare che i milanesi si siano risentiti.


883313_10203581034916174_7302004767815251103_oCredo che il Corriere abbia scritto ” i milanesi” in senso lato se vogliamo cercare il pelo nell’uovo avrebbe dovuto titolare ” l’essere umano” perchè noi li educhiamo sin da piccoli.
Le strade vengono pulite due volte alla settimana, mi riferisco alla zona dove abito io a Milano, ed un’ora dopo è tutto come prima nonostante il Comune, l’Amsa abbia messo dei cestini ogni 100 metri o poco più. Provvisti anche di posacenere.
I giardini della mia zona sono divisi in due parti, da una parte panchine ed il recinto per i cani e dall’altra ci sono i giochi dei bambini. I giardini sono recintati ed i cani non vi possono entrare.
Partiamo dall’area riservata ai cani, ho un cane anch’io Lulù, e non la porto nell’area dei cani perchè fa schifo. C’è la giovane signora che porta il suo cane di 40 kg e lo libera, si mette a chiacchierare e non vede mai la “bestia” che fa i bisogni. Da due anni ha il sacchetto attaccato al guinzaglio ma non l’ha mai usato, il suo cane la fa invisibile.
C’è il signore distinto di una certa età con un piccolo cane pezzato che lo lascia libero e si mette a leggere il giornale e, quindi, è distratto quando il cagnolino si libera. Sono in parecchi che fanno finta di niente e più che “area per i cani” dovrebbero chiamarla letamaio. Gli unici innocenti sono i cani.
Ci sono più cestini per l’immondizia che panchine, tutti nel raggio di 6 metri, ma carta, bottiglie, avanzi di cibo, plastica e quant’altro sono sempre per terra.
Ho parlato con i netturbini che puliscono l’area più volte alla settimana ed ho detto loro che deve essere mortificante pulire gli spazi pubblici e sentirsi inutili dato che pochi minuti dopo è tutto come prima, mi hanno risposto che ovunque è così togliendomi dalla testa che lo schifo sia solo nella mia zona.
Conosco bene il Naviglio Martesana, spesso ci vado a fare una camminata e vi assicuro che ha dentro di tutto, dai copertoni alle scatole di televisori, dalle bottiglie di vetro a quelle di plastica e non mancano le lattine.
I milanesi si sono risentiti per il titolo del Corriere… Non sono i milanesi, sono gli stranieri o quelli di fuori.
Abito a Milano da oltre 50 anni e, se i milanesi doc permettono, mi considero milanese anche perchè parlo il dialetto meglio di loro. Sono polemiche sterili, inutili, è un problema di regole non rispettate, di educazione e di arroganza. Mancanza di rispetto degli altri ed in questo noi italiani siamo campioni del mondo da sempre.
Voglio tranquilizzare tutti, milanesi e non, lo schifo che c’è nei giardini della mia zona è una costante c’è sempre stato sia che le compagnie di ragazzi che li frequentano siano italiani, romeni, nord africani o albanesi.
Sono convinto che se un tedesco viene da noi nel giro di tre mesi diventa come noi, noi li educhiamo alla svelta.
Li educhiamo sin da piccoli come dimostra la foto che ho messo in alto.
I bambini mangiano la merenda e buttano la carta per terra, possibilmente vicino al cestino ma mai dentro, per non sporcare.
I bambino non vanno ai giardini da soli, sono piccoli e poi ci può essere l’uomo cattivo, sono accompagnati da mamme, nonne, papà ed allora dove sono gli adulti mentre i piccoli buttano la carta del gelato, il sacchetto delle patatine, ecc.ecc. per terra?
Al telefonino o a messaggiare, non hanno tempo di insegnare al bambino che la carta si butta nel cestino.
Comunque non siamo noi, milanesi e non, a sporcare. Sono sempre gli altri.
Saranno anche gli altri, che evadono, sostano in seconda file, sporcano fatto stà che nello schifo ci siamo anche noi.
Non mi interessa che altrove sia peggio mi basterebbe che la smettessimo di fare i primi della classe e cominciassimo ad essere più educati e rispettosi, anche senza chiamare i vigili.
http://milano.corriere.it/foto-gallery/cronaca/14_settembre_24/navigli-asciutti-ecco-cosa-milanesi-buttano-acqua-8de4a286-43ef-11e4-bbc2-282fa2f68a02.shtml

Renzi è cresciuto in parrocchia ed una cosa l’ha imparata: predica bene e razzola male. Populista come il pregiudicato e Grillo. Deleteri comunque.


R4UGU0O43636-1455-kJoE-U10302896592317JZ-640x320@LaStampa.itIl suo è un populismo diverso da quello del pregiudicato e di Grillo ma non per questo meno deleterio.
I sindacati: grazie ai loro errori ed a una propaganda capitalista incessante la fiducia nei sindacati non è mai stata così bassa. Nella mentalità della massa lo sciopero non è più un diritto ma un fastidio e quindi è quasi scomparso.
E lui attacca i sindacati come facenti parte della casta.
I dipendenti statali, parastatali o comunali sono sempre stati considerati dal resto dei lavoratori e dei cittadini comuni come dei mantenuti, dei parassiti. Noi sappiamo, per esperienza, che i dipendenti statali, parastatali, comunali ed affini sono sempre stati il serbatoio elettorale di qualche partito o di qualche ministro.
Qualche decennio fa al Ministero delle Poste e Telecomunicazioni c’era un ministro di Bari del Psdi, partito socialdemocratico italiano, il quale poco prima delle elezioni assunse 1000 baresi alle poste ed il Psdi volò al 35% in quel di Bari.
E’ solo un esempio ma i privilegi di cui godono, o hanno goduto, gli statali derivano da sempre dal clientelismo elettorale.
Anche nel Ministero dell’Istruzione.
Renzi attacca, indiscriminatamente, statali ed affini perchè porta consenso, accontenta la pancia di chi li considera, da sempre, dei parassiti.
Renzi attacca la finanza, i salotti buoni. E, purtroopo, qualcuno abbocca e ci crede.
Non andare a Cernobbio non significa niente, per uno attento, mentre per la massa del Pd sembra un’azione rivoluzionaria.
Non c’è bisogno di andare a Cernobbio per frequentare i salotti buoni dei quali è ospite durante l’anno.
Nella propaganda non va a Cernobbio, nei fatti il Parlamento ha convertito in legge un provvedimento governativo (il decreto Competitività) che, fra le altre cose, permette ai signori dei salotti di continuare a comandare in importanti aziende quotate. Le fondazioni bancarie sentitamente ringraziano.
Gli 80 euro sono meglio di un pugno in un occhio ma se tagli i servizi essenziali con una mano li dai e con l’altra li togli senza toccare minimamente quel 10% di italiani che possiede il 50% della ricchezza nazionale.
Quelli, per curarsi, hanno delle ottime assicurazioni.
Renzi attacca, e conquista, il Pd. Tra l’entusiamo dei militanti che finalmente si trovano con un leader che decide, come il pregiudicato e Grillo, attacca la Democrazia e punta decisamente all’attacco della Costituzione.
I partiti, dopo il ventennio berlusconiano ed anche per colpe loro, non sono più considerati strumento di democrazia e controllo ma un peso e nessuno crede più nella Repubblica parlamentare. La massa è stata portata dalla propaganda di regime a sperare nell’uomo forte che faccia andare i treni in orario.
Attaccare statali, sindacati, partiti, lo Stato stesso (Lo Stato siamo noi) rende nel populismo dilagante e lui li attacca, prende consensi, perchè la massa va dove la porta il flauto.
Tra una S. Messa ed una visita agli scout tutto continua come prima dando l’impressione, a chi frequenta le Feste dell’Unità, che sia in atto una rivoluzione.
“Merito e talento sono di sinistra” dice il premier, alludendo a se stesso.
La foto sopra è tratta dalla Stampa e sotto c’è scritto: Il giro di Renzi tra i volontari della Festa dell’Unità di Bologna, la sua prima festa da segretario.
Per me è la sua prima festa in assoluto….

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