Ho visto Dove vanno le nuvole.


visita-vescovo-vicario-giulietti-allarci-Franco-calzini-immigrati20150401_5736

Ho appena visto su Sky un docufilm sull’immigrazione, Dove vanno le nuvole.
Nella mia ignoranza ho sempre pensato che il cambiamento della società attraverso l’immigrazione non lo fermerà nessuno e tantomeno la lega che ne fa una speculazione.
Il documentario parte dalla situazione di Riace, osservata da giornalisti ed intellettuali di tutto il mondo, per spaziare più o meno in tutta Italia dove dei pionieri del futuro hanno provato ad affrontare e risolvere il problema in modo intelligente.
Uno scrittore croato, serbo, non so comunque per semplificare, slavo ha spiegato il senso della parola.
L’integrazione è una violenza, dice lo scrittore, l’interazione è la soluzione.
Integrazione significa che tu devi diventare come me, pensare come me per far si che io ti accetti mentre l’interazione significa che noi, nella nostra diversità, interagiamo per un obiettivo comune, la convivenza.
Tutti i protagonisti del documentario sono pasoliniani nel senso che sono avanti a noi di almeno 50 anni.
I normali li capiranno tra 50 anni, li studieranno a fondo per capire ancora di più, quelli limitati non li capiranno mai e saranno tagliati fuori dal futuro, dalla convivenza, dall’ esistenza pacifica.
Mi si è aperto il cuore nel sentire cadenze calabresi, venete, che raccontavano il loro lavoro ed il loro impegno nella convivenza di tutti i colori che la natura umana propone.
Nel cuore del feudo della lega incuranti della propaganda populista e razzista c’è chi si impegna nella convivenza e prepara un mondo diverso migliore e possibile.
Sono fatti, non propaganda della paura, sono le fondamenta della socità futura.
Verrà il giorno che nessuno noterà il colore della tua pelle ma ti valuterà per quello che sei, una persona.
Non farò in tempo a vedere la trasformazione ma ci credo, verrà il momento che i vari Salvini non potranno più campare speculando sulla paura del diverso, dell’immigrato, ma dovranno andare a lavorare per campare.
E’ una metafora, ovviamente, non è alla portata del fascioleghista razzista medio.
Annunci

La Martesana luogo d’incontro multietnico.


 

runtastic2017-09-06_07_58_02

Qualche anno fa, 2014 per essere precisi, sono entrato in una farmacia mentre ero in vacanza in montagna e sono salito su una bilancia.
Guardo la farmacista e le chiedo: è giusta?
Purtroppo si, la risposta.
Esco e mi scatta un ragionamento, non è possibile pesare così tanto per uno che è alto un metro ed un cazzo.
Fu così che decisi di cambiare vita e di darmi alle passeggiate con tanto di programma nel telefono per il controllo dei minuti, km, calorie e quant’altro.
Tornato a Milano, a fine estate, si trattava di scegliere il luogo per continuare le mie passeggiate parco o strada? Per andare al parco ci vuole l’auto e non ha senso, per strada è una camera a gas e fu così che decisi per la Martesana che è a 500 metri da casa mia.
La mia vita sino ad allora era stata su 4 ruote sia perchè lavoravo nel ramo e per la mia pigrizia. Ero uno che per comprare le sigarette o il giornale prendeva l’auto con 3 edicole e 4 tabaccai nel giro di 500 mq.
Scrivo adesso dopo oltre 9000 km, infortuni compresi, e mi viene da ridere quando penso ai primi giorni e mi sentivo un fenomeno, sfinito, dopo 3 km al giorno.
I 3 km sono diventati 15, quando vado leggero 10. Ma non è questo il punto.
Lungo la Martesana ho visto le nutrie, i galli cedroni con le varie nidiate, i pesci del Naviglio, le gallinelle, i colori dell’autunno e dell’ alba e  l’airone che puntualmente torna ogni anno a novembre. Vi garantisco che è uno spettacolo.
Ho visto tanta gente, giovani, anziani. C’è chi corre e chi cammina e praticamente ci si vede tutti i giorni.
Un sorriso, un buon giorno, un ciao con i più socievoli, insomma è diventato un appuntamento per scambiare qualche battuta mentre si fa del movimento per sentirsi meglio.
C’è il rompicoglioni che saluta solo se il Milan ha vinto, infatti è da parecchio che passa senza salutare, c’è la coppia sarda con la quale si si scambia battute al volo senza doverle spiegare, c’è il gruppo che fa ginnastica nel piazzale dell’ anfiteatro, il gruppo delle cinesi che fa quella ginnastica/danza, non so come si chiama, con la musica.
Ci sono dei ragazzi di colore con il fisico bestiale che corrono e quando ti passano sento lo spostamento dell’aria, atleticamente delle “bestie”. Ci sono i ciclisti normali e quelli che fanno la Milano- Sanremo tutti i giorni, ti arrivano alle spalle a 50 all’ora e ti sfiorano facendoti incazzare. Una mattina un signore con il suo cane si è talmente incazzato che ne ha sbattuto a terra uno, cazzo! Suonate almeno.
C’è un signore più anziano di me che cammina con difficoltà, data la mole, seguito da un accompagnatore di colore, nel tempo abbiamo preso a salutarci.
L’accompagnatore resta sempre defilato, come se fosse fuori posto, l’aria un po’ mesta.
Ricordo ancora la prima volta che gli dissi: buon giorno! Gli si è aperto un sorriso enorme, denti bianchissimi, gli si sono accesi gli occhi.
Come se non si sentisse più escluso.
Ci tengo a salutarlo e lui ci tiene al mio saluto, quando siamo lontani fa di tutto per incontrare il mio sguardo e mi saluta sbracciando ed io vado a camminare proprio per dargli il buon giorno.
fa bene a tutti e due.

X Barbara D’Urso, presso Canale5.


Ho letto su Facebook che domenica ha mandato in onda un servizio sul Quartiere Adriano di Milano spacciando a piene mani la paura che avrebbero gli abitanti del quartiere, insomma vivrebbero nel terrore come ha spicificato l’attivista di forza Italia nel servizio.
Il “degrado” di Via Adriano è stato il cavallo di battaglia dell’ultima campagna elettorale guidata dalla “pasionaria” di forza Italia di Sesto San Giovanni.
Ha battuto con i suoi galoppini mercati e supermercati della zona volantinando a più non posso contro il degrado della zona e paventando il terrore degli abitani.
Il volantino l’ho rifiutato gentilmente accompagnandolo con queste parole: se ve ne andate voi il degrado è già alla metà.
Detto questo passiamo al dunque.
Intanto Quartiere Adriano mi giunge nuovo per noi è sempre stato Crescenzago e Via Adriano è la via che unisce Cresenzago a Sesto S. Giovanni e viceversa.
Ci sono arrivato nel 1962 dal Veneto, poi sono andato via Sesto, Brianza, ancora Sesto e poi Crescenzago da più di 26 anni.
Crescenzago era, è, un quartiere di immigrati. Vecchi milanesi, dai quali ho imparato il dialetto,ai quali si sono aggiunti pugliesi, calabresi, siciliani, campani, abruzzesi, veneti, friulani, sardi ecc.ecc.
Erano gli stessi che proibivano alle figlie di andare al cinema, uscire con le amiche o portare la minigonna.
Vedesse come sono cambiati, Barbara, adesso le ragazze sembrano tutte uscite dal bancone di Striscia la notizia, da Amici, da Uomini e donne.
Hanno dimenticato che la nostra immigrazione ha, per forza, creato dei “ghetti”, veneti con veneti, siciliani con siciliani e così via perchè gli amici con il passaparola hanno immigrato, immesso nel quartiere interi paesi.
Siamo sempre andati d’accordo, direi sopra la media mondiale e pochissimi titoli sui giornali.
Poi è arrivata la tv privata generalista che ha inquinato anche quella pubblica, deleteria più della cocaina e dell’eroina in quanto droghe individuali che portano allo spappolamento del fisico e del cervello. Fortunatamente è, più o meno, visibile e viene combattuta mentre la sua droga è invisibile, spappola i cervelli ma non lascia traccia nel fisico. I suoi teleascoltatori a prima vista sembrano normali ed è quando aprono bocca che ci si rende conto che hanno mandato il cervello all’ammasso, ma votano. Ed è questo che conta, se sono terrorizzati dall’immigrato votano a destra, per non sporcare.
Il grande Jannacci ha scritto, con l’immenso Beppe Viola, un pezzo 40 anni fa che dice: la televisione ti addormenta come un coglione, la televisione non ha paura di nessuno.
Nella canzone è in milanese: latelevisiun la te indurmenta come un coiun, la televisiun la ga paura de nisun.
Lei ne addormenta sicuramente un paio di milioni ogni domenica perchè non si accorgono quanto sia falsa, ipocrita, asservita al suo padrone e pronta alla lacrima a comando. L’emozione un tanto al chilo. Penso che persino in casa sua dubitino della sua autenticità.
A Crescenzago si vive come si vive in ogni altra parte del mondo e non parlo di terzo mondo, alludo a Parigi, Londra, Amsterdam, Nex York ecc.ecc.
Sono che nelle altre parti del mondo si limitano a raccontare la realtà senza seminare terrore, odio verso il diverso o verso chi è più sfortunato o povero di noi.
La miseria è schifosa, chi l’ha conosciuta o vista lo sa, ma è dignitosa.
Di quella dignità della quale Lei avrebbe tanto bisogno. Purtroppo non è in vendita, è nel Dna ed a Lei manca deltutto.
C’era pure il link che portava alla registrazione video della sua trasmissione, non ce l’ho fatta, mi fa troppo schifo Lei ed il suo codazzo di ammiratori/ammiratrici.
Non la invito a vedere Crescenzago, la Martesana, i giardini con me. per non inquinarli.
Le garantisco comunque che non ho paura, non ho ancora messo l’elmetto ed i sacchi di sabbia alla finestra. Anche perchè non guardo domenica live.

Le ciliege o le castagne del capitalismo.


indexFiglio di proletari, laureato con ottimi voti, ti affacci al mondo del lavoro. Entri nel mondo degli adulti che sono la spina dorsale del Paese, quelli che producono.
Dopo aver mandato inutilmente curricula ovunque trovi un lavoro qualsiasi a 1200 euro al mese, sei laureato ma noi non possiamo pagare di più altrimenti chiudiamo.
Pochi mesi dopo ti dimentichi di Renzi e pensi di essere assunto in modo indeterminato, non come i tuoi amici che usano i voucher.
Con una busta paga è possibile comprare a rate e, quindi, scegli una macchina da pagare in comode rate di 250 euro al mese più spese di pratiche varie.
Alla notizia che ci vuole bollo ed assicurazione, oltre a tagliandi e lubrificanti, hai il primo segnale che il capitale non regala niente.
Tolti 80 euro per la benzina o il gasolio, se non vai in giro troppo la sera e vai a lavorare in tram, ne restano ancora 870. Cerca di non fumare, meglio se ti fai qualche canna nel fine settimana, altrimenti sono 4 euro al giorno di sigarette. Sono altri 120 euro al mese.
Siamo a 750, puoi ancora dare una mano alla famiglia.
E’ uscito il nuovo Smartphone, non si può fare senza, e qui ci sono 2 alternative. Forse anche di più.
Alternativa A, ti leghi mani e piedi ad un gestore per 3/4 anni che per la modica cifra di 35 euro mese ti fornisce uno smartphone lunare ultimo modello.
Tieni presente che tra sei mesi, anche meno, sarà obsoleto, fuori moda, ma tu avrai ancora anni di vincoli davanti a te.
Alternativa B, 10 comode rate da 99,99 euro al mese nello store di elettronica più vicino a casa tua. Quello più simpatico.
Restano ancora 650 euro più il traffico telefonico con il tuo gestore preferito che ti regala 500 sms ma ti fa pagare extra il traffico dati e tu sei sempre su Facebook.
Lavoro vuol dire indipendenza dalla famiglia e cominci a pensare ad una casa tua, piccola ma tua.
Gli affitti a Milano vanno a zona, periferia, centro, comodità dei mezzi ecc.ecc.
1000 euro al mese 3 locali 100 mq, 750 per 1 locale 65 mq, 1200 per 2 locali, zona in, 80 mq.
Ovviamente più le spese.
1200 X 13 fa 15.600 euro all’anno, la quattordicesima no perchè non rientra nei nuovi contratti.
Se affitti la casa da 1000 euro sono 12000 euro all’anno, significa che da gennaio a novembre lavori solo per pagare l’affitto, poi ci sono le spese ma abbiamo visto che il tuo reddito, tolte le spese fisse di cui sopra, è di 650 euro e 650 X 13 fa 8450.
Niente da fare, anche se non fumi e non mangi sushi.
Resta la casa a 750 euro, ma sono sempre 9000 euro all’anno più le spese.
Forse conviene trovare un compagno, una compagna e formare una famiglia, sempre se si ha la fortuna di innamorarsi.
Ad ogni modo riparte il circolo vizioso del capitalismo, casa più grande, auto più grande, 2 smartphone e speriamo che non arrivino figli, altrimenti c’è il pediatra, l’asilo, la scuola.
Insomma il capitalismo è bravo, democratico, ti rende consumatore felice. Ti da un reddito e la possibilità di indebitarti per il resto della tua vita.
Ma almeno non sei comunista.
Dimenticavo una cosa importante, le ferie.
Hanno inventato il prestito per le ferie, comode rate da restituire in 3/ 4 anni, Conosco qualcuno che l’anno dopo si è ripresentato in banca per chiedere un altro prestito, in ferie si deve andare tutti gli anni, e si è sentito rispondere di no: lei ha ancora 2 anni da pagare del prestito dell’anno scorso.
Ultima osservazione sullo smartphone. Con gli stessi soldi potresti comprare 1 lavatrice, 1 lavastoviglie ed un televisore 50 pollici alta definizione. Pare che lo smartphone non lavi le mutande e non risciacqui.
Buon futuro nel mondo capitalista che alle sanguisughe gli fa un baffo.

Il blog una volta era la mia passione, il posto del confronto.


MANIFESTAZIONE SCIOPERO DEGLI OPERAI PIRELLI BICOCCA ANNO 1969

MANIFESTAZIONE SCIOPERO DEGLI OPERAI PIRELLI BICOCCA ANNO 1969 p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Politicamente ho già scritto tutto anni fa, cambi data e nomi e tutto quello che avevo previsto è attuale il trionfo della globalizzazione ed il rincoglionimento della massa.
Non era necessario essere fenomeni per prevedere in anticipo la situazione che stiamo vivendo,basta aver frequentato la vera sinistra per capire che vedere la festa dell’Unità abbinata al Pd è un insulto alla logica ed alla memoria. Le nuove generazioni sono perse da quando i genitori forniscono di smartphone ai loro pargoli già a 8 anni, c’è più gente che fa la fila per il nuovo modello che in piazza a protestare contro il governo che massacra i diritti dei lavoratori.
Il bello è che questi rincoglioniti da propaganda si lamentano perché non avranno una pensione e, se ci sarà, sarà misera.
Si scagliano contro le generazioni precedenti che, secondo loro, hanno prosciugato la cassa e si sono riempiti di privilegi a scapito delle nuove generazioni. Inutile dire a questi rincoglioniti da propaganda che le nostre conquiste sono costate lacrime e sangue eppure navigano tutti su internet e potrebbero documentarsi. Basterebbe uscire da questo cazzo di Facebook e digitare: lotte dei lavoratori, diritti dei proletari, malefatte del capitalismo globalizzato.
Sono in pensione e, da sempre, mi è piaciuto osservare la gente in modo particolare quando sono in vacanza per vedere se trovo differenze tra milanesi e valligiani, montanari per essere chiari.
Ebbene in valle ho visto le stesse cose che vedo a Milano, giovani di ambo i sessi seduti sulle panchine che si parlano con lo smartphone. Ammetto che ho visto anche ragazzi e ragazze giocare a pallone o a pallavolo ma, tempo qualche anno non servirà più un pallone, giocheranno con il telefono.
Sia chiaro che non è un problema mio, sono già impegnato a vivere nel migliore dei modi gli ultimi anni della mia vita. Non rinnego le lotte ed i sacrifici che ho fatto, non solo per la mia famiglia, ma per tutti i proletari del mondo e vedere buttati nel cesso tutti i nostri sacrifici non è il massimo.
Se penso ai Partigiani che hanno dato la vita per regalarci Libertà, Democrazia e la Costituzione più bella del mondo mi viene solo da chiedere scusa a tutti loro, uno per uno. Una per una.
Comunque sono ancora vivo. Mi danno del conservatore nostalgico, illuso, ma al pensiero del futuro che questi giovani si stanno preparando mi viene da ridere, non hanno nemmeno ideali che li aiutino ad affrontare i sacrifici.
Date pure la colpa ai sindacati, quelli che proclamano lo sciopero e non ci va nessuno. Mentre voi vi lamentate su Facebook.
Chiedete a Facebook di difendervi dal licenziamento o cercate lavoro su Facebook, avrete migliaia di: Mi piace. Con le faccette.
Se non ci arriveranno con il ragionamento, a capire che la globalizzazione capitalista è la loro rovina, ci arriveranno per necessità.
Ma noi lo sapevamo prima.

La faccenda diventa seria, più grave. C’è un italiano a bordo. Adesso si che interessa anche a me.


La lega, la scopa, la sanità, i ladri ed il pensionato di Sesto San Giovanni.


110259136-1427e01b-e250-494e-9b15-b353c4f15046Il pensionato riceve dalla Asl la ricevuta per prestazioni odontotecniche, non deve pagare nulla ma c’è qualcosa che non torna.
Nella ricevuta sono elencate delle prestazioni che non ha avuto e, pur non dovendo pagare nulla, non trova giusto che i cittadini paghino tasse per la sanità pubblica per prestazioni non effettuate.
Si rivolge all’impiegata per avere spiegazioni e non rimane convinto della risposta, probabilmente le avrà detto: forse è un errore ma tanto lei non paga niente, comunque prendo nota.
Non soddisfatto porta la ricevuta della Asl alla Guardia di Finanza di Sesto San Giovanni e da li parte l’indagine che, per il momento, ha portato all’arresto di 21 persone. Tra le quali il riformatore della Sanità lombarda provvisto di scopa, Fabio Rizzi, braccio destro di Maroni l’ideatore della scopa leghista che tutti i ladroni porta via.
Appalti a km 0, padani, per favorire gli amici ed incassare mazzette  come fosse lo stipendio. Un tanfo nel quale non voglio mettere il naso, uno schifo insopportabile anche da chi ne ha viste di tutti i colori avendo vissuto la I repubblica, la II e che non spera nemmeno nella III.
Onore al Pensionato sestese che si è distinto dalla maggior parte degli italiani i quali si fermano alla considerazione: tanto non pago io.
Quelli che non hanno ancora capito che lo Stato siamo noi. Le generazioni di imbecilli che dalla Liberazione in poi hanno permesso alla politica di sfasciare la Repubblica nata dalla Resistenza.
Trovo strano che, per adesso, non ci sia di mezzo Comunione e Liberazione con la sua Compagnia delle opere.

Aspetto.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: