Quando nei mercatini dell’usato trovi una ceramica della Richard-Ginori la noti la differenza anche se non sono un esperto. Il capitalismo incapace di salvare l’ eccellenza di una fabbrica nata nel 1735.


indexIl marchio è apprezzatissimo in tutto il mondo, non c’è nobile o borghese che non abbia qualche servizio di ceramica della Riscard-Ginori, ma chiude perchè negli anni 70 sono arrivati ad investire nell’azienda i finanzieri, fior di finanzieri.
«Il declino è iniziato – dicono gli operai – quando i faccendieri e gli speculatori della finanza si sono sostituiti agli imprenditori capaci».
Dato che gli speculatori della finanza non sono interessati al prodotto, al marchio, alla sua storia e men che meno ai dipendenti avranno deciso di investire in Cina, nella Slovacchia, ovunque si possa fare profitto e pagare meno tasse.
Il capitalismo è passato dalla produzione alla speculazione ed investe in tutti i settori senza nessuna capacità produttiva o di conoscenza dei prodotti, del mercato con un unico interesse il profitto.
Ed il profitto lo fai anche con i piatti cinesi, con la ceramica da battaglia.
Mi spiace leggere del fallimento della Richard-Ginori.
Fu fondata da un imprenditore illuminato, perchè noi italiani abbiamo avuto imprenditori illuminati, geniali come ” il marchese Carlo Ginori che fondò la Manifattura di Doccia nel 1735 e poi l’industriale milanese Augusto Richard che nel 1896 la fuse col proprio gruppo), di maestranze e operai-artigiani che con le loro mani hanno creato il bello per anni”. (Corriere della Sera)
Mi ha addolorato ed incuriosito la notizia e ho letto l’articolo. Mi chiedevo come possa fallire un’azienda conosciuta il tutto il mondo da 278 anni ed ho trovato la risposta.
Negli anni 70 l’azienda è passata nelle mani di imprenditori della finanza, i migliori che offriva il paese a quesi temi.
Dice il Corriere: E’ come se fallisse non un’azienda ma un istituzione del Paese.
Due righe sotto si intuisce il motivo di un tale disastro anche di immagine.
Sempre dal Corriere: GLI ANNI DEL DECLINO – Basta guardare la lista dei proprietari della Richard-Ginori dagli anni ’70 ad oggi per capire dove stia una parte del problema: l’azienda è passata di mano dalla Finanziaria Sviluppo di Michele Sindona nel 1970 alla Sai di Salvatore Ligresti nel 1977; dall’acquisizione nel 1998 da parte della Pagnossin spa di Rinaldini fino al passaggio alla Starfin Spa nel 2007 (senza dimenticare i vari tentativi di speculazione sulla possibilità di edificare per un valore di almeno 30 milioni di euro, a scopo residenziale, nell’attuale area occupata dalla manifattura e sempre bloccati dal comune di Sesto Fiorentino).
Un esempio dell’imprenditoria italiana che non ha bisogno di commenti.
Oggi come oggi sono ancora peggio, ci manca solo che per cercare il salvataggio entrino le banche, le fondazioni.

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5 Risposte

  1. comunque richard ginori,non è fallita solo per la cattiva gestione. Ci sono diversi problemi a monte. le porcellane italiane,francesi,tedesche ed austriache hanno dovuto sopportare la globalizzazione. Richard Ginori,Rosentahl, sono solo marchi. La porcellana viene cotta a 1800 gradi a 1550/1750 si produce il “biscuit” ovvero porcellana con puntini neri. La ceramica viene cotta a 900 gradi. Uno dei pregi delle porcellane europee, è stata l’innovazione, del sottosmalto. Una speciale vernice protettiva che la rende lucida,ed resistente alla forza negativa della lavastoviglie. Però è successo verso la fine degli anni 70,anche se c’erano le famose “quote d’ingresso” sulla porcellana cinese, è successo che molti ns. produttori si sono recati in cina portando tecnologia e macchinari. Furono creati le porcellane cinese cotte a 1800 gradi ma con prezzi esigui inoltre le decorazioni sottosmalto vennero notevolmente implementate ed studiate per nuove grafiche. Tutto questo ha prodotto un’irrigidimento del merato europeo sulla ceramica ed porcellana. Anno dopo anno i vari Marchi Europei non riuscivano più a tenere la concorrenza cinese. Tieni presente che oggi trovi sul mercato Piatti “tognana” ma tognana ha solo il marchio la produzione è stata spostata in cina circa 5 anni fa.Il propietario di Tognana è lo stesso propietario dei grandi Magazzini GRANCASA. Naturalmente i prezzi sono sempre alti. Un’ultima cosa poi chiudo la porcellana di richard Ginori, e la ipotetica porcellana di Segrate sono la stessa cosa. Cambia sono il nome ma la cottura è sempre 1800 gradi

  2. Ma io non capisco, veramente non capisco. Il mondo del lavoro è cambiato sempre, sin dai tempi più remoti, e le persone espluse da un determinato tipo di processo produttivo venivano poi reimpiegate in un altro. La stessa cosa accadrà ora, anzi, sta già iniziando ad accadere: è ovvio che praticamente tutti i disoccupati, gli operai cassintegrati etc, troveranno un lavoro nell’Information Tecnology.
    Non mi preoccupo per questi operai, e nemmeno per quelli dell’ILVA o di FIAT: fra pochissimo tempo lavoreranno nell’ICT. Scriveranno le App per i tablet e cose simili.
    Inutile fare del catastrofismo, su…
    L’importante è una politica riformista, come quella proposta dal PD, che sappia liberare risorse per la crescita.

    • Vedo che non ti manca lo spirito e neppure l’ottimismo.
      Non è poco, di questi tempi.

      • Beh, scriveranno tutti le App per i Tablet. Tutti. L’hanno detto svariati economisti italiani che insegnano negli States, quindi dev’essere certamente vero. Gli stessi economisti che nel luglio 2008 giudicavano “eccellente” la condizione patrimoniale e la solvibilità di LehmanBrothers. Cari operai, ma che diamine vi salta in mente di lottare per difendere il posto in fabbrica? Su, non fate i capricci: prendete il fantastico TABLET e iniziate a scrivere le APP.

  3. La…leggo per caso…pur non amando esprimere ciò che penso a chicchessia …quando pero”. .leggo parole “sentite e giuste “..che
    Avrei scritto anch’io .. non reggo…
    PERMETTERE che sparisca il prestigioso marchio della GINORI e quindi della RICHARD-GINORI é proprio un DELITTO così grave da
    non trovare parole per manifestarne il dolore…..si è ripetuto, per me,
    lo sgomento di quando, molti anni fa, tolsero le migliaia di mattonelli-
    ne bianche che rivestivano le pareti ďel traforo che, a Roma, porta
    Da via del Tritone a via Nazionale, erano annerite dallo smog di
    Decenni e decenni e invece di , finalmente lavarle, le staccarono una
    Per una, lasciandone solo alcune dove è scritra la data (dell’anno 1800)
    Della posa in opera, il marchio della Ginori e la provenienza, in un
    piccolo spazio all’entrata del tunnel (da via del tritone)….per poi dipingere di bianco le lunghe pareti del tunnel… che scempio! Facile per me, ignara, fino a smentita con altre cause, ,interpretarne il motivo: appropriarsi di quel patrimonio, tanto importante nel ricordo dei “veri”romani, per rivestire ambienti di qualche villa …quale? Di chi? Oppure dove SONO?!? COME SAREBBE BELLO E GIUSTO SE QUALCUNO FACESSE UNA RICERCA!..Nel complimentarmi per quanto ha scritto…spero che qualcuno…rifletta! Liliina di Roma

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