Dopo la rivalutazione del fascismo buono, da parte del pregiudicato e di una grillina, siamo arrivati alla “dittatura morbida”. Un fascismo ma senza guerra.


indexFortunatamente in Europa non c’è un Hitler disponibile, quelli che ci sono sono caricature, altrimenti ci avrebbe fatto un pensierino giusto per arrivare in fretta al 51%, ed oltre.
Non sto qui a criticare per l’ennesima volta Renzi, cresciuto ed impregnato di berlusconismo, sino al punto di rivalutare il pregiudicato come il pregiudicato bravo imprenditore rivalutò e rivitalizzò i fascisti che in questo ventennio si sono riorganizzati al meglio.
Mi preme mettere in risalto, ancora una volta, la “filosofia” di Grillo che ho paragonato ai fascisti sin dalla prima ora della sua scesa in campo.
Ha indetto un referendum, democratico, sul suo blog chiedendo alla base se volessero che il M5S partecipasse alle consultazioni e la base ha detto si.
Faccio un preambolo, Renzi ha una prosopopea ed una presunzione di se smisurata, forse superiore al pregiudicato di Arcore e, dopo avere sbertucciato Bersani, ha pensato bene di avere un confronto con Grillo
pensando di essere più intelligente e furbo di Bersani.
Dall’Unità: Meno di un anno fa, quando Pierluigi Bersani fece l’errore di accettare la diretta streaming per il turno di consultazioni  con i grillini, Matteo Renzi, in una intervista al Corriere della Sera lo accusò con queste parole: “Mi veniva da dire, Pierluigi, sei il leader del Pd, non farti umiliare così! Ho pensato a cosa doveva provare una volontaria che va a fare i tortellini alla festa dell’Unità: credo ci sia rimasta male nel vedere il suo leader trattato così”.
Sappiamo come è andata.
Non l’ha fatto nemmeno parlare, per la gioa della redazione del Fatto Quotidiano che ha avuto degli orgasmi, ma così facendo ha disatteso il volere della base.
Grillo e Casaleggio non volevano partecipare alle consultazioni con il presuntuso, cosa che tutto sommato condivido, ma è quello che è successo dopo che mi fa riflettere, il fatto che Grillo ha preso per il culo la sua base che l’ha “costretto” a partecipare.
E’ andato preparato per far fallire il tutto così facendo non ha fregato Renzi ma ha tradito il mandato della sua base.
Si è limitato a ripetere sempre le stesse cose che scrive nel blog impedento, di fatto, un confronto.
Intendiamoci, non me ne frega meno di niente di come ne è uscito Renzi il bomba, a Milano lo chiameremmo il pirla, ma di come ne è uscita la base del M5S che intende veramente cambiare le cose, o almeno tentarci.
Lui, con l’atteggiamento tenuto ieri, ha detto alla sua base: Io sono io e voi non siete un cazzo. Copiando il Marchese del Grillo perchè i migliori testi per i suoi spettacoli sono quelli scritti da altri, come in questo caso.
Ha fatto pure lo spiritoso: sono per una dittatura democratica.
Ho pensato subito: lui è per un fascismo “buono” come quello che blaterava il pregiuducato e, se non sbaglio, la sua ex capogruppo.
Insomma un fascismo alla genovese, probabilmente con il pesto ma senza mortaio, senza guerre e senza Ventotene.
I dissidenti, i senatori dissidenti, sono indicati nel blog con nome e cognome e tanto di foto, ma tranquilli, nessuno verrà mandato a Ventotene gli basta farlo in modo virtuale.
Mi sono preso migliaia di  offese per aver considerato Grillo un fascita, fortunatamente c’è lui stesso che non perde occasione per darmi ragione.
Senza pubblicare il mio nome e la mia foto, ma sono contento lo stesso, non cerco visibilità o fama temo solo per la democrazia traballante in un Paese sfinito che pensa all’uomo forte.
Guarda caso quello a cui puntava Gelli che era convinto di arrivarci con il Cavaliere pregiudicato e qualche Generale pronto alla bisogna.
Gli è andata male, ma forse ci riesce con Grillo, se campa abbastanza, il tempo di arrivare al 51%.
Come saranno contenti i bravi elettori di sinistra che hanno votato Grillo sperando nel cambiamento, nella svolta.
Obiettivamente una svolta c’è stata, a destra, ma non penso che questo fosse il loro obiettivo.
Avete voluto che andassi a Roma ad incontrare Renzi? Ed io vi ho fatto un mazzo così.
IO sono io e voi non siete….

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Da anni scrivo che la protesta sarebbe esposa pericolosamente in quanto dominata dalla pancia e non dagli ideali. Ciò non toglie che le ragioni ci siano.


Primi_corteiHo vissuto gli anni della contestazione, tutti dal 1968 al 1977, ricordo perfettamente le battaglie metropolitane e non tra dimostranti e polizia ma ricordo pure che c’era un progetto, un obiettivo, sapevamo chi erano i nemici.
Preciso che tutto ciò dal nostro punto di vista, ovviamente.
Ad ogni modo la nostra era una battaglia ideale contro la borghesia, parassita, ed il capitalismo che non era ancora globale ma sfruttava i lavoratori come e più di adesso.
Abbiamo fatto delle conquiste ed abbiamo subito sconfitte e per tutti questi decenni mi sono posto una domanda alla quale non ho ancora risposta: se gli sfruttati sono più degli sfruttatori, i poveri più dei ricchi, come mai non siamo mai diventati vera maggioranza nelle gabine elettorali?
Perchè lo sfruttato vota per gli sfruttatori per paura di perdere le briciole che gli consentono la sopravvivenza, la lotta la lascia fare agli altri, ai sindacalizzati.
I sindacati sono attaccati da sempre, messi in cattiva luce, ed è ovvio che in mezzo a migliaia di problemi ci sia sempre un cavillo per il quale il proletario si senta in diritto di criticare senza tenere in considerazione le conquiste ottenute.
Non ho mai visto nessuno, di quelli assenti dalla lotta, rinunciare ad una conquista del sindacato. Dal diritto alla maternità quando le donne hanno smesso di fasciarsi la pancia per non essere licenziate alla giusta causa per il licenziamento da rappresaglia.
Sia chiaro per tutti che il dipendente disonesto, fannullone, parassita si è sempre potuto licenziare ma non l’hanno fatto perchè faceva comodo ai padroni per attaccare i lavoratori. Con qualche parassita in fabbrica veniva più facile attaccare i lavoratori, i diritti.
Ma quelli erano gli anni dell’ideologia, noi aspiravamo al sol dell’avvenire ed eravamo anche disposti a rinunciare qualcosa dei nostri “privilegi” purchè andasse nell’interesse della massa proletaria non protetta.
Concetti superati, obsoleti, come la solidarità tra lavoratori, precari e senza diritti.
L’impressione mia, potrei sbagliarmi ma ho il diritto di opinione, è che la rivolta, la protesta, la ribellione, non diventeranno mai rivoluzione finchè sarà affidata alla pancia e  non alla ragione, all’ideale.
La ribellione affidata alla pancia è ad alto rischio di populismo utile solo a preparare la strada ad un regime. Aggiungo che siamo in una situazione nella quale non possiamo nemmeno scegliere il colore del regime prossimo futuro nel senso che quando il manifestante dice di non essere di destra e nemmeno di sinistra è automatico, da sempre come insegna la storia, che il regime sarà di destra.
Tutti hanno le loro ragioni, se li ascolti uno per uno ti viene spontaneo dargli ragione, ma se non conosci la storia del manifestante e consideri che è senza ideali capisci che di sociale, di solidarietà di classe, questa rivolata non ha niente farà solo gli interessi del sistema di potere camaleontico che, prima ricula sotto ai colpi della rivolta, poi ne prende la guida e la porta dove vuole.
Persino Brunetta cavalca l’onda come Berlusconi e Grillo.
Le rivolte andrebbero preparate a freddo, con un progetto, un obiettivo, cercando consensi tra chi vorrebbe farla. Il resto è terrorismo ideologico, come fu quello di destra o di sinistra. La rivolta dovrebbe essere in primis culturale se invece l’affidiamo alla pancia si spegnerà appena avranno, avremo, un piatto di pasta.
Dopo un ventennio di dominio culturale che ha distrutto, direi mimetizzato la destra e distrutto la sinistra, non ci va più bene niente ed a prima vista hanno pure ragione. Ragionando a caldo nessuno della classe dirigente o politica è difendibile e questo perchè abbiamo “sposato” in toto il capitalismo dimenticando, calpestando la Costituzione ed i suoi principi.
Tutto ciò prepara la strada alla destra. Il disfattismo nel quale sguazziamo dove tutti sono disonesti, io escluso, ci porta al tanto peggio tanto meglio, al diffidare del vicino, del compagno di strada ed alla speranza di risolvere i problemi individuali e non della massa.
Molti, troppi, soffiano sul fuoco e la prossima marcia su Roma sarà peggiore della precedente perchè mentre la prima era guidata dai fascisti, che ovviamente non apprezzo tutt’altro, questa è affidata alla pancia e non alla ragione seppure sbagliata, sconfitta dalla storia.
Di impresentabile, tra quelli che dovrebbero “andare a casa” non c’è solo la casta politica c’è la classe dirigente italiana, la Confindustria, la mafia, la camorra, l’ndrangheta e buona parte degli italiani che hanno sostenuto questo sistema per decenni e decenni senza rendersi conto che mentre il pregiudicato è diventato sempre più ricco noi siamo diventati più poveri.
Inutile prendersela con L’Europa, che ha i suoi limiti e deve migliorare molto, con l’euro perchè come ha detto Rampini la mafia, la camorra, l’ndrangheta ed una amministrazione corrotta l’abbiamo da un centinaio d’anni prima che arrivasse l’Europa unita.
Anche gli italiani li abbiamo da prima, quelli che hanno votato e sostenuto questa situazione, purtroppo tedeschi, inglesi, francesi o chi per esso non votano al nostro posto ed i farabutti li abbiamo votati noi.
Credevo nell’Europa unita perchè speravo che l’etica del nord Europa ci avrebbe aiutato nel combattere l’etica brancaleonistica che ci contraddistingue da centinaia di anni.
Ci credo ancora perchè se uscissimo dall’Europa saremmo in balia di mafia, camorra, ‘ndrangheta, un’amministrazione corrotta ed un popolo al quale è sempre andato tutto bene, anche il fascismo, pur di avere una scodella di farina e qualche orticello da coltivare.
Se il potere molla qualche euro alle lobbies, ai rivoltosi dominati dalla pancia, la rivolta si spegne e non diventerà mai una RIVOLUZIONE perchè la rivoluzione è di idee  non di pancia.
Sono vecchio, superato, nostalgico e chiudo con la lettera del Che alle sue figlie, il suo testamento.

«Ai miei bambini

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto

Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto.

Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.

Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e imparate a usare la tecnologia, che ci permette di dominare la natura. Ricordatevi che la rivoluzione è quello che conta, e che ognuno di noi, da solo, non conta niente.

Ma più di ogni cosa, imparate a sentire profondamente tutte le ingiustizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzionario.

Per sempre, bambini miei. Spero comunque di rivedervi.

Un grosso bacio e un grande abbraccio,

Papà
P.S. la foto l’ho messa in onore ai ragazzi della Sapienza. Oggi come ieri.

 

Se il nuovo che avanza è il duello Renzi-Marina ridatemi Fanfani. L’alternativa è il M5S, se non facesse una politica opportunista per non rischiare % da prefisso telefonico.


renzi-marinaHo sempre considerato la politica come progetto per una società diversa nel quale impegnarsi con dedizione e sacrificio per un mondo migliore e, quindi, quando vedo far politica con opportunismo, massaggiando la pancia della gente e non il cervello, mi fa impressione. Non è la politica che intendo io.
Ormai sono tutti berlusconizzati solo che il pregiudicato manda avanti il progetto della P2 per i suoi interessi gli emuli fanno solo proposte atte a catturare voti da ovunque vengano senza preoccuparsi delle ideologie, del progetto e delle prospettive. Uno chiede voti al Pdl ed ai grillini l’altro non tocca il tema immigrazione per non perdere voti.
Se la politica è senza progetto ideologico non è la mia politica. Se il problema è condizionare una parte del capitalismo per distribuirsi le briciole non mi interessa perchè il mio motto, da 50 anni, è sempre lo stesso che ho letto nella prefazione del Capitale di Carlo Marx:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Quando Marx alludeva al “sapere” non intendeva alla conoscenza delle pieghe del capitalismo da raddrizzare per avere un’ora d’aria in più, intendeva alla conoscenza dello sfruttamento che il capitalismo opera sul proletariato.
Il capitalismo si è evoluto, da capitalismo oppressivo e sfruttatore è diventato capitalismo finanziario e parassita.
Vedo se riesco a fare un esempio per rendere l’idea.
Prima il capitalista metteva in piedi una fabbrica e produceva qualcosa attraverso lo sfruttamento della manovalanza da pagare, ovviamente, il meno possibile.
Uno, un capitalista a caso, investiva miliardi e si trovava ad avere a che fare con dirigenti, dipendenti, sindacati, scioperi e manifestazioni ed alla fine dell’anno aveva una rendita del 10%, al netto delle tasse sempre che sia stato onesto, ed abbia rispettato tutte le regole imposte dallo stato e dalle conquiste del sindacato. Insomma una rottura di palle.
Adesso
il capitalista finanziario parassita non ha più bisogno di capannoni, reparti di ricerca, reparti di produzione, dipendenti e dirigenti che fanno il lavoro sporco per lui. Niente più incontri con i sindacati, rivendicazioni, scioperi, serrate e niente stipendi da elargire a 3, 4 mila persone o di più.
Oggi il capitalista finanziario parassita investe sui debiti dello stato che tutti i cittadini, si fa per dire, verranno chiamati a pagare.
Niente più scioperi, boicottamenti della produzione, sindacati che rompono le palle con le rivendicazioni dei dipendenti, niente capannoni e niente dirigenti che magari ci mangiano sopra.
Il lavoro sporco per opprimere la massa non lo fa più lui, o i suoi scagnozzi, lo fa il governo, i governi, che sguazzano tutti nello stagno del capitalismo.
La resa, per l’imprenditore capitalista parassita, è molto di più del 10% che ho ipotizzato sopra, senza rotture di palle.
Il risultato è che le imposte dello Stato italiano vengono per l’87% dal lavoro dipendente e dai pensionati il resto dai parassiti della finanza.
Teniamo presente che il 10% delle famiglie italiane possiede oltre il 47% della ricchezza nazionale: niente è più anticostituzionale ed antidemocratico di una situazione del genere.
Vi va bene una situazione come questa? A me no. Sono cosciente che il modello di società alla quale aspiro io non farò in tempo a vederlo ma sono certo che “questo” modello non è il mio.
Se Marina rappresenta il capitalismo finanziario parassita e ladrone mi domando cosa rappresenti Matteo Renzi per il quale l’obiettivo è rubare voti al Pdl ed ai grillini per vincere.
Vincere che cosa? Per andare dove e con chi? Per quale progetto, una verniciatina di rosso al capitalismo?
Fate pure, ma senza di me.
Da sempre preferisco avere a che fare con un figlio di buona madre piuttosto che con un ignorante.
So cosa vuole e dove vuole andare, il figlio di buona madre, l’ignorante no. Non lo sa nemmeno lui e ti spiazza in continuazione.
Ora non credo che Matteo sia ignorante, è opportunista ed aspira ad un obiettivo di breve termine, vincere.
Manca il progetto del dopo, se c’è è un ripiego, sono dei cerotti da mettere al capitalismo finanziario e parassita.
Briciole, per mantenere la pace sociale, evitare la vera rivoluzione che non si fa con le class action.

Napolitano non lo sa che in Italia c’è un pregiudicato, pure prescritto con leggi ad personam, che attacca la magistratura da più di vent’anni.


berlusconi_napolitanoNapolitano invita alla sobrietà la Magistratura infierendo un colpo letale alla Giustizia ed alla Costituzione, all’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Il monito di Napolitano ai magistrati diventa una giustificazione dei reati dei quali si è macchiato il pregiudicato in oltre 3 decenni di frodi, ruberie, evasioni, corruzioni e di attacchi frontali ai magistrati, certamente quelli che non è riuscito a corrompere ed a comprarne le sentenze.
Il modo in cui ha truffato la Marchesina Casati, in combutta con Cesare Previti tutore della Marchesina, il quale invece di curare gli interessi della sua assistita ha fatto gli interessi dello spregiudicato imprenditore che già allora si muoveva al di fuori della legge, dell’etica e della morale.

Così ha comprato la villa di Arcore

Prima e dopo questa vicenda si è sempre mosso al limite e fuori dalla legge e dalle regole corrompendo giunte comunali, magistrati, testimoni e quant’altro sempre rifiutando le sentenze di qualsiasi grado fossero.
Entrato in politica, con 7000 miliardi di lire di debiti e per non finire in galera, si è distinto per le leggi ad personam che lo hanno salvato da 3 o 4 condanne certe, è diventato il prescritto più prescritto del mondo superando persino l’Inter.
L’elenco dei testimoni a libro paga è infinito e va dall’avv. Mills alle orgettine come le sentenze a suo favore ottenute con la corruzione dei giudici.
Nonostante ciò, le prescrizioni, le prove, le condanne definitive da oltre un ventennio ha lanciato sui suoi giornali la campagna del fango contro i magistrati appoggiato dai suoi pitoni e dalle sue pitonesse a libro paga.
Non credo che Napolitano abbia inteso rivolgersi al giudice Raimondo Mesiano con il suo invito alla sobrietà. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare”. ano alludesse ai calzini turchesi del giudice che, in effetti,  stonano come ha fatto notare il Tg5.
Purtroppo Napolitano ha invitato alla sobrietà i magistrati ma non ha profferito una parola in merito alla spudoratezza, alla tracontanza, al disprezzo della Giustizia e della Costituzione da parte di un piduista pregiudicato tutt’ora sotto processo ed in attesa di altre condanne che da tre decenni sputa sulla Magistratura e su tutti noi.
Non credo che Napolitano abbia fatto un’affermazione del genere per leggerezza e quindi ritengo che mantenerlo al colle sia un pericolo per la nostra democrazia.
Strano che la maggioranza dei giornali non abbiano messo in risalto l’interpretazione che hanno dato del messaggio di Napolitano i falchi, le pitonesse, i lacchè del piduista pregiudicato.
Che la P2 abbia raggiunto il suo scopo?
L’ha superato, oltre ogni previsione.

Sarebbe la prima volta che in Italia non si salterebbe sul carro del vincitore, falchi e colombe che giurano fedeltà al pregiudicato perdente.


berlusconi-pistolaGli scrivono lettere che sono autentiche ammissioni della mancanza di una bussola che li guidi alla scelta giusta che garantisca la, loro, sopravvivenza.
Di affidarsi alla morale, all’etica, ovviamente non se ne parla. Dopo vent’anni di morale ed etica calpestata non sanno più nemmeno cosa siano, che cosa significa avere un’etica.
La prostituzione etica e morale che hanno esercitato per amore del potere, di una poltrona o anche solo dell’apparire li ha resi disumani e senza vergogna riescono a guardarsi allo specchio senza sputarsi addosso.
I loro familiari non li aiutano. Viziati dai privilegi garantiti dalla prostituzione ideale dei loro congiunti non ci pensano nemmeno a renderli consapevoli e quindi a vergognarsi di tutto ciò che hanno finto di credere
in questo ventennio.
Dal piduista vittima della giustizia alla nipotina di Mubarak, dai giuramenti sulla testa dei figli all’utilizzazione finale di prostitute a sua insaputa rendendosi ridicoli agli occhi del mondo esclusi una decina di milioni di suoi elettori.
Forse sono anche meno ma sono sempre troppi, anche un centinaio sarebbe troppo ed un’offesa all’intelligenza.
Negli anni 70 la pistola la teneva a portata di mano, non è dato sapere perchè anche se lo si può intuire dopotutto lo stalliera mafioso non era così affidabile. Oggi ha puntato la pistola contro il governo, alle 9 la punta alla tempia di Letta alle 13 la mette nel cassetto. Non sa più cosa fare.
Eppure se facesse la mossa giusta, la puntasse nel posto giusto, farebbe un piacere a tutti quelli che non lo hanno votato, che sono state vittime del suo delirio di onnipotenza grazie ad una maggioranza di italiani che per un ventennio ci ha reso succubi di un piduista bandito che era già impresentabile come politico ben prima di essere condannato.
Cercate su internet informazioni sulla sua storia di piduista e di cavaliere del lavoro. Solo la storia della villa di Arcore è più che sufficente per renderlo politicamente impresentabile e per interdirlo dai pubblici uffici, togliergli il diritto di voto.
I suoi fedelissimi, che si dividono in falchi e colombe, gli giurano eterna vicinanza, fedeltà assoluta. Sarebbe la prima volta che gli italiani, alcuni, si rifiutano di salire sul carro del vincitore ed a prima vista sembrerebbe una scelta decorosa se non fosse per il fatto che non esiste un vincitore ma solo un popolo di perdenti che, ancora oggi, non trova dentro di se abbastanza dignità per ribellarsi.
Ciò che avviene in questi giorni in giunta ed altrove è indecente come è indecente la tolleranza che abbiamo avuto nell’ultimo ventennio.
Temo che gli italiani “giusti” siano ancora minoranza, tutti gli altri sono in attesa di capire da che parte conviene stare.
Avete presente quando nel giro di un mattino milioni di persone hanno buttato la camicia nera e sono diventati antifascisti?
Forse ho più rispetto per chi, per coerenza, è rimasto fedele al duce ed ad un ideale sbagliato come il fascismo.
Questi fanno ancora più schifo.
Si parla molto della pitonessa ma di serpenti che ingoiano tutto ce ne sono a centinaia.
Vi ricordate quando Paniz e la sua maggioranza credettero alle parole del puttaniere, quando fece ridere il mondo intero, dicendo che Ruby era la nipote di Mubarak?
Ecco, quello era un caso dove non era una pitonessa ad ingoiare un coniglio, che stando alla battuta finale sarebbe anche logico, ma centinaia di pitoni che hanno ingoiato qualsiasi cosa sprezzanti del ridicolo.
La stessa cosa che hanno fatto i milioni di italiani che li hanno votati.
La Giunta ha la slitta, resta da sapere quanto è lunga la discesa.

Il Giornale: Marina per il riscatto di noi donne. Già pronto il kit per il riscatto. Una statuetta di Priapo, un calippo ed un palo della lap dance per ogni donna. Del Pdl o forza Italia 2.


imagesCredo che il titolo l’abbia suggerito la signora Garnero al suo compagno, previa autorizzazione della Biancofiore, anche se il riscatto delle donne del Pdl è già avvenuto da tempo in tribunale e fuori dal tribunale.
Bonifici garantiti per le testimoni a discarico del pedofilo confessati tranquillamente ai giudici mentre fuori dal tribunale c’erano le pasionarie della De Filippi, rigorosamente over 70/75 anni.
Il riscatto delle donne dell’esercito di Silvio è miseramente fallito alla notizia della sentenza, ci hanno messo mezz’ora per rendersi conto che non era il caso di cantare vittoria.
E che dire delle orgettine che hanno affidato il loro riscatto di donne al palo della lap dance, usurato, della villa di Arcore?
Oggi a Roma ci sarà la manifestazione dei fedelissimi della tessera P2 N° 1816.
Non è dato di sapere se ci sarà anche Gelli ma sono certo che se sarà impossibilitato manderà un cappuccio di solidarietà.
Silvio, ce l’abbiamo fatta, l’Italia è in mano alla P2 o sotto ricatto, la sostanza non cambia.
Tutti in piazza con la bandiera ed il calippo per il riscatto delle “nostre” donne.
Buona giornata.

Domanda per i suoi elettori e per la dirigenza del Pd: In quale Paese al mondo è permesso ad un condannato di mandare un video messaggio anticostituzionale ed antidemocratico?


indexIl Giornale titola che sono stati condannati 10 milioni di elettori più uno, l’unto dal signore che già che c’era poteva ungerlo di catrame, bollente. Mi chiedo se questa gente non abbia vergogna di se o se sono tutti Feltri e feltrini nemmeno buoni per le sedie.
Lui è l’indecenza per antonomasia ma loro sono più indecenti di lui.
Nessuna ragione di Stato può legittimare uno schifo del genere in nome di un governo che non rispetta i cittadini e gli elettori è come se ci governasse Gelli direttamente che tutto può avere ma non il rispetto della democrazia e della Costituzione.
E’ altrettanto indecente la posizione opportunista di Letta e Napolitano tendente  a conservare lo status quo in nome di un governo che spaccia gli interessi di un uomo solo per interessi di un intero Paese.
Noi non abbiamo nessun interesse da salvaguardare a queste condizioni, noi abbiamo tutto l’interesse che questo schifo termini il più presto possibile anche perché è durato più del fascismo.
Non è possibile, in democrazia, che un intero Paese sia paralizzato attorno all’interesse di un piduista, corrotto, corruttore, prescritto, depenalizzato, inquisito, pedofilo, puttaniere e FINALMENTE condannato anche se con il paracadute.
Abbiamo bisogno di un sussulto etico degli italiani che facciano pulizia di questo letamaio etico e morale.
Altrimenti è la conferma che non siamo più una democrazia ma  un regime della Propaganda2.

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