Questa volta l’ho sentito dal vivo, a nemmeno un metro di distanza: invece di soccorrerli dovrebbero togliere il tappo alla barca e lasciarli li.


indexErano seduti sulle panchine, mi sono avvicinato per salutare un amico e lui mi ha fatto una battuta al volo: domani vai a Roma?
Tutto è partito da lì. Ho il pullman alle 7 da Lecco, ho risposto prontamente. 600 euro tutto compreso 200 per il viaggio e 400 per la Mondadori per contribuire alla spesa per De Benedetti. A De Gregorio ci ha pensato lui.
Il discorso della combriccola verteva sulla tassa dei rifiuti per la seconda casa, peccato non godersela per pochi euro in più rispetto ai residenti, ma mi sono reso conto del motivo per cui il piduista insiste sull’Imu, vedono il dito e non vedono la luna.
Senza nemmeno rendersi conto che sulla seconda casa l’Imu rimane come la tassa sui rifiuti e quella dell’acqua.
Tolto il mio amico ero nel bel mezzo dell’Italia che ha dato il bastone del comando al piduista, ex democristiani che hanno votato forza Italia e la lega non potendo votare fascista perché, purtroppo per loro, un partito fascista esplicito non esiste altrimenti si sarebbero sentiti a casa.
Ad ogni modo non sono riuscito a stare zitto ed ho ribattuto al devoto cattolico che invitava a togliere il tappo dal barcone che se si fosse trovato lui in mezzo al mare non l’avrebbe pensata in questo modo.
Io sarei rimasto a casa mia è stata la sua risposta.
Peccato che lui come me ed altri presenti non fosse né un montanaro né un lombardo ma un veneto che è emigrato per sfuggire alle zone depresse degli anni 50.
Oggi il mondo è più piccolo e c’è chi tra i nostri figli è costretto ad emigrare in Germania o in Inghilterra, non cambia di una virgola il concetto.
La figlia del devoto in questione volle che raccontassi come fu che il piduista venne in possesso della villa di Arcore e ne feci un riassunto veloce ma significativo.
Alla fine disse: è vero, la storia la conoscevo già.
Mi sono chiesto, non ad alta voce anche se il miserabile l’avrebbe meritato, come l’avrebbe pensata se avessero violentato sua figlia e l’avessero costretta ad emigrare per mandarla a battere in qualche bordello del mondo.
Se avrebbe fatto togliere il tappo anche in quel caso.
Quasi tutti, alla sua battuta infelice e feroce, fecero cenno con la testa come se la soluzione proposta dal miserabile fosse l’unica percorribile.
Qualche donna che ha conservato un minimo di umanità forse avrebbe voluto ribattere ma non ne ha avuto il coraggio ma ho capito che hanno apprezzato la mia reazione.
Insomma, come sempre, per il nostro popolino la colpa è sempre degli altri, i fascisti erano gli altri ed il duce era un buono che si è fatto deviare da Hitler.
E’ per questo che noi da oltre 70 anni non andiamo da nessuna parte.
Giusto per spargere fango a 360 gradi hanno tirato in ballo tutti anche per giustificare il fatto che hanno si sbagliato a votare ma tanto sono tutti uguali.
Ho detto che Greganti si è fatto la galera mentre migliaia di altri farabutti non l’hanno nemmeno visitata per un giorno ed allora mi hanno tirato fuori Penati che godrà della prescrizione.
Penati lo conosco personalmente da oltre trent’anni, ciò non mi ha impedito di ritenere opportuno che la giustizia facesse il suo corso, anzi, ho chiesto che se ritenuto colpevole gli venga raddoppiata la pena in quanto ex comunista.
Detto ciò ho voluto precisare due cose. La prima è che secondo i giornali Penati rinuncia alla prescrizione e la seconda è che se Penati usufruisse della prescrizione abbreviata godrebbe di una legge fatta su misura per il condannato piduista nelle cui mani il manipolo delle panchine ha affidato l’Italia nell’ultimo ventennio.
Comunque considerato che ognuno di noi ha il suo sogno, il miserabile in questione sogna che venga tolto il tappo al barcone in mezzo al mare, ho anch’io il mio sogno: che nel barcone ci sia lui e che venga tolto il tappo senza nemmeno andare al mare, mi basterebbe il lago di Como.
Buona domenica.

Non c’è solo la statuetta di Priapo, da qualche giorno ce ne sono in giro qualche migliaio di un modello che porta fortuna, basta toccarla sulla schiena.


imagesPer più di 50 anni mi ha divertito il suo cinismo e la sua ipocrisia riusciva a condensare persino la mafia in una battuta corrosiva come l’acido usato dai mafiosi per eliminare testimoni o nemici.
L’elogio del cinismo, il cinismo fatto persona.
Quella su Ambrosoli, che se l’andava cercando, è al livello delle donne stuprate che viaggiano con i tacchi, minigonna e tette in fuori. Anche loro se la vanno cercando e non sarà un Andreotti, impedito dalla livella, o i vari andreottini della pubblicità , della politica e della cosidetta società civile a portare loro solidarietà.
Se la vanno cercando.
Sono stato un paio di giorni in montagna e non ho comprato nemmeno il giornale, volutamente. Non ho guardato i tg e mi sono estraniato da tutto tanto sapevo perfettamente cosa sarebbe successo ma almeno mi sono risparmiato la veduta di Grasso che salta da un funerale all’altro con l’abilità di un trapezista senza nemmeno la rete di protezione.
Eh si, andare al funerale della Borsellino ed a quello di Andreotti è come toccare gli estremi dell’animo umano devastato dal cattolicesimo che attraverso la confessione tutto assolve e tutto cancella, anche gli omicidi di mafia, figuratevi se non assolve qualche ladro di Stato.
Persino la frase, delirante, di Lara Comi acquista un certo spessore se la si valuta nell’ottica del credente cattolico.
Ella non riesce a comprendere il gesto di Umberto Ambrosoli che al momento della commemorazione, indecente, di Andreotti da parte del Consiglio della Regione Lombardia ha abbandonato l’aula.
E’ morta una persona, ripeteva insistentemente la Comi, ed è qui che mi sono reso conto del male che la religione cattolica fa agli italiani, ai credenti tutti, quando rimette tutte le malefatte del genere umano al giudizio finale di Dio togliendolo dal giudizio degli uomini e della giustizia terrena.
Questo avviene da secoli, non si spiegherebbero altrimenti le messe in suffragio dei mafiosi defunti, i matrimoni ed i funerali di mafiosi conclamati e non ci si chiederebbe come sia possibile che Enrico De Pedis, detto Renatino, criminale della Banda della Magliana sia stato seponto all’interno della Basilica di Sant’Apollinare.
E’ da una vita che mi chiedo come possa un Dio, onnipotente,  così buono da perdonare assassini, pedofili, cardinali, piduisti, ladri, bancarottieri, di tutto e di più, permettere che un bambino muoia di cancro, sotto ad un bombardamento o per una sventagliata di mitra e che tutti questi assassini “sentano” che Dio è dalla loro parte.
Persino George Bush era convinto che Dio fosse dalla sua parte.
Che razza di Dio è? Un Dio fittizio creato ad arte da un sistema millenario per sottomettere e spaventare le masse soggiogandole con un aldilà, eterno, che ti punisce se hai la sfiga di non confessarti in tempo.
State tranquilli Andreotti sarà in salvo in paradiso le sue malefatte non le ha confessate a noi ma al parroco e questo gli ha garantito l’assoluzione.
Putroppo gli umani si sono sostituiti a Dio ed anche loro hanno voluto, chi più chi meno, portare la loro personalissima assoluzione se non addirittura gli onori ad uno dei personaggi più controversi ed immersi nellle porcherie peggiori che la politica e la parte malavitosa del nostro Paese ha prodotto dalla liberazione in poi.
Nato in una famiglia cattolica ho studiato dalle suore e dai preti, all’età di 13 anni mi si è accesa la luce e non ho creduto più a niente di ciò che arriva dalla religione, qualsiasi religione, perchè per me nessuna può giustificare i millenni passati il presente ed il futuro.
Diciamo che il cattolicesimo è la negagazione dell’esistenza di un Dio ed in modo particolare della sua perfezione.
Noi non siamo nè ad immagine nè somiglianti ad un simile Dio.
Camminavo in un sentiero di montagna e c’erano più chiesette e capitelli che castagni, quella della Natività, la Madonnina di qui e quella di là ed ad un certo punto mi sono imbattuto in un piccolo e bellissimo cimitero, quello del paesino ed ho pure fatto la fotografia.
Il primo primo pensiero che ho avuto è stato questo: se c’è un posto che può confermare il riposa in pace è proprio questo, più in pace di così è impossibile.
Anche nel paesino sperduto della montagna a livella ha fatto il suo dovere, li ha livellati tutti allo stesso modo. Ci ha pensato l’uomo, il credente, a rovinare tutto con tombe di famiglia da far invidia al cimitero Monumentale di Milano come se l’amore per il loro Dio fosse proporzionale alla grandezza ed alla maestosità della tomba.
Che differenza con i cimiteri dove le croci sono tutte uguali come dovrebbe essere al cospetto di un Dio qualsiasi.
Poi sono stato attirato da una scritta incisa nella pietra all’esterno del piccolo cimitero:
Ciò che sarete voi
noi siamo adesso
Chi si scorda di noi
scorda se stesso.
E’ un atto d’amore per i cari scomparsi o è un monito per chi è ancora in vita?
Subito ho pensato al frate invasato di Non mi resta che piangere, quello che apostrofa Troisi dicendogli perentorio: ricordati che devi morire! Troisi lo guarda stranito e questo alzando il tono gli ripete: ricordati che devi morire!
Troisi gli risponde, forse per calmarlo, si mo’ me lo segno.
Ecco noi viviamo in un mondo di merda grazie a questi qui, viviamo con l’incubo del peccato e del giudizio di Dio ma con un salvacondotto che se rispettato cancella come una spunga tutto l’orrore che il genere umano porta con se. Dal tradimento alla pedofilia, dall’assassinio alle ruberie, tutte le nefandezze dell’uomo vengono cancellate attraverso la confessione e l’assoluzione.
Quindi ruba, stupra, violenta creature, ammazza, evadi, comprati minorenni, insomma fai quello che vuoi e che ti aggrada di più in barba alla giustizia terrena tanto ci sarà comunque il paradiso per tutti quelli che se lo sono garantito con le offerte alla chiesa ed al vicario di Cristo.
Tanto siamo immersi in questo delirio generale che persino Grasso, ex procuratore antimafia eletto alla Presidenza del Senato, trova perfettamente normale presenziare al funerale della Borsellino ed il giorno dopo a quello di Andreotti.
Se non sciogliamo questo nodo, se non facciamo una scelta di campo limpida e netta non risolveremo mai i problemi che il sistema capitalistico globale e la democrazia ci pone.
Andreotti non solo è sopravvissuto a tutte le stagioni. Le ha condizionate e le ha governate confermando che il potere logora chi non ce l’ha, infatti Berlusconi è ben lungi dall’essere logorato, ha piazzato uno dei suoi alla commissione Giustizia.
Ma oltre ad essere intensamente cattolica la classe dirigente ( tutta) di questo Paese è profondamente scaramantica e si affida ai simboli portafortuna.
C’è chi ha la statuetta di priapo da far baciare alla fanciulle affinchè porti buono alla virilità dell’utilizzatore finale e c’è chi si farà la statuetta di Anfreotti con la gobba laminata in oro, antiusura, perchè porti buono alla propria carriera politica, imprenditoriale o mafiosa.
I mafiosi, che nei loro covi hanno sempre avuto una madonna protettrice, adesso avranno anche la statuetta di Andreotti per accarezzargli la gobba.
Dicono che porti buono, scommetto che Silvio ne ha già una nel salone delle feste.
D’altronde si è subito paragonato al migliore, pure Giulio incontrava Gelli spesso e volentieri.
A noi non resta che vedere la politica, quasi tutta, che si inchina ad uno statista che ha più ombre che luci e che si è fatto fischiare persino dai romanisti.

Forse in queste elezioni ci salveremo dall’autolesionismo italiano liberandoci di Berlusconi, ma ci penserà il Conclave dei cattolici a farsi del male eleggendo papa il card. Scola.


indexIl Vaticano dopo il card. Martini ed il card. Tettamanzi, illuminati pastori cattolici, è riuscito a mettere nella diocesi più grande d’Europa un rappresentante degno della Milano da bere nella versione di Comunione e Liberazione il Card. Scola in pole position per essere nominato papa.
Ciellino della prima ora il Card. Angelo Scola appena nominato ha fiutato la trappola che il Vaticano involontariamente gli ha posto nel cammino ed ha cercato di prendere le distanze da Comunione e Liberazione e quindi dal suo grande amico Formigoni.
Ovviamente il tutto è avvenuto a chiacchiere, nei fatti è ancora tutto da verificare.
Resta il fatto che la sua presenza è defilata rispetto alla massa cattolica e laica che aveva molta considerazione e rispetto per Martini e Tettamanzi, mentre deve essere pregnante nel clero vaticano dove gode di una stima sconosciuta in Lombardia al punto di metterlo in lista dei papabili.
Il card. Scola è stato istruttore politico di Berlusconi e Dell’Utri quando decisero di fondare Forza Italia un pedigree degno di Don Baget Bozzo.
Non può partecipare alla competizione per il papato mons. Tinivella considerato dalla stampa che fiancheggia il cattolicesimo grande intellettuale grazie al fatto che aveva inventato il ripristino della verginità.
Non so se attraverso la risostruzione dell’imene o attraverso una benedizione ad hoc.
Bertone ha fatto in tempo a stopparlo bloccandogli la nomina a cardinale.
Tinivella, dopo avere rispristinato la verginità, è quello che in occasione dei funerali di Raimondo Vianello dette i sacramenti, la comunione, a Silvio Berlusconi un divorziato.
Tinivella sostenne che avendo il piduista divorziato dalla sua seconda moglie aveva riacquisito la situazione ante, era ritonato puro.
Forse al piduista  una mano nel tornare puro l’ha data pure la Minetti nel celebrare le sacre funzioni vestita da suora con il crocifisso in mezzo alle tette.
Questi sono i promotori del Family Day, le adunate oceaniche in difesa della famiglia cattolica, promosse dai vescovi e guidate dal palco da divorziati, puttanieri e pedofili.
Al di là delle lotte di potere intestine del clero questo è il nuovo che avanza per i cattolici ormai assuefatti ad ingoiare rospi, come ha scritto Diego Novelli.

Certo che per un mondo convinto da oltre 2000 anni che la vita è un dono di Dio, e quindi Eluana va tenuta in vita con qualsiasi mezzo, le scelte di Wojtyla prima e di Ratzinger adesso sono una bella botta.


indexPremesso che sono un battezzato, a mia insaputa, che ha studiato dalle suore e dai preti, e non l’ho deciso io,  non credo in Dio e nemmeno negli dei.
Detto questo è certo che non ho mai provato simpatia per coloro che hanno tentato di infilarsi nel mio letto, nella mia coscienza e che hanno tentato, e tentano, in tutti i modi di condizionare la mia coscienza di essere umano e quindi non ho mai provato simpatia per Giovanni Paolo II° e per Benedetto XVI° mentre da ateo ho stimato e stimo ancora Giovanni XXIII° per la sua umanità e lungimiranza.
Penso di essere l’unico ateo che è andato al suo paese, Sotto il Monte, per vedere la sua casa natale e rendere omaggio ad una persona che ha segnato il secolo scorso come pochi.
Non mi interessano, in questo momento, i segreti e le miserie vaticane. Le colpe, le menzogne, le beghe di potere dei palazzi vaticani ed il miserabile atteggiamento del clero in merito alla pedofilia. Oggi mi interessa dire il mio punto di vista sulla persona, sull’uomo  inteso come animale facente parte della natura umana in tutte le sue componenti. Specifico per i leghisti, persona intesa come cromosomi di tutti i tipi.
Si dice che Wojtyla ad un certo punto abbia rifiutato le cure, sappiamo che non è stato il primo e nemmeno l’ultimo, ed è questo il punto che mi ha toccato di più per il fatto che il capo stesso della chiesa che ci racconta da oltre 2000 anni che la vita è un dono di Dio si è preso il suo destino nelle proprie mani. Ovvio che il clero, il sistema, abbia fatto passare la scelta di Wojtyla in secondo piano altrimenti si sarebbero contraddetti con l’atteggiamento assunto con Eluana e con tutti quelli che hanno chiesto di mettere fine all’accanimento terapeutico.
I cattolici hanno bisogno di un martire che faccia da parafulmine a tutti i loro peccati, che giustifichi le loro miserie. Miserie che fanno parte del genere umano in modo particolare quando è ammalato o anziano e quindi più debole come la natura impone ed esige quando si percorre l’ultimo viale della vita.
Noi, umani, non abbiamo nemmeno la dignità dell’elefante. La medicina ci aiuta, viviamo molto di più rispetto a 200 anni fa ed è migliorata la qualità della vita e qualcuno di noi gioca a fare l’eterno ragazzino tingendosi i capelli, truccandosi come una battona ed aiutandosi con la chimica per contrastare il declino naturale, insomma siamo incapaci di essere uomini con scadenza a termine.
Qualcuno punta all’infinito drogandosi come un cavallo da corsa e non per migliorare la qualità della vita ma per allungare a dismisura una giovinezza che non c’è più, diventando patetici.
Penso che la forza di un uomo sia nel riconoscere le proprie debolezze non nel nasconderle o eluderle con la chimica, solo un megalomane con delirio di onnipotenza può ridursi a macchietta del genere umano per sembrare giovane a tutti i costi.
Per essere chiari, fa impressione in fotografia figuriamoci vederlo da vicino o appena sveglio, prima del trucco.
Mi faceva una pena immensa Wojtyla come uomo, perchè come Papa o guida spirituale non l’ho mai preso in considerazione, quando si sosteneva con la croce e faticava a mettere insieme due parole, mi chiedevo perchè non lo fermassero, non mettessero fine a questa agonia esibita al mondo come un trofeo.
La stessa pena che ho provato per Berlinguer nell’ultimo discorso di Padova mentre la gente gridava fermatelo.
Certamente la scelta di Berlinguer è stata sua, voleva finire il suo compito, testimoniare i suoi ideali sino all’ultimo come fanno tutti gli eroi che vivono la vita normale.
Sul fatto che Wojtyla decidesse da solo di esibire le sue debolezze, la sua malattia, le sue difficoltà di uomo malato ho qualche dubbio in più.
Se è vero, ed io non ne dubito avendo letto qualcosa nel merito che riguarda anche il card. Martini del quale ho il massimo rispetto, che ad un certo punto ha rifiutato l’accanimento terapeutico come aveva già fatto Giovanni XXIII° ovviamente usando parole da Papa: sia fatta la volontà del Signore, oppure lasciatemi raggiungere Dio, ciò rimette in discussione tutta la speculazione che il clero, la chiesa, il cattolicesimo fanno intorno alle scelte individuali di chi vuole mettere fine alle proprie sofferenze.
Le persone normali, impedite o ammalate, chiedono che venga staccata la spina, Il Papa chiede sia fatta la volontà di Dio ma il concetto è lo stesso, essere padroni del proprio destino.
Ratzinger  è andato oltre, ha voluto fermarsi prima in un gesto che per me è di una grandissima dignità umana in un mondo che considera la debolezza della persona, dovuta al tempo passato, una vergogna da nascondere e non una naturale parte della vita, delle stagioni della vita, che troppi si rifiutano di accettare rendendosi ridicoli e patetici.
C’è più forza nell’ammettere la propria debolezza che passare ore al trucco, farsi fare il botulino, trapiantarsi e tingersi i capelli, prendere pastiglie, iniettarsi non so che per fingersi giovanotti.
Trovo che la scelta di Ratzinger sia epocale per la chiesa cattolica, in prospettiva.
Dopo che da oltre 2000 anni ci ripetono che la vita è un dono di Dio e quindi inviolabile al punto di considerare il suicidio un peccato, c’è addirittura chi lo considera un omicidio e quindi peccato grave, dell’eutanasia non ne parliamo  per non aggiungere ulteriori polemiche, abbiamo due papi che sia pure con modalità diverse smettono di essere simboli e ridiventano uomini riprendendo nelle loro mani e nel loro cervello il diritto di decidere del loro destino.
Smettono di essere icone di una cosa che non ha senso, non ha logica, non ha spessore e cioè che la vita e la morte sono un dono di Dio e non parte della stessa natura.
Ognuno è padrone della propria vita, almeno quella direi.
Ultima considerazione, penso che con un Papa italiano o comunque del sud del mondo una scelta del genere non sarebbe stata possibile.
Ho sentito di un cardinale polacco che ha commentato: dalla croce non si scende, confermando che i talebani integralisti ci sono anche tra i cattolici. Ho sentito interviste in Pazza S. Pietro a gioveni di paese diversi, ebbene quelli del sud dell’Europa dicevano che non avrebeb dovuto dimettersi, insomma la pensano come il cardinale polacco, quelli del nord Europa apprezzano il gesto di Benedetto XVI°, confermando un mio dubbio. Solo chi ha un pragmatismo, chiamiamolo così, protestante può avere la forza di riconoscre la propria debolezza e renderla grande facendo una scelta del genere.
Il cattolico ha bisogno del martire per fargli espiare le proprie colpe e lavarsi la coscienza.
Per me ha fatto un grandissimo gesto e gli rendo onore.
Per uno che ha rischiato una denuncia per vilipendio ad un Capo di Stato, lui, non è poco.
Certo che se facessero papa Scola sarebbe un bel salto indietro nel tempo. Problemi loro comunque. 

Io voglio bene a don Piero Corsi, ce ne vorrebbero di parroci come lui. Faciliterebbero il lavoro per arrivare, prima possibile, ad uno stato laico. Indipendente.


indexHo studiato dalle suore e dai preti, elementari e medie, e quest’anno festeggio il 51° anniversario di quando ho deciso di non frequentare più le chiese, insomma da chierichetto a laico, agnostico alla velocità della luce.
Mia madre la prese male anche perchè intorno ai 9 anni volevo farmi prete, gesuita, avevo fatto anche due mesi di ritiro spirituale in montagna e lei si sentiva in paradiso, già mamma di un prete.
Quando tornai dal ritiro spirituale conobbi la Patrizia, la figlia del pasticcere del paese, e la vocazione sparì nello spazio di un nanosecondo. Lei si mi faceva sentire miracolato.
Mi regalava i ritagli delle paste e nel pomeriggio andavamo al cinema insieme. Sullo schermo vedevamo come si baciavano i grandi, scoprimmo anche che i grandi si baciavano con la bocca aperta, con la lingua e noi ci facevamo delle docce, mai passione fu tanto innocente ed umida.
Mia madre non seppe mai la ragione del mio abbandono della via religiosa ma io mi salvai.
A 13 anni avevo già deciso di mollare tutto e così feci salvo in due occasioni nelle quali fui costretto dalla famiglia, il matrimonio ed il battesimo di mio figlio. A 22 anni ed in “quegli” anni il peso della famiglia era preponderante e dovetti subire, con il matrimonio uscii di casa e nessuno potè più condizionarmi.
La mia è stata una scelta maturata individualmente con la testa di ragazzino prima e di adulto poi e non mi sono mai pentito.
Forse la mia educazione religiosa mi ha impedito di fare l’ateo propagandista, considero la religione, la fede, una cosa individuale da rispettare anche se cerco sempre di esprimere le mie opinioni, senza invadenza.
Da 50 anni fa ad oggi ne sono cambiate di cose, i matrimoni civili hanno superato quelli religiosi, ci sono molte famiglie di fatto e bambini che non vengono battezzati anche se lo “sport” preferito dagli italiani è quello di non praticare ma di partecipare a scadenze fisse alle cerimonie di routine.
Battesimo, cresima, comunione, matrimonio, funerale, c’è gente che non va mai in chiesa, non sa una parola del vangelo ma non si perde un battesimo, una cresima, figuriamoci un matrimonio. E’ il solito vizio italiano di vivere tutto a spanne, secondo la convenienza del momento e dell’abitudine. Si è sempre fatto così e tanto vale farlo ancora.
Se fossi un prete e si presentasse da me una coppia che vuole sposarsi in chiesa senza frequentare la stessa come dovrebbe fare un bravo cattolico mi rifiuterei di celebrare il matrimonio. Ma la chiesa accoglie tutti, anche i mafiosi e tutto serve al fatturato.
Dicevo che la mia battaglia individuale contro l’oppio delle religioni non ha portato molto alla causa, diciamo che lo scorrere del tempo ed il cambiamento di vita ha fatto molto di più, contro la religione che i miei pensieri, le mie vedute.
La prima botta la chiesa cattolica, perchè è in questa che noi siamo immersi senza volere, l’ha avuta con il benessere, il boom economico che ha portato in ogni famiglia la vespa, prima, e la 600 dopo.
Alla domenica invece di andare a messa si andava in gita e le chiese piano, piano, perdevano fedeli.
Più tardi ci fu anche un prete che si inventò la messa in spiaggia, aveva capito che i fedeli non andavano più da Maometto ma era Maometto che doveva andare da loro.
Perchè voglio bene a don Piero Corsi? Perchè ha fatto più lui contro la chiesa che io in 50 anni di propaganda individuale, non siamo noi agnostici o atei, gli sbattezzati che minano la chiesa cattolica, è la chiesa stessa che si demolisce da sola con i discordi dei preti e del papa in primis.
Fare un discorso come quello che ha fatto il papa sulle Nozze gay è una ingerenza, usare la parola attentato è una provocazione, ma è il volantino di don Piero Corsi la vera dinamite che farà crollare tutto il castello: Don Piero, il folle discorso di Natale
“Femminicidio? Colpa delle donne”

Non ha fatto in tempo a chiedere scusa, non ha fatto in tempo a dare del frocio ad un cronista del tg1, che a pochi chilometri da lui è successo questo: Uccide moglie e cognata
poi tenta il suicidio nell’Imperiese.
Una delle vittime aveva 45 anni, la cognata, e la moglie 51. Io non credo che andasse in giro con la pancia di fuori, con la minigonna ma anche se fosse nulla giustificherebbe un gesto del genere o qualsiasi altro tipo di violenza contro le donne.
Ovvio che il mio è sarcasmo feroce, satira estrema ma prima ci liberiamo il cervello dai talebani di tutti i tipi e meglio è.
Ho parlato di liberazione del cervello non di liberazione armata, spacciata per difesa della democrazia per meri interessi economici del capitale globale.
La battaglia è culturale e se la cultura della chiesa è questa lasciamoli fare si esluderanno da soli. Per dirlo con parole loro potremmo dire che anche Dio, nonostante loro, non ferma gli orologi ed il tempo scorre.
Lasciamo tempo al tempo, lasciamo che le scuse opportuniste si diluiscano nel quotidiano ed accendiamo la mente, la ragione.
Il fatto stesso che la maggioranza dei fedeli che frequentano le chiese sono favorevoli alla comunione per i divorziati dice tutto, dice tanto, sul distacco che il credente ha dalla struttura clericale.
Abbiamo anche visto un presidente del consiglio divorziato, pedofilo, bugiardo e puttaniere fare la comunione. 

Adesso a Scola, il cardinale di Milano, non va bene nemmeno la Costituzione. Vuole dettare le regole lui. Lo Stato laico mette a rischio la libertà religiosa. Da quando sono al mondo ho sempre visto la religione, cattolica, invadere il campo senza mai essere espulsa. Comunione e occupazione.


192723663-c61abd55-5c67-4d1c-99bd-41247179211aQuando i tempi si fanno duri tutti diventiamo più integralisti, a difesa delle proprie idee, ed i più integralisti di tutti alzano la voce, i talebani cattolici.
Non basta più pretendere di dettare la linea in parlamento ed in, quasi, tutti i partiti adesso attaccano direttamente la Costituzione.
E’ una costante più il mondo evolve e più loro diventano conservatori, ciò non ha impedito che dagli anni 50 in poi la chiesa ha perso molto del suo gregge. Le file domenicali per la S. Messa si sono assottigliate ed il 40%, se non di più,
di chi si avvicina ai vari sacramenti lo fa per abitudine vanno a messa per la comunione dei figli poi passano direttamente alla messa per la cresima, matrimonio ed ovviamente funerali o battesimi.
La maggior parte di loro non si ricorda nemmeno più le preghiere fanno prendere aria alla bocca fingendo di pregare o cantare.
Così, il card. Scola ieri ci ha fatto capite perchè il Papa l’ha nominato capo a Milano dopo quei bolscevichi di Martini e Tettamanzi con il compito di rimettere in pista sul piano religioso Comunione e Occupazione, sul piano politico-economico hanno già il monopolio.
La città di Milano ha appena varato il registro delle coppie e si prepara a discutere sul testamento biologico, figuratevi se il talebano di Comunione e Occupazione si lasciava scappare l’occasione di fare un discorso integralista davanti alle tutte le autorità.
Ha usato queste parole:
Il «modello francese di laicité che è parso ai più una risposta adeguata a garantire una piena libertà religiosa, specie per i gruppi minoritari», ha detto Scola davanti a tutte le autorità, «si presenta a prima vista idoneo a costruire un ambito favorevole alla libertà religiosa di tutti». Ma, sostiene il cardinale, la laicità «ha finito per diventare un modello maldisposto verso il fenomeno religioso». E «la giusta e necessaria aconfessionalità dello Stato ha finito per dissimulare, sotto l’idea di neutralità, il sostegno a una visione del mondo che poggia sull’idea secolare e senza
Dio».
E’ già stato furbo a nominare i gruppi minoritari, dei quali non gliene frega niente, lo scopo era far sapere a Pisapia ed a tutti i laici che sono nelle istituzioni della Repubblica che a lui della laicità dello Stato non gliene può fregare di meno, lui vuole lo Stato confessionale. Quello che perdona tutti i peccati e le malefatte di Comunione e Occupazione.
L’aria contrita l’espressione di dolore del cardinale è la stessa che usano in tutte le occasioni per dare l’impressione che l’occupazione è  un atto d’amore verso le pecorelle che, ultimamente, non riesce a tenere a bada nemmeno il cane pastore.
Troppi matrimoni civili, troppe unioni tra lo stesso sesso, troppi bambini che non vanno più all’oratorio o se ci vanno sono istruiti per bene dai genitori, che magari convivono senza il matrimonio, sul come comportarsi nel caso di un approccio del terzo tipo da parte di qualche prete con la passione dei bimbi o delle bimbe.
Dopo anni di convivenza laico religiosa a Milano si torna alle crociate e, permettetemi di dirlo, l’avevo detto subito quando ho saputo che Scola avrebbe sostituito Tettamanzi che aveva seguito il sentiero illuminato di Martini. Colui che ha rifiutato l’accanimento terapeutico.
Per un po’ Scola è stato calmo, appena il Card. Martini ci ha lasciato ha tirato fuori il bazoka di Comunione e Occupazione ed ha sparato ad altezza d’uomo alle autorità pubbliche non abbastanza allineate con il suo pensiero.
Molte religioni credono in un solo dio, Scola è convinto che sia il suo, l’ha occupato come hanno occupato ospedali e tutto quello che ci gira intorno che renda un fatturato.
Giuliano Pisapia l’estare scorsa avera rivendicato l’autonomia d’azione delle istituzioni pubbliche un rospo che Scola non è riuscito ad ingoiare ed ha preparato il discorso in occasione della festa del patrono che rimettesse in riga le istituzioni.
Loro possono bestemmiare in Comune, noi non possiamo e non vogliamo bestemmiare in chiesa.
Sono sempre stati così, invasivi e tendenti al pensiero unico, al regime religioso che per forza di cose diventa anche politico, ne più ne meno di quello che succede ai mussulmani quando al potere ci sono gli integralisti.
Molti anni fa nel consiglio di quartiere nel quale ero consigliere del Pci c’erano due ragazzi della Dc che facevano parte di Comunione e Occupazione, non ci pensavano nemmeno di seguire la linea del loro partito, loro seguivano esclusivamente la linea di Don Giussani e di Formigoni, che a quei tempi aveva fatto pure il voto di castità.
Sotto le feste di Natale i due in questione proposero una mozione d’ ordine urgente, ci facemmo esporre quale fosse il problema e la mettemmo in coda all’assemblea del Consiglio di Quartiere.
Sembrarono morsi dalla tarantola e vi dico il perchè.
La mozione d’ordine urgente consisteva nel fatto che chiedevano, in occasione delle feste natalizie, che fossero benedetti i locali del Consiglio di Quartiere e, già che c’erano, tutti i consiglieri per illuminarli nel loro compito pubblico.
Insomma una benedizione per tutti sostenendo che certamente non avrebbe fatto male ai consiglieri un po’ agnostici o atei.
Naturalmente come capogruppo della maggioranza rifiutai, votammo contro e diedi questa spiegazione: se facciamo una cosa del genere per la religione cattolica altrettanto dovremmo fare con i mussulmani, i buddisti, gli ortodossi ecc.ecc. Il consiglio di quartiere, dissi, rappresenta tutti e quindi la stessa cosa dovrebbe essere permessa a tutte le religioni. E’ democrazia, o tutti o nessuno.
Uno dei due volle mettermi al corrente che, nella loro infinità bontà, pregavano anche per me. Pregavano Dio che mi illuminasse e che mi facesse vedere la luce, scoprire la bellezza della fede.
Li misi al corrente che avevo studiato dalle suore, prima e dai salesiano dopo, avevo fatto il chierichetto e verso i 10 anni volevo pure farmi prete. Progetto che fallì miseramente quando mi innamorai a 11 anni della figlia del pasticciere del paese che mi regalava i ritagli delle torte.
Di luce ne avevo vista abbastanza ed il fatto che pregassero per me era un’intrusione nella mia vita, un’imposizione da regime fascista ed essendomi incazzato ho perso per un attimo il controllo dicendo: fatevi i cazzi vostri, se e quando sarà il caso me la vedrò io, quello che avete detto è la prova che la religione cattolica è totalitaristica come qualsiasi altro regime che c’è al mondo.
Ad ogni modo aggiunsi che non c’erano problemi dato che a 100 metri da noi c’era una chiesa. Avrebbero potuto assentarsi per una mezz’ora per andare a farsi benedire direttamente dal prete confidando nel fatto che ce li avrebbe restituiti più illuminati di prima. Un beneficio anche per noi.
Scola è rimasto agli anni 70 e pretenderebbe che ci restassimo anche noi.
Scrive Repubblica: Parole forti, quelle del successore di Dionigi Tettamanzi e soprattutto di Carlo Maria Martini, che aveva fatto di Milano la capitale del dialogo con i non credenti.
Ecco parole forti, parole da regime, da dittatura di una fede sulle altre da imporre pure agli atei o agnostici.
Parole da fascista, in pratica.
Per chi volesse saperne di più metto il link:

Il cardinale Scola: “Lo Stato laico
mette a rischio la libertà religiosa”

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Ammesso che ci fosse bisogno di un motivo per non votare Renzi ci è stato fornito ieri con la notizia della cena a Milano con banchieri, imprenditori, finanza. Finalmente uno che non ha letto Marx.


Che sia per quello che il chierichetto spara cazzate a raffica al punto che quando ne indovina una sembra un genio?
A me spiace per i tanti ex compagni che votano Pd, che hanno seguito tutta la deriva al centro dal Pci al Pds, ai Ds ad infine al Pd.
Devo dire che sono ammirevoli, la sinistra si è frantumata in rivoli che sono finiti in secca e loro cercano di tenere in piedi la baracca dopo che è diventato di moda ripudiare il fatto di essere stati comunisti. Io sono rimasto indietro, fermo e non sarà il chierichetto a farmi cambiare idea.
Di buono, in tutto quello che sta succedendo, c’è che il chierichetto si sta facendo fuori da solo, non è un problema di regole delle primarie il problema è che lui non ha niente a che vedere con i reduci, quelli rimasti del glorioso Pci.
Non mi è mai piaciuto, è stato votato dagli oratori e non li frequento da più di 50 anni.
Non sa niente di proletari, socialismo, lavoratori ed il suo concetto di solidarietà è quello più deleterio e peloso, la carità cristiana.
La differenza tra carità e solidarietà è abissale, anche se molti fanno confusione, vorrei fare una sintesi per evidenziare la differenza fondamentale: la carità cristiana ti aiuta una tantum e ti lascia dove sei, povero all’infinito. Serve solo a chi la fa per ripulirsi la coscienza elargendo le briciole di quello che, magari, ha rubato.
La confessione, attraverso l’assoluzione di qualsiasi peccato e la carità ripuliscono l’animo umano meglio di una lavatrice.
La solidarietà, invece, aiuta chi è in difficoltà a trovare gli strumenti per uscirne, evolversi, attraverso l’impegno, l’informazione, la conoscenza dei propri diritti.
Insomma la carità porta in Africa una bottiglia di acqua la solidarietà ti insegna come fare un pozzo e renderti indipendente.
La bottiglia finisce il pozzo mai e se si esaurisce sai come farne un altro.
Renzi vuole i voti delle destra e si comporta come uno di destra invece di andare nelle fabbriche va a cena con finanzieri, industriali, insomma tutti i parassito che il capitalismo fornisce in quantità.
Pensate che con i suoi atteggiamenti, che piacciono tanto al sistema ed alla Zanicchi, è riuscito a fare dire a D’Alema una cosa giusta: Se vince Renzi sarà scontro.
Io non credo che vinca Renzi, anche se dietro ha i poteri forti trovo inimmaginabile che gli elettori del Pd, che bene o male vengono da una certa area, si identifichino in uno che ha solo due meriti: ha fatto il chierichetto e non ha letto Marx.
Adesso è passato dal servire messa a servire il capitale.
Non gli consiglio nemmeno di leggersi Marx, non capirebbe comunque, vada pure avanti con il breviario.
Vedo che tutti criticano Bersani ed anch’io voglio dire la mia.
Bersani non sarà un fenomeno ma io lo valuto molto più di Renzi per diverse ragioni, una in particolare la voglio mettere in evidenza.
Nel programma di Sky, Gli Sgommati, è l’unico politico che mostrano in bianco e nero per diminuirne, in modo subliminale, il valore come persona e come politico.
E’ qui che la Tv di Murdoch, fascista, mostra i suoi limiti, le sue voglie, il suo disprezzo.
Renzi, e tutti gli altri, vengono presi per il culo ma a colori.
Vada pure a cena con i banditi della finanza ma non venga a chiedere voti ai lavoratori, ai proletari, non credo che faccia un buon raccolto.
Se dovessi puntare 10 euro sulle primarie punterei su Bersani e sono convinto che vincerei alla grande.
Ad ogni modo, fate voi. Se vi piace il chierichetto tutto sommato, dopo Berlusconi, è quello che ci vuole perchè le suore tornino a fare le suore e non le orgettine.
Solo per questo, non certo per governare il Paese.
Non facciamoci ancora del male, sono vent’anni che ci martelliamo sulle palle,
metaforicamente e ringraziando la maggioranza degli elettori, non degli italiani, quella non l’ha mai avuta.
Enrico, riposa in pace, no pasaran.

Alfredo Celeste, sindaco di Sedriano ed insegnante di religione, invita un boss ad una manifestazione sul tema: Creatività femminile. Ospite Nicole Minetti. Che abbiano cambiato il libro della dottrina?


Non mi meraviglia il fatto che un politico del Pdl abbia invitato un boss dell’ndrangheta ad una manifestazione da lui organizzata, che manifestazione politica sarebbe senza la presenza di, almeno, un boss?
E’ il bollino di garanzia avere un boss in politica.
Sono passati tanti anni da quando studiavo dalle suore prima e dai preti poi, avevo 9/10 anni ed ho smesso subito la frequentazione, ma ricordo ancora la Maddalena, la peccatrice, dal vangelo secondo Luca
.
Sulle prime mi ero meravigliato che un insegnante di religione avesse invitato una come la Minetti ad una iniziativa sulla “creatività femminile”. Ho pensato che sia per il fatto che si è vestita da suora con il crocifisso tra le tette per ballare sul cubo per l’utilizzatore finale?
No, non credo che il parroco di Sedriano avrebbe approvato.
Forse l’ha invitata per la sua creatività nell’organizzare i festini, baciare la statuetta di Priapo, pare fosse la migliore a baciare il battacchio del puttaniere nazionale.
Oppure per la sua capacità di briffare le novizie ed in modo particolare le minorenni?
Mi sono perso, la creatività della Minetti è infinita, ha una fantasia inarrestabile e se poi le fai un bonifico o le regali una carta di credito prepagata diventa incontenibile.
Ha persino inventato la maglietta con scritto: senza sono meglio. Questa ha oscurato Andy Warhol, nemmeno lui aveva tanta fantasia creativa.
Ed invece no, il sindaco insegnante di religione, invitando la Minetti, non ha inteso dare sviluppo alla prostituzione, indicare la buona strada, il viale adatto, alle figlie di Maria ma ha voluto restare nel solco delle sacre scritture. L’ha fatto Gesù e non poteva farlo Alfredo Celeste, con quel cognome poi, Sindaco di Sedriano?
Tutti abbiamo pensato male, che volesse farsi fare una briffata dalla Nicole, con lo sconto, ed invece no si è attenuto al vangelo secondo Luca. Prima toccava ad un altro, tutti in fila in attesa di suor Nicole.
dal vangelo secondo Luca:
La peccatrice, chiunque essa sia, e a maggior gloria di Maria Maddalena se si trattasse di lei, è un gioiello incastonato nelle Sacre Scritture. E’ una donna carica di peccati: Simone resta scandalizzato dal fatto che Gesù si lasci avvicinare da una donna del genere, e comincia a dubitare di Lui. “Se fosse un profeta”, pensa, “saprebbe chi è questa donna”.  Ma Gesù lo sa, chi è quella donna, e sa anche cosa sta pensando Simone… Lo inchioda con una domanda dalla risposta obbligata! E conferma, ancora una volta, che a Lui interessa solo quello che abbiamo nel cuore… Non quel che siamo stati prima di incontrarlo. La peccatrice non sa chi è Gesù: è il suo cuore che lo riconosce, è il suo cuore che si riempie d’amore, che scaccia da sè il peccato per riempirsi solo di Dio! Le sue lacrime rivelano il cambiamento radicale che è avvenuto in lei; i suoi capelli, usati come uno straccio, mostrano l’umiltà di chi vuole essere serva del più buono dei padroni. Gesù legge tutto, nel cuore di questa donna. E le perdona tutti i peccati, perché molto ha amato. Ricordiamolo sempre, perché questo è il metro di giudizio che adotterà anche per noi.

La Nicole è un gioiello delle sacre scritture, le si perdonano tutti i peccati perchè ha molto amato colui che dava ordine dei bonifici e che l’ha candidata in regione Lombardia, salvo quella volta che le ha dato del pezzo di merda.

«E’ un pezzo di m.. – si sarebbe espressa Nicole Minetti in una intercettazione in cui si dice molto arrabbiata con il Premier – Se vuole vedermi mi chiama lui, ma se vado ci vado con gli avvocati». Il colloquio della Minetti avviene con Clotilde Strada: «Non me ne fotte un c… se lui è il presidente del Consiglio o, cioè, è un vecchio e basta. A me non me ne frega niente, non mi faccio prendere per il culo. Si sta comportando da pezzo di m… pur di salvare il suo culo flaccido».
Si sa che l’unto dal signore ha un cuore d’oro, come Gesù e come Alfredo Celeste che l’ha invitata perchè lei è un gioiello incastonato nella discoteca di villa S. Martino.
Quanti santi ci sono quando ci sono di mezzo le puttane.

Non dovrebbero battere nei viali di periferia, al pericolo ed al buio, o nelle ville del puttaniere più famoso del mondo, dovrebbero battere nei piazzali davanti alle chiese a portata di mano per quando arriva il momento di incastonare i gioielli.
Il maestro di religione, cattolica, è finito ai domiciliari.

Alfredo Celeste, primo cittadino di Sedriano in provincia di Milano e insegnante di religione è finito ai domiciliari. Aveva chiamato Eugenio Costantino, arrestato, affinché partecipasse alla manifestazione da lui voluta sulla ‘creatività femminile’. Madrina: la consigliera del caso Ruby


La Polverini non si dimette per non fermare i lavori. Stanno lavorando? Nel Pd ci sono quelli che invece di occuparsi di lavoro, crisi, diritti, si occupano dei figli di Vendola.


La Polverini è una donna responsabile, se si dimettesse si fermerebbero i lavori in Regione Lazio, verrebbe rimandata la festa del peperoncino con danni irreversibili al commercio ed ai trasporti con elicotteri. Verrebbero  annullate le feste in costume provocando disoccupazione tra le sarte. Meglio restare lì a far finta di essere sani. Moralmente. Togliere il brufolo e tenersi l’infezione.
Nel Pd invece una trentina di deputati sono indefessamente affaccendati a seguire le direttive del Vaticano in fatto di embrioni, staminali, coppie di fatto. Essere cattolici non è una religione, una fede, è una malattia che non riconosce i diritti e la democrazia.
Sinceramente ho altre priorità rispetto ai diritti di lesbiche ed omosessuali, la sessualità individuale la considero un problema secondario rispetto al diritto al lavoro, scuola, sanità, welfare, democrazia.
La parola democrazia ha già in se i diritti di tutti, nessuno escluso, non abbiamo una religione di Stato e non dovremmo essere condizionati dalle direttive del vaticano omofobo e pedofilo.
Detto questo ogni volta che sento parlare dei diritti degli omosessuali, ed affini, trovo assurdo che la sinistra si perda in questa battaglia, autolesionista, rispetto ad altre battaglie come quelle per il lavoro, l’equità fiscale, la lotta all’evasione alla malavita e la tassazione della prostituzione in generale, non solo femminile. Prima industria del Paese.
I grandi omosessuali italiani , i più ricchi e famosi salvo rare occasioni, sono tutti di destra a partire da Armani, Dolce e Gabbana, il povero Versace e ne dimentico sicuramente molti, persino Malgioglio ha la passione per Silvio.
Francamente la lotta la lascerei fare a loro, sanno qual’è la loro situazione in fatto di diritti, successioni e cose varie e se ne vanno senza nemmeno fare testamento, donazioni, coperture finanziarie per i loro compagni o compagne ed i poveretti, nel senso di popolino rispettoso dei diritti di tutti, gridano allo scandalo perchè i vedovi o le vedove vengono tagliati fuori dai milioni accumulati dai loro compagni, compagne.
Tra l’altro c’è discriminazione anche qui, le lesbiche sembra che non esistano e l’attenzione è tutta per i gay forse perchè sono più spudorati, in senso buono, si espongono di più.
Il Pd ha il problema Fioroni e della trentina di deputati omofobi, cattolici, integralisti.  Ogni volta che c’è di mezzo un voto che riguardi i diritti individuali, l’etica, l’accanimento terapeutico questi votano con i conservatori, le destra più forcaiola e talebana.
Penso che il Pd farebbe meglio a tirare una riga o di qua o di là, non è possibile che una trentina di Binetti possa, voglia, imporre la linea. Vadano in altri lidi, altri porti, altrimenti per il Pd è la fine.
Non possono portarsi in spalla questo pesantissimo zaino che in certe occasioni porta farina alla destra, vadano con Casini, Rutelli, come ha fatto la Binetti.
Noi abbiamo ben altri problemi immediati per sprecare forze e tempo per le menate derivanti dal cattolicesimo perchè, se non mangi, non hai nemmeno le forze per pregare o partecipare alle processioni.
Insomma lo dico chiaramente a costo di generare equivoci, per me viene prima il lavoro, la sanità, le pensioni, la scuola, la casa, i trasporti, la possibilità di farsi una famiglia di qualsiasi tipo.
Tutto il resto è noia, rottura di palle , Fioroni e tutti quelli come lui me le hanno proprio rotte.
Dobbiamo darci delle priorità e quello che io faccio alla sera è secondario rispetto al diritto al lavoro, al reddito.
Senza un lavoro non sei nemmeno libero di vivere la tua sessualità come ti pare.
Prima di preoccuparmi con chi esce mio figlio alla sera mi preoccupo che abbia un lavoro, che vada a lavorare.
Dovremmo preoccuparci che il puttanaio resti disoccupato?

Ovvio che CL faccia la ola al potere, gli appalti non vengono concessi dall’opposizione.E’ anomalo, e meritevole, che a farlo notare sia Famiglia Cristiana.


Naturalmente ha risposto subito l’inquisito che si autoassolve, Formigoni, quelli di CL sono educati.
Infatti hanno applaudito Andreotti, Berlusconi, Formigoni e qualche altro che dimentico ed è con questi che l’impero delle loro cooperative è nato e si è sviluppato a partire dalla sanità lombarda sino a spaziare ovunque.
Adesso sono riusciti a conquistarsi pure la diocesi di Milano, la più grande d’ Europa, dopo cardinali come Mons. Martini e Tettamanzi rispettabili e di riferimento pure per i laici è arrivato Scola, espressione diretta di Comunione e Liberazione.
Dopo il potere temporale conquistato con gli applausi al potere e gli appalti di dovere si sono conquistati pure il potere pastorale.
Tranquilli, se il restauro di Berlusconi riesce e torna in pista, questi sono capaci di applaudire non solo lui ma anche la Minetti e tutte le orgettine vestite da suore. Per l’occasione.
A Rimini non mancano le discoteche e se sarà il caso un palo per la lap dance non mancherà di sicuro e, dopo il dovere degli applausi al potere, si passerà al piacere il gran ballo di corte con le orgettine vestite da suore ed il crocifisso in mezzo alle tette.
L’importante è conquistare gli appalti.
Nel nome del signore.
Le parole usate da Famiglia Cristiana sono macigni sulla coscienza di chi si ritiene cattolico ed è un peccato, oltre che un merito, che ancora una volta Famiglia Cristiana arriva prima e più direttamente dei giornali asserviti al potere al nocciolo della questione.
“Sembra che a Rimini si applauda non per ciò che viene detto. Ma solo perchè chi rappresenta il potere è lì, a rendere omaggio al popolo di Comunione e Liberazione”. Un attacco frontale, cattolici contro cattolici. Tutto contenuto in un lungo editoriale che la rivista dedica all’intervento del presidente del Consiglio, Mario Monti.

“Un lungo applauso del popolo dei ciellini ha accolto il premier”. Una prassi. Si legge: “Tutti gli ospiti del Meeting, a ogni edizione, sono stati sempre accolti così: da Cossiga a Formigoni, da Andreotti a Craxi, da Forlani a Berlusconi. Qualunque cosa dicessero. Poco importava se il Paese, intanto, si avviava sull’orlo del baratro. Su cui ancora continuiamo a danzare”. E la stoccata finale: “Non ci sembra garanzia di senso critico, ma di omologazione. Quell’omologazione da cui dovrebbe rifuggere ogni giovane. E che rischia di trasformare il Meeting di Rimini in una vetrina: attraente, ma pur sempre autoreferenziale”.
Nemmeno l’Unità, Repubblica, il Fatto e così via sono in grado di fare una sintesi così perfetta.
Riprendo qui l’elenco dei personaggi in questione. Serve per riflettere, il più bravo ha la lebbra, politicamente ed eticamente.
Cossiga, Formigoni, Andreotti, Craxi, Forlani e Berlusconi.
Roba da far venire i brividi, se solo avessimo un popolo con un minimo di memoria collettiva. Ritengo persino inutile un ripasso sulla vita, e le opere, politiche di questi personaggi, non vorrei vomitare al mattino presto.

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