Uno non ha carisma ed annoia, l’altro ne ha troppo e spaventa. E’ disponibile la cara vecchia coperta di Linus, la destra. Quando i problemi si fanno seri emerge l’animo conservatore dell’Italia, si gira a destra. Come sempre.


imagesNon è un problema di sondaggi che danno il Pdl in ripresa, lasciano il tempo che trovano lo abbiamo già visto con le primarie del Pd e con le elezioni nazionali, non ne hanno indoviata una.
L’unica volta che il nostro Paese ha mostrato una decisa volontà di cambiamento è stato con la Resistenza e “grazie” al fatto che c’era una dittatura che ci aveva portati alla rovina ed alla guerra.
Avendo toccato il fondo in tutti i sensi l’elite democratica ed intellettuale, pur minoritaria, ha preso coraggio e sopravvento dando vita alla resistenza prima ed alla liberazione poi, quando parte del Paese era già stata liberata dagli alleati. Un sussulto di dignità per un Paese da sempre conservatore, dominato dalla borghesia.
In quel momento storico si sonto toccati il punto più basso dell’italico cittadino ed allo stesso tempo il punto più alto e nobile dei nostri intellettuali.
Il punto più basso è stato il vergognoso accorrere in soccorso al vincitore, una volta caduto il duce si sono ritrovati tutti antifascisti, salvo rarissime eccezioni.
Il punto più alto ci è stato ragalato dai Padri della Patria con la nascita della nostra Costituzione, una delle più belle al mondo, simbolo di equilibrio, democrazia, giustizia tutt’ora non applicata del tutto.
Dalla liberazione in poi l’Italia, intesa come maggioranza dei cittadini,  è tornata quello che è sempre stata conservatrice sotto l’ala protettiva della Dc e quando si è trovata in difficoltà ha chiesto aiuto ai missini, gli ex fascisti.
Ogni volta che si è presentata un’occasione di cambiamento democratico e radicale verso il nuovo, ricordo ad esempio le elezioni del giugno 1976 quando il Pci veniva dato in forte crescita e si credeva possibile il sorpasso, tutto il mondo conservatore dal centro all’estrema destra si è riunito in corpo solo.
Fu l’anno in cui Montanelli invitò gli italiani a turarsi il naso ed a votare Dc.
Non fu colpa o merito, secondo i punti di vista, di Montanelli la maggioranza  degli italiani è sempre stata conservatrice e da sempre per spiegare la filosofia della maggioranza degli elettori vale lo stesso proverbio: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che  lascia non sa quel che trova.
Tranquilli, tutti quelli che speravano in un cambiamento grazie anche ad alcune proposte del M5S si mettano l’animo in pace, torneremo alle elezioni ed ancora una volta la maggioranza degli italiani sceglierà la strada vecchia, svolterà a destra.
Penso che il bonus offertoci dal M5S ce lo siamo giocato nel peggiore dei modi e per colpa di tutti, non mi interessa sapere di chi è la colpa più grave o chi ha più responsabilità.
Rifletto sui risultati e sui fatti, con la mia testa ovviamente, e penso che il punto più alto della “rivoluzione del cambiamento” l’abbiamo toccato alle ultime elezioni.
Ogni conquista è un passo in avanti sia in politica che nel sindacato ma tutti sappiamo che dopo ogni travolgente conquista c’è l’assestamento e la reazione.
Insomma si lotta per conquistare tre metri e se ne conquista uno, se dopo la conquista ci rilassiamo per goderci la vittoria se ne perdono due.
Posso anche sbagliarmi ma la spinta propulsiva della protesta che ha fatto avanzare, meritatamente, il M5S sia esaurita e che il M5S sbaglia nel non battere il ferro sinchè è caldo.
Tutto il bailamme economico e politico che ci stanno costringendo a vivere produrrà, sempre secondo me e non son l’oracolo, queste conseguenze.
Chi ha votato M5S venendo da sinistra, i delusi dalla sinistra, sono delusi dalla presa di posizione del M5S torneranno a sinistra o all’astensione da protesta o delusione.
Certo non possiamo contare sulla sinistra esterna al Pd, che ho votato, perchè si sta dissolvendo come elettori, tolto qualcuno di Sel da anni non è presente in Parlamento.
Stendo un velo pietoso, nel web è pieno di gente di sinistra, comunista, anticapitalista ma non c’è un collante, un lievito che li tenga insieme. Ognuno di noi ha una sua verità in tasca che coagula come l’olio con l’acqua. Non riusciamo a fare sintesi, unità.
Chi ha votato M5S venendo da destra tornerà a destra e sono la maggioranza insieme agli astenuti.
I cani sciolti spaventati da questa situazione,compresi parecchi astenuti, torneranno in fretta e furia alla vecchia coperta per paura del cambiamento. Si tureranno il naso, anche se negli ultimi vent’anni è diventata consuetudine, e voteranno per conservare la strada vecchia, piena di buche ma conosciuta.
Non si è mai visto uno che si sia turato il naso per votare un cambiamento, la rivoluzione morale, politica, economica.
Chi vota per il cambiamento o la rivoluzione lo fa senza turarsi il naso ma perchè ci crede, ne è convinto.
L’insieme di queste cose porterà ad una vittoria elettorale del centrodestra, lega esclusa perchè pochissimi ormai credono nell’utopia della lega, credono invece nel salvare la loro bottega.
Che ci sia o no Berlusconi l’ Italia tornerà a destra, non avrà nemmeno bisogno di inventarsi qualche genialata come quella dell’Imu a consegnargli il Paese ci penseranno la maggioranza degli italiani con le loro paure ed il loro, inserito nel dna, conservatorismo.
Anche noi di sinistra veniamo accusati di essere portatori di idee obsolete, hanno poco più di cento anni mentre le idee borghesi e quindi capitaliste risalgono al trecento.
“Nella Firenze del trecento, apparve il primo borghese, nella semantica di Sombart. Accordando prestigio sociale e potere politico ai commerci, ai mercatores e populares, in comunità che non erano soltanto città, ma città-Stati indipendenti, l’Italia, a partire da Firenze, attuò anche il prototipo della “rivoluzione borghese”, del “governo dei mercanti, esercitato dai mercanti e per i mercanti”.
Borghesia, mercato, capitalismo, con tutta l’evoluzione che ne è seguita sino al moderno capitalismo finanziario parassita che domina il mondo.
Forse saremo obsoleti anche noi, anche la sinistra anticapitalista ma una cosa è certa: noi abbiamo sempre votato per cambiare, senza paura, e non ci siamo riusciti.
Non abbiamo mai votato per conservare.
Con la confusione che c’è in questi tempi lasciatemi dire che non si capisce più chi vuole la rivoluzione e chi la conservazione. Non è ancora chiaro.
Sul fatto dell’etica, onestà, correttezza, lotta agli sprechi ecc. ecc. della politica siamo d’accordo.
E’ la prima pietra sulla quale costruire un mondo nuovo ma ricordiamoci che l’uomo perfetto non esiste, inteso come massa, come non esiste la massa onesta a priori.
Solo una giustizia equa ed applicata rigorosamente potrà difenderci dai vari banditi, disonesti, ladri che ci sono in mezzo a noi. E’ fisiologico.
Quello che non è più tollerabile è il concetto di confessione e relativa assoluzione, qui non abbiamo a che fare con un Dio, abbiamo a che fare con la società civile che deve far rispettare le regole e far pagare qualsiasi debolezza e qualsiasi errore.
Stamo qui a fare l’autopsia agli sprechi della politica per qualche centinaio di milioni, ed è giusto, ma non è possibile che succedano, ancora cose come questa:

Fondi Pdl, Fiorito torna in libertà
Scarcerato l’ex capogruppo Pdl
Questo, da solo, è accusato per aver sottratto un milione e 400mila euro ai fondi del partito alla Pisana.
A 68 anni dalla liberazione abbiamo ancora qualche personaggio con incarichi pubblici che fa il saluto fascista.
Io sarò anche obsoleto ma questi sono contro e fuori dalla Costituzione.
La foto è una minaccia? Vi come la interpretate?

Uno, dei tanti, miracoli compiuti dal M5S a detta loro è fare andare mano nella mano fascistelli e sinistri, come ci chiamano loro. La fascistella, saccente ed arrogante, mi ricorda la Fornero. Manca solo che dica choosy.


imagesHa un modo di porsi che se fosse mia collega la manderei affanculo ad ogni ora per impedirle di volare sopra la sua presunzione, altissima. Deve  stimarsi parecchio per riunirsi con i suoi colleghi , stabilire un intervento alla Camera e poi leggere quello che ha deciso lei, con il suo staff di cervellini. Le soubrette, eufemismo, che il piduista ha portato in Parlamento non avevano tanta presunzione, si accontentavano dei flash e di far vedere le autoreggenti a Ballarò, si accontentavano di apparire direi quasi si rendessero conto di non essere. Questa è convinta di essere un genio, va a parlare con un segretario di partito e crede di essere a Ballarò, una battuta che da la misura della sua spocchia. Non essendo a Ballarò il segretario di partito le ha detto: stiamo parlando di cose serie, non siamo a Ballarò. Sembra una stupidata ma temo che il M5S, tutto, creda di essere in un reality tipo Ballarò o Porta a Porta tant’è che il loro capogruppo al Senato Crimi, altro sveglione, ha detto: Noi pronti a ricevere incarico. Non so se dare il via al televoto, gli sms o se fare tutto in rete. Anche nel 1932, o giù di lì, uno riuscì a farsi dare l’incarico pur essendo in minoranza facendo leva su un paese in ginocchio dalla crisi dopo la prima guerra mondiale, soffiando sul malcontento generale ed attaccando i partiti rappresentanti di varie ideologie politiche. Forse è nata lì la partitocrazia, un disprezzo della Democrazia rappresentativa che ha portato al nazismo. Tornando alla megalomane saccente ed ignorante, non vi sembra che abbia gli stessi atteggiamenti da maestrina della Fornero? Con le manine alzate, mignolo esposto, sembra che da un momento all’altro debba dire: choosy. La stessa postura del cazzo, presuntuosa. La maestrina che ognuno di noi, purtroppo, ha incontrato almeno una volta nella vita. Quella che stava sul cazzo a tutti, escluso al pirla della classe. Si possono criticare i partiti, si possono e si deve  criticare i politici ma non si può e non si deve dire che politici e partiti sono tutti uguali, tutti schifosi. E’ come dire che gli unici giusti, corretti, intonsi sono loro i cittadini, quelli che vivono insieme a noi e che riempiono la cronaca dei giornali, questo è un delirio collettivo. I vizi di un popolo non sono solo quelli che emergono dai loro rappresentanti nelle istituzioni, quelli sono l’alibi che ci fanno sentire migliori. Il disprezzo generalizzato per i partiti è il disprezzo e la negazione della democrazia, della libertà.

MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.

Lo dicono loro, qui sopra.
Libera associazione di cittadini senza ideologie di destra o di sinistra ma IDEE. Senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo normalmente attribuito a pochi. Bene.
Ed allora come mai questi cittadini liberi, senza partito, associazioni e mediazioni per decidere un voto alla camera o al Senato hanno bisogno di un twitter o di un sms?
Misteri di una democrazia che sembra partecipata ed invece è nazionalsocialismo.
Anche Hitler sembrava uno solo al comando, ma dietro erano in due o tre. Come è finita, se la capogruppo del M5S alla camera è d’accordo, lo sappiamo tutti.
A meno che la presuntuosa e saccente Lombardi non voglia riscrivere anche la storia del nazismo, dopo aver finito di illuminarci sui lati buoni del fascismo, ed illuminarci sul lato buono della razza ariana e dell’industria bellica nazista. Perchè tutto si può dire dei nazisti ma non che fossero scarsi nelle tecnologie moderne.
Mi domando: senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo del governo che cazzo vuol dire se lo si nega nei fatti? Nella sostanza?
La chiave di tutto è il non statuto del M5S: I parlamentari sono tenuti al rispetto dello Statuto, riferito come “Non Statuto”
Per chi volesse saperne di più vada qui.
Senza mediazione di organismi direttivi o rappresentativi come fanno ad arrivare ad una sintesi?
Attraverso la rete. Come mai allora dalla rete vengono eliminati i pareri contrari e se qualcuno si azzarda ed insiste viene espulso dal movimento?
E se sono tutti così liberi di ideolodie, ma esuberanti di idee, prima di esporle devono attendere un comunicato, un twitter che detti la linea?
Insomma, non prendiamo per il culo la gente, l’ha già fatto e bene il piduista.
Berlusconi è quello che è ma almeno non si nasconde dietro alla democrazia, sappiamo tutti che nel Pdl conta solo la sua parola ed i suoi interessi.
E’ Grillo che vuole spacciare il pensiero unico, il suo, come democrazia partecipata dei cittadini senza mediazione di organismi direttivi o rappresentativi. Ci credo, alle ultime sette parole ci credo, nessuna mediazione decide tutto lui.
Anche i nazionalsocialisti erano convinti di essersi liberati dai partiti, dal peso e dai difetti della democrazia, ed infatti si sono trovati in divisa.
Tutti mi dicono che Grillo riempie le piazze più dei partiti. Ci credo, l’informazione ha massacrato i partiti per vendere qualche copia in più hanno schizzato fango su tutto e tutti con il bazooka ed il risultato non può che essere questo.
Bastava ci fosse un ladro, ci saranno sempre anche con la razza superiore, perchè l’informazione facesse speculazione al punto da farli sembrare tutti ladri. Bastava ci fosse un ladro in un partito per farlo diventare un partito di ladri. Tutti sono andati dietro a questa manfrina vergognosa ed ignobile.
Dal partito privato del miliardario al disprezzo dei partiti il passo è breve, ma non è democrazia.
Anche il nazionalsocialismo riempiva le piazze, marciava compatto, gli adepti si sono addirittura comprato le divise con i soldi propri. E vogliamo parlare delle piazze che il duce riusciva a riempire ?  Di una marcia minoritaria su Roma che convinse il re ad affidargli il governo? I sei milioni di baionette che riempivano le piazze di tutta Italia dove le mettiamo?
Ognuno di noi nel suo dna ha pensieri democratici o no, filosofie di sinistra o no.
Basta vedere la reazione che abbiamo davanti ad un immigrato per capire, se uno è in confusione, se siamo di sinistra o di destra, che ideologia abbiamo per cultura, conoscenza e storia individuale.
Come fanno a procedere mano nella mano fascistelli e sinistri? ( Sinistri è il termine che usano i grillini per definire chi si dichiara di sinistra, comunista. Per definire i fascisti usa il termine: lato buono, mentre Casa Pound è il lato folklorista, razzista e sprangaiola. Sono come i tifosi di calcio, tutto sommato.
Se ci sono idee da condividere tra fascisti e grillini vi accogliamo a braccia aperte. Noi non abbiamo ideologie, solo IDEE.)
Ai posteri l’ardua sentenza.
P.S. Non so se Grillo è stato previdente o conosce i suoi polli, dopo due mesi di capogruppo si cambia.
Spero passino in fretta.

Il calcio piace a tutti ma non si è mai visto un club di tifosi con iscritti di tutte le squadre. Interisti, milanisti, juventini, romanisti, napoletani… Non facciamo ridere. Il Pci con due anime diventò grande, il Pd va allo sfascio ed il M5S di anime ne ha parecchie.


roberta-lombardi-casapoundNel Pci c’era il centralismo democratico che non ha niente a che vedere con un uomo solo al comando, si poteva permettere le due anime e la democrazia interna proprio perchè c’era un confronto e la linea maggioritaria veniva portata avanti da tutti.
Anche il Pd ha cercato di mettere insieme due anime, ec Pci ed exDc, ma senza centralismo democratico e con i divieti incrociati ha disperso un patrimonio di militanti e di voti avviandosi al declino.
Non esiste un club di tifosi che comprenda torinisti e juventini insieme, non si è mai visto.
Ora qualcuno ha detto agli elettori del M5S che le ideologie sono superate ed infatti a fotare il M5S sono arrivati da tutte le parti. Destra, sinistra, astensionisti, pessimisti ed incazzati, tutti insieme appassionatamente.
Senza arrivare a toni estremi da tempo critico la gestione del M5S da parte di Grillo-Casaleggio a dir poco singolare, si richiamano alla democrazia del popolo ma a comandare ed a decinere sono solo in due.
Dal mio punto di vista è un controsenso, la mia considerazione è stata aspramente contestata dai grillini di base a suon di offese la più bella delle quali è stato un invito al suicidio tanto non ne risentirà nemmeno la mia famiglia.
Ne saranno lieti perchè il mondo sarà più pulito. Detto da uno stronzo non è poco.
Ognuno di noi ha una visione del mondo, delle persone, del lavoro e della democrazia che a lungo andare ti fa scegliere una sponda, se non la vogliamo chiamare ideologia, e per forza di cose un razzista non può essere, convivere, politicamente con un antirazzista.
Non so con quale intensità vivano i giovani l’antifascismo, so solo che il 25 aprile di ogni anno scendo in piazza a Milano per la festa antifascista per antonomasia ed è sempre pieno di giovani, ragazzi e ragazze che non vogliono dimenticare e con una certezza: sono atifascisti.
A questi giovani, e non solo a loro, non piacciono i partiti. Le delusioni si susseguono a raffica e non si distingue più il bianco dal nero, senti parlare alcuni del Pd e ti ricordano i morotei della Dc, senti parlare altri del Pd e ti sembrano vecchi compagni del Pci. Come è possibile che possano stare insieme?
Non è democrazia, è un casino. Una precisazione, estremizzo il concetto solo per renderlo più comprensibile, immediato.
Detto questo in mezzo a chi ha votato per protesta il M5S ci sono tantissime persone che si ritengono di sinistra o comunque sinceri democratici ed io non ho argomenti per dubitare di questo.
Non dubito di loro, ho dubbi sul modo di gestire il movimento che ha Grillo. Ho dubbi sulle nomine dei loro rappresentanti dei gruppi alla camera ad al senato per alzata di mano come usava nel Psi di Craxi, il capo indicava un nome e tutti alzavano la mano.
Il metodo non l’ha inventato Craxi, ma uno con i baffetti e l’alzata di mano, tesa, è diventata un saluto obbligatorio. Come il pugno chiuso, per bilanciare, anche se non veniva usato per il voto.
Un giovane deluso dalla sinistra, dal sindacato, incazzato con la casta e contrario a privilegi scandalosi e non più sopportabili al di là della crisi economica, eticamente insopportabili, come si può sentire quando viene a sapere che il suo capogruppo alla Camera ha scritto nel suo blog l’elogio al fascismo buono?
Si, va bene, tanto resta in carica tre mesi poi si dimette. Che discorso è?
Dicono che il movimento nato nel web ogni tanto si incontri, la cosidetta base si incontra per discutere il che fare e mi domando di cosa possano discutere se alcuni discutono con il pugno chiuso ed altri con il saluto fascista.
A meno che i grillini di destra, di sinistra, di centro, ex astenuti, odierni incazzati non si riuniscano per prendere gli ordini.
Ieri in tv hanno fatto vedere un servizio. Il movimento di non so quale città ha mandato un appello che invitava gli elettori, i militanti, a recarsi in un locale per festeggiare la vittoria con una birra.
Da parte dei militanti veniva messo in risalto che ognuno avrebbe pagato la sua birra senza usare i soldi del movimento o dello stato. Più o meno il concetto era questo, avrebbero festeggiato senza usare i soldi pubblici come fanno tutte le carogne degli altri partiti. I parassiti, i morti viventi, quelli che fanno stalker alla verginità del M5S.
E’ colpa mia se notizie come questa mi fanno venire in mente che i primi seguaci di Hitler alla prima vittoria ed alla prima riunione per festeggiate hanno fatto la colletta per comprarsi ” con soldi propri ” la prima divisa?
Fatte le debite proporzioni, ovviamente. Per adesso non c’è nessun pericolo come nel 1925 e nel 1932, quando si sono accorti del pericolo era tardi e quelli che hanno gridato al lupo erano stati offesi o presi per il culo.
Per adesso siamo in democrazia ed ognuno fa la sua scelta.
C’è chi sceglie di votare un partito dove si discute, si litiga e dove ognuno dice la sua e c’è chi vota un partito dove uno decide per tutti perchè è quello che paga.
Sono in attesa di vedere come si muoverà il movimento, diciamo che i primi passi non mi sono piaciuti molto.
Dal mio punto di vista un conto è la sintesi organizzativa, il centralismo democratico, una linea maggioritaria da seguire per non fare casino. Un altro è avere uno che detta la linea.
Aggiornamento:
Dice la capogruppo del M5S alla Camera:
La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l’unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico.
Poi sono io che trovo le similitudini.
Grillo: “Nessun appoggio
a un governo tecnico”
M5S fa marcia indietro.
Vito Crimi, capogruppo in pectore 5 Stelle al Senato. “Preciso che non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l’unica soluzione che proponiamo è un governo del Movimento 5 stelle”.
Ma pensa. E pensare che il fascismo cambiava le carte in tavola con l’unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico.
http://qn.quotidiano.net/politica/2013/03/05/854349-movimento-5-stelle-grillini-lombardi-fascismo-crimi.shtml

Navigando nel web si ha l’impressione che in Italia ci siano milioni di persone alla sinistra del Pd. In effetti mi sentivo felicemente meno solo poi sono andato a vedere i risultati delle elezioni e per l’ennesima volta nessuno di sinistra è entrato in parlamento. Che siano sempre quelli che girano nel web?


imagesVedo falci e martello,  decine di partiti che si richiamano a sinistra, libertà, rifondazioni varie e partiti comunisti italiani con tanto di falce e martello.
Convinto assertore che il popolo italiano è conservatore ogni volta, si fa per dire, mi illudo che sia la volta buona e che si riesca ad eleggere qualcuno di sinistra ma dal finire degli anni 70 in poi questo non è mai successo.
Prendiamo Rivoluzione Civile, che ho votato anch’io, non ha raggiunto nemmeno il quorum ma se tu guardi su Facebook vedi il simbolo di Ingroia ovunque.
Ancora una volta è stato un fallimento, come ai tempi di Bertinotti.
Quando ero giovane e militavo nel Pci volevo tutto e subito e chiunque si opponesse al mio pensiero lo consideravo un venduto, un conservatore, uno che abbandonava la lotta.
Semplicemente vedevano più lontano di me e, soprattutto, sapevano di avere a che fare con soggetti particolari.
Gli italiani. In maggioranza nostalgici passati alla Dc, socialisti opportunisti, sempre e comunque conservatori ed amanti dell’uomo solo al comando che togliesse loro la responsabilità di una scelta consapevole.
Se il salvatore della Patria non esiste garantito che l’italiano se lo inventa, fa catenaccio e spera che un Paolo Rossi qualsiasi faccia sei gol per vincere il mondiale.
L’unica cosa dove l’italiano da il meglio di se è quando si tratta di partecipare alla festa in soccorso al vincitore.
E’ successo anche in Spagna nel 1982, prima tutti contro la nazionale e Bearzot, poi tutti in piazza a suonare il claxon.
Che c’entra il calcio con la politica, direte voi. C’entra eccome perchè noi viviamo la politica come viviamo il calcio, siamo un paese di tifosi e non di sportivi.
Tutti sappiamo che si nasce incendiari e si finisce pompieri. Io purtroppo sono nella fase in cui giro con il secchio a spegnere fuochi, a raffreddare animi, cercando di ragionare su strategie possibili per cambiare le cose almeno gradualmente. Insomma guadagnare un metro cercando di non perderne due per la reazione contraria.
Mi accusano di essere del Pd e non è vero. Sono un orfano del Pci che ha tanti ex compagni che sono nel Pd con i quali discuto e adesso veniamo al dunque.
Io credo che il Pd sia un partito “inquinato” e condizionato dagli ex democristiani che però ha una sua struttura che nessuno ha, intendo dire consolidata, anche se non la sa usare e l’unico modo dal mio punto di vista per cambiare le cose sarebbe farlo dall’interno.
Se tutti quelli come me che criticano il Pd o Bersani entrassero nel partito, votassero il partito ogni volta che si presenta l’occasione in due elezioni lo sposterebbe a sinistra senza litigare e senza disperdere un voto.
Faccio un esempio semplice ma chiaro.
Fatto 100 i deputati del Pd 40 sono ex democristiani o rivoluzionari come Veltroni, provate ad immaginare un partito dove i 40 sono di sinistra. Anche uno come Bresani si sentirebbe meno condizionato.
Non si tratta di condividere tutto il programma, del Pd per forza di cose nato da compromessi dovuti alla composizione interna, si tratta di spostarne l’asse a sinistra dall’interno.
Non ci sta bene? Il risultato è che la sinistra italiana non ha più rappresentanza in Parlamento, milioni di italiani sono senza rappresentanti nelle istituzioni.
Senza unità non riusciamo ad eleggere un consigliere nemmeno in Lombardia e quando ci siamo uniti, senza spaccarci le balle tra di noi, il Pd ha fatto un passo indietro ed abbiamo eletto Pisapia.
Domanda: è meglio Pisapia o la Moratti? E’ meglio Maroni o Ambrosoli?
Cosa cazzo serve inventarsi liste e listine giusto per far sapere al vicino che voglio distinguermi da lui per una virgola?
A perdere. Se non siamo uniti si perde.
Questo post è rivolto, naturalmente, a chi crede che esista una politica di destra ed una di sinistra.
Per chi ritiene che il tutto sia superato insieme alle ideologie sarà la storia ed i fatti a dare la rispsosta.
Io sono un ex incendiario diventato pompiere, un superato, uno all’antica. Talmente all’antica che ancora oggi se penso a Berlinguer ed alla sua fine mi emoziono ancora.
Prendo le parole del grande Giorgio Gaber per dare un’idea del mio modo di essere:
Qualcuno era comunista perchè pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Sembra una cosa da poco ma moralmente ed eticamente è l’essenza della democrazia e della solidarietà.
Giorgio Gaber, con la sua canzone, ci ha anche detto dove abbiamo sbagliato ed è sintetizzato in questa strofa:
Qualcuno era comunista perchè era convinto d’avere dietro di se la classe operaia.
Quello che ha sbagliato più di tutti, senza pentimenti, sono io che ero un quadro e credevo di avere dietro la classe operaia.
Io ho sempre votato a sinistra i miei collaboratori prima democristiano e poi Berlusconi.
Hanno vinto loro, ma io non ho ideali per vincere, ho ideali per cambiare le cose, questo mondo di merda.
Ovvio che vadano aggiornati al cambiamento del capitalismo globale parassita ma sempre nell’interesse degli ultimi.
Lasciatemi almeno la libertà delle mie idee.

Dato che nel Pd non hanno capito una mazza mi sforzo di fare volontariato per i suoi dirigenti. Bersani, leggimi!


imagesDa anni blaterano di roduzione delle province, ridurre alla metà i parlamentari ed i loro stipendi, non candidare gli inquisiti e di una riforma elettorale che gli “altri” non hanno permesso, mentre hanno accettato tutti i ricatti interni che gli ex democristiani hanno messo in campo ogni volta che si parla di cose etiche, vaticane o comunque inerenti alla libertà individuale.
Mi sono stampato il programma del Movimento5 Stelle e me lo sono letto, bene ci sono cose che si possono fare in pochi mesi, diciamo prima che il governo cada sulle ginocchia.
Abolizione delle province. Ok, cominciamo a fare la legge e poi vedremo il problema organizzativo.
Abolizione dei rimborsi elettorali. Ok, in mezza giornata si può fare.
Accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti. Ok.
Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico. Di mio aggiungo in modo particolare per fascisti, neo fascisti e leghisti.
Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo 2 anni e mezzo. Ok, il secondo giorno di lavoro parlametare si può fare.
Divieto dei parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato. Perfetto niente incarichi manageriali e gli avvocati di Berlusconi se li paghi lui e si dimettano immediatamente. Faccio notare che tutti e tre sono stati rieletti.
Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari. Ad esempio: sindaco e deputato. Ok, per come la penso io per adesso siamo su cose di sinistra, se i dirigenti del Pd non le ritengono tali sono, evidentemente, fuori posto.
Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati. Aggiungo di mio anche se in I° grado, smettiamola con il teatrino che sono tutti innocenti sino al giudizio finale che, grazie alle loro leggi, quelle della casta, non arriva mai. O post mortem.
Referendum senza quorum. Se uno si chiama fuori dai referendum o dalle elezioni è un problema suo, il risultato deve valere ugualmente. ( Mia osservazione)
Abolizione della legge Gasparri. Come non essere d’accordo?
Allineamento immediato delle tariffe di connessione a internet e telefoniche a quelle europee. L’unico paese che riesce a mangiare anche con il web. (mia):
Abolizione della legge Biagi. Cari ex compagni del Pci che vi siete allineati a Confindustria. (mia).
Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale. Cosa più difficile dato che il capitalismo finanziario parassita è a livello globale. (mia)
Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità e trasporti agli altri Paesi europei. Qui farei una variazione. Per me luce, gas, sanità, trasporti, scuola, telefonia, acqua e tutto ciò che è basilare per la vita di tutti non può essere soggetto a profitti e deve essere gestito dallo Stato. E’ una vergogna che aziende come A2A possano speculare sui beni primari dei cittadini.
Sussidio di disoccupazione garantito. Come fanno i altri Paesi europei.
Separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire ad un medico che lavora in strutture pubbliche di operare nel privato.
Abolizione della legge Gelmini, diffusione di internet nelle scuole con l’accesso agli studenti. Ok.
Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri. Di mio aggiungo, immigrati. Cittadinanza automatica ai figli di immigrati nati in Italia.
Nel programma ci sono altre cose che al momento non ritengo prioritarie, queste si possono fare in pochi mesi e sono tutte condivisibili per chi si ritiene di sinistra anche se spesso va in confusione.
Il Movimento 5 Stelle ha detto che voterà solo quello che riterrà opportuno e dato che il programma è il loro non dovrebbero rifiutarsi.
Aggiungo che se il Pd avesse fatto la stessa cosa s non si fosse “sacrificato” per il bene nazionale non avrebbe fatto la fine che ha fatto in queste elezioni.
Faccio presente che il “bene nazionale” tanto sbandierato da Monti, Bersani e compagnia cantando non ha minimamente riguardato pensionati, precari, disoccupati, interinali,ricercatori e tutti quelli sotto ricatto di un contratto a termine.
I sindacati, nonostante quello che pensa Grillo di loro facendo confusione tra Csl, Uil e Cgil. io me li terrei.
Chi sputa sul sindacato in se, non sul sindacalista, non conosce la storia dei lavoratori italiani.
Non so se è una consulenza gratuita a Bersani e compagnia, non vorrei che fosse volontariato a perdere.
L’impressione mia è che i dirigenti del Pd non siano molto svegli, poggiano l’orecchio sulla rotaia per sentire l’arrivo del treno nemmeno dopo che è passato, salvandosi, ma quando il treno è già in arrivo e trancia le teste.
Io sono un orfano del Pci e la vedo così, non trovo che sia un pensiero superato, direi aggiornato all’evoluzione del capitalismo.

Io non ho bisogno della Giornata della Memoria, ricordo tutti i giorni. Per me la festa della Repubblica Italiana è il 25 aprile perchè è lì che è nata veramente l’Italia. Dovrebbero ricordarsene di più gli ebrei quando parlano con i palestinesi.


imagesRicordare l’olocausto è doveroso, come dovrebbe essere doveroso non rendersi protagonisti di un olocausto senza fine verso il popolo palestinese.
Mio padre, l’ho già scritto, era fascista ma ciò non mi ha impedito di informarmi, di leggere, di documentarmi sull’orrore che il fascismo ha procurato all’Italia dalla mancanza di libertà alla tragedia della guerra.
Rigurgiti del fascismo ce ne sono ancora in episodi di squadrismo e nelle liste di un certo tipo che seppur mimetizzate si presentano alle elezioni nell’Italia repubblicana ed antifascista.
I nostalgici, i fascisti, ci sono sempre stati ma l’antifascismo era più forte e riempiva le piazze in modo particolare il 25 aprile di ogni anno quando migliaia di bandiere di ogni colore sventolavano nelle nostre piazze contro il fascismo.
Poi scese in politica il piduista, colui che ha portato l’Italia alla rovina economica e morale.
Se la crisi economica che colpisce il mondo non è imputabile del tutto, nel caso italiano, all’impresentabile di Arcore c’è una responsabilità che è tutta sua e sotto un certo aspetto ancora più grave della crisi economica etica e morale nella quale è precipitata l’Italia ed è il fatto di aver riesumato i fascisti ed averli portati al governo.
Alludo allo sdoganamento di Fini, Gasparri, La Russa, Alemanno e compagnia con tutto quello che ne è seguito, compresa l’elezione a sindaco di Roma di un fascista.

Vedere la governatrice del Lazio fare il saluto fascista è un insulto alla Repubblica Italiana nata dalla Costituzione.
Tutto ciò è stato possibile perchè il piduista di Arcore li ha rimessi in pista e come se non bastasse si è alleato con i nuovi fascisti in camicia verde, i nazileghisti. Quelli che tolgono il mangiare ai bambini che non possono pagare.
Le pelose discussioni dell’ultimo ventennio dove il regime mediatico dominante ha denunciato la Festa del 25 aprile come una festa di parte hanno potuto avvenire perchè il premier piduista che avevamo al comando era il primo a mancare di rispetto alla ricorrenza del 25 aprile ed alla nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
Il 25 aprile era sempre impegnato, per lui era, è, il giorno delle puttane.
Ho partecipato a tutte le manifestazioni del 25 aprile dai primi anni settanta in poi, sia a Sesto San Giovanni che a Milano, ed ho sempre visto le bandiere con lo scudo crociato della Dc partecipare insieme a noi.
Ognuno con la propria bandiera, il proprio gonfalone, ma tutti insieme contro il fascismo e ricordando tutti i partigiani di qualsiasi colore o ideologia. Tenuti  tutti insieme dal collante della memoria e dell’antifascismo.
Non mi serve una giornata particolare, servirà di più a chi ha scordato di essere stato vittima dello sterminio, e quando andranno a depositare corone di fiori in memoria dei loro martiri, che sono diventati anche “nostri” in quanto antifascisti si ricordino dei bambini palestinesi, della striscia di Gaza che non sarà ridotta a campo di sterminio ma gli va milto vicino.
Non diamo voce a chi divide ma diamo voce a chi vuole la pace, la convivenza, cogliamo questa speranza senza chiederci da che parte viene.
Cogliamo l’occasione e basta per fare in modo che certe cose non accadano più.

Se facciamo la rivoluzione ognuno si sentirà in diritto di eliminare quelli che ritiene deleteri per la comunità. Se vogliamo la democrazia si dovrà scegliere il meno peggio.


indexC’è chi crede di chiamarsi fuori non votando perchè la politica gli fa schifo il problema è che la politica non ha schifo di niente ed anche se ti chiamerai fuori ti coinvolgerà comunque.
Il partito perfetto non esiste, come non esiste il cittadino elettore perfetto e quindi o scegli tra il meno peggio, quello che ti somiglia di più partendo da valori ai quali non intendi rinunciare come l’antifascismo, l’antirazzismo, l’uguaglianza dei diritti, l’equità fiscale ecc.ecc. Oppure fai la rivoluzione.
Sappi però che se facciamo la rivoluzione ognuno vorrà fare la sua. Ognuno avrà la sua bella lista di banditi da mandare alla ghigliottina e non è detto che le liste coincidano, io stesso potrei far parte di una lista di pericolosi sovversivi comunisti da far fuori.
Il nemico, spesso, dipende dai punti di vista e se pretendo che venga accettato il mio è ovvio che altri pretenderanno che venga accettato il loro.
Terminata la pulizia resteranno in poche migliaia e non so quanti di noi saranno ancora davanti ad un pc a scrivere che abbiamo sbagliato tutto perchè il prezzo della perfezione non solo è stato immenso ma non l’avremo nemmeno raggiunta.
Ci resta solo la democrazia che per forza di cose costringere a scegliere il meno peggio, come consigliava anche Machiavelli.
Machiavelli aveva un senso dell’ironia spiccato ma sulle cose serie era intransigente come, quasi, tutti noi ma essendo intelligente sapeva anche che la perfezione non è di questo mondo e quindi invitava a scegliere senza spaccare il capello in due.
Tra le liste che si presenteranno alle elezioni ce ne sono parecchie che credono di avere la verità in tasca, la soluzione migliore, il metodo per cambiare tutto ed il più in fretta possibile per rendere il nostro Paese il più civile possibile.
A parte il fatto che un Paese si misura dalla civiltà dei suoi cittadini e non mi pare che il nostro sia in classifica
nè in Europa nè nel resto del mondo e se ci distinguiamo è per le nostre debolezze, mancanze, schifezze, chiamatele come volete.
Dicevo, di tutte le liste che propongono le loro soluzioni nessuno sarà abbastanza forte da governare da sola.
Noi dobbiamo ringraziare i Padri Fondatori di averci dato una Costituzione che ci mette al riparo dai colpi di mano della politica a meno che non ci sia un colpo di stato affidato alle armi.
Nessun partito sarà in grado di governare da solo ed è una fortuna perchè se vincesse il Pdl, cosa che non credo nel modo più assoluto, il piduista blatera di cambiare la costituzione in nome della governabilità, di fatto vorrebbe un regime guidato dal più intelligente, lui. Il piduista per eccellenza.
E’ talmente perso nei suoi deliri da ritenere di cambiare la costituzione con i vari Scilipoti che riuscirà a fare eleggere in Parlamento, a maggioranza semplice, in 19 anni di frequentazione dei luoghi istituzionali non conosce ancora la Costituzione sulla quale ha giurato più volte.
Se gli avessero consegnato una copia della costituzione illustrata con le foto di qualche sgarruppata, in mutande, di quelle che ha mandato in parlamento si sarebbe reso conto che per cambiare la Costituzione ci vogliono i due terzi del parlamento, cosa impossibile anche con il porcellum costruito per fare un colpo di stato in tono minore.
Adesso sono tutti agitati, qualcuno si illude che votando questo o quello si risolverà la situazione avremo un Paese migliore ma non è così avremo solamente una paralisi ed anche chi non avrà scelto verrà diretto e condizionato come prima, più di prima.
Purtroppo io non ho le certezze che ha la Carfagna, non credo che il piduista puttaniere pedofilo evasore corruttore e corrotto sia stato il più bravo di tutti, come non ho la certezza che la lista per la quale voterò io sia per forza perfetta o la migliore, mi basterebbe che riuscisse a mettere in atto due o tre punti base del suo programma.
Voterò Ingroia, la rivoluzione civile, con un occhio di riguardo per il Senato nel senso che piuttosto di rischiare di non arrivare all’8% di sbarramento posso votare Pd al senato e Rivoluzione civile alla camera.
Perchè questo voto disgiunto?
Perchè sono un pragmatico, se alla camera ci fosse una bella presenza di Sel e Rivoluzione civile anche Bersani avrebbe le mani più libere e potrebbe non avere bisogno di alleanze di piombo che gli impedirebbero di muoversi.
Tanto Bersani non ha bisogno dei due terzi del parlamento, non ci pensa nemmeno a cambiare la Costituzione nei suoi capisaldi.
Ieri sera a Servizio Pubblico c’erano una concubina ed una leva nuova del Pdl, la Comi, che ha due lauree una delle quali presa in Bocconi.
Due lauree buttate via perchè si è comportata come un Sallusti qualunque, cercando di infangare un candidato nella lista di Ingroia.
Certo si presenta meglio di Sallusti, esteticamente, ma in quanto a falsità e spudoratezza non ha niente da invidiargli.

Donato alla città di Milano il monumento dedicato a Roberto Franceschi. Il bocconiano al servizio dei lavoratori, l’esatto contrario di Monti, vittima della polizia che sparava, o spara, ad altezza d’uomo.


indexDi famiglia borghese ed antifascista Roberto era uno studente della Bocconi con ottimi risultati e sin dai tempi del liceo aveva aderito al Movimento studentesco.
Erano i tempi in cui il capitalismo si dedicava alla produzione per muovere l’economia, più tardi si dedicò alla speculazione, e Roberto ebbe la geniale idea di far partecipare i lavoratori, motore dell’economia, alle assemblee studentesche dato che ne erano coinvolti direttamente.
Ovviamente l’idea non piacque al rettore che, dopo aver autorizzato diverse assemblee aperte, decise di dare un taglio al connubio tra produzione ed economia, l’unione tra studenti e lavoratori diventava un pericolo come sempre quando la mente collabora con il braccio.
Roberto aveva 21 anni ma idee forti e precise che riporto dal sito della Fondazione Roberto Franceschi:
Dopo la maturità, conseguita con il massimo dei voti, si iscrive alla facoltà di Economia politica presso l’Università “Luigi Bocconi” facendosi subito notare per la vastità del sapere, per la serietà e l’impegno non solo in campo culturale ma anche in quello sociale e politico. All’Università Bocconi è uno dei leader del movimento studentesco che cerca di arginare l’insorgere di quella mentalità che voleva l’attività politica prioritaria rispetto all’impegno culturale e la ricerca della via facile nello studio, convinto che l’essere dalla parte degli sfruttati significa mettere a loro disposizione il meglio della ricerca scientifica.

Convinto che essere dalla parte degli sfruttati significa mettere a loro disposizione il meglio della ricerca scientifica.
Si deve avere un Dna predisposto, una intelligenza superiore, ma l’ Università Bocconi non produce solo tipi alla Monti votati alla finanza parassita ed alle banche, ma anche altissime figure etiche e morali che anche a 21 anni possono essere d’esempio ed insegnare agli adulti.
Dice la cronaca, io dico la Storia:

La sera del 23 gennaio 1973 era in programma un’assemblea del Movimento Studentesco presso l’Università Bocconi. Assemblee di questo tipo erano state fino ad allora autorizzate normalmente e non avevano mai dato adito a nessun incidente e, nel caso specifico, si trattava dell’aggiornamento di una assemblea già iniziata alcuni giorni prima; ma l’allora Rettore dell’Università quella sera ordinò che potessero accedere solo studenti della Bocconi con il libretto universitario di riconoscimento, escludendo lavoratori o studenti di altre scuole o università. Ciò significava vietare l’assemblea e il Rettore informò la polizia, che intervenne, con un reparto della celere, intenzionata a far rispettare il divieto con la forza.
Fonte: Fondazione Roberto Franceschi Onlus.

Ne nacque un breve scontro con gli studenti e i lavoratori e, mentre questi si allontanavano, poliziotti e funzionari spararono vari colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo.
Lo studente Roberto Franceschi fu raggiunto al capo, l’operaio Roberto Piacentini alla schiena. Entrambi caddero colpiti alle spalle.
Come a Reggio Emilia il 7 luglio del 1960.
Per anni l’ informazione  di regime capitalista ci ha raccontato che la polizia sparava in aria per dispergere i manifestanti, come disse dario Fo erano loro che saltavano in aria per essere colpiti.
Ieri la Fondazione Roberto Franceschi ha donato alla Città di Milano il monumento commissionato dal Movimento Studentesco in memoria di Roberto.
L’opera, un enorme maglio d’acciaio commissionato dal Movimento Studentesco, nacque da un confronto tra diversi artisti, coordinati dal designer Enzo Mari, e venne posto sul luogo dell’uccisione nel 1977.
Molto interessante, per chi è un sincero democratico, leggere interviste e storia di Roberto Franceschi in questo link, da aprire con adobe.
Per non dimenticare. Destra e sinistra esistono ancora, eccome se esistono.

Nella scuola dove vado a votare io, da 22 anni sempre la stessa, ho visto delle impalcature e mi si è allargato il cuore. Ristrutturano la scuola ho pensato, ed invece no.


imagesMi sono avvicinato ad un muratore ed ho chiesto informazioni, volavo troppo alto con il mio entusiamo, stanno abbattendo le pareti per allargare le aule in occasione delle elezioni politiche.
Pare che la scheda elettorale che ci verrà consegnata,  con un badante volontario che ci siuterà e tenerla aperta ed a ripiegarla, sia di due metri quadri per farci stare tutte le liste ad una grandezza utile ad essere individuata, altrimenti avrebbero dovuto ricorrere a delle icone come si fa nel pc.
Solo che nel pc le icone delle foto le puoi ingrandire per vederle, nella scheda elettorale non è possibile.
Con 169 liste presenti alle elezioni ci meravigliamo che ci siano accorpamenti, giusti o sbagliati in questo momento non mi interessa tanto vedo che ci sono critiche per tutti, nessuno escluso.
Mi interesserebbe capire, perchè francamente non ci arrivo, come si possa pretendere di cambiare l’Italia se prima non cambiamo noi.
Ritengo basilare e doveroso che ognuno di noi abbia le sue idee e la veda in un modo diverso altrimenti non sarebbe democrazia ma se ad ogni virgola diversa, opinione diversa su cose marginali ed ininfluenti uno si fa la sua lista noi il problema, nostro, non lo risolveremo mai.
Io sono certo che la mia idea, di voto, non sarà vincente nel senso che non sarà mai maggioritaria del tutto e trovo del tutto normale che si cerchino alleanze anche con chi non è compatibile al 100% con i nostri principi, se vuoi governare devi lavorare sui punti comuni e non su quelli che dividono, o farne una questione di principio.
Certo che cercare punti comuni con 169 liste a disposizione è un’impresa improba, se poi ci mettiamo a guardare il capello non risolveremo niente e faremo un piacere ad un sistema che cambia tutto per non cambiare niente.
Datemi del qualunquista, dell’opportunista, quello che volete tanto non c’è problema ad una condizione però, appena mi avrete dato del qualunquista ditemi secondo voi come sarà formato il prossimo governo.
Fatemi pure le varie ipotesi di destra, di centrodestra e di centrosinistra, sono disposto ad accettarle tutte.
160 delle liste presentate non raggiungeranno il 2% ed allora mi domando, a chi giova?
Intanto che noi siamo qui, sul web ed altrove, a criticarci uno con l’altro perchè non siamo abbastanza puri, non crediamo a chi non ha dubbi e ritiene di avere la verità in tasca, la gente perde il lavoro, i giovani non lo trovano e qui vorrei fare un piccolo inciso, senza che nessuno si offenda.
Nessuno mai ha regalato niente ai giovani, perlo della gente comune, normale, di popolo, nemmeno a quelli della mia generazione.
Erano sempre e solo mazzate che ci hanno fatto crescere.
Detto questo, intanto che noi mettiamo mi piace a questo o quello, riferito alle liste o ai protagonisti della campagna elettorale,  il sindaco di Adro ha tentato ancora di lasciare i bambini senza mangiare e senza pulmino per andare a scuola.
Scusatemi ma mi sembra molto più grave che non la desistenza al Senato tra Ingroia ed il Pd, che tra l’altro dimostra intelligenza per non lasciare spazio alla destra.

Puntualmente ad ogni elezione ci sono più liste di pensionati, che si richiamano ai pensionati, ed il più vecchio in queste liste ha meno di 40 anni.
L’unica lista di pensionati che ha vinto qualcosa ha fatto solo danni, è quella che ha permesso a Cota di vincere in Piemonte con le firma false.
Intendiamoci è il bello della democrazia ma non esageriamo, penso che 169 liste per un paese di 60 milioni di abitanti siano un po’ troppe, inutili.
All’80% ho deciso di votare Ingroia, non potendo fare quella vera mi accontenterei della ricoluzione civile, e mi bloccava il senato per via dello sbarramento, se fanno la desistenza è fatta tenendo presente che nessun partito da solo sarà in grado di governare.
E’ l’unica certezza che ho.

Non sono ottimista come la Stampa che titola: Il partito (ri)scopre la lezione di Berlinguer: non si governa con il 51%. Dovrebbero capirlo anche gli elettori e non meravigliarsi se, dopo il voto, cercheranno delle intese per superare la paralisi. Il sistema bipolare, che secondo destra e sinistra sarebbe la situazione ideale, blocca gli Usa. Dove è nato.


indexSia chiaro che cercare intese dopo le elezioni è un segno di democrazia, può piacere o no ma è l’unica strada per cercare di superare la paralisi alla quale arriveremo con il risultato del voto e chiamarsi fuori dalle responsabilità non accettandole sarà solo deleterio per tutti.
L’ha capito anche Berlusconi che sarà anche impresentabile ma non è uno stupido. Il problema è che l’ uscita che il piduista offre al paese per uscire dall’ingovernabilità è praticamente una legge truffa, anticostituzionale, con premi assurdi al partito che ha più voti da permettere ad un partito con il 25% dei voti di governare con la maggioranza assoluta dei parlamentari.
Blatera da decenni ci cambiare la Costituzione, progetto primario della P2, in nome della governabilità con più poteri al primo ministro.
Nella sostanza un regime, di destra o di sinistra a secondo dei risultati elettorali, dove con il 25% dei voti, meno degli astenuti, si avrebbe una maggioranza assoluta utile a demolire la Costituzione.
La cosa assurda è che fior di giornalisti o intellettuali appena sentono parlare di accordi tra forze politiche diverse gridano all’inciucio, altri con la verità in tasca dichiarano che non accetteranno alleanze mettendosi in una posizione di attesa critica che è solo utile al sistema che ha reso ingovernabile il nostro paese, la frammentazione.
Se chi ha fatto la resistenza non avesse cercato i punti comuni ma le diversità tra gli schieramenti antifascisti avremmo ancora il duce, sua nipote ovviamente, che ci parlerebbe dal balcone di Piazza Venezia.
Anche la nostra bellissima costituzione è frutto di convergenze e di garanzie per tutti i partecipanti all’Assemblea Costituente ed ancora oggi, pur essedno tra le migliori, la nostra Costituzione è inapplicata.
250 simboli, una marea di liste, un tutti contro tutti dove non si capisce più niente, destra che fa la guerra alla destra e sinistra che fa la guerra alla sinistra e mi sorge una domanda: voi credete che cambierà qualcosa?
Intendo dire che dopo, per forza di cose, ci vorrà una coalizione e più saranno distanti i partiti, i componenti della colazione e più il caos sarà dominante.
Prendiamo il Pd, che ha accolto i “sinceri democratici” dell’ex Pci e della Dc, da anni è paralizzato intorno a questioni di principio che hanno a che fare più con la religione individuale che con la politica e dove non si fanno mancare niente, nemmeno i montiani del Pd.
E’ chiaro che il mio voto andrà a sinistra, Sel o Ingroia, e non mi viene la puzza al naso se Sel ha cercato un accordo con il Pd partecipando alle primarie perchè è l’unica strada che ci permette di cambiare le cose, la ricerca dell’unità.
Non mi meraviglierò e non griderò all’inciucio se “vincesse” il Pd ed in mancanza di una sinistra forte e rappresentata dovesse cercare alleanze con Casini-Monti ed i centristi.
Mi meraviglierei, mi incazzerei tantissimo se cercasse alleanze con il Pdl, la lega o la destra di Storace.
Il Movimento 5 stelle non vuole allearsi con nessuno, farà il controllore del parlamento come a suo tempo l’ha fatto la lega e ne abbiamo visto i risultati.
Il mio punto di vista è che se uno accetta di sporcarsi le mani con Casa Pound, in senso lato, dovrebbe essere in grado di sporcarsele anche per governare oppure c’è qualcosa che non quadra in tutta questa situazione.
Mi accuseranno di essere opportunista, di accontentarmi degli intrallazzi. Io cerco di spostare, per quello che posso, l’asse della politica il più a sinistra possibile ma sono anche consapevole che nessuno sarà in grado di governare da solo e non perchè lo disse pure Berlinguer ma perchè è nei fatti, nei numeri. Se devo cercarmi un coinquilino farò il possibile perchè sia il più “vicino”  a me come filosofia di vita.
Certo posso anche astenermi o votare un movimento, un partito, che già in partenza si chiama fuori. Potrò così avere sempre ragione, essere nel giusto ma, intanto dovrò vivere ed accettare regole, decreti e  balzelli imposti dal sistema e dalla sua maggioranza.
Se qualcuno crede di cambiare le cose con il 15% dei voti e per di più chiamandosi fuori è un  illuso, fa solo un favore al sistema, al regime economico che domina l’Europa e buona parte del mondo adesso  come prima.
Anche gli Usa, patria del bipolarismo è paralizzata da maggioranze diverse tra camera e senato, nonostante il presidente degli Stati Uniti sia anche il capo del governo e abbia più poteri rispetto a quello che prevede la nostra Costituzione nel merito.
Se non ci sta bene la democrazia, se non ci va di accettarne gli squilibri imposti dalla matematica dei risultati che noi determiniamo con il voto possiamo pure scegliere la strada della rivoluzione tenendo presente però che solo dopo sapremo se saremo finiti a sinistra o a destra, un un golpe o nella libertà.
L’unica cosa che conta è la questione morale, chi ruba deve essere certo della pena, non condanniamoli prima del tempo ma una volta che sono condannati devono pagare e si deve sequestrare tutti i loro beni come si fa con la mafia.
Se imporremo queste certezze ruberanno certamente di meno, per fare questo basta solo un movimento di popolo trasversale di tutti quelli che pretendono la legalità.
Leggo nel web critiche, ironia, satira, condanne, verso questo o quello. Esami finestra alla ricerca di macchie invisibili o marginali, illazioni che diventano prove, prove che vengono diluite o minimizzate, io tengo presente che la classe dirigente non è formata da marziani, ha dentro di se tutti i vizi e le inconguernze del genere umano e che con il 51% non si governa, se vogliamo gestire lo Stato per forza di cose ci vorranno degli accordi.
Possibilmente al più alto livello posssibile, teniamo presente che la finanza parassita e speculatrice i suoi accordi li fa tutti i giorni e sono più saldi di quelli della politica.
Penso che, per il momento, il mondo non offra niente di meglio siamo in un periodo di decadenza e non alludo certamente all’economia.
Decadenza etica, morale di costumi e di giustizia.
Per decenni si sono esaltati i furbi e gli ipocriti e adesso fanno parte del dna globale.
Io spero nella rivoluzione civile, ci provo.
Che vogliamo fare? Accetto consigli ma concreti, senza utopie.
Sono anni che vado a votare pensando piuttosto che niente è meglio piuttosto.
Non è il massimo, non è la soluzione, ma non ci sono vie d’uscita. Qualcuno mi chiede: se non ci credi cosa vai a votare a fare?
Do sempre la stessa risposta: per quelle migliaia di persone che hanno dato la vita per permettermi di farlo, che mi hanno offerto la democrazia su di un piatto d’argento pagando con il prezzo della loro vita.
Sono nato nel dopoguerra e se noi non abbiamo saputo farne buon uso, della democrazia, dobbiamo solo ritenerci responsabili.
Nessuno escluso, la libertà è partecipazione.

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