Si avvicina il Natale e con esso il totalitarismo cattolico di un popolo religioso per consuetudine, senza partecipazione effettiva.


__s1__visco.m__2013__11__28__benedizione_40_0_355_266_0.jpg_W300Leggo che una Preside di un istituto di Varese ha detto: Benedizione di Natale? Fuori lezione. Ne è nato un vespaio da parte di alcuni genitori che hanno iniziato una raccolta di firme per ” imporre la benedizione natalizia durante l’orario di lezione” a tutti, cattolici e non.
Ho vissuto le stesse” battaglie” sul finire degli anni 70 inizio anni 80 in quanto mi opponevo alla messa di inizio anno scolastico, quella della fine e delle varie benedizioni che venivano imposte durante l’anno scolastico.
In poche centinaia di metri c’erano l’asilo, la scuola elementare, le medie e la chiesa parrocchiale.
L’unica scuola che rispettava la legge era l’asilo le altre sembravano una succursale della parrocchia, ogni occasione era buona perchè ci fosse un prete bardato ad hoc per qualche benedizione o preghiera.
Il tutto al di fuori della legge perchè non sta scritto da nessuna parte che la scuola debba ospitare cerimonie religiose.
Ho sempre ritenuto che la fede, la religione, sia un fatto personale e quindi non possa essere imposta da nessuna istituzione pubblica ma vedo che c’è ancora chi ci prova.
La cosa più fastidiosa in queste occasioni è che i cattolici occasionali, quelli che si ricordano dei sacramenti in occasione di battesimi, comunioni, cresime, matrimoni e funerali, diventano talebani e non accettano le ragioni degli altri.
Tutto perchè vedono in queste cerimonie un’occasione di festa, quando si tratta del Natale ed una consuetudine quando si tratta delle altre occasioni.
Pochi lo fanno perchè ci credono, frequentano, partecipano. La maggioranza lo fa perchè si è sempre fatto ed è pure un’occasione per chiacchierare e ridere durante la rimpatriata imposta per l’occasione.
C’è gente che va in chiesa solo nelle occasioni che ho citato ma guai se qualcuno le tocca, contesta o si richiama alla legge come nel caso della scuola.
Dai tempi delle mie contestazioni ad oggi è cambiato tutto nelle scuole nel senso che ci sono molti bambini di altre religioni che andrebbero rispettati pure loro, visto che stiamo parlando di scuola pubblica, che ha solo il dovere di dare istruzione e non di imporre una qualsiasi religione o la ripetizzione di riti legati all’abitudine, tanto di benedizione non è mai morto nessuno e da qualche centinaio di anni i roghi non si usano più.
I rappresentanti di Comunione e Liberazione, mi riferisco sempre a quegli anni, avevano tentato di mettere all’ordine del giorno nel Consiglio di Quartiere l’invito al parroco per la benedizione natalizia dei locali e dei partecipanti ai lavoro del consiglio.
Mi sono opposto. Se dobbiamo invitare il parroco, dissi in quell’occasione, all’ora dobbiamo invitare l’iman, un buddista, un ortodosso, uno stregone africano. Insomma un rappresentante per ogni religione esistente sulla terra per rispettare la democrazia della quale il Consiglio di Quartiere era garante.
Facciamo prima se ognuno di noi, se lo ritenesse necessario, vada a farsi benedire da chi ritiene più opportuno.
Il parroco non venne mai a benedire il Consiglio di Quartiere 2 di Sesto S. Giovanni.
Mi pare che non se ne sia accorto nessuno e nessuno di noi ha impedito ai due rappresentanti di C.L. di andare a farsi benedire.
Vedo che 40 anni dopo, più o meno, non è cambiato molto nell’approccio che gli italiani cattolici hanno con la religione, la frequentano a spanne come fanno con tutto il resto.
Per questo siamo in queste condizioni, abbiamo questi partiti ed eleggiamo questi rappresentanti del popolo.
Un mio nipote mi voleva come padrino, non mi ricordo se fosse comunione o cresima, e dissi che non mi sembrava il caso che un ateo facesse da padrino in una cerimonia cattolica.
Chiesero al prete se fosse possibile e lui rispose non c’erano problemi, tanto si trattava solo di una cerimonia che non avrebbe avuto conseguenze. Più o meno il succo del discorso era questo.
Ovviamente rifiutai, se non ci crede il prete ai suoi sacramenti ci devo credere io?
Quanti fanno da padrini ai nipoti e sono lustri che non vanno in chesa? Decenni che non pregano?
Ma non toccate la benedizione di Natale ai cattolici italiani, anzi, imponiamola anche agli atei ed ai mussulmani.
Si è sempre fatto così.
Buone feste.

Forse in queste elezioni ci salveremo dall’autolesionismo italiano liberandoci di Berlusconi, ma ci penserà il Conclave dei cattolici a farsi del male eleggendo papa il card. Scola.


indexIl Vaticano dopo il card. Martini ed il card. Tettamanzi, illuminati pastori cattolici, è riuscito a mettere nella diocesi più grande d’Europa un rappresentante degno della Milano da bere nella versione di Comunione e Liberazione il Card. Scola in pole position per essere nominato papa.
Ciellino della prima ora il Card. Angelo Scola appena nominato ha fiutato la trappola che il Vaticano involontariamente gli ha posto nel cammino ed ha cercato di prendere le distanze da Comunione e Liberazione e quindi dal suo grande amico Formigoni.
Ovviamente il tutto è avvenuto a chiacchiere, nei fatti è ancora tutto da verificare.
Resta il fatto che la sua presenza è defilata rispetto alla massa cattolica e laica che aveva molta considerazione e rispetto per Martini e Tettamanzi, mentre deve essere pregnante nel clero vaticano dove gode di una stima sconosciuta in Lombardia al punto di metterlo in lista dei papabili.
Il card. Scola è stato istruttore politico di Berlusconi e Dell’Utri quando decisero di fondare Forza Italia un pedigree degno di Don Baget Bozzo.
Non può partecipare alla competizione per il papato mons. Tinivella considerato dalla stampa che fiancheggia il cattolicesimo grande intellettuale grazie al fatto che aveva inventato il ripristino della verginità.
Non so se attraverso la risostruzione dell’imene o attraverso una benedizione ad hoc.
Bertone ha fatto in tempo a stopparlo bloccandogli la nomina a cardinale.
Tinivella, dopo avere rispristinato la verginità, è quello che in occasione dei funerali di Raimondo Vianello dette i sacramenti, la comunione, a Silvio Berlusconi un divorziato.
Tinivella sostenne che avendo il piduista divorziato dalla sua seconda moglie aveva riacquisito la situazione ante, era ritonato puro.
Forse al piduista  una mano nel tornare puro l’ha data pure la Minetti nel celebrare le sacre funzioni vestita da suora con il crocifisso in mezzo alle tette.
Questi sono i promotori del Family Day, le adunate oceaniche in difesa della famiglia cattolica, promosse dai vescovi e guidate dal palco da divorziati, puttanieri e pedofili.
Al di là delle lotte di potere intestine del clero questo è il nuovo che avanza per i cattolici ormai assuefatti ad ingoiare rospi, come ha scritto Diego Novelli.

Adesso a Scola, il cardinale di Milano, non va bene nemmeno la Costituzione. Vuole dettare le regole lui. Lo Stato laico mette a rischio la libertà religiosa. Da quando sono al mondo ho sempre visto la religione, cattolica, invadere il campo senza mai essere espulsa. Comunione e occupazione.


192723663-c61abd55-5c67-4d1c-99bd-41247179211aQuando i tempi si fanno duri tutti diventiamo più integralisti, a difesa delle proprie idee, ed i più integralisti di tutti alzano la voce, i talebani cattolici.
Non basta più pretendere di dettare la linea in parlamento ed in, quasi, tutti i partiti adesso attaccano direttamente la Costituzione.
E’ una costante più il mondo evolve e più loro diventano conservatori, ciò non ha impedito che dagli anni 50 in poi la chiesa ha perso molto del suo gregge. Le file domenicali per la S. Messa si sono assottigliate ed il 40%, se non di più,
di chi si avvicina ai vari sacramenti lo fa per abitudine vanno a messa per la comunione dei figli poi passano direttamente alla messa per la cresima, matrimonio ed ovviamente funerali o battesimi.
La maggior parte di loro non si ricorda nemmeno più le preghiere fanno prendere aria alla bocca fingendo di pregare o cantare.
Così, il card. Scola ieri ci ha fatto capite perchè il Papa l’ha nominato capo a Milano dopo quei bolscevichi di Martini e Tettamanzi con il compito di rimettere in pista sul piano religioso Comunione e Occupazione, sul piano politico-economico hanno già il monopolio.
La città di Milano ha appena varato il registro delle coppie e si prepara a discutere sul testamento biologico, figuratevi se il talebano di Comunione e Occupazione si lasciava scappare l’occasione di fare un discorso integralista davanti alle tutte le autorità.
Ha usato queste parole:
Il «modello francese di laicité che è parso ai più una risposta adeguata a garantire una piena libertà religiosa, specie per i gruppi minoritari», ha detto Scola davanti a tutte le autorità, «si presenta a prima vista idoneo a costruire un ambito favorevole alla libertà religiosa di tutti». Ma, sostiene il cardinale, la laicità «ha finito per diventare un modello maldisposto verso il fenomeno religioso». E «la giusta e necessaria aconfessionalità dello Stato ha finito per dissimulare, sotto l’idea di neutralità, il sostegno a una visione del mondo che poggia sull’idea secolare e senza
Dio».
E’ già stato furbo a nominare i gruppi minoritari, dei quali non gliene frega niente, lo scopo era far sapere a Pisapia ed a tutti i laici che sono nelle istituzioni della Repubblica che a lui della laicità dello Stato non gliene può fregare di meno, lui vuole lo Stato confessionale. Quello che perdona tutti i peccati e le malefatte di Comunione e Occupazione.
L’aria contrita l’espressione di dolore del cardinale è la stessa che usano in tutte le occasioni per dare l’impressione che l’occupazione è  un atto d’amore verso le pecorelle che, ultimamente, non riesce a tenere a bada nemmeno il cane pastore.
Troppi matrimoni civili, troppe unioni tra lo stesso sesso, troppi bambini che non vanno più all’oratorio o se ci vanno sono istruiti per bene dai genitori, che magari convivono senza il matrimonio, sul come comportarsi nel caso di un approccio del terzo tipo da parte di qualche prete con la passione dei bimbi o delle bimbe.
Dopo anni di convivenza laico religiosa a Milano si torna alle crociate e, permettetemi di dirlo, l’avevo detto subito quando ho saputo che Scola avrebbe sostituito Tettamanzi che aveva seguito il sentiero illuminato di Martini. Colui che ha rifiutato l’accanimento terapeutico.
Per un po’ Scola è stato calmo, appena il Card. Martini ci ha lasciato ha tirato fuori il bazoka di Comunione e Occupazione ed ha sparato ad altezza d’uomo alle autorità pubbliche non abbastanza allineate con il suo pensiero.
Molte religioni credono in un solo dio, Scola è convinto che sia il suo, l’ha occupato come hanno occupato ospedali e tutto quello che ci gira intorno che renda un fatturato.
Giuliano Pisapia l’estare scorsa avera rivendicato l’autonomia d’azione delle istituzioni pubbliche un rospo che Scola non è riuscito ad ingoiare ed ha preparato il discorso in occasione della festa del patrono che rimettesse in riga le istituzioni.
Loro possono bestemmiare in Comune, noi non possiamo e non vogliamo bestemmiare in chiesa.
Sono sempre stati così, invasivi e tendenti al pensiero unico, al regime religioso che per forza di cose diventa anche politico, ne più ne meno di quello che succede ai mussulmani quando al potere ci sono gli integralisti.
Molti anni fa nel consiglio di quartiere nel quale ero consigliere del Pci c’erano due ragazzi della Dc che facevano parte di Comunione e Occupazione, non ci pensavano nemmeno di seguire la linea del loro partito, loro seguivano esclusivamente la linea di Don Giussani e di Formigoni, che a quei tempi aveva fatto pure il voto di castità.
Sotto le feste di Natale i due in questione proposero una mozione d’ ordine urgente, ci facemmo esporre quale fosse il problema e la mettemmo in coda all’assemblea del Consiglio di Quartiere.
Sembrarono morsi dalla tarantola e vi dico il perchè.
La mozione d’ordine urgente consisteva nel fatto che chiedevano, in occasione delle feste natalizie, che fossero benedetti i locali del Consiglio di Quartiere e, già che c’erano, tutti i consiglieri per illuminarli nel loro compito pubblico.
Insomma una benedizione per tutti sostenendo che certamente non avrebbe fatto male ai consiglieri un po’ agnostici o atei.
Naturalmente come capogruppo della maggioranza rifiutai, votammo contro e diedi questa spiegazione: se facciamo una cosa del genere per la religione cattolica altrettanto dovremmo fare con i mussulmani, i buddisti, gli ortodossi ecc.ecc. Il consiglio di quartiere, dissi, rappresenta tutti e quindi la stessa cosa dovrebbe essere permessa a tutte le religioni. E’ democrazia, o tutti o nessuno.
Uno dei due volle mettermi al corrente che, nella loro infinità bontà, pregavano anche per me. Pregavano Dio che mi illuminasse e che mi facesse vedere la luce, scoprire la bellezza della fede.
Li misi al corrente che avevo studiato dalle suore, prima e dai salesiano dopo, avevo fatto il chierichetto e verso i 10 anni volevo pure farmi prete. Progetto che fallì miseramente quando mi innamorai a 11 anni della figlia del pasticciere del paese che mi regalava i ritagli delle torte.
Di luce ne avevo vista abbastanza ed il fatto che pregassero per me era un’intrusione nella mia vita, un’imposizione da regime fascista ed essendomi incazzato ho perso per un attimo il controllo dicendo: fatevi i cazzi vostri, se e quando sarà il caso me la vedrò io, quello che avete detto è la prova che la religione cattolica è totalitaristica come qualsiasi altro regime che c’è al mondo.
Ad ogni modo aggiunsi che non c’erano problemi dato che a 100 metri da noi c’era una chiesa. Avrebbero potuto assentarsi per una mezz’ora per andare a farsi benedire direttamente dal prete confidando nel fatto che ce li avrebbe restituiti più illuminati di prima. Un beneficio anche per noi.
Scola è rimasto agli anni 70 e pretenderebbe che ci restassimo anche noi.
Scrive Repubblica: Parole forti, quelle del successore di Dionigi Tettamanzi e soprattutto di Carlo Maria Martini, che aveva fatto di Milano la capitale del dialogo con i non credenti.
Ecco parole forti, parole da regime, da dittatura di una fede sulle altre da imporre pure agli atei o agnostici.
Parole da fascista, in pratica.
Per chi volesse saperne di più metto il link:

Il cardinale Scola: “Lo Stato laico
mette a rischio la libertà religiosa”

Repubblica.it L'espresso Kataweb.it Quotidiani Espresso Miojob D - la Repubblica Il mio libro RADIO DEEJAY Radio Capital m2o Repubblica Tv DeeJay Tv Trovacinema CASA&DESIGN XL Repubblica

 

Ma com’è che il Card. Scola, che tiene tanto a Comunione e Liberazione, non dice due parole ai parrocchiani sulla situazione dei suoi amici in Lombardia?


.Non frequento molto il duomo, e men che meno le chiese vicino a casa mia, ma se avesse aperto bocca per dire quello che pensa su quella spece di associazione a delinquere che è Comunione e Liberazione l’avrei sentito ed ascoltato volentieri.
Certo se la magistratura va avanti di questo passo il Card. Scola, per fare un po’ di questua e raccogliere qualche elemosina per la diocesi più grande al mondo, deve dire messa a S. Vittore. Tra poco, almeno i capi, saranno tutti lì.
Ho la certezza che il povero card. Martini avrebbe già fatto sentire il suo disprezzo, accompagnato da un invito alla redenzione, per queste anime che certamente non sono salve. Almeno per la giustizia terrena, che non fa miracoli.
Anche il Card. Tettamanzi avrebbe stigmatizzato il comportamento, trentennale, di questi banditi della politica travestiti da devoti se non addirittura da preti.
Qualcuno, il più bravo di tutti, aveva pure fatto il voto di castità, il governatore a vita della Lombardia non ha saputo mantenere nemmeno “quella” parola, si è toccato. Ha fatto peccato.
IL Fatto quotidiano titolava il 19 giugno 2011: Scola a Milano, la rivincita del vescovo di Cl.
Formigoni, che lo conoscerà bene, si sarà toccato i maroni, da quando è aarivato lui a Milano stanno andando tutti in galera, tutti inquisiti.
Non è che per caso il Card. Scola porta sfiga ai ciellini?
Appena avrà finito di premiare il missionario,

L’arcivescovo di Milano premia il missionario

VILLAVERLA. Oggi è in programma l’investitura di padre Marino Rigon
Il religioso entra nella “Accademia Ambrosiana”
Con comdo intendo, non è che appena ha un attimo di tempo ci fa una bella omelia, rilascia una bella intervista ai quotidiani amici della parrocchia e ci fa sapere cosa ne pensa della situazione?
Che fare il pastore di pecorelle cattoliche o cielline  fosse un lavoro difficile penso lo sapesse anche lui, non siamo più negli anni 50, ma di fare il pastore da lupi credo che non se l’aspettasse nemmeno lui.
Io si, sono decenni che si parla di quelli di Cl, dell’assalto alle poltrone ed al potere.
Forse il Card. Scola, conoscendo bene quelli di Cl, se l’aspettava che sarebbero arrivate le manette.
IL 28 gennaio 2012 aveva messo le mani avanti, e nascosto il portafogli:

Scola: “Con Formigoni non c’entro nulla” Cl? “E’ come avere due peccati originali”


Post di servizio per i giornalisti italiani, di destra e di sinistra, che non conoscono il significato delle parole. Sallusti è condannato per diffamazione, non per una opinione. Ammesso che ne abbia una sua, non dettata da Arcore.


Il termine opinione (dal latino opinio, -onis; in greco δόξα, dòxa) genericamente esprime la convinzione che una o più persone si formano nei confronti di specifici fatti in assenza di precisi elementi di certezza assoluta per stabilirne la sicura verità. Con la opinione si avanza, spesso in buona fede, una versione personale o collettiva del fatto che si ritiene vero e, pur non escludendo che ci si possa ingannare, tuttavia lo si valuta come autentico sino a prova contraria.

Diffamazione è il termine giuridico che designa una forma di espressione che porti lesione all’onore di una persona o di un’istituzione.

L’opinione è una convenzione che può essere anche errata, la diffamazione è un reato specialmente se si basa su notizie false ed infondate.
La specializzazione di Sallusti.
Tra l’altro Feltri, che permise a Farina di scrivere impunemente sul suo giornale nonostante fosse sospeso dall’ordine dei giornalisti e poi radiato, e Sallusti cercano di scaricare l’agente Betulla che sino a quando si limitava a dossier fasulli  su Prodi era un fenomeno, quando ha messo nei guai Sallusti è diventato un pirla e codardo.
Renato Farina e l’agente Betulla sono la stessa persona, cresciuta in seno a Comunione e Liberazione che personaggi del genere li sforna in quantità industriale.
LA BUFALA SU ROMANO PRODI – Su richiesta di Pio Pompa poi, alla vigilia delle elezioni politiche del 2006, quelle dei “24 mila voti” e dei “brogli elettorali”, per usare un’espressione molto delicata di Silvio Berlusconi, Betulla pubblicò su Libero un falso dossier redatto ad arte dal Sismi nel quale si incolpava Romano Prodi di aver autorizzato, come Presidente della Commissione Europea,  le cosiddette “missioni straordinarie” della Cia nel territorio continentale. Circostanza smentita dalla stessa Unione Europea al momento della discussione di un provvedimento che invita i singoli paesi a rivelare come mai sono state appoggiate le azioni Cia nel territorio dei membri dell’Ue, con speciale interesse verso Romania, Lituania e Polonia.
Questo è Farina e sia Feltri che Sallusti lo sanno benissimo, se è un vigliacco somiglia a loro. Anche Sallusti è un vigliacco che scambia la diffamazione per opinione fingendo di fare il martire prossimo alla galera.
Qui siamo a commentare tre o quattro tra le persone peggiori che esistano nel mondo del giornalismo e della politica ed il fatto che si scannino tra di loro è una spece di guerra di mafia dove non ci sono vittime innocenti ma picciotti al servizio del boss.
Vediamo chi è e da dove viene Renato Farina:

QUANTE COSE E’ STATO FARINA – Non stiamo parlando di un personaggio come gli altri. No. Stiamo parlando di Renato Farina, uno dei giornalisti più discussi degli ultimi anni. Fu il primo a sapere della liberazione dei tre italiani rapiti in Iraq, con il quarto, Francesco Quattrocchi, ucciso dai miliziani pro Saddam Hussein. Fu collaboratore dei servizi segreti e venne condannato per favoreggiamento nell’ambito dell’indagine sul rapimento di Abu Omar. Fu radiato per questo dall’Ordine dei Giornalisti, ritrovandosi però comodamente in Parlamento, istituzione nella quale ha recitato il mea culpa sicuro di non correre più alcun rischio sia per la sua immunità sia perché la condanna di Sallusti, confermata dalla Cassazione, non può più essere rivedibile. A meno di una revisione del processo alla quale però l’ex direttore del Giornale non sembra essere interessato.

L’INIZIO AL SABATO – Questo è Renato Farina, e forse molto altro ancora. Ma andiamo con ordine, ricostruendo la nascita del “mito”. Laureato all’Università Cattolica di Milano ed entrato nel 1978 nel settimanale “Il Sabato”, fondato da alcuni giornalisti aderenti a Comunione e Liberazione dietro una brillante intuizione di Roberto Formigoni, con Silvio Berlusconi tra i principali finanziatori. Sotto il grido di “Amore e fedeltà all’essenziale cristiano. Insopprimibile gusto della libertà in tutto il resto”, il giovane Farina alternò servizi eno-gastronomici ad argomenti più profondi come le apparizioni della madonna di Medugorje.
Specializzato in apparizioni della madonna di Medugorje ad un certo punto ha cominciato ad avere le visioni anche lui ed è diventato l’agente Betulla, specialista in visioni diffamatorie senza nessuna madonna, ma in conto terzi.
Quasi sempre per conto di Berlusconi.

“Amore e fedeltà all’essenziale cristiano. Insopprimibile gusto della libertà in tutto il resto” Era il motto del giornalino di Comunione e Liberazione, peccato che a metterlo in atto fossero Formigoni, Farina e Berlusconi.
E’ tutto dire, un testacoda tra gli integralisti cattolici di Cl e la P2.
Altro non ho da dire se non che tutti i giornalisti, di destra e di sinistra, che si sono spesi per la libertà di pensiero, di parola e di opinione di Sallusti, sarebbe il caso che tornassero a scuola a fare un ripasso sul significato delle parole.
Ve lo dice uno che spesso è ripreso per i suoi errori di grammatica o di sintassi, mai per il senso di quello che scrive. Il valore di quello che scrive, la sostanza come la chiamo io.
Opinione non è diffamazione, fatevene una ragione.
Per chi volesse saperne di più sull’agente Betulla metto il link di un articolo, sempre che vinca la nausea e riesca a leggerlo.

Betulla’s story


Mi pongo una domanda, alla quale non so dare una risposta. Perchè Zambetti ha comprato i voti dall’ndrangheta quando quelli di Comunione e Liberazione sono gratis? Forse, il tipo, non è affidabile nemmeno per C. L.


E’ vero che C. L. ha già invaso il potere da oltre un ventennio e può permettersi di offrire ai suoi cavalli di Troia sistemati nelle poltrone che contano i voti gratis ma Zambetti, comprando i voti dall’ndrangheta ha aperto una falla nel sistema di potere ciellino e questo, per i seguaci di Don Giussani e Formigoni è inaccettabile.
Potrebbe essere stata una guerra intestina di potere a dare l’imbeccata ai magistrati per far partire l’inchiesta che ha portato alla scoperta della compravendita dei voti che, a lungo andare, avrebbe portato una perdita di appalti ciellini a favore dell’ndrangheta.
Comunione e Liberazione è una piovra ed i suoi tentacoli sono ovunque in Lombardia ed in modo particolare nella sanità, attraverso la Compagnia delle Opere gestisce una serie di appalti che rendono 70 miliardi, avete letto bene, all’anno.
Non c’è corsia di ospedale, in Lombardia, dove non passi la ramazza della CdO, non c’è primario di ospedale pubblico, forse anche in quelli privati, che non sia espressione di CL.
Capirete che con un giro di affari di questo livello è inaccettabile per i ciellini che un esponente della loro maggioranza compri i voti dall’ndrangheta facendo, di fatto, entrare nella sala dei bottoni una cosca rivale, sia essa l’ndrangheta, la mafia o la camorra.
Già la Compagnia delle Opere ha i suoi problemi nel campo edilizio, dove la camorra se non è associata è una rivale temibile, ci manca solo che ci si metta l’ndrangheta a pretendere una fetta di fatturato.
Forse la soffiata alla magistratura , che ha fatto partire  le indagini che hanno portato all’arresto di Domenico Zambetti, è partita direttamente dal Pirellone appena si sono accorti che l’assessore alla casa aveva tentato di introdurre una cosca avversaria nel territorio gestito da Comunione  e Liberazione attraverso la Compagnia delle Opere.
Questo, lo sappiamo tutti, non si può fare e quando qualcuno ci prova scatena la guerra tra famiglie anche se erano alleate sino ad un giorno prima.
Quando il nuovo vuole sostituire il vecchio scatena sempre un putiferio, e non alludo a Renzi, Renzi è un poveretto espressione degli oratori non ha dietro una macchina potente come ha Formigoni, Comunione e Liberazione.
Cocì potente e con argomenti così validi da convincere Maroni in dieci minuti. Niente dimissioni in Regione Lombardia da parte dei leghisti. Non si può fare ed un giorno sapremo perchè, quando Michael Formigoni tirerà fuori le carte e le prove dal cassetto.
Però dobbiamo ammettere che, per adesso, la Regione Lombardia fa eccellenza anche in questo campo, niente lupare, qualche messaggio trasversale per Piemonte e Veneto, ma niente sparatorie per le strade.
Da altre parti succede questo:

Caos a Partinico: e’ guerra tra i Vitale e le cosche emergenti – Antimafia Duemila

C’era un articolo ancora più interessante dal titolo: Guerra cruenta tra clan vecchi e nuovi ma i dirittti sono riservati, vi metto il link. 
Comunque il momentaneo vincitore, Formigoni, darà una spulciata ai picciotti, sempre se riuscirà a scoprire tutti gli infiltrati, una aggiunta di lievito ed impasterà una nuova giunta con la farina, scaduta, andata a male, di prima.
E’ il nuovo che avanza, con la benedizione del cardinale di Milano, ciellino pure lui.

Perché Comunione e Liberazione è la lobby del Terzo Millennio

 

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