X Barbara D’Urso, presso Canale5.


Ho letto su Facebook che domenica ha mandato in onda un servizio sul Quartiere Adriano di Milano spacciando a piene mani la paura che avrebbero gli abitanti del quartiere, insomma vivrebbero nel terrore come ha spicificato l’attivista di forza Italia nel servizio.
Il “degrado” di Via Adriano è stato il cavallo di battaglia dell’ultima campagna elettorale guidata dalla “pasionaria” di forza Italia di Sesto San Giovanni.
Ha battuto con i suoi galoppini mercati e supermercati della zona volantinando a più non posso contro il degrado della zona e paventando il terrore degli abitani.
Il volantino l’ho rifiutato gentilmente accompagnandolo con queste parole: se ve ne andate voi il degrado è già alla metà.
Detto questo passiamo al dunque.
Intanto Quartiere Adriano mi giunge nuovo per noi è sempre stato Crescenzago e Via Adriano è la via che unisce Cresenzago a Sesto S. Giovanni e viceversa.
Ci sono arrivato nel 1962 dal Veneto, poi sono andato via Sesto, Brianza, ancora Sesto e poi Crescenzago da più di 26 anni.
Crescenzago era, è, un quartiere di immigrati. Vecchi milanesi, dai quali ho imparato il dialetto,ai quali si sono aggiunti pugliesi, calabresi, siciliani, campani, abruzzesi, veneti, friulani, sardi ecc.ecc.
Erano gli stessi che proibivano alle figlie di andare al cinema, uscire con le amiche o portare la minigonna.
Vedesse come sono cambiati, Barbara, adesso le ragazze sembrano tutte uscite dal bancone di Striscia la notizia, da Amici, da Uomini e donne.
Hanno dimenticato che la nostra immigrazione ha, per forza, creato dei “ghetti”, veneti con veneti, siciliani con siciliani e così via perchè gli amici con il passaparola hanno immigrato, immesso nel quartiere interi paesi.
Siamo sempre andati d’accordo, direi sopra la media mondiale e pochissimi titoli sui giornali.
Poi è arrivata la tv privata generalista che ha inquinato anche quella pubblica, deleteria più della cocaina e dell’eroina in quanto droghe individuali che portano allo spappolamento del fisico e del cervello. Fortunatamente è, più o meno, visibile e viene combattuta mentre la sua droga è invisibile, spappola i cervelli ma non lascia traccia nel fisico. I suoi teleascoltatori a prima vista sembrano normali ed è quando aprono bocca che ci si rende conto che hanno mandato il cervello all’ammasso, ma votano. Ed è questo che conta, se sono terrorizzati dall’immigrato votano a destra, per non sporcare.
Il grande Jannacci ha scritto, con l’immenso Beppe Viola, un pezzo 40 anni fa che dice: la televisione ti addormenta come un coglione, la televisione non ha paura di nessuno.
Nella canzone è in milanese: latelevisiun la te indurmenta come un coiun, la televisiun la ga paura de nisun.
Lei ne addormenta sicuramente un paio di milioni ogni domenica perchè non si accorgono quanto sia falsa, ipocrita, asservita al suo padrone e pronta alla lacrima a comando. L’emozione un tanto al chilo. Penso che persino in casa sua dubitino della sua autenticità.
A Crescenzago si vive come si vive in ogni altra parte del mondo e non parlo di terzo mondo, alludo a Parigi, Londra, Amsterdam, Nex York ecc.ecc.
Sono che nelle altre parti del mondo si limitano a raccontare la realtà senza seminare terrore, odio verso il diverso o verso chi è più sfortunato o povero di noi.
La miseria è schifosa, chi l’ha conosciuta o vista lo sa, ma è dignitosa.
Di quella dignità della quale Lei avrebbe tanto bisogno. Purtroppo non è in vendita, è nel Dna ed a Lei manca deltutto.
C’era pure il link che portava alla registrazione video della sua trasmissione, non ce l’ho fatta, mi fa troppo schifo Lei ed il suo codazzo di ammiratori/ammiratrici.
Non la invito a vedere Crescenzago, la Martesana, i giardini con me. per non inquinarli.
Le garantisco comunque che non ho paura, non ho ancora messo l’elmetto ed i sacchi di sabbia alla finestra. Anche perchè non guardo domenica live.

Polemiche a Milano per un titolo del Corriere: Navigli asciutti, ecco cosa i milanesi buttano in acqua. Pare che i milanesi si siano risentiti.


883313_10203581034916174_7302004767815251103_oCredo che il Corriere abbia scritto ” i milanesi” in senso lato se vogliamo cercare il pelo nell’uovo avrebbe dovuto titolare ” l’essere umano” perchè noi li educhiamo sin da piccoli.
Le strade vengono pulite due volte alla settimana, mi riferisco alla zona dove abito io a Milano, ed un’ora dopo è tutto come prima nonostante il Comune, l’Amsa abbia messo dei cestini ogni 100 metri o poco più. Provvisti anche di posacenere.
I giardini della mia zona sono divisi in due parti, da una parte panchine ed il recinto per i cani e dall’altra ci sono i giochi dei bambini. I giardini sono recintati ed i cani non vi possono entrare.
Partiamo dall’area riservata ai cani, ho un cane anch’io Lulù, e non la porto nell’area dei cani perchè fa schifo. C’è la giovane signora che porta il suo cane di 40 kg e lo libera, si mette a chiacchierare e non vede mai la “bestia” che fa i bisogni. Da due anni ha il sacchetto attaccato al guinzaglio ma non l’ha mai usato, il suo cane la fa invisibile.
C’è il signore distinto di una certa età con un piccolo cane pezzato che lo lascia libero e si mette a leggere il giornale e, quindi, è distratto quando il cagnolino si libera. Sono in parecchi che fanno finta di niente e più che “area per i cani” dovrebbero chiamarla letamaio. Gli unici innocenti sono i cani.
Ci sono più cestini per l’immondizia che panchine, tutti nel raggio di 6 metri, ma carta, bottiglie, avanzi di cibo, plastica e quant’altro sono sempre per terra.
Ho parlato con i netturbini che puliscono l’area più volte alla settimana ed ho detto loro che deve essere mortificante pulire gli spazi pubblici e sentirsi inutili dato che pochi minuti dopo è tutto come prima, mi hanno risposto che ovunque è così togliendomi dalla testa che lo schifo sia solo nella mia zona.
Conosco bene il Naviglio Martesana, spesso ci vado a fare una camminata e vi assicuro che ha dentro di tutto, dai copertoni alle scatole di televisori, dalle bottiglie di vetro a quelle di plastica e non mancano le lattine.
I milanesi si sono risentiti per il titolo del Corriere… Non sono i milanesi, sono gli stranieri o quelli di fuori.
Abito a Milano da oltre 50 anni e, se i milanesi doc permettono, mi considero milanese anche perchè parlo il dialetto meglio di loro. Sono polemiche sterili, inutili, è un problema di regole non rispettate, di educazione e di arroganza. Mancanza di rispetto degli altri ed in questo noi italiani siamo campioni del mondo da sempre.
Voglio tranquilizzare tutti, milanesi e non, lo schifo che c’è nei giardini della mia zona è una costante c’è sempre stato sia che le compagnie di ragazzi che li frequentano siano italiani, romeni, nord africani o albanesi.
Sono convinto che se un tedesco viene da noi nel giro di tre mesi diventa come noi, noi li educhiamo alla svelta.
Li educhiamo sin da piccoli come dimostra la foto che ho messo in alto.
I bambini mangiano la merenda e buttano la carta per terra, possibilmente vicino al cestino ma mai dentro, per non sporcare.
I bambino non vanno ai giardini da soli, sono piccoli e poi ci può essere l’uomo cattivo, sono accompagnati da mamme, nonne, papà ed allora dove sono gli adulti mentre i piccoli buttano la carta del gelato, il sacchetto delle patatine, ecc.ecc. per terra?
Al telefonino o a messaggiare, non hanno tempo di insegnare al bambino che la carta si butta nel cestino.
Comunque non siamo noi, milanesi e non, a sporcare. Sono sempre gli altri.
Saranno anche gli altri, che evadono, sostano in seconda file, sporcano fatto stà che nello schifo ci siamo anche noi.
Non mi interessa che altrove sia peggio mi basterebbe che la smettessimo di fare i primi della classe e cominciassimo ad essere più educati e rispettosi, anche senza chiamare i vigili.
http://milano.corriere.it/foto-gallery/cronaca/14_settembre_24/navigli-asciutti-ecco-cosa-milanesi-buttano-acqua-8de4a286-43ef-11e4-bbc2-282fa2f68a02.shtml

Se il nuovo che avanza è il duello Renzi-Marina ridatemi Fanfani. L’alternativa è il M5S, se non facesse una politica opportunista per non rischiare % da prefisso telefonico.


renzi-marinaHo sempre considerato la politica come progetto per una società diversa nel quale impegnarsi con dedizione e sacrificio per un mondo migliore e, quindi, quando vedo far politica con opportunismo, massaggiando la pancia della gente e non il cervello, mi fa impressione. Non è la politica che intendo io.
Ormai sono tutti berlusconizzati solo che il pregiudicato manda avanti il progetto della P2 per i suoi interessi gli emuli fanno solo proposte atte a catturare voti da ovunque vengano senza preoccuparsi delle ideologie, del progetto e delle prospettive. Uno chiede voti al Pdl ed ai grillini l’altro non tocca il tema immigrazione per non perdere voti.
Se la politica è senza progetto ideologico non è la mia politica. Se il problema è condizionare una parte del capitalismo per distribuirsi le briciole non mi interessa perchè il mio motto, da 50 anni, è sempre lo stesso che ho letto nella prefazione del Capitale di Carlo Marx:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Quando Marx alludeva al “sapere” non intendeva alla conoscenza delle pieghe del capitalismo da raddrizzare per avere un’ora d’aria in più, intendeva alla conoscenza dello sfruttamento che il capitalismo opera sul proletariato.
Il capitalismo si è evoluto, da capitalismo oppressivo e sfruttatore è diventato capitalismo finanziario e parassita.
Vedo se riesco a fare un esempio per rendere l’idea.
Prima il capitalista metteva in piedi una fabbrica e produceva qualcosa attraverso lo sfruttamento della manovalanza da pagare, ovviamente, il meno possibile.
Uno, un capitalista a caso, investiva miliardi e si trovava ad avere a che fare con dirigenti, dipendenti, sindacati, scioperi e manifestazioni ed alla fine dell’anno aveva una rendita del 10%, al netto delle tasse sempre che sia stato onesto, ed abbia rispettato tutte le regole imposte dallo stato e dalle conquiste del sindacato. Insomma una rottura di palle.
Adesso
il capitalista finanziario parassita non ha più bisogno di capannoni, reparti di ricerca, reparti di produzione, dipendenti e dirigenti che fanno il lavoro sporco per lui. Niente più incontri con i sindacati, rivendicazioni, scioperi, serrate e niente stipendi da elargire a 3, 4 mila persone o di più.
Oggi il capitalista finanziario parassita investe sui debiti dello stato che tutti i cittadini, si fa per dire, verranno chiamati a pagare.
Niente più scioperi, boicottamenti della produzione, sindacati che rompono le palle con le rivendicazioni dei dipendenti, niente capannoni e niente dirigenti che magari ci mangiano sopra.
Il lavoro sporco per opprimere la massa non lo fa più lui, o i suoi scagnozzi, lo fa il governo, i governi, che sguazzano tutti nello stagno del capitalismo.
La resa, per l’imprenditore capitalista parassita, è molto di più del 10% che ho ipotizzato sopra, senza rotture di palle.
Il risultato è che le imposte dello Stato italiano vengono per l’87% dal lavoro dipendente e dai pensionati il resto dai parassiti della finanza.
Teniamo presente che il 10% delle famiglie italiane possiede oltre il 47% della ricchezza nazionale: niente è più anticostituzionale ed antidemocratico di una situazione del genere.
Vi va bene una situazione come questa? A me no. Sono cosciente che il modello di società alla quale aspiro io non farò in tempo a vederlo ma sono certo che “questo” modello non è il mio.
Se Marina rappresenta il capitalismo finanziario parassita e ladrone mi domando cosa rappresenti Matteo Renzi per il quale l’obiettivo è rubare voti al Pdl ed ai grillini per vincere.
Vincere che cosa? Per andare dove e con chi? Per quale progetto, una verniciatina di rosso al capitalismo?
Fate pure, ma senza di me.
Da sempre preferisco avere a che fare con un figlio di buona madre piuttosto che con un ignorante.
So cosa vuole e dove vuole andare, il figlio di buona madre, l’ignorante no. Non lo sa nemmeno lui e ti spiazza in continuazione.
Ora non credo che Matteo sia ignorante, è opportunista ed aspira ad un obiettivo di breve termine, vincere.
Manca il progetto del dopo, se c’è è un ripiego, sono dei cerotti da mettere al capitalismo finanziario e parassita.
Briciole, per mantenere la pace sociale, evitare la vera rivoluzione che non si fa con le class action.

Per noi e’ veramente tutto marcio; per questo siamo arrabbiati. Vorremmo consegnare ai nostri figli un’Italia diversa, ove regni l’onestà. Almeno, con il nostro non venire a patti, ci stiamo provando.


imagesE’ un commento che ho letto sul Fatto Quotidiano. Oltre a cercare di capire tanto pessimismo mi chiedo se dentro il marcio globale ci siano anche loro o dove siano stati sino adesso mentre il marcio invadeva il Paese.
Questo, forse, è il meno nel senso che gli esseri umani non sono mai stati perfetti e per quanti sforzi faranno non riusciranno a lasciare ai loro figli un’Italia dove regni l’onestà. Io mi accontenterei di lasciare un’Italia dove regni la giustizia, dove chi sbaglia paga ed abbia la certezza della pena senza confessioni e relative assoluzioni.
Non esiste Paese al mondo, non è mai esistito, dove regni l’onestà esistono Paesi dove si rispettano le regole più che da noi.
Detto questo la cosa che mi preoccupa di più del loro atteggiamento è l’assoluta mancanza del dubbio. Una certezza dell’essere superiori, migliori degli altri oltre, ovviamente, ad essere più intelligenti che rasenta la superiorità della razza ariana. Questa volta la superiorità è allargata, non è un problema di razza ma di intelligenza superiore.
Devi capire, devi sapere, devi informarti, devi riflettere, nemmeno un dovresti, solo certezze.
E se la tua riflessione non collima con la loro ecco che sei un servo del Pd-L, un poveretto di spirito, obsoleto e superato dalla rivoluzione del M5S, dopo, alla fine, qualcuno inserisce anche il Pdl , il nemico primario è il Pd-L.
Sono certo che qualcuno di loro nel passato ha votato il Pdl, sono certo perchè almeno in tre l’hanno confessato a me, uno in montagna e due a Milano. Escludo dalla conta i simpatici destroidi che secondo Grillo passeggiano mano nella mano con gli ex sinistroidi nel M5S. Faranno due cortei in occasione del 25 aprile?
Tutti gli anni scendo in piazza a Milano in occasione del 25 aprile, faccio delle foto, non ricordo di avere mai visto il M5S, eppure non mi sono perso nemmeno il Pdl del 1996.
Nel mio blog in alto a destra ho scritto una frase, una frase che frequento da quando ero inscritto al Pci e che mi accompagna da più della metà della mia vita. Una frase che invita a non prendersi troppo sul serio, a tenere i piedi per terra a non prendere niente per oro colato chiunque sia a prendere la parole.
Tenersi sempre uno spazio per il dubbio cercando di essere ottimisti e non disfattisti.
Se tutto è marcio lo è diventato in loro presenza e mi chiedo dove abbiano passato l’ultimo ventennio.
La frase che ho scritto è questa: NON PRENDETEMI TROPPO SUL SERIO, NON LO FACCIO NEMMENO IO.
Sottinteso, ho stima di me stesso, sono un mio fan, un follower di me stesso.
Per tenermi con i piedi per terra, troppa stima di me stesso, mia moglie anni fa mi ha regalato un elfo che regge un cartello con scritto: Non dimenticare mai di essere unico. Come tutti gli altri.
Tradotto: non essere presuntuoso, anche se è difficile.
Ho scritto tempo fa, il Fatto Quotidiano sta al M5S come l’Unità sta al Pd.
Ma per sembrare informazione libera al di là delle parti si deve far suonare le diverse campane sulle stesse pagine, non stiamo a sottilizzare se la campana del M5S è grande come quella del duomo e le altre sono campanelle da chiese di campagna, l’importante è che suonino per poter dire i fatti come nessuno li ha mai raccontati.
Oggi ho letto questo articolo:

Cari grillini, in voi non compare traccia del dubbio, di Piero Valesio.
L’ ho letto non perchè da ragione a me ma perchè la penso come lui, dentro di me ho fatto la stessa considerazione da tempo, abbinandola al pensiero unico talmente compatto da mettere paura.
Se consideramo ogni essere umano come un bicchiere, uno vale uno, ci arrivamo tutti a capire che ad un bicchiere pieno, di certezze, non puoi aggiungere altro perchè andrebbe perso se il bicchiere non è pieno si può aggiungere qualcosa che dia valore aggiunto.
Avete presente il Campari con il bianco? Il barista riempie i due terzi del bicchiere con il vino bianco, poi aggiunge il Campari che aggiunge colore e sapore. Se riempisse il bicchiere sino all’orlo aggiungendo il Campari significherebbe buttarlo via.
Vorrei che tutti noi, nel confrontarci, lasciassimo quei due , tre centimetri liberi nel nostro bicchiere per dar spazio alle teorie degli altri, coltivare qualche dubbio e magari trarne vantaggio per tutti.
Se tutti abbiamo solo certezze ci sarà qualcuno che ci marcerà sopra, detterà le regole e quello che è triste è che gli daremo ragione. In base alle nostre certezze.
Domanda: dove le abbiamo prese?
La certezza non fa crescere, la convinzione di avere sempre ragione impedisce di parlare con gli altri e confrontarsi. La certezza di essere superiori impedisce qualsiasi punto d’incontro, non dico di alleanza, in attesa che tutti abbiano il bicchiere colmo di certezze. Le mie.
Voi pensate che i fascisti, nazisti, stalinisti, abbiano avuto qualche dubbio durante le loro marce?
Vi ricordate come marciavano compatti? Una moltitudine di corpi che diventavano un corpo unico, un pensiero unico. Quello del comandante.
Per mettermi al sicuro dalle certezze quando mi sono iscritto al Pci ed ho ritirato la tessera ho commentato con queste parole: appena saremo al potere passerò all’opposizione. Diventerò anarchico.
Il massimo della mia aspirazione politica, del libero pensiero.
Ce ne sono troppi in giro che traboccano di certezze, Berlusconi, Travaglio, Grillo, Cicchitto, Biancofiore, ecc.ecc.
Potete aggiungere i vostri.
Travaglio direbbe che le certezze nascono dai fatti, dimentica che i fatti sono interpretati dalla nostra logica.
Quale certezza abbiamo che sia quella giusta, senza confronto?

 

Le truppe berlusconate sono talmente stordite da gridare: basta con la politica. Non si rendono nemmeno conto che sono vent’anni che in Italia non si fa politica.


imagesMi stavo godendo Celtic-Juventus e mia moglie dall’altra stanza mi dice: non fanno parlare Crozza, lo contestano al grido di basta con la politica.
Me lo aspettavo, i bonifici del piduista arrivano ovunque, anche ai testimoni per il processo Ruby figuriamoci se non arrivano a Sanremo.
Il prossimo impegno per le truppe berlusconate sarà a marzo nel Tribunale di Milano, fuori e dentro ovviamente, e lo slogan è già pronto:
basta con la politica! Qui si deve fare giustizia e non politica, assolvete l’utilizzatore finale.
Maestro del coro l’avv. Mavalà, il coro è fornito da Uomini e Donne anziani, panini e bibira dalla sezione del Pdl Vittorio Mangano.
Non ho nemmeno cambiato canale, Sanremo non lo guardo dal 1987 escluse le performance di Benigni e di Grillo quando faceva ancora il comico e non il santone.
Preso dalla tensione, splendida, della partita sono andato a prendermi una sigaretta ed ho visto Crozza mentre imitava Bersani. Niente fischi questa volta ma applausi perchè in Italia puoi fare satira su tutti escluso il piduista, evasore, corruttore, puttaniere e pedofilo.
Le sue truppe presidiano ogni manifestazione dove si parla di lui per guadagnarsi la pagnotta.
Non si sono nemmeno resi conto che anche fare satira su Bersani è politica non solo quando si parla di Berlusconi.
Anzi no, la satira è satira e basta concetto inconcepibile dai cerebrolesi ammiratori del piduista.
Le vecchiette di Uomini e Donne anziani hanno presidiato il Tribunale di Milano per settimane, le portavano con il pulmino con ambulanza al seguito e si accontentavano di un panino ed una bibita, anche se l’avrebbero fatto a gratis.
Depravato lo è senza dubbio, ne abbiamo avuto prova ulteriore con l’impiegata della Green Power alla quale ha chiesto, insistentemente, se viene, quante volte ed in quanto tempo tra le risate dei rincoglioniti come lui avvezzi ad anadare a puttane.
Sono ancora convinti che le puttane abbiano l’orgasmo, lui ne è certo perchè tutte quelle che gli hanno spillato soldi hanno detto che a letto è il migliore. Ovviamente il tutto direttamente proporzionale alla busta in contanti o al bonifico.
Dicevo che un conto è essere depravati ed un altro stupidi e lui tutto è ma non uno stupido. Infatti alle vecchiette di Uomini e Donne che manifestavano al gazebo di fronte al Tribunale di Milano ha offerto panino e bibita mentre alle orgettine che hanno testimoniato in suo favore con testimonianze fantasiose ed incredibili il bonifico mensile.
Alle giovanette che hanno fatto la lap dance con il palo della sua discoteca privata buste in contanti, carte prepagate, Mini Cabriolet e bonifici generosi.
Per me è talmente abituato a pagare le donne da pagare anche le sue mogli ma non come ha fatto con Veronica dopo la separazione a 100.000 euro al giorno, intendo pagare lasciando i soldi sul comodino prima della prestazione, lui se non paga non si eccita.
L’ultima è la consigliera regionale Antonia Ruggiero e le prove le ha fornite il marito stesso.
Comunque non sarà l’ultima, ne verranno fuori ancora, il tipo ha 75 anni ed è da una vita che paga per avere l’amore a ore, è l’unico amore che lui conosce.
La sua educazione sessuale è prettamente fascio-cattolica, basti vedere come tratta le donne, la sua educazione sessuale si è compiuta nei casini di stato, quello è il suo modo di concepire l’amore, la marchetta.
Ogni giorno che passa diventa sempre più depravato, stupido ed insistente e purtroppo troppe donne ridono ed apprezzano i suoi bavosi approcci da osteria/bordello da porto di mare.
Consiglierei al suo architetto di inserire nelle sue ville, oltre al palo per la lap dance dove far ballare le orgettine vestite da suora, un bancone per la mamascia come c’erano nei casini di stato con tanto di ricevute per le marchette.
Alla cassa andrebbero bene le organizzatrici di festini come Sabina Began o la Minetti.
Ad istruire le minorenni quelle che, avendo fatto carriera altrove,  non intendono più dare cattivo esempio ma buoni consigli.
Quelle che si offendono per qualche battuta maschilista ma sono orgogliose dei loro calendari esposti nei tir.
Le amorali che vogliono fare la morale.
Comunque per un festival di Sanremo che ogni anno perde ammiratori è una grande occasione per tirare il fiato, nei giornali non si parla d’altro.
Questa sera Crozza non ci sarà e sarà un problema per l’auditel.
Buon divertimento.

Tempo 24 ore e le panchine, riparate e riverniciate, sono luride come prima. Gioventù bruciata? No, gioventù demente con tanto di iphone ultimo tipo.


10 anni fa, anno più anno meno, c’era la compagnia dei motorini. Entravano nei giardini in mezzo agli anziani ed ai bambini con i motorini, sgommavano e lasciavano i segni delle gomme. Solo maschi, mai visti con una ragazzina.
Sono giovani, si faranno. Infatti hanno preso la patende ma sono rimasti imbecilli come prima. Se il tempo era bello si limitavano a sradicare i cestini dei rifiuti, a gridare a tutte le ore, se pioveva si riparavano sotto ai portici e per passare il tempo prendevano a calci le cassette della posta. Vinceva chi riusciva per primo a far aprire lo sportello di scarico e non contenti prendevano a calci pure le lettere.
Non so cosa fosse il premio per il vincitore, so che ho chiamato la polizia ed, allora, è arrivata quasi al volo.
Un poliziotto, appena sceso dalla volante, salutò uno dei ragazzi con questa frase: Eh, cosa fai qui? Come stanno i tuoi? La risposta non l’ho sentita perchè facevano casino, hanno preso i dati, hanno fatto chiudere lo sportello e rimettere a posto le lettere. Si sono salutati e poi sono venuti al mio campanello a suonare. Erano le due o tre di notte. Scesi dalla scale incazzato e praticamente gli aggredii: ma che cazzo state facendo, io vi telefono per denunciare un vandalismo e voi mi suonate al campanello? Ho una moglie, un cane, se questi stronzi la prendono di mira e le fanno dei dispetti?
Risposta: ma no, che ne sanno loro che ci avete chiamato voi, abbiamo suonato un campanello a caso.
Infatti, risposi, con 50 campanelli e più che ci sono nella via avete suonato proprio al mio, che vi ho dato il nome.
Adesso ci sono le nuove leve. Vestiti bene, iphone ultimo tipo, capelli con la cresta e pennarelli, pennelli per scrivere sui muri, sulle vetrine e sulle panchine. Le ragazze hanno il tacco di ordinanza, la pancia fuori e sono vestite come veline, tra l’altro sono pure carine, capelli curati.
Le ragazze parlano un italiano corretto, si capisce subito che vanno a scuola, i ragazzi si esprimono come Lorenzo, la caricatura del burino interpretato da Corrado Guzzanti.
Io sono vechio ma mio figlio mi ha detto che il tamarro piace alle ragazze, tira molto ed io mi adeguo. Contente loro contenti tutti.
Devono essere della tribù delle scimmie urlatrici, passano la giornata ed anche la notte ad urlarsi frasi senza senso a 10 centimetri di distanza uno dall’altro.  D’estate tengono banco sino ed oltre le tre della notte, schiamazzi, urla, bevono e giocano tra di loro. Ogni tanto nasce qualche discussione per via che le ragazze passano dalle ginocchia di uno all’altro con la velocità della luce.
Qualcuno non gradisce.
In contemporanea c’è pure una compagnia maschile e femminile di sud americani, anche questi sono lì dal pomeriggio e qualche volta alla sera. Suonano, ballano e cantano.
Qualche giorno fa è arrivata la polizia e gli italiani sono spariti, i sud americani sono rimasti lì ed hanno mostrato i documenti, evidentemente non avevano nulla da temere nonostante il popolino tenda a dare la responsabilità dello schifo dei giardini agli immigrati. Mai visti con un pennarello in mano, solo birre ma in questo sono simili ai nostri baldi giovanotti vestiti bene.
Alle volte al mattino incontro quelli dell’Amnsa che puliscono con i rastrelli, raccolgono le bottiglie, i pennarelli vuoti e svuotano i cestini, tutti dipinti dagli artisti del posto.
Un giorno ho detto ad uno di loro: dev’essere frustrante pulire sapendo che due ore dopo sarà sporco come prima. Risposta: sono sud americani, sono tutti così. Saranno anche sud americani, non lo nego, ma ti garantisco che questi sono dei nostri e fanno girare le palle. Il tipo dell’Amsa mi risponde: dovrebbero prenderli ed infilargli un cestino dell’immondizia nel culo, così imparano.
Adesso, se chiami la volante, arriva un’ora o due dopo il casino e diventa tutto inutile. Siamo in pochi, facciamo quello che possiamo.
Questa non è delinquenza, gioventù bruciata, è degrado sociale ed educativo e si allarga  a macchia d’olio. Non hanno interessi, non hanno ideali, solo far casino e lasciare le loro impronte sulle panchine o sui muri, non disdegnando neppure le vetrine della zona. Sono di un’arroganza e di una maleducazione che si taglia con il coltello, da macellaio.
Qualche giorno fa ho detto ad uno di loro, mentre osservavo un suo amico che pasticciava la panchina, una di quelle appena riparate e riverniciate, guarda che sono venuti qui ed hanno fotografato le scritte , ci sono delle multe salate per chi imbratta la cosa pubblica, nostra che paghiamo noi.
E sono venute bene? Risponde lo spiritoso. Di rimando gli dico: benissimo, perfettamente a fuoco. Vedi quelle scritte lì sono come la carta d’identità, le impronte, anzi meglio ancora il Dna.
Vedrai che il furbo lo troveranno, le lettere si somigliano tutte, ha lasciato l’impronta.
Non mi ha risposto ed io sono andato via.
Torno dopo qualche ora e la scritta che il suo amico stava facendo aveva i segni evidenti di un tentativo di cancellazione, dopo che ha scritto su 4 panchine è da imbecilli tentare di cancellare le prove.

La polizia ha consigliato di far firmare una petizione agli abitanti della zona come se l’educazione, il rispetto della cosa pubblica si possa insegnare con le petizioni.
Comunque è già pronta la nuova ondata, c’è un ragazzino di 8/10 anni che insieme ad altri più piccoli passa ore ed ore a far scoppiare petardi in mezzo agli altri bambini e le loro mamme.
Gli animali si spaventano, c’è pure il giardino cintato per i cani e qualcuno ha cominciato a lamentarsi.
Il ragazzino in questione, in modo particolare al sabato, inizia alle 13 del pomeriggio ed è capace di tirare le 20 della sera. Sembra una sparatoria continua. Sabato scorso gli sono passato di fianco con il cane e lui: aspetta, aspetta, verso il suo amichetto, c’è il cane che si spaventa.
Non fare il paraculo gli ho detto, è dalla una che rompi i coglioni con questi petardi.
Domanda: dove cazzo sono i suoi genitori? E quanto costano questi cazzi di petardi?
Ne fa scoppiare a centinaia.
Drogatevi che è meglio, almeno avete qualcosa che vi impegna, un obiettivo da raggiungere. (satira estrema)

A noi piacciono i viaggi. L’welfare visto dalla valle nel 2012 per arrivare alla solita conclusione: un padre mantiene 4 figli, 4 figli non mantengono un padre.


Dall’eremo in cui mi sono ritirato per sfuggire alla calura di Milano le notizie mi arrivano ovattate, anche perchè ho deciso di non comprare il giornale e guardare meno televisione possibile ma ci sono situazioni che ti vengono a cercare con il lanternino.
Qui è un luogo di, quasi, tutti anziani chi più chi meno tutti impegnati nel welfare famigliare ed alle prese con figli o figlie precarie se non disoccupati del tutto.
La gente di montagna è riservata ma una volta conquistatene la fiducia si lascia andare ed alla fine si parla spesso di figli, che non vengono in montagna o che sono da sostenere in quanto precari o che non prendono lo stipendio da due mesi o sono stati pagati con assegni scoperti.
Insomma la crisi c’è anche qui. 
Ho conosciuto un pugliese emigrato da decenni a Milano che è un concentrato, un prototipo del pensionato medio italiano con una storia personale che tocca tutte le corde della chitarra o tutti i tasti, bianchi e neri, di un pianoforte.
Appena arrivato a Milano ha fatto tre lavori in nero, l’unico che ricordo è la consegna dei giornali con il furgone, poi di seguito ne faceva altri due e riempiva la giornata arrivando a tre stipendi al mese.
Con i guadagni di tanto sacrificio, in nero, si è costruito una casa abusiva di tre piani nel centro di una cittadina a 100 metri da Milano.
Insisteva sul fatto dei tre piani, ha costruito praticamente un campanile senza capire che ha più valore la chiesa, insomma una villa di  tre piani di 170 metri quadri vale meno di una villa della stessa misura su un piano solo e per ovvie ragioni.
Una volta presa la mano al sacrificio che rendeva tre stipendi ha comprato altri due appartamenti, o due case non ho capito bene, poi ha deciso di rallentare ed è andato a lavorare in una azienda di trasporti pubblica di Milano per 17 anni ma con due turni al giorno il che, stando alle sue parole, gli ha garantito una discreta pensione.
Grazie a Dio, parole sue, il lavoro in nero ed il condono di Berlusconi gli ha garantito una vecchiaia serena, la sua casa abusiva in centro alla cittadina ora è regolare e se l’operazione di mettersi in regola è riuscita all’emigrante pugliese figuratevi cosa avrà condonato uno come Ligresti.
Si può essere d’accordo oppure no ma non si può negare che il soggetto in questione non abbia fatto sacrifici, per migliaia di volte è andato avanti ed indietro nella campagna con un piccolo motocarro per scaricare in ogni dove la terra che ha scavato per ricavare il locale seminterrato da aggiungere in più, una fatica immane che non ha risparmiato nemmeno la moglie.
Adesso dovrebbe godersi il meritato frutto di tanti sacrifici, condonati, ma c’è il problema dei figli che devono essere aiutati.
Nel diluvio del suo racconto sono riuscito a dire due parole, secondo me consolatorie, ma ho scatenato un putiferio.
Chi più chi meno siamo tutti alle prese con l’aiutare i figli, con la crisi che c’è se non gli aiutiamo noi tra precarietà, partite iva individuali come cappi al collo e disoccupazione non potrebbero tirare avanti.
E’ partito come un razzo, direi ripartito perchè era già lanciato, ed ha offerto uno spaccato dei giovani moderni che, secondo lui e non solo lui, non hanno capito cosa sia il sacrificio.
Non si può aiutare un figlio perchè hanno il mutuo, le spese, il bambino ed i soldi non bastano mai, ha tuonato, e quando lo aiuti quello si va a fare una crociera perchè a noi piacciono i viaggi…
Non si può aiutare la famigliola della figlia, per le stesse ragioni, e quella veste firmato, ha più paia di scarpe di un plotone di alpini e con l’aiuto del babbo si sono comprati la spyder Bmw da 48.000 euro.
Non so quale modello sia, riporto solo quello che ha raccontato e che io ho ascoltato, passivamente, per dargli modo di scaricarsi, alleggerire.
Essendo un tipo previdente è già preoccupato per il futuro, le case sono tre ed i figli due e come se non bastasse non hanno la stessa metratura.
Già cominciano a dirgli che la sua casa, quella storica abusiva e condonata, è troppo grande per lui.
Si augura di non finire all’ospizio, è certo che i figli non pagherebbero la rata e quelli dell’ospizio lo farebbero fuori con una puntura per abbattere i costi degli insoluti.
Qualche mese fa ho scritto che nelle nostre case ci si deve muovere con l’armatura  per difendersi dal marito, compagno ed anche da qualche moglie,perchè iniziano a reagire. Quando si incontra il marito o la moglie in corridoio camminare con le spalle rasenti al muro, tenere la situazione sotto controllo e quando taglia la cipolla per il soffritto stare alla larga.
Adesso dovrò studiare una strategia per difendersi dai figli.
Generalmente si tende a scusare i propri figli ed a scaricare le magagne sulla nuora in modo particolare, perchè spendacciona ed incontentabile. Oppure sul genero fannullone ed inconcludente ma, vorrei dire con più leggerezza possibile all’amico stakanovista del nero, che i pirla viaggiano in coppia e che le colpe sono sempre da dividere a metà, si prendono perchè si somigliano.
Se gli aiuti sono serviti per la crociera o per la Bmw li tagli subito, in parole povere è solo una presa per il culo.Piangono e fottono, anche se sono i nostri figli.
A parte gli scherzi, fortunatamente i figli non sono tutti così, molti meritano o meriterebbero ancora di più, anche se ho visto troppi ragazzi comprarsi la Golf con la pensione del nonno.
Non sono loro che sbagliano, siamo noi che abbiamo scelto la strada sbagliata dell’educazione etica,economica e morale.
E’ la pianta che da il frutto ed ogni pianta ha il frutto che merita.
Di solito.  

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