Questa volta l’ho sentito dal vivo, a nemmeno un metro di distanza: invece di soccorrerli dovrebbero togliere il tappo alla barca e lasciarli li.


indexErano seduti sulle panchine, mi sono avvicinato per salutare un amico e lui mi ha fatto una battuta al volo: domani vai a Roma?
Tutto è partito da lì. Ho il pullman alle 7 da Lecco, ho risposto prontamente. 600 euro tutto compreso 200 per il viaggio e 400 per la Mondadori per contribuire alla spesa per De Benedetti. A De Gregorio ci ha pensato lui.
Il discorso della combriccola verteva sulla tassa dei rifiuti per la seconda casa, peccato non godersela per pochi euro in più rispetto ai residenti, ma mi sono reso conto del motivo per cui il piduista insiste sull’Imu, vedono il dito e non vedono la luna.
Senza nemmeno rendersi conto che sulla seconda casa l’Imu rimane come la tassa sui rifiuti e quella dell’acqua.
Tolto il mio amico ero nel bel mezzo dell’Italia che ha dato il bastone del comando al piduista, ex democristiani che hanno votato forza Italia e la lega non potendo votare fascista perché, purtroppo per loro, un partito fascista esplicito non esiste altrimenti si sarebbero sentiti a casa.
Ad ogni modo non sono riuscito a stare zitto ed ho ribattuto al devoto cattolico che invitava a togliere il tappo dal barcone che se si fosse trovato lui in mezzo al mare non l’avrebbe pensata in questo modo.
Io sarei rimasto a casa mia è stata la sua risposta.
Peccato che lui come me ed altri presenti non fosse né un montanaro né un lombardo ma un veneto che è emigrato per sfuggire alle zone depresse degli anni 50.
Oggi il mondo è più piccolo e c’è chi tra i nostri figli è costretto ad emigrare in Germania o in Inghilterra, non cambia di una virgola il concetto.
La figlia del devoto in questione volle che raccontassi come fu che il piduista venne in possesso della villa di Arcore e ne feci un riassunto veloce ma significativo.
Alla fine disse: è vero, la storia la conoscevo già.
Mi sono chiesto, non ad alta voce anche se il miserabile l’avrebbe meritato, come l’avrebbe pensata se avessero violentato sua figlia e l’avessero costretta ad emigrare per mandarla a battere in qualche bordello del mondo.
Se avrebbe fatto togliere il tappo anche in quel caso.
Quasi tutti, alla sua battuta infelice e feroce, fecero cenno con la testa come se la soluzione proposta dal miserabile fosse l’unica percorribile.
Qualche donna che ha conservato un minimo di umanità forse avrebbe voluto ribattere ma non ne ha avuto il coraggio ma ho capito che hanno apprezzato la mia reazione.
Insomma, come sempre, per il nostro popolino la colpa è sempre degli altri, i fascisti erano gli altri ed il duce era un buono che si è fatto deviare da Hitler.
E’ per questo che noi da oltre 70 anni non andiamo da nessuna parte.
Giusto per spargere fango a 360 gradi hanno tirato in ballo tutti anche per giustificare il fatto che hanno si sbagliato a votare ma tanto sono tutti uguali.
Ho detto che Greganti si è fatto la galera mentre migliaia di altri farabutti non l’hanno nemmeno visitata per un giorno ed allora mi hanno tirato fuori Penati che godrà della prescrizione.
Penati lo conosco personalmente da oltre trent’anni, ciò non mi ha impedito di ritenere opportuno che la giustizia facesse il suo corso, anzi, ho chiesto che se ritenuto colpevole gli venga raddoppiata la pena in quanto ex comunista.
Detto ciò ho voluto precisare due cose. La prima è che secondo i giornali Penati rinuncia alla prescrizione e la seconda è che se Penati usufruisse della prescrizione abbreviata godrebbe di una legge fatta su misura per il condannato piduista nelle cui mani il manipolo delle panchine ha affidato l’Italia nell’ultimo ventennio.
Comunque considerato che ognuno di noi ha il suo sogno, il miserabile in questione sogna che venga tolto il tappo al barcone in mezzo al mare, ho anch’io il mio sogno: che nel barcone ci sia lui e che venga tolto il tappo senza nemmeno andare al mare, mi basterebbe il lago di Como.
Buona domenica.

Leggo ogni giorno Milano Today dopo che Scalise aveva annunciato che avrebbe elencato le delusioni del M5S riferite a Pisapia. Ho letto solo che Fo ha aderito al movimento, ha la passione per l’estremismo.


imagesFo ha grandissimi meriti, ed il premio Nobel non c’entra niente, ma sin da giovane ha avuto la passione per l’estremismo e si sa che gli estremi spesso si toccano, andando in testa coda.
Quando si esagera, se togliamo i simboli di riferimento/riconoscimento, non si riconosce la destra dalla sinistra e c’è chi usa slogan rivoluzionari di destra credendoli di sinistra.
Se l’estremismo è utile per l’arte o lo spettacolo, esagerare per far comprendere, così non si può dire se lo applichiamo alla realtà, ai fatti.
Tu puoi avere i migliori propositi del mondo ma se i cordoni della borsa dipendono dagli altri puoi fare poco, è già molto positivo se utilizzi al meglio quello che dipende direttamente da te.
Che cercano di dare il meglio di loro stessi ce ne sono e fanno parte di partiti o movimenti diversi, nessuno ha il brevetto depositato.
E’ il segno che il lavoro sotterraneo prima ed esplicito poi, mi riferisco all’ultimo ventennio dove praticamente la P2 ha governato con i fascisti e la lega, la P2 ha ottenuto uno dei tanti obiettivi che si era proposta: fare un casino tale da non poter più distinguere il sano dal malato, la politica buona da quella bacata.
L’omologazione del fango la chiamo io. Spruzza con lo spargiletame e colpirai anche chi è pulito facendo in modo da non distinguerlo dagli altri.
C’è da dire che parecchi a sinistra hanno abboccato al piduista e si sono messi sullo stesso piano, convinti di farlo fuori, ed invece sono caduti nella trappola.
Uno degli esempi più evidenti della sottovalutazione del piduista è stato il conflitto di interessi e la Bicamerale dove chi si riteneva più furbo è stato spiazzato del tutto facendo ritenere che fosse un inciucio e non un errore di presunzione.
L’unica cosa che dovrebbe fare, alludo a D’Alema, è ammettere di avere perso, di essere stato beffato dal piazzista di stato.
Lasci perdere la prosopopea e faccia un atto di umiltà riconoscendo di essere stato un pirla. Non si nasconda dietro al fatto che Berlusconi è inaffidabile e falso perchè lo sapevamo tutti, se non fosse stato presuntuoso e fosse stato più cauto non avrebbe perso la faccia e fatto girare le palle anche a noi.
Fare l’opposizione è sin troppo facile, trovare difetti, mancanze, debolezze, è un gioco da bambini e tutti sono in grado di fare le pulci anche a chi non le ha.
Altra cosa è governare, ne sanno qualcosa tutti quelli che hanno questa incombenza da Pizzarotti a Pisapia passando per Rosario Crocetta.
Certo che c’è modo e modo di governare un comune o qualsiasi altra istituzione, c’è chi toglie la mensa ai bambini e viene candidato al Senato e c’è chi si vergogna di avere un sindaco come quello di Adro. Oscar Lancini.
Per quanto riguarda il tipo di Milano che dovrebbe fare l’elenco delle delusioni di cui è stato vittima da parte di Pisapia deve avere finito la benzina perchè si è fermato pochi metri dopo l’inizio della campagna elettorale.
Dopo la sparata iniziale non si è saputo più niente.
Come ho scritto ieri l’unica cosa che prevedo in queste elezioni è che viaggiamo spediti verso la paralisi, detto questo preferisco essere paralizzato con Ambrosoli che con Maroni se non altro per il fatto che con Maroni non saremmo fermi ma torneremmo al passato xenofobo, razzista e fascista.
Potrei anche considerare la paralisi come un punto di partenza dopo un ventennio dove abbiamo perso terreno sotto tutti i punti di vista, già rimanere immobili vorrebbe dire fermare al deriva indegna dell’ultimo ventennio.
Poi, il fermarsi, vorrebbe dire ripartire e questa volta mi auguro che si parta per una nuova avventura e non dietro ad un flauto magico che ci ha portato alla rovina.
In bocca al lupo a tutti. Ognuno ha diritto ad usare la propria testa, seguire i propri ideali ed i propri sogni sperando di invecchiare bene e non fare la fine di quelli che sono andati in posta o al sindacato con la lettera di Berlusconi per riavere indietro i soldi dell’Imu.
Lavorare 40 anni, chi più chi meno, in fabbrica o altrove per rincoglionirsi a quel livello o per farsi condizionare dalla televisione mette tristezza, significa aver buttato via la vita per niente.
Sin da quando ero ragazzo avevo elaborato una mia teoria.
Un bambino vispo, intelligente, sarebbe diventato un fanciullo intelligente, un uomo consapevole ed un vecchio saggio. Ogni tappa della vita avrebbe portato valore aggiunto alla sua consapevolezza grazie all’esperienza elaborata dall’intelligenza.
Un bambino pirla sarebbe diventato un fanciullo pirla, un adulto stupido ed un vecchio pirla.
Perchè l’esperienza non assistita dall’intelligenza non avrebbe portato nessun valore aggiunto.
Faccio un esempio concreto, per far capire anche al leghista medio cosa intendo dire. Abitavo a Sesto e stavo chiacchierando con un mio coinquilino nel cortile di casa, eravamo vicini alla sua auto e lui mi ha chiesto informazioni su un determinato modello, lavoravo nel ramo, ad un certo punto guardando le gomme della sua auto gli dico: occhio che hai le gomme liscie, sono al limite e se piove è un problema.
Pochi giorni dopo ha piovuto e lui è finito contro un muro, fortunatamente non si è fatto nulla, ma è venuto a cercarmi per dirmi che io porto sfiga.
Io porterò anche sfiga, gli ho risposto, ma il pirla che non ha cambiato le gomme sei tu.
Dovevi almeno stare più attento.
Ecco alle volte ho l’impressione che noi anziani, italiani, più che vecchi saggi siamo vecchi pirla.
L’età sella stupidera, come dicono a Milano, è ammessa solo quando si è giovani, passa subito e dopo non è più ammissibile.
Monti ieri ha detto: “Se gli italiani votano ancora Berlusconi il problema sono loro, non lui”

Io lo dico dal 94 che il problema non è Berlusconi ma chi lo ha eletto anche perchè se non lo avessero votato sarebbe finito in galera da tempo.
Coraggio, domani è finita poi ci sarà la pausa silenziosa. Hanno veramente scassato le palle.
P.S. Dario Fo ha scritto un libro per spiegare le perplessità che nutre in merito a certe posizioni del M5S, il problema è che chi l’ha visto sul palco non lo sa, non ha letto il libro e non sa nemmeno che esiste.
Lo sanno Grillo e Casaleggio, ma lo hanno accolto lo stesso. Non dico caso unico ma caso raro si, è un segnale di democrazia dopo tanti segnali negativi nel merito.

Nella scuola dove vado a votare io, da 22 anni sempre la stessa, ho visto delle impalcature e mi si è allargato il cuore. Ristrutturano la scuola ho pensato, ed invece no.


imagesMi sono avvicinato ad un muratore ed ho chiesto informazioni, volavo troppo alto con il mio entusiamo, stanno abbattendo le pareti per allargare le aule in occasione delle elezioni politiche.
Pare che la scheda elettorale che ci verrà consegnata,  con un badante volontario che ci siuterà e tenerla aperta ed a ripiegarla, sia di due metri quadri per farci stare tutte le liste ad una grandezza utile ad essere individuata, altrimenti avrebbero dovuto ricorrere a delle icone come si fa nel pc.
Solo che nel pc le icone delle foto le puoi ingrandire per vederle, nella scheda elettorale non è possibile.
Con 169 liste presenti alle elezioni ci meravigliamo che ci siano accorpamenti, giusti o sbagliati in questo momento non mi interessa tanto vedo che ci sono critiche per tutti, nessuno escluso.
Mi interesserebbe capire, perchè francamente non ci arrivo, come si possa pretendere di cambiare l’Italia se prima non cambiamo noi.
Ritengo basilare e doveroso che ognuno di noi abbia le sue idee e la veda in un modo diverso altrimenti non sarebbe democrazia ma se ad ogni virgola diversa, opinione diversa su cose marginali ed ininfluenti uno si fa la sua lista noi il problema, nostro, non lo risolveremo mai.
Io sono certo che la mia idea, di voto, non sarà vincente nel senso che non sarà mai maggioritaria del tutto e trovo del tutto normale che si cerchino alleanze anche con chi non è compatibile al 100% con i nostri principi, se vuoi governare devi lavorare sui punti comuni e non su quelli che dividono, o farne una questione di principio.
Certo che cercare punti comuni con 169 liste a disposizione è un’impresa improba, se poi ci mettiamo a guardare il capello non risolveremo niente e faremo un piacere ad un sistema che cambia tutto per non cambiare niente.
Datemi del qualunquista, dell’opportunista, quello che volete tanto non c’è problema ad una condizione però, appena mi avrete dato del qualunquista ditemi secondo voi come sarà formato il prossimo governo.
Fatemi pure le varie ipotesi di destra, di centrodestra e di centrosinistra, sono disposto ad accettarle tutte.
160 delle liste presentate non raggiungeranno il 2% ed allora mi domando, a chi giova?
Intanto che noi siamo qui, sul web ed altrove, a criticarci uno con l’altro perchè non siamo abbastanza puri, non crediamo a chi non ha dubbi e ritiene di avere la verità in tasca, la gente perde il lavoro, i giovani non lo trovano e qui vorrei fare un piccolo inciso, senza che nessuno si offenda.
Nessuno mai ha regalato niente ai giovani, perlo della gente comune, normale, di popolo, nemmeno a quelli della mia generazione.
Erano sempre e solo mazzate che ci hanno fatto crescere.
Detto questo, intanto che noi mettiamo mi piace a questo o quello, riferito alle liste o ai protagonisti della campagna elettorale,  il sindaco di Adro ha tentato ancora di lasciare i bambini senza mangiare e senza pulmino per andare a scuola.
Scusatemi ma mi sembra molto più grave che non la desistenza al Senato tra Ingroia ed il Pd, che tra l’altro dimostra intelligenza per non lasciare spazio alla destra.

Puntualmente ad ogni elezione ci sono più liste di pensionati, che si richiamano ai pensionati, ed il più vecchio in queste liste ha meno di 40 anni.
L’unica lista di pensionati che ha vinto qualcosa ha fatto solo danni, è quella che ha permesso a Cota di vincere in Piemonte con le firma false.
Intendiamoci è il bello della democrazia ma non esageriamo, penso che 169 liste per un paese di 60 milioni di abitanti siano un po’ troppe, inutili.
All’80% ho deciso di votare Ingroia, non potendo fare quella vera mi accontenterei della ricoluzione civile, e mi bloccava il senato per via dello sbarramento, se fanno la desistenza è fatta tenendo presente che nessun partito da solo sarà in grado di governare.
E’ l’unica certezza che ho.

Napolitano: «La crisi è questione sociale. I tagli tutelino le fasce più deboli» O è una supercazzola o allude ai sopravvissuti. Dov’era quando il suo governo Monti ha tutelato il 10% di italiani che hanno il 50% della ricchezza nazionale?


213716931-17fb3ec5-688d-45b6-b80c-69e65c651a77Come premessa una piccola considerazione sul capodanno 2012/2013.
Se i botti di fine anno sono beneauguranti le cose sono due, o nel mio quartiere non hanno capito una mazza o il 2013 sarà come il 1961, l’anno con l’incremento più alto del boom economico.
Non so come mai ma la mia impressione è che è buona la prima.
Il discorso di fine anno non l’ho seguito in televisione, non li seguo dall’ultimo discorso di Pertini, ho letto on line la frase di Napolitano e mi sono meravigliato  del fatto che, se lo pensa davvero, non l’ha detto prima a Monti ed alla Fornero, avrebbe evitato una strage di esodati, precari e disoccupati.
L’welfare del 2012 l’hanno fatto i pensionati.  Oltre il 40% di noi pensionati ha fatto welfare con i figli o i nipoti, conosco intere famiglie con figli che hanno dovuto tornare a vivere con i genitori in quanto impossibilitati a pagare l’affitto o il mutuo della casa.
So di disoccupati, cassaintegrati, con figli che sono sopravvissuti al 2012 grazie ai loro genitori mentre le banche si sono salvate grazie alle regalie del governo. So che i giovani non hanno potuto spiccare il volo mentre le generazioni intermedie hanno dovuto fare ritorno al nido, i più fortunati sono quelli che l’hanno trovato ancora. Siamo tornati a dormire in sala sui divani o in letti di fortuna.
A pochi giorni di distanza da una notizia che ha fatto indignare molti, ma non tutti, mi domando se l’ Italia è un paese civile, normale perchè giusto sicuramente non è. A fronte di milioni tra esodati, disoccupati, precari e giovani senza una prospettiva la notizia della sentenza che ha stabilito in 3 milioni al mese per il mantenimento della Signora Miriam Bartolini avrebbe dovuto far scoppiare una rivoluzione.
Ma sono troppo ottimista verso i miei compatrioti. Premetto che non è una questione di invidia ma di logica, è la prova evidente che la Costituzione non è mai stata rispettata là dove dice che ognuno deve dare in base ha quello che ha.
Se questo fosse avvenuto non sarebbe potuto succedere che il 10% delle famiglie italiane accumulassero il 50% della ricchezza nelle loro mani, se questo fosse avvenuto non sarebbe stato possibile arrivare ad una sentenza che, di fatto, è una denuncia delle disuguaglianze e delle ruberie che questo Paese ha sopportato e supportato dalla liberazione in poi.
In un paese normale nessuno avrebbe potuto scendere in campo con 7000 miliardi di lire di debiti nel 1994 e ritrovarsi nel 2012 tra gli uomini più ricchi del mondo ed a dover concedere alla seconda moglie come mantenimento 100.000 euro al giorno.Per gli smemorati faccio presente che 100.000 euro sono circa 195 milioni delle vecchie lire, al giorno.
Napolitano prima ha avvallato il massacro dei pensionati, del lavoratori, dei precari, dei giovani e degli esodati e poi a fine anno ci viene a prendere per il culo con la frase di cui sopra.
Molti delle fasce più deboli si sono suicidati, altri sono emigrati, altri ancora come ho scritto sopra hanno dovuto ritornare a casa dei propri genitori portandosi dietro i figli. Molti hanno resistito al 2012 grazie alla pensione, tagliata, dei genitori o dei nonni.
Non è tollerabile che uno dei protagonisti di questo scempio, direi strage, venga a dire il 31 gennaio del 2012 i tagli tutelino le face più deboli.
Sul podio dei responsabili di questo scempio, dello stravolgimento della nostra costituzione, al terzo posto c’è Monti. Al secondo c’è la Fornero e sul podio, vincitore per distacco, c’è Napolitano.
Il suo discorso non è un riepilogo dell’anno passato ed un augurio per l’anno nuovo, non è nemmeno un auspicio di tempi migliori, è solamente una presa per il culo.
Non passa giorno senza che nasca una formazione politica nuova, non ne scrivo e non seguo. Tutti si candidano come salvatori della patria, scialuppe di salvataggio, la mia impressione è che la barca andrà a fondo lo stesso ed il mio augurio è uno solo: si salvi chi può.
Per quanto mi riguarda spero che il fondale sia basso, uno che è sopravvissuto alla Democrazia Cristiana ed ai socialisti può superare anche questa prova.
Ha da passà ‘a nuttata ed io sono ottimista perchè, come disse Papà Cervi, confido nella natura ed ho una certezza: dopo un raccolto ne viene un altro.
Mi auguro, auguro a tutti voi, che il 2013 sia l’anno della Costituzione. Che finalmente entri in vigore, venga rispettata.

Avevo qualche dubbio, coltivato sulla mia pelle, oggi ne ho avuto conferma dai gionali. Consumi, il calo più alto dal dopoguerra. Allora non sono il solo.


I primi tagli risalgono a qualche anno fa, cinema, ristorante, acquisti di lampadine a risparmio energetico, gestione oculata del riscaldamento e le sigarette me le faccio io con un notevole risparmio.
Sui vestiti non ho problemi, con due paia di jeans vado avanti degli anni, per quanto riguarda l’alimentazione sono un cuoco, quasi, provetto e so far da mangiare con poca spesa.
Qualche vizio l’ho mantenuto come Sky, per vedermi i documentari e lo sport, per quanto riguarda i film sono quasi tutti americani e mi piacciono poco, preferisco quelli in bianco e nero.
I tagli sono dovuti anche al welfare che lo Stato ha appioppato alle famiglie, per i precari ed i disoccupati se non ci fossero le famiglie sarebbe strage, anche se purtroppo strage lo è, c’è poco da scherzare anche se i suicidi di piccoli imprenditori e di lavoratori non fanno notizia come i domiciliari di Sallusti in casa della Santanchè.
Ho letto da qualche parte che in molte famiglie si è riscoperta la cucina di recupero, non si butta via più niente ed a me è tornata im mente mia nonna che, nonostante avesse galli e galline, con un pollo e qualche patata faceva da mangiare per sei.
Il quarto di pollo, inteso come porzione, l’ho scoperto da ragazzino quando sono venuto a Milano, un pollo in quattro nella bassa veronese era una bestemmia.
Il pollo è anche un alimento che odio, appena sposati non avevamo una lira, lo stipendio era uno solo e le bocche erano tre. La Mirè mi ha fatto uscire il pollo dagli occhi perchè costava poco, sono arrivato al punto che appena vedevo un pollo mi veniva la nausea.
Per un decennio non l’ho più voluto vedere, poi ho proceduto con cautela.
Il vino, anche per via del colesterolo, l’ho ridotto ad un decimo rispetto a prima ed il colesterolo mi è pure servito come alibi psicologico per smettere di fare la spesa con gli occhi e con la gola ed usare la testa.
Fortunatamente, per via dell’età, sono tagliato fuori dagli aperitivi e dalle discoteche. Non dico che vegeto, chiacchiero molto spesso con i pensionati e con i negozianti sotto ai portici.
Ognuno racconta i suoi guai, quasi fosse un modo per diluirli, e trova forza dalla condivisione edalla memoria con il recupero del modo di vivere spartano dei nostri vecchi.
Anche se stavano bene non sprecavano niente, rispetto ai miei genitori io ho sprecato molto di più.
Quello che mi da più fastidio è rinunciare ai libri, ne ho circa 500 ed ho preso l’abitudine di rileggere i più vecchi che avevo quasi dimenticato e quindi sembrano nuovi.
Quest’anno ne ho comprato uno solo, fregato da Augias, ho comprato quello di Guzzanti padre che tra l’altro mi sta sulle palle.
Tiremm innanz disse Antonio Sciesa ed io tiro avanti sperando che il 2012 finisca alla svelta, per quanto mi riguarda è il peggior anno dal 1971 in poi.
Non vorrei aver parlato troppo presto, che il 2013 si offenda e decida di essere peggio del precedente.
Se non altro non sarà un anni bisesto.
Ma sono dicerie, non sono supestizioso, ma dato che non costa niente mi tocco. Non si sa mai.
Voi, avete rinunciato a qualcosa o è tutto come prima del 2008?
Cercavo un link da mettere nel post ma ho notato che la notizia è già stata “oscurata”, è passata più veloce della luce, ho dovuto cercare con Google ed ho trovato questa:

Crisi dei consumi, famiglie mai così male dal dopoguerra

Per una volta faccio notizia anch’io, sono un protagonista. Faccio la comparsa anch’io sui giornali, uno della massa. Anche se non sono nei titoli del film, me lo sto vivendo tutto.

Renzi non crede ad un Partito Comunista Italiano.2, non è il solo, ma il problema è un altro. Il capitalismo non ha nessun punto di aggiornamento, usa sempre la prima release. Che sia speculazione o produzione rende sempre.


I partiti comunisti le hanno sbagliate tutte o quasi, d’altronde ha poco più di 100 anni e sul piano ideoligico è ancora neonato, figuriamoci sul piano pratico, non si può pretendere di mandarlo subito alle elementari.
Però qualcosa ci ha insegnato, combattere lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dare una dignità umana ai poveri e gli oppressi, insieme a strumenti di lotta per liberarsi dal giogo della schiavitù.
Alcuni fondamentali, alcune analisi sono più attuali che mai e non dimentichiamo che il capitalismo ha più esperienza, il potere ed una schiera di difensori divisi in classi che lo protegge per bene.
E’ furo di dubbio che esistono dei bravi capitalisti, onesti, corretti e democratici e per fortuna mia ne ho incontrati alcuni durante la mia vita lavorativa. Ci siamo combattuti ma rispettati.
Quello che non esiste di sicuro è il capitalismo buono, quello nonl’hanno ancora inventato.
Se proprio vogliamo fare un distinguo potremmo dire che il capitalismo produttivo, che sfrutta l’uomo o la donna in catena, è quello buono quello cattivo è il capitalismo finanziario, speculatore e parassita che non sfrutta più l’uomo, magari per 10/14 ore al giorno e sottopagato, ma sfrutta direttamente gli Stati ammazzando l’welfare,  sanità, scuola, diritti e nel caso nostro la Costituzione.
Nel punto dove dice: ognuno deve dare in base alle proprie capacità. Insomma chi guadagna di più dovrebbe aiutare lo Stato, noi, più degli altri.
Ma il capitalismo, oltre alle varie classi che lo protegge, ha pure i commercialisti che studiano le pieghe e le storture della legge per fare in modo che paghino sempre meno, altrimenti non si spiegherebbe perchè il 10% degli italiani che possiede il 50% della ricchezza nazionale non paghi anche il 50% delle imposte che tutti dovremmo allo Stato. Noi.
In prima fila tra i contribuenti ci troviamo i lavoratori, pensionati, piccoli imprenditori ed artigiani ed è da questi che arriva l’87,1% del totale, se ne deduce che il famoso 10% di italiani, forse poco più, paga il 12,9% che rimane in cassa.
Secondo me qualcosa non quadra, non gira per il verso giusto ed equo.
Perchè ho scritto che le classi create dal capitalismo proteggono i capitalisti?
I nobili francesi avevano i soldati per difendersi ma ad un certo punto il popolo ha tagliato loro la testa ed hanno smesso di mangiare brioche, i capitalisti hanno le classi che le difendono.
Chi guadagna, per farla breve, 35.000 euro all’anno in su ha tutto l’interesse a mantenere il capitalismo a meno che il famoso ceto medio che fa da cuscinetto con i grandi capitalisti non arrivi alla soglia della povertà. IN questo caso il problema interesserebbe anche a loro.
Non è il padrone che ti opprime è il suo manager, il politico che lavora per lui, il capo che ti taglia gli straordinari.
Se hai un contatto diretto con il padrone automaticamente il rapporto diventa più umano, ti ascolta, puoi arrivare ad un compromesso se non all’amicizia. Certamente al rispettto.
Con le multinazionali non si può, con le banche non si può, con il potere politico che si appoggia ed appoggia il capitalismo come Monti e tanti altri da destra e da sinistra, non puoi fare nessuna contrattazione, sono tutti contro e da quella parte.
Ecco perchè non mi piace Renzi, non perchè non ha nostalgia del Pci, ma perchè lui è convinto che un altro sistema non sia possibile perchè i partiti comunisti hanno sbagliato e non meritano un’altra possibilità partendo proprio dagli errori che tutti conosciamo.
Renzi non ci crede ma il sud America si, mi pare che vadano meglio loro.
Se dovessimo considerare tutti gli errori e gli orrori che ha partorito il capitalismo avremmo fatto la rivoluzione da un pezzo ed in tutto il mondo, senza aspettare nessun esempio.
Se la rivoluzione francese ha cancellato la nobiltà parassita e nullafacente ci vorrebbe una rivoluzione.2 che cancelli la nuova nobiltà globale rappresentata dai capitalisti, quelli delle nbanche e delle multinazionali.
L’alternativa è andare avanti di mezzo secolo alla volta facendo un passo in avanti e due indietro sul piano dell’uguaglianza, dell’equità e della dignità umana.
Adesso hanno paura, alludo al governo dei tecnici al servizio delle banche e dei parassiti, che la protesta sia solo all’inizio, che la pace sociale si allontanbi sempre di più e diventi un pericolo per la classe dirigente.
Io non aspetto altro, se ti mettono mun cappio al collo dovrà pur esserci una reazione.
Ognuno faccia la sua scelta, non mi piacciono i sondaggi e le proiezioni, il risultato lo vedremo dopo, ci vorranno magari anni, ma io resto dell’idea che se non risolviamo il problema del capitalismo, dell’evasione e delle mafie non ne verremo mai a capo.
Poi fate voi, è la maggioranza che decide in democrazia.

I violenti contro lo sciopero, titola l’Unità di oggi. A Genova dissero che i black bloc seminarono violenza ma la polizia bastonò, a sangue, ragazzi inermi, famiglie. Preparano il terreno per tornare al 7 luglio 1960, il Tambroni di turno darà la libertà di aprire il fuoco alla polizia. Cercano lo scontro.


Le provocazioni del governo tecnico sono nelle prime pagine di tutti i giornali, tutti i giorni festivi compresi. Eppure nessun giornalista si è azzardato a scrivere, denunciare, che da parte del governo e del sistema è in atto un terrorismo di Stato contro i giovani e la povera gente, i lavoratori disoccupati.
Il problema è qualche ragazzo sanguinante per le bastonate che spacca una vetrina o lancia dei sassi contro la Polizia.
Per capire cosa stà diventando l’Italia non ci vuole uno storico, uno scienziato, uno studioso, basta confrontare la prima pagina dell’Unità do oggi con quella dell’8 luglio 1960.
Mi auguro di sbagliare ma la strategia in atto, per come la vedo io, è di farci tornare a quei tempi, quando Tambroni a capo di un governo con l’appoggio esterno dei fascisti diede la libertà di aprire il fuoco, come fossimo stati in guerra, alla polizia. Che non aspettava altro.
Ci furono 5 morti e fu un boomerang per il potere, la repressione divenne rivoluzione.
Adesso ci vanno cauti, ovunque, in Spagna hanno imposto un blocco delle comunicazioni per impedire ai manifestanti di comunicare tra di loro, ma i telefonini riprendono tutto e devono andarci cauti perchè i documenti visivi serviranno nei processi se e quando ci saranno.
Abbiamo visto a Genova cosa è successo, condanne marginali ed assoluzioni mirate.
Ammesso che ci sia qualche testa calda, i violenti come titola l’Unità, cosa si aspettano dagli studenti, dai disoccupati, dagli esodati, dagli sfrattati, che si limitino a guardare le trasmissioni televisive nella speranza di essere invitati per spiegare le loro ragioni con a domanda risponde nei tempi televisivi?
Nel frattempo chi paga l’affitto, da da mangiare ai loro figli, paga le bollette e compra le scarpe per l’inverno ai loro bambini?
Tutto ma la violenza no, non è accettabile. Come non è accettabile lo sciopero dei servizi pubblici perchè la gente deve andare a lavorare, gli utanti stessi dicono che non è possibile scioperare nei trasporti proprio nel giorno che dovevano partire per un viaggio di piacere.
E’ accettabile, secondo il pensiero corrente nell’informazione italiana, bastonare a sangue uno studente che regge un cartello di schiuma per imballaggi con qualche slogan e manifestare immediatamente solidarietà con le forze dell’ordine, neanche avessero fatto irruzione in un covo di mafiosi.
I ragazzi sono violenti, si sa che i giovani si accendono subito e perdono la testa, Monti no, la Fornero non è violenta quando li invita ad essere meno choosy, praticamente li prende per il culo.
Non è violenza quando permettono agli investitori di chiudere le aziende dopo che per decenni hanno sfruttato i lavoratori, evaso il fisco o ricevuto contributi dallo Stato.
Non è violenza quando il Pdl si riunisce a Palazzo Grazioli ed esce con una dichiarazione ricatto: o si va all’election day o facciamo cadere il governo.
Non che io tenga a questo governo, non è questo il punto. Il punto è la violenza intrinseca che c’è in una affermazione del genere, il ricatto, solo perchè non sono pronti per le elezioni e non hanno nessuno presentabile da candidare.
Non è violenza quando un politico qualsiasi si ruba milioni, un Formigoni va in viaggio premio con chi ha favorito, si inventano stipendi e rimborsi scandalosi con accumuli di cariche inutili solo per arraffare sempre di più. Non è violenza quando la Fornero dice che non ci sono soldi per  gli esodati, devono vivere qualche anno in attesa della pensione, ridotta, con i loro risparmi e se non ne hanno morire e togliere il disturbo.
Suicidandosi magari, un problema in meno.
Non è violenza quando i sindacati venduti fanno un accordo con Marchionne per togliere diritti e stipendio ai lavoratori aumentando lo sfruttamento in nome di un progetto che non vedrà mai la luce, fallito miseramente nemmeno un anno dopo la sua presentazione.
Nemmeno Lulù, la mia cagnolina, prende sul serio Marchionne, Bonanni e Angeletti ed il rottamatore l’hanno preso sul serio. Hanno vantato le sue capacità manageriali. I risultati sono davanti agli occhi di tutti, non sa nemmeno rispettare la legge che gli impone la riassunzione dei licenziati Fiom e per rappresaglia vuole licenziarne altrettanti, il manager che invece di fare automobili, il suo mestiere, ripropone il fascismo come ripropone la Duna. I nuovi modelli promessi sono solo nella sua testa, la Nuova 500 la fa in Serbia ed anche lì, ed era ora, gli operai si rivoltano.
Non è violenza quando l’informazione di regime, tutta l’informazione di regime da sinistra all’estrema destra, Grillo compreso, fanno propaganda contro i diritti maturati dai pensionati e li spacciano agli occhi dei giovani come privilegiati che tolgono il futuro ai loro figli e nipoti.
La maggior parte dei pensionati fanno welfare famigliare, aiutano figli e nipoti che il sistema ha buttato in mezzo alla strada o non ha offerto un lavoro qualsiasi.
Non è violenza quando aumentano l’iva, la benzina, i ticket sanitari,tolgono l’assistenza ai malati colpendo odiosamente le classi più deboli, indifese che già hanno problemi di sopravvivenza.
Non è violenza quando tassano le transizioni finanziarie parassite e speculatrici ad un terzo delle imposte che paga un operaio da 1200 euro al mese.
I violenti, secondo l’informazione di regime, sono quelli che sporcano o rompono le vetrine delle banche, non quando le banche ti chiedono interessi da usura perchè sei in rosso e ti telefonano 10 volte al giorno per qualche migliaio di euro di scoperto di qualche piccolo commerciante.
I giovani, per avere un mutuo, devono prtarsi dietro il nonno o il padre che garantisce per loro. Gli fanno pure l’assicurazione così, se schiatta, sono coperti.
Questa non è violenza, gli stipendi dei manaer pubblici e privati non sono violenza sono libero mercato.
I violenti sono i ragazzi con i cartelli che manifestano contro un manipolo di bancari alleati con i politici alla Merkel che riducono alla disperazione e senza prospettive intere generazioni.
Ce lo chiede l’Europa, il mercato, le banche, i parassiti della finanza.
Qualcuno ha pure la pretesa di darci l’olio di ricino, l’austerità, e vuole pure i complimenti.
L’austerità, i sacrifici, per i poveri ed i ricchi sempre più ricchi ed intonsi per il fisco.
Chiudo con la notizia che il piduista ha in mente di mandare avanti sua figlia Marina, l’avevo scritto prima che lui ci pensasse. L’unica che può dare continuità al suo progetto perchè è peggio di lui.
Non c’entra niente ma dovevo dirlo.
Ieri ho scritto che non so se usciremo da questa situazione da destra o da sinistra, la differenza non è da poco, ma ho la certezza che ci vogliono riportare al 7 luglio del 1960 in quel di Reggio Emilia quando la polizia sparò agli operai in sciopero.
Attenzione ai moralisti dell’informazione, leggete attentamente i resoconti e capirete dove ci vogliono portare.
Niente, negli ultimi decenni, è stato più violento, crudele, assassino, del linguaggio del capitalismo finanziario e parassita e dei loro portavoce. La politica complice, asservita, che fa da gendarme alla massa. La opprime.

Notizie di scontri ovunque, in Italia ed in Europa con feriti ed è solo l’inizio. Non sono meravigliato, mi chiedevo perchè ci mettessero tanto. Hanno avuto troppa pazienza.


Lo vivo come un appuntemanto fissato da tempo, da quando ho sentito l’esigenza di aprire un blog per riflettere su dove ci stavano portando.
Sono pochi i politici attenti alla pace sociale, mimetizzati tra i falchi e le colombe del parlamento, ed il governo dei tecnici, addetti alle cifre, hanno sottovalutato il problema.
Ce lo chiede l’Europa ripete incessantemente Monti, ce lo chiedono le banche rispondo io, ce lo chiede il capitalismo finanziario parassita.
Contrariamente alle aspettative generali di chi gestisce la politica e l’economia in Europa, ci siamo dentro tutti, io spero che sia solo l’inizio e mi auguro che la rivolta abbia la stessa spinta di quella che visto e vissuto io negli anni 60/70.
Ce lo chiede l’Europa, ripetono Casini, Monti, Alfano, Bersani ed il presidente della Banca d’Italia, la Confindustria e tutto il sistema di potere che ci ha portati alla rovina.
C’è un piccolo particolare che tutti sottovalutano: a me hanno chiesto qualcosa? Cosa ne penso? No, mi hanno semplicemente tagliato la pensione, aumentato le imposte dirette ed indirette, buttato in strada un figlio, mentre la finanza parassita paga un terzo delle mie trattenute.
Hanno chiesto qualcosa ai lavoratori che sono scesi in piazza? Hanno chiesto qualcosa agli studenti ai quali stanno scippando il futuro, la suola ed il diritto ad avere una istruzione?
Siamo tutti choosy, che non so che cazzo vuol dire, ma mi sono sentito offeso solo perchè l’ha detto la Fornero.
Allora sono andato a vedere su Google traduttore che significa choosy: schizzinoso.
Solo per guardare la Fornero in fotografia, non con le calze a rete di Vauro, non si può essere schizzioni, tutt’altro.
Tutto si può dire degli italiani ma certamente non schizzinosi anzi, sono di bocca buona, da decenni sopportano La Russa, Gasparri, Cicchitto una idiota, politicamente, come la Gelmini a ministro dell’istruzione.
Come può essere schizzinoso un popolo che ha avuto come ministro della Giustizia Mastella. E’ un controsenso, cara Fornero.
Sono di bocca buona i miei ex compagni del Pci che sopportano una sinistra talmente sbiadita da non sembrare nemmeno più socialdemocratica. Ed il nuovo che avanza , dalle mie parti, è Renzi uno che viene dall’oratorio.
Non siamo schizzinosi, almeno la maggioranza degli italiani non lo è perchè ha votato per quasi un ventennio un piduista a capo del governo, un bandito, un corruttore, un evasore fiscale.
Sia chiaro che il mio è un giudizio politico, quello morale,etico, personale non lo scriverò mai perchè non ho avvocati e finirei a S. Vittore prima di sera.
Questa classe dirigente, quasi tutta, capace solo di essere forte con i deboli e debole con i forti cosa si aspettava che andassero in piazza a battere le mani ai poliziotti del regime che li controllano e bastonano?
Che non sporcassero le vetrine delle banche?
Hanno seminato vento e raccolgono tempesta ed è solo l’inizio, la rivoluzione che arriverà con il voto, qualunque esito si avrà, sarà la botta finale.
Non so se ne usciremo da destra o da sinistra so solo che niente sarà come prima.
La mia proposta è ancora e sempre quella che scrivo da tempo nel blog, non ci vuole la magistratura per questi banditi della politica e della finanza, ci vuole la ghigliottina.
Una per ogni piazza italiana, di fianco al monumento di Garibaldi.
Dove ci sono altri tipi di monumenti, ad esempio il monumento a Graziani o a quello di Craxi, due ghigliottine al prezzo di una.
Precari, esodati, pensionati alla minima, licenziati e disoccupati, ce nè abbastanza per formare un esercito e la loro fortuna, alludo alla casta della finanza e del potere, è una sola che i comandi sono divisi.
La spinta però, in tutta Europa, è una sola. E’ ora di finirla.
Noi abbiamo già dato, adesso tocca a voi.
Come mai in tre secondi Monti ha tagliato la mia pensione ed il vaticano non ha pagato ancora l’Imu?
Come mai non ha ancora fatto una patrimoniale, aumentato le imposte sui proffitti della finanza, abolito tutti i privilegi di una classe dirigente impresentabile se non addirittura ladra e corrotta?
Non potete pretendere la pace sociale, siamonoi che dobbiamo avanzare delle pretese.
E’ ora potere a chi lavora, urlavamo una volta.
La metto solo per me, un ripasso.

Questa volta ha ragione Grillo, il senatore del Pd Stefano Ceccanti ha toppato. Di brutto.


Grillo denuncia dal suo blog che il tetto del 42,5% per il premio di maggioranza è un colpo di Stato ed ha ragione, coivolge poi l’ Unione Europea e conclude, provocatoriamente, con un c’è del marcio a Bruxelles.
Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere.

Grillo: «Soglia 42% colpo di Stato»
Ceccanti: «Granchio colossale»


A questo punto è intervenuto il maestrino dalla penna rossoblù, il senatore del Pd Stefano Ceccanti che non avendo altri argomenti lo attacca dove è inattaccabile: Come si fa a candidarsi a vincere le elezioni senza conoscere la differenza tra Unione europea e Consiglio d’Europa?
Sembra una delle tante polemiche, ne faccio anch’io tutti i giorni perchè alcune visioni della politica che ha Grillo non mi piacciono, ed invece è un segnale preciso del motivo per cui le cose nel nostro Paese vanno così male da mettere a rischio la Democrazia.
Il Parlamento è pieno di laureati che conoscono perfettamente la differenza tra Unione Europea e Consiglio d’ Europa e non solo conoscono ancora meglio la legge, le scorciatoie e le pieghe della stessa per renderla inattuabile. Sono quasi tutti avvocati o uomini di legge. Molti di loro sono inquisiti ed alcuni condannati e chi non lo è passa le giornate a difendere il suo capo banda ed i suoi complici, si parano il culo uno con l’altro.
Se in Parlamento ci fosse gente più ignorante, casalinghe avvezze a tirare la fine del mese con 600 euro, pensionati alla minima che hanno vinto tutti i campionati mondiali di categoria “sopravvivere con la minima”, operai che hanno fatto i turni in fonderia o cassaintegrati, il Paese andrebbe molto meglio ci si farebbero anche meno menate sui diritti delle coppie di fatto o degli omosessuali.
In ringhiera sanno quanto sia dura la vita di coppia.
Il senatore Stefano Ceccanti ha la presunzione del laureato, del maestrino, e nel web è pieno di gente come lui che ti contesta un post per un verbo sbagliato ma non entra mai nel merito della sostanza di quello che hai scritto.
Il senatore Ceccanti dimentica o ignora che la dirittura morale, l’etica, l’onestà non hanno bisogno di diplomi, di lauree, sono valori che la grande massa del popolino ignorante, come me, ha in abbondanza mentre manca del tutto, o quasi, tra i nostri rappresentanti eletti in Parlamento.
Non è importante conoscere la differenza tra Unione Europea e Consiglio d’Europa è, invece, fondamentale rendersi conto che il Ponte sullo Stretto , la Tav e 131 caccia bombardieri sono un spreco, una rapina, mentre il 60% degli italiani sono alle prese con la crisi ed il 35% dei giovani è senza lavoro.
Se in Parlamento ci fossero stati più casalinghe di campagna l’avrebbero detto immediatamente che la spesa per queste opere, commissionate per favorire gli amici, sono una stronzata colossale.
Come quella che ha detto il Senatore Stefano Ceccanti.
Non sono queste fesserie che noi ci aspettiamo da chi dovrebbe rappresentarci.
Il Professore Stefano Ceccanti, deputato del Partito Democratico e docente di diritto pubblico comparato presso l’Università di Roma “La Sapienza” non ha capito un cazzo delle ragioni per le quali è stato eletto e mandato in Parlamento.
O, forse, le ha capite tutte. Sono io che non ho capito una mazza, che ho un altro concetto della Politica.
Io non so nemmeno cosa sia il diritto comparato, quello che so è che ho lottato per una vita per conquistare quei diritti ai quali hanno avuto accesso rutti i lavoratori e che adesso voi ci avete negato, tolto, demolito.
Questa non è comparazione è constatazione, elementare.

Ci sono dei problemi che non si possono risolvere, non dipendono da noi. Ed è quando sei con le spalle al muro che le priorità diventano altre. Come andrà la stufa?


Pensarci giorno e notte non serve a nulla, macerarsi il fegato nemmeno, la sopravvivenza è garantita ma la soluzione dei problemi non dipende da noi, siamo immersi nella situazione, parziale, in cui si trovano milioni di italiani.
Dico parziale perchè una fetta, abbondante, di italiani non è per niente toccata dalla situazione e se la gode tranquillamente, finchè dura.
Ma ricordiamoci che arriverà il momento in cui saremo tutti Bonzi.
Il Bonzo. Ora importa anche a me della mia libertà.

M’han detto che un bonzo
CORO. Un bonzo chi è?
Un prete buddista.
CORO. Oh!
S’è bruciato.
CORO. Sto bonzo!
S’è cosparso di benzina
nella piazza principale
e poi… ah ah ah
CORO. Cosa c’è?
Si è dato fuoco da sé
perché vuole la libertà
ah ah ah la libertà
ah ah ah!
CORO. Sto bonzo, ah!

RITORNELLO
Io ci ho la macchina
ho un bel mestiere
ho la donna sempre pronta
ho la mutua
ho la casa al terzo piano
coi servizi e col… bidè
che me ne frega a me della loro libertà
se l’è per mi poden sciupa
poden sciupa.

CORO. Sti bonzi, ah!
M’han detto che in Fiandra…
CORO. In Fiandra dov’è?
Nel Belgio.
CORO. Ah!
È scoppiata una miniera di carbon.
Sono rimasti bruciacchiati asfissiati soffocati
dal grisù
più di 70 terrun
sun finì all’aldilà
han finì de tribulà
de laura per podè campa.
CORO. Sti terun, ah!

RITORNELLO.
Io ho la macchina
ho un bel mestiere
ho la donna sempre pronta
ho la mutua
ho la casa al terzo piano
coi servizi e col… bidè
che me ne frega a me della loro libertà
libertà de laurà
de laurà per podè campà.

CORO. Sti terun, ah!
M’han detto ier sera…
CORO. Chi?
Il dottor Biraghi.
CORO. Chi è?
Il capo reparto.
CORO. Ah!
Che da domani…
CORO. Beh?
Son licenziato.
CORO. Sì?
In tronco.
È per via della flessione sul mercato nazionale
che…
CORO. Cosa c’è?
Piango.
Ora importa anche a me della mia libertà
libertà de laurà
laurà per podè campà.
CORO. Come un terun, ah!

Non ho più la macchina
sono licenziato
la mia donna mi ha lasciato
senza casa al quarto piano
coi servizi e col… bidè
ora importa anche a me della mia libertà
libertà de laurà
de laurà per podè campà.

CORO. Come un terun, ah!
Sono qui peggio di un bonzo
non ho manco la benzina per brusà
viva la libertà viva la rivoluzion
libertà – rivoluzion
rivoluzion – rivoluzion – rivoluzion – rivoluzion.

Come ha scritto quel genio di Dario Fo e come ha cantato magnificamente l’immenso Enzi Iannacci l’egoismo e l’indifferenza degli uomini vola alto sinchè i problemi non lo toccano sul vivo. Se lo toccano in prima persona allora il problema diventa di tutti.
Io, per Dna e per ideale politico, mi sono sempre interessato dei problemi di chi è dietro di me, ne ha meno di me.
Ho fatto trent’anni di lotte politiche e sindacali per chi non si interessava nemmeno ai suoi problemi, tanto per parlarci chiaro guadagnavano un terzo o la metà del mio stipendio. Io lottavo insieme ad altre migliaia di persone e qualche diretto interessato no, non aveva tempo. E’ il bello di essere comunisti, rivendicare diritti anche per chi non li meriterebbe.
Detto questo a volte nella vita si arriva ad un capolinea, è necessario ripartire da capo ed è in questi momenti che le priorità diventano altre.
Oggi, per esempio, ho mandato affanculo il mondo e sono andato a sistemare la casetta in montagna che un carissimo amico, anche se lo conosco solo da 7 mesi, mi ha messo a disposizione.
La mia priorità oggi era mettere in ordine, fare pulizia e provare se la stufa a legna funziona.
La stufa mi è costata 5 kg di cozze, me l’ha “venduta” un altro amico perchè in montagna, nei paesi piccoli e dovunque i rapporti umani sono ancora umani ci sono persone capaci di questi gesti, non avvimghiati al centesimo come le banche o molti altri di noi.
La stufa va alla grande in poche ore siamo passati da 6 gradi a 20 gradi. La foto non è delle migliori ma è fatta con il telefonino.
Questo mi ha reso felice e per oggi posso dire ad un certo mondo di andare tranquillamente affanculo.
Per chi non avesse voglia di leggersi il testo della canzone, sopra, metto il video. Per me varrebbe la pena ascoltarla.

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