Ditemi che non è vera la storia del Trota, implora il leghista al telefono con Radio padania. Forse gli hanno tolto l’elmo con le corna e adesso prudono.


L’elmo era troppo stretto ed impediva la ricezione, poteva gridare padania libera, secessione, Roma ladrona, bersi il Po ma non poteva rendersi conto che lo stavano prendendo in giro.
Nemmeno i ministeri fantocci di Monza l’hanno aiutato a prendere atto che mentre guardavano a Roma la famiglia del capo provvedeva a sfilargli il portafogli, a dire il vero anche i nostri soldi.
Tutta colpa dell’elmo stretto che per 25 anni, o giù di lì, ha impedito l’ossigenazione al cervello che nemmeno l’aria pura di Pontida è riuscita a penetrare.
Beppe, leghista disperato, implora il conduttore: «Ditemi che è una bufala, ditemi che non è vera quella storia del Trota che oggi è in vacanza in Marocco?».
«Sì, invece, lo dicono le agenzie», replica il conduttore.
Il programma è tutto un programma, scusate il giro di parole, si chiama: Che aria tira, filo diretto con i padani.
Evidentemente hanno perso anche il filtro perchè una volta certe domande le censuravano, evidentemente il nuovo capo vuole infierire sul fondatore e lasciano sfogare i militanti.
C’è anche quello che se la prende con l’informazione di regime, l’ha sentito dire per anni dai comunisti e gli sembra giusto, in questa situazione, di dirlo anche lui così si dimostra aggiornato.
Che aria tira, a prima vista sembra una bufera che nemmeno noi, antileghisti della prima ora, ritenevamo possibile, passi la xonofobia, il razzismo, l’anticomunismo tipico dell’ex comunista pentito, vedi Giuliano Ferrara e tutti gli ex comunisti folgorati dallo spadone di Alberto da Giussano.
Al massimo pensavamo al doppio gioco politico per il potere, per governare e conquistare poltrone, banche, fare affari, non è da tutti dare del mafioso a Berlusconi e la mattina dopo sostenerlo al governo per più di 10 anni salvandolo pure dalla galera.
Questi pur di avere una indipendenza fittizia, fare una secessione, sono disposti a dare il Paese in mano alla P2, sfasciandolo, nella speranza che l’antipolitica porti ad una rivoluzione padana, pensavo. Quante volte l’Umberto ci aveva detto che i padani avevano oliato i fucili, preparato i trattori e le bombe al latte per fare la secessione?
Ogni volta che tornava da Roma, con la pancia piena, iniziava a ruttare Roma ladrona! Padania libera! E loro gli andavano dietro, qualcuno come il sindaco di Adro, il nazista Lencini, cercava addirittura di andare più avanti riempiendo di simboli del sole delle Alpi scuole, rotonde, edifici, strade e campagne.
Tutti con la bava alla bocca contro Roma ladrona e nessuno che si chiedesse cosa andassero a fare a Roma Bossi, Calderoli, Reguzzoni e compagnia bella.
I più esaltati dicevano che andavano a Roma con il cappio per fare giustizia, ed il fatto che adesso, per fare giustizia, si possono risparmiare il viaggio e andare tutti a Gemonio li spiazza.
Roma ladrona era uno slogan bello, lo si poteva urlare a pieni polmoni, il cervello premeva bene contro l’elmo cornuto ma reggeva, insomma erano bei tempi e  adesso che slogan diciamo?
Trota ladrone! Non viene bene, al Trota al massimo puoi dare del pirla. Umberto ladrone! Non viene bene, non suona bene. Qualcuno, dall’altra parte, suggerisce lega ladrona più di Roma!
Ma loro sono troppo stupidi per fare una autocritica così articolata, ci vuole ben altro, il più intelligente del branco deve dettare la linea, ci affidiamo a Bobo Maroni, lui si che ha i maroni per fare il nuovo slogan.
Gentilini, tutto si può dire di Gentilini ma non che gli manchi la fantasia, propone: Fucilazione elettorale alla schiena, è alto tradimento. Bello ma con due problemi, uno che non è uno slogan è una proposta ed il secondo è che i leghisti avevano già problemi a fare la croce sulla scheda elettorale di fronte figuriamoci di spalle.
Fortunatamente ci ha pensato Maroni al nuovo slogan, duro, forte, immediato e realizzabile immediatamente: Fuori i ladri ed i ciarlatani!
L’ hanno preso subito in parola, fuori un po’ degli uni ed un po’ degli altri le sezioni si sono svuotate.
Tutti a telefonare a radio padania libera per sapere che aria tira, protetti dall’elmo con le corna non se ne sono ancora resi conto.
Il conduttore, questa volta, non ha sbattuto giù il telefono, sono mancate le forze anche a lui.
Che belli i tempi del cappio, quando andavano a Roma per sventolarlo in Parlamento al posto del tricolore.
Tutta Italia ha riso del Trota, gli ha dato del pirla io compreso, devo rivedere il mio giudizio.
Disonesto si, ladro forse, incapace ed ignorante di sicuro ma furbo, devo ammettere che ha la tipica scaltrezza dei parassiti, infatti mentre il popolo leghista è disperato lui è andato in vacanza in Marocco.
Aveva ragione mio padre, faceva il commerciante di auto usate e voleva che io facessi lo stesso mestiere. Era più forte di me, non riuscivo a fregare la gente e lui per convincermi mi aveva detto: devi trovare uno più pirla di te al giorno ed il gioco è fatto, gli vendi la macchina.
Mi sa che il Trota, e la sua famiglia, di pirla ne hanno trovati in quantità industriale.

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Una Risposta

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