Mi mancano i leghisti in primo piano nell’informazione quotidiana. I sindaci leghisti e le loro strampalate iniziative, persino il Trota mi manca ed anche Salvini parla poco. Come faremo?


C’è stato un periodo in cui i sindaci della lega facevano a gara per farsi notare a colpi di bazoka contro il kebab, togliendo i pasti ai bambini, chiedendo autobus separati per gli immigrati.
No, questo era Salvini, ma fa lo stesso.
Dal Veneto, passando per la Lombardia per arrivare al Piemonte risalendo il Po, era una lotta tra amministratori locali per chi fosse il più stupido, il più odioso, il più razzista.
Ogni omicidio in famiglia diventava motivo di propaganda razzista e xenofoba, Borghezio metteva la camicia nera e tutti i giorni conquistavano le prime pagine dei giornali.
Sembrava il gioco dell’orrido, la caccia all’immigrato ed ai loro figli anche se nati e cresciuti in Italia.
Da quando la famiglia Bossi ha dato il meglio di se si è sfasciato tutto, Maroni è costretto a cercare alleanze con il movimento di Grillo, Salvini si è dimesso da deputato e mi auguro che rimanga al parlamento europeo, possibilmente lontano da Milano perchè, gli autobus separati per gli immigrati non ci sono ancora.
Pare però che qualcuno gli abbia riservato un posto, tutto per lui.
Non vedo più Calderoli, Bossi ed il suo dito medio, il Trota in cravatta ed in fondo, ma proprio in fondo un po’ mi mancano.
Superata la prima fase di orrore, ribrezzo, certe volte facevano anche ridere.
Comunque meglio così, con meno razzisti in prima pagina il Paese è più bello.
Speriamo che non ci pensi Floris a riportarli alla ribalta, si sta meglio senza.

Gli italiani non cambiano mai, la maggioranza intendo. L’hanno fatto con il duce e lo rifanno con Bossi. Prima proni, adulatori, poi feroci in branco.


E’ successo a Trescore Cremasco ma avrebbe potuto succedere ovunque, nel profondo nord, i leghisti hanno in comune con i fascisti un certo tipo di squadrismo e di idolatria verso il capo. Finchè è potente.
Posso scrivere queste cose perchè sono antifascista ed antileghista dalla prima ora ed ho sempre deplorato le pecore ed i pecoroni con le corna che si radunano a Pontida ad osannare il capo, quando era in auge.
Sono gli stessi imbecilli che hanno votato ed eletto un idiota come il Trota, già questo è segnale di stupidità e di povertà mentale e politica.
Una massa di razzisti, opportunisti, evasori, ladri di quote latte con le quali si sono rifatti le stalle ed i trattori, allargato le campagne.
Autentici parassiti che si sono nascosti sotto al sole delle Alpi per sfogare il loro razzismo convinti di essere superiori.
Bossi potrà anche avere sbagliato, si sarà fatto circuire dai consiglieri più fidati e, certamente, non è il primo al mondo che ha figli incapaci, parassiti e nullafacenti.
Quello che i leghisti di Trescore Cremasco hanno fatto al fondatore della lega è indegno di un essere umano, non si spara ad un uomo morto ed è la stessa cattiveria ed arroganza che mostrano contro l’immigrato dal sud prima e dal resto del mondo poi.
Non c’ero, sono nato nel dicembre del 1948, ma la scena che vedete sopra mi ha fatto venire in mente Piazzale Loreto e l’indegna gazzarra che i milanesi hanno fatto intorno alle salme del duce e dei suoi più fedeli camerati, Petacci compresa.
Intendiamoci subito, gli antifascisti veri e le vittime del regime avevano tutti i titoli per infierire, anche esagerare, su quello che rimaneva del dittatore. Si sa che in certi momenti si perde il controllo ed in modo particolare se l’oggetto del tuo disprezzo ti ha ammazzato un genitore, un fratello, un figlio, un compagno.
Parlarne a freddo a distanza di decenni senza aver vissuto quei momenti è sin troppo facile ed il buonismo è a portata di mano per sembrare migliori  degli altri.
Io so solo che pietà l’è morta e mi riferisco al 1945, quello che mi infastidisce di Piazzale Loreto è che tra la massa inferocita c’erano molti degli stessi che qualche settimana prima l’avevano osannato in Piazza del Duomo o in Corso Venezia.
L’incoerenza di un popolino codardo ed opportunista capace solo di correre in soccorso al vincitore.
Fatte le dovute proporzioni, tenendo presente il livello culturale del fascista medio e del leghista, prendo atto che parte del popolo italiano, o padano altrimenti non capiscono che scrivo di loro, non è cambiato per niente, fa schifo come prima.
Nel mio blog, sopra ad una foto di leghisti, ho messo una frase di Montanelli:
 Il disprezzo va usato con parsimonia in un modo così pieno di bisognosi. L’ho messa molto tempo prima di scrivere questo post e quello che è successo a Trescore Cremasco mi conferma che i bisognosi sono ancora di più.
Bossi, lasciato solo a mangiare come un appestato, lo stesso Bossi che qualche settimana prima avrebbe avuto bisogno delle guardie del corpo per muoversi in mezzo alla massa osannante.
L’uomo potrà certamente avere sbagliato ma ancora più sbagliati come essere umani sono quelli che lo hanno trattato in quel modo.
Mi hanno sempre impressionato le mamme di Adro che, bava alla bocca, si scagliavano contro i bimbi degli immigrati ai quali negavano un pasto, erano di una ferocia disumana.
A Trecore Cremasco ho avuto la conferma che fa parte del loro dna, quando sono in gruppo sono un branco di iene.

Bossi mangia da solo

Al tavolo senza ospiti. «Mi hanno voltato le spalle».

Se fossero in grado di intendere vorrei dire loro tutto il mio disprezzo, ma se intendessero non sarebbero leghisti.

 

 

Sono fortemente tentato di andare alla festa della lega di Colico per partecipare alla pesca della trota.


Dopo la festa de Belan, Bellano, durata la bellezza di due giorni, con tanto di orchestra e ristorante tutte le sere, adesso c’è la festa di Colico: Festival lago e valli che dura ben 4 giorni sempre con orchestra e ristorante, l’importante esponente politico non è a sorpresa, come a Bellano, ma è un senatore con tanto di nome e cognome.
Mi ha incuriosito il fatto che sotto il simbolo lega nord della lega nord ci sia ancora il nome di Bossi, forse non li hanno avviati che qualcosa è cambiato negli ultimi tempi, potrebbe anche darsi che Maroni se la prenda.
Dato che il festival è del lago e  valli mi piacerebbe sapere come come faranno a sapere, i leghisti, se fanno parte del lago o delle valli.
Un simpatico amico del posto, Pinuccio, mi ha fatto notare che, almeno, questa volta non avranno problemi, chi va in discesafa parte delle valli e chi è in piano del lago.
L’occasione è propizia per una bella pesca sportiva della trota, che si adatta a diverse ricette, anche se non credo che la Trota marocchina sia presente ed abbocchi.
Per adesso abboccano, ancora, i leghisti ed anche se non ci sarà il senatur in persona ci sarà un suo rappresentante.
Di certo i leghisti del 2012 hanno un po’ dei carbonari, viaggiano in incognito salvo poi ritrovarsi il manifesto al mattino. Anni fa erano molto più visibili e qualcuno aveva pure attaccato le coccarde adesive alle sue finestre, le uniche rimaste.
Vorrei andare per curiosità, ovviamente, per vedere se quelli delle valli indosseranno l’elmo di ordinanza con le corna, si sa che gli alpeggi sono in montagna, quelli del lago andrebbero a fondo.

Nelle valli del nord la lega va sempre forte anche se non sanno dove stanno andando. Festa con ospiti a sorpresa.


Da qualche tempo sono in alta Valsassina in cerca di frescura e di ossigeno, oggi sono rientrato a Milano per una visita programmata lunedì 9 luglio, ma appena sarò libero partirò immediatamente.
Con il telefonino ho ripreso un manifesto della lega posizionato nella piazzetta del paese e solo adesso ho potuto caricarla nel pc per farne un post.
La festa si è svolta a Bellano prima dell’elezione di Maroni a segretario della lega lo si capisce dalla data della festa e dal fatto che saranno presenti importanti personalità politiche delle quali non si sa il nome oppure è troppo difficile da scrivere.
Servizio  ristorazione e orchestra tutte le sere potevano risparmiarselo visto che le serate erano due, mi auguro comunque che ci sia stato un dibattito con le personalità politiche importanti a meno che non si siano limitate a ballare e, soprattutto, a mangiare. Gratis.
Mi sono perso le partenze dei pullman da Narro verso Bellano e non ho visto carovane di auto scendere verso il lago, insomma non mi sembravano particolarmente interessati a scoprire chi fossero queste importanti personalità politiche.
Se avessero scritto che sarà presente il Trota per la gara dell’anguria avrebbero fatto il pienone.
Che sia ancora in Marocco? Non gli hanno dato il navigatore satellitare per trovare la via del ritorno?
Non prendetevela con me per il post ritardato, avevo altro da fare e poi non volevo che si intasassero le strade del lungolago.

Ditemi che non è vera la storia del Trota, implora il leghista al telefono con Radio padania. Forse gli hanno tolto l’elmo con le corna e adesso prudono.


L’elmo era troppo stretto ed impediva la ricezione, poteva gridare padania libera, secessione, Roma ladrona, bersi il Po ma non poteva rendersi conto che lo stavano prendendo in giro.
Nemmeno i ministeri fantocci di Monza l’hanno aiutato a prendere atto che mentre guardavano a Roma la famiglia del capo provvedeva a sfilargli il portafogli, a dire il vero anche i nostri soldi.
Tutta colpa dell’elmo stretto che per 25 anni, o giù di lì, ha impedito l’ossigenazione al cervello che nemmeno l’aria pura di Pontida è riuscita a penetrare.
Beppe, leghista disperato, implora il conduttore: «Ditemi che è una bufala, ditemi che non è vera quella storia del Trota che oggi è in vacanza in Marocco?».
«Sì, invece, lo dicono le agenzie», replica il conduttore.
Il programma è tutto un programma, scusate il giro di parole, si chiama: Che aria tira, filo diretto con i padani.
Evidentemente hanno perso anche il filtro perchè una volta certe domande le censuravano, evidentemente il nuovo capo vuole infierire sul fondatore e lasciano sfogare i militanti.
C’è anche quello che se la prende con l’informazione di regime, l’ha sentito dire per anni dai comunisti e gli sembra giusto, in questa situazione, di dirlo anche lui così si dimostra aggiornato.
Che aria tira, a prima vista sembra una bufera che nemmeno noi, antileghisti della prima ora, ritenevamo possibile, passi la xonofobia, il razzismo, l’anticomunismo tipico dell’ex comunista pentito, vedi Giuliano Ferrara e tutti gli ex comunisti folgorati dallo spadone di Alberto da Giussano.
Al massimo pensavamo al doppio gioco politico per il potere, per governare e conquistare poltrone, banche, fare affari, non è da tutti dare del mafioso a Berlusconi e la mattina dopo sostenerlo al governo per più di 10 anni salvandolo pure dalla galera.
Questi pur di avere una indipendenza fittizia, fare una secessione, sono disposti a dare il Paese in mano alla P2, sfasciandolo, nella speranza che l’antipolitica porti ad una rivoluzione padana, pensavo. Quante volte l’Umberto ci aveva detto che i padani avevano oliato i fucili, preparato i trattori e le bombe al latte per fare la secessione?
Ogni volta che tornava da Roma, con la pancia piena, iniziava a ruttare Roma ladrona! Padania libera! E loro gli andavano dietro, qualcuno come il sindaco di Adro, il nazista Lencini, cercava addirittura di andare più avanti riempiendo di simboli del sole delle Alpi scuole, rotonde, edifici, strade e campagne.
Tutti con la bava alla bocca contro Roma ladrona e nessuno che si chiedesse cosa andassero a fare a Roma Bossi, Calderoli, Reguzzoni e compagnia bella.
I più esaltati dicevano che andavano a Roma con il cappio per fare giustizia, ed il fatto che adesso, per fare giustizia, si possono risparmiare il viaggio e andare tutti a Gemonio li spiazza.
Roma ladrona era uno slogan bello, lo si poteva urlare a pieni polmoni, il cervello premeva bene contro l’elmo cornuto ma reggeva, insomma erano bei tempi e  adesso che slogan diciamo?
Trota ladrone! Non viene bene, al Trota al massimo puoi dare del pirla. Umberto ladrone! Non viene bene, non suona bene. Qualcuno, dall’altra parte, suggerisce lega ladrona più di Roma!
Ma loro sono troppo stupidi per fare una autocritica così articolata, ci vuole ben altro, il più intelligente del branco deve dettare la linea, ci affidiamo a Bobo Maroni, lui si che ha i maroni per fare il nuovo slogan.
Gentilini, tutto si può dire di Gentilini ma non che gli manchi la fantasia, propone: Fucilazione elettorale alla schiena, è alto tradimento. Bello ma con due problemi, uno che non è uno slogan è una proposta ed il secondo è che i leghisti avevano già problemi a fare la croce sulla scheda elettorale di fronte figuriamoci di spalle.
Fortunatamente ci ha pensato Maroni al nuovo slogan, duro, forte, immediato e realizzabile immediatamente: Fuori i ladri ed i ciarlatani!
L’ hanno preso subito in parola, fuori un po’ degli uni ed un po’ degli altri le sezioni si sono svuotate.
Tutti a telefonare a radio padania libera per sapere che aria tira, protetti dall’elmo con le corna non se ne sono ancora resi conto.
Il conduttore, questa volta, non ha sbattuto giù il telefono, sono mancate le forze anche a lui.
Che belli i tempi del cappio, quando andavano a Roma per sventolarlo in Parlamento al posto del tricolore.
Tutta Italia ha riso del Trota, gli ha dato del pirla io compreso, devo rivedere il mio giudizio.
Disonesto si, ladro forse, incapace ed ignorante di sicuro ma furbo, devo ammettere che ha la tipica scaltrezza dei parassiti, infatti mentre il popolo leghista è disperato lui è andato in vacanza in Marocco.
Aveva ragione mio padre, faceva il commerciante di auto usate e voleva che io facessi lo stesso mestiere. Era più forte di me, non riuscivo a fregare la gente e lui per convincermi mi aveva detto: devi trovare uno più pirla di te al giorno ed il gioco è fatto, gli vendi la macchina.
Mi sa che il Trota, e la sua famiglia, di pirla ne hanno trovati in quantità industriale.

Noi, italiani, prima ci lordiamo la faccia e la coscienza mandando in parlamento personaggi impresentabili, poi pretendiamo di farci la doccia con l’antipolitica.


La feccia che riempie Camera e Senato, inquisiti, corrotti, condannati, fascisti, ex fascisti, piduisti, immanicati vari, non si sono alzati una mattina recandosi al Senato o alla Camera per sitemarsi sulla poltrona, li abbiamo mandati noi, anche se sono stati nominati da altri.
Ora, non per fare polemiche tra di noi, vittime, colpevoli,  di questa gentaglia
ma c’è una bella differenza tra votare per la Bindi o Scilipoti, tra Gasparri e Di Pietro.
Tutti sapevamo da dove veniva Berlusconi ma, qualcuno, ci ha messo quasi vent’anni per rendersi conto che uno
che considera eroe un mafioso non può fare il Presidente del Consiglio.
E cosa dobbiamo dire della lega che è entrata con il cappio ed è finita impiccata sulla pubblica piazza della politica.
Cosa possiamo dire degli ex fascisti, che nella prima Repubblica, nonostante tutto, erano costretti nelle fogne e che la maggioranza degli italiani ha portato in Parlamento e ce li ha imposti addirittura come ministri?
Io non ho bisogno di farmi la doccia, in senso politico, non ho mai votato Berlusconi, Fini, Schifani e men che meno Scilipoti, l’unica che mi ha imposto Rifondazione Comunista è stata la Maiolo a Milano ed ancora adesso mi girano gli zebedei.
Adesso, la maggioranza degli italiani, fa l’offeso, mette tutti nello stesso letamaio e fa di ogni erba un fascio.
E’ questo che io considero populismo fascista, tutti quelli che buttano via il bambino con l’acqua sporca mi danno fastidio e non giustifico per niente gli errori commessi anche da partiti che avrebbero dovuto essere sani, come il Pd o l’ Idv.
Tuttavia non ritengo che sia tutto da buttare, che ci voglia un rinnovamento quello è certo, ma non mi viene la bava alla bocca quando vedo tutti i politici, buonaparte ma non tutti.
Inoltre ritengo che la politica sia una cosa giusta, democratica, molti li considero in buona fede e fanno quello che possono date le forze ed i numeri in campo, mi riferisco all’ultimo governo Prodi costretto a governare con due deputati in più grazie alla dabbenaggine dei miei compatrioti.
Il partito che mi rappresenterebbe in toto non c’è, temo che non ci sarà più sinchè la politica e l’antipolitica, populismo compreso, considereranno il capitalismo finanziario speculatore e parassita l’unico sentiero possibile.
Vedere molti indignati o giovani esponenti di movimenti che appena scrivi o parli di Marx e di sinistra arrivano con la bava alla bocca a dirmi che sono superato, di guardare alla Cina e ritengono che la democrazia ed i diritti siano un problema di class action e non di forze contrapposte come il lavoro ed il capitalismo mi fa ridere, sotto ad un certo aspetto, perchè il loro risveglio sarà ancora più amaro della situazione che stiamo vivendo.
Ieri ho scritto in un post: Oltre 100 anni fa, in occasione del I° Maggio Lenin affermava,Due mondi sono l’uno contro l’altro in questa grande lotta: il mondo del capitale ed il mondo del lavoro.
Non mi pare che si siano fatti passi in avanti, o meglio, ne abbiamo fatti negli anni 60/70 ma adesso stiamo tornando all’inizio del secolo scorso, intorno al 1900 più o meno.
E’ contestabile quello che ho riportato da Lenin?
Verificatelo voi che avete il futuro davanti, come lo ritenete più opportuno, io sono un vecchio rincoglionito legato al passato che non c’è più, mi ha scritto ieri uno incazzato e con la bava alla bocca che ha usato il maiuscolo, ed infatti lo sono perchè il MIO passato è rappresentato dallo Statuto dei Lavoratori, diritto alla maternità, art. 18 ed altri diritti che ci sono costati sacrifici, a noi ed alle nostre famiglie, e che le generazioni successive folgorate dalla Milano da bere si sono dimenticate di difendere e proteggere.
Adesso si segue la nuova moda, l’antipolitica in toto, e tutti corrono a farsi la doccia con la nuova illusione che, senza politica (sana ovviamente) si possa far meglio.
Anche spargere questa nebbia grigia che fa sembrare tutti uguali non è una novità dell’ultima ora, inventata dai movimenti, ci ha provato  Licio Gelli prima e ci è riuscito Berlusconi dopo. Infatti, grazie alla maggioranza degli italiani che adesso sono indignati, ce lo ha messo in quel posto per quasi vent’anni e ci ha ridotti alla fame.
Tutti ladri? Tutti uguali? Tutti corrotti, tutti da eliminare. Anche questo è stato già detto, l’ho già sentito e sabete chi sbraitava in questo modo?
Gli stessi che gridavano al nemico riferendosi al terrone prima ed all’immigrato poi, quelli che vogliono difendere la razza padana e la superiorità religiosa, i leghisti.
Anche questi slogan sono copiati, se Gelli, i fascisti e Bossi fossero furbi potrebbero pretendere i diritti d’autore.
Io ritengo, ma è solo il  io punto di vista, che il problema non siano la destra o la sinistra ma capitalismo si o capitalismo no, nel caso la maggioranza decidesse per il capitalismo chiedo a loro quale tipo di capitalismo, quello che detta le regole o che rispetta le regole stabilite dalla politica?
Insomma un capitalismo condizionato che agisca nell’interesse di tutti o il capitalismo alla Reagan, della Goldman Sachs, quello del liberismo sfrenato e senza controlli?
Aspetto notizie.

Mi ha fatto pena vederlo così, abbandonato, in una strada di periferia senza uscita, dove non passa mai nessuno. E l’ho portato a casa, sia mai che serva a qualche leghista.


Quelle stradine che usano gli imbecilli per buttare mobili vecchi, piastrelle rotte, o come latrina in momenti di impellenza fisiologica.
E’ stata Lulù che con il suo istinto mi ha portato verso quel luogo, come se avesse saputo che là in mezzo a vecchie piastrelle ed ai simboli del degrado ambientale che gli umani insistono a praticare con la loro immondizia non biodegradabile l’avremmo trovato ed, ovviamente salvato.
Mi ha fatto riflettere anche sulle debolezza umane, come si passa dalla gloria all’abbandono , dalla fama al disprezzo, dal benessere alle difficoltà, basta che cambi un governo o arrivi un magistrato.
Ebbene sì, ho trovato il cappio che ebbe momenti di gloria nel nostro Parlamento quando i leghisti puri e tosti lo sventolarono alla politica della vecchia repubblica.
Come le ghigliottine nelle piazze della rivoluzione francese il cappio avrebbe dovuto fare pulizia dei corrotti, prezzolati, dei venduti che hanno mandato in rovina la vecchia politica.
Il cappio, insieme al fazzolettino nel taschino ed alla camicia, rigorosamente verdi, erano il simbolo della nuova primavera che come le piogge di aprile  puliscono l’aria e lavano le strade, era il simbolo del nuovo che avanza.
Non pioveva in Parlamento, ma le scale che portano alle poltrone degli onorevoli erano bagnate dalla bava alla bocca che avevano quelli che lo esponevano al nemico, all’avversario, al politico corrotto, annunciando l’arrivo del tornado dela gistizia che avrebbe fatto piazza pulita dei corrotti e dei corruttibili.
Poi vennero i problemi economici, il fallimento della banca padana, la radio traballava ed il giornale, la padania, non era da meno e fu così che colui che sino a poco tempo prima era un mafioso piduista divenne l’alleato più fedele per andare al governo ed accedere alla mangiatoia.
Un testa coda che nemmeno il più grande pilota di formula uno sarebbe stato in grado di fare.
Poi vennero le leggi ad personam, le cene del lunedì nella villa del padrone, l’accordo dal notaio per garantire l’alleanza, ci si dimenticò che era un mafioso, un corruttore, un pedofilo, iniziò la spartizione delle poltrone in Rai, Finmeccanica, Malpensa, insomma in tutti i luoghi possibili che governando si ha a disposizione e ci si dimenticò di lui.
Forse l’hanno dato a qualche militante fedele che per oltre un decennio se lo è tenuto esposto in sala, da far vedere agli amici ed agli ospiti per far capire a tutti quanto fosse onesta e trasparente la lega, quanto fossero appassionati della legalità i padani mentre rubavano sulle quote latte e marciavano al grido di Roma ladrona, padroni a casa nostra, chiudiamo i kebab, niente cittadinanza ai figli degli immigrati.
Insomma vappio per tutti quelli che non rispettavano i loro deliri.
Poi, a parte qualche piccolo o medio calibro pescato con le mani nel sacco, non ci pensò più al cappio il militante che lo ebbe in consegna, ormai la lega volava alto ed aveva persino eletto in regione il figlio del capo, l’emblema del nepotismo e dell’incapacità.
Per fortuna che il militante medio della lega non sa nemmeno che significa nepotismo, ma un giorno la magistratura colse in fallo il cassiere della lega, si scoprì che foraggiavano la famiglia Bossi e quelli del cerchio magico e si scoprì che il cappio diventava ingombrante non sarebbe più servito per le sceneggiate in Parlamento ma si correva il rischio di doverlo usare con i loro dirigenti.
Meglio disfarsene, anche perchè come simbolo era ingombrante, era un monito continuo ed immobile della stupidità di chi per decenni ha seguito il capo con la bava alla bocca e l’ampolla del Po in mano.
Così decise di disfarsene, senza un minimo di gratitudine uscì furtivamente nella notte e lo gettò nella stradina chiusa di periferia nella speranza che non lo trovasse nessuno.
Fortunatamente l’istinto della Lulù ha permesso che io lo salvassi, gli dessi una ripulita, ed adesso l’ho qui pronto per ogni evenienza, se i leghisti decidessero di usarlo per fare una bella pulizia tra i marcioni che la guidano e che hanno incassato milioni è a loro disposizione.
E’ sal 1993 che aspetta di diventare il protagonista, mettete a disposizione la pubblica piazza ed un palo e lui darà il meglio di se.
Come volevate voi.

Ieri sera Cota era in apnea, parte lesa. Penso che voglia denunciare la sua stupidità anche se, per il momento, la rivendica orgogliosamente.Ma il vero basito era dietro di lui.


 Cota è talmente stupido che per non fargli ombra, quando va a Ballarò, si deve portare un criceto chiunque altro gli farebbe fare la figura del cretino.
Le giustificazioni di ieri sera andavano dall’assurdo al patetico, dai sudori freddi al sorriso tirato, blaterando della solita diversità del leghista e dimenticando i bei tempi quando portarono il cappio in Parlamento fregando i padani. E’ arrivato a dire che la lega è parte lesa, come se volesse fare causa a sua mamma perchè ha messo al mondo un cretino, solo uno come Cota può sostenere una tesi del genere, nemmeno il Trota ne sarebbe capace.
La mazzata che si sono dati, alla Tafazzi, è micidiale e dato il loro cervellino pensano al complotto come chi va a sbattere contro ad un muro ed è convinto che gli ha tagliato la strada.
Si sono dati una calmata, deliri di Borghezio esclusi, ed hanno abbassato la cresta Cota sembrava uno nelle sabbie mobili che invece di stare il più fermo possibile si agitava peggiorando la situazione.
Non è lui che mi ha fatto impressione, che abbia dei limiti è evidente da sempre e la lega deve essere messa malissimo se lo manda ancora in tv a perorare la causa leghista, sembra il Pdl quando manda la Gelmini con il gobbo parlante alle spalle che le suggerisce le risposte. Politica rasoterra, impresentabile.
Dicevo che non è Cota che mi ha sorpeso, ha dato quello che ha e quindi il nulla, ma quello che c’era dietro di lui alla sua sinistra, Gialcuca Bonanno deputato e sindaco di Varallo Sesia famoso per aver affermato che se esiste il Grana padano esiste anche la Padania. Uno che è spesso in tv a sparare bordate xenofobe e razziste vantando una presunta superiorità padana ed interrompendo chiunque tenti di parlare.
Ieri sera ha esternato, fisicamente, il suo essere interiore sembrava una statua.
Noi, lombardi di adozione e veneti di nascita, per descrivere un povero di spirito, nel senso di poca o nulla intelligenza, usiamo dire: è svelto come un gatto di marmo.
La battuta non è riferita all’agilità del gatto ma alla materia cerebrale del soggetto al quale è riferita. Insomma per dire che uno è l’essenza della stupidità, lento di comprendonio, lo paragoniamo alla velocità di un gatto di marmo. La spiegazione è dovuta al fatto che mi leggono anche i leghisti.
Ieri sera era di marmo scadente, come la bionda al suo fianco, penso che in tre ore di trasmissione non abbiano respirato nemmeno 5 centimetri cubi di ossigeno da quanto erano impietriti, peggiorando ulteriormente l’ossigenazione del cervello, sembravano pesci in un acquario al quale non cambiano l’acqua da troppo tempo.
Boccheggiavano, insomma all’apnea culturale hanno aggiunto quella fisica.
Probabile che molti della lega non fossero al corrente delle porcate della famiglia di Bossi e della sua cerchia di cortigiani ma il tentativo di scaricare tutto sul tesoriere fa il paio con l’utilizzatore finale, ignaro di tutto e di Scajola proprietario di case a sua insaputa.
Anche se così fosse, che non fossero al corrente o complici, il fatto che la famiglia Bossi dal 1994 in poi abbia comprato immobili, terreni e quant’altro ogni anno senza saltarne uno
avrebbe dovuto fargli aprire gli occhi e non dico al mente perchè sarebbe impossibile.
Che la famiglia Bossi abbia usato la lega come una mangiatoia di famiglia era evidente sa tempo, basti pensare al milione e 120 mila euro elargiti alla scuola Bosina, l’allevamento di orsetti padani, o alla elezione del Trota al Consiglio Regionale Lombardo.
Non ci voleva uno scienziato per accorgersene anche un Cota qualsiasi o il sindaco di Varallo ci potevano arrivare, volendo.
Rivendicare l’orgoglio leghista come ha fatto Cota è come darsi del pirla a reti unificate, il comico c’è già a Ballarò ed è bravo, sciolto e sveglio non è un gatto di marmo.

Alla scuola di lady Bossi oltre 1,1 milioni di euro

Da Il sole 24 ore, alla padania non lo sapevano.


Bruciano la strega, terrona, ma salvano la mangiatoia ed il Trota. L’inquisizione della lega non è santa ma è medioevale, come le loro idee. Comunque la gerarchia è salva.


La tecnica è la stessa della Santa Inquisizione, si individua il capro espiatorio e gli si da fuoco in pubblico, che il popolino si abbeveri e si distragga in modo da non rendersi conto che la gerarchia è salva come la mangiatoia.
Ha sempre funzionato con la chiesa cattolica e non si capisce perchè non debba funzionare con la lega che del medioevo ha fatto la sua bandiera.
Intanto non si capisce perchè si scannino per fare pulizia come se dovessero stabilire a priori chi è lo sporco e chi è pulito o meglio, si fa tanto fumo per far sparire l’arrosto.
Tutti sapevano ma la colpa e la gogna mediatica ha bisogno di un colpevole per assolvere gli altri ed, ovviamente, si colpisce la strega che oltre ad essere l’anello più debole è pure femmina e terrona.
La lega è come il clero vaticano alle prese con la pedofilia, fingono di non sapere quello che era sulla bocca di tutti senza arrivare a specificare cos’hanno in bocca i pedofili, una finta rigidità etica e morale per salvare gli interessi materiali della gerarchia.
Anche i pentimenti tardivi e pelosi del Papa e dell’Umberto puzzano di qualcosa di già visto, vissuto, noioso come una replica sempre più scadente.
Ieri l’Umberto ha dichiarato, solennemente come un cardinale: «Stacco un mio assegno se mia famiglia ha preso soldi»
D’istinto mi è nata una riflessione: se non ha mai lavorato in vita sua da dove vengono i denari che è disposto a mettere sul piatto per cancellare l’onta della sua famiglia che si è presa i soldi del partito?
A meno che non abbia avanzato qualcosa di quelli che gli ha passato Berlusconi per convincerlo a fare da stampella al governo della P2, sempre di tradimento si tratta verso gli italiani di Roma ladrona ed in particolare verso i militanti, inconsapevoli ancora oggi. Ma l’ignoranza, nel senso della mancanza di capacità nel raccogliere i fatti,  non è una giustificazione ma è una colpa che, auspico, paghino sulla propria pelle e senza evadere questa volta.
Anch’io vorrei poter rubare 30 milioni di euro e poi fare il pentito, restituirne 10, avrei pure il vantaggio di saper scrivere e non solo firmare, l’assegno potrei compilarlo di mio pugno.
Intanto avrei potuto sistemare la mia famiglia, mio figlio e sopportare dignitosamente il fatto che la mia pensione tra una cosa e l’altra è praticamente dimezzata per mantenere le banche ed i ladroni di stato.
Qui l’unica cosa che può salvarci, salvarmi, è il nero ma non avendo io nulla da offrire al mercato economico nascosto non è praticabile per me a meno che non mi metta a fare lo spacciatore.
Purtroppo non conosco nessun distributore al quale offrire la mia disponibilità di pensionato insospettabile disposto a vendersi ad un offerente qualsiasi dato che non pretendo il migliore. Viaggerei sotto traccia.
So che è un post senza senso, uno sfogo inutile dettato dall’amarezza e dalla delusione di essere incappato nell’ultima parte della mia vita nella rete sociale, economica e politica gestita dai banditi del capitalismo finanziario e speculatore.
Sognavo un mondo diverso e confesso che in questo mondo di ladri non mi ci trovo, è più forte di me.
Mi chiedo per quanto potremo sopportare una situazione del genere non avendo la capacità mentale di un leghista o di un sostenitore del piduista temo che vivrò in una sofferenza continua.
Non lo dico per presunzione ma essere imbecilli come quelli che vanno a Pontida o davanti al Palazzo fi Giustizia di Milano a manifestare contro la magistratura aiuta, vi garantisco che aiuta.
Purtroppo, per me, è una condizione inarrivabile in condizioni normali di salute, incrocio le dita che regga almeno quella.
Fortunatamente, almeno quella, non dipende da loro, dal sistema e mi faccio forza ancora una volta con le parole di Carlo Marx.
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Ma non cercate di spiegarlo ad un leghista o un pidiellino, è tempo sprecato, per loro basta un bel falò mediatico e tutto continua come prima.
Come il finanziamento pubblico ai partiti, un illecito che tutti insieme  spacciano per lecito, democratico, doveroso.
Vorrei dire ai giornali, alle istituzioni, al governo, alla politica che a me non interessano le beghe della lega, mi interessa sapere quanto costerà il pane domani e quanto varrà quel che resta della mia pensione.
Quelli della santa inquisizione legaiola possono andare affanculo insieme ad i loro elettori.
Non se ne può più. 

Da una parte uno si scusa con i militanti per avere sistemato i figli, dall’altra i partiti studiano come proteggere il foraggio. In mezzo ci siamo noi, quelli che pagano.


Ne ha dette e fatte troppe contro gli italiani, il tricolore, la Costituzione e la democrazia per portargli rispetto nel momento delle difficoltà come uomo e come padre nel momento in cui si scusa con i militanti conferma di avere perso il pelo ma non il vizio, che condivide con tutti gli altri che si alimentano al foraggio romano inteso come Capitale d’Italia e sede del governo.
Innanzi tutto i soldi erano di tutti e non dei soli militanti leghisti, quelli dei leghisti erano i soldi guadagnati con la polenta e le salsicce, con il volontariato delle sezioni che rispetto e conosco molto bene perchè è molto simile a quello che avveniva nel Pci, sono stato militante anch’io e non sono pentito per niente, ho lavorato per un ventennio per il Pci ed è per questo che quando si trova un ex dirigente del Pci che ha qualche colpa chiedo la pena doppia in quanto comunista come me.L’aggiramento dell’esito del referendum che aboliva il finanziamento pubblico ai partiti è stato studiato e proposto  con il contributo di tutti ed ancora oggi il tre saggi del Pd, Pdl e Udc ne stanno studiando di nuove per mantenersi il foraggio che nessuno di noi è disposto a dare per obbligo, d’ufficio.
Se voglio finanziare un partito pubblichino il loro Iban sotto al nome ed io provvederò a fare un bonifico, come faccio dal 1992 per Radio Popolare che si limita alla campagna abbonamenti e non ha mai preteso una legge ad hoc per finanziarsi.
Adesso tirano in ballo la malattia di Bossi per giustificare l’ingiustificabile, qualcuno marcia sul patetico e sembrano tutti la figlia di Craxi che pretende le Vie o le piazze in memoria del padre, latitante, che ha aperto la strada della rovina all’Italia.
Gli dedichi il giardino di casa sua a cotanto padre. Capisco che grazie a lui, lei ed i suoi figli oltre alle future generazioni, potranno vivere alla grande senza problemi economici e frequentare le migliori scuole per non lavorare, nel senso che non avranno bisogno di tirare la lima. Ma non rompa le scatole a noi con la memoria di suo padre, si limiti a vergognarsi per lui e sparire dalla circolazione, abbiamo già dato.
L’ Umberto si scusa con i militanti e cade nel patetico, il Trota si dimette dal Consiglio Regionale della Lombardia e si intasca 40.000 euro di buona uscita, soldi nostri non della lega, insomma qui è tutto un chiagnere e fottere ma nessuno rende i soldi che ha intascato dalla comunità.
Questa gente si è garantita un futuro a spese della politica e del rimborso elettorale che loro stessi hanno deciso di aggiudicarsi.
Tutti, dal primo all’ultimo partito si sono intascati il foraggio e non mi basta che qualcuno controlli, non mi interessa che uso ne fanno, li devono rendere allo Stato per farci abbassare le tasse, dirette ed indirette, che ci stanno massacrando.
Ci sono partiti che non sono nemmeno presenti in parlamento, altri che sono morti o si sono sciolti e che gestiscono ancora miliardi di lire, ho scritto in lire perchè parlare di milioni di euro è riduttivo, non rende l’idea.
Se potessi rubare un milione alla collettività, per sistemare mio figlio, andrei anch’io in tutte le piazze, i circoli, le sezioni di tutti i partiti, da Vespa, a Ballarò, Servizio Pubblico ed ovunque mi invitassero per chiedere scusa, tanto mio figlio sarebbe a posto.
Esclusa la violenza accetterei di tutto, anche che mi sputassero addosso, cantando a squarcia voce chi ha avuto, avuto,avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato. Scurdammoce o passato sim in padania paisà.
Smettiamola di prendere per il culo gli italiani, gli studiosi la smettano di spiegarci perchè è utile per la democrazia che i partiti vengano finanziati dallo Stato, da noi , perchè altrimenti la politica la farebbero solo i ricchi.
Non è vero, anche il più pezzente di noi sarebbe disposto a sborsare uno o due euro se un’idea è buona, basta che la mettano sulla pubblica piazza, come ha fatto il Pd con le primarie, il risultato delle quali non ha niente ache vedere, sul piano della partecipazione economica, con il risultato finale sul piano politico.
Se dobbiamo finanziare che ognuno si finanzi il suo, quello in cui crede e liberamente.
La manfrina di ieri sera a Bergamo sembra il tentativo, fallito, di salvare il Psi dopo le monetine a Craxi da parte di Martelli, se non è zuppa è pan bagnato.
Nessuno di questi parassiti ha mai restituito una lira di quelle che si è mangiato, hanno semplicemente messo a posto la famiglia e gli amici più stretti, i compari.
L’Umberto pentito, ed arrogante quando denuncia un complotto, non mi intenerisce per niente, ognuno si sbrighi i problemi con i propri figli e mantenga la propria moglie con soldi propri e non a spese nostre.
Sono uno di quelli ai quali ha esibito il dito medio per oltre vent’anni, mi ha invitato a pulirmi il culo con il tricolore, mi ha minacciato con i fucili padani e mi voleva imporre le ronde, oltre a cercare di mettermi contro tutte le razze del mondo.
Questo è il Bossi che conta, per me e per milioni di italiani che hanno capito, ed è ora di finirla con queste sceneggiate, pagliacciate, che hanno il solo scopo di salvare la mangiatoia, il foraggio.
Maroni o non Maroni si sono dimostrati peggiori degli altri se non altro per il fatto che da quasi trent’anni hanno sbandierato il vessillo di Roma ladrona mentre scippavano non solo i militanti ma anche tutti noi.
Sono stati i primi complici della destra piduista che hanno sostenuto il regime ed il bandito per, quasi, un ventennio, sono quelli che ci hanno mandato in rovina.
Altro che gli immigrati, sono loro i parassiti e gli evasori che hanno messo gli uni contro gli altri e mandato in rovina l’Italia.
Finanziamento: l’Europa accusa l’Italia
“Irregolarità nei bilanci di 91 partiti”

Abbiamo più partiti che debito pubblico. 

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