I leghisti non si presentano davanti al Pm per rispondere dei rimborsi illeciti. E Maroni è convinto di vincere in Lombardia, sogna di governare il nord.


index Leggo su Milano Today: Il consigliere regionale lombardo della Lega, Pierluigi Toscani, indagato per peculato nell’inchiesta milanese sui rimborsi illegali anche per aver speso soldi pubblici, tra l’altro, per cartucce da caccia e ‘Gratta e vinci’, ha scelto di non presentarsi in procura e di non rispondere alle domande del procuratore aggiunto Alfredo Robledo.
Di solito è gente alla quale piace apparire e per porcate, sotto ad un certo aspetto, peggiori dei rimborsi illeciti come togliere la mensa ai bambini o proporre l’autobus per gli immigrati e quelli di colore.
Non che l’appropriazione indebita o illecita non sia deprecabile ma, in un mondo dove zanzano tutti, sembra quasi normale che i privilegi dei politici viaggino oltre il limite della decenza.
Insomma fa più impressione quando qualche esaltato della lega toglie la mensa ai bambini o riempie un paese intero con il sole delle Alpi a spese della collettività.
Questi campioni dell’operosità ed onestà nordista, da contrapporre alla disonestà dei fannulloni del sud che campano a spese del nord, si sono dimostrati peggiori dei rappresentanti dei partiti della prima Repubblica che hanno sempre goduto del loro voto prima che nascesse la lega. Guarda caso, dove la lega ha la presenza di elettorato più forte è nelle zone dove una volta dominava la balena bianca, la Democrazia Cristiana ed infatti ne conservato, e trasmesso ai più giovani, i vizi peggiori.
Il tizio in questione è del 1971, nato ai tempi di Forlani e compagnia bella, il Dott. Renzo Bossi detto Il Trota è del 1988 ma come abbiamo visto mangiano e zanzano come e più dei forchettoni della prima Repubblica.
E Maroni è convinto di vincere le elezioni.
Dice il manifesto di Pierluigi Toscani: vota un leghista. Non c’è bisogno di scomodare Roma ladrona, facciamo tutto comodamente a casa tua.

Come avevo previsto la Polverini resta. Me lo chiede anche la gente, ha detto Renata. Io vorrei solo trovare uno di quelli che le ha chiesto di restare, quelli prima dell’anche so già chi sono.


Il 17 settembre ho scritto in un post: Ovvio che è tutto un polverone per lasciare tutto come prima al massimo salterà la testa, politicamente, dell’ex capogruppo Franco Fiorito anche se ha tirato in ballo altri consiglieri, colleghi.
Insomma la Polverini ha fatto un polverone pilotato ad arte per non cambiare nulla e più il tempo passa più ne abbiamo conferma. Sia a destra che a sinistra manca una parola dal vocabolario politico: dimissioni.
Quotidiano.net in un servizio ci racconta che la Polverini nel corso di una visita all’ ospedale S. Eugenio di Roma, uno di quelli ai quali ha tagliato i fondi presumo, ha detto testuale:
“Sono sicura che c’è la consapevolezza di poter andare avanti, malgrado la catastrofe politica ancora da superare” ha detto la Polverini a margine di una visita all’ospedale  Sant’Eugenio di Roma. “La cosa che mi ha fatto più piacere è che stamattina  me lo hanno detto tanti anziani, non solo Berlusconi”
Io vorrei conoscere, vedere in faccia uno di questi anziani che le hanno chiesto di rimanere, se hanno l’ alzheimer o se sono degli ex camerati in corso di estinzione, magari gliel’hanno chiesto con il fez.
Mi pare una gara tra Roma,Regione Lombardia, Sicilia, oltre a tutto il resto d’Italia  a chi fa più schifo politicamente e non.
Nel titolo c’è anche la parola “anche”, congiunzione copulativa positiva, ed è facile immaginare chi siano quelli che fanno parte del gruppone che viene prima dell’anche: quelli che mangiano insieme alla Polverini.
Ovvio che quelli seduti alla mangiatoia le chiedano di rimanere, meno ovvio che tanti anziani si siano spesi nell’invitare la Polverini a rimanere.
Governatora ce ne fa vedere uno da vicino in modo che ci facciamo un’idea del chi come e perchè?
Uno di sicuro lo conosco, anziano e fuori di testa, quello citato da lei, Berlusconi. Lasciamolo fuori e me ne faccia vedere uno normale.
Grazie.
P.S. Ogni volta che sento parlare di lei, o che ne leggo o scrivo, mi torna alla mente Giovanni Floris e Ballarò.
Lei mi dirà, e che c’entra? C’entra si, perchè lei era nessuno da segretaria dell’Ugl, non sapevamo nemmeno che esistesse ed è diventata famosa da quando Floris ha avuto
la malaugurata idea di invitarla nella sua trasmissione una settimana si e l’altra pure.
E’ lui che l’ha fatta diventare un fenomeno, da baraccone: la camerata Renata.

Non si può aprire un dibattito politico economico partendo da un post, commentandolo. Il post è un punto di vista sul quale riflettere anche senza condividerlo. Un botta e risposta nei commenti non cambia nulla del problema di fondo, il capitalismo.


Dicono che destra e sinistra non esistono più, ma rimangono quelli che si riconoscono nella destra e quelli che rivendicano il loro sentirsi di sinistra ed allora come la mettiamo?
Facciamo come Gaber, chiediamoci cos’è la destra, cos’è la sinistra, ma soprattutto chiediamoci cos’è il capitalismo perchè il punto, vero, di una società migliore, di una vita migliore per tutti è proprio questo.
Il capitalismo imprenditoriale produttivo e sfruttatore ci ha dato un mondo migliore? Il capitalsimo finanziario parassita e speculatore ha distribuito ricchezza?
Queste sono le risposte che dobbiamo darci, le domande alle quali destra e sinistra devono rispondere e dirci come vogliono uscire da questo mondo governato dai banditi dell’alta finanza, dalle banche.
Qualcuno nel mondo ha già scelto la sua strada, il Venezuela ad esempio ha nazionalizzato, pagandola, la più grande banca nazionale ed ha imposto delle regole al capitalismo dopo essersi liberato dalle multinazionali americane.
Marx diceva che il valore aggiunto di una merce stava nella sua utilità e nel lavoro che era servito per renderla fruibile alla massa.

“Credo di aver dimostrato che le lotte della classe operaia per il livello dei salari sono fenomeni inseparabili da tutto il sistema del salario, che in 99 casi su 100 i suoi sforzi per l’aumento dei salari non sono che tentativi per mantenere integro il valore dato del lavoro, e che la necessità di contrattare con il capitalista per il prezzo del lavoro dipende dalla sua condizione, dal fatto che essa è costretta a difendersi come merce. Se la classe operaia cedesse per viltà nel suo conflitto quotidiano con il capitale, si priverebbe essa stessa della capacità di intraprendere un qualsiasi movimento più grande.

“Nello stesso tempo la classe operaia, indipendentemente dalla servitù generale che è legata al sistema del lavoro salariato, non deve esagerare a se stessa il risultato finale di questa lotta quotidiana. Non deve dimenticare che essa lotta contro gli effetti, ma non contro le cause di questi effetti; che essa può soltanto frenare il movimento discendente, ma non mutarne la direzione: che essa applica soltanto dei palliativi, ma non cura la malattia. Perciò essa non deve lasciarsi assorbire esclusivamente da questa inevitabile guerriglia, che scaturisce incessantemente dagli attacchi continui del capitale dai mutamenti del mercato. Essa deve comprendere che il sistema attuale, con tutte le miserie che accumula sulla classe operaia, genera nello stesso tempo le condizioni materiali e le forme sociali necessarie per una costruzione economica della società. Invece della parola d’ordine conservatrice: “Un equo salario per un’equa giornata di lavoro“, gli operai devono scrivere sulla loro bandiera il motto rivoluzionario: “Soppressione del sistema del lavoro salariato”.

(K. Marx, “Salario, prezzo e profitto”, Ed. Riuniti, pp. 112-113).


Questo è il punto, non la destra o la sinistra, lo spread e cosa ci racconta Monti e non dimentichiamo che l’alta borghesia parassita, gli speculatori, le banche sono molto più forti di noi anche se chi domina il mondo è l’1% e noi siamo il 99%, disperso e diviso.
Caduto il muro di Berlino e scoperti gli orrori e le storture del comunismo “reale”, tutto il mondo si è messo in mano al capitalismo, si è riconosciuto nel capitalismo come se non ci fosse altra forma economico/politica sociale per vivere in un mondo diverso e meno disuguale, che riconosca i diritti dell’uomo.
Molti degli ex comunisti si sono defilati, altri hanno chiesto perdono per i loro peccati, ideologici, altri ancora hanno ripudiato del tutto gli ideali per i quali hanno combattuto per anni.
Io non ho nessuna vergogna nel ritenermi comunista, ne sono orgoglioso.
Il problema di fondo che Marx ed i maestri del socialismo e del comunismo hanno criticato e combattuto è il capitalismo al quale la caduta del muro di Berlino non ha intaccato, minimamente, i suoi interessi. E’ ancora qui in tutto il suo miserabile splendore, anzi è peggiorato perchè da un capitalismo produttivo di sfruttamento di massa siamo passati ad un capitalismo finanziario e parassita che uccide più delle bombe o della catena di montaggio.
Non me ne frega niente di quello che dice Renzi, Bersani, Casini, Di Pietro, Grillo e tutta la banda che partecipa alla festa, con la pancia piena. Voglio che qualche leader politico mi dica cosa intende fare con le banche, i parassiti, la finanza, gli evasori, le multinazionali e così via.
A me non interessano le class action contro le multinazionali, gli avvocati che tutelano i consumatori, nel frattempo morti di fame e le loro vicende giudiziarie spacciate per vittorie del popolo o della democrazia.
La vittoria delle regole, della giustizia, dell’etica, i rimborsi agli azionisti della Parmalat o della Telecom
perchè, accettando tutto questo, stiamo sempre giocando la loro partita, nel loro campo, nel loro cortile e quanto farci giocare o smettere lo decideranno sempre loro, i capitalisti. I parassiti. Disoccupati, esodati, sono già esclusi dal gioco della sopravvivenza. Per adesso sono spettatori, speranzosi di rientrare in campo.
Lo diceva Marx più di cento anni fa, noi lottiamo contro gli effetti mai contro le cause. Prendiamo l’aspirina quando ci vorrebbe il bisturi, usiamo il coltellino quando ci vorrebbe il bazoka.
Ci agitiamo intorno ai mulini a vento che il sistema ci propone, Berlusconi, Bersani, Monti, Casini, Di Pietro, Grillo e tutti gli altri senza colpirne alcuno, stiamo qui a litigare sulla legge elettorale, sul numero dei parlamentari e tutte le stronzate che sono marginali perchè il vero problema è uno solo:
Che vogliamo fare con il mondo finanziario parassita e speculatore del capitalismo moderno?
Questi una volta si affidavano alle guerre, per sterminare milioni di uomini e ripartire con le loro speculazioni. Creavano i boom economici grondanti sangue di milioni di morti per difendere i loro averi, le loro proprietà, adesso non hanno nemmeno bisogno di fare la guerra per sterminare interi Paesi come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo o l’Italia mettendo il popolo alla fame, adesso basta che diano ordine ad un ragazzino di Wall Street di dare l’invio e la Grecia fallisce, l’Italia la segue, il Portogallo pure.
Risparmiano pure sulle bombe e prosperano sul debito pubblico che essi stessi hanno generato per fare profitti.
Orsù, destra, sinistra, che intendete fare per mettere fine a questo scempio?
Affidarci alle preghiere?
Certo che sinchè staremo qui a scannarci tra di noi avrete vita facile, finchè ci affideremo ai capipopolo milionari o ai santoni la vostra festa non avrà mai fine.
Forse, un giorno il Popolo si unirà, si rivolterà e voi non avrete scampo, come non ha vuto scampo la nobiltà parassita francese ed allora sarà rivoluzione.
Su questa strada si sta infilando il capitalismo, ci vorrà tempo ma arriverà al capolinea, io non lo vedrò ma più la gente conosce, si informa e più si renderà conto chi è la vera causa della malattia del mondo, qualcuno l’ha capito 100 anni fa.

I ricchi non producono ricchezza, se la godono. Chi produce ricchezza per tutti sono i consumi della massa che non può spendere, strozzata dall’economia parassita che crea solo disoccupati.Ed intanto proliferano i nuovi spalloni, tecnologici.


Il mito della produzione con conseguente creazione di ricchezza per il proletariato non esiste più, l’imprenditore classico non esiste più ed il mondo è in mano ai parassiti della finanza che si creano profitti scandalosi sui debiti di Stato, spesso i proventi dell’alta finanza sono in paradisi fiscali come i proventi della malavita organizzata e dei banditi di Stato che in Italia abbondano.
Per una economia più equa e per distribuire la ricchezza in modo adeguato ci vuole una rivoluzione di massa che tarda troppo in quanto la categoria dei parassiti di alto bordo è protetta dalla classe intermedia asservita che difende le briciole dei suoi privilegi.
Di questa categoria, che fa da pompiere, fanno parte almeno l’80% degli intellettuali che dovrebbero fare da riferimento alla massa, al popolino, è una guerra per la sopravvivenza che si affida al precariato ed al lavoro nero.
Dico questo perchè altrimenti non si spiega come con tutti i disoccupati ed i precari che ci sono la situazione sia così calma e riescano a mangiare, magari due volte al giorno.
E’ evidente che il nero impera dalle Alpi alla Sicilia, a Lampedusa.
Intendiamoci è un nero, un sommerso, che non ha niente a che vedere con quello dei parassiti della finanza e di alto bordo che hanno esportato in pochi mesi più di 300 miliardi di euro.
Feltri accusa Monti di avere fallito, accusandolo di fare la guerra ai soldi perdendola ma Feltri, come sempre, disinforma.Monti ha protetto il denaro dei suoi,anzi, l’ha moltiplicato.
Primo, coloro che hanno esportato 300 miliardi di euro non hanno mai pagato le tasse. Prova ne è che l’80% delle imposte dello Stato sono pagate dai pensionati e da chi ha un reddito fisso.
Mafia ed alta finanza fanno parte di due bande diverse, nemmeno avversarie, diciamo che ognuno ha scelto la sua strada per evadere e fare profitti e nei paradisi fiscali le banche sono piene di oro, euro, dollari e quant’altro proveniente dai profitti della droga, della malavita e del parassitismo finanziario globale.
Monti è al servizio dei parassiti, siano essi banche o investitori anonimi al fisco, insieme alle mafie fanno parte delle categorie protette che sanno come e dove andare per evadere il fisco.
Non ha fatto la patrimoniale a questi banditi, con coppola o doppio petto, giusto per dare il tempo necessario a far sparire valuta, oro, diamanti nei paradisi fiscali, ha giocato per loro.
Se ci fosse una rivoluzione le loro ricchezze sarebbero al sicuro e finanzierebbero la repressione popolare dall’estero, se vincesse la rivoluzione conquisterebbe palazzi e ville ma non troverebbero un euro, un lingotto, nei forzieri dei palazzi e delle banche.
Monti dice che la patrimoniale è inutile perchè è impossibile risalire ai patrimoni mentre colpire il popolino o le prime case è molto più semplice e ce ne siamo resi conto anche noi, l’80% del gettito fiscale arriva da lavoratori e pensionati, i vari bertoladri di tutta Italia conoscono ed hanno frequentato tutte le vie di fuga.
I loro commercialisti sono diventati  spalloni, che non fanno più contrabbando di sigarette o esportazione di valuta valicando le montagne italo-svizzere con zaini o scatoloni in spalla ma con nuovi sistemi, resta il fatto che da quando Monti è al governo le cassette di sicurezza si sono svuotate.
Quello che voleva Monti, quando ci decideremo ad attaccare le stalle non ci saranno più buoi.
Forse sarà il problema minore, quello reale è che il proletariato, i precari,disoccupati e così via non si rendono conto che è arrivato il momento di dare l’assalto al palazzo del re.
Se non ora, quando!?
Quando non avremo più forze stremati dalla fame?
Non è mai esistito un capitalismo democratico, è un regime che ha sostituito le armi e le divise con il denaro ed il risultato è sempre lo stesso, opprimere il popolino.
Non si sporcano nemmeno le mani, prima si affidavano agli squadristi oggi si affidano alla classe intermedia che fa il lavoro sporco per loro. Hanno sostituito i gerarchi con i manager ed i professori, il risultato è lo stesso, imporre il loro regime e se non volete chiamarlo fascismo chiamatelo come volete ma sempre un regime rimane.
Ci vuole una nuova resistenza ma  gli oppressi non hanno gli  attributi e mancano gli intellettuali che facciano da guida. Sono, quasi, tutti asserviti al potere economico.
Combinazione nel mese più pericoloso di tutti, Agosto, hanno già pronto l’antidoto, l’oppio da regalare al popolo, le olimpiadi e subito dopo il campionato.
Anche quest’anno l’hanno sfangata.

Ditemi che non è vera la storia del Trota, implora il leghista al telefono con Radio padania. Forse gli hanno tolto l’elmo con le corna e adesso prudono.


L’elmo era troppo stretto ed impediva la ricezione, poteva gridare padania libera, secessione, Roma ladrona, bersi il Po ma non poteva rendersi conto che lo stavano prendendo in giro.
Nemmeno i ministeri fantocci di Monza l’hanno aiutato a prendere atto che mentre guardavano a Roma la famiglia del capo provvedeva a sfilargli il portafogli, a dire il vero anche i nostri soldi.
Tutta colpa dell’elmo stretto che per 25 anni, o giù di lì, ha impedito l’ossigenazione al cervello che nemmeno l’aria pura di Pontida è riuscita a penetrare.
Beppe, leghista disperato, implora il conduttore: «Ditemi che è una bufala, ditemi che non è vera quella storia del Trota che oggi è in vacanza in Marocco?».
«Sì, invece, lo dicono le agenzie», replica il conduttore.
Il programma è tutto un programma, scusate il giro di parole, si chiama: Che aria tira, filo diretto con i padani.
Evidentemente hanno perso anche il filtro perchè una volta certe domande le censuravano, evidentemente il nuovo capo vuole infierire sul fondatore e lasciano sfogare i militanti.
C’è anche quello che se la prende con l’informazione di regime, l’ha sentito dire per anni dai comunisti e gli sembra giusto, in questa situazione, di dirlo anche lui così si dimostra aggiornato.
Che aria tira, a prima vista sembra una bufera che nemmeno noi, antileghisti della prima ora, ritenevamo possibile, passi la xonofobia, il razzismo, l’anticomunismo tipico dell’ex comunista pentito, vedi Giuliano Ferrara e tutti gli ex comunisti folgorati dallo spadone di Alberto da Giussano.
Al massimo pensavamo al doppio gioco politico per il potere, per governare e conquistare poltrone, banche, fare affari, non è da tutti dare del mafioso a Berlusconi e la mattina dopo sostenerlo al governo per più di 10 anni salvandolo pure dalla galera.
Questi pur di avere una indipendenza fittizia, fare una secessione, sono disposti a dare il Paese in mano alla P2, sfasciandolo, nella speranza che l’antipolitica porti ad una rivoluzione padana, pensavo. Quante volte l’Umberto ci aveva detto che i padani avevano oliato i fucili, preparato i trattori e le bombe al latte per fare la secessione?
Ogni volta che tornava da Roma, con la pancia piena, iniziava a ruttare Roma ladrona! Padania libera! E loro gli andavano dietro, qualcuno come il sindaco di Adro, il nazista Lencini, cercava addirittura di andare più avanti riempiendo di simboli del sole delle Alpi scuole, rotonde, edifici, strade e campagne.
Tutti con la bava alla bocca contro Roma ladrona e nessuno che si chiedesse cosa andassero a fare a Roma Bossi, Calderoli, Reguzzoni e compagnia bella.
I più esaltati dicevano che andavano a Roma con il cappio per fare giustizia, ed il fatto che adesso, per fare giustizia, si possono risparmiare il viaggio e andare tutti a Gemonio li spiazza.
Roma ladrona era uno slogan bello, lo si poteva urlare a pieni polmoni, il cervello premeva bene contro l’elmo cornuto ma reggeva, insomma erano bei tempi e  adesso che slogan diciamo?
Trota ladrone! Non viene bene, al Trota al massimo puoi dare del pirla. Umberto ladrone! Non viene bene, non suona bene. Qualcuno, dall’altra parte, suggerisce lega ladrona più di Roma!
Ma loro sono troppo stupidi per fare una autocritica così articolata, ci vuole ben altro, il più intelligente del branco deve dettare la linea, ci affidiamo a Bobo Maroni, lui si che ha i maroni per fare il nuovo slogan.
Gentilini, tutto si può dire di Gentilini ma non che gli manchi la fantasia, propone: Fucilazione elettorale alla schiena, è alto tradimento. Bello ma con due problemi, uno che non è uno slogan è una proposta ed il secondo è che i leghisti avevano già problemi a fare la croce sulla scheda elettorale di fronte figuriamoci di spalle.
Fortunatamente ci ha pensato Maroni al nuovo slogan, duro, forte, immediato e realizzabile immediatamente: Fuori i ladri ed i ciarlatani!
L’ hanno preso subito in parola, fuori un po’ degli uni ed un po’ degli altri le sezioni si sono svuotate.
Tutti a telefonare a radio padania libera per sapere che aria tira, protetti dall’elmo con le corna non se ne sono ancora resi conto.
Il conduttore, questa volta, non ha sbattuto giù il telefono, sono mancate le forze anche a lui.
Che belli i tempi del cappio, quando andavano a Roma per sventolarlo in Parlamento al posto del tricolore.
Tutta Italia ha riso del Trota, gli ha dato del pirla io compreso, devo rivedere il mio giudizio.
Disonesto si, ladro forse, incapace ed ignorante di sicuro ma furbo, devo ammettere che ha la tipica scaltrezza dei parassiti, infatti mentre il popolo leghista è disperato lui è andato in vacanza in Marocco.
Aveva ragione mio padre, faceva il commerciante di auto usate e voleva che io facessi lo stesso mestiere. Era più forte di me, non riuscivo a fregare la gente e lui per convincermi mi aveva detto: devi trovare uno più pirla di te al giorno ed il gioco è fatto, gli vendi la macchina.
Mi sa che il Trota, e la sua famiglia, di pirla ne hanno trovati in quantità industriale.

Se non altro l’uragano che ha investito la lega ci ha fatto scoprire, oltre alle ruberie, che razzismo e xenofobia erano solo per prendere voti.


Tutti discorsi sui terun, prima, e sugli immigrati poi non erano dovuti al razzismo fascista dei leghisti erano una recita, una pagliacciata utile solo a prendere i voti dei cerebrolesi delle valli e delle città impregnati di razzismo e fascisti sin da quando votavano Democrazia Cristiana. Non è solo una mia impressione, basta confrontare il bacino di utenza elettorale di Veneto, Lombardia e Piemonte per renderci conto che là dove dominava la Democrazia Cristiana oggi domina la lega.
Ex democristiani e leghisti hanno in comune l’abitudine ad evadere in settimana ed andare a messa la domenica, sono integralisti come i talebani e spruzzati di un fascismo latente dal quale la liberazione non li ha liberati.
Se vogliamo cogliere una differenza essa consiste nel fatto che i democristiani viaggiavano sotto traccia, il pensiero comune inteso come razzismo e xenofobia lo tenevano nascosto credendo di essere gli unici e quando si sono accorti che era un pensiero di massa, grazie alla lega, hanno dato libero sfogo ai loro deliri.
Quindi la legge Bossi-Fini, le porcate da ministro dell’interno  peggiore di tutti, il più fascista di tutti, Maroni, erano tutto un teatrino per la caccia ai voti e Borghezio non è più un fascista
squadrista e picchiatore ma un simpatico burlone nazista per qualche voto in più e dotato di molta fantasia come quando propone la vendita ai russi o agli americani della campania e della Sicilia.
Adesso la lega è in mano ai veri nazileghisti, Maroni e Tosi, che si sono limitati ai fatti e non ai teatrini del dito medio o a consigli sull’uso del tricolore, la lega prenderà una linea meno cabarettistica ma più profonda, sotterranea, carogna.
Adesso il razzismo fa perdere voti ed è il caso di ritornare al vecchio comportamento, riservato, dei democristiani e puntare all’azione senza propaganda.
Niente ampolle o riti magici ma delibere comunali, provinciali o regionali atte ad impedire una vita decente a tutte le razze che non siano quella padana, lupo si veste da Capuccetto Rosso per colpire meglio e più a fondo.
Per questo dobbiamo vigilare sui deliri di Salvini, Lancini, Maroni, Tosi e compagnia fascistando.
Martedì sera a Ballarò Cota era in apnea, rivendicava l’orgoglio leghista ed era come se si desse del pirla da solo. Però qualcosina del nuovo corso deve averlo capito infatti non ha riproposto le classi differenziate per gli immigrati e tutte le altre proposte razziste che, purtroppo per lui, sono andate a vuoto.
Avevo intuito che con Maroni al comando la lega avrebbe cambiato strategia di immagine ma non di sostanza, anzi ritengo che la sostanza alla quale ci ha abituato Maroni sia molto peggio delle sceneggiate dell’Umberto, avrebbe puntato più alla sostanza che all’apparenza.
Ci ha pensato Maroni ieri a spiegare la nuova linea della lega. I lager per immigrati, xenofobia e razzismo servivano solo per prendere voti mentre in parlamento la lega era impegnata per le leggi ad personam del piduista e della famiglia Bossi, foraggiando la scuola privata degli orsetti padani mentre massacravano la scuola pubblica.
Maroni è peggio di Bossi, Borghezio, Gentilini e Lancini messi insieme, solo che da meno nell’occhio. E’ più scaltro del sindaco di Adro.
Maroni non lo vedrete mai nei fotomontaggi come Borghezio ma è lui il vero nazista freddo e calcolatore.

Bei tempi quando si faceva satira politica, farla adesso è come mettere sale sulla carne viva della gente.


Mentre i giornali, ogni giorno, pubblicano notizie di evasioni fiscali da centinaia di milioni ed i disoccupati sono sempre di più c’è poco da fare satira, credo che nella maggior parte delle famiglie ci sia poco da ridere a meno che non sia una risata isterica.
Non è il fallimento di Ligresti che mi preoccupa ma la chiusura di 26.000 piccole aziende dall’inizio dell’anno e dell’aumento dei disoccupati ormai senza controllo.

Ligresti si sarà già coperto all’estero e con lui tutta la sua famiglia, siamo noi che non abbiamo protezione e stiamo raschiando il barile.
Chiudono persino le raffinerie, in crisi pure loro, e ridere delle disgrazie della lega non serve a pagare l’affitto o le bollette delle famiglie.
Altro che crisi del 29, qui avremo 29 anni di crisi.
Monti ringrazia il senso di responsabilità degli italiani e ti senti pure preso per il culo, personalmente il senso di responsabilità mi è stato imposto, non ho potuto rifiutarmi e sono appena all’inizio del salasso che arriverà da qui a fine anno.
Intanto i grandi patrimoni sono al riparo, gli speculatori speculano e sui diamanti o i lingotti non si paga l’Irpef.
Non so nemmeno quale link mettervi ma comunque non servono, qualsiasi giornale vogliate leggere nel web riporta le stesse notizie, va sempre peggio e per qualcuno ancora di più a Mediaset non hanno regalato le frequenze e Confalonieri ricorre al Tar del Lazio.
Fortunatamente in mezzo a questa mitragliata di disperazione c’è anche una buona notizia, il Tg4 va meglio senza l’Emilio.
Possiamo tirare un sospiro di sollievo.
Dei cinque o sei pensionati che trovo ai giardini tutti, nessuno escluso, è impegnato con i figli o con i nipoti un welfare fai da te finchè c’è la salute, altrimenti sono cazzi.

Da una parte uno si scusa con i militanti per avere sistemato i figli, dall’altra i partiti studiano come proteggere il foraggio. In mezzo ci siamo noi, quelli che pagano.


Ne ha dette e fatte troppe contro gli italiani, il tricolore, la Costituzione e la democrazia per portargli rispetto nel momento delle difficoltà come uomo e come padre nel momento in cui si scusa con i militanti conferma di avere perso il pelo ma non il vizio, che condivide con tutti gli altri che si alimentano al foraggio romano inteso come Capitale d’Italia e sede del governo.
Innanzi tutto i soldi erano di tutti e non dei soli militanti leghisti, quelli dei leghisti erano i soldi guadagnati con la polenta e le salsicce, con il volontariato delle sezioni che rispetto e conosco molto bene perchè è molto simile a quello che avveniva nel Pci, sono stato militante anch’io e non sono pentito per niente, ho lavorato per un ventennio per il Pci ed è per questo che quando si trova un ex dirigente del Pci che ha qualche colpa chiedo la pena doppia in quanto comunista come me.L’aggiramento dell’esito del referendum che aboliva il finanziamento pubblico ai partiti è stato studiato e proposto  con il contributo di tutti ed ancora oggi il tre saggi del Pd, Pdl e Udc ne stanno studiando di nuove per mantenersi il foraggio che nessuno di noi è disposto a dare per obbligo, d’ufficio.
Se voglio finanziare un partito pubblichino il loro Iban sotto al nome ed io provvederò a fare un bonifico, come faccio dal 1992 per Radio Popolare che si limita alla campagna abbonamenti e non ha mai preteso una legge ad hoc per finanziarsi.
Adesso tirano in ballo la malattia di Bossi per giustificare l’ingiustificabile, qualcuno marcia sul patetico e sembrano tutti la figlia di Craxi che pretende le Vie o le piazze in memoria del padre, latitante, che ha aperto la strada della rovina all’Italia.
Gli dedichi il giardino di casa sua a cotanto padre. Capisco che grazie a lui, lei ed i suoi figli oltre alle future generazioni, potranno vivere alla grande senza problemi economici e frequentare le migliori scuole per non lavorare, nel senso che non avranno bisogno di tirare la lima. Ma non rompa le scatole a noi con la memoria di suo padre, si limiti a vergognarsi per lui e sparire dalla circolazione, abbiamo già dato.
L’ Umberto si scusa con i militanti e cade nel patetico, il Trota si dimette dal Consiglio Regionale della Lombardia e si intasca 40.000 euro di buona uscita, soldi nostri non della lega, insomma qui è tutto un chiagnere e fottere ma nessuno rende i soldi che ha intascato dalla comunità.
Questa gente si è garantita un futuro a spese della politica e del rimborso elettorale che loro stessi hanno deciso di aggiudicarsi.
Tutti, dal primo all’ultimo partito si sono intascati il foraggio e non mi basta che qualcuno controlli, non mi interessa che uso ne fanno, li devono rendere allo Stato per farci abbassare le tasse, dirette ed indirette, che ci stanno massacrando.
Ci sono partiti che non sono nemmeno presenti in parlamento, altri che sono morti o si sono sciolti e che gestiscono ancora miliardi di lire, ho scritto in lire perchè parlare di milioni di euro è riduttivo, non rende l’idea.
Se potessi rubare un milione alla collettività, per sistemare mio figlio, andrei anch’io in tutte le piazze, i circoli, le sezioni di tutti i partiti, da Vespa, a Ballarò, Servizio Pubblico ed ovunque mi invitassero per chiedere scusa, tanto mio figlio sarebbe a posto.
Esclusa la violenza accetterei di tutto, anche che mi sputassero addosso, cantando a squarcia voce chi ha avuto, avuto,avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato. Scurdammoce o passato sim in padania paisà.
Smettiamola di prendere per il culo gli italiani, gli studiosi la smettano di spiegarci perchè è utile per la democrazia che i partiti vengano finanziati dallo Stato, da noi , perchè altrimenti la politica la farebbero solo i ricchi.
Non è vero, anche il più pezzente di noi sarebbe disposto a sborsare uno o due euro se un’idea è buona, basta che la mettano sulla pubblica piazza, come ha fatto il Pd con le primarie, il risultato delle quali non ha niente ache vedere, sul piano della partecipazione economica, con il risultato finale sul piano politico.
Se dobbiamo finanziare che ognuno si finanzi il suo, quello in cui crede e liberamente.
La manfrina di ieri sera a Bergamo sembra il tentativo, fallito, di salvare il Psi dopo le monetine a Craxi da parte di Martelli, se non è zuppa è pan bagnato.
Nessuno di questi parassiti ha mai restituito una lira di quelle che si è mangiato, hanno semplicemente messo a posto la famiglia e gli amici più stretti, i compari.
L’Umberto pentito, ed arrogante quando denuncia un complotto, non mi intenerisce per niente, ognuno si sbrighi i problemi con i propri figli e mantenga la propria moglie con soldi propri e non a spese nostre.
Sono uno di quelli ai quali ha esibito il dito medio per oltre vent’anni, mi ha invitato a pulirmi il culo con il tricolore, mi ha minacciato con i fucili padani e mi voleva imporre le ronde, oltre a cercare di mettermi contro tutte le razze del mondo.
Questo è il Bossi che conta, per me e per milioni di italiani che hanno capito, ed è ora di finirla con queste sceneggiate, pagliacciate, che hanno il solo scopo di salvare la mangiatoia, il foraggio.
Maroni o non Maroni si sono dimostrati peggiori degli altri se non altro per il fatto che da quasi trent’anni hanno sbandierato il vessillo di Roma ladrona mentre scippavano non solo i militanti ma anche tutti noi.
Sono stati i primi complici della destra piduista che hanno sostenuto il regime ed il bandito per, quasi, un ventennio, sono quelli che ci hanno mandato in rovina.
Altro che gli immigrati, sono loro i parassiti e gli evasori che hanno messo gli uni contro gli altri e mandato in rovina l’Italia.
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“Irregolarità nei bilanci di 91 partiti”

Abbiamo più partiti che debito pubblico. 

Non tutto è perduto anche noi, come Galileo Galilei, possiamo dire: eppur si muove. Non è riferito alla terra ma a qualche cervello leghista. Qualcosina si muove.


Umberto Bossi ha fatto dell’ignoranza la sua bandiera come collante di una base che si identifica al meglio senza nemmeno parlare l’italiano. Ed allora perchè spendere tanto per comprarsi una laurea?


L’ignoranza come vessillo da rivendicare, il dialetto non come cultura popolare ma come simbolo di unità tra poveri di intelletto, chi parla il dialetto e lo considera cultura da conservare quando parla con uno di un’altra regione, per rispetto, parla l’italiano.
Umberto no, il leghista no, si esprime solo con i suoi cinquanta vocaboli per i tre concetti che gli hanno inculcato, secessiun, Roma ladrona, basta tasse a Roma.
Semianalfabeta ma ladro come il suo capo, basti pensare agli allevatori padani che per firmare il contratto del nuovo trattore, comprato rubando sulle quote latte, con una croce.
Per la ristrutturazione delle stalle non hanno nemmeno dovuto firmare, si sono affidati al nero per risparmiare l’Iva.
L’ignoranza esibita come la maleducazione o il cappio in Parlamento per Roma ladrona, l’invito alla Signora di Venezia a pulirsi il culo con il tricolore mandava in visibilio i trogloditi in camicia verde fieri della loro ignoranza primitiva.
Anche la canottiera esibita nella villa del piduista, quella passeggiata nel parco con il cavaliere, ladro pure lui ma  raffinato dai vizi, a marcare la differenza tra il figlio del popolo ed il borghese arricchito.
Ho parlato, qualche volta, con i leghisti del mio quartiere ed è una esperienza frustrante, le solite frasi fatte che già impararle a memoria deve essere stato uno sforzo titanico ed un unico mito, obiettivo, tenersi i danè, schei, soldi.
Incapaci di un pensiero compiuto, un ragionamento sarebbe troppo, ma forti in matematica e con un braccio da tennista, quello che apre e chiude il cassetto del negozio, dell’officina, insomma dove mettono l’incasso della giornata.
Allergici alla lettura di un giornale, un libro,  per non essere inquinati dalla cultura al punto che non emettono uno scontrino che, come tutti sappiamo, contiene l’intestazione scritta del negoziante. Per loro leggere uno scontrino è come leggere I Miserabili, missione impossibile.
Mi stupisce che, dopo qualche lustro di mangiatoie a Roma ladrona, come gli sia venuta ai dirigenti leghisti la mania della cultura e quindi della laurea, l’ossessione di essere tutti laureati.
Forti del principio base della corruzione che tutto ha un prezzo hanno speso 130.000 euro per comprare  la laurea ed il diploma della Rosy Mauro e del suo compagno. Probabilmente prima hanno comprato la laurea e dopo la maturità, tanto non sanno nemmeno in che ordine vengono acquisite.
130.000 euro sono stati spesi per il Trota, dal 2010 sta “prendendo” la laurea in una università privata di Londra, uno che non sa nemmeno l’italiano e si esprime peggio di suo padre ma senza malattia.
Sappiamo tutti che la cultura evolve le persone, preparate, evidentemente la cultura comprata ad un tanto al pezzo ha dato alla testa della famiglia Bossi ed ai componenti del cerchio magico di Gemonio che sono diventati tutti ladri, a loro insaputa.
Quanto fosse ignorante, rasoterra, la Rosy Mauro ce ne siamo accorti un giorno al senato dove ha fatto una figuraccia che è passata alla storia.
Ai leghisti la cultura fa male, la verità pure e l’evidenza non sanno nemmeno cosa sia. La loro vita è tutta un inganno, un’opinione, ed ogni fatto reale è calcolato come le quote latte, in base a quanto riescono a truffare allo Stato o all’Unione Europea.
Lì, sono i campioni del mondo.
Il trota ha detto, mai preso un euro, si limitava a presentare il conto, i conti che il partito pagava.
La macchietta del Consiglio Regionale Lombardo mi da l’impressione che non riesce nemmeno vestirsi alla mattina, si ferma alla canottiera, ci sarà qualcuno che provvede per lui. E pensare che ha una mamma maestra.
Mio padre commerciava in auto usate ed un giorno mi lasciò allibito con una frase:  qualcuno più stupido di te, al quale vendere un’auto usata, lo trovi sempre.
Me lo disse in dialetto veneto, mi sa che l’ha sentito anche l’Umberto a mia insaputa, perchè su questo principio ha fondato la lega.
Qualcuno, molti, più stupidi di lui li ha cercati e trovati l’Umberto, sono quelli che lo difendono ancora e lo venerano come la statuetta della Madonna o il cassetto dove mettono l’incasso. Se avessi la certezza che ha rubato l’idea di mio padre gli chiederei i diritti d’autore.
Comunque una cosa è certa che di trote, nella lega, ce ne sono più di una.
Direi che sono parecchi allevamenti, intensivi.
E’ pur vero che l’abito non fa il monaco, ma guardate bene in faccia i leghisti e ditemi se vi trovate una traccia, un barlume, una luce negli occhi che indichi un minimo di intelligenza.
Che non è razzismo o xenofobia la cultura del sindaco si Adro. 

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