Maroni confida nell’ignoranza della base che ha garantito la crescita della lega basata sulla menzogna degli slogan populisti adatti alla pancia ma non collegati al cervello. La bufala del 75% delle tasse da trattenere in regione ci farebbe perdere il 3%.


indexAl leghista medio puoi raccontare tutte le panzane che vuoi tanto ha superato da tempo il Boccalone, il pesce che mangia tutto anche la stessa specie, basti pensare che da oltre 25 anni si bevono la bufala dell’indipendenza del nord.
Maroni conosce bene i suoi e sa che può raccontare bufale inverosimili nella certezza che gli individui della specie se le berranno tutte.
Vi ricordate la famosa battuta di Berlusconi quando disse che per avere successo in politica si deve rivolgersi all’elettore adulto come se avesse il cervello di un bambino? Non sarà esatto il riferimento ma la sostanza lo è certamente, bene penso che sia arrivato a questa conclusione dopo che si è alleato con la lega ed ha conosciuto, da vicino, i leghisti.
Basta guardare qualche foto dei loro raduni per rendersi conto che hanno problemi seri nel valutare le situazioni, i fatti, la politica, l’economia, sono tenuti insieme dal razzismo la xenofobia ed i soldi, possibilmente esentasse.
Maroni sta girando la Lombardia al grido dell’ultimo slogan al quale, tra i capi, ha creduto solo il Trota.
Maroni si crede furbo. Purtoppo per lui questo vale solo se si confronta con i leghisti cornamuniti, se trova una persona normale gli cade tutto il castello.
Maroni ripete ossessivamente che se vince lui il 75% delle tasse dovrà rimanere in Lombardia.
Intanto gli faccio i complimenti per il condizionale, per un leghista non è poco anche se non è un congiuntivo, per uno certo della vittoria è un segno di umiltà, o scaramanzia. Per quanto riguarda il 75% di tasse che devono rimanere in Lombardia è la solita balla alla matrioska, ne credi ad una e ne porti a casa due o tre.
In Lombardia rimane già il 78% delle tasse , presumo che Maroni ne sia al corrente ed abbia giocato al ribasso per fare, eventualmente,  un figurone con la base.
Più volte ho scritto dei post per il leghista medio, senza successo, ma dato che sono molto attenti al soldo ci riprovo anche questa volta, sia mai che mi leggano e si rendano conto di essere presi per il culo per l’ennesima volta.
Se a Maroni non risulta quello che il Prof. Andrea Di Stefano ha smascherato con i fatti provi a guardare intorno a lui, ai soliti noti, può darsi che la differenza se la siano pappata loro.
Due o tre volte all’anno faccio volontariato con i leghisti, non mi rassegno al fatto che si facciano infinocchiare da un quarto di secolo, anche se far capire a tipi come quello della foto che perderebbe il 3% delle tasse in favore di Roma ladrona è impresa impossibile.
Se Maroni fosse onesto con se stesso e con le trote che lo seguono avrebbe dovuto limitare la sua propaganda al solito razzismo ed alla xenofobia.
Limitarsi a togliere il pasto ai bambini dell’asilo o delle elementari sarebbe più che sufficiente per catturare il voto del leghista medio.
Gli verrebbe la bava alla bocca dalla gioia: niente mensa per i negher! Questo sarebbe lo slogan giusto.

ETICO SMONTA LA GRANDE BUFALA LEGHISTA DEL 75% DI TASSE IN LOMBARDIA

Secondo voi un leghista medio è capace di capire il senso di questo cartello?
295335_566126180072139_2016309542_n

Lega: Conto corrente ombra, bonus in regalo. Non mi meraviglio, dopotutto sono quasi tutti ex democristiani. Quelli con una spruzzatina di fascismo.


indexNon c’è bisogno di un istituto di ricerca per fare una valutazione sul bacino elettorale dal quale è nata la lega, Veneto, Lombardia e Piemonte.
Non conosco benissimo la realtà elettorale del Piemonte di trent’anni fa ma conosco abbastanza bene quella del Veneto e della Lombardia.
Nelle valli lombarde, le stesse dove oggi la lega domina, e nelle pianure del Veneto dominava la vecchia Dc, la peggiore sotto ad un certo aspetto, quella che aveva incorporato nostalgici ex fascisti e li aveva mischiati, impastati direi, con i talebani cattolici.
Un misto di integralismo religioso e di superiorità razziale nei confronti dei meridionali che faceva parte della cultura popolare al punto che persino O mia bela Madonina aveva la sua strofa razzista, d’altronde è del 1935 in pieno fascismo.
Sota ti se viv la vita , se sta mai cui i man in man. Canten tutt “luntan de Napoli se moeur” ma po’ i vegnen chi a Milan.
A Milano si vive la vita, intesa come si lavora, non si sta mai senza far niente. Ovviamente come fanno nel sud.
Ce nè anche per Roma ovviamente ma Milan l’è un gran Milan.
Come questi seguaci della balena bianca siano diventati dei fans della lega di Bossi secondo me è facile da spiegare, dopotutto è lui che ha espresso ad alta voce quello che i piccoli bottegai, i borghesi, ed i muratori bergamaschi a cottimo  facevano da anni con riservatezza, rivendicare l’evasione fiscale come autodifesa dallo Stato schiavo di Roma che con i soldi del nord manteneva i parassiti del sud.
Cosa c’entra l’integralismo cattolico con questa scelta ideologica e politica? Semplice, il cattolicesimo distingue il peccato dal peccatore e quindi potevi peccare tutta la settimana, evadere, andare a puttane, farti l’amante, rubare insieme al tuo commercialista, sfogare il tuo razzismo e rivendicare la tua superiorità, presunta, ed alla domenica con moglie e figli al seguito recitare la parte della buona e sana famiglia che va alla S. Messa dove il peccatore trovava l’assoluzione garantita, specialmente se un po’ di quello che avevi evaso, rubato, o risparmiato con le puttane lo infilavi nel raccogliere delle elemosine fornito di manico per raggiungere tutta la fila dei banchi.
Insomma tutto il conservatorismo post fascista che si ritrovava nell’integralismo religioso passando dal saluto fascista al segno della croce.
Ricordo ancora l’intervista televisiva ad un industriale del legno del nord est davanti alla sua villa, con 4 o 5 auto di lusso schierate, che si vantava di avere accumulato miliardi con l’evasione. Altrimenti come potrei avere la villa? Era la sua conclusione.
Si vantavano anche di far lavorare la nonna ottantenne in cantina perchè loro sono laboriosi come formiche, hanno la culura del sacrificio e dell’accumulo e non si riconoscono in nessuna patria che non sia il denaro.
Sono passati dall’Italia alla padania in pochi mesi, adesso vorrebbero andare in Svizzera per pagare meno tasse anche se credo che l’evasione renda di più.
Il serbatoio elettorale di questa gente arriva da lì, la spruzzata di razzismo si è traferita dai meridionali agli immigrati, ma la bava che hanno nell’anima è sempre la stessa.
La base sulla quale lavorare c’era, la stessa che aveva sostenuto il duce ed i loro dirigenti pur di arrivare al potere si sono alleati con la P2, l’uomo ricco,forte, potente.
E’ chiaro che il populismo di  Bossi ha coinvolto qualche ex comunista particolarmente egoista ed  ignorante, quello che si iscriveva al sindacato perchè trattava gli aumenti di stipendio.
Insomma il leghista è un misto di nostalgici di quando i treni arrivavano in orario, integralisti cattolici, cittadini individualisti senza il senso dello Stato e dell’appartenenza per i quali l’unica cosa che conta a  in i me danè.
Quindi non mi meraviglio se questo sottobosco del genere umano continua nel solco della tradizione, del loro modo di vivere e di intendere lo star e insieme e l’interesse comune. Della banda ovvviamente.
Menre scrivo arriva la notizia che il piduista e Maroni hanno trovato l’accordo. Non avevo dubbi, alle panzane di Maroni e della sua gente non ho mai creduto, adesso vedremo se gli incazzati con l’elmo cornuto gli daranno ancora il voto.
Tra 10 anni sapremo quanto ha incassato la lega, anche se questa volta non sono andati dal notaio.

Lega, parla la ex segretaria del gruppo: 
“Soldi su un conto corrente ombra e bonus”

 



I leghisti non si presentano davanti al Pm per rispondere dei rimborsi illeciti. E Maroni è convinto di vincere in Lombardia, sogna di governare il nord.


index Leggo su Milano Today: Il consigliere regionale lombardo della Lega, Pierluigi Toscani, indagato per peculato nell’inchiesta milanese sui rimborsi illegali anche per aver speso soldi pubblici, tra l’altro, per cartucce da caccia e ‘Gratta e vinci’, ha scelto di non presentarsi in procura e di non rispondere alle domande del procuratore aggiunto Alfredo Robledo.
Di solito è gente alla quale piace apparire e per porcate, sotto ad un certo aspetto, peggiori dei rimborsi illeciti come togliere la mensa ai bambini o proporre l’autobus per gli immigrati e quelli di colore.
Non che l’appropriazione indebita o illecita non sia deprecabile ma, in un mondo dove zanzano tutti, sembra quasi normale che i privilegi dei politici viaggino oltre il limite della decenza.
Insomma fa più impressione quando qualche esaltato della lega toglie la mensa ai bambini o riempie un paese intero con il sole delle Alpi a spese della collettività.
Questi campioni dell’operosità ed onestà nordista, da contrapporre alla disonestà dei fannulloni del sud che campano a spese del nord, si sono dimostrati peggiori dei rappresentanti dei partiti della prima Repubblica che hanno sempre goduto del loro voto prima che nascesse la lega. Guarda caso, dove la lega ha la presenza di elettorato più forte è nelle zone dove una volta dominava la balena bianca, la Democrazia Cristiana ed infatti ne conservato, e trasmesso ai più giovani, i vizi peggiori.
Il tizio in questione è del 1971, nato ai tempi di Forlani e compagnia bella, il Dott. Renzo Bossi detto Il Trota è del 1988 ma come abbiamo visto mangiano e zanzano come e più dei forchettoni della prima Repubblica.
E Maroni è convinto di vincere le elezioni.
Dice il manifesto di Pierluigi Toscani: vota un leghista. Non c’è bisogno di scomodare Roma ladrona, facciamo tutto comodamente a casa tua.

Per Flavio Tosi gli slogan fascisti ed il saluto romano sono tollerabili, gli insulti personali no. Le aggressioni a manganellate vanno bene, ma non insultate, non siate maleducati.


L’intervento del sindaco di Verona in merito ai cori indegni dei “tifosi” del Verona contro un morto è, come al solito peloso ed opportunista.
Vediamo prima chi è Tosi:

Tutti i fascisti di Tosi

Oppure, da Wikipedia, prendiamo la nomina di due rappresentanti per L’Istituto Veronese per la Resistenza.
Vanta pure una condanna per “propaganda di idee razziste” ed ha un passato vicino alla destra neofascista.
Da L’Arena di Verona, giornale locale:
«Da tifoso dell’Hellas, anch’io vado in Curva coi “butei”, capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò» ed anche insulti “da stadio”, fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l’offesa personale». Lo sostiene oggi in una nota il sindaco di Verona Flavio Tosi, annunciando che la Giunta si costituirà parte civile contro quei tifosi veronesi protagonisti degli insulti lanciati nei confronti della memoria di Morosini, giocatore del Livorno scomparso un anno fa a Pescara.
Quindi, secondo Tosi, gli slogan fascisti sono ammessi, il saluto fascista pure, l’apologia del fascismo è un merito ed il razzismo una medalia da appendersi al petto, ma senza offese personali.
E’ l’inaugurazione dello squadrismo offensivo sulla falsariga delle aggressioni fasciste a manganellate, tanto care al sindaco, 10 contro uno o, meglio ancora, 20 contro uno.
Come usava durante il regime.
L’importante è non offendere la vittima, dargli del pirla a livello personale, prendetelo a bastonate ma senza offese personali.
Mi raccomando, immagino pensi il sindaco, cerchiamo di non fare brutte figure ed usiamo i bastoni che non lasciano impronte. Oppure usiamo delle parole che non dicono niente e che limitano il tutto ad offese personali tra tifosi, non all’apologia del fascismo.
Flavio Tosi è un equilibrista, predica bene e mazzola male. Come sempre.
Ha dato l’impressione di stigmatizzare, di intervenire, limitandosi di fatto a deviare il discorso da vero problema, i fascisti della curva del Verona, che  ogni domenica in casa o in trasferta danno il meglio di se.
Per chi non sapesse il veneto, butei, significa ragazzi. Non è dato sapere se Tosi alluda agli  avanguardisti che si fermavano ai 17 anni, o ai giovani fascisti che andavano dai 17 ai 21. Ad ogni modo nella curva del Verona ci sono anche degli over 40, un po’ passati per essere butei.

Mi mancano i leghisti in primo piano nell’informazione quotidiana. I sindaci leghisti e le loro strampalate iniziative, persino il Trota mi manca ed anche Salvini parla poco. Come faremo?


C’è stato un periodo in cui i sindaci della lega facevano a gara per farsi notare a colpi di bazoka contro il kebab, togliendo i pasti ai bambini, chiedendo autobus separati per gli immigrati.
No, questo era Salvini, ma fa lo stesso.
Dal Veneto, passando per la Lombardia per arrivare al Piemonte risalendo il Po, era una lotta tra amministratori locali per chi fosse il più stupido, il più odioso, il più razzista.
Ogni omicidio in famiglia diventava motivo di propaganda razzista e xenofoba, Borghezio metteva la camicia nera e tutti i giorni conquistavano le prime pagine dei giornali.
Sembrava il gioco dell’orrido, la caccia all’immigrato ed ai loro figli anche se nati e cresciuti in Italia.
Da quando la famiglia Bossi ha dato il meglio di se si è sfasciato tutto, Maroni è costretto a cercare alleanze con il movimento di Grillo, Salvini si è dimesso da deputato e mi auguro che rimanga al parlamento europeo, possibilmente lontano da Milano perchè, gli autobus separati per gli immigrati non ci sono ancora.
Pare però che qualcuno gli abbia riservato un posto, tutto per lui.
Non vedo più Calderoli, Bossi ed il suo dito medio, il Trota in cravatta ed in fondo, ma proprio in fondo un po’ mi mancano.
Superata la prima fase di orrore, ribrezzo, certe volte facevano anche ridere.
Comunque meglio così, con meno razzisti in prima pagina il Paese è più bello.
Speriamo che non ci pensi Floris a riportarli alla ribalta, si sta meglio senza.

Sono fortemente tentato di andare alla festa della lega di Colico per partecipare alla pesca della trota.


Dopo la festa de Belan, Bellano, durata la bellezza di due giorni, con tanto di orchestra e ristorante tutte le sere, adesso c’è la festa di Colico: Festival lago e valli che dura ben 4 giorni sempre con orchestra e ristorante, l’importante esponente politico non è a sorpresa, come a Bellano, ma è un senatore con tanto di nome e cognome.
Mi ha incuriosito il fatto che sotto il simbolo lega nord della lega nord ci sia ancora il nome di Bossi, forse non li hanno avviati che qualcosa è cambiato negli ultimi tempi, potrebbe anche darsi che Maroni se la prenda.
Dato che il festival è del lago e  valli mi piacerebbe sapere come come faranno a sapere, i leghisti, se fanno parte del lago o delle valli.
Un simpatico amico del posto, Pinuccio, mi ha fatto notare che, almeno, questa volta non avranno problemi, chi va in discesafa parte delle valli e chi è in piano del lago.
L’occasione è propizia per una bella pesca sportiva della trota, che si adatta a diverse ricette, anche se non credo che la Trota marocchina sia presente ed abbocchi.
Per adesso abboccano, ancora, i leghisti ed anche se non ci sarà il senatur in persona ci sarà un suo rappresentante.
Di certo i leghisti del 2012 hanno un po’ dei carbonari, viaggiano in incognito salvo poi ritrovarsi il manifesto al mattino. Anni fa erano molto più visibili e qualcuno aveva pure attaccato le coccarde adesive alle sue finestre, le uniche rimaste.
Vorrei andare per curiosità, ovviamente, per vedere se quelli delle valli indosseranno l’elmo di ordinanza con le corna, si sa che gli alpeggi sono in montagna, quelli del lago andrebbero a fondo.

Un, accorato, appello alla famiglia di Stefano Venturi leghista di Rovato: ricoveratelo, proteggetelo dalla sua ignoranza.


Si sa che la satira, le battute, perchè abbiano un senso devono essere feroci ma la ferocia dissacrante non ha niente a che vedere con l’idiozia del segretario della lega nord di Rovato.
Mi domando che livello mentale abbiano gli iscritti della sezione leghista di Rovato che hanno eletto un segretario del genere, un sottoprodotto, scadente, del genere umano.
Commentando il terremoto che ha colpito l’Emilia ha scritto sul suo profilo Facebook: la padania si sta staccando, ci scusiamo per i disagi. La prossima volta faremo più piano.
Fortunatamente il suo post ha raccolto quantità industriali di critiche e di offese confermando che anche dalle cose peggiori si può cogliere un momento di speranza, positivo, nella lega non sono tutte trote, Manuela Del Lago,uno dei triumviri della Lega, chiede scusa “per quanto accaduto”. ”Il segretario Rolfi ha fatto benissimo a sollecitare le dimissioni di questo Venturi – dice il deputato all’Adnkronos -. Di imbecilli il mondo e’ pieno, e purtroppo ce ne sono anche tra noi… Chiediamo scusa , la Lega si stringe attorno ai familiari delle vittime del terremoto in Emilia Romagna. Siamo profondamente addolorati, abbiamo massimo rispetto per le popolazioni colpite dal sisma”.
Pera la prima volta, da quando è nata la lega nord di Bossi, mi trovo d’accordo con una di loro, il mondo è pieno di imbecilli, ci sono ovunque ed a tutte le latitudini, diciamo che nella lega nord c’è un concentrato di imbecilli che va oltre l’immaginazione.
Se paragoniamo l’imbecillità ad un pomodoro, coltivato ovunque, diciamo che la presenza della lega nella lega nord padania è al livello del triplo concentrato di pomodoro.
Prendo atto che l’hanno fatto dimettere ed attendo che i due o tre leghisti di comando, come Manuela Del Lago che sembra provvista di materia cerebrale, provvedano all’espulsione dei vari Borghezio, Salvini, Lancini, trote ed avannotti vari, insomma spero che dal triplo concentrato/imbecillità della padania si passi, almeno, al concentrato semplice.
So che la stupidità è impossibile da sradicare, proviamo almeno a contenerla ed a renderla inoffensiva, anche se l’impresa ha dell’impossibile.
A questo proposito mi torna in mente il Gen. De Gaulle al quale, durante un  comizio, un suo elettore gridò: mio generale, a morte i cretini!
Al quale il Generale rispose: caro amico, il suo programma è troppo ambizioso.
Dato che nella lega ultimamente va di moda la scopa mi accontenterei che imbecilli come Venturi venissero spazzati via, per il bene loro ed il nostro.
Mi permetto solo una osservazione, la faccia da pirla l’ha tutta, qualcosa si poteva intuire già prima che arrivasse a scrivere enormi cazzate.
Prevenire è meglio che curare.
Proteggerlo dalla sua ignoranza è volontariato.Dargli dell’imbecille, mentre crede di essere spiritoso non è un’offesa, è volontariato.

Ditemi che non è vera la storia del Trota, implora il leghista al telefono con Radio padania. Forse gli hanno tolto l’elmo con le corna e adesso prudono.


L’elmo era troppo stretto ed impediva la ricezione, poteva gridare padania libera, secessione, Roma ladrona, bersi il Po ma non poteva rendersi conto che lo stavano prendendo in giro.
Nemmeno i ministeri fantocci di Monza l’hanno aiutato a prendere atto che mentre guardavano a Roma la famiglia del capo provvedeva a sfilargli il portafogli, a dire il vero anche i nostri soldi.
Tutta colpa dell’elmo stretto che per 25 anni, o giù di lì, ha impedito l’ossigenazione al cervello che nemmeno l’aria pura di Pontida è riuscita a penetrare.
Beppe, leghista disperato, implora il conduttore: «Ditemi che è una bufala, ditemi che non è vera quella storia del Trota che oggi è in vacanza in Marocco?».
«Sì, invece, lo dicono le agenzie», replica il conduttore.
Il programma è tutto un programma, scusate il giro di parole, si chiama: Che aria tira, filo diretto con i padani.
Evidentemente hanno perso anche il filtro perchè una volta certe domande le censuravano, evidentemente il nuovo capo vuole infierire sul fondatore e lasciano sfogare i militanti.
C’è anche quello che se la prende con l’informazione di regime, l’ha sentito dire per anni dai comunisti e gli sembra giusto, in questa situazione, di dirlo anche lui così si dimostra aggiornato.
Che aria tira, a prima vista sembra una bufera che nemmeno noi, antileghisti della prima ora, ritenevamo possibile, passi la xonofobia, il razzismo, l’anticomunismo tipico dell’ex comunista pentito, vedi Giuliano Ferrara e tutti gli ex comunisti folgorati dallo spadone di Alberto da Giussano.
Al massimo pensavamo al doppio gioco politico per il potere, per governare e conquistare poltrone, banche, fare affari, non è da tutti dare del mafioso a Berlusconi e la mattina dopo sostenerlo al governo per più di 10 anni salvandolo pure dalla galera.
Questi pur di avere una indipendenza fittizia, fare una secessione, sono disposti a dare il Paese in mano alla P2, sfasciandolo, nella speranza che l’antipolitica porti ad una rivoluzione padana, pensavo. Quante volte l’Umberto ci aveva detto che i padani avevano oliato i fucili, preparato i trattori e le bombe al latte per fare la secessione?
Ogni volta che tornava da Roma, con la pancia piena, iniziava a ruttare Roma ladrona! Padania libera! E loro gli andavano dietro, qualcuno come il sindaco di Adro, il nazista Lencini, cercava addirittura di andare più avanti riempiendo di simboli del sole delle Alpi scuole, rotonde, edifici, strade e campagne.
Tutti con la bava alla bocca contro Roma ladrona e nessuno che si chiedesse cosa andassero a fare a Roma Bossi, Calderoli, Reguzzoni e compagnia bella.
I più esaltati dicevano che andavano a Roma con il cappio per fare giustizia, ed il fatto che adesso, per fare giustizia, si possono risparmiare il viaggio e andare tutti a Gemonio li spiazza.
Roma ladrona era uno slogan bello, lo si poteva urlare a pieni polmoni, il cervello premeva bene contro l’elmo cornuto ma reggeva, insomma erano bei tempi e  adesso che slogan diciamo?
Trota ladrone! Non viene bene, al Trota al massimo puoi dare del pirla. Umberto ladrone! Non viene bene, non suona bene. Qualcuno, dall’altra parte, suggerisce lega ladrona più di Roma!
Ma loro sono troppo stupidi per fare una autocritica così articolata, ci vuole ben altro, il più intelligente del branco deve dettare la linea, ci affidiamo a Bobo Maroni, lui si che ha i maroni per fare il nuovo slogan.
Gentilini, tutto si può dire di Gentilini ma non che gli manchi la fantasia, propone: Fucilazione elettorale alla schiena, è alto tradimento. Bello ma con due problemi, uno che non è uno slogan è una proposta ed il secondo è che i leghisti avevano già problemi a fare la croce sulla scheda elettorale di fronte figuriamoci di spalle.
Fortunatamente ci ha pensato Maroni al nuovo slogan, duro, forte, immediato e realizzabile immediatamente: Fuori i ladri ed i ciarlatani!
L’ hanno preso subito in parola, fuori un po’ degli uni ed un po’ degli altri le sezioni si sono svuotate.
Tutti a telefonare a radio padania libera per sapere che aria tira, protetti dall’elmo con le corna non se ne sono ancora resi conto.
Il conduttore, questa volta, non ha sbattuto giù il telefono, sono mancate le forze anche a lui.
Che belli i tempi del cappio, quando andavano a Roma per sventolarlo in Parlamento al posto del tricolore.
Tutta Italia ha riso del Trota, gli ha dato del pirla io compreso, devo rivedere il mio giudizio.
Disonesto si, ladro forse, incapace ed ignorante di sicuro ma furbo, devo ammettere che ha la tipica scaltrezza dei parassiti, infatti mentre il popolo leghista è disperato lui è andato in vacanza in Marocco.
Aveva ragione mio padre, faceva il commerciante di auto usate e voleva che io facessi lo stesso mestiere. Era più forte di me, non riuscivo a fregare la gente e lui per convincermi mi aveva detto: devi trovare uno più pirla di te al giorno ed il gioco è fatto, gli vendi la macchina.
Mi sa che il Trota, e la sua famiglia, di pirla ne hanno trovati in quantità industriale.

Per chi è alle prese con le bollette, gli affitti arretrati, il lavoro che non c’è o l’welfare famigliare è un sollievo sapere che una famiglia ce l’ha fatta. Alla grande.


Non abitando a Montecarlo ai giardini del mio quartiere, zona 2 di Milano, dalle parti di Via Padova, sotto ai portici, nei negozi, al mercato del mercoledì, incontro solo persone con problemi che si sfogano, si lasciano andare, cercando sostegno nella condivisione o consolandosi del fatto che c’è sempre chi sta peggio di te.
C’è il pensionato ex bancario che sognava una vecchiaia serena ed invece ha dovuto ripartire da capo accogliendo in casa il figlio ed i due nipoti. Non è una storia di nuovi poveri dovuta ad una separazione, non ci ha nemmeno pensato alla separazione, semplicemente se ne andata mollandolo lì con i due figli, per resistere ha dovuto tornare dai suoi. Prima andava ma tornava, questa volta è andata e non è più tornata.
Che fosse strana se ne erano accorti tutti, una persona disponibile e simpatica, ed infatti era piena di amici ma l’amore è cieco e quando c’è l’amore la testa è leggera come una piuma.
Oltre ai problemi logistici ed economici chi sperava in una vecchiaia serena, salute permettendo, combatte anche con il dna della nipotina che ha preso tutto dalla madre, purtroppo.
Se va avanti così nel quartiere saranno più le saracinesche abbassate che quelle aperte, tra disoccupazione, precarietà, welfare famigliare di ritorno la maggioranza è alle prese con la sopravvivenza, c’è quella che non paga l’affitto da 8 mesi perchè ha perso il lavoro, c’è quello che aiuta la figlia laureata ma disoccupata, c’è quello che aiuta il nipote che va all’università per laurearsi ed andare ad aggiungersi ai prossimi disoccupati o precari.
Piccoli negozianti alle prese con le bollette, l’affitto, le spese fisse che ci sono mentre mancano gli incassi e questo mese ci si è messa pure l’A2A che ha mandato i conguagli di luce e gas entrambi con scadenza 28 maggio, una genialata, per gente che già pagava in ritardo.
La gente normale si barcamena tra un problema e l’altro, si lamenta, del ceto medio non si sa niente, vanno, vengono, con il monovolume o il suv e pare non abbiano problemi di sorta. Certamente non vengono al mercato del mercoledì.
E’ con sollievo che questo gruppetto di precari, disoccupati, pensionati alle prese con il welfare famigliare in sostituzione dello Stato, che hanno appreso che una famiglia ce l’ha fatta così bene che oltre allo stipendio di consigliere regionale, pagato da noi, riusciva persino a dargli una paghetta di 5000 euro al mese.
Se la mia pensione fosse di 5000 euro al mese passerei le giornate a fare satira da salvataggio per divertire qualcuno.
Una volta si diceva, quando c’è la salute c’è tutto, oggi potremmo aggiungere che si risparmia pure sui ticket.
Insomma al peggio non c’è mai fine se non fosse che ogni tanto scopriamo che uno su mille ce la fa e sistema tutta la famiglia.
Non fosse per il fatto che è accusato di truffa allo Stato per ben 18 milioni, tradotto in lire per i suoi elettori sono quasi 36 miliardi, e se non fosse per il fatto che l’accusato di truffa e nientemeno che il fondatore della lega nord, quella di Roma ladrona, la stessa che appena ha eletto qualche deputato al Parlamento Italiano si sono presentati con il cappio per fare giustizia dei ladroni di Roma ed in particolare della terronia.
Esponevano il cappio con la bava alla bocca, adesso la stessa cosa si fa nel web e la bava è sulla tastiera, mangiavano la mortadella con le mani in segno di disprezzo dell’avversario, nella fattispecie Prodi.
Per sistemare la famiglia, le famiglie, visto che per pagare  gli alimenti  alla prima moglie usava i soldi del partito degli onesti, ha scelto l’unica azienda che insieme alla Goldman Sachs è sempre in attivo, la politica fondando un partito la lega nord nel paese che non c’è la padania.
Infatti gli sono andati dietro in parecchi storditi dall’entusiasmo per la nuova politica contro Roma ladrona, senza nemmeno accorgersi che il personaggio era inaffidabile ben prima della malattia.
Uno che da del mafioso a Berlusconi, confermando i nostri dubbi, non può dalla sera alla mattina allearsi con lui e governarci per una decina di anni. E’ ovvio che è uno in vendita, che fa il doppio gioco, uno che a Gemonio o a Pontida grida Roma ladrona ed a Roma mangia e ruba più degli altri quale affidamento può avere solo un leghista provvisto di corna naturali o inserite nell’elmo celtico, per coprire quelle in dotazione dalla natura, può seguire un guitto del genere.
Adesso il nuovo capo, il ministro degli interni più xenofobo e razzista che l’Italia abbia mai avuto dal fascismo in poi, dice che vuole una lega nuova e pure una forgia nuova che bruci quella vecchia.
Non mi fa pena la famiglia Bossi, avida ed astuta si è messa a posto per generazioni, mi fanno pena quelli che l’hanno votata sino ad oggi.
Se non bastava Bossi per non votarla basta, ed avanza, Salvini senza arrivare a Borghezio.
Uno normale si ferma prima.

Se non altro l’uragano che ha investito la lega ci ha fatto scoprire, oltre alle ruberie, che razzismo e xenofobia erano solo per prendere voti.


Tutti discorsi sui terun, prima, e sugli immigrati poi non erano dovuti al razzismo fascista dei leghisti erano una recita, una pagliacciata utile solo a prendere i voti dei cerebrolesi delle valli e delle città impregnati di razzismo e fascisti sin da quando votavano Democrazia Cristiana. Non è solo una mia impressione, basta confrontare il bacino di utenza elettorale di Veneto, Lombardia e Piemonte per renderci conto che là dove dominava la Democrazia Cristiana oggi domina la lega.
Ex democristiani e leghisti hanno in comune l’abitudine ad evadere in settimana ed andare a messa la domenica, sono integralisti come i talebani e spruzzati di un fascismo latente dal quale la liberazione non li ha liberati.
Se vogliamo cogliere una differenza essa consiste nel fatto che i democristiani viaggiavano sotto traccia, il pensiero comune inteso come razzismo e xenofobia lo tenevano nascosto credendo di essere gli unici e quando si sono accorti che era un pensiero di massa, grazie alla lega, hanno dato libero sfogo ai loro deliri.
Quindi la legge Bossi-Fini, le porcate da ministro dell’interno  peggiore di tutti, il più fascista di tutti, Maroni, erano tutto un teatrino per la caccia ai voti e Borghezio non è più un fascista
squadrista e picchiatore ma un simpatico burlone nazista per qualche voto in più e dotato di molta fantasia come quando propone la vendita ai russi o agli americani della campania e della Sicilia.
Adesso la lega è in mano ai veri nazileghisti, Maroni e Tosi, che si sono limitati ai fatti e non ai teatrini del dito medio o a consigli sull’uso del tricolore, la lega prenderà una linea meno cabarettistica ma più profonda, sotterranea, carogna.
Adesso il razzismo fa perdere voti ed è il caso di ritornare al vecchio comportamento, riservato, dei democristiani e puntare all’azione senza propaganda.
Niente ampolle o riti magici ma delibere comunali, provinciali o regionali atte ad impedire una vita decente a tutte le razze che non siano quella padana, lupo si veste da Capuccetto Rosso per colpire meglio e più a fondo.
Per questo dobbiamo vigilare sui deliri di Salvini, Lancini, Maroni, Tosi e compagnia fascistando.
Martedì sera a Ballarò Cota era in apnea, rivendicava l’orgoglio leghista ed era come se si desse del pirla da solo. Però qualcosina del nuovo corso deve averlo capito infatti non ha riproposto le classi differenziate per gli immigrati e tutte le altre proposte razziste che, purtroppo per lui, sono andate a vuoto.
Avevo intuito che con Maroni al comando la lega avrebbe cambiato strategia di immagine ma non di sostanza, anzi ritengo che la sostanza alla quale ci ha abituato Maroni sia molto peggio delle sceneggiate dell’Umberto, avrebbe puntato più alla sostanza che all’apparenza.
Ci ha pensato Maroni ieri a spiegare la nuova linea della lega. I lager per immigrati, xenofobia e razzismo servivano solo per prendere voti mentre in parlamento la lega era impegnata per le leggi ad personam del piduista e della famiglia Bossi, foraggiando la scuola privata degli orsetti padani mentre massacravano la scuola pubblica.
Maroni è peggio di Bossi, Borghezio, Gentilini e Lancini messi insieme, solo che da meno nell’occhio. E’ più scaltro del sindaco di Adro.
Maroni non lo vedrete mai nei fotomontaggi come Borghezio ma è lui il vero nazista freddo e calcolatore.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: