Sono veneto di nascita, non mi spiego come si possa credere in un Dio misericordioso ed essere così feroci.


1395075168-san-marcoDa molti anni non vado più in Veneto a trovare i miei parenti, morto il nonno che non frequentavo nemmeno tanto, le visite si sono diradate parecchio mi è rimasto solo quell’odore d’incenso che sentivo ogni volta che una cugina od un cugino apriva bocca.
C’era sempre un Dio o una Madonna di mezzo, forse perchè ci vedevamo in occasione di qualche funerale, ma anche quando di mezzo ‘cerano i soldi.
Schei, come li chiamano loro e quando si tratta di schei non si guarda in faccia a nessuno nemmeno all’immacolata.
Ricordo ancora l’unica volta che una mia zia è entrata in casa mia a Milano, girava per i locali con una faccia smarrita finchè ha sbottato: ma non hai nemmeno un crocifisso, una madonna, non sarai mica comunista?
Devo ammettere che ha fatto centro, sul comunista, anche se penso sia stata imboccata da mia madre.
Insomma è gente molto devota, hanno votato prima fascista e poi Democrazia Cristiana anche se mio padre è rimasto legato al Msi, da ragazzino mi diceva che il significato, del Msi, era Madonna santissima immacolata.
Poi anche a Legnago è arrivata la lega nord, la Dc è caduta in disgrazia e l’unico partito che dava una certa continuità con il fascismo esibito, prima e quello nascosto, dopo, nella Dc era, è la lega.
Fu così che la ferocia mimetizzata nelle giaculatorie potè esprimersi al massimo livello. Trovarono giusto togliere la mensa ai bambini, pregare che il Vesuvio ripetesse l’eruzione che cancellò Ercolano e Pompei allargandosi, questa volta, almeno sino a Napoli.
Tra una messa e l’altra, alludo quella della domenica, c’è di mezzo una settimana e grazie alla confessione che annulla tutti i peccati del mondo si scatenano contro gli immigrati sino a gioire quando un barcone qualsiasi affonda con 300 persone che affogano in mare esultando come se il Verona fosse arrivato all’Europa League, l’unica Europa che concepiscono.
Il tutto, questa ferocia, accompagnata da giaculatorie, preghiere, visite a santuari, guerre  sante alle Moschee. Sembrano  quei preti di fianco alle ghigliottine pronti a garantirti il paradiso ma non a salvarti la testa, al massimo affilano la lama in segno di pietà estrema. In tutti i sensi.
Si sono rifatti alla Repubblica di Venezia per rivendicare la secessione, l’indipendenza, ancora una volta prendendo un granchio dovuto alla loro ignoranza.
La Repubblica di Venezia, detta la Serenissima, Francesco Petrarca l’ha descritta così:
Città unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita: Città ricca d’oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra saldi marmi fondata ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile e, meglio che dal mare ond’è cinta, dalla prudente sapienza de’ figli suoi munita e fatta sicura.
Vi immaginate un leghista indipendentista che si rifà ad una repubblica definita unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita, è come un invito per gli immigrati africani.
Resta il fatto che la ferocia leghista, benedetta o no, è una cosa da far accapponare la pelle come il referendum dei grillini contro il reato di clandestinità sconfessato da Grillo per non perdere voti.
Adesso chi lo dice a Salvini, Maroni e legaioli indipendentisti vari che il gonfalone sotto al quale marciano rappresenta una civiltà che non conoscono?
Mi raccomando dateci dentro con la ferocia e la cattiveria ma domani tutti a messa. Quella grande.
Maroni ha detto che sono state messe in prigione le idee, il carro armato era un avanzo del Carnevale, ma sarebbe meglio che Maroni si schiarisse le idee studiando il significato del gonfalone della Serenissima
Più che movimenti o partiti mi sembrano iene ed avvoltoi che si contendono la carcassa di un cadavere.
Comunque, ironia della sorte, vedo che i secessionisti marciano dietro al carro armato con la bandiera della Serenissima senza conoscere, senza sapere ma con le corna in testa come a Pontida.
Individualisti, evasori, non hanno ancora capito che lo Stato siamo noi.

Ditemi che non è vera la storia del Trota, implora il leghista al telefono con Radio padania. Forse gli hanno tolto l’elmo con le corna e adesso prudono.


L’elmo era troppo stretto ed impediva la ricezione, poteva gridare padania libera, secessione, Roma ladrona, bersi il Po ma non poteva rendersi conto che lo stavano prendendo in giro.
Nemmeno i ministeri fantocci di Monza l’hanno aiutato a prendere atto che mentre guardavano a Roma la famiglia del capo provvedeva a sfilargli il portafogli, a dire il vero anche i nostri soldi.
Tutta colpa dell’elmo stretto che per 25 anni, o giù di lì, ha impedito l’ossigenazione al cervello che nemmeno l’aria pura di Pontida è riuscita a penetrare.
Beppe, leghista disperato, implora il conduttore: «Ditemi che è una bufala, ditemi che non è vera quella storia del Trota che oggi è in vacanza in Marocco?».
«Sì, invece, lo dicono le agenzie», replica il conduttore.
Il programma è tutto un programma, scusate il giro di parole, si chiama: Che aria tira, filo diretto con i padani.
Evidentemente hanno perso anche il filtro perchè una volta certe domande le censuravano, evidentemente il nuovo capo vuole infierire sul fondatore e lasciano sfogare i militanti.
C’è anche quello che se la prende con l’informazione di regime, l’ha sentito dire per anni dai comunisti e gli sembra giusto, in questa situazione, di dirlo anche lui così si dimostra aggiornato.
Che aria tira, a prima vista sembra una bufera che nemmeno noi, antileghisti della prima ora, ritenevamo possibile, passi la xonofobia, il razzismo, l’anticomunismo tipico dell’ex comunista pentito, vedi Giuliano Ferrara e tutti gli ex comunisti folgorati dallo spadone di Alberto da Giussano.
Al massimo pensavamo al doppio gioco politico per il potere, per governare e conquistare poltrone, banche, fare affari, non è da tutti dare del mafioso a Berlusconi e la mattina dopo sostenerlo al governo per più di 10 anni salvandolo pure dalla galera.
Questi pur di avere una indipendenza fittizia, fare una secessione, sono disposti a dare il Paese in mano alla P2, sfasciandolo, nella speranza che l’antipolitica porti ad una rivoluzione padana, pensavo. Quante volte l’Umberto ci aveva detto che i padani avevano oliato i fucili, preparato i trattori e le bombe al latte per fare la secessione?
Ogni volta che tornava da Roma, con la pancia piena, iniziava a ruttare Roma ladrona! Padania libera! E loro gli andavano dietro, qualcuno come il sindaco di Adro, il nazista Lencini, cercava addirittura di andare più avanti riempiendo di simboli del sole delle Alpi scuole, rotonde, edifici, strade e campagne.
Tutti con la bava alla bocca contro Roma ladrona e nessuno che si chiedesse cosa andassero a fare a Roma Bossi, Calderoli, Reguzzoni e compagnia bella.
I più esaltati dicevano che andavano a Roma con il cappio per fare giustizia, ed il fatto che adesso, per fare giustizia, si possono risparmiare il viaggio e andare tutti a Gemonio li spiazza.
Roma ladrona era uno slogan bello, lo si poteva urlare a pieni polmoni, il cervello premeva bene contro l’elmo cornuto ma reggeva, insomma erano bei tempi e  adesso che slogan diciamo?
Trota ladrone! Non viene bene, al Trota al massimo puoi dare del pirla. Umberto ladrone! Non viene bene, non suona bene. Qualcuno, dall’altra parte, suggerisce lega ladrona più di Roma!
Ma loro sono troppo stupidi per fare una autocritica così articolata, ci vuole ben altro, il più intelligente del branco deve dettare la linea, ci affidiamo a Bobo Maroni, lui si che ha i maroni per fare il nuovo slogan.
Gentilini, tutto si può dire di Gentilini ma non che gli manchi la fantasia, propone: Fucilazione elettorale alla schiena, è alto tradimento. Bello ma con due problemi, uno che non è uno slogan è una proposta ed il secondo è che i leghisti avevano già problemi a fare la croce sulla scheda elettorale di fronte figuriamoci di spalle.
Fortunatamente ci ha pensato Maroni al nuovo slogan, duro, forte, immediato e realizzabile immediatamente: Fuori i ladri ed i ciarlatani!
L’ hanno preso subito in parola, fuori un po’ degli uni ed un po’ degli altri le sezioni si sono svuotate.
Tutti a telefonare a radio padania libera per sapere che aria tira, protetti dall’elmo con le corna non se ne sono ancora resi conto.
Il conduttore, questa volta, non ha sbattuto giù il telefono, sono mancate le forze anche a lui.
Che belli i tempi del cappio, quando andavano a Roma per sventolarlo in Parlamento al posto del tricolore.
Tutta Italia ha riso del Trota, gli ha dato del pirla io compreso, devo rivedere il mio giudizio.
Disonesto si, ladro forse, incapace ed ignorante di sicuro ma furbo, devo ammettere che ha la tipica scaltrezza dei parassiti, infatti mentre il popolo leghista è disperato lui è andato in vacanza in Marocco.
Aveva ragione mio padre, faceva il commerciante di auto usate e voleva che io facessi lo stesso mestiere. Era più forte di me, non riuscivo a fregare la gente e lui per convincermi mi aveva detto: devi trovare uno più pirla di te al giorno ed il gioco è fatto, gli vendi la macchina.
Mi sa che il Trota, e la sua famiglia, di pirla ne hanno trovati in quantità industriale.

Ecco perchè ieri a Milano i leghisti gridavano: chi non salta Cosentino è. Non leggono la padania.


Poco tempo fa su History channel ho visto un documentario dove degli scienziati studiavano una mummia di migliaia di anni fa per capire l’evoluzione dell’uomo, dei primati, l’ordine al quale appartiene l’uomo, le scimmie e le proscimmie.
Per quanto la tecnologia e gli strumenti si siano evoluti credo sia difficilissimo fare una tac, una schermografia, ad una mummia cercando di capire come i nostri antenati si siano evoluti, abbiano imparato ad andare a caccia, scoperto il fuoco, gli attrezzi di pietra e poi il ferro, le lance e tutto il resto.
Non li capisco proprio anche perchè avrebbero a disposizione qualche migliaio di primati vivi e vegeti, si sanno anche vestire, da sottoporre si loro studi,esplorarne i neuroni, il cervello, la logica  e da dove derivino i loro ragionamenti ed il significato dei loro slogan.
Ieri a Milano erano a migliaia arrivati da tutto il nord con i pullman e persino qualche automobile, basterebbe prenderne qualcuno e studiarlo con i computer della Nasa i più potenti al mondo, fargli una risonanza magnetica, una Tac per cercare di capire cos’abbiano al posto del cervello.
Penso che gli scienziati, i ricercatori, ci abbiano già pensato. Qualcuno si sarà posto la domanda, perchè studiare una mummia di 10000 anni fa per capire come fosse l’uomo primitivo che si esprimeva a gesti e grugniti, indicava la direzione con il dito medio, quando ne abbiamo a disposizione  esponenti che ancora respirano e scoreggiano?
Temo che il motivo per cui non li sottopongono a studi approfonditi sia perchè hanno paura che la loro ignoranza mandi in tilt anche la macchina più sofisticata, il software più evoluto.
Voi sapete tutta l’ammirazione che ho per Borghezio, il Trota, Cota, Bossi, Castelli, Maroni. Reguzzoni e Calderoli. Sono i miei miti, politicamente capaci di fare sintesi inarrivabili per qualsiasi intellettuale, dal rutto al mandare a cagare l’avversario.
Ieri hanno dato il meglio di se, chi inneggiava a Bossi e chi inneggiava a Maroni, chi alla padania e chi alla panzania, non erano nemmeno in grado di mettersi d’accordo con il loro cervello.
Ad un certo punto hanno alzato a tutto volume la musica per coprire  i fischi a Bossi.
Il massimo l’hanno raggiunto quando hanno lanciato lo slogan: Chi non salta Cosentino è!
Che la padania venda poche copie è risaputo ma qualcuno lo dovrà pur spiegare ai militanti che la padania è, dovrebbe, essere un giornale ed il giornale si legge non si guardano solo le figure e poi ci si fa un cappello.
Avrebbero saputo che a salvare il camorrista Cosentino, quello dello slogan, sono stati proprio i loro rappresentanti e qualche radicale. 

Oggi la Panzania manifesterà a Milano. Ci saranno tutti da Bossi, Calderoli, Maroni e la badante. Pronte bandiere e fischietti.


La panzania scende in piazza contro il governo Monti, e questo sarebbe normale, in realtà è una manifestazione di opportunismo politici per toppare le perdite, calmare la rabbia della base e cercare di recuperare consenso.
Intanto Rosi Mauro leader del sindacato leghista, il Sim, l’unico  sindacato al mondo dove i militanti sl posto della tessera del Sim, che sembra una scheda telefonica, hanno quelle della Cgil, Cisl o Uil.
La mauro non vuole parlare attraverso i giornali, e questo è positivo, l’ho sentita parlare come vicepresidente del Senato e faticava persino a leggere quello che le avevano scritto. Non ha intenzione di esprimersi nemmeno attraverso Facebook, come fa Maroni, confermando così che nemmeno il Trota le ha insegnato come usare internet, cos’è una tastiera ed il mouse.
Al massimo può insegnarle come si gioca ad affonda l’immigrato con la Play Station.
E’ andata male anche lì perchè quando il Trota le ha detto che ci avrebbe pensato lui ad insegnarle come si usa la play station l’ha detto in dialetto  e lei, che il lombardo non lo capisce molto bene, è andata alla stazione di Monza.
In un incontro avuto con le donne padane, pardon, del gruppo politico femminile della lega alla Villa Reale di Monza  si è difesa strenuamente dall’accusa che le viene dai nemici interni di condizionare l’Umberto da quando si è ammalato.
Io sono nella lega da 25 anni, si è difesa la Mauro, da quando ero ancora terrona e non capivo una parola del bergamasco e nemmeno il significato, dispregiativo, dell’appellativo di terrona.
Quando l’ha capito aveva già la tessera e non ha potuto tornare indietro.
L’appuntamento è al Castello Sforzesco, arriveranno decine di pullman con bandiere della panzania e fischietti, non si sa ancora se per festeggiare o contestare il famoso investimento africano.
La scelta del castello è per il fatto che c’è il posto per i pullman mentre l’incontro con il gruppo politico femminile della lega si è tenuto alla Villa Reale perchè sono arrivate con la Smart. C’era il pienone.
Credo ci siano state presenti anche le mamme leghiste di Adro, con la museruola, in quanto se si irritano sono peggio dei pitbull.
La Rosi Mauro, per chi non la conoscesse,  è la quinta da sinistra vicino a Maroni, quella dalla pelle più scura, questa è la prova che la panzania e la lega sono aperte a tutti, purchè abbiano il cervello adatto, siano xenofobi e razzisti.
In questo caso ti danno hanche la tessera della Sim, ma per telefonare non funziona.
Per comunicare col la responsabile del Sim si deve citofonare. Sotto il sole dele Alpi c’è scritto: citofonare Rosi, segretaria del sindacato panzanio della lega nord.
Buona domenica e partecipate numerosi. 

In Via Bellerio, ieri sera alle venti, la lega è tornata alle origini, al fascio. Quello che ha fatto innamorare Borghezio.


Il segretario della lega lombarda Giancarlo Giorgetti, con a fianco un Calderoli ancora sobrio in quanto doveva ancora cenare, ha letto un comunicato:
Devo segnalare la volontà del segretario federale di sospendere tutti gli incontri pubblici con la presenza di Roberto Maroni.
Quello che sembrava un movimento di bottegai, piccoli imprenditori evasori che producono nelle cantine delle ville facendo lavorare anche la nonna novantenne, i muratori e piastrellisti a cottimo che arrivavano da Bergamo a Milano con i Suv dell’epoca, Bmw, Mercedes, e non fatturavano uno spillo. I piccoli razzisti che sfogavano la loro ironia prendendo in giro i terroni, godendo sguaiatamente quando qualche terremoto colpiva la Campania, o la Sicilia, non come i delinquenti che ci avrebbero guadagnato sopra come è successo all’Aquila, ma per la semplice soddisfazione che i morti erano, comunque, terroni in meno.
Insomma non erano dei zoticoni ignoranti con poca dimestichezza con la lingua e, meno ancora, con i giornali. Elementi che dopo qualche fiasco di vino si davano al folclore indossando camicie verdi e corna sulla testa, per coprire quelle naturali che notoriamente sono invisibili, un movimento di valligiani che nonostante le autostrade sono stati isolati dal mondo, moderno, per decenni ma erano e sono dei veri fascisti con il razzismo incorporato.
Il loro anticomunismo viscerale non è dovuto alla contrarietà del regime delle tasse, ad essere contrari a Roma ladrona, perchè quando sono arrivati a Roma si sono seduti tranquillamente alla mangiatoia.
Di questo devono ringraziare Berlusconi, il fascio piduista che ha aperto la strada ai leghisti e tirato fuori dalle cantine i fascisti.
Che il partito fosse guidato, a dir poco, in moto autoritario e fascista ad un osservatore attento non è sfuggito sin dall’inizio, altre degenerazioni negli anni hanno solo aggiunto delle conferme, dalle nomine dei segretari provinciali, a Varese pochi mesi fa è stato imposto da Bossi in persona contro il parere della base, dei capigruppo in parlamento, ai sindaci, ai consiglieri.
Direi che il metodo, a piramide, sia più mafioso che fascista solo che il mafioso non è razzista, la mazzetta la pretende comunque al di là della razza o provenienza, mentre i leghisti ci mettono anche il razzismo.
Il più alto segnale che il partito della lega nord è più una cosca mafiosa che un gruppo politico è stato quando la cupola in camicia verde ha imposto nelle liste elettorale il figlio del boss, il più cretino consigliere regionale che la Lombardia abbia mai avuto.
Anche allora ci furono dei malumori ma la lista blindata dal porcellum di Calderoli ha fatto sì che un pirla come Renzo Bossi venisse eletto in consiglio regionale a 16000 euro al mese.
Non so e francamente non me ne frega niente, se Bossi ha ancora in mano il partito o no, se la base è con Maroni o con il segretario boss Umberto Bossi e badante al seguito, sono affari loro. Una cosa è certa ed è che la cosca Bossi ha fatto i suoi interessi per 25 anni, si è venduta al piduista ed è passata all’incasso, più volte ed in modi diversi, è sempre stata fedele a Berlusconi sino al punto di allearsi con la camorra per salvare Cosentino dall’arresto.
La base, il movimento, quelli che hanno creduto ad una inesistente padania libera, sono stati bellamente presi in giro e, mentre la cosca Bossi passava 800.000 euro alla scuola privata la Bosina, della di lui moglie, gli metteva in carico il mantenimento del figlio demente, tassava gli iscritti per pagare gli affitti e le spese delle sezioni.
Se la vedano loro, questa è la lega, xenofoba, fascista, razzista ed anche camorrista/mafiosa.
La cupola leghista della famiglia Bossi, per adesso, ha colpito ma sappiamo che la guerra tra bande mafiose o camorriste per il dominio del territorio fanno parte della storia, oltre che della cronaca, quindi è assai probabile che i leghisti prendano i fucili, lucidino le canne, mettano il caricatore e si schierino ognuno come ritiene opportuno, con Bossi o con Maroni e se la vedano tra di loro.
Però un consiglio lo voglio dare, i due schieramenti si giochino a testa o croce la camicia verde, stupidi come sono sono capaci di sparasi addosso tra militanti della stessa fazione. Oppure i bossiani, visto che tra le file avranno il  Trota al quale Silvio ha scopato la fidanzata, si mettano le corna i maroniani si limitino al fazzoletto verde.
Ad ogni modo non vorrei interferire, che si sparino pure tra di loro, per me sarà come a capodanno. Una festa.
Ma Via Bellerio è quella di Milano o è nella Corea del nord? 

Stavo giocando al burraco quando ho sentito un coro dalla strada, arrivava da Varese, si è sentito sino a Milano: Cosentino, ricordes de nù.


Non avevo ancora acceso la radio, su Radio Popolare ma non ho dovuto andare sul sito dell’Unità o Repubblica per leggere le ultime: la lega ha salvato Cosentino.
Sui radicali non ho mai avuto dubbi e le mie certezze le ho espresse sin da ottobre quando Pannella è stato a cena da Berlusconi  e si è venduto anche il culo per avere i finanziamenti per Radio Radicale.
Se avesse avuto la passera gli avrebbe dato anche quella anche se mi risulta che sia un esperto di karaoke, potrebbe competere con Noemi e Ruby la bocca del deserto, ma non credo che Silvio apprezzi il genere gli piacciono femmine e fresche ancora con il profumo del latte.
L’errore l’ha commesso il PD quando ha visto che Capezzone è passato al pdl ed ha pensato che i radicali rimasti, liberi, ha pensato che fossero i migliori e li ha messi in lista.
Oggi ha scoperto che i radicali liberi sono quelli di Radio Radicale simpatizzanti della camorra, il finanziamento è arrivato puntuale e loro hanno provveduto al pagamento della prima rata, forse siamo già alla terza.
Comunque Pannella mi fa schifo da quando avevo vent’anni ed era già in pista, figuriamoci adesso. Tra l’altro pubblicavo nel sito dei radicali ma, da qualche mese, non posso più.
Hanno cambiato il sistema,credo, oppure hanno iniziato a leggere i miei post dove scrivevo da tempo queste cose.

Lasciamo perdere e passiamo alla lega di lotta e di opposizione che ha sputtanato Maroni e darà luogo ad incendiare ulteriormente l’ambiente  leghista.
Maroni ha detto che la base non capirà, lo tranquillizzo io hanno capito gli investimenti in Tanzania, mentre loro si tassano per pagare le spese delle sezioni, figuriamoci se non capiscono l’appoggio ad un camorrista proprio adesso che la camorra investe nel nord, in casa loro.
Infatti si sono subito radunati in piazza, non so se a Varese, Gemonio o Pontida, quello che è certo è che ho sentito forte, distintamente, potente uno slogan che credo ripeteranno ogni volta che faranno il rito dell’ampolla:
Cosentino!!!! Ricordes de nù!!!
Certo che ne è passata di acqua dal Po dai tempi in cui davano la caccia al terrone, al mafioso, al camorrista ed a Roma ladrona ed i tempi sono cambiati anche per l’Umberto.
Prima Borghezio andava a caccia di negri, adesso, investono in Tanzania. Prima gli davano al terrone ,a fioso adesso salvano un camorrista.
Che strano effetto fa la poltrona, i danè, le mazzette e gli affari.
La base capirà Bobo, non ti preoccupare, c’è da finire la pedemontana e ci vogliono i camion del movimento terra, magari con un presentino.
Cosentino, ricordes de nù perchè, siamo razzisti, ma l’odore dei soldi fa passare tutto.
Anche lo schifo che avete fatto oggi.
Adesso la secessione fatela con la camorra, loro hanno le armi non i fucili delle giostre che ha l’Umberto.
Ed il conduttore di radio campania libera dà del cretino e dell’ignorante al leghista che si lamenta. 

Il grande asino raglia sempre più forte ma è sempre più isolato, Bossi mollato anche da Tremonti e la faida interna continua.


Certo che il raglio del grande asino ha sempre a disposizione qualcuno che  fa il coro, l’eco,  come i bergamaschi dell’altra sera che hanno cantato il Va pensiero senza rendersi conto che il pensiero li ha abbandonati da oltre un ventennio. E non è ancora tornato.
Ieri Tremonti ha benedetto gli sforzi di unità nazionale contro il debito pubblico, con buona pace dell’Umberto convinto di avere un alleato in più contro Maroni.
Intendiamoci non è che tra Maroni e Bossi ci sia molta differenza se uno è un asino l’altro è un somaro, non stiamo parlando dei Leonardo o i Raffaello della politica, stiamo parlando di trogloditi xenofobi e razzisti che non avendo argomenti si affidano all’offesa, nemmeno allo sberleffo satirico materia a loro sconosciuta.
Anche il maiale Calderoli ha voluto dire la sua verso Berlusconi e non ce ne può fregare di meno, il problema è che  Calderoli all’inizio del secondo fiasco gli scappa regolarmente il commento alla situazione economica e politica.
Che siano poveri di idee lo dimostrano da decenni se vogliamo prendere in considerazione gli ultimi 8 su 10, che sono stati al governo, l’unica cosa che hanno partorito oltre al massacro degli immigrati è la convinzione che la zoccoletta del piduista fosse la nipote di Mubarak e l’hanno votato, compatti con i soci-alleati, addirittura in Parlamento.
Mai si è visto un manifesto della stupidità esibito con tanto orgoglio.
Adesso che sono all’opposizione e disgregati al loro interno, le lotte intestine per le poltroncine sono sempre più frequenti, il capo storico si affida agli slogan dei tempi che furono a base di offese di battute da osteria  verso chi, sino a ieri, lo stesso Umberto considerava super partes, il Presidente della Repubblica.
Purtroppo, nella lega, non c’è nessuna Veronica che denunci la sua malattia ed inviti gli amici stretti a convincerlo a curarsi per il suo bene e quello del Trota. Insomma i leghisti si mettano d’accordo con se stessi, lo so che ci vuole un cervello per farlo, se lo facciano prestare da Reguzzoni o Bricolo, è una sfida ma io ci provo, ma non mandino avanti il Trota che ha già i suoi problemi.
Bossi è nervoso, le notizie che coinvolgono il figliolo sui festini e la coca lo hanno irritato, tanto è vero che a difesa del pargolo è intervenuta la sua badante personale, Monica Rizzi.
Vorrei tranquillizzare l’Umberto, gli avversari interni del Trota non ci riusciranno ad infangarlo e vado a spiegare perchè.
I festini ci sono stati, la coca pure, il Trota vi ha partecipato, ma un mio informatore segreto che era presente mi ha assicurato che il Trota non ha colpe, non è stato coinvolto nè nelle orgie nè con la coca.
La coca la escludiamo subito per un motivo molto semplice, il Trota è già stordito di suo e non ha bisogno di farsi nessuna striscia, solo a stargli vicino si ha la sensazione di farsi una canna.
Per quanto riguarda i festini o le orgie le ragazze ci hanno provato in tutti i modi ma, l’unico che non ha consumato, è stato il Trota che, non avendo la Rosi  guidarlo non ha trovato la strada.
Pensate che le ragazze si erano dipinte un freccia che partiva dalle tette e scendeva, con la punta, verso il pube e nonostante questo il Trota ha sbagliato la strada.
L’unica consolazione che il gruppo dirigente della lega può ricavare da tutta questa storia, di fango e di politica,  è che alla Berghem Frecc hanno trovato conferma che qualcuno più pirla di loro sul quale contare per avere il voto esiste ancora, erano seduti di fronte a loro, con le gambe sotto al tavolo, basta dargli da mangiare e non farli pensare. Ragionare sarebbe utopia.
Con elettori come quelli nella foto qualcosa raccatteranno anche questa volta, se gli insegnano a fare la croce sopra il simbolo. 

La mangiatoia se li sogna i miracoli che può fare l’opposizione, pensate che Bricolo, in un mese, ha scoperto operai, donne che lavorano, pensionati ed anche la Repubblica Serenissima.


Sto seguendo in diretta il dibattito al Senato sulla manovra finanziaria, ne abbiamo parlato più volte, sapete che non la condivido ma per salvare la baracca accetto pure questa traversata, sperando di toccare l’altra sponda.
Detto questo in questi giorni di lavori parlamentari ho potuto seguire l’evoluzione della lega che da partito di governo complice della P2 della camorra, come hanno dimostrato ieri con la faccenda di Cosentino.
Piccola vedetta lombarda a difesa degli interessi del piduista evasore, puttaniere e pedofilo ex presidente del consiglio , pronti a segnalare l’arrivo di qualche magistrato e tentare di proteggerlo con leggi anticostituzionali.
Non solo, da 25 anni blaterano contro Roma ladrona e ieri, insieme al Pdl, hanno protetto i doppi incarichi ed i doppi stipendi dei senatori e deputati che fanno anche i sindaci.
Vogliamo dire la lotta contro i meridionali, bandiera della battaglia secessionista della lega contro l’unità d’Italia e contro quei fannulloni di terrroni che non lavorano come i lombardi.
Ieri abbiamo scoperto che la lega ce l’ha si con i terroni ma solo se sono poveri ed onesti perchè se sono camorristi, mafiosi o dell’ndrangheta li protegge, come ha fatto ieri con Cosentino.
Dicono, nonostante il questore di Milano negasse, che la camorra è al nord e ieri ne abbiamo avuto la conferma, è nel profondo nord, è nel nord est, è nel Veneto da dove viene Bricolo.
Bricolo è il capogruppo della lega al Senato ed è il frutto dei miracoli che avvengono lontano dalla mangiatoia, quando si è all’opposizione, pensate che un mese di opposizione è stato in grado di produrre, nella mente di Bricolo, un autentico miracolo che gli 8 anni di governo, sugli ultimi 10, trascorsi nella maggioranza non era stato in grado di produrre e cioè la scoperta, da parte di Bricolo, dell’esistenza degli operai, delle donne che lavorano e dopo aver lavorato devono tornare a casa a far da mangiare ed ad accendere la lavatrice o la lavastoviglie, perchè lui non è in grado. Gli ha fatto scoprire i pensionati e per me è un piacere che si sia accorto anche di me che ho lavorato 43 anni ed un dispiacere che non abbia ancora scoperto che la moglie del suo capo supremo, il fondatore della lega, l’Umberto Bossi che battezza i padani con l’acqua del Po, è andata in pensione alla veneranda età di 39 anni, non di lavoro, di età.
Ha scordato anche l’altro pensionato di lusso che la lega ha messo in carico a noi lombardi a soli 21 anni e 6 mesi eleggendolo in una lista blindata al Consiglio Regionale lombardo, il Trota.  Che al massimo, dopo una sommaria visita medica da parte dell’Asl  locale, avrebbe avuto diritto all’affido.
Ma la cosa più bella, dell’intervento di Bricolo è stata la scoperta della Repubblica Serenissima dalla durata più che millenaria.
Inutile che Bricolo faccia una analisi storico politica sociale della nascita della Repubblica dei Dogi, la lasciamo agli storici, ma ha finito in crescendo dichiarando che il governo Monti contribuirà alla rinascita della stessa.
Ora, io sono veneto di nascita e lombardo di adozione, non vorrei che la minacciata rinascita della Repubblica Serenissima avvenisse veramente, io mi sento italiano e terrorizzato dal’idea che magari, forse, un domani, chissà,  si ribaltasse il mondo e mi trovassi come Doge il Trota.
Ho resistito a quarant’anni di democrazia cristiana, vent’anni di berlusconismo, ma il Trota no eh, il Trota non si può, non sopravviverei.
Poi sono andato a vedere i risultati delle  elezioni regionali del 2010:
Lombardia lega 22,7. Pd 21,3, Veneto lega 28,4 Pd 20,3.
Ora non vorrei che si montasse la testa anche Bersani e volesse fare la repubblica di quelli che smacchiano i giaguari, non vorrei che avesse già pronto il simbolo, più bello del sole delle Alpi.

8 anni, degli ultimi 10, buttati via. Dovevamo vederli all’opposizione per scoprire che se avessimo lasciato fare a loro saremmo salvi.


E’ colpa di Berlusconi, del fatto che domina l’informazione degli ultimi vent’anni, ci ha nascosto le loro capacità ed ingigantito le sue, si è spacciato per il migliore primo ministro degli ultimi 150 anni e non ci ha mai detto che, loro, erano i migliori, avrebbero avuto la soluzione per tutti i problemi politici ed economici della padania.
Bontà loro, essendo ministri del governo italiano, avrebbero salvato anche l’Italia, avremmo fatto parte del pacco regalo che il Trota e suo padre ci avrebbero fatto se solo ci fossimo resi conto di quanto sono bravi a governare, ci avrebbero salvato   dalle grinfie dell’Europa, delle banche e l’Italia sarebbe un magnifico paese governato come Adro o Cittadella. Varese no, lì ci sono dei problemi.
Un po’ di colpa l’hanno anche loro, alludo ai rivoluzionari leghisti della padania, se in questi anni invece di mandare Cota a Ballarò e avessero mandato Calderoli, l’operaia di Lendinara, Reguzzoni o qualche altro che sta prendendo la parola in questi giorni alla camera o al Senato avremmo capito che la soluzione dei problemi italiani era in casa, già pronta, infallibile ed a costo zero.
Perchè comunque li stiamo mantenendo.
Da quando sono all’opposizione, liberati dal giogo di Berlusconi, hanno scoperto gli operai, i pensionati, gli artigiani che la manovra è recessiva, hanno minacciato Monti che se continua così lo andranno a prendere a casa, insomma stanno facendo la resistenza, in attesa della secessione, per noi.
Peccato che le soluzioni le presentino tutte adesso in nome e per conto del popolo italiano che li ha eletti, qualcuno dice anche della padania ma in maniera defilata, lieve, pensate che quando parlano dell’Italia dicono: il nostro Paese e, quando parlano della Costituzione dicono: la nostra Costituzione, ogni tanto scivolano contro i meridionali, i terun, ma poi riprendono lo stile che li contraddistingue da oltre un ventennio, gesto dell’ombrello, fischi, urla, interruzioni e le belle sceneggiate di vent’anni fa.
Manca solo il cappio e poi sembra di essere nel 1992.
Berlusconi aveva capito di avere la serpe in casa, gli alleati fidati per contratto ad i quali aveva ripianato i debiti, nel loro gruppo aveva gente capace, che sa fare i conti, amministrare lo Stato e lui, furbo, li ha emarginati affidandogli i ministeri marginali, uno solo era importante quello degli interni di Maroni, serviva per sfogare il razzismo e la xenofobia leghista e garantirsi il voto, quello della semplificazione era ridicolo, come il ministro, una caricatura con le braghe arancioni e la giacca blu.
Poi c’era il ministero di Bossi, quello delle riforme, infatti fortunatamente non sono pervenute, erano tutti decreti legge per salvare il bandito dalla giustizia e dal conflitto di interessi.
Sono stati obbligati per 8 anni su 10 ad occuparsi dei problemi giudiziari dell’alleato evasore, piduista, pedofilo e puttaniere, depravato al punto di invitare ai festini la fidanzata del Trota, a sua insaputa.
Ci sono volute le dimissioni di Berlusconi ed il conseguente passaggio all’opposizione della lega per scoprire le loro qualità, in modo particolare della Rosi Mauro che essendo ignorante e di Brindisi è l’unica che crede esista una padania, non fa più la badante dell’Umberto ed è tornata a fare la sindacalista, alla Polverini.( il riferimento a Brindisi non ha nulla contro i miei concittadini italiani di Brindisi, è che qualche leghista pensa che sia brianzola)
Se avessimo avuto modo di ammirare le loro capacità politiche, di proposte, di intervento sulla crisi che attanaglia il paese avremmo potuto votarli in massa e adesso saremmo a posto, magari con il Trota ministro della pubblica istruzione, tanto peggio della Gelmini non avrebbe fatto sicuramente.
I leghisti hanno commesso un solo errore non andare da Vespa a sputare, sparlare dei terroni, minacciare gli immigrati, fare il gesto dell’ombrello o a proporre gli autobus separati per gli immigrati, come negli anni trenta in America e qualche decennio fa in Sudafrica.
Se il contratto con gli italiani invece di farlo firmare al solito megalomane, Berlusconi, l’avessero fatto firmare ai due sopra nella foto, sempre che sappiano scrivere, anche se sarebbe bastata una croce celtica, avrebbero avuto un sacco di voti e governato il Paese così bene come ci stanno insegnando oggi, purtroppo, dall’opposizione.
Hanno detto che sono a difesa, fanno la guardia, alla democrazia, speriamo non la rinchiudano in qualche Cpt, in attesa in attesa di identificazione ed espulsione.

E poi c’è ancora chi non crede ai miracoli, pensate che la lega, da quando è opposizione, ha scoperto che abbiamo una Costituzione.


E’ stupefacente lo schock che prova la perdita di poltrone, di potere, di agganci, quando si passa all’opposizione, dopo aver esagerato con la mangiatoia e con leggi orripilanti e razziste.
Alla Signora che gli aveva esposto il tricolore Bossi ha detto che poteva pulirsi il culo con la bandiera d’Italia, cosa non hanno combinato Bossi e bossetti in occasione del 150° anniversario dell’unità d’ Italia è passato agli annali del buon gusto dell’orrore, della stupidità umana.
Il fatto poi, che alcuni di padani siano pure diventati ministri di una Repubblica alla quale hanno sempre sputato addosso, stipendio escluso ovviamente, e che abbiano pure spergiurato sulla nostra Costituzione salvo calpestarla due secondi dopo essere stati nominati, la dice lunga sulle capacità mentali di questa gentaglia che mi trovo intorno, essendo io nato in Veneto e vivente a Milano dalla tenera età.
Più a nord di Rosy Mauro sicuramente.
E’ già la seconda volta, da quando la lega è passata all’opposizione , alla secessione, alla richiesta di unire la padania alla Svizzera, cosa impossibile per due ragioni, la prima è che gli svezzeri non li vogliono e la seconda è che la padania non esiste, pur essendo nato e vissuto al nord non l’ho mai vista.
Dicevo è la seconda volta che mi capita di seguire i lavori della camera su Sky ed è la seconda volta che sento un leghista richiamarsi alla Costituzione.
L’altra volta, se ricordo bene, è stato Bricolo oggi, mi sono segnato il nome, è stato un certo Masssimo Polledri.
Non è il fatto in se, la citazione della nostra Costituzione, che mi ha stupito ma il modo.
Sentire parlare, riferendosi all’Italia, di ” nostro Paese”, “nostra Costituzione” citandone addirittura alcuni passaggi mi ha lasciato basito, credevo di essere davanti ad una Madonna piangente, ad un quadro di Cristo sanguinante, insomma ad un autentico miracolo.
Ero convinto che quelli con il fazzolettino verde nel taschino, le mutande per le signore ed il perizoma per la signorine, rigorosamente in verde, non fossero nemmeno a conoscenza della nostra Costituzione figlia della Resistenza e dell’unità nazionale di Repubblica democratica nata dall’antifascismo.
Per come si sono comportati in questi 25 anni ed ancora di più quando hanno attaccato le loro ganasce alla mangiatoia, credevo che ai leghisti della nostra Costituzione, del nostro Paese, della nostra democrazia, non interessasse niente .
Loro si interessano di polenta e osei, Pontida , l’ampolla del Po, poltrone per gli amici e vasca dorata per il Trota, vino rosso in quantità e corna sulla testa, insomma di qualsiasi cosa fuorchè dell Italia, della Costituzione, della sua unità.
Sapete perchè l’hanno scoperta adesso la Costituzione? Per opportunismo, come hanno sempre fatto tutto per opportunismo, dal razzismo per avere i voti di pandia dei trogloditi all’appoggio del piduista per farsi pagare i debiti, essere salvati dal fallimento.
Vedete la nostra Costituzione contiene una cosa che loro non hanno, non avranno mai, basti pensare a come è stato imposto il nuovo segretario della lega di Varese, nominato direttamente da Bossi e contro al base.
Oppure alla candidatura alla regione Lombardia del demente di famiglia, il Trota,  si capisce subito quello che manca ai leghisti e che non vorrebbero perdere, la Democrazia.
Se governi e comandi non ti interessa, ma se sei all’opposizione la invochi tutti i giorni.
W la Democrazia, W la Costituzione, W l’Italia. W la poltrona anche se all’opposizione.
Questa si che è è politica lungimirante. Ideali profondi che garantiscono la mangiatoia e, possibilmente, la continuità della fornitura di biada.

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