Di solito scrivo meglio al mattino, più concentrato,da qualche tempo sto prendendo delle medicine che mi stanno trasformando in trota. Ma Piazza Fontana la ricordo bene.


Appena sveglio sono, ero, una scheggia molto lucido ed attivo, caffè, sigaretta ed una occhiata ai giornali e mi partiva il post, mi si accendeva la lampadina.
Da qualche tempo prendo un medicinale che mi sta trasformando in Trota, garantisco che il mio medico non è un leghista, ho letto bene gli effetti secondari ed in effetti, sono previste reazioni di questo tipo,  ho tirato un sospiro di sollievo non avrò bisogno di un acquario padano-leghista per sentirmi nella media.
Ciò non toglie che potrei scrivere delle fesserie oppure sfuggirmi qualcosa di interesante sulla quale imbastire un discorso.
Ieri era l’anniversario della strage  di Piazza Fontana, la madre di tutto quello che è avvenuto dopo, e che io considero il punto di partenza della strategia della tensione, l’attacco fascista allo Stato e l’inizio del lavoro sporco dal quale nascerà la P2.
In quel periodo ero militare a Vercelli e ci hanno consegnati tutti in caserma, non avevamo informazioni e vivemmo l’imposizione come una rottura di palle, un’allerta per noi incomprensibile sino a quando cominciarono a circolare le prime informazioni, a Milano hanno messo una bomba dentro una banca facendo una strage. In effetti le banche sono luoghi di stragi di qualsiasi tipo.
L’unico che ci capì qualcosa fu un ragazzo di Mantova, un tipo che mi piaceva molto personalmente ma considerato dai più un po’ strano per tre ragioni: gli piaceva la musica classica, conosceva tutte le opere liriche. La seconda, gli avevano negato una licenza in occasione di elezioni locali pur essendo un candidato al suo comune, cosa per noi stranissima, uno così giovane già candidato al consiglio comunale.
La terza è quella che spiega tutto le precedenti: era dichiaratamente un comunista.
E’ il motivo per il quale lui, sulla strage, dette una interpretazione che se l’avessero ascoltata i magistrati avrebbero risparmiato trent’anni di indagini e trovato i colpevoli.
Davanti alla stufa a legna della fureria, eravamo in 5 o 6,  tra una sigaretta e l’altra ci spiegò che la destra, i fascisti, dopo gli scioperi di quegli anni stavano rialzando al testa e cercando di provocare qualcosa che facesse saltare il banco.
Qualcuno lavorava sotto traccia contro la lotta operaia, il movimento studentesco, insomma era una reazione del sistema per reprimere le lotte dei lavoratori e limitare la democrazia.
Per avere vent’anni e con poche informazioni, non dimentichiamo che in caserma non c’erano giornali, non esistevano telefonini, si poteva telefonare a casa solo in libera uscita e da qualche telefono pubblico, insomma direi che in quelle condizioni fece una analisi da fare invidia al giornalista o politico più smaliziato.
E’ un ragazzo che diede una spinta notevole alla mia naturale ribellione allo status quo che non aveva ancora trovato un alveo dove scorrere, impetuosa, negli anni successivi.
E’ con lui, grazie  a lui, che il giovane milanese di famiglia fascista iniziò la trasformazione in comunista, a porsi domande a darsi risposte. Tre anni dopo terminato il servizio militare e con una famiglia già sulle spalle, compreso un figlioletto, grazie al Gino amico del cuore si iscrisse al Partito Comunista Italiano.
Allora, per essere accettati, si doveva essere conosciuti e presentati da uno già iscritto.
Detto questo veniamo alla cosa, molto importante, che è avvenuta ieri a Milano all’interno di un consiglio comunale straordinario in occasione del 42° avversario della strage di Piazza Fontana:
per la prima volta a 42 anni dalla strage un Sindaco ha parlato di apertamente di strage di Stato nell’aula che rappresenta la città ferita, non ha avuto  ancora giustizia e questo grazie al Sindaco Giuliano Pisapia.
Non è una cosa da poco anche se, data la situazione attuale che per certi versi ci porta indietro di 42 anni, non ci hanno fatto caso in molti.
A me tutte queste buste regalo contenenti proiettili che mandano a destra, sinistra, in alto, in basso, non so perchè puzzano di qualcosa già visto, già sentito, già vissuto.
Allora erano le rivolte proletarie, gli scioperi a catena, che hanno fatto nascere il terrorismo di Stato oggi è la crisi economica globale che cerca di dare vita a regimi, economici, che massacrano la povera gente togliendo diritti e democrazia.
Stiamo attenti perchè il lupo, che nel frattempo si è evoluto in fascista  piduista e speculatore economico, perde il pelo ma non il vizio.
E’ un po’ come sentire una puzza di bruciato che ti riporta alla mente qualcosa di già vissuto, lo stesso nauseabondo odore di servizi segreti e di fuori di testa che vogliono fa saltare il banco della Democrazia e della Costituzione.
Spero di sbagliarmi, che sia un effetto della medicina, adesso vado a rileggermi gli effetti secondari, magari ci trovo anche questo: attenzione, l’assunzione di questo medicinale, in casi rarissimi, può dare adito alla percezione di essere circondato da fascisti e/o piduisti, è un effetto secondario che piano, piano, andrà a scemare. 

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6 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. In quel tempo, anch’io vivevo in Piemonte, a Novara e di Novara era anche una delle vittime di quella strage.
    La tua analisi, politica soprattutto, tranquillizzati, non è un effetto collaterale del farmaco che assumi ma è molto più preoccupante perchè anch’io registro gli stessi sintomi pur non vivendo a Milano come te.
    Certo che Pisapia, sindaco di sinistra a Milano, ha potuto riconoscere la verità storica di quella che sicuramente fu una strage di Stato alla quale fece seguito la becera accusa agli anarchici da parte degli inquirenti, l’omicidio di Pinelli nella Questura di Milano anche se smentito da un magistrato inquirente, oggi parlamentare del Pd! Ma certo nè Pinelli, nè gli anarchici hanno mai avuta nulla da spartire con quella e con tutta la sequela di altre stragi perpetrate da quel giorno in poi in Italia e Pinelli non aveva alcun motivo per suicidarsi. Pinelli, a mio avviso fu la prima vittima successiva alla strage di P.zza Fontana!
    Per entrambe nessuno pagò!!!
    Gli artefici ed i mandanti, quindi, sono ancora tra noi e possono continuare a tramare, spedire lettere imbottite di proiettili, inquinare le istituzioni e perpetuare il segreto di Stato.
    Occorre aumentare la vigilanza si diceva una volta!
    Ciao.

    • Tolto qualcuno, che ci ha lasciato per cause di forma maggiore, i mandanti sono ancora qui, con i loro figli.
      L’analisi non ne risente del farmaco ma la lentezza mentale, difficoltà di concentrazione si.
      Passerà. Confesso che è la prima volta che invecchio e non ho nessuna esperienza. Ciao.

  3. Hai ancora tanto tempo per invecchiare.Cerca, però, di farlo bene, senza sconti per nessuno, con intransigenza. Non sai quanto sia importante anche da anziani o da vecchi essere ancora attivi sia a livello sociale che politico. Ciao

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