Milano, titolo di Repubblica: Scatta la domenica senza auto “Ritrovare il piacere di camminare” Se non ti investono.Una delle più grandi prese in giro.


Alle 9,45 al semaforo di Via Padova c’era la coda, come al venerdì sera. Mi sono detto, il blocco scatta alle 10,00, abiteranno tutti in zona.
Adesso sono le 10,10 e le auto continuano a girare mi domando che senso hanno queste domeniche a piedi se poi ci sono sempre i soliti furbastri che se ne fregano.
Ammesso che qualcuno abbia dei motivi seri ed impellenti per trasgredire alla regole mi pare che siano decisamente in troppi quelli che disattendono l’ordinanza del comune.
L’aria di Milano è quella che è,  mi spiace per chi si impegna a rispettare il divieto e gira in bicicletta orgoglioso di fare qualcosa per tenere pulita l’aria.
Quelli che passano sotto casa mia  adesso sono un po’ come Gassman nel film Il Sorpasso, fanno delle corna virtuali a tutti quelli rispettosi dell’ordinanza, evidentemente siamo considerati dei poveri pirla e loro si sentono i furbastri di Milano.
Leggo che ci dovrebebro essere 95 pattuglie di Vigili Urbani a presidiare il rispetto dei divieti, mi auguro che come al solito non siano solo nella cerchia dei navigli, nei quartieri snob di Milano a presidiare perchè, in Via Padova, non ho mai avuto l’occasione di vedere un maleducato pagare una multa.
Perchè è un problema di educazione, non solo di sanzioni.
Sono andato a comprarmi le sigarette ed ho fatto una cosa che non faccio mai.
Sapendo del divieto di circolazione ho volutamente attraversato le strisce pedonali a passo lento, più lento del solito. Avevo visto una macchina che stava arrivando a velocità sostenuta, evidentemente aveva pure fretta, era un diesel non un’auto elettrica ed a momenti mi tirava pure sotto.
Doveva andare al Bancomat. Ora a Milano può mancare tutto, specialmente l’aria pulita, ma non può mancare e non mancherà mai il Bancomat, c’è una banca ogni 10 metri ed anche se non è la tua i soldi li puoi prelevare ugualmente.
E’ la prima volta che faccio un post sul tema ma le domeniche a piedi, sia quelle di Formigoni, la Moratti o di Pisapia le considero una presa per il culo se non le fanno rispettare a tutti, stranieri compresi che fanno sempre finta di non sapere un cazzo.
E’ una costante da anni e non saranno le 200 multe che riusciranno a rifilare a qualche furbastro che faranno cambiare le cose.
Se il Comune di Milano ha problemi economici questa sarebbe un’occasione per incassare. Nella mia zona non passa un minuto senza che almeno due, tre, auto non viaggino tranquillamente. Non sono a gas e non sono elettriche, sono auto nomali.
Scrive Repubblica: Otto ore di motori spenti quindi, a esclusione dei veicoli elettrici e ibridi che possono circolare liberamente senza incappare in 155 euro di multa.
Ne vedessi uno incappare nella multa.
E’ anche da queste piccole cose che si nota che siamo il paese dei furbi, ce ne freghiamo delle regole e cerchiamo di aggirarle in tutti i modi.
Tra l’altro il nostro modo di fare è quello che gli immigrati imparano subito, fare i furbi.
Basta salire in qualsiasi autobus e vedere quanti sono quelli che passano il biglietto o il tesserino nella macchina obliteratrice.
Martedì mattina ho preso l’autobus da casa mia a Niguarda, un bel tragitto ed ho contato meno di 10 persone che hanno inserito il biglietto nella macchinetta.
Forse hanno tutti l’abbonamento annuale e non è necessario inserirlo nella macchinetta?
Me lo auguro, vorrà dire che sono stato troppo malizioso.
Non ne faccio u discorso tecnico sull’utilità o meno di queste ‘domenicAspasso’ per al qualità dell’aria, ne faccio un discorso di educazione come i divieti di sosta.
Siamo italiani, una sottospecie del genere umano e poi ci meravigliamo dei politici.
Sono i campioni migliori che riusciamo ad esprimere, i nostri personalissimi premi Nobel della furbata tipicamente italiana. Un marchio come gli spaghetti e la pizza.
P.S. Adesso che ho scritto il post diventeranno tutti rispettosi, giusto per dare modo a qualcuno di contestarmi il fatto che mi lamento sempre dell’ineducazione civica dei miei, cari, compatrioti. Di nascita o acquisiti.

Mi pongo una domanda, alla quale non so dare una risposta. Perchè Zambetti ha comprato i voti dall’ndrangheta quando quelli di Comunione e Liberazione sono gratis? Forse, il tipo, non è affidabile nemmeno per C. L.


E’ vero che C. L. ha già invaso il potere da oltre un ventennio e può permettersi di offrire ai suoi cavalli di Troia sistemati nelle poltrone che contano i voti gratis ma Zambetti, comprando i voti dall’ndrangheta ha aperto una falla nel sistema di potere ciellino e questo, per i seguaci di Don Giussani e Formigoni è inaccettabile.
Potrebbe essere stata una guerra intestina di potere a dare l’imbeccata ai magistrati per far partire l’inchiesta che ha portato alla scoperta della compravendita dei voti che, a lungo andare, avrebbe portato una perdita di appalti ciellini a favore dell’ndrangheta.
Comunione e Liberazione è una piovra ed i suoi tentacoli sono ovunque in Lombardia ed in modo particolare nella sanità, attraverso la Compagnia delle Opere gestisce una serie di appalti che rendono 70 miliardi, avete letto bene, all’anno.
Non c’è corsia di ospedale, in Lombardia, dove non passi la ramazza della CdO, non c’è primario di ospedale pubblico, forse anche in quelli privati, che non sia espressione di CL.
Capirete che con un giro di affari di questo livello è inaccettabile per i ciellini che un esponente della loro maggioranza compri i voti dall’ndrangheta facendo, di fatto, entrare nella sala dei bottoni una cosca rivale, sia essa l’ndrangheta, la mafia o la camorra.
Già la Compagnia delle Opere ha i suoi problemi nel campo edilizio, dove la camorra se non è associata è una rivale temibile, ci manca solo che ci si metta l’ndrangheta a pretendere una fetta di fatturato.
Forse la soffiata alla magistratura , che ha fatto partire  le indagini che hanno portato all’arresto di Domenico Zambetti, è partita direttamente dal Pirellone appena si sono accorti che l’assessore alla casa aveva tentato di introdurre una cosca avversaria nel territorio gestito da Comunione  e Liberazione attraverso la Compagnia delle Opere.
Questo, lo sappiamo tutti, non si può fare e quando qualcuno ci prova scatena la guerra tra famiglie anche se erano alleate sino ad un giorno prima.
Quando il nuovo vuole sostituire il vecchio scatena sempre un putiferio, e non alludo a Renzi, Renzi è un poveretto espressione degli oratori non ha dietro una macchina potente come ha Formigoni, Comunione e Liberazione.
Cocì potente e con argomenti così validi da convincere Maroni in dieci minuti. Niente dimissioni in Regione Lombardia da parte dei leghisti. Non si può fare ed un giorno sapremo perchè, quando Michael Formigoni tirerà fuori le carte e le prove dal cassetto.
Però dobbiamo ammettere che, per adesso, la Regione Lombardia fa eccellenza anche in questo campo, niente lupare, qualche messaggio trasversale per Piemonte e Veneto, ma niente sparatorie per le strade.
Da altre parti succede questo:

Caos a Partinico: e’ guerra tra i Vitale e le cosche emergenti – Antimafia Duemila

C’era un articolo ancora più interessante dal titolo: Guerra cruenta tra clan vecchi e nuovi ma i dirittti sono riservati, vi metto il link. 
Comunque il momentaneo vincitore, Formigoni, darà una spulciata ai picciotti, sempre se riuscirà a scoprire tutti gli infiltrati, una aggiunta di lievito ed impasterà una nuova giunta con la farina, scaduta, andata a male, di prima.
E’ il nuovo che avanza, con la benedizione del cardinale di Milano, ciellino pure lui.

Perché Comunione e Liberazione è la lobby del Terzo Millennio

 

Secondo me non è normale rincorrere le zanzare con la racchetta elettrica alle 5 del mattino. A Milano ci devono essere zanzare immuni a qualsiasi deterrente.


Tre fornellini con relativa pastiglia che, secondo me, per le zanzare di Milano hanno l’effetto di una insalata di riso o del prosciutto con melone un pranzo succulento altro che deterrente.
Con la racchetta elettrica ne ho già prese tre, con gioia immensa, ma non è normale che uno si svegli alle 5 del mattino per grattarsi e sentire questo fastidioso ronzio delle maledette per me invisibili.
Abito vicino a dei giardini ma di residence per pipistrelli non ne ho visti a questo dobbiamo aggiungere N° 2 terrazzi con piante di tutti i tipi e relativi innaffiatoi automatici che lasciano sempre qualche pozza stagnante che diventa un allevamento, intensivo, di larve.
Con tutti i cazzi di problemi che abbiamo ci mancava solo il problema delle zanzare.
Già il caldo, l’afa, mi tolgono le forze se poi ci aggiungiamo che non si può dormire per fare da vedetta agli attacchi degli insetti maledetti rimango rincoglionito tutto il giorno ben oltre il dna personale.
Eppure il comune ha preso provvedimenti, non saranno gli F35 ma ha ingaggiato gli specialisti della materia, i pipistrelli, ma evidentemente hanno il contratto solo per il centro o l’area C perchè tra  Via Padova e Via Palmanova quest’anno non ne ho visti.
Evidentemente Monti con la sua spending review ha tagliato anche i numeri dei pipistrelli.
Ci ha pensato Pisapia alla strategia ma è bastato che i pipistrelli si sentissero dipendenti pubblici per entrare in sciopero, oppure timbrano il cartellino e poi vanno a fare la spesa come certi dipendenti pubblici che risultano presenti ed invece sono assenti.

Contro le zanzare il Comune si affida
anche ai pipistrelli: rifugi in legno nei giardini
Dicono gli esperti che in una notte un animale riesce a ingerire dai 2 ai 4 mila insetti ma quelli della zona 2 devono avere il pass e non vengono ingeriti, hanno il permesso.
Secondo me le zanzare di Milano si sono evolute come le bombe intelligenti degli americani, sono immuni alle pastiglie dei fornelletti ed hanno imparato ad attaccare senza fare rumore, resta il fatto che sono sveglio dalle 5 e ne ho prese solo tre.
Fortunatamente, per adesso, non portano la malaria. Incrociamo le dita.
Buona giornata a tutti e senza zanzare.

E’ la prima volta che invecchio, non ho nessuna esperienza, ma come fa a restare per ore in piedi, in poltrona, in un palco senza che gli scappi?


Ho sempre bevuto tantissima acqua, anche al mattino appena sveglio bevo l’acqua. Una volta la bevevo frizzante con l’arrivo della pancia sono passato a quella naturale, ma la pancia è rimasta.
Se sono in giro dal mattino presto e magari sino a mezzogiorno devo fare una sosta entro in un bar bevo qualcosa ma è tutta una scusa per  usare il bagno. Hanno tolto tutti i vespasiani ed i più dispiaciuti sono i gay ed il sottoscritto, ma per ragioni diverse.
Pare che con l’avanzare dell’età questa esigenza sia un fatto comune, più di uno della mia età, oppure oltre, mi ha confessato che si alza di notte per fare la pipì.
L’argomento può infastidire ma è una esperienza alla quale vanno tutti incontro con l’avanzare dell’età. Il caso più eclatante, per me, è la Mirè capace di stare un intero giorno senza liberarsi da giovane ma adesso sente questa esigenza anche lei, non come me ma anche lei deve fare la sua pausa.
Mi domando come faccia uno di 85 anni a stare per ore sulla ribalta tra prediche, messa, omaggi dei fedeli, balli e canti dei giovani dell’Azione Cattolica e di Comunione e Liberazione senza mai fare una pausa.
Ha un wc chimico dietro al tendone? O magari ha un pannolone ad hoc?
Intendiamoci non è solo lui, basti pensare a Napolitano, li trovano tutti con una vescica d’acciaio o estensibile, in ogni caso hanno una salute d’acciaio anche se, spero, non siano tutti come Andreotti, indistruttibile.
Persino i ragazzotti che gli fanno festa intorno, tra una birra e l’altra, devono liberarsi e mi chiedo come faccia il Santo Padre ad avere tanta resistenza.
Ieri ho fatto due o tre lavori in casa, modifiche di impianti elettrici, manutenzione rubinetti con pulizia o sostituzione dei filtri, passato il folletto, cose così ma ad un certo punto ho dovuto fare la pausa sigaretta.
Persino Silvio, che punta ai 120 anni di bunga- bunga, una volta ha avuto un mancamento in diretta, possibile che Benedetto XVI non dica mai nel bel mezzo di una predica, magari quando dice che lo Stato italiano deve essere laico ma come vuole lui. E cioè vieti l’aborto, l’eutanasia e riconosca solo il matrimonio uomo-donna che produca i ragazzini e le ragazzine da mandare all’oratorio tra le amorevoli braccia del prete di turno, non si interrompa almeno una volta e dica: scusate il Papa deve andare in bagno, seguito dal suo maggiordomo che gli alzi la gonna, gli sposti un po’ di magliette per evitare che schizzi la tonaca bianca ed intonsa?
Cos’ha il serbatoio delle acque nere incorporato come i camper?
E’ solo una  mia curiosità, ma è permesso lasciarmi anche senza risposta, me ne farò una ragione.
Radio Popolare nell’edizione delle 7,00 ha trasmesso un servizio in cui si diceva che Viale Zara è percorso da centinaia di persone provenienti da tutto il mondo, anche dal Venezuela di Chavez, dirette al Parco Nord, dove già da due giorni o tre non si può più andare a correre o portarci i bambini, per andare all’incontro con il Papa.
Ci mancherebbe altro, siamo un paese laico ma libero, escluso l’aborto, l’eutanasia ed il matrimonio omosessuale la procreazione assistita o come cavolo si chiama la storia degli embrioni, è tutto permesso, anche le adunate cattoliche e la pedofilia clericale e non quindi hanno tutto il diritto di godersi la festa.
Ho studiato un anno dalle suore, qualche mese dai gesuiti e due anni dai salesiani, mi viene da pensare che se fossi rimasto con la fede di quei tempi, tra l’altro più subita che voluta, anch’io sarei corso al Parco Nord per trovarmi il posto migliore con provviste d’acqua, sigarette, e certamente vicino ad un wc chimico pronto alla bisogna. Ho sempre avuto una produzione di liquidi abbondante, non credo che l’entusiasmo provocato dalla vista del Santo Padre mi avrebbe bloccato la produzione.
Nonostante il mio distacco dalla fede, intorno ai 14 anni, non ho mai abbandonato l’abitudine di girare intorno agli oratori ed avevo le mie buone ragioni confermate pure da quello che mi è successo ieri.
Mentre ero fermo ad un semaforo rosso ha attraversato l’incrocio un folto gruppo di giovani provvisti di badge della manifestazione mondiale per la famiglia cattolica in mezzo al quale c’erano 4 o 5 ragazze veramente notevoli ed in modo particolare una ricciolina niente male con la quale mi sono lucidato gli occhi, nonostante la cataratta.
Sono sempre stato appassionato delle figlie di Maria ma solo se coetanee, a 18 anni ho smesso di girare intorno agli oratori. Sono tutta una contraddizione, a 10 anni volevo farmi prete, a 13 ho smesso di frequentare e di credere, ma devo avere sbagliato qualcosa, il proibito rende i vizi più piacevoli ed all’oratorio c’è sempre carne fresca in arrivo, avrei potuto essere un bravo parroco. Ho un ricordo veramente piacevole del buio delle sale cinematografiche degli oratori, esistono ancora?
Che bei tempi, per andare in bagno si aspettava la fine del primo tempo, poi ci si rituffava nel buio e si stava attenti a non essere scoperti perchè, a noi, era vietato.
Poi mi sono evoluto, al pomeriggio andavamo al cinema Loreto, il nostro Cinema Paradiso, la platea era leggermente in pendenza e per girare da una fila all’altra di poltrone erano consigliabili le catene, ci si divertiva un mondo senza nessun pretino che controllasse dove avessimo le mani e le mamme si preoccupavano perchè alle loro figliole veniva il braccio del tennista, inspiegabilmente. Avevano poca memoria, se si fossero ricordate cosa facevano da ragazzine avrebbero capito. Ci siamo passati tutti, quasi tutti.
Poca memoria l’ho anch’io, non ricordo uno dei film che ho visto al cinema Loreto, non guardavo nemmeno il manifesto che pubblicizzava il film in programmazione, per me era solo un problema logistico non avendo la patente e non sapendo dove andare per godere un po’ di intimità e scaricare gli ormoni della giovinezza.
Se qualcuno andrà al campo Volo di Bresso e vorrà togliermi questa curiosità gliene sarò grato, fatemi sapere se nel palco, dietro l’altare c’è un wc chimico altrimenti penserò che il Santo padre è un superman in tutti i sensi.
Buona giornata, spero che il tempo regga al meglio.

Quelli di Macao, quando non basta essere contro per essere nel giusto. La presunzione nella cultura non può esistere, la cultura è confronto.


L’web è stato inondato dalla solidarietà espressa da internauti ai ragazzi del Macao vittime del comune o del sindaco Pisapia secondo i punti di vista perchè il problema non erano i ragazzi del Macao ma andare sempre e comunque contro la politica.
Persone che si sono scagliate contro Pisapia da migliaia di chilometri di distanza, senza nemmeno informarsi, solo per confermare un proprio pensiero precostituito e per accusare Piasapia di non mantenere le promesse.
Persino Dario Fo, precursore delle occupazioni di spazi culturali, è accorso immediatamente per dare supporto e pubblicità ai ragazzi del Macao invitando il comune, la giunta, a fare qualcosa per questi ragazzi.
E questo la giunta ha fatto, alla faccia di chi ha criticato precipitosamente e da prevenuto in attesa di qualche scivolata di Pisapia.
La sinistra più sinistra di tutti, la migliore e la pura di spirito, che regolarmente scivola sulla buccia di banana per esagerazione da contestazione.
Dario Fo è da sempre attento e contro ma è anche molto intelligente ed infatti, se commette un errore, lo individua e ne prende atto in un breve lasso di tempo, ciò che altri non sono capaci di individuare e quindi di prendere atto di essere stati precipitosi.
Il gusto di sentirsi diversi, migliori, più democratici degli altri alle volte fa brutti scherzi e capita di pestarne una grossa, non stiamo parlando di Casa Pound, stiamo parlando di collettivi diversi probabilmente di sinistra ma si sa che la sinistra ha sempre qualcuno più a sinistra di tutti, sempre in malafede e, come ha risposto una ad un mio commento, non hanno le fette di salame davanti agli occhi.
Dico subito che non c’è bisogno di avere le fette di salame negli occhi, basterebbe informarsi, aggiungo che le fette di salame davanti agli occhi si possono anche togliere per farsi un panino, se si hanno nella testa, nel cervello, l’operazione è impossibile.
Non basta suonare l’orchestra in piazza per avere ragione,essere più liberi e democratici, si deve anche ragionare ed accettare il confronto con l’unica istituzione che ha dato risposte alle loro domande, con la giunta precedente invece delle risposte avrebbero preso solo le botte dalla polizia.
Io sono favorevole ai ragazzi del Macao ed il mio punto di vista conta meno di nulla, più facile fare bella figura dando ragione ai ragazzi a prescindere, sentirsi parte della maggioranza e rivoluzionari della cultura ma, se non si collega il cervello e non si colgono le opportunità che la Giunta di Milano propone si passa solo dalla parte del torto e chi, sin dalla prima ora, si è schierato dalla parte del Macao volta le spalle e si lascia immerso nel suo brodo di prosopopea e presunzione.
L’esatto contrario della cultura, che si confronta ed accoglie le aperture e le occasioni, non si fa cultura rifiutando il confronto, quello è il pensiero unico non cultura.
Macao e l’assemblea all’ex Ansaldo

Nel mio piccolo, nella mia ignoranza dato che ho solo la terza media, vorrei dire a collettivo di intellettuali ed artisti del Macao, che per volare prima delle ali ci vuole il cervello.
Abbassino le ali, della presunzione, e usino il cervello della modestia.
Non lo dico perchè l’ha detto Dario Fo, l’ho detto prima e sono stato criticato perchè ho difeso Pisapia, io ho difeso la logica.
Se la cultura è presunzione ha fallito il suo scopo, coinvolgere quelli come me, far capire a chi ha meno strumenti e capacità.
Gente che parla solo tra di loro per darsi ragione uno con l’altro, è un salotto non è cultura, Pasolini parlava e scriveva per gli ignoranti ed è per questo che gli intellettuali l’hanno capito vent’anni dopo.

 


La politica dal basso, la partecipazione, sono cose belle, importanti. Ma un comune, una regione, lo Stato, non sono condomini. Risposta a Matteo Calise, M5S Milano.


Leggo una intervista di Matteo Calise, M5S, eletto a Milano alle ultime elezioni nella quale commenta lo splendido risultato che l’M5S ha ottenuto due giorni fa.

Mattia Calise (M5S) ad Affaritaliani.it: “Grande risultato. L’Idv? Siamo diversi. Pisapia? Lo boccio assolutamente”

Potete ovviamente leggere tutta l’intervista al link indicato, come ho fatto io, e poi tirate le vostre conclusioni.
Mi interessava capire la sua filosofia perchè se va avanti così è probabile che i consiglieri del M5S siano sempre più numerosi ed allora dovremo tutti confrontarci con il loro modo di ragionare.
Ovviamente tralascio la parte dedicata all’onestà in politica, ai condannati che non possono avere incarichi pubblici e così via, tutte cose dove siamo d’accordo.
Nemmeno io voglio essere amministrato da un ladro, al massimo potrei scoprirlo durante o dopo se ruba, ma sapendolo a priori che ruba è ovvio che non voglio che venga eletto.
Mi ha colpito il giudizio su Pisapia che vado a riportare:
Poi boccia Pisapia: “Sulla partecipazione è un disastro. Ne hanno un concetto distorto, all’inverso. Prima decidono e poi annunciano ai cittadini. Uno dei miei modelli è il sindaco di Cassinetta di Lugagnano: ha amministrato bene”. Infine dà i voti ai leader ed è una sfilza di 4. L’unica eccezione? Di Pietro…

Passiamo a Milano: lei boccia o promuove Pisapia dopo un anno di amministrazione?
Vedendo l’attività tutti i giorni in consiglio comunale e ricordando le premesse elettorali, boccio assolutamente. A partire dalla partecipazione. Faccio un esempio: stiamo votando in aula il Piano di Governo del Territorio, che è uno dei documenti più importanti di questi cinque anni e che segnerà il futuro della città. Nel loro programma, e io gliel’ho pure letto in consiglio comunale, avevano detto che il Pgt l’avrebbero fatto insieme ai cittadini. Questo non sta succedendo.
In che senso?

Nel senso che la partecipazione per loro è un concetto completamente ribaltato. Per loro partecipare vuol dire che decidono di fare Area C e poi vanno in giro a dirlo ai cittadini. Per noi partecipazione è che prima si ascoltano i cittadini e poi si va a vedere che cosa fare. E’ il processo opposto. Stesso discorso per il consiglio: non usano il consiglio come un organo di indirizzo, ma ci portano delle delibere chiuse che noi possiamo solo approvare o bocciare. Questo è assurdo.

Se dovesse promuovere un sindaco di qualche Comune lombardo chi indicherebbe?
Uno dei miei modelli è Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, comune virtuoso e primo comune che ha impostato la gestione territoriale con lo “stop consumo di suolo”. Hanno smesso di vendere per incassare oneri e hanno tutelato il paesaggio. Questo è uno dei punti del movimento. Speriamo di poterlo portare avanti dove abbiamo vinto.

Dal momento che ho fatto politica attiva, partecipata, in mezzo ai cittadini per un ventennio ho colto l’impressione che la partecipazione, come la intende il movimento, abbia più dell’assemblea condominiale dove si discute per serate intere se rifare il cortile o no e dopo mesi di discussioni inutili si va alla votazione in base ai millesimi.
Non parliamo poi se c’è da rifare la facciata o il tetto.
Le varie assemblee che si fanno nei quartieri, gli incontri con i cittadini, servono ad esporre i progetti, discuterne con i cittadini ma, al dunque, si deve fare una sintesi e portarla in consiglio comunale.
Prendiamo l’area C, per decenni ci siamo riempiti la bocca e la testa con l’inquinamento a Milano
, abbiamo criticato le giunte di destra per il loro immobilismo e per il fatto di avere stravolto Milano con parcheggi sotterranei sotto chiese antiche, parchi secolari in un delirio di cemento che non ha uguali. Abbiamo criticate le domeniche a piedi di Formigoni in quanto pura propaganda senza un piano serio sul trasporto pubblico.
Adesso, che finalmente qualcosa si muove come l’Area C, scopriamo che è sbagliato il metodo. Sappiamo tutti che qualsiasi decisione si prenda scontenta sempre e comunque qualcuno e se la Giunta Pisapia, dopo anni di incontri sul tema inquinamento, fosse ripartita da capo riascoltando i cittadini, gli stessi che si lamentano da decenni, per poi arrivare ad una conclusione saremmo arrivati al 2020, forse, per decidere cosa fare.
Questo si potrà fare a Cassinetta di Lugagnano, 1879 abitanti neonati compresi, si va tutti allo stadio comunale alle ore 9,00 di una domenica mattina, si leggono le proposte e per le 11,00 si è già votato e si può andare a Messa o a pranzo.
Che discorsi sono? Un conto è organizzare la differenziata in un paese di 300 anime ed un altro organizzarla per una città come Roma, ammesso che qualche disonesto non ci voglia mangiare con i rifiuti, ma questo è un altro discorso.
La partecipazione dei cittadini si esplica nei consigli di quartiere, ne ho fatti a centinaia a Sesto San Giovanni per spostare un mercato o decidere di fare un giardino pubblico su un’area dismessa dell’Enel e non venivano nemmeno tutti.
Chi partecipava diceva la sua, faceva osservazioni, e non venitemi a dire che l’ Area C si poteva discutere in rete, nemmeno a Milano arriva al 50% e comunque non si tratta del filmino della Belen che avrebbe fatto il pieno.
Hanno studiato le soluzioni di città più grandi di Milano, metropoli europee che da decenni hanno preso e trovato delle soluzioni ritenute ragionevoli, solo da noi si è fatto tanto casino perchè l’Area C ha scomodato qualcuno.
Ho già scritto più volte che non vedo l’ora di vederli all’opera questi ragazzi del Movimento, ma non all’opera dall’opposizione perchè è troppo facile, come ho già detto l’opposizione è una rendita, hai sempre ragione e non ti sporchi mai le mani, comunque ci guadagni.
Sono diffidente in merito a questo per il fatto che ovunque si tratti di andare ai ballottaggi il Movimento 5 Stelle si rifiuta di prendere una decisione di parte, quella che vogliono sia chiaro non pretendo che sia di sinistra. Si rifiutano dicendo che loro non vogliono partecipare o mischiarsi con i vecchi partiti, la vecchia politica ecc.ecc.
Domanda: hanno intenzione di governare veramente o si accontentano di suonare le trombe dall’opposizione per avere sempre ragione?
Lasciando perdere la parte onestà ecc.ecc., siamo tutti d’accordo, almeno io lo sono, ma vogliono prendersi qualche responsabilità o si limitano a fare la morale, dare i voti, sentirsi sopra e migliori degli altri come ha fatto Matteo Calise e come fanno tutti gli altri in rete come se fossero una razza superiore o venuta da Marte?
Per governare un Comune, una Provincia, una Regione, uno Stato ci vuole una maggioranza almeno del 51%, dice la Democrazia, pensano di arrivarci in 10, 15, anni?
Mi piacerebbe vederli all’opera ma, tolti i colpi di Stato, non c’è mai riuscito nessuno con un partito solo, almeno nei paesi dove c’è ancora la democrazia.
Se poi considerano democratica la Russia di Putin o i paesi dove si va a votare con scheda unica allora è un altro discorso.
Non vorrei che Mattia Calise nello slancio ammirevole del suo impegno giovanile alla fine non si riveli un paraculo, un bastian contrario che può dire tutto ed il contrario di tutto tanto non sarà mai lui ad avere la responsabilità di governare una città.
Penso di avere reso l’idea di cosa intendo dire, se io mi chiamo sempre fuori non faccio errori e sono sempre innocente, il primo della classe.
Se il problema, l’obiettivo, del movimento è infilare una spina nel fianco di un consiglio comunale, provinciale, regionale o in Parlamento sono convinto che verrà raggiunto, se per vederli all’opera con tutta la loro innovativa sapienza dovremmo aspettare che diventi un pensiero unico, come quello di Berlusconi, e che raggiungano il 51% temo che li avremo a giudicare, moralizzare, predicare ma non li vedremo mai governare.
Se pensano che governare il Paese sia come governare Sarego, 4.845 iscritti alle liste elettorali siamo messi bene, per la partecipazione come la intende Calise , e non solo lui, il campo di calcio comunale non basta più, ci vuole il Maracanà.
Detto questo non sono qui a dire che Pisapia è perfetto perchè l’ho votato io, dico che è molto meglio della destra che ci ha governato per oltre un ventennio, la perfezione non è di questo mondo.
Per averla, la perfezione, dovremo attendere che Il Movimento 5 Stelle abbia il 51% allora si, quando lo avrà da solo, sarà tutto un altro mondo.
Ma questo sarà un problema vostro, di chi avrà la fortuna di vivere nella nuova politica del pensiero, se non unico, dominante.
Solo così potremo vederli al lavoro, confrontarsi con i problemi reali, spalare il fango quotidiano, perchè loro non si mettono con nessuno della vecchia politica. Sono oltre.
Dalla politica della globalizzazione alla politica della partecipazione, condominiale.
Secondo me l’integralismo è globalizzato, anche i talebani non si mischiano con nessuno al massimo accettano che gli si venda le armi.
Rifiutare di prendere posizione sui ballottaggi o di entrare in una maggioranza qualsiasi prendendosi delle responsabilità è integralismo, furbo, per avere sempre ragione.
Quello che non sbaglia mai è quello che non fa mai niente, dicevano i vecchi.
Ma giudica, partecipare è sbagliare e sbaglieremmo noi se dessimo a questa filosofia il 51%, sarebbe un regime, immacolato come il paradiso, ma regime. Unico come il Dio unico, non ne avrai altri all’infuori di me.

Vi presento l’orgoglio della zia. Silvia Garnero, assessore alla Provincia di Milano, da maggio a novembre del 2010 è desaparecida, ma ha ritirato lo stipendio.


La Santanchè ha detto che il trota è un pirla, probabilmente ritiene che sua nipote sia una perla, dell’assenteismo.
L’opposizione ha presentato una mozione di sfiducia che la maggioranza ha respinto
ma è giusto che noi milanesi della città o di provincia si sappia almeno che faccia ha dato che le passiamo la busta paga.
Per il resto, per sapere cosa non ha fatto in questi anni, rivolgetevi qui, a me ha fatto schifo solo scrivere queste poche righe.
Provincia di Milano, assessore e assenteista
E’ la nipotina di Daniela Santanché

Nella primavera del 2009 la sua nomina contribuisce a rafforzare le quote rose nella neo giunta provinciale di Milano governata da Guido Podestà. Il più giovane assessore d’Italia, appena 25 anni allora, bella presenza, un curriculum politico inevitabilmente scarno, ma una grande dote da spendere: la parentela con il sottosegretario del Pdl Daniela Santanché. Tanto basta per spingere la giovane Silvia a palazzo Isimbardi. A lei, Podestà, riserva l’assessorato alla Moda con delega di prestigio: quella all’Expo 2015.

Poi ci chiediamo come mai Milano sia così in ritardo sull’Expò 2015, daranno la colpa a Pisapia, certamente non alla zia ed al Podestà.

Di tutte le gabelle dei professori trovo che la peggiore sia quella sulla benzina. Tocca tutti, anche chi non ha nemmeno il motorino.


Dagli alimentari alle medicine, dai calzini al computer, tutto viene trasportato per consegnare le merci a negozi e supermercati ed è per questo che il balzello è odioso, colpisce gli indifesi, disoccupati, precari e pensionati alla minima.
Pane e latte aumentano come la verdura e la pasta e questo avviene a prescindere dalle materie prime è il trasporto che incide sempre di più.Sappiamo tutti che molti sono costretti ad usare l’auto per recarsi al lavoro, prodursi un reddito per chi fortunatamente ce l’ha. Se non bastasse l’aumento degli alimentari ed i generi di prima necessità, gas, luce  a tagliare stipendi e pensioni ci va pure aggiunto l’aumento dei costi per produrre un reddito,  che nessun adeguamento di contratto riesce a coprire e lo stipendio vero al netto dei costi diminuisce.
Ovvio che ciò non avviene per i pensionati alla minima che non hanno l’auto e la pensione la vanno a ritirare in posta con il bastone per reggersi in piedi ma è quando vanno a fare la spesa che la gabella colpisce anche loro, spietata non guarda in faccia nessuno.
Mi impressiona l’indifferenza generale ad un problema del genere, non sono uno statistico, la butto lì, ma penso che la rapina autorizzata dallo Stato, dal governo, su benzina e gasolio taglia di netto del 10, 15% salari e pensioni.
Possibile che nessuno se ne faccia carico? Che a nessuno venga in mente di organizzare una protesta, uno sciopero, su questo tema?
La Rivoluzione francese si sviluppo’ contro le gabelle che i nobili imponevano a contadini, artigiani ed a tutti quelli che si muovevano sul territorio per sopravvivere, stanchi dei balzelli dei nobili parassiti decisero di farla finita e di tagliare le teste inutili e parassite, grande invenzione la ghigliottina in queste occasioni.
Ora le gabelle, i balzelli, vengono imposti dall’economia parassita e dai governi loro complici, dando un invio da un computer qualunque delle stanze del potere economico-politico parassita la si applica immediatamente.
A proposito di generi primari, gli alimentari. In queste settimane di maltempo abbiamo visto che interi paesi, cascine isolate, stalle e quant’altro sono rimaste isolate per  giorni senza viveri, acqua, gasolio e benzina, oltre alle bombole del gas che noi di città non teniamo mai presente perchè il metano ci arriva sino in casa.
Basta comunque andare in un paesino della Valsassina per accorgersi che migliaia di famiglie cucinano con la bombola del gas, i più fortunati hanno il serbatoio interrato ma, anche questo, deve essere riempito, se i mezzi riescono a muoversi.
Sono rimasto nel vedere un servizio sul Tg3 inerente alla situazione di isolamento da neve che molti paesi e famiglie hanno vissuto.
C’era un signore che si era alzato alle 4 del mattino, aveva montato le catene al suo mezzo, caricato il mezzo di generi di prima necessità ed è arrivato in un paesino isolato da qualche giorno per fare un servizio e guadagnarci qualcosa, da quello che ho intuito mentre trafficavo in cucina, era il suo lavoro  e si è dato da fare per farlo al meglio.
Sono rimasto sorpreso quando, tra i generi di prima necessità, ho visto le banane. Devo dire che i tempi sono decisamente cambiati, non solo per Roma dove, da quando non ci sono più gli schiavi, parliamo di 2000 anni fa più o meno, nessuno spala più la neve ed il sindaco chiede aiuto. A Varese, dove ci sono gli intelligentoni della lega, hanno subito lanciato l’idea di fara spalare la neve agli immigrati sfollati e/o clandestini.
A parte il fatto che dovremmo farlo tutti, coronarie permettendo, ma la proposta del leghista mi puzza del solito razzismo.
Comunque a Milano ci sono molti stranieri anche di colore che la neve non l’hanno mai vista che si danno da fare per guadagnare qualche euro.
Oggi divago troppo, torniamo alle banane di prima necessità.
Provengo da una famiglia che stava bene, i miei nonni avevano la campagna, frutta verdura, animali, insomma non ci mancava niente ma, le banane, le ho viste che avrò avuto 10 anni, ma non basta.
Mia mamma mi diceva: mangia la mela chè la banana è pesante. Le mele, le pere ecc.ecc. le avevamo dietro la casa, ce le forniva direttamente l’albero e d’inverno si mettevano sotto, dentro, il pagliaio per farle durare di più.
Sono cambiate le esigenze, siamo cambiati noi, ieri mi ha frullato un pensiero nella mente e l’ho detto alla Mirè.
Mirè, le ho detto, se venisse una carestia di due, tre, mesi noi di città moriremmo tutti di fame. Non abbiamo orti, salvo qualche immigrato dal sud o dal Veneto che pura lavorando non ha voluto staccarsi dalla terra e ne coltiva un pezzetto in riva al Lambro.
Spero per lui che non innaffi le sue verdure con l’acqua del Lambro, altrimenti mi diventa di plastica.
Dicevo che no abbiamo niente nè galline nè uova, noi moriremmo di fame, di stenti.
I nostri bambini non hanno mai visto una mucca, dal vivo,  mi sono ricordato della  figlia di una mia amica che era andata in gita con la scuola  in una cascina alle porte di Milano dove c’erano, naturalmente, tanti animali.
La maestra ha invitato i bambini ad assaggiare il latte fresco di mucca, una occasione più unica che rara, e la figlia della mia amica ha risposto: non lo voglio il latte della mucca, voglio quello nel cartone!
Non c’è stato verso di farglielo assaggiare, il latte di mucca.
Ecco, noi di città, siamo un po’ tutti così.
Pensate se andasse via la luce ed il gas per una settimana, come faremmo a Milano?
Pochissimi di noi hanno stufe a legna o il camino. Io ho il camino, avrei il problema della legna che, da noi, costa al quintale come un chilo e mezzo di filetto e se mancasse il metano costerebbe il triplo. Sono già tra i fortunati perchè avrei un posto dove accendere il fuoco, ma gli altri come farebbero?

A Milano, in Via Padova, ha aperto un emporio cinese. Non so come chiamarlo, ma fa più lui per i pensionati ed i precari che il governo Monti.


Vendono di tutto, vestiti, scarpe, casalinghi, profumi, detersivi, elettrodomestici, insomma è inutile  stare qui a fare l’elenco.
Sono andato a fare un giro e, credetemi, c’è da risparmiare parecchio soprattutto per la casa, le cose di consumo quotidiano che alle quali non puoi rinunciare.
Diffidente da sempre, non comprerò mai un ferro da stiro da 1800 watt a 10 euro, sono andato a fare un giro e sono rimasto basito.
Ci sono moltissimi prodotti italiani di marca a prezzo inferiore dei supermercati nostrani, una marea di cose cinesi con l’etichetta dell’importatore, italiano, città, provincia ed indirizzo.
Molti prodotti sono costruiti in Italia, anche questi con la loro etichetta di regola in evidenza e la mia considerazione finale, per non farla lunga, è che fanno di più per il popolino i cinesi che il nostro governo.
L’altra considerazione, non marginale, è che ammazzeranno tutti quelli che ci sono intorno che trattano gli stessi prodotti.
Ho dato una occhiata alle scarpe, made in China, cuoio, tomaia in gomma o cuoio, pianta fatta bene, se devo trovare un difetto consiste in qualche finale di cucitura non propriamente ad arte, per chi è attentissimo all’estetica.
Per uno con la mia testa un fatto assolutamente marginale. Sotto i 20 euro.
Per adesso ho preso un orologio/sveglia con data temperatura e luminoso, per vederlo anche di notte senza accendere la luce.
Le pile, di tutti i tipi e di tutte le marche, sono alla metà come prezzo.
All’uscita c’erano dei tavoli con le bibite, salatini, panini e quelle cose lì per il lancio, l’apertura.
Inutile dirvi che a decine hanno mangiato lì. Ma questo succedeva anche dove lavoravo io al lancio di una nuova automobile, c’era gente che passava la giornata davanti al rinfresco senza nemmeno fingere di guardare l’auto di nuovo modello.
Ci facciamo riconoscere, come sempre.
Comunque questi da una parte ci aiutano, per chi ne ha pochi, dall’altra  ammazzano il commercio  nostrano.
A meno che, i nostri commercianti, non ci prendano in giro da decenni vendendoci gli stessi prodotti, non tutti ma parecchi, ad un costo tre volte superiore. Come la batterie da 1,5 volt di marca.
Scontrino regolare, bancomat o carta di credito, come nei nostri empori, supermercati. 

Anche Formigoni ha il suo Trota, adottivo. Il figlio di Muccioli cacciato da S. Patrignano ingaggiato, per fare altri danni, dalla Regione Lombardia.


Dalla foto che ho messo si potrebbe fare una sintesi: Droga si cambia, spacciatore. Andrea Muccioli è figlio d’arte ed è stato costretto dai Moratti a dare le dimissioni dalla guida della comunità di S. Patrignano per aver causato 20 milioni di debiti con annessa villa faraonica di 900 metri e tre piani.
Certo non si può pretendere che tutti abbiano la classe di Don Verzè e facciano debiti per un miliardo di euro, anche in Comunione e Liberazione ci sono i Messi ed i Niccolai.
Sulle vicende giudiziarie di S. Patrignano e del modello imposto sul recupero dei tossicodipendenti è meglio stendere un velo pietoso, basta ed avanza il marcio che emerge, come sempre, dalle operazioni clientelari di Comunione e Liberazione, il braccio armato politico economico di Formigoni che domina in Lombardia.
A stare ai precedenti, vedi la situazione del S. Raffaele, temo che il nuovo consulente per il progetto droga della regione Lombardia in pochi anni distruggerà quel che è rimasto della sanità lombarda.
Al massimo potrà rinnovare il parco spacciatori presenti in Lombardia.
I  Moratti sono riusciti a fargli firmare le dimissioni ma, per non fargli prendere l’aids della disoccupazione, gli hanno messo il preservativo, inteso come assunzione alla Asl Milano 1.
Formigoni dice di non saperne niente ma l’atto della nomina è sulla sua scrivania in attesa della conferma, la sua firma in calce.
Certo che noi lombardi, se continueremo così,  faremo incetta di pargoli famosi ed incapaci.
Se nelle discoteche di Corso Como ci sono i tossicodipendenti ricchi e famosi, che pagano di suo, la Regione Lombardia stà diventando una associazione di volontariato, coatto, nell’ assunzione dei figli handicappati, lo dico con tutto il rispetto di quelli veri ai quali vengono tagliati i fondi e con tanta rabbia in corpo, dei ricchi e famosi nullafacenti che fanno solo danni.
Non si potrebbe, invece di assumerli o farli eleggere con costi esorbitanti, farli visitare nelle sedi opportune in modo che gli venga riconosciuta la loro pensione ed, eventualmente, l’affido?
A momenti non riconosciamo la sedia a rotelle a  chi ne ha diritto, per tagliare i costi li abbandoniamo in carico alle loro famiglie, e ci ritroviamo a pagare vitalizi immotivati, immeritati,  migliaia di euro al mese per i figli incapaci dei soliti raccomandati.
Per adesso adesso abbiamo il Bossi junior ed il Muccioli junior, la Minetti non può entrare in squadra in quanto femmina, al massimo potrebbe fare l’arbitro, mi preoccupa che per fare squadra ne mancano ancora nove più le riserve, non vorrei che in breve tempo ne sistemino altri, magari i figli o i nipoti di chi ha gestito il S. Raffaele ed il suo miliardo di euro di debiti.
Vedremo come andrà a finire, qualcuno ha già reagito e denunciato lo scandalo, speriamo che le proteste si allarghino a macchia d’olio e fermino questa indecenza.
Il Trota l’hanno eletto, questo l’hanno benedetto, è stato unto dal signore della Lombardia, Formigoni.
Muccioli silurato dalla sua San Patrignano
Ripescato come consulente Asl in Lombardia

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