Anche il Fatto Quotidiano va in confusione, l’amarezza fa sbagliare il titolo di copertina: Mezza Italia contro i partiti.


indexSottotitolo: record astenuti al 38%, con i voti dei 5Stelle gli italiani anti sistema sono ormai uno su due.
Se così fosse perchè gli astenuti non hanno votato l’unico movimento anti partiti, anti sistema e cioè il M5S?
Se i giornalisti del Fatto, appena si saranno ripresi dal dispiacere per il risultato del M5S, riusciranno ad analizzare questo fatto riusciranno a spiegare ai loro lettori le cause di quesa disaffezione dalla politica che è in atto dai primi anni 90.
E’ da oltre un ventennio che il partito di maggioranza relativa, o quasi, è l’astensionismo e trovo strano che l’informazione se ne accorga solo oggi.
Nei primi anni 90 non avevo ancora il blog ma ricordo perfettamente cosa ho pensato quando l’astensione dalle elezioni di qualsiasi tipo ha toccato e superato il 20% degli iscritti alle liste elettorali: stiamo diventando come gli americani, o come gli svizzeri, dove vanno a votare la metà degli aventi diritto ed eleggono ugualmente governi e presidenti, negli Usa, mentre in Svizzera accade lo stesso con i vari referendum.
Non dimentichiamo che la Svizzera è il primo paese al mondo dove l’elettorato ha votato contro se stesso, poi siamo arrivati noi perfezionando ed ampliando il masochismo facendo diventare Forza Italia prima e Pdl dopo il primo partito in assoluto a pari dell’astensione.
Disaffezionati dalla politica ce ne sono molti anche a sinistra e per oggi mi limito ad analizzare solo questi perchè sono quelli che mi interessano di più.
Per chi ha votato Pci è difficile votare un palliativo, come i Ds o il Pd, mentre è stato più facile abboccare a Rifondazione Comunista o similari che da un decennio non sono nemmeno rappresentati in Parlamento, il voto più inutile che ci sia.
Ci sono caduto anch’io, nonostante fossi al corrente che Bertinotti sin dai tempi del sindacato era soprannominato il signor No, ed ho votato Rifondazione e sapete qual’era il nome in vista nella lista di Rifondazione a Milano?
Tiziana Majolo.
So per certo che molti ex compagni del Pci non votano, non riescono a votare un ripiego, una fotocopia sbiadita di un partito che non c’è più e sono ancora alla ricerca, inutile, di qualcuno che sia degno di rappresentare i loro ideali ai quali non ho rinunciato io e nemmeno loro.
Sono stato più volte accusato di essere un piddino, specialmente dai giovani del M5S e questo per il semplice fatto che se critichi Grillo arrivano in massa dal web ad offenderti a criticare senza nemmeno leggere quello che scrivi.
Ci sono più di 8000 post a disposizione per capire il mio pensiero, sempre che interessi, ma leggerne qualcuno farebbe bene a questi giovani per non prendere la vacca per le balle. fare accuse assurde.
Io sono un pragmatico e voto di volta in volta la lista dove mi riconosco di più e per il 95% delle volte ho sempre perso. Condivido molte delle critiche che il M5S porta contro il sistema, anche perchè le portavamo avanti noi nel Pci : di questione morale Berlinguer ne ha parlato sin dal 1980, ribadendo il concetto nel 1981 in una intervista rilasciata a Eugenio Scalfari.
Diceva il saggio, inascoltato:
La questione morale esiste da tempo. Ma ornai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perchè dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico… ( Pag. 13 dell’opuscolo: Parole di Enrico) Maggio 2012 Fondazione Cespe Centro Studi di Politica Economica.
Continua il saggio, inascoltato:
La questione morale nell’Italia di oggi, secondo noi comunisti, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti (badate bene correnti come quelle della Dc e del Pd e siamo nel 1981) fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro che vanno semplicemente abbandonati e superati.
Ecco perchè dico che la questione morale è al centro del problema italiano. Ecco perchè gli altri partiti possono provare d’ essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche.
Difficile per chi si è abbeverato a queste parole accettare i discorsi sul giaguaro di chi oggi crede di avere preso in eredità, in parte lo ha fatto e ci campa ancora, gli ideali ed i valori del Partito Comunista Italiano.
Puntalizzo adesso alcuni punti per specificare la mia posizione, altrimenti sembro rincoglionito e non escludo nemmeno di esserlo, a priori, infatti nel mio blog ho scritto: non prendetemi troppo sul serio, non lo faccio nemmeno io.
Perchè, allora, vado a votare?
Per rispetto alle  migliaia di partigiani ed antifascisti che hanno dato la vita per permettermi di farlo, di esprimermi. Lo hanno fatto senza conoscermi e nella speranza di avere un Paese migliore.
Quali sono i tuoi ideali?
Sono un anticapitalista convinto che punta ad un socialismo democratico. Uso le parle di Berlinguer: Diciamo una terza fase ( o terza via) in rapporto a che cosa? non si tratta di creare una via di mezzo tra il socialismo ed il capitalismo. Si tratta di superare il capitalismo allo stadio in cui esso è giunto qui da noi, nell’Occidente industrializato e sviluppato e di SUPERALO COSTRUENDO UN SOCIALISMO che si realizzi nella garanzia della salvaguardia delle libertà democratiche già conquistate.
Quindi non una convivenza con il capitalismo ma il suo superamento.
Ovvio che per arrivare a questo di debba passare per fasi succesive, se non si fa la rivoluzione, come una politica che sappia condizionare e far rispettare la Costituzione ad un capitalismo libertario ed omicida che non vuole regole, se non quelle imposte da loro.
Ma se sei contro perchè non voti il M5S?
Perchè non è anticapitalista, è anti multinazionali, anti banche, ma non è anticapitalista e poi, ragione molto più importante, considera destra e sinistra concetti, ideali, superati e questi scontra tutti i giorni con la realtà che la vita, i fatti, ci propongono.
Anche scegliere che bibita bere, con quale pallone giocare, quale maglietta comprare è una scelta di destra o di sinistra e se non ve ne rendete conto sarà peggio per voi perchè da questo sistema capitalistico parassita non ne uscirete mai.
Certamente io non farà in tempo a vederla l’uscita, i tempi della storia vanno oltre quelli delle persone singole.
Ma i mie ideali me li tengo: sono un cittadino del mondo, la solidarietà per me è un valore fondamentale ed i diritti devono essere diritti di tutti e non di parte, senza dimenticare i doveri.
Sono abbastanza cinico ed opportunista da rendermi conto che per arrivare all’obiettivo si debba fare un passo alla volta
, potrà anche capitare che voti un partito che non ha superato la prova finestra ma, se serve alal causa, non ci penso due volte.
Contrariamente al M5S penso che tra Marino ed Alemanno ci siano delle differenze e, se abitassi a Roma, non esiterei a votare Marino e senza turarmi il naso.
Come me, tra gli astenuti, ce ne sono a migliaia. Delusi perchè il sogni ha volato talmente alto da ritenere impossibile di volare rasoterra, ma io voglio la luna, voglio andare oltre l’ostacolo e non dimentico mai che le idee socialiste hanno poco più di 100 anni.
Per i tempi della Storia e della politica non son nemmeno all’asilo nido.
Credo nei partiti e l’attacco globale sferrato ai partiti in se e non ai politici corrotti o incapaci non mi piace ed è fallito.
E’ fallito perchè non puoi presentarti alle elezioni promettendo il cambiamento e quando si arriva al dunque ti ritiri per non mischiarti con il letame: se vuoi toglier i vermi dal letame ti ci devi immergere sino al collo senza temere di essere contaminato o non hai fiducia in te stesso.
Il  Fatto Quotidiano non si è ancora ripreso dalla batosta e fa lo stesso gioco che fanno Libero ed il Gionale in favore del piduista e pur di nascondere o giustificare la batosta del M5S ( come se gli altri avessero vinto…) somma gli astensionisti cronici e nuovi al voto di protesta del M5S per far vedere che nonostante tutto il Fatto Quotidiano ha sempre ragione.
Ma questa volta ha toppato. Sottovaluta l’astensione di destra ed al ballotaggio di Roma non escludo che i camerati vadano a votare, ferrara è uno di loro ed ha già dato conferma.
Il M5S non si schiera per loro Marino o Alemanno sono la stessa cosa. Per me no ed anche se Marino non ha la bandiera rossa con la stella è sempre meglio di Alemanno e lo sarà sempre in quanto antifascista.
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L’astensione non è una novità, dagli anni 90 è il primo partito. La novità è che anche il movimento fa come i partiti che trovano scuse per non fare autocritica. Tanti dottori per un consulto ma nessuno che individua la malattia.


elezioni-roma-20131Checchè ne dicano i portavoce, ai vari livelli, del M5S dispiace anche a me il crollo del M5S anche se lo avevo previsto pur non avendolo mai votato e mai lo voterò.
Ognuno ha il suo punto di vista ed al di là dei programmi, tutti ammissibili, non lo voterò mai per questioni di principio.
Innanzitutto per la gestione interna dei suoi eletti, portavoce o rappresentanti che non è per nulla democratica.
Secondo per il fatto che non puoi partecipare ad elezioni, prendere una paccata di voti e poi chiamarti fuori dai giochi della politica democratica, dopo avere promesso il cambiamento.
Per fare il cambiamento, qualsiasi cambiamento, ti devi misurare con la situazione che trovi, l’esistente.
Che ti piaccia o no è da lì che devi partire. Confrontarti con la situazione che trovi per cambiarla e migliorarla.
Nel 2000 l’azienda dove lavoravo ha acquisito una concessionaria che stava chiudendo, in difficoltà, si parla di una azienda con più di 100 dipendenti.
Il mio compito era di ristrutturare e riorganizzare il magazzino ricambi e mi sono trovato con 21 persone da gestire.
Nel giro di un mese ho fatto le mie valutazioni, individuato le mele marce e quelle sane sulle quali contare. Ho scoperto di tutto, non è il caso di raccontare per filo e per segno tutte le situazioni.
Ma una la devo raccontare perchè da l’idea della situazione che si era creata all’interno di quella azienda.
C’era un gruppo di “senatori” che avevano messo in piedi un gioco sporco a spese dell’azienda, un giro di affari che non dava nessun reddito, anzi, diciamo che ra un costo e chi vuole intendere intenda.
In due ore ho fatto scrivere la lettera di dimissioni per tre persone ed avevo elementi tali per i quali non avrebbero potuto rifiutarsi.
Voleva dire smantellare la spina dorsale di quel magazzino, quella storica, che nessuno negli anni precedenti aveva individuato come la causa primaria delle difficoltà aziendali.
Erano i capi, godevano della massima fiducia della proprietà ed è grazie a questa fiducia che hanno potuto prosperare con i loro, loschi, affari.
Me li sono trovati non li avevo scelti e se volevo far rinascere la situazione dovevo confrontarmi con essa. Non potevo aspettare di trovare altri 21 collaboratori per imporre il nuovo che avanza.
Le persone oneste, che erano state emarginate, le ho coivolte nel progetto ed è grazie a loro se siamo riusciti nel giro di pochi anni a raggiungere fatturati che non si sono più ripetuti.
Ho trovato un ambiente depresso e grazie all’impegno ed alla volontà di tutti l’abbiamo riportato in vita, all’antico splendore.
Ricordo ancora il giorno in cui hanno riacceso la filidiffusione, è ripartita la usica di sottofondo.
Se vuoi cambiare le cose in politica, per me, devi usare lo stesso metodo distinguere le mele marce da quelle sane appoggiarti ad esse anche se tecnicamente sono meno capaci, se non altro sono oneste e non ti tradiranno.
Chiamarti fuori ritenendoti superiore o comunque pensando che siano tutti uguali e che tutti facciano schifo vuol dire isolarti, ti sei tagliato fuori da solo perchè se la situazione è marcia ti ci devi buttare con tutti e due i piedi altrimenti non la puoi curare e guarire.
Ci contavo sul M5S e l’arroganza, la prosopopea con la quale la Lombardi e Crimi sono andati all’incontro con Bersani mi ha fatto capire che non sarebbe cambiato niente e per due ragioni.
La prima è che Bersani era in difficoltà all’interno del suo partito e l’eventuale sponda del M5S lo avrebbe reso più forte e quindi avrebbe reso possibile il cambiamento
.
La seconda è che delirio di onnipotenza che coglie sempre i vincitori impedisce loro di cogliere la realtà nella sua complessità presi come sono dall’ebbrezza che da il potere di umiliare chi apre loro una porta.
Una cosa è certa: l’unico che ha aperto la porta al M5S è stato Bersani. E’ stato umiliato da due imbecilli (politicamente) telecomandati ed è stato fatto fuori dalla segreteria del suo stesso partito.
Il risultato di questa strategia, dei migliori che non vogliono sporcarsi le mani con la realtà in attesa di avere la maggioranza assoluta, è che hanno rimesso in pista Berlusconi, Alfano, Gasparri, Santanchè e compagnia bella. Aggiungo che forse era quello che voleva Grillo per farci una speculazione politica, gli è andata male.
Anche all’interno del M5S c’era chi era favorevole ad un accordo programmatico con il Pd che avrebbe messo fuori dai giochi il piduista ma i capi supremi, quelli che li guidano con il telecomando non hanno voluto e da subito ho detto che avrebbero pagato questa insana strategia.
Mi sfuggono i motivi di questa scelta, quelli veri non quelli dati in pasto nel blog di Grillo o all’informazione del giornale amico, devo anche dire che mi interessano poco al momento.
Tutti quelli che hanno votato il M5S sperando in un cambiamento sono stati delusi perchè il M5S non ha voluto immergersi nel fango della politica per paura di restare contaminati.
Se il malato ha una malattia infettiva per curarlo e guarirlo si deve rischiare il contagio, la maggior parte delle volte si riesce a guarirlo senza venire contagiati, gli strumenti ci sono.
Non immaginavo che avrebbe pagato le conseguenze della strategia delirante in così breve tempo, prendo atto che i loro portavoce spiegano il fallimento con scuse ridicole, le stesse che usano i tanto vituperati partiti e che non riescono a capire dove sta l’errore.
Praticamente pur non essendo un partito hanno preso le stesse malattie dei partiti, l’incapacità di analizzare la realtà e di affrontarla immergendosi in essa.
Se uno sta annegando per salvarlo ti devi buttare in acqua, stare a riva a dare consigli ed a dispensare critiche non serve a salvare il bagnante.
Per quanto riguarda l’astensionismo che ognuno analizza a modo suo e con un occhio di parte ricordo che sin dagli anni 90, se non prima, è il primo partito in assoluto solo che giornalisti, opinionisti, politici e portavoce vari se ne accorgono solo adesso.
Anche Alemanno si è accorto che la metà dei romani non ha votato ed ha chiamato subito l’adunata dei camerati per il ballotaggio.
Ovviamente il M5S si è già chiamato fuori dal ballotaggio, insiste nell’errore annebbiato dall’arroganza e se Roma avrà di nuovo un sindaco fascista dovremmo ringraziare quelli che vanno ciarlando che destra e sinistra non esistono più ed i partiti pure.
Ho pochissima stima dell’arrogante capogruppo alla Camera del M5S, la Lombardi, ed ho poca stima dell’insipido capogruppo al Senato Crimi ma vedo che non sono i soli anche il candidato sindaco al comune di Roma non scherza.
De Vito: noi vittime dei media.
Se demonizzi i partiti, che sono strumenti di democrazia rappresentativa, i  partiti ti fanno fuori dai giochi.
Se demonizzi i media, tutti servi, venduti corrotti, i media ti fanno fuori.
Anche se voi dei media ve ne fregate perchè il verbo ve lo da, ve lo impone, la rete dimenticando che non tutti sono in rete, c’è pure chi va a lavare le scale e non ha tempo di leggere il blog di Grillo-Casaleggio.
Con le elezioni politiche si è persa un’occasione unica di avviare un cambiamento rifiutando l’unico approccio di un partito in difficoltà che vi ha aperto la porta e l’avete deriso.
L’elettore non ha condiviso questo atteggiamento ed alla prima occasione ve l’ha fatto sapere, che ci crediate o no io me l’aspettavo anche se non in queste proporzioni.
Spero, mi auguro, che la lezione sia servita  e lo dico per un egoismo personale perchè, pur non votandovi, contavo si di voi per il cambiamento.
A completamento del post un articolo di Peter Gomez. Letto alle 10,58, dopo il post.

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