Nel pomeriggio a Cinecittà si faranno gli straordinari. Da anni non avveniva per via della crisi del cinema ma, questa sera, c’è da restaurare la mummia che va in onda con Santoro.


imagesLe panzane che dirà saranno ancora quelle del 1994 con qualche aggiornamento, le solite promesse di abbassare le tasse, togliere l’Imu, le giudichesse femministe e comunista ecc.ecc. Sono certo che da Santoro non giocherà al pinguino innamorato come ha fatto dalla Barbara D’Urso con un tale pathos da portarla al pianto, un’emozione che ha bagnato la sedia.
L’unica vera novità dell’ennesima discesa in campo del piduista, pedofilo, puttaniere, evasore ed ex presidente del consiglio più amato dai teledipendenti italiani consiste nei tempi necessari per il trucco ed il restauro prima di andare in onda.
Se nel 94 è bastata una calza ed un po’ di fondo tinta oggi l’impresa è una sfida impossibile, penso che l’organizzazione dell’evento  spenderà più euro nel rinforzare la squadra di truccatori e truccatrici che per l’affitto dello studio.
Pare che la squadra addetta al restauro sia stata convocata per le ore 16, ci saranno ovviamente dei turni ed un programma di intervento che partirà da basso per arrivare all’asfaltatura della testa.
Si useranno creme, polveri ed unguenti speciali per evitare che la mummia parlante vada in decomposizione durante la diretta.
Servizio Pubblico va avanti per ore e c’è il rischio che si sciolga   in diretta, davanti ai nostri occhi allo scopo la temperatura dello studio sarà abbassata di 5°, agli ospiti sarà consigliato di indossare il giubbotto o il cappotto.
Tutto è pronto per la sceneggiata e non escludo che il piduista abbia già pensato al colpo di teatro che farebbe scrivere i giornali per settimane ed i Tg di Mediaset sino al giorno delle elezioni.
Credo che appena la sovrastruttura di polveri e creme che gli tengono insieme la faccia, da culo, tenderà a sfaldarsi o a minacciare delle crepe troverà il modo di fare l’offeso ed abbandonare lo studio.
L’accusa di essere un covo di comunisti, quasi come le giudichesse femministe e comuniste di Milano che hanno emesso la sentenza sugli alimenti, la ripeterà decine di volte per la gioia dei suoi elettori, di uomini e donne versione anziani, per Libero ed il Giornale  che spareranno tiroloni a caratteri cubitali: Berlusconi massacra Santoro e lo sputtana come merita, il comunista Santoro gli ha impedito di sfoderare i suoi monologhi e pretendeva che rispondesse alle domande.
Ad ogni modo vi invito a seguire con attenzione le parole del piduista in versione mummia parlante perchè ci saranno promesse per tutti.
Ci prometterà un sol dell’avvenire radioso sotto la sua guida e più figa per tutti, un Milan stellare e niente tasse, milioni di posti di lavoro assunti a costo zero, come se fossero in nero (parole sue) ed una crescita almeno del 5%.
Tra due mesi, quando realizzerete che le promesse sono quelle di Pinocchio e che valgono meno ancora di quelle del 1994, tranquilli che vi dirà di essere stato frainteso, che la colpa è dei comunisti e che con questa Costituzione non si può governare ed imporre un regime.
Dato che a lui piaccino i colpi di scena, essere il protagonista assoluto, gli auguro di morire in diretta, non se poterà la fidanzata come quando va a S. Siro ma sarebbe un moltiplicatore di emozioni, ne parlerebbero tutti i giornali del mondo e tutte le televisioni. La notizia rimbalzerebbe da un telefonino all’altro, insomma in quelli aggeggi che fanno da computer e da telefono, raggiungendo miliardi di individui in tutto il pianeta.
Ma, soprattutto, farebbe felice il sottoscritto ed il piduista stesso, io per il fatto che si toglierebbe dai coglionie  lui perchè la sua spettacolare uscita di scena lo renderebbe il protagonista assoluto.
Poi, tutti insieme, potremmo inaugurare il mausoleo di Arcore. Le vecchiette di Uomini e donne, in lacrime, guidate dalla Biancofiore  e quelli che la pensano come me con trombe e tamburi, scatenati in balli e danze di commiato.
Se Dio è uno e trino lo sarà ancora per poco, se succedesse quello che auspico avranno un trio formato da Don Verzè, Baget Bozzo e l’unto che non sarà più unto ma il Signore, assoluto.
Incrocio le dita, questa volta pregherò anch’io. 

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