Il personaggio dell’anno, per me, è la Signora di Lerici che ha commentato il delirio del parroco. Con poche parole ha seppellito lui e l’oscurantismo della chiesa cattolica.


imagesLa Signora avrà la mia età e quindi non è una fanciulla che circola seminuda a provocare i maschi ed a istigare allo stupro, anzi.
Direi che è l’unica che l’ha preso sul serio e fa un proposito che è una autocritica, ovviamente con ironia, sarcasmo.
Al giornalista che le chiede cosa ne pensa della sparata del parroco risponde testuale: ci mettiamo il burka questa estate, così son contenti.
Non ho altro da dire siamo al medioevo.
Tutt’altro spessore rispetto alla commerciante che non si esprime in quanto commerciante, forse potrebbe risentirne il fatturato.
Con nove parole ha messo a posto il parroco, i vescovi, cardinali e pure il Papa, una sintesi che dovrebbe essere di lezione per tutti i giornalisti che si occupano del caso, allungando il brodo.
Premetto che io vado matto per la battuta sintetica che ti stronca, ti lascia incapace di reagire perchè colpisce direttamente al cuore del problema e non lascia spazio a giustificazioni. La sostanza è tutta nelle parole della Signora e va ben oltre il delirio individuale di un parroco con dei, seri, problemi anche di natura sessuale. Non escludo che di notte viaggi sulle provinciali a caccia di donne seminude con le quali sfogarsi, dietro modico compenso per via del calo delle elemosine, perchè tutto si potrà dire di lui, ma non che è frocio come il giornalista della Rai.
La prima parte: ci mettiamo il burka questa estate, è già un capolavoro in se. Da una idea di quanta repressione ed oscurantismo siano pervase le religioni anche quelle che fingono di voler liberare la donna costretta al burka o a portare il velo.
Non c’è molta differenza tra il velo di una mussulmana e quello che portava mia nonna negli anni 50, per non parlare della lunghezza delle gonne. Se vogliamo dirla tutta nel meridione il look in questione è andato avanti per altri decenni.
Ma sono le altre tre parole che colpiscono come il veleno del Taipan dell’interno, ritenuto il serpente più velenoso e letale al mondo, tutta la struttura mentale sulla quase si basa la religione cattolica e tutti i moralisti, integralisti che la seguono.
Così son contenti. Va ben oltre il delirio di un parroco, si rivolge a tutte le religioni che considerano la donna un essere inferiore, immondo, indegna persino a servire la messa.
Diciamo che con tre parole, la Signora in questione, ha fatto l’istantanea di quello che è il pensiero dominante del clero cattolico e non solo, rispetto alla donna.
L’impressione mia è che la Signora, citando il burka, non abbia fatto riferimento esclusivo ad una questione estetica, velo o non velo, ma abbia inteso un ipotetico burka al cervello, ai diritti, alla parità dei sessi, al rispetto della donna.
Temi sui quali anche noi maschi, che non siamo parroci invasati, abbiamo le nostre colpe. C’è chi il  velo lo impone sulla testa e c’è chi vorrebbe imporlo dentro la testa delle donne.
Il video è qui.

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