L’unica che mi ha convinto ieri sera è stata la Carfagna. Precisa, concreta e nuova strategia comunicativa. Non si è persa in commenti inutili sulla vittoria di Grillo ed ha detto una cosa precisa, nuova. L’unico politico che si preoccupa dei problemi del paese è Berlusconi.


indexLa Mara era ancora in piena campagna elettorale ha fatto più promesse ieri ai telespettatori che a Silvio da quando lo conosce.
L’atteggiamento è da politico candidato a statista. Ha cambiato il look e, purtroppo, non si veste più da calendario rendendosi un po’ noiosa ma ci ha guadagnato in immagine istituzionale.
La novità dirompente che ha annunciato a Servizio Pubblico e quindi a tutti noi è che l’unico partito che si preoccupa del bene del Paese e dei problemi reali è il suo partito nella persona di Berlusconi.
Le parole di Berlusconi sono da statista, pochi punti all’ordine del giorno li stessi che non hanno mai affrontato in anni di governo ma che questa volta buttano sul piatto a partire dal lavoro.
Il milione di posti promessi anni fa questa volta saranno garantiti.

“Il grande problema in gioco è saper distinguere tra il bene del Paese e l’interesse del singolo.”

Detto dalla Carfagna e dal Pdl è indubbio che la svolta è epocale. Dopo decine di leggi ad personam, depenalizzazione del falso in bilancio, riduzione o ampiamento dei tempi di prescrizione dei processi in base alle esigenze di Berlusconi e dei suoi avvocati, e qualche cosa la dimentico sicuramente, il Pdl si accorge che esiste anche un Paese che è allo stremo.
Ne deduco che gli interessi del singolo siano stati protetti e garantiti, adesso si può passare al bene del Paese, sempre che non sia riferito ad Arcore.
L’unica volta che è sembrata basita, infastidita, non so come dire, perplessa è stato quando ha preso la parola Angela Bruni per fare chiarezza degli schiamazzi sui giornali in merito all’indecente, una delle tante, scenetta di cui si è reso protagonista il vecchio depravato e libidinoso.
Angela Bruni ha messo in riga la sua azienda, i suoi superiori, i giornali del piduista, Galan e tutti quelli che sono corsi in soccorso del vecchio depravato, compresa la Santanchè anche se ha avuto la cortesia di non nominarla.
La tipa è tosta ed ha chiesto pubbliche scuse a Galan, difensore d’ufficio al quale nessuno ha affidato l’incarico ed al vecchio depravato nonno di tanti nipotini.

“Un nonno che mi chiede se vengo e mi guarda il culo è vergognoso”
E’ stata raffinata e gentile, io avrei aggiunto: lo vada a chiedere a Marina ed a Barbara se vengono e quante volte.
Non lo chieda alle orgettine perchè quelle, per 2500 euro al mese, dopo avergli detto che è il più grande amatore che hanno incontrato nella loro vita si metterebbero a cantare Meno male che Silvio c’è. Altrimenti come camperemmo?
Pensavo che l’evidente fastidio manifestato dalla Mara mentre parlava Angela fosse dovuto al fatto che come ex ministro delle pari opportunità fosse indignata per l’attegiamento offensivo e maschilista che il depravato nazionale manifesta in ogni occasione.
Invece no. Appena ha preso la parola ne ha spese tre generiche a difesa della donne e 50, o più, a difendere Berlusconi.
Ed allora ho pensato che la sua indignazione, il suo esibito fastidio, fosse per un altro motivo che provo ad indovinare.
Se Angela Bruno pretende le scuse ufficiali da Berlusconi e da Galan, l’avvocato d’ufficio che ruba il lavoro a Mavalà, solo perchè le ha guardatoo il culo quando dovrebbe pretendere lei con tutto quello che ha fatto, o subito, da Berlusconi?
Se tanto mi da tanto il fatto che l’abbia nominata ministro non basta. Fatte le debite proporzioni, ovviamente.
Fortunatamente Santoro l’ha stoppata quando voleva leggere le 50 riforme che il suo partito ha fatto quando era al governo. Sentire parlare ancora della legge Gasparri, Lodo Alfano, depenalizzazione del falcio in bilancio, tempi di prescrizione dei processi ad elastico ecc.ecc. Ci hanno stufato.
Aggiornamento.

Berlusconi: “Il 23 marzo in piazza
contro il cancro della magistratura”
Come ha detto la Carfagna per lui vengono prima i problemi del Paese.
Solo che lo considera il suo.

 

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