Damiano Zecchinato sindaco di Vigonovo (VE) rimanda il giuramento, e la cittadinanza, per un marocchino che è in Italia da 21 anni. Non legge bene l’italiano. Con questo metro dovrebbero togliere la cittadinanza a migliaia di veneti e di altoatesini che votano lega nord.


20130130_damiano_zecchinato_municipio_vigonovoIl sindaco ha detto al nostro concittadino da 21 anni: «Ritorni quando avrà imparato bene l’italiano».
Se valesse la regola anche nella lega il 60% dei padani in camicia verde e cornamuniti non avrebbero la cittadinanza, parlano un dialetto talmente stretto che non si capiscono nemmeno tra di loro.
Mettete insieme un bergamasco ed un veneto, o un lombardo-veneto come me, e vedrete che per capirci ci vorrebbe l’interprete.
Ma il punto non è questo, sappiamo benissimo che nel nostro paese ci sono delle sacche dove la gente non sa l’italiano e sa a malapena scrivere, analfabeti che si salvano dal delirio leghista perchè non sono marocchini.
Persone rispettabili e da rispettare perchè non hanno nessuna colpa per le loro condizioni e per la sfortuna di essere nati dove non c’era una scuola.
“Non mancava niente: residenza legale, termini di permanenza in Italia (ben oltre i dieci anni prescritti), un lavoro fisso con un reddito sufficiente, assenza di precedenti penali, una regolare famiglia con due figli che frequentano le scuole elementari del paese, nulla osta della Questura di Venezia, parere favorevole del Ministero degli Affari Esteri di Roma e notifica del provvedimento con esito positivo da parte della Prefettura di Venezia.

Probabilmente la formula del giuramento è scritta con un linguaggio burocratico imcomprensibile anche per noi che abbiamo fatto le medie e letto qualche libro, ma un leghista doc non poteva perdere l’occasione per dimostrarsi xenofobo e razzista come il suo collega che toglie la mensa ai bambini.
Probabilmente se la formula del giuramento fosse stata letta da uno dei suoi due bambini Zecchinato non avrebbe trovato scuse per umiliare il nostro concittadino, originario del Marocco, che come altri migliaia di italiani non ha potuto andare a scuola e quindi ha qualche problema con la lettura ma ciò non gli impedisce di fare bene il suo lavoro di sabbiatore di metalli.
Damiano Zecchinato ha un grado di istruzione, scolastica, superiore ma come essere umano e come sindaco è un autentico analfabeta.
L’ italo-marocchino dovrà ripresentarsi tra sei mesi, il tempo più che sufficiente per prendere una laurea in Albania.
Buttiamola sul ridere perchè questi miserabili leghisti non meritano altro.

«Non sa leggere l’italiano»: sindaco
nega la cittadinanza a un marocchino

P.S: Io sono veneto di nascita e lombardo di adizione. L’ho scritto anche nel post, e riferisco quello che vedo dalle mie parti.
Conosco parecchi italiani che hanno difficoltà a leggere.
Sappiamo tutti che un conto è parlare una lingua, più o meno correttamente, ed un altro è leggerla o scriverla.

Maroni confida nell’ignoranza della base che ha garantito la crescita della lega basata sulla menzogna degli slogan populisti adatti alla pancia ma non collegati al cervello. La bufala del 75% delle tasse da trattenere in regione ci farebbe perdere il 3%.


indexAl leghista medio puoi raccontare tutte le panzane che vuoi tanto ha superato da tempo il Boccalone, il pesce che mangia tutto anche la stessa specie, basti pensare che da oltre 25 anni si bevono la bufala dell’indipendenza del nord.
Maroni conosce bene i suoi e sa che può raccontare bufale inverosimili nella certezza che gli individui della specie se le berranno tutte.
Vi ricordate la famosa battuta di Berlusconi quando disse che per avere successo in politica si deve rivolgersi all’elettore adulto come se avesse il cervello di un bambino? Non sarà esatto il riferimento ma la sostanza lo è certamente, bene penso che sia arrivato a questa conclusione dopo che si è alleato con la lega ed ha conosciuto, da vicino, i leghisti.
Basta guardare qualche foto dei loro raduni per rendersi conto che hanno problemi seri nel valutare le situazioni, i fatti, la politica, l’economia, sono tenuti insieme dal razzismo la xenofobia ed i soldi, possibilmente esentasse.
Maroni sta girando la Lombardia al grido dell’ultimo slogan al quale, tra i capi, ha creduto solo il Trota.
Maroni si crede furbo. Purtoppo per lui questo vale solo se si confronta con i leghisti cornamuniti, se trova una persona normale gli cade tutto il castello.
Maroni ripete ossessivamente che se vince lui il 75% delle tasse dovrà rimanere in Lombardia.
Intanto gli faccio i complimenti per il condizionale, per un leghista non è poco anche se non è un congiuntivo, per uno certo della vittoria è un segno di umiltà, o scaramanzia. Per quanto riguarda il 75% di tasse che devono rimanere in Lombardia è la solita balla alla matrioska, ne credi ad una e ne porti a casa due o tre.
In Lombardia rimane già il 78% delle tasse , presumo che Maroni ne sia al corrente ed abbia giocato al ribasso per fare, eventualmente,  un figurone con la base.
Più volte ho scritto dei post per il leghista medio, senza successo, ma dato che sono molto attenti al soldo ci riprovo anche questa volta, sia mai che mi leggano e si rendano conto di essere presi per il culo per l’ennesima volta.
Se a Maroni non risulta quello che il Prof. Andrea Di Stefano ha smascherato con i fatti provi a guardare intorno a lui, ai soliti noti, può darsi che la differenza se la siano pappata loro.
Due o tre volte all’anno faccio volontariato con i leghisti, non mi rassegno al fatto che si facciano infinocchiare da un quarto di secolo, anche se far capire a tipi come quello della foto che perderebbe il 3% delle tasse in favore di Roma ladrona è impresa impossibile.
Se Maroni fosse onesto con se stesso e con le trote che lo seguono avrebbe dovuto limitare la sua propaganda al solito razzismo ed alla xenofobia.
Limitarsi a togliere il pasto ai bambini dell’asilo o delle elementari sarebbe più che sufficiente per catturare il voto del leghista medio.
Gli verrebbe la bava alla bocca dalla gioia: niente mensa per i negher! Questo sarebbe lo slogan giusto.

ETICO SMONTA LA GRANDE BUFALA LEGHISTA DEL 75% DI TASSE IN LOMBARDIA

Secondo voi un leghista medio è capace di capire il senso di questo cartello?
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Alemanno a luglio 2012 “regala” 12 milioni a CasaPound a ottobre prende le distanze dagli squadristi che fanno irruzione al liceo Giulio Cesare di Roma. I volantini ed i fumogeni non li ho pagati io.


Alemanno, 12 milioni in “regalo” a CasaPound

Fumogeni e volantini, blitz dei giovani di CasaPound in due licei romani

Dalla Stampa: Di «gesti idioti» e di «violenza stupida» ha parlato il sindaco Gianni Alemanno, che ha condannato quanto accaduto.
Le informazioni per esprimere un giudizio simile deve averle avute dal figlio, nipote di Rauti, fondatore di Blocco studentesco, il movimento degli studenti fascisti.
Da dove venisse Alemanno lo sapevano anche a Milano, la Milano distratta dei nipotini della Milano da bere.
Eppure a Roma hanno voluto il sindaco fascista e nessun errore che possa avere compiuto la giunta precedente può giustificare una scelta del genere.
Roma sembra la Cremona di Farinacci, gli squadristi del manganello ed olio di ricino, che i giovani di CasaPound hanno sostituito con  fumogeni e  volantini almeno all’interno delle scuole temendo le telecamere, anche se non disdegnano l’uso del  manganello se si tratta di omosessuali o immigrati.
Ed Alemanno si conferma per quello che era e che è rimasto, un fascista, anche se è sempre stato assolto e ci sarebbe da chiederci come mai.

Durante gli anni ottanta, sul finire dei turbolenti anni di piombo, Alemanno fu arrestato per tre volte, ma poi sempre assolto da tutte le accuse.[3] Il primo arresto lo subisce a Roma il 20 novembre del 1981, con l’accusa di aver partecipato, assieme ad altri quattro, all’aggressione ad uno studente di 23 anni.[3] Il secondo arresto risale al 1982, con l’accusa di aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica[3]; sconterà 8 mesi presso il carcere di Rebibbia[3] ma verrà prosciolto per non aver commesso il fatto.[40] Il terzo arresto avviene il 29 maggio del 1989, a Nettuno quando, assieme ad altre dodici persone, fu arrestato con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, lesioni nei confronti di due poliziotti e tentato blocco di corteo ufficiale. Fu prosciolto da tutte le accuse.[3][41] Alemanno, assieme alle altre persone arrestate, era sceso in piazza nel tentativo di contestare l’allora presidente degli Stati Uniti d’America, Bush, in visita presso il cimitero di guerra americano.[3]

Essendo stato sempre assolto in tutte le vicende, Alemanno non ha mai riportato alcuna conseguenza giudiziaria.[3]

Il figliolo del sindaco di Roma è già sulla buona strada e non è dato di sapere se tra i giovani idoti dediti alla violenza stupida ci sia anche Manfredi oppure ha provato a darsi una ripulita anche lui, come il padre.
Rigurgiti di fascismo ce ne sono ovunque, non solo a Roma, basti pensare ai tifosi del Verona calcio ed agli insediamenti di CasaPound in Lombardia ed ovunque regni l’ignoranza storica del nostro passato.
Ringraziamo Berlusconi che ha fatto uscire dalle fogne i fascisti e ringraziamo il populismo di moda dell’antipolitica attuale che considera destra e sinistra dei concetti superati, obsoleti.
Infatti rinasce il fascismo.
Un popolo senza memoria non avrà storia, affidiamoci all’Anpi ed a tutti i sinceri democratici tenedo presente che, pur con una scolarizzazione maggiore, l’ignoranza regna sovrana e viene affascinata da questi buzzurri.
Farinacci affascinava i giovani, i grezzi, gli umili, per le sue umili origini, il suo cipiglio aggressivo, la sua baldanza moschettiera, la sua eloquenza imperfetta (i fogli satirici lo chiamavano l’antigrammatico). Si affermò nelle elezioni del maggio 1921, avendo la maggioranza in 16 comuni. Furono mesi di scontri continui (2 morti, 20 feriti, 181 arresti), che proseguirono sino alla tregua agraria dell’estate.[5]

Anche Alemanno e la Polverini hanno affascinato i grezzi e gli umili delle borgate ed i risultati sono evidenti anche se  prevedibili.
Non sottovalutiamo che nel Lazio due istituzioni su tre, Regione e comune di Roma capitale, sono governate da nostalgici del saluto fascista Alemanno e Polverini, spero che l’anomalia della Provincia di Roma si estenda a macchia d’olio.
Ovviamente non di ricino.
Quando la Magistratura, le Prefetture, Polizia e carabinieri si ricorderanno che l’apologia del fascismo è un reato e come tale va punito?
Mi sembra che tutta la questione venga sottovalutata, ci sia una certa complicità da parte delle istituzioni, chiudono un occhio e spesso anche due.
Tutto viene ridimensionato a gesti isolati, giovani idioti, violenza stupida, forse se gli squadristi odierni facessero irruzione al comune di Roma e facessero bere l’olio di ricino al sindaco la copertura istituzionale potrebbe sfaldarsi.
Sono idioti ma non sino al punto di giocarsi la copertura. Meglio scatenarsi contro immigrati ed omosessuali, non ci saranno conseguenze.

Cene, dibattiti, commemorazioni
I nostalgici celebrano Mussolini


Per Flavio Tosi gli slogan fascisti ed il saluto romano sono tollerabili, gli insulti personali no. Le aggressioni a manganellate vanno bene, ma non insultate, non siate maleducati.


L’intervento del sindaco di Verona in merito ai cori indegni dei “tifosi” del Verona contro un morto è, come al solito peloso ed opportunista.
Vediamo prima chi è Tosi:

Tutti i fascisti di Tosi

Oppure, da Wikipedia, prendiamo la nomina di due rappresentanti per L’Istituto Veronese per la Resistenza.
Vanta pure una condanna per “propaganda di idee razziste” ed ha un passato vicino alla destra neofascista.
Da L’Arena di Verona, giornale locale:
«Da tifoso dell’Hellas, anch’io vado in Curva coi “butei”, capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò» ed anche insulti “da stadio”, fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l’offesa personale». Lo sostiene oggi in una nota il sindaco di Verona Flavio Tosi, annunciando che la Giunta si costituirà parte civile contro quei tifosi veronesi protagonisti degli insulti lanciati nei confronti della memoria di Morosini, giocatore del Livorno scomparso un anno fa a Pescara.
Quindi, secondo Tosi, gli slogan fascisti sono ammessi, il saluto fascista pure, l’apologia del fascismo è un merito ed il razzismo una medalia da appendersi al petto, ma senza offese personali.
E’ l’inaugurazione dello squadrismo offensivo sulla falsariga delle aggressioni fasciste a manganellate, tanto care al sindaco, 10 contro uno o, meglio ancora, 20 contro uno.
Come usava durante il regime.
L’importante è non offendere la vittima, dargli del pirla a livello personale, prendetelo a bastonate ma senza offese personali.
Mi raccomando, immagino pensi il sindaco, cerchiamo di non fare brutte figure ed usiamo i bastoni che non lasciano impronte. Oppure usiamo delle parole che non dicono niente e che limitano il tutto ad offese personali tra tifosi, non all’apologia del fascismo.
Flavio Tosi è un equilibrista, predica bene e mazzola male. Come sempre.
Ha dato l’impressione di stigmatizzare, di intervenire, limitandosi di fatto a deviare il discorso da vero problema, i fascisti della curva del Verona, che  ogni domenica in casa o in trasferta danno il meglio di se.
Per chi non sapesse il veneto, butei, significa ragazzi. Non è dato sapere se Tosi alluda agli  avanguardisti che si fermavano ai 17 anni, o ai giovani fascisti che andavano dai 17 ai 21. Ad ogni modo nella curva del Verona ci sono anche degli over 40, un po’ passati per essere butei.

Io sono nato in provincia di Verona ma non ho niente a che vedere con questi fascisti che sono la vergogna del genere umano. Sempre quelli e non è la prima volta che infangano Verona.


Mi fa troppo schifo quello che è successo per commentare, stigmatizzare, tanto non serve a nulla. Sono delle bestie, se vogliamo farne un problema di razza è la razza peggiore, i nazifascisti.
Da Repubblica:
Cori e insulti contro Piermario Morosini durante Livorno-Verona di serie B. Il calciatore del Livorno morì per un problema cardiaco nell’aprile scorso in campo a Pescara. Gli ultrà del Verona alla fine del primo tempo della partita col Livorno hanno scandito cori di insulti, uniti a gesti inneggianti al fascismo e al nazismo, alla memoria del calciatore scomparso sei mesi fa con immenso dolore di tutto il calcio e non solo. Fortunatamente la Digos ha filmato e ripreso il gruppo di ultrà che si è reso protagonista di tutto ciò. La vergogna settimanale del calcio.

PS Vorrei che non si generalizzasse e si incolpasse per questo tutta Verona, secondo stereotipi che non mi piacciono. Il problema sono quegli ultras e quella parte di curva.

Bimba disabile ucraina curata nel trevigiano, adesso cammina. Radio padania: bene, adesso può tornarsene a casa a piedi.


Tutto è possibile, anche che la bambina torni, felicemente, con le sue gambe a casa e magari giocare in cortile con i suoi amichetti che sino ad allora si era limitata ad osservare.
Ma purtroppo esiste anche l’impossibile, ci sono disabilità incurabili come questo giornalista di radio padania che ha commentato così la notizia:

Mesi di terapie e riabilitazione al Centro Arep di Villorba, nel Trevigiano. Alla fine una bimba ucraina ha ripreso a camminare. Per una volta, una buona notizia per le cronache locali.  Che il giornalista di Radio Padania, nella rassegna stampa del mercoledì mattina, non si è fatto scappare. Questo il suo commento: «Hanno curato questa bambina? Bene, ora può ritornarsene a casa a piedi».  Fonte La Stampa.

Purtroppo per la disabilità mentale, etica, morale, solidale di cui soffrono i leghisti non ci sono cure, gli scienziati brancolano nel buio e non esiste una soluzione, terapia, atta a farli diventare esseri normali.
Pur essendo scettico non mi resta che augurarmi che il destino, il fato, un dio qualsiasi, faccia in modo che i figli dei leghisti siano disabili costretti in massa alle cure del Centro Arep di Villorba.
I giornalisti di radio padania potrebbero fare battute, indegne, all’infinito.
Appena terminato di scrivere l’auspicio, mio personale, in merito ai leghisti mi sono reso conto che il destino, il fato o un dio qualsiasi ha già provveduto a castigarli. C’è chi è privo di un occhio, chi di una gamba, con i leghisti la mano del destino ci è andata giù pesante, sono privi di cervello e di cuore.
I disabili più colpiti dalla sfortuna fanno i giornalisti, i commentatori, a radio padania.
A me fanno schifo ma loro non se ne rendono conto, altrimenti avrebbero una evoluzione.
Alcune forme di anencefalia sono curabili con interventi chirurgici, il leghismo no. E’ incurabile, riesce a vivere ma in forma ridotta come il Trota.

Se non altro l’uragano che ha investito la lega ci ha fatto scoprire, oltre alle ruberie, che razzismo e xenofobia erano solo per prendere voti.


Tutti discorsi sui terun, prima, e sugli immigrati poi non erano dovuti al razzismo fascista dei leghisti erano una recita, una pagliacciata utile solo a prendere i voti dei cerebrolesi delle valli e delle città impregnati di razzismo e fascisti sin da quando votavano Democrazia Cristiana. Non è solo una mia impressione, basta confrontare il bacino di utenza elettorale di Veneto, Lombardia e Piemonte per renderci conto che là dove dominava la Democrazia Cristiana oggi domina la lega.
Ex democristiani e leghisti hanno in comune l’abitudine ad evadere in settimana ed andare a messa la domenica, sono integralisti come i talebani e spruzzati di un fascismo latente dal quale la liberazione non li ha liberati.
Se vogliamo cogliere una differenza essa consiste nel fatto che i democristiani viaggiavano sotto traccia, il pensiero comune inteso come razzismo e xenofobia lo tenevano nascosto credendo di essere gli unici e quando si sono accorti che era un pensiero di massa, grazie alla lega, hanno dato libero sfogo ai loro deliri.
Quindi la legge Bossi-Fini, le porcate da ministro dell’interno  peggiore di tutti, il più fascista di tutti, Maroni, erano tutto un teatrino per la caccia ai voti e Borghezio non è più un fascista
squadrista e picchiatore ma un simpatico burlone nazista per qualche voto in più e dotato di molta fantasia come quando propone la vendita ai russi o agli americani della campania e della Sicilia.
Adesso la lega è in mano ai veri nazileghisti, Maroni e Tosi, che si sono limitati ai fatti e non ai teatrini del dito medio o a consigli sull’uso del tricolore, la lega prenderà una linea meno cabarettistica ma più profonda, sotterranea, carogna.
Adesso il razzismo fa perdere voti ed è il caso di ritornare al vecchio comportamento, riservato, dei democristiani e puntare all’azione senza propaganda.
Niente ampolle o riti magici ma delibere comunali, provinciali o regionali atte ad impedire una vita decente a tutte le razze che non siano quella padana, lupo si veste da Capuccetto Rosso per colpire meglio e più a fondo.
Per questo dobbiamo vigilare sui deliri di Salvini, Lancini, Maroni, Tosi e compagnia fascistando.
Martedì sera a Ballarò Cota era in apnea, rivendicava l’orgoglio leghista ed era come se si desse del pirla da solo. Però qualcosina del nuovo corso deve averlo capito infatti non ha riproposto le classi differenziate per gli immigrati e tutte le altre proposte razziste che, purtroppo per lui, sono andate a vuoto.
Avevo intuito che con Maroni al comando la lega avrebbe cambiato strategia di immagine ma non di sostanza, anzi ritengo che la sostanza alla quale ci ha abituato Maroni sia molto peggio delle sceneggiate dell’Umberto, avrebbe puntato più alla sostanza che all’apparenza.
Ci ha pensato Maroni ieri a spiegare la nuova linea della lega. I lager per immigrati, xenofobia e razzismo servivano solo per prendere voti mentre in parlamento la lega era impegnata per le leggi ad personam del piduista e della famiglia Bossi, foraggiando la scuola privata degli orsetti padani mentre massacravano la scuola pubblica.
Maroni è peggio di Bossi, Borghezio, Gentilini e Lancini messi insieme, solo che da meno nell’occhio. E’ più scaltro del sindaco di Adro.
Maroni non lo vedrete mai nei fotomontaggi come Borghezio ma è lui il vero nazista freddo e calcolatore.

Chiedo scusa ad Umberto Bossi per tutte le volte che l’ho offeso quando esibiva il dito medio, non avevo capito che era un atto d’amore, per i padani, geniale come l’ombrello di Altan.


Per me la genialità è tutta nella sintesi, è come una perla chiusa nel guscio, se non lo apri non ne apprezzi la bellezza e la perfezione.
L’ombrello di Altan non è un atto di scherno, ironico, satirico, è un atto d’amore verso gli indifesi ed i tartassati che il più delle volte non aprono il guscio e quindi non si rendono conto che Altan li mette sull’avviso, guardate che lo infilano sempre a voi, siete voi le vittime del capitalismo, sta a voi liberarvi della fastidiosa presenza, non dovete accettare passivamente e per tutta la vita di fare da bersaglio e da vittima del capitalismo finanziario parassita delle disuguaglianze, delle mortificazioni, che offende la vostra dignità di persona e lavoratore, di essere umano.
Infatti l’ombrello di Altan non è mai stato infilato nel posteriore di un banchiere, un politico, un evasore, un ladro o un mafioso, sempre in quello del popolino per fare in modo che se ne rendesse conto e si svegliasse, avesse una reazione, un sussulto di dignità.
E’ il genio che si esprime in una sintesi, un disegno e qualche parola, un flash per illuminare la situazione, mettere a fuoco la distorsione del sistema dominato dalla borghesia parassita che prospera con lo sfruttamento del più debole sino al punto di fargli pagare il prezzo insostenibile del proprio profitto.L’ ombrello di Altan è un grido di dolore che, troppo spesso, il destinatario non ha raccolto, anzi, ha sorriso come se il culo non fosse il suo.
Il dito medio di Bossi, a modo suo, è geniale, non ha bisogno di colori e matite e nemmeno di nuvolette con le parole all’interno, è immediatamente disponibile in ogni occasione, sia che sia rivolto a Roma ladrona, un giornalista, un avversario politico o un comunista.
Il dito medio di Bossi è geniale quando vieve esibito a Pontida , manda in delirio il popolo leghista scatenando l’euforia, con l’aiuto di qualche fiasco di vino,  dando il via agli slogan, Roma ladrona! Secessione! Padania libera! Federalismo!
Di tutti gli slogan dell’Umberto non se ne è avverato uno in quasi trent’anni di propaganda legaiola ed oggi ci rendiamo conto che in tutti questi anni l’Umberto ha cercato, inutilmente come Altan, di avvisare il suo popolo che lo stava fregando, che era tutta una sceneggiata, mentre faceva l’opposizione a Varese a Roma mangiava e pensava agli interessi di famiglia come un democristiano qualsiasi, direi anche di più, perchè il leghista Bossi è un misto di democristiano-socialista.
Insomma il dito medio era per l’elettore leghista che gli ha dato la possibilità di andare al governo ed intrallazzare come, e di più, dei partiti della prima Repubblica.
Per 28 anni la base leghista ha pensato che il dito medio fosse destinato al culo degli altri ed oggi brucia, brucia forte, constatare che il dito di Bossi era amorevolmente infilato nel loro, la vignetta di Altan è premonitrice in questo senso, ed è questo che rente Altan irraggiungibile anche per un genio  come Bossi, anche se ha fatto credere a tutti i leghisti che la padania esista.
Mentre, con la bava alla bocca, arringava il popolo padano contro Roma ladrona, mentre invitava gli allevatori a rubare sulle quote latte, mentre prometteva ai padani che le tasse non sarebbero più andate ai parassiti di Roma e non avrebbero più mantenuto i terroni fannulloni e lavativi, mentre sosteneva e giustificava l’evasione fiscale, alimentava xenofobia e razzismo sino al punto di rendersi responsabile di centinaia di morti nel Mediterraneo.
Diceva di rappresentare e difendere gli interessi dei lavoratori e dei piccoli imprenditori del nord, ai lavoratori ha persino fornito un sindacato ad hoc, in realtà ha venduto la lega a Berlusconi, e l’ha usata per oltre un decennio per gli sporchi interessi del piduista e per le sue leggi ad personam che lo hanno salvato dalla giustizia e dalla galera.
Era in quel momento che i leghisti avrebbero dovuto chiedersi a chi fosse destinato quel dito medio ed invece, anche loro, hanno pensato che fosse il culo degli altri, dei comunisti, dei terroni e di Roma ladrona.
Invece era tutto per loro, è solo un dito ma è una metafora, in realtà è un palo della luce ficcato nel culo all’elettore della lega perchè mentre accorrevano al rito dell’ampolla, arrostivano la polenta e le salamelle, bevevano litri di vino inneggiando alla secessione, alla padania libera ed a Roma ladrona l’Umberto ristrutturava la villa, sistemava i figli, aumentava il conto in banca, foraggiava la scuola privata della moglie mentre tagliava la scuola pubblica frequentata anche dai figli dei leghisti.
Mentre si scagliava contro i clandestini ladri ed assassini rubava per conto della sua famiglia ed assassinava, tentava di assassinare, la democrazia e la nostra Costituzione pur avendoci giurato sopra.
Difendeva la religione cattolica ed il crocifisso nei luoghi pubblici in nome di una identità che non era la sua e spergiuro come Giuda se ne serviva per la mangiatoia di famiglia e gli interessi privati.
Ho sempre scritto e pensato che è intollerabile che disgraziati con il fazzoletto verde nel taschino sedessero nel parlamento italiano indegnamente dato che non lo riconoscono e che alcuni di loro avessero addirittura giurato come ministri sulla nostra Costituzione salvo calpestarla un secondo dopo per i loro, loschi, affari.
Vedete, anch’io ho l’ombrello nel culo ma ne sono cosciente, combatto per togliermelo e per infilarlo nel posto giusto e la mia battaglia è perdente proprio perchè i leghisti e gli elettori del piduista erano e sono convinti che si trattasse del culo degli altri.
Oggi dovrebbero realizzare che il culo è il loro, soprattutto il loro, anche se hanno dei limiti di intelligenza talmente evidenti che alcuni di loro pur di non accettare la realtà se la prendono con Maroni, la magistratura, l’informazione, i giudici.
Sono talmente assuefatti che non sentono nemmeno il fastidio dell’ombrello, forse ci vorrebbe un ombrellone da spiaggia, sempre se nel frattempo non ci abbiano preso gusto.
Il leghista in grado di rendersi conto del tranello nel quale è caduto per 28 anni, non tutti lo sono e li abbiamo visti in Tv, oggi si risveglia come il tipo della vignetta di Altan e non sarà certo il rosso ferrari a consolarlo di una inculata del genere.
Quando ci vuole ci vuole e poi i leghisti amano il linguaggio diretto, chiaro, sintetico, nel senso di sintesi per evitare equivoci.
Anche a me piace essere schietto, diretto, comprensibile, immediato.
Non c’è pomata al mondo che riesca a lenire la bruciatura che il leghista medio sente nel momento stesso che si rende conto che il culo è il suo, che il dito medio di Bossi era, ed è, tutto per lui.
Adesso andate in piazza a gridare Roma ladrona ma, prima, toglietevi l’ombrello dal culo altrimenti non respirate.
Era da decenni che aspettavo un momento del genere ma non canto vittoria, perchè la vostra ignoranza ha fatto perdere anche me.
C’è una frase di Carlo Marx che porto nel cuore e nel cervello, che mi fa sentire meglio, molto meglio, di voi ed è questa:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Voi vi siete nutriti di illusioni e falsità, io ho messo prudentemente la pomata ed ho potuto mantenere il cervello sveglio, ho cercato di muovermi il meno possibile in senso metaforico per non fare il gioco del nemico, site voi che ci siete agitati tanto per dare soddisfazione all’Umberto e famiglia e adesso vi prude ancora di più.
Buona giornata.
Questa mattina una signora, intervistata da Radio Popolare di Milano, ha detto: io non ci credo e basta.
Mi ha fatto venire in mente mio nonno, a proposito dell’ombrello. Mio nonno era un Berlusconi ante litteram con una passione, non controllata, per le giovani donne. Alla veneranda età di 86 anni disse ad una procace ragazza: che bel mandolino, riferendosi al lato b della stessa.
Lei prontamente e con una certa civetteria rispose: ma per lei non suona.
Mi spiace, rispose mio nonno, non avrei mai pensato che fosse già rotto. 

L’intelligenza del leghista medio? Non pervenuta, ma qualcosa si intuisce vedendo che ci hanno messo 25 anni per scoprire che la moglie di Bossi è: matrona,patrona e terrona.


A parte il maschilismo esasperato che c’è in una frase del genere, ve lo dice un piccolo maschilista, la colpa quando il capo o l’amico è imbecille è sempre della sua donna.
Succede anche nelle migliori famiglie dove quando le cose vanno male si scaricano tutte le colpe sulla donna, quella opportunista e puttana che gli ha fatto perdere la testa, quella zoccola che ha rovinato il nostro capolavoro, maschio.
Dimenticando una cosa basilare, che se un uomo si accompagna con una cretina, opportunista, imbecille, minimo la supera di 5 volte altrimenti non lo farebbe. Chiuso il discorso.
Ora, questi derelitti della lega che sono andati in pellegrinaggio a Gemonia per decenni  dalla maestra  che è andata in pensione a 39 anni, che ha comandato la lega sino a ieri pomeriggio, che non si sono accorti che mentre Bossi e la lega distruggevano la scuola pubblica, compresa quella del nord, foraggiavano la scuola Bosina con 860 milioni di euro minimo sono dei mentecatti e basta vedere le foto dei loro raduni e le loro facce per rendersi conto che manca una cosa basilare per essere considerati del genere umano, la materia grigia.
In modo particolare la categoria più scellerata di tutti dentro la lega, anche lì ci sono dei distinguo, e mi riferisco a quelli che ti dicono: io ero comunista, poi ho votato lega.
Questo significa due cose, primo anche nella base del Pci c’erano i rincoglioniti e gli opportunisti, che si iscrivevano alla Cgil perchè era, ed è ancora nonostante se ne siano andati in parecchi, il sindacato più forte e lo facevano per guadagnare qualche lira in più sul rinnovo del contratto senza nessun ideale, opportunismo puro.
La seconda che il sindacato della lega l’ha fondato la Rosy Mauro, l’attuale badante di Umberto, alla quale nessuno di noi avrebbe mai affidato nemmeno una sezione di fabbrica, figuriamoci la direzione di un sindacato.
Che la lega rubasse, si fosse particolarmente affezionata alla mangiatoia del potere era evidente a tutte le persone normali e non bastano le tonnellate di razzismo e xenofobia, da usare come fumo per annebbiare le menti, a nascondere la passione per la mangiatoia ed i privilegi.
La base della lega doveva ribellarsi non quando la magistratura a cominciato a togliere i coperchi alle pentole leghiste ma quando l’Umberto ha avuto la spudoratezza di imporre quel cretino del figlio nella lista blindata delle Regionali lombarde a Brescia.
Lì, in tutta evidenza, si è manifestata l’indifferenza della famiglia Bossi verso i loro iscritti, militanti, elettori ed è emerso solo l’interesse personale, famigliare, privato della famiglia Bossi.
Avete ingoiato tutto, mentre vi rubavano dalle tasche e vi facevano lavorare per i loro interessi gridavano Roma ladrona, nel frattempo si compravano le ville, mettevano in carico alla comunità dei parassiti incapaci come il Trota, Cota, Castelli ed altri ancora più impresentabili di loro sul piano etico e culturale.
Nonostante tutto lo schifo che sta emergendo molti di voi hanno ancora il coraggio di telefonare a radio padania per accusare l’Italia, la Magistratura, la Giustizia di aver sferrato un attacco politico alla lega prima delle elezioni.
Soltanto un imbecille, politicamente per evitare denuncie, coem Salvini può avanzare una ipotesi del genere con quello che sta emergendo.
Come si fa a ritenere rappresentativi dei vostri interessi quei trogloditi che avete mandato in Senato ed alla Camera?
Ma come si fa ad essere peggio, umanamente e politicamente, di Borghezio, Calderoli, Lancini o quella faccia da pirla di Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella, che ha vietato il kebab?
Ma come  siete ridotti? Nemmeno i cervelli elettronici della Nasa sono in grado di sondare la vostra materia cerebrale, sempre che non sia percolato.
Basta, non meritate altro, dicono che si deve discutere anche con chi la pensa diversamente e lo trovo giusto, ma trovo anche inutile discutere con una massa di automi che per sentirsi vivi si alimentano di xenofobia e razzismo.
Ho ancora impresso nella mente le facce delle mamme di Adro che difendevano quel nazista del loro sindaco ad Annozero, si scagliavano contro i negri e gli stranieri, in modo particolare contro delle mamme come loro, con la bava alla bocca.
Rivoltante, riesco ad immaginare un maschio nazista, ma una femmina nazista o fascista lo trovo inconcepibile.
Che un genere umano, quello femminile, che la natura ha fornito delle capacità di dare la vita sia fascista o nazista per me è inaccettabile. Sapere che prendono in braccio, allattano, delle creature delle femmine così mi fa accapponare la pelle.
Siete la feccia del genere umano.
Cosa ha fatto la zarina della lega?
E la moglie di Bossi chiama Maroni per essere rassicurata sui figli. 
Riflettete legaioli, riflettete sottospecie del genere umano, l’evidenza esonda e dovreste rendervene conto anche voi, nonostante i vostri limiti.

Ora basta con questa politica corrotta. Denuncerò chiunque mi pagherà l’Imu, il gas, la luce, l’assicurazione della macchina e mi farà la spesa alla Coop a mia insaputa.


Che nessuno si permetta di mettermi in lista, blindata,  alla Regione Lombardia a mia insaputa per garantirmi 16.000 euro da aggiungere alla mia pensione.
Prenderò le impronte a chiunque faccia un versamento nel mio conto superiore a 5.000 euro a mia insaputa, sistemerà mio figlio in tre o quattro consigli di amministrazione di società pubbliche o di amici degli amici foraggiati da altri amici.
Chiedo al governo Monti di fare una nuova finanziaria per aiutare le banche, le assicurazioni ed una proposta di legge affinchè tutti i tassisti abbiano la Porsche Cayenne, compresa la benzina, gasolio, assicurazione bollo e manutenzione a spese dello stato, che siamo noi.
Riduzione delle farmacie e ticket fisso per il medico della mutua a 50 euro in modo da eliminare, una volta per tutte, le file che trovo quando vado dal dottore.
Tutti i partiti mi hanno deluso non ci sono più ideali, non si vuole combattere il capitalismo finanziario parassita e tutti fanno parte del teatrino messo in piedi per succhiarci il sangue e sistemarsi a vita con i nostri soldi.
Chiuderò un occhio sul razzismo e la xenofobia e voterò l’unico partito che non ruba e che pensa solo agli interessi di Pontida, Adro, Busto Arsizio e Quarto Oggiaro, la lega.
Comincio subito con il mandare affanculo i negri rd i terroni che hanno invaso Milano e la padania, proporrò come cavalieri del lavoro gli evasori del nord est e mi iscriverò alle squadracce di Borghezio per bastonare le negre che prendono il treno Torino-Milano per fare le puttane per non lavorare.
Apprezzo l’intervento di Berlusconi: “Chiunque conosca Umberto Bossi e la sua vita personale e politica, non può essere neanche lontanamente sfiorato dal sospetto che abbia commesso alcunchè di illecito. E in particolare per quanto riguarda il denaro della Lega, del movimento al quale ha dato tutto se stesso. Perciò esprimo a Umberto Bossi la mia più affettuosa vicinanza”.
Approvo, e mi associo, a quanto detto da Formigoni: “Visto che è stato tirato in ballo il nome di Umberto Bossi mi sento di escludere in maniera assoluta ogni suo coinvolgimento”
Io non conosco l’Umberto e nemmeno il Trota, di loro so solo quello che dicono i giornali, ma mi fido ciecamente del titolare della tessera P2 N° 1816 perchè ha sempre mantenuto le sue promesse, da Mangano a Berruti, da Previti a Dell’Utri, dalle orgettine a Katarina Knezevic e quando non ha consegnato il contante in prima persona ha incaricato alla bisogna il Dott. Spinelli.
La sua onestà è limpida, trasparente, abbagliante ad un punto tale che l’Italia ha potuto liberarsi dal reato di falso in bilancio.
Grazie a Silvio Berlusconi in Italia il reato di falso in bilancio non esiste più, gli evasori sono garantiti dalla legge  e le aziende oneste della mafia e della camorra possono agire indisturbate dalla Valle d’Aosta a Lampedusa.
Su Formigoni che dire, è l’unico onesto della giunta Regionale Lombarda, è un alfiere di Comunione e Liberazione e si confessa, va a messa tutte le domeniche ed al lunedì è pulito ed intonso come quando era un bambino e la sua mamma gli puliva il culetto.
La speculazione mediatica che si è scatenata ieri contro la lega  è la goccia che ha fatto traboccare il vaso della mia tolleranza, i giornali infangano la politica italiana dai tempi di Luigi Gui e Mario Tanassi inventandosi un inesistente caso di corruzione chiamato Lokheed, che sembra una operazione in codice dei servizi segreti deviati per contro dell’informazione che attacca la democrazia e la nostra Costituzione.
Ridateci Leone, Andreotti, o i loro discendenti, ridateci Craxi!
No, scusate, mi sono sbagliato abbiamo già la Stefania e Bobo, credo che basti.
Appena apriranno i negozi andrò a comprarmi una canottiera, verde, invito tutti a venire con me davanti al Palazzo di Giustizia di Milano a protestare contro i giudici  che allungano le mani su Bossi per fermare il popolo ed impedirgli di vincere le amministrative, salvare la democrazia, rispettare la Costituzione, proteggere i lavoratori, creare posti di lavoro con la ristrutturazione della villa di Gemonio, fondare la padania, affondare l’Italia e moltiplicare le mangiatoie facendo lavorare, in nero, tutti i falegnami del nord.
Finalmente ho aperto gli occhi anch’io, ho capito che tutto il marcio che ci circonda è colpa dei comunisti e se non fosse per il cattolico Formigoni, il piduista Berlusconi, e l’eroe padano Umberto Bossi oggi avremmo i cavalli bolsevichi in Piazza del Duomo , in Via Bellerio, Via Orgettine ed a brucare l’erba nel parco della villa di Arcore.
Grazie, grazie ai salvatori delle patria che hanno impedito al comunismo di andare al potere, grazie all’impegno, alla trasparenza, alla limpidezza di Comunione e Liberazione, P2, neofascisti e soprattutto la lega di Umberto Bossi che da decenni tentava di mettermi sull’avviso al grido di Roma ladrona!
Io non avevo capito, non sono stato benedetto con l’acqua del Po, non sono mai andato a Pontida e non ho mai ascoltato un discorso del trota.
Mea culpa, mea massima culpa non basterà quello che miresta da vivere per cancellare l’onta di tanta ignoranza, la mia.
Per recuperare immediatamente e far capire a tutti i padani che finalmente ho connesso il mio cervello sull’onda di Radio Padania lancio immediatamente il mio slogan da novello leghista doc, nato in Veneto e residente da 52 anni in Lombardia: andate a cagare.
P.s. Per forza di cose manifesterò davanti al Palazzo di giustizia di Milano, in canottiera verde.
Ovviamente invito i camerati leghisti di Napoli e Reggio Calabria di fare altrettanto e chiudo con un consiglio pratico-organizzativo, le mazzette mettetele nel cappello.

Bossi: “Denuncerò chi ha usato quei soldi
per ristrutturare la mia casa”


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