Nella scuola dove vado a votare io, da 22 anni sempre la stessa, ho visto delle impalcature e mi si è allargato il cuore. Ristrutturano la scuola ho pensato, ed invece no.


imagesMi sono avvicinato ad un muratore ed ho chiesto informazioni, volavo troppo alto con il mio entusiamo, stanno abbattendo le pareti per allargare le aule in occasione delle elezioni politiche.
Pare che la scheda elettorale che ci verrà consegnata,  con un badante volontario che ci siuterà e tenerla aperta ed a ripiegarla, sia di due metri quadri per farci stare tutte le liste ad una grandezza utile ad essere individuata, altrimenti avrebbero dovuto ricorrere a delle icone come si fa nel pc.
Solo che nel pc le icone delle foto le puoi ingrandire per vederle, nella scheda elettorale non è possibile.
Con 169 liste presenti alle elezioni ci meravigliamo che ci siano accorpamenti, giusti o sbagliati in questo momento non mi interessa tanto vedo che ci sono critiche per tutti, nessuno escluso.
Mi interesserebbe capire, perchè francamente non ci arrivo, come si possa pretendere di cambiare l’Italia se prima non cambiamo noi.
Ritengo basilare e doveroso che ognuno di noi abbia le sue idee e la veda in un modo diverso altrimenti non sarebbe democrazia ma se ad ogni virgola diversa, opinione diversa su cose marginali ed ininfluenti uno si fa la sua lista noi il problema, nostro, non lo risolveremo mai.
Io sono certo che la mia idea, di voto, non sarà vincente nel senso che non sarà mai maggioritaria del tutto e trovo del tutto normale che si cerchino alleanze anche con chi non è compatibile al 100% con i nostri principi, se vuoi governare devi lavorare sui punti comuni e non su quelli che dividono, o farne una questione di principio.
Certo che cercare punti comuni con 169 liste a disposizione è un’impresa improba, se poi ci mettiamo a guardare il capello non risolveremo niente e faremo un piacere ad un sistema che cambia tutto per non cambiare niente.
Datemi del qualunquista, dell’opportunista, quello che volete tanto non c’è problema ad una condizione però, appena mi avrete dato del qualunquista ditemi secondo voi come sarà formato il prossimo governo.
Fatemi pure le varie ipotesi di destra, di centrodestra e di centrosinistra, sono disposto ad accettarle tutte.
160 delle liste presentate non raggiungeranno il 2% ed allora mi domando, a chi giova?
Intanto che noi siamo qui, sul web ed altrove, a criticarci uno con l’altro perchè non siamo abbastanza puri, non crediamo a chi non ha dubbi e ritiene di avere la verità in tasca, la gente perde il lavoro, i giovani non lo trovano e qui vorrei fare un piccolo inciso, senza che nessuno si offenda.
Nessuno mai ha regalato niente ai giovani, perlo della gente comune, normale, di popolo, nemmeno a quelli della mia generazione.
Erano sempre e solo mazzate che ci hanno fatto crescere.
Detto questo, intanto che noi mettiamo mi piace a questo o quello, riferito alle liste o ai protagonisti della campagna elettorale,  il sindaco di Adro ha tentato ancora di lasciare i bambini senza mangiare e senza pulmino per andare a scuola.
Scusatemi ma mi sembra molto più grave che non la desistenza al Senato tra Ingroia ed il Pd, che tra l’altro dimostra intelligenza per non lasciare spazio alla destra.

Puntualmente ad ogni elezione ci sono più liste di pensionati, che si richiamano ai pensionati, ed il più vecchio in queste liste ha meno di 40 anni.
L’unica lista di pensionati che ha vinto qualcosa ha fatto solo danni, è quella che ha permesso a Cota di vincere in Piemonte con le firma false.
Intendiamoci è il bello della democrazia ma non esageriamo, penso che 169 liste per un paese di 60 milioni di abitanti siano un po’ troppe, inutili.
All’80% ho deciso di votare Ingroia, non potendo fare quella vera mi accontenterei della ricoluzione civile, e mi bloccava il senato per via dello sbarramento, se fanno la desistenza è fatta tenendo presente che nessun partito da solo sarà in grado di governare.
E’ l’unica certezza che ho.

Ho visto il servizio su Cèsar Millan, non mi voglio schierare perchè le teorie sono molte. Vi racconto di quando lo psicologo per cani mi disse che Slash andava abbattuto.


File0290.1Slash è il mio nik del blog, tutto quello che scrivo è firmato Slasch16 perchè lui è stato il mio socio coofondatore del blog su Splinder.
Non conoscendo l’inglese e andando a memoria ho aggiunto un c in più, 16 erano gli anni che aveva quando abbiamo aperto il blog e molti giovanetti a quei tempi pensavano fosse un riferimento agli anni miei. Ho chiarito subito perchè avevo il blog invaso da messaggi con la k, quelli che scrivono ke al posto di che.
Nato nel settembre del 1990 Slash è sempre stato un cane affettuoso ma cocciuto, c’erano dei veterinari che gli potevano fare di tutto ed altri che non lo potevano avvicinare, diciamo un cane caratteriale.
Nella nostra famiglia abbiamo una forma mentale che lascia molto spazio alle caratteristiche individuali, non siamo omogenei ma ci rispettiamo ed ad ognuno viene grarantito il suo modo di essere, con educazione e rispetto reciproco.
Dico questo perchè il nostro modo di pensare ha coinvolto anche il cane nel senso che volevamo delle regole ma senza mortificare del tutto il suo istinto, costringerlo in regole comuni che di comune non hanno niente se non la nostra comodità di vita.
La regola a casa nostra è il rispetto reciproco ed una certa autonomia di pensiero che vale per tutti, Mirè il figliolo ed io.
Quando uno invadeva troppo il campo dell’altro, anche se io ero il capobranco, usavo mettere un freno con questa espressione: Non mi respirare l’ossigeno. Intendendo con questo che vanno bene le regole comuni, rispetto, coordinamento ma nessuno doveva prevaricare sull’altro. Se tra di noi rimane lo spazio per respirare si sta insieme più volentieri e non ci si sente obbligati, costretti.
Anche Slash godeva dello stesso rispetto.
Nel 1993 decidemmo di andare in vacanza in Toscana, nel campeggio che frequentavamo da oltre un decennio, non erano accettati i cani e trovammo una pensione per lui in un paesino appena sotto a Grosseto.
Un giorno si ed uno no lo andavamo a trovare, lo portavamo a passeggio e gli davamo da mangiare perchè nonostante le 10.000 lire al giorno lo vedevamo deperire.
La signora che gestiva la pensione non ci ha mai fatto vedere dove teneva il cane ma il fatto di trovarlo pieno di zecche ci aveva riempito di dubbi sulla qualità della pensione per animali. Tutti ne parlavano bene ma qualcosa non quadrava e Slash puzzava in modo indecente tant’è che prima di tornare a casa lo feci lavare due volte e gli togliemmo le ultime zecche.
Tornati a Milano per qualche giorno fu tutto normale, riprendemmo la vita di sempre, finchè non successe una cosa stranissima, imprevedibile.
Una sera Slash mi attaccò, non mi morse ma mi ringhiava furente e lì commisi il primo errore, reagii con paura e lui si sentì più forte.
Lo faceva solo con me, con nessun altro ebbe questo atteggiamento. Eravamo arrivati al punto che quando rientravo in casa la Mirè doveva legarlo altrimenti partiva all’assalto.
Attraverso la nostra veterinaria venimmo messi in contatto con uno psicologo per cani che aveva studiato in America, era un tipo che faceva trasmissioni sugli animali nelle tv private della Lombardia ed aveva uno  studio a Monza.
Un esperto di comportamenti animali e tutti noi siamo animali.
Andammo nel suo studio e ci sedemmo di fronte a lui, due sedie per la Mirè ed io e Slash accucciato in mezzo.
Gli raccontammo la situazione, si mostrò meravigliato in quanto Slash nello studio si mostrò docile, per niente aggressivo.
Mi disse di scrivere una specie di diario con tutte le mosse, gli atteggiamenti, i comportamenti miei e di Slash in ordine cronologico per vedere se si riusciva a capire quale fosse l’elemento scatenante che gli faceva ribaltare il cervello.
Se la cosa continua dovremo abbatterlo sentenziò. Fu pagato come un luminare della scienza conosciuto in tutto il mondo, per la cronaca.
Noi eravamo distrutti, l’idea di abbattere un cane che amavamo molto, che per tre anni ci ha sommersi d’amore non era accettabile a meno che non fosse una malattia, gli fosse andato di volta il cervello.
Non scrissi nemmeno una riga del famoso diario ma riflettei a lungo sulle parole dello psicologo per cani: individuare il fattore scatenante.
Mi ritengo un buon psicologo, uno che va nel profondo quando le cose mi interessano e quindi cominciai a ragionare su quello che era successo negli ultimi mesi, dalle vacanze in poi.
Individuai subito due elementi da valutare attentamente. Il primo è che la prima volta che Slash mi attaccò avevo in mano qualcosa che somigliava ad un bastone e mi resi conto che al signora della pensione per cani deve averlo bastonato più di una volta.
Il secondo, leggermente più difficile, fu intuire perchè questa reazione l’aveva solo per me e mi sono fatta una idea che non ha riscontri se non nella logica dell’amore animale-padrone.
Io l’ho portato in pensione, noi andavamo a  trovarlo ogni due giorni, ma io non sono andato a prenderlo. Ho mandato mio figlio perchè io avevo da fare con la roulotte.
Mi feci convinto che lui attaccava me perchè nella sua testa riteneva che io l’avessi abbandonato, o ci avessi provato.
Non prendetemi per matto se considero che gli animali abbiano dei sentimenti, anche perchè ritengo che siano superiori ai nostri, più difficile pensare, come ho fatto io, che gli animali mettano in fila le cose, gli atteggiamenti, facciano due più due e tirino le conclusioni.
Avevo perso il rispetto del capobranco e lui scatenava il suo dolore represso contro di me.
Lo psicologo per cani non lo incontrammo più, per risolvere il problema mi affidai al nostro amore ed all’istinto animale che è dentro di noi, Slash compreso.
Avevamo un tavolo di quelli con la panca ad angolo, una sera presi un pezzo di legno e dissi alla Mirè di liberarlo. La Mirè non riusciva a capire cosa mi passasse per la testa ed era preoccupata che venisse fuori un macello, non ti preoccupare le dissi, deve solo capire chi è il capobranco.
Comincia a picchiare le sedie con il bastone, senza nemmeno sfiorarlo, ma lo costrinsi all’angolo sotto al tavolo mentre lui ringhiava da far venire i brividi. Non indietreggiai di un millimetro e lui fu costretto all’angolo mentre lo guardavo negli occhi come a sfidarlo.
La cosa non durò nemmeno due minuti, lui si lasciò andare e smise di ringhiare, in quel preciso momento poggiai il legno davanti a lui e gli voltai le spalle.
Non mi inseguì, non mi attaccò, rimase qualche minuto fermo all’angolo.
Io non so se fu la mia idea, il nostro immenso amore animale-padrone, so che qualche decina di minuti dopo mi si avvicinò e volle che lo accarezzassi, cosa che io feci dicendogli bravo e con le lacrime agli occhi.
Era il 1993, ha vissuto siano al 26 aprile del 2007, il giorno prima non è venuto in piazza con me perchè non aveva più forze e quando io ero in casa non era mai ad oltre 20 centimetri da me.
Gli ho scritto un post di addio, non l’ho mai riletto ed io so perchè.
Nella stanza in cui scrivo ci sono le foto di famiglia, ci sono quelle del figliolo, le sue e quelle di Lulù. Quello che provai dal 27 aprile del 2007 in poi non lo auguro a nessuno, poi mi hanno messo in braccio Lulù ma Slash non l’ho mai tradito.
Ho fatto tanti errori nella vita ma uno certamente no, non ho dato retta allo scienziato che mi ha consigliato di abbattere Slash, avrei perso 14 anni d’amore e l’amore non ha prezzo.
Non mi sento di condannare lo scienziato, al massimo ci faccio ironia, non mi sento di condannare Cèsar Millan, ogni caso è una storia a se e se si ha la fortuna si trova anche la soluzione.
Slash da cucciolo mi ha mangiato tre divani, più di una volta mio figlio mi ha rinfacciato, ridendo, che se lo avesse fatto lui l’avrei ammazzato. Diciamo che come cagnolino era un delinquente, un testone.
Lulù è oltre ogni immaginazione, una cagnolina eccezzionale con la quale abbiamo avuto solo fortuna, ha un’indole dolcissima che mi ha lenito la ferita.
Scrivere questo post mi ha emozionato, anche perchè l’ho scritto sotto lo sguardo vigile di Slash e con Lulù accucciata ai miei piedi.
La foto è di quel famoso anno in Toscana, Slash affacciato alla finestra della roulotte. Il mio avatar praticamente.

L’addestratore di cani César Millan, “santo” o “demonio”?

Avevo qualche dubbio, coltivato sulla mia pelle, oggi ne ho avuto conferma dai gionali. Consumi, il calo più alto dal dopoguerra. Allora non sono il solo.


I primi tagli risalgono a qualche anno fa, cinema, ristorante, acquisti di lampadine a risparmio energetico, gestione oculata del riscaldamento e le sigarette me le faccio io con un notevole risparmio.
Sui vestiti non ho problemi, con due paia di jeans vado avanti degli anni, per quanto riguarda l’alimentazione sono un cuoco, quasi, provetto e so far da mangiare con poca spesa.
Qualche vizio l’ho mantenuto come Sky, per vedermi i documentari e lo sport, per quanto riguarda i film sono quasi tutti americani e mi piacciono poco, preferisco quelli in bianco e nero.
I tagli sono dovuti anche al welfare che lo Stato ha appioppato alle famiglie, per i precari ed i disoccupati se non ci fossero le famiglie sarebbe strage, anche se purtroppo strage lo è, c’è poco da scherzare anche se i suicidi di piccoli imprenditori e di lavoratori non fanno notizia come i domiciliari di Sallusti in casa della Santanchè.
Ho letto da qualche parte che in molte famiglie si è riscoperta la cucina di recupero, non si butta via più niente ed a me è tornata im mente mia nonna che, nonostante avesse galli e galline, con un pollo e qualche patata faceva da mangiare per sei.
Il quarto di pollo, inteso come porzione, l’ho scoperto da ragazzino quando sono venuto a Milano, un pollo in quattro nella bassa veronese era una bestemmia.
Il pollo è anche un alimento che odio, appena sposati non avevamo una lira, lo stipendio era uno solo e le bocche erano tre. La Mirè mi ha fatto uscire il pollo dagli occhi perchè costava poco, sono arrivato al punto che appena vedevo un pollo mi veniva la nausea.
Per un decennio non l’ho più voluto vedere, poi ho proceduto con cautela.
Il vino, anche per via del colesterolo, l’ho ridotto ad un decimo rispetto a prima ed il colesterolo mi è pure servito come alibi psicologico per smettere di fare la spesa con gli occhi e con la gola ed usare la testa.
Fortunatamente, per via dell’età, sono tagliato fuori dagli aperitivi e dalle discoteche. Non dico che vegeto, chiacchiero molto spesso con i pensionati e con i negozianti sotto ai portici.
Ognuno racconta i suoi guai, quasi fosse un modo per diluirli, e trova forza dalla condivisione edalla memoria con il recupero del modo di vivere spartano dei nostri vecchi.
Anche se stavano bene non sprecavano niente, rispetto ai miei genitori io ho sprecato molto di più.
Quello che mi da più fastidio è rinunciare ai libri, ne ho circa 500 ed ho preso l’abitudine di rileggere i più vecchi che avevo quasi dimenticato e quindi sembrano nuovi.
Quest’anno ne ho comprato uno solo, fregato da Augias, ho comprato quello di Guzzanti padre che tra l’altro mi sta sulle palle.
Tiremm innanz disse Antonio Sciesa ed io tiro avanti sperando che il 2012 finisca alla svelta, per quanto mi riguarda è il peggior anno dal 1971 in poi.
Non vorrei aver parlato troppo presto, che il 2013 si offenda e decida di essere peggio del precedente.
Se non altro non sarà un anni bisesto.
Ma sono dicerie, non sono supestizioso, ma dato che non costa niente mi tocco. Non si sa mai.
Voi, avete rinunciato a qualcosa o è tutto come prima del 2008?
Cercavo un link da mettere nel post ma ho notato che la notizia è già stata “oscurata”, è passata più veloce della luce, ho dovuto cercare con Google ed ho trovato questa:

Crisi dei consumi, famiglie mai così male dal dopoguerra

Per una volta faccio notizia anch’io, sono un protagonista. Faccio la comparsa anch’io sui giornali, uno della massa. Anche se non sono nei titoli del film, me lo sto vivendo tutto.

Si è un furto, ma se tre scatoloni di merce griffata valgono 100.000 euro mi domando chi sia il ladro.


In Via Della Spiga a Milano hanno rubato tre scatoloni con 50 abiti griffati, valgono 2000 euro l’uno e manca ancora la biancheria intima, il soprabito , il cappotto o la pelliccia le calze e le scarpe. La borsetta, mi stavo dimenticando la borsetta.
Certamente non è finita qui, nel senso che manca la finitura, manicure, parrucchiere, ecc.ecc.
Il 70% delle pensioni è sotto i mille euro, quattro pensioni alla minima non arrivano a 2000 euro e c’è gente che solo per il vestito ne spende 2000. E’ il bello del capitalismo e se non è capitalismo è prostituzione o malavita.
Ho pure letto da qualche parte che la borsetta giusta o le scarpe valgono ancora di più, insomma c’è gente che esce al mattino o alla sera ed indossa una Panda, una Smart come valore ed è pure a piedi, per muoversi deve prendere un taxi o il Suv.
Dicono che è una delle prime industrie italiane ma, salvo casi rarissimi, risulta che abbia delocalizzato la produzione, non più i bassi di Napoli ma oltre oceano dove materia prima e manodopera costano meno.
Ma è tutto made in Italy, non comprerebbero un vestito di lusso con scritto made in China o made in Taiwan.
Personalmente dubito che siano filati naturali, seta, cotone e così via, per me si sono dati al sintetico.
Vicino a casa mia tempo fa hanno aperto un outlet di scarpe ed accessori di lusso, la zona è tra Via Padova e Via Palmanova.
Devo essere sincero, sono stato tentato anch’io, ma non ho fatto in tempo perchè nel giro di 15 giorni ha chiuso, ci ho pensato troppo ed ho perso l’occasione.
Stavo andando dal tabaccaio ed ho visto in vetrina un paio di scarpe da uomo con la punta, diciamo che io ho il 40 di piede con la punta che avevano quelle scarpe lì arrivo al 43 ed oltre, ma quello che mi ha fatto perdere la testa è stato il prezzo, 380 euro ed una scritta: oltre il 70% in meno del suo valore di listino, circa 1200 euro.
Quando ne spendo 70, 80 mi gira già la testa, fortunatamente le scarpe mi durano degli anni, anche una decina.
Io non seguo la moda, la indico e quindi i cambiamenti annuali, le novità, mi fanno un baffo.
Non vi dico i prezzi di quelle da donna, si arrivava a risparmiare una panda usata, ultimo modello,  in ottimo stato.
Sono uno attento quando mi comprano la biancheria o da vestire, fa tutto la Mirè, per il semplice fatto che sono allergico alla fibra sintetica di qualsiasi tipo, dalle calze alle magliette, maglioni tutto insomma deve essere in fibra naturale. Non quella cinese che puzza di petrolio, quella naturale veramente, di cotone buono.
Se indosso qualcosa di sintetico inizio a sudare e puzzo come una capra nel giro di 5 minuti. Non frequento i suoi posti ma se mi incontrasse Sgarbi avrebbe tutte le ragioni di gridarmi capra! Capra! Capra!
Quindi evito i tessuti sintetici per non irritare Sgarbi, non fargli venire la bava alla bocca.
Intendiamoci i problemi non sono questi, sono molto più seri e gravi come la sanità , la scuola, i disoccupati ma, vedere ad esempio le auto che portano alla scuola dei preti i loro bambini al mattino mi rendo conto che qualcuno viaggia con un monolocale, sommando il valore delle auto in processione si superano gli 800000 euro.
Ci passo con la Lulù, la mia cagnolina, davanti a questa scuola ed una mattina ho visto un cartello con scritto: cercasi carrozzina e lettino per una bambina che deve nascere. La mamma è indigente ed è ospite della Comunità di Don Xxxxx chi l’avesse disponibile telefoni al XXXXXXXXX.
Ho fatto un rapido calcolo, il totale non arriva al costo di una ruota di scorta, se avessero fatto una colletta avrebbero potuto comprare un carrozzone ed un lettone per la nascitura, senza farsi compatire. A meno che non abbiano il buon cuore di Briatore ed abbiano il braccino corto e peloso.
Ci sono parecchi Suv, monovolumi, con la marmitta doppia che costano 80000 euro o giù di lì, guidati quasi sempre da donne e sono solidale con il veronese che su Quattroruote ha commentato:
Quando guardo all’interno di Suv di lusso tipo Cajenne, x5, Range Rover, ecc. (che qua nel Veronese sono veramente tante), per la metà delle volte, ci sono donne alla guida. Sono passati i tempi in cui lustravo l’auto per sembrare ganzo alle donne.
Oggi con la mia citroen rischio solo di farci brutte figure.
Credo a quello che ha scritto questo signore, anni fa sono andato a Legnago, mio paese di nascita, ed in centro c’erano tutti Suv, gipponi come li chiamo io ai quali manca solo il mitra sul tetto, ed alla guida erano tutte donne.
Che siano tutti industriali i loro compagni, genitori o mariti?
Su internet ho trovato questo: Allora scegli l’atelier xxxxxxxxx, un ambiente dove la ricercatezza, l’eleganza e il lusso fanno da padroni, dove appena entri puoi cogliere l’atmosfera elegante e di classe che vi pervade…
Xxxxxxxxx è un ambiente giovaneche affonda le sue radici nell’antica tradizione sartoriale italiana, che ama il lusso, i tessuti pregiati, i pellami di ottima qualità…. prova a cercarlo, lo troverai in un angolo, è un vecchio baule che profuma di cuoio…che racchiude un’antica saggezza…una tradizione che viene trasmessa gelosamente di generazione in generazione…

Per le tue calzature artigianali uomo noi di Xxxxxxxxx utilizzeremo i pellami pregiati, il cuoio migliore, i filati morbidi e robusti, saranno esclusivamente confezionate a mano, con oltre cinquanta ore di lavorazione, costruite su misura per il tuo piede, in modo da farti sentire a tuo agio, saranno in grado di durare nel tempo, e sarà una soddisfazione indossarle!
Non ci sono i prezzi, trattativa riservata come quando si compra una villa in Costa Azzurra.
Io sono come quello della canzone di Jannacci, porto le scarpe da tennis e parlo da solo.
Sono fuori moda.
Per chi non è di Milano ho messo la foto di Via Della Spiga, è più frequentata del duomo.
Fortunatamente c’è la Stampa che ci tiene aggiornati: Cappotto o piumino?
Quest’anno finisce pari.
Il testa coda del capitalismo:

Sabato è il giorno della Colletta alimentare


La Polverini non si dimette per non fermare i lavori. Stanno lavorando? Nel Pd ci sono quelli che invece di occuparsi di lavoro, crisi, diritti, si occupano dei figli di Vendola.


La Polverini è una donna responsabile, se si dimettesse si fermerebbero i lavori in Regione Lazio, verrebbe rimandata la festa del peperoncino con danni irreversibili al commercio ed ai trasporti con elicotteri. Verrebbero  annullate le feste in costume provocando disoccupazione tra le sarte. Meglio restare lì a far finta di essere sani. Moralmente. Togliere il brufolo e tenersi l’infezione.
Nel Pd invece una trentina di deputati sono indefessamente affaccendati a seguire le direttive del Vaticano in fatto di embrioni, staminali, coppie di fatto. Essere cattolici non è una religione, una fede, è una malattia che non riconosce i diritti e la democrazia.
Sinceramente ho altre priorità rispetto ai diritti di lesbiche ed omosessuali, la sessualità individuale la considero un problema secondario rispetto al diritto al lavoro, scuola, sanità, welfare, democrazia.
La parola democrazia ha già in se i diritti di tutti, nessuno escluso, non abbiamo una religione di Stato e non dovremmo essere condizionati dalle direttive del vaticano omofobo e pedofilo.
Detto questo ogni volta che sento parlare dei diritti degli omosessuali, ed affini, trovo assurdo che la sinistra si perda in questa battaglia, autolesionista, rispetto ad altre battaglie come quelle per il lavoro, l’equità fiscale, la lotta all’evasione alla malavita e la tassazione della prostituzione in generale, non solo femminile. Prima industria del Paese.
I grandi omosessuali italiani , i più ricchi e famosi salvo rare occasioni, sono tutti di destra a partire da Armani, Dolce e Gabbana, il povero Versace e ne dimentico sicuramente molti, persino Malgioglio ha la passione per Silvio.
Francamente la lotta la lascerei fare a loro, sanno qual’è la loro situazione in fatto di diritti, successioni e cose varie e se ne vanno senza nemmeno fare testamento, donazioni, coperture finanziarie per i loro compagni o compagne ed i poveretti, nel senso di popolino rispettoso dei diritti di tutti, gridano allo scandalo perchè i vedovi o le vedove vengono tagliati fuori dai milioni accumulati dai loro compagni, compagne.
Tra l’altro c’è discriminazione anche qui, le lesbiche sembra che non esistano e l’attenzione è tutta per i gay forse perchè sono più spudorati, in senso buono, si espongono di più.
Il Pd ha il problema Fioroni e della trentina di deputati omofobi, cattolici, integralisti.  Ogni volta che c’è di mezzo un voto che riguardi i diritti individuali, l’etica, l’accanimento terapeutico questi votano con i conservatori, le destra più forcaiola e talebana.
Penso che il Pd farebbe meglio a tirare una riga o di qua o di là, non è possibile che una trentina di Binetti possa, voglia, imporre la linea. Vadano in altri lidi, altri porti, altrimenti per il Pd è la fine.
Non possono portarsi in spalla questo pesantissimo zaino che in certe occasioni porta farina alla destra, vadano con Casini, Rutelli, come ha fatto la Binetti.
Noi abbiamo ben altri problemi immediati per sprecare forze e tempo per le menate derivanti dal cattolicesimo perchè, se non mangi, non hai nemmeno le forze per pregare o partecipare alle processioni.
Insomma lo dico chiaramente a costo di generare equivoci, per me viene prima il lavoro, la sanità, le pensioni, la scuola, la casa, i trasporti, la possibilità di farsi una famiglia di qualsiasi tipo.
Tutto il resto è noia, rottura di palle , Fioroni e tutti quelli come lui me le hanno proprio rotte.
Dobbiamo darci delle priorità e quello che io faccio alla sera è secondario rispetto al diritto al lavoro, al reddito.
Senza un lavoro non sei nemmeno libero di vivere la tua sessualità come ti pare.
Prima di preoccuparmi con chi esce mio figlio alla sera mi preoccupo che abbia un lavoro, che vada a lavorare.
Dovremmo preoccuparci che il puttanaio resti disoccupato?

Ovvio che CL faccia la ola al potere, gli appalti non vengono concessi dall’opposizione.E’ anomalo, e meritevole, che a farlo notare sia Famiglia Cristiana.


Naturalmente ha risposto subito l’inquisito che si autoassolve, Formigoni, quelli di CL sono educati.
Infatti hanno applaudito Andreotti, Berlusconi, Formigoni e qualche altro che dimentico ed è con questi che l’impero delle loro cooperative è nato e si è sviluppato a partire dalla sanità lombarda sino a spaziare ovunque.
Adesso sono riusciti a conquistarsi pure la diocesi di Milano, la più grande d’ Europa, dopo cardinali come Mons. Martini e Tettamanzi rispettabili e di riferimento pure per i laici è arrivato Scola, espressione diretta di Comunione e Liberazione.
Dopo il potere temporale conquistato con gli applausi al potere e gli appalti di dovere si sono conquistati pure il potere pastorale.
Tranquilli, se il restauro di Berlusconi riesce e torna in pista, questi sono capaci di applaudire non solo lui ma anche la Minetti e tutte le orgettine vestite da suore. Per l’occasione.
A Rimini non mancano le discoteche e se sarà il caso un palo per la lap dance non mancherà di sicuro e, dopo il dovere degli applausi al potere, si passerà al piacere il gran ballo di corte con le orgettine vestite da suore ed il crocifisso in mezzo alle tette.
L’importante è conquistare gli appalti.
Nel nome del signore.
Le parole usate da Famiglia Cristiana sono macigni sulla coscienza di chi si ritiene cattolico ed è un peccato, oltre che un merito, che ancora una volta Famiglia Cristiana arriva prima e più direttamente dei giornali asserviti al potere al nocciolo della questione.
“Sembra che a Rimini si applauda non per ciò che viene detto. Ma solo perchè chi rappresenta il potere è lì, a rendere omaggio al popolo di Comunione e Liberazione”. Un attacco frontale, cattolici contro cattolici. Tutto contenuto in un lungo editoriale che la rivista dedica all’intervento del presidente del Consiglio, Mario Monti.

“Un lungo applauso del popolo dei ciellini ha accolto il premier”. Una prassi. Si legge: “Tutti gli ospiti del Meeting, a ogni edizione, sono stati sempre accolti così: da Cossiga a Formigoni, da Andreotti a Craxi, da Forlani a Berlusconi. Qualunque cosa dicessero. Poco importava se il Paese, intanto, si avviava sull’orlo del baratro. Su cui ancora continuiamo a danzare”. E la stoccata finale: “Non ci sembra garanzia di senso critico, ma di omologazione. Quell’omologazione da cui dovrebbe rifuggere ogni giovane. E che rischia di trasformare il Meeting di Rimini in una vetrina: attraente, ma pur sempre autoreferenziale”.
Nemmeno l’Unità, Repubblica, il Fatto e così via sono in grado di fare una sintesi così perfetta.
Riprendo qui l’elenco dei personaggi in questione. Serve per riflettere, il più bravo ha la lebbra, politicamente ed eticamente.
Cossiga, Formigoni, Andreotti, Craxi, Forlani e Berlusconi.
Roba da far venire i brividi, se solo avessimo un popolo con un minimo di memoria collettiva. Ritengo persino inutile un ripasso sulla vita, e le opere, politiche di questi personaggi, non vorrei vomitare al mattino presto.

Per la seconda volta, in dieci giorni, l’acquedotto dell’ameno paesino della Valsassina è andato a secco. Hanno provveduto i pompieri con le autobotti.


Si sa che la natura presenta sempre il conto ed ogni volta gli umani mostrano sorpresa, vengono colti alla sprovvista. Tipico di chi fa danni e non se ne rende, o non vuole, conto.
Otto, dieci ore, senz’acqua non sono una tragedia più che altro è una comica ed ognuno risponde al problema in base alla sua cultura con un unico denominatore comune: siamo tutti innocenti, la colpa è sempre degli altri.
I residenti si lamentano, nemmeno troppo, con chi a monte pompa troppa acqua dall’acquedotto per far fronte alla massa di villeggianti che invadono il Giumello ogni fine settimana ed i tre rifugi/ristoranti devono far fronte alle centinaia di turisti che oltre alla polenta taragna, salumi, formaggi, caprioli in salmì, pizzoccheri e così via dovranno pur bere.
Io sono nel paesino sottostante, precisamente Narro, ed osservo curioso le reazioni di residenti e villeggianti.
I residenti sono i più concreti, prendono i loro motocarri Ape li caricano di bottiglie di plastica, botticelle varie, piccole damigiane e quant’altro e vanno sotto la chiesa di S. Martino dove c’è una fonte indipendente dall’acquedotto con un’acqua eccellente e fanno scorta.
Questa fonte la conosco da più di trenta anni, passandoci davanti per arrivare al paese ho sempre visto persone riempire taniche e bottiglie da portarsi a casa, non ha le bollicine ma è acqua eccellente.
Lo sanno bene le multinazionali che si occupano di acqua quelle che chiedono l’utilizzo delle fonti alle regioni pagando cifre irrisorie per imbottigliarle, si parla di un centesimo al litro, per poi vendercele a noi nei supermercati a 35,40, 45 centesimi alla bottiglia a seconda della fama del marchio.
Diciamo che Narro ha la sua fonte di acqua minerale eccellente a gratis, forse ne ha più di una ma io conosco solo questa, per via di mio fratello che la beve da oltre vent’anni.
E’ questo che mi ha fatto riflettere.
Ieri ho preso 8 bottiglie vuote di platica ed in pochi minuti le ho riempite, la fonte non ha molta pressione ma ha una bella mandata continua, giorno e notte per 365 giorni all’anno compresi quelli bisestili.
Che senso ha, mi sono chiesto, rimanere con l’acquedotto a secco quando si spreca tutta questa ricchezza?
Basterebbe mettere una cisterna a valle, di là della strada a meno di otto metri, recuperare tutto quello che la natura ci regala e quando la cisterna è piena riversarla con delle pompe nell’acquedotto del paese.
Non so quanto verrebbe a costare quest’opera di alta ingegneria idraulica ma, certamente, costerebbe molto meno dei fuochi artificiali che ogni frazione, ad ogni fine settimana, ci propina per la gioia dei villeggianti terrorizzando cani, gatti, caprioli e tutta la fauna dei boschi.
Il sindaco del paese ha fatto mettere nella bacheca della piazzetta l’avviso che  l’acqua non è potabile, consiglia di farla bollire 10 minuti prima dell’utilizzo alimentare.
Un modo, usuale, per togliersi da ogni responsabilità, se non fosse per il passaparola molti anziani sarebbero del tutto ignari del problema, si è coperto le spalle ed ha affidato la soluzione ai pompieri. Alle autobotti.
In questi giorni sui telegiornali siamo invasi, come tutti gli anni, di informazioni sul livello del Po mai stato così basso, gli statistici dicono che forse superiamo i record degli anni passati in fatto di siccità.
Subito ne hanno approffittato i produttori di frutta, verdura, ortaggi, mais, frumento ecc.ecc. per alzare i prezzi ed alzare la voce sul danno, in miliardi, per l’agricoltura. Danno che ovviamente provvederemo a pagare noi quando andremo a fare la spesa.
Fortunatamente la faccenda dura poco, tra qualche settimana è Settembre ed allora daranno il via alle informazioni sulle esondazioni, frane, disastri dovuti al dissesto idrogeologico.
La loro forza, la forza del potere e di chi specula su queste situazioni è tutta nella nostra poca, nulla direi, memoria ed ogni anno ci prendono in giro allo stesso modo.
Anni fa scorrendo l’autostrada lungo l’Emilia si vedevano gli idranti innaffiatori che bagnavano il granoturco, gli alberi da frutto, i campi di frumento. Adesso devono avere chiuso i rubinetti, per risparmiare sull’acqua, dichiarare lo stato di calamità naturale giusto per chiedere contributi e far pagare ai consumatori frutta, insalata ed ortaggi come se fossero perle. Il guadagno è garantito comunque.
Tornando a noi ed al balcone della Valsassina, Narro. Vorrei invitare il sindaco ed i consiglieri comunali a prendere in considerazione la mia proposta, migliorabile, di mettere una cisterna a valle della fonte e rifornire l’acquedotto, eviteremmo questi disagi. Se mancano i soldi, grazie al governo ladro, recuperiamoli eliminando i fuochi artificiali, noi e gli animali della valle, ne saremmo eternamente grati.
Buone vacanze, con l’acqua minerale in bottiglia, l’unica fonte inesauribile. Abbiamo sentito di acquedotti in secca ma mai di fonti in secca delle multinazionali dell’acqua.
Sono più organizzate di noi. La foto del post è autentica, è la “famosa” fonte.

 

Dicono che staccare la presa, per un po’, fa bene. Non compro nemmeno il giornale, ma hanno inventato delle batterie che sono inesauribili. Nella nostra testa.


Da qualche tempo sono in montagna, pace, panorami, passeggiate, fresco senza afa. Dopo 4 anni finalmente ho lasciato Milano senza nostalgie e rimpianti in modo particolare per il caldo afoso che non ti fa dormire la notte.
Ho lasciato pure i pensieri, qui le notizie arrivano filtrate se vuoi, un Tg ogni 3 giorni basta ed avanza tanto lo so come gira la faccenda, il capitalismo continua la sua guerra globale contro i precari, i disoccupati e tutta quella marea di persone che ha perso il lavoro o è in cassa integrazione.
I partiti litigano ed il Pdl si candida, attraverso Angiolino, come salvatore della Patria alle prossime elezioni.
Il demolitore principale, insieme alla lega, che si candida per la ricostruzione. Per dargli la licenza di ricostruire ci vorrebbe un condono spaziale, questi farabutti hanno ridotto al lastrico l’Italia ed hanno pure la spudoratezza di ripresentarsi, hanno meno dignità di Lele Mora che almeno ha annunciato il ritiro.
Sto meglio, si spende meno, insalata, pomodori e verdura fresca arrivano gratis, le passeggiate riducono il fumo ed ho pure perso un po’ di pancia.
Ho staccato la spina è innegabile ma, dopo qualche tempo, le notizie da Taranto, Milano, ed in modo particolare quelle che ti toccano direttamente, arrivano. Eccome se arrivano.
Un conto è commentare le notizie in generale, esprimere solidarietà ed incazzarsi pure, altro è quando il problema suona alla tua porta e la voglia di farci ironia o di stemperare con la satira si affievolisce.
E’ allora che ti monta la rabbia contro questi banditi del capitalismo globale e ti organizzi per durare un minuto di più, ti ricarichi per bene per riprendere la lotta sperando che tutti si rendano conto che il problema è il capitalismo finanziario parassita e la politica che lo sostiene, di qualsiasi parte del mondo sia.
Se la smettessimo di litigare e puntassimo al cuore del problema, tutti uniti, questi banditi globali non avrebbero respiro.
Sappiamo a decenni che el pueblo unido jamàs serà vencido, sarà per questo che la contraerea propagandistica capitalista ci fa litigare su tutto. Guai se ci uniamo, sarebbe la loro fine.
Riusciremo a rendercene conto? Il nostro destino è nelle nostre mani, non nelle nostre chiacchiere.
Una cosa è certa, oltre a staccare la spina bisognerebbe togliere le batterie al cervello.
Sono a lunga durata.

Pizzarotti è una persona seria, si presenta con i piedi per terra e senza proclami. Come ho sempre detto la propaganda è una cosa e la realtà un’altra.


Tutti sanno che gli atteggiamenti di Grillo e del suo portavoce di riferimento, il Bondi di Grillo, Travaglio, non mi piacciono e più volte ne ho spiegate le ragioni. Anche se di Travaglio ho quasi una decina di libri.
In settimana Travaglio ha pubblicato una intervista esclusiva a Grillo nella sua villa vista mare e dal tono delle domande penso che prima di andarsene, Travaglio, abbia passato anche il folletto sui tappeti di casa.
Sicuramente avrà pulito quello sul quale si è inginocchiato, ma torniamo a cose più serie.
Resto della mia idea sul modo di fare politica di Grillo ma sono molto attento e curioso su come si muovono i ragazzi del movimento che sono stati eletti nei vari comuni.
Diciamo subito che a Milano è toccato Matteo Calise un ragazzino presuntuoso e saccente il quale, non avendo responsabilità, spara provocazioni e cazzate ad alzo zero.
Pizzarotti, invece, è una persona seria e nel giro di un mese ha capito quello che vado dicendo da anni e cioè che un conto è fare propaganda ed opposizione ed un altro è governare i comuni o i processi, cosa che ripeto incessantemente.
Io sono stato per anni nel Pci e so benissimo che l’opposizione, la propaganda di opposizione ha sempre una sua rendita, come so benissimo che governare un comune, una provincia o una regione è un’altra cosa specialmente se ti devi, dovevi, alleare con i socialisti di Craxi. Quindi so quello che dico e chi vuole intendere intenda.
Detto questo torniamo a Pizzarotti, ieri al debutto come sindaco in quel di Parma, ha salutato tutti, ha stretto la mano a tutti i consiglieri di minoranza ed ha citato Guareschi, quello di Peppone e Don Camillo, dando segno di intelligenza e di aver compreso che al strada è in salita. Per salvare Parma non bastano le chiacchiere, è dura.
La giunta è ancora incompleta, questa volta non ne faccio satira ma una riflessione, il ragazzo ha i suoi problemi e cerca di fare il meglio prendendosi il tempo necessario, altra cosa è fare le spartizioni delle deleghe come avviene in altri luoghi, anche se non è criticabile a priori, se fatte bene ed alla luce del sole non è fattore negativo per forza.
L’opposizione, ovviamente, ha cercato i peli nell’uovo ed ha criticato tutto quello che poteva essere criticabile, ma questo non mi interessa specialmente se le critiche arrivano dal centrodestra che ha portato Parma alla rovina.
Almeno abbiano la decenza di stare muti, la dignità del silenzio.
Anche lo sconfitto del Pd ha espresso una critica generica: si parla molto della cosa, ma poco del come, ci sono lacune evidenti. Ha scoperto l’acqua calda, ma doveva salvare la faccia.
L’inceneritore, tema trattato con toni talebani in campagna elettorale, ribaditi due giorni fa da Grillo nell’intervista rilasciata dal Bondi del Fatto, Travaglio.
Pizzarotti ha detto: Troveremo una soluzione condivisa, senza mettere a rischio i posti di lavoro e senza nuovi rischi economici. Un discorso di buon senso.
Meno di un mese fa ho scritto un post nel merito dell’inceneritore, l’Europa è piena di inceneritori sostengo, l’importante è che siano fatti bene e che le emissioni siano ridotte al minimo.
Sono certo che la collettività, qualunque collettività, è disposta ad accettare un inceneritore se fatto a regola d’arte, secondo le migliori tecnologie, piuttosto che trovarsi montagne di immondizia davanti a casa.
Avevo pure aggiunto che l’inceneritore avrebbe portato posti di lavoro, non so quanti ma è evidente che la gestione comporta la presenza di lavoratori a tutti i livelli e sarebbero proprio questi i primi disposti a chiudere un occhio se l’inceneritore, ripeto al massimo della tecnologia, garantisce loro un reddito.
A Sesto San Giovanni c’è un termo valorizzatore da anni e pur tra qualche polemica il suo dovere lo fa.
Questo è quello che penso io, vorrei vedere  chi si lamenta se avesse la sua strada piena di rifiuti come succede altrove come si comporterebbe.
Altra cosa che ho notato nel nuovo consiglio comunale di Parma è che i grillini occupano o banchi di destra mentre a sinistra con Il Pd ci sono quelli di centrodestra. Del Pdl uno solo, l’ex sindaco Ubaldi si è fatto la sua lista.
Dalle piccole cose si traggono delle riflessioni, ammesso che  abbiano voluto dare un segnale dell’antipolitica contro la politica, classica, l’antipolitica sta a destra?
Tempo sei mesi ed a Pizzarotti verranno i capelli grigi, come Obama. Ad ogni modo in bocca al lupo.
Vedremo, abbiamo tempo, sono curioso di vedere cosa farà in occasione del 25 aprile, del 1 maggio.

Un po’ li ammazza il terremoto, agli altri ci pensa il governo dei banchieri, ed il Pd. Overdose di diritti, i lavoratori hanno esagerato, si credevano banche.


Hanno messo la fiducia e l’hanno trovata, ci saranno centinaia di esperti che ci racconteranno che l’equilibrio è giusto, si è trovata la formula giusta di compromesso sull’art.18 in linea con gli standard europei, come ha sottolineato la ministra, un salto indietro di 60 anni in pochi mesi velocissimo perchè siamo in crisi, pare che la crisi non dipenda dalle speculazioni delle banche, dei parassiti della finanza, dai profitti illegali dei titoli tossici la Fornero e Monti ci hanno detto che la crisi è dovuta ai troppi diritti dei lavoratori, precari e disoccupati in testa.
I partiti della maggioranza di solidarietà nazionale si sono trovati uniti nel pugnalare i lavoratori e se siamo in linea con gli standard europei l’Europa fa parte del quarto mondo.
Il governo dei banchieri e delle multinazionali ha riformato le pensioni, in peggio, in una settimana ed ha speso qualche mese per demolire l’art. 18 ed i diritti dei lavoratori, la Repubblica Italiana non è più fondata sul lavoro ma sulla speculazione, le banche, la borsa e l’evasione.
Fortunatamente il governo dei tecnici, sostenuto dalla maggioranza responsabile del Paese, ha salvato la razza protetta, la borghesia finanziaria parassita e le banche, sacrificando nell’altare dei diritti e dell’uguaglianza milioni di lavoratori.
Ne vanno pure fieri, come vanno fieri dei tagli nei servizi, nella sanità, alle politiche sociali e di sostegno.
I grandi patrimoni sono salvi, i miliardi di profitti prendono il volo per l’estero e la civiltà sociale, economica e politica è tornata ai primi dell’ottocento, se i lavoratori torneranno alle lampade ad olio il lavoro si potrà ritenere concluso, l’obiettivo raggiunto.
Il governo delle banche e della borghesia parassita, sostenute dalla maggioranza dei partiti responsabili, hanno salvato il Paese, il loro, dando fuoco ai villaggi hanno salvato il castello.
Pera e Sacconi non hanno partecipato al voto, ai lavoratori sono rimasti ancora troppi diritti, pretendono addirittura di mangiare e respirare e propongono un nuovo contratto per i lavoratori che vada oltre lo Statuto dei lavoratori sulla falsariga della mezzadria di due secoli fa.
I lavoratori verranno assunti a stagione, la produzione sarà del padrone che stabilirà quanto elargire al lavoratore-mezzadro in base al mercato, alla crisi e garantendosi il profitto, quello che avanzerà, il nulla, sarà diviso con i lavoratori-mezzadri.
Se ai lavoratori, alla Fiom, alla Cgil, non starà bene dovranno fare San Martino e cercarsi un altro posto.
Saranno sostituiti da altri lavoratori-mezzadri, precari, della Cisl e della Uil, andranno bene anche i lavoratori-mezzadri non iscritti al sindacato purchè restino muti e producano incessantemente per competere con i paesi più avanzati nello sfruttamento intensivo.
Non diamo tutti i meriti al governo delle banche, dei parassiti della speculazione, ai partiti di maggioranza che, responsabilmente, hanno accettato di massacrare i lavoratori, pensionati, disoccupati e precari, donne, togliendo il merito maggiore alla maggioranza silenziosa degli italiani che da anni si scagliano contro i privilegi dei pensionati considerati autentici parassiti perchè dopo 43 anni di contributi vengono accusati di essere i mantenuti dallo Stato. Ogni volta che scrivo di questi argomenti c’è qualche imbecille, spesso anche più di uno, che mi accusa di essere un mantenuto.
Dopo 43 anni di contributi che hanno permesso a migliaia di pensionati prima di me di avere una pensione dignitosa o da sopravvivenza ricevo lezioni di economia da questi emeriti imbecilli che ragionano come Monti e la Fornero, senza nessuna solidarietà per chi non ha potuto arricchirsi abbastanza per avere una vecchiaia serena.
Ecco la prima lezione di economia che l’imbecille di turno e non solo lui perchè la maggioranza dei giovani, dei grillini, dei polli d’allevamento degli ultimi trent’anni di politica italiana la pensa allo stesso modo.

Di 859 euro i 2/3 sono DEVOLUTI DALLO STATO tramite il calcolo retributivo DI MAGGIOR FAVORE…..

FOSSE stato un calcolo CONTRIBUTIVO AVREBBERO PRESO 300 euro di media……..

LESSON NUMBER 2)

ATTENZIONE alla differenza tra contribuzione e assistenziali !

ASSISTENZIALI, a totale carico dello STATO !

CONTRIBUZIONE, con contributi a carico dell’iscritto al quale sarà restituita la PENSIONE CON CALCOLO RETRIBUTIVO,MISTO O CONTRIBUTIVO….

Primo: i miei 43 anni di contributi, interessi compresi, sono buttati nel cesso, negli ultimi decenni di lavoro le mia trattenute arrivavano al 47%, vorrei sapere quanti tassisti, artigiani, imprenditori, chiunque sia provvisto di un commercialista arriva a tanto, fatemelo sapere. Escludiamo, naturalmente, i parassiti che speculano in borsa e che sono tassati a meno del 20%, sono razza protetta.
Per quanto riguarda le pensioni assistenziali, erroneamente, pensavo fossero un segno di civiltà, di solidarietà, finchè l’idiota di cui sopra non mi ha illuminato ed ho capito di avere sbagliato tutto. Devono morire, altrimenti gli imbecilli si incazzano.
Tanto astio, tanto odio per i pensionati, per gli anziani, per i disoccupati i cassaintegrati risulta per me incomprensibile, auguro all’imbecille di cui sopra di finire rovinato nella salute ed economicamente per provare l’effetto che fa.
Il cervello, il cuore, è già spappolato mi auguro che anche il resto faccia la stessa fine.
Io continuo a restare della mia idea, se 43 anni di contributi ed i loro interessi non bastano per la pensione lo Stato compri un caccia in meno, tagli gli stipendi ai parassiti della politica, gli stipendi ai manager ed ai boiardi di Stato, tolga le liquidazioni indecenti ai manager che ci hanno portato alla rovina e dia la caccia agli evasori, alla malavita organizzata ma non rompa ma non rompa i coglioni a chi a passato la vita a lavorare pagando il dovuto.
Questi giovani, che ragionano delirando all’americana e senza la minima solidarietà per gli altri, magari hanno studiato e sono diventati così stupidi grazie all’ welfare de padre o il nonno pensionato.
Secondo questi derelitti i pensionati prendono troppo, i gioiellieri a 17.000 euro all’anno sono nel giusto, non rubano come i pensionati, non sono parassiti.

Tolgano la pensione ai loro genitori, ai loro nonni, tanto l’hanno buttata via per farli studiare.
Ad ogni modo se non avete capito che questa non è civiltà, non è uguaglianza, non è diritto, non è solidarietà, non è dignità, sono fatti vostri. Io quello che dovevo fare l’ho fatto, le lotte, gli scioperi, il 68 e la conquista dello Statuto dei lavoratori, articolo 18 compreso, il diritto alla maternità ed all’ assistenza sanitaria e se voi ritenete che sia più giusto, equo, il far west economico dove vince ed ha ragione chi spara per primo fate pure.
Ho un solo dispiacere, che alle mie lotte, ai miei sacrifici ho fatto partecipare direttamente ed indirettamente anche la mia famiglia, ci siamo voluti bene lo stesso, pensavamo che il nostro sacrificio non dovesse essere solo per il nostro interessa ma anche per quello degli altri, che sarebbero venuti dopo.
Quelli che sono venuti dopo hanno pensato alla bella vita, garantita dai genitori e dai nonni, e adesso che il sistema capitalista li ha privati di tutto se la prendono con i loro padri ed i loro nonni. Lavoratori e pensionati che sono andati on overdose di diritti, di democrazia, di uguaglianza e fraternità.
Ragionano tutti come la Fornero e le conseguenza non possono che essere queste.
W il capitalismo e W le nuove leve, portatrici di una nuova civiltà, con le lampade ad olio.
Sinistra, destra, sono superati. Loro sono oltre e nel futuro, sono verso la fine dell’ottocento.

I Compagni è un film di Monicelli, quello che diceva ribellatevi, mentre andavate in discoteca.
Torino
, fine Ottocento. In una fabbrica tessile, l’ennesimo grave incidente spinge gli operai a richiedere migliori condizioni di lavoro. Quando la loro richiesta di ridurre l’orario di lavoro da quattordici a tredici ore viene del tutto ignorata, decidono di compiere un gesto dimostrativo, suonare la sirena di fine turno in anticipo di un’ora, che procura però una multa a tutti e una sospensione a Pautasso, l’autore materiale.
Gli operai organizzano quindi uno sciopero, approfittando dell’esperienza in materia dell’esperto professor Sinigaglia, appena giunto in città proveniente da Genova, ricercato dalla polizia per aggressione ad un pubblico ufficiale durante una manifestazione. I padroni per risolvere la situazione sono disposti a ritirare multa e sospensione e “perdonare” gli operai influenzati da “agitatori di professione”, ma gli operai non possono accettare una concessione così modesta rispetto al livello ormai raggiunto dalla protesta.
Di fronte alla resistenza degli operai, che tengono duro, forti della reciproca solidarietà, i padroni arrivano a chiamare lavoratori disoccupati da un’altra città. Gli scioperanti tentano di bloccare il treno che trasporta i crumiri, ma durante gli scontri Pautasso perde tragicamente la vita. Il prof. Sinigaglia, visti i precedenti, è costretto a nascondersi e trova un accogliente rifugio nella casa della prostituta Niobe, figlia di un operaio che l’ha ripudiata per la sua scelta di vita.
I lavoratori in sciopero, dopo aver resistito un intero mese, sono ormai prossimi a cedere, ignorando di aver portato i padroni sul punto di cedere per primi. Mentre gli operai hanno già votato per la ripresa del lavoro, il prof. Sinigaglia lascia il comodo nascondiglio, rischiando l’arresto per parlare agli operai, giunge trafelato e riesce a riaccendere in loro il desiderio di proseguire la lotta con la sua appassionata retorica, che riecheggia il discorso di Marco Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare. Spinti dalle parole del professore, i lavoratori marciano in corteo verso la fabbrica per occuparla. Ma la cavalleria, chiamata a difendere la fabbrica, spara sulla folla e uccide Omero, uno degli operai più giovani, appena un ragazzino, mentre il prof. Sinigaglia viene infine arrestato.
Gli operai tornano al lavoro, sconfitti. Fra loro il fratello minore del ragazzo ucciso, che ne ha preso il posto. Il prof. Sinigaglia, dal carcere, continua a diffondere le sue idee di progresso sociale, mentre altri lavoratori come Raoul portano avanti la lotta.

Non voglio essere pessimista, tutt’altro, sono realista. Preparatevi perchè il vostro futuro sarà questo, già visto e vissuto, non crediate che il capitalismo parassita, sfruttatore e speculatore vi lasci le briciole.
Il cervello ve l’ha già succhiato tutto.
Pare che Grillo abbia fatto delle proposte politiche degne di Rifondazione Comunista, subito è stato accusato di essere comunista, tipo la nazionalizzazione delle banche.
Io, dai grillini, vengo accusato di essere un vetero comunista superato dalla storia ebbene certe cose che dice Grillo io le dico da 50 anni, non entro nemmeno nel merito tanto non ne vale la pena, faccio solo qualche osservazione.
Primo non è con una class action che si batte il capitalismo, leggo addirittura che ne vogliono fare una sul calcio scommesse.
Secondo, noi abbiamo portato a casa qualcosa, le generazioni prima della mia e la mia, abbiamo pagato sudore e sangue ogni conquista, ogni centimetro di uguaglianza e di libertà e l’abbiamo conquistate e portate a casa per tutti, anche per quelli che non hanno lottato insieme a noi.
Non mi resta che augurarvi di avere lo stesso successo, dopo che avete contribuito ad abbattere quello che avevamo costruito non mi resta che sperare che il vostro palazzo sia più grande e più bello di quello che avevamo costruito noi.
Buona fortuna.

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