Noi non ci facciamo mancare niente, nemmeno il furbo della notte. Senza bisogno del parafulmine extracomunitario ci facciamo riconoscere lo stesso. Il Dorando della differenziata.


Noi siamo il Paese che ha una sola certezza, la colpa è sempre degli altri, siamo innocenti a priori e pronti alla critica.
La critica va a scalare, una volta era verso il forestiero che oggi si chiama il turista, generalmente accolto con diffidenza anche se porta un minimo di benessere.
Poi si è passati al terrone, tutto quello che avveniva di negativo era da addebitare al terrone.
Oggi è di moda l’extracomunitario, se un giardino è sporco, pieno di bottiglie e cartacce è sempre colpa dell’extracomunitario.
I più esperti, in base ai rifiuti, riconoscono la provenienza del colpevole:i vuoti della birra sono in carico ai sud americani, quelli della vodka agli ukraini, gli avanzi di pizza sono i più difficili da piazzare, la consumano in tutto il mondo.
A Milano conosco una che ha un cagnolino, viaggia con il sacchetto per la raccolta legato al guinzaglio, bene  in vista come dire, io la raccolgo.
Peccato che il sacchetto sia sempre lo stesso dal 1998 e le cose sono due: o il suo cane non caga mai oppure non la raccoglie. Ho la certezza che sia la seconda, specialmente al mattino presto.
E’ il Paese dei furbi che, notoriamente, scarseggiano di intelligenza e di rispetto. Abili al massimo a deviare le tracce pur lasciando le impronte.
C’è quello che porta il suo cane a defecare vicino alla casa di un altro cane, possibilmente quello che ha un padrone sempre con il sacchetto in tasca pronto a raccogliere gli autografi del proprio animale. Precisamente la mia casa di “villeggiatura”.
Il furbo la lascia lì, dando l’impresione che l’autografo è del cane dell’altro.
Questa mattina mi sono accorto che abbiamo anche i furbi della notte, il passator scortese della raccolta differenziata.
Imbecille  ogni immaginazione è arrivato con i suoi rifiuti sino ai bidoni della raccolta del vetro, a tre metri da quelli per la raccolta della plastica ed ha lasciato l’impronta: guardate quanto sono cretino, scaltro ed anonimo ovviamente, lascio una cassetta contenente bottiglie di birra e vuoti di plastica.
E’ il Dorando della differenziata, arriva a pochi centimetri dalla meta e crolla travolto dalla sua stupidità.
Dorando ha fatto una impresa che è diventata leggenda, passata alla storia.
L’anonimo in questione ha fatto una stronzata che non passerà nè alla storia, nè alla cronaca.
Se non fosse per me, che ne ho scritto un post, giusto per mettere in risalto il cretino del mese.
Tra l’altro non c’è nemmeno la possibilità, per i pensionati locali ed i villeggianti come me, di dare la colpa al solito extracomunitario.
Ancora una volta ci siamo fatti riconoscere, la solita furbata all’italiana.
Per il diploma di genio ci ho pensato io, non vorrei che rimanesse deluso dall’indifferenza dei villeggianti. Con tutto l’impegno che ci ha messo per arrivare al bidone del vetro,  mancando di fare centro, meritava almeno un elogio pubblico.
Più che il Dorando della differenziata sempra il pirla della Valsassina.

Per la seconda volta, in dieci giorni, l’acquedotto dell’ameno paesino della Valsassina è andato a secco. Hanno provveduto i pompieri con le autobotti.


Si sa che la natura presenta sempre il conto ed ogni volta gli umani mostrano sorpresa, vengono colti alla sprovvista. Tipico di chi fa danni e non se ne rende, o non vuole, conto.
Otto, dieci ore, senz’acqua non sono una tragedia più che altro è una comica ed ognuno risponde al problema in base alla sua cultura con un unico denominatore comune: siamo tutti innocenti, la colpa è sempre degli altri.
I residenti si lamentano, nemmeno troppo, con chi a monte pompa troppa acqua dall’acquedotto per far fronte alla massa di villeggianti che invadono il Giumello ogni fine settimana ed i tre rifugi/ristoranti devono far fronte alle centinaia di turisti che oltre alla polenta taragna, salumi, formaggi, caprioli in salmì, pizzoccheri e così via dovranno pur bere.
Io sono nel paesino sottostante, precisamente Narro, ed osservo curioso le reazioni di residenti e villeggianti.
I residenti sono i più concreti, prendono i loro motocarri Ape li caricano di bottiglie di plastica, botticelle varie, piccole damigiane e quant’altro e vanno sotto la chiesa di S. Martino dove c’è una fonte indipendente dall’acquedotto con un’acqua eccellente e fanno scorta.
Questa fonte la conosco da più di trenta anni, passandoci davanti per arrivare al paese ho sempre visto persone riempire taniche e bottiglie da portarsi a casa, non ha le bollicine ma è acqua eccellente.
Lo sanno bene le multinazionali che si occupano di acqua quelle che chiedono l’utilizzo delle fonti alle regioni pagando cifre irrisorie per imbottigliarle, si parla di un centesimo al litro, per poi vendercele a noi nei supermercati a 35,40, 45 centesimi alla bottiglia a seconda della fama del marchio.
Diciamo che Narro ha la sua fonte di acqua minerale eccellente a gratis, forse ne ha più di una ma io conosco solo questa, per via di mio fratello che la beve da oltre vent’anni.
E’ questo che mi ha fatto riflettere.
Ieri ho preso 8 bottiglie vuote di platica ed in pochi minuti le ho riempite, la fonte non ha molta pressione ma ha una bella mandata continua, giorno e notte per 365 giorni all’anno compresi quelli bisestili.
Che senso ha, mi sono chiesto, rimanere con l’acquedotto a secco quando si spreca tutta questa ricchezza?
Basterebbe mettere una cisterna a valle, di là della strada a meno di otto metri, recuperare tutto quello che la natura ci regala e quando la cisterna è piena riversarla con delle pompe nell’acquedotto del paese.
Non so quanto verrebbe a costare quest’opera di alta ingegneria idraulica ma, certamente, costerebbe molto meno dei fuochi artificiali che ogni frazione, ad ogni fine settimana, ci propina per la gioia dei villeggianti terrorizzando cani, gatti, caprioli e tutta la fauna dei boschi.
Il sindaco del paese ha fatto mettere nella bacheca della piazzetta l’avviso che  l’acqua non è potabile, consiglia di farla bollire 10 minuti prima dell’utilizzo alimentare.
Un modo, usuale, per togliersi da ogni responsabilità, se non fosse per il passaparola molti anziani sarebbero del tutto ignari del problema, si è coperto le spalle ed ha affidato la soluzione ai pompieri. Alle autobotti.
In questi giorni sui telegiornali siamo invasi, come tutti gli anni, di informazioni sul livello del Po mai stato così basso, gli statistici dicono che forse superiamo i record degli anni passati in fatto di siccità.
Subito ne hanno approffittato i produttori di frutta, verdura, ortaggi, mais, frumento ecc.ecc. per alzare i prezzi ed alzare la voce sul danno, in miliardi, per l’agricoltura. Danno che ovviamente provvederemo a pagare noi quando andremo a fare la spesa.
Fortunatamente la faccenda dura poco, tra qualche settimana è Settembre ed allora daranno il via alle informazioni sulle esondazioni, frane, disastri dovuti al dissesto idrogeologico.
La loro forza, la forza del potere e di chi specula su queste situazioni è tutta nella nostra poca, nulla direi, memoria ed ogni anno ci prendono in giro allo stesso modo.
Anni fa scorrendo l’autostrada lungo l’Emilia si vedevano gli idranti innaffiatori che bagnavano il granoturco, gli alberi da frutto, i campi di frumento. Adesso devono avere chiuso i rubinetti, per risparmiare sull’acqua, dichiarare lo stato di calamità naturale giusto per chiedere contributi e far pagare ai consumatori frutta, insalata ed ortaggi come se fossero perle. Il guadagno è garantito comunque.
Tornando a noi ed al balcone della Valsassina, Narro. Vorrei invitare il sindaco ed i consiglieri comunali a prendere in considerazione la mia proposta, migliorabile, di mettere una cisterna a valle della fonte e rifornire l’acquedotto, eviteremmo questi disagi. Se mancano i soldi, grazie al governo ladro, recuperiamoli eliminando i fuochi artificiali, noi e gli animali della valle, ne saremmo eternamente grati.
Buone vacanze, con l’acqua minerale in bottiglia, l’unica fonte inesauribile. Abbiamo sentito di acquedotti in secca ma mai di fonti in secca delle multinazionali dell’acqua.
Sono più organizzate di noi. La foto del post è autentica, è la “famosa” fonte.

 

Il campeggio c’è ancora, il nome è lo stesso, ma è irriconoscibile. Sembra che abbia fatto la plastica ed è diventato un altro. Orrendo. Come stravolgere la natura e la logica.


Per quanto riguarda noi, intesi come gruppo di amici, è stato scoperto nei primi anni 80 da mio fratello ed un suo amico, scesi in Maremma alla ricerca di un campeggio per l’estate.
Arrivarono nella pineta di Castiglione della Pescaia e scoprirono il paradiso terrestre immerso nella pineta, si trattava del Campeggio Le Marze allora gestito dalla Regione Toscana.
Era un campeggio per lavoratori gestito dal sindacato a rotazione, tre anni la Csl, tre la Uil e tre la Cgil, senza litigare ed in perfetta armonia.
Per darvi l’idea della convenienza economica, oltre  alla meraviglia dei luoghi, spesi in un mese di vacanza la metà di quello che avevo speso l’anno prima a Grado.
Mio fratello me ne parlò subito e ovviamente gli diedi retta, la prima volta che lo vidi dopo qualche chilometro in mezzo alla pineta era l’alba e ricordo che dissi alla Mirè: io da qui non me ne vado più.
Un insieme di colori e di profumi indescrivibile, spazi immensi e piazzole libere, regolamenti logici e rispettati ed in modo particolare il fatto che non si poteva entrare in campeggio con l’auto se non per l’arrivo e la partenza. Con cautela, meno che a passo d’uomo.
Il parcheggio era all’esterno, sulla parte destra dell’entrata.
Da quell’anno fu la nostra meta fissa per quasi un ventennio. A luglio mettevamo giù la roulotte e le donne con i bambini restavano sino ad agosto, noi facevamo i fine settimana. Allora non c’era il limite di velocità e ricordo ancora i venerdì sera quando i miei amici mi aspettavano fuori dalla ditta pronti alla partenza con una sola macchina, in 5 ore facevamo da V.le Gramsci a Sesto San Giovanni alle Marze, prima di mezzanotte eravamo già là. Ritorno alla domenica pomeriggio.
In tanti anni di vacanza abbiamo avuto un giorno  e mezzo di pioggia,  chi ha fatto le vacanze i Friuli si renderà conto della differenza.
Eravamo nel posto giusto per escursioni verso Siena, Firenze, S. Gimignano, Volterra, Roselle, Grosseto, Moteriggioni ecc.ecc. La più bella regione italiana.
Con le ferie di agosto le famiglie si ricomponevano al completo ed iniziavano le vere vacanze, indimenticabili.
Nella foto che ho messo avete un’idea degli spazi che avevamo a disposizione, chi fa campeggio sa che che a volte non si possono aprire le finestre delle roulotte per non toccare quelle delle vicine.
La faccenda andò avanti per più di un decennio e noi commettemmo l’errore di raccontarlo a tutti, avevamo scoperto il paradiso terrestre ed invece di stare zitti e difenderlo lo pubblicizzammo troppo rendendolo appetibile a chi su queste cose ci marcia.
Scaduto il contratto di gestione con i sindacati la regione Toscana fece un nuovo bando e si fecero avanti i tedeschi, vincendolo.
Fu così che il campeggio non fu più lo stesso, l’inizio della rovina. Ovviamente non sul piano dell’organizzazione o della pulizia, sul piano della logica e del rispetto della pineta. Arrivarono i villini con le ruote, i bungalow e la mentalità teutonica che, quando ci si mette, da il meglio della stupidità teutonica.
Abituati ai campeggi del Garda, tutti con la ghiaia o l’erba, eliminarono l’obbligo del parcheggio esterno e permisero alle auto di viaggiare all’interno del campeggio, una decisione di una imbecillità assoluta.
Per quanto piano vada un’auto se si muove nella sabbia, finissima, fa un polverone. Tutti mangiavamo all’esterno, i pini mediterranei ci facevano da ombrellone naturale e ci trovammo a mangiare la pasta asciutta alla sabbia tra imprecazioni e lamentele.
Abbiamo provato a farli ragionare sena fortuna, se noi chiamiamo crucchi i tedeschi ci deve ben essere una ragione. Provate a fare cambiare idea alla Merkel.
Noi, da tempo abbiamo smesso di andarci, sarebbe come rivedere la fidanzata di 40 anni fa, non è più la stessa. Nemmeno noi siamo più li stessi, sarebbe una delusione per noi e per lei, una rimpatriata penosa.
L’ho sempre nel cuore il Campeggio Le Marze di Castiglione della Pescaia, le ultime notizie che ho parlano di scempio alla spiaggia, alla pineta, scempio controllato ma pur sempre scempio è.
Ci credete se vi dico che noi ci svegliavamo con i caprioli ed i cinghiali oltre che a tutti i tipi di uccelli?
Ci mettevamo nella parte esterna apposta, al contatto con la pineta più selvaggia, se la vogliamo chiamare così.
Bastasse questo, già insopportabile, mi risulta che una piazzola costi come due locali in Via Della Spiga, si fa per rendere l’idea.
E’ la strategia dei tedeschi per eliminare gli indigeni, per vivere le vacanze nel loro modo sbagliato, riferimento ai suv che viaggiano in mezzo alle piazzole. La parte vecchia di Castiglione con il faro, la torre e le case medioevali se la sono comprata. Le zone del Chianti pure, cascine, vigneti, tutto è finito in mano loro come avevano fatto da decenni sul Garda.
La Grecia se la stanno comprando da anni, isola per isola, ma prima hanno invaso noi senza neppure che ce ne accorgessimo.
Possibile che siamo così stupidi?
Forse il permesso di parcheggiare l’auto a fianco delle tende o delle roulotte è dovuto al fatto che trasportare le casse di birra, o le damigiane di vino che comprano alla cooperativa, è praticamente impossibile dal parcheggio alla piazzola dato che il campeggio è abbastanza grande. Se non si ha forza dell’incredibile Hulk.
O, forse, è dovuto alla loro abitudine presa sul Garda dove il fondo del terreno è  ghiaioso o in erba, senza la polvere del fondo sabbioso della Maremma.
Loro sono quadrati, quando prendono una strada la percorrono sino in fondo anche se è sbagliata.
E’ sulla testardaggine che hanno costruito la loro fortuna.
E’ su internet, ma non fatevi infinocchiare, sembra la Milano2 della vacanza a scapito di una pineta secolare.
Ci sono pure i villini con l’aria condizionata, per quasi vent’anni non ne abbiamo avvertito l’esigenza.
Adesso si chiama così: Le Marze Boschetto Holiday ® 

A pochi metri dalla casa di montagna dove sono c’è una chiesetta che ha più di 100 anni. Sono andato a vederla dentro.


Cento anni fa, più o meno, era così.

Adesso è così, fuori e dentro.

Sono entrato che non c’era nessuno , con rispetto pur non essendo un credente, mi piacciono le cose antiche. Il Parroco deve essere una persona previdente ed ottimista, perchè uscendo ho letto questo cartello:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nemmeno nel duomo di Firenze c’è tanta cortesia.

Se tutto va come dovrebbe andare andrò qui.


Non comprerò nemmeno il giornale, mangerò guardando la Valsassina e dormirò al fresco.
Disintossicazione totale, un po’ di sano egoismo dopo 4 anni che non vado in vacanza. Quello che potevo fare per gli emiliani l’ho fatto e adesso cercherò di staccare la spina.
Un vaffanculo generale alla Camera ed uno al Senato, cinque a Monti ed infiniti vaffanculo alla Fornero.
Non leggerò i giornali perchè non sono interessato a sapere dove vanno in vacanza le varie troie di Berlusconi,o se Brunetta s’indigna.
Mi sento un po’ stronzo pensando a tutti quelli che hanno problemi più seri che non siamo mollare la calura di Milano ma devo anche dire che non ho ammazzato nessuno ed una cosa è certa: le vacanze me le pago io.
Mi consola il fatto, alludo alla sbornia di sano egoismo, che chi vuole cambiare il mondo ha una villa di non so quanti locali con vista mare, io mi accontento del fresco della Valsassina. Certamente non verrà Travaglio a trovarmi per buttare giù un articolo sulle nostre riflessioni.
Si vedono due delle mie finestre, sono quelle verdi sotto a quella con il balconcino della casa bianca in alto sulla destra, ho pure il posto macchina così non dovrò tribolare per cercare il parcheggio quando ci sarà il pienone.
La griglia di mio fratello mi attende ed al resto ci penseremo noi.
Mi porterò il portatile, se avrò voglia scriverò qualcosa, gli indigeni mi incuriosiscono i montanari sono tutti un po’ particolari, anche se  Narro in fatto di scontrini è una piccola Cortina.
Montanari si ma astuti.
Siamo condizionati da qualche risonanza magnetica e casini vari ma, appena possibile, si parte.
Faremo l’elastico ma non credo che sentirete la mia mancanza, mi spiace solo per quei quattro pirla che commentano su Informare per Resistere solo per offendermi o criticarmi, tenete duro perchè vi darò ancora delle soddisfazioni.
Quella che vedete sulla pubblica piazza è la Mirè, che soffre il caldo più di me.
Dimenticavo, i comunisti sono sempre stati per la qualità della vita, appena possibile naturalmente.

Tutti sanno chi è Don Gallo, un mito, Chi era Don Milani e la scuola di Barbiana , ma io vi racconto di Don Vittorino.


Ero ancora un bambino, abitavo in un paese della bassa veronese, ma ricordo tutto perfettamente.
Don Vittorino era un classico prete di campagna ma con un cuore ed un cervello in competizione tra loro e nessuno è mai riuscito a stabilire se era più grande il cuore o il cervello.
Era riuscito in una impresa inimmaginabile, girando di casa in casa, di fattoria in fattoria era riuscito a racimolare i soldi per costruire una colonia a Treschè Conca sull’altipiano di Asiago in modo che anche noi bambini di campagna, in prima fila i più poveri, potessero andare in montagna.
Ovviamente nel gestire al colonia gli davano una mano le suore e tutte le famiglie facoltose del paese partecipavano alle spese.
Noi, durante l’estate, potevano andare in colonia in montagna e per noi era veramente una festa, aggiungo che Don Vittorino non era asfissiante con le preghiere, le messe, ci faceva veramente passare vacanze indimenticabili, non per niente le ricordo ancora.
Improvvisamente la curia il vescovo, non so chi, fece sparire Don Vittorino dal paese non lo vedemmo più.
Rubando qualche parola da i discorsi dei grandi, dei nostri genitori, venimmo a sapere una cosa gravissima che Don Vittorino aveva combinato ed il motivo per il quale fu mandato via dal paese e gli fu tolta la colonia.
Dico subito che per noi le vacanze a Treschè Conca non furono più le stesse, ma questo  lo racconto dopo.
Il motivo per cui fu bandito dal paese,  non so se dalla chiesa, se fu spretato come si sul dire non lo so, l’ho saputo sentendo i discorsi dei grandi.
In paese c’era un uomo che era stato abbandonato dalla moglie con un figlio piccolo di due mesi, questo povero uomo, un contadino, voleva rifarsi una vita, trovare una donna che lo aiutasse ad allevare questo bambino ma era sposato, avrebbe dato scandalo, era inimmaginabile negli anni 50 un discorso del genere.
Uso, ovviamente le parole da adulto per raccontare la storia, ma la sostanza non cambia.
Una domenica, durante la predica della messa grande, Don Vittorino ebbe parole di conforto per questo povero uomo e arrivò a dire che la sua sfortuna nella vita non doveva diventare una punizione infinita, insomma secondo lui la chiesa avrebbe dovuto dargli il permesso di rifarsi una famiglia.
Nel giro di un giorno Don Vittorino scomparve dal paese, pochissimi erano al corrente di dove fosse ed in ogni caso non se ne poteva parlare se non sottovoce.
Persino le vecchiette degli anni 50 gli diedero ragione, anche se timorate di Dio.
Arrivò l’estate e noi bambini andammo i colonia senza Don Vittorino, ricordo che non si poteva fare domande, non se ne poteva parlare.
Poco più in alto della colonia c’era una casa di montagna ed un giorno uno dei più grandicelli tornando da una passeggiata correva come un assatanato gridando: ho visto Don Vittorino! Ho visto Don Vittorino! E’ in quella casa là, indicando con il dito.
Nessuna suora riuscì a fermare i bambini che con una sola voce dissero: andiamo a trovare Don Vittorino. Le suore non poterono fare altro che accompagnarci.
Don Vittorino si commosse, noi pure, ci abbracciò uno ad uno e ci disse di fare i bravi.
Noi eravamo felici, Don Vittorino c’era ancora.
L’inverno successivo la neve fece crollare il tetto della colonia e le donne del paese dicevano che era il castigo di Dio per avere mandato via Don Vittorino, la mano del Signore.
Ero già in crisi mistica, dubitante, mi limitai a considerare che alle volte le combinazioni del destino si sposano e quello fu un buon matrimonio,neve-tetto.
Chi l’aveva mandato via fece fatica a trovare i soldi per la riparazione, chi diceva si a Don Vittorino prima ancora che parlasse si inventò di tutto per non scucire una lira.
Nel tempo sono diventato laico, agnostico, ho smesso subito di frequentare chiese ed oratori, diciamo che a 13 anni il mio discorso con la fede era già chiuso.
Ma, Don Vittorino, me lo porto ancora nel cuore.
Ovviamente quello che io ho nel cuore non ha nessun valore, Don Vittorino dovrebbero averlo nel cuore il vaticano, i cardinali, i vescovi, i devoti, le pecorelle.
Insomma tutto il clero ed invece nel cuore hanno don Baget Bozzo, don Giussani, don Luigi Maria Verzè, la feccia insomma, alla quale si è aggiunto don Piero Corsi con il suo delirante discorso di Natale sulle donne.
I suoi concittadini e fedeli si sono ribellati, io lo ringrazio, altri dieci preti come lui e la chiesa farà la fine di Berlusconi.
Riveduto e corretto con l’attualità, don Piero Corsi meritava una citazione: Femminicidio? Colpa delle donne.

 

E’ la prima volta, dagli anni 60 ad oggi, che i quotidiani non pubblicano notizie sull’esodo di massa per il ponte del 25 aprile o del 1 maggio.


Tutti ricordiamo che in occasione di ponti, festività, primaverili o estive i giornali cominciavano qualche giorno prima con le analisi, previsioni e statistiche su quanti milioni di italiani si sarebbero mossi, con ogni mezzo, per andare qualche giorno al mare, in montagna o nelle città più battute dal turismo.
Non alludo ai deliri del 2009 quando l’Ansa arrivò a pubblicare nei primi di agosto: 130 milioni di vacanzieri in viaggio, mi ricordo di avere scritto un post, perso su Splinder, dove mi chiedevo come potessero muoversi 130 milioni di auto in Italia quando faticano a starci in tutta Europa. Credevo di aver trovato  la risposta, viaggiavano con le bisarche che ne portano 9 alla volta, ma nemmeno con le bisarche riuscirebbero a viaggiare.
Comunque in occasione di ponti per feste religiose o civili i giornali ci hanno sempre dato le loro previsioni sul traffico, sulle prenotazioni, l’aumento di viaggiatori nelle stazioni e quanti sarebbero andati all’estero.
Ovvio che non sto parlando della Minetti o della famiglia Briatore e nemmeno della Hunziker a Miami, c’è Quotidiano Net che va avanti da una settimana con la Hunziker in gioiosa vacanza con il nuovo amore a Miami.
Sono felice per lei, ovviamente, ma penso che sarebbe felice lo stesso anche senza Quotidiano Net che pubblica le sue foto in costume tutti i giorni.
Le uniche notizie che oggi ci sono sul traffico riguardano l’incidente che Belen ed il suo nuovo fidanzato hanno avuto con il motorino dei suoi 20 punti al braccio e dei 200 fotografi che hanno fatto incazzare i pazienti del pronto soccorso.
A proposito del nuovo amore, i nuovi amori generano ottimismo ed una esplosione ormonale che si espande nell’aria coinvolgendo tutti ed è per questo che i giornali, tutti i giornali, ne fanno i titoloni di prima pagina.
Io, vecchio e superato nella considerazione degli affetti e del valore che hanno per le persone, trovo che l’amore del terzo millennio sia come il gratta e vinci della sosta a ore in vigore in tutte le città, anche di provincia ormai.
In base alle tue esigenze compri il gratta e sosta per 1,2,3, ore e lo metti all’interno del parabrezza, scaduto il tempo ne compri un altro e prosegui con la sosta.
Quando lasci il parcheggio non hai rimpianti, sei in pace ed in regola con le leggi perchè hai pagato e disposto subito dopo, se necessario, a comprare un altro gratta e sosta e ricominciare.
L’ amore, come è inteso dalla maggioranza, è un po’ la stessa cosa, lasciata una sosta se ne prende un’altra a scadenza stabilita secondo la necessità.
Ogni tanto qualche disgraziato confonde l’amore con il possesso ed ammazza l’oggetto che lui ritiene una proprietà che non ha niente a che vedere con l’amore.
Nessuno di noi ha mai distrutto un parcheggio a ore quando ha deciso di lasciarlo per intraprendere un nuovo viaggio.
Dicono che il vero amore è una cosa difficile da trovare, coltivare, difendere ma, dalla fretta con la quale si passa da un amore all’altro, in certi ambienti, sembra che l’amore sia diventato un albergo a ore, caffè compreso.
Torniamo a noi, nei Tg non ci sono servizi sulle code in autostrada di solito riprese nei caselli dove per forza si formano le code per alimentare l’ottimismo ed una certa invidia per chi, da anni, non si mette in coda per andare al mare ma solo per andare a lavorare, per i più fortunati, ad ogni modo è una coda che non ha niente di piacevole se non vai in riviera oppure ad Ostia.
Non so se è un segno dei tempi della crisi, sono cosciente del fatto che  almeno un 20% di italiani non si pone, non si è mai posto, il problema lo so da sempre ed anche nel 2012 crisi o non crisi quelli che possono se ne sono andati.
Da qualche giorno ho notato che la fila mattutina di Suv, Porche Cayenne, Monovolumi, Gipponi simil mezzo militare ai quali manca solo il mitra sul tetto, è diminuita all’entrata della scuola privata vicino a casa mia.
Però i giornali, i Tg, anche se non li guardo tutti, non mi pare che quest’anno ci abbiano dato dentro con le notizie sull’esodo di massa del 25 aprile o del primo maggio.
Qualche parcheggio libero ma niente di che.
Forse Monti, impegnato al massacro dei poveretti di tutti i livelli, non si cura della propaganda del tutto va bene come facevano Berlusconi e Tremonti.
Emilio, per fare il primo della classe, mandava in onda i filmati degli anni scorsi per farci credere che fossero tutti in vacanza spensieratamente, peccato che fossero pieni di 127, 850, 128, 500, come negli anni 60/70.
Buon Primo maggio a tutti, ve lo dico prima così se fate il ponte siete a posto.

L’evasore di Cortina sta all’Italia come la mafia sta a Palermo, entrambi portano benessere e, certa politica, ci tiene al benessere dei cittadini.


Cortina, la Costa Smeralda, ed altri posti che non conosco, stanno all’Italia come il tubetto di concentrato sta al pomodoro.
Sono il concentrato dell’Italia peggiore, intesa come cittadini, evasori, finti poveri, esibizionisti di ricchezza peggiori dei calciatori, almeno a quelli le tasse vengono trattenute alla fonte.
Il sindaco di Cortina è intervenuto per denunciare lo Stato di polizia come se un vigile urbano mettesse in discussione che con il rosso ci si deve fermare.
Non sono solo i falsi poveri di Cortina i banditi che hanno ridotto l’Italia in queste condizioni, che hanno costretto i poveri a pagare le loro truffe e le loro malefatte per salvare l’economia nazionale, il prezzo delle loro ruberie e speculazioni per pagare le quali il governo complice ha massacrato economicamente milioni di italiani.
Il ricco evasore porta ricchezza e quindi spinge all’evasione anche il gioielliere, l’albergatore, chiunque abbia un’attività a Cortina cerca di evadere quello che può prendendo esempio dai furbastri con la Porsche che denunciano 30 mila euro lordi di redditi all’anno.
Ed io sono il più fesso? Si chiede il venditore di legna per i loro caminetti, mi faccio pagare in nero anch’io.
La legna da camino a Milano costa come il filetto, ma ti rilasciano lo scontrino.
Quindi l’evasore e l’evasione a Cortina è ben accettata anche dal Sindaco, che si scaglia contro lo Stato di polizia. Persino la Guardia di Finanza si è risentita dell’intrusione da parte dell’Agenzia per le entrate: lavoriamo sul territorio da anni collaborando con tutte le istituzioni locali ha detto il Comandante o quello che è, colonnello, maresciallo, non lo so so.
Ed allora come mai gli aumenti del 400% sugli incassi sono emersi solo con la visita, di cortesia, dell’Agenzia delle entrate?
Se lavorano, indefessamente, nel territorio da anni doveva emergere prima.
Badate bene che è lo stesso principio in base al quale a Palermo, ed altrove, accettano, sopportano e giustificano la presenza della mafia, lo stesso principio in base al quale a Napoli, in Campania, accettano la presenza della camorra: distribuisce ricchezza, produce posti di lavoro illegali ma pagati profumatamente, si sostituisce allo Stato ed agli imprenditori nel fornire ai concittadini quello che serve per vivere, mandare a scuola i figli e crescere i futuri mafiosi o camorristi.
Gli evasori e la malavita organizzata ammazzano lo Stato, fanno chiudere le fabbriche, ma è innegabile che essi stessi producono ricchezza, distribuiscono ricchezza e lo dimostrano le interviste rilasciate in televisione dal popolino della strada nelle zone dove è presente la mafia o la camorra. Vanno dalla negazione dell’esistenza stessa delle  associazioni a delinquere all’elogio diretto della camorra perchè offre un lavoro, un reddito. Stipendio non si può dire perche non esistono contributi e contratti.
Cortina è governata da una lista civica, il sindaco stesso è espressione di una lista civica non specificata, potremmo battezzarla noi ora che sappiamo: lista civica per la libertà ed il diritto all’ evasione. Sottotitolo: affanculo Roma ladrona, lo Stato di Polizia.
Portare alla fame pensionati, disoccupati, precari, giovani, donne, non danneggia l’economia, tanto non possono spendere faticano a fare la spesa, ma colpire gli evasori, disturbare  gli imprenditori che hanno ville e fuoriserie e denunciano al fisco 30 mila euro lorde all’anno, non bastano nemmeno per la benzina, danneggia l’economia perchè “questi banditi” possono spendere e spandere arricchendo tutti a cascata e muovono l’economia dei ristoranti, hotel, gioiellerie, boutique, negozi di prodotti locali e sculture in legno del luogo.
Insomma se l’Agenzia delle Entrate fa quello che è in suo dovere di fare per conto dello Stato e quindi di tutti noi cittadini contribuenti diventa il nemico dei cortinesi e di tutti quelli come loro, compresa la Costa Smeralda.
La  politica che dovrebbe appoggiare ed applaudire i protagonisti di questo miracolo economico cortinese, è grazie a loro che gli incassi sono aumentati del 400%, si scaglia contro di essi come se non avessero fatto il loro dovere.
Un po’ come fanno quando la giustizia colpisce qualcuno della casta, come un solo uomo si ergono a difesa del malcapitato e ricordano a tutti che esistono tre gradi di giudizio e prima di emettere sentenze si deve aspettare 10,20, 30 anni, con dei buoni avvocati ci si riesce, prima che si emetta la sentenza, se non va in prescrizione.
Più o meno la stessa cosa che faceva Maroni e tutta la lega, quando le forze dell’ordine arrestavano qualche boss della mafia o della camorra, andava in televisione e si faceva intervistare dai giornali rivendicandone il merito, subito dopo andava nel suo ufficio e tagliava i fondi ai Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, lasciandoli senza soldi per la carta, la benzina o senza computer.
Così imparano a fare il loro dovere e danneggiare l’economia.
Il sindaco di Cortina, invece di accusare lo Stato di Polizia, avrebbe dovuto ringraziarli per avere fatto il loro dovere e ricordare agli ospiti della sua città ed ai suoi concittadini che esiste un articolo della Costituzione che recita: ognuno deve dare secondo le proprie possibilità. Inteso come tasse, partecipazione alle spese dello Stato.
Probabilmente il sindaco di Cortina, quando è in campagna elettorale, gira casa per casa dei cortinesi garantendo una modifica dell’articolo della Costituzione che ho citato prima: ognuno può rubare in base alla proprie capacità.
Non per niente è diventato sindaco,  il motore dell’economia cortinese contro lo Stato di Polizia.
Però non ha detto Roma ladrona, evidentemente lui sa dove sono i ladri, ma non lo dice.
Combinazione nel cercare una foto del sindaco di Cortina ho trovato questa, insieme a Lele Mora, penso che sia la più adatta al post. Spero piaccia anche a voi, se leggerete.
Per la cronaca, Berlusconi non ha fatto mancare il suo sdegno ” una campagna d’odio che può portare a una pericolosa deriva”. ma forse si riferiva ai pensionati, quelli privilegiati che hanno conservato l’adeguamento della pensione.
Se volete ridere, o incazzarvi, a seconda di come vi siete svegliati qui troverete un servizio sulle varie reazioni. Compresa quella di Cicchitto alquanto nebulosa:

‘Miracolo’ a Cortina: ora esplode la polemica.

 

L’Ansa non perde il vizio. Non sono notizie di servizio: Domenica di controesodo, giornata da bollino rosso. E’ ottimismo di regime, propaganda.


E’ lo stesso vizio del Gazzettino, fanno le foto alle code dove si paga il pedaggio per far vedere che le strade sono piene di vacanzieri senza pensieri.
Due anni fa l’Ansa era riuscita a scrivere che avrebbero circolato 130 milioni di vetture pur di suonare la fanfare dell’ottimismo.
Quest’anno sono più defilati, sottotraccia, ma l’articoletto ottimistico di massa lo piazza sempre e comunque.
Questa è la foto, in diretta, della tangenziale più trafficata d’ Italia, c’è l’orario, la data e la ripresa della telecamera in diretta del traffico.
Certo, gli italiani sono andati in vacanza, c’è chi dice addirittura il 40% ma finiamola con queste manfrinate.
Ricordo, negli anni 70/80, la stessa tangenziale con la coda, rallentata, nelle giornate di controesodo.
Con il traffico di oggi in tangenziale si possono dare 4 calci ad un pallone, senza rischiare molto.

C’è la crisi ed in Rai non c’è l’approfondimento politico. Molte critiche sui giornali. Rispondo io, per la Rai, l’ufficio stampa è in ferie.


La Rai non ha sospeso l’approfondimento politico per fare un favore al regime, al governo, c’è solo un problema organizzativo.
I protagonisti delle sceneggiate televisive della Rai sono tutti in ferie a partire dal nuovo segretario del Pdl che mentre il suo partito è allo sfascio e si scanna sulla manovra è in vacanza in Grecia, a Hydra.
Come se non bastasse anche i radiocomandati del pubblico, di destra e di sinistra, sono andati al mare   e quindi non si raggiunge la quota minima per riempire lo studio televisivo.
Avete presente quelli dietro gli onorevoli deliranti che partecipano a Ballarò, quelli che approvano con la testa gli interventi del proprio rappresentante e disapprovano quelli degli avversari senza nemmeno ascoltare quello che dicono?
Ecco, mancano proprio quelli che sono il pilastro portante dell’approfondimento politico televisivo, basato sull’immagine e non sulla sostanza, sono tutti in vacanza.
Qui vi metto l’assistente di Cota, quella nel cerchietto rosso, l’unica che approva le cazzate del governatore, anzi dell’ usurpatore, del Piemonte.  Vi ricordate negli anni settanta i cagnolini sul lunotto delle auto che muovevano la testa e sembrava dicessero si?
Ecco, a sinistra vedete il modello in carne ed ossa, a destra quello in peluche, il più intelligente.
In mezzo, nello spazio libero, c’è l’approfondimento della Rai sulla crisi che stiamo vivendo, spassionatamente.          

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