Vi sembrerà strano ma io credo alla Francesca innamorata e per due ragioni. La prima è che credo nell’amore e la seconda perchè io ho conosciuto Italo, che non è il treno di Montezemolo e Della Valle.


indexNon so come partire con questo post ma deve essere subito chiaro che da che mondo è mondo un vecchio che si accompagna con una che potrebbe essere sua nipote è una consuetudine alla quale abbiamo fatto l’abitudine, non scandalizza, mentre fa ancora impressione una anziana che si accompagna ad un giovanotto, diciamo che è un fatto più raro tantè che io ricordo solo la Borboni.
Detto questo la storia è piena di storie di giovani fanciulle che hanno perso la testa, in senso buono, per anziani dalla  personalità travolgente che le fa perdere letteralmente la testa.
Lasciando perdere i personaggi famosi come Chaplin, Ponti, Douglas, Picasso, Goethe, Pertini  e mi fermo qui perchè non basterebbe la guida del telefono.
Sono tutte storie di personaggi famosi che all’inizio lasciano qualche dubbio ma che il tempo ha confermato come storie vere ed ammirabili perchè si può dire tutto delle donne ma, quando amano, amano oltre ogni immaginazione o invidia popolare ed alcune sono arrivate al martirio per amore. Quindi massimo rispetto  e sulla fiducia io credo alla Francesca innamorata è una dei tanti casi di giovani che perdono la testa per il mito e quindi accettano anche l’uomo che lo rappresenta con tutte le sue debolezze.
Gli anziani che si accompagnano con le giovani sono di due categorie, quelli che perdono la testa perchè hanno avuto una giovinezza troppo seria, controllata e quindi fanno da vecchi le “fesserie” che avrebbero dovuto fare da giovani.
Si atteggiano a giovanotti e diventano patetici.
L’altra categoria è quella del maschio opportunista che ha usato, frequentato, le donne a freddo, tenendo sempre presente la gestione del rapporto e senza mai abbandonarsi del tutto ad esso. Quelli che hanno avuto tante donne e ne conoscono le qualità ma, soprattutto, le debolezze.
Insomma quelli che in qualsiasi situazione hanno in mano il volante.
L’unico dubbio che ho su Silvio è questo, uno che si è fatto l’esperienza sulle donne con le puttane difficilmente è in grado di apprezzare i valori, le sfumature, lo spessore delle donne innamorate.
Italo, invece, era un uomo di fascino anche se non era famoso. Era un uomo che stava bene aveva terreni, case, faceva il mediatore di un po’ di tutto, credo, bestiame, terreni, case ecc.ecc.
A giudicare dalla sua rastrelliera di fucili da caccia e dalla sua casa era certamente uno che stava bene, non era un attore o un personaggio famoso ma come tombeur de femmes era nei tre finalisti per il pallone d’oro.
Italo aveva sei figli, 4 maschi e due femmine, tutti avuti dalla stessa donna, Adele, che morì durante la guerra mi pare per menigite.
Rimasto solo a meno di 50 anni si prese in casa una giovinetta di Modena, nemmeno vent’enne, inizialmente credo per gestire i figli e la casa poi credo che la giovinetta in questione prese una tranvata e gli restò fedele per il resto della sua vita.
Subito dopo la guerra i figli di Italo si sposarono e nella grande casa rimasero solo Italo e la modenese, forse galeotta fu la solitudine resta il fatto che la ragazza, oltre che accudire la casa, accudì a tute le necessità di Italo e dei suoi ormoni.
Mi spiace, ma nonostante tutti gli sforzi non riesco a ricordare il nome della giovane modenese, mi scuso con lei ma la chiamerò modenese con il massimo rispetto.
Mentre la modenese accudiva l’orto, gli animali da cortile, una decina di cani e la casa abbastanza impegnativa Italo si fece una fidanzata a Lendinara, una morettona con i capelli lunghi che le arrivavano al sedere.
La trattava bene, arrivava con la sua 850 e suonava il claxon lei accorreva felice.
Le sue storie erano di una leggerezza e di una frequenza tale da non avere, quasi, un nome. Erano la mora, la bionda, e diverse tettone, aveva un debole per le tette e per il sedere che lo mandava fuori di testa.
Era anche un uomo spiritoso, esagerato delle volte, ricordo ancora quando fu ospite dei miei al lago, sul ramo di Lecco, ed appena sceso dall’auto di mio padre si trovò davanti a due seni di una signora, che dire prosperosi è poco, e lui non si trattenne dal dire che mai accoglienza gli parve più bella. Volle toccare, non credendo ai suoi occhi. Era la prima volta che la vedeva.
Devo dire che anche le mogli dei suoi nipoti valutò con quel metro e qualcuna ne uscì con un 30 e lode.
Era più spudorato di un givanotto arrapato. Una volta ammirò il sedere di una giovane donna e le disse: che bel mandolino! Lei con fare spiritoso, forse vedere quel vecchio arrapato la intenerì, rispose: purtroppo per lei non suona, presumo che intendesse dire che era fuori quota, troppo vecchio. Lui non si perse d’animo e di rimando, mi spiace, non avrei mai pensato che fosse già rotto.
Non ricordo la reazione della fanciulla.
Tornando alla vecchia, grande,  casa di Italo. La giovinetta di Modena nel frattempo si era fatta adulta mentre sembrava che per Italo il tempo non passasse, come le sue fregole, quindi oltre alle varie fidanzate sparse tra la bassa veronese ed il rodigino pensò bene di portarsene a casa un’altra che aiutassse nelle faccende di casa la modenese e per avere carne più fresca nel suo letto.
Sia chiaro che il  bastone del comando, per anni, rimase in mano alla modenese la quale però perse il posto a letto accanto a Italo.
Tutto procedeva con la massima serenità, tutto normale. Tutte lo accompagnarono sino all’ultimo giorno della sua vita.
Italo era un tipo un po’ particolare, nella sua cittadina c’è un viale molto largo ma corto dove c’è il bar centrale del paese, le banche ecc.ecc.
E’ viale a due corsie molto larghe centrali e due controviali ai lati, uno in un senso ed uno nell’altro. Italo percorse il viale contromano per decenni per andare al caffè e nessun vigile riuscì a convincerlo che avrebeb dovuto percorrere l’altra corsia.
Era ormai anziano e conosciuto da tutti, abituato da 50 anni a percorrere quella strada non ci fu verso di fargli capire che era un senso unico e lui lo prendeva dal lato sbagliato.
Alla bella età di 86 anni non si fermò ad uno stop ed un autocarro investì la sua 850. Fu ricoverato all’ospedale della cittadina e lì iniziò il calvario di tutte le suore, giovani, che assistevano i malati nel reparto ortopedia.
Per darvi una idea del personaggio basti dire che le suore dissero a mia madre: suo suocero ci da più problemi dei giovanotti con una gamba od un braccio ingessati.
Era in trazione con i pesi, credo per via del bacino, aveva una gamba ingessata ma le mani libere ed è con queste che toccava ogni suora che gli arrivava a tiro. Quando gli cambiavano il pappagallo dava letteralmente i numeri. Signora, le suore le chiamava così, con quelle manine chissà quante cose potrebbe fare… Ad alcune di loro fece pure proposte dirette: signora se viene ad abitare con me la faccio servire e riverire per bene. Abbiamo tutto, il bagno, la doccia, la lavatrice e due donne che fanno i mestieri. Venga a vivere con me.
Qualcuna gli rispose, scherzando, io sono già sposata con il Signore e lui rispose: le ho chiesto di venire a vivere con me non di sposarmi.
Insomma quando fu dimesso fu una liberazione per tutte le suore del reparto, tra l’altro quando era in via di guarigione e si poteva muovere non lo trovavano mai nel suo letto, era sempre nel reparto femminile a confortare le giovani ricoverate in ortopedia.
Qualcuna prendeva la faccenda con spirito, qualche altra si risentiva ed i parenti non è che apprezzassero molto l’invadenza del vecchietto arrapato.
Nonostante una vita così impegnativa trovò pure il modo ed il tempo per imbastire una storia con una americana conosciuta alle terme che perse letteralmente la testa. Gli regalò un orologio da tasca d’oro e di marca famosissima, un capitale, e per decenni gli scrisse lettere appassionate che lui mi fece leggere un giorno che gli feci compagnia.
Insomma, come potrei non credere all’amore sincero di una giovane donna affascinata dall’esperienza dell’uomo vissuto è ovvio che ci credo, l’ho vissuto da vicino, quasi in prima persona e quindi credo nella buona fede di Francesca, anche se mi fa tenerezza, mentre non mi convince per niente il edofilo, libidinoso rinsavito ed innamorato.
Italo Argisto, questo è il nome completo, era mio nonno. Anno di nascita 1891, ho il suo congedo originale del 30 dicembre 1918.
E’ fantastico che un anno orrendo, sotto tutti gli aspetti, come il 2012 termini, se ne vada, con una bellissima storia d’amore che oscura persino quella tra il principe William e Kate ma, quello che mi emoziona di più, è il fatto che Francesca piace molto a Marina.
E’ entusiasta della fidanzata di papà confermando quello che vado dicendo da tempo, Marina è peggio di suo padre.

La Polverini non si dimette per non fermare i lavori. Stanno lavorando? Nel Pd ci sono quelli che invece di occuparsi di lavoro, crisi, diritti, si occupano dei figli di Vendola.


La Polverini è una donna responsabile, se si dimettesse si fermerebbero i lavori in Regione Lazio, verrebbe rimandata la festa del peperoncino con danni irreversibili al commercio ed ai trasporti con elicotteri. Verrebbero  annullate le feste in costume provocando disoccupazione tra le sarte. Meglio restare lì a far finta di essere sani. Moralmente. Togliere il brufolo e tenersi l’infezione.
Nel Pd invece una trentina di deputati sono indefessamente affaccendati a seguire le direttive del Vaticano in fatto di embrioni, staminali, coppie di fatto. Essere cattolici non è una religione, una fede, è una malattia che non riconosce i diritti e la democrazia.
Sinceramente ho altre priorità rispetto ai diritti di lesbiche ed omosessuali, la sessualità individuale la considero un problema secondario rispetto al diritto al lavoro, scuola, sanità, welfare, democrazia.
La parola democrazia ha già in se i diritti di tutti, nessuno escluso, non abbiamo una religione di Stato e non dovremmo essere condizionati dalle direttive del vaticano omofobo e pedofilo.
Detto questo ogni volta che sento parlare dei diritti degli omosessuali, ed affini, trovo assurdo che la sinistra si perda in questa battaglia, autolesionista, rispetto ad altre battaglie come quelle per il lavoro, l’equità fiscale, la lotta all’evasione alla malavita e la tassazione della prostituzione in generale, non solo femminile. Prima industria del Paese.
I grandi omosessuali italiani , i più ricchi e famosi salvo rare occasioni, sono tutti di destra a partire da Armani, Dolce e Gabbana, il povero Versace e ne dimentico sicuramente molti, persino Malgioglio ha la passione per Silvio.
Francamente la lotta la lascerei fare a loro, sanno qual’è la loro situazione in fatto di diritti, successioni e cose varie e se ne vanno senza nemmeno fare testamento, donazioni, coperture finanziarie per i loro compagni o compagne ed i poveretti, nel senso di popolino rispettoso dei diritti di tutti, gridano allo scandalo perchè i vedovi o le vedove vengono tagliati fuori dai milioni accumulati dai loro compagni, compagne.
Tra l’altro c’è discriminazione anche qui, le lesbiche sembra che non esistano e l’attenzione è tutta per i gay forse perchè sono più spudorati, in senso buono, si espongono di più.
Il Pd ha il problema Fioroni e della trentina di deputati omofobi, cattolici, integralisti.  Ogni volta che c’è di mezzo un voto che riguardi i diritti individuali, l’etica, l’accanimento terapeutico questi votano con i conservatori, le destra più forcaiola e talebana.
Penso che il Pd farebbe meglio a tirare una riga o di qua o di là, non è possibile che una trentina di Binetti possa, voglia, imporre la linea. Vadano in altri lidi, altri porti, altrimenti per il Pd è la fine.
Non possono portarsi in spalla questo pesantissimo zaino che in certe occasioni porta farina alla destra, vadano con Casini, Rutelli, come ha fatto la Binetti.
Noi abbiamo ben altri problemi immediati per sprecare forze e tempo per le menate derivanti dal cattolicesimo perchè, se non mangi, non hai nemmeno le forze per pregare o partecipare alle processioni.
Insomma lo dico chiaramente a costo di generare equivoci, per me viene prima il lavoro, la sanità, le pensioni, la scuola, la casa, i trasporti, la possibilità di farsi una famiglia di qualsiasi tipo.
Tutto il resto è noia, rottura di palle , Fioroni e tutti quelli come lui me le hanno proprio rotte.
Dobbiamo darci delle priorità e quello che io faccio alla sera è secondario rispetto al diritto al lavoro, al reddito.
Senza un lavoro non sei nemmeno libero di vivere la tua sessualità come ti pare.
Prima di preoccuparmi con chi esce mio figlio alla sera mi preoccupo che abbia un lavoro, che vada a lavorare.
Dovremmo preoccuparci che il puttanaio resti disoccupato?

Giovani, rincitrulliti dalla propaganda di regime, non ditemi più che la vostra rovina è dovuta ai privilegi delle generazioni precedenti. Informatevi e smettetela di dire fesserie.


Qui vi metto un esempio del modo di ragionare dei giovani di oggi, non tutti per fortuna.
Dialogo in un sito, sotto la risposta scelta da chi ha fatto la domanda.

Secondo voi le generazioni nate negli anni 60/70 hanno rubato il futuro a noi giovani ?

Per me SI, hanno vissuto per decenni sopra le loro possibilità, la colpa io l’attribuisco alla società in generale, che ha continuato a spendere e pretendere più di quello che poteva permettersi e oggi noi giovani siamo senza speranze, senza futuro, i sacrifici oggi li dovrebbero far loro per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.

Miglior risposta – Scelta dal Richiedente

Perfettamente d’accordo con te, ma sbagli di qualche decennio: le generazioni che realmente hanno vissuto in maniera sconsideratamente consumistica ed abusando di tutto ciò che gli veniva dato sono quelle precedenti: quelle che hanno prolificato durante il boom economico, ovvero quelle nate tra gli anni 40 alla fine dei 50.
Quelli che citi tu sono le persone che adesso hanno dai 30 ai 45 anni circa, e ti garantisco che nella media sono quasi tutti messi male come le ultime generazioni.
Lo spreco, lo scempio è stato fatto dagli attuali 60/70enni!

Ora, è notorio che la mamma degli stupidi è sempre incinta ma qui, nonostante la pillola, i preservativi, le conquiste delle femministe sulla maternità consapevole c’è una epidemia di cretini da fare spavento.
Premetto che la colpa non è loro, è nostra, come genitori o nonni non abbiamo saputo trasmettere l’informazione e la storia dei fatti. Delle nostre conquiste.
Insomma gli imbecilli li abbiamo allevati noi, alcuni si fanno mantenere dai nonni o dai genitori sputandogli pure addosso.
Intanto il 90% dei giovani non sa nemmeno di che anno è lo Statuto dei Lavoratori, l’Art. 18 e non sanno nemmeno quanto sono costate ai loro genitori ed ai loro nonni le conquiste degli anni 60/70 che loro, oggi, si fanno scippare dal sistema.
Possono cercare nel web, invece di scrivere cazzate come quelle che ho pubblicato sopra, ci sono ampi documenti storici e fotografici che documentano il periodo delle lotte, delle conquiste.
Alle giovanette di oggi, la maggioranza perchè c’è anche una minoranza consapevole e documentata, fortunatamente.
Dicevo alle giovanette di oggi sempre pronte ad avanzare i loro diritti di libertà ed emancipazione, ovviamente sul piano sessuale e non sul diritto al lavoro, voglio raccontare loro quello che le loro nonne e le loro mamme non hanno raccontato per non rovinargli la vita con la cruda realtà dei fatti  e lasciarle eternamente nel mondo delle favole, del virtuale con tanto di cellulare collegato con internet per mandare sms e scrivere stronzate 24 ore su 24.
Le loro mamme, le loro nonne, le loro bisnonne, quando avevano la fortuna di avere un lavoro e rimanevano incinta per non perdere il posto si fasciavano la pancia per non essere licenziate immediatamente.
Così facendo rimandavano, tra una vomitata ed una nausea, di qualche mese il licenziamento e lo posso dire perchè c’è passata, insieme ad altre milioni di donne, pure mia moglie.
Ai giovanotti da aperitivo, da discoteca, che un giorno si e l’altro anche scoprono l’ambiente e l’ecologia dico solo che negli anni 50 il problema principale non erano i fumi degli altiforni, che respiravano, ma avere almeno un paio di scarpe anti infortunistica con la punta di ferro per non bruciarsi le dita con gli schizzi di acciaio rovente.
Il resto andatevelo a cercare nel web, chiedeto alle Camere del Lavoro che hanno archivi documetati sulle lotte operaie, il diritto alla sanità ed alla maternità.
Quindi, non rompete più i coglioni con sparate alla cazzo sui privilegi di chi con sudore, lacrime, sangue, lotte e scioperi che sono costati sacrifici anche alle famiglie si è conquistato una pensione, dei diritti, che adesso voi vi fate scippare.
Questo sarebbe il meno, se non si è forti e compatti si viene sconfitti dal capitalismo e dal regime economico e noi lo sappiamo bene perchè abbiamo lottato per anni riempiendo tutte le piazze, quello che è peggio è che vi siete fatti lavare il cervello. Soltanto un poveretto, un idiota, può scrivere una cosa del genere:
i sacrifici oggi li dovrebbero fare loro (riferito alle generazioni precedenti) per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.
Dimostra di avere una ignoranza abissale, non solo del passato ma anche del presente.
Come ho già detto le nostre conquiste hanno avuto un prezzo salatissimo, l’ho scritto sopra , e come se non bastasse oggi ci troviamo a fare welfare famigliare a figli e nipoti vittime della crisi, quando sarebbe il momento di goderci la vecchiaia ed i frutti dei nostri sacrifici.
Fortunatamente non siamo, noi anziani, non sono, i giovani, tutti così. Ma per la maggioranza gli anziani sono senza memoria e quindi non possono trasmettere niente. I giovani non hanno conoscenza, non sanno, il pc ed internet lo usano per chattare e per vedere i filmini porno, giustamente in un certo senso ma, se volessero, prima di scrivere cazzate sui privilegi delle generazioni precedenti dovrebbero documetarsi su come li hanno conquistati, ammesso che siano privilegi, e quanto sono costati.
A me sembrano polli d’allevamento alimentati con il mangime dell’ignoranza, allevati ed annebbiati dal sistema sino al punto che gli danno pure ragione.
Con questo ho detto quello che avevo da dire, se volete rimanere nell’ignoranza fate voi, aggiungo solo una cosa che ho letto, tanti anni fa, nella prefazione del Capitale di Carlo Marx:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Io ho scelto il sapere, voi la seconda. Il sapere è conoscere le cose, i fatti, la storia. Anche se non si parla o si scrive in italiano perfetto. Conoscere la sostanza della vita.
Buona giornata, auguri per il vostro futuro.
Qui non stamo parlando di pensionati baby, alimentati dal regime clientelare e capitalista per conquistarsi voti e governare per 50 anni. Stiamo parlando di persone che si sono fatte 43 anni di lavoro, molti di fabbrica o in edilizia e sono arrivati alla pensione meritatamente e non per donazioni di qualche ente di carità.
Chiaro?

Ho letto che nel Pd c’è tensione per i matrimoni gay. Io sono stato iscritto al Pci e penso che le priorità siano altre, anzi una, il lavoro. Il resto uno lo vive come gli pare, se ha un lavoro.


Una cosa totalmente diversa, per me, sono i diritti delle coppie di fatto, qualsiasi tipo di coppia di fatto, che non c’entrano niente con la mania del matrimonio e relativo divorzio qualche anno dopo.
Stiamo discutendo del nulla, pura distrazione di massa, l’unico vero diritto insindacabile ed universale è il lavoro, il diritto ad una prospettiva per il futuro.
Io, pur essendo battezzato ecc.ecc., non frequento e non credo anche se le ho tutte. Ho studiato dalle suore, dai preti, mio figlio è stato battezzato per volere della mia famiglia e noi, giovanissimi, non ci siamo opposti per non fare prendere un colpo alle nostre famiglie.
Poi ci siamo liberati ed abbiamo deciso di non fargli fare comunione e cresima. Abbiamo detto alle nostre famiglie che quando sarà stato in grado di capirne il significato avrebbe deciso lui, adesso ha 40 anni e non ha ancora deciso cosa fare.
Ho premesso questo perchè i bigotti del Pd, insieme a tutti gli altri, si affannano a romperci i maroni con il matrimonio uomo-donna come vogliono la religione cattolica ed i vescovi pedofili mentre i diritti universali della persona vanno ben oltre le religioni e le fobie degli integralisti.
A questo proposito vi racconto come fu che mio figlio venne battezzato.
Ovviamente, mia madre, era informatissima sulla data nella quale si sarebbe svolto il battesimo di massa, cumulativo, eravamo nel 1972.
Con le famiglie alseguito, genitori, fratelli, suoceri, cognati e compagnia bella ci presentammo nella chiesa adibita allo scopo nel giorno stabilito per il battesimo di gruppo, quello che io consideravo una formalità.
Mi venne incontro un pretino e mi chiese il nome e cognome, lesse quindi una lista che aveva in mano e mi disse: ma voi non siete nella lista, non possiamo battezzare il bambino.
Mia madre antrò nel panico, io mi limitai ad osservare che non avevamo sbagliato giorno vista la presenza di molte altre famiglie con neonati al seguito ed il pretino ad un certo punto, sempre più imbarazzato, disse: ma il corso per i genitori l’avete fatto?
No, risposi e lui di rimando: ecco perchè non siete nella lista, se non fate il corso per i genitori non possiamo procedere al battesimo.
Senta reverendo, gli dissi, o lo prendete oggi o non lo prendete più, il corso non lo faremo mai.
Il pretino era sempre più imbarazzato e proprio in quelo momento sbucò dalla sacrestia un mio collega di lavoro, notoriamente devoto, e mi chiese cosa stessi facendo in chiesa. Siamo venuti per battezzare mio figlio, risposi, ma mi dicono che non si può fare. Ghe pensi mi, fu la risposta, e due minuti dopo eravamo seduti in prima fila, fu battezzato per primo e senza il corso di specializzazione.
Questo per dire che il 90% degli italiani fa le cose per abitudine, consuetudine, perchè si è sempre fatto così. Vanno in chiesa per i battesimi, comunione, cresima, matrimoni e funerali quasi senza sapere quello che stanno facendo. Ho più rispetto io per le loro istituzioni e cerimonie che quelli che  sono cattolici solo  alla domenica.
E’ per questo che pretendo il rispetto anche per quelli come me, i non credenti, i comunisti, i gay, le lesbiche e tutte le variazioni del genere umano e lo Stato la politica me lo deve garantire al di là di ogni credo o religione.
Non può essere un Giovanardi qualsiasi a decidere quello che è giusto o sbagliato in una persona, è ora che i Giovanardi, il Bertoncelli o un prete la smettano di sparare  cazzate, compresi i talebani cattolici del Pd.
Il matrimonio, ed il suo risultato, non dipendono certamente dal cattolicesimo o dal tiomore di un dio, ci sono migliaia di cattolici che hanno fatto tutto in regola e sono divorziati, non possono fare la comunione, ma nessuna imposizione religiosa ha potuto cambiare le cose.
Sono sposato da 41 anni e considero questo una combinazione, una botta di culo, chiamatela come volete. E’ andata così senza andare a messa o ai battesimi,comunioni e cresime dei miei nipoti ed è andata bene per combinazione, per volontà, perchè nessuno ce l’ha imposto.
Qui, gli unici che dobbiamo garantire sono i figli ed i compagni, compagne delle persone, di qualunque sesso siano e non fissarsi con questo cazzo di matrimonio, basta ed avanza un registro delle unioni in comune controfirmato dagli interessati. Lasciate fuori qualsiasi religione o integralismo da un problema del genere, fatela finita una volta per tutte.
Se la Concia vuole sposarsi per forza  lo faccia, facciamoglielo fare in comune con i fiori e la musica, l’importante è che anche Lei come tutti abbia riconosciuti i suoi diritti di essere umano e responsabile.
Detto questo continuo a ritenere che l’unico diritto universale che riguarda tutti gli esseri umani della terra sia il LAVORO, diritto irrinunciabile per tutto il genere umano.
Due cuori ed una capanna non bastano nemmeno per i gay o i Giovanardi perchè, ancora una volta, la differenza la fa l’appartenenza ad una classe, la ricchezza, non mi risulta che i Dolce e Gabbana, gli Armani, i Versace, Elton John e tutti i ricchi e famosi omosessuali, lesbiche, del pianeta abbiano gli stessi problemi di una coppia di fatto che va in fabbrica e tira la lima.
In questi giorni si parla del testamento, che non c’è, di Lucio Dalla.
Tutti i suoi beni andranno divisi tra 5 cugini che non so se l’abbiano mai considerato o frequentato in vita, non ho approfondito, lasciatemi dire però che pur considerando Lucio Dalla un genio, mi ascolto almeno due volte al giorno Caruso, in questo caso è stato un pirla perchè solo lui avrebbe dovuto pensare all’uomo della sua vita e cautelarlo come si deve, spero che nei vent’anni in cui sono stati insieme abbia almeno provveduto ad intestargli qualcosa, a fargli un conto in banca perchè è inammissibile che una persona intelligente, con uno Stato come il nostro, non abbia pensato a proteggere il compagno della sua vita.
Il resto è aria fritta, chiacchiere, se uno Stato condizionato dal vaticano e dai suoi bigotti non fa una legge doverosa è ovvio che ci dobbiamo pensare noi. Si può fare ed allo stesso tempo fare la lotta per i diritti, non per il matrimonio. Quella è una fissa.
Non è possibile che un Paese che si considera libero e democratico si faccia condizionare da un Giovanardi qualsiasi, dall’omofobia, dai talebani cattolici che infestano anche il Pd.
Siamo ridicoli e senza logica, non siamo democratici. Non si tratta di essere avanti o indietro con la testa, si tratta semplicemente di democrazia e di diritti universali della persona.

Scontro su gay e primarie, Bersani: basta beghe

 

P.S. L’ho scritto al mattino presto, adesso l’ho riveduto e corretto, alle 10,30.

Mi spiace che, per colpa del processo Ruby, mio figlio mi abbia sgamato. Adesso ha capito perchè gli dico sempre, perchè non facciamo una grigliata con le tue amiche?


Quando viveva in casa con noi, purtroppo, non era ancora di moda, avevamo sempre la casa piena di ragazze e casa nostra era sempre aperta ed a tutte le ore.
Poi è uscito di casa, molto tempo fa,  e casa mia si è svuotata da tutta quella bella gioventù.
Ogni tanto gli dico: quando facciamo una bella grigliata sul camino con i tuoi amici?
L’ ultima volta che ci siamo trovati in compagnia era il 2006, durante i mondiali di calcio, andavamo tutti a casa sua per vedere le partite dell’Italia.
Una volta eravamo in 34, abbiamo riempito la casa ed il terrazzo, 20 su 34 erano donne dai 22 ai 38/40, perchè l’età delle Signore non si dice.
Ma non era ancora di moda.
Adesso che è di moda, da qualche anno, non mi invitano più e nemmeno vengono a trovarmi a casa come ai bei tempi. La notizia è di ieri, spero che mio figlio non abbia letto i giornali altrimenti capirà il motivo della mia insistenza nel voler fare una grigliata tutti insieme.
La notizia che ha sputtanato le mie brame è questa qui:
Elisa Toti, ospitata ad Arcore, che ha parlato di cene normali: “Al massimo si poteva rimanere in biancheria intima ma carina, senza volgarità”

Processo Ruby, conferme sul palo da lap dance, spogliarelli e travestimenti

Comunque, dato che il figliolo mi legge e non vorrei che mi prendesse per un depravato bavoso, chiarisco subito che è solo uno scherzo, tanto per fare un post.
Comunque se le tue amiche volessero venire per una grigliata la legna è sempre pronta, il mio è solo un gesto di cortesia, tra l’altro ci sono pure gli europei, potremmo guardarci l’Italia.
Fammi sapere.
Nella foto Elisa Toti, prima di cena.

Non ho notato un movimento particolare in occasione dell’8 marzo, quest’anno. Forse le donne al posto della mimosa dovevano lanciare la farfallina di Belen, sarebbe stato un successone.


Io ho vissuto il 68 e tutta la battaglia per l’emancipazione femminile, più volte ho scritto nel blog che la mia generazione ha dato le chiavi di casa a tutte le ragazze, le donne che sino ad allora uscivano solo se accompagnate da qualche familiare o da un fidanzato ufficiale che subentrava al comando del padre e dei fratelli nel decidere cosa dovesse fare e cosa pensare.
Alle più giovani potrà sembrare un discorso strano ma le mie coetanee e quelle con qualche anno di più, specialmente nel profondo sud, capiranno al volo cosa intendo dire.
Non solo il padre ma anche i fratelli dominavano sulle donne di casa.
Passo spesso per maschilista ed infatti lo sono, un maschilista strano che ha fatto di tutto perchè la sua compagna fosse libera indipendente di pensiero, ho vissuto tutto il periodo del movimento femminista e mi ricordo di avere detto alla Mirè: il movimento di liberazione femminile non deve essere contro di noi, dobbiamo essere insieme, uniti, e dovrete starci vicino perchè avremo degli sbandamenti, delle cadute, 4000 anni di storia maschilista non si cancellano con qualche manifestazione.
L’emancipazione femminile l’abbiamo vissuta a braccetto, sono 41 anni che andiamo a braccetto senza rinunciare a nessuna discussione più o meno accesa, ci aiuta a capirci.
Ho molto da dire sull’emancipazione femminile, per me fraintesa e buttata nel cesso e questa mattina leggo un articolo di Elisa Bellardi che scrive quanto segue:

Qualcuno direbbe che è anacronistico parlare di lotte ora. L’emancipazione femminile nel 2012? Ma per favore, chi ha più voglia di sentirle certe cose? Ci hanno dato uguali diritti, si fa per dire. Del resto ci mancherebbe. E noi cosa ne abbiamo fatto? Accorciate ancora di più le gonne, non più per protesta ma per mostrare le gambe, al posto dell’uguaglianza abbiamo cercato il successo. Tutto finito, quindi. Tanto vale regalare una mimosa e non pensarci più.

Le donne oggi sono tutte belle, speciali, principesse. Un po’ come quando, qualche settimana fa, complice l’ormai celebre farfallina di Belen, la patriottica indignazione (di pari passo con una meno “nobile” pulsione) raggiungeva livelli stellari. È tutto un blablabla. Come se “la donna” fosse una granitica categoria senza vie di mezzo né sfumature. «Siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci ancora qui» cantava la Mannoia. Già. Molto poetiche le semplificazioni e spesso si avvicinano al vero, ma attenzione. Né veline né intellettuali, la verità non solo spesso sta nel mezzo, ma ha infiniti volti. Chi ha avuto la fortuna di avere una mamma o una nonna femminista conosce la profonda comunanza di intenti con cui erano unite alle proprie compagne di lotta. Altri tempi.

Ritengo che oggi, ancora più degli anni sessanta e settanta, l’emancipazione femminile sia più che mai attuale perchè ritengo che le nuove generazioni di fanciulle, tanto per essere chiari: la maggioranza, non abbia capito niente a meno che non riteniamo emancipazione farsi riprendere mentre si fa sesso a scuola o si mandano via telefonino le foto delle tette o della passera.
Quella non è emancipazione o libertà sessuale, è zoccolaggine della quale una volta maturate, sempre che si abbia la fortuna di maturare, ci si pente amaramente.
Il protagonismo da telefonino è misero, da sconfitte, ed anche la cultura e gli ideali che ci sono dietro all’emancipazione femminile sono messi da parte durante queste ricorrenze, consumistiche e maschiliste, di cui si riempiono i giornali, l’informazione, svuotate dei loro ideali e della stessa storia.
la maggioranza della ragazze di oggi non sa nemmeno perchè si festeggia l’8 marzo, per loro è una pizzata cone le amiche , una serata libera da fidanzatini, mariti, compagni e possibilmente, magari, un bel spogliarello maschile.
Per questo ritengo che se la società dei consumi, sempre attenta al profitto ed al fatturato, avesse sostituito la mimosa con la farfallina di Belen avrebbe sbancato il banco.
La suggerisco per il prossimo anno convinto che avrà più successo del burlesque.

8 MARZO, FESTA DELLA DONNA: DALLA MIMOSA AL BURLESQUE. GUARDA IL VIDEO

 Non  ho niente contro il burlesque, non ho niente contro quelle che ritengono di essere più emancipate con il perizoma o con la minigonna che fa vedere le mutande, sono riuscito a vederne tante di mutande sia con i pantaloni che con le gonne lunghe, è solo una questione di feeling, ma vorrei solo una cosa molto semplice, che si smettesse di associare l’8 marzo ed il suo significato a queste feste consumistiche e queste femmine da strapazzo che considerano libertà ed emancipazione una questione di centimetri.
Tra l’altro mentre la mimosa ha un significato ed un senso per tutte le donne la farfallina di Belen ha significato solo se sei 1,80 e di coscia lunga.
Dato che non è possibile garantire l’avvenenza per tutti, io sono uno di quelli che l’1,80 se lo sogna, cerchiamo almeno di far crescere il cervello se non possiamo far crescere il resto.Tutto qui. 

 

Elisa Toti lancia la stampella in difesa di Papi.Mamma Anna ha detto che è una stampella da 12 milioni, non bazzecole.


elisatotiElisa Toti, ha gettato la stampella in difesa di Papi e di se stessa.
Sono rimasta ad Arcore quattro giorni per le feste di fine Natale, ho dormito in un’ala della villa, sola, per non fare avanti e dietro col mio appartamento a Milano. Rimanevo a dormire e poi me ne andavo a lavoro il giorno dopo.
Non sono un magistrato ma, se lo fossi e mi dicesse queste stronzate, l'accuserei di oltraggio a pubblico ufficiale.
Sentite come continua:

Nelle intercettazioni parlando con sua madre si era detta stanca: ‘La stanchezza di cui parlavo era relativa al fatto che io vado a letto alle 22, e’ normale quando lavori e ti alzi la mattina presto, non ho piu’ 19 anni quando a Ibiza facevamo le sei di mattina. Cosi’ aver partecipato a tre cene fino alle due di notte mi ha stancato. Non ero stanca per altre cose fantasiose che solo certe menti malate possono pensare’.
Sicuramente io ho la mente malata, bacata, faccio solo presente che non lavora ad Arcore, lavora a Milano. Se non hanno spostato Arcore non capisco come abbia trovato più comodo dormire ad Arcore.
Anche lei ha avuto grossi problemi finanziari, come tutti i giovani del mondo esclusi i figli di Berlusconi, Papi le ha fatto solo dei prestiti.
Lei, e le sue compagne, non sono come le hanno descritte sui giornali.
Sentite come parla del prestito di Papi con la sua mamma-mezzana.
Madre e figlia, la sera dello scorso 9 gennaio, la domenica che chiude il ponte dell’Epifania, sono al telefono. Elisa spiega di essere ‘appena tornata a casa’ e aggiunge di essere ‘preoccupata per la salute di lui’. La madre, invece, sembra preoccuparsi di altro: ‘Senti eeee quanto v’ha dato?’. La figlia: ‘Cinque piu’ quegli altri mille quindi, quindi sei’. La signora Anna e’ contenta: ‘Dici niente? Capito?
eee poi che vi ha detto quando lui vi ripotra’ vedere’. Risposta: ‘Ce lo dira’ lui’. La ragazza racconta di essere stata ‘una settimana (…) alcune sono arrivate martedi’ io mercoledi’ (…) mamma mia una cosa allucinante’. Quindi e’ stanca: ‘Non ti puoi immaginare in che condizioni sono guarda (…) sono in condizioni pietose, pietose proprio (…) ora mi ci vorra’ un mese perrr, ora quei, quei soldi che ho preso mi (…) serviranno per rimettermi a posto dopo questa settimana’. La mamma fa due conti: ‘Sono dodici milioni’, di vecchie lire. E la Toti: ‘Si ma no, non dire niente ee”. La signora, quindi, la saluta: ‘Ti lascio perche’ ti devi, devi andare a riposare’.
Evidentemente la mamma-mezzana era al corrente che il prestito infruttifero per puttane in difficoltà era esteso a tutta la combriccola se chiede alla figlia: quanto vi ha dato?
La signora Anna è molto contenta, si interessa subito del prossimo appuntamento, ma la figlia è stanca, avere il prestito è stata una cosa allucinante, faticosa.
La signora Anna forse non l'ascolta nemmeno, con la testa ritorna ai bei tempi quando anche lei aveva, forse, dei prestiti infruttiferi dai papi della sua zona ed ha un momento di nostalgia: sono dodici milioni, alludendo ai bei tempi di quando c'era la lira.

Dalle intercettazioni delle arcorine anche qualche grido d’allarme in concomitanza con la presenza dei figli del premier.
Non volevano far sapere ai figli di Papi che in un anno ha speso 11 milioni 474.320 euro in prestiti infruttiferi a ragazze in difficoltà, alcune anche minorenni senza che firmassero i genitori.
Per dirla alla signora Anna sono 22 miliardi 214.283.520 lire.
Una finanziaria, praticamente.
Per quanti soldi abbia i figli avrebbero dovuto interdirlo.
Comunque in una cosa sono d'accordo con Elisa Toti, lei non è come la descrivono sui giornali, lei è come la sua mamma.
Zoccola la madre, zoccola la figlia e non è obbligatorio, è una scelta.
imagesLe menti malate sono quelle che danno giustificazioni risibili ed infantili per giustificare le proprie malefatte.
Vedi, cara Elisa, quando si fa un lavoro qualsiasi ci sono le professioniste e le dilettanti, Patrizia D'Addario è una professionista tu sei una dilettante, anche se hai la mamma-mezzana che ti ha insegnato l'arte.
Patrizia non ha fatto la morale, non ha detto che sono menti malate quelle che commentano i fatti. Malato è chi crede al prestito infruttifero alla povera figlia d'arte che fa la puttana a sua insaputa.
Da Giornalettismo:

Anche le Olgettine piangono: Elisa Toti sospesa da Publitalia

Sarah, Yara e le altre.Non ci sono più giornalisti, conduttori, ci sono anatomopatologi virtuali.Iene ed avvoltoi della cronaca


morti_scuoiati_sesso_IBP--400x300La cronaca nera ha sempre attirato l'attenzione del popolino sia nella vita reale che nella fantasia, solo che una volta era confinata nelle ultime pagine o in riviste specializzate oggi occupano le prime pagine e le trasmissioni televisive.
D'altronde è nella natura umana se in un condominio c'è un fiocco rosa o azzurro non interessa a nessuno, se ci sono i carabinieri perchè c'è stato un morto ci vogliono le transenne per fermare la gente.
Sposini lo sa, per questo è andato avanti, incessantemente e tutti i giorni, con la storia di Sarah.
Non solo lui eh, a ruota Vespa, D'Urso ecc.ecc.
Come tutti sapete stanno eseguendo l'autopsia al corpo di Yara le notizie che circolano sono poche e, se fossero meno, sarebbe anche meglio.
Quante coltellate ecc.ecc. trapela anche la notizia che, a prima vista, non c'è stata violenza sessuale.
Yara si è difesa. Faccio presente che sul corpo di Sarah non si potuto appurare la violenza per via della decomposizione dei tessuti dovuta all'immersione nell'acqua. Più o meno il motivo è questo.
Questo è un bel trauma per il popolino assetato di orrido, che ama il marcio della violenza e della pazzia umana, che sbava per i particolari scabrosi, luridi.
Quelli che mostrano in tutta la sua devastante grandezza la miseria dell'animo umano.
Ma su con il morale, ci pensano l'informazione scritta e parlata, giornali e televisione.
Faccio notare che persino il famigerato Masi, che le sbaglia tutte, ha detto una cosa giusta invitando i conduttori al rispetto della piccola Yara.
E' destino di Masi che venga ascoltato solo quando dice stronzate, quando parla seriamente ed a ragion vedute non se lo fila nessuno.
Ieri ho letto sul gazzettino del nord un servizio su Yara Gambirasio. Già il titolo gettava l'amo della xenofobia ed il razzismo: tra i 10 Dna dei sospettati c'è anche quello del marocchino arrestato per sbaglio.
Più avanti ipotizzava che questo potrebbe scagionarlo definitivamente, bontà loro, per saperlo si dovevano legger ealmeno una ventina di righe, uno che scorre il titolo lo considera già colpevole, incastrato.
Ma c'è una frase che mi ha fatto venire un brivido alla schiena ed è in riferimento alla voce che circola ufficialmente :  un primo esame escluderebbe che ci sia stata una violenza sessuale.
Cadavere alla mano, mi verrebbe da aggiungere.
imagesMa il popolino, la stampa, i conduttori televisivi del pomeriggio e della sera non possono accontentarsi di sei o sette coltellate, di un cappio al collo, di un assassinio di una bambina.
Ci vuole di più, ci vuole la violenza sessuale, ci deve essere la violenza sessuale altrimenti la bramosia da lettura o da ascolto non avrà pace. Gli esperti resterebbero senza argomenti, le iene senza frattaglie e gli avvoltoi non potrebbero mangiarsi il cuore.
Dunque, sembrerebbe che non ci sia stata violenza sessuale, ma il giornalista anatomopatologo senza cadavere del gazzettino non demorde e scrive: prima di affermare che non c'è stata violenza bisogna aspettare l'esito del tampone. Tutti noi sappiamo dove va inserito il tampone.
Non so perchè, forse sto invecchiando e divento più tenero d'animo e flaccido di culo, ma in quel momento ho sentito un moto di orrore, di violenza, di rabbia, come se la piccola Yara fosse violentata, stuprata direttamente dal giornalista.
Sarà una mia impressione, ma in questo schifo di società, non si rispettano nemmeno le bambine.
Non bastavano Libero e la schifosa lettera di Federico Moccia, ci voleva la precisazione del tampone. 

Bufera nel Pdl, il badante del ministro Gelmini ha chiarito che la frase di ieri era rivolta a Ferrara. Cicchitto è una belva.


12007_200Nella serata di ieri il segretario-badante del ministro Gelmini ha emesso un comunicato di chiarimento in merito alla dichiarazione inerente alla manifestazione delle donne che si è svolta in tutta Italia e nel mondo.
Si precisa che al ministro non avevano ancora cambiato le pile, ciò ha fatto si che la dichiarazione del ministro si fermasse a metà.

imagesIl segretario-badante precisa che la dichiarazione di Mariastella va considerata nella sua completezza che suona così:
Sono solo poche radical chic, ed un po' vecchiotte, è riferita alla manifestazione di sabato al teatro Dal Verme con l'elefantino del regime.
Il ministro Gelmini, con le pile cariche, non è stupida per niente e non si sognerebbe nemmeno di negare l'imponenza della manifestazione, Se non ora quando?
Anche perchè le hanno fatto vedere una fotografia e Mariastella ha contato le persone presenti con la calcolatrice che le ha regalato Tremonti. Quella che sbaglia le somme.

153604862-1804e9bd-74cc-4ce2-96f0-bf42e5e95e61Cichitto, quando ha letto la precisazione del ministero dell'istruzione, è andato fuori di testa ha chiamato subito Capezzone e gli ha confidato: quella cretina non capisce un cazzo, la manifestazione di Ferrara era in favore di Berlusconi. Chiama subito la Garnero e falle fare una dichiarazione.
E' meglio che sia una femmina a parlare alle donne.

daniela-santanche-e-il-dito-medioLa Garnero non si è fatta pregare ed ha subito commentato: Non una manifestazione delle donne ma di una parte di donne, che come unico obiettivo hanno quello di mandare a casa Silvio Berlusconi. Donne che, ancora nel terzo millennio, sanno solo essere strumento di uomini. Peccato che a farle scendere in piazza sia solo l'odio nei confronti di un uomo.
Al Giornalista di Annozero, che le ha chiesto se era contenta che tante donne seguissero il suo consiglio dato in campagna elettorale, quando disse: donne non votate Berlusconi, lui considera le donne solo in senso orizzontale.
La Garnero, indispettita, ha risposto. Le cose cambiano e sono cambiate anche con premier, dopo lunghe discussioni l'ho portato nelle mie posizioni, gli ho fatto cambiare idea.
Berlusconi era fissato nel mettermi sotto in senso orizzontale io l'ho convinto che se mi metto alla pecorina è meglio. Per via dei gommoni che intralciano.
Il presidente è una persona intelligente ha capito e mi ha nominata sottosegretario. Non ha potuto nominarmi ministro in quanto trombata alle elezioni, in senso metaforico. Poi mi ha trombata lui, in senso reale ed oggi mi ha trombato la piazza, in senso metaforico.
Domanda, qual'è la femmina che è solo strumento dell'uomo?
Chi indovina avrà un portachiavi con villa S. Martino.

13 febbraio 2011, il giorno delle Donne. l'8 marzo è preda del consumismo, oggi no. Non vorrei essere donna, non esiste il se.


940389807Preciso che non riesco mai a fare i titoli come vorrei perchè Splinder non offre abbastanza spazio.
Più volte in questi giorni ho letto: se fossi donna andrei in piazza anch'io. (vescovi)
Oggi vorrei essere donna per un giorno. ( vari personaggi)
Io non ci penso nemmeno lontanamente ad essere donna, nemmeno per un giorno, mi piacciono troppo le donne e se lo fossi sarei lesbica. Esite la partecipazione.
Ho partecipato alle lotte, culturali, per il femminismo, ho assistito alla deviazione del "progetto".
Ho visto migliaia di giovani donne, e non, che hanno inteso il femminismo come una liberazione dalle gonne lunghe, come se bastasse mettersi un filo al posto delle mutande per essere libere e consapevoli di avere diritto ai diritti, tra i quali non metto quello alla sessualità in quanto tale, perchè è sempre esistito da quando esistono l'uomo e la donna.
Metto invece, in prima fila, una sessualità libera e consapevole non condizionata dalla religione, dalla famiglia, dai maschi, dal potere , dall'economia.
Io non vorrei essere Donna nemmeno il 13 febbraio 2011, nemmeno per un paio d'ore, io voglio manifestare con le Donne da uomo, con tutti i miei difetti ed i mie problemi, le mie esperienze.
Non è necessario essere gay per manifestare per i nostri diritti, nostri di tutti perchè non esistono diritti dei gay, degli operai, degli imbianchini, dei negri.
Esistono i diritti delle persone. Punto.
Quindi, senza nemmeno chiedere il permesso, parteciperò come posso a questa manifestazione contro la mignottocrazia e contro la misoginia, in un certo senso partecipo contro una parte di me stesso, in fondo sono pur sempre un po' maschilista.
Ho una costante nella mia vita, da 40 anni o più, ed è partecipare ogni anno alla festa del 25 Aprile, la festa della Liberazione.
Dentro questa parola, LIBERAZIONE, per me c'è tutto, il privato ed il pubblico, il sociale e l'individuale, il rispetto e la democrazia, dentro ci sono le persone.
Ma la libertà va difesa tutti i giorni, nessuna conquista è mai definitiva, acquisita, nessun diritto è inattaccabile dal sistema, dal potere , dai potenti dell'economia.
E' una lotta eterna per essere liberi di lavorare, di amare, mangiare, divertirsi ma senza mai abbandonare la vigilanza, la lotta, l'attenzione.
Gli ultimi 18 anni della nostra storia lo dimostrano, la disattenzione della massa, la troppa voglia di evasione, il pensare solo a se stessi ci ha portato ad essere governati dalla P2, una banda eversiva contro lo Stato.
E nello stato ci siamo tutti, siamo tutte persone con uguali diritti e doveri, senza distinzioni di sesso, razza, cultura, colore.
Mi sento vicinissimo alle donne anche senza volerlo essere per un giorno, per il motivo che ho scritto sopra, vorrei manifestare per far capire a quel vecchio porco che pagare migliaia di euro per "corrompere" minorenni o maggiorenni non significa amare le Donne, significa disprezzarle.
Molti di noi, maschi, sono andati a puttane per migliaia di anni, da sempre, inutile far finta che ci siano migliori i peggiori tra di noi, ma vorrei fare una precisazione.
Ci sono uomini che per mille ragioni hanno difficoltà di approccio con le donne ed il mondo è da sempre maschilista, il potere è fatto dagli uomini per gli uomini, infatti i casini di stato li hanno fatti solo per i maschi, non mi risulta che sia mai esistito un casino al femminile, dove potessero andare le donne.
Detto questo il rapporto tra cliente prostituta l'ho sempre visto come un mutuo soccorso, tante Bocca di Rosa che vendono l'amore a ore mentre guardano Il cielo in una stanza.
Diverso è mettere migliaia di euro in mano ad una minorenne, una ragazza, una donna, una madre, magari in difficoltà economica, per cercare di corromperla e comprare il suo corpo.
Non le compri il corpo, le rubi l'anima è la cosa, per me, è totalmente diversa.
Non è più un dare-avere consapevole, paritario, rispettoso arriverei a dire, è stupro. E' violenza.E' prevaricazione. E' orrore.
Non ho niente contro i clienti o contro chi si prostituisce, odio il maschio, il potere che ti costringe a farlo e ti opprime la tua libertà di scelta consapevole ed individuale.
Con 20.000 euro in mano ad una ragazzina non fai sesso consapevole, le bruci l'anima, i sogni ed il futuro.
Per questo oggi verrò in piazza. Con le Donne e per le Donne.
Buona giornata.

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