Questa volta non ha un prestanome disposto a sacrificarsi per lui ed allora vuole demolire tutto. Il delirio di un megalomane che ci avete imposto come premier per, quasi, un ventennio.


Non c’è un Previti, un Mills, un fratello o un prestanome da far condannare per lui. Oggi il condannato è lui ed ha perso la testa.
Non sono in grado di valutare meriti e demeriti del governo Monti l’unica cosa che io ho capito è che per salvare l’Italia, o le banche, ha massacrato le categorie più deboli lavoratori, pensionati, precari.
Un massacro sociale che ha pochi precedenti nella nostra storia direi anche anticostituzionale in quanto la nostra Costituzione vuole l’equità fiscale che Monti non ha considerato per niente si è limitato a massacrare i soliti, il popolino, mentre le classi più ricche le ha solo sfiorate.
Se a questo aggiungiamo gli esodati, i taglia a scuola e sanità se ne deduce che l’economista della Bocconi ha lavorato solo per i ricchi, per mantenere ed ampliare i loro privilegi.
Non è tollerabile che vengano tagliati i fondi per la scuola pubblica mentre elargisce milioni di euro alla scuola privata, quella dei preti. Il giochino è sin troppo evidente come l’Imu per gli immobili del clero, tanto fumo ma nessun arrosto c’è sempre un inghippo, una virgola per fare in modo che la chiesa non paghi l’Imu.
Detto questo trovo indecente che il piduista ricatti il governo, l’Italia e tutti noi minacciando di togliere la fiducia al governo Monti per rappresaglia contro la sentenza del tribunale di Milano che lo condanna, ed era ora, come evasore fiscale.
Non sempre è prescrizione, non sempre si può essere salvati da leggi ad personam.
Per rendersi conto di quanto sia squallido il personaggio, e buona parte della sua famiglia, basti considerare con quanta spudoratezza si scagliano contro la sentenza di condanna in merito al furto della Mondadori ai danni di De Benedetti.
Lungi da me l’idea di difendere un milionario in guerra contro un altro della stessa specie ma nessuno può negare che l’acquisizione della Mondadori è avvenuta attraverso la corruzione di un giudice.

Lodo Mondadori, la storia giudiziaria

Ripetere in continuazione che la liquidazione del danno subito da De Benedetti è la rapina del secolo, come sostengono Berlusconi e sua figlia Marina, è un insulto all’intelligenza degli italiani, un falso storico e la prova che questi delinquono sistematicamente e spudoratamente anche a livello psicologico.
Se c’è stata una rapina, e c’è stata, la vittima è De Benedetti non certamente il piduista.
Evidentemente il progetto della P2 ha avuto, fortunatamente, delle carenze in merito al coinvolgimento contro lo Stato della Magistratura, non sono tutti Carnevale e deve essere questo che ha mandato fuori di testa il caudillo che vomita ricatti, minacce, attacchi ad istituzioni dello Stato perchè non si sono assoggettate alle sue mire.
Una caratteristica dei suoi deliri, una costante direi, è imputare agli altri le conseguenze dei suoi atteggiamenti come quando accusa la Merkel e Sarkozy di avergli rovinato la reputazione internazionale.
Nè l’uno nè l’altra mi sono mai stati simpatici, il blog mi è testimone, ma a rovinarsi la reputazione il piduista ci ha pensato da solo e con grande successo, superiore anche al successo come imprenditore costruito a mazzette e corruzioni varie.
Dai miliardi di lire a Craxi al rapporto con Massimo Maria Berruti la sua storia è un rosario di corruzione e mazzette.
Per chi non si fosse mai informato sull’ individuo in questione, e sono tanti, metto un link dove potranno passare qualche giornata a farsi una cultura sul personaggio che la maggioranza degli italiani ci ha imposto come primo ministro per quasi un ventennio.

La vera storia di Berlusconi

Io non so dove lo porterà il delirio da onnipotenza che lo accompagna da tutta la vita la mia impressione è che sia sull’orlo di una crisi di nervi che lo sta portando a fare tabula rasa di tutto, un attacco frontale allo Stato ed alla democrazia oltre che alla Costituzione.
Nerone si accontentò di bruciare Roma, dando la colpa ai cristiani, questo vuole bruciare tutta Italia dando la colpa ai magistrati ed agli italiani. Anche a quelli che, purtroppo, lo hanno votato.
Fermiamolo con il voto, sperando di non essere costretti a farlo in altro modi, rimandiamolo nel suo letame etico nel quale è vissuto da sempre e togliamocelo dai piedi una volta per tutte.
Questi non è normale, è un caso da psichiatria avanzata, pericolosissimo.
Come abbiamo visto negli ultimi due giorni è disposto a tutto, non escludo nemmeno che compri qualche esaltato come lui per dare fuoco a tutto il pagliaio.
Megalomane anche nella disfatta. Muoia Sansone con tutti i filistei!

Si dice in relazione a chi, per nuocere agli altri, non esita a danneggiare anche se stesso.
Tanto ha già 76 anni.


Anni 70, la 128 blu e la telefonata dei carabinieri: ci hanno avvertito che c’è una bomba in una concessionaria Fiat di Sesto San Giovanni. Omaggio a Guido Rossa.


Oggi è l’anniversario dell’omicidio di Guido Rossa l’operaio che denunciò e testimoniò al processo contro le brigate rosse e pagò con la vita il suo amore per la libertà, la democrazia ed il mondo operaio.
Erano anni in cui un giorno si e l’altro anche c’era qualche notizia riguardante volantini, attentati, omicidi o bombe intimidatorie.
Lavoravo a Sesto San Giovanni dove nacque la Colonna Walter Alasia  e due episodi in particolare mi toccavano da vicino, non ricordo in che ordine  sono successi ma ricordo cosa successe.
Sesto San Giovanni in quegli anni era una città operaia, Breda, Pirelli,Marelli, Falck, Garelli ed altre fabbriche che adesso non ricordo.
Migliaia di lavoratori pendolari arrivavano con treni e pullman ogni giorno per lavorare in queste fabbriche delle quali, oggi, non ne esiste nemmeno una, almeno a Sesto, altrove qualcosa è rimasto.
Dei tre forni delle acciaierie Falck sono rimasti qualche rudere ed un’area immensa che stanno recuperando con i soliti centri commerciali ed un bellissimo progetto, abitativo artigianale che non si sa ancora quando e come andrà a finire.
L’area dell’ex industria, recuperabile,  più grande in tutta Europa ed appetibile ad ogni tipo di speculazione.
Un giorno arrivò una telefonata  che avvisava che in una concessionaria Fiat di Sesto era stata messa una bomba, le concessionarie erano due ed io lavoravo in una di queste.
I carabinieri ci invitarono a lasciare  immediatamente l’immobile ed in pochi minuti tutti uscimmo  in strada in attesa di ulteriori istruzioni.
Ma sopra e vicino la concessionaria c’erano abitazioni, nel garage sotterraneo c’erano molte automobili nuove e, se fosse scoppiata la bomba, c’era di mezzo pure il nostro lavoro. Eravamo in pieno centro cittadino in uno dei viali più trafficati della città.
Erano tempi che notizie come queste erano all’ordine del giorno ma, se non le vivi direttamente, sembra sempre che tocchino ad altri ed altrove.
Il titolare cercava di tenerci calmi ed aveva fatto evacuare anche la sua famiglia che abitava nei piani superiori, aspettiamo che arrivino i carabinieri.
Si sa come vanno queste cose, per le lunghe, non erano nemmeno organizzati come adesso, ad un certo punto io dissi al mio collega, ed amico, Gino: andiamo dentro noi e controlliamo macchina per macchina per sentire se c’è qualche tic-tac strano come quello delle sveglie di allora. Pare che per farle scoppiare a tempo usassero delle sveglie.
Se la troviamo prima salveremo la situazione era il nostro ragionamento.
Qualcuno si oppose, specialmente le impiegate, ma noi eravamo decisi ed entrammo in concessionaria.
Partimmo dagli uffici e metro per metro la passammo in ricognizione tutta, stavamo vicini forse per farci coraggio, forse per sentire meglio l’eventuale tic-tac. Per prime controllammo le vettura in officina ed in cortile, se uno voleva fare un attentato la cosa più semplice era portare una macchina in riparazione con una bomba nel baule, c’era un po’ di tensione ed un silenzio irreale.
Poi passammo alla rimessa sotterranea dove c’erano le vetture nuove  da consegnare, aprimmo cofani motore, porte, bauli, ascoltando attentamente ed ispezionando visivamente.
Eravamo fuori dal mondo, lontani da tutto, alludo mentalmente, ed avevamo l’unico scopo di trovare l’oggetto in questione.
Ogni tanto ci scappava qualche risatina nervosa, da tensione, ad ogni modo dopo un bel po’ uscimmo e dall’accoglienza dei nostri colleghi e dalla loro tensione ci rendemmo conto del rischio che avevamo corso, mi ricordo che mentre la cercavamo ci eravamo anche chiesti, se la troviamo la prendi tu o la prendo io, e dove la portiamo? In cortile o in strada?
Naturalmente ci presero per matti, qualcuno ci abbracciò, ma niente eroismi la bomba non c’era solo che la telefonata di conferma, del falso allarme,  arrivò dopo. Non è una differenza da poco. Ricordo perfettamente che a mente fredda pensai e lo dissi, avrei potuto lasciare vedova la Mirè ed orfano mio figlio.
Ero rappresentante sindacale e ricordavo di aver letto degli operai Fiat che durante la guerra difesero la fabbrica dai tedeschi, lo considerai come un dovere morale cercare di salvare l’azienda.
Il titolare mi vide sotto una luce diversa, un matto di quelli giusti e mi ringraziò, mi fece una ramanzina che era solo una espressione di gratitudine che trovai persino affettuosa. Vuoi bere qualcosa di forte?
Il secondo episodio è quello della 128 blu.
Ero davanti alla concessionaria e si fermò davanti a me una 128 blu, il passeggero mi chiese una indicazione stradale, Via Buozzi.
L’accento era del centro Italia, notai che sulle ginocchia aveva una piantina stradale aperta con segnati due punti, due croci.
Venite da Milano, domandai, ed alla loro risposta affermativa risposi ci siete appena passati, Via Buozzi è il cavalcavia che avete appena percorso, quello sopra la ferrovia.
Grazie molto gentile, arrivederci.
Il giorno dopo uscì la notizia: ritrovato un ordigno rudimentale  pronto per esplodere in un cestino dell’immondizia, quelli attaccati ai pali della luce.
Non avrò mai la conferma e nessuno me la potrà mai dare, ma la sensazione che ho ancora è che quei due che mi chiesero la via  fossero dei brigatisti è un chiodo che ho nel cervello.
Mi torna in mente adesso che ad ogni elezione ero di servizio per il Pci ai seggi, rappresentante di lista. Tra i presidenti dei seggi c’era uno, in particolare, particolarmente gentile con noi, lo consideravamo un compagno anche se, ovviamente, non lo davamo a vedere.
Anni dopo lessi che era stato arrestato perchè componente, se non ricordo male, della brigata Alasia, insomma era un brigatista.
Walter Alasia abitava a poche centinaia di metri dal circolo cattolico frequentato in quegli anni da Gino Strada che, a sua volta, era a pochi metri dalla sezione del Pci.
Com’è strana la vita alle volte, ci si trova tutti nello stesso condominio e tutti diversi. Come nel mondo. 

Il ministro del terrore, Maroni, e Frattini sono d'accordo: potrebbe essere un esodo di centinaia di migliaia di persone. Falsi.


Con barconi fatiscenti ed a 30, 50, 100 alla volta ci metterebbero decenni ma la propaganda funziona, qualcuno è già andato fuori di testa ed invita ad accoglierli con il mitra.
La rivoluzione della Libia è una opportunità da cogliere al volo per il nostro governo, per i banditi che ci governano, in prima fila naturalmente i nazileghisti.
Solo un popolo razzista ed ignorante come il nostro può credere a panzane del genere, il grido di dolore dei ministri italiani nel resto d'Europa è preso in considerazione per quello che è, razzismo speculativo.
Mentre la propaganda di regime e la stampa libera si occupa delle bufale del duo Frattini-Maroni si fomenta il razzismo e non si parla dei processi del bandito, della lega e dei suoi miserabili rappresentanti che agiscono da anni contro ed al di fuori della nostra costituzione.
Mentre siamo "distratti" dal genocidio di Gheddafi si mette la fiducia sulla porcata del milleproroghe, si vota il fisco municipale spacciato per federalismo mentre è solo un aumento di imposte per comuni dissanguati dalla finanziaria.
Qui non si tratta di fare del buonismo con gli immigrati che sfuggono alla morte, alla miseria, alla repressione del dittatore amico fraterno del nostro capo del governo, si tratta di essere onesti, di non fomentare il razzismo dei fanatici nazileghisti che già abbonda nel nostro paese.
Per dare credito alle bufale dei due ministri del terrore gli emigranti da Nord Africa dovrebbero viaggiare con navi come questa, ma non sembra che le società di navigazione in crociera le abbiano messe a disposizione.

MSC_MagnificaForse nemmeno con navi simili arriverebbero nelle quantità raccontate da Maroni e Frattini, tra l'altro alcune navi simili sono ancora impegnate con le crociere dei terremotati dell' Aquila che non hanno ancora avuto una casa.
I banditi al governo, i piduisti che lo guidano ed i nazileghisti che lo sostengono, continuano nella loro propaganda razzista, antisolidale, becera e vigliacca.
Vediamo di non cadere nel tranello, sono 18 anni che ci prendono in giro, cerchiamo di ragionare e di far ragionare il popolino terrorizzato dai banditi di stato.

Il mafioso più feroce sa che è una sfida con la legge e quando è catturato accetta la sconfitta. Il pdl no, delirio spudorato


Il Pdl vuole andare a Strasburgo:
"Violata la privacy di Berlusconi" La Stampa.

«La privacy del premier è stata violata,
possibile ricorso a corte diritti umani»

Frattini al Corriere.

Ruby, ipotesi ricorso a Strasburgo Frattini: ''Violata privacy premier'' AdnKronos.

 
bandamagliana_llNoi non abbiamo un governo, un partito che governa, noi abbiamo una banda di delinquenti che ha occupato il potere con la legge truffa sulle elezioni.

In nessun paese al mondo esiste la privacy per i reati, altrimenti mafia e camorra l'avrebbero già chiesta da decenni.
Noi non abbiamo un governo, abbiamo una banda di banditi, mi scuso con la banda della Magliana se utilizzo la loro foto di gruppo per rendere l'idea.
Avrei potuto cercare una foto della banda di Vallanzasca e Turatello, non sarebbe cambiato niente, questi sono più schifosi di loro.
Vi rendete conto in che mani ci avete messo con il vostro voto scellerato?
Non è il momento che prendiate atto di avere preso un granchio, nonostante i nostri assillanti e continui avvisi?
Occhio, gente, che qui si va allo scontro in piazza per la Democrazia e la Costituzione, i banditi non si dimettono.
E quei bastardi della lega, nata per la giustizia e contro Roma ladrona, cosa stanno facendo il palo a Berlusconi? E' questo il federalismo, una banda al potere?

A Genova, prima del G8, la bomba ferì un carabiniere. A Roma sono più furbi, l'hanno messa finta. Creare tensione, sempre.


1275060575A Roma sono esperti di intrighi e manovre di palazzo, sin dai tempi dell'impero, infatti l'hanno messa finta a Genova, che sono meno smaliziati, ne avevano messa una che ferì un carabiniere.
Il governo ha tentato di provocare e sparagliare gli studenti ed ha incasinato il senato.
La simil trota, vicepresidente del senato, Rosi Mauro leghista nell'ansia da prestazione votarola approva quattro emendamenti del Pd per alzata di mano.
Guardavo la diretta su Sky e mi chiedevo come facessero a votare per alzata di mano, fare il conteggio e dare il risultato in meno di due secondi.
Non sono nemmeno sufficienti a leggere il numero ed il titolo dell'emendamento, una cosa indegna di un paese civile.
Infatti presiedeva una leghista con il fiore verde al petto.
Nemmeno durante il fascismo si assistevano a queste sceneggiate.
Insomma la maggioranza tentava il golpe per approvare la riforma prima della manifestazione degli studenti, uno schiaffo morale che si è rivelato un boomerang.
Ad ogni modo torniamo alla strategia della tensione, la solita.
A mettere benzina sul fuoco ci ha pensato Gasparri, subito ne ha approfittato Maroni con la proposta del  daspo per gli studenti.
Divisi su tutto, gli ex fascisti ed i leghisti, diventano un corpo solo ed una mente quando si tratta di imporre, o tentare, il regime.
Alemanno, prima ancora che gli artificieri controllassero la bomba, ha detto che non poteva scoppiare.
Complimenti, è un veggente.
Ieri ho scritto: trovata una bomba a Rebibbia, dopo i deliri di Gasparri si alza il tiro, combinazione.
Oggi apprendo che non era una bomba, non poteva scoppiare come ha previsto la Sibilla fascista momentaneamente sindaco di Roma.
Le sibille erano delle vergini in grado di fare predizioni ispirate da Apollo, ci sarebbe stata meglio la Carfagna come sibilla, invece le nuove versioni governative non sono più vergini, sono maschi, fanno i sindaci e prendono ispirazione dalla P2.
I tempi cambiano.
La strategia della tensione è più in auge che mai e,purtroppo, ci dobbiamo attendere una escalation i tre voti che hanno avuto in più non sono uno scandalo per chi si è venduto, sono una tragedia perchè hanno ripreso fiato i fascisti, i golpisti, i fautori del regime.
Incrociamo le dita per oggi, quelli cercano il morto per specularci in televisione, il minculpop è sempre in azione, la propaganda del regime è a tempo pieno.
Avete visto Porro a Ballarò ieri sera?
A me sono bastati pochi secondi, poi ho cambiato canale.
Una sola considerazione, nel dare i dati delle spese dello stato Floris ha letto che il 60% delle spese sociali sono dovute alle pensioni, sembravano le parole di Porro ad Annozero, bene i pensionati per essere tali, e quasi tutti, hanno versato contributi per 30/35 anni, qualcuno come me li ha versati per 43 anni, quindi Floris, Porro, gli scienziati che fanno le statistiche, gli analisti, non rompano i coglioni.
Prendiamo la pensione perchè ce la siamo pagata per decenni.
E' ora di finirla con questa storia, per risparmiare vedano di comprare meno bombardieri.

C'è una crisi così grande che celerini e black bloc hanno lo stesso calzolaio. Di stato.


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Che sia una nuova strategia? Oppure sono di moda e me le sono perse, si sa che i ragazzi vestono sempre uguali, allo stesso modo.
La foto l'ho presa su facebook, pare non sia riferita agli scontri di ieri, ma anche ieri si sono viste cose strane, black bloc con le manette, poliziotti in borghese travestiti da black bloc, finanzieri con la pistola in pugno.
Qualche giorno ancora e sapremo più di preciso sulle infiltrazioni organizzate dalla polizia.
Qui potete vedere le foto di Repubblica, nella N° 22 si vede il black bloc con in mano le manette.

La vecchietta veneta, terrorizzata dalla lega, si trovò in casa il volontario che le spala il fango.


20101104_vicenzavolontari01Erano  anni che non usciva più di casa da sola, dopo che uno con un fazzoletto al collo l'aveva convinta che i negri, gli extracomunitari sono tutti delinquenti.
Usciva solo per ritirare la pensione scortata dai suoi nipoti, già pronti per il prelievo.
Aveva fatto montare le sbarre alle finestre ed alla sera chiudeva finiestre ed imposte anche in pieno luglio.
Il terrore viaggiava di bocca in bocca ed era sempre più grande come i risultati delle elezioni per la lega.
Più terrore più voti, più odio e più elettori, da anni era diventato matematico.
Aveva pure il terrore dello scippo, una volta un giovane extraparlamentare e comunista le chiese, in dialetto, se avesse mai subito uno scippo.
No, fu la risposta, ma basta guardare la televisione per rendersi conto che questi sono selvaggi, delinquenti e vivono di scippi e rapine.
Poi, un brutto giorno, venne l'alluvione. Un metro e mezzo di acqua in casa, tutti i mobili rovinati, i muri sporchi, il frigorifero in tilt, la televisione che non andava più.
E la paura, di essere sola, sapendo di non avere le forze per reagire a tanta devastazione, i nipoti che non potevano aiutarla per via del fatto che la Bmw non funziona con un metro d'acqua.
Si sentiva persa, pensava di affondare, persino quello che la terrorizzava con quei discorsi sui negri e sugli extracomunitari non si faceva vedere, doveva accompagnare il capo e suo figlio a visitare le zone alluvionate e piene di fango.
Una cosa urgente, per via della campagna elettorale.
Improvvisamente arrivò a casa sua un negro con su una giacca rifrangente rossa, un volontario, pensate che lo conoscevano anche quelli del comune, della protezione civile.
Sulle prime era un pò diffidente, fortunatamente parlava italiano meglio di molti suoi compaesani, le chiese dove doveva mettere le cose, le suppellettili ed iniziò a spalare fango.
Ore ed ore, ininterrottamente, senza mangiare, senza bere, ad un certo punto le disse: signora io devo andare, devo mangiare qualcosa e farmi una pausa, ritorno dopo.
Lei si sentì persa, non ebbe nemmeno il coraggio di offrirgli un panino, aveva paura di avvicinarsi troppo all'uomo nero pur così gentile, educato.
Passata una mezz'ora cominciò a salirle l'ansia, i nipoti non rispondevano al cellulare d'altronde la pensione era già stata incassata e non c'era motivo di passare dalla nonna, avevano già ritirato la loro mazzetta per il fatto di fare da ronda alla  pensione.
Era talmente sfinita, impaurita, che le mancò persino il negro, cominciò a temere che non tornasse più, quella mattina non gli aveva offerto nemmeno un bicchiere d'acqua.
Il solo pensiero che un negro avesse toccato uno dei suoi bicchieri l'intimoriva, ancora di più se i vicini avessero saputo che l'aiutava uno straniero.
Si meravigliò di se stessa quando lo vide arrivare, allegro pieno di forza, gioioso, della sensazione di gratitudine che provava dentro se stessa. Come se gli volesse bene ed ebbe paura dei suoi sentimenti. Ma allora non sono come dicono quelli della lega, non è vero che sono cattivi.
Si sorprese  a sorridergli, a chiedergli se voleva un caffè, a dirgli un grazie ogni tanto.
Nel frattempo pulirono la casa, i mobili, ritornò la luce ed accese il camino per asciugare un pò di umidità.
Era già buio quando il volontario, il ragazzo dal cuore grande come una chiesa le disse che doveva andare.
Davanti ai suoi occhi spaventati il volontario, negro, capì che la signora temeva non tornasse più e la tranquillizzò, torno domani, signora, per domani sera vedrà che avremo finito.
Quella notte fu ancora più brutta dell'alluvione, la sua coscienza non le fece chiudere occhio.
Ripensò alle sue paturnie, ai paesani della lega che parlavano solo di odio e di disprezzo, pensò al suo comune che aveva tolto le panchine dai giardini per impedire che gli extracomunitari si sedessero, pensò a quei piccoli bambini dalla pelle scura senza mensa a scuola perchè i suoi non potevano pagare.
E poi pensò al suo Dio, quel Dio che è morto in croce per tutti quelli che gli credono e non ha mai chiesto di che razza sei e di che colore fosse la tua pelle, e pianse.
E fu in quel momento che si rese conto che la persona è una persona, che il delinquente è un delinquente, non c'entrano le razze, il colore della pelle e da dove vieni.
Per valutare una persona non ci vuole la paura, ci vuole la conoscenza ed una persona va giudicata per quello che ha nel cuore. Nella testa.
Non vedeva l'ora che venisse mattina, si alzò prima del solito e preparò tutto quello che poteva preparare. Tirò fuori biscotti, una torta, latte. The e caffè ed aspettò che il volontario arrivasse.
Finalmente sentì il suo passo, nello stesso tempo gioioso e pesante e quando con il suo vocione le chiese: nonna da dove cominciamo?
Prima mangia qualcosa gli disse, poi puliremo quello che resta.
Si sedettero al tavolo ed improvvisamente divenne curiosa, gli chiese della sua famiglia, dei suoi genitori e da quanto tempo non li vedeva.
Quasi quasi, questo mese mi faccio accompagnare da lui a ritirare la pensione.
Che pensieri strani fanno alle volte i vecchi.
Ogni personaggio è puramente inventato, come nei film, solo i volontari sono reali.
Come è reale il fatto che al mio paese, quello che è nel mio cuore, nessuno è straniero.

La Russa strizza l'occhio ai fabbricanti di armi e bombe. Fassino abbocca al volo e calpesta la Costituzione.


y1pItxblhUAhfjwDa4nprbLfEByZ4I-OVzVCnh5K4tqfWomYo33LOOj5PSKctDt6UtKBLn1tEYaYEMGli americani hanno le bombe, anche quelle intelligenti, ma non hanno risolto niente, hanno solo ammazzato più civili.
Figuratevi cosa potremmo fare noi con le bombe visto che di intelligente non abbiamo nemmeno il ministro delle Forze Armate, che non è  ministro della difesa in quanto dedito alla guerra, e men che meno lo stupido che rappresenta l'opposizione, che apre ad una probabile discussione in parlamento.
Quindi La Russa, che queste cose le sa, parla alle lobby industriali che premono per nuovi aerei e nuovi ordigni, in parole povere per il popolino ignorante e per Fassino si tratta solo di commesse e profitti.
Di stragi di donne e bambini ce ne sono state già troppe non ne siamo responsabili e non è il caso di diventarlo per far guadagnare i fabbricanti d'armi.
Per quanto riguarda Fassino non ho più parole, ritiratelo, mandatelo in pensione, toglietegli la parola.

Di questo passo, alla prossima strage di mafia, Bonaiuti, Capezzone, Gasparri, Cicchitto, andranno a vantarsene al Tg1.


attentato_via_damelio1__nDopo il voto scandaloso che impedisce alla magistratura di utilizzare le intercettazioni di Cosentino, Bonaiuti ed altri della maggioranza se ne vantano, invece di vergognarsi fanno la conta dei voti per vedere come sono messi con la maggioranza.
Di questo passo, se si ripetesse una strage come quella di Via D'Amelio, c'è il rischio che i vari portavoce, capigruppo, amici dei mafiosi ed ex iscritti alla P2 vadano a farsi intervistare da Minzolini per dire ai loro elettori quanto sono stati bravi.
La maggioranza tiene, il tritolo rende, e le intercettazioni le blindiamo.
Adesso si prendono per il culo uno con l'altro, intesi come gruppi politici, Bocchino accusa la sinistra, Casini accuserà Di Pietro e via incasinando sempre di più la situazione.
Ovvio che i voti dei franchi tiratori, come sempre, sono orfani, non hanno genitori o meglio, si affidano sempre alla mamma. La mafia.
Spudoratamente rivendicano come una vittoria politica il fiancheggiare la mafia, la camorra, l'ndrangheta, saltano da un tg all'altro a vantarsi di come abbiano salvato il malloppo anche senza i finiani.
Nessuno dei giornalisti che chieda: ma vi vantate di avere aiutato la camorra? Di avere impedito le indagni?
E cosa dobbiamo dire della padania che un giorno si e l'altro pure ci scrive in prima pagina di quanto è bravo Maroni nella lotta contro la mafia. A caratteri cubitali.
Nessun ministro, da quando esiste la repubblica, è stato bravo come Maroni nella lotta alla mafia.
Chi lo dice ai lettori della padania, ai leghisti che ascoltano i comizi del figlio di Bossi che la lega, a Roma, vota in difesa delle mafie e che in Lombardia ci fa gli affari?
Se continua così arriveremo a Capezzone che rivendicherà le capacità tecnico balistiche della mafia, al prossimo attentato ci farà l'esaltazione della capacità di organizzazione, fuoco e compattezza dei picciotti.
Dopotutto hanno ragione, come dice sempre Schifani loro hanno la maggioranza, sono stati votati dalla maggioranza dgli italiani che ha mandato a casa Prodi.
Se non cambierà la legge elettorale, dubito che riusciranno a cambiarla, ci troveremo candidati nelle liste del pdl e della lega molti portatori di voti, un bel gruppetto di brava gente attualmente incarcerata che necessita dell'immunità parlamentare.
Attualmente i detenuti sottoposti al 41 bis sono 681, fonte ministro Alfano, se li candidano tutti potranno avere una maggioranza blindata, in tutti i sensi.
Una volta eletti ci penserà Capezzone a rifargli una morale etica e professionale, lui è un esperto.

Al primo souvenir che vola hanno raggiunto lo scopo, repressione poliziesca modello Diaz. Dell'Utri, Bonanni e Adro le trappole.


Riporto integralmente un articolo letto su Bresciapoint che condivido pienamente. E' una strategia già vissuta  e vista con i nazisti, le micce, le trappole sono state nascoste in attesa che scattino.
Al primo souvenir che parte scatterà la repressione giustificata da tutti i media e dalla stampa.

Perché la scuola di Adro non diventi una trappola PDF Stampa E-mail
Giovedì 16 Settembre 2010 13:33
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contestazioni lega nord

 

Ormai la strategia dovrebbe essere chiara a tutti. Almeno a me lo è. Già quest'estate sono state preparate ad arte una serie di "provocazioni pesantissime" (di cossighiana memoria direi) organizzate con il preciso scopo di screditare e fare il vuoto intorno alle vere forze di opposizione alla Casta che stanno crescendo nel Paese ma agiscono ancora in modo sfilacciato, per limitare la loro coesione e per limitare il favore popolare verso di loro.

L'obiettivo è abbastanza chiaro: visti i sondaggi pessimi per gli attuali partiti al potere, le elezioni politiche si potranno fare solo dopo aver demolito la nuova vera opposizione nascente, in modo che possano dire: solo noi siamo credibili. Tra i vari episodi provocatori di istigazione all'insurezione ricordiamo solo il più clamoroso: l'invito il 31 agosto ad una rassegna libraria a Como del senatore Marcello Dell'Utri per presentare i presunti diari di Benito Mussolini, dopo che lo stesso co-fondatore di Forza Italia era stato da pochi giorni condannato anche in secondo grado a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa per i fatti a lui attribuiti accaduti sino al 1992.

Per gli amanti del brivido si consiglia la visione del suo curriculum. In quell'occasione, singoli cittadini, gruppetti di studenti, persone ancora pensanti, difensori della legalità e della Costituzione hanno duramente contestato la presenza su di un palco di un pluricondannato, che in questo modo sembrava essere portato invece ad esempio per la cittadinanza. A conferma del fatto che la trappola in quel caso ha funzionato invito alla attenta visione di alcune immagini della dura contestazione.

Spiegatemi voi cosa doveva fare la gente? Stare ad ascoltare le strabilianti vicende del ritrovamento di quel grande tesoro letterario? L'unica cosa che si doveva fare in modo responsabile era non invitarlo. Ma qualcuno non ha voluto. Qualcuno che sta cercando di esasperare i cittadini e vuole lo scontro sociale per essere autorizzato ad imporre metodi repressivi.

Ripeto: la trappola ha funzionato, ma è stata solo una imboscata in una guerra molto complessa e non ha neanche completamente sortito il risultato sperato. Il souvenir del Duomo non è volato. Non si è potuta mostrare alcuna faccia insanguinata alle telecamere. I giornali di regime avevano già scritto il pezzo da dedicare alla vicenda ancora la settimana prima. Le frasi apologetiche presenti negli articoli erano del tipo: "Era tifo organizzato, sembravano ultrà da stadio, esagitati", oppure "quelli che si riempiono la bocca della parola libertà impediscono di parlare a senatori della Repubblica" e così via.

Anche le emittenti televisive hanno commentato il fatto prendendo le parti del pluricondannato e indicando i cittadini indignati come intolleranti, violenti, pericolosi per la democrazia.

Nei giorni seguenti sono state messe in campo altre situazioni provocatorie (Bonanni Schifani) che si sono svolte con lo stesso copione. Ovviamente la lotta è impari, come solo i vigliacchi più infami sanno fare: da una parte ci sono pericolosi mestatori che hanno a disposizione una cassa di risonanza mediatica di livello nazionale per ammannire con meticolosità la popolazione con la loro versione dei fatti e con le loro giustificazioni, mentre dall'altra ci sono pochi singoli cittadini forti solo della loro integrità morale e della loro indignazione per ciò che succede quotidianamente nel Paese.

Non sto dicendo cose più pesanti della canzone Povera Patria di Battiato; se mi sbaglio o meno, lo vedremo con quello che accadrà sabato ad Adro. Siamo alla vigilia del sabato del villaggio di Adro, l'enclave leghista della Provincia di Brescia. Tutto è pronto: l'oggetto del contendere è stato mediaticamente esposto, l'ostensione oscena della scuola con il simbolo leghista del sole delle Alpi messo in ogni dove è stata meticolosamente diffusa su ogni giornale senza che il Prefetto ne emanasse l'immediata chiusura, con ordine di riapertura solo a simboli rimossi (che è l'unica cosa da fare in una repubblica democratica e seria).

Anche le truppe (dell'una e dell'altra parte sono schierate. Tutti quelli che dovevano impedire lo scontro sociale sono stati volutamente tenuti fermi. Ad aspettare gli eventi. E quali saranno gli eventi? A me interessa chiedermi quali saranno i veri responsabili (o piuttosto gli irresponsabili criminali) e quali verranno additati come responsabili dei disordini dai media?

  • quelli che si troveranno a combattere in piazza o
  • quelli che hanno ordito questa tremenda macchinazione?

Quale bravura ci vuole a capire che lo scontro sarà inevitabile? Lo potrebbe prevedere anche mio figlio. Io piango per il disastro annunciato. Piango per l'ennesimo disastro italiano annunciato operato malignamente per tenere in piedi la Casta.
Quello che succederà è solo ed unicamente responsabilità della Casta che vuole dividere gli italiani per continuare a governare indecentemente il Paese. Vergogna, andatevene, il Paese vi ha smascherato.

di: Alessandro Gecchele

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