Lutto nazionale.



L’impotenza dell’uomo di fronte alla natura e la forza dell’uomo nello sguardo.
Tiremm innanz.

Gli emiliani romagnoli sono famosi anche per i nomi che davano ai figli, indimenticabili i Rivo, Luzio, Nario. Non hanno perso lo spirito e nemmeno il vizio.


Da quelle parti ci sono da sempre nomi particolari, c’è pure la Signora Idea Socialista, che si fa chiamare Ida.
Se volete divertivi un po’, per superare il momento difficile con un minimo di sorriso, potere leggere qui:

Quando li chiamavano Rivo, Luzio, Nario

Questa mattina ho letto sul giornale, l’Unità, alcune notiziole che danno l’idea della forza e dello spirito di questa gente, invidiabile.
Non c’è soltanto morte e distruzione tra le macerie, racconta il trafiletto, ma anche nuova vita. Una signora di origine cinese ha dato messo al mondo una bambina, mamma e figlia stanno bene e dopo i primi controlli sono state trasferite al Policlinico di Modena.
Nelle tendopoli la vita va avanti tra mille difficoltà ma succedono anche cose che, per un momento, fanno dimenticare la tragedia.
A Mirandola, nella tendopoli, c’è una famiglia con 4 bambini, tenda N° 63, e da ieri ci si è messa pure Maya, una meticcia di piccolo calibro, che ha messo al mondo 6 cuccioli.
Si chiamano: Terre, Moto, Venti, Maggio, Sisma e Scossa, sono le mascotte della tendopoli.
Il padrone, messi al sicuro moglie e figli, è rientrato nella sua casa traballante per recuperare Maya, rimasta bloccata, poche ore dopo il parto.
Intanto faccio i complimenti a questa famiglia, anche a nome della mia Lulù, con tanti idioti che abbandonano gli animali queste persone ci fanno bene al cuore e ci sono di esempio.
Detto questo resta una considerazione, fondamentale, sulla forza di questa gente emiliano-romagnola che non si perde d’animo davanti a niente, o quasi. Esorcizza le difficoltà con uno sberleffo al destino, sentire queste notizie è come prendere una pillola contro la depressione.
Grazie di cuore di esistere, grazie a nome di tutti gli animali del mondo e per l’esempio che ci date nell’affrontare le difficoltà che la vita ci propone.
Il sottotitolo del mio blog è: satira da salvataggio, si cerca di ridere per superare la malinconia, la rabbia, lo scoramento.
Questa famiglia ne ha fornito un esempio.
P.S. Nella foto che ho trovato ce ne sono solo 5, si vede che il sesto, più vispo, è già in giro a scroccare qualche biscotto.


Propongo a Monti il Commissario straordinario per il terremoto dell’Emilia, Barbara D’ Urso. Come lei non c’è nessuno.


Polivalente e camaleontica come nessuno, Barbara D’ Urso, è la persona adatta per affrontare tutte le calamità naturali possibili e pure i più efferati omicidi. Insomma dove c’è un problema sociale, un fatto di cronaca, una calamità, uno sterminio, un televoto in sospeso o una espulsione dalla casa del grande fratello ecco che la Barbara arriva prima dell’ambulanza e della Croce Rossa.
Così è successo con il terremoto in Emilia, così era avvenuto con la piccola Sarah, Yara, quando Belen ha lasciato Corona, quando l’ha ripreso, quando l’ha rimollato.
Lei è sempre sul pezzo e rappresenta al meglio l’emozione e la partecipazione popolare, che fa sempre audience.
Su blob ho visto un pezzetto della diretta di Pomeriggio 5 con la zona del terremoto, purtroppo la mia televisione non prende Canale 5 e non posso vederla in diretta, ma fortunatamente non mi perdo le cose migliori perchè ci pensa Blob.
Ieri una signora, con la voce rotta dal pianto, chiedeva a nome di tutti i colpiti dal terremoto di non essere abbandonati, dimenticati. Nello studio, immagino, che l’emozione sia stata alle stelle dato l’argomento in attesa di collegarsi con qualche veline, letterina, zoccolina delle solite o di qualche tronista che, magari, ci dica la sua sulle disgrazie naturali e non.
La signora, nell’impeto della disperazione, ha invitato la politica, tutta la politica, ad alzare il culo dalla poltrona ed andare sul posto a vedere i danni e lo strazio provocato da questa tragedia.
Dato che il pubblico di Pomeriggio 5 e tra i più sensibili d’ Italia, subito dopo quello di C’è posta per te dicono le statistiche, è partito improvvisamente un’applauso scrosciante da parte dei presenti in studio, le galline ed i polli d’allevamento che riempiono gli spalti della De Filippi, Gerry Scotti e compagnia bella, sempre quelli.
Un applauso dichiaratamente contro la politica, i politici, la signora insisteva: Barbara, tu sei seguita da milioni di persone, purtroppo, fatti sentire per noi con i politici!!! Più o meno il succo è questo.
Barbara, ha dato il meglio di se, lei con le disgrazie tira fuori il meglio del suo animo e la massima partecipazione ed è per questo che la consiglio al capo del governo come Commissario straordinario per il terremoto e le disgrazie varie.
Tutti a commentare i crolli, la politica indecente che ha permesso di tutto e di più, nessuno che si sia ricordato che la Barbara D’Urso è, da anni, uno dei megafoni del piduista padrone della Tv nella quale lavora e che grazie a quelle come lei ha vinto le elezioni per quasi un ventennio partecipando alla distruzione dell’Italia, al favoreggiamento dei palazzinari, alla depenalizzazione dei reati.
In questo momento non è al governo ed allora si devono dare fiato alle trombe dell’anti politica del bravo imprenditore, piduista, prestato alla politica per salvare l’ Italia.
Nessuno dei presenti, presi dall’emozione ed impegnati nell’applauso di rito, si è ricordato che Berlusconi è quello della legge sulle semplificazioni in materia edilizia, quello del locale in più quasi senza regole, quello che ha affidato ai vari Bertoladri la gestione senza controllo delle costruzioni affidate per decreto alla Protezione Civile , giusto per fare affari con i banditi del cemento e dell’edilizia.
E’ quello che ha fermato gli abbattimenti degli edifici abusivi e nemmeno iscritti al catasto, che ha permesso la cementificazione di boschi e spiagge.
Vogliamo dire qualcosa sui condoni edilizi che il governo del piduista ha promulgato?  Uno nel 2003, uno nel 2009, quello del 1984 è stato fatto dal suo amico Craxi, il terzo gli è stato bloccato da Tremonti, dicono.
Intendiamoci, è uno che di edilizia se ne intende, ha costruito interi quartieri e cittadelle con i soldi della banca Rasini dove il padre era direttore e sotto inchiesta per il fatto che gestiva i soldi della mafia da investire al nord.

Banca Rasini 
Per chi volesse approfondire.
Barbara, pensaci tu, siamo nelle tue mani, aiutateci.
Come chiedere al boia di fare il filo alla lama.
Una volta nominata Commissario straordinario la mitica Barbara D’Urso potrà assumere, come consulente alla ricostruzione, Iva Zanicchi
che con il suo Ok, il prezzo è giusto potrà vigilare e valutare i costi della ricostruzione ed impedire che, magari non torni Bertolaso con la banda di Anemone.
Abbiamo già dato.
Mi associo all’invocazione della Signora terremotata, Barbara pensaci tu, che fa tanto bene all’audience.


Dieci anni persi, i sismologi lo dicevano da dieci anni. Nemmeno la confessione di Perego è servita, l’abbiamo presa per una commedia.


E’ su tutti i giornali, i sismologi da dieci anni avevano avvisato che anche l’Emilia, come quasi tutta Italia, è soggetta a terremoti e non possono essere i cittadini a stabilire le regole, i controlli, per costruire con sistemi antisismici.
Chi può fa il mutuo e si compra la casa ma non ha nessuna garanzia che questa resti in piedi alla prima scossa più forte del normale, ammesso che ci sia una normalità prestabilita delle scosse. Non me ne intendo, ho letto che la Fornero si meraviglia dei crolli ma non so se ha idea della stabilità sismica delle sue case, credo ne abbia più di una ma non credo che sia in possesso di un certificato antisismico.
Nemmeno Perego è riuscito a fermarci, farci riflettere dal delirio con il quale stiamo convivendo la vita ed il lavoro cementificando sempre di più e senza adeguate misure di sicurezza.
Perego è un personaggio teatrale ma figlio della realtà, che il duo Antonio Albanese e Michele Serra ha messo giù osservando la realtà che nel profondo nord ci circonda.
Dice Repubblica in un articolo del 1997: E’ un concentrato di stress da lavoro, di stakanovismo padronale, di slancio operaio, di ebbrezza educativa, di paranoia specializzata e di culto dell’ occupazione.
Il nonno di Perego ha costruito un capannone, il padre di Perego ne ha costruito uno più grande, Perego ha costruito il più grande capannone di tutti ed il figlio si droga perchè non sarà mai in grado di costruire un capannone più grande di quello del padre.
Perego è il classico esempio di bravo imprenditore che lavora 18 ore al giorno, trascura la famiglia e produce eternit anche se sa che è fuori legge per i rischi cancerogeni. Un personaggio che il sistema prende ad esempio di laboriosità ed è una notizia di cronaca che colpisce gli autori e li spinge a scrivere il copione.
Questo fa parte dello spettacolo, ma la realtà sappiamo che supera la fantasia, ed infatti lo spunto per il copione che ci ha fatto divertire e del quale non abbiamo colto la denuncia, l’ha fornita un fatto reale, una notizia di cronaca.
“La notizia è questa, raccontano gli autori: A questo proposito ci colpì un fatto di cronaca: quando arrestarono un imprenditore del Nord, sui giornali leggemmo che era una brava persona, capace di lavorare 14 ore al giorno, ma a noi venne in mente che un’ iperattività del genere era una perversione, un’ ossessione”.

Solo una perversione, un’ossessione può spingere un artigiano, un piccolo imprenditore a rischiare la vita insieme ai suoi operai, e quindi in buona fede, per lavorare, produrre, anche a rischio della propria salute e della vita stessa.
Perego è un personaggio immaginario che ha radici, profonde, nella realtà in modo particolare al nord, nessun conto in banca riuscirà a dargli la pace, guarirlo da questa malattia, da questa perversione.
Il terremoto dell’Emilia ha colpito 10 lavoratori, imprenditori, tecnici ed un prete, l’ Emilia  è stata inserita come zona sismica nel 2003/ 2004 e se una delle regioni più all’avanguardia d’Italia è ridotta in questo stato figuratevi le altre, senza nessun controllo alla speculazione ed alla cementazione senza regole.
A memoria ricordo il Belice, l’Irpinia, il Friuli, ed il Vajont che non è dovuto ad un terremoto ma ad una frana largamente prevista e denunciata senza che le istituzioni ne prendessero atto, anzi ci fecero una speculazione.
Non c’è una regione d’Italia che ne sia immune.

Terremoti in Italia nel XXI secolo

Un rosario impressionante ed interrotto che non assolve ma ci rende tutti colpevoli, le istituzioni che hanno sottovalutato gli allarmi e le comunicazioni dei sismologi, noi cittadini che passato il primo impatto emotivo dimentichiamo tutto, basti vedere L’Aquila dimenticata, e se ne conserviamo memoria è perchè ci ha toccati direttamente la nostra casa e la nostra famiglia.
Forse dobbiamo rivedere la filosofia di vita che abbiamo praticato sino adesso,se non indotta dalla sopravvivenza è indotta dal profitto, nel mezzo tanti Perego perversi ed ossessionati, non si può vivere una vita sbagliata e tirare avanti con gli ansiolitici.
Un altro modo di vivere è possibile, siamo nel 2012, se fra tre mesi non avremo dimenticato tutto.
Il capitalismo può offrirci qualcosa di diverso?
Lo Stato potrebbe dare l’esempio annullando la parata ed il Papa annullando la sceneggiata sulla famiglia, abbiamo già dato con il Family Day ed un palco pieno di divorziati, puttanieri e concubine mentre i vescovi facevano la ola.
E’ ora di essere seri. Siamo tutti figli della stessa cultura.

Il 24 Dicembre 1969 l’assicurazione dell’auto divenne obbligatoria per legge. Una legge che avrebbe dovuto abbassare i costi, adesso tocca alle case, altri profitti per i privati.


Partiamo dalla legge sulla assicurazione obbligatoria di responsabilità civile per i veicoli a motore.
Tutti sappiamo che i veicoli a motore hanno un conduttore che  è responsabile degli eventuali danni che crea con una guida spericolata, non rispettosa del codice della strada, o annebbiata dai fumi dell’alcol.
Quello che non sappiamo è che avrebbe dovuto abbattere i costi, tutti assicurati premi più bassi, ma così non è stato, anzi ogni anno hanno aumentato i costi, più della svalutazione e senza che nessun governo abbia impedito questo furto legalizzato.
Da una parte i soliti furbi hanno truffato assicurazioni e di conseguenza i cittadini, con incidenti fasulli e rimborsi che poi si sono divisi per non parlare dei finti furti di vetture, ma questa è malavita spicciola dalla quale le società di assicurazione hanno saputo difendersi molto bene.

Chi non ha potuto difendersi è stato il cittadino automobilista una concorrenza non c’è mai stata e le società di assicurazione hanno fatto cartello, una lobby che impedito una vera concorrenza che riducesse i costi.
Negli ultimi anni grazie all’ entrata nel mercato  di società straniere si è creata una certa concorrenza anche se la fregatura se non la truffa vera e propria è sempre a portata di mano.
Bisognerebbe leggere, con la lente di ingrandimento, ogni singolo passo della polizza, scritta in un linguaggio simile al politichese per capire quanto sia conveniente, protettiva o no.
Comunque, fregatura o no, è una legge positiva per la responsabilità individuale sia del pericolo che corriamo viaggiando sia della responsabilità sulla manutenzione della propria vettura.
Il rischio di incorrere in un incidente con un delinquente sprovvisto di assicurazione lo corriamo tutti e, onestamente, non ho idea di chi intervenga in un caso del genere, in teoria dal delinquente mi dovrebbe proteggere lo Stato.
Ma non è di questo che voglio discutere, ma dell’odiosa legge che obbliga i cittadini ad assicurare la casa in caso di calamità naturali, terremoti o quant’altro.
Dire che lo Stato non è più grado di ripagare i danni dei terremoti   e quindi se si vuole essere protetti da eventuali calamità ci si deve assicurare è una rapina morale, etica ed economica.
Premetto che ho l’assicurazione sulla casa, francamente non so se copre anche il terremoto o una eventuale bomba che mi cada sulla testa, l’ho fatta perchè era imposta dal mutuo, tradotto la pagavo io ma per conto della banca. Ad ogni modo l’ho tenuta.
Io non so come si costruisce una casa per bene, lo sapranno gli architetti, anche se gli ultimi fatti successi fanno pensare di no, nel senso che sono caduti capannoni di nemmeno 10 anni di vita, è questa gente che ti deve vendere l’immobile, il capannone, con l’assicurazione a vita, controfirmata dalle autorità competenti e rese responsabili, per garantire che è stato costruito con i sacri crismi dell’architettura antisismica.
Non siano più concesse licenze agli speculatori del cemento e siano obbligati al recupero ed alla conservazione dei centri storici, basta con i palazzi dei vari Ligresti sparsi nel Paese, cattedrali nel deserto ed invenduti.
Lo Stato sperpera e mantiene migliaia di ladri e parassiti, con quello che ci costano il Trota e le zoccole del piduista elette in parlamento, nei consigli comunali, regionali ed europei potremmo assicurare tutte le case del nord est senza problemi.
E’ una legge particolarmente odiosa per chi eredita, abita, ha, una casa di 100, 200, 300 anni ed oltre che non ha mai avuto problemi e magari paga le conseguenze della mancanza di tutela del territorio proprio dello Stato , delle Regioni, Provincie e Comuni, perchè non ci sono solo i terremoti, ci sono le frane e le alluvioni e queste sono tutte da mettere in conto ai nostri governanti di tutti i colori e di tutte le correnti, ai comuni che non hanno demolito le costruzioni abusive, alle regioni che hanno fatto le sanatorie sull’abusivismo di massa come in Campania, dove ci hanno vinto le elezioni con la promessa che le case abusive non le avrebbero demolite.
Sappiamo benissimo che qualche idiota si è fatto la villa sul greto di un fiume, su una rupe instabile, ma a questo, ad impedire lo scempio avrebbero dovuto pensarci le istituzioni, le forze dell’ordine.
Pensiamo solo a quell’imbecille, agli imbecilli, che hanno progettato, costruito ed ottenuto i permessi da altrettanti imbecilli o corrotti come loro di costruire un palazzo sopra un torrente, alludo a quello di Genova, sono trent’anni che lo devono demolire e non si è ancora capito che deve risarcire i proprietari.
Pensiamo allo scempio del territorio dovuto alla costruzione di autostrade in zone franabili miliardi spesi e lavori bloccati perchè non sono in sicurezza, autentiche mangiatoie di Stato, regioni e Comuni che non hanno fine.
Adesso il governo Berlusconi e subito dopo quello di Monti ci vengono a dire che lo Stato non risponde più dei danni che esso stesso ha provocato.
Vi dovete assicurare.
A parte che è l’ennesimo regalo al profitto privato, la milionesima speculazione sulle disgrazie degli altri, del popolino, che premio metteranno le  assicurazioni se da 80 anni si costruisce senza regole e discernimento?
Dico così perchè abbiamo palazzi e castelli, cascine che sono in piedi da centinaia di anni, che hanno resistito secoli, c’è voluta la civiltà moderna per vederli crollare.
Ci è già andata bene che il Trota ha il dottorato in economia, pensate se fosse stato in architettura.
Le cose sono due, o l’Italia è piena di architetti e geometri alla Trota o hanno rubato nel cemento e nella sabbia e da allora che paghino loro, noi la casa, il capannone l’abbiamo pagata con soldi buoni, non con quelli del Monopoli.
L’unica frase sensata, solidale, intelligente, altruista e degna di nota che ho sentito in merito ai rimborsi per le vittime del terremoto in Emilia Romagna l’ha detta una signora al Tg3.
Al cronista che, in un certo senso, le faceva notare che la contestazione alle autorità non avevano senso dato che il governo si è dimostrato disponibile al rimborso dei danni ha risposto: non me ne frega niente se lo Stato mi rimborsa i danni e quelli che verranno?
Evidentemente la Signora è dotata di un cervello superiore ai nostri governanti, di un cuore immensamente più grande ed altruista e vede lontano, molto lontano, più di tanti studiosi e di tanti scienziati che ci vogliono insegnare come si sta al mondo.

La gente comune dell’Emilia Romagna è avanti anni luce. La Sig.ra al Tg3: me ne frego se il governo aiuta noi e quelli che verranno?


Che in Emilia Romagna ci sia uno zoccolo duro di persone solidali e sinceramente democratiche è fuori discussione e l’ennesima prova l’abbiamo avuta oggi, al Tg3, persone che vanno oltre l’interesse immediato e personale per avere a cuore gli interessi degli altri, di tutti gli altri.
Monti è andato in visita nei luoghi del terremoto ed ha subito una piccola contestazione, che aveva i suoi buoni motivi perchè, presi dall’immediato tutti abbiamo dimenticato che questo governo sta facendo una legge che scarica le calamità naturali sulle regioni permettendo nuove imposte sulla benzina o altro per affrontare i disastri dei terremoti e non solo.
Questo significherebbe che lo Stato scarica sulle regioni il suo dovere di aiutare le vittime di eventuali disastri, evidentemente i professori di economia sono in grado di aiutare solo le banche.
Questa legge è anche odiosa per un’altra ragione, la discriminazione tra regioni ricche e povere, di solito le più colpite, perchè se le ricche regioni del nord potrebbero anche sopportare il peso di una situazione del genere dubito che Basilicata, Marche, Abruzzo e qualche altra possano fare lo stesso.
Solo da una Signora dell’ Emilia Romagna, educata e convinta della solidarietà tra cittadini, fiduciosa dell’amministrazione pubblica e nello Stato poteva rilasciare una dichiarazione del genere così altruista e di buon senso che evidentemente politici e governo non hanno.
Essendo informata della legge che il governo sta discutendo la Signora in questione, pur essendo coinvolta in prima persona in questa disgrazia, prima di pensare al proprio interesse ha pensato all’interesse degli altri dando prova di un altruismo che vent’anni di berlusconismo e di xenofobia razzista della lega avevano cancellato dalle nostre teste e dai nostri cuori.
Siamo tutti impegnati nei cazzi nostri, vediamo solo i nostri problemi e siamo incapaci di provare non dico un minimo di pietà per gli altri ma almeno un minimo di solidarietà che vada oltre l’egoismo. Uno schiaffo ad un popolo che ha dimenticato la base della convivenza civile, la solidarietà.
Me ne frego se il governo ci aiuta, e quelli che verranno?
Siamo ad anni luce dai deliri dei leghisti, dal forza Etna al tifo per le alluvioni ed i terremoti del sud.
Qui siamo tutti al sud della decenza, dell’etica, della morale, della solidarietà, manchiamo di civiltà.
Mi inchino davanti alla Signora, spero che l’abbiano notata in tanti e ne abbiano tratto una riflessione.
Che persone vogliamo essere, come i leghisti o come la Signora?

Tutti in piedi, un evento atteso da 25 anni. La rivincita del lavoro. Fiom, Landini, lavoratori.


Che si rivendicasse orgogliosamente un lavoro, il lavoro, non succedeva da trentanni perchè sono trentanni che non si parla più di lavoro e di lavoratori.
La cosa che più fa piacere è la presenza partecipata dei giovani, si capisce che sono in buona fede ed intonsi da quello che dicono in modo particolare contro la politica di destra e di sinistra.
Come scrivo da sempre confondono il capitalismo con la politica, succede in Spagna con gli indignados e succede ovunque, succederà anche in Cina se l’unico modo di offrire lavoro è quello proposto dal capitalismo parassitario del profitto.
Critiche anche per l’opposizione che ha fatto poco, era la festa dei 150 anni della Fiom e fortunatamente l’hanno risparmiata.
In Italia parlare di sindacato è sempre stato un problema ed anche negli anni di lotta molto più intensa le critiche non sono mai mancate.
C’era chi voleva abolire il diritto di sciopero dei dipendenti pubblici dei trasporti perchè, gli altri, dovevano andare a lavorare.
Regolamentare, dicevano, in realtà si voleva impedire un diritto sancito dalla Costituzione.
E non era solo il padrone, il capitalismo, erano lavoratori contro altri lavoratori.
Erano gli anni 70 quando nella sezione Eugenio Curiel del Pci, durante un direttivo, dissi queste parole testuali: Quando accusiamo il partito o il sindacato di essere debole nella proposta, nel progetto, in realtà non critichiamo nè il partito nè il sindacato, facciamo autocritica. Perchè sia il partito che il sindacato siamo noi e se non è abbastanza forte è perchè noi non gli diamo la forza.
A distanza di tanti anni ripeto le stesse parole a questi giovani incazzati, per inciso li aspettavo dal 1978, non ho mai smesso di aspettarli e mi sono sempre impegnato perchè si incazzassero il più presto possibile. Ho dovuto aspettare il 2010 e per prime sono arrivate le Donne.
Solo una piccola modifica alle mie parole degli anni 70, sostituisco il partito con opposizione, la sostanza non cambia il messaggio è valido ed attuale, l’opposizione è forte se noi le diamo voce e forza.
Il sindacato è forte in maniera direttamente proporzionale alla forza che gli diamo noi.
Siamo noi l’opposizione, siamo noi il sindacato.
Il sindacato non è la Camussi, non è Landini, non è Angeletti o Bonanni, è quello che noi vogliamo che sia.
Ho dato una occhiata ai giornali on line, si parla moltissimo di Santoro, di Benigni e di tutti gli altri intervenuti che non smetterò mai di ringraziare, ma per trovare le parole di chi è intervenuto con spessore sul tema del lavoro, dei diritti, della precarietà, della sicurezza, dei rapporti tra proletariato e capitalismo si deve leggere attentamente ogni servizio, in qualcuno non è nemmeno citato, alludo a Maurizio Landini.
Ha una storia simile alla mia, entrambi siamo andati a lavorare a 15 anni, la “cultura” ce la siamo fatta sul campo e nel tempo, senza studiare, lui è diventato segretario generale della Fiom io, molto più modestamente, quadro nel settore privato.
Tralascio le sue parole strettamente legate al lavoro, diritti, Costituzione ed estraggo dal suo intervento quelle che, per me, sono più significative perchè è al loro interno che c’è la risposta a tutte le critiche che si fanno al sindacato ed alla politica, alla opposizione.
Landini ad un certo punto ha detto: io ad agosto faccio 50 anni, c’è bisogno di giovani, c’è bisogno di voi, perchè non è giusto che a parlare di futuro e dei problemi dei giovani sia uno di 50 anni.
Questo non significa che Maurizio sia stanco, non voglia continuare la lotta, significa che ci vuole un ricambio continuo e perenne e non è andando solo in discoteca o alla festa della birra che si difendono diritti e lavoro.
Van bene le festa ma poi si deve partecipare.
Molti giovani ieri sera a Bologna, bellissime ragazze che non pensano nemmeno lontanamente di partecipare ad un casting del grande fratello e le aspettavo dal 1978.
Adesso dobbiamo recuperare e riempire questo vuoto con passione, partecipazione e lucidità.
Vale per il sindacato, il lavoro, la politica, non chiedetevi cosa abbia fatto il sindacato o l’opposizione, chiedetevi cosa volete fare voi, cosa possiamo fare insieme, tutti insieme.
Che la cose non andassero per il verso giusto me ne sono accorto negli anni 80,  il segnale era mimetizzato ma evidentissimo ad un occhio attento in quanto molto significativo nella sostanza.
Quando il sindacato è stato costretto ad indire gli scioperi in concomitanza dei fine settimana, o dell’inizio, delle feste infrasettimanali, per garantire un minimo di successo alla lotta ho capito che avremmo perso.
Erano di più quelli che approfittavano dello sciopero per fare il ponte che quelli che andavano in piazza.
Ho aspettato più di trentanni per vedervi incazzati e partecipi come ero incazzato e partecipe io, facevo sciopero con moglie e figlio a carico senza morire di fame.
Non posso dire bentornati, devo dire benvenuti perchè non siete più quelli di prima, siete la nuova generazione di lotta.
Permettetemi un solo appunto, lo faccio anche se non lo permettete.
C’è una canzone di Guccini di tanti anni fa che dice: tu giri adesso con le tette al vento io ci giravo giù vent’anni fa, bisogna saper scegliere il tempo non arrivarci per contrarietà.
E’ solo questo il piccolo neo della vostra lotta che apprezzo tantissimo, noi abbiamo partecipato per ideale, per scelta di campo, voi siete arrivati alla partecipazione, alla protesta per necessità.
Non sembra ma c’è una piccola differenza, adesso cerchiamo di non dividerci, di non cercare eccessivamente la critica.
Alcuni di noi con i capelli bianchi erano qui ad aspettarvi, avevamo bisogno della vostra forza come dell’aria per respirare.
Benvenuti, adesso vi metto la canzone che parlava delle tette al vento.
Lo specifico solo per i leghisti che frequentano il blog, le tette sono una metafora in realtà sono idee.
Se non capite ugualmente scrivetemi che ve lo spiego.

Ho messo la versione più audio che video, perchè sono le parole che contano.

I moderatti del pdl, il partito dell’amore esonda al femminile. O sono orgettine oppure esaltate, una normale non c’è.


Nel pdl sono saltati i nervi vedono terroristi o fiancheggiatori ovunque, dopo aver visto i brigatisti in procura.
Dopo la vigliaccata della Moratti e di Sky a mezzo di menzogne e fango ieri sera il granchio l’ha preso la sottosegretaria preferita di Berlusconi, la Sallusti in gonnella e le  rifatta.
Ieri sera la Garnero ha esibito una bandiera di Hamas che non era di Hamas ma di Freedom Flotilla e nonostante tutto ha insistito perchè di solito il gioco della menzogna funziona con i pidiellini che se le bevono tutte, ma con la gente normale non ha funzionato.
I moderatti del pdl sono sempre con la bava alla bocca ed attaccano, smoderattamente, chiunque non sia il linea con il caudillo.
Inutile qui ripetere le bufale della Garnero mi limito solamente a quelle sulle case popolari, all’edilizia di tipo economico.
La Garnero ha detto che la Moratti ha consegnato 36.000 alloggi popolari durante il suo mandato, peccato non si siano viste e l’unica cosa che si è saputo a Milano sulle case popolari è che la Moratti è stata invitata, condannata dal giudice perchè consegnasse le case popolari ai rom ai quali erano state assegnate.
Non contenta ha detto che la destra ha un piano casa economica per il prossimo mandato destinate ai single, separati, famiglie in stato di bisogno, anziani e così via.
Subito dopo è partito un servizio sull’edilizia della Milano da bere che i palazzinari stanno costruendo sul debito.
Grattacieli uso ufficio, forse faranno un supermercato al 40° piano come i giardini in verticale che ci hanno fatto vedere nei progetti, e gli appartamenti destinati alla popolazione, ai cittadini di Milano che necessitano di una casa.
I prezzi vanno dai 6000 euro al metro ai 12000 per i meglio esposti. Per chi ha una certa età e bisogno di una casa si parla di un minimo di 12 milioni al metro ad un massimo di 24 milioni, più gli annessi e connessi.
Non contenta ha dato del terrorista a tutti riconoscendo, bontà sua, che chi non era terrorista negli anni 70′ era un fiancheggiatore.
In un momento di distrazione ha confessato di non essere una signora confermando quello che ho sempre pensato, ha più della bagascia che della signora.
Per un momento ho pensato che lo studio di Annozero le stesse dando troppo spazio poi ho capito che la mossa era calcolata, più parlava e più andava a fondo come se fosse nelle sabbie mobili.
Ad ogni modo il partito dell’amore che dà dell’estremista a tutti ha superato ogni confine surclassando brigatisti neri e rossi, Di Pietro e la lega.
Berlusconi non diventerà mai uno statista ma in quanto estremista sarà il primo della classe, Garnero e Moratti permettendo.
La parola moderatti nel titolo non è un refuso, l’ho messa per vedere se i leghisti capiranno che cosa vuol dire con un aiutino. E’ un doppio senso.
Tosi, rispetto alla moderata sottosegretaria, sembrava un democristiano della prima repubblica, un doroteo. UNo di quelli che si muovevano sotto traccia.

Se vuole fare il capo banda della P2, dei bertoladri, il socio della lega separatista e xenofoba non può fare il premier.


Il primo ministro, in un governo democratico, non può fare il picconatore delle istituzioni democratiche garantite dalla Costituzione.
Ci ha già provato un altro più alto e più in alto di lui ed ha dovuto dimettersi.
Questi attacchi continui e ripetuti ai poteri separati dello Stato ed alle nostre istituzioni conquistate con il sangue della Resistenza devono smettere, il Presidente della Repubblica e quelli di Camera e Senato lo devono fermare.
Faccia il capo di partito ed esponga i suoi deliri anticostituzionale nelle riunioni del suo partito dove ascoltatori, più fusi e fascisti di lui, gli danno credito.
Come può attaccare il Presidente della Camera, accusandolo di imparzialità, un presidente del consiglio che attacca, diffama, discredita tutti i poteri, indipendenti, dello Stato?
Dal Presidente della Repubblica, alla Corte Costituzionale, alla Magistratura, tutti sono sotto attacco dal delirante impazzito che fa il premier.
E’ ora di finirla, Costituzione alla mano va mandato a casa a farsi curare, magari in un reparto speciale del San Raffaele vicino alle sue concubine a pagamento.
Una maggioranza asservita e sotto ricatto dal premier più pazzo, fascista, antidemocratico del mondo che non si vergogna di mandare allo sfascio economico, sociale e politico il Paese Italia per fare gli interessi di un bandito impazzito.
Senza più freni nè ritegno, parola a lui sconosciuta.
Leggo che Napolitano è pronto ad intervenire, faccia presto, faccia subito, le offese alla Democrazia ed alla Costituzione del premier piduista non sono più sopportabili.
Come titola l’Unità l’incubo deve finire.
Non possiamo essere governati da un pazzo megalomane fascista e piduista.
La nostra Costituzione non lo permette.
Già non è tollerabile che ministri nazileghisti calpestino la Costituzione, sulla quale hanno giurato, tutti i giorni, ogni volta che aprono bocca.

Vedete, io sono contro, non mi aspetto niente da questo governo. Ma voi, aquilani, che li avete votati.


Sinceramente mi dispiace ma voi che li avete votati, che avete battuto le mani a Vespa ed al presidente pompiere, il consolatore di vecchiette e quello che ha detto alla crocerossina, più o meno, con quel culo potrebbe fare dell’altro. Spero inteso come televisione, dato che è un esperto.
Dicevo cari aquilani e cari abruzzesi che voi vi dovete sorbire questo:
Maggioranza boccia emendamento sull’Aquila

Voi non dormirete la notte perchè vi sentirete responsabili, avete una coscienza, un cuore, un cervello, siete onesti.
Non come i banditi che alla Camera hanno votato contro per salvare il bandito imputato ed inquisito.
Voi, avete creduto alle sirene, come prima di voi gli italiani, poi i sardi, quindi è toccato a voi seguiti dai lampedusani.
Il piduista non ha cuore, deve solo salvarsi dai processi e quanti cadaveri schiaccia o quanto vilipendio alla Costituzione faccia, non gli interessa niente.
Lui è un bandito e banditi si nasce nel dna.
La sua vita è costellata di episodi indegni se non delittuosi, nel senso dell’etica e della giustizia, basti pensare a come ha comprato la villa di Arcore in combutta all’altro disonesto di Previti. Corruttore per conto terzi e condannato per conto terzi.
Mi auguro che ogni notte della sua vita gli venga un incubo e sogni quella piccola bara bianca che grida vendetta a tutte le coscienze del mondo, esclusi i leghisti che ne sono sprovvisti.
Se una piccola parte dei suoi elettori sono delinquenti come lui è ammissibile, è nella natura umana dove la perfezione non esiste, ci aggiungiamo una piccola parte di teledipendenti che non ci arriva, e ci sta, ma larga parte di voi che li avete votato deve riflettere con la propria coscienza, per chi ne è provvisto della propria fede, fare un esame di coscienza ed ammettere di avere sbagliato.
Come dicevano gli antichi, sbagliare è umano perseverare è diabolico.
Prendete le distanze, manifestate come stanno facendo i vostri concittadini davanti a Montecitorio, fate capire a loro ed a tutti gli altri che vi siete sbagliati.
Altrimenti sarete complici e quelle bare in alto diventeranno il vostro incubo, ne sentirete il pianto straziato.

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