Il personaggio dell’anno, per me, è la Signora di Lerici che ha commentato il delirio del parroco. Con poche parole ha seppellito lui e l’oscurantismo della chiesa cattolica.


imagesLa Signora avrà la mia età e quindi non è una fanciulla che circola seminuda a provocare i maschi ed a istigare allo stupro, anzi.
Direi che è l’unica che l’ha preso sul serio e fa un proposito che è una autocritica, ovviamente con ironia, sarcasmo.
Al giornalista che le chiede cosa ne pensa della sparata del parroco risponde testuale: ci mettiamo il burka questa estate, così son contenti.
Non ho altro da dire siamo al medioevo.
Tutt’altro spessore rispetto alla commerciante che non si esprime in quanto commerciante, forse potrebbe risentirne il fatturato.
Con nove parole ha messo a posto il parroco, i vescovi, cardinali e pure il Papa, una sintesi che dovrebbe essere di lezione per tutti i giornalisti che si occupano del caso, allungando il brodo.
Premetto che io vado matto per la battuta sintetica che ti stronca, ti lascia incapace di reagire perchè colpisce direttamente al cuore del problema e non lascia spazio a giustificazioni. La sostanza è tutta nelle parole della Signora e va ben oltre il delirio individuale di un parroco con dei, seri, problemi anche di natura sessuale. Non escludo che di notte viaggi sulle provinciali a caccia di donne seminude con le quali sfogarsi, dietro modico compenso per via del calo delle elemosine, perchè tutto si potrà dire di lui, ma non che è frocio come il giornalista della Rai.
La prima parte: ci mettiamo il burka questa estate, è già un capolavoro in se. Da una idea di quanta repressione ed oscurantismo siano pervase le religioni anche quelle che fingono di voler liberare la donna costretta al burka o a portare il velo.
Non c’è molta differenza tra il velo di una mussulmana e quello che portava mia nonna negli anni 50, per non parlare della lunghezza delle gonne. Se vogliamo dirla tutta nel meridione il look in questione è andato avanti per altri decenni.
Ma sono le altre tre parole che colpiscono come il veleno del Taipan dell’interno, ritenuto il serpente più velenoso e letale al mondo, tutta la struttura mentale sulla quase si basa la religione cattolica e tutti i moralisti, integralisti che la seguono.
Così son contenti. Va ben oltre il delirio di un parroco, si rivolge a tutte le religioni che considerano la donna un essere inferiore, immondo, indegna persino a servire la messa.
Diciamo che con tre parole, la Signora in questione, ha fatto l’istantanea di quello che è il pensiero dominante del clero cattolico e non solo, rispetto alla donna.
L’impressione mia è che la Signora, citando il burka, non abbia fatto riferimento esclusivo ad una questione estetica, velo o non velo, ma abbia inteso un ipotetico burka al cervello, ai diritti, alla parità dei sessi, al rispetto della donna.
Temi sui quali anche noi maschi, che non siamo parroci invasati, abbiamo le nostre colpe. C’è chi il  velo lo impone sulla testa e c’è chi vorrebbe imporlo dentro la testa delle donne.
Il video è qui.

Certamente non sono io il metro svizzero della risata, tra l’altro ne avrei ben pochi motivi, ma nel web si è perso lo spirito della risata e ciò significa che siamo messi male. Troppo male.


imagesProblemi ne abbiamo tutti ed il più delle volte non li espiniamo nel web per non far contenti i nemici e rattristare gli amici, detto questo anche se la situazione è drammatica dobbiamo salvarci il cervello e se perdiamo un’occasione per ridere ci facciamo solo del male. Ulteriore.
Ho scritto un post abbastanza divertente prendendo spunto dalla cronaca, delirante, riguardante la storia d’amore del puttaniere pedofilo e piduista.
Il problema è che di fatto il protagonista non era lui bensì mio nonno. Il Berlusconi innamorato, che ho visto in un video, davanti alla Barbara D’Urso in preda agli orgasmimi ha fornito lo spunto di scrivere di mio nonno, meno ricco di lui ma certamente con un dna simile, che ha avuto un percorso simile pur senza passare alla cronaca. Anche perchè non aveva televisioni o radio di proprietà.
Ha avuto molti commenti il post ma troppi sono commenti di lettori che evidentemente non hanno letto ed hanno commentato basandosi sul titolo e non sulla sostanza.
Peccato per loro, hanno perso un’occasione. Non credo nemmeno che sia la prima è un problema della loro testa che non distingue più la realtà dal racconto, forse sono quelli che sanno ridere solo quando vedono uno scivolare sul ghiaccio e spaccarsi una gamba.
Ridere concilia con la vita, ricarica le pile, avvelena i nemici, allunga la vita.
Ricordate quello che cantava Dario Fo, geniale autore: E sempre allegri dobbiamo stare che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco ed al cardinale, diventan tristi se noi piangiam…
Vi metto il video, e per gli avvelenati, gli incazzati con il mondo, su con la vita.

Non è per essere maschilista, è nei fatti. Anche la più sana delle compagnie quando le donne sclerano saltano per aria. Succede nella vita e succede nel web.


Le compagnie che durano di più, anche tra le litigate, sono quelle dei maschi. Ci si può picchiare come fabbri durante una partita di pallone ma una volta finita è tutto come prima, amici più di prima.
Se non ci si mettono in mezzo le donne.
Quando fanno discussione le donne fanno saltare il banco, sempre se gli altri lasciano fare se i maschi soccombono alle isterie femminili.
Ci sono amicizie maschili che durano una vita pur dicendosi tutto in faccia, quasi in maniera crudele, ed è proprio per questo che durano nel tempo e si rafforzano.
Se la compagnia più affiatata lascia spazio agli screzi femminili si sfascia tutto, nella vita come nel web.
Non so se è un problema di competizione o no, non mi interessa nemmeno, so solo che noi maschi, almeno quelli che conosco io, non hanno mai lasciato che le diabrite femminili interferissero nei nostri rapporti personali sfasciando amicizie decennali per una questione di principio, di orgoglio o di puntiglio.
Insomma quando le galline fanno casino ne va di mezzo tutto il pollaio.
Se i galli ne sono succubi.
Per me la compagnia, il gruppo, è sacro,e viene prima dei problemi personali o personalizzati.

Si è un furto, ma se tre scatoloni di merce griffata valgono 100.000 euro mi domando chi sia il ladro.


In Via Della Spiga a Milano hanno rubato tre scatoloni con 50 abiti griffati, valgono 2000 euro l’uno e manca ancora la biancheria intima, il soprabito , il cappotto o la pelliccia le calze e le scarpe. La borsetta, mi stavo dimenticando la borsetta.
Certamente non è finita qui, nel senso che manca la finitura, manicure, parrucchiere, ecc.ecc.
Il 70% delle pensioni è sotto i mille euro, quattro pensioni alla minima non arrivano a 2000 euro e c’è gente che solo per il vestito ne spende 2000. E’ il bello del capitalismo e se non è capitalismo è prostituzione o malavita.
Ho pure letto da qualche parte che la borsetta giusta o le scarpe valgono ancora di più, insomma c’è gente che esce al mattino o alla sera ed indossa una Panda, una Smart come valore ed è pure a piedi, per muoversi deve prendere un taxi o il Suv.
Dicono che è una delle prime industrie italiane ma, salvo casi rarissimi, risulta che abbia delocalizzato la produzione, non più i bassi di Napoli ma oltre oceano dove materia prima e manodopera costano meno.
Ma è tutto made in Italy, non comprerebbero un vestito di lusso con scritto made in China o made in Taiwan.
Personalmente dubito che siano filati naturali, seta, cotone e così via, per me si sono dati al sintetico.
Vicino a casa mia tempo fa hanno aperto un outlet di scarpe ed accessori di lusso, la zona è tra Via Padova e Via Palmanova.
Devo essere sincero, sono stato tentato anch’io, ma non ho fatto in tempo perchè nel giro di 15 giorni ha chiuso, ci ho pensato troppo ed ho perso l’occasione.
Stavo andando dal tabaccaio ed ho visto in vetrina un paio di scarpe da uomo con la punta, diciamo che io ho il 40 di piede con la punta che avevano quelle scarpe lì arrivo al 43 ed oltre, ma quello che mi ha fatto perdere la testa è stato il prezzo, 380 euro ed una scritta: oltre il 70% in meno del suo valore di listino, circa 1200 euro.
Quando ne spendo 70, 80 mi gira già la testa, fortunatamente le scarpe mi durano degli anni, anche una decina.
Io non seguo la moda, la indico e quindi i cambiamenti annuali, le novità, mi fanno un baffo.
Non vi dico i prezzi di quelle da donna, si arrivava a risparmiare una panda usata, ultimo modello,  in ottimo stato.
Sono uno attento quando mi comprano la biancheria o da vestire, fa tutto la Mirè, per il semplice fatto che sono allergico alla fibra sintetica di qualsiasi tipo, dalle calze alle magliette, maglioni tutto insomma deve essere in fibra naturale. Non quella cinese che puzza di petrolio, quella naturale veramente, di cotone buono.
Se indosso qualcosa di sintetico inizio a sudare e puzzo come una capra nel giro di 5 minuti. Non frequento i suoi posti ma se mi incontrasse Sgarbi avrebbe tutte le ragioni di gridarmi capra! Capra! Capra!
Quindi evito i tessuti sintetici per non irritare Sgarbi, non fargli venire la bava alla bocca.
Intendiamoci i problemi non sono questi, sono molto più seri e gravi come la sanità , la scuola, i disoccupati ma, vedere ad esempio le auto che portano alla scuola dei preti i loro bambini al mattino mi rendo conto che qualcuno viaggia con un monolocale, sommando il valore delle auto in processione si superano gli 800000 euro.
Ci passo con la Lulù, la mia cagnolina, davanti a questa scuola ed una mattina ho visto un cartello con scritto: cercasi carrozzina e lettino per una bambina che deve nascere. La mamma è indigente ed è ospite della Comunità di Don Xxxxx chi l’avesse disponibile telefoni al XXXXXXXXX.
Ho fatto un rapido calcolo, il totale non arriva al costo di una ruota di scorta, se avessero fatto una colletta avrebbero potuto comprare un carrozzone ed un lettone per la nascitura, senza farsi compatire. A meno che non abbiano il buon cuore di Briatore ed abbiano il braccino corto e peloso.
Ci sono parecchi Suv, monovolumi, con la marmitta doppia che costano 80000 euro o giù di lì, guidati quasi sempre da donne e sono solidale con il veronese che su Quattroruote ha commentato:
Quando guardo all’interno di Suv di lusso tipo Cajenne, x5, Range Rover, ecc. (che qua nel Veronese sono veramente tante), per la metà delle volte, ci sono donne alla guida. Sono passati i tempi in cui lustravo l’auto per sembrare ganzo alle donne.
Oggi con la mia citroen rischio solo di farci brutte figure.
Credo a quello che ha scritto questo signore, anni fa sono andato a Legnago, mio paese di nascita, ed in centro c’erano tutti Suv, gipponi come li chiamo io ai quali manca solo il mitra sul tetto, ed alla guida erano tutte donne.
Che siano tutti industriali i loro compagni, genitori o mariti?
Su internet ho trovato questo: Allora scegli l’atelier xxxxxxxxx, un ambiente dove la ricercatezza, l’eleganza e il lusso fanno da padroni, dove appena entri puoi cogliere l’atmosfera elegante e di classe che vi pervade…
Xxxxxxxxx è un ambiente giovaneche affonda le sue radici nell’antica tradizione sartoriale italiana, che ama il lusso, i tessuti pregiati, i pellami di ottima qualità…. prova a cercarlo, lo troverai in un angolo, è un vecchio baule che profuma di cuoio…che racchiude un’antica saggezza…una tradizione che viene trasmessa gelosamente di generazione in generazione…

Per le tue calzature artigianali uomo noi di Xxxxxxxxx utilizzeremo i pellami pregiati, il cuoio migliore, i filati morbidi e robusti, saranno esclusivamente confezionate a mano, con oltre cinquanta ore di lavorazione, costruite su misura per il tuo piede, in modo da farti sentire a tuo agio, saranno in grado di durare nel tempo, e sarà una soddisfazione indossarle!
Non ci sono i prezzi, trattativa riservata come quando si compra una villa in Costa Azzurra.
Io sono come quello della canzone di Jannacci, porto le scarpe da tennis e parlo da solo.
Sono fuori moda.
Per chi non è di Milano ho messo la foto di Via Della Spiga, è più frequentata del duomo.
Fortunatamente c’è la Stampa che ci tiene aggiornati: Cappotto o piumino?
Quest’anno finisce pari.
Il testa coda del capitalismo:

Sabato è il giorno della Colletta alimentare


Sulle prime sono rimasto basito, non capivo come mai. Tu tocchi i grilli e sollevi un vespaio, succede a tutti quelli che azzardano una critica. Non giustificano certi atteggiamenti.


Due cose non si possono fare nel web criticare Israele, perchè ti danno subito dell’antisemita e toccare i grilli perchè sollevi un vespaio. Non ho capito come mai se tocchi i grilli si incazzano le vespe.
E’ successo anche a Giornalettismo che ha pubblicato questo articolo: Parvin Tadjik: la moglie di Beppe Grillo, la pelliccia e la villa a Malindi
. .e nei commenti si è scatenato il vespaio.
Chiarisco subito che un certo tipo di giornalismo non mi interessa, non mi piace la politica di Grillo perchè ho un altro punto di vista, sulla politica, e mi sento libero di esprimere il mio punto di vista senza andare a vedere se la moglie ha la pelliccia o no.
Noto solo che succede a tutti quelli che si azzardano a criticare il modo di agire di Grillo. Nemmeno a criticare basta che non condividi un atteggiamento del santone, tipo l’espulsione di qualche consigliere o l’offesa maschilista via web alla tipa che è andata a Ballarò e parte il vespaio.
Se lasci un commento ironico in risposta a chi scrive che è il regolamento del movimento come questo:
E’ tutto normale, è previsto dal regolamento. Hitler ha detto che i negozianti ebrei avrebbero dovuto esporre la scritta jude e loro la esponevano. Per chi non avesse un negozio andava bene anche il bavero della giacca o del cappotto.
Era il regolamento. Dov’è il problema?
Subito è arrivata la risposta, secondo me oltre ad avere mancanza di spirito stanno pure svegli la notte:
infatti se non si entra nel movimento 5 stelle arriva la polizia a casa coi fucli spianati che ti obbliga a iscriverti.
Ognuno è libero di pensarla come vuole e la critica dovrebbe essere permessa, in democrazia, specialmente se non offendi e ti basi su ragionamenti politici o ideali.
Niente da fare. Tu tocchi i grilli e si scatenano le vespe.
Qualcuna si limita a risponderti nel merito non condividendo il tuo punto di vista, questo non solo è accettabile ma è anche democratico, ma la maggioranza ti offende e basta. Si va dal vecchio superato comunista del cazzo, siete tutti morti che camminano, e così via da un deliro all’altro ed usando sempre le parole del santone.
In modo particolare mi piace quando mi accusano di essere, o far parte, del Pd meno elle.
Questa deve essere piaciuta molto alle vespe, la ripetono in continuazione.
Al di là della politica, ognuno rimane della propria idea, resta il problema che riguarda la fauna.
Ci vorrebbe una ricerca mirata a scoprire come mai toccando i grilli si agitano le vespe.
magari si potrebbe vapire più a fondo lo scioglimento dei ghiacci.
Nel web si trova tutto, e di tutto, magari riesco a trovare qualche etologo che riesca a togliermi questa curiosità.
Non cambierà il mondo, ma la faccenda mi incuriosisce. Mi prende.
Mi è arrivato in un commento, lo aggiungo perchè aiuta chi non ha capito il senso del post buttato giù con ironia, a capire il vero senso del problema:

Le regole del Grillo

 

Penso sia l’unico processo al mondo dove i testimoni a discarico dell’imputato sono tutti a libro paga, in nero o con inciuci immobiliari. E’ una cosa normale?


C’è una costante nel processo i corso contro il piduista utilizzatore finale al tribunale di Milano, è il turno dei testimoni a discarico dell’imputato e Mavalà ha citato come testimoni decine di veline, soubrette, presentatrici, orgettine, ministre e quant’altro.
Nessuno ha mai visto niente, non succedeva niente e se succedeva qualcosa tipo ragazze seminude vestite da infermiera, poliziotta, suora con le tette di fuori era nella maniera più innocente come succede a carnevale o a capodanno.
Intendiamoci il piduista, per me, può farsi anche l’harem, può aprirsi due, tre , quattro casini privati non è un problema per me e nemmeno per le sue figlie che lo considerano un esempio ed un ottimo padre.
Visto quello che succede nelle famiglie mi permetterei di consigliare ai suoi figli ed alle sue figlie di tenere le nipotine alla larga dal nonno, sia mai che se le prenda sulle ginocchia.
Ovviamente l’harem dovrebbe pagarselo lui, non metterlo in conto agli italiani sistemandole nei parlamenti italiani ed europei o in qualche consiglio regionale. Anche quelle sistemate in Rai le paghiamo noi con il canone.
Sento dire che l’utilizzatore finale piduista e pedofilo abbia in mente di fondare un nuovo partito mettendo come cavallo di Troia nientemeno che la figlia Marina, mi si è accesa una lampadina nella testa ma non dico quale, diciamo un gioco di parole e mi fermo lì.
Dicevo che in occasione del lancio del “nuovo” partito sarebbe il caso di ristampare un’edizione riveduta, aggiornata e corretta del famoso opuscolo: Una storia italiana dove oltre alle commoventi foto di famiglia venga inserito un opuscolo, grande come una guida telefonica, con l’elenco delle orgettine a servizio dell’utilizzatore finale con una specie di curriculum con prestazioni, qualità e tariffe. Così anche i centri massaggi dei cinesi potrebbero aggiornare le tariffe. Il primo non l’ho letto ma la seconda edizione non me la perderei.
Oltre alla recita delle tre scimmiette, non vedo, non sento e non parlo, le testimoni a discarico che Mavalà  ha convocato in tribunale si distinguono per una costante, l’unica che a questo punto dal mio punto di vista conta seriamente, ancora oggi sono tutte e a libro paga: 2.500 euro al mese esentasse.
Non so se è prevista anche la tredicesima e la quattordicesima, se la prostituzione è un commercio il contratto lo prevederebbe, ma non ci è stato detto.
Faccio notare che anche senza tredicesima, quattordicesima e festività pagate doppie, oltre ad eventuali straodinari, siamo sempre sui 30.000 euro all’anno netti.
Mi basterebbe come pensione ma purtroppo non faccio certi lavorini.
L’altra cosa che mi ha divertito, si fa per dire in questo paese delle banane e degli onbrelli, è la testimonianza della Gelmini: sono stata ad Arcore solo per cene inerenti alla politica, tra l’altro nel periodo , riferito al febbraio 2010, dice  testualmente: «stavo portando tra l’altro a termine la mia gravidanza – ha precisato Gelmini – quindi credo di essere andata poche volte ad Arcore».
Era in pausa pre maternità.
La Carfagna, invece, non è mai andata ad Arcore e le credo. Nei periodi nei quali giravano chiacchiere sul suo conto ad Arcore c’era ancora Veronica pare, dalle intercettazioni, che venisse chiamata in ufficio a Roma durante le pause di lavoro dell’utilizzatore finale per la lucidatura del battacchio.
Cosa svolta con arte e competenza a quanto ha riferito lo stesso utilizzatore finale.
Ma non era la malavita organizzata che terrorizzava o pagava i testimoni a discarico?
Si pensava che Mavalà con la battuta sull’utilizzatore finale avesse toccato il fondo invece no, il fondo l’ha toccato con l’elenco, infinito, dei testimoni a discarico.
Tutte confermano di ricevere 2.500 euro al mese, oltre a fidejussioni per acquisti di case,auto varie ed eventuali.
Il pianista ed Apicella hanno venduto a Berlusconi le loro case, normali, al prezzo di un attico sui tetti di Roma, anche loro non hanno mai visto l’utilizzatore finale palpare il culo alle orgettine.
Insomma come testimoni sono credibili, almeno come Mills.
Da tutta questa sceneggiata io ho capito una cosa sola, una sola certezza diciamo, che l’utilizzatore finale ha smesso, finalmente, di andre per viali alla ricerca dell’amore.
Tolta qualcuna, irriconoscente, che gli ha dato del vecchio stronzo le altre lo amano, perdono tutte la testa per lui appena compare in vestaglia.
Nei viali doveva pagare prima per sentirsi dire di essere il migliore.
Sono state istruite per bene, i contanti del Dott. Spinelli non lasciano traccia, i bonifici si. Tolta la banca Rasini, che ha bruciato tutti i documenti, le altre banche salvano negli hard disk.

Chiara, di A2A, invece di mandarmi gli sconti per andare alla Minitalia Leolandia fammi rimborsare il gas che mi avete fatto pagare in più.


So che con Carta Chiara2a mi aspetta un mondo di privilegi, se la porto sempre con me, oppure posso risparmiare un sacco di soldi nei negozi on line convenzionati con voi.
Posso fare Shopping, viaggi, comprare libri, tecnologia a molto altro ovviamente sempre se spendo e spando. Ma il punto non è questo.
Al posto di tutti questi vantaggi, chi ad esempio non vorrebbe una volta nella vita risparmiare la bellezza di 7 euro ed andare a vedere la Minitalia Leolandia?, io ad esempio.
Non me ne frega un cazzo.
Mi interesserebbe, invece, che mi venisse rimborsato quello che ho speso per qualche anno per il gas fuoruscito dalla perdita del vostro contatore per 24 ore su 24, 365 giorni all’anno e per 366 negli anni bisestili.
Grazie al tecnico della caldaia, a gas, ho scoperto qualche anno fa che c’era un perdita nel vostro contatore. Esso è montato all’esterno in un balconcino e nessuno aveva mai sentito odore, ciò non toglie che se ha un difetto la responsabilità è vostra.
Vedi Chiara2a, quando è uscito il vostro tecnico ha usato uno strumento che ha rilevato una piccola fuga di gas nel punto in cui i due gusci del contatore si uniscono tra loro formando un corpo compatto in quasi tutti i contatori, escluso il mio.
Il tecnico mi ha sostituito il contatore e mi ha rilasciato un rapporto confermando che la perdita di gas avveniva dopo il conteggio dei mc e quindi, per anni, me l’avete fatto pagare.
Essendo iscritto al sito di A2A  sono andato a rilevare i miei consumi dal 2006 in poi per anno solare, tra l’altro da quello che ho capito, non va dal 1° gennaio al 31 dicembre ma da aprile ad aprile quando fate le letture. Siete così potenti da cambiare addirittura i calendari.
Riepilogando il tutto, per non tediarti o farti incazzare, prima che per rappresaglia tu mi escluda dalle promozioni dello shopping, ti dico subito che ho mandato una email all’A2A con il riepilogo dei consumi e chiedendo un rimborso forfettario per quanto ho pagato in più per il guasto al contatore, vostro.
Anno 2006: 914 euro.
Anno 2007: 653 euro.
Anno 2008: 781 euro.
Anno 2009: 866 euro. Sostituzione contatore.
Anno 201o: 639 euro.
Anno 2011: 635 euro.
Se ne deduce che almeno nel 2008 e nel 2009 io abbia pagato più del dovuto dato che dopo la sostituzione del contatore ho speso oltre 200 euro in meno all’anno, nonostante gli aumenti che ci sparate dentro ogni anno.
Mi avete risposto quasi immediatamente, confermando il guasto e quindi ammettendo che la responsabilità e vostra, dandomi addirittura il nome ed il telefono di una persona che avrebbe seguito il mio caso.
la persona in questione è squisita, gentile, disponibile ma al momento, e sono passati 6 mesi, non ho concluso niente nonostante varie enail e telefonate.
Pare che, nonostante io abbia fornito il riepilogo dei consumi e la data di sostituzione del contatore, ci sia uno staff di scienziati al lavoro per calcolare l’entità del rimborso  con i computer della Nasa e sino a quando non arriverà il rapporto della società in questione voi non possiate emettere l’accredito.
Chiara2a, senza che ti incazzi, faccio notare che quando dovete prenderli siete di una regolarità svizzera, quando dovete darli diventate come lo smemorato di Collegno.
Dimenticate tutto.
Chiara2a ti sembra normale che per avere quello che mi viene debba prendere un avvocato, iscrivermi ad una associazione di consumatori o incatenarmi davanti ad una vostra sede per attirare l’attenzione?
Invece di farmi collegare con l’esclusivo circuito “Negozi Online” di chiaraa2anews non mi metti in contatto con un pirla qualsiasi che risolva la mia questione rimborsandomi, dalle future bollette o miei 400 euro?
Martedì 16 ottobre mi avete mandato l’ultima email, mi scrivete spesso perchè sono un cliente buono, con la guida alla lettura delle bollette.
Ottimo servizio ma dopo che le ho lette e pagate quando vi decidere a fare il vostro dovere?
Chiara2a, grazie per l’attenzione, magari sei anche una bella figliola, vedi se puoi fare qualcosa prima che non vi venga lo schiribizzo di tagliare i tubi del gas a tutto il quartiere.
Con simpatia, l’Utente perfetto.
Quello che paga anche quando non è dovuto, mentre il vostro Servizio Clienti funziona solo in entrata.

Milano, titolo di Repubblica: Scatta la domenica senza auto “Ritrovare il piacere di camminare” Se non ti investono.Una delle più grandi prese in giro.


Alle 9,45 al semaforo di Via Padova c’era la coda, come al venerdì sera. Mi sono detto, il blocco scatta alle 10,00, abiteranno tutti in zona.
Adesso sono le 10,10 e le auto continuano a girare mi domando che senso hanno queste domeniche a piedi se poi ci sono sempre i soliti furbastri che se ne fregano.
Ammesso che qualcuno abbia dei motivi seri ed impellenti per trasgredire alla regole mi pare che siano decisamente in troppi quelli che disattendono l’ordinanza del comune.
L’aria di Milano è quella che è,  mi spiace per chi si impegna a rispettare il divieto e gira in bicicletta orgoglioso di fare qualcosa per tenere pulita l’aria.
Quelli che passano sotto casa mia  adesso sono un po’ come Gassman nel film Il Sorpasso, fanno delle corna virtuali a tutti quelli rispettosi dell’ordinanza, evidentemente siamo considerati dei poveri pirla e loro si sentono i furbastri di Milano.
Leggo che ci dovrebebro essere 95 pattuglie di Vigili Urbani a presidiare il rispetto dei divieti, mi auguro che come al solito non siano solo nella cerchia dei navigli, nei quartieri snob di Milano a presidiare perchè, in Via Padova, non ho mai avuto l’occasione di vedere un maleducato pagare una multa.
Perchè è un problema di educazione, non solo di sanzioni.
Sono andato a comprarmi le sigarette ed ho fatto una cosa che non faccio mai.
Sapendo del divieto di circolazione ho volutamente attraversato le strisce pedonali a passo lento, più lento del solito. Avevo visto una macchina che stava arrivando a velocità sostenuta, evidentemente aveva pure fretta, era un diesel non un’auto elettrica ed a momenti mi tirava pure sotto.
Doveva andare al Bancomat. Ora a Milano può mancare tutto, specialmente l’aria pulita, ma non può mancare e non mancherà mai il Bancomat, c’è una banca ogni 10 metri ed anche se non è la tua i soldi li puoi prelevare ugualmente.
E’ la prima volta che faccio un post sul tema ma le domeniche a piedi, sia quelle di Formigoni, la Moratti o di Pisapia le considero una presa per il culo se non le fanno rispettare a tutti, stranieri compresi che fanno sempre finta di non sapere un cazzo.
E’ una costante da anni e non saranno le 200 multe che riusciranno a rifilare a qualche furbastro che faranno cambiare le cose.
Se il Comune di Milano ha problemi economici questa sarebbe un’occasione per incassare. Nella mia zona non passa un minuto senza che almeno due, tre, auto non viaggino tranquillamente. Non sono a gas e non sono elettriche, sono auto nomali.
Scrive Repubblica: Otto ore di motori spenti quindi, a esclusione dei veicoli elettrici e ibridi che possono circolare liberamente senza incappare in 155 euro di multa.
Ne vedessi uno incappare nella multa.
E’ anche da queste piccole cose che si nota che siamo il paese dei furbi, ce ne freghiamo delle regole e cerchiamo di aggirarle in tutti i modi.
Tra l’altro il nostro modo di fare è quello che gli immigrati imparano subito, fare i furbi.
Basta salire in qualsiasi autobus e vedere quanti sono quelli che passano il biglietto o il tesserino nella macchina obliteratrice.
Martedì mattina ho preso l’autobus da casa mia a Niguarda, un bel tragitto ed ho contato meno di 10 persone che hanno inserito il biglietto nella macchinetta.
Forse hanno tutti l’abbonamento annuale e non è necessario inserirlo nella macchinetta?
Me lo auguro, vorrà dire che sono stato troppo malizioso.
Non ne faccio u discorso tecnico sull’utilità o meno di queste ‘domenicAspasso’ per al qualità dell’aria, ne faccio un discorso di educazione come i divieti di sosta.
Siamo italiani, una sottospecie del genere umano e poi ci meravigliamo dei politici.
Sono i campioni migliori che riusciamo ad esprimere, i nostri personalissimi premi Nobel della furbata tipicamente italiana. Un marchio come gli spaghetti e la pizza.
P.S. Adesso che ho scritto il post diventeranno tutti rispettosi, giusto per dare modo a qualcuno di contestarmi il fatto che mi lamento sempre dell’ineducazione civica dei miei, cari, compatrioti. Di nascita o acquisiti.

Rivendico con orgoglio di non avere mai fatto il parassita o l’opportunista, pur tenendo famiglia come tanti. Compagno ero, sono e sarò. Anche se non è di moda.


Questa storia ha 40 anni suonati ed è cominciata il giorno che il mio titolare mi disse: io ti darei 100.000 lire al mese in più, sei bravo e le meriteresti, ma darle a te significa darle anche all’altro per non fare discussioni.
Se è così, Sig. Piero, facciamo una cosa. Dia 50.000 a me e 50.000 a lui così siamo a posto tutti e due.
Questo fu l’inizio. Poi feci anche una discreta carriera sino a diventare responsabile di magazzino, piccolo e poi grazie all’aiuto di un vecchio collega responsabile di 21 persone, quasi un centinaio sul finire della mia vita lavorativa.
La mia etica, il fatto che fossi comunista, mi ha impedito di fare il paraculo o l’opportunista con i colleghi, prima, e con i collaboratori poi.
Tutto quello che avevo da dire nel bene o nel male l’ho detto sempre in faccia prendendomi le responsabilità ed i rischi del caso. Non ero molto tenero o diplomatico con i collaboratori parassiti o che facevano i furbi.
Molti mi rimpiangono ancora adesso, ero uno che riconosceva l’impegno dei collaboratori ed in modo particolare di quelli che avevano meno capacità tecniche o gestionali ma che davano l’anima per il lavoro.
Aiutavo gli “ultimi” e ci sono decine di persone che possono testimoniarlo, ma non scrivo questo post per darmi l’incenso da solo anzi avendo problemi momentanei con la vista correrei il rischio di darmi il turibolo sulla testa.
Sono pochissimi quelli che possono dire a ma non hai mai dato un aumento, o un aiuto quando serviva la liquidazione per comprare la casa. Chi non l’ha avuto ne conoesceva le ragioni meglio di me.
Per uno con la mia testa oggi, secondo l’etica e la morale corrente sono considerato un pirla, certe telefonate risultano umilianti, anzi no, offensive per quella che è stata la mia storia di persona.
Ricevere una telefonata a distanza di mesi per chiedere informazioni su di una persona a me cara, quando questa ha dovuto lasciare casa, città e Paese per andare all’estero in seguito ad una scelta, aziendale o del capo non mi interessa, che ha trovato più facile lasciare a casa una P.I. individuale che, magari, forse, probabilmente, un parassita assunto a tempo indeterminato che tiene famiglia.
Ecco, mi ha fatto incazzare. Mi sono sentito preso per il culo e questo mi ha fatto incazzare.
Mi incazzo facilmente e questa persona lo sa, infatti alla sua domanda  ho risposto: è meglio che non parli , lo sai come andrebbe a finire.
La telefonata è pelosa, avrebbe dovuto farla 8/9 mesi fa, adesso risulta falsa ed ipocrita.
Detto questo può darsi che tra qualche mese saremmo qui lieti di come vanno le cose a Londra e le miserie, etiche, passate dimenticate.
Se avesse pensato ad una telefonata di cortesia la paragono a quella di chi ha mandato uno al patibolo e poi chiama la famiglia per sapere se la lama era affilata o gli ha fatto male.
Mi è servito scrivere questo post per scaricarmi, sfogarmi. Rivendicare la mia diversità mi fa bene, mi rende orgoglioso e non mi interessa se oggi essere solidali, corretti, con colleghi e collaboratori è considerato un atteggiamento da povero pirla.
Io vado a testa alta, tutti hanno potuto voltarmi le spalle senza mai temere nulla da me.
Se avevo da dire qualcosa lo facevo guardando dritto negli occhi dell’interlocutore,  sia esso  un collaboratore o il grande capo, non ho mai mandato a dire niente a nessuno.
Forse è la prima volta con questo post, ma mi rivolgo a me stesso.
In tempi in cui per 10 euro si ammazza la madre non è poco avere dignità ed etica.

Silvio fa un passo indietro, in politica. Nel processo Ruby fa più di un passo e si defila del tutto. L’unico che gli crede è Celentano: ci darà una mano anche lui nel ribaltare il sistema. Il suo.


Celentano come cantante, artista, è indiscutibile mi accompagna da una vita e devo dire che ho comprato anche un suo disco, Stai lontana da me.
Quella che mi è piaciuta di più è Azzurro, infatti è di Paolo Conte. Altro ricordo indelebile per me è quando ha cantato Ho visto un re con Gaber, Albanese, Iannacci e Fo. Immensi.
I problemi vengono fuori quando fa le prediche e non come dice il Giornale perchè un milionario ci parla di povertà. Il fatto che i cantanti, artisti, milionari parlino dei poveri lo considero positivo,  aiutano i poveri che li ascoltano a rendersi conto del loro stato, esserne consapevoli è importante.
La tirata  su Scampia, Palermo e Quarto Oggiaro mi ha fatto divertire per la sua impotenza. Intere generazioni ci sono nate vissute e se ne sono andate dal mondo avendo conosciuto solo quelle realtà.
Per loro il mondo, il loro mondo è stato sempre e solo quello.
Come ho detto aiuta la consapevolezza dei vari imitatori che si scatenano sugli spalti, spero che abbiano capito che stava parlando dei loro problemi.
Detto questo quello che mi infastidisce di Adriano è che finisce sempre e comunque, dopo avere abbracciato metaforicamente i poveri, gli ultimi , i dimenticati, a parlarci di Dio come fonte di tutte le gioie.
Lo stesso discorso che da qualche millennio porta avanti la chiesa cattolica e non solo, tutte le religioni dove abbondano i miserabili si affidano ad un dio che poi sia quello cattolico mussulmano o altro poco importa aiuta a sopportate la fame e le miserie in attesa del regno dei cieli dove gli ultimi saranno i primi. Che culo.
Devo dire che il giochino, pur se ripetitivo, ha avuto un successo enorme da millenni e miliardi di persone hanno passato la loro vita terrena da miserabili affidandosi ad un dio in attesa della liberazione dalla schiavitù della miseria grazie alla morte.
Non per niente in molti paesi le cerimonie di addio alla vita sono delle autentiche feste, sono convinti che il bello comincia dopo. Festeggiano la liberazione dalla miseria e l’entrata in uno dei tanti paradisi a disposizione dove, beati loro, saranno felici in eterno. Qualcuno, masochista, spera di reincarnarsi in un’altra persona ed io gli auguro con tutto il cuore di non rinascere a Scampia, allo Zen di Palermo o a Quarto Oggiaro.
Celentano non è stupido, non ci incanterebbe con la sua arte da quasi 60 anni, è un genio e ci ha donato molte gioie, autentici capolavori, ma è sicuramente un ingenuo, un puro, che ad oltre settanta anni non si è ancora accorto che sotto al cappuccio, della P2, non c’è la nonna di Cappuccetto Rosso ma il lupo in persona.
Il quale, per i leghisti specifico: il lupo è Berlusconi il piduista. Il quale, dicevo, annuncia urbi et orbi che farà un passo indietro, come ha sempre fatto senza annunciarlo, infatti con la mafia ha mandato avanti Dell’Utri, nel processo Mondadori ha mandato avanti Previti che si è preso la condanna per lui. Negli abusi edelizi o le discariche abusive manda avanti il fratello scemo,  e quando si è mesa male si è comprato i testimoni, vedi Mills.
Sembrava che fosse sempre in prima linea a guidare le truppe, il Paese e l’azienda di famiglia ma non è vero. Lui ha sempre avuto chi ha fatto il lavoro sporco per conto suo, da Cicchitto a Gasparri, da La Russa a Calderoli e così via.
In prima persona non ha mai fatto niente, non ha assunto nemmeno lo stalliere Mangano in prima persona, gli è stato imposto ed all’ufficio di collocamento ci è andato Dell’Utri.
La stessa Villa S. Martino di Arcore non l’ha scippata alla Marchesina Casati in prima persona infatti ha mandato avanti Previti, che  era il tutore degli interessi della Marchesina, ma ha fatto quelli di Berlusconi per prendersi una ricca mazzetta. Un autentico furto.
In poche parole l’unica certezza che abbiamo è che Berlusconi per tutta la sua vita in prima persona ha fatto poco o niente. Quello che ha costruito in immobili ed in aziende l’ha fatto attraverso la corruzione e quindi sempre attento a non comparire mai in prima persona, come quando ha costruito a Brugherio, Milano 2 ecc.ecc.con la Edilnord e non si sapeva chi ci fosse dietro, lui figurava come socio d’opera.
Per i curiosi metto un link:Vita, opere e miracoli di Silvio.
L’unica cosa che ha fatto nella vita in prima persona è andare a puttane, pagare le donne, comprarsi le minorenni direttamente dalla produzione, i loro genitori ed in tutta letizia.
Ci mancava solo che si facesse fare i lavori dalla Mara a prestanome vari. Previti, Confalonieri e compagnia bella hanno fatto un sacco di cose in conto terzi, per lui. Ma il servizio della Mara non era possibile in quel caso entrava in campo in prima persona a non dalla panchina. Era il Marchese Casati che certe cose le praticava usando il conto terzi, scopava attraverso dei giovanotti che lo facevano per lui. Egli osservava, prendeva nota e dava i voti. Sino a quando non ha preso la doppietta ed ha messo fine alla sua miserabile, sotto ad un certo aspetto, vita.
Lui, in prima persona, è solo stato capace di andare a puttane, comprarsi le orgettine e l’unica cosa che è cambiata, quando ha fatto i miliardi, è che non le pagava più direttamente con il suo portafogli, come quando frequentava i viali di Milano, ma le faceva pagare dal suo ragioniere privato.
Quindi, ammesso che decida di fare un passo indietro e non si rimangi tutto come al solito, le uniche a preoccuparsi dovrebbero essere le orgettine perchè finirebbe la pacchia.
Tranquille, figliole, lo dice ma non lo farà. Protesi, punture o viagra sarà sempre lui. Un depravato non guarisce mai.
Lo so perchè mio nonno Italo a 86 anni aveva una compagna a disposizione di 42 anni.
Un giorno la chiamò e le chiese di fargli un servizio orale. La Signora in questione le disse: ma Italo… E’ solo pelle, non si indurisce niente… ( il viagra non c’era ancora).
Tu non preoccuparti, rispose mio nonno, masticalo come fosse gomma americana.
I depravati, ripeto, sono inguaribili. Ne ho le prove.
Adriano, scendi dalla pianta. Sei milanese lo sai cosa vuole dire. Scendi dal pero.

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