Ieri sera Alfano era a Milano, propaganda sulla sicurezza. Per un’ora o più due elicotteri hanno sorvolato la zona e le volanti non hanno la benzina.


Era buio ed il rumore degli elicotteri sopra la nostra testa era inquietante, ho aperto la finestra per vedere cosa stesse succedendo ed in fondo alla via c’erano i lampeggianti della polizia, sopra di noi due elicotteri sorvolavano la zona.
Ho detto alla Mirè, staranno stanando dei terroristi per essere così in massa. Ho acceso Rai News ma non diceva niente, Sky nemmeno, nell’ultima ora c’era solo la Polverini.
Nemmeno quando c’è il gran premio a Monza c’è tanto roteare di pale, gli elicotteri che portano i piloto a Monza vanno e vengono per tre giorni.
Poi ho letto su internet che Alfano era a Milano in Via Padova per incontrare dei commercianti, se foleva fare uno spot sul terrore, la sicurezza, ci è riuscito a spese nostre. Ed allora mi sono incazzato.
Qualche mese fa ho chiamato la polizia perchè ho assistito ad una aggressione ad una ragazza cinese. L’hanno buttata a terra, presa a calci e le hanno portato via il telefonino.
Il tempo di correre giù ed erano spariti, erano due e la mia cataratta mi ha impedito di vedere nitidamente chi fossero. Abbiamo soccorso la poveretta ed abbiamo chiamato la polizia, dopo più di un’ora è arrivata la volante.
Si sono scusati, non ci sono pattuglie e la benzina è poca, questo lo aggiungo io per avrelo letto.
La ragazza aveva qualche livido era spaventata e parlava un po’ di italiano, ci ha detto che fa la cassiera in un supermarket qui vicino, cinese.
L’hanno accompagnata a casa e dei due balordi, naturalmente, non si saprà mai nulla.
Ora che la polizia abbia dei problemi economici è notorio ma che si spendano tanti euro per far volare gli elicotteri sopra quell’imbecille di Alfano e di tutti quelli come lui è scandaloso. Semplicemente scandaloso.
Come è scandalosa la speculazione che Pdl e lega stanno facendo sulla sparatoria che ha lasciato due vittime e della quale hanno parlato tutti i tg e scritto nei giornali.
Vogliono l’esercito, vogliono imporrre il terrore che per anni Maroni e tutta la lega hanno iniettato negli italiani con il problema sicurezza.
Andate a vedere cosa succede nelle altre città del mondo, in Paesi dove ogni famiglia ha almeno due bazoka in casa e poi ditemi se a Milano c’è un problema sicurezza o se è solo una speculazione della destra forcaiola e di regime.
Ecco le parola che il pupo ha detto ieri a Milano:
“Se per l’amministrazione Pisapia il tema della sicurezza é in fondo alla classifica delle priorità, per il Pdl è in cima. La Milano governata dal centro-destra ha sempre considerato la questione sicurezza assolutamente centrale.

Qui abbiamo la sensazione che i cittadini non si sentano sicuri. Noi proponiamo che ci siano più polizia e carabinieri, che ritornino i militari e che vengano restituiti al pattugliamento. Pensiamo che tutto questo non significhi militarizzare la città, ma dare maggior sicurezza ai cittadini, in centro come in periferia”. Lo ha affermato il segretario politico del Pdl Angelino Alfano in visita a Milano dove ha incontrato alcuni commercianti di via Padova, che è stato il luogo dove la scorsa settimana si é verificata una sparatoria in pieno giorno.
Parla al plurale ma la sensazione è la sua, se viaggia con decine di poliziotti e due elicotteri sulla testa è lui che non si sente sicuro. Avrà le sue ragioni ma la sua nevrosi la paghiamo noi cittadini.

Se proprio ci tiene alla sicurezza dei cittadini, lo spacciatore di insicurezza parassita, rinunci alal sua scorta, agli elicotteri che volteggiano per la sua incolumità e faccia spendere quei soldi per la polizia, carabinieri, vigili di quartiere.
Non cosa ci è costata la visita di propaganda di Alfano, mai si erano visti gli elicotteri volteggiare, nemmno negli anni del terrorismo si mobilitavano così in massa per proteggere un paraculo.
Le mie sono considerazioni politiche, sulla persona Alfano non mi esprimo perchè, fortunatamente, non la frequento.
Mi sembrava di essere in Libia, mancavano solo i carri armati sulle strade per proteggere questo cretino che sparge terrore.
Cos’ha fatto di terribile questo individuo che per muoversi ha bisogno di uno schieramento di poliziotti elicotteri compresi?
Certo da noi, dai cittadini di Milano, non ha da temere niente ma forse conosce bene i suoi nemici e sa che sono organizzati, potenti. Gli sgarbi, tra bande,  li fanno pagare. Con il tritolo e gli elicotteri servono a poco.

Qualcuno si ricorda che a Sesto San Giovanni c’era la Società Anonima Acciaierie e Ferriere Lombarde, che noi chimamavamo semplicemente la Falck? Non è un elogio all’inquinamento, è una riflessione sul lavoro. Ilva e dintorni.


Dal 1967 al 1991 ho abitato a Sesto San Giovanni, mi sono sposato e ci è nato mio figlio.  Abitavo a 500 metri d’aria dalla Falck. Dal balcone di casa mia vedevo le nuvole di fumo marrone uscire dai forni T2, T3 e T4 ogni volta che c’era una colata.
Ho fatto anche parecchie fotografie che non riesco a trovare, ma le troverò.
Noi, comunisti, eravamo impegnati nella sicurezza, prima, e nella difesa della salute poi ma non abbiamo mai chiesto di chiudere la Falck.
Tra l’altro i dipendenti della Falck erano antifascisti e più volte i tedeschi fecero rastrellamenti nel Villaggio Falck quindi, per noi, Falck oltre che sinonimo di lavoro era simbolo di Resistenza.

Quei due operai antifascisti fucilati dalla Muti che avevano organizzato gli scioperi dei ’43 alla Falk di Sesto

Non voglio qui fare un discorso sulla salute, spesso ci abbiamo riflettuto su quelle colonne di fumo marrone che si alzavano dalla Falck, e non perchè sia secondario, tutt’altro, ma eravamo consapevoli che l’acciaieria dava lavoro a 16.000 persone che venivano anche dalla bergamasca.
Sapevamo che quel fumo si poteva abbattere e lottavamo per farlo abbattere, ma prima del fumo venivano le scarpe anti infortunistiche, la sicurezza di chi lavorava nell’altoforno.
Certo per chi, come noi, abitavamo a poche centinaia di metri dai forni e sentivamo il rumore delle scariche quando si dava inizio alla colata consapevoli che di lì a poco avremmo visto salire alte colonne di fumo marrone il problema della salute ce lo siamo posto anche se la convivenza con l’accierie ferriere lombarde si avviava al centenario e quindi un po’ di assuefazione ci stava. Intere generazioni sono nate e cresciute all’ombra della Falck, ci hanno anche comprato la casa o fatto la spesa.
Io lavoravo in un altro settore ma ho sempre tenuto presente le centinaia di persone che prendevano l’autobus o il treno una volta terminato il loro turno di lavoro, dietro quei 16.000 dipendenti, oltre all’indotto, c’erano famiglie che hanno fatto crescere e studiare i figli, lavorando alla Falck.
Ora la Falck non c’è più, non c’è più la Pirelli, la Marelli, l’ Ercole Marelli,la Garelli. Senza dimenticare le aziende  che ho scordato, Sesto è diventato un dormitorio succursale di Milano, oggi fabbrica di disoccupati.
Io non so che lavoro facciano gli ambientalisti, chiarisco subito che non è una critica ma una riflessione in generale, me lo domando spesso, conosco perfettamente le stragi dovute all’amianto ed all’inquinamento.
Mi chiedo solo se non ci siano altre strade per salvaguardare la salute ed il lavoro contemporaneamente.
Tempo fa, in merito all’inceneritore di Parma che i grillini vogliono chiudere senza se e senza ma, mi sono permesso di dire che l’inceneritore se da lavoro a 1000 persone può diventare una risorsa, gestendolo bene.
Apriti cielo, per poco non mi danno del delinquente assassino.
Rischiamo la vita per fare i pirla sulle strade in moto o in macchina, le statistiche vanno dai 5000 ai 7000 morti all’anno senza considerare chi rimane disabile, e non riusciamo a proporre, progettare, qualcosa di diverso per produrre e quindi dare lavoro rispettando l’ambiente, sappiamo solo chiudere senza tenere conto delle conseguenze.
Non accusatemi di difendere l’Ilva, non ci penso nemmeno
, ma uno Stato serio deve essere capace di imporre delle regole e di farle rispettare, non limitarsi ad imporre chiusure che sono la rovina di intere regioni e di migliaia di famiglie.
Possibile che non si riesca a produrre rispettando l’ambiente, gli animali e le persone?
E prima di prendere decisioni drastiche è possibile valutare e proporre delle alternative?
Esiste un depuratore, una acciaieria che produca senza assassinare qualcuno? Possibile che la tecnologia moderna non ci possa dare una mano?
Non possiamo andare a lavorare tutti in banca, in comune, nella scuola, nelle boutique del quadrilatero della moda, non dimentichiamo che l’alta moda in fatto di sfruttamento della persona non è seconda a nessuno.
Sesto san Giovanni, con quasi 100.000 abitanti, è diventata una città dormitorio, nelle aree ex industriali ci costruiscono solo palazzi (dormitorio) e centri commerciali con qualche vincolo per il verde pubblico.
La Breda aveva 20.000 dipendenti, la Falck 16.000, la Marelli non lo so e non voglio fare ricerche per non mettermi a piangere. Non esiste più niente, tabula rasa, ma se vogliamo passare la vita nei centri commerciali garantito che si può entrare a sei anni ed uscirne a settanta.
L’ecologia e la salvaguardia della salute sono una cosa importantissima, per quanto mi riguarda vorrei che la questione fosse un pochino più equilibrata, tenesse presente che dietro alle lotte ci sono delle famiglie da difendere.
Il post è difficile da mettere giù, non so se riesco a trasmettere i dubbi che mi assalgono quando sento parlare di chiusure, dismissioni. So che gli industriali sono dei banditi, chi più chi meno, ma sono sempre convinto che uno Stato, serio, debba essere in grado di condizionarli e con loro condizionare il capitalismo.
Oltre mille morti all’anno per infortuni sul lavoro sono insopportabili, dietro ci sono mille ragioni ma questo non deve impedirci di lottare per la sicurezza, magari scandalizzandoci per i 7000 morti per incidenti stradali, oltre agli infermi, dove vengono cinvolte persone innocenti che pagano la stupidità altrui.
Nessuna di queste vittime mantiene la sua famiglia, fa studiare i propri figli, rischiando la salute per tenersi un lavoro
, certe volte inconsapevolmente, come nel caso dell’amianto ed altre no.
Se il nemico lo conosciamo cerchiamo strumenti e soluzioni che siano compatibili con la civiltà ed il progresso salvaguardando la sopravvivenza di queste famiglie.
Sinchè il mondo è in mano al capitalismo produttivo, allo sfruttamento intensivo di cose e persone non risolveremo nulla. Nemmeno con il partito più ecologista che c’è.
Non parliamo poi del capitalismo finanziario e parassita, ancora più assassino delle acciaierie.
Resto della mia idea, il vero cancro del nostro secolo è il capitalismo, punto.
Abbattuto questo si può anche pensare di cambiare il mondo.
Per adesso ripariamoci con le scarpe infortunistiche, il casco, i guanti, le paratie protettive e quant’altro perchè, se non sopravviveremo ce lo possiamo scordare di cambiare il mondo.
Mezza Taranto lotta, giustamente, contro l’inquinamento. L’altra metà ci andava a lavorare.
E’ un bel rebus. Non pensatemi schierato, sono disorientato. Penso che uno che ha bisogno di lavorare sia disposto anche a prendersi qualche rischio, la vita è un rischio.
Se si abbatte il capitalismo si abbatte anche il rischio, solo la stupidità umana non è abbattibile. Non per niente il Gen. De Gaulle al suo fans che gridava: a morte i cretini! Rispoese: il suo programma è piuttosto ambizioso.
Buona fortuna a tutti i lavoratori del mondo, in particolare a quelli dell’Ilva.

Non ho saputo niente, forse mi è sfuggito, della reazione dei poliziotti che hanno dovuto fare la benzina alla volante, con i loro soldi, alla notizia dello stipendio di Manganelli. Il loro capo.


Il governo Berlusconi, il trio meraviglia Maroni-Tremonti-Berlusconi, ha tagliato i fondi della pubblica sicurezza e carabinieri dopo avere massacrato la scuola, sanità, trasporti e quant’altro.
Più volte durante gli ultimi tre anni di governo del miglior statista degli ultimi 150 anni abbiamo sentito di poliziotti senza volante per mancanza di fondi, processi che non si sono potuti tenere per mancanza di imputati, il furgone che avrebbe dovuto accompagnarli dal carcere al tribunale era senza benzina, ed abbiamo saputo che per arrestare qualche mafioso i poliziotti hanno dovuto fare il pieno alla loro volante con i soldi propri.
Naturalmente, in questi anni, hanno dovuto fare degli straordinari per via del taglio del personale senza nemmeno essere retribuiti.
Ovvio che se stanno seguendo un latitante non possono lasciare il lavoro a metà perchè sono in riserva o gli scoppia una gomma, prendono mano al loro portafogli e tentano di portare a fine il loro compito.
Ieri sera ho seguito Crozza e devo dire che nell’analisi delle due Italie è stato bravissimo in modo particolare con la descrizione dei due binari delle stazioni, uno nel futuro e l’altro nell’800, ed ho avuto la stessa reazione che ho quando vedo la Gabanelli, mi immagino sempre che dopo notizie intollerabili che ci forniscono giornalisti o comici il giorno dopo ci sia una rivolta in tutta Italia.
Forse dovrebbe iniziare la sera stessa, sospendere le trasmissioni e partire all’assalto dei palazzi ed invece niente, riusciamo a metabolizzare il tutto con quattro risate e questi continuano come prima se non peggio.
Il sindacato di Polizia, mi pare sia il Siulp, dovrebbe indire uno sciopero generale ad oltranza, andare nell’ufficio del loro capo Manganelli e prenderlo a manganellate come fanno con i tifosi esagitati e con i gruppi sociali in occasione del 25 aprile.
Non sarà colpa di Manganelli il suo stipendio,  so che quando è uscita la polemica delle volanti guaste o senza benzina era già il capo della Polizia e se avesse avuto un minimo di dignità avrebbe dovuto tagliarsi lo stipendio, pagare gli straordinari di tasca sua le riparazioni ed il pieno delle volanti.
Forse mi sono distratto ma non ricordo nessun comunicato del sindacato di Polizia contro questa autentica vergogna nazionale, non gli do del ladro perchè presumo che lo stipendio sia competenza del Ministro degli interni ma vorrei sapere come si sentono oggi, dopo la notizia che Manganelli prende 621 mila euro all’anno, i poliziotti che hanno pagato di tasca loro la benzina della volante per correre ad arrestare qualche mafioso.
Più o meno lo stesso stato d’animo in cui si trova l’operaio Fiat in cassa integrazione conoscendo lo stipendio di Marchionne ed allora torniamo al discorso di sempre, senza arrivare all’analisi che ne fece negli anni 70 Pasolini, perchè questa guerra insensata tra poveri, manifestanti, scioperanti e forze dell’ordine?
Dovrebbero mettersi insieme e dare l’assalto al Palazzo  non fare la guerra tra di loro mentre i boiardi di Stato ingrassano sempre di più.
Al bellissimo intervento di Crozza, geniale, ho visto e sentito solo una reazione, risate ed applausi. Nessuno dei presenti che abbia ricordato le condizioni in cui è costretta ad operare la Polizia di Stato, gli straordinari che non prendono ed i soldi spesi per la benzina per correre a salvare qualche moglie aggredita dal marito o arrestare qualche mafioso.
Ma cosa deve succedere in questo Paese per fare in modo che la gente si indigni veramente e ribalti il tavolo di cristallo?
Dal Corriere della sera, non dal Manifesto che potrebbe, secondo il regime, non essere credibile.

Polizia, a Modena volanti senza benzina
Il Siulp lancia una colletta tra i cittadini

Non facevano prima a fare una telefonata a Manganelli?

 

Monti, no ai giochi olimpici a Roma. Abbiamo già abbastanza ruderi e non si può bloccare la magistratura per trent’anni.


Le Olimpiadi sono una bella cosa e ce le possiamo guardare i Hd o in 3D senza problemi ovunque vengano svolte ma non è il caso di fare qualcosa in Italia con i delinquenti che abbiamo nelle istituzioni a tutti i livelli.
Non bastasse il mega auditorium del Molise o il  museo mai inaugurato e già in abbandono che Presa Diretta ci ha fatto vedere, sono  migliaia le opere incompiute in tutta Italia il cui costo si è moltiplicato nei decenni sino a 200 volte il costo iniziale.
A Milano, nel 2012, sono ancora visibili gli scheletri delle opere incompiute dei mondiali di calcio del 1990 con uno spreco indecente di risorse pubbliche che ha finanziato solo i palazzinari ed i politici corrotti.
E’ ora di finirla e per rendersi conto che Monti ha fatto bene a sgambettare Roma ed Alemanno, basti pensare ai mondiali di nuoto dei vari Bertoladro  con il gruppo di costruttori parassiti e ladri che hanno mandato in rovina tutta Italia.
Ruderi ne abbiamo già abbastanza ed hanno pure un valore storico che certamente gli scheletri di cemento degli alberghi finanziati dallo Stato per i mondiali di calcio del 1990 non hanno.
Pensino alla nostra storia, ad investire nella manutenzione e nel restauro di Pompei e non vengano a spacciare l’intervento privato come beneficenza o manna dal cielo di palazzinari dal buon cuore, se ci mettono dei soldi è per fare profitti anche con il furto e la corruzione.
C’è qualche investitore in buona fede che vuole che vuole aiutare il Paese? Bene, presenti un progetto per il Colosseo, per Pompei, per qualche autostrada incompiuta da 30, 40 anni e gli permetteremo di riempirla di manifesti con la pubblicità della sua azienda.
Ma non ci vengano a prendere per il culo, specialmente Alemanno ed i romani che l’hanno eletto, che non sono in grado di gestire nemmeno 30 cm di veve.La butto sul ridere con lo sport o qualche centimetro di neve ma ci sarebbero cose ben più gravi da addebitare ai romani  che hanno eletto Alemanno e la sua banda di fascisti tanto per citarne una, la sicurezza.
Alemanno, Fini e tutta la destra romana hanno fatto propaganda e speculazione su episodi isolati di violenza, ricordiamo tutti che appena c’era un omicidio, una rissa, durante la gestione Veltroni arrivavano immediatamente con le auto di scorta a manifestare contro il Sindaco e chiedendo più sicurezza per la capitale.
Vengano adesso a raccontarci i romani, sempre quelli che hanno eletto Alemanno e la Polverini, a raccontarci come sono messi.
Roma è la mia capitale, ci ho passato quattro mesi di naja nel 1969 e voglio bene ai romani. Era una città con il cuore in mano ed avanti a tutti nell’accettazione di tutti, abituata da 2000 anni alla commistione di razze, chiaramente dovuto anche alla schiavitù, poi al turismo e chiunque arrivava a Roma si sentiva a proprio agio.
Purtroppo il ventennio fascista ha lasciato dei semi che si credevano estinti e la destra, grazie alla P2 ed a Berlusconi, ha trovato nuova linfa ed è rinata sino a proporre dei ministri fascisti nella Repubblica nata dalla Resistenza.
Per ricordare come era la Roma del 1969 cito un episodio che mi lasciò, piacevolmente, sorpreso.
IL 4 novembre del 1969 si giocava Italia-Galles allo stadio olimpico e noi militari eravamo fuori dallo stadio nella speranza di vedere da vicino Gigi Riva, Mazzola  e compagnia. Cercavamo strategie per infilarci a gratis allo stadio, lo facevo già a S. Siro con discreti risultati, ma la struttura era diversa e mancavano idee. Ad un certo punto uno degli addetti ci disse: militari, volete entrare?
Eh, risposi, non abbiamo soldi. Ma  quali soldi, siete militari entrate pure, a Milano non sarebbe mai successo.
Vincemmo 4 a 1 con tre gol di Riva, e uno di Mazzola. In particolare ricordo un gol di Gigi che fece impazzire lo stadio, il portiere del Galles l’aveva praticamente preso lanciandosi in volo ma il tiro era talmente potente che gli piegò le mani e fu gol. Devastante.
Questa è la Roma che ricordo io, quella delle trattorie dove andavamo a mangiare alla Cecchignola ed ogni volta il titolare ci faceva lo sconto, ci dava il piatto più grande.
Quindi sia chiaro che io non ho niente contro i romani, niente a che vedere con le posizioni della lega che parla di mangiatoie dopo che l’abbuffata che ha fatto al governo a partire dalla Malpensa sino all’occupazione delle poltrone, io sono incazzato con chi ha votato Alemanno, con la combriccola di Bertoladro ed i danni che hanno combinato in tutta Italia. Sono incazzato con i sardi che hanno votato Cappellacci, il burattino del piduista, sono incazzato con i miei concittadini che per un ventennio hanno votato Formentini, Albertini e la Moratti.
Monti ha fatto bene, ha tolto una mangiatoia che non avrebbe avuto fondo e, per quanto riguarda Roberto Maroni il nazileghista ex ministro degli interni, quando parla di mangiatoia mi paghi i diritti d’autore.
La definizione mangiatoia leghista è mia da anni, l’ho inventata io e se vuole colpire con espressioni o battute nuove  se le faccia scrivere dal Trota. Non usi le mie perchè non ho niente da spartire o che mi avvicina ai nazileghisti.
Non si può ipotecare il lavoro della magistratura per i prossimi trent’anni a caccia di ruberie politico economiche parassitarie intorno alle olimpiadi, hanno altro da fare, avrebbero altro da fare. Non blocchiamola sui furbetti del quartierino, togliamogli il fieno, la biada e le tentazioni.
Abbiamo già dato.
 

A Milano abbiamo un problema. Il pitbull, da combattimento anti rom De Corato, non sa più chi attaccare. Pur di farsi notare e conquistare un trafiletto su un giornale qualsiasi va bene anche Famiglia Cristiana. Giornale comunista.



Per tutto il tempo in cui è stato vice sindaco della Moratti è stato il garante- custode della sicurezza a Milano, generalmente in coppia con Salvini, dando la caccia ad extracomunitari ed ai rom diventando il recordman degli sgomberi di insediamenti rom.
De Corato era, ed è, un fascista ed ha giocato un derby continuo con Salvini il nazileghista che aveva proposto gli autobus per immigrati, una gara per conquistare il podio del più feroce ed il più fantasioso nelle azioni spettacolari da sceriffo fuorilegge.
Memorabile la gazzarra messa in piedi, più o meno di questi tempi e con temperature sotto lo zero, sempre in coppia con Salvini per lo sgombero del campo rom di Via Rubattino. Pare si vantino di avere effettuato oltre 500 sgomberi in tre anni.
Megafoni,ruspe, schieramento di forze dell’ordine  in assetto da combattimento, hanno distrutto baracche e ricoveri buttando in strada in strada donne, anziani e bambini che da anni si erano integrati nel quartiere.
La maggioranza dei bambini frequentavano regolarmente la scuola ed un comitato di genitori e d insegnanti ha tentato una difesa disperata dei bambini ma non c’è stato niente da fare ed eravamo ben sotto lo zero, li hanno buttati in mezzo alla strada senza nessuna pietà.
De Corato stava a Milano come Amon Goeth stava a Camp Plaszòw, quello di Schindler list, Amon per rilassarsi sparava sugli internati del campo dalla terrazza di casa ad uno alla volta ed a caso per godersi il terrore degli altri prigionieri. De Corato preferiva le azioni di massa e scorrazzava per tutte 
le periferie  seguito dalla sua scorta a cacci di rom, emarginati, barboni, povera gente alla quale rendere la vita ancora più impossibile di quella che stavano vivendo.
Eterno secondo di qualcuno, politicamente, non è mai emerso del tutto pur applicandosi con ferocia e dedizione, sono convinto che se la destra riconquistasse Milano avrebbe più possibilità di fare il sindaco il Trota che non De Corato.
Altra prerogativa dell’ex vicesindaco fascista di Milano era la capacità di speculare su qualsiasi incidente, rapina, rissa, tumulto, avvenisse in città purchè i protagonisti fossero extracomunitari o stranieri, lui era un garante della sicurezza a senso unico perchè ha una certezza su chi siano i buoni e chi i cattivi.
La distinzione, nel cervello di De Corato, non avviene tra chi commette un reato e chi non prende nemmeno una multa per divieto di sosta  sarebbe un segno di democrazia, cosa incomprensibile per un nazileghista come Salvini figurarsi per un fascista come De Corato , ma se chi ha commesso il reato è straniero extracomunitario o meno o no, è dei nostri.
Se nel corso di uno scippo, un furto, una rapina, i banditi in fuga investivano un cittadino qualsiasi uccidendolo erano italiani, faceva parte della normale violenza che è presente in tutte le città del mondo, anche le migliori.
Se la stessa cosa aveva come protagonisti, in negativo, degli stranieri, extracomunitari, immigrati clandestini allora De Corato arrivava massimo in 24/36  ore con 5 0 6 auto di vigili urbani al seguito, poi dicevano  che mancavano i vigili davanti alle scuole, erano tutti di scorta a De Corato, bloccavano l’incrocio, le vie, il traffico per rendere omaggio alla vittima di tanta ferocia cercando di farsi notare il più possibile.
Ora le vittime sono tutte uguali, ognuna di esse merita il nostro cordoglio ed il nostro rispetto, sia che sia vittima di un italiano che di uno straniero, un delinquente è un delinquente al di là delle provenienza o del colore della pelle, evidentemente per De Corato non è così, se le coltellate te le dà un italiano sono buone, se è straniero sono cattive.
Adesso non sa più che fare per farsi notare, difende le automobili in centro, per dimostrare che le polveri sottili e lo smog non fanno male è disposto a fumarsi la marmitta di un Suv, le magliette con le scritte contro la giunta, in difesa dei cittadini, le ha già fatte Salvini e non è giusto copiare anzi adesso è il momento di distinguersi.
Così, nella speranza di conquistare qualche pagina interna nei giornalini di quartiere, attacca quotidianamente Pisapia, con scarsi risultati, ed allora per avere più visibilità, passare se non alla storia almeno alla cronaca, si scaglia contro Famiglia Cristiana  colpevole di averlo intervistato. Motivo della contestazione, troppo buonismo.
E’ partita la zona C a Milano per la riduzione del traffico privato ed inutile, con questa iniziativa Milano si avvicina alle migliori città europee ma, De Corato e Salvini ne hanno approfittato per diventare i paladini del Suv, della Monovolume che scorrazza per il centro, all’interno dei bastioni.
L’operazione pulizia etnica di Via Rubattino, sponsorizzata e pubblicizzata alla grande, con un Salvini munito di megafono ,di bava alla bocca e De Corato al seguito,  scatenati contro i bambini lasciati al freddo, sotto zero, all’alba di un mattino di gennaio è costato alla lega un -8% dei voti ed al centrodestra in generale la perdita, finalmente, del governo della città.
Speriamo continuino così. 

Mi hanno regalato dei libri tra i quali c’è questo: Mafia a Milano. Sessant’anni di affari e delitti.


 Nei primi anni 60 mia i mei gestivano una trattoria in Via Pietro Crespi, a Milano. In realtà la gestiva mia madre, mio padre commerciava in automobili usate e noi figli, escluso io che ero il più piccolo, avevamo tutti un lavoro, erano gli anni del boom economico, lavoro ed appartamenti si trovavano in ogni via, potevi decidere che lavoro fare o in quale appartamento abitare.
Era consuetudine, tra mezzogiorno e le quattordici, chi era libero desse una mano. Di solito eravamo io e mio padre, i miei fratello lavoravano troppo lontano e quindi erano esentati.
Una o due volte alla settimana succedeva una cosa strana, mi è tornata in mente quando ho avuto il libro in mano perchè  a 12/13 anni non fai molto caso a certe cose, ma il ricordo non sfuocato della vicenda mi ha fatto riflettere a distanza di 50 anni.
Dicevo che due volte alla settimana veniva un tizio a prenotare un tavolo di quelli lunghi, sapete quando nelle trattorie si uniscono più tavoli per le combriccole, ma non nell’orario dei lavoratori ma in quello della chiusura pomeridiana, dopo le 14,30.
Il menù era particolare ed abbondante, il vino migliore, e quando arrivavano gli ospiti il locale veniva chiuso.
A capo tavola c’era un distinto signore di una certa età ed intorno a lui diverse persona  a scalare d’età nel fondo i più giovani.
Ricordo che parlavano un italiano con accento marcato meridionale, non saprei dire se fosse napoletano o siciliano, certamente meridionale e che il posto del capotavola, in signore distinto di una certà età, era sempre rivolto alla porta d’entrata della trattoria, se vogliamo esagerare del ristorante.
Ricordo che l’impegno della cuoca, mia madre, era notevole ed il mio servizio e quello di mio padre impeccabile, papà diceva che pagavano bene senza fare discussioni.
Qualche malalingua degli habituè  vociferava che l’anziano signore avesse fatto una decina di anni di galera, forse anche di più, e che quelli intorno a lui, molto ossequiosi, fossero dei “dipendenti” al suo servizio.
L’unica riflessione che ricordo di allora è che pensai, però ha fatto anni di galera ma come è fine e distinto, più tardi realizzai che erano mafiosi, pregiudicati, non si capiva bene cosa facessero forse il contrabbando di sigarette,non so.
Ma, ai miei, non chiesero mai niente. Mangiavano bevevono ed alla fine uno di loro si incaricava di pagare il conto senza neanche controllare  se ci fosse la creta, qualche coperto in più o quanto costasse un primo o un secondo.
Anzi, lasciava sempre qualcosa in più, per guadagnare la stessa cifra avresti dovuto dare da mangiare ad 80 lavoratori, che poi erano quelli che affollavano il locale dalle 12 alle 14 e dalle 19 in poi alla sera.
Si capisce perchè, me ne rendo conto adesso, il popolino consideri questi personaggi una specie di benefattori senza porsi domande, pagano, non fanno storie, sono gentili, danno lavoro e prima di mangiare, si lavano le mani. Non li vedi mai con i vestiti sporchi di sangue o le dita insanguinate come quelle dei macellai. Che però hanno le loro buone ragioni.
Poi mia madre cambiò locale ed andammo ad abitare prima in Via Venini e poi a Sesto San Giovanni e quella particolare tavolata la dimenticai del tutto.Ieri, improvvisamente, mi si è accesa la lampadina della memoria ed andai a cercare immediatamente gli anni 60, ultimi anni 50.
A pag. 26 nel libro si legge:
Nell’inverno del 1958 Adonis si trasferisce a Milano, un sontuoso appartamento in Via Albrici 7, con due gorilla vestiti da maggiordomi.Fino al 70 verrà considerato come un sessantenne che ha deciso di abitare a poche centinaia di metri dal Duomo, eppure è il primo pezzo da novanta di Cosa nostra che sceglie di stabilirsi nel capoluogo lombardo.
Nel 1962, dopo la morte di Lucky Luciano, il più autorevole rappresentante della famiglie mafiose di New York in Italia, perchè sulla piazza di Milano?
Il 23 maggio del 1963 rimane ferito gravemente, in viale Regina Giovanna, Angelo La Barbera, uno dei mafiosi protagonisti del sacco edilizio di Palermo.Secondo gli inquirenti La Barbera era un assiduo frequentatore di Joe Adonis, come Tommaso Buscetta che in quegli anni costituisce una società a Milano che importa burro, altra anomalia, in Sicilia non sanno nemmeno cos’è il burro, hanno un olio d’oliva che è una meraviglia:
Non ho una memoria fotografica per i volti così forte, nel giro di mezz’ora non ricordo la faccia di chi ho incontrato poco prima, con quelli come me Chi l’ha visto non rintraccerebbe nemmeno un cane legato alla catena e quindi non voglio mettermi cose strane in testa.Forse erano dei pesci piccoli, mantenuti bene, forse in mezzo ai giovanotti c’era chi ha sparato a La Barbera, certamente Adonis non sarebbe venuto a mangiare in una trattoria di Via Crespi con i suoi picciotti, anche se per ragioni strategiche non sarebbe da escludere.
Detto questo, al di là di questo, come si fa a dire che a Milano la mafia non c’è?E, soprattutto, come fa a sostenerlo il questore in persona?
La Boccassini ci ha aiutato a capirne qualcosa di più in questi anni, certamente ci sono passato vicino e vi garantisco che, almeno per un ragazzino, è impossibile distinguerli dagli altri. Dalla gente normale, pagano di più non fanno storie ma come fai a sostenere con indizi del genere che sono dei delinquenti?Che il gentile signore distinto di una certa età che dominava il gruppo è stato in galera non me l’ha detto lui, mentre il commensale  che era stato nella ragione straniera mi aveva raccontato un sacco di avventure che mi avevano affascinato.Poi ho capito cos’era la legione straniera, ma ormai ero lontano ed era troppo tardi per perdersi al fascino dell’avventura. Il cervello umano è strano, basta che tocchi un punto particolare e ricordi cose che avevi dimenticato e delle quali non eri consapevole mentre accadevano.
A  pensarci bene, adesso, in quegli anni non passava giorno senza una sparatoria tra protettori, ladri, delinquenti vari, ma la lega non c’era ancora e quindi non si dava la colpa all’uomo nero. Al massimo la si dava al terrone.

C’è la crisi ma, a Milano, forse si prevede qualcosa di più. Ci sono in giro i mezzi corazzati, sempre più numerosi.


Sono sempre più numerosi ed a prima vista sembrano innocui ma, in 10 minuti, si possono trasformare in mezzi da battaglia.
Un cannoncino da 20mm e due mitragliatrici ci stanno tranquillamente sul tetto.
Forse qualcuno è al corrente di possibili incendi sociali, di qualche guerra civile ed i ricchi si preparano all’autodifesa.
Protetti sono protetti ma, fossi in loro, due o tre auto di scorta le inserirei perchè, oltre a far bene alla disoccupazione, garantirebbero un po’ di sicurezza in più durante la guerra civile.
Non so comprendere il residuo di pazienza che è rimasta nelle famiglie, nei giovani senza lavoro, nei precari, nei pensionati al limite della sopravvivenza ma non vorrei che una volta saltato il tappo e scoppiata la rivolta, spendessero fli ultimi centesimi per comprare della mine anti carro per far saltare in aria queste meraviglie della tecnologia  capitalista con tutto quello che c’è dentro.
Vedremo, come al solito i ricchi borghesi le cose le vengono a sapere prima di noi  e non vorrei che l’infoltimento dei mezzi blindati mimetizzati da automobili siamo un segno della rivolta imminente.
Per mimetizzarsi meglio pensate che le usano per accompagnare i bambini all’asilo, privato.
Tutto si può dire della borghesia parassita e sconosciuta al fisco ma non che non siano previdenti, le studiano tutte. 

Casseri spara ai senegalesi, Alemanno fa comprare al comune il palazzo di Casa Pound e Podestà voleva ospitarli a Palazzo Isimbardi.


Berlusconi, tessera P2 N° 1816, li ha legittimati portandoli direttamente dalle cantine al governo e adesso se ne vedono i risultati, si pagano le conseguenze di scelte volute e coltivate, il ritorno del fascismo.
A Roma il sindaco fascista Alemanno che ha vinto le elezioni con una campagna sulla sicurezza letteralmente scandalosa, ricordiamo tutti le processioni nei luoghi di violenze con Fini ed Alemanno in prima persona a farne una speculazione, e le conseguenza sono che nonostante il sindaco fascista che fa lo sceriffo la violenza a Roma è in aumento, la sicurezza è una chimera e si eseguono esecuzioni in strada come ai tempi della banda della Magliana.
Però qualcosa ha fatto per Roma il sindaco fascista ed ex picchiatore ha comprato a spese dei romani il palazzo dove ha la sede Casa Pound, associazione estremista di destra, in Via Napoleone III.
Praticamente un riconoscimento ufficiale ai neo fascisti, razzisti e xenofobi, garantendo loro una sede dove i suoi elettori, Casa Pound è un feudo di Alemanno, possano continuare la loro sporca attività “culturale” senza problemi logistici.
La vicenda è stata commentata così:
Roma. Immobile Casapound. Valeriani – Quadrana, soldi pubblici per gli amici di Alemanno
Roma, 12 maggio 2011
È grave che l’amministrazione comunale si sia impegnata con una cifra tanto ingente per acquistare l’immobile di via Napoleone III attualmente occupato da una nota associazione di centro destra. A dichiararlo in una nota Massimiliano Valeriani presidente commissione Controllo e Garanzia e Gianluca Quadrana presidente gruppo Lista Civica in Campidoglio. La decisione di stanziare fondi per 11,8 milioni di euro per acquisire l’edificio, in un bilancio dove per il sociale, la cultura e i servizi sono rimaste le briciole, tanto che anche i municipi di centro destra hanno votato contro, non è stata condivisa con un reale progetto né nelle commissioni competenti, né in Consiglio Comunale. Viene il sospetto – concludono Valeriani e Quadrana- che la poca trasparenza con cui viene portata avanti questa operazione nasconda un trattamento speciale, un regalo per accontentare pochi amici evidentemente vicini al primo cittadino. Chiediamo pertanto la convocazione urgente della commissione Patrimonio.
Rete cittadinie.
A Milano, che non vuole essere da meno, il presidente della Provincia, Podestà che non è una battuta si chiama proprio così, ha avuto la brillante idea di rendere disponibili dei locali per Casa Pound addirittura all’interno di Palazzo Isimbardi per una iniziativa pseudo culturale di questa associazione.
La veemente reazione dell’Anpi e di tutti i democratici di Milano ha bloccato, fortunatamente, l’iniziativa e l’iniziativa di Podestà è finita in questo modo:
Milano, la Provincia “sfratta” in extremis l’iniziativa organizzata da Casa Pound e Pdl.
Già sa ieri e continua pure oggi, la propaganda di regime è al lavoro per sminuire la portata di quanto è successo a Firenze relegandola ad espressione della follia individuale mentre da quasi due decenni ormai il neo fascismo e l’attentato alla Costituzione viene coltivato, tollerato e stimolato dai vari governi che si sono succeduti, tutti quelli guidati dal piduista e dai nazileghisti, dimenticando volutamente che l’apologia del fascismo è un reato contro la Costituzione.
Quindi, gli atti di terrorismo fascista, gli agguati squadristi dei neo fascisti contro gay e tutto quello che rappresenta le loro fobie xenofobe, hanno dei genitori, qualcuno che ha fatto da balia, li ha allattati con amore e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
I neo fascisti di Casa Pound e di tutte le altre sigle  sono i figli prediletti dei governi fasciopiduisti e nazileghisti dell’ultimo  ventennio.
Non cerchino di spacciare per pazzia individuale una pazzia collettiva fascista e squadrista che non solo è stata tollerata e sottovalutata ma aiutata a crescere ed a diffondersi.
Borghezio, con tutto quello che ha detto in questi anni, dovrebbe essere in galera.
Con Alemanno e Podestà.
Non raccontate fesserie, i neo fascisti sono una razza protetta della destra italiana e leghista.

Ratzinger è invecchiato, dal 2008 ad oggi ha perso la memoria, si ricorda di Cristo perchè ha la croce ed il badge. Violenza a Roma, visibile nel 2008 ed invisibile nel 2011.


Ratzinger ha tolto le maglie nere che vestiva sotto il vestito papale bianco e candido ma è rimasto lo stesso giovanotto, nell’animo, dei tempi del nazismo. Vede solo quello che vuole.
Nel gennaio 2008 fece un durissimo discorso alla presenza del sindaco di Roma, Veltroni, sul tema del degrado e della sicurezza.
L’attacco fu frontale e diretto non escludo nemmeno che fu causa e promotore della vittoria elettorale del fascista Alemanno che, in quel periodo, attaccava tutti i giorni sullo stesso tema, degrado e sicurezza.
Passava le giornate con la radio accesa ed appena c’era uno scippo, uno stupro, una violenza, attaccava la sirena metteva la luce blu ad intermittenza sul tetto della macchina e si precipitava a manifestare la sua solidarietà alle vittime.
Se per qualche giorno non succedeva niente andava in depressione, ricordiamo tutti le processioni dei fascisti e di Fini nei luoghi periferici o della stazione Termini per denunciare la profonda insicurezza recepita dai romani in merito alla microcriminalità ed alla violenza sulle donne.
La propaganda vaticana, dell’informazione e della destra ebbe il frutto sperato, la semina funzionò, tant’è che Roma ebbe un sindaco fascista, Alemanno.
Da allora, stando al silenzio del Papa e dell’Osservatore Romano e dell’informazione di regime, Roma fu molto più sicura il degrado eliminato e la sicurezza è diventata una certezza.
Diceva l’informazione del tempo, siamo nel 2008:
Cresce il degrado, la miseria, il senso di insicurezza. Aumentano gli attacchi all’unità della famiglia proprio quando ci si trova di fronte ad una grande emergenza educativa.

I peccati della Roma capitale di Walter Veltroni sono molto più di sette. Almeno quelli elencati senza riserve e senza sconti da un Papa Ratzinger mai così esplicito e severo. Quella che avrebbe dovuto essere una udienza di routine per gli auguri di inizio anno si è trasformata in un supplizio per il sindaco Veltroni, il presidente della Regione, Piero Marrazzo, e quello della Provincia, Enrico Gasbarra. Probabilmente i tre non si aspettavano una reprimènda integrale e priva di sottintesi da parte di Benedetto XVI.
Il Santo Padre di fronte ai tre amministratori denuncia «il gravissimo degrado di alcune aree di Roma», riferendosi a «un evento tragico come l’uccisione a Tor di Quinto, di Giovanna Reggiani». Dramma che «ha posto bruscamente la nostra cittadinanza di fronte al problema non solo della sicurezza ma anche del gravissimo degrado di alcune aree di Roma». Per il Pontefice «è necessaria, al di là dell’emozione del momento, un’opera costante e concreta che abbia la duplice finalità di garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare a tutti, in particolare agli immigrati, almeno il minimo indispensabile per una vita onesta e dignitosa». Quindi doppio fallimento per Veltroni: non ha garantito la sicurezza ai cittadini e neppure l’integrazione agli immigrati.
Non ho il cellulare del Santo Padre e nemmeno il telefono dell’Osservatore Romano ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il Papa, i cardinali, vescovi, preti, fascisti, i bravi ragazzi di Casa Pound, della situazione di Roma in merito alla sicurezza ed alle sparatorie, agguati, aggressioni a coltellate, cazzotti in pieno viso a donne quando non si ha a portata di mano un coltello a serramanico, insomma vorrei chiedere se oltre il Tevere si rendono conto della situazione.
Manca un mese al Santo Natale e di solito, dal Papa all’ultimo prete di montagna, si intensificano le prediche, le morali, le lezioni di etica, i saluti alle autorità per gli auguri del nuovo anno.
Sono curioso di vedere, ascoltare, leggere la posizione che Papa Ratzinger assumerà di fronte alla giunta Alemanno, alla Provincia ed alla Regione Lazio sulla sicurezza aggiornata al  novembre 2011 e sul degrado di Roma capitale.
Sempre che qualcuno li avverta, non vorrei che distratti dai fumi dell’incenso, dal profumo di canna, non se ne fossero resi conto.
Oppure che non torni utile alla causa del Vaticano, alle loro ideologie, magari per loro è normale massacrare un omosessuale a bastonate, non la considerano una vigliaccata ma un modo di riportarlo sulla retta via. Gli omosessuali non sono preti pedofili che hanno il diritto divino alla pedofilia da sacrestia.
Io, nel mio piccolo, in attesa della predica di fine o inizio anno, comincio ad informarli un pochino.
Spero mi leggano, non per presunzione, per necessità ed obiettività oppure quello che ha detto in faccia a Veltroni nel 2008 era solo propaganda per Alemanno?
Ci sono riusciti ed i risultati si sono visti.

Gli omicidi a Roma, l’emergenza sicurezza di Alemanno e la familiarità con la scena del crimine

 

Non è una novità ma ieri i leghisti alla Camera hanno fatto più schifo del solito. Razzismo,xenofobia, immigrati, meridionali.


Dopo essere stati complici e succubi delle leggi più orrende ed anticostituzionali della nostra storia democratica, compresi gli ultimi tre anni e mezzo che ci hanno portati alla rovina, la lega ieri ha cercato  di smarcarsi invelenita dalla perdita di poltrone e ministeri.
Per farlo è tornata al dna che ne ha permesso la nascita, razzismo, xenofobia, immigrati, federalismo anti italiano, mancava solo la secessione.
Uno spettacolo indegno al quale hanno risposto a tono, Casini e Bersani stigmatizzando un comportamento che che ha umiliato le istituzioni, l’educazione, la civiltà e la nostra storia.
Per recuperare una base che, se pur tardivamente, ha capito che i loro rappresentanti eletti ed i ministri nominati nell’ ex maggioranza hanno pensato solo alle mangiatoie, alle poltrone, a sistemare parenti ed amici incapaci in incarichi pubblici che garantiscono uno stipendio, una rendita sicura per chi non sa fare niente come il figlio del capo.
Le elezioni di Milano, Mantova e di altre città  nelle quali si è votato nel 2011 hanno mandato una puzza di bruciato, a Milano -8%, che li ha spinti a ricorrere al vecchio collante che li ha tenuti insieme razzismo e xenofobia nella speranza di recuperare una base che tra abbandoni, critiche e rivolte ha cominciato ad abbandonare la stalla.
Inutile ripetere per l’ennesima volta le solite statistiche su quanto incida il lavoro degli immigrati nel nostro Pil, quanto incidano i contributi Inps e le tasse che pagano regolarmente nel nostro paese, hanno il sangue, marcio, alla testa e sono incapaci di qualsiasi ragionamento.
Si pensava, attraverso le cronache, che i personaggi peggiori che la lega riesce a proporre ed esprimere fossero in periferia, come il sindaco di Adro, Lancini o quello di Cittadella, tanto arroganti, ignoranti quanto disumani e senza rispetto per gli esseri umani, specialmente i bambini, immigrati ed invece abbiamo visto che i peggiori sono proprio i parlamentari ed in modo particolare la parte femminile degli eletti.
Non sono riuscito a trovare nel web le foto con le espressioni, i gesti, l’arroganza con la quale hanno manifestato il loro disappunto al discorso di Bersani quando li ha chiamati in causa direttamente ed ho dovuto ripiegare sulla foto dei loro caporioni nel momento in cui si sono resi conto del crollo del governo, della perdita delle poltrone.
Per recuperare consensi dagli intestini padani, sono tornati con i loro discorsi talmente indietro nel tempo da attaccare i meridionali come 25 o 26 anni fa, avevano talmente la bava alla bocca che quasi si dimenticavano di attaccare gli immigrati.
Mi fanno talmente schifo che non mi basta nemmeno più definirli, come faccio da anni, nazileghisti.
Questi vanno talmente oltre che se continuano di questo passo rimpiangeremo il razzismo dei fascisti o dei nazisti come la politica della seconda repubblica, fasciopiduista e nazileghista, ci ha fatto rimpiangere la politica democristiana-socialista della prima.
Mi auguro, razzisti a parte come gli appassionati di Borgezio, che continui l’emorragia di voti della lega da parte di chi, in buona fede, li ha votati credendo in una politica più sana e consapevole degli interessi del popolo, come lo chiamano loro, continui perchè questa gentaglia che hanno eletto oltre a manifestare i vizi peggiori dei democristiansocialisti, dal nepotismo alle mangiatoie, alle poltrone, hanno aggiunto tonnellate di razzismo e xenofobia mettendo in pericolo la base di tutte le società civili ed evolute, la convivenza pacifica.
Per il momento le varie anime leghiste hanno rimandato la resa dei conti al loro interno, autentiche faide come quella avvenuta a Varese per il nuovo segretario politico, spero che il vecchio collante che hanno ripristinato sia come il tubetto di Attak che abbiano nel cassetto da qualche anno, quando ci serve risulta secco ed inefficace.
Che vadano allo sfascio.
Già Salvini a Milano ha usato il razzismo, ampliato con il megafono, contro i bambini rom di Rubattino ed ha perso l’8%, spero che il solito rigurgito di nazismo al quale ricorrono quando si sentono traballare la poltrona li porti al tracollo elettorale, sono indegni di sedere in un Parlamento di un paese democratico e civile. 

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