Berlusconi è in difficoltà, nonostante le favole che racconta, e manda un messaggio alla chiesa: A Vaticano e Cei dice: “Si ricordino quello che abbiamo fatto noi”. Io voglio dare una mano ai vescovi e scrivo un bigino.


indexI vescovi ed il clero tutto sono troppo impegnati contro le unioni gay, il sesso fuori dal matrimonio, gli embrioni e tutte quelle cose lì ed è probabile che sfugga alla loro attenzione quanto ha fatto il piduista per loro, nemmeno sul piano economico per via del fatto che anche il centrosinistra in fatto di privilegi al vaticano, alle scuole cattoliche e sul piano del fisco non si è fatto mancare niente ma, sul piano etico e morale ed è giusto che il Vaticano e la Cei ricordino tutto quello che la destra ha fatto per loro.
A partire dalla sua storia personale. Talmente vissuta nella grazia di Dio, per via delle zie suore, prima, e dall’alto esempio di vita poi che ha fatto dire a Don Baget Bozzo che è l’unto dal Signore ed a qualche altro come Don Gelmini o Don Luigi Maria Verzè che è l’uomo della provvidenza. Credo intendessero dire divina.
In modo particolare, Berlusconi, si è sempre distinto nella strenua difesa dei valori della famiglia cattolica, eternamente in competizione con i suoi alleati di allora, Casini, Fini e Bossi, nel fare la gara a chi baciava meglio la mano di qualsiasi vescovo o cardinale finisse nella loro orbita.
Il clou di tutto il loro impegno è stato il Family Day del 2007 quando i vescovi ed i cardinali fecero la ola al trio delle meraviglie che hanno oscurato Messi, Xavi ed Iniesta.
Era dai tempi di papa Alessandro VI che la chiesa non toccava il fondo della decenza, un Papa che gestiva direttamente i postriboli di Roma, e l’ha superato affidando gli oneri e gli onori del Family Day a quattro, dicasi quattro, divorziati.
Ho studiato dai preti, ma sono ateo, e quindi non me ne può fregare di meno delle fregole del vari Casini, Berlusconi vescovi e cardinali in merito al matrimonio che non vi separi sino alla morte e d ironia della sorte il mio viaggia verso i 42 anni senza nemmeno andare a messa.
Ma fosse solo questo penso che il Vaticano e la Cei con una confessione e quattro Ave Maria metterebbe tutto a posto, la confessione ed il pentimento sono la più bella invenzione della Chiesa Cattolica è grazie ad essa che depravati, delinquenti e reati si moltiplicano più dei pani e dei pesci. Potremmo dire: corri in chiesa in tutta fretta c’è un perdono che ti aspetta!
Nessuno paga mai per le sue malefatte o i reati, nemmeno i preti pedofili o comunque pagano solo i più sfigati e fuori dal giro dei privilegiati.
La doppia vita del piduista, alludo alla doppia famiglia una ufficiale e l’altra clandestina dal 1980 sino al 1990, che ebbe fine con il matrimonio civile con la Sig.ra Veronica che nel frattempo gli aveva dato tre figli senza che nessun vescovo o cardinale avesse da dire, anzi aveva pure un confessore personale che dimenticando Cristo gli dette una ripulita all’anima.
Infatti cambiò vita e divenne l’orgoglioso esempio che vantano le sue figlie: per noi è stato un esempio.
Dalle feste di capodanno con Craxi, Confalonieri ed amici di bagordi, veline incluse, è stato tutto un crescendo sino all’autentico fuoco d’artificio dell’esplosione mediatica quando tutto il mondo venne a sapere che frequentava prostitute a sua insaputa e fu battezzato utilizzatore finale da quell’autentico autore di satira che è il fido avvocato Mavalà.
Diciamo che la professionista in questione, tutto sommato, è la più onesta e fa il suo lavoro senza nascondersi dietro ad un dito.
Sono tutte le altre fanciulle dell’harem che l’hanno sommerso di frasi d’amore, ad ore, che fanno veramente schifo al genere femminile, quelle dei bonifici, quelle della marchette di lusso, delle Mini cabrio e degli appartamenti a gratis.
Una tribù di orgettine, innocenti, dato che la maggior parte di esse erano spinte a farlo direttamente dalla loro famiglia.
Una volta i padri sgridavano le figlie quando rincasavano tardi o frequentavano qualche tipo poco raccomandabile, oggi certi padri sgridano le figlie perchè frequentano tipi poco raccomandabili ma si fanno pagare meno delle altre.
C’è pure una mamma che ha chiesto alla sua orgettina: quanto ti dato? 6000 euro, la risposta, ma sono stravolta.
Eh per seimila euro ci si può stancare. Più o meno la sostanza era questa del dialogo tra madre e figlia, chissà quanta fatica avrà fatto la mamma per accontentare quel tontolone del marito e senza prendere una lira. Almeno la figlia si è rifatta, in tutti i sensi.
C’è stata pura la storia della simpatica famigliola che gli portava la figlia, minorenne, a domicilio e pare l’accompagnassero in letizia, come fosse una festa.
Non è successo niente, non pensate male perchè non ci sono le prove, la minorenne faceva il karaoke con il battacchio dell’anziano credendo fosse il microfono, ma non è successo niente.
E’ successo talmente niente che appena maggiorenne si è trovata proprietaria di alcuni appartamenti, probabilmente frutto di un karaoke particolarmente riuscito.
Poi c’è la storia della nipotina di Mubarak, stando alla maggioranza senza vegogna, del parlamento italiano la minorenne in questione era ritenuta la nipote di Mubarak.
L’unica cosa certa in tutta la faccenda,per la quale si attende una sentenza, è che la figliola puzzava e l’ha detto Emilio Fede che l’ha annusata da vicino.
Per chiudere c’è la bellissima storia d’amore per la quale auspico ci sia un nuovo matrimonio così la prossima volta che i vescovi lo inviteranno al family day potrà andarci con tre medaglie sul petto.
Tanto per non smentirsi, e per far contenta la figlia maggiore che ne è entusiasta,  la tipa in questione è tanto bella fuori ed ancora di più dentro. E’ bella come un calippo in un pomeriggio  estivo torrido.
A lui fare la parte del calippo è sempre piaciuto, come a tutti, sappiamo pure che dava i voti ed esaltava le capacità di qualcuna al punto tale da mandarla in parlamento. A nostre spese.
Sono poche righe per agevolare la memoria del Vaticano e della Cei per dargli una mano nella prossima impresa titanica, non vorrei che fallisse e non riuscisse a salvarci dai comunisti.
Ricordatevi che è talmente devoto che anche durante i festini non poteva stare senza suore. Essendo le zie passate a miglior vita, in paradiso,  ha dovuto provvedere la Minetti vestendosi da suora e con un crocifisso in mezzo alle tette per tenerlo al caldo come fecero il  bue e l’asinello.
Era il suo particolare presepe.

Vi sembrerà strano ma io credo alla Francesca innamorata e per due ragioni. La prima è che credo nell’amore e la seconda perchè io ho conosciuto Italo, che non è il treno di Montezemolo e Della Valle.


indexNon so come partire con questo post ma deve essere subito chiaro che da che mondo è mondo un vecchio che si accompagna con una che potrebbe essere sua nipote è una consuetudine alla quale abbiamo fatto l’abitudine, non scandalizza, mentre fa ancora impressione una anziana che si accompagna ad un giovanotto, diciamo che è un fatto più raro tantè che io ricordo solo la Borboni.
Detto questo la storia è piena di storie di giovani fanciulle che hanno perso la testa, in senso buono, per anziani dalla  personalità travolgente che le fa perdere letteralmente la testa.
Lasciando perdere i personaggi famosi come Chaplin, Ponti, Douglas, Picasso, Goethe, Pertini  e mi fermo qui perchè non basterebbe la guida del telefono.
Sono tutte storie di personaggi famosi che all’inizio lasciano qualche dubbio ma che il tempo ha confermato come storie vere ed ammirabili perchè si può dire tutto delle donne ma, quando amano, amano oltre ogni immaginazione o invidia popolare ed alcune sono arrivate al martirio per amore. Quindi massimo rispetto  e sulla fiducia io credo alla Francesca innamorata è una dei tanti casi di giovani che perdono la testa per il mito e quindi accettano anche l’uomo che lo rappresenta con tutte le sue debolezze.
Gli anziani che si accompagnano con le giovani sono di due categorie, quelli che perdono la testa perchè hanno avuto una giovinezza troppo seria, controllata e quindi fanno da vecchi le “fesserie” che avrebbero dovuto fare da giovani.
Si atteggiano a giovanotti e diventano patetici.
L’altra categoria è quella del maschio opportunista che ha usato, frequentato, le donne a freddo, tenendo sempre presente la gestione del rapporto e senza mai abbandonarsi del tutto ad esso. Quelli che hanno avuto tante donne e ne conoscono le qualità ma, soprattutto, le debolezze.
Insomma quelli che in qualsiasi situazione hanno in mano il volante.
L’unico dubbio che ho su Silvio è questo, uno che si è fatto l’esperienza sulle donne con le puttane difficilmente è in grado di apprezzare i valori, le sfumature, lo spessore delle donne innamorate.
Italo, invece, era un uomo di fascino anche se non era famoso. Era un uomo che stava bene aveva terreni, case, faceva il mediatore di un po’ di tutto, credo, bestiame, terreni, case ecc.ecc.
A giudicare dalla sua rastrelliera di fucili da caccia e dalla sua casa era certamente uno che stava bene, non era un attore o un personaggio famoso ma come tombeur de femmes era nei tre finalisti per il pallone d’oro.
Italo aveva sei figli, 4 maschi e due femmine, tutti avuti dalla stessa donna, Adele, che morì durante la guerra mi pare per menigite.
Rimasto solo a meno di 50 anni si prese in casa una giovinetta di Modena, nemmeno vent’enne, inizialmente credo per gestire i figli e la casa poi credo che la giovinetta in questione prese una tranvata e gli restò fedele per il resto della sua vita.
Subito dopo la guerra i figli di Italo si sposarono e nella grande casa rimasero solo Italo e la modenese, forse galeotta fu la solitudine resta il fatto che la ragazza, oltre che accudire la casa, accudì a tute le necessità di Italo e dei suoi ormoni.
Mi spiace, ma nonostante tutti gli sforzi non riesco a ricordare il nome della giovane modenese, mi scuso con lei ma la chiamerò modenese con il massimo rispetto.
Mentre la modenese accudiva l’orto, gli animali da cortile, una decina di cani e la casa abbastanza impegnativa Italo si fece una fidanzata a Lendinara, una morettona con i capelli lunghi che le arrivavano al sedere.
La trattava bene, arrivava con la sua 850 e suonava il claxon lei accorreva felice.
Le sue storie erano di una leggerezza e di una frequenza tale da non avere, quasi, un nome. Erano la mora, la bionda, e diverse tettone, aveva un debole per le tette e per il sedere che lo mandava fuori di testa.
Era anche un uomo spiritoso, esagerato delle volte, ricordo ancora quando fu ospite dei miei al lago, sul ramo di Lecco, ed appena sceso dall’auto di mio padre si trovò davanti a due seni di una signora, che dire prosperosi è poco, e lui non si trattenne dal dire che mai accoglienza gli parve più bella. Volle toccare, non credendo ai suoi occhi. Era la prima volta che la vedeva.
Devo dire che anche le mogli dei suoi nipoti valutò con quel metro e qualcuna ne uscì con un 30 e lode.
Era più spudorato di un givanotto arrapato. Una volta ammirò il sedere di una giovane donna e le disse: che bel mandolino! Lei con fare spiritoso, forse vedere quel vecchio arrapato la intenerì, rispose: purtroppo per lei non suona, presumo che intendesse dire che era fuori quota, troppo vecchio. Lui non si perse d’animo e di rimando, mi spiace, non avrei mai pensato che fosse già rotto.
Non ricordo la reazione della fanciulla.
Tornando alla vecchia, grande,  casa di Italo. La giovinetta di Modena nel frattempo si era fatta adulta mentre sembrava che per Italo il tempo non passasse, come le sue fregole, quindi oltre alle varie fidanzate sparse tra la bassa veronese ed il rodigino pensò bene di portarsene a casa un’altra che aiutassse nelle faccende di casa la modenese e per avere carne più fresca nel suo letto.
Sia chiaro che il  bastone del comando, per anni, rimase in mano alla modenese la quale però perse il posto a letto accanto a Italo.
Tutto procedeva con la massima serenità, tutto normale. Tutte lo accompagnarono sino all’ultimo giorno della sua vita.
Italo era un tipo un po’ particolare, nella sua cittadina c’è un viale molto largo ma corto dove c’è il bar centrale del paese, le banche ecc.ecc.
E’ viale a due corsie molto larghe centrali e due controviali ai lati, uno in un senso ed uno nell’altro. Italo percorse il viale contromano per decenni per andare al caffè e nessun vigile riuscì a convincerlo che avrebeb dovuto percorrere l’altra corsia.
Era ormai anziano e conosciuto da tutti, abituato da 50 anni a percorrere quella strada non ci fu verso di fargli capire che era un senso unico e lui lo prendeva dal lato sbagliato.
Alla bella età di 86 anni non si fermò ad uno stop ed un autocarro investì la sua 850. Fu ricoverato all’ospedale della cittadina e lì iniziò il calvario di tutte le suore, giovani, che assistevano i malati nel reparto ortopedia.
Per darvi una idea del personaggio basti dire che le suore dissero a mia madre: suo suocero ci da più problemi dei giovanotti con una gamba od un braccio ingessati.
Era in trazione con i pesi, credo per via del bacino, aveva una gamba ingessata ma le mani libere ed è con queste che toccava ogni suora che gli arrivava a tiro. Quando gli cambiavano il pappagallo dava letteralmente i numeri. Signora, le suore le chiamava così, con quelle manine chissà quante cose potrebbe fare… Ad alcune di loro fece pure proposte dirette: signora se viene ad abitare con me la faccio servire e riverire per bene. Abbiamo tutto, il bagno, la doccia, la lavatrice e due donne che fanno i mestieri. Venga a vivere con me.
Qualcuna gli rispose, scherzando, io sono già sposata con il Signore e lui rispose: le ho chiesto di venire a vivere con me non di sposarmi.
Insomma quando fu dimesso fu una liberazione per tutte le suore del reparto, tra l’altro quando era in via di guarigione e si poteva muovere non lo trovavano mai nel suo letto, era sempre nel reparto femminile a confortare le giovani ricoverate in ortopedia.
Qualcuna prendeva la faccenda con spirito, qualche altra si risentiva ed i parenti non è che apprezzassero molto l’invadenza del vecchietto arrapato.
Nonostante una vita così impegnativa trovò pure il modo ed il tempo per imbastire una storia con una americana conosciuta alle terme che perse letteralmente la testa. Gli regalò un orologio da tasca d’oro e di marca famosissima, un capitale, e per decenni gli scrisse lettere appassionate che lui mi fece leggere un giorno che gli feci compagnia.
Insomma, come potrei non credere all’amore sincero di una giovane donna affascinata dall’esperienza dell’uomo vissuto è ovvio che ci credo, l’ho vissuto da vicino, quasi in prima persona e quindi credo nella buona fede di Francesca, anche se mi fa tenerezza, mentre non mi convince per niente il edofilo, libidinoso rinsavito ed innamorato.
Italo Argisto, questo è il nome completo, era mio nonno. Anno di nascita 1891, ho il suo congedo originale del 30 dicembre 1918.
E’ fantastico che un anno orrendo, sotto tutti gli aspetti, come il 2012 termini, se ne vada, con una bellissima storia d’amore che oscura persino quella tra il principe William e Kate ma, quello che mi emoziona di più, è il fatto che Francesca piace molto a Marina.
E’ entusiasta della fidanzata di papà confermando quello che vado dicendo da tempo, Marina è peggio di suo padre.

Che sfigato il piduista, tutti lo ricattano da decenni, solo le orgettine gli stanno vicine, a pagamento. Gli vogliono tanto bene, al punto di testimoniare per lui.


Negli anni 70, marzo 1974, il cavaliere come lo chiamavano allora fu costretto ad assumere uno stalliere mandatogli da cosa nostra, attraverso Dell’Utri per proteggerlo  da eventuali sequestri di persona. L’avevano minacciato di tagliare la testa al figlio e lui si rivolse all’unico stato che riconosce, la mafia, essendo l’Italia e le sue istituzioni in mano a sovversivi comunisti.
Il vizio non l’ha perso, anche ad ottobre prima trattò,  forse dicono i giornali pagò, poi si rivolse alla magistratura.
Qualcosa deve essere andato storto anche con lo stalliere, Vittorio Mangano, se nel 1975 il guardaspalle gli mise una bomba in una delle residenze del piduista, quella in Via Rovani, ed un’altra fu messa nel 1986.
dalla Stampa: Berlusconi al telefono con Dell’Utri: «È stato Mangano… un chilo di polvere nera… una cosa rozzissima ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto. Mi spiacerebbe se i carabinieri, da questa roba qui, da un segnale acustico, gli facessero una limitazione della libertà…». Immediatamente dopo, Marcello Dell’Utri convoca l’amico mafioso Tanino Cinà, e davanti a lui chiama Berlusconi: «Tanino dice che (Mangano, ndr) è da escludere categoricamente. Di stare tranquillissimi…».
Quando comprò la Standa a Catania i locali presero fuoco, amico anche questa volta.
Poi saltò fuori  questa intercettazione Berlusconi-Dell’Utri: Silvio: Sì; questa cosa qui, da come l’ho vista fatta con un chilo di
polvere nera, una cosa rozzissima, ma fatta con molto rispetto, quasi
con affetto… è stata fatta soltanto verso il lato esterno. Secondo me,
come un altro manderebbe una lettera o farebbe una telefonata, lui ha
messo una bomba.
Marcello: Alla Mangano, sì sì.
Silvio: Un chilo di polvere nera, cioè proprio il minimo…
Marcello: Sì, sì, cioè proprio come dire mi faccio sentire, sono qui
presente.
Silvio: Sì. Uno: “ma è arrivata una raccomandata, caro dottore?” Lui ha
messo una bomba.
(risate)
Marcello: Lui non sa scrivere!
(risate)
Ciò non impedì a Vittorio Mangano di passare alla storia quando i due compari lo definirono un eroe.
Non so cosa sia successo al povero Spinelli, dobbiamo avere un po’ di pazienza, sia mai che tra qualche mese anche la banda  diventi un’opera pia ed il suo capo, per via delle scarpe del Milan, un eroe. Come Vittorio.
Però le ragazze gli vogliono bene, nessun ricatto, si accontentano di qualche appartamento, la Mini cabrio ed il vitalizio da 2500 euro al mese.
Tutte sono accorse in tribunale a testimoniare per lui, se non è amore questo l’amore non esiste.

Da Cosa nostra ai faccendieri
Silvio, la gallina dalle uova d’oro

Se Monti è professore di economia politica mia nonna era una pornostar. Ridà 150 euro di Irpef e se ne prende 500/600 di Iva.


Possibile che nessun giornalista gli abbia posto la domanda: Presidente ci vuole prendere per il culo?
Il primo scaglione, sino a 15.000 euro lordi, avrà una riduzione Irpef di 150 euro.
Il secondo di 130 euro che andranno sommati ai 150, totale per chi avrò la riduzione più alta: 280 euro.
Personalmente non recupero nemmeno il taglio della pensione ma il punto non è questo, c’è chi è messo peggio di me, il punto è che con l’aumento dell’1% di Iva se ne riprende indietro il triplo se non di più.
Insomma Monti porta lo zuccherino al cavallo ma si porta via il cavallo.
Nessuno fiata. Pane, latte, pasta, benzina, sigarette, carne, pesce, tutto subirà aumenti se non altro per il trasporto.
Una ricerca del 2009 dice che ogni famiglia spende 2485 euro al mese di media ma non voglio nemmeno farci il conto perchè chi può spendere questa cifra è uno che sta bene.
Non conosco un operaio che prenda uno stipendio del genere a meno che non lavorino in due.
Ma c’è una cosa che per sopravvivere dobbiamo fare tutti, mangiare e la stessa ricerca dice che la spesa destinata a consumi alimentari è di 475 euro al mese per una famiglia tipo, alla quale faccio i miei complimenti, noi mangiamo troppo o compriamo poche offerte.
475 X 12 = 5.700 in un anno con un aumento di 57 euro di  Iva, mancano ancora luce, gas, affitto, mutuo, spese condominiali, immondizia, benzina assicurazione, bollo e via elencando.
Quello che è certo è che la riduzione Irpef di 150 euro si è già ridotta a 93 euro, ed abbiamo fatto solo colazione.
Sempre da questa ricerca Istat del 2009 dice che la famiglia media italiana spende 2485 euro al mese, se lavorano in due con gli stipendi che girano. Totale all’anno 29.820 ed ammesso che l’Iva porti con se solo l’1% di aumento, cosa a cui non credo perchè l’Iva è come una palla di neve che rotola e diventa un pallone, 298 euro di riduzione Irpef se ne sono già andati.
Il primo scaglione ha già speso 148 euro in più ed il secondo, quelli più fortunati, spenderanno solo 18 euro in più.
Ora la legge di stabilità come la chiamano loro è una grandissima presa per il culo e per di più è iniqua,   non è proporzionata alle fasce più deboli.
Tutti si riempiono la bocca, escluse le orgettine, la Carfagna e compagnia bella che non possono parlare, blaterando sul tutelare le fasce più deboli ma, oggi come sempre, ci prendono a cazzotti nei denti.
Questi conti li ho fatti da ex magazziniere in pensione, forse non saranno esatti al centesimo e troverò qualche alchimista della matematica che mi contesterà con le virgole ed i decimali, ma la sostanza non cambia.
Il salvatore della patria e delle banche ancora una volta ha colpito i più poveri, faccio notare che allo stesso tempo non ha mai colpito i palazzinari, la chiesa cattolica, la malavita, che non emette fatture e tutta la banda politico dirigenziale che guida il carrozzone Italia.
Hanno colpito qualche evasore totale e qualche falso invalido con una media di evasione o di ruberie di 10/20 anni ciascuno. Insomma rubano ed evadono mediamente, come dice il mio Istat personale, da vent’anni.
Non è ora di finirla di farci prendere per il culo? La smettiamo di guardare le tabelle di Ballarò, e di tutte le altre trasmissioni, e ci decidiamo a dare l’assalto al treno?
Mi sembra che sia l’ora. Se non ora, quando!?
P.S. Mia nonna era devotissima, scopava con il camicione con il buco. Spero, per lei, che il paradiso esista davvero così avrà potuto sperimentare un orgasmo alla vista di Dio.
Facendo incazzare mio nonno che ha fatto l’amore con il marmo per tutta la vita.
Dicono che a Cuba, in Venzuela ecc.ecc. ci sono regimi comunisti, in Italia che regime c’è? Ditemelo!
Monti è un professore di economia, nel titolo scherzavo, infatti lavora per le banche ed i palazzinari.
E’ un professore con la faccia da prete che te lo mette in quel posto volendo darti l’impressione che ti sta aiutando. Ci cadono in tanti, oltre la metà degli italiani.
Le statistiche Istat, del 2009, le ho prese qui:

Ogni famiglia spende 2485 euro mese

Ci arrivano anche i giornalisti, finalmente.
Ne hanno fatto, addirittura un dossier. Per scoprire l’acqua calda.

Come è bella la città. Dopo oltre due mesi me ne ero dimenticato, ma ad accogliermi ci sono tutti e mi è subito tornato alla mente.


Fortunatamente ha piovuto e si è rinfrescato. Ho potuto chiudere qualche finestra lasciandone aperta una ed un’altra socchiusa per far girare l’aria frizzante.
Sono quasi le tre del mattino, o della notte a secondo dei punti di vista. Dai giardini arrivano gli schiamazzi della solita compagnia di giovani, rigorosamente italiani, che passano tutti i fine settimana nei giardini vicino a casa mia.
Saranno 10 anni che vanno avanti in questo modo, hanno fatto la patente nel frattempo ed almeno non scorrazzano più all’interno dei giardini con il motorino, adesso sgommano in macchina.
All’inizio pensavo, sono ragazzini. Crescendo si faranno la ragazza e la smetteranno di far casino tutte le settimane ai giardini parlando di calcio e ridendo sguaiatamente, gli anni sono passati, il calcio è rimasto ma di ragazze non se ne sentono. Sono certo che non ce ne sono, altrimenti avrebbero cambiato i loro fine settimana.
Non so in base a che cosa, quale rito, renda obbligatorio urlare tutte le loro cazzate anche se sono a pochi centimetri uno dall’altro. A turno fanno delle battute ed allora gli altri si sentono in dovere
di ridere in modo forzato per dimostrare il loro apprezzamento facendosi  sentire ben oltre Via Padova o Via Palmanova, tutti devono sapere quanto sono divertenti i loro amici, anche a S. Siro.
Io spero che si facciano la morosa, che vengano colpiti dal dardo dell’amore, così i loro fine settimana potranno avere altre prospettive, spero.
Fa abbastanza fresco fortunatamente,  mi alzo per chiudere la finestra e mettere fine a questa rottura di palle che avevo dimenticato mentre ero  in montagna, perchè alle buone abitudini ci si abitua subito. Silenzio, pace, aria pulita.
Mi accingo a chiudere la finestra proprio nel momento in cui una coppia esce dalla sala giochi, lei è incazzatissima.
Lui deve avere troppe pretese, va bene farsi vedere mentre si fa sesso,  lo scambio o l’ammucchiata pur di farlo contento, ma questa sera deve avere esagerato con le richieste da deviazione mentale, perchè lei gli sta dando dello stronzo, vai affanculo gli grida.
Sei uno stronzo! Tu volevi mettermi incinta per condizionarmi, poi mi porti qui per fare la troia ma con me non attacca! Stronzo, stronzo, stronzo. Vado a casa da sola, non ho bisogno di uno stronzo come te che mi porti .
Lo trovo quando voglio un passaggio! Dentro di me le faccio gli auguri, che non abbia bisogno di fare denunce dopo l’autostop.
A volte sembra di essere ad Arcore, anche se là è tutto più ovattato girano molti più soldi e tutto è concordato.
Con qualche eccezione come alla sala giochi stasera.
Anche questo è amore, travestiti, scambi, guardoni, puttane,giochi di coppia ed una certezza, l’amore è interclassista.
C’è per tutti i prezzi, per tutte le tasche. Escluse per quelle dei ragazzi ai giardini.
Milano mi da il suo bentornato ed io ne faccio un post. So che c’è di peggio nella vita, ma sono anche certo che c’è di meglio. Si sa che non si può avere tutto, c’è anche chi ha paura del troppo silenzio e non riesce a dormire.
L’ho sentito dire da un prete in tv che ha la parrocchia isolata in montagna. Raccontava di gente che va a trovarlo per isolarsi nella quiete e poi scappa perchè non sopporta il silenzio, i rumori della propria testa.

E’ la prima volta che invecchio, non ho nessuna esperienza, ma come fa a restare per ore in piedi, in poltrona, in un palco senza che gli scappi?


Ho sempre bevuto tantissima acqua, anche al mattino appena sveglio bevo l’acqua. Una volta la bevevo frizzante con l’arrivo della pancia sono passato a quella naturale, ma la pancia è rimasta.
Se sono in giro dal mattino presto e magari sino a mezzogiorno devo fare una sosta entro in un bar bevo qualcosa ma è tutta una scusa per  usare il bagno. Hanno tolto tutti i vespasiani ed i più dispiaciuti sono i gay ed il sottoscritto, ma per ragioni diverse.
Pare che con l’avanzare dell’età questa esigenza sia un fatto comune, più di uno della mia età, oppure oltre, mi ha confessato che si alza di notte per fare la pipì.
L’argomento può infastidire ma è una esperienza alla quale vanno tutti incontro con l’avanzare dell’età. Il caso più eclatante, per me, è la Mirè capace di stare un intero giorno senza liberarsi da giovane ma adesso sente questa esigenza anche lei, non come me ma anche lei deve fare la sua pausa.
Mi domando come faccia uno di 85 anni a stare per ore sulla ribalta tra prediche, messa, omaggi dei fedeli, balli e canti dei giovani dell’Azione Cattolica e di Comunione e Liberazione senza mai fare una pausa.
Ha un wc chimico dietro al tendone? O magari ha un pannolone ad hoc?
Intendiamoci non è solo lui, basti pensare a Napolitano, li trovano tutti con una vescica d’acciaio o estensibile, in ogni caso hanno una salute d’acciaio anche se, spero, non siano tutti come Andreotti, indistruttibile.
Persino i ragazzotti che gli fanno festa intorno, tra una birra e l’altra, devono liberarsi e mi chiedo come faccia il Santo Padre ad avere tanta resistenza.
Ieri ho fatto due o tre lavori in casa, modifiche di impianti elettrici, manutenzione rubinetti con pulizia o sostituzione dei filtri, passato il folletto, cose così ma ad un certo punto ho dovuto fare la pausa sigaretta.
Persino Silvio, che punta ai 120 anni di bunga- bunga, una volta ha avuto un mancamento in diretta, possibile che Benedetto XVI non dica mai nel bel mezzo di una predica, magari quando dice che lo Stato italiano deve essere laico ma come vuole lui. E cioè vieti l’aborto, l’eutanasia e riconosca solo il matrimonio uomo-donna che produca i ragazzini e le ragazzine da mandare all’oratorio tra le amorevoli braccia del prete di turno, non si interrompa almeno una volta e dica: scusate il Papa deve andare in bagno, seguito dal suo maggiordomo che gli alzi la gonna, gli sposti un po’ di magliette per evitare che schizzi la tonaca bianca ed intonsa?
Cos’ha il serbatoio delle acque nere incorporato come i camper?
E’ solo una  mia curiosità, ma è permesso lasciarmi anche senza risposta, me ne farò una ragione.
Radio Popolare nell’edizione delle 7,00 ha trasmesso un servizio in cui si diceva che Viale Zara è percorso da centinaia di persone provenienti da tutto il mondo, anche dal Venezuela di Chavez, dirette al Parco Nord, dove già da due giorni o tre non si può più andare a correre o portarci i bambini, per andare all’incontro con il Papa.
Ci mancherebbe altro, siamo un paese laico ma libero, escluso l’aborto, l’eutanasia ed il matrimonio omosessuale la procreazione assistita o come cavolo si chiama la storia degli embrioni, è tutto permesso, anche le adunate cattoliche e la pedofilia clericale e non quindi hanno tutto il diritto di godersi la festa.
Ho studiato un anno dalle suore, qualche mese dai gesuiti e due anni dai salesiani, mi viene da pensare che se fossi rimasto con la fede di quei tempi, tra l’altro più subita che voluta, anch’io sarei corso al Parco Nord per trovarmi il posto migliore con provviste d’acqua, sigarette, e certamente vicino ad un wc chimico pronto alla bisogna. Ho sempre avuto una produzione di liquidi abbondante, non credo che l’entusiasmo provocato dalla vista del Santo Padre mi avrebbe bloccato la produzione.
Nonostante il mio distacco dalla fede, intorno ai 14 anni, non ho mai abbandonato l’abitudine di girare intorno agli oratori ed avevo le mie buone ragioni confermate pure da quello che mi è successo ieri.
Mentre ero fermo ad un semaforo rosso ha attraversato l’incrocio un folto gruppo di giovani provvisti di badge della manifestazione mondiale per la famiglia cattolica in mezzo al quale c’erano 4 o 5 ragazze veramente notevoli ed in modo particolare una ricciolina niente male con la quale mi sono lucidato gli occhi, nonostante la cataratta.
Sono sempre stato appassionato delle figlie di Maria ma solo se coetanee, a 18 anni ho smesso di girare intorno agli oratori. Sono tutta una contraddizione, a 10 anni volevo farmi prete, a 13 ho smesso di frequentare e di credere, ma devo avere sbagliato qualcosa, il proibito rende i vizi più piacevoli ed all’oratorio c’è sempre carne fresca in arrivo, avrei potuto essere un bravo parroco. Ho un ricordo veramente piacevole del buio delle sale cinematografiche degli oratori, esistono ancora?
Che bei tempi, per andare in bagno si aspettava la fine del primo tempo, poi ci si rituffava nel buio e si stava attenti a non essere scoperti perchè, a noi, era vietato.
Poi mi sono evoluto, al pomeriggio andavamo al cinema Loreto, il nostro Cinema Paradiso, la platea era leggermente in pendenza e per girare da una fila all’altra di poltrone erano consigliabili le catene, ci si divertiva un mondo senza nessun pretino che controllasse dove avessimo le mani e le mamme si preoccupavano perchè alle loro figliole veniva il braccio del tennista, inspiegabilmente. Avevano poca memoria, se si fossero ricordate cosa facevano da ragazzine avrebbero capito. Ci siamo passati tutti, quasi tutti.
Poca memoria l’ho anch’io, non ricordo uno dei film che ho visto al cinema Loreto, non guardavo nemmeno il manifesto che pubblicizzava il film in programmazione, per me era solo un problema logistico non avendo la patente e non sapendo dove andare per godere un po’ di intimità e scaricare gli ormoni della giovinezza.
Se qualcuno andrà al campo Volo di Bresso e vorrà togliermi questa curiosità gliene sarò grato, fatemi sapere se nel palco, dietro l’altare c’è un wc chimico altrimenti penserò che il Santo padre è un superman in tutti i sensi.
Buona giornata, spero che il tempo regga al meglio.

E poi dicono che i giovani non hanno più valori, ma non è vero. I giornali pescano solo nel torbido ma ci sono giovani che fanno volontariato, come Pier Moscagiuro.


I giornali si alimentano con il percolato morale della società italiana, studiano solo i letamai e ci sguazzano come maiali, prendete il caso dello scandalo della famiglia Bossi e di Rosy Mauro che non è l’utilizzo in proprio dei fondi della lega o il fatto che ci siano fondi in nero, questo succede in tutti i partiti, chi più chi meno.
Se vogliamo fare i pignoli il vero scandalo consiste nel fatto che il Trota, la Rosy ed il suo compagno abbiano trovato qualche istituto universitario privato disposto a vendergli una laurea, questa è la vera indecenza in tutta la vicenda.
Io vorrei vedere in faccia la commissione  che ha il coraggio di laureare il Trota ed inviterei i loro familiari, della commissione, a farli visitare al più presto possibile.
Come dice una canzone del mitico Fabrizio De Andrè dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior.
Ed i giornali che sguazzano nel letame, per vendere più copie, non hanno la sensibilità del grande cantautore, poeta oserei dire e se non fosse per me che ho scopiazzato al sua sensibilità nessuno si sarebbe accorto dello splendido fiore che è nato dal letame della lega e che nessuno ha messo in risalto.
Solo io l’ho notato questo splendido fiore, che mi ha fatto emozionare e che rivaluta del tutto la gioventù debosciata ed apolitica che la stampa di regime ci propina tutti i giorni per screditare una gioventù senza valori dedita solo alla coca ed al telefonino.
Ma si sa che le buone notizie non fanno notizia e, se non fosse per me, per la mia sensibilità, passerebbero inosservate.
Si sa che con l’avanzamento dell’età si diventa più sensibili, attenti ai particolari, una carezza acquista il suo, immenso, valore che nessun i-pad al mondo potrà mai eguagliare.
Ed è questo contrasto tra il virtuale dell’informazione, di regime, e la realtà della strada, intesa come vita reale, che ho notato l’animo splendido di questo giovanotto irriso e sbeffeggiato persino da un imbecille come Maroni, senza cuore, che dopo essersi reso colpevole di centinaia di morti immigrati e clandestini facendoli affogare in  mare si permette di sbeffeggiare un’anima candida come questo giovanotto che andrebbe citato ad esempio ai nostri giovani.
Dicono, ci fanno intendere, che il cinismo dei giovani impera, che l’odio verso la politica delle nuove generazioni è inarrestabile, ci parlano solo di indignati o del movimento di Grillo che demolisce la politica buona e cattiva, di Travaglio che si occupa solo dei bubboni e della cancrena politica e mai delle cose belle che la casta ci offre.
Ma esistono ancora giovani sani, con valori, con un diploma o una laurea ed il fatto che sia stata acquistata non toglie niente allo sforzo che questi giovani fanno per sentirsi accettati da questa società crudele che se non sono laureati entro i 28 anni sono considerati sfigati. Per forza si fanno comprare una laurea, io lo so cosa significa avere solo la terza media ed i sacrifici che ho fatto per diventare un Quadro, ma erano altri tempi.
Pier Moscargiuro, che per modestia si è dato un nome d’arte dimostrando una fantasia fuori del comune, infatti il nome d’arte è Per Mosca, tutto un programma se analizziamo il tutto in una maniera non superficiale.
So che non siete sensibili come me, non avete, poveri voi, la mia tenerezza ed il mio acume ed allora vi aiuto, dove volano le mosche? Sulla merda ed è qui che il giovanotto ci ha dato una lezione di solidarietà e di volontariato.
Che dire di un giovanotto di 36 anni che si dedica anima e corpo ad una signora sulla cinquantina per renderle felice la vita?
Che va solo ammirato, un esempio di volontariato  che io per primo dovrei imparare se solo avessi la metà delle capacità di questo figliolo. Tutti noi ci fermiamo al lato estetico, guardiamo la farfallina di Belen, il culo della modella, ignoriamo che la bellezza della persona è una cosa interiore che va ben oltre l’estetica, l’immagine, il trucco o photoschop che fa sparire la cellulite e snellire la figura.
Per Mosca ha fatto molto di più, è andato oltre l’orrido della natura, la cinquantenne decadente non baciata dalla fortuna della bellezza, una immagine che se la vedi tra il chiaro e lo scuro ti fa prendere un colpo, insomma diciamola tutta e senza che nessuno si offenda,  c’è chi nasce bello o bella e c’è chi nasce scarafone e lei lo nacque, come disse Totò.
Ve lo dico senza ironia per il semplice fatto che faccio parte degli scarafoni, anche se non so bene a quale livello, quindi in me non c’è nessuna invidia, solo un leggero ribrezzo per la signora Rosy Mauro, ribrezzo che al quale il bravo giovanotto è andato oltre dandosi al volontariato per scoprirne la bellezza interiore, culturale, dell’anima, della Rosy mauro dando una lezione a tutti noi ed a me per primo di una sensibilità superiore che non si ferma in superficie ma scruta il profondo dell’animo umano.
Ed è lì che ha dimostrato la sua grandezza, scavando nel fondo della bellezza interiore, culturale, dell’animo di Rosy Mauro.
E si è perso nel vuoto dell’assoluto.
P. S. Se qualche leghista non capisce, non ha capito il senso del post se lo faccia spiegare dai famigliari o dall’oggetto che attira, irresistibilmente, le mosche.
La Rosy Mauro è come la Corazzata Potemkim, la definizione migliore l’ha data il mitico Fantozzi: una cagata pazzesca!
Ed è questo che ha attirato Pier Mosca, meriterebbe la stima di tutti noi. 

Pare che Silvio abbia speso 11 milioni di euro in un anno per le orgettine, compresa la sarta che ha fatto il vestito da suora alla Minetti. Per la Rosy non avrebbe speso 5 euro.


Si sa che Silvio ha una debolezza, l’utilizzazione finale di prostitute innamorate di lui è senza controllo e nemmeno le figlie sono riuscite a gestirlo ma 11 milioni di euro sono quasi 22 miliardi delle vecchie lire, non dimentichiamolo.
Chiaro che si tratta di roba di prima classe, persino i giornali non le hanno chiamate prostitute ma escort, roba da serie a se non da champion e quindi i costi lievitano, Via Della Spiga non è l’Oviesse e tutto costa in proporzione.
Se poi tirano un po’ di roba buona i costi lievitano come la farina con il lievito.
Silvio ha un debole, deprecabile ma comprensibile, una minorenne che faceva dei karaoke stellari con il microfono di Silvio si è trovata diversi appartamenti, molte hanno avuto la carta di credito prepagata dai 2000 ai 5000 euro, alcune delle più brave hanno avuto la Mini cabriolet, che non è la minigonna ma un’automobile che fa tanto strafiga.
Altre hanno avuto il posto fisso, chi nel parlamento italiano e chi nel parlamento europeo, qualcuna delle preferite ha dovuto accontentarsi del Consiglio Regionale Lombardo perchè se l’è tenuta vicina, a portata di mano, anche per scarrozzare le minorenni senza dare nell’occhio.
Pur di vedere un grosso crocifisso in mezzo alle tette di qualcuna era, è, disposto a mettere sul banco 4 o 5 locali con doppi servizi e, fortunatamente, gli è sempre andata bene, qualcuna disposta a vestirsi da suora l’ha sempre trovata.
Quindi, tolta qualche battona di periferia che per adesso non ci risulta, Silvio ha dato soldi a tutte, alla Sanjust , per la quale aveva perso la testa del tutto, pare abbia messo a disposizione una casa con parecchi locali.
Insomma ha foraggiato, per amore, orgettine, veline, impiegate e commesse ma di una cosa sono certo, per la Rosy Mauro non avrebbe speso nemmeno 5 euro e lo capisco.
Solo l’Umberto poteva passare dei soldi ad un soggetto del genere, mi auguro per lui che sia solo per il fatto che è una brava badante e, quelle brave, sono difficili da trovare. Oltre al fatto che sono quasi tutte straniere e non capiscono il lombardo, stretto, che bofonchia l’Umberto.
No, alla Rosy non avrebbe dato niente nemmeno se si vestiva da suora carmelitana scalza.
Ne sono certo e, questo, me lo rende leggermente simpatico. Preferisce la carne di vitellina esteticamente piacevole. 

Marchionne ha esposto a Monti il progetto del nuovo modello, top secret, che rilancerà la Fiat. La Duna turbo ad iniezione elettronica.


Gli stabilimenti saranno salvi e la Fiat si prepara a riconquistare il 37% del mercato interno ed il 1o,5 di quello europeo con un modello che si richiama ai bei tempi della 850 special e della 127, ieri Marchionne l’ha esposto a Monti il quale è rimasto sollevato nel constatare l’impegno che la Fiat nel progettare e costruire i 47 nuovi modelli promessi dal manager più bravo di tutti.
L’arma segreta per riconquistare il mercato e che salverà l’economia italiana ed avvierà la ripresa economica, non dimentichiamo che l’automobile, dopo la mafia, è la prima impresa italiana ed è conosciuta in tutto il mondo, è un nuovo modello che si richiama all’antico ed alle gloriose tradizioni degli anni migliori quando la Fiat aveva il 60% del mercato interno.
Tutti hanno rispettato la consegna del segreto, per non rovinare la sorpresa, ma l’ottimismo spruzzava da tutti i pori di Marchionne e del Presidente Monti, persino la Fornero si è lasciata andare a risate sguaiate dimenticando le lacrime di qualche mese fa.
Una iniezione di ottimismo che rilancerà il Paese e la Fiat tra le migliori case automobilistiche europee.
Nessuna anticipazione alla stampa ed alle televisioni, nemmeno a Quattroruote, ma il fatto di aver lavorato 28 anni con la Fiat come casa madre non sono passati invano, anch’io ho i miei informatori a Mirafiori e vi posso anticipare in via convenzionale e non definitiva le caratteristiche del modello che salverà la Fiat, i lavoratori e tutti noi dalla crisi.
Il nome è quello di una vettura che è stata una tra le più amate dagli automobilisti italiani, l’unica che è riuscita ad oscurare il mito della 500, dell’850 special e della 127  ed è destinata a superare le 8.800.000 unità di un altro mito Fiat, la Uno.
Farà parte del segmento B–, per adeguarsi a Standard & Poor, e si chiamerà: Nuova Duna.
Sarà equipaggiata con motori a iniezione e diesel di nuova generazione, l’avviamento a manovella per non avere problemi con la batteria ed avranno tutte il servosterzo e condizionatore, freni a tamburo anteriori e posteriori per dare un tocco di retrò che piace tanto nei momenti di crisi quanto quasi tutti ripetono come si stava meglio prima.
Da quello che ho capito è una vettura destinata ai giovani e proiettata nel futuro perchè nascerà con la leva del cambio corta, che non spunta dai sedili.
Per i più giovani una innovazione del genere non dirà niente ma per quelli della mia età sarà un ritorno alla giovinezza, ci riporterà ai tempi in cui tagliavamo la leva del cambio della 500 perchè dava fastidio quando si faceva all’amore, qualcuno come il sottoscritto l’ha tagliata pure nella 600. Insomma chi aveva tagliato la leva del cambio era un mandrillo invidiato dagli amici perchè era un segno evidente che ci sapeva fare con le ragazze.
Anni prima che l’automobile diventasse popolare succedeva con chi aveva il plaid sulla sella della vespa o della moto, era un segno evidente che ci davano dentro parecchio nei prati di periferia.
La vicenda dell’automobile  come alcova è stata immortalata anche nelle canzoni e nei libri, la mia generazione passava giornate intere al Parco Lambro con i sedili ribaltabili, anche se Vecchioni ha preferito immortalare  il parcheggio di San Siro e non il mitico Parco Lambro o l’Idroscalo, d’altronde Milan l’è un gran Milan e non poteva inserire tutti i parchi in una strofa.
Chi, della mia generazione,  non ricorda la struggente, bellissima,  Luci a San Siro e quella strofa che dice:
ridammi ancora la mia 600 i miei vent’anni e una  ragazza che tu sai. Era il 1971 e nel gennaio del 1972 è nato mio figlio.
Volete che non mi emozioni?
Coraggio, il nuovo modello della Fiat farà bene all’economia ed anche al morale, un inno all’amore.
Marchionne è un genio una ne fa e cento ne pensa, per fare milioni.

Io la suggerirei a Marchionne come colonna sonora per il lancio della Nuova Duna.
Io, appena sarà presentata, la prenoterò sulla fiducia.  

Non ho notato un movimento particolare in occasione dell’8 marzo, quest’anno. Forse le donne al posto della mimosa dovevano lanciare la farfallina di Belen, sarebbe stato un successone.


Io ho vissuto il 68 e tutta la battaglia per l’emancipazione femminile, più volte ho scritto nel blog che la mia generazione ha dato le chiavi di casa a tutte le ragazze, le donne che sino ad allora uscivano solo se accompagnate da qualche familiare o da un fidanzato ufficiale che subentrava al comando del padre e dei fratelli nel decidere cosa dovesse fare e cosa pensare.
Alle più giovani potrà sembrare un discorso strano ma le mie coetanee e quelle con qualche anno di più, specialmente nel profondo sud, capiranno al volo cosa intendo dire.
Non solo il padre ma anche i fratelli dominavano sulle donne di casa.
Passo spesso per maschilista ed infatti lo sono, un maschilista strano che ha fatto di tutto perchè la sua compagna fosse libera indipendente di pensiero, ho vissuto tutto il periodo del movimento femminista e mi ricordo di avere detto alla Mirè: il movimento di liberazione femminile non deve essere contro di noi, dobbiamo essere insieme, uniti, e dovrete starci vicino perchè avremo degli sbandamenti, delle cadute, 4000 anni di storia maschilista non si cancellano con qualche manifestazione.
L’emancipazione femminile l’abbiamo vissuta a braccetto, sono 41 anni che andiamo a braccetto senza rinunciare a nessuna discussione più o meno accesa, ci aiuta a capirci.
Ho molto da dire sull’emancipazione femminile, per me fraintesa e buttata nel cesso e questa mattina leggo un articolo di Elisa Bellardi che scrive quanto segue:

Qualcuno direbbe che è anacronistico parlare di lotte ora. L’emancipazione femminile nel 2012? Ma per favore, chi ha più voglia di sentirle certe cose? Ci hanno dato uguali diritti, si fa per dire. Del resto ci mancherebbe. E noi cosa ne abbiamo fatto? Accorciate ancora di più le gonne, non più per protesta ma per mostrare le gambe, al posto dell’uguaglianza abbiamo cercato il successo. Tutto finito, quindi. Tanto vale regalare una mimosa e non pensarci più.

Le donne oggi sono tutte belle, speciali, principesse. Un po’ come quando, qualche settimana fa, complice l’ormai celebre farfallina di Belen, la patriottica indignazione (di pari passo con una meno “nobile” pulsione) raggiungeva livelli stellari. È tutto un blablabla. Come se “la donna” fosse una granitica categoria senza vie di mezzo né sfumature. «Siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci ancora qui» cantava la Mannoia. Già. Molto poetiche le semplificazioni e spesso si avvicinano al vero, ma attenzione. Né veline né intellettuali, la verità non solo spesso sta nel mezzo, ma ha infiniti volti. Chi ha avuto la fortuna di avere una mamma o una nonna femminista conosce la profonda comunanza di intenti con cui erano unite alle proprie compagne di lotta. Altri tempi.

Ritengo che oggi, ancora più degli anni sessanta e settanta, l’emancipazione femminile sia più che mai attuale perchè ritengo che le nuove generazioni di fanciulle, tanto per essere chiari: la maggioranza, non abbia capito niente a meno che non riteniamo emancipazione farsi riprendere mentre si fa sesso a scuola o si mandano via telefonino le foto delle tette o della passera.
Quella non è emancipazione o libertà sessuale, è zoccolaggine della quale una volta maturate, sempre che si abbia la fortuna di maturare, ci si pente amaramente.
Il protagonismo da telefonino è misero, da sconfitte, ed anche la cultura e gli ideali che ci sono dietro all’emancipazione femminile sono messi da parte durante queste ricorrenze, consumistiche e maschiliste, di cui si riempiono i giornali, l’informazione, svuotate dei loro ideali e della stessa storia.
la maggioranza della ragazze di oggi non sa nemmeno perchè si festeggia l’8 marzo, per loro è una pizzata cone le amiche , una serata libera da fidanzatini, mariti, compagni e possibilmente, magari, un bel spogliarello maschile.
Per questo ritengo che se la società dei consumi, sempre attenta al profitto ed al fatturato, avesse sostituito la mimosa con la farfallina di Belen avrebbe sbancato il banco.
La suggerisco per il prossimo anno convinto che avrà più successo del burlesque.

8 MARZO, FESTA DELLA DONNA: DALLA MIMOSA AL BURLESQUE. GUARDA IL VIDEO

 Non  ho niente contro il burlesque, non ho niente contro quelle che ritengono di essere più emancipate con il perizoma o con la minigonna che fa vedere le mutande, sono riuscito a vederne tante di mutande sia con i pantaloni che con le gonne lunghe, è solo una questione di feeling, ma vorrei solo una cosa molto semplice, che si smettesse di associare l’8 marzo ed il suo significato a queste feste consumistiche e queste femmine da strapazzo che considerano libertà ed emancipazione una questione di centimetri.
Tra l’altro mentre la mimosa ha un significato ed un senso per tutte le donne la farfallina di Belen ha significato solo se sei 1,80 e di coscia lunga.
Dato che non è possibile garantire l’avvenenza per tutti, io sono uno di quelli che l’1,80 se lo sogna, cerchiamo almeno di far crescere il cervello se non possiamo far crescere il resto.Tutto qui. 

 

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