Un post contro la campagna abbonamenti di Radio Popolare sarebbe gradito, tutti i Tg ne parlerebbero ed il ritorno mediatico tornerebbe utile.


imagesLa libertà di pensiero e di stampa ha i suoi inconvenienti, come la democrazia d’altronde, e dato che non esiste sistema migliore della democrazia per goderne dei vantaggi dobbiamo esorcizzare gli inconvenienti.
Oggi nel corriere ho letto un articolo: una donna ha ucciso il suo amante, fatto deprecabile in se ovviamente, ma è il commento che ho letto sotto che ha attirato la mia intenzione.
Si parla sempre e solo di femminicidio.
La libertà di pensiero è una gran cosa ma sappiate che parlano anche gli idioti, è il mio commento, che non voglio nemmeno spiegare tanto è evidente.
Il bello della democrazia è che ognuno di noi può decidere
, liberamente,chi siano gli idioti di turno. Se sono quelli che vedono il dito o quelli che si godono la luna. Di certo è inaccettabile che ci sia uno, qualunque, qualsiasi,  che ci voglia imporre il suo metro svizzero di valutazione dei fatti e delle persone.
Un conto è condividere e cercare di ampliare il consenso verso il proprio pensiero, la propria visione politica ed un altro è pretendere di imporre la propria visione pena espulsioni o gogne mediatiche.
I giornalisti messi sotto tiro da Grillo non hanno bisogno che io li difenda, sono molto più visibili e capaci di me, certamente non sanno che farsene della mia solidarità, al massimo possiamo condividere gli insulti che nel mio piccolo ho collezionato anch’io.
Li ho sempre considerati medaglie, all’inizio. Poi mi sono reso conto che tolte le offese non c’erano argomenti e rimanevano le offese insieme alla strana impressione che avanti di questo passo arriveremo alla selezione della “razzza intelligente” o comunque del pensiero unico.
Se l’è presa con Gramellini, senza nemmeno rendersi conto che l’intervento di Gramellini era una critica al Pd, e lui non tollera essere secondo a nessuno sia negli elogi che nelle critiche.
Più sclera, per paura delle % da prefisso telefonico, e più allontana da se chi credeva in un cambiamento auspicabile ma democratico, senza linee di pensiero imposte dall’alto. Il pensiero imposto è accettabile solo se viene dal basso perchè sarebbe l’essenza della democrazia, l’interesse dei molti contro l’interesse dei pochi, dominanti.
Penso che in Parlamento tutti abbiano argomenti per attaccare, politicamente, gli avversari, i ladri, i corrotti, i figli del sistema ed i protetti.
Non c’è bisogno, ogni volta che si prende la parola, di urlare o di offendere con la bava alla bocca.
Voler assomigliare, a tutti i costi, al comico capopopolo che fa satira fa prendere degli scivoloni dovuti alla presunzione come quando la capogruppo ha dato la patende degli onesti ai suoi e dei disonesti a chi non la pensa come loro. Meglio, come “lui”.
Io non la penso come lui e se attacco un giornalista lo attacco sugli argomenti non sul lato estetico o con battute insulse delle quali si vergognerebbe anche un maschilista come me.
Non so chi scriva i loro interventi. Potrei anche sbagliarmi ma la mia impressione è che la parte dedicata agli insulti sia sempre della stessa penna come se in mezzo alla sostanza, che c’è, ci debba essere un 20% di insulti altrimenti manca il gusto, non si riconoscono.
Le battute sono fatte con lo stampino ed alla fine annoiano, cambiano i capigruppo ma non cambia il tono delle offese come se dare dell’imbecille ad un imbecille lo rendesse più intelligente o dare del ladro ad un ladro lo facesse scomparire o smettere di rubare.
Dato che ogni cazzata che si scrive a Genova ha un impatto mediatico enorme, pur accompagnata dal solito lamento che tutti sono contro di loro e distorcono il “suo” pensiero, auspico che la prossima volta il comico più famoso al mondo si scateni contro la campagna abbonamenti di Radio Popolare certo che molti farebbero l’abbonamento pur di fargli un dispetto.
Buon anno.

Da anni scrivo che la protesta sarebbe esposa pericolosamente in quanto dominata dalla pancia e non dagli ideali. Ciò non toglie che le ragioni ci siano.


Primi_corteiHo vissuto gli anni della contestazione, tutti dal 1968 al 1977, ricordo perfettamente le battaglie metropolitane e non tra dimostranti e polizia ma ricordo pure che c’era un progetto, un obiettivo, sapevamo chi erano i nemici.
Preciso che tutto ciò dal nostro punto di vista, ovviamente.
Ad ogni modo la nostra era una battaglia ideale contro la borghesia, parassita, ed il capitalismo che non era ancora globale ma sfruttava i lavoratori come e più di adesso.
Abbiamo fatto delle conquiste ed abbiamo subito sconfitte e per tutti questi decenni mi sono posto una domanda alla quale non ho ancora risposta: se gli sfruttati sono più degli sfruttatori, i poveri più dei ricchi, come mai non siamo mai diventati vera maggioranza nelle gabine elettorali?
Perchè lo sfruttato vota per gli sfruttatori per paura di perdere le briciole che gli consentono la sopravvivenza, la lotta la lascia fare agli altri, ai sindacalizzati.
I sindacati sono attaccati da sempre, messi in cattiva luce, ed è ovvio che in mezzo a migliaia di problemi ci sia sempre un cavillo per il quale il proletario si senta in diritto di criticare senza tenere in considerazione le conquiste ottenute.
Non ho mai visto nessuno, di quelli assenti dalla lotta, rinunciare ad una conquista del sindacato. Dal diritto alla maternità quando le donne hanno smesso di fasciarsi la pancia per non essere licenziate alla giusta causa per il licenziamento da rappresaglia.
Sia chiaro per tutti che il dipendente disonesto, fannullone, parassita si è sempre potuto licenziare ma non l’hanno fatto perchè faceva comodo ai padroni per attaccare i lavoratori. Con qualche parassita in fabbrica veniva più facile attaccare i lavoratori, i diritti.
Ma quelli erano gli anni dell’ideologia, noi aspiravamo al sol dell’avvenire ed eravamo anche disposti a rinunciare qualcosa dei nostri “privilegi” purchè andasse nell’interesse della massa proletaria non protetta.
Concetti superati, obsoleti, come la solidarità tra lavoratori, precari e senza diritti.
L’impressione mia, potrei sbagliarmi ma ho il diritto di opinione, è che la rivolta, la protesta, la ribellione, non diventeranno mai rivoluzione finchè sarà affidata alla pancia e  non alla ragione, all’ideale.
La ribellione affidata alla pancia è ad alto rischio di populismo utile solo a preparare la strada ad un regime. Aggiungo che siamo in una situazione nella quale non possiamo nemmeno scegliere il colore del regime prossimo futuro nel senso che quando il manifestante dice di non essere di destra e nemmeno di sinistra è automatico, da sempre come insegna la storia, che il regime sarà di destra.
Tutti hanno le loro ragioni, se li ascolti uno per uno ti viene spontaneo dargli ragione, ma se non conosci la storia del manifestante e consideri che è senza ideali capisci che di sociale, di solidarietà di classe, questa rivolata non ha niente farà solo gli interessi del sistema di potere camaleontico che, prima ricula sotto ai colpi della rivolta, poi ne prende la guida e la porta dove vuole.
Persino Brunetta cavalca l’onda come Berlusconi e Grillo.
Le rivolte andrebbero preparate a freddo, con un progetto, un obiettivo, cercando consensi tra chi vorrebbe farla. Il resto è terrorismo ideologico, come fu quello di destra o di sinistra. La rivolta dovrebbe essere in primis culturale se invece l’affidiamo alla pancia si spegnerà appena avranno, avremo, un piatto di pasta.
Dopo un ventennio di dominio culturale che ha distrutto, direi mimetizzato la destra e distrutto la sinistra, non ci va più bene niente ed a prima vista hanno pure ragione. Ragionando a caldo nessuno della classe dirigente o politica è difendibile e questo perchè abbiamo “sposato” in toto il capitalismo dimenticando, calpestando la Costituzione ed i suoi principi.
Tutto ciò prepara la strada alla destra. Il disfattismo nel quale sguazziamo dove tutti sono disonesti, io escluso, ci porta al tanto peggio tanto meglio, al diffidare del vicino, del compagno di strada ed alla speranza di risolvere i problemi individuali e non della massa.
Molti, troppi, soffiano sul fuoco e la prossima marcia su Roma sarà peggiore della precedente perchè mentre la prima era guidata dai fascisti, che ovviamente non apprezzo tutt’altro, questa è affidata alla pancia e non alla ragione seppure sbagliata, sconfitta dalla storia.
Di impresentabile, tra quelli che dovrebbero “andare a casa” non c’è solo la casta politica c’è la classe dirigente italiana, la Confindustria, la mafia, la camorra, l’ndrangheta e buona parte degli italiani che hanno sostenuto questo sistema per decenni e decenni senza rendersi conto che mentre il pregiudicato è diventato sempre più ricco noi siamo diventati più poveri.
Inutile prendersela con L’Europa, che ha i suoi limiti e deve migliorare molto, con l’euro perchè come ha detto Rampini la mafia, la camorra, l’ndrangheta ed una amministrazione corrotta l’abbiamo da un centinaio d’anni prima che arrivasse l’Europa unita.
Anche gli italiani li abbiamo da prima, quelli che hanno votato e sostenuto questa situazione, purtroppo tedeschi, inglesi, francesi o chi per esso non votano al nostro posto ed i farabutti li abbiamo votati noi.
Credevo nell’Europa unita perchè speravo che l’etica del nord Europa ci avrebbe aiutato nel combattere l’etica brancaleonistica che ci contraddistingue da centinaia di anni.
Ci credo ancora perchè se uscissimo dall’Europa saremmo in balia di mafia, camorra, ‘ndrangheta, un’amministrazione corrotta ed un popolo al quale è sempre andato tutto bene, anche il fascismo, pur di avere una scodella di farina e qualche orticello da coltivare.
Se il potere molla qualche euro alle lobbies, ai rivoltosi dominati dalla pancia, la rivolta si spegne e non diventerà mai una RIVOLUZIONE perchè la rivoluzione è di idee  non di pancia.
Sono vecchio, superato, nostalgico e chiudo con la lettera del Che alle sue figlie, il suo testamento.

«Ai miei bambini

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto

Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto.

Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.

Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e imparate a usare la tecnologia, che ci permette di dominare la natura. Ricordatevi che la rivoluzione è quello che conta, e che ognuno di noi, da solo, non conta niente.

Ma più di ogni cosa, imparate a sentire profondamente tutte le ingiustizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzionario.

Per sempre, bambini miei. Spero comunque di rivedervi.

Un grosso bacio e un grande abbraccio,

Papà
P.S. la foto l’ho messa in onore ai ragazzi della Sapienza. Oggi come ieri.

 

Grillo teme la deriva a sinistra? E’ per questo che spaccia la guerra civile per rivoluzione.


indexOgnuno sceglie il suo capro espiatorio e tutti guardano a quello dimenticando il vero nocciolo in questione.
Grillo scrive ai vertici delle forze dell’ordine invitandoli a non proteggere ” questi politici” che ci hanno portato alla rovina.
Ecco, i politici sono diventati il capro espiatorio di tutte le malefatte distogliendo l’attenzione dai veri problemi dell’Italia e del mondo.
Non sono solo i politici, che ci hanno portati alla rovina, erano in ottima compagnia.
Partiamo dalla classe dirigente italiana a metà tra la corruzione, l’evasione e la lotta ai proletari.
Per oltre un decennio il problema dell’economia italiana è stato l’art. 18. Ci, scusate, vi hanno convinto che la soluzione dei problemi sarebbe stata togliere i diritti ai lavoratori, oggi i lavoratori non hanno diritti e quando va bene sono precari.
Eppure stiamo andando a fondo.
Noi, italiani, siamo un popolo a maggioranza di opportunisti che guardano solo al proprio orticello, se ne fregano delle regole e si attaccano come parassiti a qualche condono ed a chi lo promette.
Quindi dimenticare la maggioranza degli italiani che ci hanno imposto un ventennio di P2 con il loro voto è una colpevole ignoranza sia da parte di chi dimentica, come se fossero innocenti, sia da parte dell’elettore che ha volutamente eletto chi aveva promesso condoni, affari ed ha innescato la guerra tra padri e figli, attraverso le pensioni, nella quale sono caduti i qualunquisti di destra e di sinistra.
Grillo e tutti quelli incattiviti come lui dimenticano la finanza parassita, che non ha niente a che vedere con il capitalismo produttivo, l’unica cosa che li unisce è la guerra ai diritti dei lavoratori la passione sfrenata per rendere la massa precaria, ricattabile in ogni momento se vuole sopravvivere.
Invece di scendere sul campo degli ideali ci hanno fatto scendere sul piano dei conti prettamente economici ed ecco che anche chi si spaccia per opposizione al capitalismo si trova concorde nel chiudere le fabbriche, rendono poco, sono in passivo, ed il risultato è che i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri non solo sono più poveri ma pure più numerosi.
E’ l’unico indice in crescita che il capitalismo e la politica della destra è stato capace di offrirci. Io direi che ha “voluto” offrirci.
Destra e sinistra e per sinistra intendo gli ideali della sinistra, non esistono più dicono e chi si permette di ricordarli viene tacciato per vecchio rincoglionito che non ha capito un cazzo.
C’è solo un problema: quale prospettiva mi proponete al suo posto? La revisione del capitalismo attraverso le class action?
Compreremo tutti le azioni della Telecom per partecipare alle assemblee dei soci per cambiare il capitalismo dall’interno?

La “rivoluzione” invocata o proposta da Grillo mi puzza molto, troppo, di guerra civile perchè la vera rivoluzione ha un che di democratico anche nella sua crudeltà, le rivoluzioni non si fanno con i fiori e costano lacrime e sangue. Lacrime e sangue in nome dell’uguaglianza, della democrazia, dei diritti della maggioranza e non lacrime e sangue derivanti dall’odio per l’avversario e verso chi non la pensa come noi.
Con questa confusione di ideali, voluta, coltivata, imposta con tutti i mezzi possibili di informazione dalla P2, viene facile la nascita di un populismo di massa incattivito è il terriccio ideale per far crescere la pianta del populismo fascista che come acqua per innaffiarsi e crescere usa il capro espiatorio in attesa della nuova marcia su Roma.
Adesso gli stessi italiani che hanno votato per la P2 per un ventennio sono incattiviti. Alcuni di loro, insieme ai delusi della sinistra che non sono mai andati in sezione ma si sono limitati ai mi piace di Facebook convinti di fare la rivoluzione, si ribellano ed uniscono gli estremismi di destra e di sinistra in un populismo esasperato che è figlio della destra estrema, lo stesso che ha portato alla nascita del fascismo e del nazismo.
Direi che il progetto della Propaganda 2 abbia preso a viaggiare spedito ed anche se il suo principale esecutore è stato estromesso, è diventato un pregiudicato, ha culturalmente infettato gli italiani. Il bastone della staffetta passa di mano in mano: pregiudicato, Grillo, Renzi e per l’ultima frazione basterà anche Brunetta.
L’importante è evitare la deriva a destra, spacciare per rivoluzione la guerra civile.
Cominciamo a fare le liste di prescrizione, mettere alla gogna i nemici, tra qualche anno ci diranno che la colpa di tutto questo è di qualche giornalista che ci critica e non del capitalismo finanziario parassita che sa solo produrre disuguaglianze e poveri, nuovi poveri.
Va bene dunque vivere una vita in precarietà l’importante è evitare la deriva a sinistra e per far questo è utile appellarsi alle forze dell’ordine, notoriamente democratiche.
Augusto José Ramón Grillo Ugarte, è il futuro che ci viene proposto. Tutto va bene purchè si eviti la deriva a sinistra.
La colpa è  dell’Europa o dell’euro, non è del capitalismo. In un Paese dove il 10% degli italiani ha in cassa il 50% della ricchezza nazionale, cosa che non esiste al mondo, la colpa è dei pensionati che hanno troppi diritti e degli operai della Fiom che li difendono e dei comunisti incalliti che sono invitati al suicidio per il bene delle loro famiglie.
L’importante è evitare la deriva a sinistra, non avere % da prefisso telefonico.
Un opportunismo agghiacciante per spegnere il barlume di luce che è rimasto in qualche cervello dopo vent’anni di berlusconimo piduista.
Ecco Grillo, questa è l’unica deriva che dovevi evitare, finire nel berlusconismo piduista della desta ed è lì che ci vuoi portare.
Pasolini, con la poesia su Valla Giulia, ci invitava a non confondere la guerra civile con la rivoluzione. Inascoltato come sempre, come quando ci aveva avvisato dei pericoli della televisione.
Anche Celentano se la prende con i politici, dimentica pure lui che chi costruisce una casa sul greto di un fiume elegge il politico che gli farà il condono e dimentica pure la classe dirigente, la Confindustria. In sintesi.
Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi.

Non ce la fa, è cresciuto all’oratorio. Confonde la carità con la solidarietà ed è in buona fede, questo è il guaio.


imagesLa Chiesa, illuminata, ha scoperto da tempo la differenza tra la solidarietà e la carità.
La solidarietà ti da gli strumenti, le istruzioni, per liberarti ed aiutarti a fare da solo. Ti insegna a fare il pozzo, la carità ti regala la bottiglietta di acqua minerale ma non ti insegna come procurarti l’acqua e renderti indipendente.
Tra l’altro la carità è una potente lavatrice per la coscienza dei cattolici che sfruttano il tuo lavoro e poi ti fanno la carità con i tuoi soldi e si mettono a posto la coscienza.
Lui è cresciuto all’oratorio ed ha un’idea del sindacato, delle pensioni, del welfare in genere che è prettamente capitalista.
Non mi piace ma devo considerarlo in buonafede, altrimenti dovrei considerarlo un genio, ed è qui il suo limite, l’humus in cui è cresciuto.
Se devo considerare il Pd come partito di sinistra, cosa della quale non sono convinto, ritengo che il risultato di ieri sia praticamente un suicidio se invece, come ritengo, il Pd è un partito di centro formato dai democristiani più presentabili dell’ex Dc
devo dire che hanno raggiunto lo scopo.
Due o tre cose le condivido, c’è sempre un particolare che si può condividere, ma è tutto il resto del progetto che è impossibile da condividere.
Ora Epifani invoca l’unità del partito mentre io auspico che l’occasione non vada persa per dividersi e formare un partito veramente di sinistra che ci faccia sapere cosa ne pensa del capitalismo globale.
Un gionale del nord, vicino alla lega, titola: Largo ai giovani!
Se i giovani sono Renzi e Salvini siamo a posto, siete a posto perchè io ho un callo d’opposizione che ha più di 50 anni. Ho l’abitudine.
Preciso che, per me, il nuovo non è nemmeno il M5S inteso come “gruppo dirigente” mentre tra la base ci sono molti giovani bravi e volonterosi che, purtoppo, sono guidati da un fascista di ritorno.
Da come ha trattato, tratta, i suoi eletti, dalle liste di prescrizione dei gionalisti, dalla leggerezza con cui tratta Casa Poud o la destra estrema francese Grillo non mi da nessuna garanzia, temo che tra poco dia fuoco a libri e giornali in Piazza Ferrari a Genova.
Ovviamente dopo averli esposti al ludibrio ed all’offesa sul suo blog.
Certi commenti hanno la bava alla bocca, tra poco proporranno l’obbligatorità di un simbolo ad hoc per chi non la pensa come loro.
Giusto per riconoscersi in piazza e fare prima.
La destra cavalca i forconi, gli ex comunisti nel Pd eleggono come segretario un democristiano, il pregiudicato cerca alleanze con lega e M5S per abbattere lo Stato e la democrazia e la sinistra non riesce a fare un discorso unitario.
Certamente non viviamo un risorgimento ma un medioevo culturale ed ideologico.
Maggioranza bulgara per la restaurazione, anche il pregiudicato ha avuto vent’anni di maggioranza, ed il bello è che chi ha votato Renzi è convinto di aver votato per il cambiamento.
Gli unici che hanno vinto sono i fiorentini che se lo sono tolto di mezzo, lui e la sua bicicletta.
E’ un misto tra Monti,il pregiudicato e Letta. Un democristiano doc.
L’apparato è stato distrutto, è l’unica cosa positiva, ma per distruggerlo non era necessario andare a destra, cancellare la storia.
Chi non è iscritto non dovrebbe votare, se non ho azioni della Fiat non posso partecipare all’assemblea dei soci.
Un amico di Marchionne sarà in grado di capire cosa intendo dire.

Non cercate qualcosa di sinistra sull’Unità, leggete Famiglia Cristiana. Ve lo dice un ateo che cerca di informarsi, di trovare quel rivolo di idee di sinistra che sono state sepolte dal berlusconismo e che il suo nipotino di sinistra cerca di coprire sotto una pietra tombale.


copertina_morti_prato_interna_861051Perché i morti di Prato sono italiani
Questo è il titolo dell’articolo che ho letto su Famiglia Cristiana, molto interessante perchè ormai nessun quotidiano si interessa nel modo giusto della cosiddetta globalizzazione che altro non è che l’esportazione dello sfruttamento e della miseria in morte parti del mondo.
Anche in Italia, per sopravvivere e per mancanza di coscienza di classe, buona parte degli italiani è costretta a lavorare e vivere come in India, Thainlandia, Vietnam, Cina.
Mentre i ricchi e la finanza parassita sono sempre più ricchi la miseria non bussa più nemmeno alla porta, si è seduta alla nostra tavola.
Parlate con chi abita vicino a voi, quelli del vostro quartiere e vedrete, scoprirete, delle cose inimmaginabili.
C’è chi non paga l’affitto da mesi, chi non ce la fa a fare la spesa e pagare le bollette e molti si affidano alla pensione dei loro anziani sempre se hanno la fortuna di averli ancora vivi.
Certo non sono tutti così ma sono più di quanto potreste immaginare.
L’anticomunismo becero che da decenni si coltiva ed alleva in Italia ha vinto su tutta la linea, partito dalla P2 ha inquinato anche la sinistra e tutto il resto basti pensare a cosa ne pensano i grillini e Grillo stesso che è terrorizzato dalla deriva a sinistra.
Pur di non fare una scelta di campo contro il capitalismo si lancia nella guerra all’euro come se l’euro fosse il problema e non il fatto che l’osservatorio, voluto da Prodi, che avrebbe dovuto vigilare sulle speculazioni sulla moneta unica, è stato decapitato dopo avergli impedito di agire.
Ma non fa niente, le ideologie sono superate e tutti mi ricordano l’Urss, la Cina ecc.ecc. perchè nessuno si ricorda del Partito Comunista Italiano. La via democratica al socialismo.
Il socialismo è stato sconfitto e c’è chi canta vittoria, chi ha il terrore dei comunisti e chi si ritiene oltre e sopra la destra e la sinistra ma in ogni caso immerso dentro al capitalismo ed alla globalizzazione.
Non basta una riga, un post, contro la globalizzazione si deve combatterla ed essere contro al capitalismo e non pensare di sconfiggere gli sfruttatori parassiti con una class action che è stata inventata dai capitalisti stessi perchè sono più forti ed hanno i migliori avvocati.
Dopo che hanno terrorizzato la massa lavandole il cervello, convincendola che il problema sono le pensioni dei padri e dei nonni e non la perdita dei diritti dei nipoti il risultato è questo, quello che vediamo sotto i nostri occhi, sempre che vogliamo vederci chiaro e non adagiarsi sulla propaganda del regime capitalista.
1463223_652438934794147_1530975125_nSo che vi da fastidio, ma mi piace mettere il dito sulla piaga, è giusto che anche voi ve ne rendiate conto.

Si avvicina il Natale e con esso il totalitarismo cattolico di un popolo religioso per consuetudine, senza partecipazione effettiva.


__s1__visco.m__2013__11__28__benedizione_40_0_355_266_0.jpg_W300Leggo che una Preside di un istituto di Varese ha detto: Benedizione di Natale? Fuori lezione. Ne è nato un vespaio da parte di alcuni genitori che hanno iniziato una raccolta di firme per ” imporre la benedizione natalizia durante l’orario di lezione” a tutti, cattolici e non.
Ho vissuto le stesse” battaglie” sul finire degli anni 70 inizio anni 80 in quanto mi opponevo alla messa di inizio anno scolastico, quella della fine e delle varie benedizioni che venivano imposte durante l’anno scolastico.
In poche centinaia di metri c’erano l’asilo, la scuola elementare, le medie e la chiesa parrocchiale.
L’unica scuola che rispettava la legge era l’asilo le altre sembravano una succursale della parrocchia, ogni occasione era buona perchè ci fosse un prete bardato ad hoc per qualche benedizione o preghiera.
Il tutto al di fuori della legge perchè non sta scritto da nessuna parte che la scuola debba ospitare cerimonie religiose.
Ho sempre ritenuto che la fede, la religione, sia un fatto personale e quindi non possa essere imposta da nessuna istituzione pubblica ma vedo che c’è ancora chi ci prova.
La cosa più fastidiosa in queste occasioni è che i cattolici occasionali, quelli che si ricordano dei sacramenti in occasione di battesimi, comunioni, cresime, matrimoni e funerali, diventano talebani e non accettano le ragioni degli altri.
Tutto perchè vedono in queste cerimonie un’occasione di festa, quando si tratta del Natale ed una consuetudine quando si tratta delle altre occasioni.
Pochi lo fanno perchè ci credono, frequentano, partecipano. La maggioranza lo fa perchè si è sempre fatto ed è pure un’occasione per chiacchierare e ridere durante la rimpatriata imposta per l’occasione.
C’è gente che va in chiesa solo nelle occasioni che ho citato ma guai se qualcuno le tocca, contesta o si richiama alla legge come nel caso della scuola.
Dai tempi delle mie contestazioni ad oggi è cambiato tutto nelle scuole nel senso che ci sono molti bambini di altre religioni che andrebbero rispettati pure loro, visto che stiamo parlando di scuola pubblica, che ha solo il dovere di dare istruzione e non di imporre una qualsiasi religione o la ripetizzione di riti legati all’abitudine, tanto di benedizione non è mai morto nessuno e da qualche centinaio di anni i roghi non si usano più.
I rappresentanti di Comunione e Liberazione, mi riferisco sempre a quegli anni, avevano tentato di mettere all’ordine del giorno nel Consiglio di Quartiere l’invito al parroco per la benedizione natalizia dei locali e dei partecipanti ai lavoro del consiglio.
Mi sono opposto. Se dobbiamo invitare il parroco, dissi in quell’occasione, all’ora dobbiamo invitare l’iman, un buddista, un ortodosso, uno stregone africano. Insomma un rappresentante per ogni religione esistente sulla terra per rispettare la democrazia della quale il Consiglio di Quartiere era garante.
Facciamo prima se ognuno di noi, se lo ritenesse necessario, vada a farsi benedire da chi ritiene più opportuno.
Il parroco non venne mai a benedire il Consiglio di Quartiere 2 di Sesto S. Giovanni.
Mi pare che non se ne sia accorto nessuno e nessuno di noi ha impedito ai due rappresentanti di C.L. di andare a farsi benedire.
Vedo che 40 anni dopo, più o meno, non è cambiato molto nell’approccio che gli italiani cattolici hanno con la religione, la frequentano a spanne come fanno con tutto il resto.
Per questo siamo in queste condizioni, abbiamo questi partiti ed eleggiamo questi rappresentanti del popolo.
Un mio nipote mi voleva come padrino, non mi ricordo se fosse comunione o cresima, e dissi che non mi sembrava il caso che un ateo facesse da padrino in una cerimonia cattolica.
Chiesero al prete se fosse possibile e lui rispose non c’erano problemi, tanto si trattava solo di una cerimonia che non avrebbe avuto conseguenze. Più o meno il succo del discorso era questo.
Ovviamente rifiutai, se non ci crede il prete ai suoi sacramenti ci devo credere io?
Quanti fanno da padrini ai nipoti e sono lustri che non vanno in chesa? Decenni che non pregano?
Ma non toccate la benedizione di Natale ai cattolici italiani, anzi, imponiamola anche agli atei ed ai mussulmani.
Si è sempre fatto così.
Buone feste.

Mancano leader politici di spessore, Renzi è l’esempio più eclatante, ma anche le nuove leve della commissione cultura non scherzano. Hanno studiato la storia con le battute di un comico.


leuzzi_lorussoSi sa che i leader di una volta non esistono più, ce li siamo giocati tutti con la prima Repubblica.
Se pensiamo che il candidato, in pectore, a guidare il Pd è un liberista come Matteo Renzi che si distingue da Berlusconi perchè non mette ancora il cerone, si capisce perchè penso che i leader di una volta non esistono più.
Sembra che le nuove leve della politica abbiano tutti studiato ad Arcore, sentire parlare Renzi dell’art.18, della riforma Fornero e del “suo” nuovo che avanza fa venire i brividi.
Si, perchè si può dire di tutto della Dc, del Psi e del Pci ma non dimentico che la Dc fu anche Giorgio La pira e Giuseppe Dossetti, il Psi fu anche quello di Pertini, Lombardi, Nenni, Turati e non solo di Craxi.
Il “mio” Pci fu quello di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, della via democratica al socialismo.
Leggo che in Commissione Cultura le nuove leve della politica italiana, elette nelle file del M5S, in occasione di un premio istituito alla Camera in memoria di Giuseppe Di Vagno, socialista pugliese ucciso dai fascisti nel 1921 e ricordato come il Matteotti del sud, si oppongono all’uso della parola socialista, meglio sostituirla con “uomo di cultura sociale, economica, ambientale”.
Dal M5S mi aspetto di tutto, chi si ritiene oltre e sopra la destra e la sinistra non ha il senso della storia ma che le radici delle loro convinzioni sul  nuovo affondino nella cultura da cabaret del loro comandante ed in qualche memorabile battuta del capopopolo mi sembra preoccupante.
Nati e cresciuti dopo la battuta memorabile sui socialisti hanno creduto opportuno non documentarsi, non leggere, non studiare, non sapere.
A loro basta ed avanza l’assioma socialista-ladro ed a nulla serve il sangue versato dai socialisti per la democrazia e la libertà.
Socialista, per loro, equivale ad un insulto meglio:
“uomo di cultura sociale, economica, ambientale”.
E’ la stessa filosofia con la quale hanno accettato di discutere con quelli di Casa Pound.

Grillo ai militanti di Casa Pound:
“Se lo volete, benvenuti nei 5 Stelle”
Il leader M5S davanti al Viminale
con il candidato del movimento
di estrema destra: “Io antifascista?
Non è un problema che mi compete.
Alcune delle loro idee condivisibili”
Ecco se togliete fascista e mettete “uomo di cultura sociale, economica, ambientale” capirete che destra e sinistra non esistono più e che socialista o fascista fa lo stesso, tutti sono uomini di cultura sociale, economica, ambientale.
Perchè sia chiaro che “alcune idee sono condivisibili”, non importa da dove vengono e la storia che hanno dietro, se siano i forni o la democrazia.
Sciacquatevi la bocca prima di parlare di socialismo, documentatevi nel web e smettetela di sparare cazzate.
Non vorrei che la parola socialista sia un aggettivo rifiutato dal M5S in quanto rappresentante di una deriva a sinistra della quale hanno terrore.
Meglio Casa Pound, la casa è sempre accogliente.

 

Se l’informazione si limita a segnalare la “violenza”, gli scontri tra manifestanti e polizia senza spiegarne le ragioni fa solo un servizio al sistema.


imagesDa sempre il popolino  è infastidito per scioperi o manifestazioni che non lo toccassero direttamente, quante volte abbiamo sentito lamentele sui disagi di uno sciopero al grido di: io devo andare a lavorare ed i mezzi non vanno.
Ognuno pensa ai fatti suoi e non guarda oltre al metro davanti a se.
L’informazione ci sguazza, vengono messi in risalto gli scontri, enfatizzati, coltivando lo sdegno di chi osserva senza sapere, conoscere, toccare le motivazioni.
Si mette a fuoco, eufemismo, il cassonetto bruciato e non le ragioni che hanno spinto alla protesta migliaia di studenti, lavoratori, disoccupati, famiglie che hanno perso la casa.
Se non fosse per il fatto che, ogni tanto, nelle foto che riprendono gli scontri tra forse dell'”ordine” e manifestanti si intravvede uno striscione con la sintesi della protesta non sapremmo mai perchè e percome sono scesi in piazza.
Siamo scesi in piazza.
Se solo le forze dell’ordine conoscessero le ragioni dei manifestanti non escludo che manifesterebbero pure loro, certamente hanno dei familiari, parenti, amici che sono toccati dai temi che portano alla contestazione.
Per capire si attenderà la rivolta anche se è ancora presto, per la rivolta. La strategia del sistema per contenere la “pace sociale” è astuta e divide il popolino in fasce protette, o comunque non comunicanti, utili a fare da scudo alla borghesia parassita che ci ha ridotti in queste condizioni.
15% di dis0ccupati, 25% di precari, 25% di poveri presi dalla sopravvivenza
, 25% di occupati fanno da scudo e filtro al 10% di italiani che detengono il 47%, ed oltre, della ricchezza nazionale.
Nella scuola privata vicino a casa mia, che ha delle rette più alte dello stipendio di un precario, si parla solo di feste e di dove si andrà nel prossimo ponte e quando c’è uno sciopero che intralcia il loro muoversi con il Suv partono subito le lamentele, si indignano, tanto loro il problema della casa non l’avranno mai. Sono coperti e per la solidarietà con il povero bastano gli sms o la messa della domenica.
Hanno scelto la scuola privata, sostenuta dalle nostre tasse, per non avere problemi di sciopero. Le suore non scioperano ed una di quasi 80 anni può guardare 40 bambini senza che nessuno faccia una piega. Ma solo per un’ora, poco più. Se succedesse in una scuola pubblica sarebbe uno scandalo.
Negli ultimi anni la fascia di povertà si è ampliata, ha toccato anche quello che una volta era il “ceto medio” basti pensare ai bancari e non solo loro.
Ma finchè si saranno le fasce protettive, create ad arte, eliminando la lotta di classe che univa tutto o quasi il proletariato in genere, almeno quello illuminato, avranno la partita in pugno, è come se partissero con due rigori in favore.
L’importante è che si suoni la grancassa sugli scontri, sul cassonetto che brucia, sulla vetrina infranta e non si faccia sapere al cittadino medio e teledipendente le ragioni della protesta.
Un manifesto degli studenti diceva: Scuola pubblica fa paura come tutta la cultura.
E’ la sintesi che spiega la ragione per cui l’informazione non informa, indica il dito e non la luna.
Parliamo tanto degli scontri ma, attenti, a non spiegare le ragioni.
Dobbiamo affidarci al passaparola.
I sindacati sono più presi ad organizzare il servizio d’ordine che a far conoscere le motivazioni dello scipero, della manifestazione.
Il loro orgoglio è poter dire, dopo: avete visto quanto siamo stati bravi? Non abbiamo rotto nessuna vetrina di una banca, solo un po’ di spray.

Oggi voglio parlare di Sky. So che abbiamo altre priorità ma, dato che sono abbonato dalla prima ora, mi interessa parlarne.


imagesAppena uscita Telepiù, nel 1990, mi sono abbonato in quanto allergico alla pubblicità. Dopo avere rotto le scatole a tutta la famiglia perchè volevo il telecomando in mano per cambiare canale nel momento della pubblicità mi sono abbonato a Telepiù che, in quei tempi, in effetti ne faceva poca.
Appassionato di sport, documentari e qualche film classico non mi sembrava vero di vedere i miei programmi senza pubblicità.
Ovvio che quando Sky ha preso in mano tutto ho rinnovato il mio abbonamento.
Oggi ho scritto una email a Sky di protesta, questa:
E’ anomalo che un cliente Sky non abbia possibilita’ di scrivere una lamentela in merito al servizio per il quale paga un abbonamento salato. Non so se questa email avra’ una risposta, dati i precedenti, ma so che sono in molti a lamentarsi come me. I punti che contesto sono 3. 1 Il commento di Juventus Napoli e’ stato indecente. Se Bergomi non riesce ad essere obiettivo fategli commentare solo l’Inter. 2 E’ intollerabile che durante la partita ci siano spot che impediscono le immagini anche se per pochi secondi. In una tv a pagamento di pubblicita’ ce ne’ sin troppa. 3 E’ odioso che la linea telefonica a pagamento dell’assistenza sia infarcita di pubblicita’, da X Factor in poi, alla quale non frega niente nessuno dato che si chiama per assistenza tecnica. Inutile ripetere che esiste il fai da te on line se uno telefona: o non ha il Pc o il fai da te con lui non ha funzionato. Visto che non abbiamo possibilita’ di esprimere la nostra opinione temo che l’unica soluzione sia la disdetta dell’abbonamento. Ci sto pensando. Buona giornata. Natalino Grigolato, un abbonato della prima ora.
Al di là della battuta su Bergomi, che poveretto non ci arriva a fare una cronaca senza farsi invadere dal suo tifo prescritto, quello che mi interessa è il punto 3.
Se uno chiama per avere assistenza si può presumere che abbia due possibilità o non ha risolto niente con il fai da te on line oppure non ha neppure un pc per collegarsi e, quindi, si mette in contatto con qualcuno per avere assistenza.
Non so se avete mai provato a fare il N° dell’assistenza Sky, quello con il 199 non quello gratuito dove risponde in automatico e non serve a nulla. Prima ti dice quanto costa la telefonata da fisso o da cellulare e poi va avanti per qualche secondo con pubblicità della quale non te ne frega niente. In questo periodo va di moda X-Factor, sembra che se non guardi X-Factor sei un coglione.
Il problema è che di X-Factor non me ne frega niente, nemmeno il suo enorme successo è riuscito ad interessarmi minimamente, come non me ne frega niente del prossimo film che tutti dobbiamo vedere perchè è una meraviglia delle meraviglie.
Se chiamo l’assistenza è inutile che stai un paio di minuti per dirmi se ho già provato on line è evidente che, anche se ci avessi provato, evidentemente non ho risolto.
Un servizio che fa fatturato pure sui secondi che ti fanno perdere al telefono.
L’altro punto è che è abbastanza anomalo, per me, che non ci sia un indirizzo email per le lamentele dei clienti e per comunicare con loro ci sia solo la casella postale.
Figuratevi se mi metto a scrivere una lettere e poi vado a spedirla dopo che tutto il mondo una l’email.
E’ solo un modo per tagliare fuori il “cliente” e togliergli la parola.
Adesso voi mi direte, non rompere le palle e disdici l’abbonamento se non ti va ma dato che il pianeta terra offre solo questo sistema di televisione a pagamento se voglio vedere sport o documentari devo sottostare al ricatto in attesa che ci sia un concorrende che non sia il pregiudicato.
Però in un modo o nell’altro voglio dire la mia e l’ho fatto. Sky è comunque superiore alla Rai a Mediaset ed a tutte le tv private della Lombardia, è immersa nel capitalismo globale. Tutto qui.

Ho sempre pensato che un ladro finito in carcere sia un poveretto, abiti in ringhiera, sia il classico emarginato. Forse deviato dal cinema ma certe immagini, ammetto, che mi danno fastidio. Ma sono io che sbaglio, che penso male.


20080316130632!I_soliti_ignoti_3Ho guardato per pochi minuti Servizio Pubblico ed ho visto il servizio sul carcere di Poggioreale. Tralascio il problema carceri in se, esiste ed è inutile nasconderlo, sono da sempre convinto che il poveretto paga, nel senso che va in galera,  e chi ha i soldi no, o almeno succede raramente.
Non voglio fare il fenomeno, il garantista ad ogni costo, anche se attraverso radio Popolare, mi pare che la trasmissione si chiami Radio Carcere, ho avuto modo di seguire le vicissitudini dei carcerati di Opera o S. Vittore e dei loro familiari ed ho conosciuto storie di rivincita ma anche di emarginazione.
Ed allora che cosa mi ha infastidito? E se mi ha infastidito ho dei buoni motivi oppure il problema è nella mia testa?
Alludo al fatto che il carcerato povero, l’escluso dalla società, quello delle periferie o delle borgate l’ho sempre immaginato con le scarpe rotte ed i pantaloni usurati oltre misura o con la giacca di recupero sempre troppo stretta.
La fila dei parenti, mogli, fidanzate, compagne era lunga fuori dal carcere di Poggioreale ma non so perchè, come mai, il mio sguardo è stato attirato dai particolari che, forse, mi hanno portato fuori strada.
C’erano gli alimenti, probabilmente il rancio fa schifo ed è comprensibile, ma quello che la mia mente rifiuta è il parente con il telefonino, l’iphone, gli anelli al dito che magari sono bigiotteria intendiamoci, i capelli freschi di parrucchiera o di tinta fatta in casa, il vestito alla moda. Le mani, le unghie, avevano lo smalto come quello delle presenzialiste nelle trasmissioni Rai o Mediaset.
Una sola aveva un leggero cenno di crescita nei capelli.
Come sono lontani gli anni 50, 60, dove i poveri erano veramente poveri e con i proventi dei furti si comprava da mangiare o le scarpe, certamente non l’iphone di ultimo grido anche se a mercato nero.
Insomma non so come rendere l’idea ma se quella gente la togli dall’entrata del carcere e la porti in una piazza qualsiasi del centro di Napoli o di Milano tutto possono sembrare ma non dei familiari di poveracci costretti al furto o a spacciare per sopravvivere.
E’ una sensazione strana, la mia, e certamente sbagliata anche se faccio fatica a scacciarla.
Prendiamo Chi l’ha visto? Non lo guardo da anni ma lo guarda mia moglie e c’è una cosa che mi ha sorpreso sin dalle prime puntate.
Spesso parlano di situazioni gravi, disperate, di problemi economici o sentimentali. Si fanno collegamenti in diretta con le case degli interessati e mai una volta che un collegamento sia stato fatto da una casa di ringhiera, dai bassi di Napoli, da una baracca sotto le autostrade di Milano. Sempre da case dignitose, in modo particolare dalle cucine di queste case. Cucine che, sono certo, molti di noi possono solo sognare.
Non so perchè quando si parla di miseria, di povertà, di emarginazione i veri emarginati non si vedano mai.
Non so come dire. Confermo che certamente sono io che vedo le cose nel modo sbagliato, ma vedere sfrattati, emarginati, disoccupati, dimenticati, ultimi, che manifestano con la moto a 4 cilindri, l’auto con il telecomando, le unghie laccate, i capelli tinti perfettamente e l’iphone ultimo grido mi da un leggero fastidio.
Per esporre il mio pensiero più che lo scritto servirebbe un film, un documentario per rendere visibile quello che penso,
ma so a malapena scrivere figuriamoci fare un video da mettere su Youtube.
Chiaro che tutti abbiamo diritto al decoro, alla qualità della vita, ma uno che non ne ha non ne ha.
Chi è costretto a rubare per vivere me lo immagino sempre come Capannelle mentre mangia il minestrone. Sarebbe impensabile un Capannelle moderno senza minestrone ma con l’iphone.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: