Se la nuova politica è questa siamo messi peggio di prima. La moneta è la stessa, da una parte il pregiudicato e dall’altra l’ex comico. Dal populismo calato dall’alto al populismo raccolto dal basso. Sempre letame è.


images«Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, l’M5s avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico».
Appena letta questa frase ho scritto un post, oggi ne scrivo un altro perchè pare che penne illustri del giornalismo, o comunque famose, se ne siano accorte pure loro. Dietro questa frase c’è tutta la strategia ed il cinismo del duo Grillo-Casaleggio, si capisce perchè tentino in tutti i modi di condizionare i portavove.
Chiarisco subito che la maggioranza dei portavoce eletti nel M5S sono encomiabili, si impegnano duramente per cambiare questa società e quando si renderanno conto di essere strumentalizzati dal duo Grillo-Casaleggio saranno già in grado di volare da soli oltre il recinto nel quale con la scusa di uno statuto non statuto sono stati rinchiusi.
Berlusconi è un genio, è sceso in politica ed attraverso le sue televisioni si è creato il consenso su misura ampliato poi con l’occupazione della televisione di Stato.
Se consideraimo che l’esito delle elezioni in Italia è determinato da un milione e mezzo di elettori ci rendiamo conto della potenza che hanno gli strumenti in mano al piduista, più di 6 milioni al giorno è la media dei teledipendenti, 4 volte quelli che servono.
Il duo Grillo-Casaleggio ha avuto l’altra idea geniale, non avendo televisioni sulle quali seminare consenso, hanno deciso di cavalcare l’onda, l’emotività della massa, il gregge che sempre e comunque segue il flauto del momento.
Non fa niente se eri a favore dell’amnistia, non se ne ricorda più nessuno, l’importante è cogliere l’attimo nell’animo della massa anonima per non avere percentuali da prefisso telefonico.
Un cinismo colossale, una spudoratezza indecente.
Puoi fare tutte le giravolte che credi, nel tuo interesse, ed è come andare con il surf: l’importante è tenere la cresta dell’onda e nessuno si ricorderà che vai in contraddizione, che predichi bene e razzoli male. L’importante è dare voce alla maggioranza qualunque cosa proponga, in modo particolare se viene dalla pancia.
E’ cosi che il nazismo ha conquistato la maggioranza silenziosa del popolo tedesco e quando si è svegliato lo ha fatto per via delle bombe che cadevano sulle loro teste, ma era tardi, la frittata era fatta. E che frittata.
La frase del duo Grillo-Casaleggio è di un cinismo e di una ferocia senza pari, dicono chiaramente che il loro progetto politico non ha niente di specifico ma è una ricerca dell’onda migliore e più forte per andare al potere.
Ovvio che per farlo vadano bene tutti gli strumenti e quindi se la politica fa schifo si semina sullo schifo, se gli ideali sono rasoterra niente di meglio che sostenere che la destra e la sinistra, ideologicamente, non esistono più. Oggi l’ideologia è la non ideologia, se la massa scoreggia con la pancia non si cerca di connetterla al cervello si amplifica la scoreggia ed il gioco è fatto.
Le percentuali non saranno da prefisso telefonico, tutt’altro.
Se per raggiungere l’obiettivo si è disposti a tutto ecco che serve una strategia che coinvolga tutti i delusi, gli arrabbiati, gli schifati senza nemmeno chiedersi da dove vengano e dove vogliano andare, tanto il programma lo faremo noi e loro dovranno attenersi allo scritto.
Fortunatamente gli eletti sono molto meglio di chi li guida, li vorrebbe guidare come pecore, ma il giochino durerà poco. Sono intelligenti e non ci metteranno molto ad accorgesi della situazione.
Una considerazione la voglio fare, da fuori ovviamente. I loro capigruppo non so chi li abbia scelti ma, guarda caso, sono tra i più orotodossi alla linea. Hanno delle cadute di stile, di educazione, che sono illuminanti ed è forse per questo che sono stati eletti. Dalla Lombardo a Crimi a quelli nuovi sembra vogliano tutti fare sfoggio di sarcasmo per salvarsi dalla cazzate fatte in serie.
Ma non so chi sia il loro autore, per fare satira e sarcasmo ci vuole testa, capacità, anche perchè fa più male il fioretto che non la spada ed è da tempo che Grillo non usa più il fioretto, da quando non usa più gli autori che hanno fatto la sua fortuna come comico.
Per sentire Grillo io stesso ho avuto la costanza di subirmi il Festival di Sanremo che non guardavo da decenni.
Bei tempi quando faceva il comico ed accendeva candele nel cervello del pubblico, adesso sembra un sacrestano che corre a spegnere le candele che i suoi portavoce accendono nel buio della politica.
Se la sinistra, Carlo Marx, volevano istruire ed evolvere il proletariato, la massa, lo stesso Don Milani si è impegnato in proposito, il duo Grillo-Casaleggio non si pone per niente il problema perchè il suo obiettivo è il potere da raggiungere cavalcando l’onda per evitare di avere percentuali da prefisso telefonico.
Sulla prefazione del Capitale ho letto questo:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Don Milani aveva appeso un cartello nella sua casa:
Ogni parola che non impari oggi è un calcio nel culo che prenderai domani.
Non mi risulta che Marx, Don Milani, Che Guevara e tutti i grandi che hanno lottato per gli ultimi si siano mai preoccupati delle percentuali o di mettere il bavaglio ai loro portavoce.
Volevano la rivoluzione e guardavano lontano coscienti che la battaglia sarebbe stata lunga e difficile, infatti non è ancora conclusa. Certamente erano privi del cinismo calcolatore del duo Grillo-Casaleggio che non mettono nel programma il problema dei clandestini per non perdere voti.
Venghino, venghino signori, mandiamoli a casa tutti. Votate il M5S.
Che poi vengano da casa Pound, dalla lega, dalla sinistra incazzata e delusa o da neofascisti non ha importanza, l’importante è che il risultato non sia da prefisso telefonico.
Grillo, o Casaleggio sono  come Boniperti quando disse la famosa frase: Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.
Intendeva sportivamente, Boniperti.
Loro no, vincere è l’unica cosa che conta e non importa sulla pelle di chi, anche se si tratta di una mamma in mare che ha  ancora il cordone ombelicale attaccato al suo bambino, in fondo al mare.
La pancia della massa non capirebbe e le percentuali scenderebbero troppo.
Non è più il minculpop dei fascisti o di Berlusconi che mette il letame nella testa della gente è la grandezza del letamaio che determina la linea.
Più letame c’è è più aumentano le precentuali nelle elezioni.

 

Se Napolitano, che ho criticato aspramente, ha perso se ne deduce che ha vinto il pregiudicato. Ringrazio il Pd e Grillo..


2581743283Dico Grillo perchè nel M5S c’è qualcuno che ragiona, che si confronta con la realtà e la affronta per quello che è e non che dovrebbe essere.
Se nella mia terra ci sono i sassi devo seminare comunque, se voglio mangiare, non posso aspettare che si trasformi nella pianura padana al rischio di morire di fame.
Criticare i politici è tanto, troppo, facile ma il problema è il che fare e quello che vuole fare Grillo per me è incomprensibile.
Ho letto il post contro Napolitano e l’invito di Grillo: «Lui ha perso la partita, ma si ostina a negarlo come chi avendo sempre vinto (o almeno pareggiato) non riesce a darsi pace per la sconfitta. Si alzi dal tavolo di gioco, e prima di uscire, spenga le luci del Quirinale».
Volete dirmi che Grillo è disposto ad andare alle elezioni con il porcellum dopo che lo ha massacrato per anni nella speranza di vincerle?
Allora è un Berlusconi al pesto, cambia il sugo ma la pasta è la stessa.
Anch’io volevo la luna, come Ingrao, ed ho lottato duramente per una società diversa. Ho lottato e mi sono impegnato tutti i giorni, passo per passo e metro per metro eppure ho perso ma non ho mai smesso e non mi sono mai ritirato, offeso, nell’attesa che la luna venisse da me.
Caro Grillo gli italiani sono questi ed è con questi che dobbiamo cercare di cambiare le cose.
Nessuno ha la verità in tasca ed anche le tue verità sono comunque e sempre parziali non basta affibbiare un soprannome, generalmente disprezzante, ad ogni politico che cerca di cambiare le cose.
Non difendo Letta, non difendo Napolitano, non difendo il Pd, non difendo nemmeno te se è per questo, perchè ho ben altro da fare.
Innanzi tutto difendo me stesso e la mia sopravvivenza per quanto posso. Ho un figlio che ha dovuto emigrare al quale non frega un cazzo di tutte le polemiche che la politica propone, comprese le tue, senza arrivare mai a quagliare, al dunque.
Un dunque qualsiasi non la “mia” luna, un dunque che faccia fare un passo in avanti alla situazione, superi la paralisi.
Questo l’ho scritto il 20 febbraio del 2013, siamo al 28 settembre e la situazione è sempre la stessa. Paralisi.

Abbiate pazienza, ancora pochi giorni e poi cambierà tutto. Saremo tutti colpiti dalla paralisi di un paese che non sa dove andare e si illude per l’ennesima volta che ci sia un salvatore della Patria.

 

Eppure qualcuno dei tuoi eletti, toccata la situazione con mano e nel rispetto delle regole della nostra Costituzione, ha cercato di farti capire che la soluzione non è nel dar fuoco al fienile ed alla casa ma non c’è stato niente da fare, li hai subito tacciati di tradimento, espulsi.
Io non ho i tuoi soldi, la tua barca o la tua villa, non ho le possibilità nè il tempo per aspettare che il M5S abbia la maggioranza assoluta e ci faccia vivere nel Paese dei balocchi. Non ho nemmeno genitori che possano fare welfare a mio favore, visto che lo Stato non ci pensa nemmeno. Anzi, mi taglia pure la pensione senza nemmeno pensare che con la mia pensione ho fatto l’ welfare che non ha fatto il governo o lo stato.
Probabilmente le migliaia di giovani che ti seguono vogliono anche loro la “loro” luna e li capisco, quello che non capisco è come ci vogliono arrivare.
Io resto convinto che il problema di fondo della politica è economico, di equità, uguaglianza ed è qui che casca l’asino, tutti gli asini che si sono succeduti.
Se non mettiamo in discussione il capitalismo finanziario parassita non cambierà mai niente e l’unico che può farlo è un pensiero di sinistra, esempi ce ne sono pur con i loro difetti, sono comunque meglio dei pensieri di destra adatti solo allo sfruttamento del proletariato e della massa.
Ed è per questo che non mi fido, non posso fidarmi di chi considera superati la destra e la sinistra, di chi considera politica di sinistra la politica del Pd cadendo nella propaganda che il pregiudicato piduista semina da oltre un ventennio. Siamo tutti uguali e quindi io sono più uguale degli altri. Il migliore.
Tanti compagni mi scrivono: smettila di prendertela con il M5S, dicono tante cose giuste. Hanno ragione infatti io me la prendo con Grillo che dirà anche cose giuste ma passeggia sulla strada sbagliata come quella di puntare ad elezioni con il porcellum.
Può anche darsi che il mio pensiero sia sconfitto, il mio credere che un progetto di sinistra sia il futuro e la salvezza dopo 500 anni di capitalismo spinto, ma è la mia luna alla quale non voglio assolutamente rinunciare.
Anche i Partigiani hanno corso il rischio, molti di loro non hanno nemmeno visto e vissuto la liberazione, io rischio molto meno ed è grazie a loro se ho passato la mia vita nella lotta e nell’impegno nonostante le mazzate che ho preso da fascistelli di ritorno e dalla polizia. Alludo ai tempi delle lotte in piazza.
Tanto, sia per chi ha sempre ragione e le sue certezze, come per chi è pieno di dubbi come arriverà comunque a livella ma votare con il porcellum no, è una cosa da Berlusconi al pesto.
Letta non mi piace ma tra Letta ed Alfano Letta tutta la vita.
Confido in loro:

M5S, ribelli: sì a governo di scopo
«Al limite con Letta…»

 

Tolgono l’ Imu, ai ricchi, sulla prima casa e la mettono sui maccheroni.


indexChe gli italiani siano quasi tutti una massa di cretini è poco ma sicuro ed è il capitale sul quale prospera il Potere ed i vari governi che si sono succeduti ma quello che hanno fatto con l’Imu è una presa per il culo senza precedenti.
Hanno tolto l’Imu ai ricchi, hanno tolto l’Imu ai piccoli proprietari che potranno risparmiare 90, 100, euro e ne dovranno tirare fuori il doppio con le imposte indirette, iva e con l’irpef regionale sulla quale hanno dimezzato la franchigia.
Non bastasse hanno tolto l’Imu ai pseudo ricchi che hanno una sola casa, magari pure piccola, e la fanno pagare a tutti anche a chi una casa non ce l’ha.
Con l’aumento dell’iva pagheranno tutti e, naturalmente, chi ne ha meno farà ancora più fatica mentre chi ne ha non se ne accorgerà nemmeno.
Avremo l’Imu sui maccheroni diluita nel corso dell’anno in modo che il popolino non se ne accorga ma paghi sempre ed ancora di più.
Un Paese che permette ad un pregiudicato, un bandito, un piduista della prima ora di fare un videomessaggio per i gonzi nel quale si spaccia per una vittima innocente meriterebbe non solo una dittatura delle più feroci ma meriterebbe una dittatura della pitonessa.
Sarebbe la prima volta al mondo con una dittatora, abbiamo fatto tante invenzioni, brevetti, faremo anche questa.
E’ quello che meritiamo, solo un popolo di stupidi si fa governare da questa gentaglia.
A Milano la franchigia sull’Irpef passa da 35000 euro a 15000 e non diamo la colpa a Pisapia o ai sindaci se il governo taglia loro i viveri.
Non guardiamo al dito, guardiamo alla trave che ci hanno messo nel deretano.
Tutti insieme, appassionatamente. Manca solo che gli italiani si ribellino insieme al pregiudicato piduista pedofilo puttaniere ladro falso ed ipocrita, la tessera P2 N° 1816.
E quel bast**do di Letta fa la stessa propaganda del pregiudicato: se cade il governo si paga L’Imu.
Stron*o.
Diceva un mio collega, saggio: mio fratello porta lo zuccherino al cavallo ma si porta via il cavallo.
E’ quello che fanno loro, lo capite? Spero di si.

La tristezza del Pd e delle sue feste. Al Carroponte chiuderà la kermesse Matteo Renzi. Non so se ci sarà anche la denedizione.


festa-pdf-620x350Per motivi personali sono andato allo stadio Breda di Sesto san Giovanni e già che c’ero ho fatto un salto al Carroponte per vedere la Festa Democratica, salutare qualcuno, dato che nel Pd ci sono alcuni miei ex compagni del Pci.
Alle 11,30 del sabato non c’è nessuno. Tutto in ordine e pulito ma gli stand sono ancora chiusi mentre da un tir scaricano gli strumenti per un concerto.
Sono stato assalito da un attacco di tristezza. A Sesto S.G. si facevano 4 feste dell’Unità di 15 giorni l’una ed a settembre si andava al Castello o al Monte Stella per quella provinciale o nazionale.
Non solo al sabato ma durante la settimana già alle 9 del mattino c’era gente, in libreria facevi la coda e si faceva pure nei ristoranti quando aprivano verso la mezza.
La montagnetta di S. Siro era tutta un brulicare di gente già al mattino, viste dall’alto potevano sembrare un  formicaio in movimento.
Vogliamo cambiare l’Italia? Lasciamo perdere
, hai voglia di fare concerti con Elio e Le Storie tese qui non si semina più niente dopo che Attila è passato.
Anzi è ancora sul posto, più o meno saldo ma c’è.
Ho letto che chiuderà la kermesse, adesso si chiama cos’ì, il nuovo astro emergente della politica democratica e mi verrebbe da aggiungere democristiana ma tanto non cambia un cazzo, Matteo Renzi.
La Toscana ci ha dato Dante, ci ha dato Benigni con le sue battute fulminanci ma non basta un po’ di sagacia toscana o la cadenza da comico per sembrare un politico.
Nel Pd c’è chi vorrebbe un partito con radici nella sinistra, anche Pippo lo verrebbe così, ma adesso è in auge Matteo che piace tanto al sistema, uno di quelli che è oltre la destra e la sinistra, uno di quelli che si sono fermati a Wall Street e non vedono un sistema migliore del capitalismo, parassita, per governare il mondo.
La rivoluzione la faranno con i sondaggi e quando saranno al capolinea con le class action inventate dal capitalismo per fare una finta guerra con le multinazionali.
Non voglio nemmeno fare un paragone con le Feste dell’Unità al Monte Stella, non avrebbe senso. Non lo faccio nemmeno con la festa del mio quartiere, in due sezioni facevamo una festa di 15 giorni che era, sicuramente, più frequentata di questa al Carroponte, concerti esclusi, ma certamente alle 11,30 di un qualsiasi sabato mattina c’era più gente che qui.
Mi spiace per i sacrifici dei miei ex compagni dei quali ho il massimo rispetto ma se lasciano in mano il comando agli ex democristiani il balenottero se li mangerà tutti.
Non metto le foto che ho delle feste al Castello Sforzesco, è un’altra Italia, è un altro mondo e certamente non è migliore.
Diciamo che la cosa più interessante della kermesse è la location e la locomotiva vicino all’entrata.
Il Carroponte è la storia dell’industria italiana, come la locomotiva, almeno non ho fatto un salto per niente.
Lì, hanno fatto la resistenza. Quella che noi abbiamo buttato via per correre dietro ai problemi di un piazzista pregiudicato.
Buon sabato, compagni. Pardon, amici. Ascoltate le battute di Matteo, questo passa il vostro convento.

Quelli che hanno paura di morire democristiani ma lo sono già. Quando gli oratori subentrano alle sezioni e creano i leader.


berlinguer_640-360_resize--190x130Non è che un democristiano di Firenze, o romagnolo, era meno democristiano di un veneto, un doroteo o un lombardo. Un democristiano era, ed è, democristiano anzi doroteo.
Per i più giovani, un bigino:

I dorotei furono una delle correnti politiche più rilevanti della Democrazia Cristiana. Per tradizione e cultura politica, l’area dorotea ha sempre rappresentato la parte conservatrice della DC, collocandosi su posizioni rigidamente anticomuniste e molto attente alle ragioni delle gerarchie ecclesiastiche e del mondo industriale.

Storicamente hanno assunto una posizione centrale all’interno della dialettica tra le anime della DC. Collocati tra una destra interna di scarsa rilevanza e un’area di sinistra molto influente, rappresentavano l’elettorato cattolico e gli interessi del ceto medio avverso al comunismo.

Nei lunghi anni di attività politica e di governo della Democrazia Cristiana, la corrente dorotea ha affrontato trasformazioni, scissioni e contrasti al proprio interno. Tuttavia il doroteismo ha rappresentato un approccio, prima di tutto politico e culturale, che è stato sempre largamente presente all’interno del partito.
La posizione centrale permette loro di spostarsi a destra o a sinistra a secondo della bisogna o delle larghe intese per salvare il Paese. Il loro, sempre quello: ricchi, banche, Confindustria massacrando i lavoratori ed i pensionati.
Sento, leggo, che molti miei ex compagni del Pci hanno paura di morire democristiani anche se sono vent’anni che percorrono il viale della decadenza ed ormai non c’è un dirigente del Pd che dica una parola di sinistra, si vergognano.
Non sono più ne carne ne pesce, non sanno nemmeno più come si chiamano se amici o compagni.
Certo non è tutta colpa loro, dopo la fine del Pci sono nati 715 partitini con la falce e martello e non ci hanno, non abbiamo, capito più niente.
Per andare sul sicuro io ho votato Rifondazione Comunista, ai tempi, e mi sono trovato a votare Tiziana Maiolo prima ed a subire i deliri di Bertinotti poi.
Non bastasse ho dovuto sorbirmi il trasformismo della Maiolo quando è diventata una pasionaria del piduista.
Non ci capisco più una mazza ma ho una certezza: Gli ex compagni del Pci che sono nel Pd devono far saltare il banco, basta ripieghi e basta dirigenti che vengono dagli oratori.
I cattolici che erano iscritti al Pci come indipendenti erano rispettosi della linea non la dettavano e molti erano più “compagni” di noi ortodossi.
Non contestateli alle feste, buttateli fuori dalle vostre sezioni pagate da noi, comprate da noi, fate in modo che tornino da dove sono venuti.
La Finocchiaro è ancora li e non basta che dica a Renzi non mi convinci per essere di sinistra.
ALLA FESTA PD DI GENOVA TRA BERSANI, TURCO E BERLINGUER.

«Moriremo democristiani», l’effetto Renzi sul
“vecchio” Pd|Vd

Alle volte ho l’impressione che gli italiani siano come Zeffirelli, dei geni in malafede o che non hanno capito niente.


258916211.2Ho visto un documentario su Sky dove Zeffirelli si raccontava  in una intervista che spaziava dalla sua giovinezza ai giorni nostri.
Tralascio la parte artistica, notevole, e mi concentro su una sua affermazione inerente ai tempi del fascismo e della seconda guerra mondiale.
Chiariamo subito che Zeffirelli è stato ed è un antifascista ed ha pure dato il suo contributo.
Non so se sia di origini ebraiche per via del fatto che mi sono perso l’inizio del documentario ma so che ha avuto i suoi problemi, lo hanno cercato e certamente non era per fargli la festa.
Se un primo della classe istruito e dotato di una intelligenza superiore, che abbiamo potuto cogliere anche noi con i suoi capolavori, dice una stronzata del genere si capisce perché gli italiani, non tutti ma a sufficienza per farci affondare, diano retta alle stronzate della Garnero o di Lupi del quale Letta, se non fosse un venduto al sistema, dovrebbe chiedere le dimissioni.
Paragonare l’eventuale condanna del piduista alla perdita della democrazia è l’esatto contrario di quello che sta avvenendo: un colpo di stato nemmeno tanto strisciante della P2.
La frase che contesto a Zeffirelli è questa: quando ero giovane io i tempi erano grami. C’era il fascismo, il nazismo, il comunismo.
Mettere sullo stesso piano i nazifascisti ed i Martiri che hanno dato la vita per liberarci dall’orrore è una indecenza intellettuale, morale, etica, falsante come è falsa ed opportunista la cultura cattolica alla quale Zefffirelli si richiama.
Far ritenere gli ideali degli altri simili, comunismo-fascismo-nazismo è come dire che destra e sinistra non esistono più come sostengono i grillini.
E’ una filosofia figlia della stessa madre per spacciare il proprio pensiero per diverso e nuovo,diventando così l’innocente concime nel quale sono attecchite le pianticelle di tutti i regimi del mondo.
Diceva Giorgio Gaber: La mia generazione ha perso e se la logica con la quale Giorgio ha fatto questa considerazione è valida allora dobbiamo dire che tutte le generazioni hanno perso, anche le future perderanno se l’evoluzione della specie prosegue su questa strada.
Io, pur avendo passato la maggior parte della mia vita nel tentativo di cambiare il mondo trascurando di pensare a far soldi per la mia famiglia, non mi sento un perdente perché sono stato fedele al mio motto.
Per molti il motto è far soldi e non ti curar di loro, in senso degli altri, per me il motto è questo che ho letto tanti anni fa nella prefazione del Capitale:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Sono stato svegliato in piena notte dall’allegro vociare di alcuni ragazzi che scendevano a valle e mi sono messo a scrivere nel silenzio notturno del paesino di montagna nel quale mi trovo.
Nella polenta cerebrale dovuta alla notte ho messo insieme i pensieri di Zeffirelli, di Lupi ed i miei.
Gaber l’ho coinvolto perché siamo della stessa generazione, più o meno, e per il fatto che in certi momenti, particolari, fai delle considerazioni che sono un po’ una sintesi della tua vita, dei tuoi pensieri e per fare ciò ci vuole un riferimento, una data, una ricorrenza ed io ce l’ho.
Oggi è il 42°  anniversario del nostro matrimonio. Mirè ed io siamo sopravvissuti. La qualità della vita è migliorata come le automobili, la Juventus ha ripreso a darmi soddisfazioni, mentre la politica, gli ideali, l’etica, la morale, la solidarietà vanno sempre peggio ed anche i geni pestano la merda.
Non fate gli spiritosi sul riferimento alla Juve, anche Togliatti e Berlinguer erano juventini.

29 aprile 1945.


indexQuattro giorni sono passati da quando Enzo Galletti è uscito da San Vittore.
E quattro giorni gli sono bastati per capire che non è servito a niente ammazzare Mussolini e portarlo a piazzale Loreto. Era entrato nel gruppo di Curiel perché. Come tanti ragazzi della sua età, voleva cambiare il mondo. Era perché voleva cambiare il mondo che Curiel era morto ammazzato; e come Curiel , di ragazzi che volevano cambiare il mondo, ne sono morti a migliaia.
Invece, Enzo Galletti, si accorge che Milano è piena di gente che non ha niente da dire, però non smette di blaterare alla radio, sui giornali, agli angoli delle piazze;
di gente che avrebbe diritto di parlare però è messa a tacere.
Di pavoni che starnazzano per salire sul podio più alto, di gomiti che trafiggono anche i fratelli e le madri pur di guadagnarsi un applauso, una medaglia.
L’immutabile squallida giostra degli ambiziosi, degli avidi, dei profittatori non ha smesso di girare.
E’ soltanto cambiata la musica.
Da : L’Alba che spettavamo. Vita quotidiana a Milano nei giorni di piazzale Loreto.
Edgarda Ferri.
Ora, al posto del gruppo di Curiel metteteci quello che volete; il Pd, il M5S, Sel, Rifondazione. I più ottimisti ci mettano pure il Pdl, tanto quello che conta è che tutti dovremmo diventare Enzo Galletti per renderci conto che è soltanto cambiata la musica ma non gli autori.
Siamo pieni di pavoni e finchè esisterà un essere umano ci saranno sempre, chi più o chi meno.
La giostra degli ambiziosi, degli avidi, dei profittatori non ha mai smesso di girare ed ancora di più oggi gira più forte che mai.
Si chiama capitalismo finanziario parassita che uccide più delle bombe e annienta l’individuo, il proletario, la democrazia e la Costituzione.
Sopravvive a tutte le guerre e prende il sopravvento su tutto.
Quindi diffidate di che si limita a dare l’aspirina al capitalismo finanziario parassita, se vogliamo guarire da questa crisi infinita al capitalismo finanziario e parassita dobbiamo dargli il cianuro.

O lo si condiziona pesantemente, meglio ancora se lo si annienta, o non saremo mai liberi, figuriamoci vincitori.

Il capitalismo finanziario parassita non è riformabile, va abbattuto.


indexUna volta ci mandavano in guerra a morire per difendere i loro palazzi, distruggere tutto il resto,  per poter speculare sulla ricostruzione.
Alla fine di ogni guerra, qualsiasi guerra, la borghesia parassita ne usciva più ricca e più potente pronta a sfruttare i sopravvissuti per aumentare i profitti ed i capitali  a condizionare qualsiasi modello politico ne tollerasse i privilegi in nome di una democrazia che non è mai esistita o non è mai stata compiuta in modo totale.
La politica della massa , degli interessi della massa e non dei pochi potenti, ha alzato la testa per la prima volta con la rivoluzione francese che ha fatto piazza pulita della nobiltà parassita e nullafacente che si imponeva con la violenza sul popolino e sulla media borghesia allora nascente.
La democrazia non si è mai compiuta in modo totale e la politica non è mai stata in grado di compiere il suo compito nell’interesse della massa produttiva e sfruttata.
Un malinteso senso della democrazia e della pace sociale ha permesso alla nobiltà prima ed alla borghesia finanziaria poi di prosperare sulle  spalle del proletariato e della povera gente diventando sempre più ricca e potente senza che nessuna politica la mettesse veramente in discussione sino all’avvento di Carlo Marx che con il suo Capitale ne ha analizzato le storture ed i suoi vizi capitali ne ha denunciato gli sfruttamenti e le incongruenze di chi si arricchisce  con lo sfruttamento dell’uomo.
E’ in atto una guerra economica che mira alla distruzione per fame e di stenti della massa e non esiste politica in grado di intervenire sul capitale per il semplice fatto che tutti i partiti si limitano a sfiorare gli interessi della finanza parassita senza mai incidere a fondo il bubbone, il tumore, che il capitalismo finanziario e parassita rappresenta.
Tempo fa ho sentito un estimatore del M5S dire in tv che Grillo vuole riformare il capitalismo ed è la stessa cosa che si sente dire da destra sino a sinistra senza che ciò mai avvenga se non in minima parte.
La riforma del capitalismo può essere un passaggio se non si prende la strada della rivoluzione ma non sarà mai la soluzione.
Accontentarsi delle briciole che il capitalismo finanziario lascia per strada non può essere la soluzione per il semplice fatto che moltiplica la fascia più povera che la politica non è in grado o non vuole difendere.
C’è chi ci prova con scarsi risultati, la così detta sinistra, e c’è chi non ci prova nemmeno, la destra.  Questa è la prova che destra e sinistra esistono ma nessuno prevale sull’altro e l’unica strada per risolvere la crisi economica imposta dal capitale e dalla politica accondiscendente è la rivoluzione proletaria.
Il resto sono chiacchiere. Sono trent’anni che sento dire dalla politica dobbiamo fare dobbiamo disfare senza che si concluda mai niente e gli unici a dettare la linea sono le banche mondiali o europee sostenute più o meno da tutti gli schieramenti politici.
Gli speculatori finanziari sprecano miliardi di dollari o di euro in borsa, miliardi che sarebbero più che sufficienti per creare benessere e lavoro per tutti se la politica fosse in grado di svolgere il suo ruolo di condizionamento e regolamentazione del capitalismo parassita.
Il capitalismo finanziario speculatore e parassita ha inventato la vera arma di distruzione di massa che non inquina e non distrugge i capitali, non abbatte i loro immobili e non intacca le loro proprietà.
Il nuovo olocausto, il nuovo sterminio di massa si chiama miseria e disoccupazione e non basta che in qualche Paese d’ Europa o del mondo ci sia qualche spiraglio di sopravvivenza che spinge i nostri giovani ad emigrare, quello è uno specchietto per le allodole atto a proteggere la loro “pace sociale” che altro non è che impedire la rivoluzione del proletariato oppresso e sfruttato.
Questa non è democrazia, non è politica nell’alto senso del termine, questo è regime.
Non è il Parlamento che puzza è il capitalismo che domina.

Quando per me il commerciante era solo un bottegaio evasore ed egoista. Meccanici e carrozzieri che compravano con lo scontrino.


images43 anni nel mondo dell’auto ad un certo livello, sono arrivato a fatturare 18 miliardi in un anno di ricambi.
Ero solo un capo magazzino ma nella mia carriera ne ho viste tante.
Ho conosciuto meccanici e carrozzieri che avevano difficoltà a firmare una ricevuta ma con una manualità nell’aprire il cassetto o ad infilare i soldi nel portafogli degni di un prestigiatore.
Qualcuno era restio a diventare officina autorizzata perchè per questioni burocratiche legate alla garanzia si doveva per forza rilasciare la ricevuta.
Noi registravamo tutto, fattura o scontrino era tutto registrato perchè casa madre fatturava anche lo spillo.
Ovviamente c’era anche un mercato parallelo, comprare da colleghi, ma nelle aziende dove ho lavorato io non l’abbiamo mai fatto.
Ho visto immigrati arrivare a Milano che sono stati assunti in qualche officina e qualche anno dopo ne hanno aperta una in proprio.
Li ho visti crescere e prosperare, da una stanza in affitto a comprarsi il capannone e qualche appartamento, anche per i figli, oltre che a farsi la casa al paese d’origine per mostrare a tutti i paesani che avevano fatto fortuna.
I loro figli, per la maggior parte, hanno studiato e sono andati all’università e molti non ci hanno pensato nemmeno lontanamente di fare lo stesso lavoro del padre.
Ho visto mogli che aiutavano i mariti con la contabilità, negli anni hanno imparato ad usare la calcolatrice ed a rispondere al telefono, i più evoluti hanno imparato ad usare il pc.
C’era la contabilità emersa e quella sommersa ed anche senza aver fatto il liceo o ragioneria hanno imparato subito come muoversi.
Qualcuno andava a spanne, altri erano meticolosi e compravano i 10 filtri, venduti in nero senza scontrino, in contanti per tenere l’inventario in ordine.
Ho visto comprare cofani,parafanghi, radiatori, alternatori, motorini d’avviamento in contanti e questo significava che avrebbero incassato in nero, esentasse.
Ai clienti raccontavano che avrebebro fatto lo sconto, non ti metto l’Iva era la frase più ricorrente e per un cliente che risparmiava 20.000 lire loro ne facevano sparire 100 mila.
Avete idea di cosa costa sostituire e verniciare un parafango?
Alla fine erano miliardi che sparivano al fisco in tutto il Paese ovviamente.
Per noi non era per niente conveniente perchè casa madre dava i premi solo sul fatturato e non sui corrispettivi.
Il ragionamento era logico perchè il fatturato era soggetto a sconti e quindi andava incentivato mentre lo scontrino avrebeb dovuto essere riferito al privato che, ovviamente, non aveva la tabella sconti delle officine.
Insomma casa madre ragionava, giustamente, così: una lampadina venduta ad un elettrauto aveva lo sconto 30% o 40%, tanto è la logica che conta e non la % esatta, mentre al privato veniva venduta a listino e quindi non andava incentivata.
Per combattere questa evasione inarrestabile la legge si era affidata a noi, insomma dovevamo essere noi ad imporre la fattura se uno era conosciuto come autoriparatore o aveva la tuta.
Una delle tante leggi dementi che la politica italiana ha emesso per agevolare gli evasori.
Io non ho mai fatto il finanziere ma nel mio piccolo ho fatto più io contro l’evasione fiscale che tutta la Guardia di Finanza della mia zona.
Preciso intanto che per scovare l’evasore bastava che la finanza avesse guardato il capannone, i dipendenti, gli immobili intestati alla famiglia e la denuncia dei redditi, non ci vuole uno scienziato.
Dicevo che ho fatto più io contro l’evasione che la finanza con un metodo molto semplice, elementare quanto efficiente.
Noi, magazzinieri dipendenti, eravamo considerati degli amici, dei “complici” da parte degli autoriparatori, il tono con cui ti dicevano questo me lo metti in fattura e di questo mi fai lo scontrino era confidenziale come se anche noi avessimo avuto un tornaconto.
Devi lavorare e devi stare alle direttive aziendali anche se i tuoi ideali, il fatto che tu pagassi le tasse sino all’ultimo centesimo mentre chi avevi di fronte si comprava gli appartamenti ti faceva incazzare ed allora cercavi di mettere i bastoni tra le ruote.
Spesso mettevo in giro la voce che stava girando la Finanza, non era vero ma questo bastava per spaventarli e per 15/20 giorni fatturavano tutto ed erano costretti ad emettere ricevuta.
Non era molto ma era più di quello che facevano le autorità.
Avevo anche un figlio che andava a scuola e facevo parte della commissione genitori che stabilivano la retta della mensa scolastica in base al reddito dele famiglie.
I dipendenti pagavano la retta minima chi faceva il 740 pagava la retta massima, ovviamente quello che scrivo non è esatto al centesimo perchè c’erano fasce intermedie ma è solo per dare un’idea del funzionamento.
Un anno si è presentato per contestare il fatto che noi gli avevamo affibbiato la fascia massima per la mensa di suo figlio un signore che aveva una macelleria con 8, ripeto 8, dipendenti ed in più la cassiera.
Bene questo tizio, a guardargli la denuncia dei redditi, non avrebbe dovuto pagare la fascia massima, ma che dico di più avrebbe dovuto pagargliela il Comune cioè noi dipendenti con le nostre tasse che paghiamo.
Mi ricordo di essermi opposto insieme ad altri, in quartiere lo conoscevamo tutti e tutti eravamo al corrente
che al suo negozio c’era sempre la coda nonostante gli 8 dipendenti e la cassiera.
Erano i tempi del grasso che cola, grazie al capitalismo si stava bene tutti, o quasi.
I dipendenti ed i pensionati pagavano le tasse e c’era lavoro per tutti, bottegai, commercianti, artigiani, piccoli imprenditori e multinazionali evadevano come sempre e si compravano appartamenti o palazzi.
Alcuni proletari non politicizzati non si rendevano nemmeno conto del furto legalizzato verso la massa che il capitalismo italiano e mondiale  aveva eletto a sistema: la massa dei meno abbienti paga e noi ci facciamo i soldi a quei tempi solo i più potenti e smaliziati portavano soldi in Svizzera o almeno non ne eravamo a conoscenza.
Preciso che il capitalismo nel resto del mondo va meglio che da noi perchè hanno meno ladri, i protestanti hanno un’etica feroce contro l’evasore mentre il cattolico, previa confessione dei peccati, perdona tutto. Anche l’omicidio, in particolare se è diretto alle donne.
Ebbene adesso a distanza di decenni possiamo riflettere un momento sul capitalismo.
Io ero, sono, comunista ed è grazie al capitalismo che ci ha difeso dal comunismo odioso ed invidioso dei ricchi che ho potuto godere del benessere e della democrazia imposta dal bravo capitalismo occidentale che poi si è evoluto in capitalismo finanziario e parassita.
Se fossi un credente dovrei accendere un cero di ringraziamento al capitalismo, alla Democrazia Cristiana, ai socialdemcratici e, soprattutto, ai socialisti di Craxi, se stiamo così bene lo dobbiamo a loro senza dimenticare gli americani e le multinazionali.
E’ grazie a loro se noi abbiamo una schiera di bravi imprenditori come Berlusconi e non solo lui, ne abbiamo a migliaia..
Oggi, travolti dal benessere del capitalismo globale, so di commercianti che in 10 ore di attività varie incassano quando va bene 200 euro al giorno che non sono nemmeno sufficienti per pagare luce, gas ed affitto. Potrei fare nomi e cognomi e l’elenco delle attività che svolgono: bar, piccole rivendite di pane, negozi per animali, negozietti di vestiti,piccoli artigiani e così via.
Supermercati e multinazionali li hanno massacrati oltre alla crisi globale che, ovviamente, non ha genitori, colpevoli o mandanti. La crisi è orfana e nessuno ne rivendica la paternità o la adotta.
Quella che io ritenevo la classe nemica del proletariato è diventata come noi e se non muore di fame si sta mangiando fuori quello che aveva messo da parte. Ovviamente chi ha fatto in tempo perchè chi ha aperto nell’ultimo decennio non ha fatto in tempo a farsi il conto in banca, dalle banche riceve solo telefonate quotidiane con l’invito a rientrare, a coprire, oltre naturalmente all’avviso che il conto è bloccato.
C’è chi non riesce nemmeno a fare acquisti di merce per il negozio perchè non ha contante e la macchietta del bancomat accredita i pochi incassi direttamente in banca e va a coprire il rosso esistente.
E’ come se ti sequestrassero l’incasso appena effettuato, nemmeno la mafia arriva a tanto.
Oggi tutti pagano con la carta di credito e quindi il commerciante non ha contanti, diventa un circolo vizioso che ti soffoca, ti uccide perchè quello che incassi viene sequestrato immediatamente dalla banca per coprire il conto in rosso.
Ma ancora non ce ne rendiamo conto, tutti presi a criticare la politica, giustamente e con 10000 ragioni, dimentichiamo che il vero nemico è il sistema, in poche parole il capitalismo finanziario parassita che non investe in produzione, commercio ma solo in speculazione.
Non so se sono stato chiaro, sono concetti che ripeto senza risultato da decenni ed ho ottenuto solo delle grandi prese per il culo da parte di chi è proletario come me.
I banchieri, i manager, le multinazionali ovviamente se ne fregano di quello che penso io ma se lo pensassero in milioni tutti quelli che sono nelle mie stesse condizioni economiche e mentali anche loro avrebbero finito di ridere perchè  avremmo già messo le ghigliottine nelle piazze sull’esempio della rivoluzione francese ma adeguata ai tempi.
Loro hanno fatto fuori la nobiltà parassita noi dovremmo fare fuori la borghesia finanziaria e politica.
Libertè, egalitè, fraternitè in una parola il socialismo.
Ieri l’ultima prea per il culo dei politici asserviti al capitalismo ripresa con enfasi da tutti, dico tutti, i giornali:
In tre anni verrà abolito il finanziamento ai partiti.
Non sono politici sono dei paraculi sfacciati perchè noi siamo stupidi, lo permettiamo.
Non sono i patiti i problema il problema è il sistema ed i cattivi politici che in esso, con esso, si alimentano. Anzi sono lì apposta per difendere il sistema.
E’ la politica che dobbiamo cambiare, la filosofia, gli ideali perchè se facciamo fuori i partiti, in quanto tali, senza cambiare la politica e gli ideali ci troveremo a sguazzare come movimenti o associazioni di consumatori sempre nello stesso stagno marcio e puzzolente che è il capitalismo.
Quante volte ho ripetuto in sezione ai compagni commenrcianti, perchè c’erano, voi siete nella nostra stessa barca se noi non compriamo voi siete alla fame. Come noi.
Ci sono milioni di persone di tutte le età che hanno il mito di Che Guevara, ma non basta mettere la maglietta o la foto su Facebook , bisogna ripeterne il cammino.
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Anche il Fatto Quotidiano va in confusione, l’amarezza fa sbagliare il titolo di copertina: Mezza Italia contro i partiti.


indexSottotitolo: record astenuti al 38%, con i voti dei 5Stelle gli italiani anti sistema sono ormai uno su due.
Se così fosse perchè gli astenuti non hanno votato l’unico movimento anti partiti, anti sistema e cioè il M5S?
Se i giornalisti del Fatto, appena si saranno ripresi dal dispiacere per il risultato del M5S, riusciranno ad analizzare questo fatto riusciranno a spiegare ai loro lettori le cause di quesa disaffezione dalla politica che è in atto dai primi anni 90.
E’ da oltre un ventennio che il partito di maggioranza relativa, o quasi, è l’astensionismo e trovo strano che l’informazione se ne accorga solo oggi.
Nei primi anni 90 non avevo ancora il blog ma ricordo perfettamente cosa ho pensato quando l’astensione dalle elezioni di qualsiasi tipo ha toccato e superato il 20% degli iscritti alle liste elettorali: stiamo diventando come gli americani, o come gli svizzeri, dove vanno a votare la metà degli aventi diritto ed eleggono ugualmente governi e presidenti, negli Usa, mentre in Svizzera accade lo stesso con i vari referendum.
Non dimentichiamo che la Svizzera è il primo paese al mondo dove l’elettorato ha votato contro se stesso, poi siamo arrivati noi perfezionando ed ampliando il masochismo facendo diventare Forza Italia prima e Pdl dopo il primo partito in assoluto a pari dell’astensione.
Disaffezionati dalla politica ce ne sono molti anche a sinistra e per oggi mi limito ad analizzare solo questi perchè sono quelli che mi interessano di più.
Per chi ha votato Pci è difficile votare un palliativo, come i Ds o il Pd, mentre è stato più facile abboccare a Rifondazione Comunista o similari che da un decennio non sono nemmeno rappresentati in Parlamento, il voto più inutile che ci sia.
Ci sono caduto anch’io, nonostante fossi al corrente che Bertinotti sin dai tempi del sindacato era soprannominato il signor No, ed ho votato Rifondazione e sapete qual’era il nome in vista nella lista di Rifondazione a Milano?
Tiziana Majolo.
So per certo che molti ex compagni del Pci non votano, non riescono a votare un ripiego, una fotocopia sbiadita di un partito che non c’è più e sono ancora alla ricerca, inutile, di qualcuno che sia degno di rappresentare i loro ideali ai quali non ho rinunciato io e nemmeno loro.
Sono stato più volte accusato di essere un piddino, specialmente dai giovani del M5S e questo per il semplice fatto che se critichi Grillo arrivano in massa dal web ad offenderti a criticare senza nemmeno leggere quello che scrivi.
Ci sono più di 8000 post a disposizione per capire il mio pensiero, sempre che interessi, ma leggerne qualcuno farebbe bene a questi giovani per non prendere la vacca per le balle. fare accuse assurde.
Io sono un pragmatico e voto di volta in volta la lista dove mi riconosco di più e per il 95% delle volte ho sempre perso. Condivido molte delle critiche che il M5S porta contro il sistema, anche perchè le portavamo avanti noi nel Pci : di questione morale Berlinguer ne ha parlato sin dal 1980, ribadendo il concetto nel 1981 in una intervista rilasciata a Eugenio Scalfari.
Diceva il saggio, inascoltato:
La questione morale esiste da tempo. Ma ornai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perchè dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico… ( Pag. 13 dell’opuscolo: Parole di Enrico) Maggio 2012 Fondazione Cespe Centro Studi di Politica Economica.
Continua il saggio, inascoltato:
La questione morale nell’Italia di oggi, secondo noi comunisti, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti (badate bene correnti come quelle della Dc e del Pd e siamo nel 1981) fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro che vanno semplicemente abbandonati e superati.
Ecco perchè dico che la questione morale è al centro del problema italiano. Ecco perchè gli altri partiti possono provare d’ essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche.
Difficile per chi si è abbeverato a queste parole accettare i discorsi sul giaguaro di chi oggi crede di avere preso in eredità, in parte lo ha fatto e ci campa ancora, gli ideali ed i valori del Partito Comunista Italiano.
Puntalizzo adesso alcuni punti per specificare la mia posizione, altrimenti sembro rincoglionito e non escludo nemmeno di esserlo, a priori, infatti nel mio blog ho scritto: non prendetemi troppo sul serio, non lo faccio nemmeno io.
Perchè, allora, vado a votare?
Per rispetto alle  migliaia di partigiani ed antifascisti che hanno dato la vita per permettermi di farlo, di esprimermi. Lo hanno fatto senza conoscermi e nella speranza di avere un Paese migliore.
Quali sono i tuoi ideali?
Sono un anticapitalista convinto che punta ad un socialismo democratico. Uso le parle di Berlinguer: Diciamo una terza fase ( o terza via) in rapporto a che cosa? non si tratta di creare una via di mezzo tra il socialismo ed il capitalismo. Si tratta di superare il capitalismo allo stadio in cui esso è giunto qui da noi, nell’Occidente industrializato e sviluppato e di SUPERALO COSTRUENDO UN SOCIALISMO che si realizzi nella garanzia della salvaguardia delle libertà democratiche già conquistate.
Quindi non una convivenza con il capitalismo ma il suo superamento.
Ovvio che per arrivare a questo di debba passare per fasi succesive, se non si fa la rivoluzione, come una politica che sappia condizionare e far rispettare la Costituzione ad un capitalismo libertario ed omicida che non vuole regole, se non quelle imposte da loro.
Ma se sei contro perchè non voti il M5S?
Perchè non è anticapitalista, è anti multinazionali, anti banche, ma non è anticapitalista e poi, ragione molto più importante, considera destra e sinistra concetti, ideali, superati e questi scontra tutti i giorni con la realtà che la vita, i fatti, ci propongono.
Anche scegliere che bibita bere, con quale pallone giocare, quale maglietta comprare è una scelta di destra o di sinistra e se non ve ne rendete conto sarà peggio per voi perchè da questo sistema capitalistico parassita non ne uscirete mai.
Certamente io non farà in tempo a vederla l’uscita, i tempi della storia vanno oltre quelli delle persone singole.
Ma i mie ideali me li tengo: sono un cittadino del mondo, la solidarietà per me è un valore fondamentale ed i diritti devono essere diritti di tutti e non di parte, senza dimenticare i doveri.
Sono abbastanza cinico ed opportunista da rendermi conto che per arrivare all’obiettivo si debba fare un passo alla volta
, potrà anche capitare che voti un partito che non ha superato la prova finestra ma, se serve alal causa, non ci penso due volte.
Contrariamente al M5S penso che tra Marino ed Alemanno ci siano delle differenze e, se abitassi a Roma, non esiterei a votare Marino e senza turarmi il naso.
Come me, tra gli astenuti, ce ne sono a migliaia. Delusi perchè il sogni ha volato talmente alto da ritenere impossibile di volare rasoterra, ma io voglio la luna, voglio andare oltre l’ostacolo e non dimentico mai che le idee socialiste hanno poco più di 100 anni.
Per i tempi della Storia e della politica non son nemmeno all’asilo nido.
Credo nei partiti e l’attacco globale sferrato ai partiti in se e non ai politici corrotti o incapaci non mi piace ed è fallito.
E’ fallito perchè non puoi presentarti alle elezioni promettendo il cambiamento e quando si arriva al dunque ti ritiri per non mischiarti con il letame: se vuoi toglier i vermi dal letame ti ci devi immergere sino al collo senza temere di essere contaminato o non hai fiducia in te stesso.
Il  Fatto Quotidiano non si è ancora ripreso dalla batosta e fa lo stesso gioco che fanno Libero ed il Gionale in favore del piduista e pur di nascondere o giustificare la batosta del M5S ( come se gli altri avessero vinto…) somma gli astensionisti cronici e nuovi al voto di protesta del M5S per far vedere che nonostante tutto il Fatto Quotidiano ha sempre ragione.
Ma questa volta ha toppato. Sottovaluta l’astensione di destra ed al ballotaggio di Roma non escludo che i camerati vadano a votare, ferrara è uno di loro ed ha già dato conferma.
Il M5S non si schiera per loro Marino o Alemanno sono la stessa cosa. Per me no ed anche se Marino non ha la bandiera rossa con la stella è sempre meglio di Alemanno e lo sarà sempre in quanto antifascista.
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