Legge blocca intercettazioni, ronde padane, esercito nelle città, attacchi alla magistratura. Il governo delle larghe intese attua il progetto propaganda 2.


1205537285Cosa ci si poteva aspettare da un governo che ha come ministro dell’interno Alfano, a capo della commissione giustizia Fitto e come presidente del consiglio il nipote di Letta?
La lega massacrata alle ultime elezioni specula sulla pazzia di un immigrato e ripropone le ronde padane per voce di Salvini, esperto del ramo, era uno dei fautori del registro dei volontari che in sei mesi ha raccolto solo due nomi, non c’era nemmeno il suo.
Appena accaduto il fattaccio di Niguarda hanno aperto un gazebo per la raccolta delle firme fortunatamente contestato dagli stessi cittadini, che hanno bloccato immediatamente il tentativo di speculazione.
Questa mattina su Radio Popolare Salvini ha faccio marcia indietro, gli basta solo che i vigili tornino a fare i vigili e non solo le multe. Bene, ci penserà Borghezio a sparare le cannonate contro gli immigrati.
Speculazione della quale sono esperti sia i leghisti che il Pdl non è un caso che Alemanno sia diventato sindaco di Roma dopo che Fini e compagnia hanno fatto presidi nei luoghi dove sono avvenute aggressioni e vittime.
Da Roma è intervenuta anche la Gelmini: Gelmini, Pdl: Sicurezza. Milano nel degrado, si intervenga con l’esercito

Io sono di Milano e non mi risulta che quando c’era la Moratti la città fosse più sicura, Milano è sempre stata sopra la media mondiale della sicurezza delle città rispetto alle altre metropoli del mondo e non saranno le ronde o l’esercito ad aumentare la sicurezza nelle città.
Basta vedere cosa succede negli Usa dove tutte le famiglie hanno almeno un bazoka qualche fucile e pistole anche per bambini a disposizione.
Non c’è ronda o eseercito che possano fermare la pazzia umana.
Tutto questo è un diversivo, una distrazione di massa come la chiamo io. Non c’è giorno senza che un uomo non ammazzi o riempia di botte la sua compagna, questa mattina in Lombardia è successo questo: Sparatoria a Casate (Bernate Ticino): due morti. A sparare un ex dipendente.
Al momento non risulta che Salvini abbia organizzato un gazebo per il pomeriggio sul luogo della tragedia e non solo perchè piove a dirotto il problema è che chi ha sparato è italiano.
Come per Rosi e Gabriele non è possibile specularci sopra.
Distratta la massa  con cronaca nera il governo marcia spedito nel portare avanti il programma della P2 atto a smantellare la democrazia, magistratura e tutte le pendenze con la giustizia della tessera N° 1816 l’ex presidente del consiglio primo alleato del Pd nel governo Letta.
Subito dopo l’Imu, secondo il Pdl primario problema degli italiani, hanno ripresentato la legge Alfano sulle intercettazioni, tradotto in italiano per smantellare le intercettazioni.
Da Repubblica: Proprio nel giorno in cui alla giunta per le autorizzazioni della Camera arriva una richiesta per l’autorizzazione all’ascolto di conversazioni telefoniche di Denis Verdini, Nicola Cosentino e Marcello dell’Utri, il capogruppo in commissione giustizia del partito di Silvio Berlusconi, Enrico Costa, deposita una proposta di legge che riprende pari pari il testo Alfano che mirava a una stretta sulle intercettazioni.
Se rileggete attentamente il probramma di Gelli noterete che il venerabile puntava alla conquista di posti strategici delle istituzioni in senso trasversale. Il progetto toccava sindacati, partiti, esercito, guardia di finanza, giornali, manager pubblici e privati ecc.ecc.
Un progetto che puntava ad un colpo di stato coinvolgendo tutti i partiti, i sindacati e le istituzioni, l’informazione con propri infiltrati.
Insomma un colpo di stato a larghe intese, come il governo nato con l’alleanza tra Pd e Pdl che viene incensato, a turno, su tutti i giornali.
Il Pd ha fatto campagna elettorale con la parola d’ordine: mai con chi ha portato alla rovina l’Italia.
Molti elettori del Pd si sentono traditi e non lo voteranno più perchè, secondo loro, l’alleanza con il Pdl è stato un tradimento.
Vorrei ricordare ai delusi che questo governo è il classico due piccioni con una fava. La fava è Napolitano ed i piccioni sono il Pd e Pdl, non conosco le % esatte delle responsabilità fatele voi, ma una cosa è certa: quando il Pd diceva mai con chi ha portato l’Italia alla rovina alludeva a se stesso, questo è il vero tradimento del Pd verso i suoi elettori. L’ennesimo.
Ma non sono tutte notizie negative in quanto l’atteggiamento del Pdl era largamente previdibile anche da un cittadino disinteressato dalla politica. La notizia positiva è che il Pd, dalle prossime elezioni, non esisterà più e sono curioso di vedere dove andranno a cercare casa i suoi ex elettori.
Non credo che basterà il M5S per salvare l’Italia anche perchè hanno i loro problemi.
Per adesso ho una certezza, il regime avanza e se il governo regge la P2 avrà fatto Bingo, Berlusconi pure.

 

Non vorrei che il vostro punto G, maschile a giudicare dai commenti, sia il mio blog. Appena scrivo qualcosa contro Grillo, politicamente, accorrete in massa. Mi ricordate gli invasati pro Berlusconi del 2006 che commentavano il sito: iosonouncoglione. L’aggressività è la stessa.


Eh, ma tu critichi sempre, provochi, ovvio che te ne dicano di tutti i colori è il commento più accomodante che mi hanno lasciato.
Pare che il sarcasmo, lo sberleffo, la battuta e le offese siano una esclusiva di Grillo, lui può, lui deve, è un blogger normale che  non può, è lesa maestà.
Gli adepti, i seguaci del M5S si limitano a darti dell’ignorante, colui che ignora i loro programmi, o si limitano all’offesa. Mi accusano di essere un simpatizzante del Pd e devono avere ciclostilato, come facevamo noi negli anni 70 con i volantini, la solita battuta del guru: Pd meno elle. Io me li immagino mentre ridono da soli davanti al monitor, ho fatto la battuta che lo lascerà di stucco, senza parola.
Mi limito a non rispondere per non dare soddisfazione, sinceramente non faccio volontariato.
Il punto è che Grillo mi è sempre piaciuto come comico, anche perchè ha un grande tempismo ma le battute, i monologhi, erano scritti da altri. Fior di autori.
Forse anche oggi qualcuno gli scrive i monologhi, le battute, ma non sono divertenti come quelle di Te lo do io il Brasile del 1984
.
E’ un problema politico niente di personale anche se lui offende sul personale. E’ un problema di democrazia, libero pensiero, non l’ho mai visto davanti ad una fabbrica forse perchè le fabbriche non hanno piazze e tolta qualche class action sulla Parmalat o la Telecom non ha mai espresso chiaramente cosa ne pensa del capitalismo.
Ognuno ha le sue idee ed io, per adesso, posso ancora avere le mie, giuste o sbagliate che siano.
C’è un’altra cosa che non mi piace ed è l’uomo solo al comando, anche se dotato di stampella parlante e pensante.
Ho una certa età e non mi sono evoluto come Grillo che è passato dal distruggere i pc a farli diventare un mito, l’arma segreta della rivoluzione come la intendono gli spin doctor.
Il computer l’ho scoperto nel 1986 e l’ho titenuto immediatamente lo strumento più rivoluzionario per il mio lavoro, magazziniere ricambista in una concessionaria Fiat.
Gestire la logistica, la vendita, gli ordini con il computer è totalmente diverso dal gestirle con uno schedario e 9000 schede dove fare il carico e lo scarico.
Mi sono innamorato subito della tecnologia pur esendo un neofita, non mi sono mai sognato di prendere a mazzate un pc se non negli ultimi anni quando ho scoperto il mac, la sua velocità, avrei voluto prendere a mazzate il vecchio pc dotato di Windows, il bradipo.
Dicevo che su certe cose sono rimasto un conservatore orfano di Berlinguer e non mi risulta che Berlinguer si sia guadagnato la stima ed il rispetto di tutti attraverso lo spin doctor.
Bastava ed avanzava il suo carisma. Nonostante questo nel Pci le decisioni erano collegiali, dalle sezioni in su tutti partecipavano alle discussioni ed alle decisioni ed alla fine la sintesi di tanto discutere veniva elaborata dalla Direzione collegialmente, mai una volta che Berlinguer abbia preso carta e penna per scomunicare qualcuno.
Anche quando è successo il fatto del Manifesto è stata la direzione a decretare l’espulsione, qualcuno dice radiazione. La sostanza non cambia.
Insomma nel Pci c’era una linea, quella votata dalla maggioranza nei congressi di tutti i livelli, c’erano delle regole e c’era democrazia. Collegialità nelle decisioni come è dimostrato dalla vicenda del Manifesto.
C’è un altro aspetto ideologico che mi allontana da Grillo ed è il fatto che io credo ancora che ci sia un modo di pensare, vivere, fare politica di sinistra e noecessariamente, per essere di sinistra, ci si deve riconoscere in Bersani o Vendola. Men che meno in Renzi.
Sono convinto che sistano i dorotei come un modo di fare politica di destra, filocapitalista.
Per me esistono ancora, eccome se esistono.
L’astio, la rabbia, con la quale i seguaci del movimento mi danno del comunista sorpassato  mi ricordano l’atteggiamento che avevano certi democristiani ed i fascisti prima che Berlusconi li tirasse fuori dalle cantine, dalle fogne.
Ha un che di già sentito, conosciuto, l’anticomunismo viscerale che hanno quelli della destra nostalgica, che io purtroppo sperimentato anche fisicamente.
Me li immagino con la bava alla bocca mentre mi danno del becero veterocomunista.
Spero, per loro, che poi puliscano la tasiera.
La stessa rabbia cieca con la quale offendevano e commentavano i seguaci del piduista nel famoso sito che ho citato prima, iosonouncoglione.
Ne nascevano delle discussioni infinite, liti e minacce, via internet dove si perdeva il senso della discussione e si finiva regolarmente in rissa.
Ho abbandonato, non ne valeva la pena. Io scrivo quello che penso, ieri uno mi ha dato dell’opportunista ed avendo intuito il mio punto di vista ha pensato di offendermi con l’epiteto peggiore per un comunista: mi sa che sei un doroteo, un ex democristiano.
Certamente non è uno stupido, la stilettata è stata scelta bene ed in modo intelligente ma c’è un problema, non mi ha minimamente sfiorato.
Chi non è con loro, chi dissente, chi ha un altro punto di vista minimo non capisce un cazzo, non conosce il programma del M5S e la partecipazione attiva della base al movimento, non rispetta che spende parte della sua vita, gratuitamente, per diffondere un’idea, un progetto, un modo nuovo di fare politica impegnandosi in prima persona.
Dimenticano che la stessa cosa l’hanno fatta decenni prima tutti i militanti del Pci  che si impegnavano tutte le sere e tutti i fine settimana per fare politica e sostenere economicamente il partito.
Persino quando si andava ai seggi il rimborso degli scrutatori e dei segretari di seggio veniva devoluto al partito, i parlamentari versavano metà dello stipendio.
Per dovere di cronaca il volontariato lo facevano anche i fascisti.
Non hanno inventato niente.
Per chi mi accusa di parlare del movimento senza conoscerlo preciso solo che mi basta, ed avanza, quello che leggo sui giornali e nel web. Faccio inoltre presente che qualche milione di italiani discute, scrive, del Pci nell’ignoranza più assoluta di cosa sia stato, basandosi solo sulla propaganda del regime che è riuscita, o ci ha provato, ad infangare la Resistenza. C’è un che di destra nel loro astio, sono prevenuti quanto me.
Per chi mi invita ad alzare il culo dalla sedia per andare a vedere, da vicino, cosa fanno gli attivisti del movimento dico solo che da parecchio tempo ho smesso di presentare curriculum, sono in pensione.
Ieri ha ripreso con il solito modo violento, maschilista  ed arrogante una esponente del movimento che si è azzardata ad andare ospite a Ballarò. Chiarisco subito che non ho visto Ballarò chi mi avrà letto qualche volta sa che non ho molta simpatia per il simpatico Floris che, involontariamente spero, crea dei ostri senza accorgersene come la Polverini.
Poteva chiamarla al telefono e dirle quello che ritiene più opportuno in merito alla sua presenza in tivù ed invece no, ha voluto umiliarla, offenderla direi, attraverso al rete con una battuta infelice che rende l’idea di quanto fumo ci sia nel suo cervello.
Tutta la mia solidarietà a Federica Salsi, non la conosco ma certamente non merita una battuta così infelice.
Così infelice che ho voluto richiamarla nel titolo del post facendo una battuta, piacciono anche a me le battute, non è necessario essere un grillino per apprezzare l’ironia e la satira.
Non vorrei che il vostro punto G, maschile a giudicare dai commenti, sia il mio blog. Appena scrivo qualcosa non contro, ma che non incensa il movimento o anche contro come è diritto di tutti, arrivano a frotte a commentare nel mio blog.
Senza citarla, ma ci arriva anche un leghista a capire a chi è diretta la sfuriata, Grillo ha scritto:
«È il punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show. L’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol. A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità. «Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate».
La differenza tra il mio blog ed i talk show è che qui l’orgasmo è solitario, amici eparenti non possono applaudire commossi e condividere l’emozione di un’effimera celebrità.
Però, l’orgasmo è garantito. Si possono pure sfogare contro il vecchio, sorpassato, vetero comunista.
Però ho il telefonino, segno di modernità, per lo spin doctor ci penserò più avanti.
Andate avanti voi che a me viene da ridere.
Sul fatto che Ferrara da ragione a Grillo in merito al punto G, se fossi un militante, farei una riflessione.
P.S. Dimenticavo una cosa importante, i ringraziamenti. Ogni blogger, sconosciuto o famoso, scrive nella speranza di essere letto, che il suo blog sia frequentato anche se noi blogger non abbiamo problemi di tiratura, non abbiamo costi e produciamo solo quello che pensiamo. A costo zero, qualcuno pensa anche a livello zero così anticipo le critiche. Ad ogni modo ringrazio tutti quelli che passano, muovono il contatore.
Grazie.

Mio padre era un commerciante di auto usate e la prima che ho guidato era un’ Appia 3 serie. Marchionne chiude la Lancia, la mia auto preferita.


Era un’Appia terza serie, le porte posteriori si aprivano sul davanti non le hanno inventate oggi, poi ho gudato la Flavia berlina e coupè, la Fulvia berlina e coupè, ma la  mia prima Lancia è stata la Thema 8 valvole le altre le ho guidate perchè le vendeva mio padre. Non erano mie.
Pur avendo lavorato in concessionarie Fiat per più di un trentennio, provandone una decina di modelli, ho sempre considerato la Lancia una vettura superiore, meglio rifinita e più silenziosa.
Quando sono andato in pensione mi sono comprato la Musa e penso di tenerla sino all’ultimo respiro, spero sia il suo e non il mio.
Mi spiace che il grande manager, che fa miracoli negli Usa e stragi in Italia, abbia deciso di chiudere la Lancia.
Certo non sarà il mio post a far cambiare la “strategia” aziendale ma devo dire che mi mancherà.
Dal grande manager ai progettisti ed agli ingegneri la mia impressione è che non abbiano fantasia, modelli, novità.
Di sicuro tra i manager attuali non c’è più un Ghidella l’inventore della Uno che conquistò il mondo.
Spero non sia una strategia per far fuori qualche migliaio di lavoratori, perchè questa è la mia impressione.
La foto è dell’Appia.

Giovani, rincitrulliti dalla propaganda di regime, non ditemi più che la vostra rovina è dovuta ai privilegi delle generazioni precedenti. Informatevi e smettetela di dire fesserie.


Qui vi metto un esempio del modo di ragionare dei giovani di oggi, non tutti per fortuna.
Dialogo in un sito, sotto la risposta scelta da chi ha fatto la domanda.

Secondo voi le generazioni nate negli anni 60/70 hanno rubato il futuro a noi giovani ?

Per me SI, hanno vissuto per decenni sopra le loro possibilità, la colpa io l’attribuisco alla società in generale, che ha continuato a spendere e pretendere più di quello che poteva permettersi e oggi noi giovani siamo senza speranze, senza futuro, i sacrifici oggi li dovrebbero far loro per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.

Miglior risposta – Scelta dal Richiedente

Perfettamente d’accordo con te, ma sbagli di qualche decennio: le generazioni che realmente hanno vissuto in maniera sconsideratamente consumistica ed abusando di tutto ciò che gli veniva dato sono quelle precedenti: quelle che hanno prolificato durante il boom economico, ovvero quelle nate tra gli anni 40 alla fine dei 50.
Quelli che citi tu sono le persone che adesso hanno dai 30 ai 45 anni circa, e ti garantisco che nella media sono quasi tutti messi male come le ultime generazioni.
Lo spreco, lo scempio è stato fatto dagli attuali 60/70enni!

Ora, è notorio che la mamma degli stupidi è sempre incinta ma qui, nonostante la pillola, i preservativi, le conquiste delle femministe sulla maternità consapevole c’è una epidemia di cretini da fare spavento.
Premetto che la colpa non è loro, è nostra, come genitori o nonni non abbiamo saputo trasmettere l’informazione e la storia dei fatti. Delle nostre conquiste.
Insomma gli imbecilli li abbiamo allevati noi, alcuni si fanno mantenere dai nonni o dai genitori sputandogli pure addosso.
Intanto il 90% dei giovani non sa nemmeno di che anno è lo Statuto dei Lavoratori, l’Art. 18 e non sanno nemmeno quanto sono costate ai loro genitori ed ai loro nonni le conquiste degli anni 60/70 che loro, oggi, si fanno scippare dal sistema.
Possono cercare nel web, invece di scrivere cazzate come quelle che ho pubblicato sopra, ci sono ampi documenti storici e fotografici che documentano il periodo delle lotte, delle conquiste.
Alle giovanette di oggi, la maggioranza perchè c’è anche una minoranza consapevole e documentata, fortunatamente.
Dicevo alle giovanette di oggi sempre pronte ad avanzare i loro diritti di libertà ed emancipazione, ovviamente sul piano sessuale e non sul diritto al lavoro, voglio raccontare loro quello che le loro nonne e le loro mamme non hanno raccontato per non rovinargli la vita con la cruda realtà dei fatti  e lasciarle eternamente nel mondo delle favole, del virtuale con tanto di cellulare collegato con internet per mandare sms e scrivere stronzate 24 ore su 24.
Le loro mamme, le loro nonne, le loro bisnonne, quando avevano la fortuna di avere un lavoro e rimanevano incinta per non perdere il posto si fasciavano la pancia per non essere licenziate immediatamente.
Così facendo rimandavano, tra una vomitata ed una nausea, di qualche mese il licenziamento e lo posso dire perchè c’è passata, insieme ad altre milioni di donne, pure mia moglie.
Ai giovanotti da aperitivo, da discoteca, che un giorno si e l’altro anche scoprono l’ambiente e l’ecologia dico solo che negli anni 50 il problema principale non erano i fumi degli altiforni, che respiravano, ma avere almeno un paio di scarpe anti infortunistica con la punta di ferro per non bruciarsi le dita con gli schizzi di acciaio rovente.
Il resto andatevelo a cercare nel web, chiedeto alle Camere del Lavoro che hanno archivi documetati sulle lotte operaie, il diritto alla sanità ed alla maternità.
Quindi, non rompete più i coglioni con sparate alla cazzo sui privilegi di chi con sudore, lacrime, sangue, lotte e scioperi che sono costati sacrifici anche alle famiglie si è conquistato una pensione, dei diritti, che adesso voi vi fate scippare.
Questo sarebbe il meno, se non si è forti e compatti si viene sconfitti dal capitalismo e dal regime economico e noi lo sappiamo bene perchè abbiamo lottato per anni riempiendo tutte le piazze, quello che è peggio è che vi siete fatti lavare il cervello. Soltanto un poveretto, un idiota, può scrivere una cosa del genere:
i sacrifici oggi li dovrebbero fare loro (riferito alle generazioni precedenti) per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.
Dimostra di avere una ignoranza abissale, non solo del passato ma anche del presente.
Come ho già detto le nostre conquiste hanno avuto un prezzo salatissimo, l’ho scritto sopra , e come se non bastasse oggi ci troviamo a fare welfare famigliare a figli e nipoti vittime della crisi, quando sarebbe il momento di goderci la vecchiaia ed i frutti dei nostri sacrifici.
Fortunatamente non siamo, noi anziani, non sono, i giovani, tutti così. Ma per la maggioranza gli anziani sono senza memoria e quindi non possono trasmettere niente. I giovani non hanno conoscenza, non sanno, il pc ed internet lo usano per chattare e per vedere i filmini porno, giustamente in un certo senso ma, se volessero, prima di scrivere cazzate sui privilegi delle generazioni precedenti dovrebbero documetarsi su come li hanno conquistati, ammesso che siano privilegi, e quanto sono costati.
A me sembrano polli d’allevamento alimentati con il mangime dell’ignoranza, allevati ed annebbiati dal sistema sino al punto che gli danno pure ragione.
Con questo ho detto quello che avevo da dire, se volete rimanere nell’ignoranza fate voi, aggiungo solo una cosa che ho letto, tanti anni fa, nella prefazione del Capitale di Carlo Marx:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Io ho scelto il sapere, voi la seconda. Il sapere è conoscere le cose, i fatti, la storia. Anche se non si parla o si scrive in italiano perfetto. Conoscere la sostanza della vita.
Buona giornata, auguri per il vostro futuro.
Qui non stamo parlando di pensionati baby, alimentati dal regime clientelare e capitalista per conquistarsi voti e governare per 50 anni. Stiamo parlando di persone che si sono fatte 43 anni di lavoro, molti di fabbrica o in edilizia e sono arrivati alla pensione meritatamente e non per donazioni di qualche ente di carità.
Chiaro?

Disoccupazione giovanile al 35%, ma chi se ne frega. Non facciamo sciopero, sarebbe un fallimento, facciamo festa con la notte dello shopping. Oh yea.


“Vogue Fashion’s Night Out”
La notte in cui lo shopping fa festa.
Questa è la Stampa.
Questo, invece, è il servizio del Giorno:

Idealmente aperta dalla stessa direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani presso “il Camparino” nella Galleria Vittorio Emanuele, dove il regista italo-turco Ferzan Ozpetek è stato premiato con il Campari Red Passion Prizedalla stessa Sozzani, la serata ha coinvolto 40 vie e piazze milanesi, illuminate a giorno e animate da decine di eventi speciali ospitati dagli storici negozi di moda e design del capoluogo lombardo.

Particolarmente affollate erano proprio le vie del Quadrilatero, dove passanti, turisti, curiosi e addetti ai lavori fluivano senza sosta da una boutique all’altra. Molto frequentata anche l’elegante via Manzoni, mentre piazza Duomo brulicava di persone come nelle grandi occasioni di ritrovo.

Più lontano dal centro della moda i negozi e gli showroom hanno osato con particolari dj set pensati per creare una colonna sonora della serata: da segnalare l’ex-veejay Federico Russo che presso Pinko (Corso Venezia) ha suonato dischi funky con l’accompagnamento eccezionale di Saturnino, storico musicista di Jovanotti, al basso elettrico.

Avvistati Morgan ai piatti da dj, Massimiliano Rosolino e Tania Cagnotto, Marco Tronchetti Provera e Afef, Barbara D’Urso e Giorgio Armani che si è prestato ad alcune foto con i suoi fan. Prossime tappe della Vogue Fashion Night Out saranno Roma, il 13 settembre, e a seguire Firenze, il 18.

LA PROTESTA DELLA FNAC – «Il lavoro per noi è un lusso»: questo lo slogan del sit-in dei dipendenti della Fnac, questa sera in piazzetta San Carlo a Milano, in occasione della Vogue Fashion Night. Circa un centinaio di persone, provenienti dagli 8 megastore di libri, musica e dvd presenti in Italia, hanno protestato e distribuito volantini per difendere il posto di lavoro: nel gennaio scorso è stata infatti annunciata una ristrutturazione entro fine anno, ma i circa 600 dipendenti italiani, a distanza di otto mesi, ancora non sanno quale sarà il proprio destino.

«Fnac – si legge nel comunicato dei lavoratori – è una società del Gruppo Ppr, che detiene tra gli altri i marchi Gucci e Bottega Veneta. Il Gruppo Ppr è presieduto da Franois-Henri Pinault, che negli ultimi anni ha sempre più decisamente manifestato l’intenzione di spostare gli interessi del gruppo sui marchi del lusso». Non a caso i manifestanti stasera hanno fatto un paio di irruzioni all’interno del negozio Gucci di Milano.

Solidarietà è stata espressa ai dipendenti Fnac da diversi esponenti del mondo politico milanese e dall’assessorato al Lavoro del Comune di Milano. «Enormemente preoccupati per la situazione e stupiti dall’intollerabile silenzio dei vertici di Fnac e del Gruppo Ppr – conclude il comunicato – i dipendenti di Fnac Italia chiedono risposte chiare, esaustive e credibili sul loro futuro».
Se venisse proclamato uno sciopero generale in favore dell’occupazione giovanile sarebbe un fallimento, scenderebbero in piazza solo i pensionati della Cgil ed i fissati della protesta, meglio allora ogranizzare la notte dello shopping e fare il pieno di partecipazione.
40, tra vie e piazze, coinvolte dall’iniziativa ed illuminate a giorno. Il tg3 ha proposto un servizio e ci ha mostrato le strade invase da giovani, e non, impegnati nel curiosare ma, soprattutto, a fare shopping.
Si sa che il cure dei ricchi sanguina sempre per chi sta male, infatti hanno fatto pure la beneficenza realizzando capi unici da vendere per devolvere l’incasso ai terremotati dell’Emilia.
Roba da commuoversi, specialmente dopo aver bevuto un po’.
Naturalmente il Tg3 regionale ha dimenticato di dare notizia della manifestazione indetta dai lavoratori della Fnac, per non rovinare la festa.
La manifestazione notte dello shopping è importantissima lo si evince dall’altissima qualità dei personaggi partecipanti, basti pensare che c’erano Barbara D’Urso, Tronchetti Provera ed Afef, che si sono prestati a farsi fotografare con i loro fans.
Il resto d’Italia non deve sentirsi escluso, la notte dello shopping avrà delle repliche in varie città italiane e nessuno si sentirà emarginato.
Ovviamente c’è stato spazio anche per la cultura, solidarietà e cultura non possono mai mancare quando c’è di mezzo l’alta moda e lo shopping nel quadrilatero, la direttrice di Vogue ha premiato personalmente il regista Ferzan Ozpetec con il Campari Red Passion Prize, una specie di premio Nobel del settore.
Folla, code e strade piene, un successone. Unici assenti i disoccupati, gli esodati, pensionati e cassaintegrati.
Mi confermano che il resto dei giovani rivoluzionari disoccupati, non impegnati nella notte dello shopping, hanno manifestato nella zona di Corso Como nelle disocteche alla moda ma senza innalzare cartelli di protesta contro la politica o il governo, avevano le mani impegnate nel tirare coca o nel farsi le canne.
Sarà per la prossima edizione.
Una macchia, nella riuscitissima festa, la protesta dei 600 lavoratori della Fnac ai quali è stato comunicato nel gennaio scorso che entro fine anno ci sarà una ristrutturazione.
Da allora non hanno saputo più niente. Non sono riuscito a sapere se hanno goduto di sconti particolari per lo shopping, ma credo di no.

 

Alla festa del paese, mentre eravamo alle prese con la polenta taragna e salsiccia, ho conosciuto una coppia di milanesi. Lui con una coversazione variegata, lei per spiegarmi la zona di Milano dove abita mi ha citato la parrocchia. Mi ha incuriosito subito.


Intanto devo ringraziare mio figlio e dei suoi amici, se non fosse stato per loro non sarei andato alla festa e mi sarei perso la conoscenza di una simpatica coppia.
I tavoli erano tipo festa dell’Unità con le panche in legno, eravamo in quattro seduti ad aspettare che gli altri arrivassero con la polenta, si avvicina questa coppia e chiedono gentilmente se possono sedersi al nostro tavolo, mio fratello risponde che siamo in nove ma che avremmo fatto volentieri posto anche per loro.
Si siedono e la signora nota che vicino a noi c’è un tavolo di anziani, tre coppie, e dice al marito: chiedo a quei signori lì se ci fanno sedere, sono in sei mentre qui sono in nove così stiamo più larghi.
Non c’è stato verso, non solo non hanno accettato ma avevano anche finito di mangiare e di liberare il tavolo non se ne parla nemmeno.
Il marito le dice, dai non è il caso di fare polemiche, sono anziani lasciamo stare.
A questo punto mi sono sentito in dovere di intervenire: non è una questione di polemica è una questione di logica. Signora si rassegni, anche se hanno finito di mangiare non molleranno il tavolo sinchè non inizierà la serata danzante, non sono andati nemmeno all’ accensione del cero alla madonna per non perdere il posto.
Ci siamo stretti e si sono seduti con noi, il marito al mio fianco e la signora di fronte.
Stabilito che siamo tutti di Milano la signora, per indicarci la zona dove abitano, cita il nome del quartiere e quello della parrocchia, nome del parroco compreso. Mi sembrava di avere fatto un ambo.
Le dico la mia zona, nome della via, ed aggiungo è tra via Padova e via Palmanova ma il nome della parrocchia non so dirglielo.
La signora in questione era ancora estasiata dal fatto che erano stati a Medjugorie a trovare la Madonna, conosce tutte le chiese della Valsassina e relativi parroci, ed è stata persino nel paese natale di Wojtyla, tutti nomi semplici.
Le dico che pur avendo studiato dalle suore, gesuiti e salesiani non pratico molto ma che mia madre 40 anni fa appena comprata la stalla che poi è diventata una casa ha dato una cena in casa con la presenza del prete, per benedirla, ed il prete è lo stesso che c’è oggi. Pensi, aggiungo, che pur essendo ateo sono stato a Sotto il Monte nella casa natale di Giovanni XXIII, lo ammiro.
Incuriosita  mi cita tre nomi di preti del luogo ma, purtroppo, io non so indicarle di chi si tratta. Mi limito a dirle che è quello più robusto.
La signora, spiritosamente, insinua: non sarà mica comunista? Ebbene si, confermo, ma ammiro molto papa Rocalli, don Milani e don Vittorino, un prete del mio paese nel Veneto sconosciuto ai più, ma una persona fantastica.
Sorride sorniona e mi dice: dovrebbe andare a Medjugorie a scoprire la fede, tornerebbe diverso.
Sorrido gentile e replico: anche i Blues Brothers hanno visto la luce ma non ricordo se ci fosse anche la madonna, solo suore se non ricordo male.
A questo punto la signora estrae l’arma segreta: anche un famosissimo comunista di Roma era ateo, non ha battezzato i figli e poi ha scoperto la fede, ha visto la madonna, un certo Cornacchiola, che ha fatto anche la guerra in Spagna con i comunisti.
Guardi io sono stato nel Pci una ventina di anni ma questo celeberrimo personaggio non lo conosco, sarà famoso alla Garbatella non sul piano nazionale. Quando succedono queste cose bisogna sempre verificare se il miracolato in questione ha bevuto, fumato e cose di questo genere, escludendo gli acidi naturalmente.
Per paura che mi dimenticassi l’episodio del comunista redento mi ha scritto il nome su un biglietto, per questo sono riuscito a trovare qualcosa nel web. In effetti ne hanno scritto in parecchi ed oggi anch’io do il mio contributo.
Poi abbiamo svariato dalla politica, all’economia, alla crisi, al futuro dei nostri figli. In molte cose eravamo pienamente d’accordo, in altre meno, in modo particolare mi ha colpito il marito, una persona concreta e meno fideista della sua signora, abbiamo convenuto che la fede, nel senso di accettazione senza raziocinio, appartiene a molti settori non solo alla religione. Dalla politica al calcio ci sono persone che non si spostano di un millimetro dalle loro convinzioni ed ascoltano solo le parole dell’allenatore o del leader del momento senza nessun spirito critico.
Le cito il ridicolo Family Day del 2006 con i vescovi a fare la ola a divorziati e puttanieri sul palco, citiamo il piduista pedofilo e puttaniere, aggiungo che pur non essendo cattolico sono sposato con la stessa donna da 41 anni e così via.
La serata trascorre serena con la colonna sonora che va dal liscio al mambo, la signora mi chiede dov’è la grotta con la madonnina che si sta festeggiando. Le spiego che le passo davanti tutti i giorni quando faccio la passeggiatina propiziatoria con Lulù, ma non sapevo che fosse una grotta, comunque, aggiungo, appena finita la salita se la trova di fronte.
Altri convenevoli, battute, la signora cita almeno 10 volte Medjugorie, deve averla colpita parecchio dall’insistenza con la quale mi propone che ci vada anch’io, eppure noto che non fuma.
Insomma la signora spera vivamente che anch’io scopra la luce come i Blues Brothers, la ringrazio ma è tempo perso. Sarò sempre rispettoso di qualsiasi credente, di qualsiasi religione ma per quanto riguarda la luce ho persino la cataratta e dovrò essere operato, si sa che la cataratta non fa passare la luce.
Facciamola breve, al momento che decido di mollare la compagnia per correre dalla mia cagnolina che ha paura dei fuochi artificiali, in programma, la signora mi dice: comunque io sono Giovanna. Io sono Natalino, mi chiamo così perchè sono nato un giorno prima di Lui.
La signora scoppia a ridere e mi dice: ma allora è un perseguitato dalla fede!
No,rispondo contraccambiando il sorriso, questa sera sono un perseguitato da lei.
Arrivederci.

Noemi ha sempre detto che volava da una villa all’altra di Papi Silvio per fare il karaoke. Io ho sempre scritto che il microfono era il battacchio di papi, adesso arriva la conferma.


Se una famiglia sgangherata, semianalfabeta, senza un euro e senza una prospettiva   fa prostituire la figlia minorenne fa scandalo, ma se il tutto avviene in Letizia con tanto di accompagnamento di papà e mamma allora si diventa famose e si mettono insieme 7/8 appartamenti prima ancora dei 18 anni. La famiglia amministra, per uno che prende 1000 euro al mese far prostituire la figlia a quelle cifre è come vincere al Superenalotto.
Appena uscita la notizia di Papi e Noemi che facevano il karaoke ho scritto che la bimba pensava fosse il microfono ed invece era il battacchio di Silvio.
Apriti cielo, ho preso del depravato, dell’invidioso perchè anch’io vorrei farmi le ragazzine e non avendo ville e ragionieri a disposizione divento acido e con la bava alla bocca.
Chiariamo due punti, il primo è che io a 9 o 10 anni volevo farmi prete, ma ancora non sapevo che all’oratorio la pedofilia era di routine, avevo la vocazione  che mi è scomparsa subito quando mi sono innamorato della figlia del pasticciere del mio paese che mi regalava i ritagli della pasta frolla.
Siamo pure andati al cinema insieme, a 11 anni, per baciarci con la bocca aperta come facevano i grandi e ci siamo lavati la faccia vicendevolmente.
Poi mi sono rifatto a 14/15 anni, con gli interessi ma era tutto normale in quanto coetanei.
Fu allora che ripresi a frequentare gli oratori fedele al detto degli anziani che le figlie di Maria sono le prima a darla via. Tutto regolare se tra coetanei, se uno dei due ha 70 anni e l’altra sedici lo è un po’ meno. Se poi al postribolo ti accompagnano i genitori è ancora più  indecente e senza voler fare il moralista.
La notizia è sul fatto di oggi:

Ruby, l’agente delle Olgettine: “Berlusconi sapeva la sua età”

E aggiunge: “So e conosco ciò di cui sto parlando, l’imbroglio c’è eccome: era nota la minore età sia della ragazza marocchina sia della giovane di Casoria”
Sotto ad un certo aspetto leggere questa notizia mi ha fatto piacere, passare per un pensionato depravato e libidinoso non mi piace, diciamo che sono uno concreto e, per me, uno non si fa portare le minorenni in villa per fare il karaoke o il bunga bunga se dietro non c’è sesso, prostituzione e soldi, tanti soldi, al punto che la famiglia ne è fiera e felice.
Diciamo che vede il tutto con Letizia.
La cosa non poteva durare era ovvio che sarebbe scoppiato lo scandalo anche perchè il pedofilo era pure il Presidente del Consiglio eletto dalla maggioranza degli italiani molti dei quali lo invidiano ad alta voce perchè incapaci di cogliere i fiori quando è la loro stagione.
Eppure aveva le zie suore, avrebbe dovuto sapere come funziona nei conventi e negli oratori senza dare scandalo o presentarsi alle feste di compleanno con collane di perle.
E’ un po’ pirla e non sa controllarsi, altro che perle.
Fortunatamente, per questi segaioli da Pdl, ci sono le cinesi che con i loro massaggi sistemano la situazione a cifre modiche, accessibili anche ai pensionati che manifestavano davanti al Palazzo di Giustizia di Milano in favore del corrotto, corruttore, piduista , puttaniere e pedofilo. Non pretendono di venire in villa alle feste.
Scusatemi lo sfogo ma oggi per me è una specie di rivincita, non sono io che vedo le maialate ovunque ma è il maiale, ed i suoi complici, che le hanno fatte ovunque e sempre a pagamento. Altro che amore per Papi, era amore ad ore pagato con migliaia di euro e mi viene il dubbio che il piduista conquistatore sia solo capace di pagare le donne altrimenti sarebbe condannato al fai da te, a vita.
La stessa Veronica, l’amore della sua vita, è stata acquistata in quanto faceva parte dell’arredo di un teatro bolognese insieme alle poltrone, il sipario ecc.ecc.
Si sa che a Bologna, lo dicono i vecchi, ci siano le migliori e lui è andato alla fonte.
Per lui le donne sono come il Milan, una passione a pagamento.
Buona notte, mi sono preso una bella rivincita, non era un microfono quello dove la Noemi si impegnava strenuamente per dare il meglio di se.
Qualcuno ha parlato ed ha detto quello che qualsiasi persona normale aveva già capito da un pezzo.

Luca Telese lascia il Fatto, è l’unico che ha risposto ad un mio commento. Gli altri sono passati al setaccio, nemmeno tutti ovviamente.


Luca ha una storia di un certo tipo, che io apprezzo molto, e quando ho criticato la linea del Fatto e del suo vice direttore, che non si tocca nemmeno con un fiore altrimenti la massa insorge, è l’unico che mi ha risposto.
Certamente è più democratico di Travaglio, non ha le fregole per Grillo e si sarà sentito sotto pressione, oppure ha capito che non ne vale la pena. Meglio che la primadonna del Fatto e della tv balli da sola, come piace a lei.
Sulla prima pagina del fatto on line c’è scritto: hai qualcosa da dire? Dilla sul Fatto Quotidiano. Manca il sottotitolo: che noi te la censuriamo.
Più sotto c’è scritto: Abbonati, sostieni il Fatto Quotidiano.
Con tutti i libri che ho comprato di Travaglio, Gomez e compagnia bella dovrei avere l’abbonamento a vita.
Sono orgogliosi al Fatto, perchè non prendono finanziamenti pubblici ma ancora per poco. Se il Movimento 5 Stelle entrerà in Parlamento anche il giornale del movimento ne avrà diritto. E’ una battuta, lo specifico perchè i grillini mancano del tutto di ironia, leggerezza, ridono e capiscono solo le battute del guru.
Forse Luca farà un giornale suo e di certo io lo comprerò. Lo comprerò perchè sono contro la sfascio a 360°, perchè sono convinto che pur con i dovuti limiti non siano tutti uguali, i politici, come non siamo tutti uguali noi.
Certo che la strada sarà in salita ma Luca è una persona seria e nel suo lavoro ci mette democrazia e passione ed si fa coinvolgere come è giusto che sia dalla sue idee politiche, diciamo dalla sua cultura acquisita in famiglia.

Non che mi interessi più di tanto il futuro de Il Fatto Quotidiano ma ho una certezza, due primedonne non possono coesistere e quando il Movimento 5 Stelle andrà fuori dalle righe come è successo con Santoro, partiranno le bordate del fuoco amico:

Non è mai esistito un varietà con due primedonne, la Wanda Osiris scendeva le scale da sola, intorno aveva solo i boys. Grillo e Santoro non possono scendere dalla scala insieme, rotolerebbero.

La stessa cosa succederà fra Travaglio e Grillo, a meno che Casaleggio non metta in riga tutti e due, per lo stesso motivo che la storia d’amore con Santoro è finita miseramente, non possono esserci due primedonne.
Travaglio è un ottimo cronista giudiziario, l’unica cosa che gli faceva fare Montanelli credo, ma politicamente è un incapace, non ha mai proposto una  alternativa che non sia solamente critica disfattista alla Grillo.
Per questo al Fatto gli articoli sono sempre in favore del Movimento 5 Stelle ed anche quando sembra che siano critici è una critica subliminale atta a dimostrare che sono sempre i migliori.
Alla prova dei fatti, come avevo previsto, hanno gli stessi problemi che hanno gli altri politici, sindaci, si sa che il confronto con la realtà, i debiti che si ereditano e la complessità della gestione della cosa pubblica è molto più difficile della critica, ironica e divertente, che alla fine nei fatti  è inconcludente. Senza proposte serie ancorate alla realtà. Ad esempio non ho mai sentito uno del Movimento parlare di lavoro, occupazione.
In modo particolare mi stupisco  quando si vuole dare lezioni di democrazia agli altri e poi manca del tutto all’interno del Movimento.
Travaglio, se qualcuno si permette di fargli ombra, diventa isterico e perde il controllo, Grillo invece rifiuta del tutto il contraddittorio, se non è zuppa è pan bagnato, inzuppato nella stessa megalomania.
Personalmente, nel mio piccolo, avevo auspicato l’uscita di Telese dal Fatto lo trovavo fuori luogo in un ambiente dove si da spazio a tutti per trasformarlo in incenso per l’altare del Movimento.
Telese ha un’idea politica, democratica, non usa la penna come una ruspa per demolire tutto senza un progetto di ricostruzione, non soffre di megalomania e sa che la prova dei fatti è sempre in salita, non sta in cattedra a bacchettare gli scolari per far ridere i supporter.
Come ho già scritto 200 volte il connubio Travaglio-Grillo dura da anni e Current Tv ne era la prova, non so se l’entrata in campo di Casaleggio possa scatenare  scenate di gelosia, anche se ama stare nella retrovia, di certo quando sarà il momento di scendere la scalinata del trionfo non potranno farlo insieme, rotolerebbero come hanno fatto Santoro e Grillo.
Grillo è talmente pieno di sè che ne avrà anche per Travaglio ed allora Marco si scatenerà con la sua agenda nello spazio riservato di Servizio Pubblico, se la nuova trasmissione di Santoro non cambierà nome, e ci regalerà le sue battute anche su Grillo ed i grillini.
Per uno dalla battuta pronta, e feroce, come Marco Travaglio i grillini sono una fonte inesauribile, basti vedere come accorrono nel web per criticare chiunque si azzardi a mettere in discussione il guru, le api che accorrono nell’arnia sono niente al confronto. La loro ape regina attizza molto di più di quella delle api.
Domanda per gli appassionati del genere: se Berlusconi sta ad Alfano come il puparo sta al pupo, come sta Casaleggio a Grillo? Chi è il puparo? Io un’idea  l’avrei.

E’ la prima volta che invecchio, non ho nessuna esperienza, ma come fa a restare per ore in piedi, in poltrona, in un palco senza che gli scappi?


Ho sempre bevuto tantissima acqua, anche al mattino appena sveglio bevo l’acqua. Una volta la bevevo frizzante con l’arrivo della pancia sono passato a quella naturale, ma la pancia è rimasta.
Se sono in giro dal mattino presto e magari sino a mezzogiorno devo fare una sosta entro in un bar bevo qualcosa ma è tutta una scusa per  usare il bagno. Hanno tolto tutti i vespasiani ed i più dispiaciuti sono i gay ed il sottoscritto, ma per ragioni diverse.
Pare che con l’avanzare dell’età questa esigenza sia un fatto comune, più di uno della mia età, oppure oltre, mi ha confessato che si alza di notte per fare la pipì.
L’argomento può infastidire ma è una esperienza alla quale vanno tutti incontro con l’avanzare dell’età. Il caso più eclatante, per me, è la Mirè capace di stare un intero giorno senza liberarsi da giovane ma adesso sente questa esigenza anche lei, non come me ma anche lei deve fare la sua pausa.
Mi domando come faccia uno di 85 anni a stare per ore sulla ribalta tra prediche, messa, omaggi dei fedeli, balli e canti dei giovani dell’Azione Cattolica e di Comunione e Liberazione senza mai fare una pausa.
Ha un wc chimico dietro al tendone? O magari ha un pannolone ad hoc?
Intendiamoci non è solo lui, basti pensare a Napolitano, li trovano tutti con una vescica d’acciaio o estensibile, in ogni caso hanno una salute d’acciaio anche se, spero, non siano tutti come Andreotti, indistruttibile.
Persino i ragazzotti che gli fanno festa intorno, tra una birra e l’altra, devono liberarsi e mi chiedo come faccia il Santo Padre ad avere tanta resistenza.
Ieri ho fatto due o tre lavori in casa, modifiche di impianti elettrici, manutenzione rubinetti con pulizia o sostituzione dei filtri, passato il folletto, cose così ma ad un certo punto ho dovuto fare la pausa sigaretta.
Persino Silvio, che punta ai 120 anni di bunga- bunga, una volta ha avuto un mancamento in diretta, possibile che Benedetto XVI non dica mai nel bel mezzo di una predica, magari quando dice che lo Stato italiano deve essere laico ma come vuole lui. E cioè vieti l’aborto, l’eutanasia e riconosca solo il matrimonio uomo-donna che produca i ragazzini e le ragazzine da mandare all’oratorio tra le amorevoli braccia del prete di turno, non si interrompa almeno una volta e dica: scusate il Papa deve andare in bagno, seguito dal suo maggiordomo che gli alzi la gonna, gli sposti un po’ di magliette per evitare che schizzi la tonaca bianca ed intonsa?
Cos’ha il serbatoio delle acque nere incorporato come i camper?
E’ solo una  mia curiosità, ma è permesso lasciarmi anche senza risposta, me ne farò una ragione.
Radio Popolare nell’edizione delle 7,00 ha trasmesso un servizio in cui si diceva che Viale Zara è percorso da centinaia di persone provenienti da tutto il mondo, anche dal Venezuela di Chavez, dirette al Parco Nord, dove già da due giorni o tre non si può più andare a correre o portarci i bambini, per andare all’incontro con il Papa.
Ci mancherebbe altro, siamo un paese laico ma libero, escluso l’aborto, l’eutanasia ed il matrimonio omosessuale la procreazione assistita o come cavolo si chiama la storia degli embrioni, è tutto permesso, anche le adunate cattoliche e la pedofilia clericale e non quindi hanno tutto il diritto di godersi la festa.
Ho studiato un anno dalle suore, qualche mese dai gesuiti e due anni dai salesiani, mi viene da pensare che se fossi rimasto con la fede di quei tempi, tra l’altro più subita che voluta, anch’io sarei corso al Parco Nord per trovarmi il posto migliore con provviste d’acqua, sigarette, e certamente vicino ad un wc chimico pronto alla bisogna. Ho sempre avuto una produzione di liquidi abbondante, non credo che l’entusiasmo provocato dalla vista del Santo Padre mi avrebbe bloccato la produzione.
Nonostante il mio distacco dalla fede, intorno ai 14 anni, non ho mai abbandonato l’abitudine di girare intorno agli oratori ed avevo le mie buone ragioni confermate pure da quello che mi è successo ieri.
Mentre ero fermo ad un semaforo rosso ha attraversato l’incrocio un folto gruppo di giovani provvisti di badge della manifestazione mondiale per la famiglia cattolica in mezzo al quale c’erano 4 o 5 ragazze veramente notevoli ed in modo particolare una ricciolina niente male con la quale mi sono lucidato gli occhi, nonostante la cataratta.
Sono sempre stato appassionato delle figlie di Maria ma solo se coetanee, a 18 anni ho smesso di girare intorno agli oratori. Sono tutta una contraddizione, a 10 anni volevo farmi prete, a 13 ho smesso di frequentare e di credere, ma devo avere sbagliato qualcosa, il proibito rende i vizi più piacevoli ed all’oratorio c’è sempre carne fresca in arrivo, avrei potuto essere un bravo parroco. Ho un ricordo veramente piacevole del buio delle sale cinematografiche degli oratori, esistono ancora?
Che bei tempi, per andare in bagno si aspettava la fine del primo tempo, poi ci si rituffava nel buio e si stava attenti a non essere scoperti perchè, a noi, era vietato.
Poi mi sono evoluto, al pomeriggio andavamo al cinema Loreto, il nostro Cinema Paradiso, la platea era leggermente in pendenza e per girare da una fila all’altra di poltrone erano consigliabili le catene, ci si divertiva un mondo senza nessun pretino che controllasse dove avessimo le mani e le mamme si preoccupavano perchè alle loro figliole veniva il braccio del tennista, inspiegabilmente. Avevano poca memoria, se si fossero ricordate cosa facevano da ragazzine avrebbero capito. Ci siamo passati tutti, quasi tutti.
Poca memoria l’ho anch’io, non ricordo uno dei film che ho visto al cinema Loreto, non guardavo nemmeno il manifesto che pubblicizzava il film in programmazione, per me era solo un problema logistico non avendo la patente e non sapendo dove andare per godere un po’ di intimità e scaricare gli ormoni della giovinezza.
Se qualcuno andrà al campo Volo di Bresso e vorrà togliermi questa curiosità gliene sarò grato, fatemi sapere se nel palco, dietro l’altare c’è un wc chimico altrimenti penserò che il Santo padre è un superman in tutti i sensi.
Buona giornata, spero che il tempo regga al meglio.

Un po’ li ammazza il terremoto, agli altri ci pensa il governo dei banchieri, ed il Pd. Overdose di diritti, i lavoratori hanno esagerato, si credevano banche.


Hanno messo la fiducia e l’hanno trovata, ci saranno centinaia di esperti che ci racconteranno che l’equilibrio è giusto, si è trovata la formula giusta di compromesso sull’art.18 in linea con gli standard europei, come ha sottolineato la ministra, un salto indietro di 60 anni in pochi mesi velocissimo perchè siamo in crisi, pare che la crisi non dipenda dalle speculazioni delle banche, dei parassiti della finanza, dai profitti illegali dei titoli tossici la Fornero e Monti ci hanno detto che la crisi è dovuta ai troppi diritti dei lavoratori, precari e disoccupati in testa.
I partiti della maggioranza di solidarietà nazionale si sono trovati uniti nel pugnalare i lavoratori e se siamo in linea con gli standard europei l’Europa fa parte del quarto mondo.
Il governo dei banchieri e delle multinazionali ha riformato le pensioni, in peggio, in una settimana ed ha speso qualche mese per demolire l’art. 18 ed i diritti dei lavoratori, la Repubblica Italiana non è più fondata sul lavoro ma sulla speculazione, le banche, la borsa e l’evasione.
Fortunatamente il governo dei tecnici, sostenuto dalla maggioranza responsabile del Paese, ha salvato la razza protetta, la borghesia finanziaria parassita e le banche, sacrificando nell’altare dei diritti e dell’uguaglianza milioni di lavoratori.
Ne vanno pure fieri, come vanno fieri dei tagli nei servizi, nella sanità, alle politiche sociali e di sostegno.
I grandi patrimoni sono salvi, i miliardi di profitti prendono il volo per l’estero e la civiltà sociale, economica e politica è tornata ai primi dell’ottocento, se i lavoratori torneranno alle lampade ad olio il lavoro si potrà ritenere concluso, l’obiettivo raggiunto.
Il governo delle banche e della borghesia parassita, sostenute dalla maggioranza dei partiti responsabili, hanno salvato il Paese, il loro, dando fuoco ai villaggi hanno salvato il castello.
Pera e Sacconi non hanno partecipato al voto, ai lavoratori sono rimasti ancora troppi diritti, pretendono addirittura di mangiare e respirare e propongono un nuovo contratto per i lavoratori che vada oltre lo Statuto dei lavoratori sulla falsariga della mezzadria di due secoli fa.
I lavoratori verranno assunti a stagione, la produzione sarà del padrone che stabilirà quanto elargire al lavoratore-mezzadro in base al mercato, alla crisi e garantendosi il profitto, quello che avanzerà, il nulla, sarà diviso con i lavoratori-mezzadri.
Se ai lavoratori, alla Fiom, alla Cgil, non starà bene dovranno fare San Martino e cercarsi un altro posto.
Saranno sostituiti da altri lavoratori-mezzadri, precari, della Cisl e della Uil, andranno bene anche i lavoratori-mezzadri non iscritti al sindacato purchè restino muti e producano incessantemente per competere con i paesi più avanzati nello sfruttamento intensivo.
Non diamo tutti i meriti al governo delle banche, dei parassiti della speculazione, ai partiti di maggioranza che, responsabilmente, hanno accettato di massacrare i lavoratori, pensionati, disoccupati e precari, donne, togliendo il merito maggiore alla maggioranza silenziosa degli italiani che da anni si scagliano contro i privilegi dei pensionati considerati autentici parassiti perchè dopo 43 anni di contributi vengono accusati di essere i mantenuti dallo Stato. Ogni volta che scrivo di questi argomenti c’è qualche imbecille, spesso anche più di uno, che mi accusa di essere un mantenuto.
Dopo 43 anni di contributi che hanno permesso a migliaia di pensionati prima di me di avere una pensione dignitosa o da sopravvivenza ricevo lezioni di economia da questi emeriti imbecilli che ragionano come Monti e la Fornero, senza nessuna solidarietà per chi non ha potuto arricchirsi abbastanza per avere una vecchiaia serena.
Ecco la prima lezione di economia che l’imbecille di turno e non solo lui perchè la maggioranza dei giovani, dei grillini, dei polli d’allevamento degli ultimi trent’anni di politica italiana la pensa allo stesso modo.

Di 859 euro i 2/3 sono DEVOLUTI DALLO STATO tramite il calcolo retributivo DI MAGGIOR FAVORE…..

FOSSE stato un calcolo CONTRIBUTIVO AVREBBERO PRESO 300 euro di media……..

LESSON NUMBER 2)

ATTENZIONE alla differenza tra contribuzione e assistenziali !

ASSISTENZIALI, a totale carico dello STATO !

CONTRIBUZIONE, con contributi a carico dell’iscritto al quale sarà restituita la PENSIONE CON CALCOLO RETRIBUTIVO,MISTO O CONTRIBUTIVO….

Primo: i miei 43 anni di contributi, interessi compresi, sono buttati nel cesso, negli ultimi decenni di lavoro le mia trattenute arrivavano al 47%, vorrei sapere quanti tassisti, artigiani, imprenditori, chiunque sia provvisto di un commercialista arriva a tanto, fatemelo sapere. Escludiamo, naturalmente, i parassiti che speculano in borsa e che sono tassati a meno del 20%, sono razza protetta.
Per quanto riguarda le pensioni assistenziali, erroneamente, pensavo fossero un segno di civiltà, di solidarietà, finchè l’idiota di cui sopra non mi ha illuminato ed ho capito di avere sbagliato tutto. Devono morire, altrimenti gli imbecilli si incazzano.
Tanto astio, tanto odio per i pensionati, per gli anziani, per i disoccupati i cassaintegrati risulta per me incomprensibile, auguro all’imbecille di cui sopra di finire rovinato nella salute ed economicamente per provare l’effetto che fa.
Il cervello, il cuore, è già spappolato mi auguro che anche il resto faccia la stessa fine.
Io continuo a restare della mia idea, se 43 anni di contributi ed i loro interessi non bastano per la pensione lo Stato compri un caccia in meno, tagli gli stipendi ai parassiti della politica, gli stipendi ai manager ed ai boiardi di Stato, tolga le liquidazioni indecenti ai manager che ci hanno portato alla rovina e dia la caccia agli evasori, alla malavita organizzata ma non rompa ma non rompa i coglioni a chi a passato la vita a lavorare pagando il dovuto.
Questi giovani, che ragionano delirando all’americana e senza la minima solidarietà per gli altri, magari hanno studiato e sono diventati così stupidi grazie all’ welfare de padre o il nonno pensionato.
Secondo questi derelitti i pensionati prendono troppo, i gioiellieri a 17.000 euro all’anno sono nel giusto, non rubano come i pensionati, non sono parassiti.

Tolgano la pensione ai loro genitori, ai loro nonni, tanto l’hanno buttata via per farli studiare.
Ad ogni modo se non avete capito che questa non è civiltà, non è uguaglianza, non è diritto, non è solidarietà, non è dignità, sono fatti vostri. Io quello che dovevo fare l’ho fatto, le lotte, gli scioperi, il 68 e la conquista dello Statuto dei lavoratori, articolo 18 compreso, il diritto alla maternità ed all’ assistenza sanitaria e se voi ritenete che sia più giusto, equo, il far west economico dove vince ed ha ragione chi spara per primo fate pure.
Ho un solo dispiacere, che alle mie lotte, ai miei sacrifici ho fatto partecipare direttamente ed indirettamente anche la mia famiglia, ci siamo voluti bene lo stesso, pensavamo che il nostro sacrificio non dovesse essere solo per il nostro interessa ma anche per quello degli altri, che sarebbero venuti dopo.
Quelli che sono venuti dopo hanno pensato alla bella vita, garantita dai genitori e dai nonni, e adesso che il sistema capitalista li ha privati di tutto se la prendono con i loro padri ed i loro nonni. Lavoratori e pensionati che sono andati on overdose di diritti, di democrazia, di uguaglianza e fraternità.
Ragionano tutti come la Fornero e le conseguenza non possono che essere queste.
W il capitalismo e W le nuove leve, portatrici di una nuova civiltà, con le lampade ad olio.
Sinistra, destra, sono superati. Loro sono oltre e nel futuro, sono verso la fine dell’ottocento.

I Compagni è un film di Monicelli, quello che diceva ribellatevi, mentre andavate in discoteca.
Torino
, fine Ottocento. In una fabbrica tessile, l’ennesimo grave incidente spinge gli operai a richiedere migliori condizioni di lavoro. Quando la loro richiesta di ridurre l’orario di lavoro da quattordici a tredici ore viene del tutto ignorata, decidono di compiere un gesto dimostrativo, suonare la sirena di fine turno in anticipo di un’ora, che procura però una multa a tutti e una sospensione a Pautasso, l’autore materiale.
Gli operai organizzano quindi uno sciopero, approfittando dell’esperienza in materia dell’esperto professor Sinigaglia, appena giunto in città proveniente da Genova, ricercato dalla polizia per aggressione ad un pubblico ufficiale durante una manifestazione. I padroni per risolvere la situazione sono disposti a ritirare multa e sospensione e “perdonare” gli operai influenzati da “agitatori di professione”, ma gli operai non possono accettare una concessione così modesta rispetto al livello ormai raggiunto dalla protesta.
Di fronte alla resistenza degli operai, che tengono duro, forti della reciproca solidarietà, i padroni arrivano a chiamare lavoratori disoccupati da un’altra città. Gli scioperanti tentano di bloccare il treno che trasporta i crumiri, ma durante gli scontri Pautasso perde tragicamente la vita. Il prof. Sinigaglia, visti i precedenti, è costretto a nascondersi e trova un accogliente rifugio nella casa della prostituta Niobe, figlia di un operaio che l’ha ripudiata per la sua scelta di vita.
I lavoratori in sciopero, dopo aver resistito un intero mese, sono ormai prossimi a cedere, ignorando di aver portato i padroni sul punto di cedere per primi. Mentre gli operai hanno già votato per la ripresa del lavoro, il prof. Sinigaglia lascia il comodo nascondiglio, rischiando l’arresto per parlare agli operai, giunge trafelato e riesce a riaccendere in loro il desiderio di proseguire la lotta con la sua appassionata retorica, che riecheggia il discorso di Marco Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare. Spinti dalle parole del professore, i lavoratori marciano in corteo verso la fabbrica per occuparla. Ma la cavalleria, chiamata a difendere la fabbrica, spara sulla folla e uccide Omero, uno degli operai più giovani, appena un ragazzino, mentre il prof. Sinigaglia viene infine arrestato.
Gli operai tornano al lavoro, sconfitti. Fra loro il fratello minore del ragazzo ucciso, che ne ha preso il posto. Il prof. Sinigaglia, dal carcere, continua a diffondere le sue idee di progresso sociale, mentre altri lavoratori come Raoul portano avanti la lotta.

Non voglio essere pessimista, tutt’altro, sono realista. Preparatevi perchè il vostro futuro sarà questo, già visto e vissuto, non crediate che il capitalismo parassita, sfruttatore e speculatore vi lasci le briciole.
Il cervello ve l’ha già succhiato tutto.
Pare che Grillo abbia fatto delle proposte politiche degne di Rifondazione Comunista, subito è stato accusato di essere comunista, tipo la nazionalizzazione delle banche.
Io, dai grillini, vengo accusato di essere un vetero comunista superato dalla storia ebbene certe cose che dice Grillo io le dico da 50 anni, non entro nemmeno nel merito tanto non ne vale la pena, faccio solo qualche osservazione.
Primo non è con una class action che si batte il capitalismo, leggo addirittura che ne vogliono fare una sul calcio scommesse.
Secondo, noi abbiamo portato a casa qualcosa, le generazioni prima della mia e la mia, abbiamo pagato sudore e sangue ogni conquista, ogni centimetro di uguaglianza e di libertà e l’abbiamo conquistate e portate a casa per tutti, anche per quelli che non hanno lottato insieme a noi.
Non mi resta che augurarvi di avere lo stesso successo, dopo che avete contribuito ad abbattere quello che avevamo costruito non mi resta che sperare che il vostro palazzo sia più grande e più bello di quello che avevamo costruito noi.
Buona fortuna.

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