Mi pongo una domanda, alla quale non so dare una risposta. Perchè Zambetti ha comprato i voti dall’ndrangheta quando quelli di Comunione e Liberazione sono gratis? Forse, il tipo, non è affidabile nemmeno per C. L.


E’ vero che C. L. ha già invaso il potere da oltre un ventennio e può permettersi di offrire ai suoi cavalli di Troia sistemati nelle poltrone che contano i voti gratis ma Zambetti, comprando i voti dall’ndrangheta ha aperto una falla nel sistema di potere ciellino e questo, per i seguaci di Don Giussani e Formigoni è inaccettabile.
Potrebbe essere stata una guerra intestina di potere a dare l’imbeccata ai magistrati per far partire l’inchiesta che ha portato alla scoperta della compravendita dei voti che, a lungo andare, avrebbe portato una perdita di appalti ciellini a favore dell’ndrangheta.
Comunione e Liberazione è una piovra ed i suoi tentacoli sono ovunque in Lombardia ed in modo particolare nella sanità, attraverso la Compagnia delle Opere gestisce una serie di appalti che rendono 70 miliardi, avete letto bene, all’anno.
Non c’è corsia di ospedale, in Lombardia, dove non passi la ramazza della CdO, non c’è primario di ospedale pubblico, forse anche in quelli privati, che non sia espressione di CL.
Capirete che con un giro di affari di questo livello è inaccettabile per i ciellini che un esponente della loro maggioranza compri i voti dall’ndrangheta facendo, di fatto, entrare nella sala dei bottoni una cosca rivale, sia essa l’ndrangheta, la mafia o la camorra.
Già la Compagnia delle Opere ha i suoi problemi nel campo edilizio, dove la camorra se non è associata è una rivale temibile, ci manca solo che ci si metta l’ndrangheta a pretendere una fetta di fatturato.
Forse la soffiata alla magistratura , che ha fatto partire  le indagini che hanno portato all’arresto di Domenico Zambetti, è partita direttamente dal Pirellone appena si sono accorti che l’assessore alla casa aveva tentato di introdurre una cosca avversaria nel territorio gestito da Comunione  e Liberazione attraverso la Compagnia delle Opere.
Questo, lo sappiamo tutti, non si può fare e quando qualcuno ci prova scatena la guerra tra famiglie anche se erano alleate sino ad un giorno prima.
Quando il nuovo vuole sostituire il vecchio scatena sempre un putiferio, e non alludo a Renzi, Renzi è un poveretto espressione degli oratori non ha dietro una macchina potente come ha Formigoni, Comunione e Liberazione.
Cocì potente e con argomenti così validi da convincere Maroni in dieci minuti. Niente dimissioni in Regione Lombardia da parte dei leghisti. Non si può fare ed un giorno sapremo perchè, quando Michael Formigoni tirerà fuori le carte e le prove dal cassetto.
Però dobbiamo ammettere che, per adesso, la Regione Lombardia fa eccellenza anche in questo campo, niente lupare, qualche messaggio trasversale per Piemonte e Veneto, ma niente sparatorie per le strade.
Da altre parti succede questo:

Caos a Partinico: e’ guerra tra i Vitale e le cosche emergenti – Antimafia Duemila

C’era un articolo ancora più interessante dal titolo: Guerra cruenta tra clan vecchi e nuovi ma i dirittti sono riservati, vi metto il link. 
Comunque il momentaneo vincitore, Formigoni, darà una spulciata ai picciotti, sempre se riuscirà a scoprire tutti gli infiltrati, una aggiunta di lievito ed impasterà una nuova giunta con la farina, scaduta, andata a male, di prima.
E’ il nuovo che avanza, con la benedizione del cardinale di Milano, ciellino pure lui.

Perché Comunione e Liberazione è la lobby del Terzo Millennio

 

In Italia ci si può aspettare di tutto, spero che non nasca un movimento in difesa dei diritti di Provenzano, sarebbe troppo anche per noi.


Il figlio di Provenzano ha mandato il suo messaggio, evoluto, del quarto o quinto tipo di pizzino mafioso allo Stato, mi ha ricordato Michael Corleone quando nel Padrino dice: gli faremo una proposta che non potrà rifiutare.
Non so se anche il figlio di Provenzano ha provveduto a versare i suoi risparmi nella banca vaticana, un modo di santificare il frutto di reati e di vittime già utilizzato a suo tempo da Renatino, il boss della Banda della Magliana che si è guadagnato la sepoltura sotto un’altare nella basilica dell’ Opus dei Sant’Apollinare di Roma.
Ci sono frasi, nell’intervista al figlio di Provenzano, che sono incomprensibili per la maggior parte degli italiani ma chiarissime per i destinatari del messaggio subliminale, anzi più che subliminale mi sembra agghiacciante.
Intanto si definisce fiero del padre e questo mi ha colpito in modo particolare in quanto ero, e sono, in perenne conflitto con la memoria di mio padre per il semplice fatto che era un fascista. Figuriamoci se fosse stato un boss della mafia dei più crudeli e violenti.
Alla domanda sui collaboratori di giustizia la pensa, più o meno, come Dell’Utri non ha detto di considerare un eroe Mangano ma ci è mancato poco.
Leggete il passaggio sui collaboratori di giustizia:
“Sì, è un’anomalia tutta italiana questa dei collaboratori di giustizia. Ma stiamo parlando di uomini e si possono dare anche delle indicazioni sbagliate. In ogni cosa in cui c’è l’uomo c’è la possibilità dello sbaglio“.
Come se le rivelazioni dei pentiti non fossero soggette a radiografie, autopsie direi, per trovare riscontri delle loro rivelazioni, proprio per evitare di cadere in tranelli e cadere nelle trappole che, per “sbaglio”, potrebbero disseminare agli inquirenti.
Falcone e Borsellino sono vittime della violenza in senso lato e questo per mettere sullo stesso piano mafia e Stato, il nostro Stato e non i servizi deviati e la parte corrotta e bacata dello Stato.
Ci sono i martiri a ricordarci che lo Stato non è solamente il carabiniere complice, il poliziotto corrotto, il politico delinquente che appoggia la mafia dall’esterno.
Per il figlio di Provenzano sono la stessa cosa e lui si auto promuove a metro svizzero della legalità e della giustizia, gli assassini di stato o mafiosi diventano violenza e quindi raptus incontrollabili, tra l’altro lui è contro la violenza se non obbligato ad usarla nel caso che le sue proposte non andassero a buon fine perchè violenza genera violenza, con il suo sorriso e la faccia per bene a mandato il messaggio a chi di dovere, pan per focaccia.
“Quello che io chiedo è che si faccia una perizia per capire se mio padre è capace di intendere e volere, se a livello neurologicopossa essere curato. Vorrei dignità. Ma deve stabilirlo lo Stato. Noi siamo consapevoli che sarà difficile che venga scarcerato, chiediamo però che venga curato. Mio padre – prosegue – vive un decadimento neurologico tale da non poter ricevere cure chemioterapiche per il suo tumore alla prostata. Perché ci deve essere questa discriminante? Perché si chiama Provenzano? Perché è un membro di Cosa Nostra?”. “L’incapacità di intendere e volere potrebbe mettere a rischio il proseguimento di processi fondamentali?”, conclude la giornalista. “Che qualcuno si prenda allora la responsabilità di istituire la pena di morte anche ad personam”.
Che ci siano state delle perizie mediche, che volutamente il figlio di Provenzano finge di ignorare ma che il fratello di Borsellino ed Ingroia hanno ricordato, non lo toccano per niente ha accettato l’intervista di Servizio Pubblico esclusivamente per mandare un messaggio, esplicito per quelli più attenti, alla parte corrotta dello Stato, magistratura, forze dell’ordine e politica, che certamente ha colto per filo e per segno il grido di dolore del figlio di Provenzano.
Si dice che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli e condivido ma, la mia impressione è che il figlio di Provenzano è istruito  scaltro ed intelligente e, rispetto al padre, ha solo cambiato i modi e la strategia.
Sembra la parte finale de IL Padrino parte III, manca solo la resa dei conti, non è stato un messaggio di pace è stato un avviso ai naviganti delle questure e delle procure freddo e calcolato e pretende risposte da chi di dovere.
Un video pizzino destinato a chi non sappiamo ma i destinatari lo sanno, hanno capito tutto.
Vedremo se ci sarà una reazione e di che tipo.
Ma i beni di Provenzano sono stati sequestrati? Sappiamo che il figlio del boss si occupa di vini, chi gli ha dato le viti?
 

Nel Tg3 di ieri sera ho visto una scena agghiacciante, oggi la riporta l’Unità a pag. 30, ‘ndrangheta, la retata delle donne.


Una di esse è ritratta in mezzo a due carabinieri che sorride e saluta come se uscisse dalla casa del grande fratello, come non vedesse l’ora di essere intervistata dalla Marcuzzi, certamente si sente una protagonista, certamente è diventata famosa ed invece di vergognarsi si comporta come se fosse a Cannes come protagonista di una sceneggiata che sceneggiata non è.
A Reggio Calabria sono state arrestate 18 persone ritenute affiliate alla cosca Condello di Reggio, accusate di avere agevolato la latitanza del boss Domenico Condello, condannato all’ergastolo e ricercato dal 1990.
Fra gli arrestati ci sono anche sei donne: compagne, madri, suocere e cugine di boss di primo piano.
Non è la prima volta che vengono coinvolte le donne nella malavita, basti pensare a cosa succede in certi quartieri di Napoli quando la Polizia fa delle retate e scendono in strada le donne per fare intralcio e casino per dar modo ai ricercati di scappare.
Molte volte gli arrestati per mafia, camorra, ‘ndrangheta sono strafottenti, più spesso si coprono il volto e cercano di non farsi riprendere dalle telecamere.
Non che questa, tardiva, vergogna tolga qualcosa alle nefandezze di questi delinquenti ma almeno si ricordano di essere umani con un minimo di dignità e di pudore.
La tipa in questione no, saluta e sorride come se fosse passata alla cronaca per un atto di eroismo o di civiltà e non fosse accusata di associazione a delinquere.
Chissà se prima che le mettessero le manette ha chiesto un attimo di tempo per truccarsi e non apparire sbiadita alle telecamere?
Che cosa ci può essere nella testa di certe persone per arrivare al punto di sorridere e di salutare con la manina, nonostante le manette, e chissà se qualcuno dei compaesani le ha chiesto l’autografo?
Mi ha fatto venire i brividi, non per il gesto in se di una povertà culturale miserabile ma per quello che c’è dietro ad un atteggiamento del genere. 

Voi pensate che la destra voglia costruire le centrali nucleari per produrre energia? Non è così, per il profitto, in sicurezz


imagesMi si è accesa una lampadina nel cervello, un dubbio che è quasi una certezza in merito alle centrali nucleari.
La maggioranza degli italiani è contraria alle centrali, l'ha già detto in un referendum e lo conferma ancora di più dopo quello che è successo in Giappone dove, nel costruirle, sono molto più seri di noi.
In tutto il resto del mondo le centrali nucleari servono a produrre energia, per il momento lascio perdere il problema sicurezza lasciando che ognuno si faccia la sua idea su che mondo intende lasciare ai suoi nipoti.
Dicevo che nel resto del mondo servono a produrre energia elettrica ma le prime centrali nucleari al mondo che dreeranno profitto e clientele senza produrre energia le costruiremo noi, potremmo brevettarle.
La destra italiana è attenta all'onda popolare, sa benissimo che la maggioranza degli italiani è contraria alle centrali, infatti hanno subito confermato che si procederà senza tentennamenti nella costruzione delle stesse.
Cicchitto è stato il primo, come quasi sempre ed il Pd ha subito abboccato dandogli dell'irresponsabile.
La chiave di tutto sarà nei siti che sceglieranno per costruire le centrali, dicono 4 ma i siti sono molti di più, vediamo la tabella.

mappa-centrali-piccoleNon sono un ingegnere ma d'istinto mi viene da pensare che la dislocazione dei siti sia solo una questione di comodità per gli affari dei soliti noti e della malavita organizzata.
Come vedete i siti sono 15, spero non li usino tutti, ma quello che conta è dove sono locati.
Come tutti sappiamo. l'ha detto anche Draghi, camorra, mafia ed 'ndrangheta sono piazzate, bene, al nord oltre che nel resto d' Italia ed hanno le loro buone ragioni.
Nel nord ci sono 6 siti per le centrali nucleari italiane che produrranno profitto e non energia elettrica, come tutti gli italiani compreso il Pd pensano, sono 6 grandi, belle, nuove mangiatoie per la lega, Comunione e Liberazione oltre ai soliti noti che sono dentro in tutti gli affari, sporchi.
Il socio di maggioranza nella costruzione delle centrali sarà la malavita, vedrete che mafia, camorra e 'ndrangheta si metteranno d'accordo sulle forniture di tondino e cemento senza litigare come fanno i partiti e la politica.
Il centro Italia è affidato alla camorra, forse torneranno in pista gli amici di Bertolaso, certamente ci saranno quelli di Berlusconi, non escludo che si compri anche una società di costruzioni.
Per la Sicilia, per accontentare la mafia oltre alla centrale ci sarà il ponte sullo stretto, l'appalto per il cemento sarà doverosamente per la mafia che fornirà il cemento come quello delle autostrade siciliane, si chiama sbriciolabile ed è un brevetto della mafia.
Una anche in Sardegna, forse l'appalto sarà estratto a sorte, vedremo.
Ovviamente i lavori splafoneranno e di molto tutti i preventivi, i tempi e le centrali nucleari italiane non verranno mai finite, mai messe in funzione, come la Salerno-Reggio Calabria.
Non solo, perchè sono furbi, quando avranno speso miliardi di euro, nostri, fingeranno di dare ascolto alla voce popolare che non vuole le centrali.
Una volta che lega, C L, amici degli amici avranno rubato tutto il possibile, bloccheranno i lavori nel rispetto della volontà popolare, Ferrara farà la propaganda nel Tg1 per dire di quanto sono accorti i nostri governanti e quanto sono democratici nel bloccare le centrali che il popolo non vuole. Berlusconi farà un messaggio ai promotori della libertà perchè spieghino a tutti gli italiani che il nucleare, voluto dai comunisti, è pericoloso e lui ha bloccato tutto perchè è bravo, è il migliore, è il più democratico di tutti.
Quindi non abbiate timore, le nostre centrali nucleari non emaneranno radioattività, solo appalti e profitti per mafia,'ndrangheta, camorra, lega, comunione e liberazione e per i soliti amici del potere, quelli che hanno lavorato alla Maddalena, all'Aquila, a Roma, a Milano e dovunque ci sia possibilità di fare affari con la malavita.
Per questo mafia, camorra e 'ndrangheta sono piazzati bene al nord, sono furbi come Marchionne e vanno là dove li porta l'affare. Di Stato.
Tranquilli che appena avranno la pancia piena, in prima fila i leghisti, troveranno qualche progetto nuovo per distrarci e farci dimenticare che noi le centrali non le volevamo, saranno talmente bravi nella propaganda da farci sembrare che i contrari erano loro.
Siamo noi che abbiamo inteso male le parole di Cicchitto, Capezzone ed il bandito, loro le centrali non le vogliono ma ce lo diranno dopo che avranno mangiato a nostre spese.

 

Al dal Verme Giuliano ha raccontato la favola del bravo imprenditore. Dalle crociere alla borsa, senza passare dal via.


22silvioSpero di arrivare almeno a 1500 lettori di questo post, giusto per fare un pari con il panzone bugiardo e smemorato.
Ha detto che cantava così bene che solo la Zanicchi gli poteva stare alla pari, purtroppo per noi abbiamo perso il Sinatra italiano e ci siamo ritrovati un piduista bandito in più.
Giuliano ha dimenticato la Banca Rasina, gli investimenti della mafia su Milano2, la rapina della villa S. Martino alla marchesina Casati, con l'aiuto di Previti.
Ha dimenticato Dell'Utri e non ha omaggiato la buon'anima di Mangano facendo un picco sgarbo al bandito che ci governa.
Ha dimenticato i 7000 miliardi di lire quando è sceso in campo, l'evasione fiscale ed il fatto che lui e Confalonieri avevano già un piede a S. Vittore e l'altro a Milano 2.
Ha dimenticato la corruzione di finanzieri, Berruti dimessosi dall'arma per essere assunto in Fininvest e candidato in politica, ancora oggi preme il pulsante a comando.
Ha dimenticato la corruzione dei magistrati con la Mondadori, insomma i simpatizzanti del Pdl sono all'oscuro dei capolavori economici del bravo imprenditore.
Ha parlato di peccati, peccatori e moralizzatori, della sinistra che vuole sconfiggerlo attraverso i magistrati di Milano ed ha dimenticato i reati, la prostituzione e la concussione.
Giuliano è intelligente, alla fine ha invitato tutti a ringraziarlo perchè ci ha messo 3 canali televisivi a disposizione del nostro divertimento.
E' stato talmente convincente che ho pensato di disdire Sky e abbonarmi a Premium, iscrivermi alla P2 o, in subordine, a qualche gruppo mafioso lombardo.
L'evasione fiscale, purtroppo, non posso farla, sono pensionato. Certo che se vincessi un gratta e vinci da qualche milione potrei anche provarci. Mai dire mai.
Non ho figlie da mandargli a casa, e mi dispiace, avrei goduto della sua considerazione e partecipato alla sua Letizia.
Ma non si può avere tutto dalla vita, mi devo accontentare delle sue televisioni. Quasi, quasi faccio come con Radio Popolare una abbonamento volontario con il Rid.
Li merita, dopo tutto quello che gli ho detto, e mandato, in questi decenni.
Ebbene si, sono un ingrato.

Maroni è andato da Fazio a dire quello che la padania non ha mai pubblicato. Maroni è furbo, i leghisti no.


mp3_maroniIl pubblico di Vieni via con me è un pubblico maggiorenne e Maroni l'ha intuito, non ha fatto un discorso alla Bossi, le solite litanie sulla padania e su Roma ladrona, ha presentato una faccia sola della medaglia quella lucida.
Ha dato il merito delle indagini, dei risultati, dell'impegno contro la mafia ai magistrati ed alle forze dell'ordine, per ultimo ha tenuto i meriti del ministro.
Trovatemi una pagina della padania che negli ultimi due anni e mezzo abbia scritto una cosa del genere, semplicemente la verità.
Ha vantato le cifre dei sequestri in immobili ed in contanti fatti alla mafia ed allora non si capisce come mai abbiano tagliato i fondi delle forse dell'ordine, ma questo non l'ha detto.
Gli arresti di tutti questi anni, che avvenivano anche durante il governo Prodi, li dobbiamo alle intercettazioni ed allora Maroni avrebbe dovuto spiegarci come mai appoggia la proposta Berlusconi-Alfano in merito alla drastica riduzione delle stesse, tra l'altro mentendo spudoratamente sui costi, abbiamo sentito cifre esorbitanti sequestrate alla mafia, grazie alle intercettazioni, quindi andrebbero implementate, estese visto i risultati che offrono sono largamente in attivo.
Questo la padania non l'ha mai scritto.
Non ha parlato della regolarizzazione di migliaia di immigrati che lavorano da decenni nel nostro paese, non ha parlato dei figli di immigrati nati in Italia che hanno frequentato le nostre scuole e che a 18 anni si trovano senza diritti e clandestini.
Il ministro della paura e dell'odio ieri sera ha fatto il brillante, mancava solo che suonasse il sassofono, ma sapendo di non essere a Matrix si è contenuto.
Il pubblico di Vieni via con me non è quello di Rai1, Canale5, Italia1 o Rete 4, e Fazio non è Barbara D'Urso.
Noi arrestiamo i latitanti. Quelli delle cosche nemiche, avrebbe dovuto aggiungere, perchè in parlamento la lega ha votato a favore di Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro e Cosentino è ancora lì.
Ieri ha scoperto che se Dell'Utri viene condannato in via definitiva deve andare in galera, Dell'Utri gli ha risposto che ha scoperto l'acqua calda, non ci ha spiegato come mai le carceri italiane sono piene di gente in attesa di processo o di tossici arrestati con pochi grammi di droga.
Se la compravano a etti, come i politici, sarebbero a piede libero.
Perchè tirare in ballo la lega? Si chiedeva il ministro.
Adesso te lo dico io, anche se la vicenda Dell'Utri dovrebbe averti acceso la luce.
Maroni sostiene che nessun leghista è stato colto con le mani infarinate dalla mafia, già questo non è vero da quello che si è letto ultimamente, ma anche se fosse così la lega dovrebbe ricordarsi che è al governo con il Pdl, sono alleati, votano tutti insieme.
Nel Pdl ce ne sono a decine in odore di mafia, alcuni già condannati in primo e secondo grado, il Pdl è il partito di Berlusconi e Dell'Utri che hanno definito Mangano un eroe. 
Vada a vedere, Maroni, quanti sono sotto inchiesta in Lombardia della sua maggioranza e si ricordi una cosa, il palo fa parte integrante della banda, da sempre.
Oppure si accontenta di una condanna per appoggio esterno alla mafia?
Maroni, vuoi prendere per il culo? Ti può riuscire con i padani che leggono la padania con i maggiorenni e pensanti che guardano Vieni via con me è un pò più difficile, impossibile direi.
Ieri sera hai soddisfatto la tua voglia di visibilità, altro che Porta a Porta, Matrix o il Paragone, che non guarda nessuno, solo che l'hai avuta sul campo avverso, noi sappiamo già chi siete voi della lega, non ne avevamo bisogno.
La tua lista della spesa, riveduta e corretta, non ha spostato di un millimetro la nostra considerazione sul tuo lavoro, non leggendo libero, il giornale, tempo, la padania ed essendo immuni ai tg del regime con noi hai perso tempo.
Rispetto agli altri ospiti della puntata hai fatto una figura figura miserevole, sarebbe stato meglio andare da Vespa a fare la replica, avresti fatto un figurone tra un Bondi ed uno Stracquadanio, un Gasparri ed un La Russa, una Santanchè ed una Parietti.
Un gigante tra i nani.
A proposito, non una parola sulle ronde, in campagna elettorale sembrava non si potesse vivere senza, per la nostra sicurezza, è stato il fallimento più colossale della tua gestione.
Per questo non se ne parla, ci sentiamo molto più sicuri.
Non è riuscito ad avere le impronte dei bimbi rom, ci ha lasciato le sue.

Cosa sa Cosentino su Berlusconi? Ne sa molto di più della Mara e della questura.


phpThumb_generated_thumbnailjpgQuando è stata candidata, e poi fatta ministro, su di lei è uscito di tutto, tutti abbiamo detto la nostra sulla preferita del sultano, sulle sue capacità sessuali, la sua moralità.
E' stato detto di tutto ma nessuno nell'opposizione l'ha mai considerata un ministro, se Nerone ha nominato senatore il suo cavallo Berlusconi ha nominato ministro la sua preferita.
Non mi faceva pena prima e non mi fa pena adesso, se avrà il coraggio di fare quello che ha detto, prima del 14 dicembre, le renderò merito.
Quello che uscirà su di lei, se confermerà le dimissioni, farà impallidire tre anni di gossip e di intercettazioni, vere o presunte, uscite in tutto il mondo.
Non verrà massacrata, verrà passata al tritacarne e chi lo farà godrà di tutte le informazioni necessarie per distruggerla.
Noemi e Ruby, rispetto a lei, saranno S. Maria Goretti, con tanto di santuario a pomeriggio cinque.
Veniamo al problema politico.
Cosa sa Cosentino di Silvio Berlusconi da paralizzarlo ogni volta che c'è da prendere una decisione che lo riguardi?
La politica è maschilista e quando arriva il momento delle scelte sa sempre dove mettere una donna, anche senza le quote fisse, fuori dalle stanze del potere.
Ti facciamo fare il ministro, te la puoi tirare con le tue amiche invidiose, ma ricordati che conti meno di niente a decidere saranno sempre Tremonti, Brunetta e Sacconi. 
Meloni, Carfagna, Prestigiacomo, Gelmini, Brambilla, contano meno del due di picche, quando fanno discussioni, creano problemi ed il potere deve fare una scelta la perdente, l'esclusa, è sempre la donna.
Mara, di Silvio, sa solo dei pettegolezzi che interessano alla tv generalista, la stessa che le ha fatte sembrare dei fenomeni, degli esempi dell'emancipazione femminile, ma è tutto un gioco.
Credevano di godere delle libertà di cui godono i maschi, hanno nuotato nell'enorme piscina del potere credendo fosse la loro, ma era la piscina del palazzo ed è giuto il momento che escano dall'acqua prendano i loro stracci e se ne vadano, il padrone non le vuole più vedere, devono lasciare le chiavi al portiere. Il gioco è finito.
Cosentino su Berlusconi sa cose molto più importanti, è già condannato per mafia e se parla il caudillo corre il rischio di fare una fine più grave di quella di Dell'Utri, sette anni non bastano.
Per questo è così potente, di Mare ne trovano quante ne vogliono, si offrono loro tutti i giorni ed in tutti i modi, di Ruby ne sono piene le ville e le strade.
Cosentino è un eroe, come Mangano e finchè non parla sarà sempre il vincitore.
Il massacro mediatico al quale sarà sottoposta la Carfagna da parte di giornali del padrone, alludo a Chi, Libero, Giornale, Tempo, Dagospia, Sorrisi e canzoni, farà impallidire gli ultimi tre anni di gossip che abbiamo passato ed il problema è questo, distratti dalle chiacchiere da parrucchiere, impegnati a sputare addosso alla solita femmina puttana, perderemo di vista il vero fatto politico, quello che conta, Cosentino è intoccabile perchè sa quello che non si deve sapere in giro.
Inutile sperare che diventi un pentito, al massimo diventerà un eroe.
C'è una donna che in questo momento sembra abbia un grande potere, nel Pdl, è la Santanchè.
Non è un esempio dell'emancipazione femminile e tanto meno della parità femminile, colei che lotta per la liberazione delle donne musulmane è nelle stesse condizioni, viaggia con la limousine del potere ma in qualsiasi momento le possono togliere autista e chiavi, al primo errore o sgarbo che commette il sultano, inteso come potere maschilista,  la farà smettere di giocare alla donna politica potente che ha fatto carriera.
Le donne sono use a farsi la lotta tra di loro, negli ambienti di lavoro, nelle compagnie, nelle discoteche ed in politica, ma arriva sempre il giorno che qualcuno le mette al loro posto, in seconda fila se non in cucina.
Le poche che sono sopravvissute al potere maschilista confermano che sono una eccezione, per adesso, e non sarà certo la Carfagna a cambiare la storia.
Ballerina era e ballerina la faranno tornare, ma in quinta fila, i riflettori non la inquadreranno più.
Nemmeno Veronica può essere contenta di questa storia, non è una rivincita nemmeno per lei, dopo tutto sarà milionaria, avrà una villa enorme, servitù a disposizione ma alla fine la sua vita l'avrà vissuta nel cortile del padrone. Grande, con il parco, ma pur sempre il cortile del padrone, come le galline, meno libera dei cani di famiglia se ne hanno.
Le uniche a far festa saranno le oche, quelle che aspirano a prendere il posto della Mara, anche se la concorrenza si fa spietata, ci si sono messe anche le marocchine.
La politica, il potere, la mafia ed il vaticano hanno una cosa in comune, la considerazione della donna, del ruolo femminile nella società.
I potenti, la politica, la mafia ed il vaticano usano le donne per sostituire il pappagallo al dominante invecchiato, che non ce la fa ma ancora comanda.
La prima pagine dell'Unità di oggi titola: la scelta di Silvio, se riuscissimo a capire perchè questa scelta sarebbe più interessante di quello che i giornali e le televisioni del caudillo non mancheranno di farci sapere, quante volte la Mara ha lucidato il battacchio di Berlusconi.
Almeno per noi
.
Noi maschi e non solo noi, anche le donne sono molto attente a certe cose, ne facciamo una questione di estetica, ma oggi si capisce pienamente cosa intendesse dire la Bindi quando disse a Berlusconi: Non sono a sua disposizione.
Almeno le donne dovrebbero capire, pienamente, il significato di una frase del genere
per l'emancipazione femminile, riflettete.

Schiavone non ha accolto l'invito di Benigni, l'ha accolto il Giornale. Che ci sia l'ndrangheta dentro Sallusti?


234513116-bf7a0502-c784-4123-a3d6-636686a3cf30Benigni ha invitato Schiavone a prendere la penna, scrivere un libro ed uccidere Saviano con le parole.
Saviano ha elencato dei fatti reali, documenti, inchieste. Maroni si è offeso, invece di dare forza alle indagini vuole andare a Vieni via con me per un confronto, come in questura.
Non ha chiesto il confronto alla terza camera, Porta a Porta, perchè non la guardano più nemmeno i parenti degli ospiti, i parenti di Bruno Vespa sono come me, non l'hanno mai vista.
Ho questa certezza per un semplice fatto, l'avrebbero già buttato fuori di casa.
La Dia, organo del Partito Comunista Italiano Clandestino, conferma i fatti raccontati da Saviano ma Maroni ed Alfano non chiedono il confronto.
Lo chiede Riina e probabilmente lo avrà, ci vuole la par condicio per la mafia.
Lo chiede anche Spatuzza il confronto, ma non lo avrà perchè Spatuzza è comunista e odia Berlusconi.
Schiavone non ci ha ancora fatto sapere se intende seguire il consiglio di Benigni, forse si è dissociato dall'ndrangheta.

sallustiales_intIn compenso la proposta di Benigni, di scrivere un libro contro Saviano, l'ha accolta Sallusti ma, non sapendo scrivere, si limita ad una raccolta di firme contro Saviano.
Non solo l'ndrangheta è al nord, purtroppo, ma è anche al giornale e chiede solidarietà con le firme contro Saviano.
Qualcuno ha commesso un errore, vedremo chi, intanto io confesso il mio, chi sbaglia lo deve ammettere.
Per un decennio ho pensato che il Giornale fosse in mano alla P2, mi sbagliavo, è in mano all'ndrangheta.
Feltri mi aveva portato sulla strada sbagliata, ci ha pensato Sallusti ad indicarmi quella giusta.
E Belpietro cosa fa? Libero è libero dalla mafia o è occupato?
A questo punto mi chiedo, ma l' Osservatore romano di chi sarà?
La banda della Magliana non c'è più, disponibile è rimasta solo la camorra.
Staremo a vedere se anche loro raccoglieranno le firme.

Cade l'ultimo velo e appare per quello che è, il farabutto piduista della tessera 1816. Il caudillo è nudo e disperato.


silvio_bigindexNon me la sento di scrivere il premier, mi viene più facile chiamarlo per quello che è, un bandito.
Che sia il premier lo dobbiamo alla dabbenaggine di mezza Italia, ai teledipendenti storditi dalla tv ed alla marea di corrotti e mafiosi che hanno l'interesse ad essere governati dal piduista, il signor 1816.
Il signor 1816 porta avanti il disegno destabilizzante della P2 e per restare in sella, sferrare gli ultimi colpi di coda si affida a tutto, forse anche ai suoi amici di Palermo e dintorni.
Chiede di spostare la crisi dopo la finanziaria e questo va bene a tutti per senso di responsabilità, ed annuncia che prima andrà al senato, dove ha la maggioranza, e poi alla camera dimenticando che alla camera c'è già una mozione di sfiducia e deve essere discussa per prima.
Sembra una cosa da poco ma non lo è, così facendo allunga il brodo ed allontana l'effetto delle sentenze che pendono sulla sua testa.
Non disdegna di appellarsi alla piazza ed è lì che noi dovremo dare la risposta.
Il presidente piduista, evasore, bugiardo, puttaniere, bandito, profumante di mafia è stato incapace di fare qualcosa per il Paese ma è scaltro ed ha fatto tutto il possibile per le sue aziende e per se.
Al momento, in un modo o nell'altro e sempre al di fuori della costituzione, è riuscito a scansare le condanne, la galera e l'interdizione dai pubblici uffici.
Non è la sinistra che fa politica a colpi di magistrati e di giustizia, è lui che ha spostato il terreno dalla politica alla via giudiziaria convinto di comprarsi le sentenze ed i magistrati come ha fatto con la Mondadori.
Putroppo per lui gli onesti sono più numerosi dei disonesti, i delinquenti di tutti i tipi pur dominando dalle Alpi alla Sicilia sono sempre stati minoranza, l'Italia non è un paese di mafiosi, è un paese dove esistono le mafie, le mele marce, i piduisti.
Tutto il mondo considera l'Italia una anomalia, un conflitto di interesse macroscopico ed in nessun paese al mondo è accettabile che il primo ministro abbia più processi che capelli.
Ma lui è scaltro, è marcio, è falso ed avvelena il pozzo rilasciando dichiarazioni come questa: Con la mia condanna la nostra democrazia si è trasformata in un regime, un regime contro il quale gli uomini liberi hanno diritto di reagire in ogni modo.
Ricordatevi le ultime quattro parole, le riscrivo per maggiore chiarezza:
reagire in ogni modo.
E' il colpo di coda del dittatorello di Arcore, mezza Italia lo sa già che è un delinquente disposto a tutto, lo specchio che ribalta la realtà, colui che ha governato come in un regime, togliendo libertà all'informazione ed isolato chiunque si sia messo contro di lui accusa la democrazia di imporre il regime è l'assassino che accusa la vittima.
Esempio di tecnica informativa piduista che lui sfrutta abilmente con la televisione ed i giornali inventata e proposta negli anni 70 da Licio Gelli, il ribaltamento dei fatti.
Ultimamente l'ha capito anche Fini, due anni fa l'aveva capito Casini, resta un angolo oscuro per tutti e due, come mai se hanno preso atto che è un bandito sono ancora disposti a discutere della sua leadership?
Ho l'impressione, no ho la certezza, che tutto questo sia dovuto agli interessi del vaticano per Casini ed a quelli di Confindustria per Fini.
Il capitalismo può anche non essere bigotto, progressista sui problemi etici e si potrebbe pensare che un laico, come Fini, abbia problemi con il vaticano e se parliamo di staminali può anche succedere, per questo c'è Casini a fare da garante con il vaticano.
Il collante di questi due mondi così diversi e così simili, vaticano e Confindustria, è sempre e solo quello, il solito che ha fatto si che il vaticano trafficasse con tutti, mafiosi, banditi, papponi, ladri e farabutti. I soldi, che siano ducati, lire o euro al vaticano non hanno mai fatto schifo.
Ad ogni modo per avviarci ad una democrazia compiuta, per diventare un paese moderno, la priorità rimane di liberarsi del piduista mafioso e marcio.
Al vaticano è sempre andato bene tutto, dai soldi della mafia a quelli della banda della Magliana, dallo sfruttamento della prostituzione di Alessandro VI, alla speculazione edilizia.
Non vorrei che l'ammissione vaticana degli abusi sessuali sui minorenni, l'avere accettato le accuse di pedofilia, il fatto che il Papa si sia cosparso il capo di cenere sia un diversivo.
Lo so che quello che scrivo è una cosa orribile ma sono convinto che per  vaticano il mea culpa sui preti pedofili serva solo per distrarre l'attenzione dai veri affari, i soliti che da oltre mille anni i papi portano avanti con i banditi di tutte le risme.
Il 40% dell'edilizia romana e di proprietà del vaticano è meglio dare in pasto al popolino qualche pretino omosessuale e pedofilo che mettere in discussione l' Ici, nonostante l'Ue, l'8 per mille e tutte le altre agevolazioni di cui gode questa associazione a delinquere in gonnella.
In effetti non sono momenti belli, da una parte il potere millenario della chiesa cattolica, dall'altra un bandito piduista che tenta il colpo di stato.
Penso ce ne sia abbastanza perchè la maggioranza del popolo italiano si svegli, o sarà regime.
E' bastato che il giornale dei vescovi criticasse la moralità dell'utilizzatore finale che in tre giorni Tremonti e la Gelmini stanziassero 240 milioni per le scuole dei preti, private.
Messaggio ricevuto, potrebbe dire il governo ma per i cattolici che votano ci dovrebbe essere un problema.
Berlusconi va a puttane da quando gli tira il battacchio, non sa fare altro che comprarsi la carne fresca, è sempre stato un  utilizzatore finale di povere donne e di minorenni, al vaticano non è mai fregato niente tantè che gli hanno concesso la leadership del Family Day, un puttaniere pedofilo e divorziato a difendere la famiglia cattolica.
All'ultimo raduno dei bigotti non l'hanno voluto, hanno dovuto mandare Giovanardi, ma lo sgarbo ha fruttato alla chiesa, al vaticano, 240 milioni di euro.
Al clero non frega un cazzo dei peccati, della morale, interessano solo gli euri.
Alla scuola pubblica licenziano, alla scuola privata finanziano. E non ci sono soldi.

Come salvaguardare il sacrificio di eroi come Angelo Vassallo. Si potrebbe, con un governo onesto.


0L8BGVSA--180x140Non abbiamo ancora certezze ma è la sua storia, il suo impegno, la sua vita che ci indicano le ragioni dell'attentato camorristico che ha messo fine alla vita di un uomo giusto, onesto.
Si opponeva a qualsiasi tipo di speculazione sul suo territorio.
I cementatori nazionali e locali sono impegnati allo spasimo nell'invadere con il cemento le più belle coste italiane, la natura più incontaminata, ed a speculare con ville ed alberghi ovunque ci sia qualcosa di naturale di immensa bellezza.
Pensiamo solo allo sfascio della Sardegna, alle ville e villone dei megalomani, quasi tutti evasori, buona parte dei ladri, al 95% corrotti o corruttori. La devastazione cementizia del nostro paese è antica come la sua storia, non è frutto degli ultimi governi anche se, il presidente del consiglio attuale, ha fornito il suo bel contributo.
Ebbene queste piccole amministrazioni locali non possono essere abbandonate, lasciate in balia del malfattori e dei potenti del luogo, generalmente sono dei malfattori in doppio petto.

cilento_IT07SA008_140pxPer salvare zone come queste ci vuole si l'impegno dei cittadini, la partecipazione, amministrazioni oneste.
Sono troppo piccole queste comunità, indifese contro l'organizzazione del malaffare ed allora ci vuole uno stato presente, che vincoli a livello centrale licenze e modifiche al territorio.
La malavita, gli speculatori edilizi, i palazzinari della natura, non sarebbero più dipendenti da una piccola amministrazione per avere licenze corrompendo o  in maniera corretta, ma sarebbero soggetti direttamente al controllo del ministro dell'ambiente. Lui stesso per emettere una deroga dovrebbe passare, per legge, dal parlamento e fare in modo che tutta Italia sia a conoscenza di quello che si vorrebbe fare in modo che tutti i cittadini diventino controllori del potere e dell'utilizzazione del cemento.
La malavita non avrebbe più sindaci da corrompere, assessori a portata di coinvolgimento più o meno sotterraneo, interessi privati.
Anche l'assassinio delle persone più oneste ed impegnate diventerebbe inutile in quanto non dipenderebbe più da loro o da commissioni locali.
Voglio vedere la mafia, la camorra, l'ndrangheta fuori sa Montecitorio che cerca di far fuori un ministro.
Spesso un compare.

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