Nella destra italiana il Golden Globe della spudoratezza non va alla Santanchè, alla Terry De Nicolò o alle orgettine. Per me deve andare a Stefania Craxi. Mani pulite e facce luride.


L’unica cosa certa è che con quello che ha rubato suo padre la famiglia Craxi potrà prosperare e non lavorare per intere generazioni ne hanno per 5 o 6 generazioni e ne accumuleranno ancora, i soldi della gentaglia sono come le palle di neve rotolando diventano più grandi.
Qualsiasi essere umano con un minimo di dignità sarebbe sparito dalla circolazione e ritirandosi a vita privata a godersi il frutto delle mazzette, se non altro per la vergogna, invece lei no lei rivaluta suo padre e tutta la banda ed ha la pretesa di fare la morale a noi ed alla politica.
Non bastasse il giardinetto dedicato alla memoria del padre, il monumento che qualche sindaco mentecatto gli ha dedicato e qualche giunta disposta a dedicare una Via al latitante più famoso al mondo, dimenticato solo dagli italiani, in occasione del 20° anniversario di mani pulita la figlia di Craxi e qualche picciotto rimasto sulla scena danno il via al revisionismo sulla memoria del cinghiale.
Mani pulite non è stato il fallimento della giustizia italiana è stato il fallimento degli italiani che sono usciti da una stagione indecente eticamente e moralmente affidando il Paese al piduista Berlusconi, il maggiore protagonista della corruzione della vita pubblica che ha superato persino la mafia e la camorra riuscendo addirittura andare al governo per quasi 18 anni portando gli interessi privati e la corruzione a sistema di governo, basti pensare alla leggi ad personam, alla depenalizzazione dei reati, ai tagli della prescrizione per proteggere se stesso ed i suoi complici.
Colui che ha dato una mazzetta da 50 miliardi di lire al latitante ha preso pure le redini del governo, grazie alla maggioranza degli italiani, portando in parlamento i suoi avvocati e la parte più corrotta e compromessa della politica italiana moltiplicando il debito pubblico e le ruberie che hanno arricchito persino un partito fallimentare cole la lega.
Berlusconi, insieme al compare Dell’Utri, si è permesso di tenere l’elogio del mafioso, l’eroe Mangano che non ha parlato da bravo picciotto in carriera.
Stefania Craxi da vent’anni fa parte della cricca di governo o sottogoverno, più o meno invisibile nell’ultimo esecutivo di Berlusconi era sottosegretario pagata da noi, una cosa inammissibile in qualsiasi paese al mondo escluso il paese degli smemorati, il nostro, l’Italia.
Riprendo Dall’Unità:

“Vent’anni fa una falsa rivoluzione ha distrutto i cinque partiti storici che avevano fatto dell’Italia la quinta potenza economica mondiale, ma non ha certo debellato – anzi, se possibile, ha aggravato – la piaga della corruzione”.

Così Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri nel governo Berlusconi (non se n’è accorto nessuno, ma c’era, e la pagavamo), per presentare la manifestazione che si terrà oggi a Milano. Il titolo è un programma elettorale: “I guasti prodotti in Italia da Mani Pulite”.

Non voglio che le colpe dei padri ricadano sui figli ma mi ero illuso che un minimo di dignità, di decoro etico-morale, li facessero ritirare a vita privata, sparire dalla politica italiana.
Così non è stato e la colpa è nostra, non di tutti ma della maggioranza degli italiani che hanno sostituito la banda Craxi con la cosca della P2, Berlusconi ed i suoi seguaci.
Le prime due righe della Craxi sono veritiere solo che rivoltano la questione in un revisionismo inaccettabile da stoppare immediatamente, alla prima Repubblica corrotta è succeduta la seconda che in realtà era l’artefice della corruzione con l’aggiunta dei fascisti e della lega di Bossi.
E’ questo che ha prodotti i guasti d’Italia, non mani pulite ed a parte la mistificazione ed il revisionismo della figlia di Craxi, la colpa maggiora è da imputare alla maggioranza degli italiani che per motivi di interesse, per malaffare o rincoglioniti dalla televisione hanno dato in pasto il paese agli artefici della sua rovina, al cancro che dagli anni settanta ha invaso e corrotto cittadini ed istituzioni.
Da tempo chiedo per gli evasori, i ladri, i politici corrotti e tutti quelli che rubano allo Stato il sequestro dei beni come si fa con la mafia, i mafiosi e quindi prima che la Stefania Craxi possa parlare dei guasti di mani pulite dovrebbe restituire allo Stato almeno i 50 miliardi di mazzetta che suo padre ha avuto dal piduista.
A seguire tutti gli altri e se proprio vuole fare qualcosa in memoria di cotanto statista latitante faccia la proposta non di dedicare vie o piazze a Bettino Craxi ma di reintrodurre  i vespasiani nei giardinetti di quartiere, con tanto di foto del padre nella parte in ceramica, sono convinto oltre ad essere di pubblica utilità  molti di noi sarebbero lieti di rendergli omaggio, anche più volte al giorno.
Non lasciamo passare il revisionismo, orrendo, della figlia di Craxi e dei nostalgici del cinghiale, lo schieramento dei giornali di regime addetti alla bisogna è imponente ed i politici squallidi a servizio della menzogna sono migliaia.
Un caso per tutti di vergognoso revisionismo è quello di Gabriele Cagliari, uno dei pochi socialisti con dignità che si sono suicidati per la vergogna.
Cito solo la Gazzetta di Mantova, figuratevi il Giornale, Libero, il Giorno e tutti gli altri:
di Luca RigodanzeRICORDO SOCIALISTA A diciassette anni dalla morte di Cagliari  Gabriele Cagliari a 17 anni dalla sua morte. L’amico socialista fu arrestato nel marzo 1993 a 67 anni e si è suicidato il 20 luglio dello stesso anno. Rimase in carcere per 4 mesi, pur in assenza dei requisiti richiesti dalla legge (pericolo di fuga, inquinamento delle prove…). Ricordiamo tutti o meglio chi «vuole» ricordare, in quegli anni turbolenti, il carcere era diventato uno strumento di tortura. Gabriele Cagliari di Guastalla era socialista e ricopriva l’incarico di presidente dell’Eni dal 1989. Fu questa una delle tante tragedie dell’epoca di Tangentopoli. Le terribili conseguenze dell’azione del Pool Mani pulite sono ricadute quasi solo sul nostro Partito Socialista, vi furono vittime e situazioni che ancora feriscono gli animi di tutti noi! Ricordiamo, con l’occasione, anche l’amico Sergio Moroni di Brescia… (stessa morte per suicidio).  Vi fu la sofferenza e la vergogna del carcere preventivo, per molti imputati la colpevolezza non venne mai riconosciuta! Non aggiungo altro perché l’amarezza è tanta, mi limito ad un particolare pensiero alla famiglia di Gabriele Cagliari e, citando Sergio Moroni, anche ai suoi cari.
Nessuno di questi amici nostalgici di ladri e corrotti ricorda che la moglie di Cagliari riportò in Italia 9 miliardi di lire frutto delle mazzette , della corruzione e quindi Cagliari non fu una vittima ma semplicemente un ladro.
Aggiungo che lui, come Sergio Moroni, ebbe il coraggio del suicidio per la vergogna ed è una cosa ammirevole, un sussulto di dignità che lava l’onta commessa verso i cittadini italiani e quindi merita il rispetto di tutti, anche il mio.
Detto questo, escludendo Pertini, e molti altri veri socialisti che si rivoltano nella tomba, ne deduco che i socialisti rimasti alla Stefania Craxi non hanno e non l’hanno mai avuta un minimo di dignità.
Invece di organizzare convegni contro mani pulite, battezzare giardinetti, piazze e vie in memoria del padre dovrebbe seguire l’esempio di Cagliari e Moroni ed impiccarsi in Piazzale Loreto per ripulirsi la coscienza.
Prima però si tolga il pelo dallo stomaco, si lavi la bocca e stia in silenzio per qualche giorno.
Giusto il tempo che mi passi la nausea.
Chiudo con qualche riga dall’Unità:
Un paese con le fondamenta sane e solide, che è pulito dentro e fuori, non può che essere soddisfatto quando i disonesti vengono presi e puniti, perché è prima di tutto nell’interesse di tutti gli altri, gli onesti, che funzionano le leggi e i tribunali. Invece, una volta di più leggendo il proclama di Stefania Craxi, si scopre che un’inchiesta giudiziaria avrebbe dovuto dare vita “a un serio sistema di finanziamento dei partiti”. O impedire “il degrado delle istituzioni”. O fermare la “disgregazione sociale”. E anche porre rimedio “alla bancarotta complessiva della giustizia italiana”. Sarebbe come parcheggiare in divieto, andando dal dentista, e poi dare la colpa al dentista se ti rimuovono la macchina o ti fanno una multa.
 

Nel senso di latitante.
Sia chiaro che la Stefania Craxi ha meno colpe, non del padre in se, nessuno può ereditare le colpe dei padri, ma della maggioranza di italiani che in questi vent’anni ci hanno imposto questi banditi, la P2, i fascisti e la lega di Bossi. 

Chiunque finisca a lavorare al Fatto, il giornale, finisce inquinato dal qualunquismo del sono tutti uguali. Luca Telese.


 Partito bene, al punto che molti di sinistra lo considera un riferimento, il Fatto nella spasmodica ricerca di mostrarsi diverso e super partes, da tempo, è scaduto nel qualunquismo del sistema al quale giova far credere alle masse che i politici, la politica, è tutta uguale.
Senza volerlo, spero, sono finiti della propaganda preferita da Licio Gelli, prima e da Berlusconi poi per mantenere il potere, il sistema che fa comodo ai parassiti.
Troppa gente comune, traviata da questa propaganda, pensa e dice che sono tutti uguali, qualcuno non vota, altri votano Berlusconi tanto non cambia niente.
Si sa che la perfezione non esiste ed ogni giornalista emergente tende a fare il maestrino o il primo della classe ma, una osservazione attenta della sostanza scritta conferma che così non è.Non ho letto il libro e non lo leggerò ma ho letto questo articolo

Questione morale: come ti manipolo Berlinguer

 e ne ho avuto a sufficienza per arrivare ad una mia considerazione.
Credevo che Luca Telese fosse diverso, progressista, non dico di sinistra pur conoscendo la sua storia e da dove proviene, ma prestarsi alla prefazione di un libro del genere mi da la sensazione che abbia preso la strada di Pansa, un revisionismo falso ed ipocrita.
Della famosa intervista di Berlinguer sono stati tagliati interi passaggi per arrivare ad una strumentalizzazione vergognosa del pensiero del Segretario del Partito Comunista Italiano.
Il suo pensiero è stato analizzato a fondo da studiosi, da militanti e da politici ed è sempre stato riconosciuto con un pensiero unico, originale ed attualissimo. Ripeto unico, Berlinguer non è nè Formica, nè un Scilipoti qualsiasi, anche s enon ha mai scritto sul Fatto.
Già il licenziamento della collega che gli faceva ombra mi aveva irritato, messo sull’avviso che la fama da alla testa e si diventa presuntuosi. 

Di Adro non se ne parla più, ma i suoi nazidriensi sono sempre attivi. Mi spiace per le persone civili di Adro.


Pensate che mercoledì si apprestano a salvare Romano, un ministro in odore di mafia, e leggete il manifesto che hanno affisso nel centro di Adro affinchè tutti lo possano leggere.
Non è quello della foto ma si rifà in toto alla filosofia nazifascista.
IL testo del manifesto affisso è questo:
Cara la me Romana( son tutti bravi a fare i culattoni con il culo degli altri-tipico dei comunisti- quello che è yuo è tuo e quello che è mio è tuo)
Portatelo a casa tu il beduino sfrattato( non paga l’affitto da due anni) noi nella casa del Comune ci mettiamo gente anziana e bisognosa , ma di Adro. Prima i nostri e poi anche gli altri!!!
W la lega nord W Umberto Bossi.
Ad Adro se qualcuno infastidisce il potere o il gerarca lo si indica al pubblico ludibrio con un bel manifesto che tutti possano vedere.
Lo si chiama per nome, tanto in paese si conoscono tutti, è la cultura nazista che nonostante le figure vergognose dovute al loro primo cittadino non ne hanno ancora abbastanza.
la storia è questa.
Lo sfratto di cui si parla interessa una famiglia originaria del Marocco, padre, madre  e due figli piccoli. Lui lavora in Italia da dodici anni e da un paio di anni è ammalato gravemente e quindi non lavora, la famiglia è disperata e non paga l’affitto.
Questo sarebbe il beduino in questione.
La Sig.ra Romana Gandussi, delegata Spi Cgil ex insegnante, venuta a conoscenza del problema si è data da fare, come sempre ha fatto, e si attiva presso la Caritas spiegando la situazione, sono bravi ,aggiunge, i sacerdoti e la famiglia è stata alloggiata temporaneamente in alcuni uffici della Caritas, in attesa di soluzioni migliori.
Senonchè, sempre la Sig.Ra Romana, che non si fa mai i cazzi suoi, scopre un gran segreto, un appartamento di proprietà comunale chiuso e vuoto.
Se non si usa una risorsa del genere nel momento del bisogno estremo, quando si apriranno quelle finestre?
Pena questa signora che per me è un mito, la Romana.
Non si apriranno mai suggeriscono gli abitanti della cittadina che da anni subiscono i soprusi dei nazileghisti al potere in comune, anzi quell’appartamento è stato volutamente tenuto nascosto perchè non finisca nelle mai dei beduini.
Romana è da anni nel mirino dei nazileghisti di Adro e adesso hanno alzato il tiro, sia mai che qualche disturbato in camicia verde pensi di darle una lezione.
La Cgil di Brescia ha provveduto ad inoltrare una denuncia, l’ associazione Studi Giuridici sull’immigrazione ha denunciato nientemeno che Umberto Bossi ed il responsabile lombardo del partito, Giancarlo Giogetti.
Tralascio ogni valutazione morale, etica, di solidarietà di queste bestie che infangano Adro con il loro razzismo, la loro cattiveria, la loro ignoranza e la loro crudeltà.
E’ in queste situazioni che vorrei che ci fosse un Dio, come quello descritto da Gaber in una sua splendida canzone, io se fossi Dio.
C’è un passaggio della canzone che dice:
prenderei a schiaffii volteriani, i ladri,gli stupidi e i bigotti:perché Dio è violento!E gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti!
Ecco, vorrei quel Dio lì, che li appiccicasse al muro tutti, dal sindaco all’ultimo dei suoi elettori.

Avere una compagna poliedrica è piacevole per il compagno, c’è anche il fortunato che ne ha tre in una, come le offerte al super. Angela, Ninni, Nicla.


Lo posso ben dire io che avere una compagna poliedrica è un vantaggio se non altro combatti la noia, la ripetitività, la consuetudine del quotidiano.
Sono da 40 anni con la stessa donna presumo che la sua ecletticità  certamente ha contribuito a mettere fantasia nel quotidiano, non ho idea di quante volte mi ha girato i mobili in sala, in casa, rientravo alla sera e mi sembrava di abitare in un nuovo appartamento.
I capelli, non parliamo dei capelli, taglio, colore, pettinatura, le strisce più chiare sul fondo scuro. Di certo i capelli sono una malattia di famiglia, lei, mia nipote, il figliolo, la cognata, su come trattare o tagliare i capelli sono capaci di spendere mezza giornata. Come si sa ognuno ha le sue debolezze, le sue manie, e loro, dal mio punto di vista, hanno un problema nella testa, dentro la testa, con i capelli.
Se non altro io ho potuto frequentare diverse Mirè in questi anni, come cambiare compagna senza andare dall’avvocato o dal giudice.
Insomma non è una donna piatta che la conosci con una pettinatura, uno stile, e lo porti per 40 anni sempre uguale.
Questo vale per l’aspetto esteriore, mi ritengo fortunato ma c’è chi è più fortunato di me, che oltre all’aspetto esteriore gode proprio del cambiamento di carattere, personalità.
Del cambiamento d’umore è meglio non parlarne, quando si parla di donne, quello lo producono in quantità industriale e non è mancata nemmeno a me la gioia di usufruirne.
Ho imparato della autodifese da poter scrivere un libro, ma stiamo parlando d’altro.
Dicevo che i più fortunati hanno compagne che offrono in una persona sola, pur con tre nomi, diverse funzioni e personalità.
Prendete la moglie di Tarantini ad esempio, Angela come moglie e mamma affettuosa di due bambine, Nicla per le festicciole e gli amici di shopping, viaggi, crociere, insomma se vai a Cortina e ti presentano qualcuno fa più figo dire: piacere Nicla, piuttosto che Angela dopo Maria il nome più inflazionato e comune .
Quanto invece andava da Lavitola per chiedere soldi, incassare, sacrificarsi per la famiglia, aiutare quel pappone del marito, Giampi, nel tenere alto il loro tenore di vita si chiamava Ninni, quella della scopata extra, talmente confusa da non riconoscere se il servizio era per amore o per passione o semplicemente prostituzione, dato che al termine di ogni prestazione riceveva una busta.
Onestamente dobbiamo dire che era una dilettante, le professioniste si fanno pagare prima, sistema in vigore anche nei casini di stato.
Oppure è di alto bordo come le orgettine che il servizio lo facevano sulla fiducia, da quando si chiamano escort e frequentano le zone alte pare si tratti la tariffa ma l’incasso avvenga dopo, con alcune sorprese, alle volte, se è vero che qualche orgettina è rimasta delusa dalla busta dell’utilizzatore finale, si aspettava di più.
Non credo che Lavitola fosse così preciso nei suoi intrallazzi da rispettare le regole del mercato, ed avesse il cartello di avviso appeso nel suo ufficio.
Tra l’altro, anche in altre ville molto più prestigiose della sua, pare che il cartello, doveroso come quello del divieto di fumare, non fosse esposto, la marchetta era una busta a sorpresa qualche volta esagerata, qualche volta meno, tant’è che una delle orgettine se ne è lamentata con la madre, 6.000 euro per una settimana erano pochi.
Bene ha fatto la madre a riprenderla: son sempre dodici milioni delle vecchie lire! Che vuoi che sia un po’ di stanchezza.
Tutta questa storia a me ha fatto tornare in mente Boniperti che usava far firmare in bianco i nuovi arrivati alla Juve, prima fai vedere quello che sai fare e dopo decido l’ingaggio da darti.
Erano altri tempi, è vero, ma Silvio è furbo e gli subito copiato l’idea, eco perche le buste per le orgettine, le escort, le ospiti, per riassumere in una parola, le puttane, si trovavano importi diversi e ne nascevano invidie e discussioni.
Quella troia non ha fatto un cazzo ed ha preso su di me.
Sono cose vecchie come il mondo, chi non ricorda la parabola del Vangelo che spiega perchè Berlusconi si crede Gesù e si comporta come tale.
 Dal Vangelo, non so di quale autore, ma è il Vangelo:
Quello che ci sconcerta di più è che al termine del giorno il padrone «paga il salario a cominciare dagli ultimi fino ai primi: «Questi ultimi han­no lavorato un’ora soltanto, e tu li tratti come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo».

E’, ne più ne meno, il ragionamento che hanno fatto le orgettine.
Dobbiamo ammettere che sindacalmente non è giusto, ma il padrone è sempre il padrone e Berlusconi lo sa, anche con Scilipoti e similari.

Ci sono cose che, per il mio carattere, mi mandano in bestia più del governo. La moglie di Tarantini, ad esempio.


Non si tratta di moralismo perchè è diventata l’amante di Lavitola per interesse, sono affari suoi, si tratta di ragionamenti e di vedute sui problemi della vita, in generale, che mi mandano in bestia e vorrei poterla mandare in miniera o lavare le scale di dieci condomini, senza ascensore.
Durante un interrogatorio nel quale si parla dei 20.000 euro al mese, che il non ricattato utilizzatore finale di troie e di minorenni che gli versava al marito, alla sua famiglia di debosciati, zoccole e papponi la signora è scoppiata in pianto.
Testuale dal Corriere della Sera: Nicla piange, dice che non sa come fare «perché adesso senza quei soldi che ci dava il Presidente come faremo a campare? Non riusciremo ad andare avanti, a fare più nulla. Lui ci aveva dato anche i 500 mila euro per avviare una nuova attività e invece è tutto finito, ora non abbiamo davvero più nulla».
Ora, per quanto mi riguarda una persona, maschio o femmina che sia, può dare via tutto quello che vuole del suo corpo e della sua dignità, non me ne può fregare di meno se pagassero almeno le tasse.
Io vorrei che l’Inps inviasse una lettera di encomio e di complimenti, magari un diploma al merito firmato dal Presidente della Repubblica, per la loro capacità di sopravvivenza, spesso aiutando figli e nipoti precari o disoccupati anche per colpa di questi banditi amici dei governanti, con la pensione minima o anche con quelle da 3.000 euro al mese.
Qui non si tratta di rispettare la donna, di non picchiarla nemmeno con un fiore, insomma di portare il rispetto dovuto e doveroso a qualsiasi persona umana che abbia un minimo di decoro e dignità, sappia sacrificarsi per i suoi cari e la sua famiglia.
Io, davanti a queste situazioni, tipo la Gregoraci che al sequestro del loro yacht per evasione fiscale si chiedeva quale trauma avrebbe subito il suo bambino, di pochi mesi, senza la sua cameretta azzurra dello yacht in questione, io perdo la testa, non ragiono più, divento psicologicamente violento.
A pari ingaggio, invece di sollazzare il battacchio di Lavitola le infilerei un palo della luce nel posteriore, marito compreso, così prova l’esperienza della donazione sulla propria pelle e non sul culo delle altre.
Continua il Corriere:
Il marito ha rivelato che la scorsa estate aveva ottenuto 20 mila euro per una vacanza a Cortina. Lei dice di essere andata a palazzo Grazioli per chiedere altri soldi «almeno 5 mila euro, ma mi dissero che non era possibile». Dice che parlò «giù con Alfredo», il maggiordomo di Berlusconi, «disse guarda, non è possibile, in questo momento non ce li abbiamo. Risposi, grazie, per carità. Siccome era la prima vacanza che facevamo dopo tre anni, eravamo ospiti da questa nostra amica che prese casa vicino Cortina, non ho pagato niente, però chiaramente, si parte quattro persone, volevo far fare una bella vacanza alle bambine». Poi le chiedono del suo legame con Lavitola, lei non si sottrae: «Io non avevo una relazione… io ero soggiogata mentalmente da Lavitola, pensavo che mi volesse bene e ci sono stati degli episodi, ma io relazione non la considero anche perché lui stava sempre all’estero, l’avrò visto sì e no venti volte in tutta la mia vita… con me si era eretto a uomo fighissimo e io fragile, eppure non sono una cretina, ci ero cascata come una pera».
Ecco a questo punto la passerei nel tritacarne e poi nel passa pomodori, ma non per farle del male, per vedere se tra gli scarti che l’attrezzo scarta, avete presente i semi e le bucce, ci sia una qualche presenza di cervello, dignità, etica, qualcosa di umano insomma, che la faccia somigliare, un pochino, ai milioni di italiani che vivono con 1200 euro, purtroppo qualcuno anche meno.
Forse, nelle mutande, c’è rimasto un minimo di Dna che potrebbe anche essere cervello, potrebbe, ma non è detto.

Come è strana la vita, alle volte, non riesci ad incastrarlo come colpevole e forse ci si riesce come vittima.


Come colpevole ha sempre trovato dei paraventi, li ha comprati o si sono offerti.
Qualche volta ci è andato di mezzo il fratello scemo, Paolo, già condannato in conto terzi, nel senso del fratello.
E’ toccato a Previti condannato in solitaria mentre il complice è libero, è toccato all’avv. Mills e chissà quanti altri prestanome o dipendenti che si sono sacrificati per lui.
Mi viene in mente Sleepers il film con il mitico De Niro, Brad Pitt, Dustin Hoffman, Brad Renfro, Kevin Bacon, Jason Patric ed uno splendido Vittorio Gassman nei panni del mafioso.
Un colpevole si riesce  a salvare comunque se la difesa è organizzata in modo geniale, anche se non si dovrebbe simpatizzare per gli assassini, guardando quel film è impossibile non fare il tifo per gli assassini e le ragioni ci sono, corpose, la violenza subita dai ragazzi è abominevole.
Ma la vittima è impossibile da difendere, sembra un controsenso, soprattutto se è vittima di se stesso e delle proprie miserie, debolezze.
Alludo, chiaramente, al Berlusconi vittima dei ricatti di Lavitola, Tarantini e la di di lui moglie, che in questo “film” ha il doppio, triplo, ruolo di moglie, mamma ed amante.
Se fosse un film alla Sig.ra Tarantini, Angela Devenuto, detta Nicla potrebbe anche fare la cassiera, sa fare tutti i ruoli.
Riprendo un post di Peter Gomez molto chiaramente perchè il bandito Berlusconi, nonchè capo del governo, rischia più come vittima che come mandante o colpevole, perchè non potrà farsi valere della facoltà di non rispondere nè di mentire.
Come vittima non può.
Eccovi il post di Gomez.
Cavaliere, poche balle.
Peggio dei casi Mills, escort minorenni e toghe sporche messi assieme. Ecco cosa rappresenta per Silvio Berlusconi l’inchiesta per estorsione che ha portato in carcere Gianpi Tarantini e la moglie. Dopo la sua segretaria, Marinella Brambilla, tra qualche giorno anche il premier si troverà costretto a deporre come testimone davanti ai magistrati di Napoli senza potersi avvalere né della facoltà di non rispondere, né di mentire. Dovrà insomma spiegare, un po’ più credibilmente di quanto non abbia fatto finora, perché ha versato centinaia di migliaia di euro in contanti a un indagato per corruzione e favoreggiamento della prostituzione, già condannato per spaccio di droga.

Di fatto, se si eccettua una breve comparsata in procura a Roma per la scalata alla Bnl da parte di Unipol, era dal 15 ottobre 1996 che non accadeva una cosa del genere. Allora Berlusconi aveva deliziato il Tribunale di Torino, che stava processando Marcello Dell’Utri per le fatture false di Publitalia, con un elogio dell’evasione fiscale (“Quando lo Stato chiede al cittadino più di un terzo del frutto del suo lavoro, il cittadino si sente moralmente in contrasto con lo Stato”) e arditi paragoni tra l’imputato e Giorgio Washington. Risultato: Dell’Utri si beccò tre anni e il verbale del leader del centrodestra fu trasmesso in procura per valutare gli eventuali profili di falsa testimonianza. Poi solo altre balle o scene mute. Con il premier-imputato che dice 80 bugie in 115 minuti di deposizione spontanea al processo Sme-Ariosto (pari alla media record di una ogni 86 secondi) e che, in qualità di ex indagato di reato connesso, si rifiuta di rispondere ai giudici di Palermo andati fino a Palazzo Chigi per ascoltarlo su Dell’Utri e la mafia.

Ora però lo scenario cambia. Se quando sarà sentito, Berlusconi non sarà convincente, è prevedibile un’accusa di reticenza. In un momento politico ed economico come questo, con anche i presunti santi in Paradiso della Procura di Bari sotto osservazione a Lecce, quasi una nemesi giudiziaria si abbatte su un uomo che chi lo conosceva bene, come Indro Montanelli, definiva così: “È allergico alla verità. Ha una voluttuaria e voluttuosa propensione alla menzogna, chiagne e fotte dicono a Napoli dei tipi come lui”. A Napoli, appunto.

Caccia agli evasori, dice la lega, meno uno Berlusconi. Post articolato ma interessante, incomprensibile al padano leghista.


E’ stato emozionante vedere i sindaci lombardi manifestare contro i tagli, molti di loro sono leghisti ma, purtroppo non sanno, non leggono, le nefandezze che Bossi e compagni compiono a Roma contribuendo in prima persona ad irrobustire l’aggettivo ladrona, ci mettono del loro.
Tagliano i contributi ai comuni, aumentano le tasse indirette dei soliti che pagano, ma lo sconto per l’evasore N° 1 in Italia, forse anche nel mondo ormai, Silvio Berlusconi.
Il sistema è sempre lo stesso, in mezzo alle migliaia di pagine dei decreti legge infilano qualche riga, come nota a margine, che favorisce le aziende del bandito. Ce ne sono tre negli ultimi 12 mesi, sconto complessivo 8 milioni.
Al costo, medio, di 6000 euro bastano per 1.333,3 puttane, calano a 1.322 se ci sono di mezzo le minorenni e le loro famiglie.
L’ultima è nella manovra di luglio, la prima dell’infinita serie, dell’infinita gestione che non ha ancora partorito quella definitiva.
Nell’Agenzia delle Entrate si dibatte da tempo di come gestire l’elusione fiscale delle società che varano prestiti obbligazionari attraverso controllate straniere, naturalmente in paesi con fiscalità vantaggiosa.
Con la manovra Tremonti, l’idolo della lega ed ottimo commercialista, introduce una aliquota agevolata al 5% rispetto al 12,5% pagato dalle aziende italiane, per il futuro.
Ma si deve sistemare anche il passato e qui il genio da commercialista di Tremonti da il meglio di se.
Si stabilisce una aliquota del 6% con la quale si chiude il conto con lo Stato, sanzioni comprese. Se quello grande era uno scudo fiscale questo è un elmetto con le corna, come quello che usano ai raduni di Pontida.
Combinazione la Mondadori ha creato una società veicolo in Lussemburgo, una delle tante, giocando in serie A le aziende del premier hanno una rosa ampia ed una panchina lunga di società fittizie atte all’elusione, evasione fiscale.
Era il 2004 e la Mondadori per varare un prestito obbligatorio ha creato la società in Lussemburgo.
La società di Segrate, guidata magistralmente dalla figlia del bandito, sarebbe incappata in una contestazione per 4 milioni di euro, somma che raddoppia considerando gli oneri e le sanzioni.
Con le nuove regole, del fantasioso e geniale Tremonti, dovrà versare 400mila euro, con un risparmio di 7,6 milioni, più o meno quanto riusciva a risparmiare in un anno la, mitica, mamma Rosa che ahimè ci ha lasciato, andando a fare la spesa al mercato di quartiere.
Mentre la stampa di regime si attiva nella distrazione di massa polemizzando sulla norma che consente di chiudere i contenziosi da 2000 a 20.000 euro con una percentuale variabile, briciole, si regalano al bandito ed a sua figlia 7 milioni e 600.000 euro.
Nello stesso provvedimento i tecnici, avvocati, commercialisti, ragionieri, che dovrebbero fare i parlamentari ed invece fanno i complici o i pali, hanno tentato di di inserire una norma che prevedeva la possibilità di dedurre le spese per il risarcimento milionario a Carlo De Benedetti, il colpo avrebbe fatto risparmiare al bandito 200 milioni, fortunatamente la rapina è stata sventata dal setaccio del Colle, il filtro che controlla la costituzionalità delle leggi ad personam.
Una norma purtroppo è sfuggita al setaccio, destinata a decongestionare i contenziosi davanti alla Corte di Cassazione, pali e paletti inseriti nella norma per consentire lo sconto riportano, ancora una volta, alla solita Mondadori.
Di fronte a 30 mila ricorsi solo 177 sono state le richieste di sanatoria ed una interrogazione sull’ammontare delle operazioni fatta del Pd è rimasta senza risposta.
Forse non si vuole far sapere agli italiani, perchè i padani leghisti sono un caso disperato, che il grosso dell’incasso è rappresentato dal versamento della Mondadori che a fronte di una multa di 8,3 milioni ne ha pagati 350.000.
L’Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia europea, sia mai che un giudice straniero riesca a riportare un minimo di equità e di giustizia fiscale in Italia.
Le informazioni di questo post sono state prese da un articolo dell’Unità, che riprende uno precedente della Stampa, a firma di Bianca De Giovanni.
Io ho messo solo alcune considerazioni, ho dovuto superare solo qualche piccola difficoltà, nella prima pagina di oggi c’è, alla voce Retroscena, c’è il titolo e l’inizio e poi la scritta: segue a pag. 4. Invece è a pagina 3, ma l’ho trovato lo stesso.
Buon fine settimana, specialmente ai legaioli che in padania manifestano contro Roma ladrona mentre i loro capoccia, a Roma, fanno bisboccia.
Berlusconi, in pratica,per ogni  manovra finanziaria del governo vuole una mazzetta per la Mondadori.

Elettori di Berlusconi, parliamone seriamente, solo un delinquente incallito, e un po’ bolso, può parlare in questo modo.


Lasciamo perdere, per un momento, la sua storia dal profumo di mafia, evasioni, corruzione e quant’altro, analizziamo solo gli ultimi anni.
Ieri, a Parigi una delle capitali più importanti d’Europa, si è lasciato andare ad uno dei soliti deliri come se fosse nel consiglio di amministrazione di Mediaset, al riparo da orecchi indiscreti.
Lascio perdere quello che ha detto sull’opposizione, da un fascista piduista come lui mi aspetto anche di peggio, mi concentro solo su questa frase che riporto per intero:
Essere intercettato «è una cosa insopportabile – prosegue poi il Cavaliere – , una rapina come versare 600 milioni ad una persona che ha la tessera numero uno del Pd».
Intanto le intercettazioni si usano in tutto il mondo civile e democratico per combattere la delinquenza di tutti i tipi, ogni tanto ci cadono dentro anche i puttanieri o gli utilizzatori finali ma, molto spesso ci cadono mafiosi e terroristi, evasori e piduisti, delinquenti ed avvocati.
Analizziamo l’altra frase, quella che conferma che il tipo, oltre che moralmente ed eticamente disprezzabile, dimostra quanto sia un delinquente incallito e rincoglionito.
Mi riferisco a questa frase: una rapina, come versare 600 milioni ad una persona che ha la tessera N° 1 del Pd.
Intanto il rapinato, da Berlusconi e Previti, è il proprietario della tessera Pd N° 1, che se non ho capito male è De Benedetti.
De Benedetti, la Cir, cono stati rapinati di una azienda, la Mondadori della quale la figlia usurpa la poltrona della proprietà, attraverso la corruzione di giudici che gli hanno venduto la sentenza, corruzione per la quale ci sono state due sentenze che hanno confermato il maltolto e condannato il ladro a risarcire la vittima.
Questa, caro fascista piduista Berlusconi Silvio, si chiama giustizia, democrazia, garanzia del diritto ed esiste in tutti i paesi civili.
Negli altri paesi civili esiste anche l’etica, la dignità, delle quali lei non conosce nemmeno lontanamente l’esistenza, seguito se non superato in questa nefandezza dalla sua figliola più grande, degna erede di tanto padre e della sua morale.
Dicevo che esiste negli altri paesi civili e democratici perchè in ogni altro paese del mondo il colpito da una sentenza infamante come questa si sarebbe dimesso da qualsiasi incarico pubblico.
Ciò che lei non ha fatto, che i suoi deputati non hanno preteso che facesse, rendendosi complici e compari e che i suoi elettori non hanno chiesto con vigore, nel tentativo di recuperare un minimo di dignità, almeno loro, nel sito del suo partito.
Il  nuovo segretario del suo partito, fantoccio manovrato da lei, ha dichiarato che vuole fare in modo che il Pdl diventi il partito degli onesti per correttezza, almeno lui, dovrebbe chiedere le sue dimissioni, non posso pretendere che a chiederle ad alta voce siano i suoi dipendenti, Feltri, Sallusti, Ferrara o i suoi leccapiedi ad offerta libera come Belpietro e Mario Sechi.
Ora, cari elettori di Berlusconi, lasciate pure che attacchi i comunisti, l’opposizione, come vuole e con le solite menzogne, dato che in un paese dominato dai comunisti e dalla stampa comunista di regime ha prosperato con le sue aziende, zanzate, ed è diventato uno degli uomini più ricchi al mondo ma povero in canna per quanto riguarda l’etica, la dignità e la morale civile.
Uno che parla in questo modo di una sentenza che lo vede colpevole non è a posto con la testa, è inaffidabile anche per voi che gli avete messo il Paese nelle mani.
E’ il caso che facciate qualche riflessione, mi riferisco alla parte sana ed in buona fede di voi dato che sono certo che non siete tutti mafiosi, corrotti, corruttori, evasori, scippatori e banditi.
Tra di voi c’è pure gente onesta che è caduta nel tranello con troppa leggerezza, è venuto il momento di fare autocritica e cambiare veduta, a tutti è concesso di sbagliare, perseverare è diabolico.
Oltre che insultante per la vostra,spero, auspico, intelligenza, altrimenti siete persi come esseri umani pensanti.
Se, per caso, questo post lo leggesse un leghista se lo faccia spiegare da un bambino della seconda elementare, è in grado di farlo benissimo, mi spiace di non essere in grado di consigliarvi uno scienziato che sia in grado di spiegarlo anche al Trota.
Non sono attrezzato per i miracoli.

 

La foto di copertina l’ho avuta in anteprima, adesso aspetto l’uscita del libro. Le mie donne in un diario. Silvio Berlusconi autore.


Sin da giovanetto è stato un emulo di Casanova ma non avendone il fascino, il fisico ed i risultati si è affidato al libero mercato, fiorente da millenni e dal successo garantito.
Ha risparmiato sulle prime paghette, ha venduto i compiti ai compagni di classe, ha cantato sulle navi e probabilmente in qualche balera, tutto per racimolare qualche lira per andare a puttane.
Non aveva ancora la patente e già bazzicava tutti i viali di Milano a caccia di prostitute con le quali trattare il prezzo dell’amore, della conquista a ore.
Erano i tempi della prostituzione libera e romantica delle tante Bocca di Rosa che esercitavano con affetto e passione e sostituivano lo psicanalista e scaricavano la violenza, una specie di medicina empirica ma efficace, diciamo una medicina del cazzo che abbatteva la violenza, rilassava gli infoiati senza fortuna e capacità di un amore normale.
La Carfagna doveva ancora nascere e la prostituzione era fiorente ed inattaccabile da qualsiasi crisi, i sindaci non davano le multe a prostitute e clienti e la concordia sociale era al massimo, le tariffe erano alla portata di qualsiasi tipo di tasca.
Poi è diventato imprenditore di successo in vari campi ma il sogno della sua vita era la televisione, aveva capito prima di altri che la televisione vive sulla gnocca e milioni di ragazze erano disposte a tutto pur di partecipare, apparire.
Così se ne comprò tre, crepi l’avarizia, appena ha saputo che ad Antenna Tre si erano presentate in 4000 per fare la valletta ha capito che quello era il suo campo, io ti dò e tu mi dai e per almeno nel 50% dei casi funziona sempre.
Nel frattempo aveva messo su famiglia con, forse, l’unica donna normale della sua vita ed aveva avuto due figli ma, alla passione, non si resiste.
Già imprenditore di successo in quel di Bologna si invaghì di una attrice di piccolo calibro, nome d’arte Veronica Lario, come suo solito partì con un corteggiamento serrato nell’unico modo che conosce, si comprò il teatro dove recitava, gli arredi ed anche l’attrice che gli aveva rubato il cuore.
Ne nacque una relazione prima clandestina poi irrefrenabile che portò al divorzio dalla moglie ed alla nascita di tre figli frutto dell’amore. Tra l’altro i figli di contrabbando sono sempre i più belli.
Ma non era ancora abbastanza, il suo appetito era, ed è insaziabile, una forma di bulimia sessuale abbinata alla depravazione gli imponeva una frenetica ricerca di carne sempre fresca e sempre più giovane.
Ogni capodanno festeggiava con gli amici Craxi e Confalonieri, probabilmente anche Emilio e Lele, ma questo non è confermato, di certo l’incaricato dell’ingaggio delle fanciulle era Confalonieri, capo supremo delle tv, che ogni anno invitava le nuove veline o letterine a festeggiare l’anno nuovo insieme ai capi supremi.
Il motto era il solito: chi non scopa a capodanno non scopa tutto l’anno.
I tempi che batteva i viali alla ricerca delle nuove quindicine erano lontani, la liquidità permetteva ingaggi di zoccole di altro bordo, professioniste di grido che per distinguersi dalle puttane normali diventarono escort, roba di lusso, un po’ la Via della Spiga delle puttane. Alta classe.
Ma un malato incurabile è come un tossico, ce ne vuole sempre di più e più giovani.
Persino l’amore della sua vita, che faceva parte dell’arredo del teatro di Bologna, che nel frattempo era diventata protagonista con lui della storia della famiglia del mulino bianco con tre figli, come ricordato a tutti gli italiani nel volumetto: Una storia italiana.
Apologia del bravo padre di famiglia imprenditore di successo appena sceso in campo nella politica per salvare gli italiani dal comunismo, si è accorta che il tipo non era, non è, normale ed era bisognoso di cure.
Quella che fu una grande manifestazione d’amore fu presa da Emilio, il giornale e libero come un ricatto economico legato alla separazione che la Signora aveva appena chiesto esausta dalle orge e dal puttanaio che era diventata la villa di famiglia.
Il politico di successo, che nel frattempo aveva fatto carriera e doveva darsi un tono, anche perchè il Vaticano, i cardinali, i vescovi ed i prevosti l’avevano eletto ad esempio del buon padre  difensore della famiglia cattolica e della morale al punto di affidargli la guida della grandiosa manifestazione a difesa della famiglia cattolica e dei suoi valori.
Erano i tempi che non passava settimana senza baciare una sottana, dei cardinali o del Papa questa volta, le ragazze le voleva già nude ed attaccate al palo della lap dance.
Occorreva una organizzazione oculata, non poteva battere i viali con la vettura di stato e la scorta dietro come quando era sconosciuto ai più ma già famosissimo come puttaniere da tutte le zoccole di Milano.
E fu così che Lele Mora, il fido Emilio, quel bastardo di Tarantini, che poi lo ricattò, si impegnarono al massimo nella ricerca di orgettine, possibilmente anche minorenni, per soddisfare le voglie, insaziabili, del sultano.
Naturalmente si fecero pagare a peso d’oro, lo misero sotto ricatto, qualcuno gli è stato fedele altri sfruttarono l’occasione per ricattarlo. Sono quelli con l’indole come la sua, dediti alla corruzione ed al ricatto.
Qualche famiglia, venuta a conoscenza delle sue passioni irrefrenabili, pensò bene di portargli a casa la loro figlia minorenne, già adocchiata dal depravato avviato alla pedofilia, con somma letizia e grande soddisfazione economica.
Una cosa di cui vantarsi come in Inghilterra le pasticcerie, le salumerie, che forniscono la casa reale che scrivono nella carta che accompagna la merce, oltre al marchio, la scritta: fornitore ufficiale della Casa Reale dal 1953.
Poi arrivò la nipotina di Mubarak, scoperta da Emilio Fede in un paesino sperduto della Sicilia, come una contadina qualsiasi, che tentava la fortuna ad un concorso di bellezza.
Il resto della storia la conoscete, l’indegna figura che abbiamo fatto in tutto il mondo grazie alla maggioranza di Camera e Senato con Paniz portabandiera di quelli che erano convinti che fosse la nipote di Mubarak.
Roba da riempire due o tre case di cura per dementi.
Ricatti, un presidente del consiglio sotto scacco di qualche troia e del suo pappone, questa è la storia ed è solo all’inizio.
Ne verranno fuori di peggio, fossi nei panni dei suoi figli terrei alla larga le nipotine dall’amatissimo nonno, non è la prima e nemmeno l’ultima volta che leggiamo che qualche orco depravato ha approfittato delle sue nipotine.
Certi malati non si riescono a controllare, vanno incarcerati o soppressi.
Spero che il libro, Le mie donne in un diario, autore Silvio Berlusconi e già candidato al Campiello, sia completo di zone, tariffe, prestazioni, qualità, professionalità e caratteristiche peculiari.
Almeno servirà a qualcosa, magari con un capitolo dedicato ai centri di massaggi cinesi. Per me è passato anche da quelli, travestito da Mandarino.
Spero che il libro sia pubblicato dalla Mondadori, così anche Marina potrà sapere chi è suo padre, Veronica l’ha capito da tempo che razza di uomo è il suo ex marito, non ha bisogno di leggerlo, ma a Marina una buona lettura non può che farle del bene. Al cervello.

La manovra si commenta da se, voglio fare alcune considerazioni sullo schifo, fascista, che è diventata la lega, e Bossi in primis.


Agli albori sembrava una novità che recuperava dei valori base della politica, il contatto con il popolo e l’interesse degli ultimi, con l’aggiunta di un federalismo che poi è degenerato.
Il richiamo alla legalità, alla sobrietà ha attirato anche alcuni di sinistra anche perchè sembrava un recupero della centralità delle sezioni, una specie di tutto il potere ai soviet in salsa verde.
Poi è degenerata inglobando fascisti e razzisti con un effetto devastante per la convivenza civile e l’unità della massa nel difendere l’interesse comune. E’ diventato un interesse di parte che ha dimenticato qualsiasi tipo di solidarietà.
Non tutti sanno che anche tra noi di sinistra, alludo ai comunisti, l’idea che se non ci fosse il meridione e le isole il comunismo italiano eravamo maggioranza anche se a nessuno di noi è mai passato per la mente di dividere l’Italia per un interesse di parte, abbiamo cercato di convincere tutti senza riuscirvi.
Ricordiamoci che nei primi anni dell’avventura leghista i leader della lega, con Bossi in testa, davano del mafioso a Berlusconi ed è rimasta l’unica valutazione giusta del piduista alla guida del governo.
Poi si sono rovinati con la conquista di alcune amministrazioni locali, hanno provato ad impadronirsi di qualche banca e da lì è partito il loro fallimento.
Con il potere hanno acquisito i vizi peggiori dei democristiani e dei socialisti della prima repubblica, indebitati e sull’orlo del fallimento si sono venduti al piduista mafioso e si sono legati mani, piedi e cervello.
Con l’andata al governo la situazione è degenerata del tutto, sono diventati complici e protagonisti dello sfascio attuale.
Già il fatto che i loro ministri giurassero sulla Costituzione Italiana con il fazzoletto verde nel taschino mentre in periferia blateravano di separazione e di padania libera doveva accendere la luce nel cervello del popolino che ha creduto alla novità legalista che velocemente è scivolata nell’ideologia fascionazista.
Il resto è davanti agli occhi di tutti, lo sfascio totale e la chiusura mentale davanti ai soprusi del mafioso piduista, le leggi ad personam, l’eliminazione del reato di falso in bilancio e tutti gli attacchi alle garanzie dei lavoratori e della povera gente.
Un doppio gioco che è durato troppo a lungo grazie all’ignoranza della loro base, gente egoista e rinchiusa in valli che hanno impedito per secoli il confronto con persone di provenienza  diversa, più evoluta ed abituata a convivere con gente dalla storia e dalla cultura variegata.
Non dimentichiamo che l’odio ed il rifiuto dello straniero, dell’immigrato è stato preceduto , coltivato e conseguenza dell’odio del meridionale, del terrone, cambiando l’obiettivo ma non la sostanza del pensiero.
Anche i comunisti si consideravano diversi ma hanno fatto l’impossibile per integrare chi non la pensasse come loro, democraticamente e senza rifiutare nessuno.
Al di là delle degenerazione leghista dovuta al potere ed alle poltrone il segnale più evidente che Bossi e la lega erano diventate peggio della peggiore politica della prima repubblica è tutto in un fatto che, se vogliamo, sembra marginale.
La candidatura del figlio di Bossi al consiglio regionale della Lombardia. Un segnale di nepotismo imposto secondo le peggiori tradizioni della peggiore gentaglia in politica e nella società della prima Repubblica.
Se pensiamo che hanno avuto il coraggio di criticare l’assunzione da parte della Rai di una persona capace e professionale come Bianca Berlinguer, accusandola di essere in Rai in quanto figlia di Enrico, che è sopravvissuta ed ha fatto carriera per decenni grazie alle sue capacità il confronto con la candidatura di un imbecille incapace, fannullone e senza nessun merito come il figlio di Bossi può essere paragonato solamente al potere dei figli di Gheddafi, un nepotismo da imperatore fallito, da dittatorello di contrada, da caudillo da paese.
Il fatto che, sistematicamente, Bossi sbraiti a difesa dei piccoli imprenditori, dei lavoratori, pensionati e che poi puntualmente venga smentito dai fatti è patetico, ripetitivo, politicamente miserabile ed avrebbe dovuto aprire gli occhi alla base leghista.
Se proprio voleva garantire il figlio incapace e stupido, come farebbero tutti i padri con un figlio in quelle condizioni, avrebbe potuto farlo assumere in qualche banca come fattorino o addetto alle pulizie, almeno avrebbe avuto qualche collega a riparare le sue incapacità se non addirittura le stronzate.
La lega è una monarchia si tramanda il potere per ereditarietà ed il fatto che l’erede sia stordito è assolutamente secondario.
Ieri sono usciti da Arcore come trionfatori, tutti si sono dichiarati soddisfatti e vincitori per il fatto di aver fatto qualche passo in avanti verso lo sfascio totale della nostra economia e, ancora più importante, della nostra Democrazia e della Costituzione.
Un Calderoli in braghe corte è uscito trionfante dalla villa del boss ed è la fotografia esatta della situazione in cui ci hanno messi la bramosia della poltrona combinata alla loro ignoranza, senza il minimo interesse per il destino del nostro Paese.
Alcuni tra i loro elettori si sono pentiti di avere votato la lega in questi anni, ho le prove perchè hanno commentato nel mio blog e nei siti della lega, insieme ad altri che hanno votato il pdl si stanno rimangiando dieci anni delle loro vita e della loro storia.
Sono i benvenuti, non faccio nemmeno ironia perchè con i deboli non è il caso, satira ed ironia sono troppo importanti e vanno dedicate solamente ai potenti, o quelli che si credono di esserlo.
Siamo al capolinea, il segnale che viene dai pentiti di lega e pdl è positivo ma non dimentichiamo che malavitosi, opportunisti, evasori, ed ignoranti sono ancora tanti, troppi e la strada è ancora lunga.
Accogliamo il figliolo prodigo, prepariamogli l’arrosto e la festa, diamoci da fare tutti per spiegare alla base della lega e del pdl il senso ed il valore della parabola del Vangelo.
Li accolgo volentieri ma non c’è nessuna misericordia nel mio pensiero, c’è solo l’interesse a salvare questo paese portato al fallimento da 18 anni di fascismo piduista che si è fatto forte dell’ignoranza generale di una parte degli italiani.
Berlusconi non è il solo o l’unico responsabile di questo degrado, le responsabilità vanno condivise con chi gli dava del mafioso e poi è diventato suo complice insieme a tutti i sui gerarchi.
Maroni e Calderoli in testa, per quanto riguarda Borghezio senza l’appoggio della lega sarebbe quello che è, una macchietta, un signor nessuno.
E’ l’ora che la base elettorale, malviventi, banditi, evasori, parassiti esclusi, se ne renda conto.
Siamo alla resa dei conti.
Non dimentichiamo neppure le colpe del clero che ha fornito pani e pesci, per decenni, al regime corrotto e depravato che ci governa e adesso fa pure la morale.
Cari legaioli padani il raduno di Pontida si è svolto il 19 giugno, sono passati 73 giorni, cosa è rimasto dei proclami di quel giorno?
Ve lo dico io, niente. Vi hanno presi per il culo.

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