Vi sembrerà strano ma io credo alla Francesca innamorata e per due ragioni. La prima è che credo nell’amore e la seconda perchè io ho conosciuto Italo, che non è il treno di Montezemolo e Della Valle.


indexNon so come partire con questo post ma deve essere subito chiaro che da che mondo è mondo un vecchio che si accompagna con una che potrebbe essere sua nipote è una consuetudine alla quale abbiamo fatto l’abitudine, non scandalizza, mentre fa ancora impressione una anziana che si accompagna ad un giovanotto, diciamo che è un fatto più raro tantè che io ricordo solo la Borboni.
Detto questo la storia è piena di storie di giovani fanciulle che hanno perso la testa, in senso buono, per anziani dalla  personalità travolgente che le fa perdere letteralmente la testa.
Lasciando perdere i personaggi famosi come Chaplin, Ponti, Douglas, Picasso, Goethe, Pertini  e mi fermo qui perchè non basterebbe la guida del telefono.
Sono tutte storie di personaggi famosi che all’inizio lasciano qualche dubbio ma che il tempo ha confermato come storie vere ed ammirabili perchè si può dire tutto delle donne ma, quando amano, amano oltre ogni immaginazione o invidia popolare ed alcune sono arrivate al martirio per amore. Quindi massimo rispetto  e sulla fiducia io credo alla Francesca innamorata è una dei tanti casi di giovani che perdono la testa per il mito e quindi accettano anche l’uomo che lo rappresenta con tutte le sue debolezze.
Gli anziani che si accompagnano con le giovani sono di due categorie, quelli che perdono la testa perchè hanno avuto una giovinezza troppo seria, controllata e quindi fanno da vecchi le “fesserie” che avrebbero dovuto fare da giovani.
Si atteggiano a giovanotti e diventano patetici.
L’altra categoria è quella del maschio opportunista che ha usato, frequentato, le donne a freddo, tenendo sempre presente la gestione del rapporto e senza mai abbandonarsi del tutto ad esso. Quelli che hanno avuto tante donne e ne conoscono le qualità ma, soprattutto, le debolezze.
Insomma quelli che in qualsiasi situazione hanno in mano il volante.
L’unico dubbio che ho su Silvio è questo, uno che si è fatto l’esperienza sulle donne con le puttane difficilmente è in grado di apprezzare i valori, le sfumature, lo spessore delle donne innamorate.
Italo, invece, era un uomo di fascino anche se non era famoso. Era un uomo che stava bene aveva terreni, case, faceva il mediatore di un po’ di tutto, credo, bestiame, terreni, case ecc.ecc.
A giudicare dalla sua rastrelliera di fucili da caccia e dalla sua casa era certamente uno che stava bene, non era un attore o un personaggio famoso ma come tombeur de femmes era nei tre finalisti per il pallone d’oro.
Italo aveva sei figli, 4 maschi e due femmine, tutti avuti dalla stessa donna, Adele, che morì durante la guerra mi pare per menigite.
Rimasto solo a meno di 50 anni si prese in casa una giovinetta di Modena, nemmeno vent’enne, inizialmente credo per gestire i figli e la casa poi credo che la giovinetta in questione prese una tranvata e gli restò fedele per il resto della sua vita.
Subito dopo la guerra i figli di Italo si sposarono e nella grande casa rimasero solo Italo e la modenese, forse galeotta fu la solitudine resta il fatto che la ragazza, oltre che accudire la casa, accudì a tute le necessità di Italo e dei suoi ormoni.
Mi spiace, ma nonostante tutti gli sforzi non riesco a ricordare il nome della giovane modenese, mi scuso con lei ma la chiamerò modenese con il massimo rispetto.
Mentre la modenese accudiva l’orto, gli animali da cortile, una decina di cani e la casa abbastanza impegnativa Italo si fece una fidanzata a Lendinara, una morettona con i capelli lunghi che le arrivavano al sedere.
La trattava bene, arrivava con la sua 850 e suonava il claxon lei accorreva felice.
Le sue storie erano di una leggerezza e di una frequenza tale da non avere, quasi, un nome. Erano la mora, la bionda, e diverse tettone, aveva un debole per le tette e per il sedere che lo mandava fuori di testa.
Era anche un uomo spiritoso, esagerato delle volte, ricordo ancora quando fu ospite dei miei al lago, sul ramo di Lecco, ed appena sceso dall’auto di mio padre si trovò davanti a due seni di una signora, che dire prosperosi è poco, e lui non si trattenne dal dire che mai accoglienza gli parve più bella. Volle toccare, non credendo ai suoi occhi. Era la prima volta che la vedeva.
Devo dire che anche le mogli dei suoi nipoti valutò con quel metro e qualcuna ne uscì con un 30 e lode.
Era più spudorato di un givanotto arrapato. Una volta ammirò il sedere di una giovane donna e le disse: che bel mandolino! Lei con fare spiritoso, forse vedere quel vecchio arrapato la intenerì, rispose: purtroppo per lei non suona, presumo che intendesse dire che era fuori quota, troppo vecchio. Lui non si perse d’animo e di rimando, mi spiace, non avrei mai pensato che fosse già rotto.
Non ricordo la reazione della fanciulla.
Tornando alla vecchia, grande,  casa di Italo. La giovinetta di Modena nel frattempo si era fatta adulta mentre sembrava che per Italo il tempo non passasse, come le sue fregole, quindi oltre alle varie fidanzate sparse tra la bassa veronese ed il rodigino pensò bene di portarsene a casa un’altra che aiutassse nelle faccende di casa la modenese e per avere carne più fresca nel suo letto.
Sia chiaro che il  bastone del comando, per anni, rimase in mano alla modenese la quale però perse il posto a letto accanto a Italo.
Tutto procedeva con la massima serenità, tutto normale. Tutte lo accompagnarono sino all’ultimo giorno della sua vita.
Italo era un tipo un po’ particolare, nella sua cittadina c’è un viale molto largo ma corto dove c’è il bar centrale del paese, le banche ecc.ecc.
E’ viale a due corsie molto larghe centrali e due controviali ai lati, uno in un senso ed uno nell’altro. Italo percorse il viale contromano per decenni per andare al caffè e nessun vigile riuscì a convincerlo che avrebeb dovuto percorrere l’altra corsia.
Era ormai anziano e conosciuto da tutti, abituato da 50 anni a percorrere quella strada non ci fu verso di fargli capire che era un senso unico e lui lo prendeva dal lato sbagliato.
Alla bella età di 86 anni non si fermò ad uno stop ed un autocarro investì la sua 850. Fu ricoverato all’ospedale della cittadina e lì iniziò il calvario di tutte le suore, giovani, che assistevano i malati nel reparto ortopedia.
Per darvi una idea del personaggio basti dire che le suore dissero a mia madre: suo suocero ci da più problemi dei giovanotti con una gamba od un braccio ingessati.
Era in trazione con i pesi, credo per via del bacino, aveva una gamba ingessata ma le mani libere ed è con queste che toccava ogni suora che gli arrivava a tiro. Quando gli cambiavano il pappagallo dava letteralmente i numeri. Signora, le suore le chiamava così, con quelle manine chissà quante cose potrebbe fare… Ad alcune di loro fece pure proposte dirette: signora se viene ad abitare con me la faccio servire e riverire per bene. Abbiamo tutto, il bagno, la doccia, la lavatrice e due donne che fanno i mestieri. Venga a vivere con me.
Qualcuna gli rispose, scherzando, io sono già sposata con il Signore e lui rispose: le ho chiesto di venire a vivere con me non di sposarmi.
Insomma quando fu dimesso fu una liberazione per tutte le suore del reparto, tra l’altro quando era in via di guarigione e si poteva muovere non lo trovavano mai nel suo letto, era sempre nel reparto femminile a confortare le giovani ricoverate in ortopedia.
Qualcuna prendeva la faccenda con spirito, qualche altra si risentiva ed i parenti non è che apprezzassero molto l’invadenza del vecchietto arrapato.
Nonostante una vita così impegnativa trovò pure il modo ed il tempo per imbastire una storia con una americana conosciuta alle terme che perse letteralmente la testa. Gli regalò un orologio da tasca d’oro e di marca famosissima, un capitale, e per decenni gli scrisse lettere appassionate che lui mi fece leggere un giorno che gli feci compagnia.
Insomma, come potrei non credere all’amore sincero di una giovane donna affascinata dall’esperienza dell’uomo vissuto è ovvio che ci credo, l’ho vissuto da vicino, quasi in prima persona e quindi credo nella buona fede di Francesca, anche se mi fa tenerezza, mentre non mi convince per niente il edofilo, libidinoso rinsavito ed innamorato.
Italo Argisto, questo è il nome completo, era mio nonno. Anno di nascita 1891, ho il suo congedo originale del 30 dicembre 1918.
E’ fantastico che un anno orrendo, sotto tutti gli aspetti, come il 2012 termini, se ne vada, con una bellissima storia d’amore che oscura persino quella tra il principe William e Kate ma, quello che mi emoziona di più, è il fatto che Francesca piace molto a Marina.
E’ entusiasta della fidanzata di papà confermando quello che vado dicendo da tempo, Marina è peggio di suo padre.

Buona notizie da Adro, una è del 2010 passata inosservata, l’altra del 2011 volutamente tenuta riservata. Qualcuno si ricorda ancora del vergognoso sindaco di Adro Oscar Lancini?


La prima, quella del 2010, è che il tentativo da parte del sindaco nazista di Adro di esautorare la presidente della mensa scolastica Giuseppina Paganotti è andato a vuoto dalle urne del voto è emerso che la maggioranza dei genitori ha riconfermato a maggioranza gli amministratori uscenti.
Questo conferma che anche ad Adro ci sono cuori e cervelli che funzionano, non tutti però, perchè i dissidenti hanno preferito nominare un direttivo parallelo preferendolo ad un confronto democratico per esporre le proprie ragioni.
La scuola di Adro è per la maggioranza in Italia e  per una minoranza in padania.
La seconda notizia del 2011 è stata volutamente tenuta riservata dall’interessato, come aveva tentato di tenere riservato il gesto che ha fatto nel 2010 che ha mandato fuori di testa i nazileghisti di Adro ed in prima fila le mamme nazileghsite, purtroppo partoriscono anche loro, si riproducono insomma.
Parlo dell’imprenditore che nell’ aprila del 2010 pagò di tasca propria i 10000 euro di rette arretrate della mensa scolastica per i bambini delle famiglie inadempienti ai quali il sindaco aveva negato la mensa.
Da notare che l’ha fatto senza chiedere il certificato di nascita dei bambini.
Il gesto di Silvano Lancini, omonimo del sindaco ma nemmeno lontano parente del nazista che fa il sindaco, doveva restare nell’anonimato, arrivò dopo settimane di polemiche che portarono la parte peggiore di Adro sulle prime pagine dei giornali e nei dibattiti televisivi con interviste al capitano Amon di Adro. Il sindaco.
Naturalmente venne scoperto, l’anonimo benefattore, forse furono gli stessi nazileghisti indignati a stanarlo, ma questa è acqua passata.
Bene sul finire del 2011 è stato nominato Cavaliere della Repubblica.
Sivano Lancini ha ricevuto l’onorificenza ma l’ha confidato solo ai figli.
Bene, adesso lo sappiamo anche noi e devo dire che mi fa piacere.

L'8 Marzo delle disoccupate di Via Orgettina. La festa non si terrà a Villa S. Martino. Forse, non per tutte, all'Hollywood.


ragazze_olgettina-r400La scure della crisi si è abbattuta anche sulle ragazze di Via Orgettina.
I pagamenti sono sospesi, le comparsate in tv pure e tra poco saranno chiamate a testimoniare al processo.
Occhio che per i testimoni non imputati esiste il reato di falsa testimonianza, il giudice può anche decidere l'arresto.
Oggi è l' 8 Marzo, la festa della donna, anche se le ragazze di Via Orgettina non ne conoscono la storia e la ragione , si sono sempre divertite tanto con Papi.
Mai un 8 Marzo è stato triste come quello di quest'anno e pensare che Silvio è in Villa per il riposo post intervento alla mandibola.
Era il momento giusto per portargli un po' di sollievo se quei cattivoni di magistrati non avessero messo in piedi quel casino   della prostituzione con minorenni allegate.
Qualcuna ripiegherà all'Hollywood ma non è paragonabile alle feste in Villa da Papi, all' Hollywood al massimo fai un tiro di coca e qualche pompino per 200-300 euro.
La più delusa di tutte è la mamma-mezzana-pappona  di Elisa, la festa dell' 8 Marzo era l'ideale, approfittando del fatto che Papi è intontito dall'anestesia, per la sua figliola.
Avrebbe potuto incassare molto di più dei soliti 6.000 euro, la mamma pragmatica ha subito commentato: son sempre 12 milioni, senza arrivare allo sfinimento delle altre volte visto che Papi ha gli antidolorifici che gli danno una calmata.
Anche per il papà di Barbara sarà un 8 Marzo in tono minore, la sua figliola non avrà la possibilità di stargli vicino e di dimostrargli che gli vuole più bene di tutte le altre. Mentre gli infila in mano il N° Iban.
Non avrebbero mai immaginato di passare l'8 Marzo fra la tristezza e le ristrettezze economiche, Lele ed Emilio non chiamano più, la Nicole è andata a Dubai e non è raggiungibile, Papi non ha più il cellulare. Gli unici spinelli che funzionano sono quelli dell'Hollywood ma l'unico Spinelli che conta, quello che fa i bonifici, è scomparso dalla loro vita.
Se non è una disfatta è la Caporetto di Via Orgettina.
Comunque è pur sempre l' 8 marzo, festa delle donne, per quest'anno possono ripiegare sui fidanzati che mangiano avanzi e qualche amico di Sara Tommasi, abbassando la tariffe ovviamente visto che adesso la cuccagna è finita.
Su  con il morale, il mestiere lo conoscete bene, siete brave e famose, lasciate perdere i cellulari che sono intercettati e scendete a festeggiare, in strada.
Dovete solo stare attente alla Carfagna, da quando non esercita più e fa il ministro è diventata una moralista fissata con la lotta alla prostituzione da strada ed a qualche sindaco che ha emesso le ordinanze anti prostituzione.
Su con il morale, non tutto è perduto, potrete sempre farvi aiutare dai vostri genitori, fidanzati, compagni e portarli con voi per fare da palo.
Sarà un 8 Marzo di festa , di lotta e di rabbia, voi in strada e chi vi ha rovinato la vita e la festa al ballo delle debuttanti a Vienna. Le hanno pure dato 40.000 euro ed il telefono di Spinelli squilla a vuoto.
Per delle ragazze squillo è grave quando non squilla.

552180_S5LEOWE6Z1ZLA2PCLQ2FA5KSR3SCQI_mimose-da-lina_H141454_LNon so se sarà di mimose, ma il mazzo ve lo faranno sicuramente.

Silvio proclami in Tv e ordini ai ministri e parlamentari. Vietati i cellulari e l'uso del pc.Sono tornati al passaparola.


riciclaggio_rottami_elettronica_computer_cellulari_consoleDopo la notizia che in casa della prostituta minorenne, quella per la quale la sig.ra Garnero chiede l'abolizione della parola: prostituta, lei che dava della puttana a tutte.
Dicevo che dopo che nella casa della nipote di Mubarak sono state trovati filmati e fotografie, l'atmosfera nel governo e nella maggioranza è agitatissima.
Per fargli girare il filmato ci sono volute due ore di trucco in più, passi nascondere le rughe ma l'ansia non è truccabile, nemmeno con il gesso rapido.
I pieni poteri e la strategia sono passati a Mavalà, anche perchè con tutto quello che c'è da fare per il caudillo non c'è nemmeno il tempo per una sveltina o un pompino da 300 euro. Come molti sanno la preparazione all'evento è lunga, metodica, alzare il battacchio non è cosa da poco e richiede parecchio tempo, come ci ha spiegato Guzzanti, anche lasciando perdere il trucco al culo flaccido.
Temo che farà un intervento anche lì, si farà trapiantare il culo di Andrei Andrei.
Informazione di servizio:
Kristina Dimitrova, 19, Bulgaria ha il "il più perfetto sedere femminile del mondo", mentre il "il più perfetto sedere maschile del mondo" appartiene a Andrei Andrei, 24, Romania.
Sloggi, uno dei più importanti marchi mondiali di biancheria intima, ha organizzato la
finale del suo concorso mondiale.
Ma torniamo alla cose serie, alla strategia di Mavalà se non gli viene una crisi di nervi anche a lui.
I parlamentari della maggioranza, i ministri, le sottosegretarie e tutto il personale addetto ai politici devono depositare il loro telefonino a Palazzo Grazioli, un autocarro con le insegne del Pdl e le foto, giganti, del presidente operaio passerà di casa in casa, di ufficio in ufficio, di segreteria in segreteria, a ritirare tutti i pc, sia portatili che fissi.
Basta con questa tecnologia perversa che lascia tracce ovunque, basta con le foto digitali e gli sms, si ritorna al buon caro, vecchio, pizzino.
In caso di arresto si deve masticare ed ingoiarlo come se fosse un tramezzino.
Basta usare il pc per andare sui siti porno a cercare le ragazze per il caudillo, chattare con le troie, mandare messaggi di posta elettronica.
Siamo accerchiati dal nemico comunista, dobbiamo tornare ai bei tempi della guerra nazifascista e parlare in codice. Mavalà ha consegnato, personalmente, il codice segreto da usare per comunicare tra pidiellini e leghisti con l'unia raccomandazione di chiudere la bocca del trota e di Cota. Si farebbero scoprire subito.
In un momento così difficile, per la democrazia come la intende Silvio, occorre che tutti diano il massimo della disponibilità e segretezza, serve un gioco di squadra che nemmeno il Milan se lo sogna, deve essere ancora più perfetto di quello del Barca.
imagesIeri pomeriggio è giunta, improvvisamente, a Milano Licia Ronzulli eurodeputata del Pdl, che prima di diventare mamma aveva svolto il ruolo di consigliere particolare poi affidato a Nicole Minetti. Spero, per lei, che non abbia avuto una bimba. Non si sa mai.
Pi è stata vista davanti a Palazzo Chigi insieme alla deputata che la scorsa estate ha curato le serate romane del premier nel castello di Tor Crescenza, Mariarosa Rossi. Erano piuttosto tese.
Sono le prime conseguenze del divieto di usate i telefonini e le cabine telefonine che, tra l'altro, sono rosse come i comunisti.
Martedì sarà interrogata Nicole Minetti, che notoriamente non è una stalliera e nemmeno Mangano, non vorremmo che il tintinnare delle manette ed il rischio di una denuncia per falsa testimonianza le faccia perdere il controllo.
Non dimentichiamo che lei ha 25 anni, ha tutta la vita davanti, volendo ha anche una immagine, una dignità da difendere o da ricostruire, perchè buttare tutto nel cesso per un vecchio porco di 75 anni?
Ad ogni modo Mavalà è stato tassativo: niente utilizzo di internet, niente sms, niente telefonate con cellulari, non riunirsi più di tre persone ma neanche in meno, ci vogliono i testimoni garanti di quello che si dice. Passare le informazioni bocca a bocca e, possibilmente, non direttamente sul battacchio del karaoke. Prima che registri tutto anche lui come fa la Boccassini a Milano.
Per chi si vuole confessare lo faccia solo con Mons. Fisichella, se non altro ci contestualizza tutto, per portare le ragazze non usate più il vostro Suv. Prendete i taxi abusivi che non hanno le scritte.
E' tutto, potete andare e mi raccomando, acqua in bocca.

A dà passà 'a nuttata.

L'amore ti fa fare delle cose che non avresti mai pensato di fare. Dopo, un po' te ne vergogni, ma è l'amore.


bacio sotto la pioggiaIo vado verso il 40° anniversario di matrimonio ma, per certe cose, ho una memoria da elefante.
Come l'amore, mi ricordo tutto, dai primi giochi di mano, alla prima volta ed a tutto quello che ne è seguito.
Sono un sentimentale, Via col vento non l'ho mai visto ma ho pianto tanto ugualmente.
Bastava che me lo raccontassero.
Con gli anni la cosa è peggiorata, se fosse possibile sono ancora più emotivo, solo che le mie emozioni le ho spostate sugli animali, specialmente i cani.
Non nascondo che se vedo un film sentimentale mi emoziono, mi vengono le lacrime agli occhi ed è per questo che non guardo il Grande fratello e Uomini e donne. Troppo straziante per me, non sopporto gli abbandoni ed i reintegri immediati.
Questa mattina sono andato a leggere il Fatto on line ed ho letto una cosa che mi ha sconvolto i sentimenti. Infatti scrivo adesso perchè per oltre due ore ho avuto gli occhi bagnati, non ci vedevo, ho dovuto asciugare gli occhiali due volte.
E' la vecchiaia e sinceramente mi vergogno nell'essere così emotivo e vulnerabile.
Leggete anche voi perchè è poesia pura, ne Dante, ne Shakespeare, ne Segal, sono mai riusciti a scrivere parole così belle che esprimessero il sentimento dell'amore così bene.

"Berlusconi ha insistito, ma io non volevo, ho cercato di respingerlo. Gli ho detto di no, ma non ce l’ho fatta e sono stata costretta a subire qualcosa che non avrei voluto".

Come la capisco, quante volte ho lottato con il mio cuore, un lungo interminabile derby tra la ragione ed il sentimento nel quale sono sempre uscito sconfitto e senza rigori.
Mi ricordo quando sono uscito con la fidanzatina di mio fratello, mentre andavo al cinema e dopo in camporella ho lottato con tutte le mie forze contro me stesso. Ed ho perso.
La ragione mi diceva: cazzo, proprio con la ragazza di tuo fratello.
Ma le pulsioni del cuore erano più forti, inarrestabili, la sua nomea di essere una gran zoccola mi attirava enormemente. E non sono stato tradito, ne è valsa la pena, la mia sofferenza non è stata tradita. Altrettanto non si può dire di mio fratello, ma gli ho fatto un favore. Ha aperto gli occhi  e mi sono sacrificato per lui, meglio un fratello, un amico che uno sconosciuto.
Ma questi sono fatti marginali che dimostrano quanto sia emotivamente debole, coinvolgibile.
Questa grandissima zoccola di cui sopra ha fatto la martire, vuole fare la martire. Non è bastato che la Nicole la mettesse sull'avviso, poche storie o ci stai o puoi prendere il taxi.
No, lei ha voluto sacrificare il suo onore e la sua dignità alla causa. Ha lottato con tutte le sue forze ma è stata costretta a subire quello che non avrebbe voluto, forse l'entrata dal retro perchè, sul davanti aveva le mani libere e poteva impugnare fermamente la busta con qualche migliaio di euro.
Ne sarà orgoglioso suo padre, come quelli che vanno dalla Marcuzzi a battere le mani alla figlia che si è fatta scopare nella casa del grande fratello e ripetono: ti vogliamo bene tutti! Non vediamo l'ora che ritorni a casa, ma il più tardi possibile.
Specialmente i ragazzi del paese, non vedono l'ora che torni a casa. Da quando è andata al grande fratello c'è qualche problema con le scopate, ed il resto.
Quando parlo d'amore il cuore trabocca ed i ricordi emergono con violenza come un pozzo di petrolio, incontenibili.
Mi ricordo quando una bellissima figliola mi ha detto: che cazzo vuoi? Tanto era bella quanto il suo linguaggio era scurrile.
Istintivamente le dissi: niente, volevo solo sapere come fai a parlare con la bocca piena.
Dicevo che il padre della santa Maria Goretti di Arcore, che ha lottato con tutte le sue forze, ne ha ben donde di andarne orgoglioso, prima di partire le aveva detto: fatti dare non meno di 300 euro, per un pompino, per la nottata almeno 600.
Lei, baciandolo sulla guancia, le ha detto: si, papà.
Infatti ne ha presi 3000. L'orgoglio di suo padre.

Il Papa ed io abbiamo qualcosa in comune, oltre ad aver studiato dai preti. Io per poco, lui per sempre.


indexAbbiamo le stesse, piccole manie, sparare cazzate. Solo che io lo faccio sul blog lui urbi et orbi a reti unificate, diciamo che lui fa più danni ed è giusto così perchè ha studiato molto di più.
Abbiamo anche la stessa fissa, del sesso, solo che io l'ho sviluppata in un modo felice, lui, nel senso dei preti come lui, in uno depravato o pieno di fobie.
L'ultima, per adesso, è quella di oggi:

Papa: educazione sessuale e civile
minaccia per la religione

L'unica cosa che minaccia la religione è la chiesa stessa, il clero, il vaticano e tutti quei cardinali, vescovi, preti che non rispettano il Vangelo e la parola di Cristo.
Sono loro che calpestano i valori dell'educazione civile seppellendo gli assassini insieme ai santi nelle loro basiliche, accettando i soldi dei mafiosi e dei nazisti antidemocratici come quelli della P2.
Sono loro che agiscono ed hanno agito in combutta con malfattori, intrallazzatori, sfruttatori della prostituzione e banchieri vari, legali o non sono pur sempre i parassiti del capitalismo.
Hanno eseguito funerali di dittatori ed assassini con rito religioso ed in pompa magna, salvo rifiutarlo ad un povero Cristo che ha chiesto che gli staccassero la spina.
Sono loro che hanno appoggiato le dittature più sangunarie ed assassine in nome dell'anticomunismo, praticamente contro le loro pecorelle, che avrebbero dovuto difendere.
Di fianco ad un dittatore, un generale, a personaggi dalle mani insanguinate da stragi e stermini c'è sempre un prete che benedice, fucilati e fucilatori. Sempre nel nome di Dio, per conto sicuramente NO.
Specialisti nel doppio gioco, morale, etico ed educativo, hanno affidato il Family Day in difesa della famiglia cattolica ad un puttaniere, pedofilo e pluri divorziato.
Sul palco, a difendere la famiglia naturale cattolica uomo-donna, c'erano tutti divorziati fra il tripudio di vescovi e cardinali.
Persino la bestemmia sono riusciti a contestualizzare, se la dice un milionario, evasore, puttaniere, pedofilo e provvisto di tessera P2 N° 1816 è contestualizzata come battuta, se la dice un disoccupato padre di tre figli ai quali non sa cosa dare da mangiare, è peccato.
Non merita il regno dei cieli.
Sul sesso stendo un velo pietoso, mi viene il vomito solo a pensare di fare del sarcasmo o dell'ironia su questa banda di pedofili che ha rovinato la vita a miglia di bambini e di bambine.
A Benedetto, la tua libertà vale quanto la mia, perciò spara pure le tue cazzate che io sparo le mie, anche se sono convinto che l'unico a pagarne le conseguenze sarei io, in quanto facente parte del popolino.
Una cosa è certa, io non faccio danni, tu purtroppo si, c'è ancora che crede che la tua parola sia la parola di Dio.
Un Dio distratto.
Lui si prende sul serio, io no, lui ha solo certezze io sono pieno di dubbi.
Per questo, sono più grande, ho il beneficio del dubbio.

El ciòspo, prima ci ha provato con le figlie di Maria, niente. Poi è andato sui viali, ma l'era tropp piscinin.


22silvioPer i padani che non sanno il milanese o il lombardo in genere ed hanno l'accento come la moglie di Bossi chiarisco subito che ciòspo, nel linguaggio milanese della mala, da dove lui proviene, significa: vecchio bavoso.
Non so se derivi da rospo, non sono un letterato a questo livello, sicuramente lui era bello come Humphrey Bogart.
Come potete vedere qui a lato.
Il giovanotto era un ciulour, come direbbe la Mirè dato che il sinonimo l'ha inventato lei, ciulour deriva da ciulare, scopare in italiano e viveur, chi è dedito ai piaceri della vita mondana.
Infatti la sua vita mondana è iniziata molto presto, all'oratorio con le figlie di Maria.
Come in tutto il mondo, cattolico, sanno le figlie di Maria sono le prime a darla via e dal cinema dell'oratorio ci passiamo tutti, anche senza andare a messa.
E' da lì che siamo passati tutti, o quasi, dal cinema dell'oratorio, sicuramente in quegli anni era la prima possibilità che la vita ci offriva di conoscere le gioie del sesso.
E' nelle poltrone del cinema dell'oratorio che tiravamo giù la cerniera e facevamo venire il braccio del tennista alle figlie di Maria. In attesa, poco tempo dopo, di passare alla ciulata in qualche prato.
A lui è andata male anche lì, erano tutte comuniste le figlie di Maria della sua zona.
I suoi amici si davano già da fare e lui ci restava male, lo prendevano anche per il culo, ed allora grazie alla paghetta di mamma Rosa prese l'abitudine di andare per viali.
All'inizio si rifiutavano, le puttane di allora non erano come quelle di adesso, disposte a tutto, avevano una loro dignità e lo respingevano con frasi affettuse: cusa de voret fa, te se tropp piscinin, va a cà, fai il bravo.
Cosa vuoi fare, traduco per i leghisti, sei troppo piccolo, vai a casa e fai il bravo.
Lui non si lasciò demoralizzare e, per conquistare le donne, sviluppò il suo senso imprenditoriale, si mise a vendere aspirapolveri.
Bravo era bravo, dopo un breve periodo nelle navi come chansonnier, nella speranza di fare qualche ciulata andata a vuoto, si dedicò anima e corpo alla vendita porta a porta.
Fece una paccata di soldi.
Un giorno venne a sapere che nelle tv private lombarde ogni volta che lanciavano un casting per le vallette si presentavano migliaia di ragazze disposte a tutto pur di apparire in televisione.
Finalmente aveva trovato il segreto del successo, quello che aspettava sin da quando si fece la prima sega.
Si comprò subito due o tre televisioni private e da allora cambiò la sua vita, diventò un tombeur de femme tanto famoso che gli dedicarono una canzone, questa.

Era il 1979 ed iniziò l'ascesa di colui che non ha mai trescato con una comunista, il più grande conquistatore di femmine degli ultimi 150 anni.
Per cortesia, ascoltate attentamente le parole della canzone che hanno scritto per lui.
Patrizia, Noemi, Ruby, Mara, Daniela non c'erano ancora nella sua orbita, ma le puttane esistevano già, sono sempre esistite e furono la sua fortuna, altrimenti gli sarebbe scoppiata la testa, in quel caso sarebbe stata la nostra fortuna.
Poi diventò il protagonista di Una storia italiana, ci mandò il libretto a tutti per posta, a selezionare le ragazze per lui ci pensarono il Fedele Confalonieri ed il fido Emilio, alla consegna era assegnato Lele Mora.
Ma questa è attualità, la conoscono tutti.
Il ciòspo ucciso dagli ormoni, sempre che non lo faccia il viagra.
Stavo pensando che la canzone del video sopra potrebbe essere il nuovo inno del nuovo partito, tra senatori e puttane è sempre in campagna acquisti, ci starebbe bene.
Ve li immaginate i giovani dell' ex Forza Italia, dell'ex Pdl, le veline, le letterine,quelle del grande fratello, le aspiranti attrici da telenovela,che cantano:
Comprami, io sono in venditaaa…
Viene fuori un coro che neanche la cappella Sistina o la Scala…

Il testo è talmente bello che ve lo posto, non vorrei che, distratti dalla musica o dalla bellezza di Viola Valentino vi perdeste qualche passaggio.
Se sei giu' perche' ti ha lasciato
Se per lei sei un uomo sbagliato
Se non sei mai stato un artista…
O non sai cos'e' una conquista
Se per lei sei stato un amico
Se non hai lo sguardo da fico
Se non vuoi restare da solo
Vieni qui e fatti un regalo.

Comprami,
Io sono in vendita
E non mi credere irraggiungibile
Ma un po' d'amore, un attimo,
Un uomo semplice
Una parola, un gesto, una poesia,
Mi basta per venir via

Felicita'
E' una canzone pazza che cantare mi va
Una musica che prende e che ballare mi fa

Se non sai da un film a colori
Portar via le frasi agli attori
Se per te il sabato sera
Non c'e' mai una donna sicura
Se non hai sulla tua rubrica
Una che sia piu' di un'amica
Se non sai andare lontano
Dove non ti porta la mano

Comprami,
Io sono in vendita
E non mi credere irraggiungibile
Ma un po' d'amore, un attimo,
Un uomo semplice
Una parola, un gesto, una poesia,
Mi basta per venir via

Felicita'
E' una canzone pazza che cantare mi va
Una musica che prende e che ballare mi fa

Felicita'
E' una canzone pazza che cantare mi va
Una musica che prende e che ballare mi fa…


 

La Binetti non crede alla pedofilia dei preti, è l'unica che non ha mai corso rischi all'oratorio.


indexLa Binetti è sempre andata all'oratorio spensierata mai nessun prete avrebbe allungato le sue mani  fra le sue giovani cosce, era orrenda anche da bambina.
Il prete pedofilo, già che c'è, sceglie le vittime tra le più carine e questo l'ha resa immune da peccati e tentazioni.
A me non interessa che abbia studiato tanto, più di un prete, mi irrita il fatto che parli di problemi sessuali, di qualsiasi tipo, e di famiglia non avendone gli elementi, l'esperienza.
Qualcuno obietterà anche i preti non hanno esperienza diretta ma parlano di sesso e di problemi del matrimonio, è vero ma i preti confessano ed in confessione ne vieni a sapere di più che non nei libri.
Ovvio che questo non li giustifica, non giustifica il Papa e nessun altro a parlare di omosessualità o altro, ma una cosa è certa la Binetti non ha mai confessato nessuno.
Ne sa meno di niente.
La dimostrazione l'ha data ieri quando ha straparlato di Monicelli.
Monicelli uomo solo, disperato, abbandonato, esiste solo nella sua testa. Monicelli ha vissuto una vita intensa, gioiosa, piena e lo si capisce dai suo film. Dalla sua tenerezza verso i deboli, gli ultimi, gli sfruttati, dal suo amore per le persone che sbagliano, più fragili, proprio perchè grazie alla sua grandezza ed alla sua sensibilità ha potuto descrivere in maniera meravigliosa nei suoi film.
Anche l'amore, vissuto con una certa ironia per difendersi e per pudore, i veri sentimenti non si espongono si vivono intensamente e basta, l'amore non è un pensiero politico, una opinione, l'amore è l'animo interno di noi stessi e va esplicitato a chi se lo merita.
Altra cosa è scopare, argomento non certamente secondario, Monicelli ha conosciuto l'uno e l'altro, l'ha vissuto pienamente ed in armonia con il suo modo di essere.
Quello che non ha avuto dalla vita la Binetti, dalle sue parti mai nessuno è passato per dare una scopatina, cambiare l'aria, maneggiare la polpa, ha scambiato il piacere carnale con il cilicio.
7_13011Se quella volta, al posto del cilicio, avesse comprato un vibratore la sua vita sarebbe cambiata e tutti noi l'avremmo vista più serena, rilassata, ci avrebbe risparmiato attacchi agli omosessuali e prediche integraliste non richieste.
Non so se è ancora in tempo, probabilmente in questi decenni l'entrata della caverna si è riempita di sassi, terreno, rami secchi, insomma si è ostruita e non sarà quel rivolo fisiologico a dare una speranza di apertura possibile.
C'è il rischio che se si compra un vibratore se lo infili dal retro.
Mentre lo fa potrebbe frustarsi e gridare: Vade retro Satana!
Per poi passare ad un più amichevole, vai dietro, vai avanti, vai dietro, adesso avanti.
Magari capirebbe qualcosa della vita, delle persone, degli umani, con tutti i loro pregi ed i loro difetti.
Pensavo fosse sposata, volevo esprimere la mia solidarietà al poveretto che se l'è presa, o forse dargli del pirla. Non avevo ancora deciso ed ho passato mezz'ora su internet a fare ricerche.
Non è sposata e non ha figli.
Proprio perchè le voglio bene lancio un appello ai preti della sua parrocchia, voi fate del bene a tutti, per farlo avete coraggio ed umiltà, fate cose che noi, io, non immagino nemmeno.
fate un'opera di volontariato sublime, che vi garantisca il regno dei cieli, date una ripassatina anche a lei.
Non guardate solo le ragazzine carine, i maschietti più belli, mettetela magari di spalle ma fatele conoscere la vita.
Senza la frusta, questa volta.
Tra i tipi alla Binetti ed i tipi alla Monicelli c'è di mezzo un mondo, va rispettato.
 

Mara non ci sta, vuole andarsene. Si parla di Bocchino, ovvio, ma la Bocca del deserto no. Non la sopporta, è troppo.


082124321-6b73f2d9-614c-4bee-9ada-3a4e477dfd60Guardate che tenerezza questa immagine sulla sinistra, i due sguardi dicono tutto, specialmente quello di lei.
Occhi imbarazzati e sottomessi come solo l'amore può generare. Lui l punta lo sguardo, lei imbarazzata lo abbassa. Non pensate male, non è per guardare sotto, è la timidezza dell'amore.
Niente a che vedere con questa, sulla destra, maliziosa e priva di romanticismo.
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Mara è sempre stata, l'indiscussa, numben one. Il metro svizzero del bocchino e tutte le ragazze di Palazzo Grazioli, Villa Certosa, Villa S. Martino, Medisaet, Rai e di Viale Papiniano che hanno tentato il confronto con lei ne sono uscite distrutte.
Le recensioni del capo l'hanno sempre definita la migliore, non c'è paragone, Mara è sempre stata la migliore.
Ha sempre avuto una marcia in più, noi maschietti sappiamo che per certe cose, oltre alla tecnica, ci vuole una grande passione.
Noi lo sentiamo quando c'è la passione e sappiamo apprezzare.
Sono anni che la Mara sopporta, come ha sopportato Veronica per decenni, tutto veniva superato  dalla consapevolezza di non essere mai messa in discussione, esisteva la Mara ed esistevano le altre. Come esisteva Veronica e le concubine, ma la padrona di casa è sempre rimasta lei.
Forse decideva persino dove accendere la lenterna rossa.

spalanca_intCi ha provato, ripetutamente, a scalzarla dal trono la Linda Lovelace della destra italiana, la Daniela Santanchè, ma ha dovuto accontentarsi di un posto da sotto segretaria.
Anche se adesso pare in ripresa, si stà facendo onore con la campagna acquisti.
Qui devo fare un chiarimento per i più giovani.
Linda Lovelace è la protagonista di un film mito degli anni 70, Gola profonda, quelli della mia generazione l'hanno visto tutti era quasi obbligatorio come vedere Titanic.
Si trattava di una signora che aveva il clitoride in gola, da qui il titolo del film, al resto ci arrivate da soli. Ovvio che il paragone, che non è il leghista della rai, con la Daniela è un fatto puramente casuale, dovuto alla profondità, sul resto non ci sono notizie.
Bene, nemmeno la Santanchè è risucita a scalzare la Mara.

Ma quello che è successo ultimamente ha fatto saltare il banco, ha fatto scatenare la Mara che è ad un passo dalle dimissioni.
Passi che Lele Mora porti le minorenni a Silvio, passi che Emilio giri l'Italia come giudice nei concorsi di bellezza per cercare carne fresca, passi che allegre signorine trovino normale fare il karaoke o il bunga-bunga e prendano buste con migliaia di euro, ma se si parla di bocchino e si arriva a definire la Ruby: la bocca del deserto, allora tutto diventa intollerabile e scattano le dimissioni.
Se la Ruby è il Rommel del bocchino la Mara è il Raffaello, il Giotto, il Leonardo del ramo.
Ha capito di non essere più la preferita quando si è resa conto che Bondi non ha scritto nemmeno una poesia su di Lei, la sua arte.
Persino Dell'Utri ha avuto l'onore di una poesia.
Comunque io la Capisco la Mara, lascia, se lascia, il Pdl per seguire la sua passione, il Bocchino.
Non ci crederete ma la Mara mi piace molto, mi piacciono le passionali attaccate alle loro passioni.
Condivido.

Tutti noi, ragazzi degli anni 60, abbiamo mentito sull'età. Per entrare nei cinema della Svizzera, e per altre ragioni.


21230858_8264130199_vbigPer vedere mezza tetta dell' Anitona era giusto mentire, doveroso, il resto era tutta una conseguenza.
Nel 1964 avevo 15 anni e frequentavo un bar in Viale Monza, ero il più piccolo di tre fratelli e quindi il più giovane della compagnia.
I più grandi che avevano già la moto organizzavano gite in Svizzera per vedere i film con le tette nude, ancora vietate in Italia.
Anche per vedere un film normalissimo si doveva mentire sull'età anche se i controlli non erano così assidui come adesso per avere una birra. (Ironia)
Si mentiva con le ragazze e si mentiva per girare in motorino, le maglie erano larghe ed i controllori, i vigili o le maschere dei cinema, fingevano di crederci.
Non sono mai andato in Svizzera per vedere i film delle donne nude, ma me ne hanno raccontati molti e la fantasia del racconto era molto più eccitante della realtà.
Ma questo l'ho scoperto dopo.
Anch'io mentivo ad una ragazza di Bolzano che aveva 19 anni avevo detto di averne 18 e lei mi chiese: non hai la patente?
Me l'hanno ritirata per via di un incidente, fu la risposta immediata.
Non so se finse o se mi prese sul serio, quello che conta è che invece di considerarmi un ragazzino più giovane mi considerò degno delle sue attenzione e per me contava molto di più che andare in Svizzera per vedere le tette nude, mi limitavo a guardare le sue, tra l'altro erano pure calde.
Anche se aveva 19 anni era inesperta come me, ma volonterosa ed io mi impegnavo al massimo, fu una bella storia fatta di capolinea di tram, tettoie di edicole e di gallerie del cinema Loreto.
Allora ci si doveva adattare.
Noi non andavamo in alberghi come la Ruby, i più fortunati potevano avere un sedile in prestito nella macchina di un amico più grande.
La cosa non durò molto, appena compiuti i 18 anni feci la patente e divenni un ragazzo interessante anche senza mentire sull'età, mio padre era un commerciante di auto usate ed uscire con la Flavia, la Giulietta, o la 1100 era più che sufficiente per essere presi in considerazione senza mentire sull'età.
Un istinto naturale, in quegli anni, mi spingeva a frequentare ragazze con qualche anno di più, la cosa durò per qualche anno sino a quando non invertii la tendenza, ne sapevo abbastanza per dedicarmi alle più giovani.
Non è una invenzione della Ruby mentire sull'età, ma 7 anni per una ragazza sono troppi, la differenza tra una ragazzina ed una donna e per crederci o sei un vecchio rincoglionito o sei un arrapato all'estremo, da denuncia.
Noi eravamo ingenui, non avevamo la sensazione che ci fosse un limite, il limite lo decideva la ragazza o la ragazzina, non ci siamo mai posti il problema dell'età, diciamo che dalle medie in su andavano tutte bene.
Quando trovavamo qualche perla, quella che per noi era un perla, una fortuna, ci scambiavamo le informazioni da buoni amici, senza gelosie e inganni.
Quante volte ho prestato l'uso della mia auto, in pieno inverno ed in Viale Monza, si appannavano i vetri ed era sufficiente, come essere in casa adesso.
Massima solidarietà e nessuna invidia, solo una volta mi sono incazzato con il mio amico Riccardo  e siamo arrivati al limite della rissa.
Era successo questo.
Avevo prestato la 500 al Riccardo, era con una ragazzina piuttosto disponibile che ci passavamo un pò tutti, veramente una con una marcia in più.
Ad una certa ora uscii dal bar ed aprii la porta della 500, erano ancora lì. dammi cinque minuti, mi disse lo stronzo, ci mancherebbe ho risposto io. Avvisami quando hai finito.
Quando uscirono i vetri della mia fuoriserie erano tutti appannati, era inverno, mentre salutavo misi in moto e presi lo straccio antiappannante per asciugare il parabrezza.
Invece di asciugarsi cosperse una specie di gelatina su tutto il vetro, lo stronzo l'aveva usato per pulirsi il battacchio.
Per poco non si rovinò una amicizia fraterna, testa di cazzi almeno dimmelo.
Ho l'impressione che non ci sia niente di nuovo sotto al sole, anche nel terzo millennio quello che succede è una evoluzione degli anni precedenti.
Marocchine comprese.

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