Quando è finito il Pci non ho preso più una tessera di partito. Mi sono chiamato fuori ed osservo dall’esterno, ho sempre ragione anche se non ho mai vinto. Non mi sono sporcato le mani ed ho fatto come La Malfa, la Cassandra. Sono specialista in ve l’avevo detto, senza controprova.


imagesUno degli argomenti usati dal M5S nei commenti ai miei post per convincermi che loro strategia è vincente era citarmi la Sicilia, un siciliano mi ha scritto: io vivo in Sicilia e ti posso confermare che il M5S sta facendo benissimo.
L’avevo già letto sui giornali, abbassamento delle retribuzioni, eliminazione delle province e così via…
Ogni cosa degna e giusta che veniva fatta in Sicilia era merito del M5S, Crocetta non contava e non esisteva era il M5S al potere, senza responsabilità perchè è un potere ad ore, che dava l’esempio di buon governo.
E’ come avere una moglie ad ore che non ti tradirà mai perchè, anche se lo facesse, lo farebbe dopo le ore concordate e quindi non sarebbe un tradimento ma un elemento di stabilità e di chiarezza.
In quel momento non toccava a te, era un extra ore.
Non so cosa sia successo, forse non mi interessa nemmeno, ma perchè gridare all’inciucio ogni volta che non viene condiviso un loro punto di vista quando sono loro i primi ad aver dichiarato: voteremo caso per caso se saremo d’accordo.
Se ne deduce che se sono d’accordo i grillini la cosa è degna e giusta, conveniente e salutare, se non sono d’accordo, non condiviso, non gli piace diventa subito l’ INCIUCIO.
La parola magica di Grillo, Travaglio e di tutti i giornalisti di moda.
Mi pare ci fosse una canzone , bellissima, che aveva un verso che diceva così:
non posso dire di averti persa perchè non ti ho mai avuta.
Io sono insieme ad una donna da 42 anni e la regola è una sola: stare insieme finchè la va e senza farsi venire l’ernia e rispettarsi ma non si può stare insieme solo quando tutto va bene o si condividono al 100% le stronzate che si fanno.
Solo nelle storie d’amore come quella tra Silvio e Francesca esiste la perfezione, nemmeno Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca ci riuscirono, finì male.
Come ho scritto nel titolo dopo la sparizione del Pci non  i sono più impegnato in prima persona, ascolto, mi informo, osservo, ma mi impegno solo quando sono convito del tutto come nel caso di Pisapia a Milano.
Da allora ho, quasi, sempre ragione non ne sbaglio una. Non me ne vanto e non potrei nemmeno farlo per il semplice fatto che non conto niente, uno vale uno solo per me. Me lo dico da solo quando sono d’accordo con me stesso.
Ogni tanto, giusto per fare il fenomeno, lancio delle previsioni puntualmente azzeccate ma non è merito mio perchè mi limito a tirare le somme di quello che i partiti, i movimenti, dicono. Miscelo il tutto con la considerazione che ho degli italiani che vanno a votare ed ecco che nasce la previsione.
La maggioranza degli italiani quando c’è da fare una scelta, o di qui o di là, restano sempre nel mezzo o sospesi, mai che spingano da un parte o dall’altra in modo deciso.
Io uso solo il mixer, dire che faccio il cuoco sarebbe troppo perchè so fare bene solo i risotti, il risultato, la previsione vengono fuori da soli.
Come questo post che ho scritto prima delle elezioni quando si dava il Pd vincente il Pdl sconfitto ed il M5S marginale, insomma nessuno dava per finito il bipolarismo che piace tanto a Veltroni e Berlusconi.
E’ del 20 aprile, prima delle elezioni, non ho fatto nessun inciucio e nessuno mi ha dettato la linea è farina del mio sacco ma non va bene per impastare una pizza politica, che possa essere mangiata da tutti.

Abbiate pazienza, ancora pochi giorni e poi cambierà tutto. Saremo tutti colpiti dalla paralisi di un paese che non sa dove andare e si illude per l’ennesima volta che ci sia un salvatore della Patria.

Ha ricevuto solo 6 voti, pochi per i miei post e sapete perchè?
La verità fa male, riconoscerla ancora di più.
Ho 64 anni conosco i miei polli, d’allevamento, e so che l’italiano medio è un conservatore non vuole mai scegliere tra due carte, perchè vorrebbe dire partire, cambiare, rischiare. Minimo ne vuole tre, per stare fermo.
Sto parlando dell’italiano medio, del politico medio perchè gli altri, i corrotti, i ladri, i criminali, i venduti fanno parte di un altro mondo che tutti dobbiamo combattere, possibilmente insieme.
Ma ricordate che non si può stare insieme ad ore,  secondo se mi conviene o no, oppure stare insieme solo quando si condivide perchè le uniche cose che dobbiamo condividere sono: Costituzione, Democrazia, Antifascismo. Io ci metterei anche anticapitalismo ma non si può e quindi sono consapevole che all’interno dei tre pilastri da condividere ci sono molte opinioni diverse ed è con queste che noi ci dobbiamo confrontare, non con le questioni di principio e non con i sogni.
In modo particolare quello più pericoloso, darsi da fare solo quando avremo oltre il 50%.
Buona giornata a tutti dal metro svizzero della democrazia, della partecipazione e dell’ottimismo.
Io non sono come gli americani che hanno solo certezze, tra i buoni ed i cattivi non hanno dubbi, i buoni sono loro. Io ho solo dubbi e quel che è peggio diffido di chi ha solo certezze.
Buona giornata.
P.S. C’è chi grida all’inciucio, chi si chiama fuori, chi si sente deluso dai propri eletti, chi è contento dei propri eletti come il Pdl. Chi ha vinto ma non vuole giocare nel campo prestabilito dalla Costituzione e chi crede di aver vinto ma non conta un cazzo perchè non è nemmeno d’accordo con se stesso.
L’avevo detto che sarebbe stata paralisi, siamo sulla sedia a rotelle senza nessuno che ci spinga, dobbiamo fare da soli.

Per noi e’ veramente tutto marcio; per questo siamo arrabbiati. Vorremmo consegnare ai nostri figli un’Italia diversa, ove regni l’onestà. Almeno, con il nostro non venire a patti, ci stiamo provando.


imagesE’ un commento che ho letto sul Fatto Quotidiano. Oltre a cercare di capire tanto pessimismo mi chiedo se dentro il marcio globale ci siano anche loro o dove siano stati sino adesso mentre il marcio invadeva il Paese.
Questo, forse, è il meno nel senso che gli esseri umani non sono mai stati perfetti e per quanti sforzi faranno non riusciranno a lasciare ai loro figli un’Italia dove regni l’onestà. Io mi accontenterei di lasciare un’Italia dove regni la giustizia, dove chi sbaglia paga ed abbia la certezza della pena senza confessioni e relative assoluzioni.
Non esiste Paese al mondo, non è mai esistito, dove regni l’onestà esistono Paesi dove si rispettano le regole più che da noi.
Detto questo la cosa che mi preoccupa di più del loro atteggiamento è l’assoluta mancanza del dubbio. Una certezza dell’essere superiori, migliori degli altri oltre, ovviamente, ad essere più intelligenti che rasenta la superiorità della razza ariana. Questa volta la superiorità è allargata, non è un problema di razza ma di intelligenza superiore.
Devi capire, devi sapere, devi informarti, devi riflettere, nemmeno un dovresti, solo certezze.
E se la tua riflessione non collima con la loro ecco che sei un servo del Pd-L, un poveretto di spirito, obsoleto e superato dalla rivoluzione del M5S, dopo, alla fine, qualcuno inserisce anche il Pdl , il nemico primario è il Pd-L.
Sono certo che qualcuno di loro nel passato ha votato il Pdl, sono certo perchè almeno in tre l’hanno confessato a me, uno in montagna e due a Milano. Escludo dalla conta i simpatici destroidi che secondo Grillo passeggiano mano nella mano con gli ex sinistroidi nel M5S. Faranno due cortei in occasione del 25 aprile?
Tutti gli anni scendo in piazza a Milano in occasione del 25 aprile, faccio delle foto, non ricordo di avere mai visto il M5S, eppure non mi sono perso nemmeno il Pdl del 1996.
Nel mio blog in alto a destra ho scritto una frase, una frase che frequento da quando ero inscritto al Pci e che mi accompagna da più della metà della mia vita. Una frase che invita a non prendersi troppo sul serio, a tenere i piedi per terra a non prendere niente per oro colato chiunque sia a prendere la parole.
Tenersi sempre uno spazio per il dubbio cercando di essere ottimisti e non disfattisti.
Se tutto è marcio lo è diventato in loro presenza e mi chiedo dove abbiano passato l’ultimo ventennio.
La frase che ho scritto è questa: NON PRENDETEMI TROPPO SUL SERIO, NON LO FACCIO NEMMENO IO.
Sottinteso, ho stima di me stesso, sono un mio fan, un follower di me stesso.
Per tenermi con i piedi per terra, troppa stima di me stesso, mia moglie anni fa mi ha regalato un elfo che regge un cartello con scritto: Non dimenticare mai di essere unico. Come tutti gli altri.
Tradotto: non essere presuntuoso, anche se è difficile.
Ho scritto tempo fa, il Fatto Quotidiano sta al M5S come l’Unità sta al Pd.
Ma per sembrare informazione libera al di là delle parti si deve far suonare le diverse campane sulle stesse pagine, non stiamo a sottilizzare se la campana del M5S è grande come quella del duomo e le altre sono campanelle da chiese di campagna, l’importante è che suonino per poter dire i fatti come nessuno li ha mai raccontati.
Oggi ho letto questo articolo:

Cari grillini, in voi non compare traccia del dubbio, di Piero Valesio.
L’ ho letto non perchè da ragione a me ma perchè la penso come lui, dentro di me ho fatto la stessa considerazione da tempo, abbinandola al pensiero unico talmente compatto da mettere paura.
Se consideramo ogni essere umano come un bicchiere, uno vale uno, ci arrivamo tutti a capire che ad un bicchiere pieno, di certezze, non puoi aggiungere altro perchè andrebbe perso se il bicchiere non è pieno si può aggiungere qualcosa che dia valore aggiunto.
Avete presente il Campari con il bianco? Il barista riempie i due terzi del bicchiere con il vino bianco, poi aggiunge il Campari che aggiunge colore e sapore. Se riempisse il bicchiere sino all’orlo aggiungendo il Campari significherebbe buttarlo via.
Vorrei che tutti noi, nel confrontarci, lasciassimo quei due , tre centimetri liberi nel nostro bicchiere per dar spazio alle teorie degli altri, coltivare qualche dubbio e magari trarne vantaggio per tutti.
Se tutti abbiamo solo certezze ci sarà qualcuno che ci marcerà sopra, detterà le regole e quello che è triste è che gli daremo ragione. In base alle nostre certezze.
Domanda: dove le abbiamo prese?
La certezza non fa crescere, la convinzione di avere sempre ragione impedisce di parlare con gli altri e confrontarsi. La certezza di essere superiori impedisce qualsiasi punto d’incontro, non dico di alleanza, in attesa che tutti abbiano il bicchiere colmo di certezze. Le mie.
Voi pensate che i fascisti, nazisti, stalinisti, abbiano avuto qualche dubbio durante le loro marce?
Vi ricordate come marciavano compatti? Una moltitudine di corpi che diventavano un corpo unico, un pensiero unico. Quello del comandante.
Per mettermi al sicuro dalle certezze quando mi sono iscritto al Pci ed ho ritirato la tessera ho commentato con queste parole: appena saremo al potere passerò all’opposizione. Diventerò anarchico.
Il massimo della mia aspirazione politica, del libero pensiero.
Ce ne sono troppi in giro che traboccano di certezze, Berlusconi, Travaglio, Grillo, Cicchitto, Biancofiore, ecc.ecc.
Potete aggiungere i vostri.
Travaglio direbbe che le certezze nascono dai fatti, dimentica che i fatti sono interpretati dalla nostra logica.
Quale certezza abbiamo che sia quella giusta, senza confronto?

 

Non sono razzista, diciamo che condivido con gli interessi il loro disprezzo. 11 piccoli italiani hanno festeggiato con la pizza ma loro sono andati a casa.


L’atteggiamento della stampa tedesca verso noi italiani, nonostante i precedenti, e la monotona serie di battute sulla pizza, spaghetti e mandolino mi hanno annoiato. Tra l’altro dimostrano poca memoria ed ancor meno intelligenza  e giustificano il fatto che noi li chiamiamo crucchi, a Milano c’è un detto: l’è pusè facil meteghel in tel cul che nel cu.
( il cu è la testa).
Quando i giornalisti tedeschi fanno ironia sui camerieri italiani sulla pizza e gli spaghetti, il mandolino lo lascio perdere perchè non so suonare, dimenticano sempre di ricordare le loro ragazze che scendono a Rimini. Dimenticano pure i loro maschietti che riempiono i tavolini dei bar di vuoti, in vetro e lattine, di birra per non parlare delle fiaschette di vino da 5 litri che si bevevano, ogni sera, nel campeggio a Castiglione della Pescaia.
Hanno definito, con disprezzo, Cassano e Balotelli cani sciolti ma i cani sciolti li hanno rispediti a cuccia mentre loro scorrazzano ancora in Polonia ed Ucraina.
Balotelli è il Jesse Owens del 2012 ha umiliato i tedeschi come fece il mitico Jesse e non con i due splendidi gol, da enciclopedia del calcio, per quanto mi riguarda il gol più bello Mario l’ha fatto quando è andato ad abbracciare la mamma adottiva e bianca.
Questa Signora aveva già tre figli e si è presa in carico di un bambino piccolissimo e con problemi di salute, un esempio per tutti noi.
Se semini tanto amore non puoi che raccoglierne altrettanto e l’abbraccio che Mario ha riservato a mamma Silvia mi ha emozionato, merita tutto l’amore possibile e Mario sarà pure un fenomeno come calciatore, un cavallo pazzo come ragazzo, ma ha un cuore, un rispetto, ed una riconoscenza impagabile che molti di noi figli legittimi non abbiamo verso i nostri genitori.
Con quel gesto Mario ha dato una lezione a tutti noi, una lezione che possiamo imparare mentre non impareremo mai a lanciare un siluro dentro la porta come ha fatto lui con il secondo gol.
Oggi, come ammiratore, gli perdono un po’ di più tutte le mattane che combina con la sua esuberanza e riesco a comprendere meglio, non a giustificarle perchè è quasi un uomo, le sue intemperanze.
Come tutti i cavalli di Razza Mario lo devi conquistare, deve avere fiducia in te per rispettarti ed ascoltarti.
Detto questo la cosa più divertente che mi regala la persona Mario Balotelli è il suo essere profondamente bresciano e quando lo sento parlare in bresciano, lui così nero di pelle, mi diverte un mondo perchè penso immediatamente ai leghisti, peccato non abiti ad Adro con un sindaco idiota come Lancini Mario mi divertirebbe ancora di più.
Intendiamoci non è il solo, fortunatamente sono a migliaia i giovani di colore che parlano romano, veneto, milanese, genovese, pugliese e calabrese e questo mi riempie di gioia perchè li sento veramente fratelli.
Tutti insieme sotto al tricolore con buona pace di Maroni, Salvini, Borgezio e tutta la combriccola di pirla che si ritrova a Pontida in nome della padania.
Noi, figli legittimi o illegittimi, comunque nati e cresciuti in famiglie che ci hanno dato nome e cognome spesso non abbiamo lo stesso rispetto e lo stesso amore che Mario ha, concretamente, per mamma Silvia.
Lo ringrazio per i due gol, anche se ne voglio ancora, e per la lezione di vita e di educazione che ci ha dato abbracciando la mamma.
Bravo Mario, per sentito dire so che sei bravo anche in un altro campo molto caro a noi italiani, vedrai che dopo avere fatto piangere le ragazze tedesche molte di loro verranno a trovarti sperando che tu le faccia ridere, gioire.
Ma non esagerare, almeno sino a domenica chè dobbiamo giocare con la Spagna.
Aspetta lunedì e poi via cunt el martell ca oca.
Da ragazzi, per definire chi era bravo nelle prestazioni con le ragazze, usavamo questa frase: l’è un martell ca oca.
Forse non l’ho scritto correttamente ma il martell ca oca in bergamasco significa martello pneumatico.
Sono certo che le tedesche apprezzano.
Un abbraccio particolare a tutti i nostri immigrati in Germania che, ancora una volta, hanno goduto molto, ma molto, più di noi-

Quei due gol per mamma Silvia
La vera donna della vita di SuperMario

 

C’è una tassa odiosa e non è l’Ici. E’ la tassa, xenofoba e razzista, sul rinnovo dei permessi di soggiorno. Un balzello fascista.


Che per il sistema capitalistico fascista dal quale siamo governati sia consuetudine essere forte con i deboli e debole con i forti è risaputo.
Che sia più facile aumentare la benzina, colpire i precari, pensionati le donne, che colpire un parassita  è un modo di agire che, per quanto mi riguarda, si è succeduto con quasi tutti i governi dal 1945 in poi e nemmeno gli indignati di ultima generazione sono riusciti a fermare questo stillicidio che massacra i proletari, disoccupati, precari, immigrati e tra poco anche gli accattoni.
Gli metteranno la tassa sull’elemosina o per l’occupazione di suolo pubblico.
Per adesso si limitano a dargli la caccia per questioni di decoro urbanistico, un fascismo mascherato da ordine pubblico.
Ma la tassa voluta dal nazileghista Maroni, è il migliore della  pensate a come sono ridotti gli altri, è particolarmente odiosa, vigliacca, xenofoba e razzista. Una bestemmia in chiesa, davanti al Papa.
Un diluvio di indignati per l’Ici sulla prima casa e nessuna manifestazione per una tassa odiosa come quella sul rinnovo del permesso di soggiorno, una specie di rastrellamento fascista a caccia di oppositori, solo che il fascismo era una cosa seria non una scellerata macchietta come la lega, rastrellava, incarcerava, torturava e, per i più fortunati, c’era la fucilazione liberatoria.
Questo nazista immondo che è stato ministro degli interni della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza è un versione nostrana, in piccolo, dell’ ideatore dello sterminio finale, Reynard Heydrich il braccio destro di Himmler, ma con più cinismo.
Non avendo il coraggio di fucilarli in fosse comuni o di bruciarli nei forni, cerca di ucciderli lentamente, goccia dopo goccia e riesce pure a dormire la notte e sentirsi vittima di una faida interna alla lega nazista.
Gia il permesso di soggiorno in sè, per gente che lavora in regola da decenni, per chi è nato nel nostro paese da genitori immigrati è una cosa immorale , indecente, lugubre come la razza dei Bossi, visto che sono razzisti parlo di razza anch’io, ma la tassa che hanno imposto è un insulto al genere umano del quale i leghisti non fanno parte.
Il primo a studiare il genere umano e dividerlo in razze fu nel 1735 Carlo Linneo (1707-1778), grande naturalista svedese autore del Sistema naturae (1735), inseri’, per la prima volta, il genere umano all’interno della specie Homo Sapiens, e tre anni dopo, aggiunse una quadripartizione del genere Homo, collegandolo a quattro differenti modalita’ caratteriali. L’Homo sapiens americanus: tenace, soddisfatto, libero; un Homo sapiens europeus: spiritoso, vivace, inventivo; un Homo sapiens asiaticus: austero, orgoglioso, avaro; e un Homo sapiens afer: definito come astuto, lento, negligente.
Adesso aspettiamo un biologo che aggiunga la quinta ripartizione che includa esclusivamente i leghisti.
E’ vero che se un problema non viene esposto, pubblicato, commentato  nel blog di Grillo o nel gruppo Facebook degli Indignados Italia non ha diritto ad apparire e nemmeno alla protesta ma possibile che nessuno si sia ribellato, alludo alla massa perchè qualche partito aveva chiesto al governo l’abolizione del triste balzello, si sia indignato almeno la millesima parte sell’indignazione espressa per l’Ici sulla prima casa?
Siamo diventati tutti Homo sapiens afer?
Credo proprio di si.
Domanda, se l’immigrato deve pagare la tassa, rapina,  sul rinnovo del permesso di soggiorno quanto dovrebbe pagare il Trota per il semplice fatto che lo ospitiamo, e manteniamo, in mezzo a noi tra il genere umano?

Permessi di soggiorno, scatta oggi la tassa Per una famiglia si paga fino a 1000 euro

 

Ieri sera da Fabio Fazio c’era Roberto Maroni, in versioni soft. Ha ricevuto anche degli applausi. Quando un boia passa per martire.


Devo ammettere che le domande di Fazio erano pertinenti, sottilmente sagaci, anche se Maroni ha cercato di svicolare parlando del governo Monti.
E’ stato abbastanza veritiero sulla situazione all’interno della lega e della gestione del partito alla nord coreana. Dotato di una dialettica impensabile in un leghista, al confronto Cota ne esce distrutto, ci ha pure fatto ridere quando Fazio perfidamente gli ha prospettato una successione alla guida della lega alla Kim Yong con il Trota che succede al padre.
Credo che anche tra i nazisti o i fascisti ci possa essere stato qualcuno che, preso singolarmente in una serata di festa, potesse risultare simpatico. Ciò non toglierebbe nulla al fatto comunque sarebbe sempre stato nazista o fascista. Al massimo avrebbe fatto parte dei simpaticoni del regime anche se al processo di Norimberga non ne avrebbero tenuto conto.
Detto questo sappiamo che Maroni suona anche il sax, sa fare le battute e gode di una certa simpatia. Il lato estetico lo lascio giudicare alle donne.
Sappiamo tutti che nelle trasmissioni televisive c’è un addetto agli applausi che dà il via quando il momento è opportuno per alzare l’audience.
Il pubblico di Che tempo fa è un pubblico evoluto, di sinceri democratici, non dico schierato a sinistra ma attento alle tematiche che la vita moderna ci propone, dai diritti umani, alla difesa dell’ambiente, alle lotte di liberazione, alla difesa della democrazia e della Costituzione.
Ieri sera avevano davanti un martire paragonabile ai giustiziati delle bande mafiose che, certamente, non stimolano la mia solidarietà e tanto meno la mia solidarietà.
Avevano davanti l’ex ministro degli Interni battezzato, divinamente dal genio creativo di Antonio Albanese il ministro del terrore.
Un uomo che da decenni fa leva sulla xenofobia ed il razzismo  per dividere, spaventare, gli italiani e metterli contro gli immigrati, clandestini e non. Uno che rifiuta la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati nati in Italia che parlano l’italiano meglio di noi e sono più integrati nelle nostre città rispetto a certi provinciali del nord est che risultano sempre fuori luogo e fuori di testa.
Uno che ha sulla coscienza, grazie alla sua politica, qualche migliaio di morti annegati nel Mediterraneo il mare che è nel cortile di  casa nostra, da non confondere con cosa nostra.
Uno che prova simpatia e solidarietà per un nazista indegno del genere umano come il sindaco di Adro Lancini, un suo simile, che ieri sera si è presentato come vittima bonaria pronta a perdonare l’ennesimo delirio di Umberto Bossi un essere immondo che riesce ad essere peggio di Borghezio, in competizione con lo stesso in gesti dell’ombrello, esposizione di dito medio ai giornalisti ed ai cittadini, uno che passa le giornate a lucidare la canna del fucile in attesa della rivolte. L’unica cosa dove sono alla pari, Bossi e Borghezio, è nell’insulto sistematico ai mussulmani.
Avevano come ospite un personaggio che negli anni in cui è stato al governo ha votato e proposto alcune delle leggi più orrende che la  nostra Repubblica abbia mai emanato, personalmente lo considero un delinquente, uno che istiga all’assassinio di razza insieme all’altro imbecille di Salvini che spolvera Milano con proposte degne del nazismo o del razzismo dell’America sino agli anni 60 o, visto che hanno investito in Tanzania, al Sud Africa ai tempi dell’apartheid.
Bene, ho trovato estremamente fuori luogo gli applausi rivolti al Maroni in versione soft, un fascista mimetizzato da democratico, al quale non so chi, abbia deciso di farlo applaudire in quanto vittima di una scomunica da parte del suo compare  più impresentabile di lui.
D’accordo che il capo della claque deve guadagnarsi lo stipendi ma, dare il via agli applausi di solidarietà ad un nazileghista, decisamente l’ho considerato immorale, indecente, orrendo.
Il pubblico di Che tempo che fa ha perso una occasione di dare una lezione di civiltà, antirazzismo, democrazia e di un’Italia Repubblica democratica nata dalla Resistenza e dall’anti fascismo.
Una gelida indifferenza sarebbe stata più consona al personaggio, doverosa espressione di presa di distanza da un ex ministro xenofobo e razzista che ha subito un torto dai suoi degni compari.
Se Bossi l’avesse  spedito in Africa a bordo di un barcone,  baracca del mare, al massimo l’applauso l’avrei fatto a lui.
Avremmo avuto un razzista in meno che avrebbe potuto fare esperienza del trattamento da lui riservato agli immigrati in prima persona.
Avrebbe potuto mandargli dietro il Trota con una telecamera per fare un reportage da riportare sulla prima pagina della padania.
Ecco il trattamento che la lega riserva ai dissidenti, corrispondenza del Trota, in predicato per la successione del nostro capo supremo fondatore della padania, Umberto Bossi.
Se isoliamo un piranha, non lo vediamo all’opera nel branco e lo mettiamo in un acquario, c’è il rischio che risulti interessante, piacevole. Basta non infilare una mano nell’acquario. 

E’ tutta mattina che mi ronza in testa questa canzone, non mi mette tristezza, mi da la consapevolezza che siamo tutti uguali. Leghisti esclusi.


Mentre ronza nella testa, ogni tanto, mi viene lo stimolo di di cantare a squarciagola la frase: come è amaro stù pane.
Siamo tutti napoletani, abbiamo tutti un cielo da rimpiangere ed è questo che ci rende grandi, umani.
Siamo carne da macello, sò emigrante, canta Merola.
Siamo immigrati ed emigranti nel nostro unico paese, il mondo.
 

Ieri, mio figlio, mi ha fatto rileggere una domanda, riflessione di Sandro Pertini. Non ha bisogno del televoto, stravince da sola.


“Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è libertà. La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana.”
La lista dei destinatari di questa domanda è infinita, meglio non farla nemmeno perchè non la meritano tanta attenzione, ne guadagnerebbero solo in visibilità, la lor è già orrenda per se stessa.
Ognuno di noi può scegliere il suo destinatario ed io scelgo di regalarla ai giovani, a chi pensa che la politica sia una cosa inutile o sporca, a chi ha perso ogni speranza nella coscienza civile e della solidarietà.
Purtroppo, nonostante la resistenza e la liberazione dal fascismo, ci troviamo a combattere con il nemico di sempre i privilegiati.
Una volta era la nobiltà, poi la borghesia parassita ed ora la finanza occulta e maramaldeggiante che specula sullo sfruttamento degli altri.
Pertini era un socialista non aveva niente a che vedere o da spartire con i Craxi, i Sacconi, i Brunetta e tutti gli altri che hanno infangato, ed infangano, il socialismo, i socialisti.
Il tema è più attuale che mai senza una giustizia sociale, equa, come tra l’altro vorrebbe la Costituzione non esiste libertà, non esiste democrazia.
La libertà non è star sopra un albero, diceva Giorgio Gaber, intendendo nel chiamarsi fuori dai problemi, dalla realtà, mettersi in alto ad osservare, passivamente, le ingiustizie e lo sfascio socio politico economico.
Non è neanche avere un’ opinione, continuava Gaber, avere una diversa opinione fine a sè stessa non è libertà di espressione è un ramo secco che non da foglie.
La libertà non è uno spazio libero, continuava Giorgio, perchè lo spazio libero è circoscritto dai confini che il sistema impone con le sue regole, il suo sfruttamento e per quanto ti muovi o ti sbatti sei sempre nel cortile del sistema, del regime economico globale e parassita.
Liberà è partecipazione e questa la frase più bella, splendida che tutti dovremmo scolpirci nella testa e nel cuore e si sposa perfettamente con il concetto espresso dal Partigiano Sandro Pertini:

“Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è libertà. La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana.”
E’ per questo che tutti dovremmo sentirci in dovere di rispondere alla chiamata della partecipazione, a questa nuova Resistenza globale che abbatta le ingiustizie del mondo e le storture di un capitalismo che fa l’interesse dei pochi sulle miserie dei tanti, troppi, sfruttati ed emarginati.
Questa è democrazia, questa è libertà, questa è la partecipazione alla quale sono chiamati tutti i sinceri democratici di ogni colore politico perchè la libertà non ha razza, non ha cittadinanza se non comprende tutti i colori dell’arcobaleno.
La “canzone” di Giorgio Gaber è tratta da:
Da “Dialogo tra un impegnato e un non so”
Ecco, è il non so il nemico, più ancora di Berlusconi e del capitalismo. 

Trovo una analogia tra il nazista norvegese e quelli nostrani, l’odio per il democratico. Più dell’immigrato, diciamo che ci vedono colpevoli di debolezza.


Che nel mondo che io mi immagino, che vorrei, nessuno sia straniero per loro è inconcepibile.
Quando difendi un immigrato, anche solo dialetticamente, in linea di principio, la prima cosa che ti dicono è: benissimo, te li mettiamo in casa tua, nella tua via.
Nella mia via ci sono ed anche in quelle adiacenti, abbiamo anche manifestato insieme in Via Padova, bianche, neri, gialli, tutti insieme in quanto abitanti e non stranieri di questo mondo.
Inconsciamente il leghista nazista nostrano giustifica l’immigrato, specialmente se lo può sfruttare nel lavoro o chiedendogli affitti spropositati per dei tuguri, ovviamente da versare in nero.
Anche a me da fastidio la maleducazione, l’arroganza, la prepotenza, anche solo di chi mette l’auto in divieto di sosta impedendo agli altri di muoversi liberamente.
E’ una mancanza di rispetto, di educazione civile che mi è insopportabile.
Ma questo non ha niente a che vedere con la razza, la provenienza, uno stronzo è uno stronzo da qualunque parte provenga.
Per loro noi siamo incomprensibili, ideologicamente parlando, e non è un problema degli ultimi 25 anni, nato con la nascita della lega xenofoba e razzista.
C’erano già prima, anche se non si chiamavano leghisti e non mettevano la camicia verde.
I primi ad essere xenofobi e razzisti, ammesso che si possa fare una classifica temporanea, erano i piccoli borghesi che non  affittavano il loro secondo o terzo appartamento ai terroni.
Vedete chi ha pochi appartamenti li cura più dei figli, la roba vale di più,li gestisce in prima persona e quindi è lui che decide per il decoro del condominio, i terroni erano in troppi, famiglie numerose, facevano troppi bambini e, se proprio dovevano affittare per avidità, chiedevano un affitto superiore.
I grandi proprietari di case non si ponevano tutti questi problemi, chi pagava di più aveva la casa. E’ il profitto non è razzista, è l’unica cosa globalizzata.
Dagli al calabrese, al pugliese, al campano, al siciliano, dagli al terrone e se non puoi in un modo provaci nell’altro, assumilo a lavorare e pagalo meno del settentrionale.
A questa cernita erano sottoposti anche i friulani, i veneti, anche se erano un gradino di sopra, più accettabili, se non altro per la lingua.
Ovvio che dopo avere dato sfogo a tutta la xenofobia ignorante e feroce si andava tutti a messa a pregare il Signore di tutti.
Persino i bar frequentati dai ragazzi, parlo degli anni 50/60, erano delimitati dalle origini.
In V.le Monza il bar dell’Angelino era quello dei terroni, sardi, calabresi, pugliesi ecc. ecc. Lì i vu comprà con il tappeto in spalla potevano entrare, le ragazze invece no, non era dignitoso.
Di fronte c’era un altro bar, non mi ricordo il nome della proprietaria, ed era il bar nostro, di quelli del nord, dove sul finire degli anni 60 con i movimenti di emancipazione le ragazze potevano entrare, venivano volentieri una volta acquisita l’autonomia dalla repressione familiare.
Ci si incontrava, tra nordisti e sudisti, per qualche partita di biliardo o a calcio e chi come me era amico di tutti e la selezione la faceva in base al comportamento e non alla provenienza veniva considerato con una certa diffidenza.
Adesso quei ragazzi hanno figli milanesi, integrati, salvo rarissime eccezioni, ci sono, di giovani nati a Milano che parlano ancora il dialetto dei genitori.
Sono quelli che si sono rinchiusi nel ghetto praticamente da soli, istintivamente recepivano il rifiuto e si chiudevano nel gruppo di origine.
Poi sono arrivati gli immigrati stranieri, gli extracomunitari ed allora la xenofobia ed il razzismo si è sentito giustificato nel palesarsi più apertamente, con più ferocia, giustificati nella loro mente in quanto questi sono stranieri e, quindi, invasori.
Se li prendi uno per uno negano addirittura di essere razzisti, ripetono in continuazione che non hanno niente contro chi lavora, vive, si comporta come noi e non sporca le strade.
C’è un problema di fondo irrisolvibile, l’immigrato perfetto in scatola chiusa non esiste, gli devi dare una possibilità  e le regole per la delinquenza devono valere per tutti.
A prescindere dal colore, dalla razza, dalla provenienza.
Un ladro è un ladro, non è un ladro albanese o lombardo, è un ladro e punto.
A questo proposito, negli ultimi 25 anni, abbiamo avuto modo che chi blaterava contro Roma ladrona ha superato i maestri, ma ancora non si sente padania ladrona.
Per loro il furto politico è dovuto, come lo stipendio per il nullafacente figlio del capo, Renzo Bossi.
Comunque il primo problema per i nazileghisti nostrani siamo noi, che lasciamo la mente e la porta aperta, ci vorrebbero con i sacchi alla finestra e barricati in casa, magari con un fucile a portata di mano.
A proposito dei ghetti nordafricani o dell’est, tanto propagandati con terrorismo dalla giunta precedente, tanto da arrivare al coprifuoco con orari assurdi.
Il veneto, il sardo che veniva a Milano, arrivava attraverso parenti o conoscenti che già erano immigrati qui.
Ovvio quindi che cercassero di stare vicini, insieme, per un problema di lingua e di cultura, era più agevole l’inserimento in una realtà diversa.
A questo proposito c’è un verso, splendido, in una canzone di Luigi Tenco che ne fa una sintesi eccezionale dell’immigrazione:
saltare cent’anni in un giorno solo, dai carri sui campi agli aerei nel cielo.
Questo, molto spesso, è l’immigrazione. Anche il contadino veneto o friulano erano lontani cento anni dal modo di vivere della grande città.
Tutto ciò fa paura ed è per questo che cercano di stare vicini, insieme e si forma il getto.
Il ghetto è figlio dell’isolamento, non ne è il padre, il padre è il sistema e la mamma è la xenofobia, tutti insieme generano il razzismo.
Per questo il primo nemico del baco leghista siamo noi, che vorremmo dare una possibilità, che apriamo le porte del nostro cervello e non ci mettiamo quella blindata.
Va bene, allora li mettiamo in casa tua.
La mia casa è il mondo e nel mio mondo nessuno è straniero.
Lo so, non è un ragionamento alla tua portata, meglio per voi rinchiudervi nella xenofobia e razzismo che genera mostri, che massacrano famiglie intere in nome della pace e della pulizia della razza.
Poi vi fanno pure tenerezza, quando si scrivono biglietti amorosi da scambiarsi tra le sbarre di un tribunale.
Che tenerezza, se non fosse per i litri di sangue che hanno lasciato per terra per esaltare il loro amore.
Anche il fuori di testa norvegese ha confessato: sono stato io, atto atroce ma necessario.
Anche Rosi e Olindo, hanno ritenuto che fosse necessario e l’hanno fatto.
Sono un veneto emigrato a Milano a 9 anni, mi sento milanese e lombardo, cittadino del mondo.
Emigrante, come tutti.

Un Bossi, più determinato che mai, detta la linea al pdl. L’Italia trema al grido di: secessione!


Carico come una molla, il battacchio più duro che mai, forte ed instancabile come il trota in bicicletta l’Umberto padano ha dettato la linea al pdl e spaventato l’Italia minacciando la secessione.
Come faremo senza di loro?
Per la prima volta i padani hanno fatto delle proposte al loro capo storico, carismatico, eterno: Molliamo Berlusconi.
Illuso chi pensa che la lega non possa andare da sola.
Ma non adesso e la risposta ha compiuto i 25 anni, è maggiorenne da un pezzo.
Padania libera! Invocava il popolo padano, pronta la risposta del capo storico eterno, si ma non adesso.
Non è il momento di andare alle elezioni perchè vincerebbe la sinistra, la base mugugna ed allora parla il trota: perderemmo tutte le poltrone.
L’hanno mandato via a calci in bocca, così sta zitto per un po’.
Secessione! Secessione! Invocavano i padani, se la volete preparatevi, ha risposto il capo.
Mugugni dalla base, molti erano gli stessi che per 15 anni hanno lucidato, inutilmente, il moschetto 91/38 per fare la secessione e stanno ancora aspettando.
Con tono accorato il capo tocca la corda più sensibile alla massa leghista, le tasse. Bisogna fare qualcosa per abbassare le tasse.
L’Umberto non è al corrente che in questo campo i padani sono più avanti del partito, tra evasori totali, parziali, ruberie sulle quote latte, multe che non vogliono pagare, da decenni i leghisti si sono ridotte le tasse.
In prima fila gli allevatori che si sono intascati i contributi, rubando sulle quote latte e poi vogliono far pagare le multe agli italiani, che devono già mantenere quell’incapace del figlio del boss.
Sul palco c’erano 52 borgomastri che hanno giurato fedeltà e di difendere la padania.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i cittadini italiani governati da questi emeriti imbecilli, daranno l’assalto al comune?
Senza moschetto, bastano i calci nel culo.
Pare che polenta e salsicce fossero pronte per le 14,00, il vino era disponibile già alle 7 del mattino.

Maroni xenofobo e razzista, falso ed ignorante, non dovrebbe fare il ministro.


Ieri il ministro del terrore razzista e xenofobo ha suonato l’unico strumento che conosce, il razzismo che si alimenta di falsità ed ignoranza per non entrare nel merito del governo del nulla.
Se Silvio ha il problema dei magistrati rossi Maroni ha quello dei magistrati che rispettano le leggi e la Costituzione.
«Abbiamo contro tutta la magistratura che è a favore dei clandestini. Ma noi non molleremo mai. Uno che si chiama come me come fa a mollare?».
Il ministro del terrore è falso ed in malafede fortunatamente, per lui, parla a gente ignorante più xenofoba e razzista di lui.
Un ministro della Repubblica italiana non dovrebbe fare propaganda con falsità del genere, uno come lui dovrebbe dimettersi per incapacità di intendere e malafede spudorata.
Purtroppo i padani di Pontida non sanno leggere, se le bevono tutte e per scatenare l’applauso bastano le bugie sugli immigrati, gli viene subito la bava alla bocca ed sangue agli occhi e scatta il grido: secessione! Da 25 anni si fanno, regolarmente, prendere per il culo.
CATTIVA PROPAGANDA – Dura la replica del segretario dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) Giuseppe Cascini: «Si tratta di cattiva propaganda che chi ricopre incarichi istituzionali delicati dovrebbe evitare. Tutti sanno che la legislazione italiana in materia di immigrazione è stata dichiarata in contrasto con i principi europei dalla Corte di giustizia di Strasburgo e dunque non è certo colpa della magistratura italiana se loro non sanno fare le leggi». Il presidente dell’Anm Luca Palamara precisa: «La magistratura non è contro nessuno, applica la legge senza distinzioni nei confronti di tutti, anche dei clandestini».
Questa è la risposta, altro non merita il ministro xenofobo e razzista che non sa fare le leggi.
Solo un appunto, Paesi grandi un decimo del nostro hanno gestito 250.000 profughi con meno problemi di noi, che complica le cose in Italia e la xenofobia ed il razzismo di gente come Maroni, che gioca sporco, ed i suoi seguaci più idioti di lui.
Discorsi da esaltato nazista bugiardo ed ipocrita.

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