I violenti contro lo sciopero, titola l’Unità di oggi. A Genova dissero che i black bloc seminarono violenza ma la polizia bastonò, a sangue, ragazzi inermi, famiglie. Preparano il terreno per tornare al 7 luglio 1960, il Tambroni di turno darà la libertà di aprire il fuoco alla polizia. Cercano lo scontro.


Le provocazioni del governo tecnico sono nelle prime pagine di tutti i giornali, tutti i giorni festivi compresi. Eppure nessun giornalista si è azzardato a scrivere, denunciare, che da parte del governo e del sistema è in atto un terrorismo di Stato contro i giovani e la povera gente, i lavoratori disoccupati.
Il problema è qualche ragazzo sanguinante per le bastonate che spacca una vetrina o lancia dei sassi contro la Polizia.
Per capire cosa stà diventando l’Italia non ci vuole uno storico, uno scienziato, uno studioso, basta confrontare la prima pagina dell’Unità do oggi con quella dell’8 luglio 1960.
Mi auguro di sbagliare ma la strategia in atto, per come la vedo io, è di farci tornare a quei tempi, quando Tambroni a capo di un governo con l’appoggio esterno dei fascisti diede la libertà di aprire il fuoco, come fossimo stati in guerra, alla polizia. Che non aspettava altro.
Ci furono 5 morti e fu un boomerang per il potere, la repressione divenne rivoluzione.
Adesso ci vanno cauti, ovunque, in Spagna hanno imposto un blocco delle comunicazioni per impedire ai manifestanti di comunicare tra di loro, ma i telefonini riprendono tutto e devono andarci cauti perchè i documenti visivi serviranno nei processi se e quando ci saranno.
Abbiamo visto a Genova cosa è successo, condanne marginali ed assoluzioni mirate.
Ammesso che ci sia qualche testa calda, i violenti come titola l’Unità, cosa si aspettano dagli studenti, dai disoccupati, dagli esodati, dagli sfrattati, che si limitino a guardare le trasmissioni televisive nella speranza di essere invitati per spiegare le loro ragioni con a domanda risponde nei tempi televisivi?
Nel frattempo chi paga l’affitto, da da mangiare ai loro figli, paga le bollette e compra le scarpe per l’inverno ai loro bambini?
Tutto ma la violenza no, non è accettabile. Come non è accettabile lo sciopero dei servizi pubblici perchè la gente deve andare a lavorare, gli utanti stessi dicono che non è possibile scioperare nei trasporti proprio nel giorno che dovevano partire per un viaggio di piacere.
E’ accettabile, secondo il pensiero corrente nell’informazione italiana, bastonare a sangue uno studente che regge un cartello di schiuma per imballaggi con qualche slogan e manifestare immediatamente solidarietà con le forze dell’ordine, neanche avessero fatto irruzione in un covo di mafiosi.
I ragazzi sono violenti, si sa che i giovani si accendono subito e perdono la testa, Monti no, la Fornero non è violenta quando li invita ad essere meno choosy, praticamente li prende per il culo.
Non è violenza quando permettono agli investitori di chiudere le aziende dopo che per decenni hanno sfruttato i lavoratori, evaso il fisco o ricevuto contributi dallo Stato.
Non è violenza quando il Pdl si riunisce a Palazzo Grazioli ed esce con una dichiarazione ricatto: o si va all’election day o facciamo cadere il governo.
Non che io tenga a questo governo, non è questo il punto. Il punto è la violenza intrinseca che c’è in una affermazione del genere, il ricatto, solo perchè non sono pronti per le elezioni e non hanno nessuno presentabile da candidare.
Non è violenza quando un politico qualsiasi si ruba milioni, un Formigoni va in viaggio premio con chi ha favorito, si inventano stipendi e rimborsi scandalosi con accumuli di cariche inutili solo per arraffare sempre di più. Non è violenza quando la Fornero dice che non ci sono soldi per  gli esodati, devono vivere qualche anno in attesa della pensione, ridotta, con i loro risparmi e se non ne hanno morire e togliere il disturbo.
Suicidandosi magari, un problema in meno.
Non è violenza quando i sindacati venduti fanno un accordo con Marchionne per togliere diritti e stipendio ai lavoratori aumentando lo sfruttamento in nome di un progetto che non vedrà mai la luce, fallito miseramente nemmeno un anno dopo la sua presentazione.
Nemmeno Lulù, la mia cagnolina, prende sul serio Marchionne, Bonanni e Angeletti ed il rottamatore l’hanno preso sul serio. Hanno vantato le sue capacità manageriali. I risultati sono davanti agli occhi di tutti, non sa nemmeno rispettare la legge che gli impone la riassunzione dei licenziati Fiom e per rappresaglia vuole licenziarne altrettanti, il manager che invece di fare automobili, il suo mestiere, ripropone il fascismo come ripropone la Duna. I nuovi modelli promessi sono solo nella sua testa, la Nuova 500 la fa in Serbia ed anche lì, ed era ora, gli operai si rivoltano.
Non è violenza quando l’informazione di regime, tutta l’informazione di regime da sinistra all’estrema destra, Grillo compreso, fanno propaganda contro i diritti maturati dai pensionati e li spacciano agli occhi dei giovani come privilegiati che tolgono il futuro ai loro figli e nipoti.
La maggior parte dei pensionati fanno welfare famigliare, aiutano figli e nipoti che il sistema ha buttato in mezzo alla strada o non ha offerto un lavoro qualsiasi.
Non è violenza quando aumentano l’iva, la benzina, i ticket sanitari,tolgono l’assistenza ai malati colpendo odiosamente le classi più deboli, indifese che già hanno problemi di sopravvivenza.
Non è violenza quando tassano le transizioni finanziarie parassite e speculatrici ad un terzo delle imposte che paga un operaio da 1200 euro al mese.
I violenti, secondo l’informazione di regime, sono quelli che sporcano o rompono le vetrine delle banche, non quando le banche ti chiedono interessi da usura perchè sei in rosso e ti telefonano 10 volte al giorno per qualche migliaio di euro di scoperto di qualche piccolo commerciante.
I giovani, per avere un mutuo, devono prtarsi dietro il nonno o il padre che garantisce per loro. Gli fanno pure l’assicurazione così, se schiatta, sono coperti.
Questa non è violenza, gli stipendi dei manaer pubblici e privati non sono violenza sono libero mercato.
I violenti sono i ragazzi con i cartelli che manifestano contro un manipolo di bancari alleati con i politici alla Merkel che riducono alla disperazione e senza prospettive intere generazioni.
Ce lo chiede l’Europa, il mercato, le banche, i parassiti della finanza.
Qualcuno ha pure la pretesa di darci l’olio di ricino, l’austerità, e vuole pure i complimenti.
L’austerità, i sacrifici, per i poveri ed i ricchi sempre più ricchi ed intonsi per il fisco.
Chiudo con la notizia che il piduista ha in mente di mandare avanti sua figlia Marina, l’avevo scritto prima che lui ci pensasse. L’unica che può dare continuità al suo progetto perchè è peggio di lui.
Non c’entra niente ma dovevo dirlo.
Ieri ho scritto che non so se usciremo da questa situazione da destra o da sinistra, la differenza non è da poco, ma ho la certezza che ci vogliono riportare al 7 luglio del 1960 in quel di Reggio Emilia quando la polizia sparò agli operai in sciopero.
Attenzione ai moralisti dell’informazione, leggete attentamente i resoconti e capirete dove ci vogliono portare.
Niente, negli ultimi decenni, è stato più violento, crudele, assassino, del linguaggio del capitalismo finanziario e parassita e dei loro portavoce. La politica complice, asservita, che fa da gendarme alla massa. La opprime.

Notizie di scontri ovunque, in Italia ed in Europa con feriti ed è solo l’inizio. Non sono meravigliato, mi chiedevo perchè ci mettessero tanto. Hanno avuto troppa pazienza.


Lo vivo come un appuntemanto fissato da tempo, da quando ho sentito l’esigenza di aprire un blog per riflettere su dove ci stavano portando.
Sono pochi i politici attenti alla pace sociale, mimetizzati tra i falchi e le colombe del parlamento, ed il governo dei tecnici, addetti alle cifre, hanno sottovalutato il problema.
Ce lo chiede l’Europa ripete incessantemente Monti, ce lo chiedono le banche rispondo io, ce lo chiede il capitalismo finanziario parassita.
Contrariamente alle aspettative generali di chi gestisce la politica e l’economia in Europa, ci siamo dentro tutti, io spero che sia solo l’inizio e mi auguro che la rivolta abbia la stessa spinta di quella che visto e vissuto io negli anni 60/70.
Ce lo chiede l’Europa, ripetono Casini, Monti, Alfano, Bersani ed il presidente della Banca d’Italia, la Confindustria e tutto il sistema di potere che ci ha portati alla rovina.
C’è un piccolo particolare che tutti sottovalutano: a me hanno chiesto qualcosa? Cosa ne penso? No, mi hanno semplicemente tagliato la pensione, aumentato le imposte dirette ed indirette, buttato in strada un figlio, mentre la finanza parassita paga un terzo delle mie trattenute.
Hanno chiesto qualcosa ai lavoratori che sono scesi in piazza? Hanno chiesto qualcosa agli studenti ai quali stanno scippando il futuro, la suola ed il diritto ad avere una istruzione?
Siamo tutti choosy, che non so che cazzo vuol dire, ma mi sono sentito offeso solo perchè l’ha detto la Fornero.
Allora sono andato a vedere su Google traduttore che significa choosy: schizzinoso.
Solo per guardare la Fornero in fotografia, non con le calze a rete di Vauro, non si può essere schizzioni, tutt’altro.
Tutto si può dire degli italiani ma certamente non schizzinosi anzi, sono di bocca buona, da decenni sopportano La Russa, Gasparri, Cicchitto una idiota, politicamente, come la Gelmini a ministro dell’istruzione.
Come può essere schizzinoso un popolo che ha avuto come ministro della Giustizia Mastella. E’ un controsenso, cara Fornero.
Sono di bocca buona i miei ex compagni del Pci che sopportano una sinistra talmente sbiadita da non sembrare nemmeno più socialdemocratica. Ed il nuovo che avanza , dalle mie parti, è Renzi uno che viene dall’oratorio.
Non siamo schizzinosi, almeno la maggioranza degli italiani non lo è perchè ha votato per quasi un ventennio un piduista a capo del governo, un bandito, un corruttore, un evasore fiscale.
Sia chiaro che il mio è un giudizio politico, quello morale,etico, personale non lo scriverò mai perchè non ho avvocati e finirei a S. Vittore prima di sera.
Questa classe dirigente, quasi tutta, capace solo di essere forte con i deboli e debole con i forti cosa si aspettava che andassero in piazza a battere le mani ai poliziotti del regime che li controllano e bastonano?
Che non sporcassero le vetrine delle banche?
Hanno seminato vento e raccolgono tempesta ed è solo l’inizio, la rivoluzione che arriverà con il voto, qualunque esito si avrà, sarà la botta finale.
Non so se ne usciremo da destra o da sinistra so solo che niente sarà come prima.
La mia proposta è ancora e sempre quella che scrivo da tempo nel blog, non ci vuole la magistratura per questi banditi della politica e della finanza, ci vuole la ghigliottina.
Una per ogni piazza italiana, di fianco al monumento di Garibaldi.
Dove ci sono altri tipi di monumenti, ad esempio il monumento a Graziani o a quello di Craxi, due ghigliottine al prezzo di una.
Precari, esodati, pensionati alla minima, licenziati e disoccupati, ce nè abbastanza per formare un esercito e la loro fortuna, alludo alla casta della finanza e del potere, è una sola che i comandi sono divisi.
La spinta però, in tutta Europa, è una sola. E’ ora di finirla.
Noi abbiamo già dato, adesso tocca a voi.
Come mai in tre secondi Monti ha tagliato la mia pensione ed il vaticano non ha pagato ancora l’Imu?
Come mai non ha ancora fatto una patrimoniale, aumentato le imposte sui proffitti della finanza, abolito tutti i privilegi di una classe dirigente impresentabile se non addirittura ladra e corrotta?
Non potete pretendere la pace sociale, siamonoi che dobbiamo avanzare delle pretese.
E’ ora potere a chi lavora, urlavamo una volta.
La metto solo per me, un ripasso.

Scusate il ritardo, ma il post ve lo mando conl’iphone5. Oltre 20 ore di coda ma sono in tempo per gridare: W Monti, Monti bis, Monti tris.


Mentre a Roma manifestavano i dipendenti pubblici a Taranto quelli dell’Ilva ed in Sardegna la situazione è quella che è in tutta Italia sono in coda per l’iphone5.
Ho letto che ad Orio al Serio c’era una fila così lunga che all’ultimo daranno direttamente l’iphone6, anche la battuta ho letto.
729 euro il modello base, lo stipendio di un cassaintegrato.
Siamo in crisi? No, va fin troppo bene, cosa volete che sia l’aumento del 4,5% della borsa della spesa.
Diciamo tutti che Monti ci ha rovinato, che le banche ci strozzano, che la politica ruba e costa troppo ma non diciamo mai che ci roviniamo con le nostre mani, se una volta l’oppio dei popoli era la religione oggi è l’iphone5.
W Monti bis, ter ,quater tanto questi la fila la faranno sempre. Ci sarà sempre un genitore o un nonno a rovinarsi per loro.
“Se Berlusconi promettesse un milione di iPhone5 anzichè posti di lavoro, ce lo ritroveremmo premier di nuovo”.
Parole sante, di pietra.

Tutto il mondo è paese, con internet ancora di più. La foto è di Londra, non siamo i soli.
In Cina gli operai che costruiscono l’iphone hanno l’obbligo degli straordinari, nel resto del mondo l’obbligo è di comprarlo.

IPhone5 tra code e ironia della Rete

L’annuncio delle dimissioni della Polverini è arrivato in serata al Residence Ripetta per dare tempo ai camerati di cambiare la camicia, posare il bastone, ed accorrere a fare la claque applaudendo ai passaggi più feroci. Attaccare è la miglior difesa, dicono gli allenatori.


Nonostante gli sforzi per spacciarsi democratici i camerato della Polverini non si sono trattenuti dall’aggredire verbalmente qualche giornalista.
Era ovvio che la Polverini tentasse di trasformarsi in eroina scaricando tutte le colpe sugli altri, in modo particolare i nemici interni, senza disdeganre l’opposizione non esente da colpe o leggerezze.
Noto, con piacere, che alcuni giornali scrivono quello che io scrivo da tempo, la Polverini come personaggio politico è stata creata, senza volere spero, da Floris e dal filotto quasi ininterrotto di ospitate a Ballarò.
La poltrona della Polverini, a lungo andare, era riconoscibile ad occhio nudo per  l’impronta del sedere della stessa.
Basta arrivare in televisione e si diventa tutti fenomeni, sia a destra che a sinistra, solo quelli della lega sono rimasti ridicoli con le loro comparsate, fenomeni si ma da baraccone.
La Polverini a Ballarò riusciva a trasmettere un’impronta diversa dagli altri ospiti, pensate come siamo ridotti. Dotata di un autocontrollo non indifferente riusciva a dire cose interessanti, qualche volta anche condivisibili, senza lasciarsi andare al saluto fascista.
L’abbiamo saputo dal web, molti di noi lo sapevano già, che agli incontri con i camerati non disdegnava slogan ed il saluto fascista.
Ricordo a tutti noi che l’apologia del fascismo è anticostituzionale.
Si dovrebbe, in tutte le trasmissioni tv, mandare in onda un bigino su ogni ospite con la sua storia e la sua provenienza, qualunque essa sia, non basta per esempio presentare la Polverini come segretaria del Sindacato Ugl, erede della Cisnal il sindacato del Movimento sociale italiano. I fascisti di Almirante.
Non tutti i telespettatori sanno, o ricordano, queste cose e sarebbe utile informarli.
Non entro nel merito delle accuse della Polverini a rispondere ci penseranno gli accusati e la magistratura, diciamo che sono problemi della sua maggioranza e dell’opposizione ed ognuno trarrà le sue conclusioni.
Per squalificare tutta la sceneggiata della Polverini, dal mio punto di vista, basta solo una frase del suo discorso:
Non ho colpe, racconterò tutto.
Ecco avrei gradito che avesse raccontato tutto, anche dell’opposizione, prima di prendere l’elicottero per andare alla festa del peperoncino. Dalla Stampa di oggi:
Partita con un occhio al risparmio, anche la Polverini poi ha ingranato la marcia sul fronte comunicazione. Ecco allora che per il 2011 ai «Contratti con i mezzi di informazione» sono stati stanziati 396 mila e 400 euro. Che subiscono però un’impennata l’anno successivo. Basta dare un’occhiata al resoconto della «Vigilanza sulla comunicazione istituzionale della giunta regionale», redatto il 28 giugno scorso: nel 2012 la spesa stanziata è salita a 1 milione e 287 mila euro.
Certo che la spesa è sproporzionata, ma comprensibile. Per una che non ha il culo e le labbra  della Minetti, la coscia lunga della Brambilla, le riconosciute capacità della Carfagna, sfondare sul piano della comunicazione è più difficile, per mantenere alta l’attenzione e le prime pagine dei giornali si deve investire parecchio in propaganda.
Adesso tutti, dico tutti, dicono io lo sapevo. Destra e sinistra, dopo che hanno perso tutti i treni, prendono le distanze ed accusano l’avversario o il nemico interno, siamo al patetico di gente che non ha capito di essere al capolinea.
Casini, l’equilibrista per antonomasia, sta tra il gnacca ed il petacca, gli è riuscito di farsi ricevere dal Papa per farsi dare l’incarico di difendere la famiglia cattolica, combattere l’aborto e nozze gay ma non gli è riuscito di salvare la faccia con la Polverini.
Ma Benedetto XVI° non sa che Casini è divorziato? Non poteva chiamare un altro?
Anche Bagnasco ha voluto dire la sua, dal pulpito virtuale ma sdegnato: “Anche “dalle Regioni sta emergendo un reticolo di corruttele e scandali, il decentramento” a volte coincide con una zavorra. E’ “motivo di rafforzata indignazione che la classe politica continua a sottovalutare il fatto che immoralità e malaffare siano al centro e alla periferia”.
Dimentica, Bagnasco, che quando si è trattato di scegliere tra la Polverini e la Bonino il vaticano e tutti i pretini si schierarono con la Polverini.
Quando si cade dall’altare alla polvere non si può pretendere di rimanere sul pulpito, il polverone colpisce anche l’altare.
Alla Bonino rimprovero la stessa cosa che rimprovero alla Polverini, male comune a quanto pare di tutta la politica, quello di parlare sempre dopo e mai durante.
Per chi non sapesse, non avesse letto, riporto il link dell’intervista a Repubblica:

Il j’accuse della Bonino
“Il Pd salvò la spartizione”

Adesso sta a noi riflettere e tirare le conclusioni, per chi intende andare a votare ovviamente.
Io ci andrò comunque con la maschera antigas, mi imporrò una scelta tra le varie proposte e non lo faccio per favorire o proteggere i briganti di destra o di sinistra, lo faccio per chi ha dato la vita per permettermi di esprimere il mio voto, di dire la mia in democrazia.
Il mio spazio, giusto o sbagliato che sia, me lo voglio tenere.
Non posso chiudere il post senza fare i complimenti alla claque dei camerati, hanno sottolineato con applausi scriscianti ogni attacco che la Polverini ha sferrato, ogni azione difensiva e fuorviante.
Sono stati perfetti e l’audio televisivo ha reso loro merito.
Complimenti alla freddezza della Renata, è riuscita a chiudere il comizio delle sue dimissioni senza lasciarsi andare al saluto fascista. Vedrete che qualcuno la prenderà per una paladina dell’onestà e della democrazia.

 

Il Premier sta riflettendo sul suo futuro. Beato lui, io non ce l’ho per via dell’anagrafe e milioni di giovani non l’avranno per il suo liberismo capitalista da parassita bancario.


Più che attaccare lavoratori, disoccupati, precari, pensionati  ed Art. 18 non sa fare. La rabbia mi fa sbagliare.
L’anagrafe mi toglie, giustamente, il futuro lui mi ha tolto una vecchiaia serena. Certamente non come la sua.
Sa fare benissimo quello che il sistema capitalistico in combutta con il sistema finanziario parassita gli hanno detto di fare, l’hanno messo lì apposta.
Berlusconi ci massacrava in proprio, Monti lo fa in conto terzi e con l’appoggio di tutta la politica italiana.
Si, lo so, che il momento è grave ed il Pd si è sacrificato per il Paese ma quello che non ha capito Bersani è che il Paese sacrificato sull’altare dello spread è sempre il solito: giovani, disoccupati, pensionati. Tra l’altro sono stati così astuti da mettere uno contro l’altro le nuove e le vecchie generazioni, nipoti contro i nonni e figli contro i genitori.
Non mi ha toccato solo la pensione, ridotto il suo valore con balzelli indiretti e diretti, sarebbe il meno, è che ha rubato il futuro a mio figlio.
Non ne faccio un caso personale per il quale indignarmi, ne faccio un caso nazionale ed è ora di finirla di prendere per il culo gli italiani esclusi il 10% di quelli che possiedono il 48% della ricchezza nazionale e non pagano mai, si arricchiscono speculando sulle nostre miserie.
Chi mi conosce personalmente sa che una vita lotto contro il capitalismo e le banche, i parassiti che speculano che i giornali chiamano gli investitori, dediti solamente al loro profitto privato e senza nemmeno produrre niente, solo speculando sui nostri debiti.
Chi non mi conosce personalmente ma ha letto i miei blog, prima su Splinder e poi qui, sa come la penso, per cosa ho combattuto e per cosa combatto. Ben prima che la crisi delle banche travolgesse tutto e quasi tutti, il 10% lo dobbiamo lasciare fuori, quelli di cui sopra, compreso mio figlio.
Io non darò mai interviste all’Washington Post, non sono un professore di economia alla Bocconi, ma mi deve rispettare lo stesso, non può prendere per il culo milioni di persone.
Auspico una nuova rivoluzione come quella francese, loro hanno fatto fuori e ghigliottinato la nobiltà parassita noi dobbiamo far fuori tutti i parassiti della finanza, gli speculatori globali degli Stati e tutti i paraculi che, a turno, ci governano.
Non c’è una via d’uscita ed insistere con l’Art. 18 dimostra solo una cosa è un incapace. Un borgese più carogna di tutta la borghesia, fascista e non, che l’ha preceduto.
Riesce andare persino oltre la P2 dimostrando che la finanza mondiale, le banche mondiali, sono ancora più forti della P2. Se ne sono serviti ma non sono asserviti alla P2.
la smetta almeno di prendere per il culo quei milioni di giovani e non giovani che un futuro non l’avranno mai perchè quelli come lui, al servizio delle banche e della finanza ne ha fatto tabula rasa.
E’ l’Attila del parassitismo globale, dei grandi parassiti di Walls Street, della grande finanza che è capace di fare solo due cose, profitti e miliardi di poveri sparsi in tutto il mondo.
Altro che crisi economica globale, questo è sterminio di massa che va ben oltre quello che ha fatto Hitler o Stalin.
Ne uccide più il soldo che la spada o il mitra.
Hai rotto i coglioni, quando ci vuole ci vuole. Fa pure la vittima degli italiani irriconoscenti, che non vogliono sacrificarsi per le Borsa, le banche.
Non è la destra il problema e non è la sinistra, è il Capitalismo e non mi pare che Grillo o qualche altro spenda qualche parola, mobiliti le masse contro questo autentico cancro del mondo.
Chiaro il concetto?

Giovani, rincitrulliti dalla propaganda di regime, non ditemi più che la vostra rovina è dovuta ai privilegi delle generazioni precedenti. Informatevi e smettetela di dire fesserie.


Qui vi metto un esempio del modo di ragionare dei giovani di oggi, non tutti per fortuna.
Dialogo in un sito, sotto la risposta scelta da chi ha fatto la domanda.

Secondo voi le generazioni nate negli anni 60/70 hanno rubato il futuro a noi giovani ?

Per me SI, hanno vissuto per decenni sopra le loro possibilità, la colpa io l’attribuisco alla società in generale, che ha continuato a spendere e pretendere più di quello che poteva permettersi e oggi noi giovani siamo senza speranze, senza futuro, i sacrifici oggi li dovrebbero far loro per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.

Miglior risposta – Scelta dal Richiedente

Perfettamente d’accordo con te, ma sbagli di qualche decennio: le generazioni che realmente hanno vissuto in maniera sconsideratamente consumistica ed abusando di tutto ciò che gli veniva dato sono quelle precedenti: quelle che hanno prolificato durante il boom economico, ovvero quelle nate tra gli anni 40 alla fine dei 50.
Quelli che citi tu sono le persone che adesso hanno dai 30 ai 45 anni circa, e ti garantisco che nella media sono quasi tutti messi male come le ultime generazioni.
Lo spreco, lo scempio è stato fatto dagli attuali 60/70enni!

Ora, è notorio che la mamma degli stupidi è sempre incinta ma qui, nonostante la pillola, i preservativi, le conquiste delle femministe sulla maternità consapevole c’è una epidemia di cretini da fare spavento.
Premetto che la colpa non è loro, è nostra, come genitori o nonni non abbiamo saputo trasmettere l’informazione e la storia dei fatti. Delle nostre conquiste.
Insomma gli imbecilli li abbiamo allevati noi, alcuni si fanno mantenere dai nonni o dai genitori sputandogli pure addosso.
Intanto il 90% dei giovani non sa nemmeno di che anno è lo Statuto dei Lavoratori, l’Art. 18 e non sanno nemmeno quanto sono costate ai loro genitori ed ai loro nonni le conquiste degli anni 60/70 che loro, oggi, si fanno scippare dal sistema.
Possono cercare nel web, invece di scrivere cazzate come quelle che ho pubblicato sopra, ci sono ampi documenti storici e fotografici che documentano il periodo delle lotte, delle conquiste.
Alle giovanette di oggi, la maggioranza perchè c’è anche una minoranza consapevole e documentata, fortunatamente.
Dicevo alle giovanette di oggi sempre pronte ad avanzare i loro diritti di libertà ed emancipazione, ovviamente sul piano sessuale e non sul diritto al lavoro, voglio raccontare loro quello che le loro nonne e le loro mamme non hanno raccontato per non rovinargli la vita con la cruda realtà dei fatti  e lasciarle eternamente nel mondo delle favole, del virtuale con tanto di cellulare collegato con internet per mandare sms e scrivere stronzate 24 ore su 24.
Le loro mamme, le loro nonne, le loro bisnonne, quando avevano la fortuna di avere un lavoro e rimanevano incinta per non perdere il posto si fasciavano la pancia per non essere licenziate immediatamente.
Così facendo rimandavano, tra una vomitata ed una nausea, di qualche mese il licenziamento e lo posso dire perchè c’è passata, insieme ad altre milioni di donne, pure mia moglie.
Ai giovanotti da aperitivo, da discoteca, che un giorno si e l’altro anche scoprono l’ambiente e l’ecologia dico solo che negli anni 50 il problema principale non erano i fumi degli altiforni, che respiravano, ma avere almeno un paio di scarpe anti infortunistica con la punta di ferro per non bruciarsi le dita con gli schizzi di acciaio rovente.
Il resto andatevelo a cercare nel web, chiedeto alle Camere del Lavoro che hanno archivi documetati sulle lotte operaie, il diritto alla sanità ed alla maternità.
Quindi, non rompete più i coglioni con sparate alla cazzo sui privilegi di chi con sudore, lacrime, sangue, lotte e scioperi che sono costati sacrifici anche alle famiglie si è conquistato una pensione, dei diritti, che adesso voi vi fate scippare.
Questo sarebbe il meno, se non si è forti e compatti si viene sconfitti dal capitalismo e dal regime economico e noi lo sappiamo bene perchè abbiamo lottato per anni riempiendo tutte le piazze, quello che è peggio è che vi siete fatti lavare il cervello. Soltanto un poveretto, un idiota, può scrivere una cosa del genere:
i sacrifici oggi li dovrebbero fare loro (riferito alle generazioni precedenti) per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.
Dimostra di avere una ignoranza abissale, non solo del passato ma anche del presente.
Come ho già detto le nostre conquiste hanno avuto un prezzo salatissimo, l’ho scritto sopra , e come se non bastasse oggi ci troviamo a fare welfare famigliare a figli e nipoti vittime della crisi, quando sarebbe il momento di goderci la vecchiaia ed i frutti dei nostri sacrifici.
Fortunatamente non siamo, noi anziani, non sono, i giovani, tutti così. Ma per la maggioranza gli anziani sono senza memoria e quindi non possono trasmettere niente. I giovani non hanno conoscenza, non sanno, il pc ed internet lo usano per chattare e per vedere i filmini porno, giustamente in un certo senso ma, se volessero, prima di scrivere cazzate sui privilegi delle generazioni precedenti dovrebbero documetarsi su come li hanno conquistati, ammesso che siano privilegi, e quanto sono costati.
A me sembrano polli d’allevamento alimentati con il mangime dell’ignoranza, allevati ed annebbiati dal sistema sino al punto che gli danno pure ragione.
Con questo ho detto quello che avevo da dire, se volete rimanere nell’ignoranza fate voi, aggiungo solo una cosa che ho letto, tanti anni fa, nella prefazione del Capitale di Carlo Marx:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Io ho scelto il sapere, voi la seconda. Il sapere è conoscere le cose, i fatti, la storia. Anche se non si parla o si scrive in italiano perfetto. Conoscere la sostanza della vita.
Buona giornata, auguri per il vostro futuro.
Qui non stamo parlando di pensionati baby, alimentati dal regime clientelare e capitalista per conquistarsi voti e governare per 50 anni. Stiamo parlando di persone che si sono fatte 43 anni di lavoro, molti di fabbrica o in edilizia e sono arrivati alla pensione meritatamente e non per donazioni di qualche ente di carità.
Chiaro?

Non si può aprire un dibattito politico economico partendo da un post, commentandolo. Il post è un punto di vista sul quale riflettere anche senza condividerlo. Un botta e risposta nei commenti non cambia nulla del problema di fondo, il capitalismo.


Dicono che destra e sinistra non esistono più, ma rimangono quelli che si riconoscono nella destra e quelli che rivendicano il loro sentirsi di sinistra ed allora come la mettiamo?
Facciamo come Gaber, chiediamoci cos’è la destra, cos’è la sinistra, ma soprattutto chiediamoci cos’è il capitalismo perchè il punto, vero, di una società migliore, di una vita migliore per tutti è proprio questo.
Il capitalismo imprenditoriale produttivo e sfruttatore ci ha dato un mondo migliore? Il capitalsimo finanziario parassita e speculatore ha distribuito ricchezza?
Queste sono le risposte che dobbiamo darci, le domande alle quali destra e sinistra devono rispondere e dirci come vogliono uscire da questo mondo governato dai banditi dell’alta finanza, dalle banche.
Qualcuno nel mondo ha già scelto la sua strada, il Venezuela ad esempio ha nazionalizzato, pagandola, la più grande banca nazionale ed ha imposto delle regole al capitalismo dopo essersi liberato dalle multinazionali americane.
Marx diceva che il valore aggiunto di una merce stava nella sua utilità e nel lavoro che era servito per renderla fruibile alla massa.

“Credo di aver dimostrato che le lotte della classe operaia per il livello dei salari sono fenomeni inseparabili da tutto il sistema del salario, che in 99 casi su 100 i suoi sforzi per l’aumento dei salari non sono che tentativi per mantenere integro il valore dato del lavoro, e che la necessità di contrattare con il capitalista per il prezzo del lavoro dipende dalla sua condizione, dal fatto che essa è costretta a difendersi come merce. Se la classe operaia cedesse per viltà nel suo conflitto quotidiano con il capitale, si priverebbe essa stessa della capacità di intraprendere un qualsiasi movimento più grande.

“Nello stesso tempo la classe operaia, indipendentemente dalla servitù generale che è legata al sistema del lavoro salariato, non deve esagerare a se stessa il risultato finale di questa lotta quotidiana. Non deve dimenticare che essa lotta contro gli effetti, ma non contro le cause di questi effetti; che essa può soltanto frenare il movimento discendente, ma non mutarne la direzione: che essa applica soltanto dei palliativi, ma non cura la malattia. Perciò essa non deve lasciarsi assorbire esclusivamente da questa inevitabile guerriglia, che scaturisce incessantemente dagli attacchi continui del capitale dai mutamenti del mercato. Essa deve comprendere che il sistema attuale, con tutte le miserie che accumula sulla classe operaia, genera nello stesso tempo le condizioni materiali e le forme sociali necessarie per una costruzione economica della società. Invece della parola d’ordine conservatrice: “Un equo salario per un’equa giornata di lavoro“, gli operai devono scrivere sulla loro bandiera il motto rivoluzionario: “Soppressione del sistema del lavoro salariato”.

(K. Marx, “Salario, prezzo e profitto”, Ed. Riuniti, pp. 112-113).


Questo è il punto, non la destra o la sinistra, lo spread e cosa ci racconta Monti e non dimentichiamo che l’alta borghesia parassita, gli speculatori, le banche sono molto più forti di noi anche se chi domina il mondo è l’1% e noi siamo il 99%, disperso e diviso.
Caduto il muro di Berlino e scoperti gli orrori e le storture del comunismo “reale”, tutto il mondo si è messo in mano al capitalismo, si è riconosciuto nel capitalismo come se non ci fosse altra forma economico/politica sociale per vivere in un mondo diverso e meno disuguale, che riconosca i diritti dell’uomo.
Molti degli ex comunisti si sono defilati, altri hanno chiesto perdono per i loro peccati, ideologici, altri ancora hanno ripudiato del tutto gli ideali per i quali hanno combattuto per anni.
Io non ho nessuna vergogna nel ritenermi comunista, ne sono orgoglioso.
Il problema di fondo che Marx ed i maestri del socialismo e del comunismo hanno criticato e combattuto è il capitalismo al quale la caduta del muro di Berlino non ha intaccato, minimamente, i suoi interessi. E’ ancora qui in tutto il suo miserabile splendore, anzi è peggiorato perchè da un capitalismo produttivo di sfruttamento di massa siamo passati ad un capitalismo finanziario e parassita che uccide più delle bombe o della catena di montaggio.
Non me ne frega niente di quello che dice Renzi, Bersani, Casini, Di Pietro, Grillo e tutta la banda che partecipa alla festa, con la pancia piena. Voglio che qualche leader politico mi dica cosa intende fare con le banche, i parassiti, la finanza, gli evasori, le multinazionali e così via.
A me non interessano le class action contro le multinazionali, gli avvocati che tutelano i consumatori, nel frattempo morti di fame e le loro vicende giudiziarie spacciate per vittorie del popolo o della democrazia.
La vittoria delle regole, della giustizia, dell’etica, i rimborsi agli azionisti della Parmalat o della Telecom
perchè, accettando tutto questo, stiamo sempre giocando la loro partita, nel loro campo, nel loro cortile e quanto farci giocare o smettere lo decideranno sempre loro, i capitalisti. I parassiti. Disoccupati, esodati, sono già esclusi dal gioco della sopravvivenza. Per adesso sono spettatori, speranzosi di rientrare in campo.
Lo diceva Marx più di cento anni fa, noi lottiamo contro gli effetti mai contro le cause. Prendiamo l’aspirina quando ci vorrebbe il bisturi, usiamo il coltellino quando ci vorrebbe il bazoka.
Ci agitiamo intorno ai mulini a vento che il sistema ci propone, Berlusconi, Bersani, Monti, Casini, Di Pietro, Grillo e tutti gli altri senza colpirne alcuno, stiamo qui a litigare sulla legge elettorale, sul numero dei parlamentari e tutte le stronzate che sono marginali perchè il vero problema è uno solo:
Che vogliamo fare con il mondo finanziario parassita e speculatore del capitalismo moderno?
Questi una volta si affidavano alle guerre, per sterminare milioni di uomini e ripartire con le loro speculazioni. Creavano i boom economici grondanti sangue di milioni di morti per difendere i loro averi, le loro proprietà, adesso non hanno nemmeno bisogno di fare la guerra per sterminare interi Paesi come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo o l’Italia mettendo il popolo alla fame, adesso basta che diano ordine ad un ragazzino di Wall Street di dare l’invio e la Grecia fallisce, l’Italia la segue, il Portogallo pure.
Risparmiano pure sulle bombe e prosperano sul debito pubblico che essi stessi hanno generato per fare profitti.
Orsù, destra, sinistra, che intendete fare per mettere fine a questo scempio?
Affidarci alle preghiere?
Certo che sinchè staremo qui a scannarci tra di noi avrete vita facile, finchè ci affideremo ai capipopolo milionari o ai santoni la vostra festa non avrà mai fine.
Forse, un giorno il Popolo si unirà, si rivolterà e voi non avrete scampo, come non ha vuto scampo la nobiltà parassita francese ed allora sarà rivoluzione.
Su questa strada si sta infilando il capitalismo, ci vorrà tempo ma arriverà al capolinea, io non lo vedrò ma più la gente conosce, si informa e più si renderà conto chi è la vera causa della malattia del mondo, qualcuno l’ha capito 100 anni fa.

Alcoa, Sulcis, Pomigliano e tutti gli altri che lottano insieme. Le P.I. individuali non hanno nemmeno questa possibilità, nemmeno la solidarietà di categoria. Persino i calciatori hanno l’associazione di categoria.


Lo sterminio di massa messo in atto dal capitalismo sfruttatore e dalla finanza parassita delle banche contro i lavoratori è in atto già da tempo. Tra poco scadranno anche le forme di tutela tipo la cassa integrazione, per alcuni sono già scadute ed all’orizzonte non si vede nulla di nuovo se non i, soliti, sgravi alle imprese.
I lavoratori dipendenti possono socializzare e solidarizzzare nella lotta, manifestare insieme, anche se non cambia nulla sul piano economico e di prospettiva per il futuro.
Diciamo che esaurimento e depressione si condividono con chi ha lo stesso problema, è già qualcosa.
C’è una categoria senza nessuna protezione che è colpita, selezionata, dai cecchini del capitalismo che fa meno notizia perchè se buttano in mezzo alla strada 100, 1000, lavoratori la faccenda finisce per qualche tempo sui giornali, ne parlano persino alla televisione. Si occupano gli stabilimenti sperando che l’unione faccia la forza, spesso inutilmente.
Non sempre la vicenda finisce, bene, come nel caso della Innse di Via Rubattino a Milano, quando il padrone voleva smantellare la fabbrica, operativa ed in attivo, per dare spazio alla speculazione edilizia.
Sul piano del lavoro fu una lotta epica che portò alla vittoria, sul piano giudiziario ci sono ancora processi in atto per chi impedì il bliz della Polizia ed occupò la Tangenziale di Milano.

La lotta della Innse non è finita…

Se non altro rimane la dimostrazione che se la lotta è dura e senza tentennamenti qualcosa si ottiene.
A quei tempi presi l’auto ed andai in Via Rubattino per portare la mia solidarietà ai lavoratori, la fabbrica era occupata e fuori c’era un presidio permanente dei lavoratori presidiato dalla Polizia.
Discutevano, mangiavano lì, si davano i cambi ed informavano l’opinione pubblica.
Unità di intenti, condivisione e solidarietà si toccavano con mano, quello che non può fare chi è stato costretto ad aprirsi una P.I. individuale per trovare un lavoro.
Tradotto in italiano: un dipendente, vessato e sfruttato, senza nessun diritto, nessun paracadute sociale ma esposto unicamente ai ricatti del datore di lavoro.
Conosco P.I. individuali che dal mattino alle 6 sino alle 20,30, quando andava bene,  erano impeganti per una azienda sola, dovevano dare disponibilità al sabato e percorrevano più di 100 km al giorno per andare al lavoro, pagandosi la benzina.
Domanda: come può un consulente esterno di una azienda, assunto a contratto ed impegnato dalle 6 del mattino sino alle 20,30 della sera per una sola azienda cercarsi eventualmente altri clienti per crearsi un piccolo zoccolo di sopravvivenza?
Ve lo dico io, non è possibile. Non sono piccole imprese individuali come ci hanno raccontato i vari governi berlusconiani o quello di Monti, sono i nuovi proletari spremuti come limoni e senza nessuna copertura dallo Statuto dei Lavoratori o art.18 che si voglia chiamare.
Da decenni è in atto lo smantellamento sistematico dello Statuto dei Lavoratori, dell’art. 18 ma, per questi lavoratori lo Statuto dei Lavoratori non è mai stato preso in considerazione, è stato ammazzato nella culla.
O prendi o lasci, vale per i grandi professionisti che si possono permettere di non avere tutele perchè si tutelano da soli con le tariffe e con l’aiuto delle leggi che sanno manovrare molto bene avendo disponibilità economiche in grado di sostenerli. Basta vedere le liquidazioni che riescono a portare a casa dallo Stato o dai privati.
Non alludo a questi, alludo a chi è stato costretto ad aprirsi una P. I. perchè, come dipendente, non l’avrebbero mai assunto.
Questi vengono eliminati sistematicamente dai cecchini del capitalismo, prime vittime della crisi colpite in modo individuale e, quindi, senza fare notizia.
Eppure anche loro hanno famiglia, una casa, devono vivere.
Persino i calciatori hanno una associazione di categoria che li tutela, riescono ad avere delle liquidazioni in caso di rottura dei contratti, le P.I. individuali forzate no. Non hanno nemmeno questo e non possono manifestare in massa, occupare aziende, salire sui tetti e fare notizia.
Se una P.I. individuale sale sul tetto per attirare l’attenzione chiamano l’ambulanza e lo fanno portare via con la camicia dei matti.
I giovani che, istigati dai vari Grillo e dal sistema capitalistico, ritengono che la colpa della loro mancanza di futuro sia a causa della pensione dei loro padri o nonni, i diritti che si sono conquistati in piazza con sudore, lacrime e sangue non hanno capito niente e si stanno facendo scippare ogni diritto e la stessa Democrazia.
Lo scrivo e lo ripeto da anni invitandoli a scendere in piazza, occupare le fabbriche, gli uffici, lottare duramente insieme per i loro diritti ma non ho ottenuto niente, si limitano ad accettare i conti che il capitalismo ed i vari stregoni del web mettono a loro disposizione. Un autentico lavaggio del cervello che spinge una generazione contro l’altra dimenticando una cosa fondamentale: noi pensionati siamo l’welfare che il sitema, i governi, il capitalismo parassita ha tolto a loro, arrivando addirittura a tagliare le nostre pensioni direttamente ed indirettamente.
A questo ci hanno portato oltre trent’anni di oblio di classe. Di proletariato assente ideologicamente e fisicamente dalla lotta di classe, hanno accettato supinamente l’individualizzazione della società, del lavoro, convinti di fare parte degli emergenti.
Uno su mille ce la fa, cantava Morandi anni fa, oggi siamo ad uno su 10.000.
E’ questo che offre il capitalismo? Questo è sterminio di massa, come si faceva una volta con le guerre. Adesso ti fanno morire di fame o emigrare, come sono costretti a fare i nostri giovani.
Io sognavo un mondo diverso e per averlo ho fatto fare sacrifici alla mia famiglia, le ore di sciopero riducevano lo stipendio, ma lo Statuto dei Lavoratori l’abbiamo portato a casa, una pensione decente pure.
Per anni vi ho preso in giro, alludo alle nuove generazioni, perchè eravate assenti alle lotte ma presenti in discoteca o allo stadio, al pub, all’aperitivo.
Incitavo alla lotta, alla rivoluzione e facevo dell’ironia sul fatto che non c’era mai un giorno libero per la rivolta.
Sabato e domenica non se ne parla, siamo al mare o in gita. Lunedì è impossibile, siamo stanchi dei due giorni precedenti. Il  martedì serve per prendere atto della situazione, al mercoledì cerco compagni con i quali organizzare la lotta. Il giovedì c’è già chi lancia un’idea per il fine settimana, al venerdì si organizza.
E la rivoluzione? La lotta per i diritti e la Democrazia?
Non serve a nulla, noi non avremo futuro perchè i nostri padri ed i nostri nonni se lo sono mangiato, questa è la filosofia che il capitalismo ed il sistema vi hanno messo in testa.
Tanto vale andare al mare, magari con l’auto comprata con la pensione del nonno. Così quel parassita impara a rubarmi il futuro. Speriamo che campi, ad ogni modo, altrimenti mi sequestrano la macchina.
Buona giornata, oggi mi girano le palle, come da 63 anni a questa parte.
Questo sistema non mi piace, troppi parassiti, troppi politici, troppo ladri, troppi furbi e pochi, direi nessun rivoluzionario.
Io la penso così.
Questo è il vero deserto del vostro futuro, sare tutti delle P.I. individuali senza diritti, servi della gleba a termine.

Io mi fido più di Ingroia che del Fatto simil Libero o del Sallusti più figo e divertente mischiato con Di Pietro, Travaglio. O chi per esso.


Napolitano avrà i suoi difetti, come tutti, ma continuo a non capire questo gioco al massacro del Fatto, e non solo, che da sempre fa una campagna di omologazione al peggio della politica italiana.
Non si salva nessuno, penso che la prima volta che saranno a corto di letame ci prepareranno un bel dossier su Berlinguer o Pertini, anche se di questi tempi il materiale non manca.
Fingo di non capire ma temo di avere capito tutto e da un pezzo, non si tratta più di mettere in risalto i politici corrotti, concussi o ladri in generale si tratta di fare di tutto un letamaio anche delle debolezze intrinseche della democrazia.
E’ questo che mi spaventa, mi puzza, che denuncio. Il gioco allo sfascio porta sempre ad un fascio, che sia littorio o meno poco importa questo atteggiamento porta solo alla ricerca dell’uomo forte e probo in una parola al regime.
Lo stesso gioco sporco che pratica Grillo la destra in generale e negli ultimi anni anche i giovani virgulti del Pd che, giustamente, si lanciano contro i vecchi notabili del Pd ma non hanno la capacità di emarginarli politicamente nelle sezioni o nei circoli come si chiamano adesso.
Di Berlinguer, il grande e mai dimenticato Pajetta diceva: si è iscritto sin da giovanissimo alla direzione del Pci.
Ma Berlinguer era Berlinguer e Pajetta ne aveva la massima stima ed il massimo rispetto.
Anche Renzi è diventato sindaco da giovane e non essendo abituato a volare alto più che un’aquila si è dimostrato un piccione, i piccioni sono più numerosi delle aquile in modo particolare negli oratori dove Renzi ha trovato lo zoccolo e la linfa per essere eletto.
Io non vedo in giro giovani del Pd all’altezza dei vari Longo, Berlinguer, Pajetta, ed altri di pari età ma mi accontenterei anche di questi se avessero un minimo di modestia e meno arroganza, non basta qualche ospitata a Ballarò o da Santoro per ritenersi rappresentanti del nuovo, la fama che la televisione regala non è proporzionale alle capacità che sono tutte da verificare.
Detto questo mi pare che il livello di rappresentanza politica sia scaduto da tutte le parti, sopravvivono di propaganda e di slogan buoni per la pubblicità ma non per affrontare i problemi che il capitalismo economico e parassita delle banche ci piazza davanti tutti i giorni.
Anche chi crede di cambiare il mondo con la rete si è reso conto, meglio dire come avevo già anticipato io mi sono reso conto che la prova dei fatti è totalmente diversa dalla rendita della propaganda disfattista e radicale.
Parma insegna e faccio più il tifo io per Pizzarotti di chi lo ha candidato, sorretto e condizionato.
Chi vuole intendere intenda, la cosa è in bella evidenza, già formare una giunta diventa un problema figuriamoci governare una città sommersa dai debiti.
Si tratta solo di decidere se fare una rivoluzione totale, salvo sorprese una volta che è conclusa, nel senso che si imbocca un tunnel senza sapere dove porterà, se a destra o a sinistra.
Perchè lo crediate o no destra e sinistra esistono ancora nel cuore della gente, sinistra significa democrazia e partecipazione, destra significa capitalismo e sfruttamento, un ritorno nell’ottocento a 20 ore di lavoro al giorno.
Ricchi sempre più ricchi ed incontrollate e poveri sempre più poveri e massacrati.
Si dice che un buon giornale si limita a citare i fatti ma il problema è proprio questo: sono fatti reali o sono fatti che diventano tali in quanto pubblicati su un giornale o dieci giornali?
Molti di voi che mi leggete sanno che provengo da una famiglia fascista, la prima cosa che ha fatto mio padre quando dal Veneto siamo emigrati a Milano, ero fanciullo alle prime masturbazioni, mi ha portato davanti alla Stazione Centrale, imponente per uno che arrivava da un paesino della bassa veronese, e mi ha detto: questa l’ha fatta il duce.
E’ in quel momento che nella mia testa di bambino mi sono fatto la certezza che con un uomo forte, onesto, capace al comando tutti saremmo stati meglio e garantiti.
Molto meglio che con la democrazia e la Democrazia Cristiana che mi ha governato per 35 anni della mia vita con una spruzzata di socialismo da bere finito tra le monetine.
Fortunatamente la mia passione per l’uomo forte e probo è durata pochi anni, dopo nemmeno un decennio sono diventato comunista ed ho capito che nessun uomo forte di destra sarà mai dalla parte del popolo.
L’unico uomo forte, in certi periodi direi onnipotente, che questa filosofia ha portato è stato, e lo è ancora, Berlusconi. Evidente non ero il solo a pensare che un uomo al comando avrebbe risolto tutto, era diventata l’idea della maggioranza degli italiani.
Io avevo 10 anni, più o meno,quando lo pensavo ma quelli che lo hanno votato ne avevano dai 18 in su eppure  hanno sbagliato tutto senza avere nemmeno un padre fascista come il mio.
L’avevo capito subito, l’abbiamo capito subito in tanti ma non abbastanza, che con Berlusconi il piduista, l’imprenditore corrotto e corruttore, intrallazzato con la banca Rasini che gestiva i soldi della mafia al nord, che saremmo fini ti nel baratro e nel regime mediatico.
Le leggi ad personam sono lì a testimoniare che il tipo ha condizionato e dominato la politica italiana per un ventennio, direttamente controllando il parlamento, mentre negli anni precedenti si limitava a corrompere il primo ministro suo compare ed amico, Bettino Craxi.
Quindi andiamo piano con il qualunquismo, con il disfattismo, con lo spargere letame su tutti e tutto, insinuare dubbi che diventano certezze mediatiche, rifiuto della politica e perdita di ogni speranza di democrazia, tanto sono tutti uguali.
Lo scrivo adesso sperando che non si avveri, questo modo di fare politica ed informazione non porterà a nulla di buono se non ad un regime mediatico che genererà il mostro, il salvatore della Patria, l’unto dal signore e dai giornali di regime e dall’opposizione più opposizione che c’è, quella che gioca al massacro e che trova tanto consenso tra i frequentatori del web, quelli che sono contro la casta. Che vogliono buttare via la cesta con le mele buone e quelle marce.
L’uomo forte, probo, il salvatore della Patria potrà anche chiamarsi Antonio, omaggio al vota Antonio di Totò, ma non sarà niente altro che un Berlusconi II°.
Non per nulla, a destra, hanno cercato di spingere la figlia Marina che è peggio, molto peggio di lui.
Temo che con questo andazzo daranno vita ad un nuovo mostro che riuscirà a surclassare persino Cetto La Qualunque, non so se il grande Antonio Albanese riuscirà a dar vita ad un essere ancora più spregevole.
Solo la propaganda disfattista e di regime, solo la stupidità della maggioranza degli italiani sarà in grado di generare il mostro più mostro di tutti ed arriveremo a rimpiangere Berlusconi e La Qualunque.
Io non credo che i politici, i rappresentanti del popolo, dei partiti, siano tutti uguali. Non lo crederò mai.
E’ come se Grillo, Travaglio, Renzi, sallusti, Belpietro e compagnia bella dicessero che gli elettori italiani sono tutti uguali. E no, io non ho mai votato Berlusconi, sono innocente ed i colpevoli sono dall’altra parte e lontani, politicamente, chilometri da me.
Io non sono uguale e come me, uniti nella nostra diversità, ce ne sono a milioni.
Ieri ho sentito su Radio Popolare una intervista di Ingroia totalmente diversa da quello che ci propinano i giornali e Di Pietro sulla faccenda di Napolitano e le intercettazioni, oggi leggo su Repubblica on line:

Trattativa, Ingroia difende Napolitano
“Evitare qualunque strumentalizzazione”

“Il Capo delo Stato ci sprona ad accertare la verità”
Io credo ad Ingroia, anche se non ho ancora capito a chi giova spargere il letame, ne ho solo una mezza idea.
P.s. Nel Pci Napolitano faceva parte di una delle due anime, io ero nell’altra. Per fare un esempio reale e non mediatico dirò che io ero nel Pci di Sesto San Giovanni, dall’altra parte c’era Penati.
Con questo non voglio dire che Penati è colpevole, sono problemi suoi, voglio solo dire che a priori non lo difenderò mai. Ci deve pensare la Giustizia.
Non capisco però come mai, anche a sinistra, ci siano decine e decine di Sallustini, Belpietrini, Travaglini, Ferrarini che mestolano nel torbido alla ricerca di scheletri nell’armadio di Napolitano. Non potevano indagare una trentina di anni fa?
Il fatto che a difendere Napolitano ci sia Casini fa parte del gioco al massacro, non è una garanzia.
Per quanti decenni la destra ha cercato di sputtanare Berlinguer spacciandolo per un ricco borghese che voleva la dittatura comunista?
E sua figlia, Direttrice del Tg3, giornalista capace e seria viene citata ad esempio di nepotismo dalla destra fascista e servizievole italiana e non solo?
Il più bravo giornalista di tutti, il Migliore, offre un saggio di grande ironia dove non si salva nessuno, lui escluso ovviamente. IL metro svizzero dell’informazione, obiettività, l’unica fonte di verità dell’ultimo ventennio.
Marco Travaglio.

Corazzieri, pompieri e trombettieri sul Sacro Colle


Non importa chi vincerà gli europei, l’importante è massacrare la Germania. Magari rivivremo il famoso 4 a 3 del Messico, la prima partita che ho visto a colori. La butto in politica economica.


Parecchie delle gioe più grandi sul piano sportivo sono dovute alle mazzate che abbiamo dato alla Germania dal mitico 4 a 3 in Messico al 2 a 0, in casa loro, nel 2006.
Al secondo gol di Del Piero mi sono ribaltato ed ho pensato alla libidine che avranno provato qualche milione di nostri emigrati in Germania che pochi giorni prima erano stati sbeffeggiati sui giornali con spaghetti e pizza.
Non solo loro, ovviamente, ma il mandolino l’abbiamo suonato noi.
Vanno massacrati, sportivamente, perchè noi siamo pacifisti, ma va fatto. E’ imperativo.
Non ho niente contro i tedeschi, odierni, se non fosse per le migliaia di lapidi che in ogni angolo d’ Italia ci ricordano cosa sono stati capaci di fare.
Hitler voleva la grande Germania e gli alleati glielo hanno impedito anche se il fallimento di Hitler ci è costato milioni di morti civili e lo sterminio dei campi di concentramento.
La Merkel, lo scrivo da tempo, sta riuscendo dove ha fallito il suo predecessore usando l’euro al posto dei Tiger panzer IV ma con lo stesso obiettivo, la sottomissione dell’Europa alla grande Germania.
Non tutti sanno che la Germania deve 70 miliardi di euro alla Grecia per danni di guerra, basterebbe solo che saldassero il debito e la Grecia non sarebbe in queste condizioni.
I capi di governo europei, prima di sedersi al tavolo con la matrona per discutere il salvataggio dell’euro, dovrebbero pretendere il saldo del dovuto alla Grecia se avessero gli attributi.
Ieri Monti ha ricordato alla Merkel che i primi a forare dalle regole economiche sono stati proprio la Germania e la Francia nel 2003, se non altro rispetto a Berlusconi e Sarkozy ha dimostrato di avere gli attributi.
Sarkozy, per 5 anni, si è limitato a leccare il culo alla Merkel e la sconfitta elettorale che ha subito in Francia l’ha colto ad opera incompiuta. Troppo grande l’impresa.
Berlusconi, che è un piazzista non da poco, ha capito che è cambiato il vento ed allora ha cambiato la merce sulla bancarella della politica, ieri a Fiuggi deve aver bevuto parecchio ed infatti, puntualmente perchè l’acqua Fiuggi funziona, ha detto la cagata: Berlino esca dall’euro. Dare addosso alla culona, come la chiama lui,  in questi tempi fa molto figo e riscuote successo sul piano della propaganda ma è giusto ricordare alcune cose.
Una delle prime cose che ha fatto il piduista presidente del consiglio è stato cambiare il fornitore delle auto blu governative e non solo, anche quelle della Polizia e quant’altro.
Siamo stati invasi da Mercedes, Audi, Bmw, tutte a 6 cilindri , blindate e quella che consumava meno faceva tre chilometri con un litro. Non dimentichiamo che   il Milan sponsorizzava l’Opel è un po’ tardi per fare lo spiritoso.
Certo che Berlusconi non è solo in questo autolesionismo esterofilo, molti di noi hanno auto o elettrodomestici tedeschi persino io anni fa ho comprato la lavastoviglie Bosch.
Siamo convinti che le auto tedesche sono le migliori e nessuno ce lo toglierà mai dalla testa.
Noi italiani abbiamo una sola certezza, l’erba del vicino è sempre più verde della nostra.
Faccio notare che Sarkozy, pur impegnandosi allo stremo con la Merkel, non si è mai sognato di comprare auto blu dai tedeschi, si è fatto andar bene le auto francesi.
La Merkel sta riuscendo ad imporre la grande Germania al resto d’Europa usando l’euro al posto dei Tiger Panzer IV, da anni i tedeschi si stanno comprando la Grecia isola per isola e dopo toccherà alle altre nazioni, per il momento si limita ad esportare in abbondanza perchè l’autolesionismo dei popoli non ha limite.
L’alleanza che ha sconfitto la Germania dei Tiger Panzer non è in grado di sconfiggere la potenza dell’euro tedesco, l’economia preponderante della Germania.
L’altra volta il delirio di Hitler ci è costato milioni di morti, anche civili oltre allo sterminio dei campi di concentramento, questa volta l’incapacità dei leader europei e mondiali produrrà milioni di morti per fame.
Questo deve farci riflettere ed ogni volta che compriamo un frullatore tedesco dobbiamo essere consapevoli che così facendo rendiamo sempre più potente il nostro aguzzino.
L’economia globale è silenziosa come il gas ma ha lo stesso effetto se non la combattiamo con tutte le nostre forze.
Detto questo, dato che siamo pacifisti, puntiamo a massacrare la Germania sul piano sportivo e spero proprio che tocchi a noi, abbiamo dei buoni precedenti e siamo la loro brutta bestia.
Incrocio le dita e spero di godere come nel 2006. Il tricolore è pronto, non è importante vincere gli europei, è sufficiente massacrare la Germania della Merkel, che il sorriso le diventi una smorfia.
Tanto non si noterebbe la differenza.

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