A Milano abbiamo un problema. Il pitbull, da combattimento anti rom De Corato, non sa più chi attaccare. Pur di farsi notare e conquistare un trafiletto su un giornale qualsiasi va bene anche Famiglia Cristiana. Giornale comunista.



Per tutto il tempo in cui è stato vice sindaco della Moratti è stato il garante- custode della sicurezza a Milano, generalmente in coppia con Salvini, dando la caccia ad extracomunitari ed ai rom diventando il recordman degli sgomberi di insediamenti rom.
De Corato era, ed è, un fascista ed ha giocato un derby continuo con Salvini il nazileghista che aveva proposto gli autobus per immigrati, una gara per conquistare il podio del più feroce ed il più fantasioso nelle azioni spettacolari da sceriffo fuorilegge.
Memorabile la gazzarra messa in piedi, più o meno di questi tempi e con temperature sotto lo zero, sempre in coppia con Salvini per lo sgombero del campo rom di Via Rubattino. Pare si vantino di avere effettuato oltre 500 sgomberi in tre anni.
Megafoni,ruspe, schieramento di forze dell’ordine  in assetto da combattimento, hanno distrutto baracche e ricoveri buttando in strada in strada donne, anziani e bambini che da anni si erano integrati nel quartiere.
La maggioranza dei bambini frequentavano regolarmente la scuola ed un comitato di genitori e d insegnanti ha tentato una difesa disperata dei bambini ma non c’è stato niente da fare ed eravamo ben sotto lo zero, li hanno buttati in mezzo alla strada senza nessuna pietà.
De Corato stava a Milano come Amon Goeth stava a Camp Plaszòw, quello di Schindler list, Amon per rilassarsi sparava sugli internati del campo dalla terrazza di casa ad uno alla volta ed a caso per godersi il terrore degli altri prigionieri. De Corato preferiva le azioni di massa e scorrazzava per tutte 
le periferie  seguito dalla sua scorta a cacci di rom, emarginati, barboni, povera gente alla quale rendere la vita ancora più impossibile di quella che stavano vivendo.
Eterno secondo di qualcuno, politicamente, non è mai emerso del tutto pur applicandosi con ferocia e dedizione, sono convinto che se la destra riconquistasse Milano avrebbe più possibilità di fare il sindaco il Trota che non De Corato.
Altra prerogativa dell’ex vicesindaco fascista di Milano era la capacità di speculare su qualsiasi incidente, rapina, rissa, tumulto, avvenisse in città purchè i protagonisti fossero extracomunitari o stranieri, lui era un garante della sicurezza a senso unico perchè ha una certezza su chi siano i buoni e chi i cattivi.
La distinzione, nel cervello di De Corato, non avviene tra chi commette un reato e chi non prende nemmeno una multa per divieto di sosta  sarebbe un segno di democrazia, cosa incomprensibile per un nazileghista come Salvini figurarsi per un fascista come De Corato , ma se chi ha commesso il reato è straniero extracomunitario o meno o no, è dei nostri.
Se nel corso di uno scippo, un furto, una rapina, i banditi in fuga investivano un cittadino qualsiasi uccidendolo erano italiani, faceva parte della normale violenza che è presente in tutte le città del mondo, anche le migliori.
Se la stessa cosa aveva come protagonisti, in negativo, degli stranieri, extracomunitari, immigrati clandestini allora De Corato arrivava massimo in 24/36  ore con 5 0 6 auto di vigili urbani al seguito, poi dicevano  che mancavano i vigili davanti alle scuole, erano tutti di scorta a De Corato, bloccavano l’incrocio, le vie, il traffico per rendere omaggio alla vittima di tanta ferocia cercando di farsi notare il più possibile.
Ora le vittime sono tutte uguali, ognuna di esse merita il nostro cordoglio ed il nostro rispetto, sia che sia vittima di un italiano che di uno straniero, un delinquente è un delinquente al di là delle provenienza o del colore della pelle, evidentemente per De Corato non è così, se le coltellate te le dà un italiano sono buone, se è straniero sono cattive.
Adesso non sa più che fare per farsi notare, difende le automobili in centro, per dimostrare che le polveri sottili e lo smog non fanno male è disposto a fumarsi la marmitta di un Suv, le magliette con le scritte contro la giunta, in difesa dei cittadini, le ha già fatte Salvini e non è giusto copiare anzi adesso è il momento di distinguersi.
Così, nella speranza di conquistare qualche pagina interna nei giornalini di quartiere, attacca quotidianamente Pisapia, con scarsi risultati, ed allora per avere più visibilità, passare se non alla storia almeno alla cronaca, si scaglia contro Famiglia Cristiana  colpevole di averlo intervistato. Motivo della contestazione, troppo buonismo.
E’ partita la zona C a Milano per la riduzione del traffico privato ed inutile, con questa iniziativa Milano si avvicina alle migliori città europee ma, De Corato e Salvini ne hanno approfittato per diventare i paladini del Suv, della Monovolume che scorrazza per il centro, all’interno dei bastioni.
L’operazione pulizia etnica di Via Rubattino, sponsorizzata e pubblicizzata alla grande, con un Salvini munito di megafono ,di bava alla bocca e De Corato al seguito,  scatenati contro i bambini lasciati al freddo, sotto zero, all’alba di un mattino di gennaio è costato alla lega un -8% dei voti ed al centrodestra in generale la perdita, finalmente, del governo della città.
Speriamo continuino così. 

Ieri sera da Fabio Fazio c’era Roberto Maroni, in versioni soft. Ha ricevuto anche degli applausi. Quando un boia passa per martire.


Devo ammettere che le domande di Fazio erano pertinenti, sottilmente sagaci, anche se Maroni ha cercato di svicolare parlando del governo Monti.
E’ stato abbastanza veritiero sulla situazione all’interno della lega e della gestione del partito alla nord coreana. Dotato di una dialettica impensabile in un leghista, al confronto Cota ne esce distrutto, ci ha pure fatto ridere quando Fazio perfidamente gli ha prospettato una successione alla guida della lega alla Kim Yong con il Trota che succede al padre.
Credo che anche tra i nazisti o i fascisti ci possa essere stato qualcuno che, preso singolarmente in una serata di festa, potesse risultare simpatico. Ciò non toglierebbe nulla al fatto comunque sarebbe sempre stato nazista o fascista. Al massimo avrebbe fatto parte dei simpaticoni del regime anche se al processo di Norimberga non ne avrebbero tenuto conto.
Detto questo sappiamo che Maroni suona anche il sax, sa fare le battute e gode di una certa simpatia. Il lato estetico lo lascio giudicare alle donne.
Sappiamo tutti che nelle trasmissioni televisive c’è un addetto agli applausi che dà il via quando il momento è opportuno per alzare l’audience.
Il pubblico di Che tempo fa è un pubblico evoluto, di sinceri democratici, non dico schierato a sinistra ma attento alle tematiche che la vita moderna ci propone, dai diritti umani, alla difesa dell’ambiente, alle lotte di liberazione, alla difesa della democrazia e della Costituzione.
Ieri sera avevano davanti un martire paragonabile ai giustiziati delle bande mafiose che, certamente, non stimolano la mia solidarietà e tanto meno la mia solidarietà.
Avevano davanti l’ex ministro degli Interni battezzato, divinamente dal genio creativo di Antonio Albanese il ministro del terrore.
Un uomo che da decenni fa leva sulla xenofobia ed il razzismo  per dividere, spaventare, gli italiani e metterli contro gli immigrati, clandestini e non. Uno che rifiuta la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati nati in Italia che parlano l’italiano meglio di noi e sono più integrati nelle nostre città rispetto a certi provinciali del nord est che risultano sempre fuori luogo e fuori di testa.
Uno che ha sulla coscienza, grazie alla sua politica, qualche migliaio di morti annegati nel Mediterraneo il mare che è nel cortile di  casa nostra, da non confondere con cosa nostra.
Uno che prova simpatia e solidarietà per un nazista indegno del genere umano come il sindaco di Adro Lancini, un suo simile, che ieri sera si è presentato come vittima bonaria pronta a perdonare l’ennesimo delirio di Umberto Bossi un essere immondo che riesce ad essere peggio di Borghezio, in competizione con lo stesso in gesti dell’ombrello, esposizione di dito medio ai giornalisti ed ai cittadini, uno che passa le giornate a lucidare la canna del fucile in attesa della rivolte. L’unica cosa dove sono alla pari, Bossi e Borghezio, è nell’insulto sistematico ai mussulmani.
Avevano come ospite un personaggio che negli anni in cui è stato al governo ha votato e proposto alcune delle leggi più orrende che la  nostra Repubblica abbia mai emanato, personalmente lo considero un delinquente, uno che istiga all’assassinio di razza insieme all’altro imbecille di Salvini che spolvera Milano con proposte degne del nazismo o del razzismo dell’America sino agli anni 60 o, visto che hanno investito in Tanzania, al Sud Africa ai tempi dell’apartheid.
Bene, ho trovato estremamente fuori luogo gli applausi rivolti al Maroni in versione soft, un fascista mimetizzato da democratico, al quale non so chi, abbia deciso di farlo applaudire in quanto vittima di una scomunica da parte del suo compare  più impresentabile di lui.
D’accordo che il capo della claque deve guadagnarsi lo stipendi ma, dare il via agli applausi di solidarietà ad un nazileghista, decisamente l’ho considerato immorale, indecente, orrendo.
Il pubblico di Che tempo che fa ha perso una occasione di dare una lezione di civiltà, antirazzismo, democrazia e di un’Italia Repubblica democratica nata dalla Resistenza e dall’anti fascismo.
Una gelida indifferenza sarebbe stata più consona al personaggio, doverosa espressione di presa di distanza da un ex ministro xenofobo e razzista che ha subito un torto dai suoi degni compari.
Se Bossi l’avesse  spedito in Africa a bordo di un barcone,  baracca del mare, al massimo l’applauso l’avrei fatto a lui.
Avremmo avuto un razzista in meno che avrebbe potuto fare esperienza del trattamento da lui riservato agli immigrati in prima persona.
Avrebbe potuto mandargli dietro il Trota con una telecamera per fare un reportage da riportare sulla prima pagina della padania.
Ecco il trattamento che la lega riserva ai dissidenti, corrispondenza del Trota, in predicato per la successione del nostro capo supremo fondatore della padania, Umberto Bossi.
Se isoliamo un piranha, non lo vediamo all’opera nel branco e lo mettiamo in un acquario, c’è il rischio che risulti interessante, piacevole. Basta non infilare una mano nell’acquario. 

E’ tutta mattina che mi ronza in testa questa canzone, non mi mette tristezza, mi da la consapevolezza che siamo tutti uguali. Leghisti esclusi.


Mentre ronza nella testa, ogni tanto, mi viene lo stimolo di di cantare a squarciagola la frase: come è amaro stù pane.
Siamo tutti napoletani, abbiamo tutti un cielo da rimpiangere ed è questo che ci rende grandi, umani.
Siamo carne da macello, sò emigrante, canta Merola.
Siamo immigrati ed emigranti nel nostro unico paese, il mondo.
 

Forum razzisti sul web: Casseri è un nostro eroe. Bene, imitatelo e suicidatevi anche voi. Come hanno fatto i gerarchi nazisti.


I fascisti si sono sempre distinti per la necessità di eroi negativi che giustificassero i loro deliri razzisti ma non sempre hanno a disposizione “l’eroe coraggioso” che si spara alla gola o alla tempia.
Si devono accontentare degli emulatori da web che portano avanti la caratteristica peculiare dei coraggiosi fascisti  che era rappresentata dagli squadristi.
La loro caratteristica peculiare per dimostrare coraggio e dedizione alla causa è sempre stata quella dell’assalto in 20 contro uno.
Lo dicono loro stessi riferendosi a Casseri che, come eroe, sta ai fascisti come Mangano sta a Berlusconi e Dell’Utri, cita Repubblica: “Come pochi ha avuto il coraggio di fare ciò che dovremmo fare tutti in massa.”
Ovviamente i camerati nostrani, anonimi e mimetizzati per bene, quando succedono questi omicidi o qualche pazzo spara all’impazzata contro la gente come in Svezia vomitano nel web tutta la loro cultura, xenofobia,razzismo e giustificazioni per gli omicidi o le stragi.
Basti pensare a quello che ha detto Borghezio che adesso ha la camicia verde ma non ha mai tolto da sotto quella nera che indossava ai tempi dello squadrismo giovanile quando, con il suo manipolo, si dedicava a bastonare dei poveretti in 20  contro uno.
Insisto con il 20 contro uno perchè deve essere inserito nel manuale del piccolo balilla come garanzia di autodifesa fornita dalla schiacciante superiorità numerica, quando hanno cercato di battersi in venti contro cinque, come succedeva negli anni 50/60, sono stati capaci di prenderle.
Comunque mi rifaccio alle parole di questi derelitti se Casseri era un eroe facciano come lui e si sparino un colpo alla gola o alla testa e lo diventeranno anche loro.
Li ricorderemo con simpatia per aver ripulito il mondo dalla feccia razzista e fascista.
Come ho già scritto in occasione del 42° anniversario della strage di Piazza Fontana, che ha dato il via alle stragi di Stato fasciste, considero i tempi che viviamo molto simili a quegli anni, il Paese è in una crisi profonda ed i fascisti parlano di complotto non è detto che facciano ripartire la strategia della tensione con operazioni di questo tipo che verranno cavalcate dal sistema per reprimere la democrazia, i diritti, l’equità e la giustizia con la scusa della crisi economica e del pericolo del terrorismo nero.
Un altro camerata, riporta sempre Repubblica, si dichiara contento che ci siano due invasori in meno, fortunatamente non ha usato il linguaggio da ultras, avrebbe potuto dire siamo due a  uno per noi.
Tutto ciò dimostra che il fascismo non è mai morto, che la P2 li ha coltivasti e protetti sino a portarli al governo e che forse è il momento di ricominciare una nuova Resistenza morale, culturale, di informazione e che venga finalmente fatto rispettare l’articolo della Costituzione che riguarda il reato di apologia del fascismo.
Le forze dell’ordine devono stanarli ed arrestarli a cominciare da Borghezio che, per quello che ha detto e che continua a dire, dovrebbe avere l’ergastolo. 


La storia di questo bar è troppo divertente, ne ridevo con l’edicolante, il razzismo colpito al cuore. E nelle tasche.


 Ne ho scritto ancora di questo bar, abbastanza grande, che si trova sotto i portici non molto lontano da casa mia è di fianco all’edicola dove compro il giornale.
L’italiano, nel senso di lingua, è poco frequentato c’è una vasta gamma di dialetti del sud oppure tentativi di avvicinarsi alla lingua di Dante con accenti decisamente marcati.
In larghissima parte è frequentato da pensionati che passano l’intera giornata a giocare a carte o a discutere di calcio, i tavolini all’esterno sono occupati anche d’inverno, specialmente se è mite come adesso, sono tutti pensionati che che non avranno il blocco della svalutazione spero, per loro, che almeno abbiano la casa di proprietà ed il bello di tutta la questione, oltre al fatto che passano lì la giornata consumando poco o niente, è che quello che vota più a sinistra di tutti vota pdl, gli altri votano lega.
Mi capita spesso, volutamente fingendo di leggere qualche cartello di ascoltare i loro discorsi di un qualunquismo da pelle d’oca e di un razzismo da fare invidia a Borghezio.
Ha molto del bar dei circoli di sinistra o cattolici dove ti lasciano passare la giornata ai tavoli anche se prendi solo un caffè, non siamo in centro e non siamo a Nizza dove, appena ti siedi, arriva il cameriere per l’ordinazione con il supplemento per il servizio al tavolo esterno e per questa ragione, puramente economico parassita speculatoria è abbastanza frequentato.
Mi ha sempre impressionato, delle loro discussioni, non il qualunquismo di frasi fatte alla Tg4 o Studio Aperto quando parlano della situazione politico economica attuale dovuto anche al fatto che l’unico giornale che leggono, a gratis, è la Gazzetta dello sport ma il razzismo e la cattiveria che esibiscono quando parlano di immigrati e di stranieri.
Fa ancora più impressione per i motivi che ho scritto prima, tolti tre o quattro che parlano un simil milanese gli altri hanno tutti un accendo che più in su della Calabria non arriva, forse alla Campania ma non ne sono certo, in poche parole sono emigranti ospiti a Milano da decine di anni ma non ancora integrati, almeno sul piano della lingua.
Poveri crudeli con altri poveri. Il bar trasmette le partite su Sky ed è l’unico momento che l’intelligenza si esprime al massimo con boati , quando segna la squadra del cuore, il cui eco arriva sino a casa mia, a qualche centinaio di metri.
Il bar era in crisi da anni ed è abbastanza comprensibile con consumatori di quel calibro, molto frequentato ma senza un euro che movimentasse il mercato, l’economia, consumi che muovessero il pil.
Il proprietario, forse esauritosi con il volontariato senza scopo di lucro, ha deciso di vendere ed indovinate un po’?
L’hanno preso i cinesi, da circa una settimana.
D’accordo che non sono marocchini, albanesi, romeni, ucraini, africani, ma ve li immaginate i razzisti nostrani immigrati che da almeno un decennio hanno sputato veleni contro gli immigrati extracomunitari e non?
Io lo scrivo subito, a scanso di equivoci, se i cinesi permetteranno loro l’andazzo di prima e cioè occupare tavolini esterni ed interni per 18 ore al giorno bevendo un caffè o una birra entro poche settimane saranno ancora razzisti, contrari agli immigrati che andrebbero rimandati a casa loro o affondati direttamente con i loro barconi, voteranno ancora lega ma con un distinguo: i cinesi non sono come i nord africani, gli albanesi, con i cinesi ci si può convivere anche se siamo razzisti.
Quando di dice federalismo a ore, razzismo a ore, cervelli al macero in funzione di un gretto egoismo ed interesse.
Proporrei ai nuovi proprietari, per il lancio e l’inaugurazione del locale, di invitare come ospite d’onore il Trota, tema della serata: il razzismo leghista e l’integrazione con i cinesi.
Sottotitolo, come convivere pacificamente con gli extracomunitari se ci lascino giocare a carte, fornite da loro, per 18 ore al giorno al costo di un caffè e riscaldamento compreso.
Ve bene il razzismo, l’ideale della razza padana ma, se è conveniente, si può anche chiudere un occhio ed essere tolleranti.
Almeno con i nuovi proprietari che, sono cinesi, ma sembrano umani come i padani.
La foto somiglia molto ma non è quella del locale in questione, è presa dal web. 

Non è una novità ma ieri i leghisti alla Camera hanno fatto più schifo del solito. Razzismo,xenofobia, immigrati, meridionali.


Dopo essere stati complici e succubi delle leggi più orrende ed anticostituzionali della nostra storia democratica, compresi gli ultimi tre anni e mezzo che ci hanno portati alla rovina, la lega ieri ha cercato  di smarcarsi invelenita dalla perdita di poltrone e ministeri.
Per farlo è tornata al dna che ne ha permesso la nascita, razzismo, xenofobia, immigrati, federalismo anti italiano, mancava solo la secessione.
Uno spettacolo indegno al quale hanno risposto a tono, Casini e Bersani stigmatizzando un comportamento che che ha umiliato le istituzioni, l’educazione, la civiltà e la nostra storia.
Per recuperare una base che, se pur tardivamente, ha capito che i loro rappresentanti eletti ed i ministri nominati nell’ ex maggioranza hanno pensato solo alle mangiatoie, alle poltrone, a sistemare parenti ed amici incapaci in incarichi pubblici che garantiscono uno stipendio, una rendita sicura per chi non sa fare niente come il figlio del capo.
Le elezioni di Milano, Mantova e di altre città  nelle quali si è votato nel 2011 hanno mandato una puzza di bruciato, a Milano -8%, che li ha spinti a ricorrere al vecchio collante che li ha tenuti insieme razzismo e xenofobia nella speranza di recuperare una base che tra abbandoni, critiche e rivolte ha cominciato ad abbandonare la stalla.
Inutile ripetere per l’ennesima volta le solite statistiche su quanto incida il lavoro degli immigrati nel nostro Pil, quanto incidano i contributi Inps e le tasse che pagano regolarmente nel nostro paese, hanno il sangue, marcio, alla testa e sono incapaci di qualsiasi ragionamento.
Si pensava, attraverso le cronache, che i personaggi peggiori che la lega riesce a proporre ed esprimere fossero in periferia, come il sindaco di Adro, Lancini o quello di Cittadella, tanto arroganti, ignoranti quanto disumani e senza rispetto per gli esseri umani, specialmente i bambini, immigrati ed invece abbiamo visto che i peggiori sono proprio i parlamentari ed in modo particolare la parte femminile degli eletti.
Non sono riuscito a trovare nel web le foto con le espressioni, i gesti, l’arroganza con la quale hanno manifestato il loro disappunto al discorso di Bersani quando li ha chiamati in causa direttamente ed ho dovuto ripiegare sulla foto dei loro caporioni nel momento in cui si sono resi conto del crollo del governo, della perdita delle poltrone.
Per recuperare consensi dagli intestini padani, sono tornati con i loro discorsi talmente indietro nel tempo da attaccare i meridionali come 25 o 26 anni fa, avevano talmente la bava alla bocca che quasi si dimenticavano di attaccare gli immigrati.
Mi fanno talmente schifo che non mi basta nemmeno più definirli, come faccio da anni, nazileghisti.
Questi vanno talmente oltre che se continuano di questo passo rimpiangeremo il razzismo dei fascisti o dei nazisti come la politica della seconda repubblica, fasciopiduista e nazileghista, ci ha fatto rimpiangere la politica democristiana-socialista della prima.
Mi auguro, razzisti a parte come gli appassionati di Borgezio, che continui l’emorragia di voti della lega da parte di chi, in buona fede, li ha votati credendo in una politica più sana e consapevole degli interessi del popolo, come lo chiamano loro, continui perchè questa gentaglia che hanno eletto oltre a manifestare i vizi peggiori dei democristiansocialisti, dal nepotismo alle mangiatoie, alle poltrone, hanno aggiunto tonnellate di razzismo e xenofobia mettendo in pericolo la base di tutte le società civili ed evolute, la convivenza pacifica.
Per il momento le varie anime leghiste hanno rimandato la resa dei conti al loro interno, autentiche faide come quella avvenuta a Varese per il nuovo segretario politico, spero che il vecchio collante che hanno ripristinato sia come il tubetto di Attak che abbiano nel cassetto da qualche anno, quando ci serve risulta secco ed inefficace.
Che vadano allo sfascio.
Già Salvini a Milano ha usato il razzismo, ampliato con il megafono, contro i bambini rom di Rubattino ed ha perso l’8%, spero che il solito rigurgito di nazismo al quale ricorrono quando si sentono traballare la poltrona li porti al tracollo elettorale, sono indegni di sedere in un Parlamento di un paese democratico e civile. 

Adesso che hanno un nuovo parlamento spero che le scorte, auto blu e stipendio lo ritirino a Mantova.


Dopo la partecipazione attiva e da protagonisti alla grande abbuffata di Roma ladrona i leghisti hanno, riscoperto, la padania ed il parlamento di Mantova.
E’ bastato che perdessero poltrone, privilegi e ministeri per ritornare secessionisti e sputare sull’Italia e sulla nostra Costituzione, belli satolli sono tornati a prendere per il culo i loro elettori.
Scusate l’eufemismo  ma scrivere prendere in giro non rende l’idea di quanto siano vermi gli eletti e stupidi gli elettori.
Dal momento stesso in cui hanno prestato giuramento sulla nostra Costituzione hanno iniziato a calpestarla, offendere il tricolore, preoccupandosi solo di sistemare amici e parenti nella mangiatoie di Stato.
Oggi rinnegano il Parlamento dove hanno gozzovigliato, portato il cappio della giustizia, per poi votare le leggi contro la giustizia per favorire il bandito, hanno perseguitato gli immigrati e dato sfoggio a tutta la loro ignoranza, xenofobia e razzismo.
Nel territorio qualcuno ha già capito che sono una manica di opportunisti attaccati ai privilegi ed al potere esercitato in modo vergognoso e clientelare.
Non commento nemmeno i loro eletti di periferia, sindaci, assessori e compagnia bella in quanti sono solo dei rappresentanti della feccia sub umana.
Questa è la prima pagina della padania di oggi dove, senza nemmeno rendersene conto, confessano che a loro il potere, la politica e la partecipazione interessa solo se possono sedersi a tavola con il fazzoletto al collo per non sbrodolarsi mentre si ingozzano.
La loro base, quelli che continuano a votarli, quelli ai quali radio padania libera ha tolto la parola quando hanno espresso delle critiche adesso possono rendersi conto di aver votato e creduto a gentaglia che ha fatto solo gli interessi di famiglia.
L’esempio più evidente, ma ci sono altre clientele di parenti eletti in funzioni pubbliche senza concorsi e capacità solo per regalie di stipendi e consulenze, è il figlio del capo nel consiglio Regionale Lombardo. Un autentico incapace al quale consegnano lo stipendio con bonifico  e per i prelievi con il bancomat viene accompagnato dalla madre che ha studiato ed ha molto tempo libero essendo andata in pensione a 39 anni.
Spero solo che i miei concittadini che si sono concimati con il letame del razzismo, della xenofobia, e del leghismo proseguano nella presa di coscienza della quale hanno dato prova nell’ultimo anno con le elezioni di Milano.
Capita a tutti di sbagliare, ma non è il caso di perseverare, specialmente quando gli eletti stessi si dimostrano quello che sono, si autodenunciano, con titoli come quello della padania di oggi.
Senza nemmeno vergognarsi.

Quanta solitudine, emarginazione, ignoranza, c’è dentro un sabato qualunque, come questo.


 La birra ha un costo, se avessero speso gli stessi soldi in una circolo, una osteria, giocando a carte avrebbero tenuto in movimento il cervello.
Magari andare al cinema, con un po’ di fortuna ci si può pure fare una cultura, oppure uscire con una ragazza e scambiarsi coraggio, emozioni e fisicità, è pur sempre una crescita.Chi può essere in grado di spiegare a questi ragazzi che finite le birre la merda della vita è ancora tutta lì e, quel che è peggio, non si è nemmeno lucidi per spalarla o combatterla.
Tanti anni fa conoscevo una ragazza, benestante, che cercava di risolvere i problemi nella sua testa con i viaggi, Unione Sovietica, Africa, America Meridionale, ed ogni volta ritornava depressa come prima, mi aveva confidato.
Io le ho parlato, le ho detto che anche se andava a Mosca i problemi se li sarebbe comunque portati dietro, dentro la sua testa, le conveniva fermarsi, riflettere e cercare di capire come risolverli.
Mi è pure capitato l’amico con qualche problema di identità sessuale e gli era venuta la mania di scalare le montagne, raggiungere i rifugi più isolati ed inaccessibili in cerca di una risposta.
Gli ho detto che, se il problema è questo, non è necessario andare a 4500 metri di altezza per provare a prenderlo nel culo, testuale perchè è il mio modo di esprimermi,  Milano offre tantissime possibilità per togliersi il dubbio, magari ti fa male e ti passa il dubbio.
Intendo solo dire che è impossibile sfuggire a sè stessi e pure alla società che opprime, i problemi del lavoro, della tristezza leggera, ma infinita, che ti pervade per 300 giorni all’anno.
Non si può vivere in perenne ebbrezza per annebbiarsi la visuale che la vita ed il sistema ci pone davanti.
Allora è meglio farsi una canna che bere 18 birre schifose, di scarsa qualità.
Sono problemi seri, ho letto il libro di Montanelli sulla depressione e la conosco abbastanza bene, non sono intimo ma la conosco,  sono convinto che una persona più è intelligente, più vede lontano ed oltre sè stessa, più è immune all’ edonismo ed all’egoismo individuale e più ne può essere coinvolto.
Una volta sono stato in vacanza a Vieste in un villaggio con tutti i comfort. Mentre tutti intorno a me si sbattevano per divertirsi il più possibile, a disposizione c’era di tutto e di più, io non riuscivo a staccare la mia mente, il mio essere, dalla miseria che vedevo in giro. Ho pensato che un posto dove giravano miliardi con il turismo non fosse etico, morale, giusto, che ci fosse tanta miseria tra gli abitanti del luogo.
In modo particolare i bambini.
Ho pensato che tutto questo turismo non portasse a niente, che fossero depredati della loro natura e della loro vita e la conferma l’ho avuta quando siamo andati in compagnia in un ristorante dei migliori.
Tutto il miglior pesce possibile ed immaginabile, ottimo, ed alla fine la ricevuta del ristorante aveva la testata, insomma il proprietario, era un austriaco di Vienna con tanto di partita iva e le cose in regola.
Domanda, di tutti i soldi che i ristoranti, i villaggi, i campeggi, muovevano quanto restava realmente agli abitanti di Vieste sprovvisti addirittura di fogne?
Io non riuscivo ad essere felice, godermi le ferie, in mezzo a queste miserie.
C’è una cosa che mi dà particolarmente fastidio, ed è un problema mio personale, sono quelli che leccano il culo al capo tutto l’anno, su questo posso testimoniare in prima persona, e poi vanno 15 giorni nel villaggio in Africa a farsi servire dai negri, a comandare ed essere esigenti, fanno i safari con il fuoristrada con una ruota di scorta che, da sola, costa più di quanto guadagnano i locali in tutta la vita. E’ questo il bene del capitalismo?
Fanno gli sboroni per 15 gg sulle disgrazie degli altri e poi tornano a casa a subire umiliazioni, ordini, da uno stronzo qualsiasi solo perchè è il loro capo.
C’è una strada, un modo, per far capire a questi giovani, a questa gente, che il modo per uscire da una vita misera, economicamente e moralmente e intellettualmente, individualmente e collettivamente, non è passare il sabato notte a fare la gara a che ne beve di più, ma tenersi il cervello acceso e pronto a cogliere ogni occasione per abbattere questo sistema di vita, di cultura, di svalutazione dell’individuo e della massa in tutti i modi possibili? Faccio come quel re che diceva: il mio popolo è impazzito, ed il pazzo era lui, lo adatto alla mia situazione.
Non è il sistema, la società, il capitalismo, gli esempi, la cultura, gli ideali che sono sbagliati, sono io che suono fuori di testa.
Non so vivere la vita.
 

Dedicato ai polli d’allevamento nutriti con il mangime dell’antisindacato, in particolare la Cgil. Ai razzisti duri e puri, i nazileghisti.


 In provincia di Brescia, se non fosse per la Cgil locale, i paesini come Adro, Ospitaletto, Castel Mella e compagnia padana avrebbero da tempo cambiato nome, si darebbero chiamati Arbeisdorf, Auschwitz, Breendonk, Breitenau, Buchenwald, Dachau, Gross-Rosen, Kaufering/ Landsberg, Mautausen-Gusen, Mittelbau-Dora, mi fermo qui  ma ce ne sarebbero altri.
Non sono campi di sterminio, classici, sono campi di lavoro  e di prigionia dei nazisti, escluso quello di Auschwitz, il peggiore, che era campo di concentramento, sterminio e lavoro.
Penso che i leghisti della provincia di Brescia, i sindaci nazisti come quello di Adro, Oscar Lancini, siano in competizione per poter scegliere il nuovo nome del paese ed il più ambito è Auschwitz, sul quale Lancini avanza un diritto di prelazione in quanto lui è uno che ha studiato e sia Adro che Auschwiz cominciano con la A, si è fatto rilasciare persino un documento dalla maestra che attesta che la A è la prima lettera dell’alfabeto e quindi Adro ha diritto di scegliere prima.
Il mostro è l’uomo nero, l’immigrato, e la paura dell’uomo nero, trasformato in mostro dalla propaganda, genera la paura che porta il consenso e la lega, in provincia di Brescia, ha un consenso altissimo non per niente il Trota è stato candidato a Brescia, per andare sul sicuro.
Dicevo che la paura del mostro, l’uomo nero, genera consenso nella massa di ex democristiani- fascisti della zona, solo le ragazza sono meno timorose ed aperte all’uomo nero.
Dicevo che dobbiamo ringraziare la Cgil di Brescia se le vergognose, orrende, iniziative messe in piedi dalle amministrazioni leghiste emergono, sia pur lentamente, dal letame etico e morale di questa gentaglia farabutta e nazista.
Grazie a tutta la Cgil di Brescia ed in particolare a Damiano Galletti, così lo descrive l’Unità: Soggetto principale di una resistenza culturale e legale a questa deriva, disumana, che è stata congelata da molte sentenze di tribunali ( leggete bene, attentamente) tese a ripristinare in quei territori la supremazia del diritto e della nostra Costituzione.
Sono stati accertati 35 casi di violazione della Costituzione, da queste sentenza è nata la mia proposta di cambiare nome ai paesi in questione e battezzarli con i nomi dei campi di lavoro nazisti.
A Trezzano, per non far pregare i mussulmani, emanano un’ordinanza secondo la quale viene vietato l’uso di altre lingue, diverse dall’italiano, in qualunque pubblica riunione.
Sfido tutti,  chiunque sia in grado di trovarmi un trezzanese che sa l’italiano gli regalo casa mia. L’italiano non il bresciano.
A Roccafranca, si parla sempre di nazileghisti ma non dobbiamo dimenticare, e renderne merito, che spesso a queste iniziative umanitarie partecipa anche il Pdl d’altronde provengono dallo stesso bacino elettorale, gli ex democristiani fascisti, il comune ha deciso che i contributi pubblici alla famiglie per garantire la frequenza dei bimbi alla scuola materna vanno erogati solo ai residenti italiani.
Faccio notare che sia i nazileghisti che i fascisti del Pdl hanno sempre la bocca piena di Dio, Madonne, cattolicesimo, la nostra religione, crocifisso, Cristo e così via.
Ragazze escluse, naturalmente. Per chi non lo sapesse dopo le bolognesi ci sono le bresciane, anche se penso che negli ultimi decenni hanno conquistato i primi posti, anche un ministero per essere precisi.
Per chi non avesse capito il senso di questo  passo del post mi scriva un messaggio e sarò più esplicito, ma non è difficile da capire, metto anche un aiutino per i leghisti che mi leggono, Gelmini fa rima con ?
Torniamo alle cose serie, a Brescia il bonus bebè nazista è stato fatto saltare dai legali della Cgil locale e da una sentenza che in base alla nostra Costituzione Italiana ha ripristinato i diritti e la democrazia garantiti dalla Costituzione, per la dignità, l’etica, la solidarietà, non è stato possibile fare niente.
Ad ogni modo i cittadini bresciani, che hanno votato questi nazileghisti perchè lo sono anche loro, hanno dovuto farsi carico delle spese legali del loro comune che ha perso la causa.
Ad Adro, per pagare le cause perse dal nazista Oscar Lancini, hanno dovuto accedere ad un mutuo visto che ne ha perse una mezza dozzina. Così imparano a votare un nazista.
Passo all’ultimo caso, altrimenti scrivo un libro e non un post.
Fonte l’Unità del 28 ottobre 2011.
Lui è cittadino liberiano. Arriva in Italia inseguito dagli echi di una guerra che sta squassando la sua patria. Per questo, quando si rifugia in un paese dal nome grazioso, Ospitaletto, viene accompagnato e garantito da un permesso di protezione sussidiaria. E’ il 2002.
Cerca lavoro e lo trova in una officina metalmeccanica.
Tutto bene. Così, con le carte a posto, chiede l’iscrizione all’anagrafe ma gli uffici comunali, allora governati da un centrodestra molto nazileghsita, sospendono la richiesta.
Come mai?
Gli comunicano che, per avere diritto all’iscrizione, deve presentare copia originale della sua fedina penale, ovviamente illibata, tratta dal casellario giudiziario del suo paese.
Lui è in fuga dal suo paese in guerra e tornare per chiedere un certificato, inutile, gli può costare la vita ma, quello che è pazzesco è che senza quel cazzo di foglio lui può perdere il lavoro è diventare un clandestino.  Che è proprio l’obiettivo dell’ordinanza nazileghista che lo ha colpito, ricacciarlo nella clandestinità.
Non so se per entrare in Parlamento, in Consiglio comunale o provinciale chiedano il certificato penale, dai ceffi che ci sono seduti nei banchi ne dubito fortemente.
E adesso tutti a pregare il Dio cattolico, insieme a Borghezio, Lancini ed a tutte le mamme di Adro, timorate di Dio, che con la bava alla bocca davano sfogo al loro odio razzista e nazista contro delle creature di pochi anni solo per la loro razza.
Tanto spudorate ed ignoranti da difendere una bestia immonda come il loro sindaco, Oscar Lancini.
Oggi mi sento più buono del solito.

Non posso mettere in dubbio l’esclusiva di Repubblica, con i mezzi che hanno, è la lettura dell’intervista al black bloc che mi fa porre delle domande. A me stesso ed allo Stato.


 Quando si muove un papavero, di quelli bassi ma alti-alti, la zona viene bonificata e controllata con mesi di anticipo, senza dare nemmeno nell’occhio. Sembrano tutti dipendenti comunali o del gas, della luce.
Quando si muove il Papa, per esempio o un grande uomo politico straniero perchè i nostri sono mezze calzette.
Macchiette fasciste come Maroni o Gasparri, l’altro si muove in elicottero ed arriva direttamente nel bunker preparato per lui dalle forze dell’ordine.
Bonificano i tombini, i cestini dell’immondizia, controllano ogni scatola o auto sospetta per non dire dei furgoni, ci sono sempre timori di attentati da parte dei fanatici di Bin Laden ovunque.
I black bloc, conosciuti ormai ovunque tolti quelli nostrani, non godono di queste attenzioni, non vengono mai arrestati in flagranza vedi Genova o Roma e gli viene sempre concesso un paio d’ore si autonomia per fare più danni possibile.
Che a Roma la manifestazione degli indignati fosse possibile di attacco e di infiltrazione da parte dei block bloc nostrani lo poteva intuire anche un ragazzo delle medie, un vecchio militante di manifestazioni operaie o sindacali, un poliziotto con un minimo di esperienze.
Il più grande e capace ministro degli interni che l’Italia abbia mai avuto, se si tratta di affondare dei disperati in mare o rinchiuderli nei lager, no.
Non ci ha pensato, aveva problemi più urgenti a Varese dove Bossi gli sta facendo fuori tutti i suoi.
Il questore di Roma nemmeno e, forse, non è nemmeno colpa sua visto che solo negli ultimi tre anni hanno tagliato di tre miliardi di euro i fondi per la sicurezza, oltre ai tagli precedenti e quelli dell’ultima ora, sappiamo tutti che non hanno i soldi nemmeno per la benzina.
La sera del venerdì, dice il black bloc,  abbiamo lasciato un furgone Ducato bianco, quindi invisibile, all’altezza degli archi che portano in Via Sannio. Dentro quel ducato avevamo armi per vincere non una battaglia, ma una guerra. Il resto delle mazze e dei sassi li abbiamo recuperati nel cantiere della Metropolitana.
Nessuno che si sia preso la briga di bonificare, presidiare la zona discretamente almeno nei giorni precedenti al raduno.
Spero che non sia calcolato, voluto, magari dal più bravo ministro degli interni che l’Italia abbia mai avuto, oppure che sia un incapace visto che a Varese non è riuscito a proteggere i suoi dalle bordate di Bossi.
Lui è bravo, immediati, preciso, competente, solo quando si tratta di immigrati.
Gli indignati pacifici sono talmente indignati per la loro, sacrosanta, manifestazione rovinata dai black bloc e dalle forze dell’ordine che equivocano persino quando scrivi un post a loro difesa, in loro favore.
Questa mattina una indignata mi ha commentato: non condivido questo post, i black bloc ci hanno rovinato la manifestazione.
Come se io avessi difeso i black bloc, avevo semplicemente fatto notare che, guarda caso, non ne arrestano mai uno in flagranza di reato, durante i reati li lasciano fare, salvo due giorni dopo irrompere in ogni centro sociale, sezione anarchica, sezioni dell’estremismo politico, sempre di sinistra, a caccia di terroristi.
Sempre gli stessi, sempre la solita lista che gira da anni e mi fanno ricordare l’irruzione in casa di Pinelli dopo la strage di Piazza Fontana, Pinelli era talmente un sovversivo pericoloso che ha seguito la volante con il suo motorino sino in questura, diciamo amaramente ed ironicamente, che ha avuto l’onore della scorta come un Gasparri qualsiasi, un Cicchitto che pur essendo stato nella P2 preferisce la scorta dello Stato, il nostro.
Pinelli, in questura ha trovato la morte, dicono che si è lanciato dalla finestra del terzo piano in volo, si è lanciato così forte che ha strisciato contro il muro durante il volo, quasi fosse un peso morto.
Il black bloc di Repubblica ha trent’anni, dice che non è finita e la nostra polizia, per via dei tagli, non arruola più nessuno, l’età media dei poliziotti va dai 40 ai 50. Li voglio vedere correre dietro ai black bloc ammaestrati dagli alti comandi, dubbio che serpeggia nella mente e non mi abbandona mai per il semplice fatto che non ne hanno mai arrestato uno mentre sfonda una vetrina, quelli che hanno preso,  accusato e magari condannato è stato preso qualche giorno dopo, con tutto il tempo che serve.
Mi risulta inoltre che i dirigenti delle forze dell’ordine che hanno guidato la carneficina nella scuola Diaz di Genova siano stati tutti promossi, mentre 25 dei loro subalterni, che hanno obbedito agli ordini dei superiori sono stati condannati, non hanno fatto carriera.
Quindi mi risulta difficile credere a tutto quello che racconta il laureato incazzato e black bloc a Repubblica, io sono all’antica e penso sempre che dietro di sia lo Stato, il Sistema, il Potere occulto e meno occulto.
Specialmente in questo periodo in cui siamo governati dai fascisti e dalla P2.
hanno ragione gli indignati, i black bloc gli hanno rovinato la manifestazione e loro sono pacifici, ci metto la mano sul fuoco, li invito solo a porsi qualche domanda semplice alla quale noi, di una certa età, abbiamo avuto più di una risposta: chi li ha mandati? Chi ha permesso che facessero tutti quei disastri, chi ha ed aveva interesse che finisse in guerriglia, impedire la manifestazione degli indignati e fare in modo che stampa, televisione, informazione, web e quant’altro finisse a parlare solo della guerriglie e non dei problemi del Paese e quindi degli indignati?
Dal mio punto di vita la risposta è semplice, ma non la dico.
Chiudo con un episodio verificatosi sabato, letto su internet.
Degli indignati sono riusciti a bloccare tre incappucciati, black bloc, e gli hanno consegnati alle forze dell’ordine.
Ecco, se fossi stato presente prima di consegnarli alla polizia avrei voluto vedere i loro documenti, se li avevano o fargli una foto al viso con un telefonino.
Sia mai che sotto il cappuccio o il casco non ci sia la sorpresa. 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: