Gente comune.


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E’ lui che ci osserva.
Camminando lungo la Martesana si incontra varia umanità. C’è il gruppo di pensionati che camminano e non si fermano nemmeno con 5° sotto zero, ci si saluta e si fa la conta di chi c’è , stato di salute e così via.
C’è la mamma con figlia ed il cane, ci vediamo da anni e qualche volta scambiamo qualche parola.
L’ultima volta che abbiamo parlato abbiamo toccato il tema immigrati.
Dice la figlia: noi abbiamo paura con tutti questi immigrati ti vengono in casa e ti violentano.
Vi hanno molestato? Siete state aggredite verbalmente o fisicamente?
No, ma se ne sentono troppe in giro.
Sono anni che venite al parco alle sei del mattino, con il buio ed avete paura?
Pensavo vi facesse piacere nel vedere tanti colori umani che corrono nel parco, che portano le bestiole.
Noi abbiamo paura perché questi ti violentano.
Se succedesse dovreste accendere un cero alla Madonna.
C’è l’abbronzato perenne che corre tutte le mattine per km, per me abita alle Maldive e viene qui tutte le mattine per correre lungo il naviglio.
C’è l’operatore ecologico che inneggia al duce, che maledice gli immigrati ma ogni volta che vede la ragazzina nera che porta a spasso il cane fa lo spiritoso ed attacca bottone.
Lei è una ragazza gentile, forse le fa piacere che un italiano le rivolga la parola, ma io l’ho avvisata: guarda che questo è un fascista, odia gli immigrati, ma ci prova conte perché sei carina.
Poi c’è la signora che ho incontrato vicino ai ponti della ferrovia.
Mi ferma e dice: lei viene da lì? Alludendo ai sottopassi dove, ogni tanto, dormono degli immigrati.
Si signora, è tutto ok.
Allora io non vado, ho paura di passare lì sotto con quelli lì.
Signora ci passo da anni e non è mai successo niente…
Si ma io ho paura.
Signora lei guarda troppa televisione è per questo che ha paura. Proprio perché  guarda tanta televisione dovrebbe sapere che dovrebbe avere paura quando è in casa, non quando è fuori in mezzo alla gente. Lo dicono le statistiche.
C’è la ragazza con i suoi due cani, carina, educata, sempre sorridente. Saluta appena ti vede ed ha gli occhi allegri, sempre positiva. Tra l’altro ha anche un’amica orientale con la quale parla l’inglese.
Abbiamo cominciato a salutarci d’inverno ed era come il sole, con il suo sorriso.
Quando è arrivata l’estate pensavo indossasse una tuta colorata, vista da lontano, invece avvicinandomi e scambiandoci i saluti ho realizzato che sono tatuaggi.
E’ tutta tatuata, ma ciò non ha tolto nulla alla sua gentilezza.
C’è l’amico, anziano, che un giorno ha avuto un problema al cuore e l’hanno ricoverato.
E’ uno capace di fare 30 km di corsa, una cosa fuori dal normale. Quando l’abbiamo rivisto l’abbiamo invitato a darsi una regolata, non correre così tanto, cammina come noi senza esagerare.
Adesso corre “solo” tre volte alla settimana, sino a Cernusco.
C’è quel signore anziano e gentile, l’ho visto più di una volta raccogliere carta buttata da altri e metterla nei cestini. E’ accompagnato da un badante indiano o pakistano che lo segue a vista.
Ci salutiamo sempre e ricordo ancora il giorno che ho incontrato il badante da solo, seguiva il suo uomo ad un centinaio di metri, e l’ho salutato.
Gli si è illuminato il viso, mi ha detto buon giorno tre volte e da allora è diventato un rito salutarci. Non siamo tutti carogne.
C’è quello che quando perde il Milan è incazzato con tutto il mondo e tutti lo prendono per il culo, ma non se ne accorge.
Votava Berlusconi, per via del Milan, e sono anni che non gliene va bene una.
Ci sono le cinesi che fanno quella ginnastica che sembra una danza con tanto di musica.
Il mondo è bello perché è vario e qualche volta la varietà viene a casa tua rendendola più bella.

Questa volta l’ho sentito dal vivo, a nemmeno un metro di distanza: invece di soccorrerli dovrebbero togliere il tappo alla barca e lasciarli li.


indexErano seduti sulle panchine, mi sono avvicinato per salutare un amico e lui mi ha fatto una battuta al volo: domani vai a Roma?
Tutto è partito da lì. Ho il pullman alle 7 da Lecco, ho risposto prontamente. 600 euro tutto compreso 200 per il viaggio e 400 per la Mondadori per contribuire alla spesa per De Benedetti. A De Gregorio ci ha pensato lui.
Il discorso della combriccola verteva sulla tassa dei rifiuti per la seconda casa, peccato non godersela per pochi euro in più rispetto ai residenti, ma mi sono reso conto del motivo per cui il piduista insiste sull’Imu, vedono il dito e non vedono la luna.
Senza nemmeno rendersi conto che sulla seconda casa l’Imu rimane come la tassa sui rifiuti e quella dell’acqua.
Tolto il mio amico ero nel bel mezzo dell’Italia che ha dato il bastone del comando al piduista, ex democristiani che hanno votato forza Italia e la lega non potendo votare fascista perché, purtroppo per loro, un partito fascista esplicito non esiste altrimenti si sarebbero sentiti a casa.
Ad ogni modo non sono riuscito a stare zitto ed ho ribattuto al devoto cattolico che invitava a togliere il tappo dal barcone che se si fosse trovato lui in mezzo al mare non l’avrebbe pensata in questo modo.
Io sarei rimasto a casa mia è stata la sua risposta.
Peccato che lui come me ed altri presenti non fosse né un montanaro né un lombardo ma un veneto che è emigrato per sfuggire alle zone depresse degli anni 50.
Oggi il mondo è più piccolo e c’è chi tra i nostri figli è costretto ad emigrare in Germania o in Inghilterra, non cambia di una virgola il concetto.
La figlia del devoto in questione volle che raccontassi come fu che il piduista venne in possesso della villa di Arcore e ne feci un riassunto veloce ma significativo.
Alla fine disse: è vero, la storia la conoscevo già.
Mi sono chiesto, non ad alta voce anche se il miserabile l’avrebbe meritato, come l’avrebbe pensata se avessero violentato sua figlia e l’avessero costretta ad emigrare per mandarla a battere in qualche bordello del mondo.
Se avrebbe fatto togliere il tappo anche in quel caso.
Quasi tutti, alla sua battuta infelice e feroce, fecero cenno con la testa come se la soluzione proposta dal miserabile fosse l’unica percorribile.
Qualche donna che ha conservato un minimo di umanità forse avrebbe voluto ribattere ma non ne ha avuto il coraggio ma ho capito che hanno apprezzato la mia reazione.
Insomma, come sempre, per il nostro popolino la colpa è sempre degli altri, i fascisti erano gli altri ed il duce era un buono che si è fatto deviare da Hitler.
E’ per questo che noi da oltre 70 anni non andiamo da nessuna parte.
Giusto per spargere fango a 360 gradi hanno tirato in ballo tutti anche per giustificare il fatto che hanno si sbagliato a votare ma tanto sono tutti uguali.
Ho detto che Greganti si è fatto la galera mentre migliaia di altri farabutti non l’hanno nemmeno visitata per un giorno ed allora mi hanno tirato fuori Penati che godrà della prescrizione.
Penati lo conosco personalmente da oltre trent’anni, ciò non mi ha impedito di ritenere opportuno che la giustizia facesse il suo corso, anzi, ho chiesto che se ritenuto colpevole gli venga raddoppiata la pena in quanto ex comunista.
Detto ciò ho voluto precisare due cose. La prima è che secondo i giornali Penati rinuncia alla prescrizione e la seconda è che se Penati usufruisse della prescrizione abbreviata godrebbe di una legge fatta su misura per il condannato piduista nelle cui mani il manipolo delle panchine ha affidato l’Italia nell’ultimo ventennio.
Comunque considerato che ognuno di noi ha il suo sogno, il miserabile in questione sogna che venga tolto il tappo al barcone in mezzo al mare, ho anch’io il mio sogno: che nel barcone ci sia lui e che venga tolto il tappo senza nemmeno andare al mare, mi basterebbe il lago di Como.
Buona domenica.

Renzi dice che la nuova sinistra deve andare oltre e considerare l’imprenditore una opportunità per creare lavoro. Per questo sostengo che ci vuole riportare al 900′. Era pieno di bravi imprenditori.


novecento2Nel 900 erano quasi tutti proprietari terrieri che ospitavano fornendo l’alloggio i famosi mezzadri che oggi nessuno ricorda più ma, abbiate fede, ancora un decennio di capitalismo e tutti saprete chi erano.
Lo diventerete anche voi. Vorrei poter dire noi ma la mia data di nascita  me lo vieta, ma non è detto, magari ci arrivo anch’io. Con la differenza che ne sarò cosciente.
Il mezzadro curava la stalla, gli animali da cortile e coltivava i campi del proprietario terriero.
Faccio un preambolo, non sono uno storico sono solo uno che si è informato con qualche libro e con qualche film che ha trattato il problema, uno per tutti Novecento di Bertolucci.
Dico questo perchè probabilmente non sarò preciso nel particolare ma, certamente, nella sostanza del ragionamento.
Dicevo che i mezzadri, di solito erano famiglie imparentate e molto numerose, coltivavano le campagne dei bravi imprenditori, quelli con il calesse e le braghe bianche, ed al monento del raccolto dividevano al 50% con la proprietà.
Per chi volesse approfondire metto un link: Che cosa è la mezzadria.
Allora, ma quando toccherà a  noi forse non succederà, al momento della divisione la bilancia era quella del padrone, sembrava alla pari ma raramente lo era ed è in modo particolare nei calcoli matematici sul peso o il volume che avveniva la truffa, il padrone aveva studiato, mandato i figli all’università, i mezzadri erano analfabeti o quasi, pochissimi sapevano fare la loro firma.
Dovevano anche stare accorti perchè se il bravo proprietario terriero si irritava non rinnovava il contratto, perdevano casa, lavoro, galline, uova e sopravvivenza.
Di solito l’ 11 novembre segnava la fine dei contratti agricoli dei mezzadri e chi doveva abbandonare il lavoro ed i tuguri in cui vivevano, messi a loro disposizione dal buon cuore del padrone, faceva S. Martino, inteso come trasloco.
Io sono di origine veneta e nella bassa veronese quando uno traslocava non si diceva mai trasloca ma fa S. Martino, anche se non era l’11 di novenbre e la casa era di sua proprietà.
Questo per dire che l’obbligo di lasciare i loculi, non erano locali, che colpiva il mezzadro non accondiscendente o polemico era talmente frequente da chiamare il trasloco  S. Martino.
Spesso il S. Martino era senza una meta, era la disperazione di intere famiglie se non avevano trovato un altro padrone di buon cuore che li sfruttasse per un altro anno.
Non siamo molto lontani da ritornare a quei tempi, ovviamente tenendo presente i cambiamenti avvenuti in questi 200 anni.
L’unica cosa che non è cambiata è il capitalismo e se lo ha fatto è cambiato in peggio affinando la tecnica per mortificare, sfruttare, spremere il proletario con tecniche nuove, aggiornate, per aumentare il profitto, la rendita per ettaro o della speculazione.
I cinesi ci hanno preceduto, usano già il nuovo sistema di mezzadria, anche se non conoscono la nostra storia e quella delle nostre campagne se ne sono inventato uno tutto loro, in patria e fuori.
Ogni tanto viene fuori che in capannoni della Toscana, del nord est, nella ricca Lombardia ci sono decine di cinesi che lavorano 18 ore o più, dormono uno sull’altro in locali fatiscenti, luridi, messi a disposizione dal loro datore di lavoro, cinese ma anche no, che li spreme come limoni.
La stessa cosa avviene nell’edilizia, nei ristoranti, nell’agricoltura. Qualcuno di voi ricorda ancora la rivolta di Rosarno?
La raccolta degli agrumi, dei pomodori, dell’uva ecc.ecc. avviene ancora con lo sfruttamento di immigrati in nero, invisibili, ai quali non viene nemmeno messo a disposizione un tugurio, un tetto, devono arrangiarsi a vivere in baracche abbandonate senza luce, acqua e gas.
Non fanno più notizia ma esistono ancora.
Come ho già scritto più volte sono certo che esiste il bravo imprenditore, qualcuno l’ho pure conosciuto ma c’è un problema ed è che il bravo capitalismo non l’hanno ancora inventato e non lo inventeranno mai.
I più fortunati nel mondo sono quelli che hanno un governo socialista che condiziona il capitalismo, lo costringe a produrre ricchezza non solo per se ma anche per la collettività.
Nel sud America questa “rivoluzione” è già in atto ed è iniziata quando gli stati si sono liberati dalle multinazionali americane che li hanno depredati per decenni.
Per quanto riguarda l’Africa,depredata, non si tratta di decenni ma di secoli e poi ci meravigliamo se questi disperati africani sbarcano da noi nella speranza di un futuro migliore.
E’ da qualche giorno che ho la fissa di scrivere, far sapere, queste cose. Da quando ho sentito l’ex sindaco di Piacenza, quello che gestisce la campagna elettorale di Renzi, dire che la sinistra storica ha la fissa di combattere i ricchi chiedendo nuove tasse più alte e pretendendo il rispetto della Costituzione, mentre Renzi che è giovane ed intelligente considera la finanza, gli imprenditori una opportunità per creare nuovi posti di lavoro.
Dato che non specificano le condizioni, alludo a Renzi ed ai suoi, dato che constatiamo tutti i giorni che i nuovi posti di lavoro sono precari o a termine e sottopagati. Preso atto che Renzi ha un’ammirazione particolare per il più bravo manager di sempre Marchionne e ne stiamo vedendo i risultati, temo che Renzi non condivida il punto di vista della Cgil e men che meno quello della Fiom.
Oggi è il 30 novembre, 19 giorni dopo S. Martino, vorrei avvisare i nuovi mezzadri del futuro che avanza che se passa la politica di Renzi nel giro di un ventennio lavoreremo tutti nelle stesse condizioni in cui lavorano oggi i cinesi clandestini.
Il bravo imprenditore che ha simpatia per Renzi al punto da finanziare la sua campagna elettorale progetterà i nuovi stabilimenti, laboratori, officine, con dormitorio incorporato.
Compre le docce a schiera come quelle che c’erano in collegio o quando sono andato a militare.
Ovviamente ci sarà anche il refettorio, non la mensa dove bene o male si mangia, il refettorio dove si serviva la sboba.
Come la chiamavamo noi. La brodaglia.
Per me il nuovo che avanza è questo, mi auguro di aver preso un granchio colossale.

Alemanno a luglio 2012 “regala” 12 milioni a CasaPound a ottobre prende le distanze dagli squadristi che fanno irruzione al liceo Giulio Cesare di Roma. I volantini ed i fumogeni non li ho pagati io.


Alemanno, 12 milioni in “regalo” a CasaPound

Fumogeni e volantini, blitz dei giovani di CasaPound in due licei romani

Dalla Stampa: Di «gesti idioti» e di «violenza stupida» ha parlato il sindaco Gianni Alemanno, che ha condannato quanto accaduto.
Le informazioni per esprimere un giudizio simile deve averle avute dal figlio, nipote di Rauti, fondatore di Blocco studentesco, il movimento degli studenti fascisti.
Da dove venisse Alemanno lo sapevano anche a Milano, la Milano distratta dei nipotini della Milano da bere.
Eppure a Roma hanno voluto il sindaco fascista e nessun errore che possa avere compiuto la giunta precedente può giustificare una scelta del genere.
Roma sembra la Cremona di Farinacci, gli squadristi del manganello ed olio di ricino, che i giovani di CasaPound hanno sostituito con  fumogeni e  volantini almeno all’interno delle scuole temendo le telecamere, anche se non disdegnano l’uso del  manganello se si tratta di omosessuali o immigrati.
Ed Alemanno si conferma per quello che era e che è rimasto, un fascista, anche se è sempre stato assolto e ci sarebbe da chiederci come mai.

Durante gli anni ottanta, sul finire dei turbolenti anni di piombo, Alemanno fu arrestato per tre volte, ma poi sempre assolto da tutte le accuse.[3] Il primo arresto lo subisce a Roma il 20 novembre del 1981, con l’accusa di aver partecipato, assieme ad altri quattro, all’aggressione ad uno studente di 23 anni.[3] Il secondo arresto risale al 1982, con l’accusa di aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica[3]; sconterà 8 mesi presso il carcere di Rebibbia[3] ma verrà prosciolto per non aver commesso il fatto.[40] Il terzo arresto avviene il 29 maggio del 1989, a Nettuno quando, assieme ad altre dodici persone, fu arrestato con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, lesioni nei confronti di due poliziotti e tentato blocco di corteo ufficiale. Fu prosciolto da tutte le accuse.[3][41] Alemanno, assieme alle altre persone arrestate, era sceso in piazza nel tentativo di contestare l’allora presidente degli Stati Uniti d’America, Bush, in visita presso il cimitero di guerra americano.[3]

Essendo stato sempre assolto in tutte le vicende, Alemanno non ha mai riportato alcuna conseguenza giudiziaria.[3]

Il figliolo del sindaco di Roma è già sulla buona strada e non è dato di sapere se tra i giovani idoti dediti alla violenza stupida ci sia anche Manfredi oppure ha provato a darsi una ripulita anche lui, come il padre.
Rigurgiti di fascismo ce ne sono ovunque, non solo a Roma, basti pensare ai tifosi del Verona calcio ed agli insediamenti di CasaPound in Lombardia ed ovunque regni l’ignoranza storica del nostro passato.
Ringraziamo Berlusconi che ha fatto uscire dalle fogne i fascisti e ringraziamo il populismo di moda dell’antipolitica attuale che considera destra e sinistra dei concetti superati, obsoleti.
Infatti rinasce il fascismo.
Un popolo senza memoria non avrà storia, affidiamoci all’Anpi ed a tutti i sinceri democratici tenedo presente che, pur con una scolarizzazione maggiore, l’ignoranza regna sovrana e viene affascinata da questi buzzurri.
Farinacci affascinava i giovani, i grezzi, gli umili, per le sue umili origini, il suo cipiglio aggressivo, la sua baldanza moschettiera, la sua eloquenza imperfetta (i fogli satirici lo chiamavano l’antigrammatico). Si affermò nelle elezioni del maggio 1921, avendo la maggioranza in 16 comuni. Furono mesi di scontri continui (2 morti, 20 feriti, 181 arresti), che proseguirono sino alla tregua agraria dell’estate.[5]

Anche Alemanno e la Polverini hanno affascinato i grezzi e gli umili delle borgate ed i risultati sono evidenti anche se  prevedibili.
Non sottovalutiamo che nel Lazio due istituzioni su tre, Regione e comune di Roma capitale, sono governate da nostalgici del saluto fascista Alemanno e Polverini, spero che l’anomalia della Provincia di Roma si estenda a macchia d’olio.
Ovviamente non di ricino.
Quando la Magistratura, le Prefetture, Polizia e carabinieri si ricorderanno che l’apologia del fascismo è un reato e come tale va punito?
Mi sembra che tutta la questione venga sottovalutata, ci sia una certa complicità da parte delle istituzioni, chiudono un occhio e spesso anche due.
Tutto viene ridimensionato a gesti isolati, giovani idioti, violenza stupida, forse se gli squadristi odierni facessero irruzione al comune di Roma e facessero bere l’olio di ricino al sindaco la copertura istituzionale potrebbe sfaldarsi.
Sono idioti ma non sino al punto di giocarsi la copertura. Meglio scatenarsi contro immigrati ed omosessuali, non ci saranno conseguenze.

Cene, dibattiti, commemorazioni
I nostalgici celebrano Mussolini


Non sono razzista, diciamo che condivido con gli interessi il loro disprezzo. 11 piccoli italiani hanno festeggiato con la pizza ma loro sono andati a casa.


L’atteggiamento della stampa tedesca verso noi italiani, nonostante i precedenti, e la monotona serie di battute sulla pizza, spaghetti e mandolino mi hanno annoiato. Tra l’altro dimostrano poca memoria ed ancor meno intelligenza  e giustificano il fatto che noi li chiamiamo crucchi, a Milano c’è un detto: l’è pusè facil meteghel in tel cul che nel cu.
( il cu è la testa).
Quando i giornalisti tedeschi fanno ironia sui camerieri italiani sulla pizza e gli spaghetti, il mandolino lo lascio perdere perchè non so suonare, dimenticano sempre di ricordare le loro ragazze che scendono a Rimini. Dimenticano pure i loro maschietti che riempiono i tavolini dei bar di vuoti, in vetro e lattine, di birra per non parlare delle fiaschette di vino da 5 litri che si bevevano, ogni sera, nel campeggio a Castiglione della Pescaia.
Hanno definito, con disprezzo, Cassano e Balotelli cani sciolti ma i cani sciolti li hanno rispediti a cuccia mentre loro scorrazzano ancora in Polonia ed Ucraina.
Balotelli è il Jesse Owens del 2012 ha umiliato i tedeschi come fece il mitico Jesse e non con i due splendidi gol, da enciclopedia del calcio, per quanto mi riguarda il gol più bello Mario l’ha fatto quando è andato ad abbracciare la mamma adottiva e bianca.
Questa Signora aveva già tre figli e si è presa in carico di un bambino piccolissimo e con problemi di salute, un esempio per tutti noi.
Se semini tanto amore non puoi che raccoglierne altrettanto e l’abbraccio che Mario ha riservato a mamma Silvia mi ha emozionato, merita tutto l’amore possibile e Mario sarà pure un fenomeno come calciatore, un cavallo pazzo come ragazzo, ma ha un cuore, un rispetto, ed una riconoscenza impagabile che molti di noi figli legittimi non abbiamo verso i nostri genitori.
Con quel gesto Mario ha dato una lezione a tutti noi, una lezione che possiamo imparare mentre non impareremo mai a lanciare un siluro dentro la porta come ha fatto lui con il secondo gol.
Oggi, come ammiratore, gli perdono un po’ di più tutte le mattane che combina con la sua esuberanza e riesco a comprendere meglio, non a giustificarle perchè è quasi un uomo, le sue intemperanze.
Come tutti i cavalli di Razza Mario lo devi conquistare, deve avere fiducia in te per rispettarti ed ascoltarti.
Detto questo la cosa più divertente che mi regala la persona Mario Balotelli è il suo essere profondamente bresciano e quando lo sento parlare in bresciano, lui così nero di pelle, mi diverte un mondo perchè penso immediatamente ai leghisti, peccato non abiti ad Adro con un sindaco idiota come Lancini Mario mi divertirebbe ancora di più.
Intendiamoci non è il solo, fortunatamente sono a migliaia i giovani di colore che parlano romano, veneto, milanese, genovese, pugliese e calabrese e questo mi riempie di gioia perchè li sento veramente fratelli.
Tutti insieme sotto al tricolore con buona pace di Maroni, Salvini, Borgezio e tutta la combriccola di pirla che si ritrova a Pontida in nome della padania.
Noi, figli legittimi o illegittimi, comunque nati e cresciuti in famiglie che ci hanno dato nome e cognome spesso non abbiamo lo stesso rispetto e lo stesso amore che Mario ha, concretamente, per mamma Silvia.
Lo ringrazio per i due gol, anche se ne voglio ancora, e per la lezione di vita e di educazione che ci ha dato abbracciando la mamma.
Bravo Mario, per sentito dire so che sei bravo anche in un altro campo molto caro a noi italiani, vedrai che dopo avere fatto piangere le ragazze tedesche molte di loro verranno a trovarti sperando che tu le faccia ridere, gioire.
Ma non esagerare, almeno sino a domenica chè dobbiamo giocare con la Spagna.
Aspetta lunedì e poi via cunt el martell ca oca.
Da ragazzi, per definire chi era bravo nelle prestazioni con le ragazze, usavamo questa frase: l’è un martell ca oca.
Forse non l’ho scritto correttamente ma il martell ca oca in bergamasco significa martello pneumatico.
Sono certo che le tedesche apprezzano.
Un abbraccio particolare a tutti i nostri immigrati in Germania che, ancora una volta, hanno goduto molto, ma molto, più di noi-

Quei due gol per mamma Silvia
La vera donna della vita di SuperMario

 

A Milano, in Via Padova, ha aperto un emporio cinese. Non so come chiamarlo, ma fa più lui per i pensionati ed i precari che il governo Monti.


Vendono di tutto, vestiti, scarpe, casalinghi, profumi, detersivi, elettrodomestici, insomma è inutile  stare qui a fare l’elenco.
Sono andato a fare un giro e, credetemi, c’è da risparmiare parecchio soprattutto per la casa, le cose di consumo quotidiano che alle quali non puoi rinunciare.
Diffidente da sempre, non comprerò mai un ferro da stiro da 1800 watt a 10 euro, sono andato a fare un giro e sono rimasto basito.
Ci sono moltissimi prodotti italiani di marca a prezzo inferiore dei supermercati nostrani, una marea di cose cinesi con l’etichetta dell’importatore, italiano, città, provincia ed indirizzo.
Molti prodotti sono costruiti in Italia, anche questi con la loro etichetta di regola in evidenza e la mia considerazione finale, per non farla lunga, è che fanno di più per il popolino i cinesi che il nostro governo.
L’altra considerazione, non marginale, è che ammazzeranno tutti quelli che ci sono intorno che trattano gli stessi prodotti.
Ho dato una occhiata alle scarpe, made in China, cuoio, tomaia in gomma o cuoio, pianta fatta bene, se devo trovare un difetto consiste in qualche finale di cucitura non propriamente ad arte, per chi è attentissimo all’estetica.
Per uno con la mia testa un fatto assolutamente marginale. Sotto i 20 euro.
Per adesso ho preso un orologio/sveglia con data temperatura e luminoso, per vederlo anche di notte senza accendere la luce.
Le pile, di tutti i tipi e di tutte le marche, sono alla metà come prezzo.
All’uscita c’erano dei tavoli con le bibite, salatini, panini e quelle cose lì per il lancio, l’apertura.
Inutile dirvi che a decine hanno mangiato lì. Ma questo succedeva anche dove lavoravo io al lancio di una nuova automobile, c’era gente che passava la giornata davanti al rinfresco senza nemmeno fingere di guardare l’auto di nuovo modello.
Ci facciamo riconoscere, come sempre.
Comunque questi da una parte ci aiutano, per chi ne ha pochi, dall’altra  ammazzano il commercio  nostrano.
A meno che, i nostri commercianti, non ci prendano in giro da decenni vendendoci gli stessi prodotti, non tutti ma parecchi, ad un costo tre volte superiore. Come la batterie da 1,5 volt di marca.
Scontrino regolare, bancomat o carta di credito, come nei nostri empori, supermercati. 

C’è una tassa odiosa e non è l’Ici. E’ la tassa, xenofoba e razzista, sul rinnovo dei permessi di soggiorno. Un balzello fascista.


Che per il sistema capitalistico fascista dal quale siamo governati sia consuetudine essere forte con i deboli e debole con i forti è risaputo.
Che sia più facile aumentare la benzina, colpire i precari, pensionati le donne, che colpire un parassita  è un modo di agire che, per quanto mi riguarda, si è succeduto con quasi tutti i governi dal 1945 in poi e nemmeno gli indignati di ultima generazione sono riusciti a fermare questo stillicidio che massacra i proletari, disoccupati, precari, immigrati e tra poco anche gli accattoni.
Gli metteranno la tassa sull’elemosina o per l’occupazione di suolo pubblico.
Per adesso si limitano a dargli la caccia per questioni di decoro urbanistico, un fascismo mascherato da ordine pubblico.
Ma la tassa voluta dal nazileghista Maroni, è il migliore della  pensate a come sono ridotti gli altri, è particolarmente odiosa, vigliacca, xenofoba e razzista. Una bestemmia in chiesa, davanti al Papa.
Un diluvio di indignati per l’Ici sulla prima casa e nessuna manifestazione per una tassa odiosa come quella sul rinnovo del permesso di soggiorno, una specie di rastrellamento fascista a caccia di oppositori, solo che il fascismo era una cosa seria non una scellerata macchietta come la lega, rastrellava, incarcerava, torturava e, per i più fortunati, c’era la fucilazione liberatoria.
Questo nazista immondo che è stato ministro degli interni della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza è un versione nostrana, in piccolo, dell’ ideatore dello sterminio finale, Reynard Heydrich il braccio destro di Himmler, ma con più cinismo.
Non avendo il coraggio di fucilarli in fosse comuni o di bruciarli nei forni, cerca di ucciderli lentamente, goccia dopo goccia e riesce pure a dormire la notte e sentirsi vittima di una faida interna alla lega nazista.
Gia il permesso di soggiorno in sè, per gente che lavora in regola da decenni, per chi è nato nel nostro paese da genitori immigrati è una cosa immorale , indecente, lugubre come la razza dei Bossi, visto che sono razzisti parlo di razza anch’io, ma la tassa che hanno imposto è un insulto al genere umano del quale i leghisti non fanno parte.
Il primo a studiare il genere umano e dividerlo in razze fu nel 1735 Carlo Linneo (1707-1778), grande naturalista svedese autore del Sistema naturae (1735), inseri’, per la prima volta, il genere umano all’interno della specie Homo Sapiens, e tre anni dopo, aggiunse una quadripartizione del genere Homo, collegandolo a quattro differenti modalita’ caratteriali. L’Homo sapiens americanus: tenace, soddisfatto, libero; un Homo sapiens europeus: spiritoso, vivace, inventivo; un Homo sapiens asiaticus: austero, orgoglioso, avaro; e un Homo sapiens afer: definito come astuto, lento, negligente.
Adesso aspettiamo un biologo che aggiunga la quinta ripartizione che includa esclusivamente i leghisti.
E’ vero che se un problema non viene esposto, pubblicato, commentato  nel blog di Grillo o nel gruppo Facebook degli Indignados Italia non ha diritto ad apparire e nemmeno alla protesta ma possibile che nessuno si sia ribellato, alludo alla massa perchè qualche partito aveva chiesto al governo l’abolizione del triste balzello, si sia indignato almeno la millesima parte sell’indignazione espressa per l’Ici sulla prima casa?
Siamo diventati tutti Homo sapiens afer?
Credo proprio di si.
Domanda, se l’immigrato deve pagare la tassa, rapina,  sul rinnovo del permesso di soggiorno quanto dovrebbe pagare il Trota per il semplice fatto che lo ospitiamo, e manteniamo, in mezzo a noi tra il genere umano?

Permessi di soggiorno, scatta oggi la tassa Per una famiglia si paga fino a 1000 euro

 

Il santone ha detto la sua. Prima il Movimento 5 stelle si struttura politicamente e lo molla e meglio è. Delira.


Dal blog del più famoso d’ Europa, uno dei più frequentati al mondo. Il santone di Genova, Beppe Grillo, ha detto la sua:
La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della “liberalizzazione” delle nascite.
Fortunatamente ci sono un centinaio di commenti molti dei quali non sono per niente d’accordo con il santone.
Da tempo vado scrivendo, e confermo, che l’esaltato di Genova ha fatto leva sulla sua fama di comico per conquistare masse di giovani da portare al macello del sistema capitalistico parassita per farne bistecche.
Non bastasse il fatto che non ha mai parlato di lavoro, di lavoratori, di operai, di sfruttati alla catena di montaggio ma di azionisti traditi o truffati, si è specializzato in Parmalat e Telecom, adesso ci aggiunge anche il razzismo, la xenofobia e, per giustificare il suo delirio incontrollabile trasforma il diritto di cittadinanza in arma di distrazione di massa.
Essendo la sua specialità, la distrazione di massa, attuata con il disprezzo della politica sia di destra che di sinistra speculando opportunamente su responsabilità individuali accomunate a responsabilità collettive e mettendole sullo stesso piano per fare in modo che la politica fosse rifiutata, facesse schifo e non lo strumento più alto di ogni democrazia.
Come se il progetto della P2 di occupazione dello Stato e di soppressione della democrazia, oltre allo smantellamento della Costituzione, fosse sullo stesso piano di qualche mazzetta o di qualche piccola banda del sottobosco della politica o di qualche onorevole disposto a vendersi il voto al migliore offerente.
Dedito alle grandi battaglie mediatiche, quelle si distrazioni di massa, come la Tav o la durata delle legislature per gli eletti condite con qualcosa di sano, come l’ineleggibilità dei condannati per mascherare sotto al polverone del qualunquismo il supporto fornito in un piatto d’argento al sistema.
Vedi quello che è successo in Piemonte.
Non è nemmeno una novità il suo agire mediaticamente ed in politica, i radicali lo fanno da quando sono nati condendo il loro sostegno al sistema accodandosi alle battaglie altrui come il divorzio e l’aborto. L’importante è che arrivi il finanziamento per Radio Radicale che venga da destra o da sinistra non ha importanza basti pensare a come hanno votato sulla richiesta del carcere per Cosentino.  E’ Pannella che ha inventato la strategia del contro tutti per stare insieme a tutti, infatti i radicali sono in parlamento da decenni, qualche volta in maggioranza altre all’opposizione, garantendosi comunque sempre il finanziamento.
Per quanto riguarda  il fare una legge che imponga la rielezione di un deputato al massimo per due legislature, che piace tantissimo ai cani sciolti del sistema ed al fatto Quotidiano, faccio solo un esempio.
Se fosse ancora vivo un Berlinguer dovrebbe lasciare dopo due legislature per lasciare il posto ad un Scilipoti, a Grillo no perchè preferisce fare il santone piuttosto che metterci la faccia.
Di Scilipoti ce ne sono a decine di Berlinguer uno solo, come uno solo era Pertini.
C’è chi agli immigrati toglie il pasto all’asilo o alla scuola e c’è chi, come Grillo, gli vuole togliere la cittadinanza.
Non aggiungo altro, spero solo che il suo delirio si mostri in tutto il suo splendore ed i suoi seguaci restino lucidi e vigili come molti di loro sono e lo critichino a dovere, come merita.
Come ha trattato il capogruppo del Movimento 5 stelle emiliano è da regime, e l’ ho scritto, ma adesso non ne voglio scrivere più, scrivere del santone mi infanga il blog.
Quello che è certo che il dubbio iniziale, quando ha iniziato con le sue bordate, si è trasformato in certezza è l’altra faccia del piduista.
Un pilastro del sistema. 

Buona notizie da Adro, una è del 2010 passata inosservata, l’altra del 2011 volutamente tenuta riservata. Qualcuno si ricorda ancora del vergognoso sindaco di Adro Oscar Lancini?


La prima, quella del 2010, è che il tentativo da parte del sindaco nazista di Adro di esautorare la presidente della mensa scolastica Giuseppina Paganotti è andato a vuoto dalle urne del voto è emerso che la maggioranza dei genitori ha riconfermato a maggioranza gli amministratori uscenti.
Questo conferma che anche ad Adro ci sono cuori e cervelli che funzionano, non tutti però, perchè i dissidenti hanno preferito nominare un direttivo parallelo preferendolo ad un confronto democratico per esporre le proprie ragioni.
La scuola di Adro è per la maggioranza in Italia e  per una minoranza in padania.
La seconda notizia del 2011 è stata volutamente tenuta riservata dall’interessato, come aveva tentato di tenere riservato il gesto che ha fatto nel 2010 che ha mandato fuori di testa i nazileghisti di Adro ed in prima fila le mamme nazileghsite, purtroppo partoriscono anche loro, si riproducono insomma.
Parlo dell’imprenditore che nell’ aprila del 2010 pagò di tasca propria i 10000 euro di rette arretrate della mensa scolastica per i bambini delle famiglie inadempienti ai quali il sindaco aveva negato la mensa.
Da notare che l’ha fatto senza chiedere il certificato di nascita dei bambini.
Il gesto di Silvano Lancini, omonimo del sindaco ma nemmeno lontano parente del nazista che fa il sindaco, doveva restare nell’anonimato, arrivò dopo settimane di polemiche che portarono la parte peggiore di Adro sulle prime pagine dei giornali e nei dibattiti televisivi con interviste al capitano Amon di Adro. Il sindaco.
Naturalmente venne scoperto, l’anonimo benefattore, forse furono gli stessi nazileghisti indignati a stanarlo, ma questa è acqua passata.
Bene sul finire del 2011 è stato nominato Cavaliere della Repubblica.
Sivano Lancini ha ricevuto l’onorificenza ma l’ha confidato solo ai figli.
Bene, adesso lo sappiamo anche noi e devo dire che mi fa piacere.

La lega ieri ha fatto karakiri davanti alla Presidenza della Camera, in quel momento c’era la Bindi. Esponendo più cartelli per comporre la frase: no ai clandestini.


Sappiamo tutti che da quando sono all’opposizione i leghisti, oltre ad impegnarsi nella faida interna tra maroniani e bossiani, cercano in tutti i modi di farsi notare nel Parlamento italiano con iniziative estemporanee o organizzate talmente deliranti da non riconoscerne la differenza. Tra le folcloristiche iniziative iniziative individuale e quelle studiate a tavolino dai cervelloni della lega non c’è nessuna differenza, entrambe mettono in risalto la pochezza culturale ed opportunistica come la caricatura dell’onorevole vestita da operaia dove non abbiamo capito se la caricatura era l’onorevole oppure l’operaia.
Evidentemente, negli 8 anni su 10, che hanno passato al governo hanno dimenticato gli operai hanno tentato un recupero in extremis della categoria, abbandonando  bottegai ed evasori al loro destino. Per adesso.
Ieri si sono superati, hanno presentato l’ennesima mozione xenofoba e razzista contro gli immigrati e precisamente contro i profughi libici, ovviamente bocciata.
Nella quotidiana chiassata da osteria che la lega ci propina ogni giorno da quando sono all’opposizione si sono distinti in modo particolare Claudio D’Amico, Laura Molteni e Alberto Torazi.
Indispettiti dalla bocciatura della loro mozione hanno inscenato il solito show anti-immigrati. Un manipolo, linguaggio in uso nei tempi del fascismo e quindi adatto alla bisogna,  di deputati ha mollato, momentaneamente, la poltrona e si sono diretti sotto la presidenza della camera in quel momento presieduta dalla Bindi esponendo diversi cartelli scritti a mano e divisa in più fogli che letti di seguito formavano la scritta: No ai clandestini.
Un autentico karakiri, questa volta non spiego il significato di questa parola se i leghisti lo vogliono sapere lo chiedano al Trota.
L’intellettuale del gruppo.
I clandestini hanno un luogo di provenienza, un Paese dove sono nati e da dove provengono e dal quale sono emigrati per motivi politici, di sopravvivenza, in cerca di libertà e di una vita migliore, sono uomini, donne, bambini che fanno parte della geografia del mondo, sono clandestini per cause di forza maggiore.
Se un libico è clandestino nell’atlante trovi la Libia, lo stesso vale per un somalo e la maestra può far vedere ai bambini dove si trova la Somalia.
Gli unici clandestini che non hanno patria, provenienza, storia, radici, luogo geografico, lingua, sono i padani, gli unici clandestini realmente tali ed in modo particolare quelli che siedono in parlamento e nelle istituzioni.
Essi si manifestano solo quando è il momento dello stipendio o di fare sceneggiate nel Parlamento Italiano, questi clandestini senza storia e senza geografia si manifestano solo quando è il momento della mangiatoia.
I loro elettori, per la maggior parte, non solo sono clandestini in senso storico e geografico ma anche in senso fiscale, sono i clandestini del fisco, della denuncia dei redditi.
Se una maestra del nord, nata, vissuta, diplomata nelle scuole dello Stato Italiano del nord, magari con il foulard verde al collo, volesse indicare ai suoi allievi dove si trova la padania in una carta geografica o in un mappamondo bello grande non la troverebbe, clandestina pure lei. Però potrebbe far vedere ai suoi scolari dove si trova l’Etiopia, la Libia, il Burundi, il Ghana e così via non avrebbe problemi, sono su tutte le carte geografiche e tutti i mappamondi.
Quindi se ci sono dei clandestini nel mondo essi sono i padani e sono loro che dovrebbero andare via.
Il problema è che nessuno se li prende, men che meno l’amata Svizzera.
Sono clandestini puri, non possono nemmeno essere considerati apolidi perchè mancanti anche delle caratteristiche degli apolidi che vado a specificare.
Si è apolidi per origine quando non si è mai goduto dei diritti e non si è mai stati sottoposti ai doveri di nessuno Stato.Si diventa apolidi per derivazione a causa di varie ragioni tutte conseguenti alla perdita di una pregressa cittadinanza e alla mancanza di una contestuale acquisizione di una nuova.
Mi risulta che non abbiamo mai saltato uno stipendio anzi, qualcuno di loro, ha giurato persino sulla Costituzione Italiana.
Quindi, per una volta, sono d’accordo con loro: Via i clandestini, che facciano le valige e se ne vadano fuori dai maroni.

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