Il nonno ha esagerato, ma ce ne fossero come lui ed i giardini ne sono la conferma, nessun rispetto e maleducazione.


Si è beccato una denuncia e si è anche pentito un pochino ma io lo appoggio in pieno perchè ho vissuto la trasformazione educativa di oltre mezzo secolo.
Da ragazzino ero un problema e proprio per questo sono convinto che quando ci vuole ci vuole.
La mia carriera di peperino è iniziata presto, alle elementari, ero ancora in quarta quando ho risposto male al maestro Pillon e mi ha punito come usava allora, entro domani mi devi scrivere per 250 volte: non si risponde male al maestro.
Non ci penso nemmeno gli ho risposto e chiamarono i miei genitori.
Questi non ci pensarono nemmeno a chiedere cosa fosse successo, il maestro era intoccabile e mi presero a sberle, non ebbi modo di esporre le mie ragioni.
Poi trovai un portamonete a scatto con un bel po’ di soldi, solo ed esclusivamente soldi, combinazione in quel periodo al mio paese c’erano le giostre e passai 15 giorni a divertirmi con i miei amici nell’autoscontro, frappè e sigarette per tutta la compagnia, riuscii a comprarmi persino una carabina ad aria compressa.
Purtroppo nella predica domenicale durante la messa venne fuori che una signora, una ragazza non ricordo precisamente,  aveva perso il borsellino con i suoi risparmi con i quali intendeva comprasi un impermeabile come quello del tenente Sheridan
.
Il paese era piccolo, i miei sentirono l’appello, i paesani fecero mente locale a quel gruppo di ragazzini che passavano il pomeriggio alle giostre bevendo frappè e fecero due più due.
Le sigarette no, quelle le fumavamo senza farci vedere. Le  avevamo nascoste insieme ai fiammiferi sotto l’elmo del monumento ai Caduti della prima guerra mondiale.
Mio padre mi sottopose all’interrogatorio di rito e dovetti confessare che i soldi li avevo trovati io.
Presi una serie di mazzate che le ricordo ancora, non c’era autodifesa che tenesse, non ho potuto nemmeno parlare.
Mi rinchiusero nell’orfanotrofio del paese insieme a mio fratello maggiore, che non c’entrava niente ma che, purtroppo per lui, veniva sempre coinvolto in modo particolare nelle risse che scatenavo con i più grandi dove lui faceva da paciere,diciamo che mi accendevo in un millesimo di secondo senza pormi il problema di che avessi davanti, se uno della mia età, 9 anni, o uno di 13, 14. Dato il mio fisico di solito erano una volta e mezzo il sottoscritto.
Dall’orfanotrofio scappai due volte, ma il mio exploit maggiore lo realizzai con una suora che sulla porta della chiesa mi diede un colpo in testa con il pugno chiuso ed il dito medio sporgente, per farmi stare buono.
L’aggirai e la presi di spalle prendendola a calci nel sedere, facemmo tutta la chiesa in mezzo ai banchi dove tutto l’orfanotrofio seguiva la messa tra chi tifava per me e chi per la suora, carogna.
In quegli anni usavano mandare gli orfani, in divisa e con il mantello nero, dietro ai funerali, erano gli anni cinquanta, ed io fui l’unico orfano, insieme a mio fratello, che al seguito dei funerali salutava i propri genitori in modo esagerato direi.
Per le medie mi misero in collegio, liberando mio fratello, ed il collegio è un concentrato di tipi come me che si scambiano i vizi e diventa una scuola, come il carcere minorile.
Entri delinquente al 20% e ne esci al 50%, qualcuno se la cava per fortuna e si corregge.
Mi diedi una calmata intorno ai vent’anni dopo l’ultimo colpo di testa che vi vado a raccontare, solo per rendervi un’idea di che tipo fossi.
Giornata estiva e semaforo rosso, arrivo con la mia Francis Lombardi 850 a velocità sostenuta e nel frattempo scatta il verde, supero sulla destra una 124 che stava partendo ed il conducente si spaventa, presumo, e mi apostrofa: bastardo figlio di puttana! Io rallento e gli rispondo, ciao fratello!
Proseguo per la mia strada e 300 metri dopo mi fermo davanti alla ditta dove lavoravo, parcheggio e scendo tranquillo dalla mia auto, dietro di me c’è, ferma, una 124 ne scende uno che sarà stato 1,90, io lo ricordo enorme, si lancia contro di me, mi prende con una mano per il giubbotto e mi solleva da terra di una ventina ci centimetri per portarmi all’altezza dei suoi occhi, brutto stronzo, io ti spezzo in due.
Nel subire questo notai che i bottoni del mio giubbotto erano sotto sforzo, rischiavano di staccarsi, lo guardai negli occhi e gli dissi: se si stacca il bottone sono cazzi tuoi.
Incredulo, sbigottito, mi lasciò andare ed entrai al lavoro.
Una ventina di minuti dopo me lo vedo entrare in magazzino, era una concessionaria Fiat ed io facevo il magazziniere, ancora… pensai ed invece la sorpresa.
Era un assicuratore liquidatore e conosceva mio padre, lavoravamo insieme, e gli aveva raccontato il fatto. Saputo che ero suo figlio venne in magazzino per scusarsi, lo bloccai immediatamente, ci mancherebbe altro sono io che mi scuso con lei.
Diventammo amici, anche se era molto più grande di me, non solo fisicamente.
Diciamo che me ne intendo di maleducazione e di caratterini particolari ed è per questo che apprezzo un nonno come questo, ce ne fossero parecchi avremmo un mondo migliore.
Ai giardini vicino a casa mia ci sono anziani e famiglie, ragazzotti maleducati ed irriverenti che se fregano di tutto e di tutti. Anche se qualcuno l’ho ripreso, facendolo ragionare.
I genitori moderni, se la maestra o il professore riprende, i loro figli vanno a scuola picchiano la maestra o la denunciano. I figli di oggi non si possono toccare, ne vediamo le conseguenze.
Il nipote ruba, nonno lo picchia.

La foto è del Tenente Sheridan.

Da una parte uno si scusa con i militanti per avere sistemato i figli, dall’altra i partiti studiano come proteggere il foraggio. In mezzo ci siamo noi, quelli che pagano.


Ne ha dette e fatte troppe contro gli italiani, il tricolore, la Costituzione e la democrazia per portargli rispetto nel momento delle difficoltà come uomo e come padre nel momento in cui si scusa con i militanti conferma di avere perso il pelo ma non il vizio, che condivide con tutti gli altri che si alimentano al foraggio romano inteso come Capitale d’Italia e sede del governo.
Innanzi tutto i soldi erano di tutti e non dei soli militanti leghisti, quelli dei leghisti erano i soldi guadagnati con la polenta e le salsicce, con il volontariato delle sezioni che rispetto e conosco molto bene perchè è molto simile a quello che avveniva nel Pci, sono stato militante anch’io e non sono pentito per niente, ho lavorato per un ventennio per il Pci ed è per questo che quando si trova un ex dirigente del Pci che ha qualche colpa chiedo la pena doppia in quanto comunista come me.L’aggiramento dell’esito del referendum che aboliva il finanziamento pubblico ai partiti è stato studiato e proposto  con il contributo di tutti ed ancora oggi il tre saggi del Pd, Pdl e Udc ne stanno studiando di nuove per mantenersi il foraggio che nessuno di noi è disposto a dare per obbligo, d’ufficio.
Se voglio finanziare un partito pubblichino il loro Iban sotto al nome ed io provvederò a fare un bonifico, come faccio dal 1992 per Radio Popolare che si limita alla campagna abbonamenti e non ha mai preteso una legge ad hoc per finanziarsi.
Adesso tirano in ballo la malattia di Bossi per giustificare l’ingiustificabile, qualcuno marcia sul patetico e sembrano tutti la figlia di Craxi che pretende le Vie o le piazze in memoria del padre, latitante, che ha aperto la strada della rovina all’Italia.
Gli dedichi il giardino di casa sua a cotanto padre. Capisco che grazie a lui, lei ed i suoi figli oltre alle future generazioni, potranno vivere alla grande senza problemi economici e frequentare le migliori scuole per non lavorare, nel senso che non avranno bisogno di tirare la lima. Ma non rompa le scatole a noi con la memoria di suo padre, si limiti a vergognarsi per lui e sparire dalla circolazione, abbiamo già dato.
L’ Umberto si scusa con i militanti e cade nel patetico, il Trota si dimette dal Consiglio Regionale della Lombardia e si intasca 40.000 euro di buona uscita, soldi nostri non della lega, insomma qui è tutto un chiagnere e fottere ma nessuno rende i soldi che ha intascato dalla comunità.
Questa gente si è garantita un futuro a spese della politica e del rimborso elettorale che loro stessi hanno deciso di aggiudicarsi.
Tutti, dal primo all’ultimo partito si sono intascati il foraggio e non mi basta che qualcuno controlli, non mi interessa che uso ne fanno, li devono rendere allo Stato per farci abbassare le tasse, dirette ed indirette, che ci stanno massacrando.
Ci sono partiti che non sono nemmeno presenti in parlamento, altri che sono morti o si sono sciolti e che gestiscono ancora miliardi di lire, ho scritto in lire perchè parlare di milioni di euro è riduttivo, non rende l’idea.
Se potessi rubare un milione alla collettività, per sistemare mio figlio, andrei anch’io in tutte le piazze, i circoli, le sezioni di tutti i partiti, da Vespa, a Ballarò, Servizio Pubblico ed ovunque mi invitassero per chiedere scusa, tanto mio figlio sarebbe a posto.
Esclusa la violenza accetterei di tutto, anche che mi sputassero addosso, cantando a squarcia voce chi ha avuto, avuto,avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato. Scurdammoce o passato sim in padania paisà.
Smettiamola di prendere per il culo gli italiani, gli studiosi la smettano di spiegarci perchè è utile per la democrazia che i partiti vengano finanziati dallo Stato, da noi , perchè altrimenti la politica la farebbero solo i ricchi.
Non è vero, anche il più pezzente di noi sarebbe disposto a sborsare uno o due euro se un’idea è buona, basta che la mettano sulla pubblica piazza, come ha fatto il Pd con le primarie, il risultato delle quali non ha niente ache vedere, sul piano della partecipazione economica, con il risultato finale sul piano politico.
Se dobbiamo finanziare che ognuno si finanzi il suo, quello in cui crede e liberamente.
La manfrina di ieri sera a Bergamo sembra il tentativo, fallito, di salvare il Psi dopo le monetine a Craxi da parte di Martelli, se non è zuppa è pan bagnato.
Nessuno di questi parassiti ha mai restituito una lira di quelle che si è mangiato, hanno semplicemente messo a posto la famiglia e gli amici più stretti, i compari.
L’Umberto pentito, ed arrogante quando denuncia un complotto, non mi intenerisce per niente, ognuno si sbrighi i problemi con i propri figli e mantenga la propria moglie con soldi propri e non a spese nostre.
Sono uno di quelli ai quali ha esibito il dito medio per oltre vent’anni, mi ha invitato a pulirmi il culo con il tricolore, mi ha minacciato con i fucili padani e mi voleva imporre le ronde, oltre a cercare di mettermi contro tutte le razze del mondo.
Questo è il Bossi che conta, per me e per milioni di italiani che hanno capito, ed è ora di finirla con queste sceneggiate, pagliacciate, che hanno il solo scopo di salvare la mangiatoia, il foraggio.
Maroni o non Maroni si sono dimostrati peggiori degli altri se non altro per il fatto che da quasi trent’anni hanno sbandierato il vessillo di Roma ladrona mentre scippavano non solo i militanti ma anche tutti noi.
Sono stati i primi complici della destra piduista che hanno sostenuto il regime ed il bandito per, quasi, un ventennio, sono quelli che ci hanno mandato in rovina.
Altro che gli immigrati, sono loro i parassiti e gli evasori che hanno messo gli uni contro gli altri e mandato in rovina l’Italia.
Finanziamento: l’Europa accusa l’Italia
“Irregolarità nei bilanci di 91 partiti”

Abbiamo più partiti che debito pubblico. 

Umberto Bossi ha fatto dell’ignoranza la sua bandiera come collante di una base che si identifica al meglio senza nemmeno parlare l’italiano. Ed allora perchè spendere tanto per comprarsi una laurea?


L’ignoranza come vessillo da rivendicare, il dialetto non come cultura popolare ma come simbolo di unità tra poveri di intelletto, chi parla il dialetto e lo considera cultura da conservare quando parla con uno di un’altra regione, per rispetto, parla l’italiano.
Umberto no, il leghista no, si esprime solo con i suoi cinquanta vocaboli per i tre concetti che gli hanno inculcato, secessiun, Roma ladrona, basta tasse a Roma.
Semianalfabeta ma ladro come il suo capo, basti pensare agli allevatori padani che per firmare il contratto del nuovo trattore, comprato rubando sulle quote latte, con una croce.
Per la ristrutturazione delle stalle non hanno nemmeno dovuto firmare, si sono affidati al nero per risparmiare l’Iva.
L’ignoranza esibita come la maleducazione o il cappio in Parlamento per Roma ladrona, l’invito alla Signora di Venezia a pulirsi il culo con il tricolore mandava in visibilio i trogloditi in camicia verde fieri della loro ignoranza primitiva.
Anche la canottiera esibita nella villa del piduista, quella passeggiata nel parco con il cavaliere, ladro pure lui ma  raffinato dai vizi, a marcare la differenza tra il figlio del popolo ed il borghese arricchito.
Ho parlato, qualche volta, con i leghisti del mio quartiere ed è una esperienza frustrante, le solite frasi fatte che già impararle a memoria deve essere stato uno sforzo titanico ed un unico mito, obiettivo, tenersi i danè, schei, soldi.
Incapaci di un pensiero compiuto, un ragionamento sarebbe troppo, ma forti in matematica e con un braccio da tennista, quello che apre e chiude il cassetto del negozio, dell’officina, insomma dove mettono l’incasso della giornata.
Allergici alla lettura di un giornale, un libro,  per non essere inquinati dalla cultura al punto che non emettono uno scontrino che, come tutti sappiamo, contiene l’intestazione scritta del negoziante. Per loro leggere uno scontrino è come leggere I Miserabili, missione impossibile.
Mi stupisce che, dopo qualche lustro di mangiatoie a Roma ladrona, come gli sia venuta ai dirigenti leghisti la mania della cultura e quindi della laurea, l’ossessione di essere tutti laureati.
Forti del principio base della corruzione che tutto ha un prezzo hanno speso 130.000 euro per comprare  la laurea ed il diploma della Rosy Mauro e del suo compagno. Probabilmente prima hanno comprato la laurea e dopo la maturità, tanto non sanno nemmeno in che ordine vengono acquisite.
130.000 euro sono stati spesi per il Trota, dal 2010 sta “prendendo” la laurea in una università privata di Londra, uno che non sa nemmeno l’italiano e si esprime peggio di suo padre ma senza malattia.
Sappiamo tutti che la cultura evolve le persone, preparate, evidentemente la cultura comprata ad un tanto al pezzo ha dato alla testa della famiglia Bossi ed ai componenti del cerchio magico di Gemonio che sono diventati tutti ladri, a loro insaputa.
Quanto fosse ignorante, rasoterra, la Rosy Mauro ce ne siamo accorti un giorno al senato dove ha fatto una figuraccia che è passata alla storia.
Ai leghisti la cultura fa male, la verità pure e l’evidenza non sanno nemmeno cosa sia. La loro vita è tutta un inganno, un’opinione, ed ogni fatto reale è calcolato come le quote latte, in base a quanto riescono a truffare allo Stato o all’Unione Europea.
Lì, sono i campioni del mondo.
Il trota ha detto, mai preso un euro, si limitava a presentare il conto, i conti che il partito pagava.
La macchietta del Consiglio Regionale Lombardo mi da l’impressione che non riesce nemmeno vestirsi alla mattina, si ferma alla canottiera, ci sarà qualcuno che provvede per lui. E pensare che ha una mamma maestra.
Mio padre commerciava in auto usate ed un giorno mi lasciò allibito con una frase:  qualcuno più stupido di te, al quale vendere un’auto usata, lo trovi sempre.
Me lo disse in dialetto veneto, mi sa che l’ha sentito anche l’Umberto a mia insaputa, perchè su questo principio ha fondato la lega.
Qualcuno, molti, più stupidi di lui li ha cercati e trovati l’Umberto, sono quelli che lo difendono ancora e lo venerano come la statuetta della Madonna o il cassetto dove mettono l’incasso. Se avessi la certezza che ha rubato l’idea di mio padre gli chiederei i diritti d’autore.
Comunque una cosa è certa che di trote, nella lega, ce ne sono più di una.
Direi che sono parecchi allevamenti, intensivi.
E’ pur vero che l’abito non fa il monaco, ma guardate bene in faccia i leghisti e ditemi se vi trovate una traccia, un barlume, una luce negli occhi che indichi un minimo di intelligenza.
Che non è razzismo o xenofobia la cultura del sindaco si Adro. 

Nella destra italiana il Golden Globe della spudoratezza non va alla Santanchè, alla Terry De Nicolò o alle orgettine. Per me deve andare a Stefania Craxi. Mani pulite e facce luride.


L’unica cosa certa è che con quello che ha rubato suo padre la famiglia Craxi potrà prosperare e non lavorare per intere generazioni ne hanno per 5 o 6 generazioni e ne accumuleranno ancora, i soldi della gentaglia sono come le palle di neve rotolando diventano più grandi.
Qualsiasi essere umano con un minimo di dignità sarebbe sparito dalla circolazione e ritirandosi a vita privata a godersi il frutto delle mazzette, se non altro per la vergogna, invece lei no lei rivaluta suo padre e tutta la banda ed ha la pretesa di fare la morale a noi ed alla politica.
Non bastasse il giardinetto dedicato alla memoria del padre, il monumento che qualche sindaco mentecatto gli ha dedicato e qualche giunta disposta a dedicare una Via al latitante più famoso al mondo, dimenticato solo dagli italiani, in occasione del 20° anniversario di mani pulita la figlia di Craxi e qualche picciotto rimasto sulla scena danno il via al revisionismo sulla memoria del cinghiale.
Mani pulite non è stato il fallimento della giustizia italiana è stato il fallimento degli italiani che sono usciti da una stagione indecente eticamente e moralmente affidando il Paese al piduista Berlusconi, il maggiore protagonista della corruzione della vita pubblica che ha superato persino la mafia e la camorra riuscendo addirittura andare al governo per quasi 18 anni portando gli interessi privati e la corruzione a sistema di governo, basti pensare alla leggi ad personam, alla depenalizzazione dei reati, ai tagli della prescrizione per proteggere se stesso ed i suoi complici.
Colui che ha dato una mazzetta da 50 miliardi di lire al latitante ha preso pure le redini del governo, grazie alla maggioranza degli italiani, portando in parlamento i suoi avvocati e la parte più corrotta e compromessa della politica italiana moltiplicando il debito pubblico e le ruberie che hanno arricchito persino un partito fallimentare cole la lega.
Berlusconi, insieme al compare Dell’Utri, si è permesso di tenere l’elogio del mafioso, l’eroe Mangano che non ha parlato da bravo picciotto in carriera.
Stefania Craxi da vent’anni fa parte della cricca di governo o sottogoverno, più o meno invisibile nell’ultimo esecutivo di Berlusconi era sottosegretario pagata da noi, una cosa inammissibile in qualsiasi paese al mondo escluso il paese degli smemorati, il nostro, l’Italia.
Riprendo Dall’Unità:

“Vent’anni fa una falsa rivoluzione ha distrutto i cinque partiti storici che avevano fatto dell’Italia la quinta potenza economica mondiale, ma non ha certo debellato – anzi, se possibile, ha aggravato – la piaga della corruzione”.

Così Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri nel governo Berlusconi (non se n’è accorto nessuno, ma c’era, e la pagavamo), per presentare la manifestazione che si terrà oggi a Milano. Il titolo è un programma elettorale: “I guasti prodotti in Italia da Mani Pulite”.

Non voglio che le colpe dei padri ricadano sui figli ma mi ero illuso che un minimo di dignità, di decoro etico-morale, li facessero ritirare a vita privata, sparire dalla politica italiana.
Così non è stato e la colpa è nostra, non di tutti ma della maggioranza degli italiani che hanno sostituito la banda Craxi con la cosca della P2, Berlusconi ed i suoi seguaci.
Le prime due righe della Craxi sono veritiere solo che rivoltano la questione in un revisionismo inaccettabile da stoppare immediatamente, alla prima Repubblica corrotta è succeduta la seconda che in realtà era l’artefice della corruzione con l’aggiunta dei fascisti e della lega di Bossi.
E’ questo che ha prodotti i guasti d’Italia, non mani pulite ed a parte la mistificazione ed il revisionismo della figlia di Craxi, la colpa maggiora è da imputare alla maggioranza degli italiani che per motivi di interesse, per malaffare o rincoglioniti dalla televisione hanno dato in pasto il paese agli artefici della sua rovina, al cancro che dagli anni settanta ha invaso e corrotto cittadini ed istituzioni.
Da tempo chiedo per gli evasori, i ladri, i politici corrotti e tutti quelli che rubano allo Stato il sequestro dei beni come si fa con la mafia, i mafiosi e quindi prima che la Stefania Craxi possa parlare dei guasti di mani pulite dovrebbe restituire allo Stato almeno i 50 miliardi di mazzetta che suo padre ha avuto dal piduista.
A seguire tutti gli altri e se proprio vuole fare qualcosa in memoria di cotanto statista latitante faccia la proposta non di dedicare vie o piazze a Bettino Craxi ma di reintrodurre  i vespasiani nei giardinetti di quartiere, con tanto di foto del padre nella parte in ceramica, sono convinto oltre ad essere di pubblica utilità  molti di noi sarebbero lieti di rendergli omaggio, anche più volte al giorno.
Non lasciamo passare il revisionismo, orrendo, della figlia di Craxi e dei nostalgici del cinghiale, lo schieramento dei giornali di regime addetti alla bisogna è imponente ed i politici squallidi a servizio della menzogna sono migliaia.
Un caso per tutti di vergognoso revisionismo è quello di Gabriele Cagliari, uno dei pochi socialisti con dignità che si sono suicidati per la vergogna.
Cito solo la Gazzetta di Mantova, figuratevi il Giornale, Libero, il Giorno e tutti gli altri:
di Luca RigodanzeRICORDO SOCIALISTA A diciassette anni dalla morte di Cagliari  Gabriele Cagliari a 17 anni dalla sua morte. L’amico socialista fu arrestato nel marzo 1993 a 67 anni e si è suicidato il 20 luglio dello stesso anno. Rimase in carcere per 4 mesi, pur in assenza dei requisiti richiesti dalla legge (pericolo di fuga, inquinamento delle prove…). Ricordiamo tutti o meglio chi «vuole» ricordare, in quegli anni turbolenti, il carcere era diventato uno strumento di tortura. Gabriele Cagliari di Guastalla era socialista e ricopriva l’incarico di presidente dell’Eni dal 1989. Fu questa una delle tante tragedie dell’epoca di Tangentopoli. Le terribili conseguenze dell’azione del Pool Mani pulite sono ricadute quasi solo sul nostro Partito Socialista, vi furono vittime e situazioni che ancora feriscono gli animi di tutti noi! Ricordiamo, con l’occasione, anche l’amico Sergio Moroni di Brescia… (stessa morte per suicidio).  Vi fu la sofferenza e la vergogna del carcere preventivo, per molti imputati la colpevolezza non venne mai riconosciuta! Non aggiungo altro perché l’amarezza è tanta, mi limito ad un particolare pensiero alla famiglia di Gabriele Cagliari e, citando Sergio Moroni, anche ai suoi cari.
Nessuno di questi amici nostalgici di ladri e corrotti ricorda che la moglie di Cagliari riportò in Italia 9 miliardi di lire frutto delle mazzette , della corruzione e quindi Cagliari non fu una vittima ma semplicemente un ladro.
Aggiungo che lui, come Sergio Moroni, ebbe il coraggio del suicidio per la vergogna ed è una cosa ammirevole, un sussulto di dignità che lava l’onta commessa verso i cittadini italiani e quindi merita il rispetto di tutti, anche il mio.
Detto questo, escludendo Pertini, e molti altri veri socialisti che si rivoltano nella tomba, ne deduco che i socialisti rimasti alla Stefania Craxi non hanno e non l’hanno mai avuta un minimo di dignità.
Invece di organizzare convegni contro mani pulite, battezzare giardinetti, piazze e vie in memoria del padre dovrebbe seguire l’esempio di Cagliari e Moroni ed impiccarsi in Piazzale Loreto per ripulirsi la coscienza.
Prima però si tolga il pelo dallo stomaco, si lavi la bocca e stia in silenzio per qualche giorno.
Giusto il tempo che mi passi la nausea.
Chiudo con qualche riga dall’Unità:
Un paese con le fondamenta sane e solide, che è pulito dentro e fuori, non può che essere soddisfatto quando i disonesti vengono presi e puniti, perché è prima di tutto nell’interesse di tutti gli altri, gli onesti, che funzionano le leggi e i tribunali. Invece, una volta di più leggendo il proclama di Stefania Craxi, si scopre che un’inchiesta giudiziaria avrebbe dovuto dare vita “a un serio sistema di finanziamento dei partiti”. O impedire “il degrado delle istituzioni”. O fermare la “disgregazione sociale”. E anche porre rimedio “alla bancarotta complessiva della giustizia italiana”. Sarebbe come parcheggiare in divieto, andando dal dentista, e poi dare la colpa al dentista se ti rimuovono la macchina o ti fanno una multa.
 

Nel senso di latitante.
Sia chiaro che la Stefania Craxi ha meno colpe, non del padre in se, nessuno può ereditare le colpe dei padri, ma della maggioranza di italiani che in questi vent’anni ci hanno imposto questi banditi, la P2, i fascisti e la lega di Bossi. 

Se i cervelli in fuga sono come quello di ieri sera, a Servizio Pubblico, lasciamoli andare.


Parlantina, presenza, voglia di protagonismo non gli mancava, ma quello che ha, dottamente, espresso lo sapevamo già.
Diciamo che lui gira adesso con le tette al vento io, noi, ci giravo già vent’anni fa.
La prima banalità è che un povero di Milano è uguale ad un povero di Londra, non è dal Pil di un paese che si misura la povertà ed i problemi conseguenti.
La seconda è che il sindacato, guarda caso la Cgil, difende le pensioni d’oro, difende i vitalizi e le pensioni esagerate.
Ci ha pensato la Camusso a specificare, tra le smorfie del cervello in fuga, che il sindacato difende le pensioni più basse dall’attacco del governo.
Sul fatto che la spesa per le pensioni è la più alta al mondo è una balla colossale, diciamo che Travaglio potrebbe farci il pezzo per la prossima settimana, quello dedicato alla palla della settimana. La palla d’oro.
Nei bilanci e nel conteggio dell’Inps ci sono cose che con le pensioni non c’entrano affatto, che sono state scaricate all’Inps perchè è in attivo e vanno scorporate dal conto pensioni.
Detto questo l’attacco ai lavoratori ed ai loro diritti non ha niente a che vedere con la crisi economica è solo e semplicemente un attacco alla democrazia da parte di un regime economico che ingrassa i ricchi a spese dei poveri, massacra la massa perchè è più facile da colpire ed ha le difese immunitarie in calo, accetta tutto pur di sopravvivere. Vedi il caso dei 200 iscritti alla Fiom che sono passati con i sindacati del padrone.
I reparti confino, tra le righe l’hanno detto anche ieri sera, per i lavoratori della Cgil e della Fiom sono sempre esistiti sin dal primo giorno dopo la liberazione, ci ha pensato Valletta, glorioso manager della Fiat.
La storia dell’ O.S.R., officina sussidiaria ricambi ribattezzata dai lavoratori Officina Stella Rossa, era un reparto confino voluto ed imposto dalla Fiat per isolare e sfiancare gli operai comunisti, guarda caso erano i migliori tecnicamente, quasi tutti attrezzisti addetti alla costruzione degli stampi. La Fiat, per cercare appigli sui quali aggrapparsi per farli fuori, forniva attrezzature obsolete, calibri difettosi, nella speranza che sbagliassero di qualche centesimo di millimetro lo stampo e potere attaccarli sul piano dell’impegno e della professionalità.
La chiudo qui perchè la storia non interessa a nessuno, tanto meno ai giovani ed in modo particolare quelli che seguono il santone di Genova che hanno individuato nel pensionato il colpevole principale della disoccupazione giovanile.
Un autentico delirio economico e politico compatibile solo con un pensiero da regime economico guarda caso condiviso da Monti e dalla Fornero, specialista in chiagne e’ fotte.
Si discute del problema pensioni da sempre non è una novità, le garanzie conquistate dai lavoratori con le battaglie sindacali sono sotto attacco dallo stesso giorno in cui governo e padroni hanno dovuto ingoiarle, la propaganda sulla spesa insostenibile è iniziata appena dopo la firma e non ha smesso ancora adesso.
Il cervello in fuga ieri sera ha detto: tagliate le pensioni più alte, i vitalizi, i privilegi, le pensioni esagerate di politici e manager.
Non c’era bisogno di andare a Londra  per fare una proposta del genere senza dimenticare che i governi che si sono succeduti hanno sempre protetto i più forti, le classi medio alte e che le proposte sindacali non sono proposte di legge, quelle toccano alla politica.
Sul finire degli anni 70 nella sezione del Pci Eugenio Curiel di Sesto San Giovanni si discuteva di pensioni, anche allora all’ordine del giorno. Il problema consisteva nel fatto che si era ritenuto opportuno stabilire una pensione minima per tutti quegli anziani, nella maggior parte ex contadini, che non avevano mai versato nessun contributo e questo, secondo i potenti di allora genitori o nonni dei potenti di adesso, la cosa era insostenibile.
Ricordo perfettamente di aver fatto un ragionamento sul tema legato al fatto che, anche allora, si discuteva su pensioni esagerate, alcune maturate con tutti i diritti, altre imposte dal clientelismo degli amici degli amici.
La prima proposta che ho fatto per finanziare le pensioni minime è stata quella di ridurre immediatamente le spese per le armi, noto che è in voga anche adesso una proposta del genere mentre compriamo i caccia per fare la guerra ai fantasmi.
La seconda era più articolata  e consisteva in un ragionamento tanto semplice da risultare incomprensibile.
Se uno ha lavorato come dirigente laureato per 35 anni in una grande fabbrica, ne ho citate un elenco che comprendeva anche qualche fabbrica ora scomparsa come la Falck,  significa per per decenni ha preso 5, 8, 10, milioni al mese (allora erano tanti davvero) ha fatto in tempo a comprarsi la casa per se e per i suoi figli e magari investire da qualche parte.
Perchè non mettiamo un tetto alle loro pensioni, agli ex presidenti di banche compresa la banca d’Italia, ed a tutte quelle autorità che oggi si chiamano manager pubblici, allora dirigenti privilegiati.
Quando arrivano all’età pensionabile, dicevo, sono già comodi, coperti, hanno immobili, se noi mettiamo un tetto alle loro pensioni, ad esempio, 3 milioni al mese netti, il resto lo possiamo girare come finanziamento per garantire la minima a chi non ha potuto versare niente per ragioni diverse che non è il caso,qui, di spulciare.
Pensate ad esempio alla pensione che prende una emerita persona come Carlo Ciampi che ha lavorato per 47 anni alla Banca D’Italia, 14 dei quali come governatore.
Voi pensare che per vivere gli servano gli 800 milioni di lire maturati come pensione, legittima?
Io penso di no. Prendiamone un altro, che non ha niente a che vedere con una persona emerita come Ciampi, che è un lurido servo del regime ed in modo particolare del piduista, evasore, puttaniere, ecc.ecc. Vittorio Feltri, un predicatore critico contro le pensioni ed i pensionati secondo solo al guru di Genova che abbevera ed alimenta i suoi seguaci con l’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Dice un servizio di Giornalettismo:

7 luglio 2011

“Riformare le pensioni”, dice l’editorialista del Giornale. La sua no?

Un trafiletto del fatto a firma dell’ottimo Vittorio Malagutti ci racconta un episodio curioso che appartiene alla vita di Vittorio Feltri, baby pensionato andato in ritiro del 1997 a 32 anni:

Per rimettere in sesto i conti pubblici bisogna innanzitutto intervenire sulle pensioni innalzando l’età in cui si smette di lavorare. La ricetta, in verità non nuovissima, arriva da Vittorio Feltri che martedì sera durante la trasmissione “In Onda” condotta su La7 da Luisella Costamagna e Luca Telese, ha detto la sua sulla manovra appena varata dal governo. “Bisogna fare come la Germania”, ha detto sicuro l’editorialista de Il Giornale. “Tu t t i sanno che in Germania si va in pensione a 67 anni”, ha spiegato Feltri, “mentre noi ci ostiniamo ad andarci a 58,59, 60”. Tutto vero, come no. Anzi, a volte capita perfino che qualcuno riesca a raggiungere l’a g og n a t a pensione anche prima, molto prima. Feltri per esempio ce l’ha fatta a soli 53 anni, nel 1997. Una pensione d’o ro : ben 347 milioni di lire all’anno, circa circa 179 mila euro, a carico dell’Inpgi, l’Istituto previdenziale dei giornalisti. Da allora Feltri ha continuato a scrivere e a dirigere giornali, ricevendo ricchi e meritati compensi e spiegando al mondo intero che è meglio per tutti se si va in pensione a 67 anni.

 Sapete quanti commenti ha avuto una notizia del genere? 31.
Il giovane cervello in fuga, di bell’aspetto e dalla parlantina simpatica, a me ha fatto venire in mente una scenetta, memorabile, della Smorfia dell’indimenticato Massimo Troisi.
Se non ricordo male Lello Arena interpretava un giornalista, uno studioso , che faceva una inchiesta su chi viveva nei bassi di Napoli, in miseria ed in mezzo ai topi, non ricordo per conto di chi, se fosse un tentativo di risolvere il problema da parte dell’autorità .
Massimo era l’abitante dei bassi, raccontava le difficoltà e le problematiche   del disoccupato costretto a vivere in quelle condizioni, a modo suo ci raccontava le miserie di una vita del genere ed, ad ogni contestazione dei fatti, lo studioso Lello Arena, si irritava sempre di più sino ad arrivare alla battuta finale:
Che cosa ne vuoi sapere tu dei tuoi problemi, quando noi li studiamo da vent’anni e non li abbiamo ancora capiti?
Più o meno la sostanza della scenetta era questa.
Che cosa ne sanno i lavoratori della Fiat, dell’ Alitalia, i ferrovieri, le commesse dei grandi magazzini  
dei loro problemi, quando ci sono cervelli in fuga che li studiano da Londra proponendo soluzioni che noi, poveri tapini lavoratori, proponevamo trent’anni fa?
Il problema, allora come adesso, è che a governare la politica e l’economia c’ l’alta finanza, le banche, e la borghesia.
I palazzinari, la nuova nobiltà economica, che andrebbe trattata come hanno fatto i francesi con la rivoluzione, con le ghigliottine in piazza.
La propaganda mediatica imperialista è riuscita a mettere i giovani contro i vecchi, un massacro tra poveri che giova al sistema dove i giovani, non tutti ma sempre troppi, non si dedicano alla battaglia per i propri diritti ma a quella contro i diritti che ci siamo conquistati con lacrime, sacrifici e sangue.
Certamente non alludo alle baby pensioni o alle clientele e privilegi elargiti dal potere per crearsi lo zoccolo duro elettorale.
Io ho avuto la mia zecca personale che mi attaccava tutti i giorni, e tornerà, perchè difendevo al mai pensione dopo 43 anni di contributi nel settore privato, senza privilegi.
Non c’è niente da fare, secondo lui sono un parassita, secondo me è un imbecille.
P.S. Si parla tutti i giorni di laureati disoccupati, precari, senza prospettive, costretti per pochi euro ad ore nei call center. Lo sanno che a lavare le auto, fare il meccanico, lavare le scale si può guadagnare di più?
Non che lo debbano fare tutta la vita, ci mancherebbe altro, ma i lavori manuali che non fanno parte della grande fabbrica, della grande distribuzione, chi li deve fare?
Tra l’altro un lavoro di questo tipo, di sacrificio, sarebbe utile per farsi una coscienza sul valore del lavoro e della democrazia rappresentativa sindacale ed aiuterebbe a realizzare un ragionamento molto semplice, l’attacco all’art. 18 non è un problema economico, se una azienda è in crisi chiude e licenzia quando e come vuole. E’ un problema di diritti, democrazia, Costituzione, libertà. In parole povere è il regime economico che tenta di imporre il regime autoritario, fascista, aiutato dai banditi della politica e dai banchieri.
Devo aggiungere un commento che mi hanno fatto da un’altra parte, come ciliegina sulla torta.

Natalino, ti sei dimenticato un mestiere da aggiungere ai lavori manuali: il mio. ho conosciuto un collega di trieste che per la mia stessa mansione ma in una società che traina in mare aperto le stazioni offshore guadagna 2700 euro netti, per 4 mesi con 2 mesi a casa, e non ti dico chi è a turno particolare quanto guadagna. Più disoccupazione e assistenza sanitaria, ci si può permettere di comprare un’auto nuova in contanti. Ci sono amici che vivono e godono stando nel call center per 300 euro al mese, solo perchè per loro quei soldi bastano e avanzano per un aperitivo e un sabato sera a ballare.
Faisal Ben Yahia. 

I bamboccioni e la crisi. Sto cercando alternative alle rapine di Stato ed alla evoluzione della specie, precaria o sotto ricatto. E poi Equitalia.


Tutti tengono alla propria autonomia specialmente i giovani ma quando l’autonomia lo Stato, il sistema, te la fa pagare sino al punto di strozzarti come la mafia è giocoforza studiare strategie nuove.
Due locali a Milano non costano meno di 1.000 euro, poi c’è la luce, il gas, il telefono no, meglio il cellulare, però c’è l’immondizia ed il canone della tv e le spese condominiali. Come tutti sappiamo l’onorevole leghista il canone non lo paga, Ferrara che prende tre milioni per fare il coglione su Rai 1 nemmeno e l’unico pirla che si azzardato a non pagarlo sono io poi Equitalia mi ha puntato la pistola alla tempia ed ho dovuto pagare.
Come ho già detto io il canone non lo pagavo per una questione di principio, pensavo di finire davanti ad un giudice per esporre le mie ragioni ed invece mi è arrivato il sequestro cautelativo dell’automobile, praticamente mi hanno appoggiato la lama di un coltello alla gola dicendo: o paghi o ci dai la macchina. La stessa tecnica che usano i delinquenti, o la bora o la vita.
Tenete presente che ho l’abbonamento a Sky e, quindi, non era un problema economico ma una questione di principio.
Dicevo che tra una cosa e l’altra un bamboccione che vuole uscire di casa con uno Stato come questo, un sistema come questo, una economia in mano ai banditi ed agli evasori è un pirla, ve lo dico io che ne ho l’esperienza.
Luce, gas, affitto, immondizia e spese varie, solo per aprire il contatore della luce, già installato in loco, ti rubano 80 euro, ci vogliono ad andar bene 1.500 euro al mese, poi c’è la macchina, assicurazione, bollo e la benzina per andare a lavorare, diciamo che i primi 2.200 euro se ne vanno in spese fisse.
Ricordati che devi anche mangiare, comprarti una maglietta e fare andare la lavatrice. Quindi, per non avere bamboccioni in casa sino ai 55 anni bisognerebbe imporre uno stipendio minimo di 3.500 euro garantito o da un lavoro o dallo Stato.Se questo non c’è è meglio stare in casa con i genitori, sempre che abbiano lo spazio, le spese fisse verranno eliminate quasi del tutto ed i figli li facciamo fare solo ai borghesi o al 10% di italiani che detengono il 50% della ricchezza nazionale.
Potremmo diventare un popolo di calciatori ma solo quelli di fascia alta perchè, se giochi in serie c, non te li puoi permettere nemmeno tu i figli.Oppure un popolo di nipotine di Mubarak con figliolette al seguito da avviare alla professione della mamma. Candidarli tutti alle regionali in una lista blindata e garantirgli un reddito fisso di 16.000 euro al mese pagato dai coglioni come me.
Forse  è giunta l’ora di mettere le ghigliottine in piazza e dare una bella ripulita, tanto con il futuro che si prospetta per i nostri giovani non rischiano niente, non  perdono niente ed avranno la soddisfazione di tagliare qualche testa prima di prendersi una pallottola in fronte dalla forze dell’ordine che sono più miserabili, economicamente, di loro.
Per me la calma che stiamo vivendo è surreale, come le temperature invernali che sembrano primaverili, e prima o poi arriva una scossa di terremoto che farà crollare il giocattolo ed i giocolieri.
Così non si può andare avanti a meno che tutto quello che ci raccontano non siano delle grandi palle per fregarci ancora una volta.
Questa sera c’è il vertice europeo, temo che mettano una tassa sull’aria che respiriamo.

Chi sono? Ad un certo punto ho dovuto chiedermelo. Non per crisi d’identità,mi hanno preso per chi non sono, sono un uomo libero.


In qualche mio post ho trovato dei commenti sprezzanti tipo, non so chi sia questo autore, cronista e non mi spiego come una redazione di notizie pubblichi articoli di questo genere, presuntuosi e misogeni, neanche fossi  una donna, l’avversione per il genere femminile è più spietata da parte delle femmine.
Poi è arrivata la femminista ultimo modello, mi ha detto che non sopportando di essere attaccato da una donna mi sono lasciato andare a commenti maschilisti, pare che noi uomini non sappiamo fare altro.
Quello che trovo strano è il fatto che abbia tirato dentro i miei colleghi maschi, in toto, quando ce l’aveva solo con me.
Che sia un problema suo con i maschi? E’ difficile avere un rapporto alla pari quando ci si sente superiori.
Cercando di ferire il mio ego di blogger stagionato una gentile maestrina mi ha comunicato che a metà del mio post ha dovuto lasciare, le era venuta la nausea, strafalcioni, errori e poi non si capisce quello che scrive, mi ha dato del lei, prima di criticare Grillo o Travaglio dovrei pulirmi la bocca, anzi chiuderla del tutto.
E’ questo che mi ha fatto scattare la battuta di rimando che ha fatto imbestialire la femminista di rinforzo perchè ho scritto: io posso chiudere la bocca senza fare danni ma, per favore, non farlo tu avvisa prima ci potrebbero essere delle conseguenze spiacevoli.
Ad ogni modo sono un pensionato che si diletta nel blog e scrive quello che pensa della politica, della situazione, di quello che succede intorno a noi ed appassionato di pc al punto da mollare Windows e passare al IMac.
Ho fatto il magazziniere in concessionarie auto per tutta la vita diventando appassionato di computer nel 1986 quando l’azienda in cui lavoravo l’ha inserito nella gestione aziendale. Niente più bole di consegna a mano, fatturazione con la macchina da scrivere, ma tutto in automatico grazie al computer.
Ho la terza media ma ho fatto una discreta carriera e gli ultimi 15 anni li ho chiusi da Quadro con diverse persone alle mie “dipendenze”.
Essendo appassionato di politica nel 2006, dopo avere commentato e litigato con tutti sul sito, forum: Io sono un coglione, che i giovani di sinistra hanno messo in piedi subito dopo che la bocca della verità, il piduista, ha detto la sua offendendo, come sempre, mezza Italia.
Fu così che il 17 maggio del 2006 aprii il mio blog su Splinder, Di tutto di più, per avatar presi la foto del muso del mio cagnino e come nik presi il suo nome, Slasch16. Slash era il suo nome e 16 gli anni che aveva quando abbiamo aperto il blog, diciamo che fu il mio socio fondatore, scrissi Slasch con la c per il semplice fatto che non so l’inglese e non l’avevo vicino a me quando ho aperto il blog, altrimenti avrei letto sulla medaglietta che aveva al collo.
Quindi non sono un giornalista, un cronista e non ho nemmeno la pretesa di esserlo. Pretendo però il mio diritto di essere libero di scrivere quello che voglio nel web, come la penso e come la vedo, il tutto ovviamente ne risente delle mie esperienze passate e della mia passione politica, ho militato nel Pci dagli anni 70 sino alla sua fine.
Qualche imbecille ha inteso, quando ho scritto della mia militanza, che il mio lavoro fosse alle dipendenza del partito e mi ha dato del parassita, era solo un modo per scaricare la bile che ogni volta che mi legge gli sale al cervello e che mi rende estremamente felice.
E’ il metro svizzero dei miei post, se arriva lui o la maestrina con la penna rossa che mi corregge la sintassi e la grammatica, stai tranquillo che se guardo in altro a destra i mi piace  sono almeno 400. Ho la certezza che anche usando il mio italiano sgrammaticato ho fatto centro, come aver preso la statuetta al tiro a segno con un fucile sgangherato.
Perchè scrivo tutte queste cose che non interessano a nessuno?
Per me, per qualche amico sincero che mi conosce solo attraverso l’web e non da vicino e magari gli è venuta la curiosità di sapere qualcosa di più su quel pirla che alle volte lo diverte con i suoi post.
Ho lavorato nel privato ed andavo alle riunioni annuali dei responsabili delle concessionarie  Fiat con l’Unità in tasca ed ero l’unico. Ricordo una volta ad Assago che l’ispettore manager della Fiat mi disse: ma tu vieni alle riunioni con l’Unità? Gli risposi che a casa mia ognuno è libero di leggere il giornale che vuole ed io, al giornalino della Fiat dedicato ai magazzinieri ed autoriparatori, preferivo l’ Unità.
Quindi sono uno normale, che ha lavorato nel privato per 43 anni e che, pur pagando un prezzo alle sue idee, ha fatto una discreta carriera senza passare dall’univesità.
Il lavoro e la strada sono state la mia scuola ed ache se sbaglio qualche aggettivo o un congiuntivo chi vuole capire la sostanza di quello che scrivo la capisce benissimo.
Qualcuno, gentilmente, mi fa notare che non si scrive innoquo ma innocuo, lo fa senza presunzione ed io lo ringrazio sentitamente.
Certamente scrivo molto meglio del 2006 anche se alcuni difetti di fondo mi sono rimasti. I post mi vengono in testa di getto, non calcolo se è conveniente l’orario o no per pubblicarlo, scrivo a raffica per non perdere il filo e, dopo che li ho pubblicati con tutti gli errori, rileggo e correggo.
La maestrina dalla penna rossa mi ha invitato a farmi correggere le bozze, neanche fossi Sallusti, Ferrara, Feltri o Belpietro ma, in realtà, era infastidita dalla sostanza che avevo messo nel pezzo.
Vado avanti per la mia strada, adesso poi che ho il Mac vado come una scheggia, continuerò a scrivere come la penso e come interpreto la realtà. Non è un fatto di presunzione è che ognuno di noi, individualmente, è al centro del mondo ed ognuno di noi ha la sua prospettiva, ovvio che per rispetto a chi legge devo essere più forbito possibile e cerco di farlo se poi qualche volta ci scappa lo strafalcione prendetemi pure per il culo, fatevi una risata, ma non mi si venga a dire, come ha fatto la maestrina, che agli ignoranti come me dovrebbero vietare di tenere un blog.
Questa non è libertà di espressione, democrazia, rispetto della Costituzione è arroganza, presunzione e fascismo e se una come la Gelmini ha potuto diventare ministro dell’istruzione io, facendomi crescere i capelli diradati che ho, posso spacciarmi per Einstein  senza che nessuno se ne accorga, compresa la maestrina.
Per la femminista accorsa in soccorso alla maestrina vorrei ricordare una cosa, le donne vanno trattate con rispetto come tutte le persone, le femmine sono un’altra cosa.
Anche Lulù, la mia cagnolina, è femmina ma non se la tira come certe femministe d’assalto che se hanno le chiavi di casa e possono uscire alla sera lo devono alla mia generazione, quella del 68 prima dovevano uscire accompagnate e tornare a casa prima delle 11.
E stare mute con il padre ed i fratelli, sono un maschilista certamente, ma uno di quelli che le ha tolto le catene. 

C’è la crisi e subito ci va di mezzo la cultura, chiude il Grande fratello. Ed è solo l’inizio, si spera.



 Si sa che per qualsiasi sistema o regime il primo ostacolo da abbattere per comandare a lungo è la cultura, più il popolo è ignorante e più lo puoi fregare con il suo appoggio. Per questo la pubblicità, che era l’anima del commercio, è diventata l’anima della cultura e la propaganda ha sostituito la realtà.
Ieri sul Tg3 regionale della Lombardia ho sentito uno spot di Formigoni ed il microfono era sostenuto da un tappeto umano, che non ha posto una domanda decente o contestato le bufale del  governatore. L’unica cosa vera che ha detto riguarda la sanità lombarda che, nonostante i tagli, sarà garantita come nel 2011. Male, ma qui c’è di mezzo Comunione e liberazione che ha il tavolo sempre imbandito e straripante di primizie.
Torniamo alla cultura ed alla strage che il governo precedente ed il governo attuale con la scusa della crisi  sta facendo del cinema, teatro, lirica , balletto , orchestre e così via.
E’ vero che il ballo classico, Il lago dei cigni, è una cosa per iniziati dalla cultura elevata come forse la lirica stessa ma è anche vero che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo, il Teatro alla Scala e l’Arena di Verona  sono famosi come la Ferrari.
L’unica nostra salvezza, in tema di cultura è la televisione ma, anche qui, la scure del governo ha colpito profondamente.
Il primo segnale è stato  la chiusura del Bagaglino, il regno mondiale della satira per psicologicamente inabili, una specie di badante culturale per far ridere i cerebrolesi.
L’ammiraglia della cultura televisiva è la Endemol che attraversa una crisi profonda, si vocifera addirittura di fallimento ed è un peccato perchè la Endemol sta alla cultura televisiva come la Treccani sta alla enciclopedia  come l’ Einaudi o la Feltrinelli all’editoria.
Alla Endemol dobbiamo programmi indimenticabili che hanno fatto la storia ed evoluto la cultura del popolo teledipendente, come dimenticare La Pupa ed il secchione, un autentico omaggio all’intelligenza femminile. Oppure Chi ha incastrato Peter Pan? Nemmeno Chi l’ha visto ha saputo darci una risposta. Alla Endemol dobbiamo ache la Fattoria, programma cult dello zappatore nostrano, La prova del cuoco, con il brivido dei secondi finali scanditi come alla partenza dello Shuttle.
E poi c’è Viva  Las vegas,  1 contro 100 e chissà quanti ne ho dimenticati perchè sono ignorante. Non li ho mai guardati ed ho dovuto cercarli nel web.
Ma il Grande fratello sta alla televisione come La Traviata sta a Verdi, come Imagine sta a John Lennon, ha fatto la storia culturale degli ultimi 12 anni, i commenti di Signorini hanno oscurato gli aforismi di Oscar Wilde, le risate della Marcuzzi hanno contagiato tutti i telespettatori, pare che un ginecologo sia riuscito a farle un controllo alle ovaia mentre rideva.Ecco, se devo essere sincero, la Marcuzzi, per me, è stata una delusione.
Dai tempi della Gialappas mi sembrava una tipa sveglia, diversa, poi ha fatto la fine della Ventura ed il fatto che si sia messa con quell’imbecille di Facchinetti mi ha dato conferma che si è persa del tutto. Non che il fratello di Inzaghi, intellettualmente, fosse meglio ma, insomma, poteva scegliere di meglio come spessore.
Gli sms ed il televoto hanno fatto imparare agli italiani, di una certa età, l’uso del telefonino. Potrà anche infastidire qualcuno ma il Grande fratello è stato, negli ultimi 12 anni, il programma culturale nazionalpopolare per antonomasia ha raggiunto e superato i livelli di Non è mai troppo tardi che dal 1959 al 1968, grazie all’indimenticato Maestro Alberto Manzi, ha insegnato a leggere e scrivere a milioni di italiani.
Questa volta però c’è una buona notizia, nella disfatta totale della nostra cultura da Pompei al teatro, ai programmi di informazione.
Il governo ed i tagli non c’entrano niente, il programma mito della tv degli ultimi 12 anni partito con la Bignardi, per gioco, proseguito con la viscida e falsa Barbara D’Urso, e poi passato nelle mani della svampita fidanzata d’Italia la Marcuzzi. Qui faccio un inciso.
Se siamo ridotti così, noi italiani,  gli studiosi ed i ricercatori potranno spiegarcelo anche analizzando quanti sono i potenziali Facchinetti tra gli elettori dei nostri rappresentanti politici, forse la chiave di tutto è lì.
Dicevo che questa volta il governo ed i tagli alla cultura sono innocenti, pare che a stabilire la chiusura del Grande fratello sia il crollo degli ascolti.
Io sono diffidente in queste cose, non voglio illudermi ed aspetto serenamente la notizia ufficiale, se così fosse posso solo dire che il 2011 se ne va lasciandoci una bella notizia, il popolino teledipendente si è svegliato dopo 12 anni e non manda più gli sms per decidere quale imbecille deve uscire per primo, usciranno tutti insieme, si toglieranno dalle palle. 

Anche Formigoni ha il suo Trota, adottivo. Il figlio di Muccioli cacciato da S. Patrignano ingaggiato, per fare altri danni, dalla Regione Lombardia.


Dalla foto che ho messo si potrebbe fare una sintesi: Droga si cambia, spacciatore. Andrea Muccioli è figlio d’arte ed è stato costretto dai Moratti a dare le dimissioni dalla guida della comunità di S. Patrignano per aver causato 20 milioni di debiti con annessa villa faraonica di 900 metri e tre piani.
Certo non si può pretendere che tutti abbiano la classe di Don Verzè e facciano debiti per un miliardo di euro, anche in Comunione e Liberazione ci sono i Messi ed i Niccolai.
Sulle vicende giudiziarie di S. Patrignano e del modello imposto sul recupero dei tossicodipendenti è meglio stendere un velo pietoso, basta ed avanza il marcio che emerge, come sempre, dalle operazioni clientelari di Comunione e Liberazione, il braccio armato politico economico di Formigoni che domina in Lombardia.
A stare ai precedenti, vedi la situazione del S. Raffaele, temo che il nuovo consulente per il progetto droga della regione Lombardia in pochi anni distruggerà quel che è rimasto della sanità lombarda.
Al massimo potrà rinnovare il parco spacciatori presenti in Lombardia.
I  Moratti sono riusciti a fargli firmare le dimissioni ma, per non fargli prendere l’aids della disoccupazione, gli hanno messo il preservativo, inteso come assunzione alla Asl Milano 1.
Formigoni dice di non saperne niente ma l’atto della nomina è sulla sua scrivania in attesa della conferma, la sua firma in calce.
Certo che noi lombardi, se continueremo così,  faremo incetta di pargoli famosi ed incapaci.
Se nelle discoteche di Corso Como ci sono i tossicodipendenti ricchi e famosi, che pagano di suo, la Regione Lombardia stà diventando una associazione di volontariato, coatto, nell’ assunzione dei figli handicappati, lo dico con tutto il rispetto di quelli veri ai quali vengono tagliati i fondi e con tanta rabbia in corpo, dei ricchi e famosi nullafacenti che fanno solo danni.
Non si potrebbe, invece di assumerli o farli eleggere con costi esorbitanti, farli visitare nelle sedi opportune in modo che gli venga riconosciuta la loro pensione ed, eventualmente, l’affido?
A momenti non riconosciamo la sedia a rotelle a  chi ne ha diritto, per tagliare i costi li abbandoniamo in carico alle loro famiglie, e ci ritroviamo a pagare vitalizi immotivati, immeritati,  migliaia di euro al mese per i figli incapaci dei soliti raccomandati.
Per adesso adesso abbiamo il Bossi junior ed il Muccioli junior, la Minetti non può entrare in squadra in quanto femmina, al massimo potrebbe fare l’arbitro, mi preoccupa che per fare squadra ne mancano ancora nove più le riserve, non vorrei che in breve tempo ne sistemino altri, magari i figli o i nipoti di chi ha gestito il S. Raffaele ed il suo miliardo di euro di debiti.
Vedremo come andrà a finire, qualcuno ha già reagito e denunciato lo scandalo, speriamo che le proteste si allarghino a macchia d’olio e fermino questa indecenza.
Il Trota l’hanno eletto, questo l’hanno benedetto, è stato unto dal signore della Lombardia, Formigoni.
Muccioli silurato dalla sua San Patrignano
Ripescato come consulente Asl in Lombardia

Casseri spara ai senegalesi, Alemanno fa comprare al comune il palazzo di Casa Pound e Podestà voleva ospitarli a Palazzo Isimbardi.


Berlusconi, tessera P2 N° 1816, li ha legittimati portandoli direttamente dalle cantine al governo e adesso se ne vedono i risultati, si pagano le conseguenze di scelte volute e coltivate, il ritorno del fascismo.
A Roma il sindaco fascista Alemanno che ha vinto le elezioni con una campagna sulla sicurezza letteralmente scandalosa, ricordiamo tutti le processioni nei luoghi di violenze con Fini ed Alemanno in prima persona a farne una speculazione, e le conseguenza sono che nonostante il sindaco fascista che fa lo sceriffo la violenza a Roma è in aumento, la sicurezza è una chimera e si eseguono esecuzioni in strada come ai tempi della banda della Magliana.
Però qualcosa ha fatto per Roma il sindaco fascista ed ex picchiatore ha comprato a spese dei romani il palazzo dove ha la sede Casa Pound, associazione estremista di destra, in Via Napoleone III.
Praticamente un riconoscimento ufficiale ai neo fascisti, razzisti e xenofobi, garantendo loro una sede dove i suoi elettori, Casa Pound è un feudo di Alemanno, possano continuare la loro sporca attività “culturale” senza problemi logistici.
La vicenda è stata commentata così:
Roma. Immobile Casapound. Valeriani – Quadrana, soldi pubblici per gli amici di Alemanno
Roma, 12 maggio 2011
È grave che l’amministrazione comunale si sia impegnata con una cifra tanto ingente per acquistare l’immobile di via Napoleone III attualmente occupato da una nota associazione di centro destra. A dichiararlo in una nota Massimiliano Valeriani presidente commissione Controllo e Garanzia e Gianluca Quadrana presidente gruppo Lista Civica in Campidoglio. La decisione di stanziare fondi per 11,8 milioni di euro per acquisire l’edificio, in un bilancio dove per il sociale, la cultura e i servizi sono rimaste le briciole, tanto che anche i municipi di centro destra hanno votato contro, non è stata condivisa con un reale progetto né nelle commissioni competenti, né in Consiglio Comunale. Viene il sospetto – concludono Valeriani e Quadrana- che la poca trasparenza con cui viene portata avanti questa operazione nasconda un trattamento speciale, un regalo per accontentare pochi amici evidentemente vicini al primo cittadino. Chiediamo pertanto la convocazione urgente della commissione Patrimonio.
Rete cittadinie.
A Milano, che non vuole essere da meno, il presidente della Provincia, Podestà che non è una battuta si chiama proprio così, ha avuto la brillante idea di rendere disponibili dei locali per Casa Pound addirittura all’interno di Palazzo Isimbardi per una iniziativa pseudo culturale di questa associazione.
La veemente reazione dell’Anpi e di tutti i democratici di Milano ha bloccato, fortunatamente, l’iniziativa e l’iniziativa di Podestà è finita in questo modo:
Milano, la Provincia “sfratta” in extremis l’iniziativa organizzata da Casa Pound e Pdl.
Già sa ieri e continua pure oggi, la propaganda di regime è al lavoro per sminuire la portata di quanto è successo a Firenze relegandola ad espressione della follia individuale mentre da quasi due decenni ormai il neo fascismo e l’attentato alla Costituzione viene coltivato, tollerato e stimolato dai vari governi che si sono succeduti, tutti quelli guidati dal piduista e dai nazileghisti, dimenticando volutamente che l’apologia del fascismo è un reato contro la Costituzione.
Quindi, gli atti di terrorismo fascista, gli agguati squadristi dei neo fascisti contro gay e tutto quello che rappresenta le loro fobie xenofobe, hanno dei genitori, qualcuno che ha fatto da balia, li ha allattati con amore e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
I neo fascisti di Casa Pound e di tutte le altre sigle  sono i figli prediletti dei governi fasciopiduisti e nazileghisti dell’ultimo  ventennio.
Non cerchino di spacciare per pazzia individuale una pazzia collettiva fascista e squadrista che non solo è stata tollerata e sottovalutata ma aiutata a crescere ed a diffondersi.
Borghezio, con tutto quello che ha detto in questi anni, dovrebbe essere in galera.
Con Alemanno e Podestà.
Non raccontate fesserie, i neo fascisti sono una razza protetta della destra italiana e leghista.

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