L’unica che mi ha convinto ieri sera è stata la Carfagna. Precisa, concreta e nuova strategia comunicativa. Non si è persa in commenti inutili sulla vittoria di Grillo ed ha detto una cosa precisa, nuova. L’unico politico che si preoccupa dei problemi del paese è Berlusconi.


indexLa Mara era ancora in piena campagna elettorale ha fatto più promesse ieri ai telespettatori che a Silvio da quando lo conosce.
L’atteggiamento è da politico candidato a statista. Ha cambiato il look e, purtroppo, non si veste più da calendario rendendosi un po’ noiosa ma ci ha guadagnato in immagine istituzionale.
La novità dirompente che ha annunciato a Servizio Pubblico e quindi a tutti noi è che l’unico partito che si preoccupa del bene del Paese e dei problemi reali è il suo partito nella persona di Berlusconi.
Le parole di Berlusconi sono da statista, pochi punti all’ordine del giorno li stessi che non hanno mai affrontato in anni di governo ma che questa volta buttano sul piatto a partire dal lavoro.
Il milione di posti promessi anni fa questa volta saranno garantiti.

“Il grande problema in gioco è saper distinguere tra il bene del Paese e l’interesse del singolo.”

Detto dalla Carfagna e dal Pdl è indubbio che la svolta è epocale. Dopo decine di leggi ad personam, depenalizzazione del falso in bilancio, riduzione o ampiamento dei tempi di prescrizione dei processi in base alle esigenze di Berlusconi e dei suoi avvocati, e qualche cosa la dimentico sicuramente, il Pdl si accorge che esiste anche un Paese che è allo stremo.
Ne deduco che gli interessi del singolo siano stati protetti e garantiti, adesso si può passare al bene del Paese, sempre che non sia riferito ad Arcore.
L’unica volta che è sembrata basita, infastidita, non so come dire, perplessa è stato quando ha preso la parola Angela Bruni per fare chiarezza degli schiamazzi sui giornali in merito all’indecente, una delle tante, scenetta di cui si è reso protagonista il vecchio depravato e libidinoso.
Angela Bruni ha messo in riga la sua azienda, i suoi superiori, i giornali del piduista, Galan e tutti quelli che sono corsi in soccorso del vecchio depravato, compresa la Santanchè anche se ha avuto la cortesia di non nominarla.
La tipa è tosta ed ha chiesto pubbliche scuse a Galan, difensore d’ufficio al quale nessuno ha affidato l’incarico ed al vecchio depravato nonno di tanti nipotini.

“Un nonno che mi chiede se vengo e mi guarda il culo è vergognoso”
E’ stata raffinata e gentile, io avrei aggiunto: lo vada a chiedere a Marina ed a Barbara se vengono e quante volte.
Non lo chieda alle orgettine perchè quelle, per 2500 euro al mese, dopo avergli detto che è il più grande amatore che hanno incontrato nella loro vita si metterebbero a cantare Meno male che Silvio c’è. Altrimenti come camperemmo?
Pensavo che l’evidente fastidio manifestato dalla Mara mentre parlava Angela fosse dovuto al fatto che come ex ministro delle pari opportunità fosse indignata per l’attegiamento offensivo e maschilista che il depravato nazionale manifesta in ogni occasione.
Invece no. Appena ha preso la parola ne ha spese tre generiche a difesa della donne e 50, o più, a difendere Berlusconi.
Ed allora ho pensato che la sua indignazione, il suo esibito fastidio, fosse per un altro motivo che provo ad indovinare.
Se Angela Bruno pretende le scuse ufficiali da Berlusconi e da Galan, l’avvocato d’ufficio che ruba il lavoro a Mavalà, solo perchè le ha guardatoo il culo quando dovrebbe pretendere lei con tutto quello che ha fatto, o subito, da Berlusconi?
Se tanto mi da tanto il fatto che l’abbia nominata ministro non basta. Fatte le debite proporzioni, ovviamente.
Fortunatamente Santoro l’ha stoppata quando voleva leggere le 50 riforme che il suo partito ha fatto quando era al governo. Sentire parlare ancora della legge Gasparri, Lodo Alfano, depenalizzazione del falcio in bilancio, tempi di prescrizione dei processi ad elastico ecc.ecc. Ci hanno stufato.
Aggiornamento.

Berlusconi: “Il 23 marzo in piazza
contro il cancro della magistratura”
Come ha detto la Carfagna per lui vengono prima i problemi del Paese.
Solo che lo considera il suo.

 

Vi sembrerà strano ma io credo alla Francesca innamorata e per due ragioni. La prima è che credo nell’amore e la seconda perchè io ho conosciuto Italo, che non è il treno di Montezemolo e Della Valle.


indexNon so come partire con questo post ma deve essere subito chiaro che da che mondo è mondo un vecchio che si accompagna con una che potrebbe essere sua nipote è una consuetudine alla quale abbiamo fatto l’abitudine, non scandalizza, mentre fa ancora impressione una anziana che si accompagna ad un giovanotto, diciamo che è un fatto più raro tantè che io ricordo solo la Borboni.
Detto questo la storia è piena di storie di giovani fanciulle che hanno perso la testa, in senso buono, per anziani dalla  personalità travolgente che le fa perdere letteralmente la testa.
Lasciando perdere i personaggi famosi come Chaplin, Ponti, Douglas, Picasso, Goethe, Pertini  e mi fermo qui perchè non basterebbe la guida del telefono.
Sono tutte storie di personaggi famosi che all’inizio lasciano qualche dubbio ma che il tempo ha confermato come storie vere ed ammirabili perchè si può dire tutto delle donne ma, quando amano, amano oltre ogni immaginazione o invidia popolare ed alcune sono arrivate al martirio per amore. Quindi massimo rispetto  e sulla fiducia io credo alla Francesca innamorata è una dei tanti casi di giovani che perdono la testa per il mito e quindi accettano anche l’uomo che lo rappresenta con tutte le sue debolezze.
Gli anziani che si accompagnano con le giovani sono di due categorie, quelli che perdono la testa perchè hanno avuto una giovinezza troppo seria, controllata e quindi fanno da vecchi le “fesserie” che avrebbero dovuto fare da giovani.
Si atteggiano a giovanotti e diventano patetici.
L’altra categoria è quella del maschio opportunista che ha usato, frequentato, le donne a freddo, tenendo sempre presente la gestione del rapporto e senza mai abbandonarsi del tutto ad esso. Quelli che hanno avuto tante donne e ne conoscono le qualità ma, soprattutto, le debolezze.
Insomma quelli che in qualsiasi situazione hanno in mano il volante.
L’unico dubbio che ho su Silvio è questo, uno che si è fatto l’esperienza sulle donne con le puttane difficilmente è in grado di apprezzare i valori, le sfumature, lo spessore delle donne innamorate.
Italo, invece, era un uomo di fascino anche se non era famoso. Era un uomo che stava bene aveva terreni, case, faceva il mediatore di un po’ di tutto, credo, bestiame, terreni, case ecc.ecc.
A giudicare dalla sua rastrelliera di fucili da caccia e dalla sua casa era certamente uno che stava bene, non era un attore o un personaggio famoso ma come tombeur de femmes era nei tre finalisti per il pallone d’oro.
Italo aveva sei figli, 4 maschi e due femmine, tutti avuti dalla stessa donna, Adele, che morì durante la guerra mi pare per menigite.
Rimasto solo a meno di 50 anni si prese in casa una giovinetta di Modena, nemmeno vent’enne, inizialmente credo per gestire i figli e la casa poi credo che la giovinetta in questione prese una tranvata e gli restò fedele per il resto della sua vita.
Subito dopo la guerra i figli di Italo si sposarono e nella grande casa rimasero solo Italo e la modenese, forse galeotta fu la solitudine resta il fatto che la ragazza, oltre che accudire la casa, accudì a tute le necessità di Italo e dei suoi ormoni.
Mi spiace, ma nonostante tutti gli sforzi non riesco a ricordare il nome della giovane modenese, mi scuso con lei ma la chiamerò modenese con il massimo rispetto.
Mentre la modenese accudiva l’orto, gli animali da cortile, una decina di cani e la casa abbastanza impegnativa Italo si fece una fidanzata a Lendinara, una morettona con i capelli lunghi che le arrivavano al sedere.
La trattava bene, arrivava con la sua 850 e suonava il claxon lei accorreva felice.
Le sue storie erano di una leggerezza e di una frequenza tale da non avere, quasi, un nome. Erano la mora, la bionda, e diverse tettone, aveva un debole per le tette e per il sedere che lo mandava fuori di testa.
Era anche un uomo spiritoso, esagerato delle volte, ricordo ancora quando fu ospite dei miei al lago, sul ramo di Lecco, ed appena sceso dall’auto di mio padre si trovò davanti a due seni di una signora, che dire prosperosi è poco, e lui non si trattenne dal dire che mai accoglienza gli parve più bella. Volle toccare, non credendo ai suoi occhi. Era la prima volta che la vedeva.
Devo dire che anche le mogli dei suoi nipoti valutò con quel metro e qualcuna ne uscì con un 30 e lode.
Era più spudorato di un givanotto arrapato. Una volta ammirò il sedere di una giovane donna e le disse: che bel mandolino! Lei con fare spiritoso, forse vedere quel vecchio arrapato la intenerì, rispose: purtroppo per lei non suona, presumo che intendesse dire che era fuori quota, troppo vecchio. Lui non si perse d’animo e di rimando, mi spiace, non avrei mai pensato che fosse già rotto.
Non ricordo la reazione della fanciulla.
Tornando alla vecchia, grande,  casa di Italo. La giovinetta di Modena nel frattempo si era fatta adulta mentre sembrava che per Italo il tempo non passasse, come le sue fregole, quindi oltre alle varie fidanzate sparse tra la bassa veronese ed il rodigino pensò bene di portarsene a casa un’altra che aiutassse nelle faccende di casa la modenese e per avere carne più fresca nel suo letto.
Sia chiaro che il  bastone del comando, per anni, rimase in mano alla modenese la quale però perse il posto a letto accanto a Italo.
Tutto procedeva con la massima serenità, tutto normale. Tutte lo accompagnarono sino all’ultimo giorno della sua vita.
Italo era un tipo un po’ particolare, nella sua cittadina c’è un viale molto largo ma corto dove c’è il bar centrale del paese, le banche ecc.ecc.
E’ viale a due corsie molto larghe centrali e due controviali ai lati, uno in un senso ed uno nell’altro. Italo percorse il viale contromano per decenni per andare al caffè e nessun vigile riuscì a convincerlo che avrebeb dovuto percorrere l’altra corsia.
Era ormai anziano e conosciuto da tutti, abituato da 50 anni a percorrere quella strada non ci fu verso di fargli capire che era un senso unico e lui lo prendeva dal lato sbagliato.
Alla bella età di 86 anni non si fermò ad uno stop ed un autocarro investì la sua 850. Fu ricoverato all’ospedale della cittadina e lì iniziò il calvario di tutte le suore, giovani, che assistevano i malati nel reparto ortopedia.
Per darvi una idea del personaggio basti dire che le suore dissero a mia madre: suo suocero ci da più problemi dei giovanotti con una gamba od un braccio ingessati.
Era in trazione con i pesi, credo per via del bacino, aveva una gamba ingessata ma le mani libere ed è con queste che toccava ogni suora che gli arrivava a tiro. Quando gli cambiavano il pappagallo dava letteralmente i numeri. Signora, le suore le chiamava così, con quelle manine chissà quante cose potrebbe fare… Ad alcune di loro fece pure proposte dirette: signora se viene ad abitare con me la faccio servire e riverire per bene. Abbiamo tutto, il bagno, la doccia, la lavatrice e due donne che fanno i mestieri. Venga a vivere con me.
Qualcuna gli rispose, scherzando, io sono già sposata con il Signore e lui rispose: le ho chiesto di venire a vivere con me non di sposarmi.
Insomma quando fu dimesso fu una liberazione per tutte le suore del reparto, tra l’altro quando era in via di guarigione e si poteva muovere non lo trovavano mai nel suo letto, era sempre nel reparto femminile a confortare le giovani ricoverate in ortopedia.
Qualcuna prendeva la faccenda con spirito, qualche altra si risentiva ed i parenti non è che apprezzassero molto l’invadenza del vecchietto arrapato.
Nonostante una vita così impegnativa trovò pure il modo ed il tempo per imbastire una storia con una americana conosciuta alle terme che perse letteralmente la testa. Gli regalò un orologio da tasca d’oro e di marca famosissima, un capitale, e per decenni gli scrisse lettere appassionate che lui mi fece leggere un giorno che gli feci compagnia.
Insomma, come potrei non credere all’amore sincero di una giovane donna affascinata dall’esperienza dell’uomo vissuto è ovvio che ci credo, l’ho vissuto da vicino, quasi in prima persona e quindi credo nella buona fede di Francesca, anche se mi fa tenerezza, mentre non mi convince per niente il edofilo, libidinoso rinsavito ed innamorato.
Italo Argisto, questo è il nome completo, era mio nonno. Anno di nascita 1891, ho il suo congedo originale del 30 dicembre 1918.
E’ fantastico che un anno orrendo, sotto tutti gli aspetti, come il 2012 termini, se ne vada, con una bellissima storia d’amore che oscura persino quella tra il principe William e Kate ma, quello che mi emoziona di più, è il fatto che Francesca piace molto a Marina.
E’ entusiasta della fidanzata di papà confermando quello che vado dicendo da tempo, Marina è peggio di suo padre.

Maria Maddalena, Bocca di Rosa, Violetta. Altro stile, altra classe. La vera battona, il vero zerbino è Maria Carmela. Nome d’arte Barbara.


imagesLeggo su Repubblica che la “conduttrice” ha fatto da zerbino al piduista per oltre un’ora, una slinguata senza fine che gli ha tolto tutto il cerone, e non era poco.
Massacrata nel web si difende
dicendo che le è di famiglia peggiorando la situazione incapace del tutto di frequentare l’etica, avere una forma che non sia a zerbino.
Dice Maria Carmela in merito al web che la fa apezzi come zerbino : “Scherza? Di qualsiasi partito sia l’ospite gli lascio esprimere il suo pensiero, l’ho fatto con Berlusconi come con gli altri. Vado sul personale, parlo anche della vita privata. L’ho pure invitato a chiedere scusa alle donne…”.
Le donne, queste sconosciute per Maria Carmela esperta solamente in femmine da esibire come materia essendo per la maggior parte prive della parte cerebrale ed il metro di giudizio è la misura delle tette la maggior parte delle volte rifatte.
Sul piano etico e morale è una autentica mamascia da casino di stato, anche se in questo caso è privato. La mamascia era alla cassa e promuoveva, consigliava, spingeva le ragazze a dare il meglio di se per il decoro ed il successo della casa chiusa.
Di solito erano ex praticanti che il passare del tempo aveva messo fuori moda e si dedicavano all’istruzione delle fanciulle mettendo a disposizione la loro esperienza.
Se la cronaca delle orgettine aveva messo in risalto la miseria delle fanciulle innamorate a ore e con intensità pari ai bonifici o alle buste in contanti la miseria etica e morale di questa femmina le supera tutte e senza nessuna vergogna.
Capace di passare in un nanosecondo dalla piaggeria sfrenata al dolore più intenso, memorabile la sceneggiata straziante messa in atto davanti a Sallusti mentre annunciava  che sarebbe andato in galera per difendere la sua libertà di pensiero dalla magistratura comunista, era talmente presa nel recitare la scena di dolore straziante, mentre tutto lo studio di pecore gridava no, che si è dimenticata di dire che non si trattava di liberà di pensiero ma di diffamazione a mezzo stampa.
Se la Minetti e le orgettine nate dopo il  Drive In e dopo le veline, sono in parte da giustificare in quanto cresciute immerse come piantine nel guano culturale che tutto ammette pur di apparire in televisione, possibilmente mezze nude e senza niente da dire, la Maria Carmela no, non è giustificabile. Lei è volutamente consapevole della strada che ha scelto e dell’esempio che vuole proporre alle giovani fanciulle affamate di apparire e di scorciatoie per le quali il fine giustifica tutti i mezzi.
Ammesso che si possa fare una classifica della più zoccola lei, la Maria Carmela, è da pallone d’oro da oltre un decennio.
In materia se Bocca di Rosa sul piano etico rappresenta la poesia Maria Carmela rappresenta il letamaio.
Ovviamente il tutto è puramente un giudizio etico, politico dell’informazione.
La signora in questione può vendersi come meglio crede.

Barbara D’Urso e l’intervista a Berlusconi: “Io sono di famiglia”

La conduttrice, che ha ospitato l’ex premier per oltre un’ora, si difende dalle critiche: “Non sono complice, ma la gente mi chiede dell’Imu”. E aggiunge: “Il fuori onda non era rivolto a me”

Non ho notato un movimento particolare in occasione dell’8 marzo, quest’anno. Forse le donne al posto della mimosa dovevano lanciare la farfallina di Belen, sarebbe stato un successone.


Io ho vissuto il 68 e tutta la battaglia per l’emancipazione femminile, più volte ho scritto nel blog che la mia generazione ha dato le chiavi di casa a tutte le ragazze, le donne che sino ad allora uscivano solo se accompagnate da qualche familiare o da un fidanzato ufficiale che subentrava al comando del padre e dei fratelli nel decidere cosa dovesse fare e cosa pensare.
Alle più giovani potrà sembrare un discorso strano ma le mie coetanee e quelle con qualche anno di più, specialmente nel profondo sud, capiranno al volo cosa intendo dire.
Non solo il padre ma anche i fratelli dominavano sulle donne di casa.
Passo spesso per maschilista ed infatti lo sono, un maschilista strano che ha fatto di tutto perchè la sua compagna fosse libera indipendente di pensiero, ho vissuto tutto il periodo del movimento femminista e mi ricordo di avere detto alla Mirè: il movimento di liberazione femminile non deve essere contro di noi, dobbiamo essere insieme, uniti, e dovrete starci vicino perchè avremo degli sbandamenti, delle cadute, 4000 anni di storia maschilista non si cancellano con qualche manifestazione.
L’emancipazione femminile l’abbiamo vissuta a braccetto, sono 41 anni che andiamo a braccetto senza rinunciare a nessuna discussione più o meno accesa, ci aiuta a capirci.
Ho molto da dire sull’emancipazione femminile, per me fraintesa e buttata nel cesso e questa mattina leggo un articolo di Elisa Bellardi che scrive quanto segue:

Qualcuno direbbe che è anacronistico parlare di lotte ora. L’emancipazione femminile nel 2012? Ma per favore, chi ha più voglia di sentirle certe cose? Ci hanno dato uguali diritti, si fa per dire. Del resto ci mancherebbe. E noi cosa ne abbiamo fatto? Accorciate ancora di più le gonne, non più per protesta ma per mostrare le gambe, al posto dell’uguaglianza abbiamo cercato il successo. Tutto finito, quindi. Tanto vale regalare una mimosa e non pensarci più.

Le donne oggi sono tutte belle, speciali, principesse. Un po’ come quando, qualche settimana fa, complice l’ormai celebre farfallina di Belen, la patriottica indignazione (di pari passo con una meno “nobile” pulsione) raggiungeva livelli stellari. È tutto un blablabla. Come se “la donna” fosse una granitica categoria senza vie di mezzo né sfumature. «Siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci ancora qui» cantava la Mannoia. Già. Molto poetiche le semplificazioni e spesso si avvicinano al vero, ma attenzione. Né veline né intellettuali, la verità non solo spesso sta nel mezzo, ma ha infiniti volti. Chi ha avuto la fortuna di avere una mamma o una nonna femminista conosce la profonda comunanza di intenti con cui erano unite alle proprie compagne di lotta. Altri tempi.

Ritengo che oggi, ancora più degli anni sessanta e settanta, l’emancipazione femminile sia più che mai attuale perchè ritengo che le nuove generazioni di fanciulle, tanto per essere chiari: la maggioranza, non abbia capito niente a meno che non riteniamo emancipazione farsi riprendere mentre si fa sesso a scuola o si mandano via telefonino le foto delle tette o della passera.
Quella non è emancipazione o libertà sessuale, è zoccolaggine della quale una volta maturate, sempre che si abbia la fortuna di maturare, ci si pente amaramente.
Il protagonismo da telefonino è misero, da sconfitte, ed anche la cultura e gli ideali che ci sono dietro all’emancipazione femminile sono messi da parte durante queste ricorrenze, consumistiche e maschiliste, di cui si riempiono i giornali, l’informazione, svuotate dei loro ideali e della stessa storia.
la maggioranza della ragazze di oggi non sa nemmeno perchè si festeggia l’8 marzo, per loro è una pizzata cone le amiche , una serata libera da fidanzatini, mariti, compagni e possibilmente, magari, un bel spogliarello maschile.
Per questo ritengo che se la società dei consumi, sempre attenta al profitto ed al fatturato, avesse sostituito la mimosa con la farfallina di Belen avrebbe sbancato il banco.
La suggerisco per il prossimo anno convinto che avrà più successo del burlesque.

8 MARZO, FESTA DELLA DONNA: DALLA MIMOSA AL BURLESQUE. GUARDA IL VIDEO

 Non  ho niente contro il burlesque, non ho niente contro quelle che ritengono di essere più emancipate con il perizoma o con la minigonna che fa vedere le mutande, sono riuscito a vederne tante di mutande sia con i pantaloni che con le gonne lunghe, è solo una questione di feeling, ma vorrei solo una cosa molto semplice, che si smettesse di associare l’8 marzo ed il suo significato a queste feste consumistiche e queste femmine da strapazzo che considerano libertà ed emancipazione una questione di centimetri.
Tra l’altro mentre la mimosa ha un significato ed un senso per tutte le donne la farfallina di Belen ha significato solo se sei 1,80 e di coscia lunga.
Dato che non è possibile garantire l’avvenenza per tutti, io sono uno di quelli che l’1,80 se lo sogna, cerchiamo almeno di far crescere il cervello se non possiamo far crescere il resto.Tutto qui. 

 

Non è bastato lo schifo di sabato, mancava la Garnero, che ha provveduto subito sul giornale. Le femmine del pdl.


spalanca_intE' orrenda, non come donna, come persona visto che è iscritta all'anagrafe.
Agghiacciante, sentite cosa ha avuto il coraggio di dire per giustificare la riforma della giustizia voluta dal piduista e scritta dalla P2.
– «Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi» perchè «se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell'Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva». È quanto afferma al Giornale Daniela Santanchè, sottosegretario all'Attuazione del Programma, secondo cui la riforma della giustizia è «necessaria e urgente».
Già sabato a Roma le donne del Pdl hanno mostrato il peggio che l'altra metà del cielo potesse esprimere, a tenere alto lo schifo maschile ci ha pensato Alemanno, oggi la garnero ha voluto ricordare a tutti che la peggiore è sempre lei, quella che fa più schifo di tutti maschi o femmine che siano.
L'ho scritto ieri, lo riposto per chi non avesse letto e si fosse perso il delirio delle femmine del pdl, continuato tra l'altro anche su Sky da parte della Meloni.

W300px_3001italiaberlusconiForse si, all'Auditorium della Tecnica di Roma ne hanno dato prova.
Ieri si sono riuniti i difensori di Berlusconi a Roma, dovevano parlare di lavoro ed occupazione femminile ed infatti hanno attaccato il movimento senonoraquando.
Bonaiuti, Alemanno, Carfagna, Sacconi, Meloni, Gelmini, hanno parlato di valori della destra. Famiglia, lavoro educazione.

Partiamo con Alemanno, il più prolifico, " Basta con la cultura del sesso come merce". Forse non si è reso conto, è un attacco frontale a Berlusconi, il capo supremo.
" Il centrodestra contro il sesso mercificato" Forse nessuno gli ha detto dei bonifici e delle buste che Silvio ha dato alle ragazze, anche minorenni, per un totale in un anno di 11 milioni 474.320 euro.
Sentiamo cosa ha detto la Carfagna. Si è scagliata contro la manifestazione demagogica del 13 febbraio, con donne che manifestano accompagnate dai loro maschietti, accecate dal furore ideologico.
C'è da chiedersi se Mezzaroma è accecato dalle corna, ma è un problema suo.
Continua la Mara, elencando il grande lavoro che solo i governi della destra hanno fatto per le donne.
La legge sullo stalking, più posti di lavoro, nuovi asili nido, le quote rosa.
Chi se ne fosse accorto, del gran lavoro della destra, ce lo faccia sapere.
Beatrice Lorenzin invita la stampa a lasciare respiro ai ministri in prima fila, Renata Polverini si mette in posa: Dajè, famose 'na foto. Lei si presenta solo per le foto.
Torniamo alla Carfagna, la prima della classe. " Non siamo mica state catapultate dall'alto nelle stanze di potere"
Questo è fuori dubbio, ci siete arrivate dal basso, da sotto le scrivanie, a forza di pompare siete arrivate in superficie.
Chiudo con la frase del titolo: non siamo oche.
Nessuno vi ha mai dato delle oche, le oche starnazzano a bocca aperta, a bocca piena non si può fare. Vero Mara? Al massimo abbiamo detto Mara, la pompinara.
C'è chi lo fa per amore, passione, gioco e chi lo fa per diventare ministro.
Tutte hanno difeso il puttaniere pedofilo accusato senza prove, in base ad intercettazioni che potrebbero essere manipolate. Insomma un delirio totale per negare la realtà.
Mamma Rosa era stordita, poverina,diceva le stesse cose del figliolo bandito, ma queste fanno i ministri, politica, oltre che le puttane.
imagesChiudo con il pensiero politico più profondo e sano che è emerso dal piacevole incontro del Pdl sui temi del lavoro femminile, quello espresso da Cinzia Bonfrisco, senatrice: siamo le più brave e le più belle!
Possiamo fare, l'abbiamo fatto, le veline, le orgettine.

Garantisco che alle parole di Alemanno le donne del Pdl hanno battuto le mani. SALVIAMO MILANO http://www.wikio.it

La Carfagna, all' Auditorium della tecnica di Roma: Non siamo oche. Infatti non l'abbiamo mai detto, le oche starnazzano .


W300px_3001italiaberlusconiForse si, all'Auditorium della Tecnica di Roma ne hanno dato prova.
Ieri si sono riuniti i difensori di Berlusconi a Roma, dovevano parlare di lavoro ed occupazione femminile ed infatti hanno attaccato il movimento senonoraquando.
Bonaiuti, Alemanno, Carfagna, Sacconi, Meloni, Gelmini, hanno parlato di valori della destra. Famiglia, lavoro educazione.

Partiamo con Alemanno, il più prolifico, " Basta con la cultura del sesso come merce". Forse non si è reso conto, è un attacco frontale a Berlusconi, il capo supremo.
" Il centrodestra contro il sesso mercificato" Forse nessuno gli ha detto dei bonifici e delle buste che Silvio ha dato alle ragazze, anche minorenni, per un totale in un anno di 11 milioni 474.320 euro.
Sentiamo cosa ha detto la Carfagna. Si è scagliata contro la manifestazione demagogica del 13 febbraio, con donne che manifestano accompagnate dai loro maschietti, accecate dal furore ideologico.
C'è da chiedersi se Mezzaroma è accecato dalle corna, ma è un problema suo.
Continua la Mara, elencando il grande lavoro che solo i governi della destra hanno fatto per le donne.
La legge sullo stalking, più posti di lavoro, nuovi asili nido, le quote rosa.
Chi se ne fosse accorto, del gran lavoro della destra, ce lo faccia sapere.
Beatrice Lorenzin invita la stampa a lasciare respiro ai ministri in prima fila, Renata Polverini si mette in posa: Dajè, famose 'na foto. Lei si presenta solo per le foto.
Torniamo alla Carfagna, la prima della classe. " Non siamo mica state catapultate dall'alto nelle stanze di potere"
Questo è fuori dubbio, ci siete arrivate dal basso, da sotto le scrivanie, a forza di pompare siete arrivate in superficie.
Chiudo con la frase del titolo: non siamo oche.
Nessuno vi ha mai dato delle oche, le oche starnazzano a bocca aperta, a bocca piena non si può fare. Vero Mara? Al massimo abbiamo detto Mara, la pompinara.
C'è chi lo fa per amore, passione, gioco e chi lo fa per diventare ministro.
imagesChiudo con il pensiero politico più profondo e sano che è emerso dal piacevole incontro del Pdl sui temi del lavoro femminile, quello espresso da Cinzia Bonfrisco, senatrice: siamo le più brave e le più belle!
Possiamo fare, l'abbiamo fatto, le veline, le orgettine.

Garantisco che alle parole di Alemanno le donne del Pdl hanno battuto le mani.

Ad Annozero va in onda la fede. La fede è una cosa seria, ti fa credere nell'impossibile. E' cieca.


indexBeatrice Lorenzin ha dei principi sani, condivisibili, si potrebbe dire che non è berlusconiana è un'orfana della democrazia cristiana, una cattolica che fa della fede la sua ragione di vita, religiosa e politica.
Dio è una cosa immensa e quando i dubbi arrivano al culmine entra in ballo la fede.
Direi che la fede viene prima di Dio, è il presupposto per credere a tutto quello che non ti puoi spiegare, che non esiste, che vive solo nella mente di chi ha fede, subito dopo puoi credere in Dio.
Magari contro ogni logica e questo è il potere della fede, in modo particolare per chi è in buona fede.
La Lorenzin Beatrice è una di queste, è baciata armoniosamente dalla fede, cieca, assoluta, quella che non traballa come l'impianto dei denti, che non vacilla ed ogni tanto la fai stringere un pochino.
Lei non contesta nemmeno i fatti, le ricostruzioni, si limita, blandamente, a sollevare qualche dubbio, lascia parlare Storace, più avvezzo alla recita opportunistica, di parte.
Il pezzo più bello è quando ha parlato delle donne, di sua mamma e della sua educazione, sembrava una di quelle meravigliose ragazze, donne, che sono andate in piazza domenica.
Valori, come ho già detto, condivisibili, serietà, sobrietà, merito, rispetto, lo ripeto Beatrice, Ambra e Debora sembravano tre sorelle, cresciute nella stessa famiglia.
E' la marcia in più che hanno le donne, se decidono di crederci e di unirsi diventano una cosa sola.
Ed allora perchè è berlusconiana?
Per due ragioni, la prima è che lei è anticomunista, di quell'anticomunismo viscerale di cui soffriva la democrazia cristiana cattolica italiana.
Anche se dicevano le stesse cose erano contro ed anche se avevano ragione, gli avversari, ti davano torto e del comunista. Questo bastava per chiudere a qualsiasi dialogo, questo ha cercato di demolire Enrico Berlinguer quanto ha proposto il compromesso storico.
L'idea era talmente giusta e geniale, il compromesso della base cattolica e comunista nel senso di apertura al dialogo, al confronto. Non è stato capito, nè a destra nè a sinistra.
Anche dal sottoscritto che lo vedeva come cedimento, debolezza. Erano i tempi in cui Enrico Berlinguer pose la questione morale, mai risolta e più attuale che mai.
La seconda è nella marcia in più di chi ha il dono della fede, nella capacità, attraverso la fede, di credere a qualunque panzana venga proposta in nome della fede.
La fede è cieca, assoluta, ti fa credere all'improponibile ed anche davanti alla realtà, ai fatti, alle prove, alle confessioni, alle impronte, al Dna, ti fa dire come Beatrice: io non ci credo, non ci posso credere a queste cose. Inutile cercare di farla ragionare, in quel momento, la serranda del cervello è chiusa, blindata dalla fede, non si rende nemmeno conto che in quel momento straccia, calpesta, tutti i suoi valori e quello che le hanno insegnato, la stessa educazione, positiva, che le ha dato sua madre.
E' la forza, inarrestabile della fede, che fa superare qualsiasi orrore, qualsiasi verità, senza logica, senza argomenti e la sintesi è in quelle parole: io non ci credo. Mancava solo che dicesse, nemmeno se lo vedo con i miei occhi.
Mi ha fatto venire in mente mia madre. Quando mio fratello si è separato, distrutta dal dolore, le ha detto: da tutti me lo sarei aspettato, da tuo fratello, ma da te mai.
Tanto è stato il suo dolore che per anni ho avuto l'impressione che vivesse la mia situazione, di coppia, con disagio, quasi mi rimproverasse di averle rovinato il sogno, tolto la certezza, come se quello che era successo a mio fratello avrebbe dovuto succedere a me.
Non le avrei dato tanto dolore.
La Beatrice è uguale, mi auguro che tutto quello che si dice sul vecchio porco, comprese le prove, le impronte, i versamenti ed i bonifici, sia falso, inventato, un brutto sogno.
Non vorrei che un attacco così forte alla sua fede assoluta, il confronto con la realtà dei fatti, le procuri un dolore enorme come quello di mia madre.
Meglio vivere nella fede, cieca, assoluta. Ti assolveranno sempre e comunque, nessuno potrà mai dire che sei in malafede.
Tutt'altro, nessuno ha creduto, ci crede, come te.
Storace no, nessuna fede cieca ed assoluta, lui la fede la riserva al credere, obbedire, combattere.
Il resto è opportunismo. 

La differenza tra Flavia Perina e Sara Giudice la si è vista a Milano.


imagesFlavia Perina è la direttrice del Secolo d'Italia ed è una delle images
prime firmatarie della manifestazione, Se non ora, quando?
Sara Giudice è una giovane di 25 anni di destra passata alle cronache per aver raccolto le firme contro Nicole Minetti, la vedete sulla destra insieme a Silvio.
Intervistata da Rai News 24, la Sara, ha perso l'occasione per stare zitta dichiarando di essere scesa in piazza non per le donne in quanto tali, faccio il bravo, non solo per le donne in quanto tali, ma per non lasciare la piazza alla sinistra.
Ne ho fatto un post ieri e se volete lo potete leggere qui.
Essendo giovane le ho voluto fare un piccolo riepilogo della storia degli ultimi 40 anni.
Qui si vede tutta la differenza tra chi è cresciuto con degli ideali sociali e politici, anche se non li condivido, e chi è cresciuto a televisione, anche se non è colpa sua.
Dico solo che se la ragazza fosse meno presuntuosa ne guadagnerebbe anche la sua politica.
Flavia Perina ha preso la parola davanti ad una marea di persone, unica politica autorizzata a farlo in quanto una delle prime firmatarie dell'iniziativa, ed ha esordito così: Ehi ragazze, mi sono emozionata pure io, non ho mai parlato davanti a così tanta gente, perchè io sono….una giornalista.
Ma questa piazza è bellissima, dimostra che l'Italia è migliore di come la rappresentano!
Sapeva, perfettamente, di parlare davanti ad una piazza per il 90% sinceramente democratica, se non di sinistra, ed è stata applaudita con entusiasmo.
Perchè le Donne intelligenti pur essendo di parte non sono mai settarie e sanno individuare i problemi comuni molto meglio degli uomini, più portati ad ascoltarsi che ad ascoltare.
Infatti ha aggiunto: Vi ringrazio per l'accoglienza, so che non è facile confrontarsi con chi ha fatto un percorso diverso, ma ne ero sicura, perchè sulla dignità della Donna non ci si divide.
Vedete una frase del genere un Gasparri, un La Russa, non sarebbero mai in grado di pronunciarla.
Guardate, ad esempio, come gli uomini dei diversi schieramenti affrontano la proposta di un Comitato di Liberazione Nazionale dal berlusconismo.
Se l'avessero proposto le donne l'avrebbero già fatto.
A Roma c'era Giulia Buongiorno con le stesse motivazioni.
La giovane Sara ha rivendicato la piazza, il sacrosanto diritto alla piazza, non per unire le donne ma contro la sinistra, le donne di sinistra.
Tipo atteggiamento da cultura televisiva degli ultimi 30 anni, mancava solo che chiedesse il televoto e gli sms.
Mentre Flavia era perfettamente conscia di parlare ad una platea nella quale, oltre a tantissimi giovani e ragazze, c'erano certamente vecchi e vecchie militanti del movimento di liberazione femminile di oltre 40 anni fa, due erano pure sul palco, Franca Rame e Dario Fo, la Sara ne ha fatto un problema di aggiudicarsi la piazza, di non lasciarla alla sinistra.
Sara la sinistra era in piazza prima, durante e lo sarà dopo la tua vita, sempre per rivendicare libertà e diritti per tutti, uomini e donne. Dei quali tu godi grazie a loro.
E' grazie a questo che giovani presuntuose come te possono sparare cazzate in televisione e diventano famose per aver raccolto qualche migliaio di firme contro una consigliera regionale che è stata candidata per meriti sessuali. Quella che ha mandato una lettera a libero invitando le coetanee ad usare la bellezza, è un potere ha aggiunto, fatene uso. Servitevene.
Ha fatto più lei contro se stessa, con questa lettera,  che le tue migliaia di firme.
Comunque accetto pure gli errori di gioventù e di presunzione ma, dammi retta, la maestrina vai altrove a farla.
Osserva ed impara da Flavia Perina, ti farà solo del bene.
Questo post è troppo complicato per i leghisti, impossibile da spiegare a loro ma, se si guardano intorno quello che è successo a Verona, Vicenza, Como, Varese e così via potranno capire qualcosa anche loro. Se è difficile  se lo facciano spiegare dalle mamme, sorelle, fidanzate e compagne. Loro hanno capito.

In caso di elezioni ricandidare Berlusconi per il centrodestra è un boomerang. Un autogol.


134825959-111fe4e1-75b0-44a9-a4c7-16378f13421dLe donne sono maggioranza e la manifestazione di ieri è stata imponente, le donne hanno suonato la sveglia.
Anche se l'informazione di regime ha censurato la notizia la manifestazione ha esondato di suo, ha travolto gli argini.
L'immagine del bandito è bruciata, non bastano più nemmeno i chili di cerone ed al rogo l'hanno mandato le streghe buone.
L'elettorato femminile se l'è bruciato, da destra e da sinistra ci sono donne che lo criticano, che non lo sopportano più e non basteranno le distrazioni di massa delle Marie e delle Barbare.
Se lo mettono in lista saranno voti persi. Non si accorgeranno del karakiri per il semplice fatto che nel centrodestra comanda il megalomane, si strozzerà con le sue mani, non avrà nemmeno bisogno di traditori.
Per assurdo il centrodestra potrebbe vincere le elezioni, l' Italia è un paese conservatore, ma lo potrà fare solo se non ripresenta Berlusconi.
Le donne parlano tra di loro e non basterà la visione della donna  imposta dalla propaganda del regime, la maggioranza è fatta da persone normali, quelle che sono andate in piazza a gridare, cantare, che non ne possiamo più.
La rivoluzione è femmina e se la politica non coglierà il messaggio sarà sconfitta.
Le donne, come sempre, voteranno a 360 gradi, potranno votare Fini, Casini, Vendola, Bersani, Di Pietro e quant'altro ma sono convinto che questa volta avere Berlusconi in lista sarà deleterio.
L'importante è che da queste elezioni venga sconfitto il berlusconismo, il cancro che da una ventina di anni si è mangiato il paese.

Bufera nel Pdl, il badante del ministro Gelmini ha chiarito che la frase di ieri era rivolta a Ferrara. Cicchitto è una belva.


12007_200Nella serata di ieri il segretario-badante del ministro Gelmini ha emesso un comunicato di chiarimento in merito alla dichiarazione inerente alla manifestazione delle donne che si è svolta in tutta Italia e nel mondo.
Si precisa che al ministro non avevano ancora cambiato le pile, ciò ha fatto si che la dichiarazione del ministro si fermasse a metà.

imagesIl segretario-badante precisa che la dichiarazione di Mariastella va considerata nella sua completezza che suona così:
Sono solo poche radical chic, ed un po' vecchiotte, è riferita alla manifestazione di sabato al teatro Dal Verme con l'elefantino del regime.
Il ministro Gelmini, con le pile cariche, non è stupida per niente e non si sognerebbe nemmeno di negare l'imponenza della manifestazione, Se non ora quando?
Anche perchè le hanno fatto vedere una fotografia e Mariastella ha contato le persone presenti con la calcolatrice che le ha regalato Tremonti. Quella che sbaglia le somme.

153604862-1804e9bd-74cc-4ce2-96f0-bf42e5e95e61Cichitto, quando ha letto la precisazione del ministero dell'istruzione, è andato fuori di testa ha chiamato subito Capezzone e gli ha confidato: quella cretina non capisce un cazzo, la manifestazione di Ferrara era in favore di Berlusconi. Chiama subito la Garnero e falle fare una dichiarazione.
E' meglio che sia una femmina a parlare alle donne.

daniela-santanche-e-il-dito-medioLa Garnero non si è fatta pregare ed ha subito commentato: Non una manifestazione delle donne ma di una parte di donne, che come unico obiettivo hanno quello di mandare a casa Silvio Berlusconi. Donne che, ancora nel terzo millennio, sanno solo essere strumento di uomini. Peccato che a farle scendere in piazza sia solo l'odio nei confronti di un uomo.
Al Giornalista di Annozero, che le ha chiesto se era contenta che tante donne seguissero il suo consiglio dato in campagna elettorale, quando disse: donne non votate Berlusconi, lui considera le donne solo in senso orizzontale.
La Garnero, indispettita, ha risposto. Le cose cambiano e sono cambiate anche con premier, dopo lunghe discussioni l'ho portato nelle mie posizioni, gli ho fatto cambiare idea.
Berlusconi era fissato nel mettermi sotto in senso orizzontale io l'ho convinto che se mi metto alla pecorina è meglio. Per via dei gommoni che intralciano.
Il presidente è una persona intelligente ha capito e mi ha nominata sottosegretario. Non ha potuto nominarmi ministro in quanto trombata alle elezioni, in senso metaforico. Poi mi ha trombata lui, in senso reale ed oggi mi ha trombato la piazza, in senso metaforico.
Domanda, qual'è la femmina che è solo strumento dell'uomo?
Chi indovina avrà un portachiavi con villa S. Martino.

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