Ho visto il servizio su Cèsar Millan, non mi voglio schierare perchè le teorie sono molte. Vi racconto di quando lo psicologo per cani mi disse che Slash andava abbattuto.


File0290.1Slash è il mio nik del blog, tutto quello che scrivo è firmato Slasch16 perchè lui è stato il mio socio coofondatore del blog su Splinder.
Non conoscendo l’inglese e andando a memoria ho aggiunto un c in più, 16 erano gli anni che aveva quando abbiamo aperto il blog e molti giovanetti a quei tempi pensavano fosse un riferimento agli anni miei. Ho chiarito subito perchè avevo il blog invaso da messaggi con la k, quelli che scrivono ke al posto di che.
Nato nel settembre del 1990 Slash è sempre stato un cane affettuoso ma cocciuto, c’erano dei veterinari che gli potevano fare di tutto ed altri che non lo potevano avvicinare, diciamo un cane caratteriale.
Nella nostra famiglia abbiamo una forma mentale che lascia molto spazio alle caratteristiche individuali, non siamo omogenei ma ci rispettiamo ed ad ognuno viene grarantito il suo modo di essere, con educazione e rispetto reciproco.
Dico questo perchè il nostro modo di pensare ha coinvolto anche il cane nel senso che volevamo delle regole ma senza mortificare del tutto il suo istinto, costringerlo in regole comuni che di comune non hanno niente se non la nostra comodità di vita.
La regola a casa nostra è il rispetto reciproco ed una certa autonomia di pensiero che vale per tutti, Mirè il figliolo ed io.
Quando uno invadeva troppo il campo dell’altro, anche se io ero il capobranco, usavo mettere un freno con questa espressione: Non mi respirare l’ossigeno. Intendendo con questo che vanno bene le regole comuni, rispetto, coordinamento ma nessuno doveva prevaricare sull’altro. Se tra di noi rimane lo spazio per respirare si sta insieme più volentieri e non ci si sente obbligati, costretti.
Anche Slash godeva dello stesso rispetto.
Nel 1993 decidemmo di andare in vacanza in Toscana, nel campeggio che frequentavamo da oltre un decennio, non erano accettati i cani e trovammo una pensione per lui in un paesino appena sotto a Grosseto.
Un giorno si ed uno no lo andavamo a trovare, lo portavamo a passeggio e gli davamo da mangiare perchè nonostante le 10.000 lire al giorno lo vedevamo deperire.
La signora che gestiva la pensione non ci ha mai fatto vedere dove teneva il cane ma il fatto di trovarlo pieno di zecche ci aveva riempito di dubbi sulla qualità della pensione per animali. Tutti ne parlavano bene ma qualcosa non quadrava e Slash puzzava in modo indecente tant’è che prima di tornare a casa lo feci lavare due volte e gli togliemmo le ultime zecche.
Tornati a Milano per qualche giorno fu tutto normale, riprendemmo la vita di sempre, finchè non successe una cosa stranissima, imprevedibile.
Una sera Slash mi attaccò, non mi morse ma mi ringhiava furente e lì commisi il primo errore, reagii con paura e lui si sentì più forte.
Lo faceva solo con me, con nessun altro ebbe questo atteggiamento. Eravamo arrivati al punto che quando rientravo in casa la Mirè doveva legarlo altrimenti partiva all’assalto.
Attraverso la nostra veterinaria venimmo messi in contatto con uno psicologo per cani che aveva studiato in America, era un tipo che faceva trasmissioni sugli animali nelle tv private della Lombardia ed aveva uno  studio a Monza.
Un esperto di comportamenti animali e tutti noi siamo animali.
Andammo nel suo studio e ci sedemmo di fronte a lui, due sedie per la Mirè ed io e Slash accucciato in mezzo.
Gli raccontammo la situazione, si mostrò meravigliato in quanto Slash nello studio si mostrò docile, per niente aggressivo.
Mi disse di scrivere una specie di diario con tutte le mosse, gli atteggiamenti, i comportamenti miei e di Slash in ordine cronologico per vedere se si riusciva a capire quale fosse l’elemento scatenante che gli faceva ribaltare il cervello.
Se la cosa continua dovremo abbatterlo sentenziò. Fu pagato come un luminare della scienza conosciuto in tutto il mondo, per la cronaca.
Noi eravamo distrutti, l’idea di abbattere un cane che amavamo molto, che per tre anni ci ha sommersi d’amore non era accettabile a meno che non fosse una malattia, gli fosse andato di volta il cervello.
Non scrissi nemmeno una riga del famoso diario ma riflettei a lungo sulle parole dello psicologo per cani: individuare il fattore scatenante.
Mi ritengo un buon psicologo, uno che va nel profondo quando le cose mi interessano e quindi cominciai a ragionare su quello che era successo negli ultimi mesi, dalle vacanze in poi.
Individuai subito due elementi da valutare attentamente. Il primo è che la prima volta che Slash mi attaccò avevo in mano qualcosa che somigliava ad un bastone e mi resi conto che al signora della pensione per cani deve averlo bastonato più di una volta.
Il secondo, leggermente più difficile, fu intuire perchè questa reazione l’aveva solo per me e mi sono fatta una idea che non ha riscontri se non nella logica dell’amore animale-padrone.
Io l’ho portato in pensione, noi andavamo a  trovarlo ogni due giorni, ma io non sono andato a prenderlo. Ho mandato mio figlio perchè io avevo da fare con la roulotte.
Mi feci convinto che lui attaccava me perchè nella sua testa riteneva che io l’avessi abbandonato, o ci avessi provato.
Non prendetemi per matto se considero che gli animali abbiano dei sentimenti, anche perchè ritengo che siano superiori ai nostri, più difficile pensare, come ho fatto io, che gli animali mettano in fila le cose, gli atteggiamenti, facciano due più due e tirino le conclusioni.
Avevo perso il rispetto del capobranco e lui scatenava il suo dolore represso contro di me.
Lo psicologo per cani non lo incontrammo più, per risolvere il problema mi affidai al nostro amore ed all’istinto animale che è dentro di noi, Slash compreso.
Avevamo un tavolo di quelli con la panca ad angolo, una sera presi un pezzo di legno e dissi alla Mirè di liberarlo. La Mirè non riusciva a capire cosa mi passasse per la testa ed era preoccupata che venisse fuori un macello, non ti preoccupare le dissi, deve solo capire chi è il capobranco.
Comincia a picchiare le sedie con il bastone, senza nemmeno sfiorarlo, ma lo costrinsi all’angolo sotto al tavolo mentre lui ringhiava da far venire i brividi. Non indietreggiai di un millimetro e lui fu costretto all’angolo mentre lo guardavo negli occhi come a sfidarlo.
La cosa non durò nemmeno due minuti, lui si lasciò andare e smise di ringhiare, in quel preciso momento poggiai il legno davanti a lui e gli voltai le spalle.
Non mi inseguì, non mi attaccò, rimase qualche minuto fermo all’angolo.
Io non so se fu la mia idea, il nostro immenso amore animale-padrone, so che qualche decina di minuti dopo mi si avvicinò e volle che lo accarezzassi, cosa che io feci dicendogli bravo e con le lacrime agli occhi.
Era il 1993, ha vissuto siano al 26 aprile del 2007, il giorno prima non è venuto in piazza con me perchè non aveva più forze e quando io ero in casa non era mai ad oltre 20 centimetri da me.
Gli ho scritto un post di addio, non l’ho mai riletto ed io so perchè.
Nella stanza in cui scrivo ci sono le foto di famiglia, ci sono quelle del figliolo, le sue e quelle di Lulù. Quello che provai dal 27 aprile del 2007 in poi non lo auguro a nessuno, poi mi hanno messo in braccio Lulù ma Slash non l’ho mai tradito.
Ho fatto tanti errori nella vita ma uno certamente no, non ho dato retta allo scienziato che mi ha consigliato di abbattere Slash, avrei perso 14 anni d’amore e l’amore non ha prezzo.
Non mi sento di condannare lo scienziato, al massimo ci faccio ironia, non mi sento di condannare Cèsar Millan, ogni caso è una storia a se e se si ha la fortuna si trova anche la soluzione.
Slash da cucciolo mi ha mangiato tre divani, più di una volta mio figlio mi ha rinfacciato, ridendo, che se lo avesse fatto lui l’avrei ammazzato. Diciamo che come cagnolino era un delinquente, un testone.
Lulù è oltre ogni immaginazione, una cagnolina eccezzionale con la quale abbiamo avuto solo fortuna, ha un’indole dolcissima che mi ha lenito la ferita.
Scrivere questo post mi ha emozionato, anche perchè l’ho scritto sotto lo sguardo vigile di Slash e con Lulù accucciata ai miei piedi.
La foto è di quel famoso anno in Toscana, Slash affacciato alla finestra della roulotte. Il mio avatar praticamente.

L’addestratore di cani César Millan, “santo” o “demonio”?

E’ del 10 ottobre 2007, sono cambiati i governi ma la mia domanda è rimasta senza risposta: La recessione è una montagna che dobbiamo scalare tutti, chi più chi meno, perchè dobbiamo portarci lo zaino del vaticano?


reuters60616620804111506_bigLa recessione la dobbiamo affrontare tutti, forse, privilegiati o non, ma perche’ ci dobbiamo portare sul groppone il Vaticano?
Perche’ dobbiamo pagare i maestri di religione, i preti, lasciare che non paghino l’ici, e la truffa dell’ 8 x 1000?
Lasciamo perdere il sottoscritto che e’ ateo e che non puo’ vedere le chiese, pur avendo studiato dai preti o proprio per questo, ma anche per un cattolico non vengono prima i suoi figli? La sua famiglia, i suoi vecchi?
Perche’ dobbiamo portarci sulla schiena questo fardello insopportabile mentre la banca vaticana cambia 19 milioni di euro in oro sonante?

Se gli basta la parola di Dio, che non svaluta mai, perche’ non se la tiene e paga regolarmente le tasse allo Stato italiano?
Carissimo Santo Padre, gia’ mi sono rotto i maroni, per essere gentile, anni fa della parola di Dio ma ho portato rispetto all’uomo prete, come Don Milani che voi avete massacrato. Come Don Vittorino, prete del mio paese, che per aver parlato in favore di un uomo abbandonato dalla moglie con un figlio di due mesi chiedeva il diritto di rifarsi una vita, l’ avete isolato in un paese di montagna come avesse la peste?
Erano gli inizi degli anni 60 ma non e’ cambiato niente, siete ancora piu’ feudali e retrogradi.
Mi sta’ bene ma fatelo a spese vostre dei vostri fedeli e di chi crede alla vostra dottrina.
Dobbiamo fare un movimento nel paese che ripristini la legalita’, l’uguaglianza, la libertà, quindi aboliamo i privilegi sull’ici, gli stipendi dello stato ai preti, gli insegnanti di religione pagati dalla collettivita’ ed il versamento dell’5 x mille, andate a lavorare e date il buon esempio.
Se Dio c’è lo verificherò dopo che me ne sarò andato nel frattempo, se c’è, mi auguro che mi ascolti e vi maledica, sono oltre ogni limite di sopportazione. Con voi, gia’ che c’è, deve maledire chi difende la famiglia, in maniera bigotta, e ne ha due o tre.Chi fa il funerale in chiesa a chi ammazza cittadini innocenti , come i mafiosi ed i camorristi, chi fa la predica in mondovisione dicendo che la parola di Dio e’ l’unica cosa che conta, piu’ del denaro e del potere mentre utilizza il potere, spirituale e materiale, per fare affari con la droga e la banda della Magliana e quanti prima e dopo di loro hanno inquinato questo paese.
Non passate piu’ con il cestino, nelle chiese, adesso volete la carta di credito, vergognatevi.
Facciamo un movimento di liberazione dal Vaticano, almeno per salvare la nostra vita e le nostre famiglie, se a qualcuno avanzano dei soldi e vuole donarli alla chiesa faccia pure, ma non rompa i coglioni a me.
Quando ci vuole ci vuole.
In una famiglia, quando gira male, si eliminano le spese superflue. Cominciamo ad eliminare questa spesa inutile e carissima, che ci e’ imposta, una gabella infinita che dura da migliaia di anni.
Salviamo la barca, buttiamo giu’ la zavorra!
Queste ultime righe sono un aggiornamento, la prova che non abbiamo capito niente ancora.
Prodi, Berlusconi, e non una montagna ma addirittura i Monti dobbiamo scalare e lo zaino è sempre più pesante, contiene cose che non sono nostre ma che interessano solo al vaticano.
L’Imu, i privilegi, i finanziamenti alle scuole cattoliche ed in più ci sono degli esaltati che accusano le donne di provocare e quindi provocare lo stupro, la violenza, il femminicidio.
Le continue ingerenze nell’etica e nella medicina , nei fatti privati e nei diritti delle persone e delle coppie, tutti i tipi di coppie.
Un peso insopportabile sia economicamente che moralmente, un peso che ci sta portando a fondo.
Una volta c’era una medaglia dell’amore con una scritta: ti amo, oggi più di ieri e meno di domani.
Sulla mia medaglia c’è scritto: mi pesi, oggi più di ieri e meno di domani.
E’ un post senza tempo che viaggia verso il terzo millennio, la misura della nostra stupidità.
Che io mi sacrifichi per la mia famiglia è normale, che paghi tasse e contributi per il mio Paese e la mia pensione è normale, ma che io consegni il mio stipendio ad un’altra famiglia, paghi le tasse per un altro stato non è per niente normale.
E’ da imbecilli.

Napolitano vuole finire il mandato infilando una perla dietro l’altra, una peggiore dell’altra. Dalla grazia a Sallusti ai due marò ricevuti al Quirinale. Paghiamo per far passare le feste a casa a due che hanno sparato a due pescatori.


indexL’informazione di regime ha dato l’impressione che tutta Italia abbia avuto le fregole per far passare le feste a casa ai due marò che hanno sparato a due pescatori, la politica ci ha messo del suo e Napolitano ancora di più ricevendoli con tutti gli onori al Quirinale.
La mia impressione è che gli unici felici del ritorno dei due esaltati da fucile siano le loro famiglie e La Russa che pensa già di candidarli nel nuovo partito neofascista che sta mettendo in piedi con gli ex camerati e la Meloni.
Giusto per la cronaca ci tengo a farvi sapere un mio fatto personale, mio figlio non torna a casa per le feste di fine anno in quanto emigrato a Londra, non torna a casa forse perchè non ha sparato a nessuno pescatore perdendo l’occasione di diventare una celebrità.
Senza presunzione vi dico che appena appresa la notizia che i due marò hanno sparato a dei pescatori scambiandoli per terroristi o pirati ho pensato subito che i due in questione fossero, leggermente, esaltati dalla divisa e dalle armi ed il fatto che siano proposti da La Russa per candidarli in Parlamento mi conferma che non mi ero sbagliato del tutto.
Forse l’informazione di regime riuscirà a convincere gli italiani che i due militari hanno scambiato la canna da pesca per un kalashnikov.
Spero che le certezze fasciste non si allarghino a macchia d’olio altrimenti le aggressioni ai gay, agli immigrati, ai neri ed a tutti gli emarginati saranno sostituite direttamente dalle pallottole, ci penserà il regime poi a farli passare per pericolosi eversori.
Qui si torna ai tempi di Reggio Emilia del 7 luglio del 1960 quando la polizia sparò direttamente sui lavoratori in sciopero facendo una strage.
Non chiederò il permesso e non mi scuserò con nessuno, non diffamerò nessuno se scrivo che non ero in ansia per i due marò, le fregole che hanno colpito Napolitano mi lasciano indifferente e continuo a pensare che sparare verso una barca di pescatori indiani sia stata una follia, una esaltazione. Le avete presente le barche da pesca indiane? Come si fa a scambiarle per navi d’assalto dei pirati?
Pare che i due militari abbiano dato la loro parola, di italiani, che faranno ritorno in India per il processo, ed è proprio la parola di italiani che mi solleva altri dubbi, la nostra storia passata e recente è piena di parole rimangiate o smentite.
C’è persino un piduista che si smentisce da solo mattina e pomeriggio perchè un giorno si e l’altro no è troppo diluito nel tempo.
Comunque visto che siamo sotto le feste e la vogliamo mettere sul patetico con la famiglia ed il Santo Natale ricordo che migliaia di ragazzi in giro per il mondo, emigrati per essere chiari in cerca di lavoro che qui non c’è, non faranno ritorno a casa per le feste di fine anno. Costa troppo, sotto le feste di fine anno, e nessun parlamentare o ministro ha proposto di spendere 800.000 euro per farli tornare a casa qualche giorno.
Chi mi conosce bene, mi legge da anni, penserà che mi sia ribaltato il cervello con tutta questa manfrina legata alle feste più importanti del cattolicesimo, dato che nella mia famiglia nessuno professa o crede, e quindi spiego le ragioni per le quali me la prendo tanto.
Quest’anno è la prima volta che non passiamo le feste di fine anno insieme da 41 anni a questa parte. Le “nostre” feste di fine anno coincidono con la più grande festa cattolica, quella della natività di Gesù per una semplice ragione, il 24 dicembre è il mio compleanno, complici i ponti ed i giorni di festa per il capodanno durano sino al 7 gennaio giorno del compleanno di mio figlio.
Tutto qui.
Adesso mi aspetto che Napolitano o chi per esso legga il post e mi mandi un bonifico per far rientrare mio figlio da Londra mentre tutta Italia potrà commuversi con noi e mostrare tutta la solidarietà possibile.
Se La Russa ed  i suoi camerati riusciranno a farli eleggere in Parlamento mi auguro che venga loro tolto il fucile, è pieno di comunisti il Parlamento, non vorrei che facessero una strage accusandoli di essere dei terroristi.
Napolitano, e qualche altro, potrebbero crederci. Per quanto mi riguarda è ora di finirla di andare in giro per il mondo ad ammazzare gente con la scusa di difendere la democrazia, ognuno si difenda la sua. Smettiamola di spacciare stragi di innocenti e di civili come lotta al terrorismo internazionale, il terrorismo è di Stato.
Buone feste.

I due marò atterrati a Ciampino
«Finalmente aria di casa…»

 

Santità, urge organizzare un altro Family Day.2 come quello del 2007. Non è garantita la presenza di Casini e Fini ma, senza dubbio, ci sarà lui. E’ innamorato non si esclude che si sposi per la terza volta. Ci tiene alla famiglia cattolica, come Lei.


ansa_10363565_22150Le risate che mi sono fatto il 12 maggio del 2007 alla manifestazione del Family Day, organizzata dal Forum delle associazioni con il sostegno alla Chiesa le ricordo ancora come ricordo il portavoce  Savino Pezzotta, uno dei pochi presentabili, che dice: siamo oltre un milione. Savino è una persona perbene e crede ai miracoli, un milione di persone in una piazza che ne contiene 200/250 mila è certamente un miracolo.
Non ho riso in disprezzo alla famiglia cattolica, ci mancherebbe, io credo nella famiglia ed infatti ne ho una da 42 anni sempre con la stessa donna. Io la considero una botta di culo, ma questi sono fatti privati.
Ridevo perchè la Chiesa, intesa come vaticano, cardinali, vescovi e compagnia bella hanno sostenuto una manifestazione in difesa non della famiglia in se ma della famiglia cattolica, quella con una sola persona e per tutta la vita.
Dice la cronaca: Arrivano alla spicciolata, tra le due e le quattro del pomeriggio. Fini è tra i primi, e parla di sua presenza “in nome della libertà e per la centralità della famiglia”. Più tardi arrivano anche Casini e Berlusconi. Per il leader Udc è “una bella piazza che non urla frasi di odio”. Accanto a lui ci sono Cesa e Baccini, stato maggiore del partito al completo.
Ed è qui che cominciano le comiche, anche se i cattolici ed il clero non se ne sono resi conto.
Anche Rutelli non ha capito una mazza ed infatti commenta: “Chiara, forte e serena la voce di piazza San Giovanni. La ascolteremo”.
Berlusconi è divorziato, 2 figli con la prima moglie e 3 con la seconda, inoltre ha delle frequentazioni abituali con prostitute, a sua insaputa, ed è comunque un utilizzatore finale, più tardi avremmo scoperto che gli piacciono pure le minorenni.
Insomma è il prototipo del cattolico ideale, predica bene e razzola male.
Pare che da quando Mavalà ha inventato la locuzione: utilizzatore finale, i cattolici quando vanno a confessarsi dopo che sono stati per viali a puttane o travestiti non dicano più la fatidica frase che si diceva quando facevo il chiarichetto io e studiavo dai preti.
Era obbligatorio confessarsi ed io andavo regolarmente dal prete più anziano del collegio perchè era sordo, il dialogo più o meno era questo:
Io: ho commesso atti impuri.
Prete: da solo o in compagnia?
Io: da solo, siamo tutti maschi.
Prete: allora ti sei toccato:
Io: si , non tanto ma mi sono toccato.
Seguivano le solite ave Maria di penitenza proporzionate al toccamento ed alla perdita della vista.
Pare che oggi i cattolici siano evoluti e non confessano più gli atti impuri ma dicono: sono un utilizzatore finale. Da li in poi parte la solita manfrina, quante volte, ecc.ecc.
Casini, uno dei devoti più legati al vaticano, è divorziato ed ha sposato Azzurra, che non è una barca a vela ma la seconda moglie, in comune a Siena, Tra l’altro sposato da un sindaco Ds.
Fini è divorziato pure lui, anche se la pratica l’ha iniziata un mese dopo il Family Day.
Il tutto è avvenuto mentre l’Avvenire, vescovi, cardinali, papa e cattolici facevano la ola ai tre moschettieri che difendono la famiglia cattolica, l’unione di due persone che duri tutta la vita. Senza divorzio se non a costi esagerati con la Sacra Rota.
Purtroppo il caimano si è perso Family Day del 2012 che si è svolto a Bresso, l’annuncio ufficiale del fidanzamento e dell’ultima storia d’amore è arrivata dopo,comunicata in diretta alla Barbara domenica scorsa insieme alla ridiscesa in campo.
Chiaro che se ridiscende in campo il primo obiettivo è recuperare l’appoggio del vaticano, della chiesa, del clero che sono un serbatoio di voti non indifferente e quindi penso che tra poco chiederà udienza al Santo Padre per rifarsi una immagine da bravo cattolico che nemmeno le zie suore, assunte in paradiso,  sono riuscite a salvaguardare dopo il processo in atto per utilizzo finale di minorenni.
Il cosiddetto processo Ruby l’imminente sentenza del quale l’ha costretto a ridiscendere in campo per usufruire del legittimo impedimento.
Tutto si può dire del piduista, evasore, puttaniere, corruttore, e chi ne ha più ne metta, ma non che manchi di scaltrezza, il tipo è astuto.
Forte del fatto che conosce le debolezze e le abitudini del clero, più o meno a tutti i livelli, ha pensato bene di fidanzarsi con una che ha 49 anni meno di lui, non è minorenne ma somiglia, sotto ad un certo aspetto, alla pedofilia. Potrebbe essere sua nipote, magari figlia di Marina la sua preferita.
Il Santo Padre sarà lieto di dargli la sua benedizione ed invitarlo al prossimo Family Day di Filadelfia 2015.
Sempre se ci arrivano, non si sa mai.
Intanto lui si gioca i suoi assi, cattolico fervente, amante della famiglia al punto di averne più di una ed una spruzzatina di pedofilia, che da quelle  parti gode di un certo apprezzamento o viene messa sotto al tappeto, basta ed avanza il pentimento.
Da anni vado scrivendo che in cattolici vanno diminuendo, frequentano meno. Ho calcolato, a spanne, che dagli anni 50 ad oggi hanno perso almeno il 50% dei seguaci.
Ieri è uscita la notizia che le unioni  civili, al nord, hanno superato i matrimoni cattolici in chiesa, con l’abito bianco che rappresenza la purezza,perduta.
Se siete arrivati sin qui, a leggere, vorrei fare una considerazione che mi interessa molto di più delle fregole della chiesa o del puttaniere.
E’ innegabile che la cultura millenaria italiana sia figlia, dipenda, dalla cultura cattolica ed il guaio è appunto questo.
Il cattolicesimo distingue il peccato dal peccatore, assolve tutti e tutto comunque, ed il problema è proprio questo.
Questo atteggiamento mentale, questo modo di ragionare fa proliferare all’infinito sia i peccati ed i peccatori, senza che nessuno paghi mai in attesa del giudizio finale. Che non ci sarà mai, è una illusione.

Non ho problemi a dire che quello che ha detto la maestrina in merito ai giovani l’ho pensato spesso anch’io. Non c’è lavoro, ma a lavare le macchine ci sono solo stranieri.


Se prendiamo una famiglia operaia degli anni 70 che è riuscita a far studiare un figlio, a mandarlo all’università, la prima frase che ti dice è: non deve fare i sacrifici che ho fatto io.
Non viene detta in senso ideologico e cioè diritti e garanzie per tutti, ma riferito al primo che nella famiglia ha studiato e quindi deve partire dall’alto a prescindere.
Ricordo che anni fa, parlando del lavoro che scarseggia, ho osservato che a lavare le macchine, fare i camerireri ed i lavapiatti nei ristoranti e così via erano solo gli immigrati e qualcuno di loro parlava pure tre lingue.
Ai tempi del muro di Berlino i miei amici che andavano all’est, Praga, Budapest ecc.ecc. mi hanno raccontato di spazzini, ora operatori ecologici, che parlavano tre lingue, diploma o laurea in tasca ma intanto si adattavano a fare quello che trovavano.
Ho pure aggiunto che se il giovane laureato ha dei nonni, o genitori, che lo mantengono e gli comprano la Golf non vedo perchè dovrebbe adattarsi a fare il fattorino, l’autista, gli conviene dormire e farsi l’aperitivo alla sera in attesa del lavoro che meriterebbe.
Altra cosa è chi ha delle capacità, conclamate, ma con uno stipendio da fame in una università. Penso ad un ricercatore, una ricercatrice, che è costretta ad emigrare perchè in Italia non le viene concesso spazio e merito.
Di casi ce ne sono parecchi.
Conosco personalmente un carissimo amico di mio figlio, laureato alla Bocconi, che appena avuta la laurea è andato a Londra a cercarsi un lavoro: 15/16 ore al giorno in un  ristorante.
Di famiglia benestante avrebbe potuto sedersi sul divano a guardarsi la Juve invitando pure gli amici ma ha preferito mettersi in gioco, spedire curricula intanto che puliva la cucina del ristorante sino a quando non ha trovato quello che cercava.
Oggi viaggia in businnes class, ha casa a Londra e mi fermo qui per rispetto alla sua privacy.
Non vorrei esssere frainteso, anche a me danno fastidio i figli di, magari incapaci, che entrano dal poltrone principale del palazzo del lavoro, basti vedere come sono ridotte le aziende di famiglia italiane che passano a figli o nipoti dei fondatori senza avere le capacità dei loro nonni.
Ne cito uno per tutti il presidente dell’Inter. E’ stato confinato all’Inter anche se spende milioni, per non fargli fare danni nell’azienda di famiglia.
Trovo che non sia giusto, intelligente, che la famiglia proletaria si sacrifichi ad oltranza in attesa che l’unico che ha studiato trovi l’occupazione che gli compete perchè non deve fare la vita che ho fatto io. E’ un disonore? Io dico che è un merito.
Molti giovani ci arrivano da soli e si danno da fare per non pesare sulla famiglia, altri addirittura si sono laureati lavorando, facendo piccolo lavoretti per tirare su le spese vive, che sono tante.
Se mio figlio fosse un laureato che mi bighellona in casa, perchè non trova un posto da architetto, lo inviterei a trovarsi un qualsiasi tipo di lavoro in attesa che il vento cambi.
Penso che la maestrina abbia inteso dare questo messaggio. Ovvio che il messaggio in questione non tocca la sua figliola che ha trovato subito l’impiego non perchè è figlia di ma perchè è un fenomeno.
Anche il Trota è laureato, in Albania, ma non trovando lavoro si è adattato a fare il dirigente della lega, il presidente della nazionale di calcio padana ed il consigliere regionale in Lombardia.
Ecco, i giovani dovrebbero seguire gli esempi migliori, la figlia della Fornero ed il Trota.
Detto questo ed a parte gli scherzi trovo giusto che un giovane che cerca lavoro si adatti a quello che trova  senza ovviamente fermarsi ma che sia un punto di partenza per arrivare alle sue aspirazioni.
Potrebbe entrare come fattorino in una industria e poi lanciarsi con le sue capacità e con il suo titolo di studio.
Quando eravamo ragazzi noi il lavoro si trovava. La famiglia non ti chiedeva che tipo di lavoro avevi trovato ma se avevi trovato “un” lavoro.
Più tardi sono diventato un quadro e gestivo un reparto, vi racconto cosa mi è successo.
Mi si presenta una bella signora accompagnata da un ragazzotto tipico dei tempi dicendomi che cerca lavoro per il figliolo.
Le dico che avrei bisogno come magazziniere, lei mi risponde che il ragazzo ha un diploma. Intanto impari a fare il magazziniere, se è bravo potrà passare al banco con il computer.
La signora mi chiede gli orari di lavoro, sa non ha la patente e noi veniamo da Melzo, mi pare, devo capire a che ora si deve alzare, prendere il pulman per arrivare qui alle 8,30.
L’orario non si può cambiare vero?
No, signora, non si può. Lei ha la patente? Si, risponde, l’ho portato io qui.
Allora potrei assumere lei, risolveremmo il problema del ragazzo che non dovrebbe  alzarsi presto.
Se è per questo mi è pure capitato uno con diploma che cercava un lavoro da stare seduto, ammiccando alla scrivania di fianco alla mia.
Qui abbiamo solo due sedie, ho risposto, e sono già occupate.
Credo che la maestrina alludesse a situazioni di questo tipo, che non capiteranno mai alla sua famiglia, ma penso si debba essere disponibili ad un certo sacrificio in attesa di tempi migliori o come opportunità per mettere in campo le proprie capacità.
Si porta a casa qualcosa ed intanto ci si guarda intorno.
Conosco uno che era un programmatore con la passione della cucina, adesso fa il cuoco a Londra. Ci sono passato sulla mia pelle.
Ce ne sono tantissimi di giovani che si sono inventati pizzaioli o altro, che sono emigrati in cerca di opportunità che qui non si possono cogliere.
Lungi da me considerare questa situazione come giusta, è il capitalismo sfrenato e parassita che determina queste condizioni ma, se la famiglia non ce la fa, bisognerà pur darsi una mossa.

Chiara, di A2A, invece di mandarmi gli sconti per andare alla Minitalia Leolandia fammi rimborsare il gas che mi avete fatto pagare in più.


So che con Carta Chiara2a mi aspetta un mondo di privilegi, se la porto sempre con me, oppure posso risparmiare un sacco di soldi nei negozi on line convenzionati con voi.
Posso fare Shopping, viaggi, comprare libri, tecnologia a molto altro ovviamente sempre se spendo e spando. Ma il punto non è questo.
Al posto di tutti questi vantaggi, chi ad esempio non vorrebbe una volta nella vita risparmiare la bellezza di 7 euro ed andare a vedere la Minitalia Leolandia?, io ad esempio.
Non me ne frega un cazzo.
Mi interesserebbe, invece, che mi venisse rimborsato quello che ho speso per qualche anno per il gas fuoruscito dalla perdita del vostro contatore per 24 ore su 24, 365 giorni all’anno e per 366 negli anni bisestili.
Grazie al tecnico della caldaia, a gas, ho scoperto qualche anno fa che c’era un perdita nel vostro contatore. Esso è montato all’esterno in un balconcino e nessuno aveva mai sentito odore, ciò non toglie che se ha un difetto la responsabilità è vostra.
Vedi Chiara2a, quando è uscito il vostro tecnico ha usato uno strumento che ha rilevato una piccola fuga di gas nel punto in cui i due gusci del contatore si uniscono tra loro formando un corpo compatto in quasi tutti i contatori, escluso il mio.
Il tecnico mi ha sostituito il contatore e mi ha rilasciato un rapporto confermando che la perdita di gas avveniva dopo il conteggio dei mc e quindi, per anni, me l’avete fatto pagare.
Essendo iscritto al sito di A2A  sono andato a rilevare i miei consumi dal 2006 in poi per anno solare, tra l’altro da quello che ho capito, non va dal 1° gennaio al 31 dicembre ma da aprile ad aprile quando fate le letture. Siete così potenti da cambiare addirittura i calendari.
Riepilogando il tutto, per non tediarti o farti incazzare, prima che per rappresaglia tu mi escluda dalle promozioni dello shopping, ti dico subito che ho mandato una email all’A2A con il riepilogo dei consumi e chiedendo un rimborso forfettario per quanto ho pagato in più per il guasto al contatore, vostro.
Anno 2006: 914 euro.
Anno 2007: 653 euro.
Anno 2008: 781 euro.
Anno 2009: 866 euro. Sostituzione contatore.
Anno 201o: 639 euro.
Anno 2011: 635 euro.
Se ne deduce che almeno nel 2008 e nel 2009 io abbia pagato più del dovuto dato che dopo la sostituzione del contatore ho speso oltre 200 euro in meno all’anno, nonostante gli aumenti che ci sparate dentro ogni anno.
Mi avete risposto quasi immediatamente, confermando il guasto e quindi ammettendo che la responsabilità e vostra, dandomi addirittura il nome ed il telefono di una persona che avrebbe seguito il mio caso.
la persona in questione è squisita, gentile, disponibile ma al momento, e sono passati 6 mesi, non ho concluso niente nonostante varie enail e telefonate.
Pare che, nonostante io abbia fornito il riepilogo dei consumi e la data di sostituzione del contatore, ci sia uno staff di scienziati al lavoro per calcolare l’entità del rimborso  con i computer della Nasa e sino a quando non arriverà il rapporto della società in questione voi non possiate emettere l’accredito.
Chiara2a, senza che ti incazzi, faccio notare che quando dovete prenderli siete di una regolarità svizzera, quando dovete darli diventate come lo smemorato di Collegno.
Dimenticate tutto.
Chiara2a ti sembra normale che per avere quello che mi viene debba prendere un avvocato, iscrivermi ad una associazione di consumatori o incatenarmi davanti ad una vostra sede per attirare l’attenzione?
Invece di farmi collegare con l’esclusivo circuito “Negozi Online” di chiaraa2anews non mi metti in contatto con un pirla qualsiasi che risolva la mia questione rimborsandomi, dalle future bollette o miei 400 euro?
Martedì 16 ottobre mi avete mandato l’ultima email, mi scrivete spesso perchè sono un cliente buono, con la guida alla lettura delle bollette.
Ottimo servizio ma dopo che le ho lette e pagate quando vi decidere a fare il vostro dovere?
Chiara2a, grazie per l’attenzione, magari sei anche una bella figliola, vedi se puoi fare qualcosa prima che non vi venga lo schiribizzo di tagliare i tubi del gas a tutto il quartiere.
Con simpatia, l’Utente perfetto.
Quello che paga anche quando non è dovuto, mentre il vostro Servizio Clienti funziona solo in entrata.

Ci sono dei problemi che non si possono risolvere, non dipendono da noi. Ed è quando sei con le spalle al muro che le priorità diventano altre. Come andrà la stufa?


Pensarci giorno e notte non serve a nulla, macerarsi il fegato nemmeno, la sopravvivenza è garantita ma la soluzione dei problemi non dipende da noi, siamo immersi nella situazione, parziale, in cui si trovano milioni di italiani.
Dico parziale perchè una fetta, abbondante, di italiani non è per niente toccata dalla situazione e se la gode tranquillamente, finchè dura.
Ma ricordiamoci che arriverà il momento in cui saremo tutti Bonzi.
Il Bonzo. Ora importa anche a me della mia libertà.

M’han detto che un bonzo
CORO. Un bonzo chi è?
Un prete buddista.
CORO. Oh!
S’è bruciato.
CORO. Sto bonzo!
S’è cosparso di benzina
nella piazza principale
e poi… ah ah ah
CORO. Cosa c’è?
Si è dato fuoco da sé
perché vuole la libertà
ah ah ah la libertà
ah ah ah!
CORO. Sto bonzo, ah!

RITORNELLO
Io ci ho la macchina
ho un bel mestiere
ho la donna sempre pronta
ho la mutua
ho la casa al terzo piano
coi servizi e col… bidè
che me ne frega a me della loro libertà
se l’è per mi poden sciupa
poden sciupa.

CORO. Sti bonzi, ah!
M’han detto che in Fiandra…
CORO. In Fiandra dov’è?
Nel Belgio.
CORO. Ah!
È scoppiata una miniera di carbon.
Sono rimasti bruciacchiati asfissiati soffocati
dal grisù
più di 70 terrun
sun finì all’aldilà
han finì de tribulà
de laura per podè campa.
CORO. Sti terun, ah!

RITORNELLO.
Io ho la macchina
ho un bel mestiere
ho la donna sempre pronta
ho la mutua
ho la casa al terzo piano
coi servizi e col… bidè
che me ne frega a me della loro libertà
libertà de laurà
de laurà per podè campà.

CORO. Sti terun, ah!
M’han detto ier sera…
CORO. Chi?
Il dottor Biraghi.
CORO. Chi è?
Il capo reparto.
CORO. Ah!
Che da domani…
CORO. Beh?
Son licenziato.
CORO. Sì?
In tronco.
È per via della flessione sul mercato nazionale
che…
CORO. Cosa c’è?
Piango.
Ora importa anche a me della mia libertà
libertà de laurà
laurà per podè campà.
CORO. Come un terun, ah!

Non ho più la macchina
sono licenziato
la mia donna mi ha lasciato
senza casa al quarto piano
coi servizi e col… bidè
ora importa anche a me della mia libertà
libertà de laurà
de laurà per podè campà.

CORO. Come un terun, ah!
Sono qui peggio di un bonzo
non ho manco la benzina per brusà
viva la libertà viva la rivoluzion
libertà – rivoluzion
rivoluzion – rivoluzion – rivoluzion – rivoluzion.

Come ha scritto quel genio di Dario Fo e come ha cantato magnificamente l’immenso Enzi Iannacci l’egoismo e l’indifferenza degli uomini vola alto sinchè i problemi non lo toccano sul vivo. Se lo toccano in prima persona allora il problema diventa di tutti.
Io, per Dna e per ideale politico, mi sono sempre interessato dei problemi di chi è dietro di me, ne ha meno di me.
Ho fatto trent’anni di lotte politiche e sindacali per chi non si interessava nemmeno ai suoi problemi, tanto per parlarci chiaro guadagnavano un terzo o la metà del mio stipendio. Io lottavo insieme ad altre migliaia di persone e qualche diretto interessato no, non aveva tempo. E’ il bello di essere comunisti, rivendicare diritti anche per chi non li meriterebbe.
Detto questo a volte nella vita si arriva ad un capolinea, è necessario ripartire da capo ed è in questi momenti che le priorità diventano altre.
Oggi, per esempio, ho mandato affanculo il mondo e sono andato a sistemare la casetta in montagna che un carissimo amico, anche se lo conosco solo da 7 mesi, mi ha messo a disposizione.
La mia priorità oggi era mettere in ordine, fare pulizia e provare se la stufa a legna funziona.
La stufa mi è costata 5 kg di cozze, me l’ha “venduta” un altro amico perchè in montagna, nei paesi piccoli e dovunque i rapporti umani sono ancora umani ci sono persone capaci di questi gesti, non avvimghiati al centesimo come le banche o molti altri di noi.
La stufa va alla grande in poche ore siamo passati da 6 gradi a 20 gradi. La foto non è delle migliori ma è fatta con il telefonino.
Questo mi ha reso felice e per oggi posso dire ad un certo mondo di andare tranquillamente affanculo.
Per chi non avesse voglia di leggersi il testo della canzone, sopra, metto il video. Per me varrebbe la pena ascoltarla.

Rivendico con orgoglio di non avere mai fatto il parassita o l’opportunista, pur tenendo famiglia come tanti. Compagno ero, sono e sarò. Anche se non è di moda.


Questa storia ha 40 anni suonati ed è cominciata il giorno che il mio titolare mi disse: io ti darei 100.000 lire al mese in più, sei bravo e le meriteresti, ma darle a te significa darle anche all’altro per non fare discussioni.
Se è così, Sig. Piero, facciamo una cosa. Dia 50.000 a me e 50.000 a lui così siamo a posto tutti e due.
Questo fu l’inizio. Poi feci anche una discreta carriera sino a diventare responsabile di magazzino, piccolo e poi grazie all’aiuto di un vecchio collega responsabile di 21 persone, quasi un centinaio sul finire della mia vita lavorativa.
La mia etica, il fatto che fossi comunista, mi ha impedito di fare il paraculo o l’opportunista con i colleghi, prima, e con i collaboratori poi.
Tutto quello che avevo da dire nel bene o nel male l’ho detto sempre in faccia prendendomi le responsabilità ed i rischi del caso. Non ero molto tenero o diplomatico con i collaboratori parassiti o che facevano i furbi.
Molti mi rimpiangono ancora adesso, ero uno che riconosceva l’impegno dei collaboratori ed in modo particolare di quelli che avevano meno capacità tecniche o gestionali ma che davano l’anima per il lavoro.
Aiutavo gli “ultimi” e ci sono decine di persone che possono testimoniarlo, ma non scrivo questo post per darmi l’incenso da solo anzi avendo problemi momentanei con la vista correrei il rischio di darmi il turibolo sulla testa.
Sono pochissimi quelli che possono dire a ma non hai mai dato un aumento, o un aiuto quando serviva la liquidazione per comprare la casa. Chi non l’ha avuto ne conoesceva le ragioni meglio di me.
Per uno con la mia testa oggi, secondo l’etica e la morale corrente sono considerato un pirla, certe telefonate risultano umilianti, anzi no, offensive per quella che è stata la mia storia di persona.
Ricevere una telefonata a distanza di mesi per chiedere informazioni su di una persona a me cara, quando questa ha dovuto lasciare casa, città e Paese per andare all’estero in seguito ad una scelta, aziendale o del capo non mi interessa, che ha trovato più facile lasciare a casa una P.I. individuale che, magari, forse, probabilmente, un parassita assunto a tempo indeterminato che tiene famiglia.
Ecco, mi ha fatto incazzare. Mi sono sentito preso per il culo e questo mi ha fatto incazzare.
Mi incazzo facilmente e questa persona lo sa, infatti alla sua domanda  ho risposto: è meglio che non parli , lo sai come andrebbe a finire.
La telefonata è pelosa, avrebbe dovuto farla 8/9 mesi fa, adesso risulta falsa ed ipocrita.
Detto questo può darsi che tra qualche mese saremmo qui lieti di come vanno le cose a Londra e le miserie, etiche, passate dimenticate.
Se avesse pensato ad una telefonata di cortesia la paragono a quella di chi ha mandato uno al patibolo e poi chiama la famiglia per sapere se la lama era affilata o gli ha fatto male.
Mi è servito scrivere questo post per scaricarmi, sfogarmi. Rivendicare la mia diversità mi fa bene, mi rende orgoglioso e non mi interessa se oggi essere solidali, corretti, con colleghi e collaboratori è considerato un atteggiamento da povero pirla.
Io vado a testa alta, tutti hanno potuto voltarmi le spalle senza mai temere nulla da me.
Se avevo da dire qualcosa lo facevo guardando dritto negli occhi dell’interlocutore,  sia esso  un collaboratore o il grande capo, non ho mai mandato a dire niente a nessuno.
Forse è la prima volta con questo post, ma mi rivolgo a me stesso.
In tempi in cui per 10 euro si ammazza la madre non è poco avere dignità ed etica.

Se Monti è professore di economia politica mia nonna era una pornostar. Ridà 150 euro di Irpef e se ne prende 500/600 di Iva.


Possibile che nessun giornalista gli abbia posto la domanda: Presidente ci vuole prendere per il culo?
Il primo scaglione, sino a 15.000 euro lordi, avrà una riduzione Irpef di 150 euro.
Il secondo di 130 euro che andranno sommati ai 150, totale per chi avrò la riduzione più alta: 280 euro.
Personalmente non recupero nemmeno il taglio della pensione ma il punto non è questo, c’è chi è messo peggio di me, il punto è che con l’aumento dell’1% di Iva se ne riprende indietro il triplo se non di più.
Insomma Monti porta lo zuccherino al cavallo ma si porta via il cavallo.
Nessuno fiata. Pane, latte, pasta, benzina, sigarette, carne, pesce, tutto subirà aumenti se non altro per il trasporto.
Una ricerca del 2009 dice che ogni famiglia spende 2485 euro al mese di media ma non voglio nemmeno farci il conto perchè chi può spendere questa cifra è uno che sta bene.
Non conosco un operaio che prenda uno stipendio del genere a meno che non lavorino in due.
Ma c’è una cosa che per sopravvivere dobbiamo fare tutti, mangiare e la stessa ricerca dice che la spesa destinata a consumi alimentari è di 475 euro al mese per una famiglia tipo, alla quale faccio i miei complimenti, noi mangiamo troppo o compriamo poche offerte.
475 X 12 = 5.700 in un anno con un aumento di 57 euro di  Iva, mancano ancora luce, gas, affitto, mutuo, spese condominiali, immondizia, benzina assicurazione, bollo e via elencando.
Quello che è certo è che la riduzione Irpef di 150 euro si è già ridotta a 93 euro, ed abbiamo fatto solo colazione.
Sempre da questa ricerca Istat del 2009 dice che la famiglia media italiana spende 2485 euro al mese, se lavorano in due con gli stipendi che girano. Totale all’anno 29.820 ed ammesso che l’Iva porti con se solo l’1% di aumento, cosa a cui non credo perchè l’Iva è come una palla di neve che rotola e diventa un pallone, 298 euro di riduzione Irpef se ne sono già andati.
Il primo scaglione ha già speso 148 euro in più ed il secondo, quelli più fortunati, spenderanno solo 18 euro in più.
Ora la legge di stabilità come la chiamano loro è una grandissima presa per il culo e per di più è iniqua,   non è proporzionata alle fasce più deboli.
Tutti si riempiono la bocca, escluse le orgettine, la Carfagna e compagnia bella che non possono parlare, blaterando sul tutelare le fasce più deboli ma, oggi come sempre, ci prendono a cazzotti nei denti.
Questi conti li ho fatti da ex magazziniere in pensione, forse non saranno esatti al centesimo e troverò qualche alchimista della matematica che mi contesterà con le virgole ed i decimali, ma la sostanza non cambia.
Il salvatore della patria e delle banche ancora una volta ha colpito i più poveri, faccio notare che allo stesso tempo non ha mai colpito i palazzinari, la chiesa cattolica, la malavita, che non emette fatture e tutta la banda politico dirigenziale che guida il carrozzone Italia.
Hanno colpito qualche evasore totale e qualche falso invalido con una media di evasione o di ruberie di 10/20 anni ciascuno. Insomma rubano ed evadono mediamente, come dice il mio Istat personale, da vent’anni.
Non è ora di finirla di farci prendere per il culo? La smettiamo di guardare le tabelle di Ballarò, e di tutte le altre trasmissioni, e ci decidiamo a dare l’assalto al treno?
Mi sembra che sia l’ora. Se non ora, quando!?
P.S. Mia nonna era devotissima, scopava con il camicione con il buco. Spero, per lei, che il paradiso esista davvero così avrà potuto sperimentare un orgasmo alla vista di Dio.
Facendo incazzare mio nonno che ha fatto l’amore con il marmo per tutta la vita.
Dicono che a Cuba, in Venzuela ecc.ecc. ci sono regimi comunisti, in Italia che regime c’è? Ditemelo!
Monti è un professore di economia, nel titolo scherzavo, infatti lavora per le banche ed i palazzinari.
E’ un professore con la faccia da prete che te lo mette in quel posto volendo darti l’impressione che ti sta aiutando. Ci cadono in tanti, oltre la metà degli italiani.
Le statistiche Istat, del 2009, le ho prese qui:

Ogni famiglia spende 2485 euro mese

Ci arrivano anche i giornalisti, finalmente.
Ne hanno fatto, addirittura un dossier. Per scoprire l’acqua calda.

Tempo 24 ore e le panchine, riparate e riverniciate, sono luride come prima. Gioventù bruciata? No, gioventù demente con tanto di iphone ultimo tipo.


10 anni fa, anno più anno meno, c’era la compagnia dei motorini. Entravano nei giardini in mezzo agli anziani ed ai bambini con i motorini, sgommavano e lasciavano i segni delle gomme. Solo maschi, mai visti con una ragazzina.
Sono giovani, si faranno. Infatti hanno preso la patende ma sono rimasti imbecilli come prima. Se il tempo era bello si limitavano a sradicare i cestini dei rifiuti, a gridare a tutte le ore, se pioveva si riparavano sotto ai portici e per passare il tempo prendevano a calci le cassette della posta. Vinceva chi riusciva per primo a far aprire lo sportello di scarico e non contenti prendevano a calci pure le lettere.
Non so cosa fosse il premio per il vincitore, so che ho chiamato la polizia ed, allora, è arrivata quasi al volo.
Un poliziotto, appena sceso dalla volante, salutò uno dei ragazzi con questa frase: Eh, cosa fai qui? Come stanno i tuoi? La risposta non l’ho sentita perchè facevano casino, hanno preso i dati, hanno fatto chiudere lo sportello e rimettere a posto le lettere. Si sono salutati e poi sono venuti al mio campanello a suonare. Erano le due o tre di notte. Scesi dalla scale incazzato e praticamente gli aggredii: ma che cazzo state facendo, io vi telefono per denunciare un vandalismo e voi mi suonate al campanello? Ho una moglie, un cane, se questi stronzi la prendono di mira e le fanno dei dispetti?
Risposta: ma no, che ne sanno loro che ci avete chiamato voi, abbiamo suonato un campanello a caso.
Infatti, risposi, con 50 campanelli e più che ci sono nella via avete suonato proprio al mio, che vi ho dato il nome.
Adesso ci sono le nuove leve. Vestiti bene, iphone ultimo tipo, capelli con la cresta e pennarelli, pennelli per scrivere sui muri, sulle vetrine e sulle panchine. Le ragazze hanno il tacco di ordinanza, la pancia fuori e sono vestite come veline, tra l’altro sono pure carine, capelli curati.
Le ragazze parlano un italiano corretto, si capisce subito che vanno a scuola, i ragazzi si esprimono come Lorenzo, la caricatura del burino interpretato da Corrado Guzzanti.
Io sono vechio ma mio figlio mi ha detto che il tamarro piace alle ragazze, tira molto ed io mi adeguo. Contente loro contenti tutti.
Devono essere della tribù delle scimmie urlatrici, passano la giornata ed anche la notte ad urlarsi frasi senza senso a 10 centimetri di distanza uno dall’altro.  D’estate tengono banco sino ed oltre le tre della notte, schiamazzi, urla, bevono e giocano tra di loro. Ogni tanto nasce qualche discussione per via che le ragazze passano dalle ginocchia di uno all’altro con la velocità della luce.
Qualcuno non gradisce.
In contemporanea c’è pure una compagnia maschile e femminile di sud americani, anche questi sono lì dal pomeriggio e qualche volta alla sera. Suonano, ballano e cantano.
Qualche giorno fa è arrivata la polizia e gli italiani sono spariti, i sud americani sono rimasti lì ed hanno mostrato i documenti, evidentemente non avevano nulla da temere nonostante il popolino tenda a dare la responsabilità dello schifo dei giardini agli immigrati. Mai visti con un pennarello in mano, solo birre ma in questo sono simili ai nostri baldi giovanotti vestiti bene.
Alle volte al mattino incontro quelli dell’Amnsa che puliscono con i rastrelli, raccolgono le bottiglie, i pennarelli vuoti e svuotano i cestini, tutti dipinti dagli artisti del posto.
Un giorno ho detto ad uno di loro: dev’essere frustrante pulire sapendo che due ore dopo sarà sporco come prima. Risposta: sono sud americani, sono tutti così. Saranno anche sud americani, non lo nego, ma ti garantisco che questi sono dei nostri e fanno girare le palle. Il tipo dell’Amsa mi risponde: dovrebbero prenderli ed infilargli un cestino dell’immondizia nel culo, così imparano.
Adesso, se chiami la volante, arriva un’ora o due dopo il casino e diventa tutto inutile. Siamo in pochi, facciamo quello che possiamo.
Questa non è delinquenza, gioventù bruciata, è degrado sociale ed educativo e si allarga  a macchia d’olio. Non hanno interessi, non hanno ideali, solo far casino e lasciare le loro impronte sulle panchine o sui muri, non disdegnando neppure le vetrine della zona. Sono di un’arroganza e di una maleducazione che si taglia con il coltello, da macellaio.
Qualche giorno fa ho detto ad uno di loro, mentre osservavo un suo amico che pasticciava la panchina, una di quelle appena riparate e riverniciate, guarda che sono venuti qui ed hanno fotografato le scritte , ci sono delle multe salate per chi imbratta la cosa pubblica, nostra che paghiamo noi.
E sono venute bene? Risponde lo spiritoso. Di rimando gli dico: benissimo, perfettamente a fuoco. Vedi quelle scritte lì sono come la carta d’identità, le impronte, anzi meglio ancora il Dna.
Vedrai che il furbo lo troveranno, le lettere si somigliano tutte, ha lasciato l’impronta.
Non mi ha risposto ed io sono andato via.
Torno dopo qualche ora e la scritta che il suo amico stava facendo aveva i segni evidenti di un tentativo di cancellazione, dopo che ha scritto su 4 panchine è da imbecilli tentare di cancellare le prove.

La polizia ha consigliato di far firmare una petizione agli abitanti della zona come se l’educazione, il rispetto della cosa pubblica si possa insegnare con le petizioni.
Comunque è già pronta la nuova ondata, c’è un ragazzino di 8/10 anni che insieme ad altri più piccoli passa ore ed ore a far scoppiare petardi in mezzo agli altri bambini e le loro mamme.
Gli animali si spaventano, c’è pure il giardino cintato per i cani e qualcuno ha cominciato a lamentarsi.
Il ragazzino in questione, in modo particolare al sabato, inizia alle 13 del pomeriggio ed è capace di tirare le 20 della sera. Sembra una sparatoria continua. Sabato scorso gli sono passato di fianco con il cane e lui: aspetta, aspetta, verso il suo amichetto, c’è il cane che si spaventa.
Non fare il paraculo gli ho detto, è dalla una che rompi i coglioni con questi petardi.
Domanda: dove cazzo sono i suoi genitori? E quanto costano questi cazzi di petardi?
Ne fa scoppiare a centinaia.
Drogatevi che è meglio, almeno avete qualcosa che vi impegna, un obiettivo da raggiungere. (satira estrema)

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