Alcoa, Sulcis, Pomigliano e tutti gli altri che lottano insieme. Le P.I. individuali non hanno nemmeno questa possibilità, nemmeno la solidarietà di categoria. Persino i calciatori hanno l’associazione di categoria.


Lo sterminio di massa messo in atto dal capitalismo sfruttatore e dalla finanza parassita delle banche contro i lavoratori è in atto già da tempo. Tra poco scadranno anche le forme di tutela tipo la cassa integrazione, per alcuni sono già scadute ed all’orizzonte non si vede nulla di nuovo se non i, soliti, sgravi alle imprese.
I lavoratori dipendenti possono socializzare e solidarizzzare nella lotta, manifestare insieme, anche se non cambia nulla sul piano economico e di prospettiva per il futuro.
Diciamo che esaurimento e depressione si condividono con chi ha lo stesso problema, è già qualcosa.
C’è una categoria senza nessuna protezione che è colpita, selezionata, dai cecchini del capitalismo che fa meno notizia perchè se buttano in mezzo alla strada 100, 1000, lavoratori la faccenda finisce per qualche tempo sui giornali, ne parlano persino alla televisione. Si occupano gli stabilimenti sperando che l’unione faccia la forza, spesso inutilmente.
Non sempre la vicenda finisce, bene, come nel caso della Innse di Via Rubattino a Milano, quando il padrone voleva smantellare la fabbrica, operativa ed in attivo, per dare spazio alla speculazione edilizia.
Sul piano del lavoro fu una lotta epica che portò alla vittoria, sul piano giudiziario ci sono ancora processi in atto per chi impedì il bliz della Polizia ed occupò la Tangenziale di Milano.

La lotta della Innse non è finita…

Se non altro rimane la dimostrazione che se la lotta è dura e senza tentennamenti qualcosa si ottiene.
A quei tempi presi l’auto ed andai in Via Rubattino per portare la mia solidarietà ai lavoratori, la fabbrica era occupata e fuori c’era un presidio permanente dei lavoratori presidiato dalla Polizia.
Discutevano, mangiavano lì, si davano i cambi ed informavano l’opinione pubblica.
Unità di intenti, condivisione e solidarietà si toccavano con mano, quello che non può fare chi è stato costretto ad aprirsi una P.I. individuale per trovare un lavoro.
Tradotto in italiano: un dipendente, vessato e sfruttato, senza nessun diritto, nessun paracadute sociale ma esposto unicamente ai ricatti del datore di lavoro.
Conosco P.I. individuali che dal mattino alle 6 sino alle 20,30, quando andava bene,  erano impeganti per una azienda sola, dovevano dare disponibilità al sabato e percorrevano più di 100 km al giorno per andare al lavoro, pagandosi la benzina.
Domanda: come può un consulente esterno di una azienda, assunto a contratto ed impegnato dalle 6 del mattino sino alle 20,30 della sera per una sola azienda cercarsi eventualmente altri clienti per crearsi un piccolo zoccolo di sopravvivenza?
Ve lo dico io, non è possibile. Non sono piccole imprese individuali come ci hanno raccontato i vari governi berlusconiani o quello di Monti, sono i nuovi proletari spremuti come limoni e senza nessuna copertura dallo Statuto dei Lavoratori o art.18 che si voglia chiamare.
Da decenni è in atto lo smantellamento sistematico dello Statuto dei Lavoratori, dell’art. 18 ma, per questi lavoratori lo Statuto dei Lavoratori non è mai stato preso in considerazione, è stato ammazzato nella culla.
O prendi o lasci, vale per i grandi professionisti che si possono permettere di non avere tutele perchè si tutelano da soli con le tariffe e con l’aiuto delle leggi che sanno manovrare molto bene avendo disponibilità economiche in grado di sostenerli. Basta vedere le liquidazioni che riescono a portare a casa dallo Stato o dai privati.
Non alludo a questi, alludo a chi è stato costretto ad aprirsi una P. I. perchè, come dipendente, non l’avrebbero mai assunto.
Questi vengono eliminati sistematicamente dai cecchini del capitalismo, prime vittime della crisi colpite in modo individuale e, quindi, senza fare notizia.
Eppure anche loro hanno famiglia, una casa, devono vivere.
Persino i calciatori hanno una associazione di categoria che li tutela, riescono ad avere delle liquidazioni in caso di rottura dei contratti, le P.I. individuali forzate no. Non hanno nemmeno questo e non possono manifestare in massa, occupare aziende, salire sui tetti e fare notizia.
Se una P.I. individuale sale sul tetto per attirare l’attenzione chiamano l’ambulanza e lo fanno portare via con la camicia dei matti.
I giovani che, istigati dai vari Grillo e dal sistema capitalistico, ritengono che la colpa della loro mancanza di futuro sia a causa della pensione dei loro padri o nonni, i diritti che si sono conquistati in piazza con sudore, lacrime e sangue non hanno capito niente e si stanno facendo scippare ogni diritto e la stessa Democrazia.
Lo scrivo e lo ripeto da anni invitandoli a scendere in piazza, occupare le fabbriche, gli uffici, lottare duramente insieme per i loro diritti ma non ho ottenuto niente, si limitano ad accettare i conti che il capitalismo ed i vari stregoni del web mettono a loro disposizione. Un autentico lavaggio del cervello che spinge una generazione contro l’altra dimenticando una cosa fondamentale: noi pensionati siamo l’welfare che il sitema, i governi, il capitalismo parassita ha tolto a loro, arrivando addirittura a tagliare le nostre pensioni direttamente ed indirettamente.
A questo ci hanno portato oltre trent’anni di oblio di classe. Di proletariato assente ideologicamente e fisicamente dalla lotta di classe, hanno accettato supinamente l’individualizzazione della società, del lavoro, convinti di fare parte degli emergenti.
Uno su mille ce la fa, cantava Morandi anni fa, oggi siamo ad uno su 10.000.
E’ questo che offre il capitalismo? Questo è sterminio di massa, come si faceva una volta con le guerre. Adesso ti fanno morire di fame o emigrare, come sono costretti a fare i nostri giovani.
Io sognavo un mondo diverso e per averlo ho fatto fare sacrifici alla mia famiglia, le ore di sciopero riducevano lo stipendio, ma lo Statuto dei Lavoratori l’abbiamo portato a casa, una pensione decente pure.
Per anni vi ho preso in giro, alludo alle nuove generazioni, perchè eravate assenti alle lotte ma presenti in discoteca o allo stadio, al pub, all’aperitivo.
Incitavo alla lotta, alla rivoluzione e facevo dell’ironia sul fatto che non c’era mai un giorno libero per la rivolta.
Sabato e domenica non se ne parla, siamo al mare o in gita. Lunedì è impossibile, siamo stanchi dei due giorni precedenti. Il  martedì serve per prendere atto della situazione, al mercoledì cerco compagni con i quali organizzare la lotta. Il giovedì c’è già chi lancia un’idea per il fine settimana, al venerdì si organizza.
E la rivoluzione? La lotta per i diritti e la Democrazia?
Non serve a nulla, noi non avremo futuro perchè i nostri padri ed i nostri nonni se lo sono mangiato, questa è la filosofia che il capitalismo ed il sistema vi hanno messo in testa.
Tanto vale andare al mare, magari con l’auto comprata con la pensione del nonno. Così quel parassita impara a rubarmi il futuro. Speriamo che campi, ad ogni modo, altrimenti mi sequestrano la macchina.
Buona giornata, oggi mi girano le palle, come da 63 anni a questa parte.
Questo sistema non mi piace, troppi parassiti, troppi politici, troppo ladri, troppi furbi e pochi, direi nessun rivoluzionario.
Io la penso così.
Questo è il vero deserto del vostro futuro, sare tutti delle P.I. individuali senza diritti, servi della gleba a termine.

Tutti i sinceri democratici devono scendere in piazza con i 390.000 esodati per chiedere le dimissioni della Fornero. Anche se Bersani avrebbe già dovuto muoversi.


390.000 riempiono una piazza grande, se ci uniamo anche noi democratici e di sinistra superiamo il milione, ma dobbiamo darci una mossa non possiamo restare apatici a lamentarci blocchiamo i treni, le navi, i trasporti.
La Fornero se ne deve andare, per il momento sono disposto a chiudere un occhio sul governo Monti, ma la Fornero deve sparire dal governo.
Da 6 mesi  la tipa era al corrente della quantità di esodati che la sua, indegna, riforma avrebbe creato ed ha continuato a negare attaccando la Camusso che un giorno si e l’altro anche le ripeteva che i conti erano sbagliati.
La tipa negava, screditava la Cgil come il capitalismo parassita e dei banditi fa da decenni e mi dispiace che molti giovani e non giovani sono caduti nella propaganda del regime capitalista al punto di considerare i sindacati una casta.
Ci sono sindacati che fiancheggiano il sistema e sappiamo tutti chi sono e ci sono sindacati che il sistema lo combattono in prima linea con i loro iscritti, chi è caduto nella disinformazione ne pagherà le conseguenze negli anni a venire.
Non mi interessa il caso individuale del sindacalista in combutta con il padrone, mi interessa il sindacato nel suo insieme e se qualcuno ha all’interno della sua azienda un sindacalista incapace o corrotto sappia che il sindacato non è il parlamento dei nominati ma elegge i suoi delegati con elezioni all’interno della fabbrica.
Può farli fuori in qualsiasi momento, ne ha la possibilità e gli strumenti, cerchi di non farsi lavare il cervello con la candeggina del sistema capitalista parassita e sfruttatore.
La Fornero, oltre ad una incapacità innata di dialogare manca totalmente del senso della democrazia e dell’equità quando si tratta di politica e di governare un Paese, è fascista dentro, viscerale. Un Paese non è una azienda dove la struttura manca di democrazia in quanto ci sono dei responsabili che devono garantire la produzione e la linea economica ed anche loro devono trattare con le rappresentanze dei lavoratori. Solo nelle cooperative la linea viene decisa con l’assemblea dei soci, nelle multinazionali questo non succede e ci si deve affidare alla rappresentanza, più forte sarà e migliori saranno i risultati per i lavoratori.
In un Paese normale un ministro che ha mentito, per sei mesi, ai lavoratori, ai pensionati, ai cittadini tutti avrebbe dovuto dimettersi immediatamente.
La Fornero è talmente spudorata che non solo non si è dimessa ma ha attaccato i vertici dell’Inps perchè hanno fatto il loro dovere, hanno calcolato quanti saranno gli esodati mandati in rovine da un ministro incapace e bugiardo. Non è una lotta tra la Fornero e la Camusso è una guerra tra la verità e la menzogna e noi non possiamo accettare che vinca la menzogna. Abbiamo già dato.
Grazie alla propaganda di regime capitalistico si è provveduto a screditare il sindacato come voleva Gelli e la sua P2. E’ con dispiacere che prendo atto che molti lavoratori, disoccupati, precari, esodati, giovani, sono caduti nel pozzo, nero, della propaganda di regime in merito alle pensioni ed ai contratti di lavoro, lasciando massacrare lo Statuto dei Lavoratori e l’art. 18.
E’ inutile prendersela con la Finocchiaro, come faccio io tutti i giorni perchè ne ho diritto, ho sputato sangue, sudore. Ho fatto sacrificare tutta la mia famiglia perdendo intere giornate di stipendio nella lotta per avere lo Statuto dei Lavoratori, lo stesso Statuto che voi vi fate scippare con la complicità della politica, Pd in testa, lamentandovi su internet senza riempire le piazze e bloccare tutto con uno sciopero generale.
In piazza ci vanno sempre quelli, i sindacati di base e la Cgil, la Fiom, mentre le nuove generazioni che hanno capito tutto si vanno a fare l’aperitivo. Salvo rare, encomiabili, eccezioni.
Abbiamo il governo che ci meritiamo, che hanno voluto la maggioranza degli italiani teledipendenti ed impegnati nel votare via sms i vari protagonisti ai Amici, Uomini e donne, Grande fratello invece di votare e nominare nei luoghi di lavoro i loro rappresentanti.
Questo è quello che abbiamo seminato e la crisi economica ha moltiplicato i problemi che la nostra indifferenza, più che decennale, ha fatto crescere e concimato.
Questo è il capitalismo, se si crede di cambiare le cose senza condizionare il capitalismo non andremo da nessuna parte. Sarà sempre peggio.
Io sono all’opposizione da tutta la vita ed il meglio che la sinistra ha saputo proporre è stato qualche anno di Prodi, il che è tutto dire, tra l’altro in estrema difficoltà per le divisioni all’interno della coalizione.
Sono superato, del secolo scorso, come qualche simpaticone che commenta i miei post mi ricorda costantemente ma una cosa è certa: in questo modo non andrete da nessuna parte.
Dico andrete perchè i cambiamenti epocali avvengono in decenni e non credo di averne molti davanti, il mio futuro è alle spalle e mi ha portato la sanità pubblica, lo Statuto dei lavoratori, l’art. 18, la pensione.
Fortunatamente alla Democrazia ed alla Costituzione avevano già provveduto gli antifascisti, poi ci siamo distratti ed abbiamo lasciato distruggere sia l’una che l’altra.
La Milano da bere ci ha, vi ha, rincoglioniti tutti, tra i giovani ci sono quelli che aspirano al modello americano, alle pensioni calcolate come le assicurazioni private senza nessun principio di solidarietà e di equità.
A quell’imbecille che tutte le volte mi ricorda che la mia pensione ha cancellato la sua ricordo che deve rivolgersi altrove, io ho versato 43 anni di contributi e, se avessi usato la sua testa senza metterli a disposizione degli altri ed avessi investito in una assicurazione privata prenderei molto di più, ma io sogno una società diversa da quella che sogna lui. Una società solidale, democratica, che sostenga i più deboli e non li emargini.
Una società totalmente diversa dal scimmiottaggio di quella americana che abita la sua testa.

Bersani, possiamo anche andare a rotoli ma non puoi sostenere la Erna Wallisch del governo Monti. Dimissioni immediate per la Fornero.


La famosa maglietta: la Fornero al cimitero, suscitò scandalo ed invece era premonitrice, ma sbagliata.
Al cimitero ci manda la Fornero, doveva essere la scritta giusta, infatti la Erna Wallisch  del governo Monti cerca di mandarne 325.000 in un colpo e senza neppure le camere a gas.
Non contenta delle menzogne che da mesi ci propina sugli esodati, puntualmente smentite dalla Camusso, oggi ritorna impunita sul luogo del delitto e se la prende con i dirigenti dell’Inps.

Esodati, ira Fornero contro l’Inps: “Se fosse istituto privato salterebbero i vertici”

Questa è una pazza criminale assetata di sangue e sostenere un governo del genere non è possibile per chiunque abbia un minimo di cervello, qui va sfiduciata immediatamente la Wallisch di Torino trasferitasi a Roma per attuare lo sterminio di massa.
Non bastasse la distruzione dell’art. 18 vuole passare alla distruzione, per fame di centinaia di migliaia di esodati.
Ve messa immediatamente nelle condizioni di non nuocere, nel caso venisse colta da una crisi di pianto la si ricoveri immediatamente in un ospedale psichiatrico a pane e acqua sperando che la cura le ripulisca il cervello.
Non si può affidare il Ministero del Lavoro e la Pari Opportunità ad una che è fuori di testa, che non si rende nemmeno conto di quello che dice.
L’alternativa è una sola, che la tipa in questione sia una perfetta nazista come ho lasciato intendere nel titolo ed in questo caso devono andarsene a casa tutti, compreso Monti e chi l’ha messo in quel posto.
Lo scandalo non è la scritta nella maglietta della Signora, lo scandalo è che una come la Fornero sia ministro nel governo della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.
La Fornero si deve dimettere o va licenziata in tronco.


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