Per noi e’ veramente tutto marcio; per questo siamo arrabbiati. Vorremmo consegnare ai nostri figli un’Italia diversa, ove regni l’onestà. Almeno, con il nostro non venire a patti, ci stiamo provando.


imagesE’ un commento che ho letto sul Fatto Quotidiano. Oltre a cercare di capire tanto pessimismo mi chiedo se dentro il marcio globale ci siano anche loro o dove siano stati sino adesso mentre il marcio invadeva il Paese.
Questo, forse, è il meno nel senso che gli esseri umani non sono mai stati perfetti e per quanti sforzi faranno non riusciranno a lasciare ai loro figli un’Italia dove regni l’onestà. Io mi accontenterei di lasciare un’Italia dove regni la giustizia, dove chi sbaglia paga ed abbia la certezza della pena senza confessioni e relative assoluzioni.
Non esiste Paese al mondo, non è mai esistito, dove regni l’onestà esistono Paesi dove si rispettano le regole più che da noi.
Detto questo la cosa che mi preoccupa di più del loro atteggiamento è l’assoluta mancanza del dubbio. Una certezza dell’essere superiori, migliori degli altri oltre, ovviamente, ad essere più intelligenti che rasenta la superiorità della razza ariana. Questa volta la superiorità è allargata, non è un problema di razza ma di intelligenza superiore.
Devi capire, devi sapere, devi informarti, devi riflettere, nemmeno un dovresti, solo certezze.
E se la tua riflessione non collima con la loro ecco che sei un servo del Pd-L, un poveretto di spirito, obsoleto e superato dalla rivoluzione del M5S, dopo, alla fine, qualcuno inserisce anche il Pdl , il nemico primario è il Pd-L.
Sono certo che qualcuno di loro nel passato ha votato il Pdl, sono certo perchè almeno in tre l’hanno confessato a me, uno in montagna e due a Milano. Escludo dalla conta i simpatici destroidi che secondo Grillo passeggiano mano nella mano con gli ex sinistroidi nel M5S. Faranno due cortei in occasione del 25 aprile?
Tutti gli anni scendo in piazza a Milano in occasione del 25 aprile, faccio delle foto, non ricordo di avere mai visto il M5S, eppure non mi sono perso nemmeno il Pdl del 1996.
Nel mio blog in alto a destra ho scritto una frase, una frase che frequento da quando ero inscritto al Pci e che mi accompagna da più della metà della mia vita. Una frase che invita a non prendersi troppo sul serio, a tenere i piedi per terra a non prendere niente per oro colato chiunque sia a prendere la parole.
Tenersi sempre uno spazio per il dubbio cercando di essere ottimisti e non disfattisti.
Se tutto è marcio lo è diventato in loro presenza e mi chiedo dove abbiano passato l’ultimo ventennio.
La frase che ho scritto è questa: NON PRENDETEMI TROPPO SUL SERIO, NON LO FACCIO NEMMENO IO.
Sottinteso, ho stima di me stesso, sono un mio fan, un follower di me stesso.
Per tenermi con i piedi per terra, troppa stima di me stesso, mia moglie anni fa mi ha regalato un elfo che regge un cartello con scritto: Non dimenticare mai di essere unico. Come tutti gli altri.
Tradotto: non essere presuntuoso, anche se è difficile.
Ho scritto tempo fa, il Fatto Quotidiano sta al M5S come l’Unità sta al Pd.
Ma per sembrare informazione libera al di là delle parti si deve far suonare le diverse campane sulle stesse pagine, non stiamo a sottilizzare se la campana del M5S è grande come quella del duomo e le altre sono campanelle da chiese di campagna, l’importante è che suonino per poter dire i fatti come nessuno li ha mai raccontati.
Oggi ho letto questo articolo:

Cari grillini, in voi non compare traccia del dubbio, di Piero Valesio.
L’ ho letto non perchè da ragione a me ma perchè la penso come lui, dentro di me ho fatto la stessa considerazione da tempo, abbinandola al pensiero unico talmente compatto da mettere paura.
Se consideramo ogni essere umano come un bicchiere, uno vale uno, ci arrivamo tutti a capire che ad un bicchiere pieno, di certezze, non puoi aggiungere altro perchè andrebbe perso se il bicchiere non è pieno si può aggiungere qualcosa che dia valore aggiunto.
Avete presente il Campari con il bianco? Il barista riempie i due terzi del bicchiere con il vino bianco, poi aggiunge il Campari che aggiunge colore e sapore. Se riempisse il bicchiere sino all’orlo aggiungendo il Campari significherebbe buttarlo via.
Vorrei che tutti noi, nel confrontarci, lasciassimo quei due , tre centimetri liberi nel nostro bicchiere per dar spazio alle teorie degli altri, coltivare qualche dubbio e magari trarne vantaggio per tutti.
Se tutti abbiamo solo certezze ci sarà qualcuno che ci marcerà sopra, detterà le regole e quello che è triste è che gli daremo ragione. In base alle nostre certezze.
Domanda: dove le abbiamo prese?
La certezza non fa crescere, la convinzione di avere sempre ragione impedisce di parlare con gli altri e confrontarsi. La certezza di essere superiori impedisce qualsiasi punto d’incontro, non dico di alleanza, in attesa che tutti abbiano il bicchiere colmo di certezze. Le mie.
Voi pensate che i fascisti, nazisti, stalinisti, abbiano avuto qualche dubbio durante le loro marce?
Vi ricordate come marciavano compatti? Una moltitudine di corpi che diventavano un corpo unico, un pensiero unico. Quello del comandante.
Per mettermi al sicuro dalle certezze quando mi sono iscritto al Pci ed ho ritirato la tessera ho commentato con queste parole: appena saremo al potere passerò all’opposizione. Diventerò anarchico.
Il massimo della mia aspirazione politica, del libero pensiero.
Ce ne sono troppi in giro che traboccano di certezze, Berlusconi, Travaglio, Grillo, Cicchitto, Biancofiore, ecc.ecc.
Potete aggiungere i vostri.
Travaglio direbbe che le certezze nascono dai fatti, dimentica che i fatti sono interpretati dalla nostra logica.
Quale certezza abbiamo che sia quella giusta, senza confronto?

 

A 15 anni ho elaborato una teoria, a 64 ne ho la conferma definitiva. Me l’ha data il Tg3 di ieri sera.


BQkACIl Tg3 ha intervistato i manifestanti a favore di Berlusconi. Un’agenzia, la Aba.Video, ha reclutato persone, pagate dieci euro ciascuna, per la manifestazione pro Silvio Berlusconi in piazza del Popolo. Quasi nessuno lo ha votato, quasi nessuno è militante del partito. In molti hanno lavorato invece come figuranti, grazie all’agenzia, presso programmi Rai. Per l’occasione a Roma tre pullman con 50 persone ciascuno, mentre altri sono partiti all’alba da Milano. ( Fonte: Repubblica)
Penso, come succede sempre davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, ci siano state presenti anche gli anziani ospiti dell’ospizio televisivo Uomini e Donne anziani, quelli che si corteggiano esibendo la prostata ed è avvilente notare come la nostra tribù sia sprovvista del classico vecchio saggio che ogni villaggio ha, dagli indiani d’America alle tribù africane ed in ogni luogo del mondo nei Paesi normali si fa riferimento ai vecchi saggi.
Noi abbiamo solo vecchi rincoglioniti e lo si vede dal degrado del Paese e dal suo fallimento.
Credo che l’Italia del dopoguerra abbia subito una epidemia di imbecillità che ha colpito buona parte della popolazione, detta epidemia si è manifestata ed estesa con l’avvento della televisione televisione commerciale, in particolare quella privata, anche se la Rai ne è stata contagiata al punto tale da non distinuguerla più.
Dicevo che il Tg3 ha intervistato i partecipanti alla manifestazione a favore di Berlusconi, l’untore massimo, e vedere gente che ha lavorato una vita esaltare un bandito della P2 in quel modo mi ha fatto pena, mi ha fatto incazzare.
Triste no per il semplice fatto che già a 15 anni avevo elaborato una mia teoria sull’evoluzione della specie umana ben prima che la teledipendenza distruggesse la materia cerebrale di milioni di persone.
L’avere visto giusto non mi ha dato nessuna soddisfazione, anzi, avrei sperato di sbagliarmi come sempre quando ho fatto la schedina del totocalcio. Infatti da oltre vent’anni non la faccio più.
La mia teoria è nata nella mia testa quando ancora la televisione era in bianco-nero ed è nata nelle osterie dove da ragazzo mi dilettavo a giocare a scopa d’assi con gli anziani.
Erano piuttosto diffidenti nell’accettare al tavolo i giovani, per noi era motivo d’orgoglio quando si veniva accettati come compagni di gioco perchè significava che godevamo del loro rispetto e della loro considerazione.
Ed è appunto osservando gli anziani di Milano, Sesto San Giovanni o del paesino di montagna dove mi capitava di andare con i miei che la mia teoria, nata come sberleffo giovanile alla loro diffidenza nell’accettarti come socio di scopa d’assi, una provocazione diciamo che putroppo ha avuto conferma più volte nel corso della mia vita.
L’ultima ieri sera al Tg3.
La teoria è questa: un bambino vispo, intelligente, sarà un fanciullo curioso. Di seguito diventerà un ragazzo capace nello studio o nel lavoro, un uomo respondabile magari padre di famiglia e più tardi un vecchio saggio che può regalarti consigli grazie alla sua esperienza moltiplicata dall’intelligenza di base, di partenza.
Ogni esperienza, nel lavoro, nello studio, in generale nella vita, vissuta dal bambino intelligente fa da moltiplicatore di saggezza.
E’ atroce ammetterlo ma il ragionamento che segue non ha nulla di razzista, offensivo, mancanza di rispetto ma solo una grande tristezza, anche se era nata con un po’ di perfidia giovanile.
Il bambino pirla sarà un fanciullo pirla, un ragazzo pirla che diventerà uomo pirla per finire nell’apoteosi finale: sarà un vecchio pirla.
Inutile negare l’evidenza. L’esperienza, per uno toccato  dalla sfortuna che la natura gli ha regalato attraverso limiti di cui non ha nessuna colpa, non fa da moltiplicatore e quindi l’evoluzione ne risulta alterata, non potrà mai diventare un vecchio saggio.
La persona intelligente che commette un errore, può succedere a tutti, fa tesoro dell’esperienza che quell’errore gli ha fatto vivere, diventa un punto di forza, una marcia in più.
Lo stesso non avviene per  chi ha dei limiti, l’errore non lo riconosce ma lo considera sfortuna  e se cerchi di avvisarlo ti dice che porti sfiga.
Per fare un esempio che renda l’idea di quello che intendo dire vi racconto un fatto reale.
Eravamo nel cortile del condominio dove abitavo, si stava chiacchierando con altri condomini. Lavoravo nel mondo dell’automobile ed ogni volta c’era qualcuno che mi chiedeva consigli sull’acquisto di un’auto nuova o usata.
Cosa ne dici di questa, cosa ne pensi dell’altra.
Ho comprato una uno usata per mio figlio, te la faccio vedere dimmi cosa ne pensi, se ho fatto un affare oppure no.
Guardo la macchina e gli dico che il rapporto qualità prezzo non è male, gli faccio notare però che le gomme sono un po’ usurate, lisce, sarebbe il caso di cambiarle per non rischiare qualche incidente se piove.
Passa qualche giorno, settimana non ricordo, lo incontro insieme agli altri condomini nel solito crocchio in cortile e come mi vede mi apostrafa ad alta voce: cazzo! Tu porti sfiga! Mio figlio ha avuto un incidente, ha tamponato uno.
Non sono io che porto sfiga, sei tu che sei un pirla. Te l’avevo detto che le gomme erano lisce ed era ovvio che con la pioggia tuo figlio avrebbe avuto dei problemi.
Questo è il classico caso dell’uomo pirla che avrebbe avuto due soluzioni ma non è stato in grado di metterle in atto. Anzi tre. Quello che avrebbe fatto al suo posto l’uomo intelligente.
La prima avvisare suo figlio che le gomme erano lisce, di stare molto attento in caso di pioggia. La seconda di andare dal gommista a cambiare le gomme e la terza, la più importante, consigliare prudenza sempre e comunque.
Vedere anziani normali, inteso come non delinquenti, banditi ecc.ecc. Persone in buona fede che difendono esaltano e rispettano un personaggio del genere, nonostante l’età e l’esperienza che dovrebbero avere accumilato negli anni, mi ha messo tristezza.
Leggere che qualcuno ha partecipato a questa sceneggiata per 10, se fossero stati 100 comunque non sarebbe cambiato il mio giudizio, mi ha dato la conferma che, purtroppo, la mia teoria è giusta.
Non ci crederete ma avrei preferito che il mio ragionamento elaborato dalla mia mente di ragazzino fosse stato una cazzata pazzesca, una supercazzola.
Invece no, troppi vecchi pirla ne danno la conferma.
Dicevano i vecchi saggi: chi è causa del suo mal pianga se stesso. In questo caso non sono causa del loro male è la natura che ha infierito contro di loro, dovrebbero essere i loro cari, i loro figli ad aiutarli a ragionare, a cambiare le gomme.
Il più giovane intervistato dal Tg3 aveva 10 anni più di me, i giovani comunque c’erano.

Quello che  mi spiace di più è vedere gente che magari ha lavorato 35, 40 anni, escluse matrone con gioielli e pelliccia o vecchi borghesi che hanno manifestato anni fa  a Vicenza contro le tasse di Prodi,  che non ha capito ancora niente.
Magari c’è in mezzo pure qualche ex comunista che è diventato leghista o pidiellino, che si è spappolato la mente con la televisione. L’esperienza non ha fatto da lievito.
Dal Fatto Quotidiano:
Silvio ha bisogno di sostegno. Viale Monza 137, davanti alla sede milanese del Pdl. Ore 6 e mezza passate da poco, si parte. Tutti a Roma per la manifestazione del Pdl. Davvero tutti? Una signora è delusa: “Questo pullman è mezzo vuoto”. Appena 22 persone. “Ce n’è un altro davanti però”, ribatte la sua compagna di viaggio. Che qualcosa non andasse come previsto nei numeri si intuiva già ieri, quando l’impiegata che prendeva le prenotazioni al telefono non nascondeva un invito: “Porti pure chi vuole, c’è ancora posto. Anzi se porta qualcuno è meglio”.


Leggo che parecchi politici auspicano che al Quirinale venga eletta una donna, ieri l’ha detto anche Fini. Io vedrei bene la Brambilla rappresenterebbe al meglio nel mondo che tipi siano gli italiani.


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Per come ha ridotto l’Italia il berlusconismo penso che la Brambilla sia la degna rappresentante, la sintesi dell’italiano medio, la maggioranza silenziosa che governa il Paese dalla liberazione in poi.
Un po’ xenofoba, un po’ razzista ma amante degli animali, un po’ bigotta ma frequentatrice dei viali, timorata di Dio ma peccatrice.
L’Italia dovrebbe cambiare il suo emblema, obsoleto, caratterizzato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia e sostituirlo con Giano Bifronte.

Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale.
Il ramo di quercia che chiude a destra l’emblema, incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi, poi, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo.
La ruota dentata d’acciaio, simbolo dell’attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia, sul cui capo essa splende raggiante. Così fu rappresentata nell’iconografia del Risorgimento e così comparve, fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario (il famoso stellone); la stella caratterizzò, poi, la prima onorificenza repubblicana della ricostruzione, la Stella della Solidarietà Italiana e ancora oggi indica l’appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese.

Noi italiani siamo tutti un po’ Giano Bifronte, viviamo con la doppia personalità dalle cose più banali alle scelte di fondo come la religione e la Democrazia, la politica.
Se lasciamo la nostra auto in divieto si sosta è accettabile, non c’era posto, se la lascia un altro è un rompicoglioni , dovrebbero dargli la multa e portargli via la macchina.
Accusiamo gli evasori ma non didegniamo un po’ di nero, se la figlia del vicino rientra alle tre di notte è certamente un po’ zoccola se lo fa nostra figlia è una con la testa sulle spalle.
Il nostro è un Paese dove per la maggioranza silenziosa e conservatrice il matrimonio, la famiglia, è sacra.
Partecipano al Family Day anche se sono divorziati o vanno regolarmente a puttane, siamo il paese degli utilizzatori finali.
Viviamo a spanne. Intransigenti con gli altri, specialmente se immigrati, di manica larga con noi stessi e la nostra famiglia.
Se in classe con nostro figlio c’è un violento va punito e sospeso, se viene sospeso nostro figlio andiamo a scuola e picchiamo i professori. Come si sono permessi?
Io penso che l’italiano medio sia rappresentato da una signora del mio quartiere, dalla sua filosofia che la dice tutta sul nostro modo di pensare.
Un mattino ero giù con Lulù ed ho visto la signora in questione uscire dal box con la sua auto , una scena allucinante, che spiega più di molte ricerche sociologiche la nostra filosofia.
La sua auto era contromano ed è questo fatto che ha attirato la mia attenzione, mi sono avvicinato per avvisarla ma non ho fatto in tempo, la signora si è fatta il segno della croce ed è partita come un razzo.
Noi siamo il popolo innocente, la colpa è sempre degli altri.  Nessuno è in grado, o merita, di rappresentarci ed è per questo che protestiamo, non votiamo, ci dividiamo su ogni cazzata perchè noi siamo i duri e puri e ci fa schifo tutto perchè in fondo gli unici che meritano di rappresentarci siamo noi stessi.
Purtroppo non raggiungiamo mai il quorum.
Siamo talmente puri ed innocenti da non sentirci liberi se non lo sono anche gli altri, non abbiamo diritti se i diritti non sono di tutti. Spacchiamo il capello in due, troviamo la pagliuzza nell’occhio di chiunque e quindi ci dividiamo. Siamo coscienti che nessuno è in grado di governare da solo purchè non si governi con Monti, con il M5S, anche se in questo caso è il M5S che si chiama fuori. Non va bene neppure Ingroia e la specialità della casa, alludo all’opposizione al berlusconismo, è la lotta intestina.
Non cerchiamo di valorizzare quello che ci unisce ed esaltiamo quello che ci divide.
Noi siamo quelli dalla doppia morale, fatta la morale ad un metro la nostra vale 70 centimetri quella degli altri 30.
Siamo femministi con un ma, anche più di uno. Siamo contro la violenza e poi andiamo a casa a picchiare i figli.
Facciamo il tifo per la Guardia di Finanza che incastra i commercianti di Cortina ma non chiediamo mai lo scontrino. Siamo un popolo che ha in se stesso il peggior nemico, ragioniamo con la pancia e non utilizziamo il cervello. Io penso addirittura che parecchi di noi ragionano con l’intestino, pensa e produce stronzate.
Per questo ritengo che la Brambilla sia la più adatta a rappresentarci  al Quirinale.
Femministi, ma conservatori, ritengo che la Brambilla sia il miglior esempio di testa coda della donna-femmina, che rappresenta anche il testa coda dell’uomo-maschio.
Anche Lulù, la mia cagnolina, è femmina ma è innocente e non può aspirare al Quirinale, non saremmo degni di essere rappresentati da lei.
Quando anche noi avremo una logica, un’etica di tipo protestante, nel senso di integerrima, senza nessun alibi di confessione-assoluzione, potremmo considerarci un popolo civile.
Ce la farà “il più grande piazzista del mondo” (la definizione è di Montanelli) a recuperare almeno in parte i voti perduti?
Io penso di no, ma incrocio le dita, siamo un popolo di promesse ma pochi fatti.
Per la Michela un consiglio, cambi le calze prima di salire al Quirinale.

Giovani, rincitrulliti dalla propaganda di regime, non ditemi più che la vostra rovina è dovuta ai privilegi delle generazioni precedenti. Informatevi e smettetela di dire fesserie.


Qui vi metto un esempio del modo di ragionare dei giovani di oggi, non tutti per fortuna.
Dialogo in un sito, sotto la risposta scelta da chi ha fatto la domanda.

Secondo voi le generazioni nate negli anni 60/70 hanno rubato il futuro a noi giovani ?

Per me SI, hanno vissuto per decenni sopra le loro possibilità, la colpa io l’attribuisco alla società in generale, che ha continuato a spendere e pretendere più di quello che poteva permettersi e oggi noi giovani siamo senza speranze, senza futuro, i sacrifici oggi li dovrebbero far loro per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.

Miglior risposta – Scelta dal Richiedente

Perfettamente d’accordo con te, ma sbagli di qualche decennio: le generazioni che realmente hanno vissuto in maniera sconsideratamente consumistica ed abusando di tutto ciò che gli veniva dato sono quelle precedenti: quelle che hanno prolificato durante il boom economico, ovvero quelle nate tra gli anni 40 alla fine dei 50.
Quelli che citi tu sono le persone che adesso hanno dai 30 ai 45 anni circa, e ti garantisco che nella media sono quasi tutti messi male come le ultime generazioni.
Lo spreco, lo scempio è stato fatto dagli attuali 60/70enni!

Ora, è notorio che la mamma degli stupidi è sempre incinta ma qui, nonostante la pillola, i preservativi, le conquiste delle femministe sulla maternità consapevole c’è una epidemia di cretini da fare spavento.
Premetto che la colpa non è loro, è nostra, come genitori o nonni non abbiamo saputo trasmettere l’informazione e la storia dei fatti. Delle nostre conquiste.
Insomma gli imbecilli li abbiamo allevati noi, alcuni si fanno mantenere dai nonni o dai genitori sputandogli pure addosso.
Intanto il 90% dei giovani non sa nemmeno di che anno è lo Statuto dei Lavoratori, l’Art. 18 e non sanno nemmeno quanto sono costate ai loro genitori ed ai loro nonni le conquiste degli anni 60/70 che loro, oggi, si fanno scippare dal sistema.
Possono cercare nel web, invece di scrivere cazzate come quelle che ho pubblicato sopra, ci sono ampi documenti storici e fotografici che documentano il periodo delle lotte, delle conquiste.
Alle giovanette di oggi, la maggioranza perchè c’è anche una minoranza consapevole e documentata, fortunatamente.
Dicevo alle giovanette di oggi sempre pronte ad avanzare i loro diritti di libertà ed emancipazione, ovviamente sul piano sessuale e non sul diritto al lavoro, voglio raccontare loro quello che le loro nonne e le loro mamme non hanno raccontato per non rovinargli la vita con la cruda realtà dei fatti  e lasciarle eternamente nel mondo delle favole, del virtuale con tanto di cellulare collegato con internet per mandare sms e scrivere stronzate 24 ore su 24.
Le loro mamme, le loro nonne, le loro bisnonne, quando avevano la fortuna di avere un lavoro e rimanevano incinta per non perdere il posto si fasciavano la pancia per non essere licenziate immediatamente.
Così facendo rimandavano, tra una vomitata ed una nausea, di qualche mese il licenziamento e lo posso dire perchè c’è passata, insieme ad altre milioni di donne, pure mia moglie.
Ai giovanotti da aperitivo, da discoteca, che un giorno si e l’altro anche scoprono l’ambiente e l’ecologia dico solo che negli anni 50 il problema principale non erano i fumi degli altiforni, che respiravano, ma avere almeno un paio di scarpe anti infortunistica con la punta di ferro per non bruciarsi le dita con gli schizzi di acciaio rovente.
Il resto andatevelo a cercare nel web, chiedeto alle Camere del Lavoro che hanno archivi documetati sulle lotte operaie, il diritto alla sanità ed alla maternità.
Quindi, non rompete più i coglioni con sparate alla cazzo sui privilegi di chi con sudore, lacrime, sangue, lotte e scioperi che sono costati sacrifici anche alle famiglie si è conquistato una pensione, dei diritti, che adesso voi vi fate scippare.
Questo sarebbe il meno, se non si è forti e compatti si viene sconfitti dal capitalismo e dal regime economico e noi lo sappiamo bene perchè abbiamo lottato per anni riempiendo tutte le piazze, quello che è peggio è che vi siete fatti lavare il cervello. Soltanto un poveretto, un idiota, può scrivere una cosa del genere:
i sacrifici oggi li dovrebbero fare loro (riferito alle generazioni precedenti) per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.
Dimostra di avere una ignoranza abissale, non solo del passato ma anche del presente.
Come ho già detto le nostre conquiste hanno avuto un prezzo salatissimo, l’ho scritto sopra , e come se non bastasse oggi ci troviamo a fare welfare famigliare a figli e nipoti vittime della crisi, quando sarebbe il momento di goderci la vecchiaia ed i frutti dei nostri sacrifici.
Fortunatamente non siamo, noi anziani, non sono, i giovani, tutti così. Ma per la maggioranza gli anziani sono senza memoria e quindi non possono trasmettere niente. I giovani non hanno conoscenza, non sanno, il pc ed internet lo usano per chattare e per vedere i filmini porno, giustamente in un certo senso ma, se volessero, prima di scrivere cazzate sui privilegi delle generazioni precedenti dovrebbero documetarsi su come li hanno conquistati, ammesso che siano privilegi, e quanto sono costati.
A me sembrano polli d’allevamento alimentati con il mangime dell’ignoranza, allevati ed annebbiati dal sistema sino al punto che gli danno pure ragione.
Con questo ho detto quello che avevo da dire, se volete rimanere nell’ignoranza fate voi, aggiungo solo una cosa che ho letto, tanti anni fa, nella prefazione del Capitale di Carlo Marx:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Io ho scelto il sapere, voi la seconda. Il sapere è conoscere le cose, i fatti, la storia. Anche se non si parla o si scrive in italiano perfetto. Conoscere la sostanza della vita.
Buona giornata, auguri per il vostro futuro.
Qui non stamo parlando di pensionati baby, alimentati dal regime clientelare e capitalista per conquistarsi voti e governare per 50 anni. Stiamo parlando di persone che si sono fatte 43 anni di lavoro, molti di fabbrica o in edilizia e sono arrivati alla pensione meritatamente e non per donazioni di qualche ente di carità.
Chiaro?

Come è bella la città. Dopo oltre due mesi me ne ero dimenticato, ma ad accogliermi ci sono tutti e mi è subito tornato alla mente.


Fortunatamente ha piovuto e si è rinfrescato. Ho potuto chiudere qualche finestra lasciandone aperta una ed un’altra socchiusa per far girare l’aria frizzante.
Sono quasi le tre del mattino, o della notte a secondo dei punti di vista. Dai giardini arrivano gli schiamazzi della solita compagnia di giovani, rigorosamente italiani, che passano tutti i fine settimana nei giardini vicino a casa mia.
Saranno 10 anni che vanno avanti in questo modo, hanno fatto la patente nel frattempo ed almeno non scorrazzano più all’interno dei giardini con il motorino, adesso sgommano in macchina.
All’inizio pensavo, sono ragazzini. Crescendo si faranno la ragazza e la smetteranno di far casino tutte le settimane ai giardini parlando di calcio e ridendo sguaiatamente, gli anni sono passati, il calcio è rimasto ma di ragazze non se ne sentono. Sono certo che non ce ne sono, altrimenti avrebbero cambiato i loro fine settimana.
Non so in base a che cosa, quale rito, renda obbligatorio urlare tutte le loro cazzate anche se sono a pochi centimetri uno dall’altro. A turno fanno delle battute ed allora gli altri si sentono in dovere
di ridere in modo forzato per dimostrare il loro apprezzamento facendosi  sentire ben oltre Via Padova o Via Palmanova, tutti devono sapere quanto sono divertenti i loro amici, anche a S. Siro.
Io spero che si facciano la morosa, che vengano colpiti dal dardo dell’amore, così i loro fine settimana potranno avere altre prospettive, spero.
Fa abbastanza fresco fortunatamente,  mi alzo per chiudere la finestra e mettere fine a questa rottura di palle che avevo dimenticato mentre ero  in montagna, perchè alle buone abitudini ci si abitua subito. Silenzio, pace, aria pulita.
Mi accingo a chiudere la finestra proprio nel momento in cui una coppia esce dalla sala giochi, lei è incazzatissima.
Lui deve avere troppe pretese, va bene farsi vedere mentre si fa sesso,  lo scambio o l’ammucchiata pur di farlo contento, ma questa sera deve avere esagerato con le richieste da deviazione mentale, perchè lei gli sta dando dello stronzo, vai affanculo gli grida.
Sei uno stronzo! Tu volevi mettermi incinta per condizionarmi, poi mi porti qui per fare la troia ma con me non attacca! Stronzo, stronzo, stronzo. Vado a casa da sola, non ho bisogno di uno stronzo come te che mi porti .
Lo trovo quando voglio un passaggio! Dentro di me le faccio gli auguri, che non abbia bisogno di fare denunce dopo l’autostop.
A volte sembra di essere ad Arcore, anche se là è tutto più ovattato girano molti più soldi e tutto è concordato.
Con qualche eccezione come alla sala giochi stasera.
Anche questo è amore, travestiti, scambi, guardoni, puttane,giochi di coppia ed una certezza, l’amore è interclassista.
C’è per tutti i prezzi, per tutte le tasche. Escluse per quelle dei ragazzi ai giardini.
Milano mi da il suo bentornato ed io ne faccio un post. So che c’è di peggio nella vita, ma sono anche certo che c’è di meglio. Si sa che non si può avere tutto, c’è anche chi ha paura del troppo silenzio e non riesce a dormire.
L’ho sentito dire da un prete in tv che ha la parrocchia isolata in montagna. Raccontava di gente che va a trovarlo per isolarsi nella quiete e poi scappa perchè non sopporta il silenzio, i rumori della propria testa.

497.310 giovani all’esame di maturità da oggi. Si può maturare, o no, anche senza l’esame specifico.


E’ vero che è una tappa importante della vita ma dovrebbero cambiarle il nome, esame di maturità non giustifica tutti i cretini che dai 18 anni in su incontriamo nella vita.
Si può maturare anche tirando la lima o scaricando i sacchi di cemento, si può fare anche la patente senza aver fatto l’esame di maturità. L’ho fatta anch’io.
L’ esame di maturità, non me vogliano quelli che l’hanno superato, è come la comunione o la cresima non da nessuna garanzia che sarai un bravo cattolico, l’esame di maturità non garantisce che sarai un cittadino migliore.
Io, già da ragazzo, ero un filosofo della domenica e riflettevo su quello che mi girava intorno al bar o al lavoro e tiravo le mie belle conclusioni, una delle quali è valida ancora adesso che vado per i 64 anni.
Avevo notato già allora, ero perspicace adesso sono più lento, che un bambino vispo sarebbe stato un ragazzino sveglio. Con l’esperienza avrebbe potuto diventare un adulto consapevole perchè l’esperienza avrebbe fatto da moltiplicatore, quindi a seguire un uomo responsabile, e da vecchio un vecchio saggio.
Questo è possibile solo se il ragazzino possiede il Dna giusto, altrimenti è impossibile e vado a spiegare il perchè.
Un bambino limitato, diciamo incapace di fare tesoro dell’esperienza, non potrà mai diventare un ragazzino vispo, un uomo consapevole, un vecchio saggio.
E’ pieno il mondo, non li ho trovati solo io, di vecchi che non sono per niente saggi, che non hanno capito ancora un cazzo della vita e della politica ed al massimo sono bravi ad amministrarsi perchè sanno fare le somme e le divisioni. E’ già qualcosa, certo, ma non sempre un vecchio è un vecchio saggio e non deve essere preso da riferimento. Va rispettato certamente ma non prendete qualunque vecchio per un vecchio saggio, sono cose diverse.
Tutto questo per dire ai ragazzi di prenderla con filosofia, non è da un calcio di rigore che si riconosce un campione. Il rigore si può anche sbagliare ma non è detto che non si vinca ugualmente il campionato della vita, non è obbligatorio essere, o diventare, tutti fenomeni.
La cultura, la memoria, sono dei barattoli vuoti ci puoi mettere dentro di tutto.
Il mondo è pieno di pirla con tre lauree, quasi tutti vanno al governo o vengono nominati in incarichi importanti dai governanti.
Uno per tutti quell’imbecille che ha detto che uno di 28 anni senza una laurea è uno sfigato, senza per forza citare la Gelmini. Anche lei ha due braccia rubate all’agricoltura.

Un po’ li ammazza il terremoto, agli altri ci pensa il governo dei banchieri, ed il Pd. Overdose di diritti, i lavoratori hanno esagerato, si credevano banche.


Hanno messo la fiducia e l’hanno trovata, ci saranno centinaia di esperti che ci racconteranno che l’equilibrio è giusto, si è trovata la formula giusta di compromesso sull’art.18 in linea con gli standard europei, come ha sottolineato la ministra, un salto indietro di 60 anni in pochi mesi velocissimo perchè siamo in crisi, pare che la crisi non dipenda dalle speculazioni delle banche, dei parassiti della finanza, dai profitti illegali dei titoli tossici la Fornero e Monti ci hanno detto che la crisi è dovuta ai troppi diritti dei lavoratori, precari e disoccupati in testa.
I partiti della maggioranza di solidarietà nazionale si sono trovati uniti nel pugnalare i lavoratori e se siamo in linea con gli standard europei l’Europa fa parte del quarto mondo.
Il governo dei banchieri e delle multinazionali ha riformato le pensioni, in peggio, in una settimana ed ha speso qualche mese per demolire l’art. 18 ed i diritti dei lavoratori, la Repubblica Italiana non è più fondata sul lavoro ma sulla speculazione, le banche, la borsa e l’evasione.
Fortunatamente il governo dei tecnici, sostenuto dalla maggioranza responsabile del Paese, ha salvato la razza protetta, la borghesia finanziaria parassita e le banche, sacrificando nell’altare dei diritti e dell’uguaglianza milioni di lavoratori.
Ne vanno pure fieri, come vanno fieri dei tagli nei servizi, nella sanità, alle politiche sociali e di sostegno.
I grandi patrimoni sono salvi, i miliardi di profitti prendono il volo per l’estero e la civiltà sociale, economica e politica è tornata ai primi dell’ottocento, se i lavoratori torneranno alle lampade ad olio il lavoro si potrà ritenere concluso, l’obiettivo raggiunto.
Il governo delle banche e della borghesia parassita, sostenute dalla maggioranza dei partiti responsabili, hanno salvato il Paese, il loro, dando fuoco ai villaggi hanno salvato il castello.
Pera e Sacconi non hanno partecipato al voto, ai lavoratori sono rimasti ancora troppi diritti, pretendono addirittura di mangiare e respirare e propongono un nuovo contratto per i lavoratori che vada oltre lo Statuto dei lavoratori sulla falsariga della mezzadria di due secoli fa.
I lavoratori verranno assunti a stagione, la produzione sarà del padrone che stabilirà quanto elargire al lavoratore-mezzadro in base al mercato, alla crisi e garantendosi il profitto, quello che avanzerà, il nulla, sarà diviso con i lavoratori-mezzadri.
Se ai lavoratori, alla Fiom, alla Cgil, non starà bene dovranno fare San Martino e cercarsi un altro posto.
Saranno sostituiti da altri lavoratori-mezzadri, precari, della Cisl e della Uil, andranno bene anche i lavoratori-mezzadri non iscritti al sindacato purchè restino muti e producano incessantemente per competere con i paesi più avanzati nello sfruttamento intensivo.
Non diamo tutti i meriti al governo delle banche, dei parassiti della speculazione, ai partiti di maggioranza che, responsabilmente, hanno accettato di massacrare i lavoratori, pensionati, disoccupati e precari, donne, togliendo il merito maggiore alla maggioranza silenziosa degli italiani che da anni si scagliano contro i privilegi dei pensionati considerati autentici parassiti perchè dopo 43 anni di contributi vengono accusati di essere i mantenuti dallo Stato. Ogni volta che scrivo di questi argomenti c’è qualche imbecille, spesso anche più di uno, che mi accusa di essere un mantenuto.
Dopo 43 anni di contributi che hanno permesso a migliaia di pensionati prima di me di avere una pensione dignitosa o da sopravvivenza ricevo lezioni di economia da questi emeriti imbecilli che ragionano come Monti e la Fornero, senza nessuna solidarietà per chi non ha potuto arricchirsi abbastanza per avere una vecchiaia serena.
Ecco la prima lezione di economia che l’imbecille di turno e non solo lui perchè la maggioranza dei giovani, dei grillini, dei polli d’allevamento degli ultimi trent’anni di politica italiana la pensa allo stesso modo.

Di 859 euro i 2/3 sono DEVOLUTI DALLO STATO tramite il calcolo retributivo DI MAGGIOR FAVORE…..

FOSSE stato un calcolo CONTRIBUTIVO AVREBBERO PRESO 300 euro di media……..

LESSON NUMBER 2)

ATTENZIONE alla differenza tra contribuzione e assistenziali !

ASSISTENZIALI, a totale carico dello STATO !

CONTRIBUZIONE, con contributi a carico dell’iscritto al quale sarà restituita la PENSIONE CON CALCOLO RETRIBUTIVO,MISTO O CONTRIBUTIVO….

Primo: i miei 43 anni di contributi, interessi compresi, sono buttati nel cesso, negli ultimi decenni di lavoro le mia trattenute arrivavano al 47%, vorrei sapere quanti tassisti, artigiani, imprenditori, chiunque sia provvisto di un commercialista arriva a tanto, fatemelo sapere. Escludiamo, naturalmente, i parassiti che speculano in borsa e che sono tassati a meno del 20%, sono razza protetta.
Per quanto riguarda le pensioni assistenziali, erroneamente, pensavo fossero un segno di civiltà, di solidarietà, finchè l’idiota di cui sopra non mi ha illuminato ed ho capito di avere sbagliato tutto. Devono morire, altrimenti gli imbecilli si incazzano.
Tanto astio, tanto odio per i pensionati, per gli anziani, per i disoccupati i cassaintegrati risulta per me incomprensibile, auguro all’imbecille di cui sopra di finire rovinato nella salute ed economicamente per provare l’effetto che fa.
Il cervello, il cuore, è già spappolato mi auguro che anche il resto faccia la stessa fine.
Io continuo a restare della mia idea, se 43 anni di contributi ed i loro interessi non bastano per la pensione lo Stato compri un caccia in meno, tagli gli stipendi ai parassiti della politica, gli stipendi ai manager ed ai boiardi di Stato, tolga le liquidazioni indecenti ai manager che ci hanno portato alla rovina e dia la caccia agli evasori, alla malavita organizzata ma non rompa ma non rompa i coglioni a chi a passato la vita a lavorare pagando il dovuto.
Questi giovani, che ragionano delirando all’americana e senza la minima solidarietà per gli altri, magari hanno studiato e sono diventati così stupidi grazie all’ welfare de padre o il nonno pensionato.
Secondo questi derelitti i pensionati prendono troppo, i gioiellieri a 17.000 euro all’anno sono nel giusto, non rubano come i pensionati, non sono parassiti.

Tolgano la pensione ai loro genitori, ai loro nonni, tanto l’hanno buttata via per farli studiare.
Ad ogni modo se non avete capito che questa non è civiltà, non è uguaglianza, non è diritto, non è solidarietà, non è dignità, sono fatti vostri. Io quello che dovevo fare l’ho fatto, le lotte, gli scioperi, il 68 e la conquista dello Statuto dei lavoratori, articolo 18 compreso, il diritto alla maternità ed all’ assistenza sanitaria e se voi ritenete che sia più giusto, equo, il far west economico dove vince ed ha ragione chi spara per primo fate pure.
Ho un solo dispiacere, che alle mie lotte, ai miei sacrifici ho fatto partecipare direttamente ed indirettamente anche la mia famiglia, ci siamo voluti bene lo stesso, pensavamo che il nostro sacrificio non dovesse essere solo per il nostro interessa ma anche per quello degli altri, che sarebbero venuti dopo.
Quelli che sono venuti dopo hanno pensato alla bella vita, garantita dai genitori e dai nonni, e adesso che il sistema capitalista li ha privati di tutto se la prendono con i loro padri ed i loro nonni. Lavoratori e pensionati che sono andati on overdose di diritti, di democrazia, di uguaglianza e fraternità.
Ragionano tutti come la Fornero e le conseguenza non possono che essere queste.
W il capitalismo e W le nuove leve, portatrici di una nuova civiltà, con le lampade ad olio.
Sinistra, destra, sono superati. Loro sono oltre e nel futuro, sono verso la fine dell’ottocento.

I Compagni è un film di Monicelli, quello che diceva ribellatevi, mentre andavate in discoteca.
Torino
, fine Ottocento. In una fabbrica tessile, l’ennesimo grave incidente spinge gli operai a richiedere migliori condizioni di lavoro. Quando la loro richiesta di ridurre l’orario di lavoro da quattordici a tredici ore viene del tutto ignorata, decidono di compiere un gesto dimostrativo, suonare la sirena di fine turno in anticipo di un’ora, che procura però una multa a tutti e una sospensione a Pautasso, l’autore materiale.
Gli operai organizzano quindi uno sciopero, approfittando dell’esperienza in materia dell’esperto professor Sinigaglia, appena giunto in città proveniente da Genova, ricercato dalla polizia per aggressione ad un pubblico ufficiale durante una manifestazione. I padroni per risolvere la situazione sono disposti a ritirare multa e sospensione e “perdonare” gli operai influenzati da “agitatori di professione”, ma gli operai non possono accettare una concessione così modesta rispetto al livello ormai raggiunto dalla protesta.
Di fronte alla resistenza degli operai, che tengono duro, forti della reciproca solidarietà, i padroni arrivano a chiamare lavoratori disoccupati da un’altra città. Gli scioperanti tentano di bloccare il treno che trasporta i crumiri, ma durante gli scontri Pautasso perde tragicamente la vita. Il prof. Sinigaglia, visti i precedenti, è costretto a nascondersi e trova un accogliente rifugio nella casa della prostituta Niobe, figlia di un operaio che l’ha ripudiata per la sua scelta di vita.
I lavoratori in sciopero, dopo aver resistito un intero mese, sono ormai prossimi a cedere, ignorando di aver portato i padroni sul punto di cedere per primi. Mentre gli operai hanno già votato per la ripresa del lavoro, il prof. Sinigaglia lascia il comodo nascondiglio, rischiando l’arresto per parlare agli operai, giunge trafelato e riesce a riaccendere in loro il desiderio di proseguire la lotta con la sua appassionata retorica, che riecheggia il discorso di Marco Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare. Spinti dalle parole del professore, i lavoratori marciano in corteo verso la fabbrica per occuparla. Ma la cavalleria, chiamata a difendere la fabbrica, spara sulla folla e uccide Omero, uno degli operai più giovani, appena un ragazzino, mentre il prof. Sinigaglia viene infine arrestato.
Gli operai tornano al lavoro, sconfitti. Fra loro il fratello minore del ragazzo ucciso, che ne ha preso il posto. Il prof. Sinigaglia, dal carcere, continua a diffondere le sue idee di progresso sociale, mentre altri lavoratori come Raoul portano avanti la lotta.

Non voglio essere pessimista, tutt’altro, sono realista. Preparatevi perchè il vostro futuro sarà questo, già visto e vissuto, non crediate che il capitalismo parassita, sfruttatore e speculatore vi lasci le briciole.
Il cervello ve l’ha già succhiato tutto.
Pare che Grillo abbia fatto delle proposte politiche degne di Rifondazione Comunista, subito è stato accusato di essere comunista, tipo la nazionalizzazione delle banche.
Io, dai grillini, vengo accusato di essere un vetero comunista superato dalla storia ebbene certe cose che dice Grillo io le dico da 50 anni, non entro nemmeno nel merito tanto non ne vale la pena, faccio solo qualche osservazione.
Primo non è con una class action che si batte il capitalismo, leggo addirittura che ne vogliono fare una sul calcio scommesse.
Secondo, noi abbiamo portato a casa qualcosa, le generazioni prima della mia e la mia, abbiamo pagato sudore e sangue ogni conquista, ogni centimetro di uguaglianza e di libertà e l’abbiamo conquistate e portate a casa per tutti, anche per quelli che non hanno lottato insieme a noi.
Non mi resta che augurarvi di avere lo stesso successo, dopo che avete contribuito ad abbattere quello che avevamo costruito non mi resta che sperare che il vostro palazzo sia più grande e più bello di quello che avevamo costruito noi.
Buona fortuna.

La gente comune dell’Emilia Romagna è avanti anni luce. La Sig.ra al Tg3: me ne frego se il governo aiuta noi e quelli che verranno?


Che in Emilia Romagna ci sia uno zoccolo duro di persone solidali e sinceramente democratiche è fuori discussione e l’ennesima prova l’abbiamo avuta oggi, al Tg3, persone che vanno oltre l’interesse immediato e personale per avere a cuore gli interessi degli altri, di tutti gli altri.
Monti è andato in visita nei luoghi del terremoto ed ha subito una piccola contestazione, che aveva i suoi buoni motivi perchè, presi dall’immediato tutti abbiamo dimenticato che questo governo sta facendo una legge che scarica le calamità naturali sulle regioni permettendo nuove imposte sulla benzina o altro per affrontare i disastri dei terremoti e non solo.
Questo significherebbe che lo Stato scarica sulle regioni il suo dovere di aiutare le vittime di eventuali disastri, evidentemente i professori di economia sono in grado di aiutare solo le banche.
Questa legge è anche odiosa per un’altra ragione, la discriminazione tra regioni ricche e povere, di solito le più colpite, perchè se le ricche regioni del nord potrebbero anche sopportare il peso di una situazione del genere dubito che Basilicata, Marche, Abruzzo e qualche altra possano fare lo stesso.
Solo da una Signora dell’ Emilia Romagna, educata e convinta della solidarietà tra cittadini, fiduciosa dell’amministrazione pubblica e nello Stato poteva rilasciare una dichiarazione del genere così altruista e di buon senso che evidentemente politici e governo non hanno.
Essendo informata della legge che il governo sta discutendo la Signora in questione, pur essendo coinvolta in prima persona in questa disgrazia, prima di pensare al proprio interesse ha pensato all’interesse degli altri dando prova di un altruismo che vent’anni di berlusconismo e di xenofobia razzista della lega avevano cancellato dalle nostre teste e dai nostri cuori.
Siamo tutti impegnati nei cazzi nostri, vediamo solo i nostri problemi e siamo incapaci di provare non dico un minimo di pietà per gli altri ma almeno un minimo di solidarietà che vada oltre l’egoismo. Uno schiaffo ad un popolo che ha dimenticato la base della convivenza civile, la solidarietà.
Me ne frego se il governo ci aiuta, e quelli che verranno?
Siamo ad anni luce dai deliri dei leghisti, dal forza Etna al tifo per le alluvioni ed i terremoti del sud.
Qui siamo tutti al sud della decenza, dell’etica, della morale, della solidarietà, manchiamo di civiltà.
Mi inchino davanti alla Signora, spero che l’abbiano notata in tanti e ne abbiano tratto una riflessione.
Che persone vogliamo essere, come i leghisti o come la Signora?

Quelli di Macao, quando non basta essere contro per essere nel giusto. La presunzione nella cultura non può esistere, la cultura è confronto.


L’web è stato inondato dalla solidarietà espressa da internauti ai ragazzi del Macao vittime del comune o del sindaco Pisapia secondo i punti di vista perchè il problema non erano i ragazzi del Macao ma andare sempre e comunque contro la politica.
Persone che si sono scagliate contro Pisapia da migliaia di chilometri di distanza, senza nemmeno informarsi, solo per confermare un proprio pensiero precostituito e per accusare Piasapia di non mantenere le promesse.
Persino Dario Fo, precursore delle occupazioni di spazi culturali, è accorso immediatamente per dare supporto e pubblicità ai ragazzi del Macao invitando il comune, la giunta, a fare qualcosa per questi ragazzi.
E questo la giunta ha fatto, alla faccia di chi ha criticato precipitosamente e da prevenuto in attesa di qualche scivolata di Pisapia.
La sinistra più sinistra di tutti, la migliore e la pura di spirito, che regolarmente scivola sulla buccia di banana per esagerazione da contestazione.
Dario Fo è da sempre attento e contro ma è anche molto intelligente ed infatti, se commette un errore, lo individua e ne prende atto in un breve lasso di tempo, ciò che altri non sono capaci di individuare e quindi di prendere atto di essere stati precipitosi.
Il gusto di sentirsi diversi, migliori, più democratici degli altri alle volte fa brutti scherzi e capita di pestarne una grossa, non stiamo parlando di Casa Pound, stiamo parlando di collettivi diversi probabilmente di sinistra ma si sa che la sinistra ha sempre qualcuno più a sinistra di tutti, sempre in malafede e, come ha risposto una ad un mio commento, non hanno le fette di salame davanti agli occhi.
Dico subito che non c’è bisogno di avere le fette di salame negli occhi, basterebbe informarsi, aggiungo che le fette di salame davanti agli occhi si possono anche togliere per farsi un panino, se si hanno nella testa, nel cervello, l’operazione è impossibile.
Non basta suonare l’orchestra in piazza per avere ragione,essere più liberi e democratici, si deve anche ragionare ed accettare il confronto con l’unica istituzione che ha dato risposte alle loro domande, con la giunta precedente invece delle risposte avrebbero preso solo le botte dalla polizia.
Io sono favorevole ai ragazzi del Macao ed il mio punto di vista conta meno di nulla, più facile fare bella figura dando ragione ai ragazzi a prescindere, sentirsi parte della maggioranza e rivoluzionari della cultura ma, se non si collega il cervello e non si colgono le opportunità che la Giunta di Milano propone si passa solo dalla parte del torto e chi, sin dalla prima ora, si è schierato dalla parte del Macao volta le spalle e si lascia immerso nel suo brodo di prosopopea e presunzione.
L’esatto contrario della cultura, che si confronta ed accoglie le aperture e le occasioni, non si fa cultura rifiutando il confronto, quello è il pensiero unico non cultura.
Macao e l’assemblea all’ex Ansaldo

Nel mio piccolo, nella mia ignoranza dato che ho solo la terza media, vorrei dire a collettivo di intellettuali ed artisti del Macao, che per volare prima delle ali ci vuole il cervello.
Abbassino le ali, della presunzione, e usino il cervello della modestia.
Non lo dico perchè l’ha detto Dario Fo, l’ho detto prima e sono stato criticato perchè ho difeso Pisapia, io ho difeso la logica.
Se la cultura è presunzione ha fallito il suo scopo, coinvolgere quelli come me, far capire a chi ha meno strumenti e capacità.
Gente che parla solo tra di loro per darsi ragione uno con l’altro, è un salotto non è cultura, Pasolini parlava e scriveva per gli ignoranti ed è per questo che gli intellettuali l’hanno capito vent’anni dopo.

 


Umberto Bossi ha fatto dell’ignoranza la sua bandiera come collante di una base che si identifica al meglio senza nemmeno parlare l’italiano. Ed allora perchè spendere tanto per comprarsi una laurea?


L’ignoranza come vessillo da rivendicare, il dialetto non come cultura popolare ma come simbolo di unità tra poveri di intelletto, chi parla il dialetto e lo considera cultura da conservare quando parla con uno di un’altra regione, per rispetto, parla l’italiano.
Umberto no, il leghista no, si esprime solo con i suoi cinquanta vocaboli per i tre concetti che gli hanno inculcato, secessiun, Roma ladrona, basta tasse a Roma.
Semianalfabeta ma ladro come il suo capo, basti pensare agli allevatori padani che per firmare il contratto del nuovo trattore, comprato rubando sulle quote latte, con una croce.
Per la ristrutturazione delle stalle non hanno nemmeno dovuto firmare, si sono affidati al nero per risparmiare l’Iva.
L’ignoranza esibita come la maleducazione o il cappio in Parlamento per Roma ladrona, l’invito alla Signora di Venezia a pulirsi il culo con il tricolore mandava in visibilio i trogloditi in camicia verde fieri della loro ignoranza primitiva.
Anche la canottiera esibita nella villa del piduista, quella passeggiata nel parco con il cavaliere, ladro pure lui ma  raffinato dai vizi, a marcare la differenza tra il figlio del popolo ed il borghese arricchito.
Ho parlato, qualche volta, con i leghisti del mio quartiere ed è una esperienza frustrante, le solite frasi fatte che già impararle a memoria deve essere stato uno sforzo titanico ed un unico mito, obiettivo, tenersi i danè, schei, soldi.
Incapaci di un pensiero compiuto, un ragionamento sarebbe troppo, ma forti in matematica e con un braccio da tennista, quello che apre e chiude il cassetto del negozio, dell’officina, insomma dove mettono l’incasso della giornata.
Allergici alla lettura di un giornale, un libro,  per non essere inquinati dalla cultura al punto che non emettono uno scontrino che, come tutti sappiamo, contiene l’intestazione scritta del negoziante. Per loro leggere uno scontrino è come leggere I Miserabili, missione impossibile.
Mi stupisce che, dopo qualche lustro di mangiatoie a Roma ladrona, come gli sia venuta ai dirigenti leghisti la mania della cultura e quindi della laurea, l’ossessione di essere tutti laureati.
Forti del principio base della corruzione che tutto ha un prezzo hanno speso 130.000 euro per comprare  la laurea ed il diploma della Rosy Mauro e del suo compagno. Probabilmente prima hanno comprato la laurea e dopo la maturità, tanto non sanno nemmeno in che ordine vengono acquisite.
130.000 euro sono stati spesi per il Trota, dal 2010 sta “prendendo” la laurea in una università privata di Londra, uno che non sa nemmeno l’italiano e si esprime peggio di suo padre ma senza malattia.
Sappiamo tutti che la cultura evolve le persone, preparate, evidentemente la cultura comprata ad un tanto al pezzo ha dato alla testa della famiglia Bossi ed ai componenti del cerchio magico di Gemonio che sono diventati tutti ladri, a loro insaputa.
Quanto fosse ignorante, rasoterra, la Rosy Mauro ce ne siamo accorti un giorno al senato dove ha fatto una figuraccia che è passata alla storia.
Ai leghisti la cultura fa male, la verità pure e l’evidenza non sanno nemmeno cosa sia. La loro vita è tutta un inganno, un’opinione, ed ogni fatto reale è calcolato come le quote latte, in base a quanto riescono a truffare allo Stato o all’Unione Europea.
Lì, sono i campioni del mondo.
Il trota ha detto, mai preso un euro, si limitava a presentare il conto, i conti che il partito pagava.
La macchietta del Consiglio Regionale Lombardo mi da l’impressione che non riesce nemmeno vestirsi alla mattina, si ferma alla canottiera, ci sarà qualcuno che provvede per lui. E pensare che ha una mamma maestra.
Mio padre commerciava in auto usate ed un giorno mi lasciò allibito con una frase:  qualcuno più stupido di te, al quale vendere un’auto usata, lo trovi sempre.
Me lo disse in dialetto veneto, mi sa che l’ha sentito anche l’Umberto a mia insaputa, perchè su questo principio ha fondato la lega.
Qualcuno, molti, più stupidi di lui li ha cercati e trovati l’Umberto, sono quelli che lo difendono ancora e lo venerano come la statuetta della Madonna o il cassetto dove mettono l’incasso. Se avessi la certezza che ha rubato l’idea di mio padre gli chiederei i diritti d’autore.
Comunque una cosa è certa che di trote, nella lega, ce ne sono più di una.
Direi che sono parecchi allevamenti, intensivi.
E’ pur vero che l’abito non fa il monaco, ma guardate bene in faccia i leghisti e ditemi se vi trovate una traccia, un barlume, una luce negli occhi che indichi un minimo di intelligenza.
Che non è razzismo o xenofobia la cultura del sindaco si Adro. 

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